Domenica 17 Febbraio 2019 - 10:35

“Spese pazze" in Lombardia, arrivano le condanne

Due anni e 6 mesi per Renzo Bossi e un anno e 8 mesi per Nicole Minetti. Questa la sentenza per il figlio del fondatore della Lega Umberto Bossi e l’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi emessa dal tribunale di Milano chiamato a decidere su 57 tra ex consiglieri ed ex assessori lombardi accusati in gran parte di peculato, alcuni di truffa, per avere presentato rimborsi ingiustificati per pranzi, cene e "altri servizi di presunta rappresentanza" fra il 2008 e il 2010 per un valore complessivo di circa tre milioni di euro.

Nella sua requisitoria del marzo 2017, il pm Paolo Filippini aveva chiesto la condanna per peculato degli imputati a pene che vanno da un anno e dieci mesi a sei anni di carcere. E dei 57 imputati sono in 52 a essere stati condannati con pene che vanno da un anno e 5 mesi a 4 anni e 8 mesi. Tra questi spiccano le condanne a 4 anni e 8 mesi per Stefano Galli, l’ex capogruppo della Lega in Regione, i 2 anni e 6 mesi per l’europarlamentare di Forza Italia Stefano Maullo e i 2 anni e 2 mesi per Alessandro Colucci del gruppo Misto.

Per Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato, la condanna è di 1 anno e 8 mesi. Due mesi in meno per Angelo Ciocca che della Lega è eurodeputato. Escono indenni dal processo in 5: Massimo Ponzoni, Daniel Luca Ferrazzi, Romano Colozzi, Carlo Maccari e Davide Boni. ''A mio modo di vedere - dice all’Adnkronos Daniele Granara che in Liguria è parte in causa in analogo processo - se vi sono spese autorizzate dal Consiglio regionale la giurisdizione non dovrebbe entrarci. Perché la responsabilità va valutata secondo principi giuridici e la Costituzione garantisce l’autonomia regionale. Cioè è la stessa Costituzione che per garantire l’indipendenza accetta il rischio di abusi. E se la spesa è riconducibile direttamente o indirettamente all’esercizio delle funzioni, ed è approvata dagli organi competenti della Regione, lo ribadisco, la giurisdizione non trova applicazione’’.

"Romeo si è mosso in buona fede, ritenendo che quei rimborsi fossero dovuti, secondo quanto avveniva nel tempo, come da consuetudine" dice all'AdnKronos Jacopo Pensa, legale di Massimiliano Romeo. Nel mirino degli inquirenti, spiega Pensa sono finiti "rimborsi per ristoranti e bar, pari a circa 20mila euro in oltre 4 anni, solo spese legate a ristorazione". "Per fortuna - sottolinea l'avvocato - per il mio assistito la pena è sospesa, avendo l'esponente leghista risarcito subito il danno". "Ora faremo appello", fa sapere l'avvocato.

 

 

 

Maturità, arriva la doppia prova

Debutta la doppia prova all'esame di maturità. Quest'anno i maturandi alle prese con la seconda prova dovranno affrontare due materie: latino e greco per il liceo Classico, matematica e fisica allo Scientifico, discipline turistiche e aziendali e inglese per l'Istituto tecnico per il turismo e così via, fatta eccezione per gli indirizzi in cui la disciplina caratterizzante è una sola. Ad annunciarlo il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Marco Bussetti, con un video diffuso su Facebook.

COS'E' LA DOPPIA PROVA - La prova multidisciplinare è la vera novità della maturità 2019: riguarderà più discipline caratterizzanti l'indirizzo di studi, fatta eccezione per gli indirizzi in cui la disciplina caratterizzante è una sola. Una novità introdotta dal decreto legislativo 62 del 2017 che ha riformato l'Esame. In particolare, ci saranno Latino e Greco per il Liceo classico, Matematica e Fisica allo Scientifico, Scienze umane e Diritto ed Economia politica per il Liceo delle Scienze umane - opzione economico sociale, Discipline turistiche e aziendali e Inglese per l’Istituto tecnico per il turismo, Informatica e Sistemi e reti per l’Istituto tecnico indirizzo informatica, Scienze degli alimenti e Laboratorio di servizi enogastronomici per l'Istituto professionale per i servizi di enogastronomia. L'elenco completo delle discipline oggetto della prova è disponibile sul sito del ministero.

LE SIMULAZIONI NAZIONALI - La doppia prova, tuttavia, non è l'unica novità. A debuttare, quest'anno, saranno anche le simulazioni nazionali (è la prima volta che il Miur le organizza), che inizieranno a partire da febbraio. La prima prova scritta simulata si terrà il 19 febbraio e il 26 marzo, la seconda prova scritta il 28 febbraio e il 2 aprile. Tutte le indicazioni operative verranno fornite alle scuole con un'apposita circolare. Alcuni esempi di tracce, per la prima e seconda prova, li ha già forniti a dicembre il ministero.

LA PROVA ORALE - Quanto al colloquio orale, sarà, come sempre, pluridisciplinare. La commissione partirà proponendo agli studenti di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi che saranno lo spunto per sviluppare il colloquio. A disporre i materiali di partenza saranno le stesse commissioni, nei giorni che precedono l'orale, tenendo conto del percorso didattico effettivamente svolto dagli studenti e descritto nel documento che i Consigli di classe consegneranno in vista degli Esami. Il giorno della prova, per garantire la massima trasparenza e pari opportunità ai candidati, saranno gli stessi studenti a sorteggiare i materiali sulla base dei quali sarà condotto il colloquio.

CITTADINANZA E COSTITUZIONE - Durante l'orale i candidati esporranno anche le esperienze di alternanza scuola-lavoro svolte. Una parte del colloquio riguarderà, poi, le attività fatte nell’ambito di 'Cittadinanza e costituzione', sempre tenendo conto delle indicazioni fornite dal Consiglio di classe sui percorsi effettivamente svolti.

LE CORREZIONI - Sia la prima sia la seconda prova scritta, da quest'anno, saranno corrette secondo griglie nazionali di valutazione che sono state diffuse nel mese di novembre. Nel decreto con le materie pubblicato oggi, inoltre, sono individuate le discipline affidate ai commissari esterni.

 

«Vi puniremo», minacce a Mentana e ai giornalisti La7

Una lettera scritta a mano con minacce, pesantissime, nei confronti di Enrico Mentana e di alcuni giornalisti di La7. Questo quanto mostrato oggi dal direttore del tg della rete, che ha pubblicato su Instagram uno scatto della missiva. Nessuna firma sul foglio, ma una svastica e un "boia chi molla" in calce.
"La tua enfasi che ti fa venire la bava contro chi è stato eletto dal popolo è vomitevole", si legge nell'incipit della lettera, che promette: "Presto vi puniremo, sappiamo tutto di voi. Siete solo dei vili senza palle. Punirvi è un dovere". Mentana non è il solo obiettivo delle minacce: nel mirino finiscono anche le colleghe Lilli Gruber e Francesca Fanuele - definite "puttane da casino di seconda categoria" - insieme a Massimo Giannini, Giovanni Floris, Corrado Formigli e Marco Damilano, indicati come "la crema dei leccaculo". La colpa dei giornalisti? Lavorare per "la tv di quel maiale di Cairo", definita "ricettacolo di comunisti".
"Siete degli sfascisti che sperano che si affondi come hanno fatto i vostri padri assassinando molti soldati italiani in Africa, 'acqua e non benzina, pietre e non pane', per non parlare di via Rasella", la confusa motivazione del gesto. Breve e ironico il commento di Mentana: "Appoggio esterno".

«Spunta cadavere da muro durante ristrutturazione»

Macabro ritrovamento nel muro di una casa in ristrutturazione a Senago nell'hinterland milanese. «Da una cavità del muro è spuntato un cadavere e il proprietario dell'abitazione ci ha subito chiamato. Di sicuro possiamo dire che quest'ultimo non c'entra nulla: escludiamo assolutamente ogni suo coinvolgimento» riferisce all'Adnkronos il comando provinciale dei carabinieri. «Le ossa appartengono a un uomo di un'età che potrebbe essere compresa tra i 35 e i 45 anni».

Il nucleo investigativo del gruppo di Monza sta cercando di risalire all'identità della vittima e alle cause del decesso. Sul posto è già intervenuto il medico legale. «Adesso i resti andranno di sicuro al Labanof, laboratorio di antropologia forense dell'Università di Milano, per ulteriori analisi» concludono dal comando provinciale.

«Campagna su rischi telefonini», lo impone il Tar

ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, entro sei mesi, ciascuno per il proprio ambito di competenza provvedano ad adottare una campagna informativa, rivolta alla intera popolazione, sulle corrette modalità d’uso di telefoni cellulari e cordless e sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di questi apparecchi. E’ quanto ha deciso il Tar del Lazio accogliendo sul punto il ricorso dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all'elettrosmog. “Dagli atti depositati in giudizio – scrivono i giudici - risulta che già, con nota prot. n. 0001080 –P del 16 gennaio 2012, il Ministero della Salute, in riscontro ad una precedente richiesta di uno dei procuratori della Associazione ricorrente, evidenziava: “…. il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all’uso del cellulare è alla costante attenzione del Ministero della Salute, in particolare a seguito della classificazione stabilita dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro nel 2011, di agente possibilmente cancerogeno per l’uomo (categoria 2B) per i campi elettromagnetici in radiofrequenza””.

Nella medesima nota il ministero della Salute, “ha evidenziato che il Consiglio Superiore di Sanità, nel parere del 15 novembre 2011, tenuto conto della posizione formalmente assunta dall’Istituto Superiore di Sanità, “… ha rilevato che allo stato delle conoscenze scientifiche non è dimostrato alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, rimarcando tuttavia come l’ipotesi di un rapporto causale non possa essere del tutto esclusa in relazione ad un uso molto intenso del telefono cellulare…” e che lo stesso Consiglio Superiore di Sanità “… ha quindi raccomandato di mantenere vivo l’interesse della ricerca e della sorveglianza sul tema, in attesa che le nuove conoscenze risolvano le attuali aree di incertezza, suggerendo nel contempo l’avvio di una campagna d’informazione al pubblico al fine di promuovere e incoraggiare un uso responsabile del telefono, soprattutto in relazione ai bambini che tendono ad essere avvicinati all’uso del telefono cellulare in età sempre più precoce”, precisando infine: “La campagna di informazione è in fase di preparazione e sarà basata sul quadro delle conoscenze desumibili dalle più autorevoli fonti e organismi nazionali e internazionali”. “Nonostante il ragguardevole lasso di tempo intercorso, la preannunciata campagna informativa – sottolineano i giudici amministrativi - non risulta essere stata ancora attuata”.

Risponde ad annuncio per babysitter, sequestrata e violentata

Violentata e sequestrata da una coppia, dopo aver risposto a un annuncio di baby-sitting. È quanto accaduto a una studentessa di Verona, che nel primo pomeriggio del 10 gennaio aveva risposto a un annuncio pubblicato sui social, offrendo la propria disponibilità per accudire un bambino e lasciando il proprio recapito telefonico.

Ieri agenti della Squadra Mobile di Verona hanno arrestato una coppia di coniugi responsabile di violenza sessuale e sequestro di persona commessi nei confronti della giovane. Dopo aver risposto all'annuncio la ragazza era stata contattata dalla coppia di trentenni e dopo un breve scambio di informazioni, si erano accordati affinché facesse da baby sitter quella stessa sera. Intorno alle 23, arrivata nel luogo convenuto per l’appuntamento, la ragazza è stata raggiunta in automobile dalla donna ed è salita a bordo. L'auto si è quindi diretta a recuperare il marito della donna.

Da lì, anziché raggiungere l’abitazione per effettuare il servizio di baby sitting, la coppia ha condotto la ragazza in un campo nelle zone di Poiano. Poi, una volta lì, la donna è scesa dall’auto e si è allontanata, mentre il marito, sotto la minaccia di un taglierino, ha abusato sessualmente della giovane ragazza. Dopo averle scattato una foto a torso nudo, l'ha minacciata di divulgarla qualora fosse stato denunciato alla polizia.

La ragazza ha sporto querela consentendo agli investigatori della Squadra Mobile di raccogliere elementi accusatori nei confronti della coppia. Elementi che hanno permesso all’Autorità Giudiziaria di Verona di emettere una custodia cautelare in carcere per i reati di violenza sessuale aggravata dall’uso del taglierino e sequestro di persona.

Pesaro, alunni non vaccinati: indagati 40 genitori

Quaranta genitori di Pesaro sono indagati per non aver ottemperato all’ordine dei presidi di non portare i propri figli all’asilo in quanto non vaccinati o non in regola con l’iter burocratico. Lo riporta il 'Resto del Carlino'. L'accusa è di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e rischiano fino a 3 mesi di arresto e 206 euro di ammenda. 

Per alcuni di loro, si ipotizza anche la violenza privata e le minacce nei confronti dei presidi. I quali, due mesi fa, a Pesaro, Gabicce e Gradara, hanno chiamato persino i carabinieri davanti ai nidi e alle scuole dell’infanzia per sbarrare gli ingressi ai bimbi non vaccinati.

Ora i presidi hanno fatto altro, presentando alla procura un dossier per ogni famiglia che non ha ottemperato all’obbligo di lasciare a casa i propri bimbi fuori regola. Almeno una ventina le denunce presentate da alcuni dirigenti scolastici degli istituti di Pesaro e dintorni contro mamme e papà 'no vax', i quali non sono stati con le mani in mano e hanno fatto partire una quindicina di controquerele. Ma i numeri sono destinati a lievitare. Sul tavolo della Procura di Pesaro starebbero per arrivare altre lettere. E sempre da entrambi i mittenti.

Battisti dal carcere: «Sono malato e sono cambiato»

«Ormai è tutto finito, ho 64 anni sono malato, sono cambiato». È quanto avrebbe detto l'ex terrorista Cesare Battisti nel colloquio con il direttore del carcere di Oristano, a quanto riferito del deputato sardo di Unidos Mauro Pili. «Mi dite in quale parte del mondo mi trovo?», avrebbe chiesto l'ex Pac, spiegando: «Non mi dichiaro innocente ma nemmeno mi accollo tutto ciò di cui mi accusano».

«A colloquio con il direttore del carcere rientrato per la grande occasione dalle ferie il criminale Battisti tenta la strada della vittima! E poi siccome si dichiara malato pensa già a un centro clinico, che ad Oristano non c'è. Quindi fuori dall'isolamento! Iniziano le strategie difensive! dalle spiagge all'isolamento diurno», commenta Pili sul suo profilo Facebook.

«Ribadisco: il carcere di Oristano ha carenze di personale, mancano non meno di 100 agenti, il carico criminale è insopportabile per via di centinaia di capomafia e capi clan. Battisti deve essere portato altrove in carceri di massima sicurezza considerato che quello di Oristano nasce come carcere ordinario!».

 

Terremoto 4.6 in Romagna

Terremoto nella notte tra le province di Ravenna e Forlì-Cesena. La scossa più forte di 4.6 è stata registrata dall'Ingv tre minuti dopo la mezzanotte - epicentro ad una profondità di 25 km tra i comuni di RavennaCervia Cesenatico (Forlì Cesena) - ed è stata avvertita dalla popolazione. La forte scossa sulla costa romagnola è stata avvertita in maniera sensibile anche in laguna. Dalle prime verifiche della 'Sala Situazione Italia' del Dipartimento della Protezione Civile "non risultano danni a persone o cose".

Alle ore 00:29 un'altra scossa di magnitudo 3 è stata registrata nella stessa zona. E all'1:45 l'Ingv ha registrato, con epicentro a nove chilometri da Ravenna, un'altra scossa di magnitudo 2.2 mentre altre due, entrambe di magnitudo 2, sono state registrate nella stessa zona, rispettivamente alle 4:44 e alle 4:57.

VENETO E FRIULI - Stando a quanto ha riportato l'ingv, la terra ha tremato a 11 km da Ravenna con una scossa di magnitudo 4.6 alle 00:03:56. Dalle prime rilevazioni, è stata avvertita sia in Emilia Romagna che in Veneto e Friuli Venezia Giulia.

SCUOLE CHIUSE - Intanto restano chiuse le scuole a Ravenna. Come fa sapere il Comune, "stante l'entità dell'evento sismico, che risulta il maggiore in termine di intensità registrato negli ultimi trent'anni, in maniera precauzionale oggi verranno chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado, dai nidi all'università. Nel corso della giornata verranno effettuati controlli su tutti i circa 90 plessi del nostro comune".

SOCCORSI - Nella notte si è tenuta, alla centrale della polizia municipale, la riunione del Centro operativo comunale (Coc) - struttura di cui si avvale il sindaco in qualità di autorità comunale di protezione civile per la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza - con lo scopo di attivare le prime attività e fronteggiare l'emergenza. Il Comune è in contatto con Vigili del fuoco, Prefettura e Regione.

VERIFICHE - Ci sono "danni di lieve entità" ma "non sono pervenute richieste di soccorso" ha poi precisato il Comune di Ravenna. "Sono in corso verifiche strutturali sulle situazioni segnalate".

Battisti arriva nel carcere di Oristano

Cesare Battisti dopo 37 anni di latitanza è tornato in Italia. Il Falcon 900 dell'Aeronautica militare con l'ex terrorista a bordo, decollato da Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, è atterrato poco dopo le 11,30 all'aeroporto di Ciampino tra una folla di cronisti, fotografi e operatori tv. Jeans e giacca marrone, senza manette, Battisti è stato prelevato dalla polizia, che è salita in forze sull'aereo e lo ha poi accompagnato fino agli uffici dell'aeroporto. "Ora so che andrò in prigione", ha detto l'ex terrorista parlando con i funzionari dell'Antiterrorismo. Dopo la notifica degli atti, Battisti ha lasciato a bordo di un'auto della polizia l'aeroporto diretto negli uffici della Questura di via Patini per il fotosegnalamento. Alle 17,30 l'arrivo nel carcere di Oristano-Massama a bordo di un furgone della Polizia penitenziaria e scortato dalla Digos e dalla Polizia stradale in una cornice di massima sicurezza. L'aereo con l'ex latitante è atterrato a Cagliari alle 16,30 e Battisti, sotto sorveglianza del Gom, è stato fatto salire sul cellulare che si è diretto verso Oristano. All'esterno del carcere le forze dell'ordine. Dopo l'ingresso è stato portato all'ufficio matricola e destinato alla sezione AS2.

BATTISTI NOMINA LEGALE DI VALLANZASCA. Sarà Davide Steccanella ad assumere la difesa dell'ex terrorista dei Pac. "Ho appena saputo" dell'incarico, si limita ad affermare all'Adnkronos l'avvocato, sottolineando che "è una situazione delicata" e in attesa di studiare le carte non intende fare alcuna dichiarazione sul caso. Nato a Bologna ed esperto di terrorismo, l'avvocato Steccanella, classe '62, ha lo studio legale a Milano. Noto penalista, è anche il difensore di Renato Vallanzasca, l'ex capo della malavita milanese negli anni Settanta. Tra i diversi casi, ha seguito legalmente la riabilitazione dell'ex terrorista di Prima Linea Mario Ferrandi. Appassionato di storia, Steccanella è autore di alcuni libri tra i quali il saggio storico "Gli anni della lotta armata. Cronologia di una rivoluzione mancata" (uscito nel 2013 per Bietti Editore e poi con un'edizione aggiornata) che ricostruisce il contesto storico, sociale e politico della lotta armata in Italia, ma anche 'Agenda rivoluzionaria 2017' e 'Le indomabili. Storie di donne rivoluzionarie'.

SALVINI E BONAFEDE A CIAMPINO - A Ciampino all'arrivo dell'ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) erano presenti il ministro Bonafede e il ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Finalmente l'assassino comunista Cesare Battisti torna nelle patrie galere. Giornata storica per l'Italia", ha sottolineato il vicepremier. "Finirà - ha detto dall'aeroporto - dove merita un assassino, un delinquente, un infame, un vigliacco che non ha mai chiesto scusa". Poi Salvini ha riferito di una lunga e cordiale telefonata con il presidente brasiliano Jair Bolsonaro. ''Gli ho ribadito - ha reso noto - l'enorme grazie a nome di 60 milioni di italiani per averci permesso di chiudere positivamente la questione Battisti". Anche Bonafede ha parlato di "risultato storico". "Oggi diciamo a tutti - ha aggiunto - che quando le istituzioni italiane sono compatte, non ci ferma nessuno".

CONTE - Alla cattura di Cesare Battisti "abbiamo garantito il percorso più sicuro e veloce perché Battisti arrivasse in Italia. Ringrazio Bolsonaro per il cambiamento di rotta impresso e anche il governo boliviano per la massima collaborazione che c'è stata" ha detto il premier Giuseppe Conte. La cattura di Battisti "è un grande risultato che dovevamo alla giustizia italiana, non solo in astratto perché avesse la sua effettività, ma che dovevamo anche ai famigliari delle vittime" ha aggiunto il premier nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio ha poi ringraziato "le forze di intelligence, di polizia, di Interpol, a tutti i livelli" per "il gioco di squadra".

In conferenza stampa, Bonafede ha sottolineato che "chi ha sbagliato macchiandosi di reati così gravi deve pagare.E' importante che sia caduto l'elemento di commutazione dell'ergastolo a 30 anni, così Battisti sconterà la pena che gli è stata comminata da tribunali italiani". Il ministro ha inoltre evidenziato la collaborazione internazionale: "Oggi l'Italia si fa rispettare nel mondo e continuerà a farlo non solo nella ricerca di tutti gli altri che hanno un debito con la giustizia italiana ma anche in tutta la politica di prevenzione del terrorismo, in cui abbiamo una voce sempre più autorevole".

I FAMILIARI DELLE VITTIME - Commozione per i familiari delle vittime di Battisti. "Mi sono messo a piangere davanti alla tv. Non ci credevo", ha detto all'Adnkronos Adriano Sabbadin, il figlio di Lino Sabbadin, il macellaio trucidato dai Pac il 16 febbraio 1979. "Ora sono sicuro che papà riposa in pace", ha aggiunto. "Sono contento e anche un po' emozionato" ha detto Maurizio Campagna, il fratello di Andrea, agente della Digos ucciso dai Pac a Milano nel 1979. "Quando ho visto quelle immagini il primo pensiero è andato ai miei genitori. Mia madre - ha spiegato all'Adnkronos - ci teneva parecchio che questo delinquente andasse in galera, è morta pure lei il giorno in cui Battisti ha ucciso Andrea. Peccato che non abbia potuto vederlo scendere da quell'aereo". ''Ora c'è la certezza che sconterà la pena, la certezza che si può avere giustizia'' le parole all'Adnkronos di Alberto Torregiani, figlio di Pier Luigi, il gioielliere ucciso il 16 febbraio 1979 dai Pac.

IL FRATELLO DI BATTISTI - Vincenzo, fratello di Battisti, ha dichiarato all'Adnkronos: "Rientra a Roma Cesare, mio fratello, e così abbiamo risolto tutti i problemi dell'Italia, le pensioni, il debito, tutto risolto con Battisti...". "Non aggiungo altro - ha concluso - ha già detto tutto il ministro Salvini...".

COME E' STATO CATTURATO - A incastrare Battisti è stata la tecnologia, svelano il procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso e il sostituto pg Antonio Lamanna. E' stata usata "una tecnologia molto avanzata, è stata seguita la scia internet, la localizzazione", ma preferiscono non aggiungere altro visto che si tratta di un elemento che potrà portare a nuovi risultati. "La svolta è stata a livello politico: se non c'era Bolsonaro poteva stare tranquillo in Brasile", spiegano Alfonso e Lamanna commentando la cattura dell'ex terrorista. "Decisiva è stata la collaborazione con la polizia brasiliana, che ha attivato dei canali propri, e il risultato è arrivato con la collaborazione di tutti. Il nostro intervento è stato fondamentale, è stato un gioco di squadra con un ruolo molto importante della Digos di Milano. Dal punto di vista del lavoro - concludono - siamo soddisfatti". 

BOLIVIA RESPINSE RICHIESTA ASILO A DICEMBRE - La Bolivia ha respinto il 26 dicembre la richiesta d'asilo presentata da Battisti. A spiegarlo il sottosegretario Carlos Romero, come riferiscono i quotidiani La Nacion e El Deber. "Abbiamo avviato un procedimento migratorio, dato che non è stato registrato alcun ingresso legale, considerando che la Commissione nazionale per i rifugiati ha respinto la richiesta di asilo", dice Romero, riferendosi all'espulsione di Battisti. Vista ''l'allerta rossa dell'Interpol, è stato avviato il procedimento corrispondente". Secondo Romero, il 26 dicembre è stata fornita una risposta negativa alla richiesta che Battisti aveva presentato il 21 dicembre.

INDAGINE SU RETE DI PROTEZIONE - La procura di Milano ha aperto un'indagine 'esplorativa' sulla rete di protezione di cui avrebbe beneficiato Battisti. Si tratta, al momento, di un modello senza ipotesi di reati, né indagati. Il titolare del fascicolo è Alberto Nobili, responsabile dell'antiterrorismo milanese. L'indagine - per ora modello 45 - intende far luce su tutte le persone che potrebbero aver aiutato, realmente oppure economicamente, l'ex terrorista accusato di quattro omicidi. L'informativa della Digos di Milano, che arriverà alla procura generale venerdì o al più tardi lunedì, avrà carattere riepilogativo e vedrà, nero su bianco, tutte le indagini sul caso Battisti, e su eventuali aiuti. Sono stati gli uomini della Digos a eseguire intercettazioni e pedinamenti da cui si potrà stabilire eventuali reati e se sono perseguibili in Italia. La relazione, a cui stanno lavorando gli uomini della questura, sarà una sorta di riassunto di una latitanza lunga 37 anni: dalla Francia, al Brasile fino alla cattura in Bolivia.

CHI E' - Battisti è stato condannato in Italia a due ergastoli per quattro omicidi: in due di essi, quello del maresciallo Antonio Santoro, avvenuto a Udine il 6 giugno del '78, e quello dell'agente Andrea Campagna, avvenuto a Milano il 19 aprile del 1979, il terrorista sparò materialmente. Nell'uccisione del macellaio Lino Sabbadin, a Mestre, il 16 febbraio del '79, invece, Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini e, nel caso dell'uccisione del gioielliere Pierluigi Torregiani, avvenuta a Milano il 16 febbraio del '79, venne condannato come co-ideatore e co-organizzatore. In quest'ultimo caso, poi, all'omicidio si aggiunse un'ulteriore tragedia: nel corso della colluttazione, il figlio del gioielliere Alberto fu colpito da una pallottola sfuggita al padre prima che questi cadesse e da allora, paraplegico, è sulla sedia a rotelle. Dopo essere evaso da un carcere italiano, Battisti si è rifugiato in Francia, Messico e Brasile fino alla fuga in Bolivia lo scorso dicembre dopo l'ordine di arresto emesso da Luiz Fux, giudice del Tribunale Supremo brasiliano, e il decreto di estradizione firmato dal presidente uscente Michel Temer. Pur riconoscendo di aver fatto parte dei Pac, Battisti si è sempre detto innocente.

CARCERE DI ALTA SICUREZZA. Battisti dovrà scontare l'ergastolo ostativo. Il caso dell'ex terrorista rientra in quelli "del 4bis dell'ordinamento penitenziario", ossia il suo curriculum criminale non consente di ottenere, al momento, una serie di benefici, riferiscono fonti giudiziarie milanesi. Battisti sarà probabilmente sottoposto a 6 mesi di isolamento diurno in cella singola. Il carcere di Oristano-Massama, dove verrà portato, è stato aperto il 12 ottobre del 2012 ed è una struttura destinata ad accogliere detenuti in regime di Alta Sicurezza. Tra i detenuti illustri ospitati a Massama l'ex terrorista dei Nar Massimo Carminati, in carcere e numerosi esponenti della camorra, mafia e ndrangheta, come Vincenzo Sinagra, detto ‘u Tempesta, Alfonso Caruana ritenuto il vice di Buscetta, Pietro Calvo il braccio destro di Provenzano, Francesco De Vita il capo di una delle cosche di Matteo Messina Denaro e Silvio Farao.

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