Domenica 22 Gennaio 2017 - 17:30

Terrorismo a Copenaghen, l'attentatore aveva 22 anni

ROMA.  Omar Abdel Hamid El-Hussein, ventiduenne con precedenti penali sarebbe l'attentatore di Copenaghen. Sparando ha provocato due morti e 5 feriti. PEr gli inquirenti potrebbe essere legato al radicalismo islamico, "Nulla suggerisce che ci sia un altro attentatore".

Tra le vittime il regista e documentarista Finn Norgaard Attacchi Copenaghen, il guardiano eroe che ha salvato la sinagoga da una strage.

E in Francia, profanate centinaia di tombe in un cimitero ebraico

L''autore delle due sparatorie che hanno causato 2 morti e 5 feriti - era un giovane danese (22enne) di origine araba con precedenti penali. Nel novembre 2013 era stato arrestato per l'accoltellamento di un ragazzo di 19 anni - allora suo coetaneo - alla stazione di New Ellebjerg. Cresciuto nel Paese scandinavo, anche se il nome indica origini arabe, era già noto alle forze dell'ordine danesi per violenze, partecipazione a gang criminali e possesso di armi.

Le due vittime: il regista e il guardiano eroe: La polizia danese ha reso nota l'identità delle due vittime degli attacchi di Copenhagen: si tratta del regista 55enne Finn Norgaard, ucciso durante il primo attacco, e dell'ebreo 37enne Dan Uzan, ucciso invece durante la notte davanti a una sinagoga. Una persona ''insostituibile'' raccontano i testimoni che ora è diventato un eroe. Dan Uzan con il suo intervento ha impedito, secondo le testimonianze, che si commettesse una strage. Tanto che l'attentatore non è riuscito ad entrare all'interno dell'edificio dove era in corso una cerimonia per festeggiare la maggiore età (bat mitzvah) di una ragazza.

Colera, la sua evoluzione scoperta
in un cimitero

LUCCA. Il segreto dell’evoluzione del batterio del colera è sepolto in Italia, nell’antico cimitero dell’abbazia abbandonata di Badia Pozzeveri, vicino a Lucca. Lo sta riportando alla luce una ricerca dell’Università di Pisa in collaborazione con gli esperti dell’università dell’Ohio ed Hendrik Poinar, il genetista di fama internazionale che ha riscoperto il Dna della Peste Nera. Gli scavi, attivi da quasi cinque anni, sono una finestra su oltre mille anni di storia. Due anni fa, i ricercatori hanno riportato alla luce un’area del cimitero parrocchiale in cui sono state sepolte le vittime dell’epidemia di colera che a metà ’800 si diffuse in tutto il mondo, causando un milione di vittime nella sola Europa. Sono stati trovati venti corpi sepolti frettolosamente in fosse molto profonde e sigillate con la calce, si stanno ora analizzando i primi campioni di suolo, denti e ossa alla ricerca dell’impronta molecolare del colera. «Se si trova il Dna del batterio, potremmo capire come si è evoluto e confrontarlo con quello attuale. Si tratta del primo passo per trovare una cura».

Attacco terroristico
a Copenaghen:
un morto

COPENAGHEN. Un uomo di 40 anni ucciso e tre ufficiali di polizia feriti è il bilancio di un attacco a colpi d'arma da fuoco messo a segno poco prima delle 16 ora locale da due uomini all'esterno del caffè Krudttoenden di Copenaghen dove si teneva un convegno su blasfemia, Islam e libertà di espressione. All'evento erano presenti l'ambasciatore di Francia in Danimarca e il vignettista Lars Vilks, autore delle controverse vignette di Maometto, entrambi illesi. Secondo alcune fonti, sarebbero stati sparati una quarantina di colpi.

ATTACCO ALLA SINAGOGA. Colpi d’arma alla Sinagoga di Copenaghen nella notte tra sabato e domenica. Nella sparatoria due agenti della polizia sono rimasti feriti a braccia e gambe e un uomo è stato colpito alla testa. L’attacco potrebbe essere legato all’assalto armato compiuto poche ore prima, sabato pomeriggio, all’interno di un bar della capitale, dove era in corso un dibattito sulla blasfemia e la libertà di parola («Arte, blasfemia e libertà d’espressione»)in ricordo della strage al giornale satirico Charlie Hebdo di inizio gennaio: un uomo è entrato nel locale e ha sparato all'impazzata causando una vittima e tre feriti tra le forze dell'ordine. Solo per caso non è stata una carneficina. L'attentatore si è poi allontanato a bordo di un'auto. Anche l'agguato alla sinagoga sarebbe stato compiuto da un attentatore solitario che si sarebbe allontanato a piedi e sarebbe ora ricercato. Tutto il centro della città è passato al setaccio in queste ore. Difficile, al momento, dire che si tratti della stessa persona. La polizia mantiene la cautela anche sulla correlazione diretta tra i due episodi. Difficile però non vedere delle analogie con i fatti di Parigi: anche in quel caso al primo agguato, alla redazione del settimanale, ne è seguito un secondo che ha preso di mira la comunità ebraica.

La polizia ha riferito che obiettivo dell'attacco era proprio il disegnatore che nel 2007 ritrasse Maometto con il corpo di un cane. Secondo il ministero degli Esteri francese, i tre feriti - poliziotti che erano stati dispiegati a protezione della sede dell'evento - sarebbero in gravi condizioni. Lo stesso Quai d'Orsay ha precisato che gli spari sono cominciati in coincidenza con l'inizio del seminario e che l'ambasciatore, che stava presentando gli ospiti, si è rifugiato sotto un tavolo. «Tutto suggerisce che la sparatoria sia stata un attacco politico e quindi un atto di terrorismo» ha detto il primo ministro danese, Helle Thorning-Schmidt. La polizia, ha aggiunto, è in allerta e »ogni risorsa è stata dispiegata" per dare la caccia ai due attentatori, che sarebbero fuggiti a bordo di una Volkswagen Polo. «Circostanze fanno presumere che la sparatoria sia stata un attacco terroristico" affermano anche i servizi di sicurezza danesi. Secondo l'Intelligence danese, l'attacco "sembrava essere stato pianificato». La televisione danese TV2 ha riferito di aver visto 30 fori di proiettile fuori dal Krudttoenden café dove si teneva il convegno organizzato sulla scia degli attacchi del 7 gennaio scorso contro la rivista satirica Charlie Hebdo, costati la vita a 12 persone.

Quirinale, Mattarella a Palermo
con volo di linea

ROMA. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, torna nella sua Sicilia per una visita privata. E lo fa a bordo di un aereo di linea dell’Alitalia e non con l’aereo di Stato. Mattarella, arrivato in auto a Fiumicino, ha sorpreso i molti passeggeri che erano nella hall del terminal 1. Imponente la scorta, composta dalla polizia e da altre forze dell’ordine. Mattarella, dopo il suo arrivo all’aeroporto di Palermo, si è recato a Castellammare del Golfo, per visitare la tomba di famiglia nella quale riposano la moglie ed il fratello Piersanti, ucciso dalla mafia. 

Calcioscandalo, Lotito e Iodice in Tribunale

ROMA. È scontro durissimo tra Claudio Lotito e il dg dell’Ischia, Pino Iodice. «Ho dato mandato ai miei legali di tutelare la mia persona e la mia posizione istituzionale in sede giudiziaria, sia penale che civile, intendendo cosi reagire ad una manovra subdola ed accertare la responsabilità del sig. Iodice e di tutti coloro che a qualsiasi titolo hanno utilizzato, o diffuso, un colloquio telefonico abusivamente registrato», annuncia il patròn della Lazio all’indomani della pubblicazione della telefonata intercorsa con il dirigente del club isolano con il quale Lotito avrebbe esercitato pressioni in vista dell’assemblea della Lega Pro. Il quale, dal canto proprio, ribatte prontamente: «Se Lotito non viene sanzionato per quello che sta emergendo è la prova che nel calcio esiste una cupola mafiosa che va sconfitta». 

Minacce Isis, il ministro Gentiloni: pronti a combattere

ROMA. «L'Italia è minacciata dalla situazione in Libia, a 200 miglia marine di distanza». Così il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a SkyTg24 ha commentato le "notizie allarmanti" sulla presenza dell'Isis a Sirte. «Se non si trova una mediazione» in Libia, ha aggiunto, bisogna pensare «con le Nazioni unite a fare qualcosa in più"». E l'Italia, ha sottolineato il capo della diplomazia italiana, è «pronta a combattere in un quadro di legalità internazionale».

 

Tragedia in mare, i superstiti del naufragio: «Oltre 300 morti»

LAMPEDUSA. Sale il bilancio dell’ultima tragedia del Canale di Sicilia: i migranti morti nel naufragio di gommoni avvenuto tre giorni fa potrebbero essere oltre trecento. A raccontarlo sono stati nove superstiti raccolti da un mercantile italiano e giunti ieri mattina a Lampedusa con una motovedetta della Guardia Costiera. I migranti si trovavano su alcuni gommoni travolti dalle onde: le imbarcazioni ritrovate sono state tre, ce ne sarebbe una quarta. Le persone partite sarebbero state 420. Su un gommone c’erano anche i 29 profughi poi morti assiderati e i 76 superstiti. Su altri due gommoni ritrovati vuoti c’erano più di 210 persone. Di queste ne sono state tratte in salvo solo nove. A bordo della quarta imbarcazione, secondo la testimonianza, c’erano altri cento immigrati. Si tratta di una delle più grandi tragedie dell’immigrazione nel Canale di Sicilia. Il 3 ottobre 2013, nel naufragio di un peschereccio salpato dalla Libia, morirono 366 persone.

Perizia psichiatrica per Fabrizio Corona

MILANO. Tra due mesi uno psichiatra del “San Paolo” dovrà depositare una relazione sulle condizioni di salute di Fabrizio Corona (nella foto). Lo hanno stabilito i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano ai quali la difesa dell’ex “re dei paparazzi” aveva presentato un’istanza di detenzione domiciliare. I giudici hanno detto sì alla perizia e fissato un termine di due mesi (fino al 10 aprile) per il suo deposito. In questo periodo lo psichiatra andrà nel carcere di Opera per visitare Corona, detenuto da circa due anni, e valutare le sue condizioni psicologiche e psichiatriche.

La Consulta boccia
la Robin Tax

Per Renzi "buoco" di un miliardo

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