Domenica 22 Gennaio 2017 - 16:44

Doppiopetto e cerotto in fronte, le prime foto di Lapo dopo l'arresto

ROMA. Elegante in doppiopetto e cravatta, ma con lo sguardo cupo e un cerotto in fronte. È riapparso così Lapo Elkann, fotografato per la prima volta a Portofino dopo essere stato arrestato e poi rilasciato a New York per aver inscenato il suo sequestro. Immortalato da 'Diva e Donna', capelli pettinati, barba leggermente lunga ma curata, il rampollo di casa Agnelli è rientrato in Italia per partecipare a ai funerali dell'amica Franca Sozzani, storica direttrice di 'Vogue Italia', scomparsa il 22 dicembre scorso dopo una lunga malattia.

Incinta e con dolori, non la ricoverano e perde il bambino

MILANO. Si è presentata il 2 gennaio all'ospedale di Melegnano, comune alle porte di Milano, con forti dolori addominali e temeva per la gravidanza, ma le è stato detto che poteva tornare a casa. Nella stessa serata, però, ha iniziato a perdere molto sangue ed è tornata in ospedale, dove è stata sottoposta ad un cesareo d'urgenza, ma ormai per il feto non c'era più niente da fare. La procura di Lodi ha aperto un’inchiesta dopo che la donna ha sporto denuncia ai carabinieri di Melegnano per avere perso il piccolo la cui nascita era prevista per il prossimo 18 gennaio.

Le "valutazioni ufficiali sull'accaduto sono in corso, ma le prime evidenze fanno emergere una tempestività di azione dei sanitari coinvolti nell'accaduto e osservanza delle procedure". Lo sottolinea il presidio di Vizzolo Predabissi (Asst di Melegnano e della Martesana), dove si era presentata la donna. Esprimendo "innanzitutto vicinanza al dolore della famiglia e tutto il nostro rammarico per l’esito imprevisto del parto della signora", in una nota la direzione dell'ospedale ricostruisce i fatti: "La signora è stata accolta in pronto soccorso in due circostanze e nella prima, alle ore 18.30 circa, è stata dimessa poiché non emergevano indicazioni per proseguire l’osservazione in ospedale".

"La signora poi si è ripresentata in pronto soccorso dopo due ore circa essendo nel frattempo sopravvenute contrazioni uterine - prosegue la nota - a seguito del secondo accesso è stato deciso di ricoverare la gestante per iniziale travaglio. Il travaglio prima e la procedura di urgenza per il parto cesareo dopo, resosi necessario per il manifestarsi di criticità cliniche al feto, risultano effettuate con tempestività dagli operatori sanitari. Sono in corso gli esami autoptici disposti dalla magistratura".

Siti responsabili per commenti degli utenti,
lo dice la Cassazione

ROMA. Chi gestisce un sito web è responsabile dei commenti di utenti e lettori, anche quelli che postano in forma anonima. Lo stabilisce la sentenza 54946 della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dal gestore del sito agenziacalcio.it. Sulla community del sito, un utente ha pubblicato un commento relativo al presidente della Figc, Carlo Tavecchio: il numero 1 della federcalcio è stato definito nella circostanza "emerito farabutto" e "pregiudicato doc". Al commento, come si legge nella sentenza, "l'utente allegava il certificato penale". Il gestore del sito è assolto in primo grado e condannato in secondo. La Cassazione ha confermato la sentenza che prevede il pagamento di 60mila euro al presidente della Figc, per "concorso in diffamazione".

Muore una ragazza, rivolta nel centro accoglienza di Cona

VENEZIA. Si è conclusa pacificamente e, al momento, con nessuna denuncia o fermo, la protesta di un gruppo di richiedenti asilo nel centro prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, dove ieri a seguito della morte di una ragazza di 25 anni della Costa d'Avorio era scoppiata una rivolta, con mobili e oggetti dati alle fiamme e gli operatori bloccati per ore all'interno del centro. A scatenare la rabbia dei richiedenti asilo, un presunto ritardo nei soccorsi alla giovane, che, trasportata in ospedale, sarebbe morta per cause naturali.

Sul posto è intervenuta la polizia. Al termine di una mediazione e di costanti contatti telefonici con l'interno del centro, intorno all'una di ieri notte, gli operatori, che non sono mai stati in pericolo di vita, sono stati fatti uscire. La struttura di Cona è una ex base missilistica dove oggi alloggiano circa 1.400 richiedenti asilo, anche se il Centro ne potrebbe ospitare solo 500.

QUESTORE DI VENEZIA - "La non completa informazione ha fatto pensare agli ospiti del centro di accoglienza a qualcosa di negativo sulla morte della donna ivoriana, ma in realtà non c'è alcun elemento che faccia pensare a una morte diversa da quella causata da un malore. Siamo comunque in attesa delle risultanze dell'autopsia che chiariranno tutto in maniera definitiva". Lo ha detto a SkyTg24, Angelo Sanna, questore di Venezia. "I richiedenti asilo hanno protestato per presunti ritardi nei soccorsi - ha spiegato ancora Sanna - ma per quanto ne sappiamo dall'indagine avviata dall'autorità giudiziaria non vi sarebbero stati ritardi. Non sono stati neanche incendiati scaffali o altro - ha precisato - ma hanno solo bruciato della legna per riscaldarsi: qui la notte fa freddo". Al momento, ha precisato il Questore, "la situazione è sotto controllo, gli operatori rimasti bloccati all'interno del centro sono stati fatti uscire nella notte e dentro vi sono quelli del turno odierno, che stanno gestendo la vicenda con grande serenità ed equilibrio".

SINDACO DI CONA - "Spero che la morte di una persona, di una giovane donna, possa far aprire gli occhi alla politica e spingerla a occuparsi seriamente del problema dei migranti e dei richiedenti asilo: problema messo e lasciato sotto il tappeto" ha detto all'Adnkronos Alberto Panfilio, sindaco di Cona. "In questo centro ci sono 1.400 persone, richiedenti asilo - ha sottolineato Panfilio - che dovrebbero rientrare in un progetto che però è fallimentare, che non porterà a nessuna accoglienza o integrazione. Nessuno qui è contro una sana accoglienza e fisiologica integrazione, ma questo è un totale fallimento: questo è un 'magazzino' di vite umane, abbandonato. Oltre mille persone che vegetano in mezzo al nulla, ai campi, certo che ci possono essere delle criticità, delle tensioni, anche perché la frazione di Conetta non può sopportare un peso così grande".

"Serve una politica più coraggiosa, più forte, più capace di risolvere questi problemi - ha aggiunto il primo cittadino di Cona - serve un'attenzione particolare a queste criticità, ma se la politica se ne dimentica ancora altri incidenti potrebbero accadere".

Per Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord, "tutti i richiedenti asilo ospitati nella struttura di Cona devono essere espulsi subito".

"È inconcepibile che nessuno di loro sia stato fermato o denunciato dopo i gravissimi fatti di questa notte - scrive in una nota l'esponente del Carroccio - ma che segnale diamo ai 180mila richiedenti asilo che stiamo mantenendo, ospitando e viziando? E che, oltre tutto, dispongono anche delle connessioni e sono informati su tutto quello che accade? Che in Italia si può devastare o incendiare una struttura o prendere in ostaggio degli operatori senza rischiare nulla? Espelliamoli subito tutti, diamo un segnale chiaro a questa gente prima che sia troppo tardi", conclude.

Su Facebook interviene anche il leader della Lega, Matteo Salvini. "Rivolta degli immigrati nel centro di accoglienza di Cona (Venezia), con mobili dati alle fiamme e operatori della cooperativa, medici e infermieri sequestrati tutta la notte, e i loro container assediati a sprangate. La rivolta si è conclusa poco fa. In Bulgaria a novembre, dopo un episodio simile, centinaia di 'richiedenti asilo' violenti sono stati espulsi. In Italia invece a questa gentaglia non succederà nulla" scrive Salvini.

"Quando sarò al governo - prosegue - espulsioni di massa, chiusura dei centri e navi della marina militare che, dopo aver soccorso tutti, li riportano indietro. Basta, il 2017 sarà l'anno della riscossa".

Il presidente della commissione di inchiesta sui migranti, Federico Gelli (Pd), assicura che "quanto prima la nostra Commissione si occuperà del caso cercando di fare piena luce sui drammatici fatti di Cona ma appena possibile ascolteremo anche il Ministro dell’Interno Minniti. Con lui vogliamo capire se predisporre i Cie, centri di identificazione ed espulsione, in ogni regione sia realmente la risposta giusta all’emergenza immigrazione. Ce ne sono 10 in Italia di cui però solo 4 operativi e l’esempio del Cpa di Cona, passato in poco più di un anno da 50 a 1400 ospiti, ribadisce l’inadeguatezza di queste strutture che troppo spesso diventano ghetti difficili da gestire. Meglio - conclude Gelli - sarebbe un’accoglienza diffusa sul territorio con la collaborazione di tutti i Comuni italiani e non solo di una parte come accaduto finora”.

 

NAPPI: FATTI GRAVI.  "Nel cpa di Cona sono avvenuti fatti di una gravita' rara e i responsabili di quanto accaduto devono essere individuati al piu' presto". È quanto afferma il responsabile nazionale per il Sud di Forza Italia Severino Nappi. "Quello che preoccupa - dice - e' che Cona non sia un fatto isolato. In Italia sono presenti diversi centri e tutti sono nella medesima situazione di affollamento e precarieta'. Le popolazioni che vivono nei pressi di queste strutture sono esasperate, mentre gli sbarchi continuano incessanti. Il Governo deve essere in grado di fornire risposte adeguate e immediate prima che la situazione possa degenerare e peggiorare ulteriormente"

Ritrovato Andrea Freccero, studente scomparso a Barcellona

BARCELLONA. Si trova ricoverato in un ospedale di Barcellona Andrea Freccero, lo studente di 19 anni del quale si erano perse le tracce dalla notte dello scorso 30 dicembre. Il giovane è stato trovato, dopo ore intense di apprensione e ricerche. A darne notizia è stato il fratello Luca, tramite la sua pagina Facebook, con un post seguito da centinaia di ragazzi, amici di Andrea, che da giorni seguivano la situazione con preoccupazione.

"La polizia spagnola - ha scritto sul social network il fratello di Andrea - ci ha contattato: Andrea è stato trovato. Dalle prime informazioni - ha aggiunto ancora - sembra sia stato ricoverato a seguito di un'aggressione la notte di Capodanno. Sta abbastanza bene, stanco e un po' in shock per l'accaduto, ma nel complesso bene".

Lo studente savonese si trovava nella città catalana insieme ad altri coetanei. Era sparito la sera del 30 dicembre mentre con il gruppo era prevista la tappa in una discoteca del quartiere di Barceloneta, serata alla quale non aveva partecipato perché respinto per via di un abbigliamento ritenuto non consono dalla sicurezza del locale.

Il fratello, insieme alla madre, aveva raggiunto l'altro ieri Barcellona per seguire da vicino le ricerche. "Un ringraziamento speciale va a tutte le persone che si sono mobilitate - ha concluso - alla polizia spagnola e alle autorità italiane, al preziosissimo supporto della stampa e dei media, al tour operator che ci ha assistito qui a Barcellona e in generale a chiunque si sia interessato al caso".

Bomba Firenze: De Luca, solidarietà all'agente ferito

NAPOLI. «Solidarietà e vicinanza al nostro agente di polizia rimasto gravemente ferito a Firenze. Un esempio per tutti il suo grande senso del dovere e dello Stato». È quanto scrive, in un tweet, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. L'agente ferito è originario di Acerno, in provincia di Salerno.

Tentato omicidio. Al momento è questa l’unica ipotesi di reato nel fascicolo aperto dopo l’esplosione dell’ordigno. Sono state eseguite perquisizioni in abitazioni di alcuni anarchici della città e militanti dei movimenti antagonisti. Perquisizioni sarebbero state effettuate anche fuori Firenze, soprattutto in case di esponenti dei gruppi anarchico-insurrezionalisti.

Restano “stabili” le condizioni di Vece, «sedato come normalmente avviene a seguito di interventi chirurgici».

Bari, incendio in cameretta: bimba 11enne muore per esalazioni

BARI. Una bambina di 11 anni è morta a Conversano, in provincia di Bari, soffocata dal fumo provocato dall’incendio che si è sviluppato nella sua cameretta e che l’ha colta di sorpresa mentre ancora dormiva. Inutile la corsa disperata in ospedale. La bimba è stata uccisa per un avvelenamento da monossido di carbonio, la piccola viveva con i suoi genitori, entrambi bulgari, in un appartamento all’interno del castello Marchione, dove il papà lavora come operaio agricolo.

Quando i vigili sono stati allertati per l’incendio in corso era già troppo tardi, i soccorritori hanno tentato un trasporto d’urgenza in ospedale ma la piccola è arrivata praticamente morta al pronto soccorso di Monopoli. Su quanto accaduto ora indagano i carabinieri. L’incendio potrebbe essere stato provocato da un corto circuito di un elettrodomestico, forse un televisore.  

Capodanno blindato, da Milano a Roma varchi speciali e tiratori scelti

ROMA. Si articolerà nelle 24 ore il piano di sicurezza disposto dal questore di Roma Nicolò Marcello D’Angelo, sulla base di quanto emerso in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per un evento che impegnerà, in un periodo di tempo prolungato, varie zone della città. I servizi preventivi, già in atto da questa notte, saranno rinforzati con il totale dispiegamento delle misure a partire dalle 19 di domani.

''Nella prima fase 'sorvegliato speciale' - si legge in una nota della Questura di Roma - oltre al Colosseo, sarà il Circo Massimo, dove si prevede un consistente transito di persone ed il successivo stazionamento dalle ore 22.30, quando inizieranno una serie di spettacoli di intrattenimento. Nell’area sono stati realizzati, in collaborazione con Roma Capitale, cinque varchi di accesso nei quali saranno effettuati i controlli di sicurezza''.

''Il piano, sempre dalle 19 di domani - spiega la Questura di Roma - prevede il presidio di tutte le maggiori piazze della capitale". Oltre mille gli uomini che, "in uniforme e in abiti civili, vigileranno tra la gente. Tutti i servizi sono studiati per realizzare condizioni di massima sicurezza, senza generare eccessive barriere o preoccupazioni". A completare il dispositivo anche tiratori scelti.

A Milano metal detector, telecamere ad alta definizione, ma anche l'uso di smartphone per vigilare su piazza Duomo per il concerto di Capodanno. Il sistema di sicurezza è già scattato da giorni con l'installazione dei dissuasori di cemento per prevenire la possibilità che un tir possa piombare sulla folla, come nelle stragi di Nizza o di Berlino.

Per il Concertone "ci sarà massiccio impegno delle forze di polizia", assicura il questore Antonio De Iesu, che parla di centinaia di uomini impiegati. "L'area del Duomo sarà perimetrata con sette varchi di accesso presidiati con non meno di sei uomini delle forze di polizia con mitra e metal detector. Sarà fatta un'attenta selezione di chi entra", garantisce il questore in occasione della conferenza stampa di presentazione del bilancio 2016. "Faremo un controllo stretto, rigoroso, per evitare che entrino bottiglie, petardi, armi o altri oggetti pericolosi", evidenzia.

Sarà impiegata anche la tecnologia più all'avanguardia: quattro le telecamere fisse che restituiranno in modo nitido quanto accadrà in piazza, oltre ad agenti in borghese radiolocalizzati e pronti a 'inquadrare' gli angoli più a rischio. "Avremo a disposizione 40 smartphone affidati a uomini della Scientifica che ci restituiranno le immagini di quanto accadrà in diretta. Si tratta di una tecnologia che usiamo per i grandi eventi", spiega il questore. Attraverso la tecnologia Lte e un sistema di trasmissione delle immagini dedicato alle forze di polizia, dalla sala operativa sarà possibile vedere in diretta cosa succederà tra la folla con la possibilità di occhi 'mobili' e ben localizzati.

L'Italia invecchia, in calo nascite e speranza di vita

ROMA. L'Italia invecchia, con sempre più abitanti over 65 nel 2015. L'anno scorso è continuato il calo delle nascite e ha subito una battuta d'arresto anche la speranza di vita, che resta comunque fra le più alte in Ue. A scattare la fotografia è l'Istat, nell'Annuario statistico italiano 2016 diffuso oggi.

 
Nel 2015 prosegue dunque nel nostro Paese il calo delle nascite: i nati vivi sono stati 485.780, da 502.596 del 2014, riferisce l'Istituto. Il quoziente di natalità, uniforme sul territorio, scende a 8,0 nati per mille abitanti, da 8,3 dell'anno precedente. L'anno scorso - prosegue il rapporto - il numero dei decessi è cresciuto rispetto all'anno precedente e ha raggiunto quota 647.571 (49.207 in più rispetto al 2014). Di conseguenza la speranza di vita alla nascita (vita media), dopo anni di crescita costante, nel 2015 subisce una frenata, passando da 80,3 anni a 80,1 anni per i maschi e da 85,0 a 84,7 per le femmine.

L'Annuario descrive una "società invecchiata". Al 31 dicembre 2015 - si legge - ogni 100 giovani ci sono 161,4 over 65, rispetto ai 157,7 dell'anno precedente. E' la Liguria la regione con l'indice di vecchiaia più alto (246,5 anziani ogni 100 giovani), mentre quella con il valore più basso è la Campania (117,3%), ma in entrambi i casi i valori sono in aumento rispetto al precedente anno. Nell'Ue a 28 Paesi, al 31 dicembre 2014 l'Italia si conferma al secondo posto nel processo di invecchiamento della popolazione, preceduta dalla Germania che ha circa 160 anziani ogni 100 giovani.

La denuncia: «Beni per i terremotati abbandonati in magazzino»

BOLOGNA. "Solidarietà sprecata?". È il titolo del video-denuncia pubblicato su Facebook da tre consiglieri comunali di Valsamoggia, unione di paesi nel Bolognese, che ha indignato centinaia di persone. Il filmato dei consiglieri della lista di sinistra 'Civicamente Samoggia' mostra scatoloni pieni di prodotti e generi alimentari, inizialmente destinati alle popolazioni colpite dal terremoto di agosto nel Centro Italia, abbandonati in un magazzino comunale.

Dai pannoloni agli omogeneizzati, dai vestiti alle bottiglie di latte, sono tanti i beni di prima necessità raccolti quest'estate dall'amministrazione locale che non sono stati ancora consegnati ai destinatari. "Abbiamo fatto questa piccola indagine per chiedere che venga risolto il problema - affermano gli autori del video-denuncia - piuttosto che lasciarli qui alcuni prodotti possono essere donati alla Caritas prima che vadano a finire peggio".

La replica arriva dall'assessore all'Ambiente e al Patrimonio di Valsamoggia Fabio Dardi. "Come comunicato sin da subito - spiega Dardi su Facebook - la raccolta di beni coordinata dal Comune dopo l'iniziativa spontanea promossa da molti cittadini, è stata sospesa dopo alcuni giorni su richiesta della Protezione Civile per eccesso di beni conferiti".

"A quel punto - continua l'assessore - i beni sono stati presi in custodia nei magazzini comunali in attesa della loro consegna alla Protezione Civile, inizialmente prevista alcune settimane fa. A seguito però di contatti con amministratori dei Comuni delle zone colpite, abbiamo deciso di riprogrammare l'invio per farlo arrivare direttamente in zona, coordinandoci con l'amministrazione comunale del posto".

"Non siamo riusciti ad organizzare questa consegna diretta sul posto nei tempi che avremmo voluto e di questo mi assumo la responsabilità - conclude Dardi - In ogni caso si tratta di beni a lunga conservazione e non deperibili, tranne una minima parte. Documenteremo la consegna, che avverrà entro la prima metà di gennaio, non appena verrà effettuata".

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