Mercoledì 20 Giugno 2018 - 1:46

Contromano in tangenziale, tre morti a Trento

TRENTO. Gravissimo incidente con tre morti, due altoatesini e un trentino, attorno alle 8:20 sulla tangenziale di Trento, all'altezza della bretella dell'Interporto. Un'auto, dopo aver fatto rifornimento al distributore, ha imboccato la strada contromano scontrandosi poco dopo con un'altra macchina.

 
L'impatto tra i due mezzi è stato violentissimo. Tre le persone decedute: i soccorritori hanno tentato una disperata manovra di rianimazione ma purtroppo non c'è stato nulla da fare. Altre due persone sono rimaste ferite. Sul posto ambulanze, l'elicottero di Trentino Emergenza, i mezzi dei vigili del fuoco e quelli delle forze dell'ordine che ora dovranno cercare di fare luce su quanto accaduto.

Secondo le prime testimonianze, una delle due auto dopo aver fatto rifornimento di carburante al distributore avrebbe imboccato la bretellina dell'Interporto nella direzione sbagliata, fino al violentissimo impatto con una delle auto che stavano sopraggiungendo. Inevitabili i disagi al traffico: per poter consentire i soccorsi la bretellina è stata chiusa e quasi subito si sono formate delle lunghe code di auto in attesa di poter liberare la carreggiata dai mezzi coinvolti.

Rapina in stile "Arancia Meccanica", 4 arresti a Ragusa

RAGUSA. Sono ritenuti i responsabili di una rapina in stile 'Arancia Meccanica' a una coppia a Marina di Ragusa. Per questo nei confronti di quattro romeni sono stato emesse quattro misure cautelari dal gip del Tribunale di Ragusa, Claudio Maggioni, su richiesta del pubblico ministero Valentina Botti.

Gli arresti sono eseguiti dai carabinieri del comando provinciale di Ragusa con diverse perquisizioni. Dall’indagine, condotta dai militari del nucleo investigativo ragusano e della stazione di Marina di Ragusa, è emerso che gli indagati, la sera del 6 marzo 2015, con il volto coperto e armati di mazze, spranghe e un fucile, si erano introdotti in un casolare nelle campagne di Marina di Ragusa, abitato da un coppia di agricoltori.

Dopo aver tramortito le vittime a bastonate si erano impossessati di gioielli, denaro contante e telefoni cellulari. Prima di fuggire avevano sparato una fucilata in casa a scopo intimidatorio.

Abusava di nipotine di 7 e 4 anni, arrestato zio "orco"

CATANIA. Arrestato con l'accusa di aver abusato delle sue nipotine di 7 e 4 anni. La polizia di Catania ha fermato un ex appartenente alle forze dell'ordine, accusato di abusi sia in occasione delle vacanze per le feste che nel periodo estivo, quando lasciava la città nella quale vive, Milano, per andare a trovare alcuni familiari nel Catanese. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Laura Garufi, erano state avviate dopo la denuncia presentata dalla mamma delle due sorelline. Le due bambine, assistite da una neuropsichiatra infantile, hanno confermato gli abusi fornendo tutti i particolari.

Aids: in Italia 150mila infetti,
ma uno su tre non lo sa

BARCELLONA. «L’Hiv non fa più molta paura, ma questa percezione si scontra con i numeri: in Italia si stima siano 130-150mila le persone infettate, con 4mila nuove diagnosi l’anno. E se sono 94mila i pazienti in terapia, possiamo dire che una persona su tre con Hiv non sa di essere contagiata». A fare il punto è Carlo Federico Perno, docente di Virologia dell’Università di Roma Tor Vergata, a margine della Conferenza sull’Aids in corso a Barcellona. Il virus, insomma, nel Belpaese non è ancora sconfitto. «Anche se, grazie ai farmaci, ormai lo controlliamo molto bene. Il problema è che ancora oggi la diagnosi arriva in media dopo 5-7 anni: questo vuol dire che adesso scopriamo infezioni che risalgono in molti casi al 2008. Invece è fondamentale trattare i pazienti il prima possibile». Il ritardo è dovuto al fatto che non c’è la percezione del pericolo e le persone non fanno il test. «Non si fa neanche prevenzione, perché ormai l’idea è che l’Hiv da malattia mortale sia diventata malattia cronica, così «è meno causa. Ma anche le malattie croniche uccidono», sottolinea il virologo, lamentando una «drammatica perdita di attenzione nei confronti dell’Aids».
La buona notizia è che «la terapia funziona: in più del 90% dei pazienti trattati in Italia la carica virale non è più rilevabile, ma ancora non eradichiamo il virus dall’organismo. Ecco perché occorrono farmaci che siano sempre efficaci, ma non tossici. L’età media alla diagnosi in Italia è di 35-36 anni, e si tratta di persone che resteranno in cura per tutta la vita. L’Hiv e i medicinali per combattere il virus - dice Perno - a distanza di tempo aumentano poi i rischi di problemi alle ossa, al fegato, al cuore, al cervello, ma anche di ammalarsi di tumore e di diabete». Ecco perché «dalla ricerca ci aspettiamo terapie sempre meno tossiche, che ora stanno arrivando. Ma non mi stancherò mai di ricordare - conclude - quanto è importante la prevenzione».

Far west a Ostia, gambizzato davanti al supermercato

ROMA. Far west questa mattina a Ostia, dove intorno a mezzogiorno c'è stata una sparatoria in via Umberto Cagni, nei pressi di un supermercato, in cui è rimasto ferito un uomo. La vittima, un 47enne romano con precedenti, è stato raggiunto alle gambe da due colpi di pistola, esplosi probabilmente da uno scooter. Sul posto sono intervenuti il 118 e i carabinieri di Ostia e del Nucleo Investigativo. L'uomo, trasportato al Grassi, non sarebbe in pericolo di vita. Sono in corso indagini.

Baby squillo, condannato a un anno il marito di Alessandra Mussolini

ROMA. Un anno di reclusione e una multa di 1.800 euro. È la condanna patteggiata oggi da Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini, imputato nell'inchiesta sulla prostitituzione di due minorenni nella zona dei Parioli. La condanna è stata pronunciato dal gup Riccardo Amoroso, che ha accolto la richiesta di patteggiamento che Floriani aveva concordato con la procura della Repubblica a conclusione delle indagini sui clienti delle ragazze accusati di prostituzione minorile.

Milano, dimessa dalla clinica muore di parto

MILANO. È arrivata alle 5.43 di sabato 17 ottobre in arresto cardiocircolatorio al Pronto soccorso all'ospedale Niguarda di Milano, dove hanno tentato di salvarle la vita ma era troppo tardi. È morta così K.S., 40 anni, all'ottavo mese di gravidanza, e con lei anche il neonato che portava in grembo. La donna la sera prima accusava dolori addominali e lombari, e si era presentata alla casa di cura San Pio X della Fondazione Opera San Camillo, struttura privata accreditata del capoluogo lombardo, che stava seguendo la sua gravidanza. Ma la clinica l'aveva dimessa dopo alcuni accertamenti.

 
L'incubo comincia alle 4.50 del mattino successivo. Il marito si accorge che la donna è incosciente, ha il respiro rantolante. Si allarma e chiama il 118. Sono le 4.57. Al loro arrivo, i medici trovano la 40enne in stato di arresto cardiaco e iniziano le manovre rianimatorie sul posto. Poi la corsa in ambulanza fino al Niguarda, dove arriva già massaggiata e intubata e comunque ancora in condizioni di arresto. Non c'è più tempo: essendo già in gravidanza avanzata, viene tentato un cesareo d'urgenza direttamente in Pronto soccorso. Il piccolo, però, viene estratto già morto e la donna è in evidente stato di shock emorragico. Muore così in Pronto soccorso.

Tangenti per appalti Anas, arrestati dirigenti e l'ex sottosegretario Meduri

ROMA. Trecento finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo 10 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Roma, nei confronti di 5 dirigenti e funzionari di Anas spa della Direzione Generale di Roma, tre imprenditori, titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche, un avvocato e l'ex sottosegretario alle Infrastrutture Luigi Meduri. Nell'ambito dell'operazione 'Dama Nera' sugli appalti Anas i reati contestati a vario titolo nelle 10 ordinanze di custodia cautelare sono corruzione e voto di scambio. Sono un centinaio le perquisizioni in tutta Italia che i finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo.

Meduri, oltre che sottosegretario alle Infrastrutture per due anni, dal 2006 al 2008, presidente Romano Prodi, è stato anche governatore della Regione Calabria dal gennaio 1999 all'aprile 2000.

Il provvedimento cautelare è stato emesso sulla scorta degli elementi acquisiti nel corso delle investigazioni esperite dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma.

"Se dovessi dire la sensazione che mi ha dato la lettura di queste carte è proprio la quotidianità della corruzione vista come una cosa normale. Una situazione deprimente", ha detto il procuratore Capo della Procura della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, nella conferenza stampa presso la sede del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma sull'inchiesta relativa agli appalti Anas.

"Mi pare giusto sottolineare - ha aggiunto - l'estraneità del nuovo presidente dell'Anas, che si è insediato da poco, a queste vicende. Il nuovo presidente dell'Anas non ha nulla a che vedere ed è ovviamente una parte offesa dal punto di vista giuridico". Il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, in riferimento alle indagini delle Fiamme Gialle sugli appalti, ha espresso "piena fiducia nel lavoro della Procura di Roma, con l'auspicio che possa arrivare velocemente a fare chiarezza sui fatti ed aiutare il vertice dell'azienda a voltare pagina". Anas sta "attivamente collaborando alle indagini della Guardia di Finanza, dando il massimo supporto anche in qualità di parte offesa dai fatti oggetto di indagine, accaduti negli anni passati", si legge in una nota dell'azienda. Anas si costituirà in giudizio quale parte offesa.

L'Anac, autorità nazionale anticorruzione, a quanto si apprende, chiederà alla Procura gli atti relativi all'inchiesta. La richiesta ha lo scopo di verificare se nell'operazione sono interessati appalti in atto su cui è possibile intervenire. Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a margine della presentazione del progetto 'Fare Scuola' all'auditorium Enel, commenta così gli arresti di oggi: "Ho parlato con il presidente Armani e ho detto di offrire la massima collaborazione. La nostra linea è di assoluta trasparenza e collaborazione con le forze dell'ordine e la magistratura. Sappiamo che la corruzione ha tolto energia a questo paese e la lotta alla corruzione va fatta sempre. Aspetteremo l'accertamento delle responsabilità, nessuno fa processi in un giorno".

Maxi-tamponamento sulla Salerno-Reggio Calabria, un morto

ROMA. Anas comunica che, a causa di un incidente, sull’autostrada A3 "Salerno-Reggio Calabria", il traffico è provvisoriamente bloccato - in direzione nord - tra gli svincoli di Cosenza Nord e Montalto. L’incidente, le cui cause sono in corso accertamenti, ha coinvolto più veicoli. L'incidente ha causato la morte di una persona. Il traffico viene deviato sulla ex statale 19 con uscita obbligatoria allo svincolo di Cosenza Nord (km 253,000) e rientro in A3 allo svincolo di Montalto (km 245,000). Sul posto è presente personale di Anas, del 118 e delle Forze dell'Ordine per gli accertamenti della dinamica e per ripristinare la circolazione il prima possibile. Anas raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione `VAI Anas Plus`, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Gli automobilisti hanno poi a disposizione il numero 841-148 ‘Pronto Anas’ per informazioni sull’intera rete Anas.

Ladro ucciso,
si aggrava
la posizione
del pensionato

MILANO. Si aggrava la posizione di Francesco Sicignano, il pensionato che ieri ha sparato contro un giovane ladro entrato nella sua proprietà a Vaprio d'Adda, in provincia di Milano. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, dai primi accertamenti non risultano né tracce di sangue né segni di infrazione nella casa abitata dal 65enne. La traiettoria del proiettile, per di più, va dall'alto verso il basso, ed è compatibile con uno sparo partito dalla cima delle scale verso i gradini più in basso. Il corpo del giovane è stato trovato sulla scala esterna, cosa che avvalora la tesi che l'omicidio non sia avvenuto all'interno dell'abitazione ma fuori. Dunque, Sicignano non si sarebbe trovato di fronte al ladro nella notte, in camera da letto. Durante l'interrogatorio con il pubblico ministero di Milano, Antonio Pastore, il pensionato avrebbe assicurato che se avesse saputo che l'uomo era disarmato avrebbe sparato in aria. Ora è necessario attendere l'esito degli esami balistici e dell'autopsia per ricostruire con esattezza la dinamica dell'omicidio.

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