Mercoledì 19 Dicembre 2018 - 16:30

Attacco a Melbourne, Isis rivendica

Un morto e due feriti. Questo il bilancio dei fatti avvenuti oggi a Melbourne, in Australia, dove un uomo ha appiccato un incendio alla propria auto ed ha accoltellato due persone in pieno centro, prima di essere raggiunto e colpito a morte dalla polizia. L'attacco è stato rivendicato dall'Is che, attraverso l'agenzia Amaq, ha definito l'assalitore un "combattente" dello Stato Islamico. La polizia stava già indagando per terrorismo.

Intorno alle 16.20 locali l'aggressore ha mandato il proprio veicolo a sbattere contro il centro commerciale di Bourke Street, per poi provocarne l'incendio lanciando un ordigno esplosivo al suo interno. L'uomo ha poi accoltellato diversi passanti e all'arrivo della polizia ha affrontato gli agenti, che gli hanno sparato. Ricoverato in condizioni critiche, l'uomo è morto poche ore dopo in ospedale.

"Sono in corso indagini condotte dall'antiterrorismo", ha reso noto il commissario Graham Ashton, spiegando che l'assalitore "è noto alla polizia, soprattutto in relazione a suoi parenti che sono per noi persone di interesse. E' qualcuno conosciuto dalla polizia dello stato di Victoria e dalle autorità federali di intelligence". L'uomo aveva alle spalle piccoli precedenti per droga, furto e violazione del codice stradale. Era arrivato in Australia proveniente dalla Somalia negli anni Novanta.

America divisa dal midterm

E' un Congresso diviso quello che esce dalle elezioni di midterm del 2018, con i democratici che centrano l'obiettivo di riconquistare la Camera, mentre i repubblicani mantengono, e rafforzano, la maggioranza al Senato. 
Anche prima dell'arrivo dei risultati dalla West Coast, tradizionalmente democratica, la vittoria dei democratici è apparsa consistente, con la Cnn che prevede che alla fine il partito, che aveva bisogno di strappare 23 seggi ai repubblicani per ottenere la maggioranza, potrà arrivare ad avere un maggioranza di 35 seggi.

Al Senato - dove si rinnovano 35 seggi, in maggioranza al momento dei democratici, alcuni in stati a maggioranza Gop - il partito del presidente Donald Trump stanno registrando delle importanti vittorie, conquistando quattro seggi che erano dei democratici, in Indiana, Missouri, Floria e North Dakota. E confermando i seggi in Texas e Tennessee.

TRUMP - "Una notte di straordinari successi. Grazie a tutti!". E' quanto ha scritto Donald Trump su Twitter, nonostante la sconfitta alla Camera. Una sconfitta che appare però controbilanciata dai risultati nettamente positivi del partito del presidente al Senato, con vittorie in stati dove nelle ultime settimane Trump aveva fatto un'intensa campagna elettorale.

La Casa Bianca ha reso noto che il presidente ha poi chiamato i leader del Congresso, repubblicani e democratici. Al Senato ha parlato con il leader della maggioranza repubblicana Mitch McConnell e con il leader della minoranza, Chuck Schumer. Mentre alla Camera con lo Speaker uscente, il repubblicano Paul Ryan che non si è ricandidato alle elezioni di ieri, e la leader della minoranza, Nancy Pelosi, destinata a tornare al guida della Camera.

Nel congratularsi con Pelosi, Trump "ha apprezzato l'appello allo spirito bipartisan" fatto dalla leader democratica nel suo discorso della vittoria; ha scritto su twitter il vice capo dello staff di Pelosi.

PELOSI - "Domani sarà un nuovo giorno per l'America". Così Nancy Pelosi ha festeggiato la vittoria dei democratici alla Camera ringraziando "gli incredibili, dinamici, candidati, espressione della differenza, che hanno riconquistato la Camera per gli americani".

Ai sostenitori che continuavano a scandire "Speaker, Speaker", la leader democratica - che è stata la prima donna ad essere eletta alla guida della Camera nel 2007, mantenendo l'incarico fino al 2011 - ha promesso che la nuova maggioranza democratica restaurerà il ruolo di "controllo ed equilibrio" sull'operato della Casa Bianca ma cercherà anche di portare avanti una politica bipartisan. "Siamo tutti stanchi delle divisioni", ha detto.

Pelosi ha anche promesso di lavorare per abbassare i costi dell'assistenza sanitaria e per combattere la corruzione. "Prosciugheremo la palude degli interessi del denaro nelle nostre elezioni e ripuliremo la corruzione per fare in modo che Washington funzioni per tutti gli americani", ha concluso.

"NAZIONE DIVISA, TROVIAMO TERRENO COMUNE" - "Non abbiamo bisogno di un'elezione per sapere che siamo una nazione divisa, ed ora abbiamo anche una Washington divisa". Così Paul Ryan, lo Speaker uscente, riconosce la sconfitta dei repubblicani alla Camera, sottolineando come la storia americana ha mostrato più volte che "il partito al potere sempre è difficoltà nelle sue prime elezioni di midterm".

Il repubblicano ha voluto sottolineare come il prossimo Congresso, che avrà una maggioranza democratica alla Camera ed una repubblicana al Senato, dovrà cercare di superare le divisioni. "Come Paese e come governo dobbiamo cercare un modo di trovare un terreno comune per costruire il successo di questo Congresso", ha detto Ryan che non si è ricandidato ad un nuovo mandato.

Caccia russo sfiora aereo Usa

Tensione nei cieli tra Usa e Russia. Un aereo statunitense EP-3 che volava nello spazio aereo internazionale sopra il Mar Nero è stato intercettato ieri da un SU-27 russo. L'azione è stata giudicata come non sicura dal momento che il caccia russo è passato ad alta velocità direttamente di fronte all'aereo Usa mettendo a rischio piloti e equipaggio. Il SU-27 ha fatto poi anche un secondo passaggio. La durata dell'intercettazione è stata di circa 25 minuti. Il video di quanto accaduto è stato postato su Twitter dalla Marina militare degli Stati Uniti.

 

Si tratta del secondo episodio in pochi giorni. Sabato scorso il sito RussiaToday ha riferito che un bombardiere Tu-142 russo ha sorvolato un'ammiraglia statunitense al largo della Norvegia dove si svolge la massiccia esercitazione della Nato Trident Juncture. L'aereo è apparso in cielo proprio nel momento in cui i marines a bordo della USS Mount Whitney, l'ammiraglia della sesta flotta americana, si stavano riunendo sul ponte per una foto di gruppo.

America alle urne, riscossa dei dem?

Una vittoria dei democratici alla Camera, con i repubblicani che riescono però a mantenere il controllo del Senato. E' questo lo scenario che dovrebbe emergere al Congresso dopo le elezioni di midterm di oggi secondo l'ultima analisi di Politico. Il giornale online infatti alla vigilia del voto registra che i democratici sarebbero riusciti ad assicurarsi 216 dei 435 distretti della Camera in cui si vota: in 172 la possibilità di vittoria viene data come solida, in 44 probabile. Di contro i repubblicani - che nell'attuale legislatura hanno la consistente maggioranza di 235 seggi, contro i 193 democratici - al momento si sarebbero assicurati solo in 197 distretti, in 132 con un vantaggio solido, negli altri 55 probabile. Per poter scongiurare la vittoria democratica, i repubblicani dovrebbero vincere praticamente tutti i 22 duelli che Politico descrive come aperti, con i sondaggi che parlano di testa a testa "too close to call". In ultima analisi, per il giornale online oggi quella dei democratici - che hanno bisogno di 23 seggi per ottenere il controllo della Camera - potrebbe essere una vittoria consistente, tra i 25 ed i 40 seggi.

Le elezioni di midterm sono un appuntamento elettorale che si tiene ogni quattro anni, a metà del mandato presidenziale, e servono ad eleggere la totalità dei membri della Camera e un terzo dei membri del Senato, nonché le assemblee elettive e i governatori di alcuni Stati dell'Unione. Queste elezioni potrebbero avere una significativa ricaduta politica non solo sul piano interno ma anche a livello internazionale. In pratica si vota sui primi due anni di Donald Trump alla Casa Bianca e, mai come questa volta, si possono considerare un referendum sul presidente in carica. In particolare, la vittoria democratica alla Camera potrebbe essere cruciale per il partito d'opposizione che non solo potrebbe avviare, come sostiene la sua ala più liberal, la procedura di impeachment di Trump, ma anche paralizzare la sua agenda legislativa. Ad animare la 'blue wave' (il blu il colore dei democratici, opposto al rosso dei repubblicani) lanciata alla conquista della Camera - il movimento che affonda le sue radici nella campagna per le primarie di Bernie Sanders e che si è rafforzato in questi due anni di 'resistenza' a Trump - vi sono infatti soprattutto candidati progressisti, con programmi apertamente di sinistra, con molte donne giovani ed appartenenti alle minoranze.

Al Senato però la situazione sarebbe opposta: qui i repubblicani appaiono destinati a confermare se non allargare la loro attuale risicata maggioranza di due seggi. Infatti il Gop potrebbe strappare ai democratici alcuni seggi in stati dove Trump ha stravinto nel 2016: quello di Heidi Heitkamp in North Dakota, che l'analisi di Politico da tendente verso i repubblicani; quello di Claire McCaskill in Missouri e quello di Joe Donnelly in Indiana. Anche in Florida, il senatore democratico Bill Nelson sta giocando in difesa. Il sondaggio indica poi che i repubblicani hanno buone possibilità di mantenere i seggi in Tennessee ed in Texas, in uno dei duelli che sta attirando di più l'attenzione della stampa nazionale ed internazionale, quello tra il senatore Ted Cruz ed il deputato di El Paso Beto O'Rourke, che ha registrato un exploit di sostegni e finanziamenti che l'hanno fatto diventare una star emergente del partito. I democratici però hanno buone speranze in due stati attualmente in mano ai democratici, Nevada ed Arizona.

Per quanto riguarda le elezioni del nuovo governatore in 36 stati, i democratici vengono dati in una buona posizione per strappare al Gop il controllo di Illinois, Michigan e New Mexico. Ma le battaglie più significative, i cui risultati potranno portare a grandi scossoni politici e risultati storici, si stanno giocando in Florida, Ohio, Georgia e Wisconsin. Nei primi due stati il sondaggio descrive una situazione di testa a testa, ma gli occhi di tutti sono puntati sulla Georgia dove il duello all'ultimo voto tra il repubblicano Brian Kemp e la democratica Stacey Abrams - che potrà scrivere una pagina della storia diventato la prima governatrice afroamericana dello stato del Sud - potrebbe essere complicato dalla presenza di un terzo candidato libertarian. Anche in Wisconsin, Scott Walker, il governatore repubblicano che nel 2015 accarezzò l'idea di candidarsi alla Casa Bianca, sta lottando per la sua sopravvivenza politica in un testa a testa con il democratico Tony Evers.

Corte Ue: "Italia recuperi Ici dalla Chiesa"

L'Italia dovrà recuperare il mancato gettito Ici dovuto dalla Chiesa. La Corte di Giustizia Ue ha annullato la decisione con cui la Commissione europea ha rinunciato a ordinare il recupero di aiuti illegali concessi dall’Italia sotto forma di esenzione dall’imposta comunale sugli immobili, Ici, per gli enti ecclesiastici e religiosi.

Il caso fa seguito al ricorso presentato al Tribunale Ue dall'istituto d’insegnamento privato Scuola Elementare Maria Montessori ('Scuola Montessori') e da Pietro Ferracci, proprietario di un 'bed & breakfast', per chiedere di annullare la decisione della Commissione del 19 dicembre 2012 che stabiliva che l'esenzione Ici alla Chiesa era un aiuto di stato ma non ne ordinava il recupero, ritenendolo assolutamente impossibile. Inoltre in quell'occasione Bruxelles stabilì che l'esenzione Imu introdotta nel 2012 non costituiva un aiuto di Stato.Ma la Scuola Montessori e Ferracci hanno lamentato, in particolare, che tale decisione li ha posti in una situazione di svantaggio concorrenziale rispetto agli enti ecclesiastici o religiosi situati nelle immediate vicinanze che esercitavano attività simili alle loro e potevano beneficiare delle esenzioni fiscali in questione. Il Tribunale ha dichiarato i ricorsi ricevibili, ma li ha respinti in quanto infondati.
La Scuola Montessori e la Commissione hanno dunque proposto impugnazioni contro tali sentenze. E con la sentenza di oggi la Corte di giustizia esamina per la prima volta la questione della ricevibilità dei ricorsi diretti proposti dai concorrenti di beneficiari di un regime di aiuti di Stato contro una decisione della Commissione la quale dichiari che il regime nazionale considerato non costituisce un aiuto di Stato e che gli aiuti concessi in base a un regime illegale non possono essere recuperati. Nel rilevare che una decisione del genere è un "atto regolamentare", ossia un atto non legislativo di portata generale, che riguarda direttamente la Scuola Montessori e il sig. Ferracci e che non comporta alcuna misura d’esecuzione nei loro confronti, la Corte conclude che i ricorsi della Scuola Montessori e di Ferracci contro la decisione della Commissione sono ricevibili. Quanto al merito della causa, la Corte ricorda che l’adozione dell’ordine di recupero di un aiuto illegale è la logica e normale conseguenza dell’accertamento della sua illegalità.

Palazzo crollato a Marsiglia, ragazza italiana tra i dispersi

C'è anche una ragazza italiana tra i dispersi del crollo degli edifici a Marsiglia. Lo scrive 'LaDEpeche.fr' che cita le parole del dipendente di un bar situato di fronte alle palazzine crollate. "Il ragazzo - si legge sul sito - osserva le operazioni di ricerca tra le lacrime. Conosce bene una giovane italiana che viveva in uno degli immobili crollati e di cui nessuno ha più notizie da lunedì". "E' una ragazza geniale", dice di lei.

A confermarne la presenza sul posto, anche un'amica della giovane che ha lanciato nella giornata di ieri un appello su Facebook: "Stamattina (ieri, ndr.) è crollato il palazzo in cui vive Simona a Marsiglia. Alle ore 9.30 circa. Non si ha più notizie di Simona da questa mattina alle 8.30. Lei - scrive in un post cui allega una foto della dispersa - abitava al terzo piano del palazzo da 6 piani crollato". La giovane italiana, continua il post, si chiama "Simona Carpignano, nata a Taranto il 14 luglio 1988 alta magra bionda (coi rasta), occhi azzurri. Aiutateci a ritrovarla", conclude. I genitori della trentenne sono intanto arrivati a Marsiglia e si trovano al momento nella sede del Comune francese dove stanno fornendo dati ed informazioni alla Polizia. Lo ha riferito all'Adnkronos il padre della ragazza.

Per i media francesi, uno dei due edifici crollati, al numero civico 63, era "chiuso e murato" secondo quanto riferito dal comune, che lo aveva riacquistato dopo un'ordinanza di pericolosità nel 2008. Al numero 65, nell'altro edificio, 9 appartamenti su 10 erano abitati, ed erano situati sopra un esercizio commerciale vacante al piano terra. L'edificio al numero 65 della rue d'Augagne era stato oggetto di "un'ispezione tecnica" il 18 ottobre da parte dei servizi competenti. Un terzo stabile, al numero 67, abbandonato e murato dall'estate 2012 è parzialmente crollato. Secondo un'ipotesi avanzata dal comune, "questo drammatico incidente potrebbe essere dovuto alle forti piogge che si sono abbattute su Marsiglia negli ultimi giorni". Ma le polemiche non mancano: "Sono le case dei poveri che crollano e non è un caso", ha dichiarato il capo degli Insoumis, Jean-Luc Mélenchon, lamentando quello che ha definito "uno strano odore di disinvoltura e di indifferenza alla povertà".

Intanto, il corpo senza vita di un uomo è stato trovato sepolto sotto i detriti degli edifici al termine di una notte di ricerche minuziose. Ad annunciarlo è stato il procuratore della Repubblica di Marsiglia, Xavier Tarabeux, precisando che la vittima non è stata identificata, le operazioni di medicina legale devono essere ancora realizzate, così come "gli esami per l'identificazione".

"Abbiamo appena scoperto il corpo di un uomo deceduto sotto le macerie", ha annunciato il procuratore, precisando che tra "le cinque e le otto vittime" potrebbero essere sepolte sotto i due edifici crollati. Squadre composte dai 120 poliziotti e 80 vigili del fuoco sul posto continuano a sgombrare "minuziosamente", "con "la pala", ha spiegato il ministro dell'Interno, Christophe Castaner. "Abbiamo scoperto alcune sacche d'aria che lasciano sperare nella possibilità di trovare gente che può essere salvata". "Bisogna far proseguire le operazioni", ha concluso.

Sanzioni all'Iran, Italia esente

L'Italia è tra gli otto Paesi esentati temporaneamente dal rispetto delle sanzioni all'Iran. Ad annunciarlo è stato il segretario di Stato americano Mike Pompeo, precisando che gli altri otto Paesi sono Cina, India, Grecia, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Turchia.

A partire da oggi, 5 novembre, l'Amministrazione Trump ripristina la seconda, pesantissima, tranche di sanzioni secondarie contro Teheran dopo quella del 6 agosto. Tre mesi fa erano stati colpiti l'acquisto di dollari da parte del governo iraniano, il commercio in oro o metalli preziosi, le transazioni significative riguardanti l'acquisto o la vendita di rial. Nel mirino stavolta finiscono soprattutto il petrolio e la Banca Centrale.

Le misure restrittive contro la Repubblica islamica erano state rimosse a seguito dell'accordo sul programma nucleare di Teheran firmato nel luglio 2015 dal governo iraniano e dalle potenze del gruppo '5+1' (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania). L'intesa, tuttavia, è stata aspramente criticata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che a maggio scorso ha annunciato l'uscita dal patto e il ripristino delle sanzioni contro gli ayatollah.

ROHANI: CON USA È 'GUERRA ECONOMICA' - L'Iran ''bypasserà con orgoglio le sanzioni'' imposte dagli Stati Uniti sui settori finanziario e petrolifero, ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani, che in un discorso trasmesso dalla televisione di Stato ha annunciato: ''Noi aggireremo con orgoglio le vostre sanzioni illegali e ingiuste, che sono contrarie alle regolamentazioni internazionali''. ''Siamo in una situazione di guerra economica, abbiamo a che fare con una potenza prepotente - ha scandito Rohani - Dobbiamo resistere per vincere. Non penso che nella storia dell'America prima di ora sia entrato alla Casa Bianca qualcuno che era così contro la legge e le convenzioni internazionali''. Inoltre ''oggi l'Iran è in grado di vendere il suo petrolio e lo venderà bene'', ha precisato. ''L'America vuole azzerare le vendite del petrolio iraniano, ma continueremo a vendere il nostro petrolio nonostante le sanzioni'', ha detto Rohani.

100 COMPAGNIE VIA DA TEHERAN - Brian Hook, rappresentante speciale degli Stati Uniti per l'Iran e consigliere del Segretario di Stato, ha illustrato gli effetti prodotti dalle sanzioni adottate da Washington nei confronti dell'Iran. "Più di 100 compagnie si sono ritirate dall'Iran o hanno rinunciato agli investimenti nel Paese, scegliendo invece gli Stati Uniti. La nostra policy prevede di portare verso zero le importazioni di greggio da parte di altre nazioni" ha spiegato Hook. Altri risultati sono attesi dopo l'entrata in vigore, a partire da oggi, della seconda tranche di sanzioni. "E' la singola azione più ampia nei confronti del regime iraniano. Viene applicata una pressione economica senza precedenti - ha sottolineato Hook in una conference call da Washington - Il secondo round di sanzioni si concentra su energia, spedizioni, banche, attività assicurative, tutti settori strategici".

La linea varata dall'amministrazione Trump, ancor prima dell'implementazione della seconda tranche di sanzioni, ha prodotto risultati tangibili: "Oltre 100 aziende si sono ritirate dall'Iran scegliendo gli Usa. D'altra parte, se io fossi un Ceo non avrei dubbi: è più semplice lavorare con gli Stati Uniti, è un sistema più trasparente e non ci sono rischi per la reputazione". "Negli ultimi 6 mesi abbiamo tolto dal mercato circa 1 milione di barili di greggio iraniano" ogni giorno. "La più grande sfida è garantire che non aumenti il prezzo del greggio, sarebbe un danno per l'economia globale e per quella americana. L'Iran ha provato ad agire per alzare il prezzo del prodotto, ma noi abbiamo fatto un buon lavoro bilanciando sicurezza ed economia", ha aggiunto Hook.

"Non c'è nessun rischio per il mercato dell'energia. Gli Stati Uniti, l'Arabia, la Russia, l'Iraq hanno aumentato la produzione", ha detto il rappresentante speciale delineando un quadro nel quale "l'offerta supererà la domanda. Abbiamo tolto barili iraniani dal mercato senza incidere sul prezzo del greggio e continueremo a toglierne altri". Dalle sanzioni sono esentati 8 Paesi, compresa l'Italia. "Due Paesi hanno già smesso di importare greggio, il terzo arriverà a zero entro la fine dell'anno. La nostra policy prevede di portare verso zero le importazioni. A maggio riesamineremo la situazione, al termine delle esenzioni che durano 6 mesi".

Crollati due palazzi nel centro di Marsiglia

Due edifici adiacenti situati nel centro di Marsiglia sono crollati questa mattina intorno alle 9. Sul posto squadre di vigili del fuoco sono impegnate a cercare eventuali persone sepolte sotto le macerie dei due stabili di tre piani. Il sindaco Sabine Bernasconi ha indicato a BFMTV che gli edifici erano in pessimo stato e vi era stata un'ordinanza che ne dichiarava la pericolosità.

Usa, anche civili armati contro carovana migranti

"Osserveremo e riferiremo. Offriremo aiuto in ogni modo possibile". Non solo migliaia di soldati. Anche centinaia di civili armati, rispondendo alla chiamata alle armi di Donald Trump, puntano verso il confine meridionale, dove è atteso l'arrivo della carovana di migranti in viaggio attualmente in Messico.

"Abbiamo dimostrato il nostro valore in passato, lo faremo di nuovo", dice Shannon McGauley, cacciatore di taglie dell'area di Dallas e presidente dei Texas Minutemen che si preparano ad arrivare nella zona del Rio Grande. I continui messaggi di Trump, con ripetuti riferimenti ad un'''invasione'' di ''criminali'' e ''mediorientali sconosciuti'', hanno trovato terreno fertile nel variegato universo delle 'militias'.

I Texas Minutemen, pronti a mobilitare un centinaio di persone. rappresentano solo una porzione ridotta di un panorama ampio e variegato. "Non posso dare numeri precisi - dice McGauley - ma il mio telefono non smette di squillare da una settimana. Ci sono altre organizzazioni, mariti e mogli. Gente che arriva dall'Oregon, dall'Indiana. Abbiamo anche persone che vengono dal Canada".

Inutile chiedere se l'equipaggiamento comprenda anche le armi: "Qui siamo in Texas...". La presenza di civili armati, dotati anche di equipaggiamenti hi-tech e droni, rischia di complicare le operazioni di soldati, poliziotti e agenti della Border Patrol. Secondo documenti militari ottenuti dal Newsweek, l'esercito è preoccupato per l'arrivo di "membri di milizie irregolari che si schiereranno al confine per un presunto sostegno" alle attività ufficiali.

E' probabile che, nei prossimi giorni, si presentino 200 'vigilantes'. Ai membri della Guardia Nazionale sono stati impartiti ordini precisi: attenzione alle armi e alle attrezzature, qualche civile potrebbe provare a rubarle.

America al voto, la guida al midterm

L'America si avvicina al voto. Martedì prossimo infatti negli Stati Uniti si terranno le elezioni di midterm, ovvero di metà mandato o medio termine, che potrebbero avere una significativa ricaduta politica non solo sul piano interno ma anche a livello internazionale. Si tratta di un appuntamento elettorale che si tiene ogni quattro anni, a metà del mandato presidenziale, e che serve ad eleggere la totalità dei membri della Camera e un terzo dei membri del Senato, nonché le assemblee elettive e i governatori di alcuni Stati dell'Unione.

COSA SI VOTA - Le elezioni di midterm si chiamano così perché cadono a metà del mandato presidenziale e prevedono il rinnovo di tutti i 435 membri della Camera dei rappresentanti, il cui mandato dura due anni, ed un terzo circa dei 100 senatori, il cui mandato dura sei anni. Quest'anno i democratici devono strappare ai repubblicani almeno 23 seggi per conquistare il controllo della Camera, un traguardo che il partito d'opposizione, a due anni dalla batosta elettorale del 2016, sembra avere a portata di mano secondo gli ultimi sondaggi. Secondo il Cook Political Report, la tendenza degli ultimi giorni pare confermare l'ottimismo dei democratici, dal momento che vi sono più distretti attualmente controllati dai repubblicani che tendono verso i democratici (17 a 2) oppure ancora indecisi (28 ad 1). I giochi non sono assolutamente chiusi - avvisa il New York Times - considerando che per centrare l'obiettivo, i democratici non solo devono confermare tutti i loro attuali seggi, ma devono anche vincere in tutti i distretti Gop in cui sono dati in testa ed aggiudicarsi almeno 6 degli indecisi.

PERCHE' SONO IMPORTANTI - Le elezioni di metà mandato finiscono per avere un'importante ricaduta politica interna, sia perché il loro esito viene interpretato come un giudizio sull'operato del governo in carica, sia perché possono ribaltare gli equilibri del Congresso, rendendo il futuro percorso del presidente più facile o più difficoltoso. In particolare, la vittoria democratica alla Camera potrebbe essere cruciale per il partito d'opposizione che non solo potrebbe avviare, come sostiene la sua ala più liberal, la procedura di impeachment di Trump, ma anche paralizzare la sua agenda legislativa. Ad animare la 'blue wave' (il blu il colore dei democratici, opposto al rosso dei repubblicani) lanciata alla conquista della Camera - il movimento che affonda le sue radici nella campagna per le primarie di Bernie Sanders e che si è rafforzato in questi due anni di 'resistenza' a Trump - vi sono infatti soprattutto candidati progressisti, con programmi apertamente di sinistra, con molte donne giovani ed appartenenti alle minoranze. Dal canto suo il presidente Trump, per contrastare l'offensiva degli avversari, è tornato ad usare toni ispirati alla furia e alla paura puntando sulla lotta alla presunta invasione di migranti e sulla crociata contro lo ius soli come strategia elettorale.

GLI EFFETTI IN EUROPA - Le elezioni statunitensi di metà mandato, banco di prova per i democratici, potrebbero avere una ricaduta politica anche sul piano internazionale. L'eventuale sconfitta di Trump infatti potrebbe indebolire i movimenti sovranisti europei, soprattutto in vista delle elezioni comunitarie che si terranno nel 2019. Inoltre quanto avverrà oltre oceano potrebbe bloccare o per lo meno alterare l'agenda legislativa del presidente statunitense, con effetti immediati anche per gli altri paesi. Per ridurre le voci di dissenso Trump potrebbe decidere di rivedere alcune delle sue politiche più contestate, ad esempio la legge che ha imposto dazi del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio dando vita ad una guerra commerciale con l'Europa, oppure potrebbe arrivare a modificare alcune delle sue posizioni più intransigenti, come quella contro la presunta invasione dei migranti. Le elezioni di midterm potrebbero avere delle ripercussioni anche sul piano finanziario, con la conseguente reazione di Wall Street e delle borse europee.

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