Martedì 22 Maggio 2018 - 23:28

Doppia sparatoria in Calabria: un morto. Killer in fuga

Una persona è morta e quattro sono rimaste ferite in due sparatorie avvenute nel vibonese, a Limbadi e Nicotera. A fare fuoco, con un fucile, sarebbe la stessa persona, ricercata dalle forze dell'ordine. Secondo le prime ricostruzioni, nella prima sparatoria, avvenuta in un bar di Limbadi, l'uomo ha ferito tre persone; successivamente, a bordo di un'auto si sarebbe recato a Nicotera, dove ha ferito una donna e ha sparato anche a un altro uomo, questa volta uccidendolo. Sono in corso le ricerche dell'autore della sparatoria.

«Non dovevi sposare nostra figlia», sfregiano genero con l'acido

Hanno ordinato una doppia aggressione con l'acido contro il genero, sfregiandolo, per vendicarsi del fatto che l'uomo, 48 anni, avesse sposato la figlia di 21 anni. Per questo due genitori italiani, lui 54 anni, residente a Torino, e lei 45 anni, abitante a Certaldo (Firenze), sono stati arrestati dai carabinieri di Poggibonsi (Siena). I due, ritenuti i mandanti di due raid subiti dal marito della figlia - il 23 febbraio scorso a San Gimignano (Siena) e il 19 aprile a Torino -, sono finiti in carcere: il padre a Torino e la madre a Firenze.

Marito e moglie separati da alcuni anni si sono temporaneamente 'riuniti' in un "piano delittuoso", come hanno spiegato i carabinieri: perseguitare la figlia per il solo fatto di aver sposato una persona "sgradita", "un uomo molto più vecchio" di lei e attentare alla vita del genero, che hanno minacciato e perseguitato negli ultimi tre anni in varie forme. Per attuare il loro "disegno criminoso", la coppia ha ingaggiato un uomo rimasto finora sconosciuto, ma le indagini proseguono per dargli un'identità.

Il primo tentativo di gettare l'acido muriatico contro il genero di 48 anni è fallito. L'allarme per l'accaduto ha però spinto la figlia e il marito a trasferirsi temporaneamente a Torino, stessa città dove risiedeva il padre di lei. I genitori, una volta scoperto dove i due si nascondevano, hanno inviato una seconda spedizione punitiva ai danni dell'uomo. Questa volta l'acido ha colpito il 48enne al volto, provocandogli gravi conseguenze, sfregiandolo in modo permanente. Lo sconosciuto che ha gettato l'acido contro l'uomo ha urlato: "Sei uno schifoso pedofilo, te lo meriti". E poi ha minacciato anche la sua giovane moglie.

La 21enne e il marito sono stati trasferiti in una residenza protetta in Toscana. Ora le indagini sono in corso per identificare gli autori materiali delle aggressioni.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, è stato reso noto oggi, è stata eseguita all'alba 7 maggio nelle province di Siena e Torino dai carabinieri della compagnia di Poggibonsi. Il provvedimento è stato emesso dal Gip presso il Tribunale di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti della coppia "resasi responsabile con comportamenti diversi, ma in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, danneggiamenti e lesioni gravi".

Il provvedimento è stato adottato "in relazione al pericolo di reiterazione delle condotte criminose in danno di una delle parti lese che per ben due volte era stata fatta segno del lancio di acido ustionante al volto". Le indagini sono scaturite dagli approfondimenti investigativi effettuati "in relazione alla dettagliata denuncia di una ragazza perseguitata dalla madre e dal padre per il fatto di aver sposato una persona sgradita, un uomo di 27 anni più grande di lei".

Le indagini hanno definito il quadro delle ingiurie e delle minacce gravi (anche di morte) "confluenti nei reati di maltrattamenti in famiglia, di atti persecutori e infine anche di lesioni gravi, in relazione agli effetti dell'acido muriatico lanciato per due volte (con danni maggiori nell'episodio compiutosi nella città di Torino)".

Le prove contro la coppia arrestata sono state raccolte anche a mezzo di intercettazioni telefoniche, con "elementi probatori sui due episodi, uno solo dei quali aveva condotto ad infliggere alla vittima uno sfregio permanente, ma anche sulle reiterate minacce rivolte alle vittime di tali comportamenti vessatori".

E' stato chiarito il quadro familiare dal quale è scaturito "l'incarico conferito dalla madre e dal padre a uno sconosciuto di deturpare con un acido il volto del marito della figlia". Il procedimento penale è stato assunto per competenza dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino in quanto l’episodio più grave è avvenuto nel capoluogo piemontese. Le indagini proseguono per l’individuazione degli autori materiali dei due attentati che potrebbero essere diversi e i carabinieri hanno già idea di chi possano essere.

Arriva il ciclone islandese: -10°C

"Giorni d’attesa per l’arrivo del ciclone islandese che entro domenica sera si tufferà sul mar Ligure richiamando intensi venti di Libeccio e temporali forti". E' quanto avverte il sito ilMeteo.it riferendo che anche oggi "l’Italia sarà interessata da temporali, a Roma, Rieti, Perugia, Terni, poi Torino e Milano. Altri temporali anche nel corso del weekend, ma da domenica l’aria fredda contenuta nel ciclone islandese con quasi -30°C a 5.000 metri si riverserà, seppur mitigata, anche al suolo, accompagnata dalle precipitazioni".

Informa ilMeteo.it: "Il crollo termico sarà cospicuo per alcune città, in primis Torino dai 23°C di sabato raggiungerà i 15°di domenica, risultando la città di pianura più fresca d’Italia. Venezia dai 26° raggiungerà 18° lunedì, Bologna partirà con 26° sabato per finire con 20° lunedì.

Antonio Sanò, direttore e fondatore del ilMeteo.it, avvisa che "se nel corso del weekend al Centro e al Sud le temperature non subiranno grossi scossoni, lo faranno invece la prossima settimana con valori sotto i 20° su molte regioni e città, come a Roma, Napoli, Catanzaro e Palermo che scenderanno a 18-19° circa".

Chiesto rinvio a giudizio per i genitori di Matteo Renzi

La Procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, i genitori dell'ex premier Matteo Renzi, imputati, insieme all'imprenditore Luigi Dagostino, di aver emesso presunte fatture per prestazioni delle loro società. Secondo l'accusa dei pm Luca Turco e Christine Von Borries, le prestazioni non sarebbero mai avvenute. La richiesta di rinvio a giudizio, inviata al gip in questi giorni, segue l'avviso di conclusione delle indagini di alcune settimane fa.

Roma, aggredita Michaela Biancofiore

Brutta avventura per l'onorevole Michaela Biancofiore. Stava portando a spasso il suo cane in pieno centro a Roma quando è stata aggredita da un 23enne sudanese che voleva rubarle il cellulare. "La fortuna ha voluto che quei due carabinieri passassero in quel preciso momento, arrestando il giovane" racconta la deputata di Forza Italia, ringraziando i militari. "Il loro intervento si è rivelato prezioso per la tutela della mia persona, assicurando l'ennesimo delinquente alla giustizia". "È un bene per le nostre strade - conclude -, dove purtroppo a volte l'incolumità dei cittadini è messa al repentaglio, avere persone così dedite al loro lavoro e dotati di sangue freddo necessario per intervenire in situazioni di pericolo simile".

Roma, un altro bus in fiamme

Ancora un bus a fuoco in centro a Roma. I vigili del fuoco stanno intervenendo a piazza Venezia, dove un principio di incendio si è sviluppato a bordo di un bus dell'Atac, il 98. Sul posto anche i vigili urbani.

Martedì scorso due autobus si sono incendiati nella Capitale: uno sempre in centro, in via del Tritone e un altro in viale di Castel Porziano.

Blitz contro cellule jihadiste, 14 arresti

Vasta operazione antiterrorismo contro cellule jihadiste. Guardia di Finanza e Polizia stanno eseguendo 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti ritenuti a vario titolo impegnati nel sostenere formazioni combattenti di matrice integralista islamica. Venti le perquisizioni domiciliari in corso in diverse Regioni, nel blitz coordinato dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Le indagini condotte dagli uomini dello Scico di Roma e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia hanno consentito di disarticolare un'associazione per delinquere, a carattere transnazionale, costituita da 10 siriani e finalizzata al riciclaggio e all'abusiva attività di erogazione dei servizi di pagamento in diversi Paesi dell'Unione europea (Svezia, Italia e Ungheria) ed extraeuropei (Turchia). Inoltre, per 2 di essi è stato contestato il reato di finanziamento al terrorismo.

LE INCHIESTE - L'indagine è connessa ad un'altra inchiesta coordinata dal Servizio Contrasto del Terrorismo Esterno della Polizia che, in Sardegna, ha portato la Digos di Sassari ad individuare 4 militanti di origine siriana e marocchina accusati di far parte di una cellula di supporto dell'organizzazione qaedista 'Jabhat al Nusra', operante in Siria. Le accuse sono di associazione con finalità di terrorismo, finanziamento del terrorismo e intermediazione finanziaria abusiva.

PERQUISIZIONI - Sono quindi complessivamente 14 le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dai Gip di Brescia e Cagliari su richiesta delle rispettive Procure Distrettuali Antimafia e Antiterrorismo mentre sono 20 le perquisizioni domiciliari in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sardegna.

PESHAWAR - Nell'ambito dell'operazione antiterrorismo, la Digos di Sassari ha arrestato ad Olbia tre siriani e un marocchino. Ad aprile 2015, a Olbia, la Digos di Sassari scoprì una cellula di al-Qaeda i cui affiliati furono ritenuti tra i responsabili dell'attentato di matrice islamica che provocò la strage al bazar di Peshawar il 28 ottobre 2009 con 137 morti e oltre 200 feriti.  

Cerca di bruciare la sorella per l'eredità

Prima le botte, poi la benzina e alla fine - appena in tempo - l'arresto. Con l'accusa di tentato omicidio, lesioni personali, tentato incendio doloso e porto ingiustificato di armi, un 50enne di Busto Astizio è stato fermato dai carabinieri per aver tentato di dare fuoco alla sorella per una lite legata all'eredità.

La donna, 45 anni, era nel suo negozio di Fagnano Olona, in provincia di Varese, quando - riporta 'Il Giorno' - il fratello si presenta da lei e inizia a colpirla con calci e pugni, versandole addosso del liquido infiammabile.

Alcuni passanti notano la scena e chiamano i carabinieri che arrivano in modo tempestivo e bloccano l'uomo, trovato in possesso di due accendini e un coltello.

Pec violate, svuotati conti in banca

Cybercriminali esperti nel modificare gli indirizzi di posta certificata per sottrarre soldi dai conti di ignari clienti di banca. Questa la truffa scoperta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, che all'alba di oggi hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della Procura della Repubblica peloritana a carico di 5 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla frode informatica, accesso abusivo a sistema informatico o telematico e sostituzione di persona. Contestualmente, alla misura cautelare personale è stata data esecuzione anche ad un decreto di sequestro preventivo, disposto nei confronti dei conti correnti e depositi bancari nella disponibilità degli indagati, per un valore complessivo di oltre 1,2 mln di euro. Il provvedimento restrittivo scaturisce da una complessa attività di indagine, convenzionalmente denominata 'Fraudatores', avviata nel febbraio 2018 dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Messina in collaborazione con il Reparto Indagini Telematiche del ROS, coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica Antonella Fradà, "i cui esiti hanno permesso di comprovare l’operatività di un gruppo di cyber criminali, con base nella fascia ionica reggina e attivo sull’intero territorio nazionale, specializzato nel sottrarre ingenti somme di denaro da diverse centinaia di conti correnti bancari on line".

VIOLATE LE PEC - Le investigazioni, in particolare, hanno dimostrato come gli indagati "fossero in grado di modificare, sui principali siti web istituzionali (Telemaco Infocamere, www.inipec.gov.it, www.registroimprese.it, etc..), gli indirizzi di posta elettronica certificata (p.e.c.) di alcuni tra i più noti istituti di credito nazionali ed esteri, sostituendoli con quelli di analoghe caselle di posta certificata, denominate in modo del tutto simile alle originali, appositamente attivate su provider specializzati e intestate a soggetti ignari o inesistenti".

Nel corso dell’inchiesta è stato accertato che, mediante tale espediente, i pirati informatici riuscivano, da un lato, ad interporsi tra i titolari dei conti correnti online e i rispettivi istituti - secondo una modalità di attacco cibernetico nota come M.I.T.M. (Man in the middle) - e, dall’altro, ad entrare in possesso delle credenziali. Il modus operandi di accesso ai rapporti finanziari, utilizzando le quali disponevano una sequenza di operazioni 'home-banking' in favore di ulteriori conti bancari, intestati a ignare vittime di furto d’identità ma gestiti dagli stessi appartenenti alla consorteria.

LE VITTIME - Una donna inconsapevole di aver affidato i suoi dati bancari ai cybercriminali e che si è vista sottrarre 49 mila euro con un falso bonifico, un'altra donna truffata con lo stesso metodo, convinta di aver chiuso un conto bancario tramite la posta certificata. Sono solo alcune delle storie delle vittime dei cybercriminali arrestati stamane.

Convinta di aver chiuso il proprio conto corrente dopo aver scritto alla falsa Pec artatamente creata dagli indagati, una donna di Milano si è ritrovata con 1000 euro addebitati sulla carta di credito. "Utilizzando un'identità rubata a un'altra vittima, uno dei cybercriminali la ricontatta telefonicamente, spacciandosi per il funzionario della banca incaricato di gestire la pratica di chiusura del conto e riesce a farsi indicare i codici per operare su quel conto - raccontano gli inquirenti -. All'esito delle telefonate con la donna la convince che il suo conto è stato chiuso ma, in realtà, egli ha sostituito tutti i recapiti della donna con altri a lui riconducibili e poiché sul conto vi erano pochi euro, ha utilizzato la carta di credito abbinata a questo conto per compiere una serie di acquisti on line di varia merce fino al limite massimo di spesa di mille auro".

Un'altra donna, sempre di Milano, veniva contatta telefonicamente da un pirata informatico il quale, spacciandosi per un funzionario della banca della donna, "la informava che per motivi di sicurezza andavano cambiati alcuni dati anagrafici nel suo sito di home banking e la invitava a riferirgli le credenziali di accesso e le chiedeva una OTP (one time password) indispensabile per le operazioni dispositive - raccontano ancora i Carabinieri -. La donna glieli forniva ma poco dopo, riflettendo sulla conversazione, aveva avuto l’accortezza di verificare la sua situazione bancaria scoprendo che era appena stato effettuato un bonifico di 49mila euro dal suo conto corrente verso un conto corrente intestato ad una terza persona, a sua volta raggirata".

E ancora: un uomo di Bergamo, la cui moglie è deceduta, viene contattato dal cybercriminale il quale, ancora una volta, utilizza l’identità rubata ad una vittima per spacciarsi per il funzionario della banca. Questi blandisce l’uomo facendogli intendere di potere risolvere in tempi rapidi il problema della successione alla moglie nel conto corrente e gli propone, per accelerare le procedure, di fornirgli i codici per operare via internet sul conto della defunta al fine di fargli incassare immediatamente le somme depositate mediante un giroconto sul conto corrente dell’uomo. L’anziano, per sua fortuna, gli fornisce dei codici sbagliati ed allora il truffatore gli suggerisce di recarsi in filiale per farsi consegnare dei nuovi codici per operare online dal momento che quelli erano bloccati. L’uomo si reca presso la filiale ma qui interviene l’impiegata della banca, salvandolo dal truffatore, che contatta chiedendogli ragione della procedura anomala suggerita al cliente. L'uomo si giustifica goffamente e da quale momento non risponde più alle ulteriori chiamate che gli vengono indirizzate.

RICICLAGGIO - Le indagini hanno fatto luce sul sistema utilizzato anche per riciclare il denaro carpito alle vittime attraverso passaggi in vari conti correnti, bancari e postali, al fine di rendere più complesso seguire i flussi finanziari. Pertanto oltre alle misure cautelare personale è stato dato esecuzione anche al sequestro preventivo di ben 31 rapporti finanziari alcuni dei quali intestati direttamente agli indagati ed ai loro prossimi congiunti ed altri invece intestati a nome di ignare vittime le cui identità erano state rubate ed utilizzate per accendere questi conti di fatto gestiti dagli indagati.

RETE DI TRUFFATORI - Il provvedimento cautelare eseguito oggi nei confronti di cinque persone, accusate di avere messo su una vera e propria attività cybercriminale nei confronti di persone ignare, "ha interrotto l’attività criminale in corso evitando che ulteriori vittime potessero cadere nella rete dei truffatori". Così, gli inquirenti parlando dell'operazione. L'inchiesta è partita all'inizio dell'anno. "Le perquisizioni ed i sequestri potranno fornire ulteriori elementi investigativi ricavati dall’esame del copioso materiale informatico acquisito e dall’analisi dei flussi finanziari dei conti correnti sequestrati anche perché si ha motivo di ritenere che parte dei proventi illeciti siano stati investiti nell’acquisto di bitcoin, la moneta virtuale utilizzata anche per effettuare acquisti di armi e merci illegali nel deep web", dicono ancora gli investigatori.

Roma, autobus in fiamme a via del Tritone

ROMA. Autobus in fiamme a via del Tritone, in pieno centro a Roma. Al lavoro sul posto per domare l'incendio, poi spento, tre squadre dei vigili del fuoco e le pattuglie dei carabinieri di Roma centro. Nell'incendio del mezzo Atac, un autobus della linea 63, è rimasta ferita una ragazza di circa 25 anni, commessa in un negozio di via del Tritone. La ragazza, a quanto si apprende, sarebbe uscita dal negozio e sarebbe a quel punto rimasta ustionata dalle fiamme. E' ricoverata in codice giallo al San Giovanni per ustioni.

Il rogo sembrerebbe partito all'altezza dello pneumatico posteriore del lato destro dell'autobus. I passeggeri, secondo una prima ricostruzione delle forze dell'ordine intervenute sul posto, sono tutti scesi prima che il bus venisse avvolto dalle fiamme. Sul luogo anche il ministro dell'Interno Marco Minniti, che si stava recando al Consiglio dei ministri.

Nelle immagini dell'Adnkronos, il rumore di una delle due esplosioni avvenute durante l'incendio e l'alta nube di fumo nera che ha invaso le strade del quartiere.

IL TESTIMONE - "I passeggeri sono stati fatti scendere per il forte odore di fumo poco prima di un'esplosione da cui sono scaturite le fiamme", ha raccontato all'Adnkronos una passante che ha detto di aver assistito al momento in cui l'autobus ha preso fuoco.

TRAFFICO DEVIATO - A causa dell'incendio, il traffico è stato chiuso in via del Corso da Largo Chigi a Piazza Venezia in direzione Colosseo e in via del Tritone da Largo Chigi a via del Traforo. Il traffico è rallentato su piazza Venezia e piazza Barberini.

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