Martedì 28 Febbraio 2017 - 8:46

Meningite, grave 15enne ricoverato a Rimini

RIMINI. Un ragazzo di 15 anni è ricoverato da ieri pomeriggio in condizioni "molto gravi" all'ospedale Infermi di Rimini, per una sepsi causata da un'infezione da meningococco. A dare notizia del nuovo caso di meningite è l'Ausl della Romagna, che ha disposto la profilassi per i familiari e per altre 160 persone circa.

Oltre alla presa in carico del paziente - informa l'azienda sanitaria - è stato immediatamente attivato il Dipartimento di sanità pubblica che, già nella serata di ieri, ha proceduto a effettuare in via preventiva l'indagine epidemiologica che ha portato alla profilassi sui contatti diretti del paziente, come da protocolli clinici. Il meningococco si trasmette infatti attraverso le goccioline di saliva a seguito di contatti interpersonali stretti e prolungati. Oltre ai familiari, dunque, sono stati sottoposti a profilassi i compagni e gli insegnanti della classe frequentata dal ragazzo, nonché le persone che condividevano con lui l'attività sportiva, "per complessive 160 persone circa".

La profilassi - precisa l'Ausl romagnola - non risulta invece utile per chi ha avuto solamente contatti occasionali di breve durata con il caso di malattia nei giorni precedenti la comparsa dei sintomi, tanto più se gli eventuali contatti sono avvenuti in spazi aperti. "Il meningococco è un batterio che generalmente si localizza a livello della gola senza determinare alcun tipo di disturbo - rassicura l'azienda - e molto raramente, in individui che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità, causa delle malattie importanti quali la meningite o la setticemia".

Crolla cascata di ghiaccio in Valle d'Aosta, 4 morti

GRESSONEY. Quattro persone sono morte e una è rimasta ferita nel crollo della cascata di ghiaccio Bonne Anneè a Gressoney in Valle d'Aosta. Sul posto è al lavoro il soccorso alpino valdostano che sta effettuando le ricerche. Da una primissima ricostruzione la cascata di ghiaccio è crollata all'improvviso travolgendo alcuni ice climbers. Al momento il bilancio è di quattro morti e un ferito.

Taxi in piazza contro Uber: «Pronti a sciopero a oltranza»

ROMA. "Pronti a sciopero a oltranza". Così i taxisti fuori da Palazzo Madama, in corso Rinascimento a Roma, dove si sono riuniti con i loro mezzi per protestare contro quella che definiscono "sanatoria pro Uber". Che aggiungono: "Il ministro dei Trasporti Delrio è pronto a ricevere una nostra delegazione".

 

Il Codacons depositerà un esposto urgente alle Procure della Repubblica di Roma, Milano e Torino, chiedendo di aprire una indagine sulla protesta, alla luce delle possibili fattispecie di interruzione di pubblico servizio e blocco stradale. "Ciò che sta avvenendo in queste ore è gravissimo e intollerabile - spiega l'associazione dei consumatori - Senza alcun preavviso gli utenti sono stati privati di un servizio pubblico, con immensi disagi per i cittadini che in diverse città non riescono a reperire un taxi. Addirittura a Roma si è arrivati a bloccare la circolazione in centro e sono rimasti scoperti gli scali di Fiumicino e Ciampino".

 

Caso Cucchi, chiesto giudizio per 5 carabinieri

ROMA. Il rinvio a giudizio per 5 carabinieri, indagati nell'inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi, è stato chiesto oggi dalla Procura della Repubblica di Roma. A firmare la richiesta di giudizio il procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone e il pubblico ministero Giovanni Musarò. Per l'accusa di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità secondo la richiesta a giudizio dovrebbero andare tre carabinieri accusati d'aver pestato Cucchi, per due carabinieri si richiede il giudizio per i reati di calunnia e di falso.

Caso Tulliani, Fini indagato per riciclaggio

ROMA. Gianfranco Fini è indagato per riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta che ha portato al sequestro di beni per 5 milioni di euro alla famiglia della moglie Elisabetta Tulliani. Interpellato dall'AdnKronos, l'ex presidente della Camera ha così commentato: "L'avviso di garanzia è un atto dovuto. Ho piena fiducia nell'operato della magistratura, ieri come oggi".

I finanzieri del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza (S.C.I.C.O.), al termine delle indagini della Procura di Roma, Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma nei confronti di Sergio Tulliani, Giancarlo Tulliani e Elisabetta Tulliani per un valore di circa 5 milioni di euro, con riferimento ai reati di riciclaggio, reimpiego ed autoriciclaggio posti in essere dal 2008. Reati che avrebbero condotto ad un profitto illecito superiore a 7 milioni di euro.

Papa su pedofilia: «Come può un prete causare tanto male?»

"Come può un prete, al servizio di Cristo e della sua Chiesa, arrivare a causare tanto male? Come può aver consacrato la sua vita per condurre i bambini a Dio, e finire invece per divorarli in quello che ho chiamato un 'sacrificio diabolico' che distrugge sia la vittima sia la vita della Chiesa? Alcune vittime sono arrivate fino al suicidio. Questi morti pesano sul mio cuore, sulla mia coscienza e su quella di tutta la Chiesa. Alle loro famiglie porgo i miei sentimenti di amore e di dolore e, umilmente, chiedo perdono". Così Papa Francesco nella prefazione del libro 'La perdono padre' dove Daniel Pittet racconta gli abusi subiti da un sacerdote. "Abbiamo dichiarato che è nostro dovere far prova di severità estrema con i sacerdoti che tradiscono la loro missione, e con la loro gerarchia, vescovi o cardinali, che li proteggesse, come già è successo in passato - spiega il Papa - Ringrazio Daniel perché le testimonianze come la sua abbattono il muro di silenzio che soffocava gli scandali e le sofferenze, fanno luce su una terribile zona d’ombra nella vita della Chiesa. Aprono la strada a una giusta riparazione e alla grazia della riconciliazione, e aiutano anche i pedofili a prendere coscienza delle terribili conseguenze delle loro azioni". "Prego per Daniel - aggiunge Bergoglio - e per tutti coloro che, come lui, sono stati feriti nella loro innocenza, perché Dio li risollevi e li guarisca, e dia a noi tutti il suo perdono e la sua misericordia".

Roma, sfrattati "assediano" il Campidoglio

ROMA. Occupanti e romani sotto sfratto ‘assediano’ la sindaca di Roma Virginia Raggi. Giovedì 16 febbraio alle ore 15 il coordinamento Casa agli Italiani sarà in piazza del Campidoglio "per chiedere il blocco degli sfratti e una soluzione concreta per l'emergenza abitativa che riguarda migliaia di famiglie romane in stato di grave indigenza".

 
"Da Nuova Ostia a San Basilio, da Primavalle al Trullo, da Pietralata al Nuovo Salario, passando da Tiburtino III, La Rustica, Corviale, Cinecittà e Tor Bella Monaca, sono tanti i comitati di residenti che hanno aderito al Coordinamento e che giovedì si sono dati appuntamento sotto al Campidoglio per far sentire la loro voce", fanno sapere dal Coordinamento, che annuncia l'adesione alla manifestazione, tra gli altri, di alcuni di "Emmanuel Mariani, il papà di Maria Noemi, la bambina di 11 anni invalida al 100% a rischio sfratto dall'appartamento dell'Ater assegnatole dal Comune ormai dieci anni fa; Mirella Scuccato, la 75enne invalida al 100% a causa del parkinson a rischio sfratto dalla casa popolare dell’Ater di Tiburtino III dove vive insieme a uno dei suoi quattro figli dal 2007; i due ragazzi del Trullo presto genitori (lei è minorenne e incinta) che dovevano essere sgomberati per far posto a una famiglia egiziana, il signor Adriano di San Basilio, sgomberato nei mesi scorsi per far posto a una famiglia marocchina, e che ancora dorme in un camper".

”Dal Tiburtino III al Trullo, dalla Magliana a San Basilio, da Ostia fino al centro storico, i problemi delle famiglie romane sono gli stessi – sottolinea il portavoce del coordinamento, Massimo Ruga, sgomberato con la sua famiglia alcuni mesi fa dallo stabile di via del Colosseo 73 dove viveva da sempre pagando un’indennità di occupazione al Comune – Il Campidoglio non può lasciare letteralmente in mezzo a una strada migliaia di famiglie romane indigenti. Per questo chiediamo si apra un tavolo permanente, con l'obiettivo di arrivare al blocco degli sfratti, a una riformulazione delle graduatorie più equa e che non discrimini gli italiani, a una sanatoria per occupanti e morosi degli alloggi popolari, a una proroga per la chiusura dei Caat e al superamento del Buono Casa".

"Anche gli sfratti dalle abitazioni degli enti previdenziali devono essere bloccati per motivi di ordine pubblico – sottolinea Ruga -, mentre il Comune di Roma, se vuole davvero dare fiato alla città e ai suoi abitanti, deve, di concerto con la Regione Lazio, dare vita a un grande piano casa che preveda la costruzione di nuovi alloggi popolari assegnati con la formula del Mutuo Sociale”.

Pedofilia, il Papa: «Come può un prete causare tanto male?»

CITTA' DEL VATICANO. "Come può un prete, al servizio di Cristo e della sua Chiesa, arrivare a causare tanto male? Come può aver consacrato la sua vita per condurre i bambini a Dio, e finire invece per divorarli in quello che ho chiamato un 'sacrificio diabolico' che distrugge sia la vittima sia la vita della Chiesa? Alcune vittime sono arrivate fino al suicidio. Questi morti pesano sul mio cuore, sulla mia coscienza e su quella di tutta la Chiesa. Alle loro famiglie porgo i miei sentimenti di amore e di dolore e, umilmente, chiedo perdono". Così Papa Francesco nella prefazione del libro 'La perdono padre' dove Daniel Pittet racconta gli abusi subiti da un sacerdote, con cui il quotidiano 'La Repubblica' apre oggi.

"Abbiamo dichiarato che è nostro dovere far prova di severità estrema con i sacerdoti che tradiscono la loro missione, e con la loro gerarchia, vescovi o cardinali, che li proteggesse, come già è successo in passato - spiega il Papa - Ringrazio Daniel perché le testimonianze come la sua abbattono il muro di silenzio che soffocava gli scandali e le sofferenze, fanno luce su una terribile zona d’ombra nella vita della Chiesa. Aprono la strada a una giusta riparazione e alla grazia della riconciliazione, e aiutano anche i pedofili a prendere coscienza delle terribili conseguenze delle loro azioni".

"Prego per Daniel - aggiunge Bergoglio - e per tutti coloro che, come lui, sono stati feriti nella loro innocenza, perché Dio li risollevi e li guarisca, e dia a noi tutti il suo perdono e la sua misericordia".

Bologna, nuovi scontri tra universitari e forze dell'ordine

BOLOGNA. Ancora scontri e cariche in zona universitaria a Bologna . La manifestazione dei collettivi e studenteschi a cui stanno hanno preso parte un migliaio di persone è entrata in 'rotta di collisione' con le forze dell’ordine in via Zamboni. I manifestanti, guidati dal collettivo universitario autonomo di Bologna (Cua) protestano contro la decisione dell’Università di Bologna di installare tornelli all’ingresso nella biblioteca di Discipline umanistiche.

Dopo un lancio di oggetti da parte dei manifestanti, il cordone in assetto antisommossa della polizia, con il compito di non far passare il corteo verso la biblioteca del civico 36, ieri occupata da collettivi, ha caricato.

Tre persone sono state fermate. I manifestanti tentavano di sfondare il cordone davanti al rettorato. Il corteo era partito intorno alle 16 con in cima il cartello "36 libero. Ubertini e Coccia fuori da Bologna"; Ignazio Coccia è il questore di Bologna mentre Francesco Ubertini è il rettore dell'Alma Mater. Lo striscione è stato utilizzato come scudo. I manifestanti hanno esploso anche dei petardi e lanciato bottiglie vuote.

"Da Merola dichiarazioni inaccettabili. Il Pd odia i giovani e la nostra generazione, la vogliono soffocare", hanno risposto i collettivi universitari di fronte alla posizione del sindaco di Bologna che ha condannato la loro protesta. "Da quest'amministrazione - commenta Angelo del Cua (Collettivo universitario autonomo) - non ci aspettavamo nient'altro. Si è già mostrata contraria a qualsiasi pratica di autogestione e forma di dissenso. Abbiamo visto già gli sgomberi di tutte le occupazioni abitative, di spazi come Atlantide e la chiamata del futuro sgombero di Xm24".

Di segno opposto invece la 'Dissociazione dall'operato del Collettivo Universitario Autonomo, Bologna': è una petizione lanciata sulla piattaforma Change.org dagli studenti che "non condividono le azioni del Collettivo, in segno di critica e di protesta, alla luce di quanto accaduto di recente in Via Zamboni 36, per questo ed altri atti vandalici perpetrati dal Cua a danno dell'Università". La petizione - che si riferisce all’azione di protesta dei collettivi contro i tornelli e all’occupazione della biblioteca di Lettere - ha già superato le 4.000 firme in meno di 24 ore.

«Hacker russi hanno attaccato la Farnesina»

ROMA. Le autorità italiane sospettano che vi sia la Russia dietro un attacco informatico la primavera scorsa contro la Farnesina che ha compromesso le comunicazioni via mail ed è durato oltre quattro mesi prima di essere individuato. Lo scrive il Guardian citando persone a conoscenza dei fatti. L'attacco non ha infiltrato il sistema criptato per le comunicazioni riservate, riferisce un funzionario del governo italiano. La vicenda era già a conoscenza delle autorità italiane ed è quanto il governo italiano aveva fatto sapere allo stesso quotidiano britannico, come riferiscono fonti vicine al ministero degli Esteri. Dopo il primo attacco, affermano le fonti, c'è stato subito un primo intervento "di rafforzamento". Sul caso, la Procura della Repubblica di Roma ha aperto da qualche tempo un'indagine procedendo per una serie di reati che vanno dal procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo al sistema informatico aggravato, alla intercettazione illecita di comunicazioni informatiche, nonchè spionaggio politico e militare.

Secondo il Guardian, il primo ministro Paolo Gentiloni, all'epoca dei fatti ministro degli Esteri, non fu colpito dall'attacco informatico alla Farnesina perché evitava di usare le mail. L'attacco informatico ha colpito gli "uffici sul campo", comprese le ambasciate e i rapporti su incontri con funzionari stranieri. Tuttavia la fonte citata dal Guardian sottolinea che non sono state compromesse informazioni sensibili perchè in questo caso sarebbero state criptate.

 

 

"Non ci sono stati attacchi al livello dei messaggi criptati - ha affermato il funzionario del governo -. Così le informazioni, le informazioni delicate e sensibili, che normalmente sono condivise su questa rete, il cui accesso è ristretto da un codice, non sono mai state attaccate o parte di questo attacco". La fonte non conferma la responsabilità di Mosca, ma altre due persone a conoscenza dell'attacco riferiscono che si sospetta della Russia. Sulla vicenda sta indagando la procura di Roma, afferma il giornale. Una volta scoperto l'attacco, il ministero degli Esteri ha modificato la sua 'architettura' online e introdotto nuovi strumenti per rafforzare la sicurezza interna, scrive ancora il giornale citando il funzionario governativo. La fonte non ha detto come è stato scoperto l'attacco.

Le persone che ne hanno parlato con il Guardian, con la garanzia dell'anonimato, ritengono che l'attacco servisse ad aver accesso al processo decisionale in seno al governo italiano. Le notizie dell'attacco informatico, contro un paese considerato meno ostile alla Russia di altri membri dell'Ue, potrebbero "alimentare le preoccupazioni che la Russia possa cercare di influenzare le prossime elezioni italiane", nota il quotidiano britannico.

Il Guardian ha intervistato alla fine dell'anno scorso un diplomatico straniero a Roma che si chiedeva se l'attuale governo "si è preparato per possibili interferenze della Russia". Il giornale ricorda che il Movimento 5 Stelle ha adottato posizioni filorusse su diversi temi: dalla Siria all'Ucraina, sino ad appelli perchè l'Italia riveda le sanzioni verso Mosca e il suo impegno nella Nato.

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