Martedì 21 Novembre 2017 - 8:27

Metanolo nel sangue, muore bimba di nove anni

Sarà forse l'esame autoptico a far luce sulla morte di una bimba di 9 anni nei giorni scorsi al Bambino Gesù di Roma, dopo essere stata ricoverata a Matera. La piccola, infatti, sarebbe morta per le conseguenze di due arresti cardiaci, ma nel suo sangue i medici dell'ospedale del Gianicolo hanno rilevato anche composti derivati dal metanolo. A quanto si apprende, la bimba è stata portata al Pronto soccorso di Materia - dove viveva con la famiglia - il 5 ottobre scorso. Qui ha subito due arresti cardiaci, una situazione grave tanto che il 7 ottobre è stato disposto il trasferimento al Bambino Gesù.

La piccola è arrivata a Roma già in condizioni gravissime, con un grave danno cerebrale. E' stata ricoverata per qualche giorno in terapia intensiva dove i medici hanno richiesto fra le altre cose un esame tossicologico, per cercare di arrivare a una diagnosi. Proprio questa analisi ha rilevato la presenza di un derivato del metanolo. La bimba poi non ce l'ha fatta; i medici hanno denunciato la vicenda all'autorità giudiziaria per fare chiarezza sul caso. Non si sa se la piccola abbia ingerito, respirato o assorbito questa sostanza. E' stato disposto un esame autoptico per carcare di chiarire le circostanze della sua morte.

Giallo a Firenze, 17enne trovata ferita in un parco: è grave

Una ragazza italiana di 17 anni è stata trovata riversa a terra, in una pozza di sangue e con delle ferite alla testa, nel parco dell'Ambrogiana a Montelupo fiorentino (Firenze).

A trovare la ragazza, che è residente a Fucecchio, è stata una donna stamattina alle 7. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. La giovane è stata soccorsa in gravi condizioni e portata all'ospedale di Empoli. Sarebbe cosciente e in grado di parlare. Il suo racconto servirà agli investigatori per fare luce su quanto accaduto la notte scorsa.

Tre ragazzi italiani, diciottenni, si sono presentati in questura segnalando la scomparsa della loro amica. Attraverso le loro testimonianze i poliziotti del commissariato di Empoli e della squadra mobile di Firenze hanno ricostruito le ultime ore prima del ritrovamento della giovane.

Da quanto emerso, la 17enne era andata con un gruppo di coetanei in una discoteca della zona ma aveva avuto una discussione con alcuni di loro e sarebbe rimasta da sola nel parco. Gli amici, però, non avendola ritrovata nel luogo dove si erano separati, hanno dato l'allarme al commissariato di Empoli.

“Pull a pig", il gioco crudele che umilia le ragazze

'Pull a pig': se ne parla dopo la vicenda, rilanciata dai media britannici, della ragazza inglese sedotta e umiliata da un coetaneo olandese conosciuto a Barcellona. I ragazzi lo definiscono uno scherzo, ma altro non è che un altro modo di bullizzare per gioco. "Nessuna nuova moda", chiarisce subito all'Adnkronos Maura Manca, presidente dell'Osservatorio nazionale adolescenza. Che spiega: "Pull a pig, letteralmente significa 'inganna un maiale' ed è una pratica che oggi viene erroneamente lanciata come nuova moda e vede un gruppo di amici fare a gara per riuscire ad avvicinare una ragazza, considerata poco avvenente o meglio la più brutta, con lo scopo di farle credere di essere interessati a lei, conquistarla e magari portarla a letto per poi umiliarla dicendole che si trattava tutto di uno scherzo". Esattamente quello che è accaduto a Sophie, la ragazza inglese che volata ad Amsterdam per rivedere il 'suo Jesse' si è vista invece arrivare un messaggio con su scritto: "sei stata 'pigged'".

"Ovviamente - continua Manca -, raggiunto lo scopo del gioco ci si sente ancora più forti davanti al proprio gruppo di amici complici, si rinforza il proprio ruolo, si ha la sensazione di essere riusciti a dominare l’altra persona e di averle fatto fare tutto ciò che ci si era preposti di farle fare considerandola un oggetto di divertimento, un gioco per ridere, prendendosi gioco di un’altra persona, senza un briciolo di empatia".

"È indubbio - prosegue - che chi ha bisogno di sentirsi forte dietro uno schermo, davanti ad un gruppo, con una persona psicologicamente più fragile e con meno strumenti per difendersi, sta mostrando le proprie fragilità, l'assenza di senso morale". Sono vittime anche loro, "ma di un fallimento educativo: non ragionano sulle conseguenze delle proprie azioni".

Vengono prese di mira le ragazze più brutte o in sovrappeso "come se solo per questo meritassero di essere maltrattate o umiliate - aggiunge Manca -. È vero che in questo 'gioco crudele' il gruppo rinforza questi specifici comportamenti, ma nell’assenza totale di educazione alla affettività per questi ragazzi la persona presa di mira, è come se non avesse emozioni e sentimenti, ma diventi un oggetto di cui poter fare quello che si vuole: viene valutata solamente per il proprio aspetto estetico, come se tutto il resto perdesse di valore".

"Lo considerano un gioco e viene pubblicizzato come tale, ma si tratta di prevaricazione, di violazione perché si approfitta dei sentimenti, dell’ingenuità, della sensibilità di un’altra persona - sottolinea la psicoterapeuta -. Addirittura si è arrivati a far prendere treni, aerei, a far affrontare dei viaggi della speranza per poi accorgersi di essere caduti nella rete dei bulli. Tutto questo viene anche documentato e diffuso attraverso le chat e l’umiliazione viene moltiplicata per il numero di condivisioni, di commenti e di offese. Nel momento in cui si vorrebbe dimenticare, si vorrebbe voltare pagina, si diventa lo zimbello di turno e ogni volta quelle risatine, quei messaggi, quelle prese in giro, fanno male come la delusione iniziale".

"L’assurdità - continua l'esperta - è che non è un nuovo fenomeno, ma a quanto pare è una fase storica in cui piace rendere virale ciò che non sarebbe proprio il caso di mostrare rischiando di contribuire a lanciare nuove mode tra i ragazzi. Ci piace etichettare ogni fenomeno con dei nomi anglofoni che suonano molto bene, che sono attraenti, che sono facilmente spendibili sui social network e che sono utilizzabili sotto forma di hashtag, senza vedere che la matrice del problema è legata al cyberbullismo e che è nota purtroppo già da numerosi anni".

Da un punto di vista psicologico "c’è una sopraffazione intenzionale, c’è una vittima, ci sono i social e le chat e c’è un meccanismo che distrugge una persona, che intacca profondamente la sua autostima e la sicurezza in sé. Il riconoscimento degli altri, l’approvazione dei coetanei è fondamentale soprattutto in adolescenza e nella giovinezza. Venire umiliati in quel modo, sia da un punto di vista psicologico che fisico, significa essere distrutti moralmente", spiega Manca.

Pesa anche la pressione sociale. "La bellezza, purtroppo, è considerata un valore. Se si rispecchiano i canoni estetici si è socialmente accettate, altrimenti si rischia di diventare bersaglio di derisioni e sopraffazioni dei compagni. Per questa ragione si ritoccano le foto prima di pubblicarle, si cerca sempre di apparire 'perfette' e di omologarsi a quei canoni di sicurezza e si tende a considerare 'diversi' coloro che non rispecchiano queste tendenze". Quando si è vittima di queste forme di bullismo, "si arriva a darsi una colpa, ad odiare il proprio corpo e il proprio aspetto estetico, ci si accusa anche di essere stupide e credulone per essere cadute nella trappola dei cyberbulli".

Tutto questo ha delle conseguenze molto importanti sul piano psicologico: ci sono ragazze che diventano anoressiche, altre sono arrivate ad autolesionarsi "attaccando quel corpo individuato come 'causa' di tutti i loro problemi", altre ancora che si chiudono a riccio nella propria sofferenza condizionando profondamente anche le future relazioni. "Farei quindi molta attenzione prima di definire gioco ciò che fa del male ad una persona", conclude la presidente dell'Osservatorio nazionale adolescenza.

Processo Cpl Concordia, assolti ex manager

Il Tribunale di Napoli Nord in Aversa ha assolto gli ex manager della Cpl Concordia Roberto Casari, Giuseppe Cinquanta e Giulio Lancia dall'accusa di concorso esterno in associazione camorristica. I giudici hanno condannato i due imprenditori Claudio Schiavone e Antonio Piccolo rispettivamente a 6 e a 10 anni. Si conclude così il processo di primo grado sulle opere di metanizzazione in provincia di Caserta. I pm avevano chiesto 12 anni per i due imprenditori Schiavone e Piccolo e 8 anni per gli ex manager della Cpl Concordia, assolti perché il fatto non sussiste. Casari, Lancia e Cinquanta erano accusati di aver stretto rapporti con esponenti del clan dei Casalesi.  

Migranti, approda a Palermo la nave dei bambini

È approdata al porto di Palermo la nave Aquarius dell'organizzazione umanitaria Sos Méditerranée. A bordo ci sono oltre 600 migranti, soccorsi in diverse operazioni nelle ultime ore nel Canale di Sicilia. Tra loro ci sono 241 bambini e adolescenti, 178 dei quali non accompagnati, 11 donne incinte, di cui due al nono mese di gravidanza, e un neonato di appena una settimana.

I migranti provengono da più di 15 Paesi differenti: Siria, Egitto, Mali, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Sudan, Marocco, Somalia, Eritrea, Senegal, Camerun, Nigeria, Liberia, Etiopia, Algeria, Ghana, Benin, Gambia, Yemen. Tra loro anche un migrante originario della Turchia. Ad accoglierli al molo c'è la task force organizzata dalla Prefettura con i volontari di Croce rossa e Protezione civile, le forze dell'ordine e i medici dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo.

Consip, Colangelo difende Woodcock davanti al Csm

ROMA. Henry John Woodcock non ha commesso violazioni nella gestione dell'indagine che riguarda Cpl/Concordia e Consip. È quanto avrebbe sostenuto l'ex procuratore della Repubblica di Napoli Giovanni Colangelo, nel corso dell'audizione che si è tenuta davanti alla Prima commissione del Csm. Al termine dell'audizione, durata circa tre ore, Colangelo ha lasciato Palazzo dei Marescialli senza rilasciare dichiarazioni.

Banca Etruria, chiesti 500 milioni agli ex vertici

AREZZO. Al via il processo per il caso Banca Etruria. Nuova udienza preliminare infatti stamani al Tribunale di Arezzo sulla richiesta di rinvio a giudizio per venti indagati dalla Procura aretina per il crac della vecchia banca. Accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice ex amministratori, componenti del collegio sindacale, componenti del comitato crediti e direttori generali dell'istituto di credito.

586 milioni di risarcimento danni: questa la richiesta complessiva del liquidatore di Banca Etruria Giuseppe Santoni, di cui 464 a carico degli ex amministratori.

IMPUTATI - Tra i venti imputati per cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, dieci dei quali per bancarotta fraudolenta, figurano gli ex presidenti di Banca Etruria Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi, gli ex vicepresidenti Natalino Guerrini, Giovanni Inghirami e Alfredo Berni (quest'ultimo accusato di reati relativi al tempo in cui era direttore generale, prima del 2008), l'ex direttore generale Luca Bronchi e diversi ex consiglieri d'amministrazione.

PIERLUIGI BOSCHI - Tra gli indagati in questo filone non c'è Pierluigi Boschi, padre del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Maria Elena, che rivestì la carica di vicepresidente di Banca Etruria nell'ultimo cda prima del commissariamento. Secondo fonti vicine agli inquirenti, il 'caso Boschi' sta per andare verso l'archiviazione: l'unico capo d'accusa che lo riguarda è infatti quello relativo alla liquidazione dell'ex dg Bronchi (1,2 milioni di euro), dove lui e altri 13 ex consiglieri di amministrazione attendono il proscioglimento.

LIQUIDATORE: "DANNI PER 576MLN" - Intanto si apprendono nuovi dettagli sull'azione di responsabilità per risarcimento danni nei confronti di 37 tra ex consiglieri e sindaci revisori dell'istituto di credito di Arezzo, depositata al Tribunale civile di Arezzo da Giuseppe Santoni, liquidatore della vecchia Banca Etruria. La richiesta complessiva di danni ammonta a 576 milioni, di cui 464 a carico degli ex amministratori della banca e 112 addebitati a Price Waterhouse, la società di revisione che certificava il bilancio di Bpel. Santoni ha inoltrato la richiesta di costituzione di parte civile nel procedimento per la bancarotta dell'istituto di credito aretino.

Tra i citati per danni figurano due ex presidenti, Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi, quattro ex vicepresidenti, Giovanni Inghirami, Giorgio Guerrini, Alfredo Berni e Pierluigi Boschi, un ex direttore generale, Luca Bronchi, e 31 fra ex membri degli ultimi tre cda (dal 2010 al crac) e revisori dei conti.

Tutti e 37 (tra cui anche gli eredi di due ex consiglieri deceduti) sono chiamati in causa come responsabili in solido della bancarotta di Banca Etruria. Tra gli obiettivi della causa civile c'è la possibilità di poter utilizzare il denaro proveniente dagli eventuali indennizzi per gli obbligazionisti subordinati.

Ophelia, la tempesta che spaventa l'Europa

ROMA. Ophelia spaventa l'Europa. La tempesta tropicale Ophelia si è rafforzata diventando un uragano di categoria 1. Lo ha annunciando il Centro Nazionale Uragani Usa, spigando che si tratta della decima tempesta consecutiva della stagione che raggiunge la forza dell'uragano nell'Oceano Atlantico quest'anno. L'ultima volta, ha detto il meteorologo Philip Klotzbach della Colorado State University risale al 1893.

Ophelia si trova nella parte sudoccidentale delle isole Azzorre, a Ovest del Portogallo, e viaggia verso l'Europa alla velocità di circa 5 km/h con raffiche di vento fino a 135 km/h. Secondo gli esperti, un lieve rafforzamento della perturbazione è possibile nei prossimi giorni.

Da WhereApp notizie di pubblica utilità geolocalizzate in tempo reale

ROMA - Oltre 1,5 milioni di notizie di pubblica utilità inviate, 150.000 comunicazioni di eventi atmosferici, 100.000 segnalazioni su viabilità e traffico, 60.000 comunicazioni di eventi sismici, 500.000 eventi culturali e sportivi. Sono numeri da record quelli di WhereApp, l'unica applicazione che consente di inviare informazioni ai cittadini selezionando un'area geografica circoscritta, garantendo nel contempo anonimato e privacy.

Grazie a questo innovativo servizio è possibile ricevere le informazioni utili da fonte certificata solo nella zona selezionata dall'utente: si pensi a tutti coloro si recano in uno stadio in occasione di una partita di calcio (per ricevere informazioni sulle limitazioni al traffico veicolare, ad esempio) o alla necessità di inviare una comunicazione urgente in caso di terremoto, allerta meteo, modifiche improvvise alla viabilità, distacchi dell'energia elettrica o idrica.

Giovedì 12 ottobre alle ore 10,00 presso la sala stampa della Camera dei deputati, i responsabili di Whereapp stileranno un bilancio ad un anno esatto dall'attivazione del servizio che, ad oggi, conta 516 mittenti certificati attivi sul territorio nazionale (pubbliche amministrazioni, comitati, enti).

Nel corso dell'incontro la deputata Michela Rostan illustrerà il testo di un'interrogazione parlamentare con le richieste formulate al governo Gentiloni.

Interverranno all'incontro, tra gli altri, il direttore marketing di WhereApp, Mauro Santini e i testimonial "utilizzatori di WhereApp" Stefano Bondesan, presidente Unione Comuni Coser, Giuseppino Carenzo, sindaco di Stroppiana e Claudio Tambornino, sindaco di Caresana.

L'applicazione WhereApp è stata ideata da Paolo Lanari e realizzata dalla struttura informatica italiana "VJ Technology".

Due detenuti napoletani evadono dopo il pranzo col Papa

BOLOGNA. Due uomini di origine napoletana si sono allontanati dopo il pranzo per i bisognosi con il Papa e non hanno fatto ritorno nella Casa lavoro di Castelfranco Emilia, una struttura alternativa al carcere per il reinserimento sociale dei detenuti, dove erano ospitati. È successo lo scorso primo ottobre, giornata della visita di Bergoglio a Bologna, dopo il pranzo nella basilica di San Petronio con detenuti e poveri. Entrambi gli uomini facevano parte del gruppo di circa una ventina di detenuti che hanno partecipato al pranzo dopo la recita dell'Angelus in piazza Maggiore. Finito di mangiare, hanno fatto perdere le proprie tracce. I due hanno già scontato la pena ma nei loro confronti è stata applicata la misura di sicurezza detentiva perché ritenuti socialmente pericolosi. Ora sono ricercati dalla polizia e, una volta trovati, dovranno ripartire dall'inizio nel loro percorso di reinserimento.

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