Domenica 16 Dicembre 2018 - 18:31

Contagiò decine di donne, pena ridotta per Talluto

Pena ridotta in appello per Valentino Talluto. Il 34enne sieropositivo ha contagiato una trentina di ragazze attraverso rapporti sessuali non protetti. L'uomo, riconosciuto colpevole del reato di lesioni con dolo eventuale, condannato in primo grado a 24 anni di carcere, è stato assolto dalla prima Corte d’Assise d’Appello per 4 casi di ragazze che secondo l’accusa erano state contagiate da lui. Il pg Simonetta Matone aveva chiesto trent'anni di carcere.

Editoria: Fnsi e Odg a Di Maio, non chiniamo la testa

ROMA. «Quella di oggi non era una convocazione, ma una provocazione». Lo chiarisce Raffaele Lorusso segretario della Fnsi, per spiegare - in apertura dell'assemblea davanti al ministero dello Sviluppo Economico - il no di Federazione Nazionale della Stampa e Ordine dei giornalisti alla convocazione del ministro del Lavoro di Maio, fissata proprio per stamattina al Mise. «Se si convocano parti definite in precedenza sciacalli e altro, prima bisogna fare un passo indietro, chiedere scusa soprattutto a quei colleghi che sono pronti a mettersi a rischio pur di non rinunciare a informare - spiega -. Oggi ci è stato detto che si sarebbe parlato di equo compenso e precari, ma come sarebbe stato possibile, considerando che nelle stesse ore al Senato si approva un emendamento che farà tagliare il fondo per l'editoria, facendo così chiudere principalmente molte piccole testate, che danno lavoro a 1000 colleghi. Pochi giorni fa poi era stato anche deciso dal governo il dimezzamento del compenso per il servizio pubblico che svolge Radio Radicale, il che significherebbe, per loro, la chiusura». Per occuparsi «realmente del precariato il governo dovrebbe, ad esempio, pensare di approvare i criteri per la liquidazione giudiziale dei compensi, che esiste nelle altre categorie professionali, ma non per i giornalisti». Per Lorusso «senza rispetto e legittimazione reciproca, non ci si può sedere al tavolo. Oggi con Odg e Fnsi erano state invitate anche fantomatiche associazioni di precari di cui non sappiamo nulla. Forse qualcuno pensava che questo incontro fosse giusto l'occasione per farsi un selfie, come e' successo con il tavolo per i rider, per cui dopo invece la situazione è peggiorata. Noi non potevamo consentirlo. Serve innanzitutto rispetto per la categoria, senza quello ci sarebbe una sottomissione da parte nostra ma noi non abbassiamo la testa davanti a nessuno». 

ORDINE NAZIONALE. «Si devono rassegnare, il giornalismo è fatto per i governati non per i governanti. Caro ministro (Di Maio, ndr), lei rappresenta il potere, di conseguenza deve cortesemente soggiacere alle regole della democrazia di cui l'informazione è un organo di controllo». Lo ha detto Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, per spiegare durante l'assemblea davanti al ministero dello Sviluppo Economico, il no di Odg e Fnsi alla convocazione del ministro di Maio, fissata proprio per stamattina al Mise. I tagli al fondo per l'editoria «sono lineari e non tengono conto del compito dell'informazione di raggiungere tutti i cittadini. Non c'è nessun privilegio da parte di chi riceve il contributo di sostegno, è semplicemente una valorizzazione del pluralismo» ha aggiunto. Per Verna non ha senso sedersi a un tavolo «con chi dà i numeri senza voler fare un ragionamento critico. Per dirla in slang, “'cca nisciuno è fesso"». 

FNSI. «Chi pensava che il sindacato fosse pronto a ingoiare le ingiurie e che davanti a un tozzo di pane avremmo detto si' grazie, ha sbagliato indirizzo». Lo ha detto Beppe Giulietti Presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, in chiusura dell'assemblea pubblica davanti al ministero dello Sviluppo Economico, per spiegare il no di Fnsi e Ordine dei Giornalisti, alla convocazione del Ministro del Lavoro di Maio, fissata proprio per stamattina al Mise. Giulietti ha ringraziato ancora una volta il Capo dello Stato (per lui c'è stato un applauso collettivo, ndr) «che per sette volte ha dovuto dire in queste settimane che la libertà di informazione è un presidio della democrazia». Con i tagli al fondo per l'editoria «non si colpiscono le grandi testate, che da anni non lo ricevono più ma le piccole testate e le realtà regionali. E dopo l'editoria, rischiano l'emittenza e le convenzioni delle agenzie. Chi sostiene che situazioni (di tensione tra potere e informazione, ndr) come questa ci siano sempre state si sbaglia. Ora c'è Trump, e l'obiettivo in molte parti del mondo è cancellare la figura del giornalista». Per Giulietti, «se il ministro vuole parlare di precari e equo compenso rimuova innanzitutto gli insulti. E do una notizia, tutti i tentativi fatti per dividere Carlo Verna (presidente del Consiglio Nazionale dell'Odg) e Lorusso (segretario della Fnsi), per fare trattative separate, sono stati inutili. Non perdete tempo, questa, unita, è l'unica delegazione che può trattare». Il presidente della Fnsi ricorda anche che «la legge sull'equo compenso c'è già, va applicata. Hanno risposto che mancano i soldi. Eppure per finanziarla basterebbe un emendamento nella legge contro le querele bavaglio, da portare a votazione, con cui si stabilisca che un terzo, un quarto o la metà di quello che dovranno lasciare i molestatori dell'articolo 21 che perdono le cause, vada nel fondo per i precari, dove potrebbero andare anche i soldi delle multe dell'Agcom». L'ambizione di Odg e Fnsi «è trattare con il governo ma se non ci saranno i presupposti, il prossimo passo sarà una grande manifestazione nazionale per chi vuole proteggere la Costituzione e l'Articolo 21».

Schiaffi e morsi ai bimbi, arrestato maestro d'asilo

I loro bambini non andavano volentieri alla scuola dell'infanzia dove erano iscritti, nel centro di Cerignola, in provincia di Foggia, e rientravano a casa piangendo. Un malessere attribuito dai piccoli alla presenza del 'maestro' e al fatto che lo stesso dava loro schiaffi alla testa, colpi alle orecchie, pizzicotti e morsi. Sono stati questi i segnali che hanno spinto i genitori delle vittime di quei maltrattamenti a denunciare la triste situazione al Commissariato di Polizia. I maltrattamenti sarebbero andati avanti fin dall’inizio dell’anno scolastico.

Gli agenti hanno arrestato l'insegnante di circa 60 anni, di origine campane, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Foggia. Le denunce sono state presentate agli inizi di novembre. In alcuni casi i piccoli chiedevano alle mamme di farsi promettere che a scuola non avrebbero trovato il maestro. A quel punto i poliziotti hanno installato nell’aula un sistema di videosorveglianza che ha messo da subito in evidenza un costante, sistematico uso di atteggiamenti aggressivi, violenti e denigranti da parte dell’insegnante che avrebbe terrorizzato i bambini con soprusi, vessazioni e violenze.

A subire prevalentemente i maltrattamenti era un bambino di soli 4 anni, con disabilità grave, costretto a mangiare per poi vomitare nel piatto. Un dato sconcertante per gli inquirenti è stato quello di vedere i bambini sempre terrorizzati dal sopraggiungere dell’insegnante: appena lo vedevano arrivare, costantemente si auto proteggevano il capo, mettendo le loro manine tra le orecchie e la nuca per proteggersi da sicure aggressioni.

Le maniere burbere e forti del maestro si evidenziavano anche quando giocava con i bambini: in alcuni casi, sollevava i bambini per la testa oppure li schiaffeggiava con le loro stesse manine. La misura cautelare si è resa necessaria analizzando tutti gli episodi registrati e considerando la circostanza che la condotta del maestro non può essere inquadrata in nessun metodo educativo accettabile, trattandosi di violenza sistematica idonea a creare un clima di terrore tra i minori ed incidere negativamente sul loro sviluppo e sulla loro formazione. L'uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.  

Due medici indagati per la morte di Astori Cosa sappiamo finora

La Procura di Firenze ha inviato due avvisi di garanzia per la morte di Davide Astori, il capitano della Fiorentina deceduto il 4 marzo scorso. Si tratta di due medici degli ospedali di Firenze e Cagliari, indagati con l'accusa di omicidio colposo per la morte del calciatore. I due medici, che lavorano in strutture pubbliche di Firenze e Cagliari, avrebbero firmato le idoneità all'attività sportive del calciatore nonostante, secondo quanto si è appreso, una serie di esami avessero evidenziato la presenza di extrasistoli ventricolari nel corso delle prove da sforzo a cui era stato sottoposto il calciatore. 
Astori è morto mentre si trovava con la sua squadra in un albergo di Udine in attesa della sfida di campionato contro la formazione friulana. Il calciatore non si era presentato a colazione. Quando sono saliti in camera a cercarlo, il 31enne era già morto: sarebbe deceduto per una bradiaritmia, cioè il cuore avrebbe rallentato fino all'arresto cardiaco.

Astori aveva vestito la maglia del Cagliari dal 2008 al 2014 e poi quella giallorossa nella stagione 2014-2015. Poi la Fiorentina, di cui era diventato capitano.

Spray al peperoncino a scuola: 33 studenti soccorsi

Allarme in una scuola di Pavia dove a causa dell'uso di uno spray al peperoncino è stato necessario l'intervento del 118. Trentatré ragazzi dell'istituto tecnico industriale 'Cardani' sono stati soccorsi: dei trenta trasportati al Policlinico San Matteo sono 23 i codici verdi e 3 i codici gialli. All'ospedale di Voghera sono arrivati invece sette ragazzi, tutti in codice verde.

"E' successo tutto poco prima delle 10 - racconta all'Adnkronos un insegnante - mentre i ragazzi erano negli spogliatoi della palestra per prepararsi per le attività quando qualcuno ha spruzzato quello che con tutta probabilità era uno spray al peperoncino". "Noi eravamo nei corridoi a vigilare - spiega - quando i ragazzi hanno accusato bruciore alla gola e agli occhi e sono stati allertati i soccorsi".

"Provo sconcerto e arrabbiatura nell'apprendere la notizia che in un Istituto tecnico di Pavia una trentina di studenti sono stati soccorsi dall'Areu a causa dell'uso di uno spray al peperoncino. Un fatto di per sé deprecabile, che diventa grave e inaccettabile dopo quanto accaduto venerdì notte in una discoteca della provincia di Ancona". Lo scrive il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, su Facebook.

"In attesa che venga fatta chiarezza su ciò che si è verificato stamattina a Pavia e che i responsabili rispondano dei loro gesti, mi appello ai nostri giovani affinché riflettano sui danni irreparabili che possono produrre quelle che loro pensano essere delle 'bravate'. Anche perché - conclude - dobbiamo evitare che, come spesso succede soprattutto tra i ragazzi, l'emulazione - in questo caso becera - non prevalga sul buon senso".

Strage discoteca, fermati altri 2 ragazzi per droga

Altre due persone, a quanto apprende l'Adnkronos, sono state fermate per reati connessi alla droga. L'operazione sarebbe la stessa in cui è stato fermato anche il ragazzino indicato da diversi testimoni come colui che avrebbe spruzzato lo spray urticante nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, causando la ressa poi sfociata in tragedia.

Il primo giovane fermato ieri sarebbe stato individuato grazie al suo soprannome. Il giovane, ricercato dagli investigatori proprio per alcune testimonianze di ragazzi presenti nel locale secondo i quali sarebbe stato lui ad avere la bomboletta, sarebbe stato trovato con eroina, cocaina e contanti. Il minorenne, che potrebbe essere sentito nelle prossime ore, sarebbe stato fermato in un residence sulla costa non lontano da Senigallia.

Nel frattempo proseguono le indagini dei carabinieri sulle uscite di sicurezza del locale, che sembravano apparentemente a norma tenendo anche conto che il locale era autorizzato. Le forze dell'ordine invitano inoltre tutti coloro che erano presenti a consegnare i filmati realizzati alla Lanterna Azzurra la sera della tragedia. "Se avete delle immagini inviatecele, più ne abbiamo più potremmo indagare approfonditamente", fanno sapere i carabinieri, già al lavoro su decine di video acquisiti dalla rete.

Quanto ai feriti, respirano autonomamente quattro delle sette persone rimaste ferite, mentre gli altri tre sono in condizioni ancora critiche ma stabili. In particolare, a quanto riferito dai sanitari dell'ospedale Torrette di Ancona nel bollettino medico delle 12, i sette pazienti restato tutti ricoverati in prognosi riservata in terapia intensiva per le lesioni riportate nella calca ma "quattro sono stati stubati, mentre gli altri tre sono ancora sotto sedazione".

“Quattro chiacchiere” di birra con Gert Christiaens

Mercoledì 12 dicembre, a partire dalle 19:30, presso la storica birroteca vomerese Hoppy Ending (via S. Maria della Libera, 30) di Antonio Romanelli e Paolo Golia, si potranno fare “quattro chiacchiere” con Gert Christiaens e la “spontaneità” del suo birrificio Oud Beersel.

Fondato nel 1882, in Belgio a Beersel, il birrificio, specializzato in Lambic (le celebri birre belghe a fermentazione spontanea), è passato di generazione in generazione, fin quando, nel 2005, dopo la chiusura del 2003, ha trovato in Gert Christiaens “l'erede” che ha saputo rilanciare una lunga tradizione, mantenuta viva grazie ad una grandissima passione e tanto spirito d'iniziativa.    

Quella del Lambic è un’esperienza gustativa e che affonda le sue radici nella lontana tradizione belga; un’esperienza senza compromessi, che come per tutti i prodotti veri, figli di una terra, si distacca dalla “superficiale” patina mainstream per urlare, con spontanea acidità, la sua natura e superare così i troppi luoghi comuni che accompagnano il mondo brassicolo,  ancorato a prodotti commerciali da scaffale di supermercato e ad ammiccanti jingle pubblicitari.

Le Lambic nascono dall’unione della maestria del birraio e dall’apporto della microflora locale che (appunto) in modo spontaneo “aggiunge” i lieviti e batteri necessari alla fermentazione, lunghissima e obbligatoriamente in legno, elemento in cui questo stile matura le sue caratteristiche.

Solo le birre che seguono tale processo di fermentazione e che sono prodotte nella regione del Payottenland, a sud-ovest di Bruxelles, in Belgio, possono essere denominate Lambic.

E l’Oud Beersel si trova proprio in tale regione, e delle Lambic ha fatto, da sempre, la propria ragione di vita (solo recentemente ha arricchito e variato la produzione anche con una Tripel).  

Quella che si terrà da Hoppy Ending sarà, quindi, una serata dal particolare fascino e che darà la possibilità agli appassionati di bere ottime birre e ai neofiti, se vorranno, di accostarsi a un particolare genere dal sapore unico e a tutti di scambiare “quattro chiacchiere” con il mastro birraio Gert Christiaens.   

M.S.

 

Trova busta con soldi, appello su Facebook

Una busta contenente denaro ritrovata in piazza Fiera a Trento. Soldi di una mamma destinati alla propria figlia, come si legge nel biglietto allegato alle banconote: "La tua borsa di studio bambola. Vieni presto! Un abbraccio fortissimo! Mamma". Katia Cont, responsabile della comunicazione del Centro Culturale S.Chiara, si è adoperata in prima persona per ritrovare madre e figlia e restituire il prezioso contenuto. Lo ha fatto con un appello su Facebook.

"Era mezzanotte - racconta Cont - e tornavo con una collega verso la macchina passando da piazza Fiera quando nei pressi del Torrione ho visto una busta bianca che ho subito capito conteneva soldi. L’ho raccolta pensando che qualcuno l’avesse persa e l’ho aperta perché appunto fuori non c’era scritto nulla. Mi sono trovata fra le mani soldi, molti soldi, e questo biglietto. Abbiamo fermato una volante della polizia che passava e abbiamo consegnato la busta, ma ho voluto scattare la foto al biglietto per poterlo pubblicare su Facebook, lanciare l’appello e sperare che una catena di solidarietà facesse tornare la busta ai suoi proprietari".

"Penso si tratti di una studentessa dell’Università. Con la mia collega abbiamo allertato tutte le associazioni universitarie, ho parlato con l’Opera Universitaria, ma sono anche passata nella banca di piazza Fiera per chiedere se fosse possibile risalire ad un prelievo di tale entità fatto nel tardo pomeriggio o serata di giovedì. La busta chissà da quanto stava lì. Ho pensato ai sacrifici che hanno fatto i miei genitori per permettermi di studiare e ho subito sentito solidarietà per questa mamma. Spero con tutto il cuore che si possa rintracciare mamma e figlia, che si chiama Marta, perché era l’unica cosa scritta sulla busta”, conclude Cont.

No Tav in corteo per le strade di Torino

"C’eravamo, ci siamo e ci saremo! La Val di Susa è nostra e la difenderemo". Con questo slogan ha preso il via a Torino la manifestazione No Tav che partita da piazza Statuto raggiungerà piazza Castello attraversando il centro città. Ad aprire il corteo le donne no Tav, poi le famiglie e gli studenti. "Mentre la coda del corteo non ha ancora lasciato piazza Statuto, possiamo già dire che siamo 70.000 e faremo i conti finali in piazza Castello. Una marea No Tav", si legge in una nota del Movimento No Tav commenta la partecipazione della marcia organizzata a Torino.

"Siamo in tanti, siamo colorati ma soprattuto siamo convinti", ha commentato Alberto Perino, tra i leader storici del movimento No Tav, parlando di 100mila presenze. "Ve ne rendete conto?", ha detto rivolto ai manifestanti. "Chiunque di coloro che oggi sta sfilando sa cosa è il Tav. Se le madamine lo avessero chiesto alla loro piazza nessuno lo avrebbe saputo - aggiunge - Sono 30 anni che facciamo manifestazioni, io non conto i numeri ma guardo alla resistenza della gente". "In questi anni abbiamo preso botte, abbiamo avuto condanne, qualcuno di noi è finito in galera ma siamo ancora qui", conclude.

Panico in discoteca per uno spray: 6 morti al concerto di Sfera Ebbasta VIDEO

Tragedia in provincia di Ancona dove sei persone sono morte, schiacciate dalla folla nel panico in una discoteca. A scatenare intorno all'una di notte la ressa al 'Lanterna Azzurra' di Corinaldo - che ospitava il concerto del rapper Sfera Ebbasta -, forse l'utilizzo di uno spray urticante. A darne notizia, i vigili del fuoco sul profilo Twitter: "Corinaldo (AN) 1:00, squadre #vigilidelfuoco impegnate nel soccorso in una discoteca. Forse per la dispersione di una sostanza urticante, ragazzi fuggono per il panico calpestandosi. Sei purtroppo quelli deceduti, decine i feriti", si legge. Sulla tragedia è stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo plurimo. A morire nella calca, tre ragazze e due ragazzi - tutti minorenni - e una mamma che aveva accompagnato la figlia al concerto. Almeno un migliaio le persone presenti nel locale al momento del drammatico incidente, prima dell'inizio del concerto. Un centinaio, invece, i feriti.

OTTO FERITI GRAVI - Traumi cranici, al torace e agli arti sono le principali patologie dei feriti, si legge in una nota diffusa dagli Ospedali Riuniti di Ancona dove il Piano di Emergenza è stato attivato alle 3.45, quando "è stata convocata l’Unità di Crisi, e tutti i reparti direttamente o indirettamente interessati sono stati allertati e messi immediatamente nelle condizioni di piena operatività". Oltre agli 8 codici rossi - due ragazzi e cinque ragazze tra i 14 e i 20 anni- c'è una ragazza in codice giallo e cinque ragazzi in codice verde ma tre sono stati già dimessi. I pazienti deceduti sono nella camera mortuaria degli Ospedali Riuniti di Ancona e sono a disposizione dell'autorità giudiziaria. Una parte è ricoverata negli Ospedali Riuniti a Torrette di Ancona nell'Ospedale di Senigallia e in quello di Jesi, per un totale di 67 persone, 13 delle quali in codice rosso.

CHI SONO LE VITTIME - "Asia Nasoni, 14 anni, di Senigallia; Daniele Pongetti, 16 anni, di Senigallia; Benedetta Vitali, 15 anni, di Fano; Matttia Orlandi, 15 anni, di Frontone; Emma Fabini, 14 anni, di Senigallia; e mamma Eleonora Girolimini, 39 anni, di Senigallia. Sono le giovani vittime della tragedia di questa notte. È assurdo morire così". A rivelare i nomi delle vittime è il ministro e vicepremier Luigi Di Maio in un post pubblicato su Facebook.

LA RICOSTRUZIONE - Intanto, dai primi accertamenti, è emerso che le uscite di sicurezza del locale - posto ora sotto sequestro - si sono regolarmente aperte. Le morti sarebbero state causate dal cedimento di due muretti all'esterno del locale sotto la pressione delle persone in fuga, cedimento che ha provocato la caduta di alcuni spettatori e il loro schiacciamento da parte degli altri che gli sono passati sopra.
"Stiamo verificando con i vigili del fuoco la capienza della discoteca e se le dotazioni erano adeguate per poter ospitare questo tipo di manifestazioni", spiega all'Adnkronos il comandante provinciale dei carabinieri di Ancona Cristian Carrozza, ricostruendo la dinamica dell’incidente: "Tra le varie ipotesi di causa scatenante - dice - c'è anche quella dello spray urticante, stiamo facendo i rilievi. I ragazzi sono fuggiti in un'unica direzione verso la porta posteriore di sicurezza della discoteca; c'erano scale e ringhiere alte un metro e mezzo che hanno ceduto sotto il peso dei ragazzi". E proprio sulle balaustre sono in corso verifiche dei vigili del fuoco.

L'INCAPPUCCIATO - Una persona incappucciata che sarebbe salita su un 'cubo' e avrebbe spruzzato uno spray e forse lanciato qualcos'altro. Sarebbe questo il racconto di diversi ragazzi presenti alla serata. Immediatamente dopo, secondo i testimoni, nel locale non si sarebbe più riuscito a respirare e tutti sono scappati via, dirigendosi verso le uscite di sicurezza.

LE TESTIMONIANZE - "Spingevano da dietro, era impossibile non schiacciare le persone", avrebbe raccontato alla madre una delle ragazzine presenti ieri nella discoteca. "Una ragazza che si trovava nel locale - riferisce all'Adnkronos Don Giuseppe Bartera Sebastianelli, parroco della chiesa di S. Pietro Apostolo di Corinaldo - ha raccontato alla mamma come mentre scappava non voleva schiacciare nessuno ma la spingevano da dietro e non ha potuto farne a meno: era impossibile non schiacciare le persone". "Stavo per entrare alla Lanterna azzurra, quando hanno iniziato a evacuare tutta la gente... Era il panico, gente che piangeva sangue, gente a terra che non respirava...", ha spiegato un'altra ragazza raccontando l'atmosfera di ieri notte davanti alla discoteca. "Un c... ha iniziato a spruzzare lo spray al peperoncino", riferisce la ragazza, raccontando della scena in un locale dove l'età media, spiega, è "di 14, 15 o 16 anni". "Siamo andati via perché la situazione era veramente drammatica", ha detto ancora con la voce evidentemente ancora sconvolta.

BIGLIETTI - Per ora, dai primi accertamenti della Procura, emerge intanto che i biglietti venduti per lo spettacolo erano stati 1400, presumibilmente tutti numerati, ma la capienza della discoteca era solo di 800 posti. I blocchetti con le matrici dei tagliandi sono stati sequestrati.

EPISODIO ANALOGO NEL 2017 - Gli investigatori stanno intanto valutando se sia ipotizzabile un collegamento tra la tragedia e un episodio analogo avvenuto nel gennaio 2017 a pochi chilometri di distanza, in una discoteca di Senigallia dove suonava, peraltro, lo stesso trapper. La discoteca era il Mamamia: era da poco trascorsa la mezzanotte quando qualcuno spruzzò spray urticante tra la folla. Il personale riuscì ad aprire immediatamente le porte di emergenza ma tre giovani rimasero comunque intossicati. Tante le analogie tra i due casi, anche se a Senigallia la più semplice gestione delle vie d'uscita per come è strutturato il locale ha scongiurato il peggio. Oltre alla curiosa circostanza che entrambi i locali ospitassero il live dello stesso artista, c'è da considerare il fatto, ragionano gli inquirenti, che le due discoteche si trovano a pochissimi chilometri di distanza l'uno dall'altro e che la dinamica è davvero molto simile, con lo spray urticante - se dovesse essere confermata questa ipotesi anche per la 'Lanterna Azzurra' - spruzzato nel momento di massimo affollamento.

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