Lunedì 22 Ottobre 2018 - 7:38

Mimmo Lucano "in esilio"

Sono stati revocati i domiciliari al sindaco Mimmo Lucano per il quale è arrivato però il divieto di dimora a Riace. Questa la decisione del Tribunale della libertà depositata nella serata di ieri, giorno stesso dell'udienza.

Il primo cittadino del piccolo comune calabrese era finito agli arresti domiciliari il 2 ottobre per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

Lucano torna sì libero ma allo stesso tempo non potrà risiedere nella cittadina di cui era alla guida.

"Caro Mimmo lo so che non lascerai la tua e nostra amata Calabria ma se vuoi ti ospitiamo con amore a Napoli", afferma, in un tweet, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris d che aggiunge: "Il divieto di dimora nella tua Riace è peggio degli arresti domiciliari. Ma non potranno mai arrestare la rivoluzione. Riace vivrà con Lucano sindaco!".

“Vien dietro a me, e lascia dir le genti: sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti. Dante. #ForzaMimmo", scrive Roberto Saviano su Twitter.

Obiettivo fame zero

Oggi è la Giornata Mondiale dell'Alimentazione indetta dalla Fao per commemorare la fondazione dell'Organizzazione nel 1945. Il focus di quest'anno è "Le nostre azioni sono il nostro futuro. Un mondo #FameZero entro il 2030 è possibile". Intorno al tema dell'alimentazione, al centro anche di uno speciale pubblicato nel Libro dei Fatti 2018, si organizzano oggi decine di eventi in oltre 130 Paesi del mondo per promuovere la consapevolezza e l'azione a livello mondiale a favore di chi soffre la fame e per garantire la sicurezza alimentare e diete nutrienti per tutti.

Nel celebrare la Giornata mondiale dell'alimentazione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dice: "La comunità internazionale è invitata a rinnovare ogni sforzo per raggiungere l'obiettivo 'famezero' entro il 2030". "L'appuntamento odierno - aggiunge - fotografa un momento critico per lo stato di nutrizione del pianeta. Il numero delle persone che soffre la fame è in aumento". "La sfida di dimensione planetaria in atto", sottolinea Mattarella, impone "un lavoro congiunto - al fianco delle organizzazioni multilaterali - da parte di una pluralità di attori, pubblici e privati, a livello nazionale e internazionale, con responsabilità, senso di equilibrio nella gestione delle risorse alimentari e crescente consapevolezza riguardo ai comportamenti nei consumi".

La Fao spiega nel promuovere la giornata di oggi che "Fame Zero significa collaborare affinché tutti, dovunque, abbiano accesso a cibo sufficiente e che sia sicuro, sano e nutriente. Per raggiungere questo obiettivo - si legge sul sito - dobbiamo adottare uno stile di vita più sostenibile, lavorare con gli altri, condividere le nostre conoscenze ed essere disposti a dare una mano per migliorare il mondo".

L'Organizzazione sottolinea come dopo un periodo di declino, la fame nel mondo è di nuovo in aumento. Secondo il rapporto 'Lo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo 2018', oggi oltre 820 milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. "Guerre, eventi meteorologici estremi collegati ai cambiamenti climatici, crisi economica e rapido aumento dei livelli di sovrappeso e obesità - si nota - stannoinvertendo la tendenza dei progressi fatti per combattere la fame e la malnutrizione".

"Il mondo - assicura la Fao - può raggiungere l'obiettivo Fame Zero se uniamo le forze tra Paesi, continenti, settori e professioni per perseguirlo fattivamente. Il 70% delle popolazioni povere mondiali vive in aree rurali, in cui la sopravvivenza è legata all'agricoltura, alla pesca e alla silvicoltura. Per questo motivo Fame Zero richiede la trasformazione dell'economia rurale". "Mentre milioni di persone soffrono la fame - si conclude -, 672 milioni soffrono di obesità ed oltre 1,3 miliardi sono in sovrappeso. Possiamo cambiare lo stato delle cose".

Foto choc contro utero in affitto

Inizia oggi con un'immagine choc la campagna nazionale di Pro Vita e Generazione Famiglia, associazioni promotrici del Family Day, "per il diritto dei bambini a una mamma e un papà". Nei manifesti, affissi a Roma, Milano e Torino e accompagnati da camion vela, appaiono due giovani che spingono un carrello con dentro un bambino disperato, comprato dalla coppia, individuati come 'genitore 1' e 'genitore 2', e a fianco la scritta: "Due uomini non fanno una madre. #StopUteroinAffitto”.

"La campagna - scrivono Pro Vita e Generazione Famiglia - è una risposta decisa a tutti quei giudici e sindaci (in particolare Virginia Raggi a Roma, Chiara Appendino a Torino, Beppe Sala a Milano e Luigi De Magistris a Napoli) che, violando la legge e il supremo interesse del bambino, hanno disposto la trascrizione o l'iscrizione di atti di nascita di bambini come 'figli' di due madri o di due padri. A novembre toccherà alla Cassazione pronunciarsi proprio su una trascrizione avvenuta a Trento in favore di una coppia di uomini che aveva fatto ricorso all'utero in affitto in Canada".

"La nostra iniziativa - dichiara Toni Brandi, presidente di Pro Vita - intende sottolineare ciò che non si dice e non si fa vedere dell'utero in affitto, perché noi siamo dalla parte dei più deboli, i bambini, ma anche per la salute delle donne, trattate come schiave e ignare dei rischi per la salute a cui si espongono". L'altro promotore del Family Day, Jacopo Coghe di Generazione Famiglia, ricorda che "l'utero in affitto è vietato in Italia e i bambini non si comprano perché sono soggetti di diritto e non oggetti. Con l'utero in affitto la dignità delle donne viene calpestata per accontentare l'egoismo dei ricchi committenti. Dall'immagine si vede bene cosa manca a questo bambino: la mamma".

Generazione Famiglia ha già presentato in giugno esposti alle procure della Repubblica presso i tribunali di Milano, Torino, Firenze, Bologna e Pesaro "contro le iscrizioni anagrafiche di bambini come figli di 'due madri' e 'due padri' compiute con intento politico e ideologico dai relativi sindaci".

«Francia scarica migranti in Italia»

Un furgone della gendarmeria francese è stato avvistato, venerdì, dalla polizia italiana a Claviere, Torino, mentre faceva scendere in una zona boschiva due uomini, presumibilmente migranti di origine africana. E' quanto ricostruito da fonti del Viminale. Il mezzo è poi tornato oltreconfine. E' stata annotata la targa e sono in corso le indagini. "Non voglio credere che la Francia di Macron utilizzi la propria polizia per scaricare di nascosto gli immigrati in Italia", tuona il ministro dell’Interno Matteo Salvini precisando di essere "in attesa di sviluppi".

Il vicepremier avverte: "Se qualcuno pensa davvero di usarci come il campo profughi d’Europa, violando leggi, confini e accordi, si sbaglia di grosso. Siamo pronti a difendere l’onore e la dignità del nostro Paese in ogni sede e a tutti i livelli - assicura -. Pretendiamo chiarezza, soprattutto da chi - sottolinea - ci fa la predica ogni giorno, e non guarderemo in faccia a nessuno!". Salvini invita quindi "il collega Moavero a chiedere chiarimenti all’ambasciatore" francese.

La Farnesina dal canto suo informa di essersi immediatamente attivata con l'ambasciatore di Francia in Italia per chiedere chiarimenti al riguardo. Un analogo passo formale, al fine di chiarire i termini precisi dell'accaduto, è in corso da parte del nostro ambasciatore a Parigi con le competenti autorità francesi. Appena stabilità la realtà dei fatti, la Farnesina ne darà completa informazione pubblica.

La zona di Claviere dove i presunti migranti sono stati visti scendere da un furgone della gendarmeria francese è monitorata perché occupata da alcuni estremisti di sinistra e anarchici legati al sodalizio 'Briser Les Frontieres', dove c’è stato uno sgombero lo scorso 10 ottobre. Già nel marzo scorso la Procura ha aperto un fascicolo per lo sconfinamento di agenti francesi a Bardonecchia.

Intanto è stata smontata senza alcun problema di ordine pubblico la tenda per accogliere i migranti diretti in Francia che alcuni anarchici italiani e francesi avevano allestito a Claviere, a pochi passi dalla parrocchia dove è stato sgomberato il rifugio autogestito Chez Jesus. A confermarlo, all'Adnkronos il sindaco del comune valsusino, Franco Capra. "Sono state le persone che l'avevano montata a smontarla autonomamente senza nessuna prova di forza - spiega il primo cittadino che nelle scorse ore aveva emanato un'ordinanza contro l'occupazione di suolo pubblico - non dubito della buona fede di chi ha montato la tenda per assistere i migranti, tuttavia esiste un regolamento comunale e le norme vanno rispettate". Sul posto gli agenti della Digos che hanno identificato una quindicina di persone per lo più francesi.

Napoli in festa per i due nuovi santi

ROMA. Papa Francesco ha proclamato sette nuovi santi. E nel momento in cui ha pronunciato i nomi  di Vincenzo Romano e di Nunzio Sulprizio, da Napoli e da Torre del Greco si è levato un vero boato di gioia. La prossima messa nella basilica di Santa Croce a Torre del Greco e nella parrocchia di San Domenico Soriano a Napoli sarà nel nome dei nuovi santi campani. Vincenzo Romano e Nunzio Sulprizio sono saliti agli  onori degli altari insieme a papà Paolo VI, che li proclamò Beati. Con loro Paolo VI appunto, Oscar Romero, Francesco Spinelli, Maria Caterina Kasper e Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù.

«Ora dovranno chiederci scusa», il post di Ilaria Cucchi

"Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi". E' quanto scrive su Facebook Ilaria Cucchi, commentando la svolta nel processo sulla morte del fratello, il geometra di 31 anni deceduto il 22 ottobre del 2009 all'ospedale Sandro Pertini di Roma, sei giorni dopo essere stato arrestato per possesso di droga.

Oggi, durante la nuova udienza davanti alla Corte d'Assise, uno dei cinque militari imputati Francesco Tedesco avrebbe confessato il pestaggio di Cucchi, indicando come autori i colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro, accusati con Tedesco di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità, e dicendo che il maresciallo Roberto Mandolini e il carabiniere Vincenzo Nicolardi erano a conoscenza di quanto avvenuto.

"Ci chieda scusa chi ci ha offesi in tutti questi anni - scrive Cucchi in un altro post - Ci chieda scusa chi in tutti questi anni ha affermato che Stefano è morto di suo, che era caduto. Ci chieda scusa chi ci ha denunciato". "Sto leggendo con le lacrime agli occhi quello che hanno fatto a mio fratello. Non so dire altro - prosegue - Chi ha fatto carriera politica offendendoci si deve vergognare. Lo Stato deve chiederci scusa. Deve chiedere scusa alla famiglia Cucchi".

Una volta appresa la notizia, in tanti hanno voluto manifestare via social il proprio sostegno alla sorella di Stefano, da anni impegnata nella lotta per far luce sulla morte del fratello. "Sia finalmente fatta giustizia!", "Forza Ilaria, siamo tutti con te in questa battaglia", "E' arrivato il tempo della giustizia", "Forza Ilaria, Stefano è con te", si legge tra le decine di commenti apparsi sul suo profilo Facebook.

Fiumicino, il personal trainer confessa l'omicidio

Si è costituito il personal trainer indagato per l'omicidio di Maria Tanina Momilia, la donna di 39 anni trovata morta lunedì scorso in un fosso a Fiumicino, all'altezza di via Castagnevizza. Il 56enne si è presentato accompagnato dal suo avvocato nella caserma dei carabinieri di Fiumicino dicendo di voler confessare. Al momento l'uomo viene trasferito al comando dei carabinieri del gruppo Ostia dove verrà ascoltato dagli investigatori che conducono le indagini sul caso.

Morta una donna in Sardegna, disperso un pastore

Il cagliaritano è devastato dal maltempo che ha fatto una vittima. E' stato ritrovato dalle squadre a terra di carabinieri, vigili del fuoco e Protezione civile il cadavere di Tamara Maccario, la donna di 45 anni di Assemini scomparsa durante la notte in località Sa Tria, tra Assemini e Cortexandra (Ca). Il corpo era circa 400 metri a valle rispetto al punto in cui intorno alle 2.20 di questa notte l'auto sulla quale la donna viaggiava con il marito 48enne e tre figlie, una Peugeot Tepee, è stata travolta da un'ondata di piena. Il marito è stato salvato dall'elicottero dell'80° Centro Csar dell'Aeronautica Militare decollato da Decimomannu, mentre le tre ragazze da squadre dei vigili del fuoco e dei carabinieri.

Nelle campagne del Sarrabus, a Castiadas, risulta disperso un pastore. Sono in corso le ricerche dei carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile. Di lui non si hanno notizie da diverse ore. La zona del Sarrabus, nel Sud Ovest della Sardegna, in particolare di Castiadas, Muravera e San Vito, è stata colpita nella notte da abbondanti piogge.

Il Soccorso alpino ha invece ritrovato ''in buone condizioni'' una famiglia ceca ''dispersa da alcune ore''. Lo comunica, via Twitter, il Soccorso Alpino, precisando che sono stati rintracciati nella zona 'Su Frenugargiu'. ''Hanno comunicato di aver perso l’orientamento e di aver trovato riparo in una grotta''.

Una madre e il figlio, sottoposto a un'operazione di trapianto da soli novanta giorni, rimasti bloccati in auto a causa del maltempo, sono stati salvati dalla polizia. I due, a bordo di una Lancia Y erano partiti da Samugheo e stavano cercando di raggiungere l’ospedale oncologico di Cagliari per la terapia urgente necessaria al ragazzo. Ma, nel percorrere la bretella che collega la ss 130 alla ss 554, sono rimasti bloccati dall’acqua che era già arrivata al livello degli sportelli, impedendogli sia di proseguire la marcia che di uscire. La volante della polizia è subito intervenuta, madre e figlio sono stati estratti dagli operatori, portati in braccio uno per volta e messi in salvo. Mamma e figlio sono stati accompagnati così dalla volante all’ospedale dove il ragazzo ha potuto ricevere le cure programmate.

STRADE CHIUSE - Alcune strade sono chiuse a causa del fortissimo maltempo che ha colpito ieri sera la Sardegna con allagamenti e smottamenti. Anas comunica di aver chiuso al traffico, in entrambe le direzioni, un tratto della strada statale 125 Var Orientale Sarda (Nuova Ssv 125 - ex. Nsa 232), dal km. 42+100 al km. 44+420 a causa di una frana all’ingresso sud galleria Arexini. Chiusi anche tratti della ss 195 Sulcitana (km. 8+9, km. 9+3 e km. 10+1) con chiusura del Ponte della Scafa (per arrivare a Cagliari si deve percorrere la ss 195 in direzione Teulada, Giba, ss 293 verso Siliqua ed entrare sulla ss 130). Chiuso un tratto della ss 395 di Elmas (dal km. 0 al km. 0+6) a causa dell’allagamento del sottopasso che dalla ss 391 porta alla Metro allagato.

FERROVIA INTERROTTA - Ripristinato parzialmente il traffico ferroviario in Sardegna dopo le interruzioni. Sulla linea Macomer - Cagliari e Decimomannu - Iglesias, dalle 10 è ripresa la normale circolazione. Ci sono stati rallentamenti fino a 90 minuti su 14 treni regionali. Sulla Linea Decimomannu - Cagliari invece il traffico è sospeso dalle 10.33 per segnalazione da parte del Regionale 22875 dell’allagamento della sede ferroviaria fra Elmas e Cagliari. Trenitalia ha attivato il numero verde 800892021.

ALLERTA ROSSA - Prosegue quindi l’allerta rossa per rischio idrogeologico nella Sardegna Meridionale e Centro Orientale. L’allerta resta valida fino a mezzanotte di oggi. Il Centro decentrato della Protezione civile spiega che nelle ultime ore le piogge sono diminuite di intensità ma "continuano le criticità idrogeologiche ed idrauliche nel Campidano e nel Sarrabus (allagamenti e smottamenti). Nella Sardegna sud-orientale si registrano problemi nel Comune di San Vito che risulta in parte allagato per l'esondazione del Rio Flumini Uri".

«Maniaco seriale», chi è il cuoco killer

“La violenza e il sadismo che ha messo nei suoi atti fanno ritenere che avrebbe continuato a colpire tranquillamente". Violento e sadico, pronto a colpire ancora. Il comandante del reparto operativo dei carabinieri di Modena, Stefano Nencioni, definisce così Raffaele E., cuoco 34enne originario di Napoli e residente nel Modenese, finito in carcere per omicidio, tentato sequestro di persona e violenza sessuale. 

L'uomo, oltre che dell'omicidio di Vasilica Nicoleta Neata (il cui cadavere carbonizzato era stato trovato a San Donnino, a Modena, il 10 settembre scorso, identificato grazie a un chiodo endomidollare impiantato a seguito di un incidente stradale), è accusato del tentato sequestro denunciato da una ragazza 18enne a Savignano sul Panaro e di una violenza sessuale avvenuta a Zocca (Modena) lo scorso 24 agosto, ai danni di una donna di 30 anni. "Sceglieva solo vittime magre e minute, incapaci di difendersi" ha spiegato Nencioni. "Il fattore che accomuna tutte le vittime è che erano esili, persone che lui considerava deboli e poteva facilmente sopraffare".

E poteva accanirsi ancora su altre donne. "Si capisce dalla violenza carnale che ha perpetrato - ha aggiunto il comandante dei carabinieri - che denota uno spregio della vittima, la volontà di umiliarla e farle male". Il cuoco era già stato arrestato dopo il tentativo di sequestro e la nuova ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata direttamente in carcere.

Caso Cucchi, la svolta: carabiniere accusa i colleghi

Colpo di scena oggi alla nuova udienza davanti alla Corte d'Assise del processo sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni, deceduto il 22 ottobre del 2009 all'ospedale Sandro Pertini di Roma, sei giorni dopo essere stato arrestato per possesso di droga dai carabinieri che, secondo la Procura, lo hanno massacrato di botte. Francesco Tedesco, uno dei cinque militari imputati avrebbe confessato quanto successo durante e dopo le fasi dell’arresto di Cucchi, indicando come autori del pestaggio i colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro, accusati con Tedesco di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità e dicendo che il maresciallo Roberto Mandolini e il carabiniere Vincenzo Nicolardi erano a conoscenza di quanto avvenuto. Ad annunciare la novità è il pm Giovanni Musarò che, davanti alla prima Corte d’Assise, rivela come, il 20 giugno scorso, Francesco Tedesco abbia presentato una denuncia in procura sulla vicenda, a seguito della quale, tra luglio e ottobre è stato sentito tre volte dai magistrati. "Secondo quanto messo a verbale da Tedesco, Roberto Mandolini sapeva fin dall’inizio quanto accaduto - dice il pm - Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro furono gli autori del pestaggio su Cucchi e Vincenzo Nicolardi, quando testimoniò nel primo processo, mentì perché sapeva tutto e ne aveva parlato in precedenza con lui". 

Nel corso della nuova udienza, è emersa inoltre una nuova incongruenza: una annotazione di servizio redatta da Tedesco il giorno della morte di Cucchi, e da lui inviata alla stazione Appia dei carabinieri, è sparita nel nulla. Il documento "assolutamente importante per la ricostruzione dei fatti, è stato sottratto" e non ce n’è più traccia, ha spiegato in aula il pm Giovanni Musarò.

ILARIA CUCCHI: "IL MURO E' STATO ABBATTUTO" - "Processo Cucchi. Udienza odierna ore 11.21. Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi". Queste le parole di Ilaria, sorella di Stefano, affidate a un post di Facebook.

L'AVVOCATO: "VERITA' DAL MIO ASSISTITO" - "Questo è uno snodo significativo per il processo ed è anche un riscatto per il mio assistito e per l’intera Arma dei Carabinieri. Gli atti dibattimentali e le ulteriori indagini individuano nel mio assistito il carabiniere che si è lanciato contro i colleghi per allontanarli da Stefano Cucchi, che lo ha soccorso e che lo ha poi difeso". Lo afferma l’avvocato Eugenio Pini, difensore del carabiniere Tedesco, che ora punta il dito contro gli altri militari legati al caso.

"Ma soprattutto - aggiunge l’avvocato - è il carabiniere che ha denunciato la condotta al suo superiore ed anche alla Procura della Repubblica, scrivendo una annotazione di servizio che però non è mai giunta in Procura, e poi costretto al silenzio contro la sua volontà. Come detto, è anche un riscatto per l’Arma dei Carabinieri perché è stato un suo appartenente ad intervenire in soccorso di Stefano Cucchi, a denunciare il fatto nell’immediatezza e ad aver fatto definitivamente luce nel processo" conclude il legale.

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