Giovedì 13 Dicembre 2018 - 19:12

Maturità, ecco come sarà il nuovo esame

Dalla composizione della traccia del Liceo classico, al numero di quesiti che saranno proposti allo Scientifico. Passando per le tipologie di elaborato che potranno essere oggetto d’Esame per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing degli Istituti tecnici. Sul sito del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sono disponibili da oggi tutti i quadri di riferimento per la predisposizione e lo svolgimento degli scritti della nuova Maturità, che debutterà a giugno con le regole previste dal decreto legislativo 62 del 2017.

Due scritti invece di tre, con l’eliminazione della terza prova, elaborata dalle commissioni, e una conseguente maggiore attenzione alle prime due prove, predisposte a livello nazionale: questa una delle principali novità del nuovo Esame. I quadri pubblicati oggi descrivono caratteristiche e obiettivi in base ai quali saranno costruiti sia il primo scritto, italiano, che la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi. E sono il frutto del lavoro di esperti delle varie discipline che hanno contribuito alla loro stesura. Per docenti e studenti sarà dunque possibile cominciare a esercitarsi con specifiche simulazioni. Anche il ministero, a partire dal mese di dicembre, metterà a disposizione tracce-tipo per accompagnare ragazzi e insegnanti verso il nuovo Esame.

Per la prima volta vengono poi rese disponibili anche apposite griglie nazionali di valutazione, che consentiranno alle commissioni di garantire una maggiore equità e più omogeneità nella correzione degli scritti. Anche queste sono disponibili on line da oggi. “Prosegue il lavoro di accompagnamento verso il nuovo Esame - dichiara il ministro Marco Bussetti - Il MIUR, anche alla luce delle nuove regole, lavorerà affinché le tracce siano davvero corrispondenti con quanto fatto dai ragazzi durante il percorso di studi, fornendo apposite indicazioni agli esperti che dovranno produrre i testi. Nei prossimi giorni partirà un Piano di informazione e formazione che accompagnerà le scuole. Da domani ci saranno conferenze di servizio sull’intero territorio nazionale che proseguiranno nelle prossime settimane”. A gennaio saranno pubblicate le materie per la seconda prova, a febbraio la complessiva ordinanza sugli Esami, che normalmente viene emessa a maggio.

La prima prova - Il prossimo 19 giugno, data della prima prova, i maturandi dovranno innanzitutto dimostrare di “padroneggiare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nei vari contesti” e, per la parte letteraria, di aver raggiunto un’adeguata competenza sull’”evoluzione della civiltà artistica e letteraria italiana dall’Unità ad oggi”. I testi prodotti saranno valutati in base alla loro coerenza, alla ricchezza e alla padronanza lessicali, all’ampiezza e precisione delle conoscenze e dei riferimenti culturali, alla capacità di esprimere giudizi critici e valutazioni personali. La prova avrà una durata di sei ore. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra sette tracce riferite a tre tipologie di prove (tipologia A, due tracce - analisi del testo; tipologia B, tre tracce - analisi e produzione di un testo argomentativo; tipologia C, due tracce - riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità) in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

La seconda prova - La seconda prova scritta del 20 giugno potrà riguardare una o più discipline caratterizzanti gli indirizzi di studio, come previsto dalla nuova normativa. La scelta delle discipline su cui i maturandi dovranno mettersi alla prova avverrà a gennaio. Intanto i quadri pubblicati oggi consentono di avere uno schema chiaro di come sarà composto lo scritto, indirizzo per indirizzo, materia per materia. Per il Liceo classico, ad esempio, la prova sarà articolata in due parti. Ci sarà una versione, un testo in prosa corredato da informazioni sintetiche sull’opera, preceduta e seguita da parti tradotte per consentire la contestualizzazione della parte estrapolata. Seguiranno tre quesiti relativi alla comprensione e interpretazione del brano e alla sua collocazione storico-culturale. Il ministero, secondo quanto previsto dalla nuova normativa, potrà optare anche per una prova mista, con entrambe le discipline caratterizzanti, Latino e Greco. Un altro esempio, per lo Scientifico la struttura della prova prevede la soluzione di un problema a scelta del candidato tra due proposte e la risposta a quattro quesiti tra otto proposte. Anche in questo caso la prova potrà riguardare ambedue le discipline caratterizzanti: Matematica e Fisica. Per i Tecnici la struttura della prova prevede una prima parte, che tutti i candidati sono tenuti a svolgere, seguita da una seconda parte, con una serie di quesiti tra i quali il candidato sceglierà sulla base del numero indicato in calce al testo. Anche qui potranno essere coinvolte più discipline. Ad esempio per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing l’elaborato consisterà in una delle seguenti tipologie: analisi di testi e documenti economici attinenti al percorso di studio; analisi di casi aziendali; simulazioni aziendali. Per i Professionali la seconda prova si comporrà di una parte definita a livello nazionale e di una seconda parte predisposta dalla Commissione, per tenere conto della specificità dell'offerta formativa dell'Istituzione scolastica.

L’orale - Le indicazioni complete sul colloquio saranno fornite nel decreto con le discipline scelte per la seconda prova, che sarà emanato a gennaio e sarà coerente con quanto indicato dal decreto 62 del 2017. La commissione proporrà ai candidati di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti e problemi per verificare l'acquisizione dei contenuti delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale, anche utilizzando la lingua straniera. Nel corso del colloquio, il candidato esporrà, con una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro svolte. Il colloquio accerterà anche le conoscenze e le competenze maturate nell'ambito delle attività di Cittadinanza e Costituzione. La commissione dovrà comunque tenere conto di quanto indicheranno i docenti nel documento di classe che sarà consegnato ai commissari con il percorso effettivamente svolto.

Alex avrà il midollo da uno dei genitori

Arriverà questa settimana a Roma il piccolo Alessandro Maria Montresor, il bimbo di 19 mesi affetto da una rara e gravissima malattia, la linfoistiocitosi emofagocitica, che aveva fatto partire una catena di solidarietà fra gli italiani nelle scorse settimane: in migliaia si sono sottoposti a screening per verificare la compatibilità per una donazione di midollo osseo. Tramite registro internazionale è stato anche trovato un donatore compatibile, non italiano, ma che si è reso disponibile solo dopo la metà di gennaio.

Tempi purtroppo incompatibili con la malattia di Alex, che sarà dunque ora trasferito all'ospedale Bambino Gesù di Roma, da Londra, dove risiede con la famiglia e dove è in cura presso il Great Ormond Steet Hospital, "per sottoporlo alle cure dell'equipe italiana", hanno annunciato ieri i genitori su Facebook.

Si tratta, in particolare, di un tentativo di trapianto di midollo osseo da uno dei due genitori. Il trasferimento all'ospedale pediatrico capitolino, all'avanguardia per questo genere di cure con cellule staminali, è previsto per questa stessa settimana e il piccolo sarà seguito dell'equipe di Franco Locatelli. I genitori di Alessandro esortano comunque a continuare a iscriversi al registro italiano del midollo osseo "per regalare con un piccolo gesto d'amore una speranza di vita ai tanti Alessandro Maria che aspettano e lottano nell'attesa

«Nati i primi bambini con Dna modificato»

Un ricercatore cinese sostiene di aver creato i primi bambini geneticamente modificati al mondo: si tratta di due gemelline, il cui Dna sarebbe stato alterato attraverso un nuovo potente strumento in grado di 'riscrivere' la base della vita, cioè il nostro codice genetico. Il medico lo ha rivelato a Hong Kong a uno degli organizzatori di una conferenza internazionale sull'editing genetico, al via domani, spiegando anche la procedura utilizzata in un video su 'YouTube'.

Secondo quanto riporta il 'Telegraph' online, anche uno scienziato americano avrebbe affermato di aver preso parte al lavoro in Cina: questo tipo di editing genetico è vietato negli Stati Uniti, perché i cambiamenti introdotti nel Dna possono passare alle generazioni future e rischia di danneggiare altri geni. Ed è il motivo per cui alcuni studiosi ritengono sia una procedura da non tentare.

Ma il ricercatore He Jiankui, che ha studiato a Stanford, prima di tornare in patria e aprire a Shenzhen due compagnie di genetica e lavorare all'università della regione meridionale cinese, è andato contro ogni pregiudizio e ha dichiarato di essere intervenuto sugli embrioni di 7 coppie che si erano sottoposte a trattamenti di fertilità, delle quali finora una ha ottenuto la gravidanza dando alla luce le due bambine. Il suo obiettivo non era quello di curare o prevenire una malattia ereditaria, ma di provare a conferire un tratto che poche persone hanno naturalmente: la capacità di 'resistere' alle possibili infezioni da Hiv, il virus dell'Aids. Non c'è però alcuna conferma indipendente della sua ricerca, che non è stata pubblicata su una rivista né quindi esaminata da altri esperti.

"Due bimbe cinesi, che chiameremo Lulu e Nana per proteggere la loro privacy - dice He Jiankui - sono nate sane poche settimane fa. La loro madre Grace ha iniziato la gravidanza con la fecondazione in vitro, con una differenza: subito dopo la fertilizzazione artificiale", è stata utilizzata la tecnologia 'taglia e cuci' Crispr/Cas9 perproteggere le piccole da una futura infezione da Hiv. "L'intervento - prosegue lo studioso - riproduce una variazione genetica naturale condivisa da oltre 100 milioni di persone di origine prevalentemente europea, che conferisce una forte resistenza all'infezione da Hiv-1 e alla progressione della malattia".

"Crispr/Cas9 - aggiunge - è stato studiato nelle cellule umane ma non era ancora stata tentata la chirurgia genica in embrioni destinati alla gravidanza. La sicurezza rimane una preoccupazione chiave - assicura - in particolare per quanto riguarda possibili modifiche involontarie al genoma. Per valutarle, i genomi delle bambine sono stati sottoposti a screening mirati, prima dell'impianto embrionale, durante la gravidanza e dopo la nascita. I dati hanno indicato che non è stata apportata alcuna modifica al di fuori del bersaglio a cui miravamo, né sono avvenute delezioni. Ulteriori valutazioni per confermare questi risultati saranno condotte il prossimo anno e presto pubblicheremo i nostri dati".

Casamonica, Salvini sulla ruspa

E' partita la demolizione della villa, in via Roccabernarda a Roma, confiscata ai Casamonica. A dare il via alle operazioni il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il ministro dell'Interno Matteo Salvini che è simbolicamente salito su una delle due ruspe, l'ha messa in moto e, con l'aiuto di un militare dell'esercito, l'ha simbolicamente azionata. "Ho visto che stamattina- ha detto il vicepremier - Guerino Casamonica mi ha offerto un caffè... No grazie, preferisco altre frequentazioni. Se lo prendano con qualcun altro". ''Inseguiremo i delinquenti via per via, quartiere per quartiere - ha poi aggiunto - quindi il caffè lo prendesse con qualcun altro''.

Stamattina Guerino Casamonica, detto Pelè, che abita in via Roccabernarda, a pochi metri di distanza dalla villa confiscata ai Casamonica, ai giornalisti che gli chiedevano cosa pensasse dell'arrivo del ministro dell'Interno ha risposto: ''Salvini? Ben venga, se vuole gli offro anche il caffè. Anzi se vuole glielo porto pure''. "Noi - ha poi assicurato - non controlliamo nessun territorio". Rispetto alle demolizioni, Guerino ha detto: "Sono tranquillo, mi interessa zero". E alla domanda 'chi siano i Casamonica Pelè ha risposto: "Come la famiglia Rossi, come altre persone". "Non penso che la mia famiglia sia sotto attacco", ha aggiunto. Poi, a proposito delle ville da demolire, ha spiegato: "Qui è tutto abusivo, la mia è stata condonata".

Il presidente della Regione Lazio Zingaretti ha sottolineato: "Non vogliamo distruggere ma ricostruire e dimostrare che quello che si toglie alle mafie si può dare alle persone. Questa area verrà data al comitato di quartiere". "La parola confisca è corretta ma la parola più bella è il bene comune - ha sottolineato - Quando c'è la legalità torna la libertà della vita. Bisogna fare un salto culturale. Prima quando la gente veniva qui aveva quasi paura, ora i cittadini sono protagonisti della gestione degli spazi. Qui giocheranno bimbe e bimbi del quartiere".

Migliaia di donne in piazza contro la violenza

Migliaia di donne da tutta Italia sono scese in piazza oggi a Roma. "Non ci avrete mai" hanno scritto nei cartelli e, soprattutto, "la paura non ci appartiene" alla vigilia della Giornata nazionale contro la violenza di genere. "Siamo in 150mila", ritwitta il movimento organizzatore 'NonUnaDiMeno'. Il corteo, giunto alla sua terza edizione, è partito da Piazza della Repubblica, ed è arrivato in serata a San Giovanni, attraversando la Capitale.

"Siamo una marea", cinguettano le manifestanti, condividendo frasi sui social con l'hashag "in difesa della #legge194" e "contro il ddl Pillon sull'affido condiviso". "Patriarcato e razzismo sono due facce della stessa medaglia: rifiutiamo la paura, l'odio e la violenza" scrive 'NonUnaDiMeno' sul suo manifesto programmatico, chiedendo "strade sicure", oltre a "consultori" e centri antiviolenza".

"Bel corteo colorato e combattivo di donne determinate a difendere la loro autonomia" ha detto il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. "Quanto mai in questo momento storico per il Paese, dove le politiche del governo si fanno portatrici di un pensiero retrogrado e machista, occorre scegliere da che parte stare. Avanti così”.

Valanga a Sestriere, salvi due scialpinisti

Sono in salvo due scialpinisti travolti da una valanga che si è staccata intorno alle 13.30 al Sestriere nella zona di Punta Rognosa, a quota 3mila metri. Non dovrebbero esserci altre persone coinvolte ma sono ancora in corso le ricerche da parte del Soccorso alpino.

L'allarme è stato lanciato proprio dai due scialpinisti che sarebbero riusciti a liberarsi autonomamente dalla neve. I due, in buone condizioni di salute, hanno riferito al Soccorso alpino di non aver visto altre persone coinvolte. ''Allo stato attuale si presume che non vi siano persone travolte - sottolinea il Soccorso alpino - ma due elicotteri del 118 e una trentina di tecnici, comprese unità cinofile da valanga, stanno operando per bonificare la valanga che è di grosse dimensioni''.

In precedenza un altro allarme era scattato da Viso Mozzo, massiccio del Monviso, nel cuneese, dove una persona è stata travolta ed estratta dai suoi compagni di gita. Successivamente recuperata dall'eliambulanza è ora ricoverata in ospedale in codice verde.

Firenze, baby bulli a scuola con coltello

Tre ragazzi minorenni (16, 15 e 11 anni) sono entrati in una scuola di cui non erano alunni, durante l'orario di lezione e, brandendo un coltello, hanno seminato il panico tra studenti, insegnanti e personale scolastico. E' successo mercoledì scorso intorno alle 12.30 a Firenze, nella scuola media Masaccio, a Campo di Marte. La notizia è riportata oggi dai quotidiani locali. Tutti e tre i protagonisti del blitz, due italiani e uno straniero, sono stati denunciati per minaccia aggravata. Quanto accaduto sarebbe stato anche ripreso con un telefonino e il video postato sui social.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti della squadra mobile, che conducono le indagini coordinate dalla procura dei minori, I tre sono entrati nell'istituto da una finestra e sono stati notati da un custode che li ha invitati ad andarsene. In risposta i tre lo avrebbero minacciato. Alla scena hanno assistito anche degli alunni alcuni dei quali poi, una volta arrivata la polizia chiamata dal bidello, avrebbero riferito di conoscere i tre e che altre volte avevano compiuto gesti simili anche fuori dalla scuola.

I tre avrebbero anche mandato ad alcuni dei ragazzi che li conoscevano messaggi di minacce per cellulare. La squadra mobile ha identificato i tre protagonisti e, nel corso delle perquisizioni domiciliari, ha rinvenuto coltellini e pistole giocattolo senza tappo rosso e, in un caso, anche qualche grammo di hashish.

Michele Bravi coinvolto in un incidente: muore una donna

Michele Bravi è stato coinvolto giovedì sera in un incidente in cui ha perso la vita una motociclista. Il cantante, profondamente addolorato per l'accaduto, ha deciso di annullare il tour che doveva partire domani da Milano. A quanto si è appreso, il vincitore della settima edizione di X Factor, giovedì sera era alla guida di un'auto noleggiata con un servizio di car sharing nelal zona di San Siro quando si è scontrato, in circostanze ancora da chiarire, con una moto di grossa cilindrata guidata da una donna di 60 anni che è deceduta dopo il trasporto in ospedale.

"Giovedì sera - ha comunicato lo staff del cantante sui profili social - Michele è rimasto coinvolto in un incidente stradale in cui purtroppo la conducente dell’altro veicolo interessato, non è sopravvissuta. Confidiamo nel lavoro della Magistratura nella determinazione delle responsabilità del sinistro. Quanto accaduto ha certamente ed intimamente sconvolto le vite di tutti coloro che erano legati alla persona che non c’è più e a Michele. In questo momento nel rispetto del dolore di tutti, gli impegni professionali presi in precedenza saranno annullati".

Nello specifico sono cancellati i due live di domenica 25 novembre presso il Teatro Principe di Milano e il live di mercoledì 28/11 a Roma presso la location Largo Venue. "Vorremmo specificare - sottolinea ancora lo staff - che l'intervista di Verissimo che andrà in onda oggi pomeriggio è il risultato di un intervento registrato il giorno precedente all’incidente. Vi preghiamo di rispettare il silenzio di Michele in modo che chi di dovere possa fare il proprio lavoro senza interferenze".

15enne torturato da baby gang, 4 in manette

Dopo le torture al coetaneo, la baby gang finisce in manette. La Squadra Mobile della Questura di Varese ha infatti dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di tre dei quattro minorenni che lo scorso 9 novembre avrebbero sequestrato e torturato un 15enne a Varese. Un quarto minorenne, anch’esso coinvolto, era stato già sottoposto a fermo di polizia giudiziaria in data 20 novembre, alla luce di un accertato e concreto pericolo di fuga; per quest'ultimo è stata celebrata in data odierna l'udienza di convalida, al termine della quale è stata disposta dal Gip la custodia cautelare. In una nota la Procura dei Minori, spiga che "l'asciutto riserbo di questo Ufficio, a fronte del legittimo allarme mediatico dei giorni scorsi, è stato imposto dalla necessità di acquisire elementi probatori irrinunciabili, quali l’esame della vittima, da pochi giorni in grado di riferire quanto subito, nonché il sopralluogo presso il garage dove si sono consumati i fatti".

E’ stato accertato che la giovanissima vittima, il 9 novembre scorso, è stata minacciosamente avvicinata da quattro coetanei e condotta presso un garage poco distante, nel quale è rimasta rinchiusa per circa tre ore e mezzo. Qui, il minore è stato sottoposto a percosse, minacce e sevizie. Per quanto acclarato allo stato delle indagini, dopo essere stato legato su una sedia con cavi di acciaio, è stato a più riprese picchiato; spogliato, a torso nudo e senza scarpe, gli è stata versata addosso acqua gelida e sapone liquido sugli occhi; gli è stato mostrato un coltello, la cui lama gli è stata appoggiata sulla mano immobilizzata, minacciandolo di tagliargli un dito; alcuni colpi gli sono stati inferti con un bastone ferrato; il giovane è stato inoltre minacciato di morte. Per evitare che gridasse, i sequestratori gli hanno chiuso la bocca con nastro adesivo.

Infine è stato liberato, ma non prima che la vittima promettesse il silenzio. I minori sottoposti alle indagini potrebbero aver fumato marijuana prima di commettere i delitti. Il movente sarebbe da rinvenire nel saldo di un preteso credito di soli 40 euro maturato nei confronti di altro minorenne amico della vittima, sullo sfondo del piccolo spaccio. I minori sono tutti italiani, ad eccezione di uno di loro, di origini ivoriane. Frequentano le scuole medie inferiori o le prime classi delle scuole medie superiori, con percorsi di studio non regolari. Sono tutti giovanissimi, tra i quattordici ed i quindici anni.

I reati contestati sono il sequestro di persona aggravato, le lesioni personali aggravate, la rapina aggravata; è stato, altresì, contestato anche il delitto di tortura, di recente introduzione nel nostro sistema normativo, alla luce del verificato e comprensibile trauma psichico cagionato nella giovane vittima.

Giornalisti, Di Maio convoca Fnsi e Odg. Lo Russo e Verna: prima si scusi

«Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha convocato Fnsi e Ordine dei giornalisti ad un tavolo di confronto sull'equo compenso e sul precariato giornalistico. Nel ringraziare il ministro per l'invito, il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e il presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, gli hanno fatto presente che un confronto costruttivo fra il governo e gli enti dei giornalisti non può prescindere da un preventivo atto di pubblica ammenda degli insulti rivolti alla categoria». Lo affermano, in una nota, Federazione nazionale della Stampa italiana e Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti. «Lorusso e Verna hanno inoltre chiesto al ministro Di Maio di chiarire se il governo intenda favorire l'approvazione dell'emendamento sul superamento dei co.co.co - che rappresentano la forma più diffusa di sfruttamento del lavoro giornalistico - verso il lavoro dipendente, considerato che per ben due volte è stato proprio il governo a impedirne l'approvazione. Sindacato e Ordine hanno anche chiarito al ministro Di Maio che il confronto deve avvenire in un quadro di reciproca legittimazione, di cui ad oggi non si intravvedono i contorni, considerata la volontà di allargare l'invito ad altre e non meglio identificate associazioni, fuori dai confini tracciati dalla legge sull'equo compenso».

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