Giovedì 13 Dicembre 2018 - 18:31

Stop alle taglie forti nelle forze armate

Niente diete forzate, almeno per adesso. E il buco alla cintura potrà rimanere lo stesso, fino a nuovo ordine. Ma le cose stanno per cambiare. Il ministero della Difesa 'salva' momentaneamente i militari in sovrappeso, sospendendo l'efficacia di una circolare dell'Esercito che disciplinava le situazioni di 'eccesso ponderale' fino a contemplare la possibilità di un congedo per inidoneità. Ma non certo perché il problema non sussista o perché al dicastero non abbiano a cuore la forma fisica dei professionisti con le stellette: al contrario, allo stop alla direttiva dell'Esercito è seguita subito la richiesta allo Stato Maggiore della Difesa di predisporre un documento che valga per tutte le forze armate. "Non sarà un provvedimento-capestro, si tratterà -spiegano all'AdnKronos fonti del ministero della Difesa- dell'individuazione di un percorso guidato che consenta di tenere conto anche dell'età e dell'incarico ricoperto".

I soldati dalle 'taglie forti' di Esercito, Marina e Aeronautica dovranno quindi rimettersi in carreggiata e tornare a vestire l'uniforme senza difficoltà. E varrà per tutte le forze armate. La nuova circolare, rilevano le stesse fonti, diversificherà i criteri applicativi in base alle diverse situazioni, anagrafiche e operative, del personale, individuando una serie di step, che potranno coinvolgere anche il personale sanitario militare, per arrivare alla necessaria 'remise en forme'.

Era stato il portale 'Sassate' a denunciare sul web la "politica del 'congedo per obesità' come metodo indiretto di licenziamento", anche se la circolare dell'Esercito ora sospesa prevedeva comunque un periodo di 730 giorni per rimettersi in forma e sventare così il pericolo dell'abbandono del servizio per inidoneità fisica.

Non è ancora stato deciso se la prossima circolare dello Stato Maggiore della Difesa imporrà scadenze temporali ultimative per raggiungere l'Indice di Massa Corporea adeguato all'incarico ricoperto. In ogni caso, raccomanda il ministero della Difesa nel disporre l'emanazione del nuovo provvedimento, la direttiva servirà ad evitare "possibili disparità di trattamento tra personale appartenente a diverse forze armate" e dovrà attribuire "maggior importanza a parametri influenti sul peso corporeo quali età, incarico assegnato, reparto di impiego, reale possibilità di svolgere attività fisica in relazione alle mansioni attribuite".

Bisognerà poi prevedere "percorsi di rientro in prestabiliti parametri di IMC che preservino il personale dal possibile collocamento in congedo per perdita dell'idoneità fisica".

Moscovici: «La mia porta è sempre aperta»

Resta alta la tensione tra Ue e Italia dopo la bocciatura della manovra del governo giallo-verde. Anche se oggi il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha teso la mano all'Italia dimostrando di voler ancora trovare una soluzione. "E' nell'interesse di tutti continuare a dialogare e andare avanti verso delle soluzioni comuni", ha scritto in un articolo pubblicato sul suo blog illustrando le decisioni prese da Bruxelles. "La mia porta è sempre aperta alle autorità italiane e sono convinto che potremmo accordarci su delle soluzioni condivise nell'interesse degli italiani e della zona euro. E' un cammino esigente ma praticabile. Ci credo", sottolinea. "Il posto dell'Italia è nel cuore della zona euro e dell'Europa. Non immagino l'Italia senza l'Europa né l'Europa senza l'Italia. E' un membro fondatore della nostra Unione e si è sempre imposta come un motore indispensabile dell'integrazione europea. Farò di tutto in modo che possa restarlo ancora durante molti anni", spiega.

Dal canto suo il premier Giuseppe Conte ha detto di non essere preoccupato: "Sono vigile per la tutela dei nostri interessi". "Sabato incontrerò Juncker e mi confronterò con lui, spiegheremo le nostre ragioni e ci confronteremo serenamente in modo molto costruttivo", ha aggiunto il premier sottolineando: "Ho varie argomentazioni, le esporrò nella cena".

Sulla falsariga di ieri, il vicepremier Luigi Di Maio ha ribadito di voler "provare un dialogo a oltranza con tutti i commissari europei, con la Commissione europea per spiegare la bontà di queste misure, ma soprattutto che la manovra può migliorare e può migliorare nel taglio di sprechi". Di Maio evidenzia che gli sugli sprechi si può "fare di più", perché "non abbiamo completato in 5 mesi di governo tutte le istruttorie che servivano per tagliarli tutti". In particolare "può migliorare per quanto riguarda la dismissione di immobili inutili. Questo è un paese che ha accumulato un patrimonio pubblico di immobili, asset secondari che possiamo vendere. E allo stesso tempo può migliorare rafforzando l'impegno sul 2,4% di deficit che abbiamo preso". In particolare, sottolinea il vicepremier, "si parte col 2,4 e si arriva al 2,4. Capisco che la Commissione europea in questo momento ha paura che questo governo si possa comportare come quelli precedenti, cioè con la truffa dei numeri" afferma Di Maio, ricordando che "i governi precedenti dicevano facciamo solo 1,8% di deficit all'inizio dell'anno e poi alla fine" si arrivava a ulteriore indebitamente il paese. "Il nostro obiettivo è ridurre il debito e quindi aiutare le future generazioni, ma lo vogliamo fare con una ricetta diversa perché quella del passato non ha funzionato". "Quando dico che i mercati capiranno, non dico che dovranno farsene una ragione", ma che "quando verranno le nuove misure capiranno", sostiene il vicepremier Luigi Di Maio. "Questi sono stati giorni di tensione con Bruxelles. Stava per arrivare - ricorda - la procedura di infrazione. Sono giorni in cui la manovra è ancora in discussione quindi si può avere il timore che possa partire un emendamento in aula che possa peggiorarla. Quando dico che la manovra sarà approvata definitivamente entro fine anno e si vedranno le nuove misure, tutti capiranno", chiosa Di Maio.

Zoccano: «Tutelare la dignità del cittadino priorità del Governo»

ROMA. La dignità dell’uomo di fronte alla malattia, al danno subìto, i nuovi criteri per l’assistenza e l’autodeterminazione nel fine vita, tutte le novità legislative delle Leggi 24/2017  e 219/2017. Su questi temi si è sviluppato il dibattito organizzato dall’Associazione Valore Uomo a Roma, lo scorso 15 novembre, nella caserma Salvo D’Acquisto di Roma, dal titolo “L’incapacità ed il consenso informato tra sicurezza delle cure (legge 24/2017) e d.a.t. (legge 219/2017). La liquidazione dei danni”.
Ai lavori  del convegno, che era anche un corso di aggiornamento professionale, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri,  ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza stessa con delega alla famiglia e alla disabilità, Vincenzo Zoccano, che ha portato i saluti del Governo al relatori. “È una grande occasione per fare cultura, sensibilizzare, orientare le decisioni dei soggetti che operano nel settore dei danni alla persona e nella tutela della abilità residua di tutta l’umanità, che in altri termini può essere sintetizzata con la definizione di dignità, obiettivo che costituisce una priorità per chi, come noi, politici ed esponenti delle istituzioni, si impegna tutti i giorni per migliorare la qualità della vita dei cittadini - ha detto Zoccano in apertura dei lavori . – La dignità e la tutela dei cittadini devono essere al centro dell’opera di tutti, magistrati, avvocati, medici, per creare sinergie nell’aiutarli nella risoluzione dei problemi derivanti anche alla frammentarietà delle leggi, per garantire la certezza del diritto e dei diritti di chi ha subìto un danno alla persona, dei più indifesi. Perché ricordiamoci che in un paese in cui vive meglio un disabile, viviamo meglio tutti…”.
I lavori, ai quali ha partecipato una platea di oltre duecento persone, sono stati  introdotti dal presidente del’Associazione Valore Uomo, Avvocato Giuseppe Mazzucchiello. “Il legislatore con le due importanti leggi del 2017 - la numero 24 che si è occupata della sicurezza delle cure e la numero 219 - ha inteso fornire, a tutti gli operatori, importanti riferimenti, questa volta normativi, per orientarsi nell’analisi del processo formativo preliminare all’assunzione delle decisioni sulla propria salute. La  219 va oltre, disciplinando anche tutto l’aspetto consequenziale all’autodeterminazione per i casi in cui il cittadino si trovi in situazioni di parziale o totale, temporanea o permanente, incapacità di prendere decisioni in pienezza di sè stesso, le DAT. La nostra Associazione – ha concluso Mazzucchiello - è in prima linea per aiutare a comprendere la portata di norme tanto importanti con forte incidenza sulla vita di tutti i cittadini”.

L’Associazione Valore Uomo, nata nel 1998, su iniziativa di un folto gruppo di cultori del diritto e delle scienze antropologiche, coordinato dall'avvocato Mazzucchiello, negli anni - anche grazie al lavoro di altri due avvocati, i vice-presidenti Giuseppe Colapietro e Clementina Fafone –  ha prodotto numerose iniziative sul tema della difesa dell’Essere Umano, sul fronte della salute, dei danni e della dignità di genere. L'Associazione, con sede a Napoli e Roma, vanta al suo interno l'apporto di professionisti del diritto, umanisti ed esperti delle diverse discipline giuridiche, impegnati nel dare risposte scientifiche e culturali al tema della tutela dei Diritti Umani in tutti i loro aspetti della vita sociale e giuridica.

Il convegno della “Salvo D'Acquisto” ha visto la partecipazione anche di Laboratorio Forense, l'Associazione romano-laziale di Medicina Legale, la SISMEL (Società Interdisciplinare delle Scienze Medico Legali e Forensi), i Giudici di Pace rappresentati da UNAGIPA e Confederazione Nazionale e la Federmot, che raggruppa tutti i Magistrati Onorari dei Tribunale.

«Le ossa non sono di Emanuela»

Le ossa rinvenute nella Nunziatura Apostolica di Roma lo scorso 30 ottobre non sono di Emanuela Orlandi né di Mirella Gregori, le due minorenni scomparse nella capitale nel 1983. E' quanto si apprende in Procura dopo i primi risultati compiuti sulla datazione di alcuni resti, in particolare sulla calotta cranica e sul radio, dai quali si evince che sono certamente antecedenti al 1964. Figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, la 15enne sparì in circostanze misteriose il 22 giugno del 1983. Le ossa appartengono a un uomo, si apprende in Procura alla luce degli ultimi test compiuti dalla Polizia Scientifica sul dna estratto da un femore. Il materiale genetico è risultato troppo deteriorato per confrontarlo con quello delle due ragazze ma è certamente appartenuto a una persona di sesso maschile. "Noi attendiamo la conclusione degli esami e soprattuto che ci sia la presa visione da parte del nostro genetista il dottor Giorgio Portera. Solo allora faremo le nostre valutazioni e considerazioni", afferma all'Adnkronos l'avvocato Laura Sgrò, legale della famiglia di Emanuela Orlandi. "Aspetto di avere l'esito finale di tutti gli esami che sono in corso sui resti trovati e mi auguro che si possa comunque fare l'esame genetico per ricostruire in ogni caso le dinamiche che hanno portato quei resti a essere interrati a pochi centimetri da quel pavimento", ha detto dal canto suo all'Adnkronos Pietro Orlandi, fratello di Emanuela. "Anche se fosse così come emerso dalle notizie di oggi - sottolinea - noi continueremo comunque ad andare avanti nella nostra ricerca di verità per Emanuela". 

 

La data del 1965 è uno spartiacque per gli esperti che devono datare oggetti e resti che riemergono dal passato e i primi esami compiuti sulle ossa trovate a Villa Giorgina dimostrano certamente che risalgono a un'epoca antecedente. Il fatto è legato al cosiddetto 'bomb effect' e ai test nucleari condotti in superficie fino al 1963, anno in cui sono stati vietati. A causa di quegli esperimenti condotti dagli anni '50 infatti il livello di Carbonio 14 nell'atmosfera è notevolmente aumentato arrivando fino a raddoppiare e raggiungere il picco nel 1965 per poi progressivamente scendere dall'entrata in vigore del trattato di messa al bando degli esperimenti firmato a Mosca nel 1963.

I resti erano stati trovati il 30 ottobre da alcuni operai nel corso dei lavori di ristrutturazione all'interno dell'edificio di via Po. A quel punto l'autorità vaticana aveva informato l'autorità italiana ed erano scattate le indagini. Nel corso del sopralluogo gli esperti avevano eseguito i rilievi del caso e repertato le ossa.

Gli esami sulle ossa erano iniziati lo scorso 5 novembre. "Si tratta di un processo che richiederà qualche giorno", aveva avvertito Gianni Arcudi, direttore della Medicina legale dell'Università di Roma Tor Vergata, ben consapevole dell'attesa che circondava il suo lavoro. "Ci sono risposte da dare. E le ossa parlano, ma bisogna trattarle bene, sennò restano mute", aveva concluso.

Torturato da baby gang, incubo per 15enne

Choc a Varese. Un 15enne sarebbe stato prima sequestrato e poi torturato. Secondo quanto riporta 'La Prealpina', una baby gang avrebbe chiuso per tre ore all'interno di un garage il ragazzino, lo avrebbe legato a una sedia e poi minacciato allo scopo di ottenere alcune informazioni su una persona sua amica.

I componenti della gang gli avrebbero anche strappato un orecchino per poi postarlo in un video su Instagram. Sarebbero addirittura arrivati a minacciare il fratellino della vittima. Il 15enne però ha raccontato tutto ai genitori che hanno sporto denuncia alla Squadra Mobile. Da quel momento sono scattate le indagini coordinate dalla locale Procura.

Crotone, tromba d'aria investe treno

Una violenta tromba d'aria si è abbattuta nel crotonese. Sono caduti degli alberi, scoperchiati alcuni tetti ed è rimasto anche coinvolto un treno regionale, partito da Catanzaro e diretto a Sibari. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Crotone e a quanto si apprende alcune persone sono rimaste ferite in modo lieve. Il treno è stato investito da una tromba d'aria all'altezza della stazione di Roccabernarda (Crotone). La furia del vento ha sballottato il convoglio che, fortunatamente è rimasto sui binari. Diversi vetri sono andati in frantumi. Alcune persone sono rimaste ferite tra i passeggeri ma non in modo grave. Due passeggeri sono stati trasportati alla struttura ospedaliera. Sul posto i vigili del fuoco del comando di Crotone e la squadra del distaccamento di Sellia Marina (Catanzaro).

A causa del maltempo resta sospesa dalle 7.30 la circolazione ferroviaria fra Botricello e Cutro sulla linea Catanzaro–Crotone. Sono stati attivati da Trenitalia servizi sostitutivi, fa sapere Rfi, con autobus con partenza dalle stazioni di Cutro, Roccabernarda e Botricello.

Sequestrata nave Aquarius

Traffico illecito e smaltimento indifferenziato di rifiuti pericolosi: sono queste le accuse mosse dalla procura di Catania nei confronti della ong Medici Senza Frontiere e di due agenti marittimi che ha fatto scattare il sequestro preventivo della nave Aquarius, attualmente ormeggiata a Marsiglia, e di 460 mila euro. Accuse definite "inaccurate e fuorvianti" dalla Ong, che ha già annunciato l'intenzione di presentare ricorso al Tribunale del riesame. Intanto il ministro dell'Interno Matteo Salvini esulta via social: "Ho fatto bene a bloccare le navi delle ONG, ho fermato non solo il traffico di immigrati ma da quanto emerge anche quello di rifiuti. #portichiusi".

L'OPERAZIONE BORDERLESS - Il presunto smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, emerso nell'ambito dell'operazione 'Borderless', riguarda "37 sbarchi dell'Aquarius e 7 sbarchi della nave Vos Prudence, per un quantitativo complessivo di circa 24mila chilogrammi di rifiuti pericolosi, con il conseguimento di un indebito risparmio di costi per la Ong pari al profitto sequestrato di circa 460 mila euro". Un importo che secondo la procura di Catania sarebbe corrispondente al presunto profitto per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, nei confronti sia di due agenti marittimi sia delle Ong 'Medici senza frontiere - Operational Centre Belgium - Missione Italia', 'Medici senza frontiere - Operational Centre Amsterdam', sia infine di appartenenti a vario titolo a tali enti. Nell'ambito dell'operazione 'Borderless' la Guardia di Finanza ha inoltre notificato avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 24 indagati.

LA REPLICA DI MSF - Medici Senza Frontiere (MSF) contesta la ricostruzione della Procura e "respinge categoricamente" le accuse, che definisce "inaccurate e fuorvianti", annunciando l'intenzione di presentare "ricorso al Tribunale del riesame". "Tutte le nostre operazioni in porto, compresa la gestione dei rifiuti, hanno sempre seguito procedure standard", sottolinea la Ong, sostenendo che "le autorità competenti non hanno contestato queste procedure né individuato alcun rischio per la salute pubblica da quando MSF ha avviato le attività in mare nel 2015".

MSF ha inoltre definito il sequestro della Aquarius come "una misura sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l'ennesima volta l'azione medico-umanitaria in mare". "Dopo due anni di indagini giudiziarie, ostacoli burocratici, infamanti e mai confermate accuse di collusione con i trafficanti di uomini - dichiara Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per MSF - ora veniamo accusati di far parte di un'organizzazione criminale finalizzata al traffico di rifiuti. È l'estremo, inquietante tentativo di fermare a qualunque costo la nostra attività di ricerca e soccorso in mare".

"Siamo pronti a chiarire i fatti e a rispondere delle procedure che abbiamo seguito, ma riaffermiamo con forza la legittimità e la legalità della nostra azione umanitaria", aggiunge Gabriele Eminente, direttore generale di MSF in Italia. "L'unico crimine che vediamo oggi nel Mediterraneo è lo smantellamento totale del sistema di ricerca e soccorso, con persone che continuano a partire senza più navi umanitarie a salvare le loro vite, mentre chi sopravvive al mare viene riportato all'incubo della detenzione in Libia, senza alcuna considerazione del diritto internazionale marittimo e dei rifugiati".

LE ACCUSE - Secondo la procura di Catania gli indagati nell'ambito dell'operazione 'Borderless' avrebbero "sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti a bordo delle navi Ong Vos Prudence, da marzo 2017 a luglio 2017, e Aquarius, dal gennaio 2017 al maggio 2018". I rifiuti pericolosi, secondo l'accusa, sarebbero stati "conferiti in modo indifferenziato, insieme ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e sbarco di migranti nei porti di Catania, Augusta (Siracusa), Pozzallo (Ragusa), Trapani, Messina, Palermo nonché in altri porti italiani".

Secondo quanto emerso gli indagati "qualificavano, conferivano e smaltivano fraudolentemente, in modo indifferenziato, i rifiuti derivati dall'attività di salvataggio in mare" come "gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari, gli scarti degli alimenti somministrati agli stessi, nonché, i rifiuti sanitari infettivi utilizzati a bordo per l’assistenza medica, eludendo i rigidi trattamenti imposti dalla loro natura infettiva, in ragione della quale gli stessi andavano classificati come pericolosi, sanitari e non, ad alto rischio infettivo".

Secondo l'accusa dalle indagini è emersa la "consapevolezza da parte degli indagati della pericolosità degli indumenti indossati dai migranti, in quanto fonte di trasmissione di virus o agenti patogeni contratti durante il viaggio, come emergeva tra l'altro anche dai S.A.R. Report Rescues in relazione alle condizioni sanitarie dei migranti assistiti a bordo dell'Aquarius, dove si segnalano frequenti casi di scabbia, Hiv, infezioni del tratto respiratorio quali tubercolosi, meningite".

In particolare, secondo la procura di Catania, nel periodo compreso tra gennaio 2017 e maggio 2018 dalle navi 'Vos Prudence' e 'Aquarius' "non è stata mai dichiarata la presenza di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo" anche in presenza di "numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell'arrivo dei migranti nei porti italiani" duranti i quali sono stati "rilevati 5.088 casi sanitari a rischio infettivo (scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide) su 21.326 migranti sbarcati".

GLI INDAGATI - Sono 24 gli indagati nell'ambito dell'operazione 'Borderless'. "Tra gli indagati destinatari del provvedimento cautelare di sequestro", riferisce la procura di Catania, ci sono due agenti marittimi e "l'Ong 'Medici senza frontiere' (Msf), quale produttrice dei rifiuti oggetto del traffico illecito, con riferimento: al centro operativo di Amsterdam (O.C.A.) per quanto concerne l'operatività della nave Aquarius; al centro operativo di Bruxelles (O.C.B.) - Missione Italia, che ha gestito e finanziato le attività di soccorso prestate dalla nave Vos Prudence sino al mese di ottobre 2017".

Adescava minori sui social, 35enne in manette

Era solito instaurare stretti rapporti interpersonali con adolescenti conosciuti in occasione di spettacoli musicali. Presentandosi come persona inserita in quel mondo riusciva a carpire la loro fiducia e anche quella dei genitori. Poi attraverso i social e Whatsapp iniziava a intrattenere con i minori conversazioni quotidiane, che divenivano via via più intense ed assumevano contenuti a sfondo sessuale, in occasione delle quali scambiava anche fotografie e video. Per questo motivo un 35enne è stato arrestato per violenza sessuale commessa su 2 ragazzi minorenni.

In realtà le indagini hanno permesso di ricostruire numerose condotte di adescamento di minorenni da parte dell'uomo, che era solito instaurare stretti rapporti interpersonali con adolescenti conosciuti in occasione di spettacoli musicali o che gli venivano presentati da altri ragazzi coetanei. Presentandosi come persona inserita nel mondo dello spettacolo ed esperto nel montaggio di video musicali, riusciva a carpire la fiducia dei minori blandendoli con lusinghe e complimenti, offrendosi di presentare loro personaggi famosi, di aiutarli nella realizzazione e pubblicazione di video musicali su social network e quindi di diventare popolari e famosi assicurando loro la possibilità di salire su vari palcoscenici durante eventi e competizioni musicali.

A quel punto, tramite l'utilizzo dei social network e whatsapp, iniziava ad intrattenere con gli adolescenti conversazioni quotidiane, che peraltro divenivano via via più intense ed assumevano contenuti a sfondo sessuale, in occasione delle quali scambiava con i ragazzi anche fotografie e video, acquisendo in questo modo informazioni sulla vita, le vicende personali e le fragilità dei ragazzi, offrendosi di aiutarli a risolvere le loro problematiche anche mediante riti e poteri magici di cui sosteneva di essere dotato.

I minori coinvolti, tutti di età compresa tra i 14 ed i 17 anni, spesso venivano distratti dalle reali intenzioni dell'uomo, che riusciva a realizzare un ambiente apparentemente sicuro anche agli occhi dei loro genitori in quanto spesso "usava" la presenza dei propri figli minori come giustificazione per partecipare alle loro attività, ai loro interessi e per invitarli a casa propria.

Esplosione in casa, 21enne gravissima

E' gravissima una ragazza di appena 21 anni rimasta ferita nell'esplosione del suo appartamento a Deruta, Perugia. Il fatto è avvenuto ieri notte: la giovane, dopo essere stata portata in ospedale a Perugia, è stata trasferita al centro grandi ustionati Sant'Eugenio di Roma perché ha riportato ustioni in oltre il 75% del corpo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Perugia che hanno domato le fiamme e stanno indagando sulle cause del rogo. Al momento l'ipotesi più probabile è quella della fuga di gas. La giovane studentessa è ricoverata in terapia intensiva mentre i carabinieri della compagnia di Todi stanno indagando per ricostruire la dinamica.

Qualità della vita: crolla Roma, Napoli in coda alla classifica

ROMA. Bolzano ancora una volta in cima alla classifica della qualità della vita in Italia. Seguita, come l’anno scorso, da Trento e Belluno. Sono i risultati dell’indagine di ItaliaOggi-Università la Sapienza di Roma, domani in edicola, che fotografa anche quest’anno modelli virtuosi, criticità e cambiamenti in atto nelle province e nelle principali aree del Paese. La Capitale scivola dal 67esimo all’85esimo posto della classifica mentre Milano passa dal 57esimo al 55esimo.

Le migliori performance sono delle piccole: ottime le posizioni di Siena, Pordenone, Parma, Aosta, Sondrio, Treviso e Cuneo. Treviso, in particolare, risulta la provincia più sicura d’Italia; Trento, Bolzano e Bologna le realtà più positive per affari e lavoro; Parma, Siena, Trento e Piacenza quelle con la migliore offerta finanziaria e scolastica; Isernia, Pisa, Ancona, Siena e Milano quelle con il più efficiente "sistema salute". Maglia nera alla calabrese Vibo Valentia, in coda alla classifica in compagnia di Catania, Napoli, Siracusa e Palermo.

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