Giovedì 23 Marzo 2017 - 17:17

Il Governo approva
il decreto terremoto

ROMA. Il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto terremoto, 'disposizioni urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017'. Il governo, il ministro dell'Economia Padoan, ''intende stanziare una cifra superiore a un miliardo di euro, per affrontare le conseguenze dell'ultima scossa di terremoto e in generale dell'attività sismica di questi tragici mesi, per sostenere le popolazioni vittime del sisma e per far fronte all'emergenza".

 "L'Italia - ha commentato il premier Paolo Gentiloni al termine del Cdm - non dimenticherà questo colpo inferto a una parte così rilevante del nostro territorio. Ma oltre a non dimenticare, l'Italia deve reagire con decisione con un obiettivo molto semplice: mettere in campo tutte le norme e le iniziative necessarie per accelerare il percorso sia di emergenza che di ricostruzione".

Il decreto approvato dal Cdm sulle aree colpite dal terremoto si occupa di "evitare il crearsi di strozzature burocratiche, prevenirle", ha sottolineato ancora il premier.

Il Dl sul terremoto approvato dal Cdm contiene una serie di norme "per cittadini delle zone colpite", ha continuato Gentiloni, che ha parlato di "proroga cassa integrazione, busta paga pesante, introduzione anticipata rispetto alla legge delega in discussione al Senato delle norme sulla povertà, meccanismi di sospensione del pagamento dei tributi e agevolazioni fiscali".

"Non abbiamo il conto esatto dell'ammontare delle risorse coinvolte, sono risorse molto, molto consistenti, diverse centinaia di milioni", ha aggiunto il premier. "Abbiamo risorse nelle legge di bilancio, ne stiamo mettendo in campo ulteriori".

Per le zone terremotate, spiega ancora il premier, "abbiamo anticipato nella lettera a Bruxelles della necessità di ulteriori risorse. Intanto, però, non possiamo aspettare chissà quali superiori determinazioni: noi decidiamo e ci prendiamo le nostre responsabilità".

Migranti, Tusk: «Chiudere la rotta Libia-Italia»

BRUXELLES. Il flusso di migranti dalla Libia all'Europa "non è sostenibile. Domani a Malta proporremo misure operative per rafforzare il nostro lavoro e gestire meglio le rotte migratorie. L'Europa ha dimostrato di essere in grado di chiudere le rotte di migrazione illegale, come ha fatto nel Mediterraneo Orientale. Abbiamo discusso di questo esempio: ora è tempo di chiudere la rotta dalla Libia all'Italia. Ne ho parlato a lungo con il primo ministro italiano Paolo Gentiloni ed è alla nostra portata. Quello di cui abbiamo bisogno è la piena determinazione a farlo". Lo dice il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, dopo aver incontrato il primo ministro libico Fayez al-Sarraj a Bruxelles. 

Viareggio, i familiari delle vittime: Moretti si dimetta

VIAREGGIO. "Noi chiediamo le dimissioni di chi ancora oggi è dentro le aziende di stato. Con la sentenza di primo grado moralmente è inaccettabile per noi familiari che loro siano ancora a guidare questo Paese in aziende di Stato molto importanti". Così i familiari delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 a Viareggio all'indomani della sentenza del Tribunale di Lucca che ha condannato, tra i 33 imputati, gli ex amministratori delegati di Rfi, Mario Moretti a sette anni di reclusione, e Mario Michele Elia a sette anni e sei mesi.
"Chiediamo - hanno detto i familiari delle vittime in conferenza stampa -che rinuncino alla prescrizione se veramente vogliono la verità e se veramente si sentono così non colpevoli. Vedremo se qualcuno nei prossimi giorni rinuncerà alla prescrizione".

Capitale della Cultura, Ercolano ancora sconfitta

È Palermo la capitale italiana della cultura per il 2018. Lo ha annunciato il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini oggi al Mibact. Palermo ha superato la concorrenza di Trento, Aquileia, Settimo Torinese, Montebelluna, Recanati Comacchio, Ercolano, Alghero e dei comuni elimo-ericini.

Strage Viareggio, condanna per ex vertici Ferrovie

Il Tribunale di Lucca, presieduto da Gerardo Boragine, ha condannato l'ex amministratore di Ferrovie, Mauro Moretti, a 7 anni di reclusione a conclusione del processo per la strage ferroviaria di Viareggio, che il 29 giugno 2009 causò 32 vittime. Michele Mario Elia, ex amministratore delegato di Rfi, è stato condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione. La Procura di Lucca aveva chiesto 16 anni per Moretti e 15 anni per Elia.

Dopo sette anni e sette mesi, il processo è quindi arrivato a conclusione dopo quasi 150 udienze: sul banco degli imputati 33 persone e 9 società, accusate a vario titolo di disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali. 

Intanto un corteo, promosso dall'associazione dei familiari delle vittime della strage, si era mosso dal piazzale del polo fieristico fino all'aula allestita nei padiglioni della fiera per le udienze del processo. Gli striscioni esposti dai manifestati chiedevano 'Giustizia per Viareggio'. Esposte anche le foto delle vittime della strage causata dalla fuoruscita del gpl dal convoglio ferroviario.

Al corteo sono sfilati con il gonfalone della Regione Toscana, tra gli altri, i sindaci di Lucca Alessandro Tambellini, di Viareggio Giorgio Del Ghingaro e il presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini. In rappresentanza della Giunta regionale e del Consiglio regionale il consigliere Stefano Baccelli, presidente della Provincia di Lucca quando si verificò la strage. Presenti numerosi amministratori locali e rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Ladri nella maison Fragiacomo, danno da 100mila euro

Furto di lusso nel cuore di Milano. Alle 5 del mattino sono stati rubati articoli, tra calzature e pelletteria, per un valore complessivo di circa 100mila euro. Lo rende noto la casa di moda Fragiacomo, precisando che tra gli oggetti rubati si contano pezzi preziosi delle collezioni autunno inverno e primavera estate, realizzati con pelletterie pregiate, tra cui borse di coccodrillo e struzzo.

Si può licenziare un dipendente malato? Sì, ma solo in due casi

Il dipendente malato non può essere licenziato. A stabilirlo è la legge, che prevede solo due casi nei quali è possibile attuare il licenziamento in caso di malattia: quando l'assenza supera la durata massima prevista dal contratto collettivo o se, benché l'assenza sia inferiore a tale limite, essa comporti un grave pregiudizio per l'organizzazione dell'azienda. La prima causa, ricorda il portale 'laleggepertutti.it', è detta 'superamento del comporto' e trova nella legge una previsione espressa; la seconda, invece, è frutto della recente interpretazione dei giudici.

Il codice civile prevede che l'azienda debba conservare il posto di lavoro del dipendente in malattia, nei limiti del 'comporto', un periodo stabilito dalla legge, dai contratti collettivi o, in mancanza, dagli usi. Fondamentalmente, non si può licenziare il lavoratore malato a causa della sua malattia e dell'assenza protratta. Si può però licenziare il dipendente malato, anche durante il periodo in cui è a casa, per altre ragioni non legate alla malattia come ad esempio una crisi aziendale o la ristrutturazione interna (il cosiddetto licenziamento per giustificato motivo oggettivo) o ancora, una grave colpa da questi commessa (cosiddetto licenziamento disciplinare). Come nel caso del dipendente in malattia che non si fa puntualmente trovare a casa al momento delle visite fiscali del medico Inps.

L'assenza per malattia può protrarsi per un periodo massimo che di norma è stabilito dai contratti collettivi. Superato tale termine è possibile il licenziamento. L'unico caso in cui al dipendente viene consentito di superare il periodo di comporto è quando la malattia si è verificata a causa del datore di lavoro, per non aver questi garantito un ambiente salubre e privo di rischi (infortunio sul lavoro, mancata predisposizione delle misure di sicurezza, ma anche uno scivolone dalle scale, un infarto a causa di una condotta mobbizzante, ecc.).

Per calcolare il 'comporto', ossia l'arco temporale superato il quale l'azienda può licenziare il dipendente, occorre fare riferimento all'anno di calendario o l'anno solare, in base a quanto previsto dai contratti collettivi. Per 'anno di calendario' si deve intendere il periodo di tempo compreso tra l'1 gennaio e il 31 dicembre di ogni anno, mentre per 'anno solare' si deve intendere un periodo di 365 giorni decorrenti dal primo episodio morboso, dall'inizio della malattia (se continuativa) o a ritroso dalla data di licenziamento.

La durata del comporto per gli impiegati è fissata dalla legge ed è di 3 mesi quando l'anzianità di servizio non supera i dieci anni, e di 6 mesi quando l'anzianità di servizio supera i dieci anni. Per gli operai, invece, la durata del periodo di comporto è stabilita dalla contrattazione collettiva. Il periodo di comporto può essere interrotto per effetto della richiesta del lavoratore di godere delle ferie maturate. La richiesta deve essere scritta, indicare il momento dal quale si intende convertire l'assenza per malattia in assenza per ferie ed essere tempestivamente presentata al datore di lavoro, prima che il periodo di comporto sia definitivamente scaduto e il datore di lavoro abbia diritto di recedere dal rapporto.

Scaduto il comporto, il datore può licenziare il dipendente senza provare l'esistenza di una giusta causa o un giustificato motivo. Tuttavia, è vietato licenziare il dipendente per superamento del comporto se la sua malattia è stata provocata o aggravata dalla nocività insita nelle modalità di esercizio delle mansioni o comunque esistente nell'ambiente di lavoro. Recente giurisprudenza sta sostenendo la possibilità per l'azienda di licenziare il dipendente assente per malattia ancor prima del superamento del comporto, quando detta assenza provoca un grave danno all'organizzazione del lavoro.

È quello che si definisce 'licenziamento per scarso rendimento'. Esistono già diversi precedenti in tal senso. In pratica, secondo la più recente giurisprudenza, tutte le volte in cui la presenza sporadica del lavoratore finisce per danneggiare i meccanismi produttivi e le catene di montaggio, costringendo l'azienda a bloccarsi o, per evitare ciò, ad assumere un sostituto, è possibile il licenziamento di chi non ha ancora esaurito tutti i giorni del comporto.

Ma attenzione, il licenziamento del malato cronico, di chi, cioè, presta servizio a singhiozzo, fra lunghe assenze e brevi ritorni, è lecito solo quando questi rende un'attività esigua per quantità e qualità e dunque non utilizzabile dall'azienda. In tal caso il licenziamento è legittimo. Quando le reiterate assenze per malattia determinano uno scarso rendimento viene violato l'obbligo della diligente collaborazione a cui il lavoratore si obbliga.

Maturità, ecco le materie della seconda prova scritta

Latino al Liceo classico, Matematica allo Scientifico, Economia aziendale per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing degli Istituti tecnici, Tecniche professionali dei servizi commerciali per l’indirizzo Servizi commerciali degli Istituti professionali.

Sono alcune delle materie scelte per la seconda prova scritta della Maturità 2017, annunciate oggi dalla ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, con un video lanciato sulla pagina Facebook e sui social del Ministero. 

Per la scelta delle materie è stato utilizzato in alcuni casi il criterio dell’alternanza, in altri si è preferito il consolidamento della materia più rappresentativa del percorso di studi e maggiormente qualificante rispetto al profilo in uscita degli studenti.

In occasione della comunicazione delle materie della seconda prova scritta è stato anche lanciato il canale Instagram del Ministero.

Il percorso di avvicinamento alla Maturità sarà accompagnato da una serie di attività di comunicazione dedicate alle ragazze e ai ragazzi che faranno l’esame a giugno, con video di esperti, curiosità e informazioni sulla preparazione delle prove.

La Maturità 2017 avrà inizio mercoledì 21 giugno, con la prova di Italiano. Il 22 giugno sarà la volta della seconda prova scritta, nella materia caratterizzante ciascun indirizzo. Quest’anno la prima prova scritta è affidata a commissari esterni, mentre la seconda prova scritta è affidata a commissari interni.

Ecco dunque le materie per la seconda prova: Latino al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Matematica al Liceo scientifico - opzione Scienze Applicate; Lingua straniera L1 al Liceo linguistico; Scienze umane al Liceo delle scienze umane; Diritto ed economia politica al Liceo delle scienze umane - opzione Economico sociale; Discipline artistiche e progettuali, caratterizzanti l’indirizzo di studi nel Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione al Liceo musicale; Tecniche della danza al Liceo coreutico;

Tra le materie scelte per i Tecnici: Economia aziendale per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing; Discipline turistiche e aziendali per il Turismo; Impianti energetici, disegno e progettazione per l’indirizzo Meccanica, Meccatronica ed Energia - articolazione Energia; Struttura, costruzione, sistemi impianti del mezzo per l’indirizzo Trasporti e Logistica; Topografia per l’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio.

Tra le materie scelte per i Professionali: Scienza e cultura dell’alimentazione per l’indirizzo Servizi enogastronomia e ospitalità alberghiera - articolazione Enogastronomia; Tecniche professionali dei servizi commerciali per l’indirizzo Servizi commerciali; Tecniche di produzione e di organizzazione nell’indirizzo Produzioni industriali e artigianali - articolazione Industria; Linguaggi e tecniche della progettazione e comunicazione audiovisiva per l’indirizzo Produzioni industriali e artigianali - articolazione Industria, opzione Produzioni audiovisive.

Sulla pagina del sito del Miur dedicata all’Esame di Stato (http://www.istruzione.it/esame_di_stato/index.html) è disponibile l’elenco di tutte le materie. È disponibile anche l’elenco delle discipline affidate a commissari esterni.

Cartelli anti-prostituzione a Lecce, scoppia la polemica

LECCE. I cartelli stradali anti-prostituzione vicino alla stazione di Lecce rischiano di provocare concreti "danni d'immagine e perdita di valore immobiliare di un intero quartiere". È quanto si legge sul sito della Onlus della cittadina pugliese, 'Sportello dei diritti'.

"Sono spuntati come funghi i cartelli stradali per il 'Contrasto alla prostituzione' nella zona adiacente alla stazione di Lecce - sottolinea il presidente dell'associazione, Giovanni D'Agata -, area arcinota ai leccesi per la presenza sui marciapiedi, da tempo immemorabile, di lucciole e transessuali di ogni provenienza".
"Non si tratta di un'assoluta novità perché tale prassi è mutuata da esperienze di altre realtà urbane, ove il problema è ben più radicato è diffuso" afferma D'Agata, per il quale però "quello lanciato con la segnaletica in questione, da parte di un'amministrazione che governa una città a vocazione turistico–culturale", non è un bel messaggio

Raggi: inventata la trattativa con la Procura

ROMA. "Dopo le false ricostruzioni di telefonate tra me e Beppe Grillo (ovviamente smentite), viene persino inventata una fantomatica 'trattativa' in corso con la Procura di Roma". Lo scrive su Facebook la sindaca Virginia Raggi postando accanto la notizia 'bollata' con la scritta 'Fake news'

"Mi spiace per chi inventa ma quanto ho da dire lo dirò, come è corretto che sia, ai magistrati - conclude - il resto sono 'fantasie' anche molto pesanti che, a questo punto, saranno valutate dai magistrati".

Pagine

Rubriche

REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
DIRITTI&LAVORO
di Carlo Pareto
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale