Martedì 26 Settembre 2017 - 18:23

Roma, ragazza violentata in centro: arrestato bengalese

ROMA. Ha violentato una giovane finlandese, dopo averla percossa con una grossa pietra e rapinata, ma è stato arrestato dopo poche ore. In manette è finito S.K., un bengalese di 23 anni: ad arrestarlo sono stati gli agenti della polizia di Stato della Quarta Sezione della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato Viminale, coordinati dalla locale Procura.

L'aggressione è avvenuta all'alba di sabato a Roma. La ragazza, in Italia da qualche giorno per ragioni di lavoro, nella serata di venerdì, dopo essere uscita con alcune amiche, ha cercato un taxi insieme a una di loro, per tornare nell’abitazione dove stava alloggiando. In quel frangente, è stata avvicinata da un giovane, che, con gentilezza, si è offerto ripetutamente di accompagnarla a casa con la propria auto, parcheggiata, a suo dire, in una via limitrofa. La giovane, fidandosi dei modi garbati dell’uomo, ha acconsentito, tranquillizzando l’amica titubante.

Percorsi un centinaio di metri, lo sconosciuto ha tentato un approccio sessuale con la straniera, nonostante le urla e la reazione della giovane. Il 23enne non ha desistito neppure quando una donna, udite le grida della ragazza dal proprio appartamento, si è affacciata alla finestra, urlando e dando successivamente l’allarme. L’uomo, a quel punto, ha minacciato di morte la donna, e dopo averla picchiata con una grossa pietra, l'ha costretta a seguirlo in una zona buia e appartata, dove l'ha obbligata a subire la violenza sessuale. Nella circostanza ha sottratto alla vittima anche quaranta euro, dandosi poi alla fuga.

Le indagini, subito avviate a seguito dell’intervento richiesto dalla donna che dall’abitazione aveva assistito a parte dell’aggressione, hanno permesso di identificare e catturare l’autore delle violenze nelle vicinanze di piazza Fiume. S.K. è stato poi riconosciuto dalla vittima in foto.

Livorno, trovata settima vittima

LIVORNO. È stato trovato il corpo di uno dei due dispersi a Livorno. Il cadavere di Martina Bechini, 34 anni, è stato rinvenuto nella zona Tre Ponti. Sono stati i carabinieri a ritrovare il corpo lungo il Rio Ardenza. La donna era dispersa dalla notte tra sabato e domenica quando una violenta onda d'acqua ha travolto la sua abitazione in via Garzelli. Il marito Filippo Meschini è stato trovato vivo a due chilometri di distanza dalla loro casa. Sono così sette le vittime accertate a Livorno. Salgono a otto tenendo conto anche del giovane, Matteo Nigiotti, deceduto in un incidente stradale a casa del maltempo. Continuano le ricerche, intanto, di Gianfranco Tampucci, l'altro disperso.

IL SINDACO NOGARIN. Mentre la procura di Livorno ha aperto un'inchiesta per disastro colposo, è tornato a riunirsi il briefing operativo, presente anche il sindaco Filippo Nogarin. Si è fatto il punto sulla situazione delle infrastrutture in una città che, come ha sottolineato Nogarin, ''con grande fatica e dolore sta cercando di rialzare la testa rispetto al dramma che l'ha sconvolta e ne ha completamente cambiato il volto''.

LE POLEMICHE. Nogarin, intervenuto ai microfoni di “6 su Radio 1", sul pesante bilancio del maltempo, ha dichiarato: «È un grande classico in questi eventi arrivare al momento della polemica. Ora è il momento di far funzionare al meglio la macchina dei soccorsi e dare aiuto a tutti coloro che hanno bisogno. Ci sarà poi - ha aggiunto - il momento della polemica e delle indagini in cui tutti cercheranno di scaricare le responsabilità addosso agli altri e naturalmente arriverà addosso ai sindaci perché la moda oramai in Italia è questa, qualsiasi cosa accada la colpa è dei sindaci ma ora non è il momento».

Da parte sua il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, fondatore di Articolo Uno - Mdp, ha dichiarato: «È inaccettabile che per un temporale intenso ma ormai usuale a causa dei cambiamenti climatici possano morire sei persone e due siano ancora disperse». «Un codice arancione - ha poi assicurato - è un codice di allerta che prevede gli eventi che si sono verificati a Livorno».

A proposito del nubifragio, il premier Paolo Gentiloni ha detto: «Credo che non solo il pensiero debba andare alle vittime ma anche la solidarietà del paese intero e l'invito a tutti a collaborare tra istituzioni senza polemiche, ma mettendo al centro l'interesse della propria comunità. Questo credo - ha concluso - sia ciò di cui ha bisogno Livorno e in generale il paese».

LA FAMIGLIA ANNEGATA. Quattro corpi, quelli di un'intera famiglia, sono stati trovati in un appartamento, interrato, un palazzo di via Nazzario Sauro, completamente allagato. I cadaveri sono quelli del marito, Simone Ramacciotti, 37 anni, della moglie, Glenda Garzelli, 35 anni, del figlio Filippo, 4 anni, e del nonno, Roberto Ramacciotti, 65 anni. Il nonno è riuscito a mettere in salvo solo la nipotina Camilla, 3 anni, e poco dopo è annegato. Un'altra persona è morta in via della Fontanella: si tratta di Raimondo Frattali, 70 anni. La moglie e la figlia si sono salvate salendo sul tetto. La sesta vittima è stata ritrovata in via Sant'Alò: si tratta di Roberto Vestuti, 44 anni di Carrara. Un'altra vittima a Montenero.

GLI INTERVENTI. Alle ore 11 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco a Livorno sono stati 120, mentre a Pisa sono stati 180. A Livorno il personale volontario sta effettuando 100 interventi di vuotature con motopompe sotto il controllo e coordinamento dei vigili del fuoco. Per gestire al meglio gli interventi di soccorso a Livorno, l'area operativa è stata suddivisa in tre settori, in ognuno di essi è presente un Ucl (Unità di Comando Locale) che gestisce direttamente il soccorso e si interfaccia con la sala operativa del comando provinciale.

VIABILITÀ - La circolazione sta progressivamente tornando alla normalità, mentre si stanno studiando soluzioni per il ripristino almeno temporaneo dei quattro ponti crollati in modo da agevolare la circolazione ed evitare di non tagliare nessuno fuori dalla città. Riaperta la linea ferroviaria, lungo i binari destro e sinistro, mentre si sta ripulendo il sottopasso della stazione, che al momento rimane chiuso.

RETE ELETTRICA. Il numero delle utenze che restano da allacciare da parte di Enel è sceso in queste ore a 550, concentrate soprattutto nelle zone più critiche. Si prevede in serata di riuscire ad abbassare significativamente il numero e restituire elettricità a tutti i cittadini. Le zone più critiche rimangono Stagno, dove è concentrato il maggior numero di squadre di soccorso, e Collinaia dove molte abitazioni sono sommerse dal fango e si cerca di ripristinare almeno i camminamenti per poterle raggiungere. Continuano i sopralluoghi nelle aree di massima criticità lungo i fiumi e sui ponti.

SCUOLE. Si è svolto un sopralluogo della vicensindaco Stella Sorgente con i tecnici comunali per verificare le condizioni di tutte le strutture scolastiche e decidere se e quando aprirle dopo che ieri il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado.

Celle negli stadi e stop bagarini, arriva la riforma del calcio

«Uno stadio più sicuro, dove anche le famiglie possano andarci senza timore». È questo l'obiettivo della “riforma del calcio" alla quale da inizio 2017 sta lavorando Marco Di Lello, coordinatore del Comitato “mafia e sport" e segretario della Commissione parlamentare Antimafia. «Più riduciamo la presenza della criminalità all'interno degli stadi, più sarà possibile avvicinarci al modello inglese», dice all'Adnkronos il deputato Pd. Un modello invidiato da tutto il mondo, che spesso nel nostro Paese viene invocato per rimettere ordine nello sport più popolare.

Dopo aver ascoltato alcuni dei personaggi più importanti del mondo del calcio - dai presidenti del Coni e della Figc Malagò e Tavecchio ai presidenti della Lazio, del Genoa e del Napoli Lotito, Preziosi e De Laurentiis passando per Damiano Tommasi (presidente dell’Associazione italiana calciatori), diverse procure (come Torino, Roma, Catania e Napoli) oltre al capo della Polizia Gabrielli - domani è il turno del ministro dello Sport Luca Lotti. «Dopo di che il nostro obiettivo - sottolinea Di Lello - è quello di concludere entro fine mese, facendo approvare la nostra relazione dalla Commissione in modo che venga poi esaminata in Aula».

«Noi vogliamo evitare infiltrazioni mafiose nel sistema calcio - afferma Di Lello - e perché ciò accada vanno affrontati alcuni punti deboli. A cominciare dal bagarinaggio dei biglietti: per chi compra per rivendere a un prezzo più alto vogliamo introdurre un reato specifico. Vogliamo cambiare il sistema che sta alla base della tessera del tifoso, ampliando i Daspo: l'obiettivo è identificare i tifosi non buoni per impedire che entrino negli stadi».

E ancora: «Negli stadi ci saranno delle celle di sicurezza - continua il segretario della Commissione parlamentare Antimafia - visto anche il ripristino del reato di arresto in flagranza differita (entro 48 ore) per chi commette i cosiddetti reati da stadio nel decreto Minniti. Controlleremo poi i vari passaggi societari per evitare che possano nascondere il riciclaggio di denaro sporco e vieteremo le scommesse sulle partite della Lega pro».

Papa Francesco: «Clima cambia, uomo è stupido che non vede»

Un «dovere di gratitudine» è espresso da Papa Francesco all'Italia, così come alla Grecia, perché «hanno aperto il cuore ai migranti». Il riconoscimento - durante la conferenza stampa a bordo dell'aereo che ha riportato il Pontefice dalla Colombia a Roma - è però accompagnato anche dalla sottolineatura dell'esigenza di «prendere coscienza dei “lager" nel deserto», anche se il Papa dà atto al governo italiano che «sta facendo di tutto per risolvere problemi umanitari, anche quelli che non può risolvere».

CLIMA. «L'uomo è uno stupido, un testardo che non vede. L'unico animale del Creato che rimette il piede nella stessa buca è l'uomo, per superbia, per sufficienza, per il Dio “tasca".. non solo la difesa del Creato, tante altre questioni e decisioni dipendono dai soldi. È così: quando non si vuol vedere, non si vede e si guarda da una parte soltanto». Papa Francesco lo afferma, citando anche la Bibbia, durante la conferenza stampa a bordo dell'aereo che ha riportato il Pontefice dalla Colombia a Roma.

«La questione dei cambiamenti climatici va presa sul serio, non è una cosa su cui si può scherzare, è molto seria. Anche i politici hanno la loro responsabilità morale. Chi dubita che tutto ciò sia vero, che domandi agli scienziati e poi che decida: la Storia giudicherà», aggiunge ribadendo con fermezza la sua posizione su clima e salvaguardia dell'ambiente, durante la conferenza stampa a bordo dell'aereo che ha riportato il Pontefice dalla Colombia a Roma.

«Chi nega il cambiamento climatico, deve andare dagli scienziati e chiedere a loro, che parlano chiarissimo e sono precisi - ribadisce il Pontefice - È molto chiaro: un'università ha detto che abbiamo tre anni di tempo per poter tornare indietro, altrimenti le conseguenze saranno terribili. Io non so se davvero abbiamo soltanto tre anni oppure no, ma che se non si torna indietro andiamo giù è senz'altro vero».

Osserva il Papa: «Si vedono gli effetti del cambiamento climatico e gli scienziati indicano chiaramente la strada da seguire e tutti noi abbiamo una responsabilità, tutti, chi una responsabilità piccolina chi una più grande; una responsabilità morale oppure la responsabilità di prendere decisioni».

Stupro a Firenze, spunta video girato in discoteca

Esiste solo un frame di pochi secondi, fatto con il telefonino di una delle due ragazze americane, che riprende parte della camicia e dei pantaloni dell'uniforme di uno dei carabinieri indagati ma precedente alla presunta aggressione sessuale. La precisazione è del procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, che ha smentito l'esistenza di un video girato da una delle studentesse americane durante la presunta violenza sessuale in un palazzo del centro storico, con un audio in cui si sentirebbe proferire la parola 'bastard'.

Il brevissimo filmato, ha precisato il procuratore Creazzo, sarebbe stato girato, forse per errore, da una delle due studentesse americane mentre si trovavano ancora nella zona della discoteca vicino a piazzale Michelangelo. Questa circostanza si desumerebbe dal frastuono, probabilmente della musica diffusa da casse acustiche, dell'audio.

La Procura ha smentito anche l'acquisizione di fotografie scattate nell'androne del palazzo di Borgo Santi Apostoli dalle due ragazze in cui sarebbe avvenuta la violenza sessuale.

Il secondo carabiniere non è stato ancora sentito dagli investigatori, ha precisato Creazzo, evidenziando che se non si presenterà spontaneamente in Procura - come ha fatto sabato scorso il capopattuglia, un appuntato scelto quarantenne, accompagnato dal suo avvocato - potrebbe essere convocato nei prossimi giorni per essere interrogato.

Intanto, in Procura si attendono i risultati degli esami scientifici sulle tracce biologiche individuate nel palazzo di Borgo Santi Apostoli dove si trova l'appartamento affittato dalle due studentesse statunitensi e dove sarebbe avvenuta la violenza sessuale.

Livorno, si cercano i dispersi

LIVORNO. Va avanti la ricerca dei due dispersi che ieri sarebbero stati travolti dai violenti nubifragi di Pisa e Livorno. La procura di Livorno ha aperto un'inchiesta per disastro colposo, mentre il bilancio delle vittime è sempre di sei morti nel livornese, cui va aggiunto un settimo decesso per incidente stradale avvenuto a causa del nubifragio nel territorio pisano. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha espresso "insieme alla commozione di tutta l'Italia - il suo cordoglio e la sua solidarietà ai familiari delle vittime dell'alluvione".

LA FAMIGLIA ANNEGATA - Quattro corpi, quelli di un'intera famiglia, sono stati trovati in un appartamento, interrato, un palazzo di via Nazzario Sauro, completamente allagato. I cadaveri sono quelli del marito, Simone Ramacciotti, 37 anni, della moglie, Glenda Garzelli, 35 anni, del figlio Filippo, 4 anni, e del nonno, Roberto Ramacciotti, 65 anni. Il nonno è riuscito a mettere in salvo solo la nipotina Camilla, 3 anni, e poco dopo è annegato. Un'altra persona è morta in via della Fontanella: si tratta di Raimondo Frattali, 70 anni. La moglie e la figlia si sono salvate salendo sul tetto. La sesta vittima è stata ritrovata in via Sant'Alò: si tratta di Roberto Vestuti, 44 anni di Carrara. Un'altra vittima a Montenero.

IL SINDACO NOGARIN - Nella notte tra sabato e domenica sono caduti sulla città oltre 250 mm di pioggia. Il forte nubifragio ha comportato l'esondazione di fiumi travolgendo la città. È stato elevato al massimo il livello di criticità anche perché lo stato di emergenza non è superato. Il sindaco della città, Filippo Nogarin ha scritto su Twitter che la città è stata "ferita" dal nubifragio. "L'emergenza maltempo non è finita - ha scritto il primo cittadino - Sono esondati alcuni torrenti, altri sono sorvegliati dalla protezione civile". "Devastata dal maltempo come mai prima d'ora", ha poi aggiunto il sindaco in un tweet successivo, per Livorno "abbiamo chiesto lo stato di calamità".

GLI INTERVENTI - A Pisa stanno operando 40 vigili del fuoco, a Livorno le forze in campo sono 90. Il numero delle richieste di soccorso è continuato a salire e questa mattina, gli interventi in attesa, sono 250 a Livorno e 270 a Pisa. Non si segnalano interventi di particolare rilievo per gli altri comandi della regione relativamente alla notte appena trascorsa. I vigili del fuoco in Toscana, nelle ultime 24 ore, hanno effettuato complessivamente 521 interventi di soccorso.

Nubifragio devasta Livorno: sei morti

LIVORNO. Temporali, grandinate e forti raffiche di vento. È allerta meteo in tutta Italia, con rischio nubifragi e allagamenti in particolare nel Centro-Sud. E l'ondata di maltempo ha già causato le prime vittime: situazione tragica a Livorno dove sono morte 6 persone e altre 2 sono disperse.

Il Dipartimento di Protezione Civile ha emanato ieri un avviso di condizioni meteorologiche avverse: sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata nella giornata di oggi l'allerta arancione per Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania settentrionale e settori interni dell'Abruzzo e del Molise. Allerta gialla invece sul resto del Paese, isole incluse.
LIVORNO - L'ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Toscana ha provocato la morte di 6 persone a Livorno. Le squadre dei pompieri hanno infatti individuato "cinque persone decedute, una in via della Fontanella sotto Montenero, e quattro in via Nazario Sauro in città a Livorno". Sono in corso le operazioni di recupero dei corpi. Tre i dispersi.

"Livorno ferita dal nubifragio di queste ore. Ora riunione con prefettura e protezione civile per fare il punto della situazione", ha scritto il sindaco Filippo Nogarin su Twitter, aggiungendo che "l'emergenza maltempo non è finita. Sono esondati alcuni torrenti, altri sono sorvegliati dalla protezione civile". "Devastata dal maltempo come mai prima d'ora", ha poi scritto il sindaco in un tweet successivo, per Livorno "abbiamo chiesto lo stato di calamità".
Nella notte tra le 2 e le 4 sono caduti sulla città oltre 250 mm di pioggia. Il forte nubifragio ha comportato l'esondazione di fiumi travolgendo la città. È stato elevato al massimo il livello di criticità anche perché lo stato di emergenza non è superato.

Nogarin raccomanda alla popolazione di non recarsi nelle zone della città maggiormente interessate dai fenomeni onde consentire il più agevole e possibile svolgimento degli interventi di soccorso: zona di Montenero, Collinaia, Quercianella e Stagno. In particolare a Montenero, tra le zone più devastate, una colata di fango e detriti ha invaso l'abitato e causato gravi danni.

Sempre in provincia di Livorno, nella zona tra Rosignano e Rosignano Marittima "risultano molti alberi caduti e una cinquantina di abitazioni danneggiate dall'azione del vento".

Treni interrotti - La stazione di Livorno dalle 3.00 da questa notte è allagata e quindi inagibile. La circolazione ferroviaria è interrotta tra Pisa e Campiglia. I treni a lunga percorrenza sono deviati via Firenze - Pisa. Per i treni regionali, Trenitalia ha attivato servizi sostitutivi con autobus tra Pisa e Campiglia, che saranno effettuati compatibilmente con la viabilità stradale. Le squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana stanno lavorando per ripristinare le condizioni di sicurezza per la circolazione ferroviaria.

TOSCANA - Maltempo e forte vento si sono abbattuti anche a Pisa causando il cedimento di una porzione di tetto di un appartamento. Allagata la zona di Marina di Pisa, segnalati alberi e rami caduti. Chiusi i sottopassi, diverse auto rimaste in panne. Intorno alle 6 una squadra dei Vigili del fuoco è intervenuta a San Giorgio per soccorrere 4 ragazze che erano rimaste in panne nel sottopasso allagato, rifugiandosi sul tetto dell'auto. Tutti i corsi d'acqua della provincia hanno raggiunto il livello di guardia e sono sotto osservazione.

La Sala di Protezione civile della Città Metropolitana di Firenze segnala l'allerta meteo, codice arancio, valida fino alla mezzanotte di oggi per rischio idraulico nel reticolo principale delle aree del Valdarno Inferiore, Bisenzio e Ombrone Pistoiese e Mugello, Val di Sieve e per rischio idrogeologico idraulico nel reticolo minore e temporali forti per tutto il territorio della Metrocittà.

"Nelle ultime ore - avverte Angelo Bassi, consigliere della Città Metropolitana delegato alla Protezione civile - si sono registrati forti temporali con intensità di 15-20 mm in 15 minuti e cumulati massimi sulle 3 ore che hanno superato i 60 mm (Monteboro 63 mm ed Empoli 60mm)".

A seguito delle piogge si segnalano locali allagamenti e detriti sulla viabilità. Si raccomanda la massima prudenza nel percorrere i sottopassi e le strade prossime ai corsi d'acqua minori. Nelle prossime ore saranno possibili altri fenomeni temporaleschi di forte intensità.

Studentesse stuprate, carabiniere in Procura: rapporto consensuale

Uno dei due carabinieri accusati di violenza sessuale da due studentesse americane, di 21 e 19 anni, a Firenze, si è presentato questo pomeriggio in Procura per deporre spontaneamente, accompagnato dal suo legale. Il militare avrebbe ammesso il rapporto con una delle due giovani, rapporto da lui giudicato "consenziente". Intanto è anche emerso che né al proprio comando né nei propri fogli di servizio i due carabinieri avevano comunicato di aver fatto salire sulla gazzella le due ragazze, fatto che di per sé già costituisce reato. I due militari sono l'uno in servizio da venti anni, l'altro da molto meno tempo.

Bari, avvocatessa rapinata e violentata nel portone di casa

BARI. Una avvocatessa di 31 anni è stata aggredita nel portone di casa a Picone, a Bari. Secondo la denuncia presentata alla polizia, un uomo vestito di nero e con scarpe rosse si sarebbe nascosto nel portone dove, appena la vittima è entrata, l'avrebbe aggredita con un coltello e minacciata chiedendole di consegnargli i soldi. Successivamente l'avrebbe costretta a toccargli i genitali. Solo un rumore nel portone ha salvato la donna da ulteriori violenze, inducendo il malvivente a scappare. Indagini sono in corso per risalire all'identità del responsabile. La polizia per ora indaga solo per rapina.

Stupro studentesse Usa: indagati i due carabinieri

FIRENZE. La Procura di Firenze ha iscritto nel registro degli indagati i due carabinieri accusati di violenza sessuale da due ragazze americane che ieri mattina in Questura hanno denunciato di essere state stuprate. È quanto si apprende da fonti investigative, secondo le quali sarebbe stato accertato che vi sarebbero stati rapporti sessuali con le due studentesse 21enni.

Nella serata di mercoledì scorso, le due erano avrebbero trascorso una serata in un locale fiorentino. All'uscita della discoteca, vicino a piazzale Michelangelo, avrebbero chiesto informazioni ai carabinieri, giunti sul posto per dei controlli. I due militari avrebbero detto alle ragazze: "Tranquille, vi accompagnamo noi a casa". Le giovani studentesse straniere si sarebbero fidate delle divise. Con l'auto di servizio dell'Arma, le ragazze sarebbero arrivate in Borgo Santi Apostoli, dove hanno preso da alcuni mesi un appartamento in affitto. E proprio nell'appartamento si sarebbe consumata la violenza sessuale. La versione confermata dalle due giovani americane è stata riscontrata dalla polizia che conduce le indagini. Sono stati sequestrati i vestiti che le due giovani donne indossavano l'altra notte. Le ragazze hanno trascorso la scorsa notte in una struttura protetta, in attesa dell'arrivo dei genitori dagli Usa.

 

 

Un primo riscontro sul fatto che le due ragazze sarebbero salite sull'auto dei carabinieri ci sarebbe: sarebbero infatti state riprese nella vettura di servizio dalle telecamere di videosorveglianza lungo il tragitto compiuto dalla discoteca alla casa presa in affitto in Borgo Santi Apostoli.

In queste ore la Questura con la squadra mobile sta riscontrando ogni dettaglio della versione del racconto delle due ragazze insieme alla Procura. Il Consolato degli Usa di Firenze segue con particolare attenzione la vicenda.

L'iscrizione dei due carabinieri, subito identificati dopo la denuncia, nel registro degli indagati è arrivata al termine di un serrato lavoro di riscontri tra investigatori e magistrati, verificando l'esistenza di "elementi di fondatezza", come appreso da fonti dell'inchiesta, nel racconto delle due giovani americane. In due diverse occasioni, e la seconda volta separatamente, le ragazze - che hanno rispettivamente 19 e 21 anni - hanno fornito l'identica versione dei fatti, senza mai cadere "in contraddizione". Gli agenti della squadra mobile stanno, intanto, concludendo il lavoro di ricostruzione dettagliato di quanto accaduto nell'androne e nell'ascensore del palazzo in pieno centro storico, dove le americane avevano affittato un appartamento. Le ragazze sono state anche sottoposte all'alcoltest e al narcotest e sarebbero risultate positive. Dall'inchiesta è emerso anche che le ragazze, prima di giungere in Italia, avrebbero stipulato un'assicurazione contro gli stupri.

Le presunte violenze sessuali sarebbero state commesse una nell'androne del palazzo di Borgo Santi Apostoli in cui si trova l'appartamento affittato dalle due studentesse e l'altra nell'ascensore, questo almeno secondo il racconto delle ragazze. Sempre secondo il racconto delle giovani, una volta giunte a bordo dell'auto di servizio dell'Arma davanti al palazzo, uno dei militari avrebbe abusato di una subito dopo l'ingresso dal portone e l'altro avrebbe stuprato la seconda nell'ascensore. Al momento i carabinieri, due toscani, non sarebbero stati ancora interrogati e nei loro confronti non sarebbe stato preso alcun provvedimento. Gli investigatori aspetterebbero il risultato del Dna prelevato dai vestiti delle due ragazze americane prima di procedere all'interrogatorio.

I reperti della polizia scientifica recuperati nel palazzo dove vivono le due ragazze americane confermerebbero la presenza di tracce biologiche compatibili con un rapporto sessuale che sarebbe avvenuto nell'androne dello stabile. Altre tracce biologiche sarebbero state trovate tra l'ingresso del palazzo fino nell'appartamento. La gazzella con la quale i due carabinieri avrebbero portato le ragazze a casa avrebbe sostato una ventina di minuti, come risulterebbe dalle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza.

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