Domenica 25 Febbraio 2018 - 12:45

Il Papa: «Il peccato rende impuri»

CITTà DEL VATICANO. «Nessuna malattia è causa di impurità: la malattia certamente coinvolge tutta la persona, ma in nessun modo intacca o impedisce il suo rapporto con Dio. Anzi, una persona malata può essere ancora più unita a Dio. Invece il peccato, quello sì che ci rende impuri». È quanto sottolinea Papa Francesco, nel corso dell’Angelus in piazza San Pietro.

Pamela, indagini non ancora chiuse

MACERATA. L’attività investigativa sinora svolta sul caso della morte di Pamela Mastropietroha fatto registrare «risultati da ritenersi ancora provvisori, dato che gli accertamenti di natura scientifica hanno tempi fisiologicamente non brevissimi». A chiarirlo in una nota è il procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio, secondo il quale «le indagini non possono ritenersi affatto concluse». Nella nota si chiarisce anche che «la Procura di Macerata è ancora in attesa di conoscere l’esito di numerosi accertamenti di laboratorio, effettuati e ancora da effettuare, da parte del Ris dei carabinieri di Roma». 

Carnevale a Napoli: bambini mascherati da Gino Sorbillo e Zia Esterina

La magia del Carnevale a Napoli è unica e senza eguali nel mondo. Infatti nel centro storico della città di Partenope sono stati avvistati due bambini mascherati da Gino Sorbillo e Zia Esterina. Il noto pizzaiolo napoletano non è rimasto impassibile a quanto accaduto. «Orgoglioso di questa scelta, questi sono gli esempi della napoletanità sana e positiva che anche i piccoli devono avere».

Evasione fiscale, Briatore condannato in appello

ROMA. Pena ridotta in appello per Flavio Briatore condannato ad 1 anno e sei mesi, insieme ad altre quattro persone, per reati fiscali legati all'attività di noleggio dello yacht Force Blu. È questo il contenuto della sentenza emessa oggi dalla Corte d'Appello di Genova nel processo nel quale l'imprenditore, insieme agli altri quattro imputati, secondo l'accusa avrebbe usato il megayacht per fini diportistici in acque territoriali italiane simulando un’attività di charter e non sarebbe stata versata la dovuta Iva all'importazione per 3,6 milioni di euro, in riferimento al periodo tra il luglio 2006 e il maggio 2010. 

Il Force Blue era stato posto sotto sequestro dalla Guardia di finanza nel maggio 2010 nelle acque antistanti La Spezia con a bordo la moglie di Briatore, Elisabetta Gregoraci, il figlio della coppia e una ventina di membri dell'equipaggio. Secondo l'accusa l'uso di carburante indicato come esente dalle accise era invece soggetto a imposte e sarebbero state inoltre emesse fatture per operazioni inesistenti. In primo grado l'imprenditore era stato condannato a un anno e 11 mesi con la condizionale ed era stata disposta la confisca dello yacht. La procura generale aveva chiesto 4 anni di reclusione. La Corte d’Appello di Genova ha inoltre stabilito di mantenere la confisca del Force Blue.

La Corte d'Appello di Genova nell'ambito del processo di secondo grado sull'attività di noleggio dello yacht Force Blu ha condannato oggi, oltre a Flavio Briatore, anche il comandante dello yacht, Ferdinando Tarquini. Per lui 1 anno e sei mesi di reclusione - rispetto ad una pena richiesta di 3 anni e 8 mesi - così come per uno degli amministratori della società proprietaria del megayacht, Dominique Warluzel, per il quale erano stati chiesti invece 2 anni e 6 mesi.

La sentenza ha confermato l'assoluzione di uno degli amministratori, Laurence Eckle Teyssedou, e stabilito l'estinzione del reato per prescrizione invece per Maria Pia De Fusco, anche lei ex amministratrice fino al 2008 per la quale la pena richiesta era stata di 2 anni. Lo yacht Force Blue, per il quale è stata confermata la confisca, potrà navigare solo con un amministratore.

"Prendiamo atto della decisione della Corte e faremo ricorso in Cassazione, convinti dell'innocenza di Briatore". Lo ha spiegato all'Adnkronos Massimo Pellicciotta, avvocato di Flavio Briatore, dopo la sentenza di condanna. La Corte si è riservata 70 giorni per emettere le motivazioni.

Pamela, per la Procura l'indagine è chiusa

MACERATA. "Riteniamo l'indagine chiusa". Lo ha detto all'Adnkronos il procuratore di Macerata Giovanni Giorgi in merito all'inchiesta sulla morte di Pamela Mastropietro. "Per noi non ci sono altri indagati oltre ai tre nigeriani fermati", ha precisato il procuratore. "Ora ci concentreremo sugli approfondimenti", ha concluso.

 

 

Corteo antifascista, Macerata blindata

MACERATA. Macerata blindata per il corteo antifascista. Scuole chiuse, stop del trasporto pubblico urbano dalle 13.30 e un'ordinanza della polizia per la regolamentazione temporanea della viabilità: così la cittadina marchigiana si è preparata alla manifestazione di oggi, partita dai Giardini Diaz in direzione Sferisterio.

Il corteo attraverserà nel corso del pomeriggio viale Puccinotti, viale Trieste, piazza Nazario Sauro, via Diomede Pantaleoni, viale Leopardi, piazza Garibaldi, Rampa Giardini Diaz fino poi ai Giardini Diaz. La polizia locale ha disposto il divieto di sosta con rimozione coattiva dalle ore 10 oltre che sul percorso del corteo anche in via Morbiducci, nel tratto compreso tra i Giardini Diaz e via IV Novembre.

 

In migliaia da movimenti e centri sociali di tutta Italia si sono radunati ai giardini Diaz. In piazza anche il fondatore di Emergency, Gino Strada, manifestanti della Fiom e dell’Usb, ma si vedono anche bandiere di Potere al Popolo e fazzoletti dell'Anpi. Ad aprire il corteo lo striscione "Movimenti contro ogni fascismo e razzismo". Partecipano alla manifestazione anche gli esponenti di Liberi e Uguali, Pippo Civati e Nicola Fratoianni.

Lite in centro migranti: 19enne accoltellato a morte

CAGLIARI. Omicidio nella notte nel centro di accoglienza ‘Le Sorgenti’ di Villacidro, in provincia di Cagliari. Richard Amissah, 19enne del Ghana, è stato accoltellato a morte da un altro ospite del centro al culmine di una lite per futili motivi. Si tratterebbe di un connazionale della vittima, immediatamente fermato dai carabinieri della compagnia di Villacidro. Sul posto ha effettuato il sopralluogo il magistrato di turno, insieme al medico legale.

 

 

Traffico di carte di credito nel dark web, 13 arresti in 16 Paesi: uno a Napoli

ROMA. Carte di credito e codici bancari sottratti tramite tecniche di hacking e un bottino da oltre 530 milioni di dollari in tutto il mondo: una pericolosa organizzazione criminale operante nel dark web è stata smantellata nell'ambito dell'Operazione Infraud, grazie alla collaborazione tra l'Homeland Security Investigation (Hsi) statunitense e la Polizia di Stato. Tredici le persone arrestate ieri in 16 Paesi del mondo, tra cui uno in Italia. Residente in Campania, l'italiano della provincia di Napoli, destinatario di mandato di cattura internazionale, faceva parte dell'organizzazione sin dal 2010, con il nickname “Dannylogort". Il presunto capo dell'organizzazione, ucraino, era già stato tratto in arresto la scorsa settimana in Thailandia. L'attività criminale era focalizzata sulla compravendita di migliaia di carte di credito rubate e clonate, di codici di verifica (CVV) per la spendita delle carte online, di codici di accesso a servizi di home-banking e più in generale, di dati personali e riservati appartenenti a migliaia di vittime in tutto il mondo. Confidando sul presunto anonimato offerto dalle moderne reti del dark web, l'associazione criminale mirava a rendere ancora più ostico il lavoro delle forze dell'ordine grazie all'utilizzo di Liberty Reserve, nota piattaforma di scambio di cryptomonete virtuali, in passato utilizzata da criminali di tutto il mondo per il compimento di attività illecite e chiusa nel 2013 dagli Stati Uniti, all'esito di un'indagine che si concluse con la condanna del fondatore Arthur Budovsky a 20 anni di reclusione per riciclaggio internazionale.

Esplode azienda chimica nel Comasco: 7 feriti

Sette feriti di cui tre gravi. È il bilancio dell'esplosione di un serbatoio dell'azienda chimica Ecosfera di Bulgarogrosso, nel comasco, specializzata nel trattamento di rifiuti industriali. È accaduto intorno alle 14. Al momento dello scoppio dell'incendio c'erano 33 persone.

Oltre a quelli più gravi, ci sono altri sei feriti in codice giallo portati negli stessi ospedali e alcuni codici verdi in fase di valutazione.

Sul posto è stato necessario l'utilizzo di un elisoccorso per il trasporto di un ferito grave a Varese e di un altro a Lecco.

Diverse famiglie sono state evacuate dalle case più vicine all'azienda, anche per i timori legati all'ampia nube nera provocata dall'incendio. Ma in una nota, pubblicata sul sito del comune di Bulgarograsso, l'azienda regionale per la protezione ambientale fa sapere che «a seguito delle rilevazioni da parte dei tecnici di Arpa Lombardia si comunica che al momento non ci sono sostanze tossiche disperse in atmosfera».

«I gay infettano il mondo», vergogna a Milano

«Gay, c'è poco da essere pride... come infettare il mondo con un mare di malattie legate ai comportamenti omosessuali». Inizia così il manifesto affisso davanti al Liceo “Leonardo Da Vinci" di Milano in seguito a un'assemblea sui diritti LGBT convocata dagli studenti il 30 gennaio scorso, che ha sollevato diverse polemiche. Dopo l'assemblea, alcuni docenti dell'istituto hanno inviato una mail ai genitori dei ragazzi per attaccare tale iniziativa del 30 gennaio.

«Nel testo vengono riproposti i classici stereotipi e le mezze verità strumentali che negli anni hanno fatto da base per giustificare la discriminazione nei confronti delle persone LGBT» denuncia il Circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli", che ha pubblicato il manifesto choc in seguito alla segnalazione di alcuni docenti e genitori indignati.

«Non possiamo non notare - afferma il presidente del Circolo, Sebastiano Secci - come questo orribile episodio si inserisca in un clima politico che sta pericolosamente virando verso odiose posizioni di divisione, intolleranza e chiusura, con l'emersione di spinte fasciste e reazionarie che preoccupano tutte e tutti noi. Dipingere la comunità “LGBT+" come un gruppo di 'untori' vuole proprio aumentare la diffidenza e il discredito nei nostri confronti agli occhi della collettività».

«Noi non ci stiamo - continua Secci -. Il nostro movimento lavora da decenni per diffondere una cultura della sessualità libera e responsabile, lavorando con dedizione per informare tutti i cittadini sulle infezioni sessualmente trasmissibili che, spiace doverlo ricordare nel 2018, a differenza degli omofobi, non discriminano in base all’orientamento sessuale».

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