Domenica 20 Agosto 2017 - 15:36

«Renzi bocciato», gli studenti rispondono al premier con un contro-filmato

ROMA. «Ciao Matteo, siamo contenti che tu sia contento che finalmente la scuola sia al centro del dibattito del Paese. Di certo però non è merito tuo e del tuo governo». Inizia così la replica - ironica - degli studenti alla "video-lezione" del premier sulla riforma della scuola.

 
«Renzi si arroga il merito di aver aperto il dibattito nel Paese sulla scuola. In realtà è proprio lui e il suo Governo ad aver tentato di silenziarlo, manganellando gli studenti, sgomberando le scuole in occupazione o tacciando gli studenti e i professori di squadrismo. Siamo stati noi a porre la scuola al centro dell'attenzione, perché proprio quest'ultima è al centro di un attacco!» dichiara Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Studenti.

«Continuano a portare avanti un modello di scuola autoritario con un dirigente che continua a decidere tutto in forma diretta ed indiretta, succube dei privati, che legittima le disuguaglianze attraverso il 5 X 1000 e lo school bonus invece che abbatterle e che mette in concorrenza falsata scuole pubbliche e private, concedendo nuove agevolazioni a favore di queste ultime. Non c'è un euro sul diritto allo studio - sottolinea Lampis - e non si pensa a finanziare realmente la scuola pubblica per raggiungere la media di investimenti europea».

A tre anni veglia
il cadavere della madre in casa
per tre giorni

PARIGI. Il nonno non aveva più notizie della figlia e della nipotina da tre giorni. Così si è recato a casa delle due e ha fatto la triste scoperta. La donna era morta e la bambina, di soli tre anni, era rimasta accanto al corpo della madre per tutto il tempo. Il fatto, riporta il sito Ouest France, è accaduto nella città francese di Tessy-sur-Vire, nel dipartimento della Manica, nella regione della Bassa Normandia. La donna, trentenne, separata da poco e alla ricerca di un lavoro come domestica, era stata vista per l'ultima lunedì volta all'uscita della scuola di Tessy. Quando il nonno materno venerdì sera è andato a casa loro ha trovato la figlia morta in bagno e la bambina sdraiato sul letto della camera matrimoniale. Secondo i primi accertamenti, la donna era morta da giorni, durante i quali la piccola è sopravvissuta mangiando patatine e dolci trovate nella dispensa della cucina. Per capire le cause del decesso bisognerà attendere l'autopsia, ma al momento la pista privilegiata è quella di una morte naturale.

Kabul, attacco talebano
al residence:
un italiano tra gli 11 morti

KABUL. I talebani afghani hanno rivendicato l'attacco sferrato ieri sera contro la guesthouse Park Palace di Kabul, frequentata da stranieri e vicina a un ufficio delle Nazioni Unite e di altre agenzie internazionali. Undici le vittime dell'assalto, tra cui un cittadino italiano secondo quanto riferisce la Farnesina, un americano secondo l'ambasciata di Washington a Kabul e due indiani. «L'attacco è stato pianificato con cura per colpire il party al quale stavano partecipando persone importanti e americani», ha riferito il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid in un comunicato. Ieri sera nella guesthouse era in programma un concerto del cantante Altaf Hussain. Secondo Mujahid, l'azione è stata condotta da un unico attentatore armato di kalashnikov, una cintura esplosiva e una pistola. Secondo il governo afghano, invece, sarebbero stati tre i miliziani coinvolti.

L'assalto è iniziato alle 20 e 30 di ieri sera ora locale, quando i talebani hanno iniziato a sparare nel ristorante della guesthouse, ed è durato sette ore. Secondo il capo della polizia di Kabul Abdul Rahman Rahimi che almeno sei sono i feriti e «54 persone sono state tratte in salvo dalle forze di sicurezza». Come ha spiegato la portavoce dell'ambasciata di Washington a Kabul Monica Cummings, tra le vittime si conta anche un civile americano.

Tre dipendenti della guesthouse, due cittadini stranieri e un soldato sono rimasti feriti, come ha dichiarato il vice ministro degli Interni afghano Ayoub Salangi, spiegando anche che due degli attentatori sono stati uccisi dalle forze della sicurezza, mentre un terzo risulta latitante.

Microspie in camera da pranzo e in cucina per controllare la ex

BARI. Oltre a tempestarla di telefonate e di messaggi su whatsapp, e ad appostarsi vicino casa, avrebbe controllato i suoi movimenti a tal punto da installare nella camera da pranzo e in cucina, ad insaputa della vittima, due microspie dotate di sim a lui intestate. Inoltre l'avrebbe pedinata e aggredita sul posto di lavoro e sarebbe entrato nell'abitazione della vittima, in sua assenza, per danneggiarle vestiti ed ostruirne la serratura della porta di ingresso. I carabinieri della stazione di Adelfia, in provincia di Bari, hanno arrestato, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale, un 46enne incensurato.

L'uomo, tra il novembre scorso e il marzo di quest'anno, in seguito alla mai accettata separazione coniugale, si è reso protagonista nei confronti della ex moglie, una 38enne, di una serie reiterata di comportamenti illeciti che hanno generato nella vittima stati di ansia e paura per la propria incolumità, costringendola addirittura a cambiare abitudini e stile di vita. Arrestato per atti persecutori ed interferenze illecite nella vita privata, l'uomo, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato sottoposto ai domiciliari.

Immigrati, sì dell'Ue:
in Europa 20mila migranti

BRUXELLES. La Commissione europea ha adottato la nuova agenda per la gestione dell'immigrazione. Lo ha annunciato la vice presidente dell'esecutivo Ue e alto rappresentante per gli Affari esteri, Federica Mogherini, con un tweet.

"L'agenda Ue sulle migrazioni è stata adottata dalla Commissione", ha scritto Mogherini, ringraziando il presidente Jean-Claude Juncker, il vicepresidente Frans Timmermans e il commissario agli Affari interni e all'Immigrazione, Dimitris Avramopoulos per "l'eccellente lavoro di squadra".

L'esecutivo di Bruxelles ha proposto di offrire ai rifugiati "con evidente bisogno di protezione internazionale" 20mila posti distribuiti su tutti gli Stati membri. L'Italia dovrà ospitare il 9,94% del totale, pari a 1.989 persone. La Germania dovrà accoglierne il 15,4%, la Francia l'11,8%, il Regno Unito l'11,5%, la Spagna il 7,7% e la Polonia il 4,8%.

Sulla ricollocazione dei richiedenti asilo già presenti sul territorio europeo nel documento non sono indicate cifre, ma all'Italia spetterà l'11,84%.

Quattro i pilastri su cui si basa la nuova agenda della Commissione Ue: ridurre gli incentivi alla migrazione irregolare, gestire e rendere sicure le frontiere esterne della Ue, proteggere i richiedenti asilo e creare una nuova politica della migrazione legale.

Queste le azioni immediate previste: triplicare le capacità e i mezzi delle operazioni Triton e Poseidon, attivare un meccanismo per la distribuzione dei richiedenti asilo già nei Paesi europei del Mediterraneo, accogliere i 20mila rifugiati da dividere fra gli Stati membri e varare un'operazione Psdc contro i trafficanti di esseri umani.

Presentando l'agenda Ue sull'immigrazione, il commissario Ue Avramopolous ha annunciato che i Paesi europei del Mediterraneo avranno a disposizione 60 milioni di euro di aiuti di emergenza per gestire i flussi migratori.

L'agenda, ha spiegato, "è la risposta concreta alla necessità immediata di salvare vite umane e assistere i Paesi in prima linea con azioni coraggiose, come la maggior presenza in mare di navi coordinate da Frontex, i 60 milioni di euro stanziati per gli aiuti di emergenza e un piano d'azione che dispone provvedimenti seri contro coloro che si arricchiscono sfruttando la vulnerabilità dei migranti".

"Una giornata storica per l'Italia. Un peso e una responsabilità finora quasi esclusivamente italiani diventano europei" ha detto Mogherini. La risposta alla crisi dell'immigrazione è "finalmente europea, è generale e affronta tutti gli aspetti del problema" ha commentato. Una risposta "integrata e a lungo termine".

"Abbiamo aumentato il nostro impegno con tutte le parti libiche per combattere il traffico di esseri umani. Cerchiamo una partnership con la Libia" ha spiegato l'alto rappresentante Ue per gli Affari esteri che ha "assolutamente" escluso un'operazione militare sul terreno. "Pianifichiamo un'operazione navale, speriamo in una collaborazione con le autorità libiche, per smantellare il modello di business dei trafficanti", ha aggiunto.

Al Consiglio Ue Affari esteri di lunedì prossimo verranno prese le prime decisioni sull'operazione di Politica di sicurezza e di difesa comune per contrastare le reti di trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo. Poi il vertice dei leader Ue di giugno "potrà decidere di lanciare l'operazione".

Frontex: con più fondi maggiore capacità d'intervento - "Non commentiamo le decisioni politiche, non sta a noi dare un giudizio sull'esito delle riunioni della Commissione. Di certo però, con più fondi e un maggior numero di navi, potremo assicurare un'attività di pattugliamento più accurata". Così Ewa Moncure, portavoce di Frontex, commenta così l'adozione dell'Agenda Ue.

Unhcr: rappresenta una svolta - Il documento presentato dall'Unione europea sull'emergenza migranti "rappresenta una svolta nella politica europea per affrontare questa crisi", ha commentato Carlotta Sami, portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). "Finalmente c'è un approccio comune all'emergenza, e chiediamo che venga attuato immediatamente, senza aspettare altro tempo", ha aggiunto.

Ma l'approccio indicato dall'Unione europea è criticato da Londra. Per il ministro dell'Interno britannico, Theresa May, esso serve invece ad incoraggiare i clandestini a tentare il loro viaggio disperato verso l'Europa. Mogherini, nel suo intervento in Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, aveva sottolineato che "nessun rifugiato, nessun migrante intercettato in mare verrà rinviato indietro contro la sua volontà".

Oggi Teresa May è intervenuta sul Times per criticare tale approccio che, scrive, "non farà che accentuare la forza di attrazione esercitata nei confronti dell'altra sponda del Mediterraneo e non potrà che incoraggiare ulteriormente le persone a mettere la propria vita in pericolo".

Garante Spadafora: "Sono più di 91 mila i minorenni maltrattati. Un’indagine fotografa questa realtà"

Un lavoro che ha la forza di aver individuato criteri di rilevazione, riconosciuti a livello internazionale. Non solo: che consentirà un monitoraggio preciso in base al quale vari soggetti (Comuni, servizi sociali etc.) valuteranno risultati e la validità delle politiche sociali attuate. Al centro del discorso, i maltrattamenti a chi ha fra zero e 18 anni.

È questo il senso dell’Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia voluta dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza presieduta da Vincenzo Spadafora e che verrà presentata venerdì 15 maggio presso la Sala della Regina a Montecitorio, alle ore 10.30. Realizzata con Terre des Hommes, CISMAI e il supporto dell’ANCI (Associazione nazionale dei comuni italiani), l’indagine è una fotografia precisa di questa mesta realtà. Anticipa Spadafora: «In Italia i minorenni vittime di violenza sono 91mila 272. Una città di provincia. E questa è una realtà non accettabile. Sono state individuate cinque “raccomandazioni” al Governo e alla Conferenza delle regioni. Che spero verranno presto recepite». 

Sempre venerdì 15, verranno anche presentati i risultati dell’impegno della prima Commissione consultiva sulla prevenzione e cura del maltrattamento, presieduta dal professor Luigi Cancrini. Un lavoro di approfondimento sulla prevenzione e la cura, ragionando sul “prima” e non solo sul “dopo”, e al contempo un focus sulla “violenza assistita”, ovvero su quella vissuta da minorenni testimoni di violenza famigliare.

Eternit bis, partito il processo

TORINO. È stata aggiornata a giovedì l'udienza preliminare dell'inchiesta Eternit bis che si è aperta oggi a Torino. La procura contesta al magnate svizzero Stephan Schmidheiny l'omicidio volontario in relazione a 258 morti per malattie che si presume legate all'amianto nelle aree degli stabilimenti della multinazionale. Questa mattina sono state presentate le richieste di costituzione di parte civile. Nella prossima udienza si discuteranno le eccezioni sulle costituzioni di parte civile e sulla competenza territoriale.

«Il nostro Paese è l'unico in cui si fa un processo di questo tipo e questo è un vanto per la giustizia di tutta l'Italia. È un caso - ha detto il procuratore Raffaele Guariniello uscendo dall'aula in cui si è aperta l'udienza preliminare - che può fare scuola anche in altri Paesi». Insieme al collega Gianfranco Colace contesta al magnate svizzero della multinazionale dell'amianto l'omicidio volontario per 258 morti tra residenti ed ex operai nelle aree degli ex stabilimenti Eternit.

Sono una quarantina in totale le richieste di costituzione di parte civile presentate oggi all'avvio dell'udienza. A quanto si apprende tra queste non ci sarebbero la presidenza del Consiglio dei ministri e le Regioni in cui sorgono gli ex stabilimenti della multinazionale dell'amianto, indicate nelle carte come "parti lese". Oltre ad alcune decine di parenti delle vittime hanno chiesto di essere parte civile i sindacati, le associazioni Afeva e Medicina Democratica, l'Inail, il Comune di Casale Monferrato e alcuni Comuni della zona.

«Riteniamo che questo processo non possa essere fatto per il principio del "ne bis in idem", una stessa persona non puo' essere giudicata per gli stessi fatti», ha spiegato l'avvocato Astolfo Di Amato, uno dei legali di Stephan Schmidheiny, prima dell'avvio dell'udienza preliminare dell'inchiesta Eternit bis. «Qui ci sono gli stessi fatti dell'altro processo» ha detto l'avvocato sottolineando per quanto riguarda il cambiamento di imputazione rispetto al primo processo che «la giurisprudenza di Strasburgo ha chiarito che il fondamento non è il principio di diritto, ma il fatto». Sull'intenzione delle difese di sollevare il principio del 'ne bis in idem', Guariniello ha precisato «è stata la stessa Cassazione  a dirci che nel processo precedente si parlava solo del disastro ma non entravano in gioco gli omicidi. Questo - ha concluso il magistrato - ci ha dato un'ulteriore spinta per andare in direzione di un nuovo processo con un nuovo capo d'accusa».

«Siamo qui per rinnovare la richiesta di giustizia», ha detto il sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, all'avvio dell'udienza dove hanno partecipato anche molti cittadini e parenti delle vittime con la scritta Eternit appuntata sui vestiti. «Sappiamo che è un processo difficile - ha proseguito - e speriamo in una condanna perché nel nostro paese la strage continua. Vorremmo che il disegno di legge al parlamento considerasse che il reato di strage non può cadere in prescrizione. Il Comune si ricostituirà parte civile: non accettammo alcuna transazione perché la giustizia non e' in vendita. Chi inquina deve pagare».

Maltempo solo al Nord nei prossimi giorni

Il super caldo di questi giorni si prende una pausa con l'arrivo del ciclone 'Ferox' sull'Italia. Da giovedì sera porterà temporali e un esteso peggioramento del tempo sull’Italia tra venerdì e domenica. Secondo le previsioni del sito www.iLMeteo.it "fino a giovedì pomeriggio la nostra Penisola sarà protetta dall’anticiclone nordafricano che porterà tanto sole e un clima quasi estivo sia al Nord che al Centro, farà un po’ meno caldo al Sud. Mentre da giovedì sera piogge e temporali andranno ad interessare le Alpi, Prealpi e quindi la Pianura Padana a Nord del Po".
"Venerdì condizioni avverse di maltempo al Nord con violenti temporali, locali grandinate e possibili trombe d’aria - riferisce ancora iLMeteo.it -. Ad oggi le zone più colpite sono i settori montuosi, il Nordest, il Torinese, Vercellese, Biellese, Novarese, Comasco e Milanese. Prestare attenzione su tutti questi settori per i possibili nubifragi. Nel corso del weekend il ciclone Ferox si porterà al Centro e quindi al Sud coinvolgendo ancora il Nordest nella giornata di sabato; nuovi temporali e grandinate raggiungeranno le regioni centrali, la Sardegna e domenica anche il Sud".
Ferox, secondo le previsioni de iLMeteo.it, causerà un brusco calo termico al Nord, anche con 10° in meno rispetto ad oggi e poi anche al Centro-Sud con le temperature che ritorneranno nella media del periodo o addirittura sotto di essa. Il tempo migliorerà nuovamente dall’inizio della prossima settimana.

I pronto soccorso al collasso:
un accesso
al secondo

ROMA. Pazienti in barella nei corridoi affollati dei pronto soccorso, attese di ore e giorni per un posto letto, medici e operatori sanitari sottoposti a turni massacranti. È la fotografia ricorrente dei dipartimenti di emergenza e urgenza degli ospedali italiani soprattutto nei periodi 'caldi', come il picco dell'influenza invernale. Nel nostro Paese ci sono 844 pronto soccorso, in cui lavorano 12mila medici e 25mila infermieri. Ogni anno gli accessi sono circa 24 mln: 2 mln al mese, 67 mila al giorno, 2.800 l'ora e quasi uno ogni secondo. «Questo sistema è ormai in uno stato di grave difficoltà strutturale che è stato evidente all'inizio del 2015 quando i pronto soccorso hanno affrontato l'epidemia influenzale e il sistema dell'emergenza è andato in crisi - avverte la Societa italiana medicina emergenza-urgenza (Simeu) - Per contrastare il ripetersi di questi episodi serve introdurre un Piano di gestione del sovraffollamento».

La Simeu ha lanciato oggi a Roma, dall'ospedale S.Giovanni, la seconda edizione della settimana nazionale del pronto soccorso dal 16 al 24 maggio. Nelle principali città italiane verranno organizzati incontri con i cittadini e simulazioni di attività cliniche in pubblico per spiegare meglio le dinamiche dell'emergenza sanitaria e ascoltare le esigenze dei pazienti. Quest'anno la Simeu ha trovato un alleato nel Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanza attiva. «Ogni ospedale italiano dispone di un Peimaf (Piano di emergenza interno per massiccio afflusso di feriti), quasi nessuno di un Pgs per il sovraffollamento - afferma Gian Alfonso Cibinel, presidente della Simeu - eppure il massiccio afflusso di feriti è un evento raro e non prevedibile mentre il sovraffollamento dei pronto soccorso si ripete regolarmente tutti gli inverni. Serve un'organizzazione preventiva per ottenere un sistema più efficace ed efficiente. Alcune Regioni come la Lombardia e il Piemonte hanno prodotto delibere e linee guida che vincolano o invitano le aziende a elaborare i Pgs, ma è necessario passare dalle indicazioni alle risposte concrete».

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