Venerdì 20 Ottobre 2017 - 1:59

Il Senato dice sì agli ecorati

ROMA. L'aula del Senato ha approvato il ddl sugli ecoreati con 170 voti a favore, 20 contrari e 21 astenuti. Con il via libera di palazzo Madama, il provvedimento è legge. «Provvedimenti attesi da decenni diventano leggi. Oggi sui reati ambientali. È proprio #lavoltabuona», ha scritto su Twitter il premier Matteo Renzi. «Storico! Da oggi reati contro #Ambiente sono puniti penalmente. Nell'interesse di cittadini onesti e imprese sane. Un vero passo di civiltà», ha "cinguettato" il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. È «una bella giornata per chi ama l'Italia, l'ambiente e il futuro: possiamo finalmente brindare al varo della legge sugli ecoreati», ha detto Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera e primo firmatario della legge, annunciando l'approvazione in via definitiva dal Senato. Si tratta di «un provvedimento a lungo atteso che cambia in meglio l’Italia e ricorderemo nei prossimi anni». «Per l'Italia questo è un passaggio di civiltà. Con gli ecoreati magistratura e forze dell'ordine hanno finalmente in mano strumenti utili per intervenire e contrastare le ecomafie», ha dichiarato all'Adnkronos Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, che si trova nella Marche ma «con lo spirito in piazza Navona a festeggiare».«
Siamo partiti 21 anni fa e abbiamo affrontato molte forze che si sono opposte, a cominciare dall'imprenditoria, un fatto strano perché le regole certe avvantaggiano l'economia buona. Ma fortunatamente - sottolinea Cogliati Dezza - questo Ddl nasce con tre parti politiche diverse: Pd, Sel e M5S. È stato un lavoro lungo con rischio impantanamento al Senato, dove è rimasto un anno, e che ha dovuto affrontare anche l'ultima 'trappola air-gun', superata con intelligenza grazie alla collaborazione di tutti». «Devo anche riconoscere ai ministri Galletti e Orlando di essere stati di parola garantendo il rapido passaggio al Senato. Ci eravamo dati come scadenza il 21 maggio e siamo invece in anticipo», ha aggiunto il presidente di Legambiente.

Calcio, diritti tv: blitz Gdf a Sky, Mediaset
e in Lega

ROMA. È l'ipotesi di un accordo restrittivo della concorrenza sulla vendita dei diritti tv dei campionati di calcio 2015-2018 alla base delle ispezioni della Guardia di Finanza nelle sedi delle pay tv Sky e Mediaset e della lega Calcio. Secondo quanto si apprende, l'ipotesi investigativa e che potrebbe concretizzarsi nell'avvio di un procedimento dell'Antitrust è che la vendita dei diritti sia stata alterata sul mercato delle tv a pagamento.

Roma come Napoli: ucciso con una coltellata per una lite condominiale

ROMA. Un uomo di 48 anni romeno è stato ucciso con una coltellata al cuore da un vicino di casa, a quanto sembra, al culmine di una lite condominiale. È successo intorno a mezzanotte in un palazzo di via Padre Damiano De Veuster nella zona di Ponte di Nona, a Roma. La polizia ha arrestato un 60enne romano che considera l'autore dell'omicidio. La vittima è stata trovata a terra riversa in una pozza di sangue nell'androne delle scale da un'altra vicina di casa che ha chiamato i soccorsi e la polizia. L'uomo, ferito da una coltellata al cuore, è stato soccorso dal 118 ma è morto poco dopo l'arrivo in ospedale. Secondo una prima ricostruzione della polizia, la lite degenerata in omicidio sarebbe nata da questioni di condominio.

I vescovi: famiglia minata da unioni omosex e divorzio breve

ROMA. «La famiglia è il perno insostituibile e incomparabile della società», ma è minata da ideologie e leggi che tendono a scardinarla, come quelle «sulle unioni civili e sulle convivenze fra persone dello stesso sesso, sulle adozioni alle coppie omosex, sull'utero in affitto, sul divorzio breve». Il cardinale Angelo Bagnasco tiene a ribadirlo nella prolusione all'assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, aperta ieri nell'aula del Sinodo in Vaticano da papa Francesco. «Nell'orizzonte parlamentare va avanti il disegno di legge delle cosiddette unioni civili e delle convivenze», ricorda Bagnasco, che «conferma la configurazione delle unioni civili omosessuali in senso paramatrimoniale. Tale palese equiparazione viene descritta senza usare la parola "matrimonio", ma in modo inequivocabile. Questa equiparazione riguarda anche la possibilità di adozione, che per ora si limita all'eventuale figlio del partner: è evidente che, come è successo in altri Paesi, l'adozione di bambini sarà estesa senza l'iniziale limitazione».

CRISI. «La preoccupazione fondamentale della gente resta l'occupazione»: è quanto sottolinea il cardinale. «I segnali di ripresa sembrano essere reali nella macroeconomia - osserva l'arcivescovo di Genova - ma la disoccupazione resta la piaga del nostro tempo e noi restiamo meravigliati di come in tale situazione molte famiglie riescano a tirare avanti". Osserva il cardinale Bagnasco: «Se da una parte ascoltiamo i messaggi di svolta e di fiducia che provengono da politici ed esperti, dall'altra non vediamo i disoccupati diminuire, né i giovani entrare finalmente nel mondo del lavoro». «Sappiamo che la realtà è più complessa delle rappresentazioni generali e affrettate, che il mercato del lavoro è cambiato su scala planetaria, che le ricadute positive sull'economia reale richiedono tempo rispetto ai movimenti positivi - premette - E sappiamo che oggi si richiede maggiore flessibilità, disponibilità e inventiva da parte di tutti. Ma tutto ciò non cambia la realtà visibile di una disoccupazione ancora amplissima e in certe zone crescente». Soprattutto , avverte Bagnasco, «non si deve radicare in nessuno, a cominciare dai più giovani, il sentimento della sfiducia e della rassegnazione».

MIGRANTI. Sul tema l'Italia «ha fatto non poco, attraverso le sue istituzioni politiche, civili e militari, anche se a volte tra non poche polemiche», fa notare Bagnasco dicendo no «alle alternative demagogiche o peggio». Quanto alla Ue, osserva che «l'Europa sembra aver dato un colpo, quello che da anni si è atteso e forse si doveva pretendere: certe normative europee sembrano non tanto garantire il bene comune, ma piuttosto gli interessi di pochi - stigmatizza il cardinale - Il colpo dato, in verità, è flebile ma sembra riconoscere che i Paesi membri sul mare sono la porta di casa e quindi nessuno se ne può disinteressare».

SCUOLA. «Molto si è discusso sulla 'buona scuola' e le tensioni si sono manifestate sia sulla volontà di cambiamento, sia sulle forme e sui tempi: il buon senso e la storia suggeriscono di trovare delle sintesi in tempi ragionevoli, magari distinguendo temi e obiettivi», è l'indicazione che arriva dal cardinale Bagnasco. Una scuola che deve essere «libera, lontana da schemi statalisti e antiliberali, da indottrinamenti e colonizzazioni ideologiche». Bagnasco sottolinea che «il futuro passa attraverso l'educazione delle giovani generazioni» e chiede «strutture più giuste e adeguate per sedi e organici; un'istruzione solida ed essenziale; una formazione professionale stimata e sostenuta; in una parola, un'educazione integrale per tutti». Il presidente della Cei reclama «una scuola libera, non perché sganciata dal sistema scolastico nazionale ma perché scelta dai genitori, primi e insostituibili educatori dei loro figli. Sarebbe il tempo - ricorda - di attuare quanto previsto dalla legge nel 2000 a proposito del sistema italiano della pubblica istruzione, nel quale sia la scuola statale sia le scuole paritarie vengono riconosciute a pieno titolo come pubblico servizio. In questa prospettiva, si giustifica il 'bonus' per i genitori da utilizzare nella scuola prescelta».

OMOFOBIA. «Prevedere l'insegnamento della parità di genere in tutti gli istituti scolastici sembra rappresentare l'ennesimo esempio di quella che Papa Francesco ha definito colonizzazione ideologica». «Educare al rispetto di tutti, alla non discriminazione e al superamento di ogni forma di bullismo e di omofobia è doveroso, lo abbiamo sempre affermato: rientra nei compiti della scuola - premette Bagnasco - Ma l'educazione alla parità di genere, oggi sempre più spesso invocata, mira in realtà a introdurre nelle scuole quella teoria in base alla quale la femminilità e la mascolinità non sarebbero determinate fondamentalmente dal sesso, ma dalla cultura».

Revocato lo sciopero dei medici di base e dei pediatri. Oggi studi aperti

ROMA. Dopo un lungo incontro conclusosi solo nella tarda serata di ieri, presso il ministero di Lungotevere Ripa, lo sciopero dei medici di base e dei pediatri di libera scelta convocato per oggi è stato revocato. I rappresentati del Governo e quelli delle sigle sindacali Fimmg, Fimp e Cipe - che rappresentano più del 70% dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta coinvolti - hanno siglato un accordo con impegni precisi relativi alle trattative per il rinnovo della convenzione con il Ssn.

 
Più in dettaglio, il Governo e il Comitato di settore si impegnano a vigilare affinché nelle trattative per il rinnovo dell'Acn venga «confermato e rispettato - si legge nel testo dell'accordo - il profilo giuridico dei medici convenzionati; a mantenere» a medici di famiglia e pediatri «la loro autonomia organizzativa» nell'ambito delle scelte di indirizzo e programmazione sanitaria di stato e Regioni. E a ricercare meccanismi che, rispettando «gli attuali livelli retributivi, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica», sviluppino «la capacità di lavoro d'equipe e le specificità della medicina generale e della pediatria di libera scelta nel rispetto del rapporto fiduciario».

Il Governo si impegna inoltre a vigilare sul corretto e rapido svolgimento delle trattative e «a promuovere un tavolo di confronto interistituzionale e con le organizzazioni sindacali, per individuare i migliori strumenti e procedure per le relazioni sindacali dell'area convenzionale». A fronte di ciò, lo sciopero è stato revocato. Soddisfazione è stata espressa, in un tweet, dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Annunciando la revoca, il ministro ha ricordato: «Prendiamo impegni e li rispettiamo, grazie a tutti per il buon senso. I #pazienti prima di tutto». Oggi studi aperti, dunque, in tutta Italia.

Corteo no Expo a Milano, aggredì poliziotto con una mazza: un arresto

MILANO. Resistenza aggravata e lesioni. Sono queste le accuse mosse nei confronti di Marco Ventura, 28 anni, arrestato nelle prime ore di questa mattina. L'indagato, in occasione del corteo no Expo dello scorso primo maggio a Milano, dopo gravi episodi di devastazione e saccheggio, ha aggredito, secondo gli inquirenti, con una grossa mazza di legno, un vice questore, Antonio D'Urso. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Piero Basilone, ha consentito, nelle ore successive ai fatti, di risalire all'identificazione del giovane. Ventura, che ha alle spalle alcuni precedenti specifici, era già noto quale esponente dell’area anarchica milanese e legato al sodalizio "Ex Bottiglieria Occupata".

 
Le immagini apparse fin dai primi momenti su siti e quotidiani nazionali e locali hanno consentito agli investigatori di attribuire allo stesso Ventura la piena responsabilità dell’aggressione al funzionario di polizia. L'arresto è stato eseguito con urgenza per il pericolo, sostengono gli inquirenti, che l'uomo potesse inquinare le prove a suo carico. Lo stesso Ventura, infatti, nei giorni immediatamente successivi ai fatti, aveva modificato i suoi tratti somatici: nel corso dei servizi di osservazione, infatti, era stato notato con la barba completamente rasata.

E' stata poi eseguita una perquisizione locale nei confronti di un altro soggetto, R.M., 25enne milanese, denunciato a piede libero per concorso in resistenza aggravata, in quanto anch’egli riconosciuto attraverso le immagini estrapolate quale spalleggiatore dei due 'picchiatori'. Anche quest’ultimo è una persona nota quale esponente dei movimenti anarco/squatter milanesi. L’uomo annovera precedenti di polizia, in particolare per l’invasione di terreni ed edifici.

Il Papa ai vescovi: niente timidezze contro la corruzione

ROMA. «Non essere timidi o irrilevanti nello sconfessare e nello sconfiggere una diffusa mentalità di corruzione pubblica e privata». È quanto esorta Papa Francesco, aprendo nell'Aula del Sinodo in Vaticano l'assemblea generale della Cei. Il Papa si scaglia contro questa mentalità corruttiva che, denuncia, «è riuscita a impoverire senza alcuna vergogna famiglie, pensionati, onesti lavoratori, comunità cristiane, scartando i giovani, sistematicamente privati di ogni speranza sul loro futuro e soprattutto emarginando i deboli e i bisognosi».

 
Francesco esorta poi a «uscire verso il popolo di Dio, per difenderlo dalle colonizzazioni ideologiche che gli tolgono l'identità e la dignità umana». E osserva che «in questo momento storico, siamo spesso accerchiati da notizie sconfortanti, da situazioni locali e internazionali che ci fanno sperimentare afflizione e tribolazione. In questo quadro realisticamente poco confortante, la nostra vocazione cristiana ed episcopale è quella di andare contro corrente: essere testimoni gioiosi di Cristo risorto, per trasmettere gioia e speranza agli altri».

Ricorre anche a una metafora il Papa: «È assai brutto incontrare un consacrato abbattuto, demotivato o spento: è come un pozzo secco, dove la gente non trova acqua per dissetarsi». E ai vescovi chiede «sensibilità ecclesiale, nelle scelte pastorali e nell'elaborazione dei documenti, per n on far prevalere l'aspetto teoretico dottrinale astratto, quasi che i nostri orientamenti non siano destinati al nostro popolo o al nostro Paese, ma soltanto ad alcuni studiosi e specialisti».

Al contrario, «dobbiamo perseguire lo sforzo di tradurre gli orientamenti della Chiesa in proposte concrete e comprensibili», esorta il Papa, ricordando che «sensibilità ecclesiale vuol dire appropriarsi degli stessi sentimenti di Cristo: umiltà, compassione, misericordia, concretezza e saggezza». Infine, Francesco spiega che «i laici che hanno una formazione cristiana autentica non dovrebbero aver bisogno del vescovo-pilota, di un monsignore-pilota o di un input clericale per assumersi le proprie responsabilità a tutti i livelli, da quello politico a quello sociale, da quello economico a quello legislativo. I laici hanno invece tutti la necessità del vescovo-pastore».

Svolta Ue, sì alla missione navale contro gli scafisti

BRUXELLES. Via libera del Consiglio Ue alla missione navale contro le reti di scafisti nel Mediterraneo. Lo annuncia l'alto rappresentante Ue, Federica Mogherini, con un tweet. «Presa la decisione di avviare l'operazione navale Ue per smantellare le attività dei trafficanti nel Mediterraneo», ha scritto. Mogherini, al termine del consiglio Ue Esteri-Difesa, ha anche annunciato che sarà a Roma il quartier generale della missione Ue contro gli scafisti nel Mediterraneo e sotto il comando dell'ammiraglio Enrico Credendino. «Mi auguro veramente che non si facciano passi indietro rispetto alle proposte della Commissione e alla loro condivisione», aveva detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, entrando al Consiglio Ue Esteri-Difesa, dopo le affermazioni del premier francese, Manuel Valls, che ha criticato il sistema di quote per ripartire i richiedenti asilo proposto dall'Esecutivo Ue.

 

Tra Isis ed Expo:
è partito
il "tototracce"
per la maturità

ROMA. Prima prova Maturità 2015: i temi svolti da tenere a portata di mano. C’è chi la chiama semplicemente ansia da foglio bianco, chi la definisce blocco dello scrittore e chi ha paura del vuoto di memoria. In realtà a spaventare i maturandi è un’unica cosa: rimanere impietriti di fronte alla traccia senza riuscire a scrivere neanche una riga. Per questo quasi nessuno di loro riesce a resistere alla tentazione di cercare sul web qualche tema svolto in vista della prima prova. Leggere gli svolgimenti aiuta a imparare ad impostare il discorso, a non rimanere senza niente da dire e ad allentare un po’ la tensione per lo scritto più semplice che, però, non è del tutto privo di insidie.

I temi preferiti dagli studenti per la prima prova. Il risultato è che la preparazione per la prima prova avviene molto spesso online tra un saggio breve, un tema storico e un articolo di giornale già svolti. Attenzione però: anche se nessuno conosce le tracce che il Miur ha selezionato per la Maturità 2015, basta dare un’occhiata ai contenuti più cercati per capire che per gli studenti non tutti i temi svolti hanno lo stesso valore. I maturandi hanno le idee chiare, sanno quali sono gli argomenti che potrebbero essergli davvero d’aiuto e per questo si concentrano soprattutto su due tipologie di traccia scaricando o gli svolgimenti fortemente legati agli episodi di attualità che ritengono più rilevanti, o, di contro, quelli più generici, ancore di salvataggio sempre pronte a toglierli dai guai in caso di totale vuoto da Esame.

Prima prova 2015: tra terrorismo, immigrazione e famiglia. Il risultato è che in cima alla classifica dei temi svolti più amati dai maturandi troviamo l’immigrazione, un ottimo ibrido che da una parte ammicca alla cronaca e dall’altra tocca una serie di argomenti abbastanza versatili da poter essere affrontati da diversi punti di vista. Segue, non a caso, il saggio breve sul razzismo, quasi un completamento ideale della traccia di cui sopra. Poi, però, si cambia genere e allora troviamo i temi sull’Expo, sull’inquinamento e sull’alimentazione. A questi seguono gli svolgimenti riguardanti il terrorismo e l’Isis. Infine, fanalino di coda da non sottovalutare, troviamo una serie di grandi classici, gli evergreen per eccellenza: amore, famiglia e amicizia. Una spia importante del fatto che la Maturità 2015 sarà anche tutta nuova, ma certe cose non cambiano mai.

Neonato grave, ipotesi incidente durante la festa per il Frosinone

ROMA. È ricoverato in terapia intensiva all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, in prognosi riservata, un neonato che sembrerebbe aver avuto un incidente con il papà durante i festeggiamenti per la promozione in serie A del Frosinone. Nelle prossime ore i sanitari della struttura capitolina invieranno un bollettino medico.

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