Martedì 21 Novembre 2017 - 8:44

Roberti: «Cannabis legalizzata per combattere i clan»

SIENA. «Il contrasto alle droghe leggere non funziona, i traffici vanno contrastati e se al contrasto può contribuire un’ipotesi di legalizzazione, con lo Stato in concorrenza con le organizzazioni criminali, bisogna riflettere. Non so se è giusto, ma si tratta di un problema serissimo, spesso eluso e fatto oggetto di campagne ideologiche». A dirlo il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti che, durante il congresso dell’Anm, torna ad affrontare il tema della legalizzazione delle droghe leggere. «Non sono favorevole al principio della legalizzazione delle droghe leggere - dice - ma lo sono al principio di contrasto della criminalità organizzata che trae lucro e profitto dal traffico di droghe di ogni genere. Negli ultimi anni, mentre è stato efficace il contrasto al traffico di droghe pesanti per cui si è ridotta la media della circolazione di tali sostanze, per le droghe leggere la domanda e l’offerta sono aumentate in modo esponenziale e il contrasto, dunque, non ha avuto effetti positivi». 

Sfregiò miss con acido, condannato a 10 anni

Si è concluso con una condanna a 10 anni di reclusione il processo che vedeva imputato Eddy Tavares, il 29enne di Capo Verde accusato di aver sfigurato con l'acido l'ex fidanzata Gessica Notaro. Il pm aveva chiesto 12 anni. La vicenda risale allo scorso 10 gennaio quando l'uomo aveva atteso la giovane sotto casa sua per poi gettarle sul volto del liquido corrosivo che aveva provocato all'ex finalista di Miss Italia gravissime lesioni al volto e all'occhio sinistro.

La sentenza del gup del Tribunale di Rimini, Fiorella Casadei, è arrivata al termine del rito abbreviato. Il pm aveva chiesto una condanna per lesioni gravi, senza attenuanti generiche e con le aggravanti della premeditazione e della crudeltà. In aula a Rimini erano presenti, come per tutte le udienze, sia Notaro che Tavares.

Salvatore Fiorentino, il 30 ottobre al Cafeina Eat per il Furs Party

NAPOLI. Le creazioni di Salvatore Fiorentino in scena per il Furs Party. Una location esclusiva, il Cafeina Eat di Marcianise, ospiterà il prossimo 30 ottobre la presentazione in anteprima della collezione autunno inverno dell’Atelier Pellicceria dello stilista napoletano, ormai consolidata eccellenza campana nel campo dall’alta moda.  Fiorentino per l’occasione festeggerà i 37 anni di attività. Una storia professionale la sua, fatta di gavetta e tanto talento. Sin da adolescente coltiva la passione per la moda e muove i primi passi nel settore che lo vedrà poi protagonista in importanti kermesse. Tante le star del mondo dello spettacolo che hanno indossato i suoi capi. Tra le tante Alessia Fabiani, Francesca Cipriani e Paola Saluzzi. Le sue creazioni sono state protagoniste in eventi di rilievo come l’incontro con l’ambasciata bulgara nel 2010 e l’edizione di Miss Italia 2007. Lo stilista si è distinto nel mondo della moda nel corso degli anni per il suo stile inconfondibile, per la qualità dei capi e il tipo di lavorazione che spazia da quella a pelli intiere a quella a trasporto.

Una collezione, quella autunno-inverno, che secondo Fiorentino non deluderà le attese: «Quest’anno la collezione sarà ricca di novità. Nei capi ho cercato di ricreare con colori e linee particolari tutto ciò che una donna desidera per essere particolare. Il 30 ottobre lanceremo anche una linea maschile, nata per scherzo parlando con delle amiche. Due importanti caratteristiche accomunano tutti i capi: linee comode e per tutte le età». Nell’evento del 30 ottobre condotto da Edda Cioffi, protagonisti non saranno solo i capi esclusivi di Salvatore Fiorentino: dopo la sfilata ci sarà spazio anche per la buona cucina di Cafeina Eat, luogo diventato punto di riferimento del casertano per giovani e meno giovani che desiderano degustare pietanze ricercate in una location incantevole.

G7, Minniti: «Accordo con i big provider contro il terrorismo»

“Questo di oggi potrebbe essere un primo passo per un’alleanza internazionale che sconfigga il malware del terrorismo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, nella conferenza stampa al termine del G7 di Ischia.

“Lo Stato Islamico è caduto a Raqqa ma non nell’ideologia. Collaboreremo con i big provider per sconfiggere il terrorismo”, ha aggiunto.

L’Isis - ha spiegato Minniti in conferenza stampa - ha costruito la più imponente legione straniera mai esistita, 25-30mila combattenti provenienti da 100 Paesi del mondo. Dopo la caduta di Raqqa, i cosiddetti foreign fighter cercheranno di spostarsi. L’obiettivo è quello di lavorare insieme per impedire di farli tornare a casa come terroristi e di far trovare loro zone franche dove poter agire. C’è bisogno di collaborazione, soprattutto con i più grandi Paesi nord africani”.

“La sconfitta dello Stato Islamico sul campo non rappresenta la fine del terrorismo. La raccolta e la condivisione delle informazioni è di fondamentale importanza”, ha proseguito il ministro dell’Interno. Si inizierà proprio dalla città che fino a qualche giorno fa rappresentava il quartier generale dell’Isis. “Raqqa sarà il primo luogo dove raccoglieremo informazioni, perché - ha detto Minniti - per tre anni è stata la capitale dello Stato Islamico, potrebbe essere una miniera d’oro”.

NOTA CONGIUNTA - "Sviluppare forme di cooperazione contro il terrorismo su Internet". Questo l'obiettivo comune emerso dalla riunione del G7 dei ministri dell’Interno. "Le organizzazioni terroristiche - sottolinea la nota congiunta diffusa al termine del vertice - fanno un uso distorto di Internet per diffondere l'ideologia, reclutare nuovi combattenti, incitare agli attacchi, fornire guide sui metodi di attacco e raccogliere fondi per finanziare le loro azioni. È dunque urgente lavorare in collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, incluse le autorità governative, il mondo dell’industria e la società civile, per contrastare efficacemente l'abuso di Internet da parte delle organizzazioni terroristiche".

Alla sessione dedicata al contrasto della minaccia terroristica sulla rete, speciale approfondimento nell’ambito della riunione ministeriale, hanno partecipato anche rappresentanti di Google, Microsoft, Facebook e Twitter. Le società attive sul web "continueranno ad avere un ruolo proattivo e garantiranno un'azione decisiva finalizzata a rendere le loro piattaforme più ostili al terrorismo e sosterranno azioni volte a potenziare l’empowerment dei partner della società civile nello sviluppo di narrative alternative online".

La riunione ministeriale del G7 "ha fornito un nuovo impulso per migliorare ulteriormente il partenariato con il mondo dell'industria, sviluppato nel quadro dell’EU Internet Forum a partire dal 2015 e rafforzato da iniziative autonome intraprese dall'industria di Internet, come il Global Internet Forum to Counter Terrorism".

I ministri che hanno preso parte al summit ritengono "necessario accrescere i nostri sforzi congiunti in quattro principali aree operative, segnatamente: 1) l'utilizzo di tecnologie automatizzate per la rapida rilevazione e la rimozione dei contenuti terroristici nonché per la prevenzione della loro ulteriore diffusione; 2) la condivisione delle migliori prassi e tecnologie per migliorare la resilienza delle società più piccole; 3) il miglioramento della nostra base di conoscenza attraverso la ricerca e lo sviluppo; 4) e il potenziamento dell’empowerment dei partner della società civile per sviluppare narrative alternative".

L’obiettivo condiviso è quello di sviluppare forme di cooperazione contro il terrorismo su Internet, "sulla base dei principi di reciproca responsabilità e fiducia, difesa dei valori condivisi di libertà, inclusa la libertà di espressione".

I partecipanti hanno convenuto sulla necessità di "proseguire il dialogo e garantire un follow-up anche a livello di esperti. A questo proposito, hanno concordato sulla necessità di assegnare un ruolo significativo al Global Internet Forum to Counter Terrorism nonché di sostenere le società più piccole affinché sviluppino le capacità per combattere l’uso distorto per fini terroristici delle loro piattaforme".

Infine, la riunione ministeriale del G7 ha accolto con favore la creazione di una Rete di Ricerca Globale da parte del Global Internet Forum, con i rappresentanti delle istituzioni accademiche ed esperti per sviluppare congiuntamente l’analisi dell’uso di tecnologie da parte dei terroristi.

SCAMBIO DATI - Nel corso del G7 dei ministri dell’Interno, Minniti e il segretario reggente del Dipartimento della Sicurezza interna degli Usa, Elaine C. Duke, hanno sottoscritto l’Intesa di attuazione dell’Accordo fra il governo italiano e quello degli Stati Uniti per il rafforzamento della cooperazione nella prevenzione e nella lotta alle forme gravi di criminalità, firmato a Roma il 28 maggio 2009.

L’Intesa tecnica, spiega una nota, prevede lo scambio di dati dattiloscopici e consente di creare un meccanismo in base al quale i rispettivi punti di contatto nazionali possono accedere, tramite interrogazioni automatizzate, ai dati contenuti nei sistemi nazionali di identificazione delle impronte digitali, attivando una nuova e strategica forma di collaborazione operativa tra i due Paesi.

L’iniziativa è finalizzata a creare un network per verificare l’identità dei migranti, dei richiedenti asilo o dei rifugiati, allo scopo di accertare se gli stessi siano noti sospetti criminali o terroristi, creando un filtro sicuro (Secure Real Time Platform-Srtp). Secondo l’Intesa, in caso di concordanza fra i dati dattiloscopici, è consentita la trasmissione di informazioni supplementari sulla persona interessata, riferita a specifiche fattispecie criminose.

Confindustria: Berlusconi “ritorna" dopo 9 anni, a Capri tra selfie e applausi

CAPRI. Silvio Berlusconi “torna" in Confindustria a Capri, al tradizionale convegno dei giovani industriali, dopo 9 anni dalla sua ultima apparizione alla convention di Santa Margherita Ligure del 2008. Sbarcato in una piazzetta super affollata, tra turisti e industriali under 40, ha ricevuto una accoglienza calorosa. Stretto tra le guardie del corpo il Cavaliere ha però trovato il tempo di un selfie con una supporter mentre la passeggiata fino al hotel Quisisana, sede del convengo, veniva scandita da applausi e incitazioni, "Silvio, Silvio" e "grande presidente". Berlusconi dovrebbe parlare alla convention dei giovani imprenditori guidati da Alessio Rossi. 

Padre incendia casa: 3 bimbe morte, una grave

COMO. Dramma della follia a Como. Un uomo di nazionalità marocchina di 49 anni avrebbe volontariamente appiccato il fuoco all'abitazione in cui viveva con quattro bimbe di età compresa tra i 3 e i 12 anni. Lui e tre dei suoi 4 figli sono morti. Le piccole vittime, che avevano tra i 4 e i 12 anni, erano state soccorse già in arresto cardiaco all'interno dell'appartamento che in quel momento eta saturo di fumi da incendio. Due di loro sono stati trasportati all'Ospedale Sant'Anna. Per entrambi è stato constatato il decesso dopo un prolungato tentativo di rianimazione cardiopolmonare. Stessa sorte per un terzo, portato all'Ospedale Valduce di Como. È invece ripresa alle 11.05 l'attività cardiocircolatoria della bambina di 5 anni, quarta figlia coinvolta nell'incendio. I sanitari precisano che in questo caso è "indispensabile massima cautela, poiché la ripresa potrebbe essere solo temporanea e poiché il lungo periodo intercorso in arresto cardiaco rende la situazione particolarmente critica anche per le funzioni cerebrali". Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco.

Era una famiglia problematica e in una situazione di difficoltà. Dal Comune confermano che la madre dei quattro bimbi - di cui tre morti nell'incendio - era seguita dai servizi sociali e si trovava attualmente in una struttura lontano da casa. Il padre, trovato morto anche lui nella palazzina, sarebbe l'autore materiale dell'incendio che ha ucciso i suoi figli, ma i rilievi della polizia scientifica, coordinata dalla Procura di Como, sono ancora in corso. Tutte le persone coinvolte sono rimaste intossicate da cianuri. Il servizio Farmaceutico dell'Asst Lariana ha reso disponibili dosi di antidoto CianoKit.

Roma, giù dalle scale a scuola: muore 13enne

ROMA. Tragedia questa mattina in una scuola di Roma. Un ragazzo di 13 anni è morto dopo essere precipitato nella tromba delle scale dell'Istituto Santa Maria, in viale Manzoni, a Roma.

Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, intorno alle 12, mentre i ragazzi erano fuori dalle classi per la ricreazione, il tredicenne sarebbe salito al secondo piano dell'istituto, dove si sarebbe lanciato dalla tromba delle scale, precipitando nel vuoto. Il ragazzo è stato soccorso e trasportato in codice rosso all'ospedale San Giovanni, dove è morto per le gravi lesioni riportate.

Sul caso indaga la compagnia dei carabinieri Piazza Dante. Al momento l'ipotesi più accreditata dagli investigatori sarebbe quella del suicidio.

Allarme Ocse: Italia paese per vecchi

ROMA. L'Italia è già uno dei Paesi con più anziani nell'area dell'Ocse ma diventerà, nel 2050, il terzo Paese con più anziani nel mondo dopo Giappone e Spagna. È quanto emerge dai dati diffusi oggi dall'organizzazione internazionale.

Nel 2050, infatti, in Italia ci saranno 74 over 65 anni per ogni 100 attivi (persone di un età compresa tra i 20 e i 64 anni). Attualmente sono 38. Solo il Giappone (78 per 100) e la Spagna (76 per 100) precederanno il Belpaese.

In Italia i lavoratori più anziani (quelli fra i 55 e i 64 anni) lavorano e guadagnano più dei giovani, conferma l'Ocse nel rapporto da cui emerge come il tasso di occupazione dei lavoratori anziani è salito di 23 punti percentuali fra il 2000 e il 2016 mentre la quota di giovani con una occupazione è scesa di 11 punti.

LA SITUAZIONE NELL'AREA OCSE - L'invecchiamento della popolazione colpirà fortemente le giovani generazioni nell'area dell'Ocse e farà crescere le disuguaglianze, avverte l'organizzazione. Nel 2050, infatti, ci saranno 53 over 65 anni per ogni 100 attivi, contro 28 nel 2015 e 20 nel 1980.

Cresce la produzione di mozzarella di bufala Dop: +7,5%

CASERTA. L’Associazione Italiana Lattiero Casearia è ospite del Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala campana Dop per tenere il primo Consiglio Direttivo fuori sede. Ieri e oggi alle Cavallerizze della Reggia vanvitelliana i lavori dei vertici di Assolatte, incentrati sull’analisi dei mercati, in particolare sull’andamento dell’export.

“Siamo venuti a Caserta anche per approfondire la conoscenza di un territorio molto importante per la tradizione lattiero-casearia italiana, un modello che si sta facendo spazio in tutto il mondo, come testimoniano i più recenti dati sull’esportazione”, dichiara Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte. “La mozzarella di bufala campana Dop – aggiunge – si conferma un prodotto glocal, con radici sul territorio ma uno sguardo ben proiettato all’estero. Non c’è Paese che non apprezzi questo prodotto e la domanda internazionale cresce a un ritmo davvero sostenuto, nonostante si tratti di un prodotto freschissimo che ha nella logistica un punto ancora delicato, sul quale stiamo lavorando di comune intesa, con un occhio attento all’innovazione”.

Tra Consorzio di Tutela e Assolatte negli ultimi anni si è rafforzata la collaborazione che ha favorito anche partnership industriali volte alla diffusione del prodotto. Il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo, commenta: “Siamo onorati di accogliere i rappresentanti di Assolatte, con cui condividiamo principi e valori imprenditoriali, rafforzati da questa occasione. Ci siamo confrontati sullo scenario attuale del comparto, che cresce sempre di più anche rispetto ai numeri record del 2016. Basti pensare che nei primi 8 mesi del 2017 registriamo un incremento della produzione del 7,5 per cento su base annua. Numeri che ci rendono orgogliosi e ci spingono ad andare avanti con passione per creare ulteriori occasioni di sviluppo”.

Ieri sera l’accoglienza con una cena firmata dallo chef Peppe Daddio e dal pizzaiolo Franco Pepe. Il presidente Ambrosi ha donato al Consorzio di Tutela un prezioso e raro manoscritto della Regia Scuola di Agraria di Portici del 1888 “Lezioni di caseificio”, che andrà ad arricchire la nuova biblioteca del Consorzio.

 

Caso Yara, i giudici: «Dna è di Bossetti, prova è irripetibile»

Nessun dubbio sulla prova regina: il Dna è di Massimo Bossetti. Con queste motivazioni i giudici d'appello di Brescia spiegano la condanna all'ergastolo per il muratore di Mapello, accusato del delitto aggravato della 13enne Yara Gambirasio. Nella sentenza d'appello dello scorso 17 luglio, che ha confermato il massimo della pena già inflitto in primo grado, la corte evidenzia inoltre che sulla traccia genetica - la traccia mista di Bossetti e di Yara trovata sugli slip e i leggings della vittima - non può essere effettuata una perizia, come chiesta più volte dalla difesa degli imputati. 

"Quello che è certo, in ogni caso, - si legge nelle motivazioni - è che non vi sono più campioni di materiale genetico in misura idonea a consentire nuove amplificazioni e tipizzazioni; si deve, quindi, ribadire ancora una volta e con chiarezza che una eventuale perizia, invocata a gran voce dalla difesa e dallo stesso imputato, non consentirebbero nuove amplificazioni e tipizzazioni, ma sarebbe un mero controllo tecnico sul materiale documentale e sull'operato del Ris".

E quindi "la famosa perizia genetica sarebbe necessariamente limitata ad una mera verifica documentale circa la correttezza dell'operato del Ris e dei consulenti dell'accusa, pubblica e privata".  E' attraverso quella traccia genetica, al termine di una lunga indagine durata quasi quattro anni, che gli investigatori riescono a dare un volto a Ignoto 1, unico imputato per l'omicidio di Yara, uccisa a Brembate (Bergamo) il 26 novembre 2010 e trovata senza vita in un campo di Chignolo d'Isola dopo tre mesi di ricerche.

Per la corte d'appello di Brescia presieduta da Enrico Fischetti, il Dna costituisce la prova granitica contro l'imputato, una certezza che si sarebbe formata durante il dibattimento. "Pertanto, - si evidenzia nelle motivazioni - deve ritenersi che la doglianza della difesa circa la violazione dei principi del contraddittorio e delle ragioni difensive sia del tutto infondata". 

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