Domenica 22 Gennaio 2017 - 16:44

Yacht in fiamme al porto di Loano, tre morti

SAVONA. Morti a causa delle fiamme che hanno sbarrato ogni via di fuga all'interno di uno yacht. Sono tre le vittime, due uomini e una donna di origine tedesca, dell'incendio divampato a bordo di un Maiora di 22 metri ormeggiato in porto alla marina di Loano, in provincia di Savona.

 

Una seconda donna, l'unica superstite, si è gettata in mare per sfuggire alle fiamme ed è stata tratta in salvo da una motovedetta. E' stata trasportata in codice giallo al vicino pronto soccorso dell'Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.

 

"Dalle prime informazioni - spiega il sindaco della cittadina ligure, Luigi Pignocca - si sarebbe trattato di un rogo accidentale, purtroppo una disgrazia. Si tratta di turisti tedeschi che avevano l'imbarcazione ormeggiata in porto e, da quanto emerge, sarebbero arrivati la notte scorsa".

Sul posto il magistrato di turno, insieme alla capitaneria di Savona e ai Vigili del fuoco da Savona e Albenga che, con i carabinieri, hanno lavorato dall'alba per mettere in sicurezza l'imbarcazione e permettere l'intervento a bordo. Era ormeggiato su una banchina, in posizione defilata rispetto ad altre barche; sullo yacht, in legno e vetroresina, si sono sviluppate fiamme altissime in breve tempo.

L'allarme è scattato intorno alle 5 di questa mattina. A causa del vento forte, i soccorritori hanno avuto difficoltà nello spegnimento delle fiamme.

La morte di George Michael: «Ipotesi overdose»

ROMA. È morto il giorno di Natale, da solo, e lontano da "circostanze sospette", come ha precisato la polizia. Eppure, a pochi giorni dalla morte di George Michael, scomparso a soli 53 anni nella sua villa nell'Oxfordshire, i media d'Oltremanica hanno già iniziato a parlare di overdose di eroina come possibile causa del decesso.

Il manager dell'artista, Michael Lippman, aveva parlato di insufficienza cardiaca come causa della morte del cantante, ed è stato il compagno dell'artista, Fadi Fawaz, noto parrucchiere delle celebrities, a trovare il suo cadavere la mattina di Natale. Una fonte anonima ha rivelato al 'Daily Telegraph' che negli ultimi anni l'artista avrebbe lottato a lungo contro una crescente dipendenza dall'eroina.

Inoltre, Michael sarebbe stato ricoverato diverse volte in ospedale per overdose. "È finito in ospedale in molte occasioni - ha svelato la fonte - Usava eroina. E' incredibile come sia potuto rimanere in vita così a lungo". L'arresto cardiaco, che secondo il manager del cantante sarebbe stata la causa del decesso, è comune tra i tossicodipendenti di eroina, rimarca il quotidiano britannico.

"Dovevamo andare a pranzo insieme - ha detto Fawaz, che era legato a Michael dal 2011- Sono andato da lui per svegliarlo ma se ne era andato, era sdraiato pacificamente nel suo letto. Non sappiamo ancora cosa sia successo". "Ultimamente tutto era diventato molto complicato - ha spiegato Fawaz - ma George aspettava il Natale, come lo aspettavo io. Ora tutto è rovinato, vorrei che la gente lo ricordasse per quello che era, una persona bellissima". Negli ultimi anni, ricorda il quotidiano britannico, lo stile di vita edonista per il quale l'artista divenne famoso, aveva trasformato una delle più affascinanti icone del pop in una caricatura di se stesso.

I vicini di casa dell'ex stella degli Wham a Goring-on-Thames, nei pressi di Oxford, hanno voluto ricordare gli ultimi mesi di vita del cantante, esprimendo parole di cordoglio. Come il manager del Catherine Wheel, il pub frequentato di tanto in tanto dall'artista, nonostante negli ultimi anni la sua presenza era diventata sempre più rara. "E' cambiato molto negli anni - ha raccontato l'uomo - Era diventato più grasso e indossava sempre gli occhiali. Ne era consapevole. Ma non assomigliava più a George Micheal. E' molto triste".

Amri a Milano due ore prima della sparatoria

MILANO. Ore 00.58 del 23 dicembre 2016. Alla stazione Centrale di Milano le telecamere di sicurezza riprendono un uomo che si avvia verso l'uscita della stazione. Si tratta di Anis Amri, presunto killer della strage di Berlino, che circa due ore più tardi sarà ucciso da due poliziotti durante un conflitto a fuoco a Sesto San Giovanni. Le immagini, diffuse dalla polizia, sono utilizzate dagli inquirenti per ricostruire il percorso di Amri fra Germania e Italia fino alla sparatoria che gli è stata fatale. Amri, secondo quanto emerge da ambienti giudiziari, avrebbe compiuto anche una tappa breve a Bardonecchia, comune in provincia di Torino, prima di arrivare a Sesto San Giovanni.

Camion abbandonato a piazza Garibaldi: il conducente stava in albergo

NAPOLI. PSICOSI TERRORISMO A napoli DOVE A
META' MATTINA VIGILI URBANI, POLIZIA E CARABINIERI SI SONO
MOBILITATI PER LA PRESENZA ANOMALA DI UN TIR CON TARGA POLACCA
PARCHEGGIATO A POCA DISTANZA DALLA STAZIONE CENTRALE. LA PAURA
ERA CHE SI TRATTASSE DI UN ATTENTATO TERRORISTICO. IN REALTA'
IL MEZZO ERA PARCHEGGIATO DA IERI SERA, E L'AUTISTA, UN
POLACCO, ERA ANDATO A DORMIRE IN UN ALBERGO DELLA ZONA.
RINTRACCIATO TRAMITE AMBASCIATA E CONSOLATO, ORA RISCHIA
NUMEROSI VERBALI PER DIVERSE INFRAZIONI AL CODICE STRADALE. IL
MEZZO TRASPORTAVA SUCCO DI ARANCIA, MA PER LE FATTEZZE DELLA
CISTERNA ERA STATO SCAMBIATO PER UN MEZZO PER IL TRASPORTO DI
CARBURANTE E QUINDI POTENZIALMENTE ADATTO A UN ATTENTATO CON
ESPLOSIONE.

Gabrielli: polemiche avvilenti, fare nomi è riconoscimento

ROMA. Fare i nomi dei due agenti di polizia che hanno fermato e ucciso a Sesto San Giovanni Anis Amri, presunto responsabile dell'attacco terroristico di Berlino, è "un riconoscimento chiaro e non c'è alcuna esposizione". Lo spiega il capo della Polizia Franco Gabrielli intervenendo sulla polemica esplosa dopo che il ministro dell’Interno Marco Minniti e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni hanno reso pubblici i nomi dei due poliziotti.

Secondo Gabrielli ci troviamo davanti a un terrorismo diverso da quello che abbiamo conosciuto negli anni Settanta, quindi "fare i nomi non è né un errore né un’esposizione", non è, spiega, "un terrorismo che ha interesse a colpire il singolo". La preoccupazione è invece per l’appartenenza. "Sono a rischio tutti coloro che rappresentano le forze di polizia e hanno una divisa", chiarisce Gabrielli. Proprio per questo ieri mattina, dopo la sparatoria di Sesto, il capo della Polizia ha firmato la circolare in cui chiede "massima attenzione" perché non è possibile escludere "azioni ritorsive" nei confronti delle forze di polizia.

Inoltre, per tutelare i due poliziotti sono stati chiusi i loro profili social evitando così "una eccessiva sovraesposizione in quanto - sottolinea Gabrielli - in un mondo in cui tutto passa attraverso i social, si sarebbero potuti far prendere la mano coinvolgendo anche altri colleghi".

"Sono sette mesi – sottolinea il capo della Polizia - che dico 'attenzione, ognuno di noi può essere un obiettivo'. Ma sono anche mesi che lavoro sull'orgoglio e sul senso di appartenenza dei poliziotti e degli uomini e delle donne delle forze di polizia e, nel momento in cui è fondamentale tenere alto l’orgoglio di chi vive con la divisa, il ministro non ha fatto altro che galvanizzare chi ogni giorno opera indossando proprio una divisa".

E ribadisce: " È  abbastanza avvilente che mentre tutto il mondo parla di noi e si complimenta con la Polizia per il lavoro svolto, noi continuiamo a farci del male guardando il dito e non la luna".

Roma, anziano travolto e ucciso da camion

ROMA. Un anziano, italiano di 86 anni, è stato travolto e ucciso da un camion che lo ha investito in via Pellegrino Matteucci, a Roma, appena uscito da un edicola dove aveva appena comprato un giornale. Il mezzo, secondo quanto ricostruito dalla polizia municipale, ha trascinato l'anziano per un centinaio di metri.

 
Il conducente infatti non si era accorto di aver investito l'uomo e ha continuato la sua corsa, ma è stato poco dopo fermato da alcuni passanti. I vigili urbani hanno effettuato i rilievi e sottoposto l'autista al test dell'alcol, risultato negativo. La polizia locale sta ascoltando i testimoni.

Milano, uomo cade da una terrazza del Duomo: è grave

MILANO. Un uomo di 62 anni è precipitato dal Duomo di Milano, cadendo da una delle terrazza su una terrazza sottostante: il volo è stato di circa 20 metri. Secondo quanto riporta l'Areu Lombardia, sono in corso manovre rianimatorie sul posto. Il ferito è grave e le cause della caduta sono ancora ignote.

Annuncio choc: quel Dna non è di Stasi. E spunta un altro indagato

C'è un nuovo sospettato per l'omicidio di Chiara Poggi: si tratta di una persona vicina alla giovane di Garlasco, un uomo il cui nome è già presente nelle carte dell'inchiesta che ha portato in carcere Alberto Stasi, allora fidanzato della 24enne uccisa nella sua villetta il 13 agosto 2007. E' quanto emerge nell'indagine parallela voluta dalla madre di Alberto e sostenuta dalla difesa del giovane, che deve scontare una pena a 16 anni per il delitto. In particolare, spiegano i legali Fabio Giarda e Giada Bocellari, le analisi difensive sono ripartite dai risultati della perizia svolta nel processo d'appello bis in cui, in particolare "sopra due unghie" della vittima sarebbe stato possibile identificare un profilo non riconducibile all'imputato. E da quel Dna che un nuovo genetista, di cui i difensori decidono di non svelare il nome, riesce a far ripartire l'indagine: "da quel Dna che non è di Stasi", si arriva al cromosoma Y, capace di identificare la linea paterna. "Il nuovo studio delle carte dell'inchiesta contro Alberto -spiegano i difensori-ci ha portato a indagare su un sospettato: per rispetto delle indagini non facciamo il nome. Siamo pronti a mettere a disposizione dell'autorità giudiziaria questi risultati. Credendo fortemente all'innocenza di Alberto vogliamo andare in fondo a questa strada".

Al nome del sospettato, la difesa arriva dando un incarico a un investigatore privato che riesce a 'recuperare' il Dna del sospettato - che vive nella zona della Lomellina-, da un cucchiaino e da una bottiglietta d'acqua. L'analisi di quel Dna 'sospetto' viene confrontato con quello sulle unghie di Chiara e il risultato "è perfettamente compatibile". Un risultato a dire della difesa, "ripetibile" e con "valore scientifico". La difesa inoltre è pronta a chiedere alla corte d'appello di Brescia la riapertura del caso.

Presentata istanza di revisione- La difesa di Alberto Stasi ha presentato alla procura generale di Milano istanza di revisione. Si tratta del primo passo per chiedere la revisione del processo che ha portato alla condanna in via definitiva. Secondo il codice di procedura penale a fare domanda di revisione possono essere "il condannato o un prossimo congiunto o il tutore o, se il condannato è morto, l'erede o un prossimo congiunto oppure il procuratore generale presso la corte d'appello nel cui distretto è stata pronunciata la sentenza di condanna".  I legali di Stasi sono in attesa di una risposta da parte della procura generale chiamata a valutare se sulla base dei nuovi esami sul Dna trovato sulle unghie della vittima si possa 'riaprire' il processo. Eventualmente il nuovo dibattimento si svolgerebbe in un'aula della corte d'Appello di Brescia.

Legale famiglia Poggi - "Alberto Stasi resta il colpevole dell'omicidio di Chiara Poggi". Non ha dubbi Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, che sottolinea come questo elemento, se eventualmente utilizzabile in un'aula di giustizia, "non fa venir meno -spiega all'Adnkronos- tutti gli altri elementi contro Stasi": dall'impossibilità di sporcarsi le scarpe, camminando sul pavimento della villetta di via Pascoli, alle tracce sul dispenser del portasapone del bagno dei Poggi, dove si lavò l'assassino.

Le unghie di Chiara furono a lungo analizzate nell'ultimo processo contro l'imputato e nella perizia, realizzata a Genova alla presenza dei periti di parte, si arrivò alla conclusione che quel Dna non era attribuibile a nessun soggetto e che quel risultato "non era utilizzabile". Il fatto che i difensori di Stasi siano riusciti a dare un nome a quella traccia genetica, "lo hanno fatto in modo irrituale" -partendo da quei risultati visto che le analisi sulle unghie non si possono più eseguire - "non cambia gli elementi che ci sono contro Stasi", al massimo spiegherebbe "che c'era una seconda persona".
No comment dalla madre - "Nessun commento, per ora" dice la mamma di Chiara, Rita Preda, che preferisce non intervenire sulle novità del caso presentate dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata 24enne, con cui i legali proveranno a far riaprire il processo. Insieme al marito Giuseppe e al figlio Marco, Rita Preda ha seguito ogni udienza di un processo che ha riservato più di un colpo di scena e che ha portato Stasi a una condanna a 16 anni di carcere per il delitto di Chiara. "Ho parlato con il nostro avvocato, ci sarà il tempo per approfondire tutto questo. Al momento non ho nessun commento da rilasciare", dice con voce serena interpellata dall'Adnkronos.

Dal 17 dicembre 2014, Stasi -il quale si è sempre dichiarato innocente- si trova dietro le sbarre del carcere di Bollate per scontare la sua pena. Già assolto in due gradi di giudizio con sentenze poi annullate dalla Cassazione, per lui la condanna è arrivata al termine di un processo d'appello bis.

Criminologo, risultato attendibile ma processo non si riaprirà - "Questo Dna potrebbe cambiare molte cose, e potrebbe portare al vero assassino" ma "gli elementi di novità non faranno riaprire il processo, in Italia è una cosa praticamente impossibile". Il criminologo Francesco Bruno commenta così all'Adnkronos la possibile clamorosa svolta nell'omicidio di Garlasco, con il ritrovamento, da parte di periti della difesa di Alberto Stasi, giudicato colpevole e condannato a 16 anni, di un nuovo Dna sotto le unghie di Chiara Poggi, che apparterrebbe a una persona di sesso maschile, forse tra le conoscenze della vittima. "Mi aspettavo un risultato di questo genere, che per me è attendibile, ma mi aspettavo anche che questa svolta clamorosa avvenisse subito - osserva Bruno -. Trovo sospetto che un dato di questo genere non sia mai emerso: il tempo in questi casi è un cattivo consigliere. Io ritengo Stasi innocente fin dal primo momento, non ne ho mai dubitato neanche un minuto. Il suo materiale genetico sotto le unghie di Chiara aveva tutto il diritto di esserci, visto che i due erano fidanzati". Il criminologo manifesta tuttavia scetticismo sull'ipotesi che si possa arrivare alla riapertura del processo: "in Italia i processi si chiudono in maniera inesorabile, e non ritengo che in questo caso elementi di novità servano a farlo riaprire. Si dovrebbe fare, non c'è solo questo elemento, ci sono tante cose inesatte - denuncia - compresa la conclusione basata sul nulla o su ricostruzioni pretestuose. Si sono prese per buone ipotesi che un ragazzino di terza elementare troverebbe ridicole, e sulla base di quelle si è arrivati a sentenza definitiva e si tiene in carcere un innocente".

Errore nel sistema, biglietti Alitalia a prezzi stracciati

A chi non piacerebbe volare in giro per il mondo a prezzi stracciati? Qualche fortunato viaggiatore ha potuto esaudire il proprio desiderio riuscendo a spostarsi da un continente all'altro con Alitalia pagando cifre fortemente scontate. Nei giorni scorsi la compagnia aerea ha infatti permesso di acquistare voli in business class a tariffe da sogno a causa di un errore nei sistemi di vendita online dei biglietti tramite le 'Ota' (Online Travel Agency).

L'anomalia - si legge sul sito dell'Aviazione Civile - ha riguardato la tratta Firenze-Dusseldorf alla quale è stata applicata una tariffa business, circa 600 euro a tratta, che permetteva di fare uno o più scali in qualsiasi aeroporto del mondo . Prima che la compagnia si accorgesse dell'errore migliaia di persone hanno colto l'occasione al volo, è proprio il caso di dirlo, acquistando ticket per i quattro angoli del mondo. Adesso non resta che capire cosa dovranno aspettarsi coloro che hanno approfittato della super offerta aerea ma non ne hanno ancora usufruito.

"L'anomalia dell’itinerario e della tariffa collegata, era chiaramente segnalata sui medesimi siti web che evidenziavano la 'error fare' e il rischio che i biglietti potessero essere annullati" - scrive Alitalia in una nota - "i passeggeri erano pertanto pienamente consapevoli del fatto che l’acquisto era a rischio di annullamento".

Tuttavia la compagnia aerea ha anche comunicato che saranno validi "i biglietti che includono Firenze e Dusseldorf quali aeroporti di partenza e di arrivo su voli Alitalia con scalo intermedio a Roma Fiumicino" ma che verranno cancellati tutti gli altri scali dell’itinerario. "I biglietti con questo nuovo itinerario", conclude l'azienda, "saranno ad ogni modo completamente rimborsabili".

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