Giovedì 19 Luglio 2018 - 13:54

Paura al luna park, bloccati
a 20 metri
di altezza

VERONA. Momenti di paura al luna park di Villafranca di Verona, allestito in occasione della festa del paese. La notte scorsa due giovani sono infatti rimasti bloccati in una gabbia a venti metri di altezza. I due erano saliti sull'attrazione Ejiection Seat, una fionda meccanica che spara una capsula metallica a decine di metri di altezza: nella fase finale dell'oscillazione qualcosa è andato storto e la gabbia è rimasta bloccata a circa 20 metri di altezza. Sono entrati in funzione i sistemi di sicurezza della giostra.

 

Sono intervenuti i vigili del fuoco con tre automezzi, uno dei quali un'autoscala, e nove unità. Con l'autoscala i vigili del fuoco hanno raggiunto la capsula, imbragato gli occupanti, facendoli poi scendere nel cestello dell'autoscala uno alla volta. Una volta scesi sono stati affidati al 118 e in via precauzionale sono stati trasportati all'ospedale di Bussolengo per un controllo. I vigili del fuoco hanno effettuato alcuni controlli della giostra. Sul posto sono giunti anche i carabinieri e la polizia locale.

 

Il padre gli vieta di andare al mare, 13enne si lancia dal balcone

CATANIA. Il padre le vieta di andare al mare e la figlia tredicenne si getta dal balcone, dal secondo piano della sua abitazione. È accaduto a Catania, nel quartiere periferico di Nesima, dove la ragazzina dopo la lite con il padre ha deciso di lanciarsi dal balcone. La tredicenne è ricoverata in ospedale con fratture multiple ma non verserebbe in pericolo di vita. Indagano i Carabinieri.

Il Papa denuncia: cristiani perseguitati nel silenzio di tutti

CITTA' DEL VATICANO. «Atroci, disumane e inspiegabili persecuzioni» contro i cristiani sono «ancora oggi presenti in tante parti del mondo» e «spesso sotto gli occhi e nel silenzio di tutti». È quanto denuncia Papa Francesco, all'inizio dell'omelia durante la messa celebrata nella Basilica Vaticana, in occasione della festività dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma.

Papa Francesco indica come esemplare «il coraggio degli apostoli e della prima comunità cristiana; il coraggio di portare avanti l'opera di evangelizzazione, senza timore della morte e del martirio, nel contesto sociale di un impero pagano. Venerare la loro vita cristiana per noi credenti di oggi è un forte richiamo alla preghiera, alla fede e alla testimonianza».

Riflette quindi il Papa: «Quante forze, lungo la Storia, hanno cercato e cercano di annientare la Chiesa, sia dall'esterno sia dall'interno! Ma vengono tutte annientate e la Chiesa rimane viva e feconda, rimane inspiegabilmente salda».

Infatti, osserva Francesco, «sono passati regni, popoli, culture, nazioni, ideologie, potenze, ma la Chiesa fondata su Cristo, nonostante le tante tempeste e i molti peccati nostri, rimane fedele al deposito della fede nel servizio, perché - sottolinea il pontefice - la Chiesa non è del Papa, dei vescovi, dei preti e neppure dei fedeli, ma è solo e soltanto di Cristo».

Allarme ebola a Perugia

PERUGIA. Attivate all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia le procedure previste dal protocollo tra il ministrero della sanita' e la Regione in caso di casi sospetti di Ebola, dopo che un paziente, rientrato in Umbria dalla Sierra Leone, si e' recato in ospedale a Perugia accusando uno stato febbrile persistente e cefalea. "La direzione salute della Regione Umbria in contatto con la direzione sanitaria dell'Ospedale Santa Maria della Misericodia di Perugia - rende noto la Regione Umbria -, ha appreso di un caso di sospetto di Ebola in un paziente ricoverato e che sara' trasferito allo Spallanzani di Roma come da protocollo tra il ministrero della sanita' e la Regione siglato per fronteggiare l' emergenza Ebola". Nella nota si sottolinea come "vista la provenienza del paziente, la direzione sanitaria ha ritenuto di attivare il percorso assistenziale previsto e gia' applicato in casi analoghi". "La direzione dell'ospedale, in attesa dei risultati del laboratorio dello Spallanzani per accertare la presenza dell'infezione - prosegue la nota della Regione Umbria -, ha allertato i medici della sanita' pubblica dell'Asl di competenza per monitorare la situazione dei familiari entrati in contatto con il paziente. La Regione continuera' a monitorare la situazione con massima attenzione e precisa che il trasferimento del paziente allo Spallanzani e' stato deciso solo a scopo precauzionale e che nell'effettuare il ricovero sono state prese tutte le precauzioni e rispettate tutte le procedure per mettere in sicurezza i professionisti dell'ospedale e gli altri pazienti".

Festival della danza per la maratona d'estate di Paestum

PAESTUM. Maratona d'estata con il Festival della danza a Paestum dal 24 al 30 luglio. La manifestazione ospita anche il gala “Giuseppe Picone e i grandi della danza” – il 29 luglio 2015 alle ore 21 presso l’Arena dei Templi di Paestum «Sono molto emozionato all’idea di ballare sul palcoscenico dei templi di Paestum. Sarà la mia “prima” in assoluto in quel posto bellissimo, non c’ho mai danzato e pensavo sempre di volerlo fare», così Giuseppe Picone a poche settimane dalla sua esibizione al teatro dei Templi. In occasione di questa serata speciale, in programma il 29 luglio alle ore 21 l’eccellenza della danza italiana sarà affiancato da artisti di altrettanto spessore provenienti da importanti compagnie di balletto. Un nome fra tutti, Liudmila Konovalova, prima ballerina dell’Opera di Vienna. Il programma prevede uno spettacolo suddiviso in una parte riguardante il classico, dove Picone interpreterà il principe Solor nel pezzo dell’atto delle ombre tratto da “La Bayadère” ed un’altra nello stile del moderno quando l’étoile internazionale inscenerà il Bolero la cui coreografia porta la sua personalissima firma. Una performance a cui tiene moltissimo in quanto in Campania, sua terra d’origine, ancora non l’ha interpretata e così l’arena dei templi di Paestum ne testimonierà il debutto. Il gala denominato “Giuseppe Picone e i grandi della danza” s’inserisce nell’ambito di Maratona d’Estate festival della danza città di Paestum organizzato dal famoso coreografo Stefano Forti che dell’intera manifestazione curerà anche la direzione artistica. La kermesse in questione, giunta alla sua terza edizione, avrà luogo nella località di Capaccio Paestum dal 24 al 30 luglio con stages, lezioni, audizioni per allievi ballerini di qualsiasi località. In palio verranno messe borse di studio verso rinomati centri nazionali ed internazionali. Inoltre nella serata conclusiva del festival si svolgerà la finale del campionato del mondo di danza accademica e sarà offerto un contratto di un anno con la compagnia Pescara dance festival. A tal proposito, apprendendo di quanto viene praticato nell’evento di patron Forti e cioè ogni sorta di possibilità per i partecipanti, a partire proprio dagli stage con qualificati docenti, personaggi che hanno fatto e stanno facendo la storia della danza a livello internazionale, Picone una delle più apprezzate icone appunto del balletto si dichiara compiaciuto: «Ho capito che realizzano tantissimo per i ragazzi. Vi sono diversi maestri, un bel da farsi nei confronti della danza; questo mi fa molto piacere». E lui di danza se ne intende eccome. Già a nove anni cominciò a muoverne i primi passi avviandosi agli studi presso la scuola di ballo del teatro San Carlo a Napoli, diretta allora da Zarko Prebil che lo volle poi con sé anche a Roma quando diventò maestro principale all’accademia nazionale. Il giovane brillava di talento e ad undici anni venne scelto da Beppe Menegatti per il ruolo di Nijinsky nell’omonimo balletto sul medesimo palco con Carla Fracci e Vladimir Vassiliev. Da lì poi protagonista nelle più note compagnie, American ballet theatre, English national ballet giusto per citarne alcune. Appuntamento quindi con Picone il 29 luglio nella valle dei templi e con Maratona d’Estate dal 24 al 30 quando i protagonisti che l’animeranno vivranno la danza a 360° ed in tutti gli stili tersicorei. Mentre nelle ultime tre giornate anche spettacoli serali sul suggestivo palcoscenico allestito nell’area archeologica con inizio ore 21. Il 28 sarà la volta della rassegna “Alessio Giglio” dove verranno selezionate le migliori coreografie da ospiti d’eccezione: Monica Ratti, Vincenzo Macario, Sergio Ariota e Giacomo Molinari. In questa serata spazio anche al settore dell’urban dance con un concorso coreografico. Il 29 dunque il gala “Giuseppe Picone e i grandi della danza” ed il 30 concorso international dance academy competition con una giuria incaricata a decretare i vincitori delle diverse categorie, composta da: Raffaele Paganini, Stefano Forti, Paolo Londi, Sabrina Bosco e Carla Perotti.

Camionista ucciso a colpi di cric

ASTI. Un autotrasportatore di 52 anni, residente nell’Astigiano, è stato trovato ucciso questa mattina in piazza Campo del Palio ad Asti. A trovare il corpo è stato un pendolare che introno alle 5 stava andando in stazione per recarsi al lavoro. Sul posto è intervenuta la polizia.

Il corpo dell’uomo è stato trovato vicino al suo camion con una ferita alla testa provocata da un’arma contundente, forse un cric, ma si attendono riscontri più dettagliati. L’omicidio è avvenuto probabilmente nella notte. Al momento non si scarta alcuna ipotesi.

Padova, suicida in azienda il fondatore del gruppo Maschio

PADOVA. Egidio Maschio, 73 anni, imprenditore di Campodarsego, fondatore con il fratello Giorgio, del gruppo Maschio Gaspardo, leader multinazionale nella produzione di attrezzature agricole, si è ucciso stamane nella sua azienda a Cadoneghe, alle porte di Padova. Si è sparato con un fucile al petto poco dopo le 6.30 in ufficio, dove era arrivato da poco. Il corpo senza vita è stato trovato da un dipendente.

 
Il Gruppo Maschio Gaspardo Spa è una multinazionale leader nella produzione di attrezzature agricole. L’azienda conta 19 grandi centri produttivi, 16 in Italia e 3 all’estero: in Romania, Cina e India, ed è presente in tutto il mondo con 12 filiali commerciali. L'avventura industriale dei due fratelli Maschio inizia nel 1964 quando i due giovani avviano la produzione nella stalla della loro casa. Quell’edificio agricolo, trasformato in laboratorio meccanico, dopo cinquant’anni è diventato un grande Gruppo industriale internazionale.

ZAIA. «Sono sconvolto. Con Egidio Maschio ci lascia un grande imprenditore, ma anche un grande uomo che ha legato la sua storia imprenditoriale e personale al Veneto». Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la notizia del suicidio di Maschio.

«L’ho sempre stimato – aggiunge Zaia – sia come uomo che come imprenditore: è stato un emblema della determinazione, del coraggio, della voglia di fare, di progredire di creare, tipica della miglior imprenditoria veneta». «In questi anni di difficoltà – conclude Zaia – Egidio ha dato un grande esempio, gettando sempre il cuore oltre l’ostacolo, investendo e assumendo, inviando così uno straordinario messaggio di positività».

Il Papa: «Figli non diventino ostaggi dei genitori divorziati»

CITTA' DEL VATICANO. «I bambini non diventino ostaggi del papà o della mamma», separati o divorziati. È quanto chiede Papa Francesco dedicando la sua catechesi per l'udienza generale in piazza San Pietro alle «cosiddette famiglie irregolari, anche se a me non piace questa parola», tiene a sottolineare.

Il Papa osserva che «attorno a noi troviamo diverse famiglie in situazioni irregolari. Ci poniamo molti interrogativi, su come aiutarle e accompagnarle». La riflessione del Papa parte dalle «ferite che si aprono all'interno della convivenza familiare, quando cioè nella famiglia stessa ci si fa del male». Francesco definisce come «la cosa più brutta» il momento in cui «l'intimità degli affetti più cari viene offesa dal comportamento dei suoi membri, da parole e azioni che invece di esprimere amore lo sottraggono».

Spiega il Papa: «Quando queste ferite sono ancora rimediabili, vengono trascurate e così si aggravano e si trasformano in prepotenza, ostilità, disprezzo. A quel punto, possono diventare lacerazioni profonde che dividono marito e moglie e inducono a cercare altrove comprensione, sostegno e consolazione. Ma spesso -avverte- questi sostegni non pensano al bene della famiglia».

Francesco spiega che «lo svuotamento dell'amore coniugale diffonde risentimento nelle relazioni e ne provoca la disgregazione. Ma davanti a tutte le più raffinate analisi psicologiche, mi domando se non ci siamo anestetizzati anche rispetto alle ferite dell'anima dei bambini».

Osserva il Papa: «Quanto più si cerca di compensare la situazione con regali e merendine, tanto più si perde il senso delle ferite verso i figli. Parliamo molto di disturbi comportamentali e di salute psichica: ma cos'è la ferita dell'anima? -si chiede Francesco- sentiamo il peso della montagna che schiaccia l'anima di un bambino nelle famiglie in cui ci si tratta male e ci si fa del male, fino a spezzare il legame della fedeltà coniugale? Quale peso ha nelle nostre scelte? Quanto pesa?».

Accusa Papa Francesco: «Quando gli adulti perdono la testa, quando ognuno pensa solamente a se stesso, quando il papà e la mamma si fanno del male, l'anima del bambino soffre molto, prova un senso di disperazione. Sono ferite che lasciano il segno per tutta la vita», avverte il Pontefice.

Il Papa sottolinea che «nella famiglia, tutto è legato insieme e quando un uomo e una donna che si sono impegnati a formare una famiglia pensano ossessivamente alle proprie esigenze di libertà e alla propria soddisfazione, questa visione intacca profondamente il cuore dei loro figli», che ammonisce Francesco «non devono diventare ostaggi del papà o della mamma» separati o divorziati.

Eutanasia, malato italiano che voleva morire
in Svizzera
ci ripensa

ROMA. Alla vigilia dell'appuntamento con la clinica in Svizzera, «la persona che avremmo dovuto accompagnare per consentirle di ottenere l'eutanasia ci ha ripensato. Quella persona, gravemente malata, ha potuto consultarsi con medici specializzati in trattamenti di fine vita disposti ad aiutarla con la morte medicalmente assistita se questa fosse stata la sua scelta. Ha tuttavia scoperto da quelle stesse persone alternative per lei più valide e quindi continuerà a vivere con la sua malattia». Lo riferiscono Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, Mina Welby e Gustavo Fraticelli, promotori della disobbedienza civile lanciata con il sito www.SosEutanasia.it. A inizio giugno l'associaizone aveva preannunciato l'accompagnamento in Svizzera di una persona malata, nel pieno delle proprie facoltà mentali ma gravemente invalidata, per esercitare la propria libertà di scelta e interrompere la fase terminale della propria malattia. «Il fatto che la persona abbia cambiato idea è la conferma di ciò che sosteniamo con la proposta di legge per l'eutanasia legale, depositata alla Camera nel 2013 e mai discussa», sottolinea l'associazione Coscioni. «Lasciare la piena libertà di autodeterminazione alla persona malata - continua la nota - dandole la possibilità di inserirsi in un percorso fatto di medici e psicologi per richiedere il trattamento eutanasico, può essere un valido deterrente a quella che avrebbe potuto diventare un'eutanasia clandestina, cioè un suicidio privato in casa».

In Italia, secondo i dati Istat dallo stesso istituto definiti sottostimati, nel solo 2010, il movente delle malattie fisiche e psichiche si attesta come la causa principale dei 3.048 suicidi con una percentuale del 46%. «A questo fenomeno sociale - sottolinea l'associazione - il Parlamento italiano non sta dando risposte da troppo tempo». Se l'Italia segna il passo, in Francia il tema dell'eutanasia è entrato nell'agenda politica. Si è infatti registrato il primo via libera alla "sedazione terminale" per pazienti che non hanno più speranze di sopravvivere e sono affetti da sofferenza senza possibilità di sollievo.

Nei mesi scorsi l'associazione aveva spiegato che avrebbe fornito informazioni, e in alcuni casi anche assistenza logistica e finanziaria, alle persone che vogliono ottenere l'eutanasia. «Da allora riceviamo quotidianamente richieste di informazioni e di aiuto», aggiungono i promotori di www.SosEutanasia.it.

Ben Stiller su Facebook: «Ecco il Vesuvio, la mia ossessione»

NAPOLI. «Ecco il Vesuvio... Ne sono ossessionato da quando avevo dieci anni e ancora non ne so abbastanza». Così ha scritto sul suo profilo Facebook la star della comicità di Hollywood Ben Stiller. Per l'attore - in questi giorni a Roma per girare un film - potrebbe esserci una gita a Napoli, forse proprio ai piedi della montagna.

 

 

 

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