Lunedì 22 Ottobre 2018 - 8:00

Stragi naziste, Mattarella ricorda il martirio di Acerra: segno dell'unità del popolo italiano

ROMA. «La strage di Acerra, compiuta dall'esercito nazista dopo l'8 settembre e lo sbarco degli alleati a Salerno, mentre nella popolazione civile cresceva la speranza di pace e di libertà, è parte incancellabile della memoria della Repubblica. Nel giorno del 75° anniversario le istituzioni democratiche, nate dalla Liberazione e plasmate dalla Costituzione, rendono onore agli atti eroici dei cittadini di Acerra, alle vite innocenti di donne, uomini, anziani, bambini che vennero sterminate senza pietà, a tutti coloro che con dolore, sofferenza e coraggio hanno poi saputo ricucire il tessuto della vita, e quindi percorrere le vie della ricostruzione». Lo afferma in una dichiarazione il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Il barbaro eccidio che gli occupanti misero in atto, insieme ad incendi, razzie e distruzioni, con il proposito disumano di cancellare ovunque i segni di vita e di comunità, fu -ricorda il Capo dello Stato- uno degli eventi più tragici e sanguinosi avvenuti in quei mesi nelle regioni meridionali. Quanto si consumò ad Acerra e nei territori circostanti, fin dai giorni precedenti la strage, rende testimonianza di quel desiderio di liberazione e di quel profondo sentimento di dignità, che emergevano al sud dopo gli anni della dittatura e le tribolazioni del conflitto mondiale». «Le vicende della guerra provocarono tra il '43 e il '45 una drammatica frattura nel Paese, con il nord a lungo occupato, ma sono numerosi gli episodi, le forme di resistenza, le reazioni popolari all'insostenibile oppressione nazista, di cui si è resa protagonista la gente del Mezzogiorno e che rafforzano il senso dell'unità nazionale, insieme a quei valori che hanno poi costituito le fondamenta dell'edificio democratico. La coscienza del comune destino del popolo italiano -conclude Mattarella- è oggi una delle eredità più preziose a cui possiamo ancora attingere, grazie anche al sacrificio e al martirio di coloro davanti ai quali oggi ci inchiniamo». 

«Aria di Ventennio», spunta l'hashtag #IostoconMimmo

Un'esplosione di solidarietà per il sindaco di Riace. Arrestato oggi per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, Mimmo Lucano raccoglie infatti l'abbraccio virtuale di migliaia di italiani che in queste ore hanno deciso di esprimere parole d'affetto e stima attraverso diversi hashtag tra i quali #IostoconMimmo. Tanti a mettere l'accento sul 'modello Riace' - "fiore all'occhiello del sistema dell'integrazione dei migranti", spiegano - tantissimi a denunciare la "deriva autoritaria", la "brutta piega", "l'aria di Ventennio" che si respira dopo l'arresto. Tanta anche l'amarezza per il "destino dell'Italia", quel Paese in cui "una persona per bene viene arrestata e il ministro dell'Interno ridacchia, festeggia e si compiace su Twitter", "quel paese dove si rubano 49 milioni e si restituiscono in 80 anni; ci si lamenta del Ferragosto dopo una strage; si condona tutto MA si arresta un sindaco modello".

"Arrestano #MimmoLucano, ma arrestano un'intera Città che dimostra che è possibile cambiare le cose", scrivono, mentre denunciano come confondere "la nobile politica dell'integrazione con la subdola accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" equivalga a "perdere tutti un'occasione di crescita". A scrivere sono cittadini comuni da tutte le parte d'Italia, "vicini col cuore" al sindaco ora ai domiciliari. "Ci stanno facendo abituare ogni giorno di più a piccole dosi di dittatura, che inquinano la società e la nostra cultura come piccole dosi di veleno", commentano, e puntano il dito contro "una vergognosa e ignobile politica reazionaria e xenofoba" che mentre "cerca di imporsi con la forza" procede "all'arresto per favoreggiamento all'immigrazione di #MimmoLucano, sindaco di #Riace, luogo simbolo e modello di accoglienza, convivenza e giustizia sociale". Chissà da quanto tempo, si domandano, "avevano il colpo in canna", cosa che spiegherebbe a loro avviso "perché fu bloccata la fiction tv". Da tutti, comunque, arriva "sostegno incondizionato al sindaco", e se dovessero servire "soldi per una difesa legale di primo livello - si offrono -, siamo qua".

Ma a manifestare vicinanza a Lucano non sono solo cittadini 'comuni'. Tra i messaggi di solidarietà spuntano infatti anche i giornalisti Sandro Ruotolo - "Io so che è un arresto ingiusto. Io so che accogliere un essere umano non può essere un reato. Io so che #MimmoLucano è una persona perbene. Io so che il sindaco di #Riace è un punto di riferimento per tutti noi. Non si arresta una speranza" -, Gad Lerner - "Il mandato di arresto per il sindaco di #Riace è uno schiaffo in faccia a chi pratica il dovere dell'accoglienza e conferma la pulsione fascistoide di cui sta cadendo preda il nostro paese. Solidarietà piena a #MimmoLucano" - e Luca Telese - "L’arresto del sindaco di #Riace è follia: sembra che non venga perseguito un illecito amministrativo, ma un reato politico".

Solidale anche Cecilia Strada di Emergency, per la quale "l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per #MimmoLucano suona grottesca alle mie orecchie. L'unica cosa che il sindaco di #Riace ha favorito è un modello di accoglienza efficace e dignitosa che ha salvato un paese e i suoi abitanti, vecchi e nuovi. Solidarietà".

Solidarietà che arriva anche da lontano. Per Ada Colau, sindaco di Barcellona, "l'Italia di Matteo Salvini perseguita e arresta Mimmo Lucano, uomo onesto, lavoratore instancabile, sindaco di Riace, esempio di accoglienza e coesione sociale. Le città europee - dice - devono reagire! Barcellona con Riace!".

Arrestato il sindaco di Riace

Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato arrestato dalla guardia di finanza, nell'ambito dell'operazione Xenia, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Come fa sapere la procura di Locri in una nota, "i finanzieri del Gruppo di Locri hanno eseguito, alle prime luci dell'alba, un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Locri, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del Comune di Riace ed il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell'ambito dell'operazione denominata 'Xenia'".

GESTIONE FONDI - La misura cautelare rappresenta l'epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell'Interno e dalla prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l'accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico. Proprio riguardo alla gestione di denaro pubblico, la procura di Locri "procederà nei prossimi giorni ad approfondire ogni opportuno aspetto per presentare l'eventuale, apposito ricorso presso il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria fermo restando che dalle indagini è comunque emersa una pluralità di situazioni che, nell'immediatezza, impone la trasmissione degli atti alla Procura Regionale della Corte dei Conti ai fini dell'accertamento del connesso danno erariale".

Secondo la procura sono emerse "diffuse e gravi irregolarità". Ma sulla ricostruzione di tali circostanze, così come rappresentate nel corpo della richiesta di applicazione delle misure cautelari, il gip presso il Tribunale di Locri ha tuttavia affermato che "ferme restando le valutazioni già espresse in ordine alla tutt'altro che trasparente gestione, da parte del Comune di Riace e dei vari enti attuatori, delle risorse erogate per l’esecuzione dei progetti Sprar e Cas, ed acclarato quindi che tutti i protagonisti dell’attività investigativa conformavano i propri comportamenti ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate".

Secondo la procura di Locri invece sono emerse "diffuse e gravi irregolarità anche in merito: ad altre e diverse procedure di affidamento diretto alle associazioni operanti nel settore dell’accoglienza; alla irregolare rendicontazione dei criteri riguardanti la lungo permanenza dei rifugiati; all’utilizzo di fatture false tramite le quali venivano attestati fraudolentemente costi gonfiati e/o fittizi". E ancora, irregolarità relative al "prelevamento, dai conti accesi ed esclusivamente dedicati alla gestione dell’accoglienza dei migranti, di ingentissime somme di denaro cui è stata impressa una difforme destinazione, atteso che di tali somme non vi è riscontro in termini di corrispondenti finalità".

IMMIGRAZIONE - Dalle indagini dei finanzieri è emersa "la particolare spregiudicatezza del sindaco, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, nell'organizzare veri e propri 'matrimoni di convenienza' tra cittadini riacesi e donne straniere - spiega la procura di Locri - al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano". Secondo l'accusa, "il sindaco Lucano, unitamente alla sua compagna Tesfahun Lemlem" ha "architettato degli espedienti criminosi, tanto semplici quanto efficaci, volti ad aggirare la disciplina prevista dalle norme nazionali per ottenere l'ingresso in Italia".

Tra i dialoghi "particolarmente significativi" intercettati dalla Guardia di Finanza quello in cui Lucano sottolinea: "Analizziamo la sua situazione sul piano giuridico. Oggi lei è una diniegata per tre volte, lei non può fare più una commissione, non è più una ricorrente, se è come dice lei che è stata diniegata per tre volte non c'è una quarta possibilità, lei ha solo la possibilità di ritornare in Nigeria però... fammi andare avanti... sai qual è secondo me l'unica strada percorribile, volendo spremere le meningi, che lei si sposa! Io sono responsabile dell'ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente... con un cittadino italiano".

RACCOLTA RIFIUTI - Dalle indagini è emerso anche il "fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti della cittadina riacese, così impedendo l'effettuazione delle necessarie procedure di gara previste dal Codice dei contratti pubblici e favorendo invece due cooperative sociali, la 'Ecoriace' e 'L'Aquilone'". Secondo quanto fa sapere la procura di Locri in una nota queste due "cooperative sociali difettavano infatti dei requisiti di legge richiesti per l'ottenimento del servizio pubblico, poiché non iscritte nell'apposito albo regionale previsto dalla normativa di settore".

Dalle indagini è emerso come Lucano, allo scopo "di ottenere il suo illecito fine, a seguito dei suoi vani e diretti tentativi di far ottenere quella iscrizione, si sia determinato ad istituire un albo comunale delle cooperative sociali cui poter affidare direttamente, secondo il sistema agevolato previsto dalle norme, lo svolgimento di servizi pubblici".

Secondo l'accusa, affidando in via diretta alla 'Ecoriace' ed a 'L'Aquilone' i servizi di raccolta e trasporto rifiuti, il sindaco "ha impedito l'effettuazione delle necessarie e previste procedure di gara, così inevitabilmente: condizionando le modalità di scelta dei contraenti da parte dell'ente amministrativo da lui gestito e violando il principio di libera e sana concorrenza; producendo in capo alle due cooperative sociali un ingiusto vantaggio patrimoniale, quantificato in circa un milione di euro".

Nobel medicina a Allison e Honjo per terapie anticancro

Il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina 2018 va quest'anno a James P. Allison e a Tasuku Honjo per la scoperta dell'immunoterapia anticancro. Ad annunciarlo come ogni anno il Karolinska Institutet di Stoccolma in Svezia, in diretta su internet e sui social network. Il riconoscimento ammonta quest'anno a 9 milioni di corone svedesi, al cambio odierno oltre 871 mila euro. Dal 1901 al 2017 sono stati 108 i premi Nobel per la Medicina o la Fisiologia, consegnati a un totale di 214 scienziati, dato che il riconoscimento viene dato spesso a più di una persona.

LA TEORIA VINCENTE - Il cancro uccide milioni di persone ogni anno ed è una delle più grandi sfide per la salute dell'umanità. Studiando la capacità del nostro sistema immunitario di attaccare le cellule tumorali, i vincitori del premio Nobel 2018 per la Medicina e la fisiologia hanno stabilito un principio completamente nuovo per la terapia del cancro. Hanno infatti mostrato come diverse strategie per inibire i 'freni' posti al sistema immunitario possano essere utilizzate nel trattamento della malattia, e le loro scoperte sono oggi un punto di riferimento nella lotta contro i tumori.

In particolare, Tasuku Honjo ha scoperto una proteina presente sulle cellule immunitarie, rivelando la sua funzione, appunto, di 'freno' del sistema di difesa dell'organismo, quando intraprende un diverso meccanismo di azione. Le terapie basate sulla sua scoperta si sono rivelate sorprendentemente efficaci nella lotta contro il cancro.

Anche l'altro scienziato insignito del maggiore riconoscimento nel settore della Medicina, James P. Allison, ha studiato la proteina che funziona da freno del sistema immunitario, e si è reso conto del potenziale terapeutico di un sistema che possa liberare tale freno, scatenando le nostre cellule immunitarie per attaccare i tumori. Inoltre ha sviluppato questo concetto in un nuovo approccio per il trattamento dei pazienti. Fino all'arrivo di queste scoperte, i progressi nello sviluppo clinico delle immunoterapie erano stati modesti: la terapia dei 'checkpoint immunitari', così è stata ribattezzata la nuova strada inaugurata da Honjo e Allison, ha dunque rivoluzionato il trattamento del cancro e cambiato radicalmente il modo in cui i clinici gestiscono oggi questa patologia.

Facebook, hackerati 50 milioni di account

Hackerati 50 milioni di account. Facebook ha segnalato una violazione della sicurezza che ha colpito circa 50 milioni di account. Il gigante dei social media sta prendendo provvedimenti per rafforzare la sicurezza, ma ha ammesso che non sa chi ci fosse dietro l'attacco. La violazione ha consentito agli aggressori di sfruttare una vulnerabilità nei token di accesso che consentono agli utenti di accedere e potenzialmente prendere in carico gli account. In tutto, circa 90 milioni di utenti hanno avuto i loro token di accesso ripristinati e dovranno riconnettersi.

La vulnerabilità è stata annidata nella funzione "Visualizza come", che consente agli utenti di visualizzare il proprio profilo come un'altra persona. Facebook ha dichiarato di aver disattivato temporaneamente questa funzione. "Dal momento che abbiamo appena iniziato le nostre indagini, non è ancora stato determinato se questi account sono stati utilizzati in modo improprio o se sono state visualizzate informazioni. Inoltre, non sappiamo chi c'è dietro questi attacchi o dove sono basati", ha ammesso Facebook.

Via D'Amelio, 3 poliziotti a processo per depistaggio

Tre poliziotti rinviati a giudizio per il presunto depistaggio nelle indagini sulla strage di via D'Amelio del 19 luglio 1992. Il gip Gabriella Luparello ha rinviato a processo gli ispettori Fabrizio Mattei, Michele Ribaudo e il funzionario di Polizia Mario Bo, accusati tutti di concorso in calunnia. I tre facevano parte del gruppo 'Falcone-Borsellino', creato dopo le stragi per fare luce su quanto accaduto nel 1992. Per l'accusa i tre poliziotti avrebbero agito con l'aggravante di avere agevolato Cosa nostra. Il processo inizierà il 5 novembre davanti al Tribunale di Caltanissetta.

Il gip Luparello ha respinto la richiesta di costituzione di parte civile del Comune di Palermo, presentata all'udienza preliminare. Secondo il giudice l'istanza sarebbe "tardiva" perché il procedimento è in fase finale. "Il Comune ha presentato la richiesta oggi - spiega l'avvocato comunale Giovanni Airò Farulla - perché solo alla precedente udienza è stato contestato il reato di cui all'art. 41 bis. In ogni caso, seguendo l'indicazione del sindaco, l'Amministrazione riproporrà la Costituzione di Parte Civile".

Infermiera uccisa, confessa l'ex della figlia

Avrebbe confessato il delitto Giuseppe Lanteri, il giovane di 19 anni fermato nella notte per l'omicidio dell'infermiera 47enne Loredana Lopiano, uccisa ieri a coltellate davanti alla porta della sua casa nel pieno centro di Avola (Siracusa). Dopo un lungo interrogatorio il ragazzo, ex fidanzato della figlia della donna, sarebbe crollato davanti agli investigatori per poi essere trasferito in carcere. Secondo quanto ricostruito dalla polizia il ragazzo, "innamorato di una delle due figlie della vittima, si sarebbe presentato a casa della stessa perché non sopportava di essere stato rifiutato dalla ragazza e, dopo un confronto con la madre della giovane, l'ha accoltellata varie volte ferendola mortalmente".

«Perché il Papa tace?», Viganò torna all'attacco

L'ex nunzio apostolico a Washington, monsignor Carlo Maria Viganò, torna a parlare dopo la pubblicazione del memoriale sulla pedofilia nella Chiesa con il quale ha accusato il Papa di aver coperto gli abusi dell'ex cardinale Theodore McCarrick. In un documento pubblicato dal sito americano Lifesitenews, Viganò dice di "aver scelto di parlare per proteggere la Chiesa", che la sua testimonianza "è vera", che è stata una decisione "dolorosa" e che l'ha fatto "dopo lunghe riflessioni e preghiere, durante mesi di profonda sofferenza e angoscia" mentre giungevano notizie di vittime innocenti, vite e vocazioni distrutte.

Nel documento Viganò dice che da parte del Vaticano non c'è stata alcuna risposta e quindi "chi tace acconsente": la ragione per cui non vengono forniti i documenti "è perché sanno che essi confermerebbero la mia testimonianza?" Il silenzio del Papa, aggiunge Viganò, non è coerente con i suoi appelli alla "trasparenza e costruzione di ponti".

Oltre mille ricorsi contro tagli a vitalizi

A 11 giorni dalla scadenza per la presentazione, sono 1.176 i ricorsi contro i tagli dei vitalizi, presentati da ex deputati contro la delibera dell'ufficio di presidenza della Camera. Si tratta, ha spiegato il presidente della Associazione ex parlamentari, Antonello Falomi, in una conferenza stampa a Montecitorio, di un "fatto senza precedenti" nella storia delle due assemblee legislative.

"Non è la prima volta negli ultimi 15 anni - ha aggiunto Falomi - che i vitalizi degli ex parlamentari subiscono decurtazioni, anche significative. Nel 2005, ad esempio, è stato sospeso il meccanismo che legava il vitalizio parlamentare alle retribuzioni dei presidenti di sezione di Cassazione e questo ha comportato, di fatto, una riduzione netta del 30% dell'importo dei vitalizi. Ricordo inoltre due contributi consecutivi di solidarietà versati negli ultimi sei anni dai membri del Parlamento".

Nonostante i tagli, ha detto ancora, finora "il livello del contenzioso si era sempre mantenuto piuttosto modesto, 40-50 persone al massimo. Stavolta, invece, sono 1176 le persone che hanno scelto di reagire. Questo numero segnala l'indignazione e la protesta di chi, per il solo fatto di essere un ex parlamentare, è stato oggetto, in questi ultimi anni, di una violenta a arrogante campagna politica che lo ha dipinto come un delinquente, un ladro o un parassita al quale, come ha esplicitamente detto Luigi Di Maio, si vuole perfino negare il sacrosanto diritto di rivolgersi a un giudice".

"Qualcuno - ha concluso Falomi - vuole riscrivere la storia democratica e delle istituzioni come fosse una storia di guardie e ladri, mentre noi abbiamo servito con lealtà, dignità e onore il nostro Paese. Non ci stiamo a essere processati. Non vogliamo sottostare inerti all'attacco allo stato di diritto, messo in discussione da logiche retroattive che cancellano la certezza del diritto e patti che i cittadini, anche se parlamentari, hanno stipulato con lo Stato".

Di numeri ha parlato anche Felice Besostri, ex senatore e giurista in prima linea nella battaglia contro la riforma costituzionale del governo Renzi, che come avvocato rappresenta una parte dei ricorrenti. Sono 712 - ha scritto in un comunicato - i ricorsi depositati al Consiglio di giurisdizione della Camera. Altri 40 ricorsi circa sono attesi in giornata. "Alcuni di questi - puntualizza - sono collettivi, il che fa salire il numero totale a 1165 Parlamentari, 66 dei quali sono superstiti e al 90% si tratta di vedove o di alcuni orfani inabili al lavoro”, spiega ancora Besostri, difensore di circa 50 ex parlamentari e loro familiari che hanno presentato ricorso contro la delibera.

"Per 88 di loro è stata fatta richiesta di sospensiva che vuol dire che si chiede di sospendere il provvedimento limitatamente a chi lo richiede. Questi casi vengono giudicati prima degli altri ricorsi, alcune udienze sono state già fissate e in ogni caso vengono esaminati tutti prima del 31 dicembre, ovvero prima di quando entrerà in vigore il provvedimento", ha concluso.

Tumori in aumento in Italia

Sono 373.300 i nuovi casi di tumore stimati in Italia nel 2018, in aumento di 4.300 diagnosi rispetto al 2017. La forma più frequente è diventata quella al seno (nel 2018 sono stimati 52.800 nuovi casi, mentre erano 51.000 nel 2017), seguita dal cancro del colon retto (51.300, 53.000 nel 2017) che lo scorso anno era il più diagnosticato, e da quello al polmone (41.500, contro 41.800 nel 2017).

Sono i dati del censimento ufficiale dell'Associazione italiana oncologia medica (Aiom), dell'Associazione italiana registri tumori (Airtum), di Fondazione Aiom e di Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), raccolti nel volume 'I numeri del cancro in Italia', presentato oggi al ministero della Salute a Roma.

Quasi 3 milioni e 400 mila cittadini vivono dopo la scoperta della malattia (3.368.569, erano 2 milioni e 244 mila nel 2006), il 6% dell'intera popolazione: un dato in costante aumento. Ma le percentuali sulla sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi fotografano un Paese spaccato in due. Al Nord si registrano i tassi migliori, e in particolare nelle prime tre posizioni si collocano Emilia-Romagna, Toscana (56% uomini e 65% donne in entrambe le regioni) e Veneto (55% e 64%). In coda invece il Sud, con Sicilia (52% uomini e 60% donne), Sardegna (49% e 60%) e Campania (50% e 59%). Differenze che possono essere spiegate soprattutto con la scarsa adesione in queste aree ai programmi di screening che consentono di individuare la malattia in stadio iniziale, quando le possibilità di guarigione sono più alte, e con la preoccupante diffusione in queste regioni di fattori di rischio come fumo, sedentarietà ed eccesso di peso.

"Nel nostro Paese ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi - afferma Stefania Gori, presidente nazionale Aiom e direttore Dipartimento oncologico, Ircss Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Negrar - Negli uomini continua il calo dei tumori del polmone e della prostata, e nelle donne dell'utero e dell'ovaio. Nella popolazione generale diminuiscono le neoplasie dello stomaco e del colon-retto. Crescono però quelle del pancreas, della tiroide e il melanoma, e nelle donne i tumori della mammella e del polmone, quest'ultimo per la sempre maggiore diffusione dell'abitudine al fumo nella popolazione femminile".

"L'ampliamento della popolazione target dello screening mammografico in alcune regioni (tra cui Emilia-Romagna e Piemonte) - prosegue la specialista - spiega l'aumento significativo dell'incidenza del carcinoma della mammella nelle 45-49enni, dove peraltro la mortalità si abbassa dell'1%. I tumori non solo sono curabili ma anche guaribili, grazie a terapie sempre più efficaci e alle campagne di prevenzione. Infatti, il 27% dei pazienti vivi dopo la diagnosi torna ad avere (dopo un periodo di tempo diverso in base al tipo di tumore, al sesso, all'età di insorgenza) la stessa aspettativa di vita della popolazione generale: nel 2010 erano 704.648, nel 2018 sono 909.514, con un incremento del 29%".

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