Lunedì 22 Gennaio 2018 - 18:48

Riciclaggio, chiesto processo per Fini e i Tulliani

La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, per la sua compagna Elisabetta Tulliani, per il fratello Giancarlo, attualmente a Dubai, e il padre Sergio. L’accusa è di riciclaggio. I pm della capitale, titolari dell’inchiesta, hanno chiesto il processo anche per l’imprenditore dei videogiochi Francesco Corallo.

Tra le operazioni al centro dell'indagine anche la vendita della casa di Montecarlo, già di proprietà di An, che sarebbe stata acquistata, secondo l'accusa, da Giancarlo Tulliani attraverso società off-shore con i soldi dell'imprenditore Corallo, il “re delle slot". Nell'inchiesta della Procura di Roma sono 10 gli indagati per presunte attività di riciclaggio.

Abusi sulla figlia 14enne, trovato impiccato in chiesa

FROSINONE. Impiccato ad una grata di ferro all'ingresso di una chiesa nel comune di Roccasecca, in provincia di Frosinone. Così è stato trovato l'uomo di 53 anni accusato dalla figlia 14enne di violenza sessuale in un tema scritto a scuola. "Il corpo era su una grata di ferro posta sull'ingresso della chiesa di San Tommaso, in località Castello", riferisce all'AdnKronos il tenente Vittorio Tommaso De Lisa, comandante del Nucleo Operativo della Compagnia dei Carabinieri di Pontecorvo.

L'uomo non ha lasciato biglietti prima di impiccarsi. Dal luogo dove è stato trovato il corpo si vedeva l'altare della chiesa. "La macchina è stata rinvenuta a 200 metri dal posto", riferisce il tenente. A trovare il cadavere e a dare l'allarme questa mattina alle 9 è stato un passante, "un cittadino di Roccasecca - spiega - che porta a passeggio il cane in quella zona un po' alta".

La chiesa dove è stato ritrovato il corpo è "utilizzata raramente per delle cerimonie perché - continua De Lisa - è posta nella parte alta di Roccasecca, non ci si può arrivare con la macchina, si cammina a piedi in salita e ci sono delle scale. A protezione della chiesa c'è sul portone di ingresso una grata di ferro per evitare che qualcuno possa accedere all'interno. L'uomo ha infilato un filo di spago nella parte superiore di questa grata e si è impiccato".

Roma, 16enne minaccia e rapina due 11enni

ROMA. Due fratelli rom, di 16 e 25 anni, domiciliati al campo nomadi di via Salviati, sono stati arrestati nel giro di poche ore dai Carabinieri della Compagnia Roma Montesacro.

Il più giovane dei due, ieri pomeriggio è stato identificato e rintracciato dai Carabinieri della Stazione Roma Tor Sapienza poco distante da via Luigi Appiani, quartiere Tor Sapienza, dove aveva poco prima rapinato due 11enni. Le bambine, che tornavano a casa da scuola, sono state avvicinate e, sotto minaccia di un grosso cacciavite, costrette a consegnare gli smartphone custoditi negli zaini. Subito dopo il rapinatore si è dato alla fuga ma è stato bloccato dai militari, che lo hanno denunciato per rapina aggravata. La refurtiva è stata rinvenuta addosso al 16enne e riconsegnata alle giovanissime vittime.
Poche ore prima, sempre nel quartiere di Tor Sapienza, in via Guglielmo Sansoni, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Montesacro hanno arrestato il fratello 25enne, noto per i suoi numerosi precedenti, che è stato riconosciuto mentre passeggiava in strada nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari. Dopo l’arresto è stato portato in caserma e dovrà rispondere del reato di evasione.

Blitz antimafia, fermato il figlio dell'autista di Riina

PALERMO. Operazione antimafia a Palermo. I carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito un decreto di fermo, emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia palermitana, nei confronti di 5 indagati ritenuti a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione consumata e tentata, incendio, tutti commessi con l’aggravante del metodo e finalità mafiosi.

Tra questi Giuseppe Biondino, 40enne figlio di Salvatore Biondino, già autista di Totò Riina e condannato all'ergastolo. Secondo gli inquirenti, Giuseppe Biondino è il nuovo 'reggente' della famiglia mafiosa di San Lorenzo.

INDAGINI - L’attività d’indagine rappresenta la prosecuzione dell'operazione 'Talea' (dicembre 2017) condotta nei confronti degli affiliati ai mandamenti mafiosi di San Lorenzo (composto dall’omonima famiglia di San Lorenzo, Tommaso Natale, Partanna Mondello, Terrasini, Cinisi e Carini) e Resuttana (articolata sull’omonima famiglia di Resuttana e da quelle di Arenella e Acquasanta).

ESTORSIONI - Le indagini hanno portato all'arresto di Salvatore Ariolo e del tunisino Ahmed Glaoui, quali appartenenti rispettivamente alle famiglie mafiose di San Lorenzo e Partanna Mondello. Gli inquirenti hanno ricostruito un’estorsione consumata e due tentate nei confronti di imprenditori e commercianti della zona di riferimento, nelle quali è anche coinvolto Bartolomeo Mancuso.

INCENDIO - Veniva poi individuato Francesco Lo Iacono, classe ’80, quale mandante di un grave incendio commesso la notte del 14 agosto 2015 nei confronti di un’attività commerciale di Partinico, per il quale erano già stati arrestati gli esecutori materiali nell’ambito della citata operazione 'Talea' eseguita il 5 dicembre 2017.

Francesco Lo Iacono è nipote di Maurizio Lo Iacono, esponente di vertice del mandamento di Partinico, il cui omicidio, avvenuto il 4 ottobre 2005 a Partinico, era collegabile ai contrasti esistenti tra i Lo Iacono e i Vitale, a causa della vicinanza dei primi al boss, all’epoca latitante, Bernardo Provenzano.

Tragedia a Sestriere, sbanda con gli sci: morto 31enne

Un ragazzo di 31 anni è morto mentre sciava sul Fraiteve, a Sestriere. Si è schiantato contro un paravento e poi è finito giù nella scarpata, facendo un volo di circa 200 metri. È possibile che il 31enne abbia sbagliato la curva mentre scendeva. Sul posto è intervenuto il soccorso alpino piemontese, ma per lo sciatore non c'è stato nulla da fare. Il giovane era originario della Sicilia.

 

 

Prof liceo Massimo sorvegliato in cella ogni 15 minuti

È sorvegliato speciale e ogni giorno vede uno psicologo Massimo De Angelis, il professore di 53 anni dell'Istituto Massimo di Roma, arrestato con l’accusa di atti sessuali con una studentessa di 15 anni. «Ha una grandissima sorveglianza, che non è una sorveglianza a vista ma una sorveglianza costante, ogni 15 minuti», spiega all'AdnKronos il Garante dei detenuti della Regione Lazio Stefano Anastasìa. «Mi hanno detto perché io non ci sono stato - continua - che è in una stanza vicino al posto di osservazione dei poliziotti come misura precauzionale, essendo una persona che è ovviamente traumatizzata da un'esperienza per lui nuova e abbastanza imprevedibile, come si capisce da quanto riferito dal suo avvocato», dice il Garante facendo riferimento alle dichiarazioni del difensore del professore Fabio Lattanzi, che, nei giorni scorsi, parlando delle condizioni del suo assistito, ha detto che «è prostrato» e «ha già tentato il suicidio». Per creargli una condizione di minor disagio il docente non è stato messo in isolamento. «È in cella con un'altra persona perché - sottolinea Anastasìa - questo aiuta a vivere meglio l'esperienza. Sta con un detenuto arrestato per reati della stessa specie. Gli autori di reati a sfondo sessuale - spiega - sono sempre separati dagli altri perché trattandosi di reati di particolare riprovazione nella comunità dei detenuti» c'è il rischio «che qualcuno possa fargli del male». Il professore «ha una previsione di un incontro quotidiano con uno psicologo», riferisce il Garante. «Tutte le persone che entrano in carcere - continua - fanno subito una visita medica di primo ingresso che serve sia ad accertare le condizioni di salute generale, sia per valutare particolari condizioni di stress dovute alla detenzione. Qui nel caso specifico - osserva - è evidente che si tratta di una persona che entra in carcere senza averne mai fatto esperienza e che quindi può vivere una condizione di stress particolare». Parlando del rischio suicidio in carcere, Anastasìa sottolinea: «È una preoccupazione a cui l'amministrazione penitenziaria è sempre attenta». La detenzione comporta una condizione di stress «su chiunque, in modo particolare - osserva - su chi non ne ha esperienza e non sa come gestirla» specie se la affronta in età matura e ha magari «un'estrazione sociale molto diversa dalla popolazione detenuta». «Al di là di quello che il professore può aver detto o può aver fatto, è ragionevole - conclude il Garante - che il servizio sanitario in carcere abbia preso con particolare attenzione la sua accoglienza in carcere».

Uno squillo, richiami e inizia l'incubo

«Uno squillo sul cellulare, uno solo, da un numero con prefisso +373 o altro ma sempre estero, poi la chiamata viene interrotta. Chi vede la chiamata senza risposta, il più delle volte prova a richiamare e inizia il raggiro». Nuovo alert da parte della Polizia che, attraverso il profilo Facebook “Una vita da social", richiama l'attenzione su una truffa sempreverde. «Chi chiama viene dirottato su numeri e opzioni che portano a sottoscrivere un nuovo abbonamento telefonico, il tutto senza chiedere autorizzazioni e consensi» si legge nel post. «Ma a volte basta richiamare il numero e, anche senza ricevere risposta, si entra in un circuito di collegamento internazionale che prosciuga ricariche e minuti di abbonamento, perché senza saperlo si va su una linea a pagamento con costi che vanno da 1 euro a 1 euro e 50 ogni dieci secondi». Le chiamate arrivano in genere di sera, tra le 18:30 e le 20:30, «quando la maggior parte delle persone è più libera dal lavoro e più propensa a richiamare. Che è la cosa da evitare assolutamente - viene precisato -. Se vi capita, consigliamo di denunciare subito il fatto alla Polizia per permettere agli investigatori di raccogliere quanti più elementi sul caso».

«Fate presto, non è un taxi»: poi accoltella 17enne

Accoltella un 17enne vicino alla fermata dell'autobus in piazza De Angelis, a Milano, e viene ripreso dalle telecamere installate sul mezzo. Per il 56enne protagonista dell'aggressione è scattata la denuncia per lesioni personali aggravate. Grazie al filmato, viene ricostruita la dinamica dell'accoltellamento della scorsa notte: secondo quanto riferiscono i carabinieri, sarebbe stato il 56enne, dipendente dell'azienda di trasporti Atm, a provocare il gruppo di ragazzi - quattro 17enni e uno appena maggiorenne - saliti sul mezzo in via Capecelatro. «Fate presto, non è un taxi» avrebbe detto l'uomo, non in servizio e fermo davanti a una delle porte, ai giovanissimi. Ci sarebbe stato qualche spintone, poi i cinque si sarebbero portati in fondo al mezzo scendendo in piazza De Angelis. Ad osservarli sempre il 56enne che avrebbe estratto il coltellino multiuso con lama di circa 7 centimetri, prima di scendere e seguirli. Qui le immagini delle telecamere non ci sono più, ma è facile immaginare la rissa che ne è nata: l'uomo ha accoltellato a un fianco, in modo non grave, uno dei minorenni, trasportato in codice giallo al Fatebenefratelli. Il dipendente Atm - non è noto il suo ruolo all'interno dell'azienda - avrebbe ricevuto qualche pugno dai giovani che hanno tentato di difendersi; ora deve rispondere di lesioni personali aggravate. Era stata una 29enne a riferire ai carabinieri del Nucleo Radiomobile di una lite in corso sul bus 80.

Roma, punta una pistola carica contro i poliziotti

ROMA. Punta una pistola carica contro gli agenti di Polizia che lo hanno trovato e poi arrestato, mettendo fine alla sua latitanza. Le indagini dei poliziotti del Commissariato Sant’Ippolito andavano avanti da tempo: appostamenti, pedinamenti e accertamenti effettuati per cercare di localizzare S. A., romano di 51 anni ricercato per scontare una condanna ad oltre 6 anni di reclusione per rapina e ricettazione.

Intorno alle 9 di ieri mattina l’uomo è stato individuato da due agenti in via Teodorico: scoperto, il 51enne ha estratto una pistola e l’ha puntata verso di loro. Un terzo poliziotto però, rimasto defilato, è spuntato all’improvviso placcando il malvivente e, con l’aiuto dei colleghi, è riuscito a disarmarlo e neutralizzarlo.

L'uomo è stato arrestato: era in possesso di una pistola, risultata rubata, con colpo in canna e caricatore rifornito. Inoltre, aveva un documento d’identità valido per l‘espatrio, intestato ad altra persona ma con la sua foto.

Oltre a notificargli il provvedimento restrittivo, gli investigatori - diretti da Isea Ambroselli - lo hanno arrestato per resistenza e minaccia con armi da fuoco a pubblico ufficiale, resistenza, ricettazione, porto e uso di arma comune da sparo e possesso di documenti falsi.

Aggredito su bus da adolescenti, ne accoltella uno

ROMA. Un 17enne è stato accoltellato la scorsa notte vicino alla fermata dell'autobus in piazza De Angelis a Milano. E' stata una 29enne a riferire ai carabinieri del Nucleo Radiomobile di una lite in corso sul bus 80.

Sul posto i militari hanno accertato che poco prima, in via Capecelatro, un gruppo di ragazzi, allo scopo di far salire altri amici, stavano ritardando la ripartenza del mezzo; per questo motivo c'è stato uno scambio di insulti a bordo tra i ragazzi e un passeggero 56enne.

In piazza De Angelis, sia i ragazzi che l'uomo sono scesi e a questo punto è ripresa la discussione: l'uomo è stato spintonato, poi ha estratto dal proprio borsello un coltellino multiuso con lama di circa 7 centimetri con il quale ha colpito all'addome un 17enne. 

Il giovane è stato trasportato in codice giallo al Fatebenefratelli, dove rimane in osservazione in attesa di prognosi: le sue condizioni non sono gravi. Il 56enne è stato denunciato per lesioni personali aggravate. 

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