Martedì 20 Febbraio 2018 - 14:29

Roma, ora il caos si trasferisce
sui binari

ROMA. «ll nuovo orario, in vigore da meno di una settimana si sta confermando come il funerale della Roma nord perché disincentiva l’uso del treno da Montebello in su». È quanto sottolinea il Comitato pendolari Ferrovia Roma Nord denunciando la soppressione di corse con gli utenti costretti a fare «salti mortali, attraversando pericolosamente i binari». «Da quando è in vigore questo maledetto orario le consolari in ingresso Flaminia e Cassia sono bloccate dalle 7 di mattina - continua il Comitato - Gli utenti prendono l’auto perché non si fidano più del treno». Secondo il Comitato «ogni giorno saltano decine di corse urbane, alcune annunciate sul sito (come stamattina), altre mascherate con le soppressioni». Tanto che «gli utenti sono costretti a fare i salti mortali, attraversando pericolosamente i binari per uscire dalla stazione di Flaminio quando arrivano a Roma - precisa il Comitato - Vigilanza come al solito assente in banchina».

«Se non si ripristina in fretta un orario degno, con magari meno corse, ma certe in partenza e senza ritardi o soppressioni, senza punti di rottura, si rischia di avere la forza pubblica a Flaminio e a Montebello tutte le sere - conclude il Comitato sul suo sito web e sui social network - la rabbia del pendolare è diventata, giustamente, incontenibile».

Tragedia nel Salernitano, colto da raptus uccide la madre

SALERNO. Tragedia familiare a Pagani, nel Salernitano, dove un uomo ha ucciso l'anziana madre all'interno dell'abitazione nella quale convivevano. Il fatto è avvenuto questa mattina. L'uomo, secondo i primi accertamenti da parte dei carabinieri di Pagani e del nucleo operativo del reparto territoriale di Nocera Inferiore, sarebbe stato colto da un improvviso raptus connesso alla patologia psichiatrica della quale soffriva da tempo. La donna è stata colpita a morte con un corpo contundente. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Nocera.

Tav, chiesti 8 mesi per Erri De Luca

TORINO. Condannare Erri De Luca a una pena di 8 mesi per istigazione a delinquere. È la richiesta di condanna formulata dal pm Antonio Rinaudo al termine della sua requisitoria nel processo per alcune dichiarazioni dello scrittore sui sabotaggi della Tav. Secondo il magistrato si possono concedere le attenuanti generiche per il comportamento processuale di De Luca che «ha risposto alle domande e non si è mai sottratto» ha detto Rinaudo.

 
Per Rinaudo De Luca era consapevole del significato delle sue parole «qualora non avesse voluto commettere questo reato - ha sottolineato il pm - avrebbe potuto usare le parole che ha usato in questo processo parlando del cantiere come delle mura di Gerico che crollano per le voci e le urla. Ma in questo caso le voci non bastano, occorrono le cesoie e le molotov di cui lui sapeva perfettamente». «Quelle non sono parole pronunciate da uno qualunque - ha detto il pm nella requisitoria. Quando Erri De Luca parla le sue parole hanno un peso rilevante, soprattutto in relazione ai destinatari, in questo caso il movimento No Tav». Il magistrato ha sottolineato il peso di De Luca che «è uno scrittore di fama, conosciuto dal Movimento fin dal 2005». «Parliamo di forza suggestiva che ha incitato altri soggetti a commettere reati» ha aggiunto il pm ricordando che a settembre 2013 dopo le dichiarazioni di De Luca ci sono state tre azioni contro delle ditte del Tav.

Secondo il Rinaudo nel caso del reato di istigazione «è irrilevante il fine per cui si agisce», inoltre «la libera manifestazione del pensiero di fronte a una manifestazione che ha un contenuto intrinseco di illeicità, come istigare, non può trovare tutela». Erri De Luca «non ci venga a dire che lui non ha sentito parlare di molotov» ha sottolineato il pm nel corso della requisitoria e ricordato il passaggio di un'intervista in cui De Luca parla di sabotaggi e vandalismi ha sottolineato: «è implicito il contenuto di violenza del parallelismo» ha aggiunto il pm.

Caccia mortale, spara al fagiano ma uccide il fratello

CREMONA. Ha sparato per colpire un fagiano, ma ha ucciso il fratello. Luigi Agosti, 74 anni, è la vittima dell'ultimo incidente di caccia. L'episodio, come riporta sul web 'La Provincia di Cremona' è avvenuta alle 9 circa in aperta campagna, vicino alla strada per Rivolta d'Adda. Luigi si trovava a caccia con il fratello Fiorenzo, 65 anni, il quale era lungo una strada sterrata (vicino a una azienda agricola non lontano dalla zona industriale), mentre Luigi era in mezzo a un campo. Improvvisamente un fagiano si è alzato in volo e Fiorenzo ha sparato centrando in pieno petto il fratello. Il 74enne è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti, per i rilievi e per ricostruire la dinamica dell'accaduto, i carabinieri di Rivolta d'Adda e la polizia provinciale.

Positivo ad alcol
e droga, investe e uccide due 16enni in motorino

LECCE. È risultato positivo ad alcol e droga l'automobilista, che, alla guida di una Seat Ibiza, stanotte verso le 2,30, ha travolto e ucciso due giovani di 16 anni a bordo di un Gilera 50 sulla strada provinciale 297 tra Torre dell'Orso e Melendugno, in provincia di Lecce. L'uomo è stato arrestato. Si tratta di un 33enne originario del Barese, lavoratore stagionale in uno dei lidi delle marine leccesi e con precedenti di polizia per reati in materia di stupefacenti. Entrambi i veicoli procedevano in direzione mare. Dei due ragazzi, il primo, G.S., originario di Nardò, è morto sul colpo in seguito alle lesioni riportate; il secondo, A.G.F., di Copertino è stato ricoverato all'ospedale 'Vito Fazzi' in condizioni gravissime, e si è spento questa mattina alle 07.40.

Il conducente della Seat è stato estratto dalle lamiere dell'auto dai vigili del fuoco di Lecce. Ricoverato al Fazzi, dopo i primi accertamenti che hanno riscontrato una compressione della gabbia toracica e contusioni varie, è stato sottoposto ai consueti accertamenti per stabilire l'eventuale traccia di sostanze alcoliche o psicotrope. Il responso non ha lasciato dubbi circa le cause dell'incidente: tasso alcolemico di 1,01 milligrammi e positività alla cocaina.

Il bilancio dell'incidente sarebbe potuto essere ben più grave, perché un secondo ciclomotore, un Malaguti 50 che viaggiava insieme al primo, è stato tamponato anch'esso, fortunatamente in maniera lieve. Per i due occupanti, un 18enne e un 19enne originari di Nardò, tanto spavento ma solo qualche graffio.

Dell'accaduto è stato informato il pm di turno, il quale, sulla base della ricostruzione fornita e tenuto conto dei primi accertamenti clinici, ha concordato sull'ipotesi avanzata dalla polizia giudiziaria, di considerare l'evento quale duplice omicidio colposo aggravato. L'automobilista è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Neurochirurgia dell'ospedale di Lecce.

Dramma in campo, giocatore di basket crolla per arresto cardiaco

BRESCIA. Il mondo del basket in ansia per Alessandro Pagani. Il 21enne giocatore della Assigeco Casalpusterlengo è crollato in campo ieri sera per un arresto cardiaco alla fine del primo tempo del match contro la Centrale del Latte Brescia, valido per la finale del torneo di Brescia. Il ragazzo, ricoverato all'ospedale di Manerbio, come rende noto la sua società è in «prognosi riservata ed è volutamente tenuto sotto sedazione. I medici non si sbilanciano e l'unica cosa che trapela è che le sue condizioni sono stabili».

Croce Rossa Italia: salvati 4.343 immigrati in 24 ore

PALERMO. Sono in tutto 4.343 i migranti soccorsi dall'alba di oggi nelle acque del Canale di Sicilia in venti operazioni coordinate dalla Guardia Costiera. I migranti si trovavano a bordo di 12 gommoni e 8 barconi. Nel dettaglio, la nave Dattilo Cp 940 ha soccorso due barconi, su cui viaggiavano rispettivamente 490 e 647 persone. Tre i gommoni raggiunti invece da nave Corsi Cp 906, con a bordo 137, 125 e 117 migranti. La nave Bourbon Argos di Medici senza frontiere è intervenuta in soccorso di due barconi e due gommoni, recuperando in tutto 877 persone.

 

La Phoenix ha raggiunto 3 gommoni con 301 persone a bordo, mentre due gommoni, che trasportavano rispettivamente 127 e 101 migranti, sono stati soccorsi da un mercantile. Nave Morovicic del dispositivo Triton, insieme con un pattugliatore della Guardia di Finanza, ha soccorso un barcone su cui viaggiavano 442 persone.

 

Due le navi del dispositivo Eunavfor Med coinvolte nelle operazioni: una tedesca, che ha soccorso un barcone con 250 persone e un gommone con 130, e una inglese, intervenuta per raggiungere un barcone su cui viaggiavano 370 persone. Una motovedetta classe 300 della Guardia costiera ha soccorso 130 migranti che viaggiavano su un gommone. Infine nave Vega della Marina militare ha preso a bordo 99 persone.

«Questo bimbo è... cosa nostra», rimossi manifesti choc a Catania

CATANIA. Annuncio choc su manifesti 6x3 in giro per la città a Catania e provincia: «Questa creatura meravigliosa è... cosa nostra!». Questa infatti la scritta con tanto di foto di un bimbo che fa capolino con la coppola in testa e l'annuncio firmato dai genitori. La notizia, in tempi rapidi, ha fatto il giro dei social network. Il bimbo, inoltre, è figlio di un pregiudicato ritenuto vicino al clan Laudani, indagato in passato per associazione mafiosa. Il questore di Catania, Marcello Cardona, intanto, con una propria ordinanza, ha stabilito la rimozione dei manifesti.

«L'ho uccisa io», confessa il marito dell'infermiera di Siracusa

SIRACUSA. Svolta nelle indagini sulla morte di Eligia Ardita, l'infermiera siracusana di 35 anni, incinta di otto mesi, morta il 19 gennaio scorso nella sua abitazione in circostanze misteriose. Il marito, Christian Leonardi, come si apprende, avrebbe confessato di avere ucciso la moglie. L'uomo viene interrogato in queste ore dai magistrati di Siracusa. È stato lui a presentarsi, con il suo legale, dagli inquirenti. Fino ad oggi si era sempre detto estraneo alla morte della moglie.

Decisivo l'intervento dei Carabinieri del Ris di Messina che proprio ieri hanno fatto un sopralluogo nell'abitazione della coppia. Christian Leonardi sarebbe stato incastrato dalla saliva. I carabinieri hanno rinvenuto numerose tracce che porterebbero al marito. Oggi la svolta. La confessione del marito è stata raccolta dal pm Fabio Scavone della Procura di Siracusa. È stato proprio lui a firmare il provvedimento dei fermo. La donna, secondo il racconto del marito, si sarebbe sentita male dopo cena.

C'è un grande via vai davanti alla caserma dei Carabinieri di Siracusa dove ci sono anche alcuni rappresentanti del comitato 'Giustizia per Mamma Eligia e la piccola Giulia', ma anche alcuni familiari della vittima. I genitori di Eligia, fin dal primo momento, hanno sempre accusato il genero che ha sempre respinto le accuse. Oggi il cambio di rotta.

Operai uccisi nella cava: «Li ho ammazzati perché mi hanno rovinato»

PALERMO. «Li ho ammazzati perché mi hanno consumato, mi hanno rovinato...». Lo ha raccontato, durante l'interrogatorio alla Squadra mobile, Francesco La Russa, l'operaio disoccupato di 49 anni che ieri ha ucciso nella cava Giardinello di Trabia (Palermo) due ex colleghi. Gli inquirenti hanno rivisto alcune immagini delle telecamere di sorveglianza in zona in cui si intravede La Russa che lascia la cava dopo avere ucciso Giovani Sorce, 59 anni, e Gianluca Grimaldi, 39 anni. L'uomo viene inquadrato mentre mette la pistola nei pantaloni, senza scappare, ma camminando a passo normale. Un particolare che ha colpito gli investigatori. Il sangue freddo dell'assassino lo ha spiegato lo stesso La Russa: «Li ho ammazzati, sì. Mi hanno consumato...», ha continuato a ripetere.

 

La cava appartenuta in passato alla famiglia Buttitta è attualmente in amministrazione giudiziaria, guidata da Gaetano Seminara Cappellano, che ieri, con i componenti dello staff incaricati dal Tribunale di Palermo di gestire la cava Giardinello, ha raggiunto la cava dopo la tragedia. Il magistrato di Termini Imerese, che indaga sul duplice omicidio, deciderà oggi se fare eseguire l'autopsia sui due cadaveri oggi pomeriggio o lunedì mattina.

 

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