Mercoledì 26 Aprile 2017 - 4:22

Sudcorea, rimossa la presidente Park. Scontri a Seul: 2 morti

SEUL. All'unanimità, gli otto giudici della Corte Costituzionale di Seul chiamati a pronunciarsi sul caso hanno approvato la procedura di impeachment della presidente Park Geun Hye avviata dall'Assembla Nazionale sudcoreana a dicembre: Park, hanno stabilito, deve lasciare l'incarico in via permanente. La decisione - che apre la strada a nuove elezioni entro 60 giorni - è stata annunciata nel pieno di forti tensioni e proteste a sostegno di Park, che avrebbero provocato la morte di due persone nella capitale sudcoreana, secondo quanto riportano i media locali.
Il presidente della giuria, Lee Jung Mi, ha detto di auspicare che la scelta dei giudici contribuisca a porre fine al "caos politico" in cui versa il paese a causa dello scandalo corruzione che ha travolto la presidente. Secondo l'agenzia sudcoreana Yonhap le elezioni potrebbero tenersi il prossimo 9 maggio.

La decisione della corte ha privato la presidente della sua immunità parlamentare: Park - prima presidente della Corea del sud destituita per decisione di una corte - può ora essere perseguita penalmente.
Dopo il verdetto il partito di Park, Liberty Korea (Saenuri) ha presentato le sue scuse e ha detto di rispettare la decisione dei giudici. "Abbiamo mancato al nostro dovere di partito di governo, mancato nel proteggere la dignità e l'orgoglio della Corea del sud", ha dichiarato il leader ad interim del partito, In Myung Jin.

Bufera su Fillon, lui non molla: «Sarò incriminato ma non mi ritiro"

PARIGI. "Signore e signori, il mio avvocato è stato informato che sarò convocato il 15 marzo dai giudici istruttori per essere incriminato". Lo ha confermato in una dichiarazione dal quartier generale della sua campagna il candidato della destra alle presidenziali francesi Francois Fillon, denunciando come nel suo caso "lo stato di diritto sia stato sistematicamente violato". "Non cedo, non mi ritiro, andrò fino in fondo", ha sottolineato inoltre durante la dichiarazione alla stampa. "Sarò - ha detto - il candidato alla presidenza della Repubblica".

 

"È al popolo francese e a lui solo che mi appello", ha detto ancora il candidato della destra francese, aggiungendo che "solo il suffragio universale" e non il procedimento a suo carico "potrà decidere chi sarà il prossimo presidente" francese. Accusato di aver assegnato impieghi fittizi di assistenti parlamentari alla moglie Penelope e i figli, Fillon ha ribadito la sua innocenza, rivolgendosi ai francesi perché siano loro a decidere. "I miei sostenitori parlano di assassinio politico - ha dichiarato - non è solo me che vogliono assassinare, è l'elezione presidenziale".

 

Fillon ha dichiarato di voler dimostrare ai giudici la sua innocenza: "Dirò loro la mia verità, che è la verità". Ma, pur dichiarando che andrà alla convocazione del 15 marzo, l'ex primo ministro non ha rinunciato a dipingersi come vittima di un attacco.

"Lo stato di diritto è stato sistematicamente violato, la stampa ha dato spazio alle convinzioni degli inquirenti, gli argomenti che ho presentato non sono stati ascoltati", ha affermato il candidato, rimarcando che "la presunzione d'innocenza è stata violata". Non ci sono precedenti di una "convocazione per un rinvio a giudizio lanciata pochi giorni dopo la designazione dei giudici, senza che questi abbiano esaminato i dossier, sulla semplice base di un rapporto della polizia, chiaramente a carico", ha denunciato l'ex primo ministro.

E Fillon ha anche voluto sottolineare la scelta della data del 15 marzo per la sua convocazione davanti ai giudici, due giorni prima della data ultima per presentare le firme a sostegno delle candidature alle presidenziali. Una scelta, afferma, fatta "per impedirmi la candidatura alle presidenziali".

Intanto, stando a quanto riferiscono due funzionari del partito Les Républicains a Le Figaro, il direttore della campagna di Fillon, Patrick Stefanini, si sarebbe dimesso.

Secondo il quotidiano, inoltre, anche Penelope Fillon, avrebbe ricevuto un preavviso di rinvio a giudizio per il 18 marzo. Ma una fonte molto vicina a Fillon contattata dal giornale smentisce: "Penelope è casa sua, sta benissimo", ha affermato, negando categoricamente la notizia la moglie del candidato sarebbe stata messa in stato di fermo.

Germania, auto su folla a Heidelberg: 3 feriti

BERLINO. Tre persone sono rimaste ferite nella città tedesca di Heidelberg, dopo che un uomo si è lanciato con la sua auto in un'area pedonale. L'uomo, in possesso di un coltello, ha tentato di fuggire ma è stato ferito gravemente dalla polizia ed è ora piantonato in ospedale. Anche uno dei pedoni feriti è grave. Al momento si ignorano le motivazioni dell'uomo al volante dell'auto.

Il figlio di Alì bloccato in aeroporto per il Muslim ban

WASHINGTON. Fermato e interrogato in aeroporto perché musulmano. Questo quanto accaduto il 7 febbraio scorso a Muham mad Ali Jr, figlio della leggenda della boxe Muhammed Ali. A raccontare l'episodio al Courier-Journal di Louiseville è stato Chris Mancini, legale della famiglia, che dalle pagine del giornale ha denunciato il trattamento riservato al 44enne che si trovava in compagnia di sua madre, la seconda moglie del campione Khalilah Camacho-Ali.
Secondo l'avvocato, una volta atterrato con un volo proveniente dalla Giamaica al Fort Lauderdale-Hollywood International Airport, in Florida, Ali Jr sarebbe stato infatti fermato e interrogato per oltre due ore dalla polizia di frontiera e dallo staff dell'ufficio immigrazione, con domande insistenti sulla sua fede religiosa. "Sei musulmano? Da dove viene il tuo nome?": questo il tenore delle domande, ripetute più e più volte, anche quando Ali Jr ha confermato la fede islamica e presentato il passaporto che certificava la cittadinanza americana.
Interpellato per un chiarimento, l'US Customs and Border Protection ha specificato di "non poter parlare dei singoli passeggeri; tuttavia ogni viaggiatore proveniente da un volo internazionale che arriva negli Usa è soggetto all'ispezione dell'ufficio".

Guardia Nazionale contro migranti irregolari, Casa Bianca nega

WASHINGTON. La Casa Bianca ha decisamente smentito di voler mobilitare la Guardia Nazionale per l'arresto dei migranti illegali. "Non c'è nessuno sforzo per utilizzare la Guardia Nazionale per rastrellare i migranti illegali. Al 100% non è vero. È falso. È irresponsabile dirlo", ha affermato il portavoce Sean Spicer, dopo che i media americani hanno riportato la notizia che la Casa Bianca sta valutando la mobilitazione di 100mila uomini della Guardia Nazionale per uno sforzo anti immigrati illegali in 11 Stati. Secondo le indiscrezioni, il piano sarebbe stato preparato dal segretario per la Sicurezza Interna, John Kelly.

Nel riferire la smentita di Spicer, il sito The Hill scrive che sarebbe del tutto insolito far ricorso alla Guardia nazionale per espellere i migranti, dato che normalmente interviene in caso di catastrofi naturali o violente rivolte.

Parigi, giovane pestato e violentato dalla polizia

PARIGI. Non si placano le proteste ad Aulnay-sous-Bois, nella periferia Parigi, a pochi passi dall'aeroporto Roissy Charles De Gaulle, dove in centinaia sono scesi in strada da giorni per protestare contro l'aggressione di cui è stato vittima Théo, un ragazzo di 22 anni, pestato e violentato dalla polizia la settimana scorsa. Secondo quando ricostruito dalla vittima in un documento audio consegnato dal suo avvocato a 'BfmTv', Théo si sarebbe ritrovato coinvolto per caso in un'operazione della polizia nel quartiere 'Rose des Vents'.

Secondo la ricostruzione del ragazzo, dopo la richiesta dei documenti d'identità, la polizia l'avrebbe scaraventato a terra e riempito di manganellate. A immortalare la scena sono state delle telecamere di sorveglianza installate di fronte al luogo dell'aggressione. Una volta diffuso dai media, il video ha provocato un'ondata di proteste nella periferia parigina.

Nella testimonianza fatta dal letto d'ospedale, Théo ha rievocato i colpi, gli insulti e le vessazioni che ha subito da parte della polizia, raccontando in particolare di un agente che l'avrebbe violentato con il manganello, procurandogli una profonda ferita nel retto. "Non ho cercato di fuggire, mi hanno aggredito in tre - ha spiegato Théo - Agli agenti ho chiesto 'perché mi state facendo questo?', ma loro non hanno risposto, mi hanno ricoperto di ingiurie".

Il giovane si è quindi soffermato sull'agente che l'ha ferito "volontariamente" nell'ano con il manganello. Una ferita profonda, che l'ha costretto a una operazione d'urgenza. "Mi hanno messo dei gas lacrimogeni in testa, nella bocca, mi hanno preso la testa a manganellate - continua il 22enne - Ma avevo talmente male alle natiche che quel dolore, in confronto, mi sembrava effimero (...) non riuscivo a camminare, credevo che sarei morto".

Davanti al Louvre con il machete aggredisce militari: ferito

Quattro militari sono stati aggrediti a colpi di machete vicino al Carrousel del Louvre, il centro commerciale sotterraneo situato vicino all'ingresso del museo, nel primo arrondissement di Parigi. Due di questi sarebbero rimasti leggermente feriti. Un soldato ha risposto aprendo il fuoco con cinque colpi di arma da fuoco e ha gravemente ferito all'addome l'aggressore che, con due zainetti, ha urlato 'Allah Akbar', riferisce sul sito 'RTL', precisando che gli artificieri intervenuti sul luogo dopo l'aggressione non hanno trovato tracce di esplosivo. Una "seconda persona dal comportamento sospetto sarebbe stata fermata" dopo l'attacco contro i militari impegnati in un pattugliamento nel quadro dell'operazione 'Sentinelle'. A renderlo noto è stato il portavoce del ministero dell'Interno, Pierre-Henri Brandet. Sull'account Twitter, il ministero dell'Interno francese ha diffuso una nota in cui esorta a lasciare la "priorità all'intervento delle forze di sicurezza e soccorso" a seguito di "un evento grave di pubblica sicurezza". Un'aggressione selvaggia. Così François Hollande ha descritto l'attacco avvenuto oggi al Louvre, in un comunicato diffuso dall'Eliseo: "Davanti all'aggressione selvaggia compiuta questa mattina al Carrousel du Louvre, la cui natura ha portato la sezione antiterrorismo della procura ad aprire un'inchiesta per tentato omicidio, il Presidente della Repubblica saluta il coraggio e la determinazione di cui hanno dato prova i militari per neutralizzare l'aggressore".

Blitz anti-Isis in Germania: 3 arresti

BERLINO. La polizia tedesca ha confermato l'arresto di tre sospetti terroristi ieri a Berlino. La notizia era stata anticipata dalla Bild, secondo cui non ci sono al momento indizi di piani concreti di compiere un attentato in Germania. La procura però - si legge - indaga su presunti preparativi di un atto violento contro il paese. I tre, secondo gli inquirenti citati dal giornale, si stavano preparando per trasferirsi a breve in una zona di guerra ed avrebbero legami stretti con l'Is in Iraq e Siria. Tra le sedi perquisite dalle forze tedesche, precisa il quotidiano, anche la moschea 'Fussilet', a Berlin-Moabit, con cui i tre sarebbero stati in contatto.

Una delle tre persone arrestate, un tunisino di 36 anni, accusato di essere un reclutatore per conto dell'Is, era ricercato in Tunisia per il suo presunto ruolo nell'attacco del 18 marzo del 2015 contro il museo del Bardo di Tunisi, come ha reso noto la procura federale tedesca. In quell'attacco morirono 24 persone, tra cui quattro italiani.

L’Onu contro Trump: un gesto meschino

Le Nazioni Unite all'attacco di Donald Trump. In un tweet, l'Alto commissario per i diritti umani, il giordano Zeid Raad Al Hussein, ha definito l'ordine esecutivo del presidente degli Stati Uniti su rifugiati e musulmani "meschino" e ha qualificato "la discriminazione basata sulla nazionalità contraria ai diritti umani". Non solo, secondo al Hussein, quel bando "manca di generosità" e rappresenta "uno spreco di risorse" che invece potrebbero essere utilizzate "nella lotta contro il terrorismo".

Sulla questione interviene anche l'Ue.L'Unione Europea "non discrimina" le persone sulla base della "nazionalità, della razza o della religione", in nessun campo, e la Commissione Europea sta esaminando la situazione, dopo l'ordinanza esecutiva di Trump, per verificare che non colpisca i cittadini europei che abbiano anche la nazionalità di uno dei Paesi interessati dall'ordinanza. Lo ha detto il portavoce capo della Commissione Europea, Margaritis Schinas, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. 

"In questa fase - ha affermato Schinas - la situazione non è chiara: siamo impegnati nel processo di stabilire se l'ordinanza esecutiva ha delle conseguenze sui cittadini dell'Ue con la doppia nazionalità. Ci arrivano input contrastanti e i nostri legali stanno lavorando. Ci accerteremo che non ci siano discriminazioni nei confronti dei nostri cittadini".

"Questa è l'Unione Europea e nell'Ue noi non discriminiamo sulla base della nazionalità, della razza o della religione. Non solo per quanto riguarda l'asilo, ma in tutte le altre nostre politiche. La Commissione e il presidente Jean-Claude Juncker hanno coerentemente sottolineato il nostro attaccamento a questi principi", ha concluso Schinas. 

Canada, spari in moschea: 6 morti

ROMA. È di 6 morti e 8 feriti il bilancio di una sparatoria all'interno di una moschea - il Centro culturale islamico di Québec - nella città sudorientale canadese: stando alla CBCNews, decine di fedeli erano riuniti all'interno della moschea per la preghiera della sera quando, poco prima delle 20 ora locale, è iniziata la sparatoria. La polizia ha parlato di due arresti e della possibile esistenza di un terzo sospetto: si indaga per terrorismo.
Stando alle ricostruzioni dei fedeli, almeno due uomini armati e con il volto coperto hanno fatto irruzione nel Centro islamico di Québec City ed aperto il fuoco sui fedeli, riuniti per la preghiera della sera, poco prima delle venti di ieri, la scorsa notte in Italia.
"Questa gente va pacificamente a pregare ogni giorno ma ora qualcuno di loro non tornerà mai più a casa dalla preghiera". A parlare in questi termini è Mohamed Yangui, presidente della moschea di Québec City. Yangui ha raccontato di essere stato chiamato all'obitorio per il riconoscimento dei corpi e ha riferito di un grosso dispiegamento di forze dell'ordine attorno al Centro Culturale Islamico. La stessa moschea attaccata oggi era stata presa di mira a giugno, quando davanti all'edificio era stata lasciata una testa di maiale, animale le cui carni sono vietate e considerate impure dall'Islam.

TRUDEAU - Il premier canadese Justin Trudeau ha descritto la sparatoria parlando di "attacco terroristico", riferisce la Bbc. Trudeau ha detto di aver appreso la notizia con "shock tremendo, tristezza e rabbia".
"Condanniamo questo attacco terroristico contro i musulmani in un centro di culto e rifugio", ha affermato con una dichiarazione Trudeau. "Mentre le autorità continuano ad indagare e i dettagli vengono confermati, è straziante assistere a tanta violenza insensata . La diversità è la nostra forza e la tolleranza religiosa è un valore che noi, come canadesi, abbiamo a cuore".

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