Domenica 26 Febbraio 2017 - 6:40

Rigopiano, recuperati altri corpi: vittime salgono a 14

PESCARA. È salito a 14 il numero delle vittime. I Vigili del fuoco hanno infatti recuperato in mattinata altri due corpi dalle macerie dell'hotel Rigopiano. Si tratta di due donne, non ancora identificate. A riferirlo è una nota del responsabile della comunicazione dei Vigili del Fuoco, Luca Cari. I dispersi sono ancora 15.

Statali, stipendi a 2 velocità: in 10 anni scuola +11% e palazzo Chigi +45%

ROMA. Stipendi sotto la media, con aumenti sotto la media. È la triste storia dei dipendenti pubblici che lavorano nel comparto della scuola, che nel 2015 chiudono la classifica delle retribuzioni degli statali con 28.343 euro, raggiunti grazie a un 'magro' aumento dell'11,8% rispetto al 2005. Ben poca cosa rispetto ai colleghi che lavorano alla presidenza del Consiglio dei ministri, che hanno visto lievitare gli assegni del 45%. Anche il personale diplomatico può festeggiare un incremento del 37%.

I dati sono contenuti nelle tabelle della Ragioneria generale dello Stato, che effettua le rilevazioni sul conto annuale del pubblico impiego, del 2005-2015, elaborati dall'Adnkronos.

In confronto alle due categorie che hanno beneficiato degli aumenti più sostanziosi quello dei magistrati, che si devono accontentare di un +28,4%, potrebbe far pensare che per il comparto le cose non sono andate altrettanto bene. Ma una volta visto il totale si cambierà subito idea: con una retribuzione di 138.481 euro nel 2015, le toghe hanno un reddito quattro volte superiore rispetto al comparto scuola, raggiunto grazie a un incremento di 30.615 euro rispetto al 2005. Al secondo posto i diplomatici, che con 25.156 euro di aumento nel decennio sono arrivati a 93.183 euro.

Al top trovano posto anche i dipendenti pubblici impegnati nella carriera prefettizia, che raggiungono quota 94.117 euro (+22,3% e +17.148 euro). Quasi stesso aumento per i dipendenti della presidenza del Consiglio, che partivano da numeri molto più modesti e, di conseguenza, arrivano 'solo' a 57.612 euro.

Per comprendere meglio le differenze tra le diverse categorie del pubblico impiego può essere utile riportare la retribuzione media del totale dei comparti: nel 2015 è arrivata a 34.146 euro, con un incremento del 14,8% rispetto al 2005.

L'aumento più modesto, in termini percentuali, è quello registrato nel comparto dell'università, dove grazie a una crescita dell'8% la retribuzione complessiva è arrivata a 43.085 euro. Incrementi sotto la media anche per le forze armate, che registrano un +11,6% raggiungendo quota 39.764 euro, e per i dipendenti degli enti territoriali e locali, con un +13,3%. La retribuzione degli impiegati in regioni e comuni risulta essere la penultima nella classifica generale, con 29.057 euro.

Tornando al comparto 'povero', quello della scuola, bisogna sottolineare che al suo interno si rilevano forti differenze tra i dirigenti, che nel 2015 percepiscono una retribuzione di 58.174 euro, e gli insegnanti, che arrivano a quota 29.842 euro (gli incrementi sono stati rispettivamente del 6,3% e dell'11,6%). Lo stipendio medio dei docenti, dal 2005 al 2015, è aumentato poco più di 200 euro; dividendo ulteriormente la cifra in 10 anni si ottiene un incremento di 20 euro.

Il Papa: «Occorre grande coraggio oggi a sposarsi»

ROMA. Occorre "grande coraggio" oggi a sposarsi. Lo sottolinea papa Francesco ricevendo in udienza in Vaticano prelati uditori, officiali e avvocati rotali in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario al Tribunale della Rota Romana. "Cari fratelli, come ho detto varie volte, occorre grande coraggio a sposarsi nel tempo in cui viviamo. E quanti hanno la forza e la gioia di compiere questo passo importante devono sentire accanto a loro l’affetto e la vicinanza concreta della Chiesa".

Oggi serve più che mai una preparazione al matrimonio, giusto antidoto per arginare il "moltiplicarsi" delle tante unioni nulle o inconsistenti, è il monito del Pontefice nella Sala Clementina in Vaticano, i prelati uditori con il decano mons. Vito Pinto, gli officiali e gli avvocati rotali in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario al Tribunale della Rota Romana.

Bus di studenti in fiamme sull’A4: 16 ragazzi morti

Sedici persone sono morte nell'incendio di un bus ungherese che ha preso fuoco dopo essere finito contro un pilone sulla A4, vicino allo svincolo di Verona Est. 

A bordo del pullman, che stava tornando in Ungheria dalla Francia, c'erano una cinquantina di studenti di un liceo di Budapest in gita, nati tra il 1999 e il 2001. Lo ha reso noto un portavoce del ministero degli Esteri ungherese. "La situazione è grave", ha detto ancora Tamas Menczer. 

Ci sono 9 feriti ancora in osservazione nei due ospedali Borgo Trento e Borgo Roma di Verona. Cinque persone adulte sono ricoverate, e una è in stato di incoscienza, e quattro ragazzi sono in osservazione in pronto soccorso. I giovani sono tutti fuori pericolo. Lo riferisce all'Adnkronos Salute il direttore medico dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui) di Verona, Giovanna Ghirlanda. Altri 8 ragazzi sono stati già dimessi dal pronto soccorso con lesioni lievi e abrasioni.

Il console generale dell'Ungheria a Milano, Judit Timaffy che in ospedale sta seguendo da vicino la situazione ha sottolineato come "la situazione sia molto difficile". "Ho chiesto l'intervento anche di psicologi per poter assistere i ragazzi che hanno vissuto una situazione terribile e che non potranno ritornare subito a casa".

"Non risultano altri veicoli coinvolti nell'incidente quindi dobbiamo ritenere che si sia trattato di un fuoriuscita di strada autonoma. Ora gli specialisti della polizia stradale e della polizia scientifica del gabinetto regionale di Padova stanno ultimando gli accertamenti di rito coordinati dalla procura di Verona", ha detto all'Adnkronos Girolamo Lacquaniti, dirigente della polizia stradale di Verona.

Sulle cause dell'incidente le ipotesi al vaglio sono diverse, dal malore del conducente al colpo di sonno o il guasto meccanico. "Chi era seduto nella parte posteriore del pullman si è salvata rompendo i vetri e uscendo. Un professore di educazione fisica ha salvato molti di quelli che erano a bordo rientrando nel mezzo. È ricoverato con ustioni sulla schiena", ha spiegato Timaffy.

"Ho visto gente che bruciava viva, sono immagini terribili che non potrò mai dimenticare", ha raccontato ancora scosso un camionista.

"All'altezza di Desenzano sul Garda avevo notato del fumo fuoriuscire da sotto il motore della corriera che mi precedeva. Ho cercato in tutti i modi di avvertire l'autista abbagliando con i fari più volte, ma lui non se n'è accorto ed ha continuato senza rallentare e senza fermarsi. Poi non l'ho più vista fino al luogo dell'incidente". E' questa la testimonianza di un camionista sloveno che questa notte seguiva da vicino il pullman.

Valanga sull'hotel: 30 dispersi, estratti due corpi. I soccorritori: «Nessun segnale»

PESCARA. I soccorritori hanno estratto due corpi senza vita dall'Hotel Rigopiano, investito da una slavina dopo il terremoto. ''E' stata estratta una seconda vittima dalle macerie", ha detto all'AdnKronos il sindaco di Farindola (Pescara), Ilario Lacchetta. ''Le ricerche sono in corso con un ampio dispiegamento di forze: dalle squadre dei Vigili del Fuoco a quelle del Soccorso Alpino ma al momento non c'è nessuna notizia degli altri dispersi''.

Come fanno sapere anche i Vigili del Fuoco: ''Al momento nessun segnale dai dispersi'' comunicano via Twitter. Sul posto le squadre Usar specializzate nella ricerca e nel recupero delle persone sotto le macerie, dotate di unità cinofile.

"La valanga è immensa, di grossissime dimensioni", hanno detto i soccorritori all'AdnKronos. L'hotel, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso, si trova a 1.200 metri d'altitudine. Il Soccorso Alpino continua la ricerca dei dispersi tra cui c'è anche un ragazzo ternano di 33 anni, dipendente della struttura.

Il trentatreenne di Terni disperso sotto le macerie dell'hotel Rigopiano era il portiere di notte della struttura travolta dalla slavina sul Gran Sasso. Si tratta di Alessandro Riccetti. Il giovane ha avuto un contatto con la famiglia ieri pomeriggio.

Nell'albergo al momento della valanga erano presenti 30 persone, come confermato anche dal capo del dipartimento della Protezione civile. "Il luogo è stato raggiunto alle 4.30 - ha riferito Curcio - da uomini valorosi che di fronte a una situazione davvero al limite sono arrivati alla struttura, mettendo in sicurezza due persone e adesso stanno lavorando per portare i mezzi, che ancora fanno fatica ad arrivare, e stanno già lavorando nella verifica delle condizioni che restano proibitive anche per il soccorso tecnico".

Secondo quanto riferito a 'Rainews24' dal prefetto di Pescara, Francesco Provolo, "il manutentore dell'hotel ha parlato di una ventina di persone e qualche bambino ospitati nella struttura, oltre a sette, otto persone dello staff". L'attività di soccorso è a pieno regime, assicura il prefetto: "Le forze in campo sono tutte quelle possibili ed è stata accettata anche la mia richiesta di avere l'intervento dell'Esercito". Una delle persone messe in salvo dai soccorritori, che hanno trascorso la notte in un'auto, è ricoverata in stato di ipotermia all'Ospedale di Pescara.

Tra i dispersi nell'hotel 'Rigopiano' di Farindola, nel pescarese, ci sarebbe anche una famiglia residente a Osimo, in provincia di Ancona. "Sappiamo - racconta all'Adnkronos il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni - che erano partiti per una vacanza e appresa la notizia della valanga è scattato l'allarme. Si tratta di una commerciante molto conosciuta qui a Osimo, del marito poliziotto e del figlio di sette anni. Sono originari della provincia di Chieti e sappiamo che erano tornati in Abruzzo per una vacanza. Siamo in attesa di avere notizie".

 

LA GEOLOGA. Le scosse di terremoto che hanno colpito nuovamente l'Appennino centrale "hanno fatto registrare uno spostamento verso Sud dello sciame sismico" rispetto ai terremoti di agosto e ottobre scorso. A chiarirlo all'Adnkronos è la geologa Tania Campea dell'Aigae, sottolineando che ora "gli occhi di tutta la comunità scientifica sono puntati sui sistemi di faglie che incidono nella zona" per capire se "si tratta sempre della stessa faglia o si sono attivati sistemi contigui". Ed ora, aggiunge, "si auspica che la cerniera di faglie si disattivi".

"Non è un fenomeno nuovo in quest'area il susseguirsi di nuove scosse a distanza di breve tempo. Anche nei secoli passati, per esempio nel '700, è già accaduto", per questo "ora tutta l'attenzione è nell'analisi dei sistemi di faglie per capire se se ne stanno attivando di nuove o di contigue a quelle che hanno provocato i terremoti dell'estate e dell'autunno scorso" spiega ancora Campea che come geologa e Guida Ambientale Escursionistica, sta monitorando il territorio nell'area de L'Aquila e di Sulmona.

Terremoto, l'esperto: «Probabile effetto domino»

ROMA. È "ancora presto per sapere con esattezza quale sia stata la faglia (o le faglie) che ha generato i terremoti" di questa mattina, ma "è probabile che ancora una volta si sia trattato di un fenomeno di 'contagio sismico' tra faglie adiacenti, anche detto 'effetto domino' o 'a cascata'". Lo afferma Andra Billi dell'Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr (Igag-Cnr), secondo cui è "un fenomeno al quale assistiamo già da alcuni mesi in Centro Italia con gli eventi di agosto-ottobre 2016 ad Amatrice, Visso, Norcia e Castelsantangelo sul Nera".

"Quando una faglia genera un terremoto - prosegue l'esperto - la faglia stessa si libera dello stress al quale era sottoposta immediatamente prima del terremo e trasferisce parte di tale stress ai segmenti di faglia adiacenti, che in un lasso di tempo imprevedibile (ore, giorni, mesi, anni) possono a loro volta generare terremoti e di nuovo 'contagiare' le faglie adiacenti. Tali terremoti saranno sicuramente seguiti nelle prossime ore da uno sciame di repliche sismiche la cui intensità è difficilmente prevedibile".

Terremoto, Raggi: «A Roma nessun danno, no motivi allarme»

ROMA. "Per prima cosa intendiamo esprimere vicinanza alle popolazioni che sono state nuovamente funestate da questo sisma. Dobbiamo però rassicurare su quello che stiamo facendo a Roma, abbiamo allertato tutte le pattuglie della polizia locale che sono sul territorio per controllare qualunque tipo di necessità qualunque tipo di danno che al momento non è stato rilevato". Lo scrive in un post su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi.

 

"Abbiamo convocato immediatamente una riunione della Centrale Operativa Comunale - prosegue Raggi - una riunione d’emergenza alla quale parteciperanno la Polizia Locale, la Protezione Civile, Ama, Atac, Acea. Al momento quello che possiamo dire è che d’intesa con la prefettura che ha sentito la centrale operativa dei vigili del fuoco non ci sono motivi di allarme in città".

 

Torna l’incubo terremoto, 4 forti scosse nel Centro Italia. Paura a Roma

ROMA. La terra continua a tremare nel Centro Italia. Dopo le tre forti scosse di questa mattina, avvertite anche a Roma, una quarta è arrivata nel primo pomeriggio.

La prima, di magnitudo 5.3 è stata registrata alle 10.25 a 111 km dalla Capitale. L'epicentro si trova a tre chilometri da Montereale, nella zona dell'Aquila, a 4 km da Capitignano e a 9 km da Campotosto e Amatrice nel reatino. La seconda scossa è stata invece avvertita verso le 11.15. Secondo una prima stima dell'Ingv dovrebbe avere una magnitudo 5.4. Il terremoto è stato registrato nella stessa zona della prima scossa.

La terza forte scossa, "subito successiva a quella delle 11,15 è stata di magnitudo 5.3 ed è avvenuta a 10 chilometri più a Sud rispetto alla prima di stamattina delle 10,25" riferisce all'Adnkronos la sismologa dell'Ingv Paola Montone, raggiunta telefonicamente presso la Sala sismica dell'Istituto. "Il centro più vicino all'epicentro di questa terza scossa -riferisce ancora Montone- è Capitignano, sempre nell'area de L'Aquila".

Una quarta scossa è arrivata intorno alle 14.30, "molto forte, di magnitudo intorno a 5", conferma l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia interpellato dall'Adnkronos.

"Ci sono stati dei crolli. Sono in corso le verifiche da parte delle forze dell'ordine", ha affermato all'Adnkronos il sindaco di Montereale (L'Aquila) Massimiliano Giorgi sottolineando che "la situazione è critica. C'è il terremoto, c'è la neve. C'è difficoltà nei soccorsi perché la statale 260 dall'Aquila è bloccata per un autotreno di traverso".

Tutte e tre le scosse sono state avvertite a Roma dove molte scuole sono state evacuate. E' stata chiusa anche la metropolitana.

Chiusa anche la A24, tra Valle del Salto e Teramo est: sono in corso verifiche tecniche sulle strutture dell'autostrada, che è stata temporaneamente chiusa a tutto il traffico veicolare.

GENTILONI - Il premier Paolo Gentiloni è in contatto continuo con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e ha sentito il commissario Vasco Errani e il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi.

Maturità, dal 2018 basta la media del 6

Dal 2018 per essere ammessi all'esame di maturità sarà sufficiente avere la media del 6, condotta inclusa, e non più 6 in tutte le materie come previsto attualmente. Lo prevede lo schema di decreto sugli esami di stato. Per essere ammessi i ragazzi dovranno sostenere, ma non in corso di esame la prova Invalsi. E ancora, per essere ammessi, come ora, sarà necessario aver frequentato almeno tre quarti del monte ore attuale, mentre il nuovo esame vedrà gli studenti alle prese con due sole prove scritte e un colloquio orale. Per ogni prova scritta, i commissari possono decidere di assegnare massimo 20 punti (al posto dei 15 attuali). Anche il colloquio orale potrà essere valutato con punteggio massimo di 20 (al posto dell'attuale massimo di 30 punti).

Maltempo, Abruzzo isolato e senza luce: arriva l'Esercito

A seguito dell'ondata di gelo e neve che continua ad imperversare in Abruzzo è stata avviata la raccolta dati e la relativa procedura per la richiesta dello stato di emergenza nazionale. E’ quanto annunciato dal Sottosegretario alla Presidenza con delega alla Protezione Civile, Mario Mazzocca.

Intanto il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, riferisce su Facebook di aver avuto comunicazione dal ministro della Difesa "che il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito ha dato disposizioni per fare avvicinare da Foggia i Mezzi e gli uomini occorrenti per le operazioni ritenute necessarie, a seguito di puntuale istruttoria tecnica dei Prefetti competenti".

Le continue nevicate hanno prodotto nella scorsa notte guasti sulla rete di Alta Tensione gestita da Terna, poi ripristinata, e su quella di Media Tensione gestita da Enel-distribuzione. Oltre 300mila persone sono rimaste senza elettricità, un quarto della popolazione regionale

Grazie a una serie di interventi, intanto, sono state ripristinate le linee di Alta Tensione che alimentano le aree tra Pescara e Teramo, rende noto Terna. In questo momento, si legge in una nota, non sussistono dunque problemi sulla Rete di Alta Tensione di questa area. Visto il persistere delle particolari condizioni climatiche continua comunque l'intenso lavoro dei 150 tecnici di Terna sul territorio e il monitoraggio continuo degli impianti.

MARCHE - In 12mila senza luce anche nelle province di Macerata e Ascoli a causa dell'emergenza neve. E' quanto scrive sul suo profilo Facebook il presidente delle Marche Luca Ceriscioli: "Le neve sta cadendo in tutte le Marche e in special modo nelle zone terremotate dell'Ascolano e del Maceratese", si legge, sottolineando che "le sale operative regionali e provinciali sono in contatto con i sindaci per tutte le esigenze e si è provveduto ad attivare il Comitato operativo provinciale di supporto con tutte le funzioni".

"Al momento 12mila utenze sono senza luce di cui 800 circa nel maceratese e le restanti nell'ascolano. L'Enel è al lavoro e ha richiesto rinforzi da altre regioni per far fronte a tutte le interruzioni nel minor tempo possibile. I tecnici stanno intervenendo sia sulle cabine che sulle linee dell'alta tensione gestite da Terna".

TOSCANA - Restano chiusi parchi, giardini e cimiteri comunali a Firenze. L'allerta arancione per rischio vento forte si dovrebbe concludere solo alle 12 di mercoledì e, quindi, questi luoghi possono ancora "costituire una fonte di pericolo per la collettività in ragione del potenziale pericolo annunciato", si legge in un'ordinanza comunale.

In Toscana ed Emilia Romagna, inoltre, permane la chiusura della SS 3Bis/E45 tra Cesena Nord e Pieve Santo Stefano, dove proseguono incessantemente le attività di sgombero neve da parte dell'Anas: sono 30 i mezzi impegnati che percorrono il tratto ad anello in entrambi i sensi di marcia per consentire la riapertura al transito nel più breve tempo possibile.

UMBRIA - In seguito all'emergenza neve nel regioni del Centro Italia, gli uomini e i mezzi dell'Anas stanno intervenendo ininterrottamente su numerosi tratti stradali anche in Umbria.

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