Martedì 26 Settembre 2017 - 18:07

Stupro a Rimini, ecco la foto del branco

Continua la caccia al branco dei violentatori di Rimini. Le loro immagini, registrate dalle telecamere di sorveglianza, sono state riconosciute da quasi tutte e quattro le vittime. Da quelle immagini è  trapelato un fotogramma (nella foto da Sky Tg24) in cui si vedono, di spalle, tre dei quattro componenti del gruppo. Le telecamere mostrano tre giovani, con bermuda, un cappellino in testa, uno con la felpa e il cappuccio. Il fotogramma è del 26 agosto, quasi alle 4 di notte.

La trans peruviana è stata la prima a riconoscerli nelle immagini che la polizia le ha mostrato. Ne ha riconosciuti due su quattro anche il turista polacco mentre la moglie, ancora sotto choc, non ha la certezza. La donna di Legnano, aggredita il 12 agosto col marito, che non li aveva identificati nei fotogrammi, ha invece riconosciuto, da una foto segnaletica, uno dei suoi aggressori, un nordafricano.

Gli inquirenti stanno mostrando le immagini anche ai personaggi che affollano la vita notturna riminese, pusher, buttafuori dei locali, migranti e esercizi che vendono kebab. 

La polizia scientifica è tornata sul luogo della seconda aggressione (quella alla trans), a caccia di nuove prove. Gli inquirenti hanno trovato un frammento della bottiglia con cui il branco avrebbe minacciato la transessuale peruviana e ora si dovrà stabilire se ci siano impronte digitali che possano aiutare a identificare i responsabili dei due stupri. Finora, a quanto si è appreso, è emerso che il branco è composto da quattro persone tra i 20 e i 30 anni, quasi certamente di origine maghrebina.

«Quel brevetto antirughe è mio», ex monaco fa causa a L'Oréal

Dennis Wyrzykowski, un ex monaco cattolico americano, ha fatto causa a L'Oreal accusando il gigante francese della cosmetica di violare con un suo prodotto i diritti brevettuali sulla formula di una crema anti-aging che la charity da lui guidata - il gruppo religioso Teresian Carmelites di Millibury, Massachusetts - vendeva online a 65 dollari al tubetto sotto il nome di Easeamine, per raccogliere fondi da donare ai poveri.

Nell'azione legale contro la compagnia d'Oltralpe, a Wyrzykowski e alla sua società, la Carmel Laboratories LLC, si è unita la University of Massachusetts Medical School che - secondo i promotori della causa depositata presso il tribunale distrettuale del Delaware - ha sviluppato la tecnologia alla base del prodotto concesso in licenza alla Carmel nel 2009. A ispirare l'antirughe al centro del contendere ci sarebbe infatti la scoperta, da parte di due scienziati dall'ateneo UMass, delle proprietà dell'adenosina. Un composto chimico individuato nelle cellule del cuore, in grado di ridonare elasticità alla pelle.

In un'intervista che rimbalza sulla stampa internazionale, Wyrzykowski ha accusato L'Oréal di «saccheggiare i poveri». Dal canto suo l'azienda che commercializza Revitalift, la linea finita 'nel mirino' del religioso, ha chiesto al giudice di respingere la causa. I legali del gruppo sostengono infatti che l'utilizzo dell'adenosina nei suoi prodotti non sia coperto dal brevetto dell'università del Massachusetts.

«Ammiriamo il lavoro» di Carmel e Teresian Carmelites e Carmel, hanno premesso gli avvocati, «ma non troviamo alcun fondamento in quanto ci viene contestato. Abbiamo espresso questo punto di vista in molte conversazioni avute con i Teresian Carmelites e i suoi consulenti legali negli ultimi 2 anni».

Quanto a Mark Shelton, portavoce della UMass Medical School, ha precisato che l'ateneo non è coinvolto nella redazione o nella presentazione della denuncia contro L'Oréal, ma è entrato nella vicenda perché è tenuto a proteggere il contratto di licenza con la Carmel. Mentre James Dobson Jr., fisiologo cardiovascolare in pensione, uno dei due scienziati che hanno svelato le virtù dell'adenosina, ha sottolineato che la scoperta valeva potenzialmente milioni di dollari. «Se sapessi che qualcuno sta violando il brevetto ne sarei molto turbato», ha detto, esprimendo preoccupazioni anche perché i proventi della tecnologia venivano usati «per una causa molto nobile».

I Teresian Carmelites hanno perso il riconoscimento della Chiesa cattolica nel 2008, ma a quanto spiega Wyrzykowski la comunità ha continuato la sua attività senza scopo di lucro e conta oggi circa 15 membri.

Pd, al Nazareno tutti in cassa integrazione per un anno

Da oggi tutti i dipendenti del Nazareno sono in cassa integrazione. La misura riguarda il 100 per 100 del personale, che è composto non solo da impiegati ma anche da giornalisti, e durerà un anno. Una decisione che rientra nel piano di razionalizzazione messo in atto per via dei conti in rosso dei dem e che è già sul tavolo di trattiva con i sindacati da alcuni mesi. Tuttavia c'è malumore tra i dipendenti che sostengono di aver saputo nel giro di 48 ore, con una lettera, che sarebbero andati in cassa integrazione, mentre speravano ancora soluzioni alternative.

«Mentre Renzi parlava della bellissima estate nella enews, a noi arrivavano le lettere con la notizia, a sorpresa, che saremmo andati in cassa integrazione due giorni dopo», è l'accusa di alcuni dipendenti. Una versione dei fatti che viene respinta dal tesoriere Pd, Francesco Bonifazi: «Questa è una follia storica».

Bonifazi riassume così all'Adnkronos la vicenda: «Ai primi di agosto siamo andati di fronte ai sindacati. C'erano Cisl, Cgil e Stampa Romana. Abbiamo esposto il nostro piano e tutti i sindacati lo hanno sostanzialmente avallato. Ci eravamo lasciati con l'impegno di rivederci il 28 agosto per presentare le percentuali di cassa integrazione, perchè noi speravamo di accedere agli ammortizzatori sociali il prima possibile. Il 28 l'incontro c'è stato e le parti sociali hanno nuovamente approvato il nostro piano».

Un piano che prevede percentuali diverse nella cassa integrazione. Secondo i dipendenti ci sarebbero state delle diseguaglianze nella quota di cassa integrazione. Insomma, il sospetto, qualcuno è stato favorito? «Assolutamente no -ribatte Bonifazi- nessun favoritismo tra chi è più o meno vicino... il trattamento è stato paritario e lo è stato così tanto che abbiamo ricevuto i complimenti per la nostra equità visto che anche la stessa capo del personale, che sedeva al tavolo della trattativa, è coinvolta dalla cassa integrazione come tutti gli altri dipendenti».

«C'è una parte della rappresentanza interna -aggiunge il tesoriere Pd- che si lamenta perchè chiedeva di sedere al tavolo della trattativa ma non può starci per legge. Io ovviamente ho informato tutti, ma i dettagli della trattativa li ho dovuti regolare con i tavoli previsti dalla legge. Quindi dire che è stata una mossa inaspettata, è del tutto pretestuoso».

Il Papa rivela: «Andavo dall'analista»

A 42 anni Jorge Mario Bergoglio andava da una psicanalista. Si trovava in Argentina e stava per assumere il ruolo di rettore del Collegio Maximo, luogo di formazione dei gesuiti, scrive l'Avvenire, riportando alcuni estratti delle rivelazioni contenute in un libro-intervista, di prossima uscita, anticipate dal francese “Le Figaro Magazine". Si tratta di dodici dialoghi-colloqui che il Pontefice ha avuto con il sociologo Dominque Wolton, direttore di ricerca al Cnrs.

Nell’estratto del libro, scrive l'Avvenire, «Bergoglio rivela di aver frequentato per sei mesi, una volta alla settimana, una donna medico e psicanalista di origine ebraica “per chiarire alcune cose". L’episodio sarebbe dunque collocabile tra il 1978 e il 1979 quando il futuro Pontefice veniva dall’esperienza di superiore provinciale della Compagnia di Gesù. “Quando stava per morire - aggiunge il Papa - lei mi chiamò. Non per ricevere i sacramenti, dato che era ebrea, ma per un dialogo spirituale. Era una persona molto buona"».

«No, nessuna sorpresa per il fatto che il Papa abbia riferito di essere andato molti anni fa per un breve periodo in analisi» assicura all'AdnKronos monsignor Bruno Forte, teologo e fra i più ascoltati consiglieri del Pontefice. «Anzitutto - spiega l'arcivescovo di Chieti - perché conosco bene Papa Francesco e so come sia un uomo libero e trasparente, anche nel parlare della sua vita».

Ma soprattutto, afferma il teologo, perché «il rapporto tra psicanalisi e religione si è andato chiarito sempre più negli ultimi decenni. In modo particolare, è risultato evidente che tutto dipende dalla concezione dell'uomo che propone la psicanalisi. Se dietro la psicanalisi c'è un'idea di uomo chiuso in sé stesso, il cui unico orizzonte è quello storico, terreno e mortale, è chiaro che è difficile per non dire impossibile aprire un dialogo con la fede, come in effetti è avvenuto con Freud».

Invece, prosegue monsignor Forte, «se la psicanalisi è aperta alla trascendenza, come nel caso di Jung, allora diventa uno strumento importante per aiutare anche chi percorre un cammino di fede: pure un credente può attraversare momenti in cui sente il bisogno di un sostegno anche in campo psicologico e psicanalitico».

Per il teologo, «una psicanalisi che non sia ideologica e che non chiuda pregiudizialmente alla fede, ma che sia rispettosa della dimensione religiosa dell'individuo, può essere di aiuto anche ai credenti. In tal senso, nessuna contraddizione».

Ma, avverte monsignor Bruno Forte, «non si confonda la psicanalisi con il sacramento della confessione, che è un dialogo con Dio, è aprire il proprio cuore al Signore attraverso la mediazione di un sacerdote, per ricevere il perdono e la grazia di Dio tramite la riconciliazione. Teniamo ben distinte l'esperienza della confessione dalle sedute di psicanalisi».

Vaccini, scuole potranno inviare elenchi iscritti alle Asl

Da oggi gli istituti scolastici e i servizi educativi per l'infanzia potranno trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl competenti per territorio per consentire la verifica della regolarità vaccinale senza aggiungere oneri burocratici a famiglie e pubblica amministrazione. È questa la decisione del Garante della Privacy che ha adottato «un provvedimento urgente - con valenza generale - per consentire un trattamento dei dati non previsto dalla normativa sui vaccini se non prima del 2019».

La decisione, si legge in una comunicazione del Garante, «risponde alla richiesta dell'Ufficio scolastico regionale per la Toscana e di numerose altre amministrazioni su scala nazionale che hanno manifestato l'intenzione di effettuare uno scambio automatico di dati sulla regolarità vaccinale - anche in assenza di una specifica norma che lo consentisse - al fine di favorire il rispetto degli obblighi vaccinali nei termini previsti dalla legge. In considerazione dell'esigenza segnalata e dell'imminente avvio dell'anno scolastico, il Garante ha adottato con procedura urgente un procedimento a valenza generale che autorizza una comunicazione di dati personali non sensibili dalle scuole alle autorità sanitarie».

In particolare, le scuole - sia quelli pubbliche, sia quelle private - e i servizi educativi per l'infanzia possono trasmettere l'elenco degli iscritti alle aziende sanitarie territorialmente competenti. Questi elenchi potranno essere usati per l'attività di verifica delle singole posizioni e per l'avvio delle procedure previste (ad esempio la convocazione dei genitori), nonché per la pianificazione delle attività necessarie a mettere a disposizione dei genitori la documentazione prevista dal decreto.

Inoltre il Garante ricorda che le aziende sanitarie, di propria iniziativa, al fine di semplificare le procedure, possono già inviare alle famiglie i certificati o altre attestazioni vaccinali per consegnarli alle scuole, senza dover aspettare che siano i genitori stessi a richiederli, nonché inviare altre comunicazioni relative agli obblighi vaccinali, anche a seguito di accordi con gli istituti scolastici.

Nella giornata di ieri, riferisce il Garante «sono giunte richieste da parte di alcune regioni che vorrebbero poter comunicare direttamente alle scuole, anche tramite le aziende sanitarie, i dati sulle vaccinazioni effettuate dagli alunni. Al riguardo, si ricorda che se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge, i soggetti pubblici possono richiedere al Garante di esprimersi in tal senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare - con parere conforme dell'Autorità - che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy».

«Sin dall'inizio della vicenda il Garante della Privacy ha offerto la massima collaborazione ai ministeri competenti e a tutte le altre amministrazione coinvolte» afferma il presidente Antonello Soro. «Per aiutare ulteriormente famiglie - continua Soro - scuole e regioni, abbiamo ritenuto ora necessario intervenire, nei limiti che ci sono consentiti dalla legge, per semplificare la vita alle famiglie e consentire un più celere flusso di dati. Ci auguriamo che questo provvedimento ristabilisca chiarezza e limiti i possibili rischi legati a uno scambio dati effettuato in assenza di una regolamentazione omogenea su tutto il territorio».

«Con il nostro provvedimento - conclude - è ora consentita la trasmissione dei registri degli iscritti dalle scuole alle Asl. Al momento, invece, manca un'adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle Asl alle scuole. Resta naturalmente ferma la nostra disponibilità a esaminare ogni soluzione normativa che possa eventualmente introdurre ulteriori semplificazioni».

Università, sciopero docenti: niente esami a settembre

Riparte l'università, ma gli esami 'si fermano'. Inizia infatti oggi, lunedì 28 agosto, lo sciopero di 5.444 professori e ricercatori di 79 diverse università italiane, finalizzato a denunciare il blocco degli scatti salariali del periodo 2011-2015. L'iniziativa si protrarrà sino al 31 ottobre, facendo saltare così la sessione autunnale degli appelli. "Tutti gli esami corrispondenti - si legge sulla lettera della proclamazione dello sciopero firmata dai professori - verranno spostati all'appello successivo, che si terrà regolarmente".

Alla base dello sciopero c'è quindi la richiesta, da parte dei professori, dello sblocco degli scatti a partire dall'1 gennaio 2015 anziché dall'1 gennaio 2016 e il riconoscimento dei loro effetti giuridici. ''Non è stata una decisione presa a cuor leggero - aveva detto a luglio all'Adnkronos Carlo Ferraro, coordinatore del Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria - ma dopo tre anni di continue sollecitazioni ai diversi governi, non avendo avuto risposte alle nostre richieste, siamo stati costretti a proclamare lo sciopero''. E infatti, la vicenda scatenante il malcontento della categoria, alle cui spalle non c'è nessun sindacato o organizzazione, si protrae da tempo "ed è conseguenza - si legge ancora sulla lettera di proclamazione dello sciopero - di una vertenza che si trascina senza esito apprezzabile fin dal 2014".

Le ripercussioni sugli studenti saranno inevitabili, ma per cercare di non danneggiarli sono stati previsti alcuni limiti allo sciopero. L’Autorità di garanzia per gli scioperi ha definito "legittima" l'iniziativa, ma con alcune limitazioni a tutela dei diritti degli studenti: "è consentita, nel periodo 28 agosto - 31 ottobre, la sospensione del primo appello laddove siano previsti più appelli nello stesso periodo; deve essere garantita l’organizzazione di un appello straordinario non prima del quattordicesimo giorno successivo a quello dello sciopero solo laddove la sessione d’esame consista in un unico appello; devono essere adottate tutte le misure necessarie al fine di evitare che l’appello straordinario pregiudichi la partecipazione degli studenti laureandi alla sessione di laurea autunnale, ivi compreso l’eventuale differimento della data di inizio di quest’ultima; deve essere garantita la massima diffusione della comunicazione di tale astensione e delle relative modalità attuative, con particolare riferimento all’erogazione delle prestazioni indispensabili, facendo ricorso anche all'ausilio di strumenti informatici (siti web, posta elettronica e intranet, ecc.)".

Stupra 17enne dopo la discoteca: arrestato

Una ragazza 17enne ha denunciato di avere subito una violenza sessuale dopo una notte passata in discoteca. La denuncia è arrivata ai carabinieri di Jesolo (Ve) da una ragazza di 17 anni del Paraguay, residente a Verona, che ha passato sabato notte alla discoteca 'Il Muretto' di Jesolo. Lì avrebbe conosciuto un ragazzo di origine marocchina di 25 anni, residente nel vicentino. Alle prime ore della mattina di domenica, la ragazza è stata trovata dalle sue amiche sotto choc davanti all’ingresso della discoteca e ha detto di essere stata stuprata.

I gestori della discoteca hanno quindi chiamato i carabinieri che domenica hanno rintracciato e arrestato il presunto violentatore che è accusato di violenza sessuale.

I due giovani sabato sera, dopo una prima parte della serata trascorsa insieme a ballare, si sono allontanati dal locale mano nella mano, come evidenziato dalle telecamere di videosorveglianza del locale, ma - una volta raggiunta una zona appartata nel parcheggio - il ragazzo avrebbe costretto la 17enne a un rapporto sessuale.

Dramma in Trentino, morti due alpinisti

Puntavano a salire a Cima Presanella attraverso la Sella Freshfield (a 3.375 metri di quota) quando uno di loro ha perso l'appiglio nella progressione lungo il ghiacciaio Cercen, trascinando gli altri membri della cordata per 200 metri. Il bilancio è gravissimo: due vittime e sette feriti, alcuni di loro in condizioni molto gravi. Secondo quanto riferito dai soccorritori si tratterebbe di alpinisti bresciani originari della valle Camonica. La tragedia si è verificata in mattinata e subito sono scattati i soccorsi con l'intervento di quattro elicotteri, con mezzi giunti dall'Alto Adige in supporto ai veicoli del Nucleo elicotteri della Provincia autonoma di Trento. Per gli uomini del Soccorso alpino del Trentino si è trattato di un lavoro molto lungo e complesso, tanto che - dopo il trasporto a valle dei feriti in condizioni più gravi - sono servite alcune ore per il recupero di tutti i feriti coinvolti. Decine di uomini sono stati impegnati nelle operazioni di soccorso. Secondo l'azienda sanitaria di Trento i feriti sono ricoverati negli ospedali di Trento, Bolzano e Brescia. Il bilancio purtroppo potrebbe aggravarsi ulteriormente nel corso della giornata. Del gruppo facevano parte anche due adolescenti, feriti nell'incidente. La salita scelta dal gruppo di alpinisti bresciani e' una classica della Presanella (oltre 3.500 metri di quota), lungo il versante nord-ovest, con partenza dal Rifugio Denza, sui versanti della valle di Sole, che richiede attrezzatura per la progressione su ghiacciaio (piccozza e ramponi) e buone capacita' alpinistiche.

Lui pestato e lei stuprata, a Rimini è caccia al branco

RIMINI. È caccia a quattro ragazzi che la scorsa notte hanno aggredito una coppia di turisti stranieri in spiaggia a Rimini, stuprando la donna davanti al fidanzato.

Il branco ha prima aggredito la coppia, picchiando e immobilizzando il ragazzo, per poi abusare della fidanzata. Le indagini sono condotte dalla polizia.

Di "terribile episodio" che "ci sconvolge per la sua brutalità e bestialità" parla il Comune di Rimini in una nota, commentando la brutale aggressione.

Vaticano, controlli per drone sospetto

ROMA. Falso allarme per un drone sospetto segnalato in zona Vaticano. I controlli, scattati questa mattina dopo alcune segnalazioni, hanno dato esito negativo.

La segnalazione è partita questa mattina all'alba da un dispositivo di vigilanza dei carabinieri che, dopo aver avvistato un drone di piccole dimensioni, ha avvisato la centrale condividendo le informazioni anche con la Questura.

Alla luce della 'no fly zone', attiva in Vaticano per motivi di sicurezza, sono subito scattati i controlli congiunti anche con l'ausilio di un elicottero. Il drone sarebbe stato poi visto rientrare verso un terrazzo in zona Borgo Pio ma al momento non è stato rintracciato.

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