Sabato 19 Gennaio 2019 - 15:15

È morto Loinger, eroe della Resistenza

L'ex partigiano francese Georges Loinger, ebreo alsaziano eroe e decano della Resistenza antinazista, che progettò la nave Exodus e che salvò migliaia di ebrei sopravvissuti alla Shoah, è morto ieri a Parigi all'età di 108 anni.

Nato il 29 agosto 1910 a Strasburgo da una famiglia di ebrei ortodossi, entrato giovanissimo nel movimento sionista dell'Hatikvah, Jean Loinger fu fatto prigioniero durante la seconda guerra mondiale nella foresta di Haguenau e fu inviato nei campi di lavoro nazisti in Baviera. Riuscito a fuggire, in seguito si unì alla Resistenza nella rete dei partigiani in Borgogna. Tra il 1943 e il 1944 con il suo coraggio riuscì a salvare oltre un migliaio di bambini ebrei dalla persecuzione nazifascista, partecipando attivamente alle attività clandestine dell'Oeuvre de secours aux enfants, portandoli in sicurezza in Svizzera.

Dopo la fine della guerra Loinger fu implicato nella celebre vicenda di Exodus, la nave salpata nel 1947 alla volta della Palestina, all'epoca sotto il mandato britannico, per portare in quello che di lì a poco diventerà lo Stato ebraico 4.500 sopravvissuti alla Shoah. La vicenda è stata immortalata nel memorabile kolossal cinematografico "Exodus" (1960), diretto da Otto Preminger e interpretato come protagonista principale dall'attore Paul Newman. Presidente dell'Association de la Résistance juive de France, per i suoi alti meriti umanitari, Loinger è stato insignito nel 2005 della Legion d'onore della Repubblica e fu ricevuto nel 2013 dal presidente israeliano Shimon Peres durante un viaggio in Israele. Ha raccontato la sua storia in diversi libri.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, Georges Loinger ha continuato la sua azione di soccorso, aiutando i sopravvissuti alla Shoah ad emigrare nel futuro Stato di Israele. In seguito è diventato direttore della filiale francese della società nazionale Zim Israel Navigation.

Nell'ambito della sua opera volta a contribuire all'immigrazione nella Palestina sotto mandato britannico, Loinger contribuì in modo determinante a un'impresa altrettanto grandiosa del salvataggio dei bambini fatto con l'Oeuvre de secours aux enfants ad Annemasse, creando un'organizzazione clandestina per la fuga in Svizzera.

Nella vicenda di Exodus in un ruolo di primo piano ci fu proprio Georges Loinger: fu lui ad occuparsi delle modifiche necessarie a riadattare la nave, costruita per trasportare 500/600 persone, in modo che ne potesse contenere 4.500. E fu sempre lui a organizzare il trasporto di tutte queste migliaia di sopravvissuti all'Olocausto dalla stazione di arrivo al porto d'imbarco con 200 camion.

Nel 1959 il gesuita Michel Riquet, amico di Loinger, decise di dare vita a un atto simbolico di grande impatto di riconciliazione fra tedeschi e francesi e organizzò un 'Congresso Eucaristico', e affinché questa simbologia fosse particolarmente il sacerdote volle che questo incontro avvenisse su una nave israeliana.

Fu Loinger nelle vesti di direttore della compagnia di navigazione israeliana Zim, nominato nella carica da Ben Gurion , a organizzare il viaggio franco-tedesco portandoli come ultima tappa a Barcellona, dove gli ebrei erano stati cacciati nel 1492, e dove consegnò al sindaco di Barcellona una Bibbia donata dal vicesindaco di Gerusalemme.

Bomba contro bus turistico vicino Piramidi: 2 morti

È di due turisti vietnamiti morti e 10 feriti il bilancio dell'esplosione di una bomba artigianale che ha investito un bus nell'area delle Piramidi a Giza, in Egitto. Lo ha riferito il ministero dell'Interno egiziano, secondo quanto riportato dai media locali. Secondo il sito del quotidiano governativo “Al Ahram", 14 persone si trovavano a bordo del bus al momento dell'esplosione dell'ordigno, avvenuta nel quartiere di Marioutiya, a Giza. Sono rimasti feriti anche l'autista e una guida turistica, entrambi egiziani.

Attacco a Tripoli, Isis rivendica

Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell'attacco di ieri contro il ministero degli Esteri di Tripoli, nel quale due persone sono morte - oltre ai tre attentatori - e altre 18 sono rimaste ferite. Lo riferisce Site, il sito che monitora le attività online delle organizzazioni terroristiche. L'attacco è stato condannato dalla missione delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil). "Il terrorismo non trionferà sulla decisione dei libici di procedere verso la costruzione del loro Stato e verso la rinuncia alla violenza", si legge in un tweet dell'inviato dell'Onu, Ghassan Salamé, che ha definito "codardo" l'attacco terroristico di ieri.

Secondo quanto riferito dal ministro degli Interni del governo di accordo nazionale, Fathi Bashagha, le due vittime dell'attentato sono un dipendente del ministero e un'altra persona. Tra i tre attentatori, due si sono fatti saltare in aria nell'assalto alla sede del ministero, mentre un terzo è rimasto ucciso nello scontro a fuoco che è seguito con le forze di polizia. "C'è stata una falla nella sicurezza, sarà formata una commissione per valutare" la situazione e "mettere a punto i piani per colmarla", ha aggiunto Bashagha, secondo cui il ministero degli Esteri si trasferirà in una nuova sede. "Il popolo libico - ha sottolineato dal canto suo il ministero in una nota - sta combattendo la guerra al terrorismo per conto del mondo".

In una nota, il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, nel condannare "’attentato terroristico a Tripoli contro il ministero degli Affari Esteri del governo di accordo nazionale”, ha ribadito “il fermo impegno italiano nella lotta a ogni forma di terrorismo” e ha confermato “la convinta solidarietà al popolo della Libia e alla sua giusta aspirazione a una vera sicurezza”. Per questo l’Italia sostiene l’azione del rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite affinché si pervenga a rafforzare la stabilizzazione, l’unità nazionale e la democrazia della Libia.

Dal canto suo, la portavoce dell'Alto rappresentante per la politica estera europea ha sottolineato come l'attacco di ieri "minacci ulteriormente la fragile situazione della sicurezza a Tripoli". "Questo e attacchi simili contro le istituzioni sovrane della Libia - si legge in una nota della portavoce di Federica Mogherini - sono inaccettabili e coloro i quali sono responsabili devono pagare. Il popolo libico ha sofferto già troppo per la violenza, merita di vivere in un Paese pacifico, stabile e sicuro".

Indonesia, 373 le vittime dello tsunami e 1.500 feriti. I dispersi sono quasi 200

Continua a salire il bilancio delle vittime dello tsunami che sabato notte ha colpito la punta meridionale di Sumatra e la costa occidentale di Giava. Le autorità indonesiane riferiscono che al momento i morti accertati sono 373, mentre i feriti sono 1.500 e i dispersi 128. Migliaia di poliziotti e militari, insieme ai volontari della Croce Rossa e di altre organizzazioni, sono stati inviati nelle zone più colpite, per aiutare i superstiti e recuperare i corpi delle vittime. Il portavoce dell'agenzia, Sutopo Purwo Nugroho, ha spiegato che oltre 11mila persone sono rimaste senza tetto nei cinque distretti, con quello di Pandeglang maggiormente colpito. Lo tsunami è stato innescato dall'eruzione del vulcano Krakatau Child. Il governo indonesiano ha ammesso che lo "tsunami vulcanico" si è abbattuto sulle coste ad ovest di Banten perché il Paese ha solo un sistema di allerta per questo tipo di eventi provocati da terremoti. Il portavoce dell'agenzia di protezione nazionale ha infatti spiegato che non vi è stato nessun allarme prima dell'arrivo dell'enorme onda nello stretto di Sunda perché l'Indonesia non ha ancora sviluppato un sistema di allarme per eventi provocati da frane sottomarine o eruzioni vulcaniche. Ed è proprio un fenomeno del genere che ha provocato il disastro di sabato notte, ha aggiunto il portavoce, spiegando che lo tsunami è stato attivato da una frana sottomarina provocata dall'eruzione del vulcano Anak Krakatau, circostanza che si è combinata con un'onda di marea più alta del solito a causa della luna piena.

Gilet gialli bloccano frontiera con l'Italia

Decine di gilet gialli hanno bloccato la frontiera con l'Italia a Ventimiglia, sull'A8. I manifestanti si erano riuniti questa mattina davanti allo stadio dell'Allianz Riviera di Nizza e sono partiti in direzione di Mentone e Ventimiglia per organizzare un blocco filtrante alla frontiera. A scriverlo è Nice-Matin, precisando che si sono formati rallentamenti del traffico nelle due direzioni.

Continuano intanto le proteste anche a Parigi. Tre sono stati i fermi della polizia sui controlli effettuati sui manifestanti a Montmartre. A darne notizia è la stampa locale. Femato anche uno dei leader della protesta, Eric Drouet. È sospettato di organizzazione illecita di una manifestazione in luogo pubblico, porto d'armi non autorizzato e partecipazione ad un gruppo allo scopo di compiere violenze. Il luogo del raduno, tenuto segreto, era stato annunciato questa mattina alle 9 su Facebook, appunto da Drouet. Un appello a manifestare in prossimità di Versailles era stato invece lanciato per depistare polizia e giornalisti, scrive Bfmtv.

Sono circa 800 in tutto, secondo la prefettura di Parigi, i gilet gialli che si sono riuniti per manifestare nella capitale. La situazione è tranquilla sugli Champs-Elysées dove - diversamente da quanto accaduto nelle ultime proteste del sabato - il traffico scorre normalmente in presenza di pochi manifestanti. Quasi tutti i negozi sono aperti, così come i locali che hanno allestito le terrazze esterne.

Di ieri sera è invece la notizia di una nuova vittima, la decima dall'inizio delle proteste. Secondo le informazioni del quotidiano regionale L'indépendant, un automobilista è morto in serata in seguito a un incidente stradale causato da un blocco un dei manifestanti a Perpignan, nei Pirenei Orientali a sud-ovest della Francia. L'uomo di 36 anni stava guidando sulla D900 verso la A9 quando ha tamponato un camion fermo dietro a diversi veicoli bloccati da un gruppo di gilet gialli intorno alle 23:30 al casello autostradale. Tre manifestanti hanno cercato di salvarlo, ma l'uomo è morto circa 15 minuti dopo a causa delle ferite. Quando si è verificato lo scontro, il camion era fermo con le quattro frecce accese, secondo France Bleu Roussillon. L'autista stava parlando con i manifestanti quando l'auto è arrivata ad alta velocità, come dimostrano anche le condizioni del veicolo. "Il conducente del tir è rimasto sul posto aspettando l'arrivo della polizia, contrariamente alle persone che bloccavano la strada e che sono fuggite", ha affermato il procuratore di Perpignan,Jean-Jacques Fagni, aggiungendo che sono rimaste sul posto anche "due o tre gilet gialli, sotto shock".

E ancora ieri, alla vigilia di un nuovo giorno di mobilitazione, il Senato francese aveva intanto adottato le misure di emergenza economica e sociale in risposta alla crisi. Il disegno di legge, votato per alzata di mano, riflette alcuni degli annunci fatti dal presidente Emmanuel Macron: esenzione fiscale degli straordinari, prolungata esenzione dall'aumento del CSG per i pensionati e possibilità per le società di pagare un "premio" eccezionale "di 1.000 euro, esente da ogni contributo sociale e dall'imposta sul reddito, ai loro impiegati pagati fino a 3.600 euro. Non ci sarà alcun rinvio a priori al Consiglio costituzionale e il testo dovrebbe essere promulgato rapidamente, per l'attuazione all'inizio del 2019. Il ministro laburista Muriel Pénicaud ha elogiato lo "spirito di responsabilità" dei senatori, così come la loro "volontà di partecipare al rapido ripristino di un clima di pacificazione" nel paese.

 

 

Open Arms, mamma e neonato sbarcati a Malta

Salito a bordo di Open Arms poche ore dopo la nascita, salvato dalla nave della Ong nel tratto di mare di fronte Al Khoms, ad est di Tripoli. Il neonato per il quale è stato lanciato stamane l'appello dall'organizzazione spagnola, e dal suo fondatore Oscar Camps, è sbarcato insieme alla mamma a Malta, che ha però rifiutato gli altri migranti a bordo della nave, soccorsi nei giorni scorsi dalla Ong da tre imbarcazioni diverse alla deriva. A dirlo è il ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini, che ha ribadito la decisione di chiudere i porti alla Ong. "La nave Open Arms, di Ong spagnola con bandiera spagnola, ha raccolto 200 immigrati e ha chiesto un porto italiano per farli sbarcare, dopo che Malta (dopo aver fatto giustamente sbarcare una donna e un bambino) ha detto di no. La mia risposta - ha ribadito il ministro dell'Interno - è chiara: i porti italiani sono chiusi! Per i trafficanti di esseri umani e per chi li aiuta, la pacchia è finita".

Ieri Oscar Camps aveva pubblicato sui social l'immagine della donna con il suo piccolo avvolto in una coperta e in un giubbotto: "Ha partorito due giorni fa su una spiaggia libica - scriveva il fondatore di Open Arma -. Ha passato quasi 24 ore in mare finché non li abbiamo salvati. Abbiamo appena chiesto a Malta l'evacuazione medica urgente del neonato perché la sua vita qui è in pericolo. Aiutateci. L'odissea non finisce qua dobbiamo salvare la vita di questo piccolo. Nel Mediterraneo non c'è Natale, come è evidente si continua a partire". Poi l'intervento del paese, che ha fatto sbarcare madre e figlioletto.

GINO STRADA: "ASSENZA DI UMANITA'" - Salvini chiude i porti per la nave Open Arms carica di migranti? "In linea con tutte le dichiarazioni precedenti" del ministro, "la solita volgarità, assenza di umanità, il solito bullismo nell'affrontare quelle che sono tragedie per altre persone", dice all'Adnkronos Gino Strada, fondatore dell'Ong italiana Emergency.
"Spero che reagiscano in molti, che comincino a farsi sentire. Io, personalmente, non ne posso più di leggere giornali su Salvini con chi canta o con chi va a letto - prosegue - Piuttosto si dedicassero di più a recuperare i 49 milioni della Lega e destinarli ai migranti".

Ancora un drone, voli di nuovo sospesi a Gatwick

I voli sono stati nuovamente sospesi all'aeroporto londinese di Gatwick dopo che c'è stato un ulteriore "sospetto avvistamento di un drone". "Abbiamo appena avuto notizia di un altro avvistamento di un drone sul quale stiamo indagando. Mentre lo facciamo abbiamo sospeso i voli per precauzione", ha detto un portavoce dell'aeroporto citato dalla Bbc.

L'aeroporto di Gatwick aveva riaperto gradualmente dopo lo stop provocato dalle incursioni di droni che hanno paralizzato il traffico aereo per oltre 24 ore. Le indagini, a cui collaborano anche esperti militari, non hanno ancora portato all'individuazione dei responsabili.

Spari in centro a Vienna, un morto

Sparatoria a Vienna davanti a un ristorante del centro: il bilancio è di un morto e un ferito grave. L'episodio è avvenuto attorno alle 13.30 nei pressi del ristorante Figlmüller. Nella zona è in corso un'operazione delle forze dell'ordine che hanno isolato l'area, sorvolata da due elicotteri. La polizia, dal proprio profilo Twitter, ha assicurato che "non c'è alcuna minaccia per i soggetti non coinvolti". Un testimone, secondo il Kurier, sostiene che siano stati esplosi almeno 5 colpi. Il quotidiano Die Presse riferisce che si sta cercando una Mercedes nera. Non è chiaro se si tratti dell'auto utilizzata dall'autore dell'azione.

La polizia di Vienna parla di un attacco "mirato'': "Attorno alle 13.30 un uomo ha esploso diversi colpi nel centro della città. Una vittima è deceduta sul posto, una persona è stata ferita in modo grave. Dovrebbe trattarsi di un crimine mirato. E' in corso la caccia all'uomo".

Secondo quanto riferiscono i quotidiani Kurier e Die Presse, la polizia austriaca esclude al momento l'ipotesi terrorismo. Il portavoce della polizia, Daniel Fürst, ha smentito le voci relative a un arresto compiuto in relazione alla sparatoria. Le forze dell'ordine, sinora, hanno semplicemente fermato diverse persone per controllarne le generalità.

 

 

Battisti introvabile, tutti i possibili travestimenti

La polizia federale brasiliana ha diffuso in tutto il Paese una ventina di foto segnaletiche di Cesare Battisti elaborate al computer in modo da mostrare tutti i possibili travestimenti, con occhiali, cappelli e barba finta, che potrebbe usare durante la sua fuga. L'ex terrorista dei Pac è infatti latitante da quando la polizia federale è andato a prelevarlo dopo che, il 13 dicembre, un giudice del Tribunale Supremo Federale ha accolto la richiesta di un mandato di cattura preventivo che ha aperto la strada al decreto di estradizione, firmato il giorno successivo dal presidente brasiliano uscente Michel Temer.

Nuove proteste dei gilet gialli, un morto

Sale a sette il bilancio delle vittime di incidenti registrati nelle ultime settimane a margine delle mobilitazioni dei gilet gialli. Nel nord della Francia, al confine con il Belgio, un automobilista è morto a seguito dello scontro tra la sua auto ed un camion che, la notte scorsa, era stato bloccato da un presidio dei manifestanti. Intanto a Parigi, dove si sta svolgendo una mobilitazione per il quinto sabato consecutivo, si stanno registando le prime tensioni. La polizia ha usato i lacrimogeni contro un centinaio di manifestanti sull'avenue du President Wilson.

Tuttavia, stando alle stime delle autorità, la protesta sta registrando una partecipazione molto inferiore a quella delle scorse settimane. A testimoniarlo il numero di persone fermate dalla polizia che, secondo il bilancio diffuso a metà giornata, sono state 85 contro le 548 persone fermate nello stesso momento sabato scorso. La manifestazione più numerosa si starebbe registrando in place de l'Opéra, dove i gilet gialli hanno osservato un minuto di silenzio per le persone morte in incidenti stradali dovuti ai blocchi. Le forze di sicurezza francesi restano comunque in massima allerta per la mobilitazione. Una mobilitazione che avviene a pochi giorni di distanza dall'attacco terroristico al mercatino di Natale di Strasburgo tanto che, nei giorni scorsi, esponenti del governo hanno più volte chiesto di annullare le proteste in segno di responsabilità nazionale e solidarietà con le vittime.

I gilet gialli, per il terzo sabato consecutivo, sono tornati a manifestare anche nel centro di Bruxelles. Diversamente dalle altre due volte, quando vi sono stati violenti scontri con la polizia, gli organizzatori hanno chiesto e ottenuto il permesso di manifestare. Le autorità hanno deciso un vasto spiegamento di forze dell'ordine. La polizia, riferiscono i media belgi, ha effettuato controlli già all'arrivo dei treni nelle stazioni ferroviarie di Bruxelles e avrebbe già disposto una cinquantina di fermi.

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