Martedì 13 Novembre 2018 - 5:30

Ostaggi e spari alla stazione, paura a Colonia

COLONIA.Paura a Colonia dove un uomo armato si è barricato in una farmacia nella stazione centrale ed ha preso in ostaggio una donna. L'uomo è stato arrestato dalla polizia tedesca e la donna è stata liberata. Secondo il quotidiano Express, il sequestratore è stato gravemente ferito nell'azione. Ferita, ma non in modo preoccupante, anche la donna.

Giornalista uccisa, un arresto in Germania

C'è un nuovo arresto nel caso dell'omicidio della giornalista televisiva bulgara Viktoria Marinova, il cui corpo senza vita è stato trovato sabato in un parco nella città bulgara di Ruse, dove la donna era andata a fare jogging. Si tratta di un uomo tra i 20 ed i 30 anni, fermato in Germania, secondo quanto riporta il quotidiano 168 Chasa. L'uomo avrebbe lasciato la Bulgaria domenica per la Germania, dove risiede la madre. Il cittadino romeno fermato precedentemente in relazione all'omicidio è stato intanto rilasciato.

Il governo bulgaro conferma l'arresto. Nel riportarlo, la Dpa precisa che il sospetto viene dalla Bulgaria. Il ministro dell'Interno Mladen Marinov ha parlato di un 21enne. "L'inchiesta ha permesso di identificare un uomo che è stato arrestato dalla polizia in Germania nella tarda nottata di ieri su nostra richiesta". Il procuratore generale Sotir Tsatsarov ha precisato che "al momento, non consideriamo l'omicidio legato all'attività professionale della vittima". Il sospetto, nato nel 1997, era già ricercato per omicidio e stupro, ha ancora aggiunto.

Maiorca sommersa da acqua e fango, 5 morti

Almeno cinque persone sono morte e diverse risultano disperse in seguito all'improvvisa alluvione che ha colpito ieri sera la comarca di Llevant nell’isola di Maiorca, alle Baleari. Un'enorme ondata di acqua fangosa ha sommerso la città di Sant Llorenc, a 60 chilometri da Palma, dopo che un torrente, secco durante la maggior parte dell’anno, è straripato per le piogge fortissime che si sono abbattute sull'isola ieri pomeriggio.

Secondo quanto riportato dai media locali, in poche ore sono caduti ben 220 mm di pioggia e le auto sono state spazzate via dalla furia delle acque. La Guardia Civil ha confermato un bilancio provvisorio di 5 morti. Due delle vittime, ha reso noto sindaco di Sant Llorenc, sono turisti britannici. Mentre sono cinque le persone che risultano ancora disperse, tra cui l'autista del taxi sul quale stava viaggiando la coppia di turisti.

Circa 300 operatori dei servizi di emergenza, della Guardia Civil, dei vigili del fuoco, della polizia locale e della Protezione civile, sono al lavoro nell'area colpita cercando di aiutare le persone intrappolate e individuare i dispersi.

«Khashoggi fatto a pezzi. È come Pulp Fiction»

Emergono nuovi inquietanti dettagli sulla scomparsa di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita di 59 anni, collaboratore del 'Washington Post', sparito il 2 ottobre nel consolato di Riad a Istanbul. Voce critica rispetto al principe ereditario Mohammed bin Salman, secondo quanto scrive il New York Times, Khashoggi sarebbe stato ucciso all'interno del consolato. Il quotidiano statunitense cita autorevoli fonti della sicurezza turca, che parlano di operazione rapida e complessa.

Nel giro di due ore dal suo arrivo nel consolato, scrive il Nyt, Khashoggi sarebbe stato ucciso da un gruppo di agenti sauditi e il suo corpo sarebbe stato fatto a pezzi con una sega. "E' come 'Pulp Fiction''', ha detto la fonte al Nyt. Resta da chiarire, si legge sul giornale, come il governo turco sia giunto alla conclusione che Khashoggi sia stato ucciso.

IL FURGONE NERO - Tra i dettagli emersi nelle ultime ore ci sono poi le immagini trasmesse dall'emittente turca CCTV che mostrano un furgone nero che parte dal consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul dopo l'ingresso nell'edificio di Khashoggi. L'ipotesi che il giornalista saudita fosse sul furgone nero Mercedes-Benz Vito, vivo o morto, è stata avvalorata anche dall'emittente News channel 24, che ha trasmesso l'immagine del veicolo parcheggiato davanti al consolato quando il giornalista ha fatto il suo ingresso. Dopo, ha riferito l'emittente, il furgone si è diretto verso la residenza del console, che dista circa due chilometri, e ha parcheggiato in garage.

I 15 SOSPETTI - Intanto a Instanbul le autorità turche hanno individuato quindici sospetti per la scomparsa del giornalista. Secondo quanto riferito dal quotidiano turco Daily Sabah, una fonte vicina alle indagini ha precisato al Middle East Eye che uno dei 15 è a capo del dipartimento forense della Sicurezza generale saudita. Il Daily Sabah ha spiegato che i sospetti, tutti di nazionalità saudita, sono arrivati all'aeroporto Ataturk di Istanbul da Riad su due jet privati il 2 ottobre, giorno della scomparsa di Khashoggi. La maggior parte di loro ha soggiornato presso il Wyndham Grand Hotel e il Movenpick Hotel, entrambi vicini al consolato saudita. L'emittente turca Ntv ha quindi diffuso oggi video di alcuni sauditi che dall'aeroporto di Istanbul hanno raggiunto il Movenpick Hotel e poi al consolato. I 15 sono ripartiti in momenti doversi, ha precisato il Daily Sabah. Finora Riad ha parlato di accuse ''infondate'', sostenendo che il giornalista abbia lasciato il consolato, ma senza fornire prove.

L'APPELLO DELLA FIDANZATA - Sulle pagine del 'Washington Post', la fidanzata di Khashoggi, Hatice Cengiz, ha rivolto un appello al presidente degli Stati Uniti Donald Trump affinché intervenga per far luce sulla vicenda. Ricordando che il fidanzato si è sempre ''battuto per i suoi principi'', la donna ha detto di ''avere fiducia nelle capacità dei funzionari del governo turco''. ''In questo momento imploro il presidente Trump e la first lady Melania Trump di far luce sulla scomparsa di Jamal'' ha scritto la donna, rivolgendosi inoltre alla ''Arabia Saudita, e soprattutto a re Salman e al principe ereditario Mohammed bin Salman, perché mostrino lo stesso livello di sensibilità e permettano la consultazione delle riprese delle telecamere del consolato''.

Nel suo intervento, Cengiz ha sottolineato che, nonostante Khashoggi sapesse che i suoi articoli avevano fatto arrabbiare qualcuno, era entrato nel consolato ''senza dubitare che lì sarebbe stato al sicuro'', ma dopo tre ore la donna ha spiegato di aver provato ''paura e preoccupazione''. Definendolo un ''grande uomo'', la donna ha detto di avere fiducia nel fatto che il fidanzato sia ancora vivo, ''sebbene la mia speranza si affievolisca ogni giorno che passa''.

Khashoggi aveva lasciato l'Arabia Saudita nel settembre dello scorso anno e si era trasferito negli Stati Uniti, dove aveva fatto richiesta di cittadinanza. Ex consigliere del governo saudita, Khashoggi aveva una posizione apertamente critica rispetto al principe Mohammed bin Salman, accusandolo di aver introdotto una nuova era di "paura, intimidazione, arresti".

Si dimette ambasciatrice Usa all'Onu

Donald Trump ha accettato le dimissioni di Nikki Haley dall'incarico di ambasciatrice Usa presso le Nazioni Unite. L'ex governatrice del South Carolina lascerà il suo incarico a fine anno per "prendersi una pausa", ha annunciato il presidente Usa dopo averla incontrata. L'ex governatrice, ha detto Trump, "ha svolto un lavoro fantastico". La Haley era stata confermata dal Senato quale rappresentante Usa presso l'Onu nel gennaio dello scorso anno. 

Il presidente ha spiegato ai giornalisti che la Haley lo aveva informato "sei mesi fa" che, dopo due anni di incarico all'Onu, si sarebbe presa una pausa. "E' stato l'onore della mia vita" ha detto l'ambasciatrice dimissionaria seduta a fianco del presidente. La Haley ha anche escluso una sua candidatura alla nomination repubblicana per la Casa Bianca nel 2020: "Non mi candido" ha detto, aggiungendo che sosterrà la candidatura di Trump.

Brasile, exploit estrema destra

Il candidato dell'estrema destra Jair Bolsonaro ha vinto, con oltre il 46% dei voti, il primo turno delle presidenziali in Brasile ma non ha ottenuto il 50% che gli avrebbe evitato il ballottaggio nel quale, il 28 ottobre prossimo, dovrà fronteggiare Fernando Haddad, candidato del Pt. "Ho la certezza che vinceremo al secondo turno, ci sono due strade per il Brasile. Una è quella della prosperità, della libertà, della famiglia, di Dio e della responsabilità. Dall'altra parte c'è il Venezuela" ha dichiarato in diretta Facebook, da casa, il 63enne ex capitano dell'esercito che è ancora convalescente dopo l'attentato del 6 settembre scorso. 

"Sempre il popolo sta al nostro fianco, con Dio come leader" ha aggiunto l'esponente populista e nazionalista che è stato soprannominato il 'Donald Trump del Brasile' ribadendo che "non possiamo dare nessuno spazio alla sinistra". E ha aggiunto il saluto classico di Che Guevara, ma in chiave religiosa: "Hasta la victoria, se lo vuole Dio". Alle femministe e alle donne che hanno manifestato contro di lui durante la campagna elettorale, ha poi risposto con l'immagine più tradizionale della donna-madre: "Voglio portare la pace alle donne, che stiano tranquille quando i figli vanno a scuola o escono".

HADDAD - Il candidato del Partito dei Lavoratori ha fatto un appello in favore di un'alleanza dei democratici contro Bolsonaro in vista della sfida del 28 ottobre prossimo. "Vogliamo unire i democratici del Brasile, non portiamo le armi ma la forza dei nostri argomenti" ha detto il 55enne ex sindaco di Sao Paulo, sottolineando come i risultati ci mostrano "i rischi che corre il Brasile". Haddad è diventato candidato solo all'inizio di settembre quando, dopo mesi di braccio di ferro, il partito della sinistra brasiliana ha accettato di ritirare la candidatura dell'ex presidente, in carcere per corruzione, Luiz Inacio Lula da Silva.

Durante la campagna elettorale Bolsonaro ha elogiato l'ultima dittatura militare (1964-1985), ha avuto parole offensive nei confronti di donne, neri e omosessuali e ha proposto il pugno di ferro contro la criminalità. L'appello di Haddad è rivolto agli elettori degli altri tre candidati: l'esponente di sinistra Ciro Gomes (che ha avuto il 12,52% dei voti), quello di un partito di centrodestra - Gerald Alcmin (4,81%) - e alla 'verde' Marina Silva, che ha ottenuto solo l'1% nonostante i buoni risultati registrati negli ultimi sondaggi.

Tragico incidente vicino a New York, 20 morti

È di 20 morti il bilancio di un incidente stradale tra due veicoli verificatosi nella contea di Schoharie, stato di New York. Uno dei due veicoli coinvolti, riferisce il quotidiano 'Times Union', è una Limousine che è uscita di strada lungo un pendio finendo contro le persone che sostavano nei pressi di un negozio.

Terremoto ad Haiti, almeno 11 morti

Sono almeno undici le vittime del forte terremoto di magnitudo 5.9 che ha colpito Haiti poco dopo le due della notte, ora italiana, con epicentro a circa 20 chilometri a nord ovest di Port-de-Paix, secondo quanto riportato dal United States Geological Survey (USGS). Lo riferiscono i media del Paese.

Il portale internet Rezo Nodnews, che cita le autorità locali, dice che i morti sono nel nord del Paese e che ci sarebbe un numero imprecisato di feriti. Inoltre, diversi edifici sono crollati o sono stati gravemente danneggiati. Nella città di Plaisance du Nord è crollata la facciata di una chiesa cattolica.

Il paese caraibico era stato colpito nel 2010 da un forte terremoto di magnitudo 7 che aveva causato più di 220.000 morti. Da allora molti haitiani continuano a vivere in rifugi di emergenza.

Incidente in Norvegia, feriti 7 militari italiani

Sette militari italiani sono rimasti lievemente feriti questa mattina nei pressi di Valldal, nel Nord della Norvegia, in un incidente. Lo rende noto lo Stato maggiore della Difesa. Un veicolo militare, durante un’attività di ricognizione, è uscito di strada ribaltandosi a causa del ghiaccio presente sul manto stradale. Dei sette militari a bordo quattro sono stati medicati sul posto, mentre per gli altri tre è stato necessario il ricovero presso l’ospedale civile di Trondheim per ulteriori accertamenti. Al momento, solo uno di loro è stato trattenuto in osservazione, ma, comunque, hanno tutti avuto la possibilità di contattare i familiari in Italia per informarli personalmente circa le loro condizioni di salute.

‪Da alcuni giorni, in Norvegia, ricorda la nota, è in atto la più importante esercitazione della Nato, la 'Trident Juncture 2018', che, oltre a essere un momento di addestramento fondamentale per mantenere e incrementare l’interoperabilità tra i 28 Paesi membri dell’Alleanza atlantica, costituisce un’occasione unica per rafforzare la coesione e la solidarietà, nonché per dimostrare l’alto livello di preparazione e la prontezza di reazione ad eventuali minacce di tipo convenzionale.

Le Forze armate italiane hanno un ruolo di primaria importanza, essendo responsabili per tutto il 2018, attraverso il Comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida di Solbiate Olona, della Nato Response Force, complesso di forze in prontezza operativa costituito da diverse componenti: terrestre, marittima, aerea e di forze speciali.

Sparito il capo dell'Interpol

Le autorità francesi hanno aperto un'inchiesta sulla scomparsa del presidente dell’Interpol, il cinese Meng Hongwei. Lo affermano fonti di polizia, confermando le informazioni di Europe 1. Eletto nel novembre 2016 a capo dell'organizzazione con sede a Lione, Meng Hongwei non dà più sue notizie dal 29 settembre, quando ha lasciato la Francia alla volta della Cina. A denunciarne la scomparsa è stata la moglie.

La scomparsa di Hongwei "è un problema delle autorità competenti in Francia e in Cina" afferma l'organizzazione internazionale per la cooperazione di polizia in una breve nota.

L'emittente Europa1 e altri media francesi hanno riferito che le autorità francesi hanno aperto un'indagine dopo che la famiglia di Meng ha dichiarato di non aver avuto più contatti con lui da quando si è recato in Cina.

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