Domenica 25 Febbraio 2018 - 12:43

Il Papa: la società sia più accogliente
e solidale

CITTA' DEL VATICANO. «La festa del Corpus Domini ispiri ed alimenti sempre più in ciascuno di noi il desiderio e l’impegno per una società accogliente e solidale». Lo dice papa Francesco all'Angelus, nella celebrazione del Corpus Domini all'indomani del viaggio a Sarajevo. «L’odierna festa - sostiene il Papa - evoca questo messaggio solidale e ci spinge ad accoglierne l’intimo invito alla conversione e al servizio, all’amore e al perdono. Ci stimola a diventare, con la vita, imitatori di ciò che celebriamo nella liturgia».

«Il Cristo, che ci nutre sotto le specie consacrate del pane e del vino, è lo stesso che ci viene incontro negli avvenimenti quotidiani - sottolinea Francesco - è nel povero che tende la mano, è nel sofferente che implora aiuto, è nel fratello che domanda la nostra disponibilità e aspetta la nostra accoglienza. È in ogni essere umano, anche il più piccolo e indifeso». «Chi si nutre del Pane di Cristo non può restare indifferente dinanzi a quanti non hanno pane quotidiano, che oggi sappiamo è un problema sempre più grave», sottolinea il Papa, ricordando che «l'Eucaristia, sorgente di amore per la vita della Chiesa, è scuola di carità e di solidarietà».

Roma, arrestato rapinatore seriale

ROMA. La polizia ha arrestato a Roma un ragazzo romano di 21 anni ritenuto responsabile di rapine commesse in diversi negozi della Capitale. Il giovane era stato arrestato la scorsa settimana dagli agenti del commissariato Aurelio in flagranza di reato, perché sotto la minaccia di una pistola semiautomatica aveva commesso una rapina all’interno di una tabaccheria in via Prospero Santacroce: l’intera operazione di polizia era stata documentata dalle telecamere di sorveglianza del negozio.

 
Il giovane era già stato indagato anche per la commissione di altre due rapine commesse sempre presso la stessa tabaccheria, nonché di altri due colpi presso un'altra tabaccheria in via Gregorio XI. Tutte le rapine erano state commesse insieme a un complice minorenne, denunciato. Le perquisizioni eseguite avevano permesso di rinvenire e sequestrare gli abiti indossati nel corso dei precedenti colpi.

Dalle indagini è emerso che i due erano gli autori anche di una rapina commessa presso un supermercato di via Zambarelli, in zona Monteverde. Inoltre, la visione delle immagini del sistema di video sorveglianza, messe a confronto con le immagini delle rapine precedenti, hanno evidenziato la perfetta corrispondenza dei soggetti ripresi dalle telecamere nonché degli abiti dagli stessi indossati.

Nel corso di quest’ultima rapina i due si erano impossessati di 1.200 euro, con un modus operandi analogo a quello adottato in occasione delle rapine commesse ai danni delle due tabaccherie. Le indagini non sono ancora concluse: non è escluso che i due possano aver commesso altri colpi presso esercizi commerciali in altre zone.

Mafia capitale, Gramazio al gip: mai preso una lira

Proseguono gli interrogatori di garanzia degli arrestati nell'ambito della fase due dell'inchiesta 'Mafia capitale'. Dopo Regina Coeli, oggi è stata la volta di Rebibbia. Luca Gramazio, consigliere regionale di Forza Italia, ha risposto al gip. L'interrogatorio, ha riferito il suo avvocato, Giuseppe Valentino, lasciando il carcere, "è andato bene, ha risposto esaurientemente". "Non ho preso una lira" ha detto Luca Gramazio al giudice per le indagini preliminari che lo ha ascoltato per oltre due ore. Ha respinto le accuse a suo carico chiarendo la sua posizione e i suoi rapporti con le persone che sono state coinvolte nell'inchiesta.

Anche Franco Figurelli, ex consigliere comunale poi entrato nella segreteria di Coratti, ha risposto alle domande del gip. "Il mio assistito ha risposto perché assolutamente estraneo ai fatti", ha dichiarato il suo avvocato, Antonio Stellato. Il legale ha spiegato di aver presentato "istanza di revoca della carcerazione oppure gli arresti domiciliari".

Ha risposto inoltre nel corso dell'interrogatorio Claudio Bolla, anche lui arrestato nell'ambito della seconda fase dell'inchiesta su 'Mafia capitale'. "Il mio assistito ha chiarito tutte le posizioni che lo riguardano anzi, specificamente, ha chiarito le intercettazioni che lo riguardavano che erano attribuite a lui per la valutazione delle prove - ha detto il suo legale Filippo Monastero - Ho chiesto la revoca della misura cautelare". L'avvocato ha poi aggiunto: "Ci sono dichiarazioni fatte da terzi soggetti nei confronti del mio assistito che saranno oggetto di denuncia per diffamazione o calunnia perché hanno contribuito all'arresto, ma non sono fatti realmente accaduti".

Barcone con 560 migranti in avaria nel canale di Sicilia

SICILIA. La Nave Driade della Marina Militare è intervenuta nel Canale di Sicilia per soccorrere un barcone con circa 560 migranti a bordo. Le operazioni di recupero sono in corso, sottolinea la forza armata sul proprio account Twitter.

Sesso in strada a Trastevere tra i rifiuti: il video fa il giro del web

ROMA. A Roma è sempre emergenza sicurezza e degrado, anche in pieno centro storico. L'ultimo scandalo lo ha documentato il blog 'Roma fa schifo', tramite la sua paginaFacebook. Si tratta di tre foto scattate nel cuore di Trastevere, in cui si vede una coppia faresesso sulla strada. Come riferisce lo stesso blog le foto sono state scattate oggi a Largo Ascianghi, di fronte al cinema di Nanni Moretti, il Nuovo Sacher. "Lui giovane e esagitato. Lei ultracinquantenne mezza svenuta - si legge sul blog -. Buttati a terra in mezzo alla 'monnezza' che solo a Roma può decorare la piazza divorata dallo schifo di fronte ad uno dei cinema più famosi della città, il Nuovo Sacher di Nanni Moretti. Ma purtroppo questo non è un film, è solo l'ennesimo episodio di tristezza e degrado (dis)umano

Scende dall'auto per un guasto, viene investito
e muore

PAVIA. È sceso dalla sua auto per capire come mai si era spento il motore, ma mentre controllava è stato centrato da un'auto ed è morto sul colpo, schiacciato tra le due vetture. È successo ieri notte a Ciro Bernini, imprenditore della zona del Pavese e pilota di rally. Mentre stava spostandosi a bordo di una Opel Manta Gte sulla strada provinciale 1 Bressana-Salice, nel comune di Codevilla, in provincia di Pavia, per partecipare a una tappa del rally 4 Regioni, la sua vettura si è fermata. Sceso, è andato a controllare il motore, posto posteriormente. Probabilmente a causa del buio, erano le 22, la Mini One guidata da una ragazza del '93 non l'ha visto e l'ha centrato in pieno. Per la ragazza piccole lesioni e 10 giorni di prognosi.

Allarme droga nelle carceri: il 60% dei detenuti ne fa uso

CAGLIARI. Allarme droga nelle carceri. In Italia circa il 60% dei detenuti fa uso di droghe, il 33% cannabis, il 40% cocaina e circa il 5% anfetamine. E c'è chi vanta, in Europa, numeri ancora più allarmanti. È il caso dell'Olanda che, tra i Paesi che vedono il maggior uso in carcere di droghe, raggiunge quota 80%, soprattutto per quanto riguarda la cannabis.

È il quadro emerso nel corso dell'incontro annuale della neonata Federazione Europea per la Salute Penitenziaria "Health Without Barriers/HWBs", riunita a Cagliari. La Federazione Europea, composta da esperti e società scientifiche nazionali indipendenti come la SIMSPe-Onlus, la SESP (Spagna), l’APSEP (Francia), il NAPDUK (Regno Unito), il DIJ (Olanda), ha come obiettivo la promozione della salute e i diritti umani nelle carceri europee.

I DATI. Sono due milioni in Europa i detenuti ospitati nelle strutture penitenziarie, con un tasso di occupazione media del 104%. Il Paese con il maggior tasso di sovraffollamento, rispetto alla capienza massima tollerabile, è la Grecia, con il 133,9%, mentre 680mila sono gli utenti delle prigioni russe. Numeri alti, che aiutano a fotografare un ambiente che ha bisogno di un forte cambiamento, soprattutto a causa di un sistema penitenziario che non riesce a controllare adeguatamente la popolazione presente.

Secondo i dati del Centro Europeo per il Monitoraggio sulle Droghe e le Dipendenze (Emcdda), quando un utente arriva in carcere con un’incriminazione o una sentenza relativa all’uso ed allo spaccio di droghe, è soprattutto la cannabis la sostanza incriminata, per il 73,7% delle persone. Di questa percentuale, l'84,9% arriva in carcere per uso, il 12,6% per spaccio. A seguire, le altre sostanze stupefacenti sono la cocaina (8,4%), anfetamine (5,7%), altre sostanze (5,3%), eroina (4,7%), ecstasy (1,2%).

LA DIPENDENZA. Colpisce ed affligge anche all’interno delle mura carcerarie: in Italia circa il 60% dei detenuti fa uso di droghe, il 33% cannabis, il 40% cocaina e circa il 5% anfetamine. Tra i Paesi che vedono il maggior uso in carcere di droghe, l'Olanda raggiunge quota 80%, soprattutto per quanto riguarda la cannabis. Anche in Spagna si consuma principalmente la stessa sostanza, circa il 58% dei detenuti, ma percentualmente l’Olanda ed il Regno Unito (70%) sono i Paesi con maggior consumo di cannabis in Europa. Sempre nelle carceri degli stessi due Paesi il 79% della popolazione penitenziaria usa sostanze stupefacenti. Una situazione che preoccupa anche le strutture italiane: nella classifica il nostro è al 7° posto, su 17 Paesi monitorati. I detenuti che registrano un minor consumo di stupefacenti sono invece in Slovenia, Romania e Croazia.

«La Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali - dichiara Massimo Andreoni, professore di Malattie Infettive, Università di Roma Tor Vergata e Presidente Simit - è molto interessata al prossimo convegno nazionale di medicina penitenziaria in quanto ritiene che le istituzioni nel mondo carcerario rappresentano una priorità. Recenti studi condotti in merito, infatti, dimostrano come la percentuale di detenuti con infezioni da virus epatitici, dal virus dell'Aids e da tubercolosi sia rilevante». «La sanità penitenziaria appartiene alla medicina sociale - aggiunge il Luciano Lucanìa, attuale vice-presidente Simspe - il carcere non è un luogo di cura o di ricovero, ma una residenza, ospitando coattivamente delle persone che altrimenti sarebbero altrove. Ciò che avviene nelle carceri ha dunque una valenza socio-sanitaria, in quanto il carcere resta una parentesi transitoria nella vita di un individuo: la questione sociale è dunque una componente del problema».

Mafia Capitale, Buzzi: «Il consigliere
chiede tre posti
di lavoro»

ROMA. Proseguono gli interrogatori di garanzia degli arrestati nell'ambito della fase due dell'inchiesta Mafia Capitale. Oggi sarà la volta degli indagati condotti nel carcere di Rebibbia. Tra questi Luca Gramazio, al quale viene contestato anche il 416 bis, con l'accusa di aver partecipato all'associazione mafiosa capeggiata da Carminati. Ci sono anche 19 perquisizioni, nei confronti di persone e società, eseguite dai carabinieri del Ros nell'ambito della seconda fase dell'inchiesta. A quanto si apprende, i soggetti coinvolti nelle perquisizioni, tra cui cinque persone e 14 tra enti e cooperative, non risultano indagati.

I primi interrogatori di garanzia sono iniziati ieri intanto nel carcere di Regina Coeli. Mirko Coratti, ex presidente dell'Assemblea capitolina, ha risposto al gip Flavia Costantini respingendo le accuse. «L'interrogatorio è andato bene - ha spiegato l'avvocato lasciando Regina Coeli - Coratti si è difeso, spiegando che non ha commesso reati, e ha fornito tutti gli elementi».

Continuano intanto ad emergere dettagli dalle intercettazioni dei carabinieri del Ros. In una, contenuta nell'ordinanza firmata dal gip Flavia Costantini, Salvatore Buzzi riferisce a Francesco Ferrara, dirigente della cooperativa "La Cascina", che, per accogliere le sue richieste, Massimo Caprari, consigliere comunale sospeso dopo l'arresto, si era rivolto a lui chiedendogli in cambio l'assunzione di tre persone.

«Te l'ho detto, Caprari è venuto da me. Voleva tre posti di lavoro», dice Buzzi. «Tre posti di lavoro? Cioè preferisco darglieli a uno che me costa di meno», risponde Ferrara. «Poi alla fine avemo concordato uno - aggiunge Buzzi - gli ho detto: "Guarda, te lo chiamo, se non te lo piglio te lo chiamo". Devo trovà il telefono e lo devo chiamare». «Tre posti de lavoro - risponde l'altro - cioè proprio....stanno...eh....tre posti de lavoro cioè so...quaranta...trentamila euro l'anno...ma che c...vuole?».

Scuola, protesta alla Camera: 2.600 posti a rischio

ROMA. «Più risparmio per voi, meno dignità per noi», è uno degli slogan che campeggia sui maxi striscioni esposti sulle transenne a un centinaio di metri dall'ingresso principale della Camera dei deputati. Oltre un centinaio di dipendenti dell'azienda "Roma Multiservizi", partecipata dall'Ama al 51%, sta protestando questa mattina in piazza Montecitorio per chiedere al governo Renzi di sbloccare una vertenza che mette a rischio 2.600 persone, che «da anni operano con impegno e responsabilità nelle scuole elementari, materne, infanzia».

 
Nel mirino, il sindaco di Roma Ignazio Marino. I rappresentanti dei sindacati di categoria, Cisl Cgil e Uil, denunciano: «Marino non ha fatto praticamente nulla, non ci ha dato nessuno garanzia, siamo qui per chiedere al governo un intervento urgente, peggio di così non si poteva fare».

«La Giunta Marino -si legge in un volantino firmato da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti- la sua maggioranza politica, dovrà ritenersi responsabile delle conseguenze sociali ed economiche che deriveranno dalla sue (NON) scelte'». Le «2.600 persone dipendenti della Roma Multiservizi che da anni gestisce l'appalto non permetteranno che il cincischiare di Roma Capitale ricada su di loro e sui bambini destinatari dei servizi», continua la nota. Dicono in coro Vittorio Pessotti, della Filcams e Eugenio Stanziale della Cgil confederale Lazio: '«Il Governo deve intervenire subito, visto che il Comune non ci ha garantito nulla».

Auto killer, chiesa gremita per l'addio a Corazon

ROMA. Gremita la chiesa di Santa Maria della Presentazione a Torrevecchia dove si stanno tenendo i funerali di Corazon Abordo, la donna filippina uccisa dieci giorni fa nel quartiere Boccea, alla periferia di Roma, da un'auto in corsa con a bordo tre ragazzi rom. Il feretro, poco prima delle 10.30, è stato deposto ai piedi dell'altare. Tra i banchi in prima fila, il sindaco di Roma Ignazio Marino. «Sono venuto qui per pregare», ha detto entrando in chiesa.

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