Domenica 25 Giugno 2017 - 8:57

Parigi, spari a Notre Dame: in 900 bloccati in cattedrale

PARIGI. La polizia parigina è intervenuta a seguito di un allarme lanciato dopo che sono stati avvertiti degli spari presso la cattedrale di Notre Dame. Lo riporta la Bbc. Secondo l'emittente Bfm tv, l'incidente a Notre Dame è stato causato da un uomo che ha aggredito un agente a colpi di martello sul sagrato della cattedrale parigina. Un altro agente è intervenuto aprendo il fuoco. L'aggressore è stato neutralizzato, ma al momento si ignorano le sue condizioni. Le autorità hanno dispiegato la Brigata di ricerca e intervento, Bri, per cercare eventuali complici. Il quartiere è stato completamente isolato. Dopo l'esplosione di due spari, si sono verificate scene di panico sulla piazza di Notre Dame. 

L'uomo che ha aggredito un poliziotto a colpi di martello sul sagrato della cattedrale di Notre Dame a Parigi, è stato colpito al torace da un agente che ha risposto sparando, e le sue condizioni sono critiche. È quanto si legge su Le Figaro. 

Intanto circa 900 persone sono bloccate all'interno della cattedrale di Notre-Dame dalla polizia, che sta setacciando il quartiere dell'ile de la Cité, alla ricerca di eventuali complici dell'aggressore. 

La procura dell'antiterrorismo francese ha aperto una inchiesta sull'attacco. A quanto riferiscono i media francesi, l'inchiesta è stata affidata alla sezione antiterrorismo della polizia criminale e ai servizi della Direzione generale della sicurezza interna.

L'aggressore di Notre Dame ha gridato: «È per la Siria!» al momento di colpire un poliziotto con un martello. È quanto ha riferito il ministro francese dell'Interno Gerard Collomb, aggiungendo che l'uomo ha apparentemente agito «da solo» e si è presentato come «studente algerino». «Siamo passati da un terrorismo sofisticato, ad un terrorismo in cui qualsiasi attrezzo viene usato per un'aggressione», ha aggiunto il ministro. L'uomo, ha spiegato, ha aggredito gli agenti con un martello, ma era anche in possesso di due coltelli. 

Londra, il terzo killer italo marocchino fu fermato a Bologna

LONDRA. Nel marzo 2016 a Youssef Zaghba, il 22enne italo-marocchino identificato come il terzo componente del gruppo di attentatori di Londra, fu impedito di imbarcarsi dall'aeroporto di Bologna dove voleva prendere un volo per la Turchia. A quanto si apprende, il giovane è stato monitorato dalle forze dell'ordine nei giorni in cui è stato in Italia. Poi si trasferì a Londra e ne fu data segnalazione agli inglesi.

A quanto apprende l'AdnKronos, il giovane aveva passaporto italiano, essendo figlio di un'italiana e di un marocchino. Il nome proprio della madre del terrorista sarebbe Valeria, riferiscono ancora le fonti dell'AdnKronos. La donna si troverebbe a Bologna, secondo alcuni, secondo altri a Casablanca, in Marocco.

Secondo le stesse fonti, nel marzo del 2016 la madre di Zaghba - nato a Fes nel gennaio del 1995 - aveva lasciato Casablanca, trasferendosi a Castello di Serravalle, un piccolo comune della provincia di Bologna. Il padre del terrorista risulterebbe invece ancora iscritto all'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero) a Casablanca. A quanto apprende l'AdnKronos, il fratello di Zaghba, Kaouthar, ha 25 anni e vive in Italia con la madre.

L'antiterrorismo ha registrato nei mesi scorsi alcuni passaggi in Italia di Zaghba. Si tratta di viaggi per brevi periodi, apprende ancora l'AdnKronos da fonti investigative, costantemente tenuti sotto stretto monitoraggio dalla Polizia di Prevenzione.

Anche il Comando antiterrorismo di Scotland Yard ha poi confermato l'identità del terzo attentatore, diffondendo una sua foto. La famiglia del 22enne è stata informata. Zaghba, riferisce Scotland Yard secondo quanto riporta la Bbc, non era una "persona di interesse" per la polizia, né per il servizio di intelligence interna MI5.

Scotland Yard ha poi annunciato un nuovo arresto nell'ambito dell'indagine. Si tratta di un 27enne arrestato stamattina poco dopo le 8 (ora locale) in un'abitazione di Barking, quartiere alla periferia est di Londra. Lo riporta la Bbc. Altre 12 persone arrestate a seguito dell'attacco sono state rilasciate.

COMUNITA' ISLAMICA BOLOGNA - "Non ci risulta di conoscerlo. Stiamo parlando di una comunità che conta 25mila persone circa, poi d'altra parte non tutti frequentano le sale di preghiera". E' quanto afferma all'Adnkronos il coordinatore della Comunità islamica di Bologna e segretario dell'Ucoii Yassine Lafram commentando la notizia. "Se ho capito bene non viveva qui - prosegue Lafram -. Essendo così giovane bisogna capire da quanto aveva iniziato ad approfondire il discorso religioso".

"Come comunità - continua il coordinatore - ci preme assolutamente condannare questa forma di male assoluto che questi giovani portano all'interno dell'Europa e non solo". "Tanti come lui si fanno esplodere in moschee nel mondo arabo-islamico, spazzando via tante vite di persone innocenti e lì i numeri sono molto più consistenti - ricorda -. Prima dell'attentato di Londra c'è stato un attentato a Kabul che ha portato via 80 anime".

"Noi viviamo in un contesto internazionale - prosegue Lafram - dove da un parte ci sono i portatori di un'ideologia del terrore e dall'altra parte il resto dell'umanità, persone di varie appartenenze religiose. Bisogna stare attenti anche alla narrativa politica e mediatica". "Se per colpire i terroristi si vanno a stigmatizzare le comunità islamiche che sono per la stragrande maggioranza pacifiche si fa il regalo più grande che si possa fare a questi terroristi", avverte chiedendo "unità e coesione".

"Dobbiamo richiamare tutti alla propria responsabilità - sottolinea - Noi cercare di essere più vigili e attenti rispetto a quello che succede dentro la comunità e stare attenti ai cattivi maestri mentre la politica e i mezzi di informazioni devono assumersi la propria responsabilità". "Altrimenti il rischio è che punire i cattivi andiamo a castigare i buoni - precisa - Questo è il momento dell'unità e della coesione".

"Bologna è storicamente accogliente e solidale, ha fatto della pluralità una risorsa - conclude - Come Bologna ha affrontato diverse situazioni tragiche di terrorismo di vario stampo, riuscirà a passare anche questi momenti sempre più critici".

Usa, Trump: media delle fake news vogliono impedirmi di twittare

WASHINGTON. «I media delle fake news stanno cercando in tutti i modi non farmi usare i social media». È questo l'ennesimo attacco di Donald Trump ai media che odierebbero la sua capacità di comunicare direttamente con Twitter. «Odiano il fatto che posso far uscire un messaggio onesto e non filtrato», ha aggiunto, ovviamente su Twitter. «Se avessi dovuto contare sulle fake news di Cnn, Nbc, Abc, Cbes, Washpost o Nytimes - ha aggiunto poi in un secondo tweet - io avrei avuto zero possibilità di vincere la Casa Bianca».

È un italo marocchino il terzo killer di Londra

LONDRA. Si chiamava Youssef Zaghba il terzo attentatore di Londra. A quanto apprende l'Adnkronos, il giovane aveva passaporto italiano, essendo figlio di un'italiana e di un marocchino. Il nome proprio della madre del terrorista sarebbe Valeria, riferiscono ancora le fonti dell'Adnkronos. La donna si troverebbe a Bologna, secondo alcuni, secondo altri a Casablanca, in Marocco.

Secondo le stesse fonti, nel marzo del 2016 la madre di Zaghba - nato a Fes nel gennaio del 1995 - aveva lasciato Casablanca, trasferendosi a Castello di Serravalle, un piccolo comune della provincia di Bologna. Il padre del terrorista risulterebbe invece ancora iscritto all'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero) a Casablanca.

Anche il Comando antiterrorismo di Scotland Yard ha poi confermato l'identità del terzo attentatore, diffondendo una sua foto. La famiglia del 22enne è stata informata. Zaghba, riferisce Scotland Yard secondo quanto riporta la Bbc, non era una "persona di interesse" per la polizia, né per il servizio di intelligence interna MI5.

Scotland Yard ha poi annunciato un nuovo arresto nell'ambito dell'indagine. Si tratta di un 27enne arrestato stamattina poco dopo le 8 (ora locale) in un'abitazione di Barking, quartiere alla periferia est di Londra. Lo riporta la Bbc. Altre 12 persone arrestate a seguito dell'attacco sono state rilasciate.

COMUNITA' ISLAMICA BOLOGNA - "Non ci risulta di conoscerlo. Stiamo parlando di una comunità che conta 25mila persone circa, poi d'altra parte non tutti frequentano le sale di preghiera". E' quanto afferma all'Adnkronos il coordinatore della Comunità islamica di Bologna e segretario dell'Ucoii Yassine Lafram commentando la notizia. "Se ho capito bene non viveva qui - prosegue Lafram -. Essendo così giovane bisogna capire da quanto aveva iniziato ad approfondire il discorso religioso".

"Come comunità - continua il coordinatore - ci preme assolutamente condannare questa forma di male assoluto che questi giovani portano all'interno dell'Europa e non solo". "Tanti come lui si fanno esplodere in moschee nel mondo arabo-islamico, spazzando via tante vite di persone innocenti e lì i numeri sono molto più consistenti - ricorda -. Prima dell'attentato di Londra c'è stato un attentato a Kabul che ha portato via 80 anime".

"Noi viviamo in un contesto internazionale - prosegue Lafram - dove da un parte ci sono i portatori di un'ideologia del terrore e dall'altra parte il resto dell'umanità, persone di varie appartenenze religiose. Bisogna stare attenti anche alla narrativa politica e mediatica". "Se per colpire i terroristi si vanno a stigmatizzare le comunità islamiche che sono per la stragrande maggioranza pacifiche si fa il regalo più grande che si possa fare a questi terroristi", avverte chiedendo "unità e coesione".

"Dobbiamo richiamare tutti alla propria responsabilità - sottolinea - Noi cercare di essere più vigili e attenti rispetto a quello che succede dentro la comunità e stare attenti ai cattivi maestri mentre la politica e i mezzi di informazioni devono assumersi la propria responsabilità". "Altrimenti il rischio è che punire i cattivi andiamo a castigare i buoni - precisa - Questo è il momento dell'unità e della coesione".

"Bologna è storicamente accogliente e solidale, ha fatto della pluralità una risorsa - conclude - Come Bologna ha affrontato diverse situazioni tragiche di terrorismo di vario stampo, riuscirà a passare anche questi momenti sempre più critici".

Terrore a Londra, passanti travolti e sgozzati: 7 morti in 8 minuti

LONDRA. Terrore a Londra. Tre uomini, uccisi poi dalla polizia, hanno provocato la morte di 7 persone in una serie di attacchi nel centro della capitale britannica. Secondo quanto riferisce la 'Bbc', che cita il commissario di Scotland Yard Cressida Dick, i feriti sono 48, di cui alcuni in gravi condizioni.

I FERITI - "Abbiamo portato 48 pazienti in cinque ospedali in tutta Londra e abbiamo trattato molti altri in scena per lesioni minori", ha fatto sapere Peter Rhodes, assistente direttore delle operazioni del London Ambulance Service.

LA DINAMICA - Gli assalitori hanno prima investito diverse persone con un furgone bianco sul London Bridge poco dopo le 22 di sabato (ora locale, le 23 circa in Italia); poi, una volta abbandonato il veicolo, hanno pugnalato altri passanti a Borough Market, area conosciuta per i suoi ristoranti e i bar. I tre, riporta ancora la 'Bbc', sono stati uccisi dalla polizia dopo 8 minuti dall'inizio dell'attacco.

IL SINDACO DI LONDRA - L'attacco è avvenuto pochi giorni prima delle elezioni legislative nel Regno Unito che si terranno il prossimo giovedi. Il primo ministro britannico, Theresa May, ha convocato il comitato Cobra, il massimo organo di sicurezza britannico: "È troppo, siamo stati troppo tolleranti. Le cose devono cambiare". Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha parlato di un "attacco deliberato e codardo".

Attentato a un funerale a Kabul: almeno 18 morti

KABUL. Sono almeno 18 le persone che hanno perso la vita e decine quelle rimaste ferite a causa di tre esplosioni registrate a Kabul durante il funerale di uno dei cinque manifestanti che ieri hanno perso la vita in scontri con la polizia nella capitale afghana. Lo riferisce Tolo News precisando che è in corso il funerale di Mohammad Salem Izedyar, figlio di un senatore, nella zona di Khair Khana. Salem è stato ucciso ieri durante le manifestazioni contro il governo per l'attentato sferrato mercoledì nella zona diplomatica di Kabul e costato la vita a un centinaio di persone. 

Kim spara e l'Onu estende le sanzioni

NEW YORK. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato il rafforzamento delle sanzioni contro la Corea del Nord a seguito della serie di test missilistici compiuti nelle scorse settimane. La risoluzione approvata nella notte impone il divieto di viaggio ed il congelamento dei beni ad un nuovo gruppo di 14 alti funzionari nordcoreani. Tra questi figura Cho Il U, considerato il capo delle operazioni dei servizi segreti nordcoreani all'estero.

Quattro istituzioni finanziarie, compresa la banca nazionale Koryo, saranno anche soggette ad un congelamento globale dei beni. L'ambasciatore sudcoreano all'Onu, Cho Tae Yul, ha apprezzato la "risoluta risposta" del Consiglio di Sicurezza alle provocazioni di Pyongyang che ha condotto quasi un test missilistico alla settimana dall'insediamento del nuovo presidente sudcoreano lo scorso 10 maggio.

Allarme attentato in Germania: stop a festival rock. Evacuati in 90mila

BERLINO. Incubo terrorismo in Germania. Ieri sera, intorno alle 21:30 è stato interrotto il festival 'Rock am Ring', popolare rassegna rock che si tiene presso il circuito automobilistico del Nürburgring. Gli organizzatori hanno invitato decine di migliaia di spettatori - circa 90mila - ad allontanarsi ordinatamente dalla zona del concerto per paura di un attacco terroristico. "La polizia - hanno spiegato gli organizzatori della kermesse - ci ha detto di interrompere il festival a causa di una minaccia terroristica". E stato quindi chiesto a tutti i partecipanti di "allontanarsi dall'area e di dirigersi verso l'uscita e il campeggio in modo calmo e controllato".

"Dovevamo prendere questa decisione, tutti gli esperti erano d'accordo, non avevamo altra scelta", ha detto il ministro dell'Interno della Renania-Palatinato. Il ministro dell'Interno federale, Thomas de Maiziere, ha sostenuto la decisione di interrompere il concerto: "Lewentz ha il mio pieno sostegno in questa difficile e ponderata decisione, la sicurezza dei partecipanti al festival deve avere la priorità". Ora è in corso l'inchiesta che "è concentrata su alcuni punti", ha detto ancora Lewentz, precisando che in mattinata verrà presa la decisione se il festival continuerà o no.

Gli investigatori stanno concentrando le indagini su due uomini, addetti del circuito che ospita il festival, fermati ieri notte. Si sospetta che abbiano lasciato qualcosa nel luogo del concerto, riporta il giornale Bild. I media tedeschi hanno pubblicato anche le foto di cani anti-bomba che controllavano la zona ieri notte.

Clima, Usa fuori da accordo di Parigi

Donald Trump ha già preso la decisione finale di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo di Parigi sul clima. Lo rivela oggi il sito Axios, citando due fonti direttamente informate secondo le quali il presidente sarebbe determinato allo strappo con il resto della comunità internazionale, nonostante le pressioni ricevute in senso opposto dai leader stranieri, e dal Papa, durante il suo recente viaggio in Europa.

Secondo il sito di informazione politica, Trump starebbe mettendo a punto il modo in cui attuare il ritiro dall'accordo, che è stato firmato da 195 Paesi, con una piccola squadra guidata dal capo dell'agenzia dell'Ambiente, Scott Pruitt.

Egitto, strage di cristiani: 35 morti

E' di 35 morti e decine di feriti il bilancio dell'attacco sferrato contro un bus che trasportava cristiani copti a Minya, nel sud dell'Egitto . Lo ha riferito sulla sua pagina Facebook il vescovo copto Ermia, precisando che gli assalitori hanno sparato contro due pullman diretti al monastero di San Samuele: sul primo viaggiavano i bambini, mentre sul secondo c'erano a bordo donne e uomini. Insieme ai due pullman viaggiava anche un mezzo del monastero. L'agguato, ha sottolineato il vescovo, è avvenuto "di fronte alla collina di Abu Tartour".

Il ministero dell'Interno in una nota ha fornito altri dettagli sull'attacco, che ancora non è stato rivendicato. In azione è entrato un commando di una decina di persone, a volto coperto e con uniformi militari, che a bordo di tre jeep hanno aperto il fuoco "in modo indiscriminato" contro i cristiani copti.

Il ministero ha precisato che le forze di sicurezza hanno lanciato un'operazione per rintracciare i responsabili della strage, mentre la procura generale egiziana ha aperto un'inchiesta. Dopo l'attacco il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha convocato immediatamente una riunione straordinaria con i vertici della sicurezza.

Il Grande Imam di Al-Azhar (la massima istituzione dell'islam sunnita con sede al Cairo), Ahmad al-Tayyib, ha condannato la strage, avvenuta alla vigilia dell'inizio del Ramadan, parlando di episodio "inaccettabile per i musulmani e per i cristiani". "Questi traditori hanno violato tutti i principi della religione e i valori dell'umanità", ha commentato il gran mufti d'Egitto, Shawki Allam.

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