Mercoledì 22 Novembre 2017 - 19:13

Genocidio, ergastolo a Mladic

L'ex generale serbo-bosniaco Ratko Mladic è stato condannato all'ergastolo dal Tribunale penale internazionale dell'Aja per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia. Mladic è stato riconosciuto colpevole di 10 degli 11 capi di accusa a suo carico, tra cui genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità. In Aula, dove veniva letta la sentenza, Mladic si è messo a urlare contro i giudici ed è stato allontanato. La sua espulsione è stata decisa dopo che è stata respinta la richiesta dei legali della difesa di aggiornare l'udienza per motivi di salute.

«Nessuna chiamata dal sottomarino scomparso»

BUENOS AIRES. Le chiamate satellitari intercettate sabato nel corso della missione di ricerca e salvataggio del San Juan non provenivano dal sottomarino disperso, ha reso noto il portavoce della Marina argentina Enrique Balbi, sottolineando che l'ultima comunicazione arrivata dall'equipaggio risale a mercoledì scorso. "Le chiamate (registrate sabato, ndr) non corrispondono al telefono satellitare del sottomarino San Juan", ha dichiarato.

Cresce quindi la preoccupazione per l'equipaggio del San Juan. Oggi intanto alle ricerche si è unita la nave polare britannica Protector, che sta perlustrando l'oceano lungo la rotta del San Juan, da Ushuaia al punto nel quale si stima siano state interrotte le comunicazioni mercoledì scorso.

Un'altra nave oceanografica, la Puerto Deseado della marina argentina, sta esplorando l'oceano lungo una rotta inversa: da Mar del Plata, destinazione finale del sommergibile, al punto tracciato a 342 chilometri dal Golfo San Jorge. Un percorso che, in condizioni normali, il San Juan avrebbe coperto in 8 giorni.

La principale novità, riferisce il sito de 'La Nacion', è l'impiego di attrezzature ad alta tecnologia per le immersioni, giunte a bordo di due aerei dell'Aeronautica Usa.

California, sparatoria in una scuola elementare: almeno 5 morti

NEW YORK. Almeno cinque morti, tra cui la persona che ha aperto il fuoco. È il bilancio di una sparatoria in una scuola elementare a Rancho Tehama, a nord di Sacramento, in California. Lo riferiscono i media americani, aggiungendo che il killer è stato ucciso dalla polizia.

La sparatoria, secondo quanto reso noto dalle autorità, è iniziata in un'abitazione ed è proseguita nell'istituto scolastico: tra i feriti anche due bambini di 2 e 6 anni, ricoverati negli ospedali della zona. Un testimone ha raccontato che i colpi sparati sono stati un centinaio. Il fatto è avvenuto attorno alle 8 del mattino ora locale (le 17 in Italia).

«Al-Baghdadi fuggito su un taxi in Siria»

BAGHDAD. L'autoproclamato califfo dello Stato islamico (Isis), Abu Bakr al-Baghdadi, sarebbe fuggito venerdì scorso dall'Iraq in Siria su "un taxi giallo", dopo l'attacco delle truppe irachene al valico di Qaim, al confine tra i due Paesi. Lo riferiscono i media di Baghdad, citando una fonte d'intelligence dalla provincia irachena di Anbar.

LA FUGA - Baghdadi avrebbe lasciato la cittadina irachena di Rawa, nell'estremo ovest di Anbar, dopo che le truppe irachene hanno attaccato Qaim, che si trova sulla sponda opposta del fiume Eufrate rispetto a Rawa.

IL TAXI - Il leader dell'Isis si sarebbe diretto verso la provincia di Deir Ezzor, nella Siria settentrionale, "a bordo di un taxi giallo, per non destare sospetti, consapevole del fatto che la sua presenza a Rawa costituiva una minaccia per la sua vita", ha rimarcato la fonte.

Sexgate anche in Francia, accuse al Front National

PARIGI. Lo scandalo globale delle molestie sessuali tocca anche il Front National. A quanto scrive Le Monde, alcune donne si dicono vittime di aggressioni da parte di membri del partito francese di estrema destra, ma la direzione del Front National è rimasta sorda di fronte a questa vicenda.
Il quotidiano francese riporta una vicenda particolarmente inquietante che riguarda il partito guidato da Marine Le Pen. Il 29 luglio 2016 fu trovata una pallottola da 9mm nel cestino di un ufficio del Front National nella sede del Consiglio regionale de l'Ile-de-France. Tre giorni prima il sacerdote Jacques Hamel era stato ucciso in un attacco jihadista e il ritrovamento destò allarme. Ma poi si scoprì che a buttar via la pallottola era stata un collaboratrice del Fn al suo ultimo giorno di lavoro.
La donna, che ha chiesto l'anonimato, ha raccontato che era stato Axel Loustau, consigliere regionale del partito, a depositarle davanti la pallottola come minaccia, dopo mesi di scontri, pressioni e altre minacce. Loustau ha smentito.

Strage a New York, la firma dell'Isis

NEW YORK. Terrore a New York. Manhattan torna sotto attacco. Un furgone pick-up è piombato su una delle più affollate piste ciclabili di Manhattan facendo una strage. Sono stati esplosi anche colpi di arma da fuoco. Il bilancio è pesante: almeno otto morti e una dozzina di feriti, tra cui alcuni agenti di polizia. Sayfullo Saipov, il killer, ferito all'addome dalla polizia, è stato sottoposto a un intervento chirurgico e non sarebbe in pericolo di vita. L'uomo, 29enne residente a Tampa, in Florida, intorno alle 15 di ieri, alla guida di un pickup bianco noleggiato da Home Depot, ha prima travolto un gruppo di ciclisti su una pista lungo l'Hudson per poi schiantarsi contro uno scuolabus nella zona meridionale di Manhattan. Dopo lo schianto è sceso dal camion impugnando due pistole, sembra sparachiodi, e urlando Allah Akbar, ma è stato subito colpito dalla polizia. Nel pickup, a quanto riportato dai media americani, è stato trovato un biglietto con il giuramento di fedeltà all'Isis. La polizia sta interrogando il terrorista

IL KILLER - Il terrorista è arrivato negli Stati Uniti nel 2010, da Tashkent, la capitale dell'Uzbekistan. Appena entrato negli Usa, si è stabilito in Ohio e, a quanto riferito da conoscenti, ha passato i primi tempi negli Stati Uniti cercando un lavoro e provando a migliorare il suo inglese. Dall'Ohio Saipov si è poi trasferito in Florida, a Fort Myers, dove ha cominciato a lavorare come autista di camion. Tappa successiva è stata il New Jersey: Saipov, che aveva la green card, si è stabilito a Paterson e ha cominciato a lavorare come autista per Uber.
LA DINAMICA - Il terrorista, con suo pick-up a noleggio, ha abbandonato le corsie della West Street, l'autostrada urbana che costeggia l'Hudson, e ha percorso la pista ciclabile a tutta velocità, seminando morte tra ciclisti anche pedoni. Ha ucciso sei persone investendole, mentre le altre due vittime hanno avuto un infarto e sono state dichiarate morte in ospedale. Un chilometro più a sud, proprio di fronte alla Peter Stuyvesant High School, il furgoncino ha investito un altro camioncino. Lì il terrorista è stato bloccato da un bus scolastico, quelli gialli presenti in tutti gli Stati Uniti. Due dei passeggeri sono stati feriti. Il killer, vestito con una tuta blu, è uscito dal pick-up con due pistole in mano. La polizia, già presente in massa, ha sparato ferendolo ad una gamba e lo ha arrestato, ma non è chiaro se anche l'uomo ha sparato.
LE INDAGINI - L'Fbi ha assunto il comando delle indagini. "Non c'è ancora nessuna rivendicazione dell'attacco a New York, ma le modalità, come l'uso di un mezzo, sono in linea con le istruzioni dell'Isis", ha spiegato Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio del terrorismo islamico sul web, che riferisce anche di una foto scattata lo scorso agosto a qualche centinaio di metri dal luogo dell'attacco corredata con l'appello ai lupi solitari a colpire.

ISIS - Intanto, i jihadisti inneggiano all'attentato di New York. I canali islamisti hanno messo online manifesti commemorativi, pubblicando alcune fotografie scattate sulla scena della strage e fotomontaggi nei quali si vede la Statua della Libertà avvolta dalle fiamme di un'esplosione. Rukmini Callimachi, corrispondente del New York Times che si occupa di terrorismo dal 2014, ha condiviso su twitter alcune di queste foto, riportando anche alcuni messaggi che simpatizzanti della jihad si sono scambiati su Telegram in cui si scherza sul basso numero di morti. Negli screenshot pubblicati si vede anche un messaggio in cui, facendo evidente riferimento alla notte di Halloween, qualcuno scrive "Trick-or-treat New York City. Alhamdulillah Happy Hauntings", con tanto di emoji che ride. Callimachi precisa che i canali pro Isis non rappresentano "comunicazioni ufficiali del gruppo terroristico", ma, sottolinea, fanno parte "dell'ecosistema online di Isis" e mostrano "in che modo il vento sta soffiando".

TRUMP - "Quello di New York City sembra un altro attacco opera di una persona molto malata e folle. Le forze dell'ordine stanno seguendo il caso da vicino. Non negli Usa!". Lo scrive su twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo l'attacco terroristico a New York.

Altro schiaffo dal Brasile, l'ex terrorista Battisti è libero

ROMA. Un tribunale federale regionale ha concesso all'unanimità l'habeas corpus a Cesare Battisti, confermando che l'ex terrorista dovrà rispondere, in stato di libertà, del reato di esportazione di valuta. Il giudice José Marcos Lunardelli, del Tribunale federale regionale della 3a regione, aveva già concesso l'ingiunzione per il rilascio di Cesare Battisti nel contesto dell'habeas corpus, perpetrato dalla difesa dell'italiano. Battisti era stato arrestato al confine con la Bolivia, con il sospetto di esportazione di valuta estera e riciclaggio di denaro.

Sequestra due persone in un bowling: arrestato

LONDRA. Un uomo armato ha preso in ostaggio due persone in un Bowling in Inghilterra. La polizia del Warwickshire ha isolato l’area intorno al “Bermuda Park”. Il bowling è a Nuneaton, nella contea del Warwichshir. E con un blitz ha liberato gli ostaggi. L’uomo aveva con sè un fucile a canne mozze. A finire in ostaggio due membri dello staff. Una testimone aveva riferito all’emittente Sky News che le è stato riferito che l’uomo armato era un ex dipendente della sala da bowling. Ma il seqquestro «non è legato ad alcuna attività terroristica» aveva assicurato la polizia locale. Il servizio ambulanze di zona aveva inviato alcuni mezzi a scopo precauzionale.

Catalogna commissariata, migliaia in piazza a Barcellona

"Il dialogo è nella legge e tutto quello che è stato fatto finora non è dialogo: il dialogo non è voler imporre ai governanti di violare la legge". E' quanto ha detto il premier spagnolo Mariano Rajoy dopo il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera all'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione per la sospensione dell'autonomia della Catalogna. Sospensione vista come un "golpe" dal Pdecat, il partito di Carles Puigdemont.

Sulla base dell'articolo, Rajoy proporrà al Senato di destituire il presidente della Generalitat e gli altri consiglieri del governo regionale e di convocare elezioni nella regione entro sei mesi. "Non si sospende l'autonomia né l'autogoverno ma si destituiscono le persone che si sono messe fuori dalla legge e dallo Statuto".

Rajoy ha poi denunciato "il processo totalmente unilaterale, contrario alla legge e che ha cercato lo scontro" messo in moto dalle autorità catalane, "iniziato con l'intenzione di obbligare il governo ad accettare un referendum che tutti sapevano non potevamo accettare".

QUATTRO OBIETTIVI - Sono quattro gli obiettivi che il governo spagnolo si pone attraverso il ricorso all'articolo 155 della Costituzione per il 'commissariamento' della Catalogna: "Ripristinare la legalità, tornare alla normalità, continuare il rilancio dell'economia e celebrare nuove elezioni".

Il governo spagnolo ha quindi deciso di adottare i suoi 'poteri speciali': l'obiettivo dell'applicazione dell'articolo 155, si spiega un documento diffuso dal governo poco prima dell'annuncio di Rajoy, è quello di "ripristinare la legalità costituzionale e statutaria, assicurare la neutralità istituzionale, mantenere il benessere sociale e la crescita economica e assicurare i diritti e le libertà di tutti i catalani".

L'ECONOMIA - "Le pretese secessioniste stanno già causando un serio peggioramento del benessere sociale ed economico" in Catalogna, denuncia ancora il documento di Madrid, che ricorda poi come il governo di Puigdemont ha rifiutato di rispondere una prima volta lunedì scorso ed una seconda volta due giorni fa alla richiesta di chiarire se avesse proclamato o meno l'indipedenza.

Ricorrere all'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione "non era nostro desiderio, né è mai stata la nostra intenzione, ma nessun governo può accettare che si violi la legge, che si cambi la legge e che si faccia tutto questo per imporre i propri interessi sugli altri" ha aggiunto Rajoy dopo il Consiglio dei ministri.

VOTO IN SENATO IL 27 - Il Senato spagnolo ha confermato che si riunirà in seduta plenaria venerdì 27 per approvare il ricorso all'articolo 155 della Costituzione in Catalogna, richiesto oggi dal governo.

A quanto riferiscono i media spagnoli, alle 13 di martedì 24 si riunirà una commissione ad hoc del Senato. Creata appositamente, sarà composta da 27 membri, espressione dei diversi gruppi parlamentari, che già siedono nella commissione delle Autonomie o in quella Costituzionale. Il presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, potrà andare di persona ad esporre le sue ragioni in commissione, mandare un suo rappresentante o scrivere una lettera.

La commissione formulerà la sua proposta entro giovedì alle 12, per poi votarla alle 17. Venerdì è convocata la seduta plenaria per il dibattito e il voto. I lavori cominceranno alle 10 e dovrebbero terminare entro le 15. Il voto favorevole è scontato, grazie alla maggioranza assoluta di cui gode il Partito Popolare del primo ministro Mariano Rajoy.

BARCELLONA REPLICA - L'applicazione dell'articolo 155 - con la proposta di scioglimento del Parlament, di destituzione del presidente della Generalitat e di elezioni anticipate - rappresenta "un colpo di Stato in Catalogna" ha denunciato il Pdecat, il partito di Puigdemont.

"Tutto questo puzza di franchismo, siamo tornati al 1975 - ha detto il portavoce del partito nella Camera alta del Parlament di Barcellona, Josep Lluis Cleries - Hanno usurpato il potere del governo della Catalogna, coprendosi falsamente con l'articolo 155". Cleries ha anticipato che il governo non resterà "con le braccia incrociate" ma non ha precisato se Puigdemont proclamerà unilateralmente l'indipendenza. Il presidente della Generalitat si esprimerà alle 21, ha reso noto un portavoce del governo regionale di Barcellona.

MIGLIAIA IN PIAZZA A BARCELLONA - Puigdemont è nelle prime file della manifestazione indipendentista che sta sfilando per le vie di Barcellona. Con lui ci sono il vicepresidente della Generalitat, Oriol Junqueras, il portavoce del governo Jordi Turrul, il ministro degli 'Esteri' Raul Romeva, la presidente del parlamento catalano Carme Forcadell e l'ex presidente della Generalitat, Artur Mas, oltre a molti deputati dei partiti secessionisti. Presente alla marcia anche la sindaca di Barcellona, Ada Colau. Migliaia le persone che si sono radunate radunando al paseo de Gracia.

La dimostrazione era stata organizzata per chiedere la liberazione di Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, leader delle associazioni secessioniste Assemblea Nazionale Catalana (Anc) e Omnium Cultural, in carcere con l'accusa di sedizione. Ora assume un valore più forte dopo che il governo spagnolo ha chiesto al Senato l'attivazione dell'articolo 155.

HACKER CONTRO IL SITO DELLA CORTE COSTITUZIONALE - Hacker in azione contro la Corte costituzionale. Il sito web del tribunale è stato bloccato da un attacco informatico dopo le minacce arrivate dagli attivisti di Anonymous. L'attacco, di cui ha dato notizia un portavoce della Corte, è avvenuto mentre il governo di Madrid annunciava la sospensione dell'autonomia della Catalogna sulla base dell'articolo 155 della Costituzione.

Strage di poliziotti al Cairo: muoiono in 52

Sarebbero almeno 52 gli uomini delle forze di sicurezza egiziane rimasti uccisi nella sparatoria con presunti terroristi scoppiata ieri durante un blitz della polizia in un presunto covo di militanti a sudovest del Cairo. Lo hanno riferito le tv satellitari arabe riportando un nuovo bilancio non ufficiale degli scontri.

Lo scontro a fuoco è avvenuto nel distretto di al-Wahat al-Bahariya, tra il Cairo e l'oasi di Bahariya, nel governatorato di Giza. Il ministero dell'Interno del Cairo non ha ancora fornito un bilancio ufficiale, ma ha fatto sapere che "diversi terroristi sono stati uccisi".

La tv di Stato egiziana riferisce intanto di una vasta operazione delle forze di sicurezza nella zona. Secondo il giornale al-Masry al-Youm l'obiettivo dell'operazione era un presunto covo del gruppo Hasm, che in passato ha rivendicato diversi attacchi contro le forze di sicurezza egiziane e che le autorità del Cairo considerato legato al movimento dei Fratelli Musulmani.

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