Martedì 21 Agosto 2018 - 10:06

Fini a processo per riciclaggio

Gianfranco Fini a processo per riciclaggio. Il gup di Roma ha rinviato a giudizio l'ex presidente della Camera, la sua compagna Elisabetta Tulliani, il fratello Giancarlo, attualmente a Dubai, il padre Sergio e il “re delle slot" Francesco Corallo. Il processo è stato fissato per il 30 novembre davanti alla quarta sezione penale.

Estate ko

Una forte perturbazione atlantica nelle prossime ore spazzerà via l'anticiclone africano, portando temporali e piogge intense su molte regioni. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che dal primo pomeriggio temporali con grandine e locali nubifragi si formeranno sul Piemonte per dirigersi verso Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, in serata su Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria e Lazio. Particolare attenzione alle grandi cittàcome Milano, Bologna, Firenze, Padova, Venezia, ma anche Modena, Cremona, Verona e Genova e in serata e notte anche Roma.

Durante i temporali la temperatura crollerà di 10°C con valori massimi non più alti di 22-24°C. Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it, comunica che martedì, mentre al Nord tornerà il bel tempo, qualche temporale potrà interessare le regioni adriatiche e poi raggiungerà il Sud, segnatamente gli Appennini, la Basilicata, la Campania fino a Napoli e la Calabria tirrenica. Nei giorni successivi tornerà il sole e le temperature saliranno ancora sopra i 30°C su molte città.

Artista inglese trovato in una pozza di sangue a Palermo

L'artista inglese Orlando Campbell è ricoverato in stato di coma al Policlinico di Palermo dopo essere stato trovato in una pozza di sangue a Palazzo Raffadali a Palermo.

Ad avvertire le forze dell'ordine è stata una ragazza ospite del noto artista inglese. Lei e un'altra ragazza, entrambe straniere, sono state portate alla squadra mobile per essere interrogate dagli inquirenti. Campbell è in gravi condizioni, intubato al Policlinico.

Arrestato Giuseppe Corona, boss della nuova mafia

Sono complessivamente 28 gli arresti eseguiti all'alba dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Palermo durante un'operazione antimafia coordinata dalla DDA di Palermo. 24 persone sono finite in carcere e altre quattro, tra cui un noto legale, ai domiciliari. Per 19 indagati è stato disposto il divieto di dimora. In fase di esecuzione anche perquisizioni e sequestri di società e immobili per diversi milioni di euro.

Nell'inchiesta spicca il nome di Giuseppe Corona, ritenuto dagli inquirenti boss emergente, uno degli uomini forti della riorganizzazione mafiosa dopo la morte del boss mafioso Totò Riina. Secondo la Dda di Palermo sarebbe stato lui a stabilire le strategie economiche di Cosa nostra.

Il presunto boss mafioso lo scorso autunno aveva pubblicato sulla pagina Facebook del suo bar, sequestrato oggi, una fotografia con il vicepremier Luigi Di Maio e il deputato siciliano M5S Giancarlo Cancelleri, che erano andati a visitare il locale durante la campagna elettorale per le Regionali. Secondo gli inquirenti il bar, la caffetteria 'Aurora' di Palermo, di cui Corona formalmente risultava cassiere, sarebbe stato di sua proprietà e utilizzato per riciclare il denaro sporco.

Spari contro la casa di un cronista del “Gazzettino"

Colpi di pistola sono stati sparati nella notte contro l'abitazione a Padova del giornalista Ario Gervasutti, cronista del “Gazzettino". Sarebbero cinque i colpi che hanno raggiunto la casa, tre dei quali la camera da letto dei figli del giornalista.

«Vicinanza al collega e giornalista del Gazzettino» ha espresso il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. «Lo chiamerò - ha detto il vicepremier - Se qualche cretino pensa di intimidire qualcuno della stampa ha nel ministro dell'Interno il suo nemico numero uno».

«È un episodio gravissimo, che va condannato senza se e senza ma, acuito dal fatto che la minaccia contro un giornalista significa di conseguenza un attacco contro opinioni e idee. La mia piena e completa solidarietà al cronista Ario Gervasutti e naturalmente alla sua famiglia», ha dichiarato il presidente del Veneto, Luca Zaia. «Mi auguro che i responsabili siamo presto identificati e assicurati alla giustizia - ha detto Zaia - Sono intollerabili fatti del genere che purtroppo riportano alla mente anni bui della nostra Repubblica. A Gervasutti e alla sua famiglia la vicinanza mia e delle istituzioni della Regione del Veneto».

Fnsi, sindacato e Ordine giornalisti del Veneto, congiuntamente al CdR del “Gazzettino", hanno espresso «piena solidarietà al collega Ario Gervasutti, che nella notte ha subito un attentato vile e inquietante, dalla gravità inaudita», «un attacco inaccettabile non solo a un giornalista che ha sempre dimostrato di avere la schiena dritta ma anche a tutta la categoria che da tempo è nel mirino di chi vuole impedire la libertà di informazione».

Tutti a terra i 450 migranti

E' terminato lo sbarco al porto di Pozzallo dei 378 migranti dei 450 rimasti a bordo delle due navi della Guardia di Finanza e del dispositivo Frontex. In 377 uomini sono stati accompagnati all'hotspot di Pozzallo, un solo uomo è stato portato in ospedale per una ferita a un piede. Il pattugliatore della Finanza, Monte Sperone, e la Protector di Frontex si trovavano da quasi due giorni in rada in attesa delle comunicazioni. 

Le donne e i bambini erano stato trasbordati già ieri pomeriggio a bordo di piccole motovedette della Guardia costiera, su disposizione del Viminale. Soltanto poco prima di mezzanotte è arrivato, invece, l'ok dal Governo per fare scendere anche gli uomini che da oltre 24 ore stavano sulle due navi al largo di Pozzallo.

I 450 migranti verranno poi smistati nei paesi della Ue che hanno annunciato la loro disponibilità ad accoglierne una parte. Dopo Francia, Malta, Germania, Spagna e Portogallo, oggi anche l'Irlanda ha accettato il ricollocamento di 20 migranti.

Tra i minori non accompagnati sbarcati ieri sera a Pozzallo anche un ragazzino eritreo di 15 anni, arrivato da solo in Sicilia dopo aver perso il padre durante la traversata nel deserto. Magro, triste, taciturno, il minore ha raccontato con fatica la sua odissea al team di Save the children, riferisce la portavoce Giovanna Di Benedetto.

Durante lo sbarco la Squadra mobile di Ragusa ha fermato alcuni uomini con l'accusa di essere gli scafisti della traversata nel mare. Gli uomini sono stati portati in Questura e interrogati. Gli interrogatori "non si esclude che potrebbero sfociare in arresti", ha spiegato il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna.

E' "una vittoria dell'Italia tutta e dell'Europa, ha commentato inoltre il primo cittadino, che per 48 ore ha seguito la vicenda da vicino. "Con questo sbarco la consolidata capacità organizzativa è stata messa a dura prova - sottolinea Ammatuna - Si rende opportuno un celere incontro con il Ministro Salvini per discutere e approntare ogni dettaglio per il futuro - conclude - al fine di evitare possibili errori che potrebbero compromettere un lavoro certosino che viene effettuato da anni avendo cura nei minimi dettagli".

È morto l'ematologo Franco Mandelli

E' morto l'ematologo Franco Mandelli. A darne notizia è stata l'Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma Onlus (Ail), sulla sua pagina Fecebook. "Addio al nostro Presidente, professor Franco Mandelli, una vita dedicata alle malattie del sangue e alla solidarietà. Anima della nostra organizzazione di cui era Presidente Onorario e fondatore del Gimema. Ha pubblicato più di 700 studi scientifici. L’Ail tutta su stringe con riconoscenza e grande affetto alla sua famiglia".

Mandelli (nato a Bergamo il 12 maggio 1931) si è spento a Roma, all'età di 87 anni. Medico ed ematologo, presidente del Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell'Adulto (Ginema), oltre che dell'Ail, ha incentrato la sua attività clinica e di ricerca sulla cura delle leucemie e dei linfomi, dedicando le sue energie in particolare al linfoma di Hodgkin e alle leucemie acute. E' stato promotore di numerose campagne per raccogliere fondi a favore delle leucemie e per finanziare la ricerca scientifica.

L'ematologo ha ricevuto nel 1987 dall'Accademia Nazionale dei Lincei il 'Premio Nazionale per l'Oncologia'; nel 2001 ha ricevuto il premio 'Adriano De Zan'. Inoltre, Mandelli è stato insignito (1987) della Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte; è stato fatto (1993) Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana e ha ricevuto (2003) la Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica.

MATTARELLA - "La morte del Professor Franco Mandelli mi addolora profondamente. La sua testimonianza di vita figura a buon diritto fra gli italiani che hanno contribuito a rendere migliore la nostra società". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda l'ematologo. "Il suo lungo, costante e prezioso contributo ad assicurare l'esistenza di donne, uomini e bambini del nostro Paese, e non soltanto di esso - prosegue il Capo dello Stato - si è espresso nel valore della sua ricerca scientifica, continuamente avanzata, nell'insegnamento, nella formazione di tanti medici e ricercatori, nelle numerose iniziative di solidarietà e di promozione della prevenzione delle malattie". "Esprimo ai suoi familiari la più grande solidarietà e ai suoi allievi e collaboratori, l'esortazione a proseguirne l'opera con la stessa dedizione e lo stesso impegno", conclude Mattarella.

GRILLO - "La scomparsa del professor Franco Mandelli lascia un vuoto incolmabile nel mondo della medicina e della ricerca italiana" dichiara la ministra della Salute, Giulia Grillo. "La sua vita - evidenzia - interamente dedicata con sacrificio e passione alle malattie del sangue e alla solidarietà, è stata e resta la testimonianza di un uomo che ha dato un contributo ineguagliabile alla sanità italiana, e non solo, e ai cittadini. Tutti noi gli siamo debitori per quanto ha fatto e per gli insegnamenti che con abnegazione è stato in grado di lasciare. Un uomo, non solo uno scienziato, la cui eredità non va dispersa. Esprimo tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza alla famiglia”.

Vos Thalassa, fermati i due indagati

Si aggrava la posizione dei due giovani migranti indagati per i tafferugli sulla nave Vos Thalassa, sbarcati due giorni fa dalla Nave Diciotti a Trapani. Il sudanese e il ghanese sono stati fermati dalla Procura di Trapani. Adesso non sono più accusati di violenza privata in concorso ma devono rispondere anche di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale aggravata e continuata. I due sono anche accusati di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

I due, si legge nell’atto di accusa della Procura di Trapani, "in concorso tra loro e con altre persone in numero complessivo maggiore di dieci allo stato non compiutamente identificate, usavano violenza e minaccia per opporsi al marinaio di guardia, al primo ufficiale, e al Comandante della Vos Thalassa Corneliu Dobrescu, mentre compivano un atto di ufficio e di servizio, quindi, usavano violenza e minaccia per costringere il comandante a compiere un atto contrario ai propri doveri o, comunque, per influire su di lui".

In particolare, "dopo che il rimorchiatore Vos Thalassa (al cui comando vi era Corneliu Dobrescu) aveva proceduto al soccorso in area SAR Libica di 67 migranti di diversa nazionalità dandone comunicazione ad MRCC Roma che, a sua volta, interessava la Guardia Costiera Libica (competente in relazione alla zona SAR all’interno della quale era stato effettuato il soccorso) riservandosi di indicare ulteriori istruzioni e, dopo aver ricevuto direttive da parte della Guardia Costiera Libica di dirigersi verso le coste africane al fine di effettuare il trasbordo dei migranti su una motovedetta libica, gli indagati - unitamente ad altri soggetti allo stato non compiutamente identificati - dapprima accerchiavano, spintonavano, minacciavano ripetutamente di morte (mimando al contempo il gesto di tagliargli la gola e di gettarlo in mare) il marinaio di guardia al quale facevano notare che il rimorchiatore stava facendo rotta verso la Libia, quindi, reiteravano tale contegno violento e minaccioso nei riguardi del Primo Ufficiale", scrivono i pm di Trapani nel decreto di fermo.

"Tali reiterate condotte costringevano il Comandante dapprima ad invertire la rotta e fare ritorno presso il punto di soccorso, quindi a richiedere con urgenza l’intervento delle autorità italiane onde evitare l’incontro con motovedette libiche e scongiurare la situazione di grave pericolo e, da ultimo, a fare senz’altro rotta verso nord (cioè verso le coste italiane) onde ricevere i soccorsi della nave militare Diciotti - spiegano i magistrati guidati da Alfredo Morvillo - Con l’aggravante dell’aver commesso il fatto in un numero superiore a dieci. A bordo del rimorchiatore Vos Thalassa (battente bandiera italiana), la notte tra l’8 ed il 9 luglio 2018".

Inchiesta riciclaggio, tra gli indagati spunta il nome di Gattuso

Nove misure cautelari sono state notificate dai carabinieri del Comando provinciale di Torino ad altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, di trasferimento fraudolento di valori, falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, peculato, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, ricettazione, riciclaggio, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e induzione indebita. Le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla procura di Ivrea, in particolare, hanno portato all'arresto di un imprenditore residente a Pino Torinese, Pasquale Motta, 45 anni, e a otto obblighi di dimora.

Nell’ambito dello stesso procedimento sono stati notificati 43 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti coinvolti, a vario titolo, nell’attività di trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio di proventi illeciti. Tra i destinatari dell'avviso di garanzia figura anche il nome dell'allenatore del Milan, Gennaro Gattuso. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati, nei confronti di alcuni indagati, società e beni immobili per un valore complessivo di 200.000 euro nonché 1 società di vendita di auto comprensiva di 39 autovetture e 8 orologi di lusso trovati a casa di un indagato. 

«Sara è annegata in piscina»

È morta molto verosimilmente per annegamento Sara Francesca Basso, la ragazzina di 13 anni che mercoledì scorso è rimasta sott'acqua risucchiata da un bocchettone di aspirazione nella piscina di un hotel a Sperlonga (Latina). È quanto emerge dai primi risultati dell'autopsia, effettuata all'istituto di medicina legale del policlinico Tor Vergata di Roma. L'esame ha escluso, infatti, l'ipotesi di un malore improvviso, mentre il quadro è compatibile con la morte per annegamento.

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
SCATTI DI BIRRA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli