Sabato 21 Aprile 2018 - 0:13

Il sindaco Marino ritira le dimissioni

ROMA. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha firmato la lettera con la quale ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre. Così in una nota il Campidoglio. "Sono assolutamente pronto a confrontarmi con la mia maggioranza, a illustrare quanto fatto, le cose positive, gli errori, la visione per il futuro - ha detto Marino -. Questa sera come è giusto parlerò con la presidente Baglio e illustrerò, oltre a presentarle la lettera, la mia intenzione di avere una discussione aperta, franca e trasparente nell'Aula Giulio Cesare".

Scuola negata a bimba malata di Aids nel Casertano

CASERTA. Niente scuola per una bambina di 11 anni, disabile e ammalata di Aids, ospitata in una casa famiglia della Comunità di Capodarco in Campania, nel casertano. Secondo quanto riporta 'Avvenire' "ufficialmente i responsabili della scuola media statale hanno detto di no alla sua iscrizione per mancanza di posti, dopo averla accettata in un primo tempo". "In realtà dopo la comunicazione dell’importante problema di salute", scrive il quotidiano.

 
Per questo motivo i due responsabili della casa famiglia, "genitori speciali" della piccola hanno scritto una lettera aperta al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, sottolineando che "Francesca (nome di fantasia) ha diritto di crescere in classe come tutti gli altri".

Appalti e tangenti, arrestato il presidente di Rete ferroviaria italiana

PALERMO. Arresti 'eccellenti' a Palermo dove la polizia ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 3 funzionari pubblici che devono rispondere dei reati di concussione e di induzione indebita a dare o promettere utilità. Agli arresti domiciliari è finito anche Dario Lo Bosco, Presidente di Rfi (Rete ferroviaria italiana), nonché Presidente dell'Azienda siciliana trasporti. Lo Bosco secondo la Procura di Palermo avrebbe intascato una tangente da 58mila euro legata a un appalto per l'acquisto di un sensore per il monitoraggio delle corse per i treni.

 
Anche gli altri due funzionari pubblici arrestati, Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi, del Corpo Forestale, sono finiti ai domiciliari. Marranca è accusato di avere intascato una mazzetta da 149mila euro mentre Quattrocchi da 90 mila euro. Non solo tangenti. Secondo i magistrati della Procura di Palermo, guidati da Francesco Lo Voi, che ha coordinato l'inchiesta con l'aggiunto Dino Petralia, due dei funzionari arrestati avrebbero ricevuto anche diversi regali, tra cui climatizzatori di valore.

Due dei funzionari arrestati, spiegano gli investigatori, "hanno percepito da un noto imprenditore agrigentino diverse tangenti per evitare 'intoppi' allo svolgimento dei lavori relativi ad un appalto di 26 milioni di euro bandito dal Corpo Forestale della Regione Sicilia".

Perquisizioni e sequestri sono stati effettuati nella sede di Rfi a Roma, ma anche nella sede del'Ast, l'Azienda siciliana trasporti e al Corpo forestale, nell'ambito dell'operazione 'Black list' della Squadra mobile di Palermo. Perquisizioni si sono svolte anche nelle abitazioni di alcuni indagati 'eccellenti'.

Un vero e proprio 'libro mastro' con nomi e cognomi eccellenti che adesso sono al vaglio del inquirenti. Eccola, la 'black list' - da cui prende il nome l'operazione - di cui è in possesso la Procura di Palermo. Nomi con cifre che potrebbero svelare un nuovo sistema di corruzione e di tangenti in Sicilia. La lista è stata trovata lo scorso 18 ottobre in possesso di Massimo Campione, titolare di una società di costruzioni e noto imprenditore dell'agrigentino.

Campione, fermato dalla Polizia in aeroporto era stato trovato con la lista in tasca. Da qui la decisione di vuotare il sacco e raccontare agli investigatori il funzionamento delle tangenti. Il fratello di Campione è Marco Campione, titolare della Girgenti Acque. Sono numerosi gli appalti sotto la lente di ingrandimento della Procura.

Uccisa dalla figlia 17enne, le aveva vietato l'uso di cellulare e computer

ROMA. Le aveva vietato l'uso del cellulare e del computer per punirla del suo scarso rendimento scolastico, impedendole così l'accesso ai social network che, a detta della madre, era eccessivo. Sarebbe questo il movente dell'omicidio dell'infermiera Patrizia Crivellaro, 44 anni, uccisa a Melito Porto Salvo lo scorso 25 maggio e per il quale questa mattina i carabinieri hanno arrestato la figlia 17enne.

 
Gli investigatori dell'Arma avevano raccolto la testimonianza, ritenuta fantasiosa, della ragazza, la quale aveva raccontato che un uomo alto più di due metri si era introdotto in casa e aveva sparato alla madre ma i sospetti su di lei sono aumentati quando dallo stub sono emerse tracce di polvere da sparo e confermati dalle impronte digitali trovate sulla pistola, legalmente detenuta dal marito della vittima. Al momento della tragedia le due donne erano sole, subito dopo la ragazzina chiese aiuto allo zio. L'infermiera venne trovata riversa su un fianco nel letto della propria camera, con l'arma vicino al corpo. I medici del 118 la trovarono in un lago di sangue con la ferita alla tempia. La giovane, secondo gli investigatori, avrebbe agito con lucida freddezza e con premeditazione.

Omicidio stradale, primo sì:
pene fino a 18 anni

ROMA. La Camera ha approvato con 276 sì e 20 no la legge che istituisce il reato di omicidio stradale e di lesioni personali stradali. A favore si sono espressi i gruppi Pd, Ap, Lega, Fdi, Sc, Pi-Cd e i deputati del gruppo Misto. Contro hanno votato Sel, mentre M5S e Fi si sono astenuti. Il testo, avendo subito diverse modifiche, torna al Senato per la terza lettura. La caratteristica più rilevante del testo approvato oggi dalla Camera è che l’omicidio stradale colposo diventa un reato a sé e viene sanzionato con un aggravamento delle pene, nel caso venga commesso sotto l'effetto di droghe o alcol. Il reato di omicidio stradale viene graduato su tre varianti: resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Ma la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi: chi infatti uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischia ora da 8 a 12 anni di carcere. Sanzione che nei casi più gravi può arrivare fino a 18 anni in caso di omicidio stradale di più persone. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio). In via speculare la legge prevede una stretta anche per le lesioni stradali. Ipotesi di base rimane invariata ma pene al rialzo se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se comunque ha bevuto (soglia 0,8 g/l) o l’incidente è causato da manovre pericolose scatta la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime. La legge contiene norme specifiche per i conducenti dei mezzi pesanti. L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l. Le sanzioni vengono aumentate anche per chi si dà alla fuga dopo aver causato un incidente. Se il conducente si allontana senza prestare soccorso scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. E’ inoltre stabilito il divieto di equivalenza o prevalenza delle attenuanti su specifiche circostanze aggravanti. La pena è invece diminuita fino alla metà quando l’incidente è avvenuto anche per colpa della vittima. In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. Per il nuovo reato di omicidio stradale, sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta ‘pesante’ e droga). Negli altri casi l’arresto è facoltativo. Il pm, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari. La legge prevede tra l'altro che il giudice possa ordinare anche d’ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna. Nei casi urgenti e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.

Nuovi alimenti sulle nostre tavole: ecco quali sono

STRASBURGO. Insetti, vermi, larve, scorpioni e ragni. Ma anche funghi, alghe, prodotti di colture cellulari e tessuti, nuovi nanomateriali e coloranti. Tutti nuovi alimenti che potranno arrivare sulle tavole degli europei. Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, ha approvato le nuove regole per semplificare le procedure di autorizzazione dei 'nuovi alimenti'. L'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, effettuerà una valutazione nei casi in cui un alimento abbia un effetto sulla salute umana.

Roma violenta, duplice omicidio
a Ponte di Nona

ROMA. Due giovani romani sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco ieri sera poco prima di mezzanotte nella zona di Ponte di Nona, a Roma. Le vittime sono un 26enne e un 35enne. Sul duplice omicidio indagano i carabinieri del Nucleo investigativo del gruppo di Frascati e della Compagnia di Tivoli. E solo cinque giorni fa a Ostia un 47enne è stato gambizzato davanti a un supermercato. Nella notte subito dopo il duplice omicidio sono scattate le perquisizioni e i posti di controllo dei carabinieri per ricostruire quanto accaduto. Gli investigatori stanno inoltre verificando se nella zona ci siano telecamere di sorveglianza che possano contenere immagini utili alle indagini, che al momento procedono a 360 gradi. Entrambe le vittime avevano precedenti e gravitavano nel mondo degli stupefacenti. Il 35enne era anche sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

Ruba mille euro in ticket per fare la spesa

TORNO. Un’impiegata modello, che godeva della piena fiducia del suo titolare, ha messo a segno diversi furti di ticket restaurant, per un valore di oltre 1.000 euro. È quanto hanno scoperto i carabinieri della Compagnia di Rivoli, che hanno denunciato per furto una donna torinese di 46 anni. Secondo le indagini l’impiegata amministrativa, nel momento in cui si trovava sola nell’ufficio, rubava i carnet dei buoni pasto per poi utilizzarli per fare la spesa. Nove i furti documentati dalle telecamere, installate dal titolare su indicazione dei carabinieri. I furti potrebbero essere di più.

Papa Francesco: basta pregiudizi verso i gitani

ROMA. Stop ai "pregiudizi secolari" nei confronti del popolo dei Gitani. Lo ha detto Papa Francesco, che ha ricevuto in udienza i partecipanti al pellegrinaggio mondiale del popolo gitano. "Vorrei che anche per il vostro popolo si desse inizio a una nuova storia. Che si volti pagina! È arrivato il tempo di sradicare pregiudizi secolari, preconcetti e reciproche diffidenze che spesso sono alla base della discriminazione, del razzismo e della xenofobia" ha detto Bergoglio.

"Nessuno si deve sentire isolato e nessuno è autorizzato a calpestare la dignità e i diritti degli altri. È lo spirito della misericordia che ci chiama a batterci perché siano garantiti tutti questi valori. Permettiamo quindi - ha aggiunto - che il Vangelo della misericordia scuota le nostre coscienze e apriamo i nostri cuori e le nostre mani ai più bisognosi e ai più emarginati, partendo da chi ci sta più vicino".

Rivolgendosi ai partecipanti al pellegrinaggio mondiale del popolo gitano, Papa Francesco ha esortato: "Cari amici, non date ai mezzi di comunicazione e all'opinione pubblica occasioni per parlare male di voi. Voi stessi siete i protagonisti del vostro presente e del vostro futuro. Come tutti i cittadini, potete contribuire al benessere e al progresso della società rispettandone le leggi, adempiendo ai vostri doveri e integrandovi anche attraverso l'emancipazione delle nuove generazioni".

Poi l'istruzione. "E' sicuramente la base per un sano sviluppo della persona - ha detto il Papa - È noto che lo scarso livello di scolarizzazione di molti dei vostri giovani rappresenta oggi il principale ostacolo per l'accesso al mondo del lavoro. I vostri figli hanno il diritto di andare a scuola, non impediteglielo!".

Ha sottolineato ancora Bergoglio: "Non vogliamo più assistere a tragedie familiari in cui i bambini muoiono di freddo o tra le fiamme, o diventano oggetti in mano a persone depravate, i giovani e le donne sono coinvolti nel traffico di droga o di esseri umani. E questo perché spesso cadiamo nell'indifferenza e nell'incapacità di accettare costumi e modi di vita diversi dai nostri".

Entro l’anno il ddl sull’omicidio stradale

ROMA. "Alla Camera abbiamo fatto un lavoro in sinergia con il relatore del Senato Giuseppe Cucca, le modifiche sono state fatte in accordo affinché entro dicembre del 2015 il ddl sull'omicidio stradale possa diventare legge". Lo ha detto all'Adnkronos Alessia Morani (Pd), relatrice della proposta di legge sull'omicidio stradale da oggi in discussione alla Camera, spiegando che il testo, una volta approvato dall'Aula "in questa settimana, non sarà modificato in Senato e quindi diventerà legge prima del nuovo anno". D'altronde, "non implica spese per il bilancio dello Stato", aggiunge.

Quanto alle richieste di alcune associazioni delle vittime della strada, riunite oggi in sit-in davanti a Montecitorio, Morani spiega: "il testo non è blindato e siamo pronti ad accogliere le loro richieste. Ad ogni modo ricordo che ci sono emendamenti del Pd che prevedono l'aumento del minimo delle pena riguardo a violazioni gravi del Codice della strada".

Si rischiano fino a 18 anni (considerando le aggravanti della guida senza patente e dell'assenza di assicurazione) con l'introduzione del reato di omicidio stradale. I punti fermi sono due: "con due nuovi articoli vengono introdotti due reati specifici, appunto l'omicidio stradale e lesioni personali stradali, due ipotesi colpose, che elencano tutta una serie di condotte, dalla più grave alla meno grave, a cui si applicano pene diverse: dagli 8 ai 12 anni per l'omicidio stradale con ubriachezza e tasso alcolemico superiore a 1,5 mg e per stupefacenti. Pena da 4 a 10 anni per ubriachezza tra 0,8 e 1,5 mg", ricorda Morani.

"C'è poi tutta una serie di condotte non previste nel testo varato dal Senato e che invece la Camera ha riammesso", sottolinea la relatrice Morani. Si tratta delle ipotesi di omicidio legate all'alta velocità, al passaggio con rosso, ai sorpassi in prossimità di un passaggio pedonale, alla guida contromano.

Morani ritiene, inoltre, "che il combinato disposto della sanzione penale insieme alla sanzione amministrativa della revoca della patente, che va da 15 a 30 anni a seconda della gravità delle condotte, è un modo per fare prevenzione e soprattutto per creare una deterrenza vera in tutti i casi in cui fino ad oggi c'è stata impunità da parte dei colpevoli: mai più impunità, è la nostra parola d'ordine".

"Siamo alla svolta decisiva sulla legge. Ma non si possono fare passi indietro, non vogliamo il Gioco dell'Oca dell'omicidio stradale", afferma all'Adnkronos Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, l'Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale, che ha preso parte al sit-in di oggi davanti a Montecitorio, insieme ai familiari delle vittime della strada. L'associazione contesta alcuni emendamenti approvati dalle commissioni Giustizia e Trasporti, perché "indeboliscono la legge uscita dal Senato a giugno".

"Le notizie che ci sono giunte circa gli emendamenti approvati dalle commissioni Giustizia e Trasporti ci preoccupano per la diminuzione della sanzione penale riguardo ad alcune ipotesi di omicidio legate a violazioni gravi del codice della strada", dice Biserni facendo un esempio. Chi guida in un centro urbano superando i limiti di 50 Km/h, "ora rischia dai 4 ai 7 anni mentre nel testo uscito dal Senato erano previsti 7-10 anni", osserva. L'Asaps inoltre contesta "l'inserimento ben mirato della diminuzione fino al 50% della pena qualora nell'incidente emerga un concorso di colpe da parte della vittima: in questo caso i 4 anni diventano 2 che con il patteggiamento potrebbero trasformarsi in pochi mesi". O niente carcere.

"In quest'ultima ipotesi di reato arriviamo al paradosso che un bambino che cammina fuori dal marciapiede davanti ad una scuola e viene falciato da un automobilista sobrio che va a 100 Km/h, a quest'ultimo viene diminuita la pena fino al 50%", spiega Biserni. Quanto all'iter parlamentare, "ci auguriamo che l'auspicio del premier Renzi sia centrato: legge prima di Natale".

Alla manifestazione romana era presente anche l'Associazione italiana familiari e vittime della strada (Aifvs) convinta che "chi trasgredisce consapevolmente le norme del Codice della strada non può più restare impunito" e chiede "minimi della pena più alti e corsie preferenziali per i processi dei reati stradali".

C'era anche il Modavi Onlus (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano). "Siamo da sempre sensibili al dramma vissuto dalle vittime della strada e dei loro familiari - ha spiegato la presidente dell'associazione Maria Teresa Bellucci - d'altronde anche l'Onu e la Corte Europea chiedono agli Stati maggiore rispetto dei diritti degli stessi. L'obiettivo della stessa Unione Europea è quello di dimezzare le vittime entro il 2020". Puntare a questo obiettivo è anche quanto evidenzia la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (Consap): serve "un segnale forte da parte del Governo", serve "accelerare l'approvazione".

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