Martedì 25 Aprile 2017 - 6:40

Terremoto davanti alle coste di Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA. Un terremoto di magnitudo 3.5 si è verificato alle ore 12.48 in mare davanti alla costa di Reggio Calabria. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'Ingv nel distretto sismico Costa calabra meridionale.

Non va ad interrogazione volontaria, bullo la bastona

REGGIO EMILIA. Ancora un episodio di bullismo. Un 14enne del Reggiano che, all’uscita da scuola, ha preso a bastonate una compagna che non ha voluto saperne di “andare” volontaria a una interrogazione in classe. Teppista anche il fratello. Punizione immediata, quella toccata alla giovane che potrebbe anche non essere la sola ad avere subito prepotenze dal ragazzino finito al centro delle indagini dei carabinieri che, in passato, si sono occupati anche del fratello, protagonista di danneggiamenti in un parco pubblico. Segnalato dai militari per il reato di lesioni alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bologna, il 14enne prima ha preteso che la compagna di classe alle scuole medie, si offrisse volontaria all’interrogazione per evitare di essere chiamato lui dall’insegnante. Di fronte al rifiuto - benché non fosse stato comunque interrogato - si è vendicato sulla ragazzina sfogando tutta la sua rabbia colpendola con un bastone ad una mano.

Lubitz disse: il mondo conoscerà
il mio nome

BERLINO. Il copilota della Germanwings Andreas Lubitz, responsabile dello schianto di martedì del'Airbus 320, voleva che «tutto il mondo conoscesse il suo nome». E' quanto sostiene una sua ex fidanzata in un'intervista pubblicata dal quotidiano tedesco Bild. Maria W., hostess 26enne, ha raccontato che quando ha sentito parlare della tragedia le è tornata in mente una frase di Lubitz: «Un giorno farò qualcosa che cambierà tutto il sistema e tutto il mondo conoscerà il nome e si ricorderà». Se «lo ha fatto», ha detto ancora la donna, «è perché ha capito che a causa dei suoi problemi di salute, il suo grande sogno di un impiego alla Lufthansa come capitano e come pilota per tragitti lunghi era praticamente impossibile». Maria ha poi raccontato di essersi lasciata con Lubitz «perché diventava sempre più chiaro che aveva un problema». Durante le discussioni, ha ricordato ancora, «mi urlava» e, tormentato dagli incubi, «la notte si svegliava e gridava "cadiamo"».

La famiglia
di Meredith: sentenza choc

ROMA.  Dopo la sentenza della Cassazione, che ha assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito, la famiglia di Meredith Kercher, uccisa nel novembre del 2007, ha fatto sapere che ci vorrà tempo per accettare tale decisione. «La decisione è arrivata come uno shock, ma è stato un risultato che sapevamo fosse possibile, anche se non era quello che ci aspettavamo», ha fatto sapere la famiglia Kercher in un comunicato, trasmesso dall'ambasciata britannica a Roma.

 

La famiglia spiega di avere «parlato brevemente con il nostro rappresentante legale in Italia, Francesco Maresca» e di capire adesso che la decisione è definitiva e rappresenta la «fine di quello che è stato un processo lungo e difficile per tutti gli interessati». «Crediamo - spiega infine la famiglia Kercher - che sapremo il ragionamento alla base della decisione nei prossimi mesi, ma per il momento abbiamo bisogno di tempo per comprenderlo» ricordando che Meredith, è «la vera vittima di questo».

 

Omicidio Kercher, Knox e Sollecito assolti in Cassazione

ROMA. Per l'omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia il primo novembre 2007, la Cassazione ha assolto Raffaele Sollecito e Amanda Knox per non aver commesso il fatto. I due erano stati condannati in appello a 25 anni di reclusione il primo e a 28 anni e sei mesi la seconda. Amanda è stata condannata a tre anni per calunnia, pena già scontata. «Sono immensamente felice». il commento di Sollecito.

Rc auto gratis per un anno, l'Ivass: l'offerta può avere conseguenze dannose

ROMA. Ci sarebbe anche la salvaguardia della continuità della storia assicurativa e la conservazione della classe di merito maturata tra le possibili soluzioni prospettate dall'Ivass per chi ha già accettato l'offerta della Rc auto gratuita nel momento dell'acquisto di una nuova automobile.
Le iniziative da mettere in campo sono state discusse nel corso di uno dei periodici incontri, quello del 25 marzo, tra l'Istituto per la Vigilanza delle Assicurazioni e le associazioni dei consumatori. Nei giorni scorsi l'Ivass ha avviato un'indagine, che si concluderà il 15 aprile, sulle "conseguenze dannose", scrive l'istituto, per i clienti che aderiscono all'offerta, derivanti dalla perdita della classe di merito maturata e dei benefici della legge Bersani.

 

Cuore, primo trapianto
da cadavere
in Europa

LONDRA. Dopo il debutto di questa tecnica pochi mesi fa in Australia, è stato eseguito in Gran Bretagna il primo trapianto di cuore "morto" in Europa. Nel Cambridgeshire i chirurghi hanno portato a termine con successo questo intervento da primato, con un cuore "non battente", su un uomo di 60 anni. Di solito nei trapianti il cuore viene espiantato da persone in morte cerebrale, con il muscolo cardiaco che ancora batte. In questo caso particolare invece, riferisce la Bbc, l'organo proveniva da un donatore con cuore e polmoni che avevano smesso di funzionare, dunque in morte circolatoria.

 

Gli esperti dell'Ospedale di Papworth spiegano che la tecnica potrebbe aumentare il numero di cuori disponibili almeno del 25%. A ricevere il cuore "morto" è stato Huseyin Ulucan, 60enne di Londra. L'uomo aveva subito un attacco di cuore nel 2008. «Prima della chirurgia riuscivo a malapena a camminare», ha raccontato, dicendosi entusiasta del suo miglioramento dopo il trapianto. «Ora mi sento più forte ogni giorno e sono entrato in ospedale questa mattina senza alcun problema», ha detto alla stampa.

 

Airbus, co-pilota era depresso
perché in crisi
con la fidanzata

PARIGI. Andrea Lubitz «aveva avuto una grossa crisi con la sua fidanzata prima del disastro e aveva il cuore spezzato, forse questo» potrebbe essere alla causa del folle gesto compiuto tre giorni fa, facendo precipitare volontariamente  l'aereo della Germanwings sulle Alpi francesi, provocando la morte delle 150 persone a bordo. Lo scrive il quotidiano tedesco Bild, secondo cui «gli investigatori stanno attualmente seguendo con forza questa linea di inchiesta». Un pizzaiolo di Duesseldorf, Habibalah Hassani, 53, ha raccontato di aver visto spesso nel suo locale il copilota con una ragazza. E la Bild rivela anche che il padre di Lubitz lavora in banca, mentre la madre è organista in una delle chiese protestanti di Montabaur. Esclusa al momento la pista terroristica mentre si indaga sulla sfera personale.

INDIZI DI MALATTIA MENTALE. Sul fronte delle indagini, sono state perquisite le case di Montabaur e Dusseldorf, dalle quali è stato portato via diverso materiale. Durante la perquisizione della casa di Dusseldorf, secondo Spiegel online, sono stati trovati indizi che proverebbero la malattia mentale del 27enne.

«IN CRISI CON LA FIDANZATA».  Nel frattempo emergono dettagli sulla vita di Lubitz. Stando a quanto rivela il quotidiano tedesco Bild, «aveva avuto una grossa crisi con la sua fidanzata prima del disastro e aveva il cuore spezzato. Gli investigatori stanno attualmente seguendo con forza questa linea di inchiesta». Un pizzaiolo di Dusseldorf ha raccontato di aver visto spesso nel suo locale il copilota con una ragazza.

«FORTE DEPRESSIONE NEL 2009». Sempre secondo il quotidiano tedesco Bild, che ha avuto accesso ai documenti ufficiali dell'Autorità tedesca di supervisione del trasporto aereo, Lubitz sei anni fa ha sofferto di una grave forma depressiva ed è stato seguito regolarmente dal punto di vista medico. Il 27enne, rivela il giornale, ha attraversato «un episodio depressivo pesante» nel 2009 ed è stato sottoposto a cure psichiatriche. Da allora Lubitz seguiva un trattamento «medico particolare e regolare». Queste informazioni, aggiunge il quotidiano, erano state trasmesse a Lufthansa, la compagnia aerea tedesca della quale fa parte Germanwings.

VALLS: NON SI PUÒ SCARTARE ALCUNA PISTA. Per il premier francese Manuel Valls, «tutto si orienta» verso la pista del «gesto criminale, folle, suicida» del copilota, ma «nessuna pista per principio può essere esclusa».

COMANDANTE HA CERCATO DI BUTTARE GIU' LA PORTA CON UN'ASCIA. Intanto continuano a emergere dettagli sulla dinamica della tragedia. Il pilota, chiuso fuori dalla cabina, avrebbe cercato di buttare giù la porta blindata con un'ascia nel tentativo disperato di evitare il disastro. Lo scrive il quotidiano tedesco Bild citando fonti della sicurezza. La notizia non è stata confermata dalla compagnia, ma un portavoce di Germanwings ha effettivamente riconosciuto che a bordo c'era anche un'ascia, un arnese che «fa parte delle apparecchiature di sicurezza di un A320».

PILOTA AUTOMATICO RIPROGRAMMATO DA 38.000 A 100 PIEDI. Stando, poi, al sito web Flightradar24, che monitora tutti i voli civili in navigazione, il sistema di pilota automatico del volo della Germanwings è stato riprogrammato da qualcuno in cabina di pilotaggio in modo da modificare l'altitudine dell'aereo da 38.000 (11.582 metri) a 100 piedi (30 metri). Andreas Lubitz, dopo essere rimasto da solo in cabina di pilotaggio, avrebbe dunque modificato i parametri della quota di volo, e non quelli della rotta, probabilmente per non far scattare gli allarmi in caso di comportamento anomalo dell'aereo.

Una malattia nascosta che è improvvisamente riemersa dopo una banale crisi di coppia, provocando una strage. Andreas Lubitz, il co-pilota dell'Airbus 320 della Germanwings che ha causato lo schianto dell'aereo con 150 persone a bordo contro una montagna francese soffriva di depressione, ma nessuno dei suoi datori di lavoro lo sapeva. ''Un giorno - aveva confidato alla ex fidanzata - farò qualcosa che cambierà completamente il sistema, e tutti conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno. Lo ha fatto - ha detto - perché si è reso conto che a causa dei suoi problemi di salute il suo grande sogno di lavorare per Lufthansa, di un lavoro come capitano e come pilota di voli a lungo raggio sarebbe stato praticamente impossibile'':

 

 

Privatamente esce l'immagine di un uomo gentile: ''Durante i voli era una persona carina e aperta. Privatamente era molto tenero, un uomo che aveva bisogno d'amore. Era una brava persona, in grado di essere tanto dolce. Mi regalava fiori'', racconta sotto anonimato la ventiseienne, che fa l'assistente di volo. Poi il quadro cambia: ''Abbiamo parlato sempre molto anche di lavoro e in quei frangenti era un'altra persona. Si arrabbiava per le condizioni in cui dovevamo lavorare. Troppo poco denaro, paura per il contratto, troppa pressione''.

Secondo la giovane Lubitz aveva già in mente per questo un gesto eclatante: ''Da quando ho sentito del disastro mi torna sempre in mente una frase che ha detto. 'Un giorno farò qualcosa che cambierà l'intero sistema e tutti allora conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno'. Non ho mai capito cosa intendesse, ma ora ha un senso''. La relazione è durata cinque mesi, in cui i due hanno spesso volato insieme e condiviso stanze d'hotel nascondendo la relazione ai colleghi, racconta Bild. ''Ci siamo conosciuti l'anno scorso su un volo, ci siamo scambiati i numeri di telefono e siamo rimasti in contatto. Di lì le cose sono cresciute, ma non ho mai voluto che diventasse ufficiale. Per questo ci incontravamo in hotel, perché non mi piace mischiare l'amore con il lavoro''.(

 

La procura di Dusseldorf ha trovato nell'appartamento del copilota Andreas Lubitz un certificato di malattia per il giorno della tragedia. Lo riferisce lo Spiegel, mentre gli inquirenti riferiscono che l'uomo avrebbe nascosto a Germanwings i suoi problemi. In particolare, nel 2009 gli fu diagnosticato 'un grave episodio depressivo poi rientrato' e sarebbe stato sotto trattamento psichiatrico per un anno e mezzo. Inoltre di recente avuto 'una crisi di coppia con la sua ragazza'. La procura continua a escludere moventi di carattere politico-religioso, e non ha trovato nessuna lettera d'addio.

In centro volo Montabaur, Lubitz era 'normale' - "Non mi sono mai accorto di una cosa del genere. Mi è sempre sembrato un ragazzo assolutamente normale. Dei problemi di cui parla oggi la Procura non so nulla". Dieter Wagner, membro dell'Associazione di Volo LSC di Montabaur, racconta all'ANSA davanti agli aerei leggeri utilizzati dai giovani della zona, di aver conosciuto bene Andreas Lubitz . Era amico di mia nipote", aggiunge, ribadendo che nessuno all'Associazione, a suo avviso, sarebbe stato a conoscenza dei problemi psicologici del copilota di Germanwings. Un altro associato, Ernst Mueller, descrive gli alianti utilizzati dai giovani di Montabaur. Mostrandone uno bianco, a due posti, senza motore, l'uomo spiega: "su un modello come questo, se non proprio su questo aereo, ha imparato a volare Andreas Lubitz". Mueller racconta di aver smesso di volare da qualche anno a causa di una problema agli occhi, "non si può volare se non si è nelle condizioni giuste". Il ragazzo di cui tutti parlano oggi nel piccolo centro tedesco, lui non lo conosceva. "Sono troppo anziano, non conosco quelli così giovani", conclude prima di accingersi a riparare un piccolo mezzo di volo leggero nell'hangar che si trova a pochi chilometri dalla casa del pilota responsabile del disastro aereo di Germanwings.

"La passione di Lubitz era volare sulle Alpi". Lo ha raccontato all'ANSA Dieter Wagner, nel Centro volo di Montabaur, cittadina di origine del copilota di Germanwings responsabile del disastro. "Con l'Associazione - ha affermato l'uomo - abbiamo fatto delle escursioni sulle Alpi francesi. Lui era amico di mia nipote e volavano insieme". Nella missione in Francia con l'Associazione avrebbero sorvolato una zona a pochi chilometri da dove è avvenuto l'impatto dell'Airbus A320 con la montagna.

Carabinieri recuperano
un Picasso
da 15 milioni

NEW YORK. Ritrovato a New York dai carabinieri del comando Tutela beni culturali un Picasso da 15 milioni di euro. Nella stessa operazione è stata ritrovata vicino Roma dai carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, una preziosa statua romana "a tutto tondo" risalente al II-III secolo d. C. che raffigura il dio Mitra mentre uccide un toro.

Litigano per la cena, a 13 anni uccide il fratellino di 6 anni e si spara

HUDSON (FLORIDA). Terribile epilogo tra fratellini negli Usa dove una lite, innescata sulla cena, ha portato un 13enne a sparare ed uccidere il fratellino di 6 per poi rivolgere l’arma contro se stesso e suicidarsi. Non prima di aver colpito e ferito il secondo fratello, di 16 anni, che ha poi chiamato la polizia.
Teatro di questa ennesima tragedia legata all’eccessiva diffusione delle armi negli Usa è Hudson, una cittadina della Florida. A dare la notizia la rete locale Wfts, affiliata della Cnn.

 

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