Mercoledì 13 Dicembre 2017 - 2:13

Il Parlamento europeo riconosce le famiglie gay

STRASBURGO. Il Parlamento europeo raccomanda di rendere più completo e comprensivo il diritto della famiglia e del lavoro, "tenendo conto delle famiglie monoparentali e dell'omogenitorialità" e "visto che la composizione e la definizione di famiglia cambiano nel tempo". E' uno dei passaggi contenuti in una risoluzione non vincolante approvata oggi dall'Aula di Strasburgo, che chiede che la nuova strategia post-2015 dell'Ue per la parità di genere sia dotata di obiettivi chiari, azioni concrete e un monitoraggio più efficace per progredire nella lotta alla discriminazione nel mercato del lavoro, nell'istruzione e nel processo decisionale. Il Parlamento europeo evidenzia, inoltre, che sono necessarie azioni specifiche per rafforzare i diritti delle donne disabili, migranti, appartenenti a minoranze etniche, delle donne Rom, delle donne anziane, delle madri single e dei Lgbti. La risoluzione è stata approvata con 341 voti favorevoli, 281 contrari e 81 astensioni. E in Italia arriva l'annuncio: "il Pride di sabato a Roma scenderà in piazza con lo slogan Family Gay", fa sapere Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. Per Nichi Vendola "un altro passo in avanti in Europa, grazie al rapporto votato oggi al Parlamento Europeo, sui diritti di tutte le persone - twitta il presidente di Sinistra Ecologia Libertà - In Italia invece la politica balbetta, non è riuscita neanche a dire no, finora, alle pretese della sentinella della morale Alfano e alle sue ottuse circolari" .

"Il Parlamento Europeo ha approvato il rapporto sull'uguaglianza di genere in Europa e parla delle famiglie lgbt in modo esplicito facendo riferimento alla 'famiglia gay'". Lo scrive in una nota Franco Grillini, presidente di Gaynet, definendo il passo "decisamente rilevante e soprattutto utile: come movimento lgbt andiamo dicendo da sempre che quella omosessuale è una famiglia come tutte le altre con le stesse dinamiche e con gli stessi problemi. Ora a riconoscerlo solennemente è proprio l'Europa che chiede anche che le norme in quell'ambito (compresi i risvolti in ambito lavorativo come congedi ecc.) tengano in considerazione fenomeni come le famiglie monoparentali e l'omogenitorialità". "Sotto il profilo culturale la svolta è enorme e fa piazza pulita del delirante 'complotto gender' di cui parla a vanvera il Vaticano: il Parlamento Europeo a larga maggioranza ha affermato una volta per tutte l'uguaglianza tra tutte le forme familiari senza distinzione alcuna e proprio per questo quando parliamo di matrimonio egualitario intendiamo che ogni istituto giuridico riguardante le famiglie sia uguale per tutti omo od etero che si sia. Oggi quindi -conclude Grillini- è una bella giornata per i diritti e le libertà per tutte le persone che credono all'uguaglianza formale e sostanziale tra tutti gli esseri umani".

Spara alla compagna e la uccide, poi tenta
il suicidio

ROMA. Uccide la compagna con un colpo alla tempia e poi tenta il suicidio. È accaduto a Riofreddo, in provincia di Roma nella tarda serata di ieri quando all'interno di un'abitazione un uomo di 51 anni al culmine di una lite ha sparato alla tempia della sua compagna di 47 anni che stava per lasciarlo. Tutto è accaduto davanti alla loro figlia più piccola, otto anni, che ha dato l'allarme chiamando gli altri tre fratelli.

Giunta la segnalazione al 112, sul posto è arrivata una gazzella dei carabinieri che ha trovato la donna deceduta e l'uomo che si era sparato a sua volta alla testa in fin di vita, che è stato trasportato all'ospedale dell'Aquila. La salma della donna si trova all'Istituto di medicina lgale di Tor Vergata dove verrà eseguita l'autopsia. La pistola utilizzata è una calibro 765, detenuta legalmente. Sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Vallinfreda e della Compagnia di Subiaco.

 

Arrivano altri 1.500 immigrati

ROMA. Nelle ultime ore sono arrivate «10 chiamate dai satellitari» dal largo delle coste libiche che si suppone possano arrivare da alcuni barconi con a bordo «1.000-1.500 migranti». Lo ha detto Federico Fossi dell'Unhcr, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, intervistato da RaiNews24, nel giorno in cui il Governatore della Lombardia Roberto Maroni lancia un altolà ai sindaci, minacciando il taglio dei trasferimenti se continueranno ad accogliere altri clandestini.

 

Dovrebbe trattarsi di imbarcazioni più piccole rispetto a quelle soccorse nella giornata di ieri, quando erano state tratte in salvo in totale 3.480 persone. In soccorso di questi migranti sono partite unità della Marina militare italiana e delle Marine di Gran Bretagna e Spagna. Quanto all'allarme lanciato dal quotidiano britannico Guardian, che citando il capitano di vascello Nick Cooke-Priest, comandante della Hms Bulwark, la grande nave d'assalto anfibio della Royal Navy impegnata nell'opera di salvataggio nel Mediterraneo, afferma che in Libia ci sarebbero "tra 450.000 e 500.000 migranti" che attendono il momento di prendere il largo su carrette del mare alla volta dell'Europa, Fossi ha invitato alla cautela. "È importante non creare allarmismi - ha spiegato - se i numeri non sono verificabili è il caso di prestare attenzione".

 

GOMMONE CON 104 PERSONE A BORDO. Ancora un gommone carico di migranti in difficoltà nel Mediterraneo. A quanto si legge in un tweet della Marina Militare italiana, infatti, la nave Fasan ha soccorso 104 migranti, tra i quali 87 uomini, 8 donne, 9 minori.

ALTRI 3.480 IMMIGRATI SALVATI SABATO. Sono 3.480 i migranti salvati ieri in 15 differenti operazioni coordinate dal Centro Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le richieste di soccorso sono giunte in mattinata alla centrale operativa della Guardia Costiera tramite telefono satellitare. Le imbarcazioni, 9 barconi e 6 gommoni, si trovavano in un tratto di mare a circa 45 miglia dalle coste libiche.

Alle operazioni hanno partecipato le motovedette CP 322, CP 304, CP 282 oltre ad un aereo ATR42 della Guardia Costiera, unità della Guardia di Finanza e della Marina Militare Italiana, il rimorchiatore "Phoenix", le navi della Marina militare tedesca "Hessen" e "Berlin" e la nave "Le Eithne" appartenente alla Marina militare irlandese.

A RAGUSA FERMATO ALTRO SCAFISTA. La Polizia di Stato a Ragusa ha fermato un altro scafista. Si tratta di un somalo che ha condotto un gommone con 110 migranti del centro africa. In corso trasferimenti presso altri centri, disposti dal Questore di Ragusa.

Il Papa: la società sia più accogliente
e solidale

CITTA' DEL VATICANO. «La festa del Corpus Domini ispiri ed alimenti sempre più in ciascuno di noi il desiderio e l’impegno per una società accogliente e solidale». Lo dice papa Francesco all'Angelus, nella celebrazione del Corpus Domini all'indomani del viaggio a Sarajevo. «L’odierna festa - sostiene il Papa - evoca questo messaggio solidale e ci spinge ad accoglierne l’intimo invito alla conversione e al servizio, all’amore e al perdono. Ci stimola a diventare, con la vita, imitatori di ciò che celebriamo nella liturgia».

«Il Cristo, che ci nutre sotto le specie consacrate del pane e del vino, è lo stesso che ci viene incontro negli avvenimenti quotidiani - sottolinea Francesco - è nel povero che tende la mano, è nel sofferente che implora aiuto, è nel fratello che domanda la nostra disponibilità e aspetta la nostra accoglienza. È in ogni essere umano, anche il più piccolo e indifeso». «Chi si nutre del Pane di Cristo non può restare indifferente dinanzi a quanti non hanno pane quotidiano, che oggi sappiamo è un problema sempre più grave», sottolinea il Papa, ricordando che «l'Eucaristia, sorgente di amore per la vita della Chiesa, è scuola di carità e di solidarietà».

Roma, arrestato rapinatore seriale

ROMA. La polizia ha arrestato a Roma un ragazzo romano di 21 anni ritenuto responsabile di rapine commesse in diversi negozi della Capitale. Il giovane era stato arrestato la scorsa settimana dagli agenti del commissariato Aurelio in flagranza di reato, perché sotto la minaccia di una pistola semiautomatica aveva commesso una rapina all’interno di una tabaccheria in via Prospero Santacroce: l’intera operazione di polizia era stata documentata dalle telecamere di sorveglianza del negozio.

 
Il giovane era già stato indagato anche per la commissione di altre due rapine commesse sempre presso la stessa tabaccheria, nonché di altri due colpi presso un'altra tabaccheria in via Gregorio XI. Tutte le rapine erano state commesse insieme a un complice minorenne, denunciato. Le perquisizioni eseguite avevano permesso di rinvenire e sequestrare gli abiti indossati nel corso dei precedenti colpi.

Dalle indagini è emerso che i due erano gli autori anche di una rapina commessa presso un supermercato di via Zambarelli, in zona Monteverde. Inoltre, la visione delle immagini del sistema di video sorveglianza, messe a confronto con le immagini delle rapine precedenti, hanno evidenziato la perfetta corrispondenza dei soggetti ripresi dalle telecamere nonché degli abiti dagli stessi indossati.

Nel corso di quest’ultima rapina i due si erano impossessati di 1.200 euro, con un modus operandi analogo a quello adottato in occasione delle rapine commesse ai danni delle due tabaccherie. Le indagini non sono ancora concluse: non è escluso che i due possano aver commesso altri colpi presso esercizi commerciali in altre zone.

Mafia capitale, Gramazio al gip: mai preso una lira

Proseguono gli interrogatori di garanzia degli arrestati nell'ambito della fase due dell'inchiesta 'Mafia capitale'. Dopo Regina Coeli, oggi è stata la volta di Rebibbia. Luca Gramazio, consigliere regionale di Forza Italia, ha risposto al gip. L'interrogatorio, ha riferito il suo avvocato, Giuseppe Valentino, lasciando il carcere, "è andato bene, ha risposto esaurientemente". "Non ho preso una lira" ha detto Luca Gramazio al giudice per le indagini preliminari che lo ha ascoltato per oltre due ore. Ha respinto le accuse a suo carico chiarendo la sua posizione e i suoi rapporti con le persone che sono state coinvolte nell'inchiesta.

Anche Franco Figurelli, ex consigliere comunale poi entrato nella segreteria di Coratti, ha risposto alle domande del gip. "Il mio assistito ha risposto perché assolutamente estraneo ai fatti", ha dichiarato il suo avvocato, Antonio Stellato. Il legale ha spiegato di aver presentato "istanza di revoca della carcerazione oppure gli arresti domiciliari".

Ha risposto inoltre nel corso dell'interrogatorio Claudio Bolla, anche lui arrestato nell'ambito della seconda fase dell'inchiesta su 'Mafia capitale'. "Il mio assistito ha chiarito tutte le posizioni che lo riguardano anzi, specificamente, ha chiarito le intercettazioni che lo riguardavano che erano attribuite a lui per la valutazione delle prove - ha detto il suo legale Filippo Monastero - Ho chiesto la revoca della misura cautelare". L'avvocato ha poi aggiunto: "Ci sono dichiarazioni fatte da terzi soggetti nei confronti del mio assistito che saranno oggetto di denuncia per diffamazione o calunnia perché hanno contribuito all'arresto, ma non sono fatti realmente accaduti".

Barcone con 560 migranti in avaria nel canale di Sicilia

SICILIA. La Nave Driade della Marina Militare è intervenuta nel Canale di Sicilia per soccorrere un barcone con circa 560 migranti a bordo. Le operazioni di recupero sono in corso, sottolinea la forza armata sul proprio account Twitter.

Sesso in strada a Trastevere tra i rifiuti: il video fa il giro del web

ROMA. A Roma è sempre emergenza sicurezza e degrado, anche in pieno centro storico. L'ultimo scandalo lo ha documentato il blog 'Roma fa schifo', tramite la sua paginaFacebook. Si tratta di tre foto scattate nel cuore di Trastevere, in cui si vede una coppia faresesso sulla strada. Come riferisce lo stesso blog le foto sono state scattate oggi a Largo Ascianghi, di fronte al cinema di Nanni Moretti, il Nuovo Sacher. "Lui giovane e esagitato. Lei ultracinquantenne mezza svenuta - si legge sul blog -. Buttati a terra in mezzo alla 'monnezza' che solo a Roma può decorare la piazza divorata dallo schifo di fronte ad uno dei cinema più famosi della città, il Nuovo Sacher di Nanni Moretti. Ma purtroppo questo non è un film, è solo l'ennesimo episodio di tristezza e degrado (dis)umano

Scende dall'auto per un guasto, viene investito
e muore

PAVIA. È sceso dalla sua auto per capire come mai si era spento il motore, ma mentre controllava è stato centrato da un'auto ed è morto sul colpo, schiacciato tra le due vetture. È successo ieri notte a Ciro Bernini, imprenditore della zona del Pavese e pilota di rally. Mentre stava spostandosi a bordo di una Opel Manta Gte sulla strada provinciale 1 Bressana-Salice, nel comune di Codevilla, in provincia di Pavia, per partecipare a una tappa del rally 4 Regioni, la sua vettura si è fermata. Sceso, è andato a controllare il motore, posto posteriormente. Probabilmente a causa del buio, erano le 22, la Mini One guidata da una ragazza del '93 non l'ha visto e l'ha centrato in pieno. Per la ragazza piccole lesioni e 10 giorni di prognosi.

Allarme droga nelle carceri: il 60% dei detenuti ne fa uso

CAGLIARI. Allarme droga nelle carceri. In Italia circa il 60% dei detenuti fa uso di droghe, il 33% cannabis, il 40% cocaina e circa il 5% anfetamine. E c'è chi vanta, in Europa, numeri ancora più allarmanti. È il caso dell'Olanda che, tra i Paesi che vedono il maggior uso in carcere di droghe, raggiunge quota 80%, soprattutto per quanto riguarda la cannabis.

È il quadro emerso nel corso dell'incontro annuale della neonata Federazione Europea per la Salute Penitenziaria "Health Without Barriers/HWBs", riunita a Cagliari. La Federazione Europea, composta da esperti e società scientifiche nazionali indipendenti come la SIMSPe-Onlus, la SESP (Spagna), l’APSEP (Francia), il NAPDUK (Regno Unito), il DIJ (Olanda), ha come obiettivo la promozione della salute e i diritti umani nelle carceri europee.

I DATI. Sono due milioni in Europa i detenuti ospitati nelle strutture penitenziarie, con un tasso di occupazione media del 104%. Il Paese con il maggior tasso di sovraffollamento, rispetto alla capienza massima tollerabile, è la Grecia, con il 133,9%, mentre 680mila sono gli utenti delle prigioni russe. Numeri alti, che aiutano a fotografare un ambiente che ha bisogno di un forte cambiamento, soprattutto a causa di un sistema penitenziario che non riesce a controllare adeguatamente la popolazione presente.

Secondo i dati del Centro Europeo per il Monitoraggio sulle Droghe e le Dipendenze (Emcdda), quando un utente arriva in carcere con un’incriminazione o una sentenza relativa all’uso ed allo spaccio di droghe, è soprattutto la cannabis la sostanza incriminata, per il 73,7% delle persone. Di questa percentuale, l'84,9% arriva in carcere per uso, il 12,6% per spaccio. A seguire, le altre sostanze stupefacenti sono la cocaina (8,4%), anfetamine (5,7%), altre sostanze (5,3%), eroina (4,7%), ecstasy (1,2%).

LA DIPENDENZA. Colpisce ed affligge anche all’interno delle mura carcerarie: in Italia circa il 60% dei detenuti fa uso di droghe, il 33% cannabis, il 40% cocaina e circa il 5% anfetamine. Tra i Paesi che vedono il maggior uso in carcere di droghe, l'Olanda raggiunge quota 80%, soprattutto per quanto riguarda la cannabis. Anche in Spagna si consuma principalmente la stessa sostanza, circa il 58% dei detenuti, ma percentualmente l’Olanda ed il Regno Unito (70%) sono i Paesi con maggior consumo di cannabis in Europa. Sempre nelle carceri degli stessi due Paesi il 79% della popolazione penitenziaria usa sostanze stupefacenti. Una situazione che preoccupa anche le strutture italiane: nella classifica il nostro è al 7° posto, su 17 Paesi monitorati. I detenuti che registrano un minor consumo di stupefacenti sono invece in Slovenia, Romania e Croazia.

«La Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali - dichiara Massimo Andreoni, professore di Malattie Infettive, Università di Roma Tor Vergata e Presidente Simit - è molto interessata al prossimo convegno nazionale di medicina penitenziaria in quanto ritiene che le istituzioni nel mondo carcerario rappresentano una priorità. Recenti studi condotti in merito, infatti, dimostrano come la percentuale di detenuti con infezioni da virus epatitici, dal virus dell'Aids e da tubercolosi sia rilevante». «La sanità penitenziaria appartiene alla medicina sociale - aggiunge il Luciano Lucanìa, attuale vice-presidente Simspe - il carcere non è un luogo di cura o di ricovero, ma una residenza, ospitando coattivamente delle persone che altrimenti sarebbero altrove. Ciò che avviene nelle carceri ha dunque una valenza socio-sanitaria, in quanto il carcere resta una parentesi transitoria nella vita di un individuo: la questione sociale è dunque una componente del problema».

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