Venerdì 21 Luglio 2017 - 8:56

Ultraleggero precipita, morti i due piloti

SASSARI. Un ultraleggero partito da Verona è precipitato ieri mattina in Gallura: i due occupanti, un uomo e una donna, sono morti carbonizzati dopo lo schianto. L’incidente, probabilmente causato da una avaria al motore, è avvenuto intorno a mezzogiorno in località Li Balzaghi, a Trinità d’Agultu e Vignola. Il velivolo sarebbe dovuto atterrare a Costa Paradiso. Secondo una prima ricostruzione, l’aereo, dopo essere andato in stallo, è precipitato e ha preso fuoco.

Migranti, esplode la protesta a Messina

MESSINA. Emergenza immigrazione, giornata all’insegna dell’alta tensione da Nord a Sud. Proteste nel Messinese contro l’arrivo di migranti nella notte nel Comune di Castell’Umberto, ma anche nel Bresciano. Un gruppo di una cinquantina di migranti è stato inviato dal prefetto di Messina in un ex hotel a Castel Umberto, nel Messinese scatenando le proteste di parte degli abitanti che hanno bloccato le vie d’accesso. Il sindaco Vincenzo Lionetto Civa ha bloccato l’allaccio dell’energia con un gruppo elettrogeno e quindi nella struttura non vi è energia elettrica. In un post su Facebook due sere fa il primo cittadino aveva denunciato di non essere stato preavvisato: «Avviso importante ed urgente. Con un atto unilaterale senza preavviso un minuto fa la prefettura di Messina mi ha semplicemente informato che trenta immigrati in nottata saranno trasferiti presso l’hotel Il Canguro - si legge nel post del primo cittadino - Non ritengo questo un atto di coinvolgimento istituzionale corretto per gli ovvi motivi di ricaduta sulla nostra comunità. La gestione è stata data ad una cooperativa di Palermo. Mi sto recando immediatamente sul luogo dove indossando la fascia tricolore bloccherò l’ingresso con la mia autovettura della struttura alberghiera e li rimarrò». Le proteste di sindaco e residenti, che hanno passato la notte fuori dall’hotel dove vengono ospitati i migranti, sono andate avanti anche ieri mattina. «In una struttura dichiarata da mesi inagibile, senza luce, con acqua fornita dal Comune di Castell’Umberto con morosità dal 2012 (regolarmente attivati da tempo tutti i procedimenti amministrativi di recupero) hanno provato a far entrare un gruppo elettrogeno, i cittadini hanno bloccato le vie di accesso, garantito però l’ingresso ai mezzi di pronto intervento», scrive il primo cittadino. 

Sbalzata dalla giostra, precipita nel vuoto e muore

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Sbalza dalla giostra e precipita nel vuoto. È successo venerdì notte a San Benedetto del Tronto, dove Francesca Galazzo, 27 anni, è morta poco dopo le 23 a seguito di un incidente avvenuto nel Luna Park della cittadina marchigiana. La donna, che è mamma di un bimbo di due anni, era in compagnia di un ragazzo e sembra che entrambi, stando ai primi accertamenti, fossero assicurati ai rispettivi supporti. Ma a un certo punto la ragazza si è sganciata precipitando nel vuoto sotto gli occhi di decine di persone.

Farmacologia, 15 borse di studio a giovani talenti under 38

Una borsa di studio per i talenti della medicina, un investimento sulla salute e la sanità del futuro. A Roma, nel corso di una cerimonia al Nobile Collegio Chimico Farmaceutico, sono state conferite 15 borse di studio a ricercatori under 38 (anche campani nella lista dei premiati) per attività di ricerca da svolgere presso Istituzioni scientifiche in Italia o all’estero – valore complessivo, 225 mila euro, cinque da 25 mila (un anno la durata della fase di ricerca per i ricercatori) e dieci da 10 mila (sei mesi la durata della fase di ricerca) -, progetto, al terzo anno consecutivo, nato dalla collaborazione della Società italiana di Farmacologia (Sif) assieme a Msd Italia. Dal settore cardiovascolare, all’oncologia, al metabolico, neuroscienze e immunologia: un tesoretto investito sulle eccellenze italiane della ricerca. Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato il sottosegretario di Stato all’Istruzione, Università e Ricerca, Vito De Filippo e il presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Stefano Vella, insieme a Giorgio Cantelli Forti, presidente della Sif e a Goffredo Freddi, Policy and Communication Executive Director di Msd Italia.

L’obiettivo di questa partnership giunta ormai al terzo anno – ha spiegato il presidente della Sif, Cantelli Forti, - è quello di sostenere dei giovani ricercatori post-dottorato con documentata e promettente fase evolutiva della loro formazione, nella speranza che possano raggiungere posizioni accademiche o professionali di assoluto prestigio. Vogliamo offrire il nostro contributo per non disperdere un prezioso patrimonio umano e intellettuale e, possibilmente, limitare la fuga dei cervelli. Ormai da troppi anni, giovani talenti italiani sono costretti a trasferirsi permanentemente all’estero per dare seguito alla loro passione per la ricerca scientifica”.

Le borse di studio – hanno spiegato gli interlocutori nel corso della premiazione - sono state pensate per preservare e incentivare lo sviluppo di studi indipendenti (i progetti di ricerca non riguardano, infatti, la valutazione clinica degli effetti dei farmaci), incrementando il potenziale della ricerca italiana in campo farmacologico, spesso condotta da giovani ricercatori che non hanno ancora una posizione stabile all’interno di università, enti di ricerca e industrie del settore.

“La partnership con la Sif” ha detto Nicoletta Luppi, presidente e a.d. di MSD Italia - è un nuovo capitolo di un percorso pluriennale che MSD ha avviato per sostenere le società scientifiche e la ricerca indipendente italiana grazie ad un solido piano di investimenti. Siamo convinti che, per preservare e valorizzare il nostro patrimonio di ricerca in campo medico-scientifico, occorra uno sforzo di corresponsabilità da parte di tutti gli attori del sistema Paese ed è, quindi, dovere anche delle aziende impegnarsi, mettendo a disposizione le proprie risorse, per sostenere i giovani ricercatori, promuovere l’eccellenza della ricerca farmacologica nel nostro Paese e contribuire cosi ad attenuare la fuga di brillanti promesse della farmacologia, attratte dalle migliori prospettive che ritengono di trovare all’estero”.

 

Roma, soffoca moglie con una busta e si getta dal quinto piano

Omicidio-suicidio in zona Monteverde a Roma. È accaduto questa mattina poco prima delle nove e sul posto è intervenuta la polizia. Da una prima ricostruzione un anziano avrebbe ucciso la moglie e poi si sarebbe suicidato gettandosi dal quinto piano di un palazzo. Gli agenti sono intervenuti sul posto dopo una chiamata arrivata al Nue che segnalava una persona che si era lanciata da uno stabile in via Damaso Cerquetti.

Personale del reparto volanti e dei commissariati San Paolo e Monteverde, giunto sul posto poco dopo, ha trovato il corpo dell’uomo, un 79enne, nei pressi del garage condominiale. Successivamente, all’interno dell’abitazione, è stato scoperto il corpo senza vita della moglie di 81 annidistesa a terra, con la testa avvolta da una busta di plastica.

Genova, sequestrati presunti falsi alla mostra su Modigliani

GENOVA. Tre indagati nell’ambito dell’inchiesta sui presunti casi di falso che ha portato al sequestro di una serie di opere all’interno della mostra su Modigliani a Palazzo Ducale di Genova. Oggi è scattato il decreto di sequestro da parte della procura dopo il caso sollevato da un critico d’arte toscano, mentre l’esposizione su decisione della Fondazione Ducale chiuderà con tre giorni d’anticipo rispetto alla data finale di domenica. Gli inquirenti hanno nominato Palazzo Ducale, che è considerato parte lesa, custode giudiziale. La mostra in questi mesi aveva superato i centomila visitatori.

Consip, Romeo pronto ad essere scarcerato

NAPOLI. Arrivato il braccialetto elettronico, tra stasera e domani Alfredo Romeo, l'imprenditore campano arrestato il primo marzo scorso per corruzione in concorso con l'ex dirigente Consip Marco Gasparri (che ha chiesto di patteggiare una pena di 20 mesi di reclusione), dovrebbe lasciare il carcere di Regina Coeli ed andare agli arresti domiciliari. Sempre sul fronte dell'inchiesta Consip, ma per la fuga di notizie, oggi è stato interrogato dai magistrati romani il ministro dello Sport Luca Lotti.

Morto Xiaobo, Nobel per la pace ucciso dal regime

L'attivista cinese e premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo è morto. Aveva 61 anni. A darne notizia sono le autorità di Shenyang, nel nord della Cina. La sedia vuota di Liu Xiaobo alla cerimonia di premiazione del Nobel per la pace 2010 rimane un potente simbolo della repressione di ogni dissenso da parte di Pechino. Ma lo è anche la sua morte oggi in ospedale, dopo che le autorità cinesi gli hanno rifiutato più volte il trasferimento per cure all'estero. Scarcerato il 26 giugno perché colpito da un tumore al fegatoormai in fase terminale, il dissidente cinese aveva chiesto invano di potersi far curare negli Stati Uniti o in Germania e per questo aveva rifiutato ieri di farsi intubare nel timore di diventare intrasportabile. Il suo ultimo desiderio era portare all'estero l'amata moglie Liu Xia, da anni agli arresti domiciliari, in modo da donarle una vita libera.

Scrittore, saggista, poeta, attivista per i diritti civili, il 61enne Liu Xiaobo era nato a Changchun, nella provincia di Jilin, il 28 dicembre 1955. Educato come cristiano, aveva conseguito un dottorato in letteratura all'università di Pechino. Pensatore brillante e anticonformista, filo occidentale, negli anni Ottanta Liu era molto noto nei circoli intellettuali della capitale cinese ed è stato visiting professor all'università di Oslo in Norvegia e, negli Stati Uniti, alla Columbia University e all'universita' delle Hawaii. Nella primavera 1989 tornò dall'estero per partecipare alle proteste di piazza Tienanmen. Arrestato, rimase in carcere per 19 mesi. Nel gennaio 1991 fu condannato per "propaganda ed istigazione controrivoluzionarie", ma senza finire in carcere. Nell'ottobre del 1996 fu inviato a trascorrere tre anni in un campo di rieducazione a causa delle sue critiche al partito comunista. Liu Xiaobo è stato presidente del ramo cinese dell'associazione internazionale di scrittori Pen Club cinese fra il 2003 e il 2007, quando fu nuovamente arrestato e interrogato in carcere a proposito di suoi articoli apparsi sui siti web stranieri.

L'ultimo arresto risale al dicembre 2008 a causa della sua adesione ad un movimento per l'avvento della democrazia in Cina. Liu Xiaobo era il primo firmatario del manifesto di Charta 08, cui hanno aderito 330 intellettuali cinesi, che elencava una serie di riforme necessarie per una trasformazione democratica del paese asiatico. Il 25 dicembre 2009, Liu è stato condannato a 11 anni di carcere per "incitamento alla sovversione dei poteri dello Stato". Nel 2010 Liu ha ricevuto il premio Nobel per la pace "per il suo impegno non violento a tutela dei diritti umani in Cina". Il diploma e la medaglia del premio Nobel vennero posate su una sedia vuota, dato che il dissidente era in carcere. Pechino esercitò forti pressioni per evitare la premiazione di Liu, cui seguirono tensioni diplomatiche fra Cina e Norvegia. Fra gli sponsor della sua candidatura vi era l'ex presidente ceco Vaclav Havel, promotore di Charta 77, il manifesto di dissidenti cecoslovacchi a cui si erano ispirati i firmatari di Charta 08. Sin dall'annuncio del premio, la moglie Liu Xia è stata posta agli arresti domiciliari nella sua casa di Pechino. Contro la donna non sono mai state mosse accuse formali. Xia e Xiaobo si erano conosciuti negli anni ottanta, quando entrambi erano sposati con altri partner e frequentavano lo stesso giro di amici boehmien. Lui era un brillante intellettuale donnaiolo, lei una giovane poetessa che lavorava come funzionaria del governo. I loro due matrimoni naufragarono dopo il suo primo arresto. Quando lui fu rilasciato nacque il loro amore. "Ho trovato tutta la bellezza del mondo in questa donna", confidò Xiao all'amico Mo Zhixu.

L'ex moglie di Xiaobo e il figlio erano emigrati negli Stati Uniti e la nuova coppia decise di non avere figli, ben sapendo che le scelte politiche di lui avrebbero reso difficile la vita ad entrambi. Si sposarono mentre lui stava scontando una nuova condanna a tre anni di campo di lavoro, in modo che lei avesse il diritto di andarlo a trovare. Anche quando lui uscì, la loro vita comune fu sempre all'ombra di una continua sorveglianza poliziesca. Dopo l'ultimo arresto del 2008, Xia e Xiaobo non sono più stati liberi insieme. Gli arresti domiciliari sono stati una prova molto dura per Liu Xia. Senza telefono e internet, isolata dal mondo, ha avuto rare occasioni di vedere i familiari e il marito, sempre sotto la sorveglianza della polizia. E la censura ha bloccato perfino le poesie d'amore che i due coniugi cercavano di mandarsi l'un l'altro. Nel 2009, quando il Guardian l'aveva incontrata, l'allora 49enne Liu Xia, appariva come una persona dalla "presenza luminosa" con un fisico snello da ragazzina, il sorriso ironico e un gran senso dell'umorismo. Ma il lungo isolamento ha duramente provato questa donna un tempo piena di grazia ed effervescenza. Nel 2011 alcuni giornalisti riuscirono ad introdursi nella sua casa, trovando la donna irriconoscibile, afflitta da tremori e crisi di pianto. Nel 2014, Liu Xia ha avuto un attacco di cuore. E negli ultimi mesi ha perso entrambi i genitori. "Liu Xia ha sofferto in nome del sogno di Liu Xiaobo. E ora Liu Xiaobo ha rinunciato all'insistenza di non voler lasciare la Cina per il bene di Liu Xia", raccontava nei giorni scorsi Ye Du, un amico comune. "Anche se fossi ridotto in polvere, userei le mie ceneri per abbracciarti", le aveva scritto lui nel 2009.

Genova, anziano investito da bus sulle strisce: è grave

GENOVA. Grave incidente questa mattina a Genova, nel quartiere di Marassi. Un uomo di 81 anni è stato investito mentre attraversava sulle strisce pedonali da un autobus cittadino dell’Amt nella zona tra via Bertuccioni e piazza Guicciardini. L’anziano, soccorso dal 118 intervenuto con automedica, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Martino di Genova in codice rosso e si trova in gravi condizioni. Sul posto la polizia municipale con la sezione infortunistica per i rilievi e per chiarire la dinamica dell’incidente. La scorsa settimana una donna era stata travolta da un bus vicino a piazza Alimonda mentre attraversava la strada. L’anziana, in gravi condizioni, è morta poche ore dopo per le ferite riportate.

Firenze, gioca al parco e si punge con una siringa: ricoverata bimba di 5 anni

FIRENZE. Gioca al parco e si punge con una siringa abbandonata nell'erba: una bimba di 5 anni è stata ricoverata ieri notte all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze per accertamenti. È successo ieri al parco di Villa Vogel di via Canova, dove una famiglia aveva trascorso la serata all'aria aperta. Mentre i genitori stavano lasciando il parco, per rientrare a casa, l'ago della siringa, in stato di abbandono nell'erba, ha perforato il sandalo della bambina pungendole il piede.

La piccola è stata trasportata in ospedale e ricoverata nel reparto di malattie infettive. La bambina ha iniziato una profilassi che avrà una durata di 6 mesi al fine di scongiurare eventuali complicazioni. Stamani la bimba è stata dimessa. Secondo i medici, il rischio contagio è molto basso. La siringa è stata portata all'ospedale Meyer per gli accertamenti del caso. Le indagini sono condotte dai carabinieri del nucleo radiomobile.

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