Mercoledì 22 Novembre 2017 - 19:16

Afragola, arriva “È Nata…Lemozione”

NAPOLI. Babbo Natale ed il suo villaggio faranno tappa ad Afragola. Torna “E’ Nata…Lemozione” la kermesse natalizia il cui brand è stato creato da Gianluigi Osteri e che farà rivivere la magia delle feste a grandi e piccini nella Villa Comunale della città con il patrocinio del Comune di Afragola. Il programma degli eventi sarà presentato giovedì (23 novembre) alle ore 11 presso il Teatro Gelsomino in via Don Giovanni Bosco ad Afragola. Per l’edizione 2017 de “E’ Nata…Lemozione” la Villa Comunale “la Pineta” si trasformerà nella dimora di Santa Claus con casette di legno, luci, elfi e con percorsi itineranti alla scoperta dell’arte manifatturiera e gastronomica nostrana. Non mancheranno arte musica ed eventi che allieteranno anche gli adulti che con i bambini potranno immergersi nelle atmosfera della festa più bella dell’anno.

Milano beffata, Ema ad Amsterdam

BRUXELLES. La nuova sede dell'Ema sarà ad Amsterdam. Milano perde al sorteggio, dopo la parità al terzo turno delle votazioni con la capitale olandese, a quanto si apprende da fonti qualificate.

LE REAZIONI - "E' una grande occasione persa per l'Europa" dice il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa),Mario Melazzini, che non nasconde all'Adnkronos Salute "tutto il suo rammarico anche perché una scelta così importante è stata lasciata al caso". Il dossier italiano era ottimo, ricorda Melazzini, e l'Italia è un big della farmaceutica europea, "forse il Paese più forte. Le regole del gioco sono queste, ma non è giusto che la scelta finale sia lasciata alla fortuna", aggiunge Melazzini. Sulla candidatura di Milano "c'è stato un grandissimo gioco di squadra - ricorda il Dg - C'è dispiacere per la Slovacchia, che si è astenuta, e grande amarezza" per il risultato finale. "Con tutto il rispetto per l'Olanda, penso che anche l'Europa abbia perso una grande occasione", conclude.

 

"Grazie a Milano e grazie a tutti coloro che si sono impegnati per #Ema, nelle istituzioni e nel privato. Una candidatura solida sconfitta solo da un sorteggio. Che beffa!" scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

"L’Ema va ad Amsterdam e non a Milano? Europa vaff... - afferma Roberto Calderoli, vice presidente del Senato - Perché dopo aver dato così tanto all'Europa in questi anni e non aver ricevuto vederci dire no anche nell'unica occasione che chiediamo qualcosa è veramente troppo. Per cui cari amici europei andate tutti aff...".

COS'E' L'EMA - L'Agenzia Europea del farmaco è l'ente comunitario istituito nel 1995 che si occupa di proteggere e promuovere la salute dei cittadini e degli animali valutando e monitorando i medicinali all'interno dell'Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo.

Le imprese vi si rivolgono per richiedere un'autorizzazione all'immissione in commercio di un medicinale nell'intero territorio dell'UE e del SEE che, se concessa, viene rilasciata dalla Commissione europea. Nel complesso, all'agenzia spetta facilitare lo sviluppo e l'accesso ai medicinali, valutare le domande di autorizzazione all'immissione in commercio, monitorare la sicurezza dei medicinali durante il loro intero arco di vita e fornire informazioni agli operatori sanitari e ai pazienti.

COME FUNZIONA - L'Ema - si legge sul sito dell'Agenzia - opera in stretta collaborazione con le autorità nazionali di regolamentazione dei Paesi dell'Ue e con la direzione generale della Salute della Commissione europea, una collaborazione nota come rete europea di regolamentazione dei medicinali. Inoltre, interagisce con i pazienti, gli operatori sanitari e il mondo accademico. Infine, collabora anche con le agenzie omologhe, in particolare con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Per quanto riguarda il suo metodo di lavoro, l'Ema opera in modo indipendente, aperto e trasparente e rispetta i criteri più rigorosi nelle sue raccomandazioni scientifiche. I suoi comitati scientifici forniscono raccomandazioni indipendenti sui medicinali per uso umano e veterinario sulla base di una valutazione scientifica completa dei dati. L'agenzia pubblica informazioni sui medicinali e sui loro usi approvati chiare e imparziali.

STRUTTURA - L'Ema è governata da un consiglio di amministrazione composto da 36 membri che - si legge sul sito dell'agenzia - sono nominati per agire nell'interesse pubblico e non rappresentano nessun governo, organizzazione o settore. Il consiglio definisce il bilancio dell'agenzia e ne approva il programma di lavoro annuale. Il direttore esecutivo dell'agenzia è responsabile di tutti gli aspetti operativi, delle questioni relative al personale e della redazione del programma di lavoro annuale. L'Ema dispone di sette comitati scientifici e vari gruppi di lavoro, cui partecipano migliaia di esperti di tutta Europa.

Sabato la presentazione del libro "Non avrai altro dio all'infuori di Claudio"

NAPOLI. Cresce l'attesa per la presentazione di "Non avrai altro dio all'infuori di Claudio", libro scritto dalla giornalista Rosa Alvino e dall'attore Ivan Fedele. L'appuntamento è fissato per sabato prossimo, 25 novembre, alle ore 17 presso il Salone degli Specchi del Grand Hotel Parker's del corso Vittorio Emanuele 135 a Napoli. Al fianco di Rosa Alvino e Ivan Fedele, interverranno il capo servizio cronaca di fanpage.it Ciro Pellegrino, l'editore Aldo Putignano e gli scrittori Pino Imperatore, Marco Masullo e Maurizio de Giovanni. Sarà dunque la prima per "Non avrai altro dio all'infuori di Claudio" presentato dalla casa editrice Homo Scrivens per la collana Polimeri, e durante l'evento ci saranno anche alcune letture affidate a Cristiano Di Maio, attore e componente del duo "Ivan e Cristiano", e dell'attrice Nicoletta D'Addio. Gli interventi musicali saranno curati da Massimo e Daniele Sorrentino. Il libro racconta la storia di Luca, fan sfegatato di Claudio Baglioni, e la dottoressa Sara. Una sera Luca e Sara si conoscono e il loro incontro diventa il preludio a un inaspettato, e complicato, innamoramento.

Morto Charles Manson, il mostro di Bel Air

Chales Manson il leader della 'Family' - la setta che alla fine degli Anni '60 ha compiuto una serie di efferati omicidi, tra i quali quello dell'attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski - è morto. Lo riferisce la direzione del carcere in cui era detenuto.

Manson aveva 83 anni e stava scontando l'ergastolo per sette condanne per omicidio e una condanna per tentato omicidio. Secondo quanto riferito dalle autorità carcerarie della California, è morto per cause naturali alle 20:13 di domenica (le 5:13 di lunedì in Italia) al Kern County Hospital.

Manson era in carcere dal 1971 e non avrebbe potuto fare domanda di libertà vigilata fino al 2027. Tra il 1978 e il 2012 aveva presentato altre 12 richieste di scarcerazione, tutte rifiutate. Nel 2014 gli era stata concessa una licenza matrimoniale per sposare la 26enne Afton Elaine Burton. La licenza scadde prima che il matrimonio ebbe luogo. La scorsa settimana era stato ricoverato in gravi condizioni in ospedale.

Trovato morto in auto ex generale dei carabinieri

ROMA. Trovato morto in auto. Dopo essere uscito di casa ieri mattina, il generale dei carabinieri forestali in congedo Guido Conti, 58 anni - noto per aver guidato l'inchiesta sulla mega discarica dei veleni di Bussi (Pescara) - è stato trovato senza vita nella sua vettura.

L'ipotesi più accreditata sembra essere quella del suicidio, ma gli inquirenti hanno ancora aspetti da chiarire. L'ex ufficiale aveva lasciato da poco l’Arma e lo scorso ottobre aveva salutato l'Umbria, dopo essere stato per cinque anni alla guida dei carabinieri forestali, per assumere un incarico di prestigio all’interno di una multinazionale nel settore petrolifero.

LE INCHIESTE - Una carriera intensa e prestigiosa caratterizzata da una serie di inchieste scottanti condotte a tutto campo, da quella sulla discarica dei veleni del Polo chimico di Bussi (Pe) a quelle relative a traffici di rifiuti e al terremoto in Abruzzo.

È morto Totò Riina

PARMA. Alle 3.37, nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma, è morto il boss mafioso Totò Riina, in coma farmacologico da diversi giorni. Arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza, era ancora considerato dagli inquirenti il capo indiscusso di Cosa Nostra.
Le sue condizioni erano nettamente peggiorate dopo l'ultimo intervento chirurgico subito: da quel momento il boss è entrato in coma e non si è mai risvegliato. Ieri sono arrivati a Parma la moglie e la figlia, dopo l'ok arrivato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. L'altro figlio, Salvo, che ieri ha scritto un post su Facebook in cui augurava buon compleanno al padre per i suoi 87 anni, dovrebbe arrivare oggi stesso. Un altro figlio, Giovanni, sta invece scontando una pena all'ergastolo.
I familiari del boss mafioso chiedono "il più stretto riserbo". Lo fa sapere all'Adnkronos il legale di Riina, Luca Cianferoni. "Di più non voglio aggiungere", ha detto l'avvocato che da anni segue il capomafia nei processi.

UNA VITA DI VIOLENZA. "Lo faccio finire peggio del giudice Falcone. Lo farei diventare il tonno buono". Era il dicembre del 2013 e il boss mafioso Totò Riina chiacchierava in carcere con un altro detenuto, durante l'ora di socialità. Il destinatario di quelle minacce di morte era il pm antimafia Nino Di Matteo, allora sostituto procuratore a Palermo e oggi pm della Direzione nazionale antimafia. Un tarlo fisso, quello di uccidere il pm Di Matteo, per il boss di Corleone, arrestato il 15 gennaio del 1993 a Palermo dopo quasi un quarto di secolo di latitanza e morto alle 3.37 di questa notte nel reparto detenuti del carcere di Parma.

Ma non era l’unica minaccia a distanza inviata a Di Matteo. Sempre dal carcere erano arrivati diversi ‘siluri’ al magistrato, oggi il più scortato d’Italia. "Organizziamola questa cosa - sussurrava con tono deciso - facciamola grossa e non ne parliamo più, perché questo Di Matteo non se ne va. Dobbiamo fare un'esecuzione come quando c'erano i militari a Palermo", aveva detto al suo commilitone in un’altra conversazione intercettata in carcere.

Nell’estate 2017, dopo un ulteriore peggioramento delle sue condizioni di salute, i legali di Riina avevano chiesto al Tribunale di sorveglianza di Bologna il differimento della pena. Richiesta bocciata. Pochi giorni prima, durante un’udienza del processo sulla cosiddetta ‘trattativa’ tra Stato e mafia, era stato lo stesso pm Di Matteo a non credere alle gravi condizioni di salute di Riina e a ribadire in aula: "Totò Riina è perfettamente lucido".

Negli ultimi mesi il Capo dei capi era apparso prima sulla barella e poi, più di recente, aveva rinunciato a presenziare alle udienze del processo trattativa. Ma Di Matteo aveva ribadito: "Riina è lucido e orientato nel contesto. Abbiamo depositato in segreteria la relazione di servizio di un agente penitenziario su alcune esternazioni in carcere del boss. In concomitanza dell’udienza del 30 marzo scorso del processo sulla trattativa Stato-mafia, Riina aveva parlato dei rapporti tra Ciancimino e Licio Gelli, dei suoi rapporti con Provenzano e della morte dell’ex vice del Dap, Francesco Di Maggio", aveva detto nel corso del dibattimento il pm Nino Di Matteo.

Neppure la malattia ha mai scalfito il boss mafioso, considerato fino a ieri il numero uno di Cosa nostra. Pochi mesi fa, Riina, intercettato mentre parlava con la moglie, Ninetta Bagarella, aveva detto: "Io non mi pento ... a me non mi piegheranno". “Mi posso fare anche 3000 anni, no 30 anni", aveva detto ancora, per dimostrare la sua forza vitale. A gennaio, il capo dei capi si era anche detto disponibile a rispondere alle domande dei pubblici ministeri; poi, qualche giorno dopo, ci ripensò. Nei mesi corsi il capo dei capi si era anche detto disponibile a rispondere alle domande dei pubblici ministeri; poi, qualche giorno dopo, ci ripensò e non se ne fece più niente.

Una vita all’insegna della violenza, quella di Totò Riina. E della latitanza. Vissuta sempre, o quasi, con la sua famiglia. Fino al giorno del suo arresto, in via Bernini, in una fredda giornata invernale, il 15 gennaio 1993. Di lui, poco tempo fa, due mafiosi, intercettati, dicevano: "Se non muoiono tutti e due, luce non ne vede nessuno". E il riferimento era per Riina e Provenzano. In altre parole, con Riina in vita sono state bloccate tutte le 'promozioni' in Cosa nostra.

Il 10 dicembre 1969 Riina fu tra gli esecutori della cosiddetta ’strage di Viale Lazio’, che doveva punire il boss Michele Cavataio. Nel periodo successivo Riina sostituì spesso Liggio nel "triumvirato" provvisorio di cui faceva parte assieme ai boss Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti, che aveva il compito di dirimere le dispute tra le varie cosche della provincia di Palermo.

Riina ha scontato 26 condanne all'ergastolo per decine di omicidi e stragi tra le quali quella di viale Lazio, gli attentati del '92 in cui persero la vita Falcone e Borsellino e quelli del '93, al Nord Italia. E alle 3.37 si è spento portando con se nella tomba tutti i segreti e i misteri della Cosa nostra degli ultimi 50 anni.

Thefloralexperience, un tour mondiale di Masterclass Floreali

Veronica Amati, Wedding Planner, party designer and more e Sonia Luongo, Events and Floral designer, hanno presentato l’evento dell’anno nel wedding.
Il sogno è diventato realtà, finalmente è arrivata  nella città eterna la più famosa Floral and Event Designer del mondo Karen Tran, con la sua favolosa
THEFLORALEXPERIENCE, un tour mondiale di Masterclass Floreali, un evento di formazione professionale di rilievo internazionale che è  culminato con una maestosa cena di gala a cui hanno partecipato numerosi volti noti del mondo del wedding e degli eventi. “Havenly Rome”, un ambizioso progetto di meravigliose e lussuose scenografie floreali, nato 6 mesi fa, dalla fruttuosa collaborazione di due protagoniste del luxury system event, Veronica e Sonia, che con dedizione e passione, sono riuscite ad aggregare le diverse professionalità del settore, ricreando sotto la guida esperta della regina dei fiori, nel cuore dell’Aventino, nell’esclusiva location Residenza Lavernale, il paradiso terrestre! In uno scenario magico, sospeso tra sogno e realtà,  milioni di fiori, bianchi e rosa hanno avvolto creature alate che soavemente, hanno accolto  i 27 partecipanti e gli ospiti, per vivere un’esperienza floreale sensazionale.

Modificato il Dna in un paziente per curare grave malattia

Dna modificato in una persona vivente per curare una grave malattia. Scienziati statunitensi per la prima volta hanno provato a modificare un gene direttamente nel corpo di un uomo per cambiarne in modo permanente il suo Dna e cercare così di curare una malattia. L'esperimento che sta facendo il giro del mondo è stato realizzato lunedì all'Ucsf Benioff Children's Hospital di Oakland (California) su Brian Madeux, 44 anni, affetto da una rara malattia metabolica, la sindrome di Hunter. I primi segni per capire se l'approccio sta funzionando si avranno in un mese, ma entro tre mesi si saprà con sicurezza se il trattamento è riuscito. In caso di successo, si potrebbe dare un grande impulso alla terapia genica.

Finora gli scienziati hanno già eseguito l'editing genetico su geni umani, alterando le cellule in laboratorio e poi reimmettendole nei pazienti. In questo caso però la tecnica usata è diversa dalla Crispr, le 'forbici genetiche' usate per il 'taglia e incolla' del Dna. Madeux ha infatti ricevuto miliardi di copie di un gene correttivo e un 'bisturi genetico' per tagliare il suo Dna in un punto preciso. E' un po' come inviare un mini-chirurgo nell'organismo per piazzare il nuovo gene esattamente al posto giusto. La tecnica sperimentale si chiama 'nucleasi delle dita di zinco' ed è composta di tre parti: il nuovo gene e due 'dita di zinco' proteiche.

L'infusione sperimentale è durata tre ore e adesso non resta che attendere. "Sono nervoso ed eccitato", ha detto il paziente lasciando l'ospedale. Lo studio iniziale coinvolgerà fino a 30 persone adulte per testare la sicurezza del trattamento, ma l'obiettivo finale è quello di arrivare a modificare il Dna di bambini molto piccoli, prima che si manifestino i danni maggiori legati alla malattia.

 

 

Brizzi, spuntano nuove accuse

ROMA. Alcune delle ex allieve dell’accademia di recitazione Actor’s Planet, dove insegnava Fausto Brizzi, hanno raccontato altri particolari che riguarderebbero il comportamento del regista. Secondo quanto affermano le ragazze a 'Grazia', a fine corso le invitava nel suo studio per parlare, fare dei provini, dare qualche consiglio.

Stefania (nome di fantasia, ndr) racconta che, un anno fa, a lei aveva indicato la strada da seguire e solo verso la fine aveva accennato ai massaggi e l’aveva spronata a essere “disposta a tutto”. "Non sapevo a che cosa si riferisse, non ha detto nient’altro, a quel punto, però, non mi sentivo neanche tanto a mio agio e ho preferito che l’incontro finisse", aggiunge.

Secondo quanto riportato al magazine diretto da Silvia Grilli, questo comportamento generalizzato ("La direttrice mi ha confidato che non ero l’unica alla quale Brizzi aveva detto quelle cose") ha spinto l’accademia a prendere provvedimenti.

"Abbiamo allontanato lui e anche altri - dice la direttrice Rossella Izzo - Alcuni maestri che magari avevano strane idee sono stati allontanati dall’accademia. Una selezione naturale tra uomini più spavaldi e persone irreprensibili e dignitose. Se qualcuno non sa tenere a posto le mani, è giusto che gli venga data una bacchettata. Purtroppo è una realtà, è giusto che qualcuno la denunci, e che questi uomini, messi di fronte alla loro pochezza, si debbano difendere. Che lo facciano con la loro faccia e con le loro palle, viste che le hanno. Io non difenderò mai nessuno di loro".

LA MOGLIE. "Girano molte voci e tali sono per me. Mia madre non sta bene e questa è la mia priorità ora". Claudia Zanella, moglie di Fausto Brizzi, il regista accusato da dieci ragazze di presunti abusi sessuali, risponde a 'Oggi' con poche, laconiche, parole a un commento sulla bufera che sta travolgendo il marito.

Secondo le ragazze che accusano il regista di tanti film di successo da 'Notte prima degli esami' a 'Maschi contro femmine' e del cinepanettone di imminente uscita 'Poveri ma ricchissimi', il copione sarebbe stato sempre lo stesso.

 

Poco prima del servizio mandato in onda domenica scorsa dalle Iene, Brizzi - girando voci ormai da diversi giorni - in una lettera inviata agli organi di stampa dal suo avvocato Antonio Marino aveva fatto sapere che "mai e poi mai nella mia vita ho avuto rapporti non consenzienti o condivisi".

Frane in Abruzzo, crolla il belvedere di Silvi

L'AQUILA. Pioggia, allagamenti, frane. Il maltempoimperversa in Abruzzo dove è allerta rossasui bacini del Pescara e del Tordino Vomano.

CROLLA PARTE BELVEDERE DI SILVI - Situazione difficile nel teramano, dove il maltempo ha portato la neve in quota e violente piogge sulla costa, con diversi corsi d'acqua che hanno raggiunto il livello di guardia. Paura ma nessun ferito a Silvi, dove è crollato parte del belvedere, con il terreno che ha ceduto sotto la pavimentazione portando via anche un tratto di ringhiera.

A Cellino Attanasio una donna è rimasta intrappolata con l'auto nella porzione di strada tra due smottamenti ma è stata tratta in salvo dai vigili del fuoco, mentre un'altra frana, in località Sciarra di Atri, ha reso necessaria l'evacuazione di un disabile. Frana anche a Torricella Sicura, mentre a Martinsicuro, nei locali della Guardia medica, nella notte è crollata una parte di controsoffitto costringendo i vigili del fuoco a disporre la chiusura del servizio per inagibilità.

ALLAGAMENTI A PESCARA- L’ondata di maltempo che si è abbattuta sull’Abruzzo sta procurando disagi lungo la costa a Pescara, dove si sono registrati nel corso della notte allagamenti e c'è stata preoccupazione per il fiume Pescara che in alcuni tratti aveva superato gli argini. La situazione del fiume al momento è tranquilla, è rientrato negli argini da cui era uscito ma senza causare particolari problemi, si registrano danni a qualche barca. A causa delle avverse condizioni atmosferiche il sindaco di Pescara Marco Alessandrini ha disposto la sospensione delle attività didattiche per la giornata di oggi. Analoga decisione hanno assunto anche sindaci delle città di Montesilvano e di Spoltore sempre in provincia di Pescara.

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