Sabato 21 Ottobre 2017 - 1:33

Jet americani in volo sulla Corea

SEUL. Due bombardieri strategici americani B-1B Lancers, decollati dalla base del Pacifico dell'Isola di Guam, hanno sorvolato la Penisola coreana in una dimostrazione di forza diretta a Pyongyang mentre aerei militari giapponesi e sudcoreani erano impegnati, in corrispondenza del Mar del Giappone, in una esercitazione notturna.

Nel frattempo, il sottomarino nucleare americano di classe Los Angeles "USS Tucson" è arrivato nel porto sudcoreano Jinhae sabato scorso, ha reso noto il comando del Pacifico Usa. Una fonte militare sudcoreana ha poi anticipato l'arrivo di un secondo sottomarino nucleare americano, il sottomarino di classe Ohio "USS Michigan" al porto di Busan, questo fine settimana.

Catalogna, il piano segreto degli indipendentisti

BARCELLONA. Un piano segreto per ottenere l'idipendenza dalla Spagna. È quanto conterrebbe un documento sequestrato dalla Guardia Civil lo scorso 20 settembre, nel corso di una perquisizione a casa di Josep Maria Jové Llado, il segretario dell'Economia della Catalogna arrestato proprio quel giorno con l'accusa di sedizione. Il documento, denominato "Enfo CATs Reenfocant el procés d'independencia per un resultat exitós" e intercettato dal quotidiano El Paìs, mostra le tappe del percorso indipendentista ideate dalla coalizione catalana Junts pel Sí dalle elezioni del 2015 sino ad oggi.

Un percorso che porterebbe ad "un conflitto democratico di ampio appoggio cittadino, orientato a generare instabilità politica ed economica che costringa lo Stato ad accettare la negoziazione della separazione o un referendum obbligato". Secondo quanto si legge nella relazione, la Dichiarazione di Indipendenza "genererà un conflitto che, se ben gestito, potrebbe portare alla creazione di uno Stato indipendente" perché, secondo i redattori del documento, "la Spagna non riconoscerà il diritto di svolgere il referendum, ma, se vede che tutto è perduto, ce lo farà fare con lo scopo di farcelo perdere". Dalla relazione emerge insomma un'evidente determinazione a non voler evitare il conflitto con lo Stato spagnolo.

Il piano degli indipendentisti è ben strutturato: si parla di "strateghi" che segretamente segneranno il percorso del futuro governo che contemplerebbe un comitato strategico ed un comitato esecutivo. Quest'ultimo includerebbe i segretari generali della presidenza e della vicepresidenza, i direttori degli uffici di sviluppo e autogoverno e massimi esperti nei distinti ambiti del progetto, consiglieri e segretari generali "ad hoc", in base ad ogni tematica da trattare. Del comitato strategico farebbero parte il presidente del Governo catalano, il vicepresidente e i leader dei gruppi parlamentari indipendentisti.

Anche la corretta gestione dei tempi del processo è al centro dell'attenzione del documento, quasi "un'ossessione" per il redattori. Il percorso passa attraverso due fasi di governo: fino al settembre 2018 un esecutivo di transizione, dopo di che si passerebbe ad un governo di indipendenza che arriverebbe fino al settembre 2022, e "che potrebbe dichiarare l’indipendenza il giorno dopo la sua costituzione o il giorno prima della sua dissoluzione".

Il documento stabilisce tre pilastri fondamentali per il raggiungimento dell'obiettivo indipendentista: "creare maggioranze, ispirare fiducia e lavorare con garanzie". Dal testo emerge poi la consapevolezza, da parte degli indipendentisti, dell' 'importanza di riuscire a generare consensi intorno a sé, garantendosi credibilità a livello internazionale ("una strategia vista internazionalmente come democratica può essere un alleato affidabile") ma anche seducendo gli indecisi. Come? Cambiando i propri slogan: passando, ad esempio, da "meglio uniti" a "meglio amici" oppure da "distruggiamo la Spagna" a "aiutiamo la Spagna".

Riguardo al metodo più appropriato ed efficace per riuscire a raggiungere i propri obiettivi, gli indipendentisti nel documento consigliano di fare leva soprattutto sui "motivi razionali ed emozionali di uno Stato indipendente più che sulle ingiustizie compiute dalla Spagna" nei loro confronti. Il documento insiste anche sull'importanza di una collaborazione con i Mossos d'Esquadra, che sarebbero "molto coinvolti nel processo separatista". Parole che mettono ulteriormente in difficoltà Josep Lluis Trapero, capo della polizia catalana già inquisito da Madrid. La possibilità di una reazione dura dello Stato spagnolo e di una escalation di violenza è presa in attenta considerazione dagli indipendentisti.

La relazione non può essere resa pubblica ma l'obiettivo è quello di "far sapere che esiste, che è realizzabile e che, se ben gestita, porterà o ad un riconoscimento internazionale o ad un referendum obbligato, però non deve essere resa pubblica nel dettaglio".

Londra, auto investe i pedoni davanti al museo

Un'auto oggi ha investito diverse persone sul marciapiede di fronte al Museo di Storia Naturale di Londra. Secondo quanto riporta la Bbc "diverse" persone sono rimaste ferite, ma non sarebbero gravi. La polizia ha arrestato una persona e sta cercando di stabilire le circostanze dell'accaduto. La polizia di Londra ha diffuso un comunicato in cui conferma che "diversi pedoni sono rimasti feriti" e che "un uomo è stato arrestato". "Le indagini per stabilire le circostanze e le motivazioni sono in corso", conclude la dichiarazione della Metropolitan Police. Un testimone ha detto all'Independent che l'uomo poi arrestato ha cercato di fuggire, ma è stato bloccato da un gruppo di passanti, mentre molti altri fuggivano. Nel giro di pochi minuti sono poi arrivati i poliziotti. "In questo momento, mentre stiamo stabilendo cosa sia successo, non lo stiamo trattando come un atto terroristico" ha dichiarato un portavoce dei Scotland Yard parlando dell'incidente, secondo quanto riporta il Guardian.

Nobel per la pace alla campagna contro il nucleare

La campagna internazionale per abolire le armi nucleari, Ican, è il vincitore del Premio Nobel per la Pace 2017. Per il comitato norvegese del Nobel con questo premio si vuole riconoscere «il suo lavoro per attirare l’attenzione alle catastrofiche conseguenze umanitarie di ogni uso di armi nucleari». La campagna internazionale lanciata nel 2007, che oggi conta 468 gruppi in 101 Paesi, mira a promuovere la piena applicazione del Trattato per la proibizione delle armi nucleari, approvato il 7 luglio 2017 con l’adesione di 122 Paesi. Tra i 69 Paesi che non hanno partecipato formalmente ai negoziati vi sono ovviamente quelli con armi nucleari: Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, Israele, India, Pakistan e Corea del Nord.

Corte Costituzionale sospende seduta parlamento catalano

La Corte Costituzionale spagnola ha sospeso la plenaria del parlamento catalano fissata per lunedì prossimo. Lo riferiscono i media spagnoli. La Corte ha accolto un ricorso del partito socialista catalano (Psc), secondo il quale se lunedì il “Parlament" proclamerà l'indipendenza vi sarà una violazione della Costituzione con un «annientamento» dei diritti dei deputati.

Intanto il premier spagnolo Mariano Rajoy ha chiesto al presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, di rinunciare «nel più breve tempo possibile» al progetto di proclamare unilateralmente l'indipendenza della Catalogna, perché questa è «la soluzione migliore» che consente di «evitare mali peggiori».

Il Re Felipe: dalle autorità catalane slealtà inaccettabile

MADRID. In Catalogna "c'è stata una slealtà inaccettabile verso lo Stato" ed "è stata violata la Costituzionema", ma ai catalani dico: "Siamo uno stato democratico". Il Re Felipe rompe il silenzio e boccia senza appello il comportamento tenuto dalle autorità catalane. Soprattutto, afferma il Re, "c'è stata una condotta irresponsabile delle autorità della Catalogna".

Perché il killer di Las Vegas ha sparato

WASHINGTON. Ha sparato dalla suite del suo albergo una raffica infinita di colpi sul pubblico di un concerto di musica country uccidendo 59 persone e ferendone oltre 500. Ma cosa ha spinto il killer di Las Vegas, Stephen Paddock, un tranquillo e benestante pensionato di 64 anni di Mesquite, in Nevada, a compiere la più grave sparatoria di massa della storia moderna degli Stati Uniti? È ancora mistero sul perché l'uomo, dotato di un arsenale da guerra, abbia aperto il fuoco sulla folla. Gli inquirenti dovranno risolvere l'enigma. Ecco 5 ipotesi, avanzate dal 'Daily Mirror', sul movente del massacro.

1) ATTACCO TERRORISTICO DELL'ISIS

L'Isis ha rivendicato, tramite l'agenzia di propaganda Amaq, la responsabilità dell'attacco. L'attentatore, ha fatto sapere, "è un soldato dello Stato islamico" che ha agito ''rispondendo alla richiesta di colpire i Paesi della coalizione'' impegnata a combattere il gruppo jihadista. In un secondo comunicato l'Isis sostiene che l'assalitore si era ''convertito all'Islam diversi mesi fa''. Fonti investigative americane hanno però chiarito che non sarebbero emersi legami tra Paddock e gruppi terroristici. Non è escluso che lo Stato islamico abbia rivendicato l'attacco al solo scopo di diffondere la paura in Occidente. Si è detto che Paddock nel periodo precedente il massacro stesse inviando migliaia di dollari al mese nelle Filippine, Paese attualmente impegnato nella lotta contro un gruppo di estremisti islamici fedeli all'Isis. Ma è possibile che i pagamenti siano collegati alla compagna di Paddock, Marilou Danley, che ha parenti nelle Filippine. La donna, che si trovava all'estero al momento dei fatti, non risulta coinvolta in alcun modo nel massacro.

2) DEBITI DI GIOCO

Nella vita tranquilla del pensionato l'unica trasgressione era la passione per il gioco d'azzardo. Erano frequenti le sue puntate a Las Vegas, città mecca del divertimento, dove trascorreva giorni interi negli alberghi a giocare al casinò anche somme ingenti. "Giocava forte al video poker", conferma il fratello Eric che racconta di aver ricevuto una volta un sms da Stephen in cui gli annunciava di aver vinto "250mila dollari al casinò". Tra il suo successo al gioco e le proprietà in Florida, Nevada e California, Paddock si ritiene potesse essere diventato multimilionario. Ma si sa che ogni giocatore può vedere le sue fortune polverizzarsi in un attimo. Il fratello ha detto di non aver alcuna informazione riguardo a possibili problemi finanziari o debiti di gioco di Stephen ma è possibile ipotizzare che Paddock avesse accumulato enormi debiti nei mesi precedenti il massacro?

3) RANCORE CONTRO I CASINO'

C'è poi l'ipotesi che si tratti di un gesto frutto di un folle rancore. Cinque anni fa, nel 2012, Paddock denunciò un casinò di Las Vegas dopo essere scivolato e caduto a causa di un ostacolo sul pavimento. Il 64enne dichiarò di essersi rotto un tendine e slogato un polso chiedendo 32mila dollari per coprire le spese mediche. Ma può essere considerato un elemento significativo? Il casinò in questione era il Cosmopolitan, non il Mandalay Bay, e Paddock ha sparato contro chi stava assistendo al concerto e non nell'hotel. Il caso è stato chiuso nel 2014. Ciò può significare che entrambe le parti hanno accettato un accordo e forse è stato concordato un risarcimento oppure che il tribunale non ha trovato alcuna prova a sostegno della denuncia. Secondo ABC News, la richiesta è stata respinta e Paddock non ha ottenuto nulla. Jared R. Richards, che era il legale di Paddock nel caso, ha rifiutato di commentare, scrive il 'Mirror'.

4) MALATTIA MENTALE

Gli investigatori stanno indagando anche nella vita del killer per risolvere l'enigma del massacro. Si cerca di capire se possa esserci una relazione tra il folle gesto del pensionato e la personalità del padre, un rapinatore di banche affetto da psicopatia. Benjamin Hoskins Paddock finì nella lista degli Fbi Most Wanted nel 1969 quando evase dalla prigione federale del Texas mentre scontava una pena di 20 anni. Rimase poi nell'elenco per 8 anni. Quando l'agenzia federale aveva perso le speranze di trovarlo, fu catturato, nel 1978, fuori da un sala di bingo dell'Oregon. L'agenzia segnalava che il ricercato era, secondo quanto gli era stato diagnosticato, uno "psicopatico" ed aveva possibili "tendenze suicide". L'uomo è morto qualche anno fa.

5) POLITICA INTERNA

La strage di Las Vegas ha fatto riesplodere negli Stati Uniti il dibattito sul controllo delle armi, un dibattito che divide con forza l'opinione pubblica americana. "Il nostro dolore non è sufficiente", ha scritto su Twitter Hillary Clinton, invitando a prendere posizione contro l'NRA (National Rifle Association), la lobby delle armi. Per tutta risposta i commentatori di destra hanno avanzato la teoria secondo cui Paddock fosse legato alla politica di sinistra, senza però alcuna prova effettiva. Diversi blog, in base a un filmato molto sgranato, hanno ipotizzato che l'uomo fosse presente a una protesta anti-Trump ma la qualità delle immagini è tale, secondo il 'Mirror', da rendere impossibile l'identificazione dei soggetti. Di certo Paddock non è registrato nelle liste né come democratico né come repubblicano. Qualcuno ha sostenuto che il 64enne fosse un 'antifa', termine indicato per descrivere gli anti-fascisti. Ma in questo caso l'equivoco sarebbe collegato ad alcuni post che appaiono sul profilo Facebook di un uomo erroneamente indicato inizialmente come il killer di Las Vegas. Il soggetto in questione però non ha niente a che fare con Paddock e con il massacro. Un massacro che resta senza un movente.

Trump: Las Vegas, il killer una persona malata

WASHINGTON. Nessun terrorismo, l'Isis non c'entra: il killer di Las Vegas «era una persona malata». Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esckudo così qualsiasi legame con il terrorismo islamico.

Catalogna, l'Onu chiede inchiesta sulle violenze

L'Onu chiede alle autorità spagnole di aprire un'inchiesta indipendente sulle violenze che si sono consumate in Catalogna e che hanno causato centinaia di feriti negli scontri con la polizia. "Sono rimasto molto turbato dalle violenze di domenica in Catalogna", ha detto l'Allto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra'ad Al Hussein, aggiungendo che "la risposta della polizia deve essere in ogni momento proporzionata e necessaria". Per Al Hussein, la crisi va risolta attraverso il dialogo e nel rispetto dei diritti democratici.

Strage a Las Vegas, 58 morti. L’Isis rivendica

Strage a Las Vegas. Durante il 'Route 91 Harvest Festival' dedicato alla musica country, una persona ha iniziato a sparare dalla finestra di un hotel sul pubblico presente alla manifestazione, vicino al Mandalay Bay Casinò, provocando almeno 58 morti e 500 feriti, ha reso noto la polizia. L'Is ha rivendicato l'attacco.

"Tra le vittime ci sono anche degli agenti", ha detto lo sceriffo di Las Vegas, Joseph Lombardo. L'assalitore - il 64enne Stephen Paddock residente a Mesquite, in Nevada - è morto, ha aggiunto. Paddock si è infatti suicidato prima dell'irruzione della polizia nella stanza d'albergo posta al 32esimo piano del Mandalay Bay Hotel dalla quale ha aperto il fuoco, spiega ancora la polizia di Las Vegas, affermando che quando gli agenti delle squadre Swat sono entrate "nella stanza il sospetto era morto". "Il sospetto - ha confermato Lombardo - si è suicidato nella stanza d'albergo dove aveva dieci fucili".

LUPO SOLITARIO? - La polizia non considera per ora la sparatoria come un atto terroristico, ma non sono ancora chiari i motivi dell'assalto: "Al momento pensiamo che sia stato un unico attentatore, un attentatore della categoria 'lupo solitario'", ha spiegato Lombardo. Quando gli è stato chiesto perché non si considera questo massacro come terrorismo interno, Lombardo ha risposto: "Dobbiamo stabilire prima quale fosse il movente, ci sono dei moventi legati al terrorismo diversi dall'azione di una persona disturbata che vuole fare un massacro".

Paddock era arrivato in hotel il 28 settembre scorso. Al momento gli inquirenti "non sanno se l'uomo ha impedito al personale di entrare nella stanza" dove nascondeva l'arsenale.

ISIS RIVENDICA - Il sedicente Stato Islamico (Is) ha intanto rivendicato la responsabilità dell'attacco. A riportarlo l'emittente al-Jazeera. Secondo quanto riporta l'agenzia di propaganda Amaq citando una fonte di sicurezza dell'Is, inoltre, ''l'esecutore è un soldato dello Stato islamico'' che ha agito ''rispondendo alla richiesta di colpire i Paesi della coalizione''. Il riferimento è alla coalizione militare internazionale a guida Usa impegnata a combattere il gruppo jihadista. In un secondo comunicato l'Is sostiene che l'assalitore si era ''convertito all'Islam diversi mesi fa''.

LA COMPAGNA - Le autorità hanno poi reso noto in un tweet di "non ritenere che ci siano altri assalitori". Ma la polizia ha rintracciato la compagna dell'uomo: una donna asiatica che si chiama Marilou Danley, ha detto il capo della polizia di Las Vegas, confermando anche l'identità dell'uomo. La donna avrebbe passaporto australiano. A dirlo, due giornali australiani, The Australian e The Courier-Mail, che spiegano che la 62enne viveva sulla Gold Coast nel Queensland fino a quando si è trasferita una ventina di anni fa negli Stati Uniti. "Non posso rilasciare nessuna dichiarazione al momento", ha dichiarato una delle sorelle della donna alla stampa locale mentre dal governo australiano non arriva nessun commento.

La polizia "al momento" ritiene che Danley non sia coinvolta nel massacro: "Le abbiamo parlato e crediamo, allo stato attuale, che non sia coinvolta. Ma ovviamente l'inchiesta va avanti", ha spiegato Lombardo. "Non era con Paddock al momento in cui ha preso la stanza in albergo", ha poi aggiunto, sottolineando che l'uomo stava utilizzando documenti della donna.

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