Domenica 22 Gennaio 2017 - 17:29

Matrimonio, addio obbligo di fedeltà

Addio all'obbligo di fedeltà nel matrimonio. È quanto prevede il disegno di legge presentato nel febbraio scorso al Senato e ora assegnato alla commissione giustizia di palazzo Madama. Il testo consta di un solo articolo in grado di rivoluzionare però l'intero istituto del matrimonio. Nello specifico, tale articolo mira a modificare l'art. 143, comma secondo, del codice civile in materia di soppressione dell'obbligo reciproco di fedeltà tra i coniugi.

Obbligo che, a detta dei firmatari, sarebbe "il retaggio culturale di una visione ormai superata e vetusta del matrimonio, della famiglia e dei doveri e diritti dei coniugi". La stessa giurisprudenza di Cassazione, ricordano, ha statuito che "il giudice non può fondare la pronuncia di addebito della separazione sulla mera inosservanza del dovere di fedeltà coniugale" (cfr. Cass. n. 7998/2014).

Inoltre, si sottolinea nella relazione al ddl, con l'avvento della legge n. 21/2012, è stato superato il "problema annoso della distinzione tra figli legittimi e figli naturali, distinzione odiosa che ha portato il legislatore a prevedere l'obbligo di fedeltà tra i coniugi". Infatti, l'art. 143 c.c., stabilendo tale obbligo, si richiama soprattutto alla fedeltà sessuale della donna "perché fino a non molto tempo fa, solo la fedeltà della medesima era un modo per 'garantire' la legittimità dei figli". Essendo quindi superata tale distinzione, conclude la relazione, può superarsi anche un "obbligo" che non può certo ascriversi "tra i doveri da imporre con legge dello Stato".

Un passo in avanti su tale argomento, spiega la prima firmataria del disegno di legge, la senatrice Pd Laura Cantini, è stato fatto con le unioni civili che presentano un modello "molto più avanzato che dovrà essere recepito dal codice civile". Nella legge Cirinnà, infatti, a seguito delle numerose polemiche, è stato tolto dal testo originario la fedeltà sessuale quale requisito di coppia, in quanto caratteristica esclusiva del matrimonio tradizionale. Ma ciò significherebbe, a detta della Cantini, avere "le corna legali" per le coppie omo ma non per quelle etero.

 

È morto il professor Giuseppe Abbamonte

NAPOLI. È morto nella sua abitazione napoletana il professor Giuseppe Abbamonte, storico docente di diritto amministrativo dell'Università Federico II. Avrebbe compiuto 94 anni il 17 marzo prossimo. Era ancora professionalmente molto attivo ma negli ultimi giorni aveva avuto problemi di salute. Giurista di rilievo nazionale tra i più apprezzati in ambito accademico e istituzionale. Nel 1987 gli fu conferito il premio "Aldo Sandulli", altro padre del Diritto Amministrativo italiano

giurista di rilievo nazionale tra i più apprezzati in ambito accademico e istituzionale. Classe 1923, avrebbe compiuto il prossimo 17 marzo 94 anni. Era ancora professionalmente molto attivo: nel 2015 è stato consegnato alla Presidenza del Consiglio, al Ministero dell’Interno ed al Ministero per gli affari regionali un suo parere legale a firma congiunta con l'avvocato Pietro Rescigno secondo cui la legge Severino non era applicabile al governatore della Campania Vincenzo De Luca. Avvocato cassazionista e professore ordinario di Diritto amministrativo e costituzionale all'Università degli Studi di Napoli Federico II, Giuseppe Abbamonte ha partecipato a molti processi nei settori di competenza e nel 1987 gli è stato conferito il premio "Aldo Sandulli", altro padre del Diritto Amministrativo italiano. Era presidente della Società Italiana degli Avvocati amministrativisti e docente all'Accademia Pontaniana. Suo figlio, Orazio (classe 1961), svolge anch'egli l'attività di avvocato amministrativista da molti anni ed è considerato tra i più esperti della materia. Era autore di alcuni tra i più importanti testi universitari e generazioni di studenti si erano formati ai suoi insegnamenti. Al figlio Orazio, illustre avvocato amministrativista, opinionista del "Roma”, le più sentite condoglianze della redazione.

I funerali si terranno domani 14 dicembre alle ore 12 nella chiesa di San Giuseppe alla Riviera di Chiaia.

 

Peggiori tratte ferroviarie? Roma-Ostia e Circumvesuviana

Ci sono la Roma-Ostia Lido e la Circumvesuviana a guidare, anche quest’anno, la poco onorevole classifica delle 10 peggiori tratte ferroviarie in Italia. Guasti tecnici, ritardi, sovraffollamento mettono alla dura prova, ogni giorno, quei milioni di cittadini che utilizzano il treno per raggiungere il luogo di lavoro o studio.

E mentre cresce l’offerta del servizio ad alta velocità (+276% dal 2007 sulla Roma-Milano), le condizioni in molti casi continuano a peggiorare per chi si muove sulla rete secondaria, sugli intercity e sui regionali dove invece si sono ridotti i treni (in 15 Regioni) o sono state aumentate le tariffe (in 16 Regioni). Complessivamente, dal 2010 a oggi, si stimano tagli nel servizio ferroviario regionalepari al 6,5% e negli intercity del 19,7%. Servizio migliorato solo in poche regioni (il caso migliore è la Provincia di Bolzano), in tutte le altre la situazione resta la stessa, se non peggiore.

A fotografare la situazione è Legambiente che lancia la campagna Pendolaria, con una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario pendolare. L’analisi dei finanziamenti e dei processi organizzativi verranno invece presentati insieme con il rapporto completo a gennaio 2017.

Peggio di tutte fa la Roma-Ostia Lido, linea suburbana gestita da Atac che dovrebbe soddisfare la domanda di circa 100.000 studenti e lavoratori che ogni giorno fanno i conti con corse che saltano e continui ritardi, in assenza di un’adeguata informazione agli utenti. I circa 28 km tra la stazione di Porta San Paolo e Ostia Lido vengono coperti con lentezza esasperante da treni vecchi (spesso di oltre 20 anni), sovraffollati, privi di aria condizionata d'estate o riscaldamento d’inverno. Biglietterie solo nel 21,4% dei casi; personale ferroviario assente o saltuario nel 78,6%; tabelloni elettronici degli orari guasti nell’85,7% dei casi.

Ritardi all'ordine del giorno lungo la Circumvesuviana, che collega un’area metropolitana di circa due milioni di abitanti e si estende per 142 km distribuiti su 6 linee e 96 stazioni. Fino al 2003, assicurava più di 500 corse al giorno; oggi i numeri sono dimezzati. Salvo guasti, viaggiano 56 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso. Crollo di utenti per l’Eav (Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea e Metrocampania NordEst): dai 40 milioni del 2010 ai 27 milioni sulla Circumvesuviana; da 20 a 11 milioni quelli della Sepsa (Cumana e Circumflegrea); da 67 milioni a 40 quelli di MetroCampania Nordest.

Al terzo posto nella classifica delle linee peggiori c'è la Reggio Calabria-Taranto: solo 4 collegamenti al giorno da Reggio a Taranto, per una durata minima di 6 ore e 15 minuti, ma con tre cambi e un tratto in pullman. Molti tagli (20% dal 2010) e cancellazioni (2 intercity, 4 intercity notte, 5 treni espresso, 7 treni espresso cuccetta, 2 treni interregionali).

Al quarto posto c'è la Messina-Catania-Siracusa. Su questa linea negli ultimi 15 anni i treni si sono ridotti del 41% e viaggiano meno veloci. Grave è anche lo stato di degrado delle stazioni. La Cremona-Brescia occupa il quinto posto grazie a treni più lenti oggi di 15 anni fa (34 minuti nel 2002, 58 oggi), ritardi, soppressioni, carrozze sovraffollate, disagi dovuti allo spostamento del sottopasso di Brescia per i lavori dell'alta velocità. Materiale rotabile tra i più vecchi (treni con 25-30 anni di età) e servizio ancora parzialmente effettuato da automotrici diesel.

La Pescara-Roma è al sesto posto. Ogni giorno il numero di pullman è tre volte quello dei treni e su gomma si viaggia più veloci e più comodi con collegamenti che vanno dalla mattina presto alla sera tardi. La linea avrebbe bisogno di investimenti per velocizzare i collegamenti, visto che solo 15 km su 240 sono a doppio binario. Con il nuovo orario sono stati inseriti dei treni Jazz per velocizzare gli spostamenti, ma l’offerta vale solo per i pendolari che da Pescara vanno verso Roma la mattina e tornano la sera, e non viceversa.

Al settimo posto, i collegamenti per Casale Monferrato, con la linea per Vercelli e quella per Mortara, chiuse a seguito dei tagli decisi dalla Regione Piemonte. Fino a pochi anni fa, da Casale Monferrato si poteva andare a Vercelli in 18 minuti e a Mortara in 25 minuti, con diversi collegamenti giornalieri. Oggi ci vogliono fino a due ore.

Ottavo posto per la tratta Bari-Martina Franca-Taranto, colpa della lentezza dei treni (41 km/h) e del binario singolo per gran parte della tratta, circolazione ridotta, continui guasti, sovraffollamento e informazione inadeguata. Al nono posto, i 52 km a binario unico della Treviso-Portogruaro utilizzata soprattutto dagli studenti e dagli utenti dell’Ospedale Riabilitativo di Motta di Livenza. Negli ultimi mesi i servizi su questa linea hanno subìto un graduale peggioramento, con forte riduzione dei convogli soprattutto nel pomeriggio, e uso di mezzi vecchi (almeno 35 anni) con velocità media di soli 50 km/h.

Infine, la Genova-Acqui Terme, 46 km a binario unico che hanno subito forti tagli, con ritardi cronici dovuti a problemi durante l’attraversamento dei passaggi a livello, ai lavori di potenziamento della stazione di Rossiglione e quelli tra Genova Brignole e Genova Principe.

Nel complesso, in Italia sono quasi 3.300 ogni giorno i treni del servizio regionale. Il 69% dei treni in circolazione supera i 15 anni d’età, con differenze marcate tra le regioni del centro-nord e quelle del sud. Nel dettaglio, la regione con la più alta età media dei treni è l’Abruzzo, con 24,1 anni di età seguito dalla Basilicata con una età media dei treni di 23,3 anni e dalla Sicilia, con 23,2.

L’età media nazionale è pari a 17,2 anni, migliorata rispetto allo scorso anno (era 18,6), per gli investimenti di alcune Regioni, per i nuovi contratti di servizio con Trenitalia che prevedono la sostituzione di 450 treni e, in alcuni casi, per la dismissione di quelli più vecchi (Puglia e Lombardia).

Per i prossimi anni non sono previsti finanziamenti atti ad aumentare i treni in circolazione, con la conseguenza che nelle tratte non ad Alta Velocità si rischiano ulteriori tagli nel servizio. Inoltre, secondo Legambiente, occorre garantire gli stessi standard di sicurezza e qualità su tutte le linee del Paese. Quello che il drammatico incidente del 12 luglio, tra Andria e Corato, ha evidenziato è che tra le diverse linee ferroviarie regionali in Italia esistono situazioni molto diverse anche in termini di sicurezza.

Se la prima decisione che il Governo ha preso, di avere un'unica Agenzia per la sicurezza con gli stessi e più stringenti standard, va nella direzione giusta ora, per Legambiente, bisogna garantire la stessa qualità del servizio in tutta Italia.

E quando si hanno situazioni come quelle delle linee Roma-Ostia Lido o Roma-Viterbo gestite da Atac, delle linee Circumvesuviana, Cumana e Circumflegrea, Alifana gestite da Eav in Campania, su cui viaggiano ogni giorno quasi 300mila persone in situazioni inaccettabili, è evidente che occorra cambiare quanto prima.

Per Legambiente occorre quanto prima trasferire la gestione delle infrastrutture regionali a Rfi, per realizzare subito investimenti in sicurezza e efficienza delle linee, e poi affidare il servizio attraverso gare europee per garantire i diritti di chi ogni giorno prende il treno a Roma o Napoli come in tutte le altre città italiane.

Garante Privacy: no a oblio per gravi casi giudiziari

Non si può invocare il diritto all’oblio per vicende giudiziarie di particolare gravità e il cui iter processuale si è concluso da poco tempo. In questi casi prevale l’interesse pubblico a conoscere le notizie. Con questa motivazione, il Garante Privacy ha dichiarato infondata la richiesta di deindicizzazione di alcuni articoli presentata da un ex consigliere comunale coinvolto in un’indagine per corruzione e truffa. Una vicenda iniziata nel 2006 e conclusasi (per lui) nel 2012 con sentenza di patteggiamento e pena interamente coperta da indulto.

Di fronte al no di Google di accogliere le sue richieste di deindicizzazione, l’ex consigliere aveva presentato un ricorso al Garante chiedendo la rimozione di alcuni url che risultavano digitando il suo nome e cognome nel motore di ricerca e che facevano riaffiorare l’indagine in cui era rimasto coinvolto. A suo dire, non ricoprendo più incarichi pubblici e operando in un settore privato, la permanenza in rete di notizie, risalenti a circa dieci anni prima e ormai prive di interesse, gli avrebbero arrecato un danno all’immagine, alla vita privata e all’attuale attività lavorativa.

Nel rigettare la richiesta, l’Autorità, alla luce delle Linee guida dei Garanti europei, ha rilevato che sebbene il trascorrere del tempo sia la componente essenziale del diritto all’oblio, questo elemento incontra un limite quando le informazioni di cui si chiede la deindicizzazione siano riferite a reati gravi e che hanno destato un forte allarme sociale. Le richieste vanno quindi valutate con minor favore, anche se devono essere analizzate caso per caso.

Nella circostanza specifica nonostante fosse trascorso un certo lasso di tempo dai fatti riportati negli articoli, ha sottolineato l’Autorità, meritava considerazione il fatto che la vicenda giudiziaria si fosse definita solo pochi anni prima. Oltre a ciò, alcuni url riattualizzavano la notizia richiamandola in articoli relativi ad una maxi inchiesta sulla corruzione pubblicati fino al 2015 e la loro relativa attualità dimostra l’interesse ancora vivo e attuale dell’opinione pubblica.

Creato sangue in polvere, primi test positivi

Un nuovo sangue artificiale in polvere potrebbe rivoluzionare, in futuro, la medicina d'emergenza e regalare alle vittime di incidenti e traumi migliori chance di sopravvivenza. Ricercatori della Washington University School of medicine di St. Louis hanno creato infatti dei globuli rossi artificiali che effettivamente 'catturano' l'ossigeno nei polmoni e lo rilasciano ai tessuti dell'organismo.

Non solo. Questo sangue artificiale, chiamato ErythroMer, può essere liofilizzato, rendendo più facile per i medici di guerra, quelli di pronto soccorso e i paramedici di averlo a disposizione, come ha dichiarato Allan Doctor, specialista di terapia intensiva alla Washington University School of Medicine di St. Louis, che ha presentato la ricerca al meeting annuale della Società americana di ematologia a San Diego. "E' una polvere secca che sembra paprika, in sostanza", ha detto Doctor alla stampa americana. 

"Può essere conservata in un sacchetto di plastica che il medico può portare con sé in ambulanza o in uno zaino, per un anno o più. Quando c'è bisogno di usarlo, si può riempire il sacchetto con acqua sterile, mescolare", e il sangue artificiale "è pronto per essere infuso".

Il globulo rosso artificiale, più piccolo di un normale globulo rosso, è costituito da proteine ​​di emoglobina umana purificata rivestite con un polimero sintetico. L'emoglobina è il componente dei globuli rossi che trasporta l'ossigeno attraverso il corpo. La ricerca di un sostituto del sangue artificiale è in corso da più di 80 anni, ma i tentativi precedenti sono falliti finora, ha rilevato Doctor. Il rivestimento polimerico sintetico di questo globulo rosso artificiale, che avrebbe risolto i problemi incontrati in precedenza dagli studiosi, è stato sviluppato dal ricercatore principale dello studio, Dipanjan Pan, dell'University of Illinois a Urbana-Champaign.

I test di laboratorio su topi e ratti hanno dimostrato che i globuli rossi artificiali sono in grado di fornire in modo efficace l'ossigeno ai tessuti, assicurano i ricercatori. "Abbiamo sostituito il 70% del volume di sangue del topo" con il sangue artificiale. "Questi topi erano indistinguibili da quelli che avevano ricevuto una trasfusione da un altro animale", spiega Doctor.

I globuli rossi artificiali non potranno mai sostituire completamente quelli naturali. Anche perché sono in grado di liberare solo ossigeno e non hanno le altre funzioni del sangue, ricordano gli studiosi. Ma occorrerà del tempo prima che questo prodotto della ricerca sia disponibile. Secondo Doctor, bisogna passare prima ai test su conigli e scimmie, e poi sull'uomo. Insomma, potrebbero "volerci 10 anni per avere una risposta definitiva e capire se" i globuli rossi artificiali funzionano sull'uomo.

Si(s)ma Informiamoci, il convegno per il terremoto della Federico II

Il sisma ha ferito il nostro paese da nord a sud. Scosse di terremoto, la cui potenza in Italia non hanno precedenti, ancora oggi seminano terrore nella popolazione Ed è per questo motivo che il prossimo 7 dicembre presso il complesso universitario di Monte Sant'Angelo, a Fuorigrotta (Napoli), si terrà un convegno proprio su questo delicatissimo tema. Promotori di questa iniziativa le associazione universitarie di Assi e Asgu.
L'obiettivo è di far conoscere le cause, le dinamiche, e anche la prevenzione rispetto a un fenomeno che riguarda tutti molto da vicino.
Ci saranno tantissimi ospiti di grande spessore tecnico-scientifico che potranno rispondere a tutte le domande del caso. L'evento avrà inizio alle ore 9.30 in aula Azzurra.
In merito è intervenuto anche il presidente di Asgu, Rita Chirico: "Come associazione studentesca di Scienze Geologiche ci siamo sentiti in dovere di informare tutti sugli eventi sismici avvenuti in questo periodo. Siamo stati spinti anche dalla poca informazione diramata dai social e dai media su questo argomento. Tra l'altro fare anche cattiva informazione può solo trasmettere paura nelle persone"
Lo stesso presidente interviene sulla scelta del complesso di Monte Sant'Angelo: "Vogliamo coinvolgere quanti più studenti possibili e per questo c'era bisogno di uno spazio capiente senza contare che a Monte Sant'Angelo si concentrano il maggior numero di dipartimenti della Federico II. Speriamo ci sia una grande affluenza".
Conclude: "Abbiamo scelto Napoli perché vogliamo rendere consapevole che la nostra città è una zona a rischio sia sismico che vulcanico. Possiamo citare proprio i Campi Flegrei, che tutti sanno essere un'estesa zona vulcanica e la sede di Monte Sant'Angelo nasce proprio sui campi flegrei"

Maestri napoletani: come imparare l’arte e (non) metterla da parte

Sabato la presentazione del libro di Maria Chiara Aulisio

Simula un sequestro, Lapo Elkann arrestato a New York

L'amore per i motori, le belle donne, la moda e il design. Una vita vissuta sempre con il piede sull'acceleratore e sotto i riflettori, quella di Lapo Elkann, manager e rampollo della famiglia Agnelli, finito di nuovo nei guai dopo essere stato arrestato e poi rilasciato dalla polizia di New York per aver simulato un sequestro con l'obiettivo di ottenere dalla famiglia un riscatto di 10mila dollari. Con le sue 'imprese' spericolate ha sempre fatto parlare di sé, come quella volta che venne multato per aver parcheggiato la sua Jeep mimetica sulle rotaie del tram o quando rimase senza benzina con la sua Ferrari 458 (sempre mimetica) in autostrada.

Per le riviste patinate è un'icona di stile: Vanity Fair Usa lo nomina per quattro volte 'Best Dressed Man', l'uomo meglio vestito del mondo, spalancandogli le porte della loro Hall of Fame, cui fanno parte anche il nonno Gianni Agnelli e la nonna Marella Caracciolo Agnelli. Per altri Lapo incarna il simbolo di una vita sregolata e spericolata. Secondogenito di Margherita Agnelli e del giornalista e scrittore Alain Elkann, e fratello di John Elkann, attuale presidente del gruppo Fiat Chrysler automobiles e di Ginevra Elkann, Lapo non è certo nuovo agli scandali.

L'episodio avvenuto a New York riporta alla mente quanto accaduto oltre 10 anni fa. E' il 10 ottobre 2005 e il rampollo di casa Agnelli viene ricoverato in gravissime condizioni presso il reparto di rianimazione dell'Ospedale Mauriziano di Torino, a causa di un'overdose per un mix di oppio, cocaina ed eroina dopo una notte in compagnia di più transessuali, tra cui Patrizia B., all'anagrafe Donato Broco, all'epoca 53enne, e il primo a chiamare l'ambulanza.

Lasciato il reparto di neurologia dell'ospedale torinese, Lapo si dimette dagli incarichi in Fiat per trasferirsi in Arizona, dove inizia una terapia di riabilitazione. ''Dopo quello che mi è successo sento il bisogno di una pausa di riflessione - racconta all'epoca - Per assicurarmi la maggiore tranquillità possibile parto per trascorrere un periodo di tempo all'estero, prima di rimettermi al lavoro".

Rientrato in Italia nel 2007 dopo un periodo di convalescenza, Lapo, fonda con Andrea Tessitore e Giovanni Accongiagioco, Italia Independent, brand di accessori e abbigliamento che vanta diverse collaborazioni in decorazioni per casa e automotive. Nel dicembre 2011 unisce le forze con Luca Cordero di Montezemolo per il progetto Ferrari Tailor Made, con l'obiettivo di costruire una Ferrari su misura, personalizzata sulle specifiche richieste del cliente.

Nello stesso anno partecipa insieme al Centro Stile Fiat e Frida Giannini, allora direttrice creativa della maison Gucci, al progetto 500 by Gucci. Poi è la volta dell'Abarth 500 Pied de Poule, recentemente acquisita per 37.700 euro da un veicolo di investimento svizzero lanciato dal fondo Jalopy ltd. "Io sono un individuo un po' particolare - ha confessato all'Adnkronos qualche settimana fa - non sono attaccato a nessuno degli oggetti che ho e non sono fautore del materialismo, perché mi incanto e disincanto alla velocità della luce. Dunque non mi innamoro degli oggetti che ho e non finisco per fidanzarmi con loro. Fortunatamente non mi fidanzo né nella vita né con gli oggetti".

Tante le donne che negli anni hanno subito il fascino dell'imprenditore torinese: molte sono state al suo fianco il tempo di una stagione, altre sembrava potessero durare per sempre. Come la storia d'amore con l'attrice Martina Stella, terminata nel 2005, cui seguono numerose relazioni. La più duratura quella con la cugina e socialite Bianca Brandolini d'Adda, nipote di Cristiana Agnelli, sorella dell'avvocato, con la quale fa coppia fissa per due anni.

Poi è la volta di Marie De Villepin, con la quale intraprende una breve liaison, per poi cadere nelle braccia della miliardaria e imprenditrice kazaka Goga Ashkenazi. Quest'anno Elkann fa poi discutere per un bacio rubato a Uma Thurman a Cannes, ma sulla Croisette si presenta con la sua nuova fiamma, la modella tedesca di origine mediorientale Shermine Shahrivar, Miss Europa 2005.

Tre anni fa torna a destare scalpore, quando in un'intervista rilasciata a Beatrice Borromeo e Malcom Pagani per 'Il Fatto Quotidiano' confessa di aver subito abusi sessuali all'età di 13 anni mentre era in un collegio di gesuiti. L'ultimo scandalo risale al 2014, quando finisce al centro di un ricatto per via di un video "compromettente". Immagini per cui il nipote di Giovanni Agnelli sarebbe stato vittima della presunta richiesta di denaro, soldi chiesti per non diffondere le immagini.

Eternit, l'accusa al magnate svizzero derubricata da omicidio volontario a colposo

TORINO. Il gup di Torino Federica Bompieri ha derubricato per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny l'accusa da omicidio volontario a omicidio colposo nell'ambito del processo Eternit bis. Di conseguenza ha dichiarato la prescrizione per un centinaio di casi e per gli altri ha rinviato alle procure di Reggio Emilia per lo stabilimento di Rubiera, di Napoli per quello di Bagnoli e di Vercelli per Casale per le opportune iniziative. Per due casi, infine, si andrà a processo a Torino e l'udienza è stata fissata per il prossimo 14 giugno. "È una grande vittoria - ha commentato uno dei legali difensori Astolfo di Amato - siamo soddisfatti perché è crollata l'accusa di omicidio volontario, ora si procederà su basi più serene e potrà emergere la totale estraneità del mio assistito". "Un po' di amarezza c'è - ha sottolineato per l'accusa il pm Gianfranco Colace - siamo soddisfatti aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza poi vedremo se ricorrere in appello". Infine, per le parti civili, uno dei legali, Sergio Bonetto, ha aggiunto: "il processo è stato smontato in pezzi vari e non si conosce quale strada processuale seguiranno. Ciò che è certo è che la conoscenza di quanto è accaduto si allontana".

Qualità della vita, Napoli perde 5 posizioni

ROMA. È Mantova la provincia italiana al top in Italia per qualità della vita, mentre Crotone si aggiudica la maglia nera finendo all'ultimo posto. Crolla Roma che quest'anno precipita di ben 19 posizioni rispetto all'anno scorso, posizionandosi su livelli di qualità di vita insufficienti. A delineare il quadro è il 18esimp 'Rapporto sulla Qualità della Vita in Italia' di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, dal quale emerge che la situazione in generale peggiora nelle grandi città e migliora nelle medio piccole. Al secondo posto si colloca Trento che si era aggiudicata l'oro senza interruzioni dal 2011. Altro nuovo ingresso sui gradini più alti del podio è Belluno, terza, in salita dall’ottava posizione. Scivolano, quindi, Pordenone che passa dalla terza alla quarta posizione, e Bolzano (da seconda a ottava).

 

All’ultimo posto Crotone, sebbene, rispetto alle altre province meridionali, presenti elementi di discontinuità. Qui, infatti, sottolinea la ricerca, il tenore di vita è accettabile. E la provincia è addirittura ricompresa nel gruppo delle più virtuose nelle dimensioni criminalità e popolazione. Responsabili, quindi, della maglia nera sono affari e lavoro, ambiente, disagio sociale e personale, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero. La precede Siracusa (era al 104esimo posto).

A deludere sono anche le grandi aree urbane, che arretrano tutte, rispetto allo scorso anno, eccezion fatta per Torino, che sale di 6 posti. E se Milano e Napoli perdono rispettivamente 7 e 5 posizioni, Roma ne perde 19 (31 in confronto al 2014), posizionandosi su livelli di qualità di vita insufficienti. A conferma di questa tendenza, come rilevato anche lo scorso anno, nelle province con popolazione superiore al milione in genere la qualità della vita peggiora. Mentre nelle province medio-piccole è stabile o in miglioramento.

A livello di macro-aree, la ricerca di Italia Oggi e Università La Sapienza rileva che Nordest e Centro reggono meglio il colpo della crisi, di contro soffre il Nordovest e in particolare il Sud e le Isole, dove si è persa traccia di quel cluster di province individuato qualche anno fa, nel quale il livello era superiore a quello prevalente nelle altre province meridionali e insulari. Guardando al Centro Italia, in Toscana è Siena a registrare la migliore performance perchè sale al quinto posto rispetto all'11esimo del 2015, sale anche Grosseto dalla 33esima alla 30esima posizione ma comunque ben lontana dalle prime posizioni, mentre Livorno perde ben 12 posizioni, passando dalla 40esima alla 52esima.

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