Martedì 25 Aprile 2017 - 6:42

Il Papa: "Stop violenza, Dio converta chi semina terrore"

CITTA' DEL VATICANO. "Il Signore converta i cuori delle persone che seminano terrore, violenza e morte. E anche i cuori di quelli che fanno e trafficano armi". Così Papa Francesco nella sua preghiera conclusiva nel corso della celebrazione della Domenica delle Palme in piazza San Pietro. Il Santo Padre ha ricordato le vittime dell'attentato "compiuto purtroppo oggi - dice - al Cairo, in una chiesa copta". "A mio fratello papa Tawadros II e a tutta la cara nazione egiziana, esprimo il mio profondo cordoglio", afferma Bergoglio. "Prego per i defunti e per i feriti, sono vicino ai familiari e all'intera comunità", aggiunge. Il Pontefice si recherà in Egitto il 28 e 29 aprile.

Blackout a Gardaland, famiglia bloccata a 20 metri d'altezza

ROMA. Blackout, a causa di uno sbalzo di energia, a Gardaland proprio nel giorno dell'apertura della stagione. “Oggi un anomalo straordinario sbalzo di energia da parte di Enel ha causato guasti a uno dei trasformatori del Parco. Ciò ha comportato un immediato black out dovuto alla mancanza di energia elettrica", afferma Aldo Maria Vigevani, amministratore delegato di Gardaland.

"Il Parco ha quindi subito un improvviso blocco di tutte le attività che hanno coinvolto ogni area, le attrazioni e i punti di ristoro - continua - E’ questo il motivo per cui sull’attrazione 'Sequoia Adventure' una famiglia è rimasta bloccata sul convoglio a 20 metri d’altezza ma è stata prontamente evacuata dal personale di sicurezza".

E-distribuzione, società del Gruppo Enel per la gestione della rete elettrica smentisce "di aver avuto alcun disservizio sulle proprie linee elettriche che alimentano il Parco Divertimenti di Gardaland". Lo precisa la stessa Enel in una nota spiegando che "la circostanza è già stata verificata direttamente con gli uffici tecnici del Parco Divertimenti stesso".

Paura a Milano, armato di coltelli semina il panico in strada

MILANO. Momenti di paura questa mattina a Milano, in Viale Monza. Un nordafricano armato di coltelli ha seminato il panico minacciando i passanti.

Attorno alle 7.30 è arrivata la segnalazione alla Questura che ha subito attivato mandato sul posto alcune Volanti. Giunti a viale Monza, all'altezza del civico 38, i poliziotti hanno circondato l'uomo, risultato privo di documenti e in evidente stato di alterazione.

Dopo un primo tentativo di mediazione, gli agenti hanno utilizzato lo spray urticante contro il nordafricano che però a quel punto è diventato ancora più violento. In una manciata di secondi, i poliziotti gli hanno sparato all'altezza delle gambe riuscendo a fermarlo. L'uomo si trova ora ricoverato all'ospedale Niguarda e non è in pericolo di vita.

Morto Sartori, politologo di fama mondiale

È morto il professore Giovanni Sartori, padre della scienza politica italiana, uno dei massimi esperti a livello internazionale. Aveva 92 anni. Professore emerito alla Columbia University di New York, è stato insignito di otto lauree honoris causa. Tra i numerosi titoli quello di accademico dei Lincei. Giovanni Sartori è deceduto nella sua casa romana nella notte tra domenica e lunedì scorsi, a causa di una crisi respiratoria, ma la notizia della scomparsa, come ha spiegato la famiglia, è stata divulgata per espressa volontà del defunto, solo tre giorni dopo la morte.

I pm archiviano l'inchiesta che stroncò la carriera del generale Vito Bardi

NAPOLI. Un altro caso di malagiustizia. È definitiva l'archiviazione della vicenda che ha coinvolto il generale della Guardia di Finanza Vito Bardi: sono stati gli stessi pubblici ministeri Vincenzo Piscitelli, Henry Woodcock e Celeste Carrano, che lo hanno indagato, a chiedere ed ottenere dal Gip del Tribunale di Napoli, Tommaso Miranda, di emettere il relativo decreto di archiviazione nei confronti dell'alto ufficiale, all'epoca dei fatti comandante in seconda della Guardia di Finanza. Sia la richiesta formulata dei pubblici ministeri sia il decreto del gip sono motivati dalla insussistenza di ogni ipotesi di illecito nella condotta dell'alto ufficiale e della conseguente infondatezza di elementi idonei a mantenere le ipotesi investigative che erano poste a sostegno di un provvedimento di perquisizione adottato nell'ambito di un'inchiesta che riguardava indagini su altri ufficiali e su alcuni imprenditori indagati per corruzione ed altri reati. 

Assistito fin dall'inizio della vicenda dagli avvocati Vincenzo Siniscalchi e Gaetano Balice, il generale Bardi ha dato sempre la sua completa disponibilità agli inquirenti fornendo ogni documentazione a dimostrazione della propria correttezza e chiedendo anche di essere interrogato, invano. I pubblici ministeri non hanno ritenuto di procedere a quest'ultimo atto processuale. Con il trascorrere del tempo, hanno dovuto stralciare la posizione del generale Bardi da quella degli altri indagati, rinviati a giudizio, ed hanno dovuto acquisire memorie e documenti chiarificatori da parte dei difensori e dello stesso generale. 

Dopo due anni, è arrivata la richiesta di archiviazione condivisa dal gip del tribunale di Napoli. 

'Ndrangheta, maxi-operazioni contro le cosche calabresi

REGGIO CALABRIA. Sono in corso dalle prime ore dell'alba due maxi-operazioni della Polizia di Stato in Calabria contro la 'ndrangheta. Colpiti duramente gli interessi economici delle cosche con arresti e sequestri di società, beni immobili e rapporti bancari.
I poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Calabria, diretti dalla Procura Distrettuale reggina, stanno eseguendo un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di presunti esponenti e fiancheggiatori di una cosca di Rosarno. L'indagine ha permesso di far luce sulle dinamiche economiche legate soprattutto al trasporto su gomma nella piana di Gioia Tauro.
Contestualmente la Squadra Mobile di Catanzaro, diretta dalla locale Procura Distrettuale, sta eseguendo un provvedimento di sequestro per alcune aziende operanti prevalentemente nel settore delle costruzioni, per un valore di alcuni milioni di euro.

Entrambe le operazioni sono state coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato.

Caltagirone, uccisa a coltellate. Ieri l'ultimo post: «Noi insieme appassionatamente»

ROMA. Una foto di loro due, abbracciati, in compagnia di altre due coppie e la scritta: "Noi insieme appassionatamente". Questo l'ultimo post pubblicato nella tarda serata di ieri, prima di essere uccisa nella notte dal suo convivente, da Patrizia Formica, la donna di 47 anni di Caltagirone (Catania) accoltellata a morte dal suo compagno Salvatore Pirronello di 53 anni. Nella foto i due sono in campagna, abbracciati, in compagnia di altri quattro amici, con cui hanno trascorso la domenica.

In mattinata, prima della scampagnata di ieri, Patrizia Formica aveva scritto, sempre su Facebook, sui cui era molto attiva: "Buongiorno a tutti. Fuori piove, e chi se ne frega, io ho il sole dentro, le persone che Amo sono accanto a me può anche arrivare il diluvio io mi sento al sicuro. Buona domenica a tutti".

E poi altre foto e video con su scritto: "Noi insieme, bellissima domenica". Poi, nella notte, la tragedia del tutto inaspettata che si consuma nella loro abitazione: l'uomo uccide la compagna accoltellandola, per poi costituirsi. Al momento non si conoscono i motivi del gesto, l'uomo avrebbe tuttavia affermato di essere stato colto da un raptus omicida.

Barista ucciso nel Bolognese, si cerca ex militare dell'Est Europa

BOLOGNA. Prosegue la caccia all'uomo che a Budrio, paese della campagna bolognese, sabato sera ha ucciso Davide Fabbri, 52 anni, titolare del bar Gallo, nella frazione di Riccardina. Fabbri aveva tentato di disarmare il malvivente entrato per rubare l’incasso di poche decine di euro ed era riuscito a strappargli la doppietta che aveva in mano. Il rapinatore, però, ha estratto una pistola e gli ha sparato un colpo al petto uccidendolo.

A quanto si apprende potrebbe esserci una possibile corrispondenza tra il sospettato e un ex militare dell'Est Europa, ricercato dalla procura di Ferrara perché sospettato di essere l'autore di alcune rapine commesse con modalità violente nella provincia ferrarese. Potrebbe essere lui l'assassino di Fabbri, anche se dal Comando provinciale dei carabinieri di Bologna parlano di una delle varie possibilità e di 'voli pindarici' riguardanti anche la corrispondenza tra l'arma dell'assassino (la pistola Smith Wesson cromata) e quella argentata rubata nella notte tra giovedì e venerdì a una guardia giurata a Consadolo, in provincia di Ferrara, che avrebbe riconosciuto il suo aggressore nel video della rapina al bar Gallo di Budrio: l'uomo avrebbe sparato un colpo di fucile per immobilizzarla.

L'arma, è da precisare, è quella in dotazione alle forze dell'ordine, perciò una delle più diffuse. I cittadini della provincia, però, pare che nei giorni scorsi abbiano notato una persona con un fucile a tracolla e un giubbotto militare che girava in bicicletta nelle zone di pianura al confine tra le province di Bologna e Ferrara. Ora non si esclude che possa essere il killer.

I carabinieri stanno setacciando la zona palmo a palmo, numerosi i posti di blocco sulle strade. L’elicottero dell’esercito, inoltre, è in volo con i sensori termici per rintracciare l'uomo. L'identikit dell'assassino corrisponderebbe a quello di un uomo che, giovedì notte, ha rubato una Smith & Wesson cromata a una guardia giurata, dopo aver sparato un colpo di fucile per immobilizzarla, a Consandolo, in provincia di Ferrara.

Dal filmato delle telecamere di sorveglianza, unito dalle testimonianze dei clienti del bar e della moglie della vittima, presenti al momento della rapina, emerge che l'uomo è alto 1.75, è robusto e tarchiato e probabilmente straniero dell’Est.

Indossava cappuccio, sciarpa e una giacca mimetica da cacciatore e aveva con sé una doppietta a pallini, sempre da cacciatore, e una pistola argentata, l’arma del delitto. Il pm Marco Forte ha aperto un’inchiesta contro ignoti per omicidio volontario e rapina aggravata mentre i Ris stanno esaminando una scia di sangue trovata fuori dal bar per ricavarne il dna. Nel video si vede l’uomo che entra nel locale e spara un colpo di doppietta a terra, ferendo lievemente un cliente con i pallini di rimbalzo. "Dammi la cassa" intima a Davide Fabbri che però reagisce, uccide il barista e, prima di andare via, minaccia Maria, la moglie del titolare. Non è escluso che ad aspettarlo fuori ci fosse un complice.

A Montecitorio esplode la rabbia dei terremotati

ROMA. "Vogliamo una risposta entro una settimana da parte del Governo e dei capi dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, altrimenti non ci spostiamo più dalla Salaria e bloccheremo il Paese". Lo dicono forte e chiaro i membri di alcuni comitati delle zone del Centro Italia colpite dal terremoto - tra cui 'La terra trema, noi no' e 'Quelli che il terremoto' - che questa mattina, 'armati' di trombette, fischietti e striscioni, si sono radunati in piazza Montecitorio per chiedere un rapido intervento da parte del governo e delle istituzioni.
"Sono passati sette mesi di parole - si è sfogata davanti alle telecamere di 'SkyTg24' Francesca Mileto, tra i coordinatori dell'iniziativa che si sta svolgendo in contemporanea in altri dieci comuni del cratere - e c'è ancora gente che dice 'bravi', ma che cosa hanno fatto? Non hanno fatto niente. Nemmeno rispetto per i morti. Non c'è bisogno che vi mandiamo un invito. Avete rotto le p... dovete stare in mezzo al popolo".

Stromboli, violenza sessuale su bimba di 10 anni: arrestato pensionato

ROMA. Arrestato un pensionato di 78 anni con l'accusa di violenza sessuale su minore. La misura cautelare eseguita dai carabinieri di Milazzo (Messina) è stata emessa dal gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, su richiesta della locale Procura guidata da Emanuele Crescenti.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Federica Paiola, sono scattate a fine ottobre dopo la denuncia presentata dalla vittima, una bimba inglese di 10 anni, in vacanza in Italia insieme alla famiglia. La piccola ha raccontato agli investigatori dell'Arma come durante un soggiorno a Stromboli fosse stata avvicinata da un pensionato che, dopo averle detto 'ciao', le avrebbe infilato una mano sotto il vestitino, sfiorandole l'abbigliamento intimo.

La piccola, in preda alla paura, è scappata raggiungendo i genitori e raccontando tutto. Immediata la denuncia presso la stazione dei carabinieri di Stromboli.

Le indagini hanno permesso di identificare l'uomo, anche grazie al racconto della bambina che ha riferito la drammatica esperienza "in modo preciso e dettagliato, senza una minima contraddizione, con una descrizione del tutto coerente con la versione dei fatti ricostruita dagli inquirenti" spiegano i militari. L'uomo, dopo essere stato rintracciato sull'isola di Lipari, è stato condotto in caserma e, dopo le formalità di rito, condotto a Stromboli per essere sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell'iter giudiziario.

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