Giovedì 22 Febbraio 2018 - 8:02

Trump: pronto a parlare con Kim

WAHINGTON. Nessun problema a parlare con il leader della Corea del Nord Kim Jong-un per favorire il dialogo con Seul. Ad affermarlo è il presidente degli Usa, Donald Trump, conversando con i giornalisti a Camp David.

''Io credo sempre nel dialogo'' ha detto, sottolineando però che la posizione degli Usa nei confronti del leader nordcoreano ''resta molto ferma''.

I riflettori sono accesi sull'incontro previsto per martedì nel villaggio di confine di Panmujom, tra il nordcoreano Ri Son-gwon presidente del comitato per la riunione pacifica della Corea e il ministro per l'Unificazione sudcoreano Cho Myoung-gyon.

Russiagate, Trump all'ex stratega: «Ha perso la testa»

WASHINGTON. Steve Bannon ha "perso la testa". Così il presidente americano Donald Trump risponde alle dichiarazioni sul Russiagate dell'ex stratega della Casa Bianca contenute in un nuovo libro scritto da Michael Wolff, 'Fire and Fury'. Nel libro Bannon ha definito "sovversivo" e "antipatriottico" l'incontro tra il primogenito di Trump e un gruppo di russi alla Trump Tower durante la campagna elettorale. "Steve finge di essere in guerra con i media, che chiama il partito di opposizione, ma ha passato il suo tempo alla Casa Bianca facendo trapelare false informazioni ai media per sembrare molto più influente di quello che è", si legge in una dichiarazione rilasciata dalla Casa Bianca. 

Trump a Kim Jong-Un: "Il mio è più grosso. E funziona"

ROMA. "Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha appena dichiarato che 'il pulsante nucleare è sempre sulla sua scrivania'. Qualcuno di questo regime esaurito e alla fame lo informi per favore che anch'io ho il pulsante nucleare, ma è molto più grande e più potente del suo, e il mio funziona". È quanto ha scritto oggi su Twitter il presidente degli Stati uniti Donald Trump, in risposta alle affermazioni del leader di Pyongyang durante il discorso di Capodanno. Dopo avergli detto che "è basso e grasso", Trump torna a ironizzare sulle qualità fisiche del tiranno nordcoreano, nascondendo in un Twitter, fintamente innocente, degli apprezzamenti "machi" sul giovane dittatore asiatico. "Anch'io ho il pulsante nucleare, ma è molto più grande e più potente del suo, e il mio funziona" sembra più una battuta di sfida  tra giovani adolescenti che tra capi di Stato. Ma ormai anche la politica delle potenze mondiali è scaduta a becera pornografia. E speriamo che non si passi mai alle dimostrazioni pratiche. In tutti i sensi.

Iran nel caos, morti e arresti

Non si fermano le proteste antigovernative in Iran, dove nella notte sono rimaste uccise 9 persone. A riferire il bilancio è la tv di Stato iraniana, secondo cui sono almeno i 20 morti dall'inizio delle proteste esplose giovedì scorso contro il carovita. Le ultime notizie riferiscono dell'uccisione nella notte di un agente dei Guardiani della Rivoluzione, in precedenza identificato come un poliziotto, ucciso a colpi d'arma da fuoco a Najafabad. Tra le vittime, stando alla tv di Stato iraniana, ci sono anche un bambino di 11 anni e un ventenne, uccisi a Khomeinishahr. Entrambe le città si trovano nella provincia di Isfahan, nell'Iran centrale. Il vice ministro iraniano dell'Interno, Mohammad Hossein Zolfaqari, in dichiarazioni riportate dall'agenzia di stampa Irna, ha sostenuto che in "molte aree" dell'Iran prevale ora la calma. "La politica rispetto alle recenti rivolte è stata di tenere la situazione sotto controllo. La polizia e le altre forze di sicurezza hanno dato prova di tolleranza - ha affermato Zolfaqari - Ma quando alcuni rivoltosi hanno spinto la situazione alla violenza, le forze di sicurezza hanno dovuto contrastare i vandali". La Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ha accusato i "nemici" dell'Iran di essersi uniti contro la Repubblica Islamica. "I nemici si sono uniti utilizzando i loro strumenti - come denaro, armi, politica e servizi di sicurezza - per creare dei problemi" all'Iran, ha detto Khamenei, facendo riferimento agli "eventi degli ultimi giorni". Le dichiarazioni di Khamenei, rilanciate dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, sono le prime della Guida Suprema dall'inizio delle proteste.

Il rogo del Bronx provocato da un bimbo

NEW YORK. Sarebbe stato un bambino che giocava con una stufa a provocare l'incendio nel condominio del Bronx che ha causato 12 vittime. Lo ha riferito il sindaco di New York, Bill De Blasio, spiegando che l'incendio si è sviluppato al primo piano e rapidamente si è propagato fino ai piani superiori dell'edificio, che ospitava 20 appartamenti. "Da tutto quello che possiamo vedere è stato accidentale", ha poi riferito De Blasio all'emittente radiofonica Wnyc. Si tratta, aveva detto il primo cittadino in mattinata, del "peggiore incendio della città negli ultimi 25 anni. Una tragedia indicibile". "A questo punto riteniamo che l'incendio sia stato un incidente, un bambino che giocava con una stufa al primo piano", ha sottolineato ancora De Blasio.

Le vittime avevano un età compresa tra 1 e 50 anni, mentre le persone tratte in salvo dalle fiamme sono state almeno 12.

Brucia palazzo nel Bronx: almeno 12 morti

NEW YORK. È di almeno 12 il bilancio delle vittime, tra le quali un bambino di un anno, di un incendio divampato in un edificio di cinque piani a New York, nel Bronx. Almeno 12 i feriti, di cui quattro ricoverati in gravi condizioni. Si tratta del "peggiore incendio della città negli ultimi 25 anni", come ha ricordato il sindaco della Grande Mela Bill De Blasio. "E' una tragedia indicibile", hascritto su Twitter il primo cittadino. Le fiamme - secondo una prima ricostruzione - si sono sviluppate al primo piano e si sono velocemente propagate all'intero edificio anche grazie al forte vento.

Le vittime, di età compresa fra 1 e 50 anni, sono state avvolte dalle fiamme in diversi piani dell'edificio. Una residente, Diana Hayes, ha raccontato al 'New York Times' di essere fuggita con la figlia e di aver strappato al fuoco altri due bambini, ma di non essere riuscita a portarne con sé altri.

Rapporto Unicef Bimbi scudo o kamikaze: è boom

ROMA. Nel 2017 i bambini che vivono in zone di conflitto nel mondo hanno subito un numero impressionante di attacchi. Lo denuncia l'ultimo rapporto dell'Unicef. In Afghanistan uccisi circa 700 bambini nei primi 9 mesi dell'anno. Nel nord est della Nigeria e in Camerun Boko Haram ha costretto almeno 135 bambini ad agire in attacchi suicidi. In Iraq e in Siria, i bambini sono stati usati come scudi umani, intrappolati sotto assedio, diventati obiettivi di cecchini.

Kamikaze a Kabul: 40 morti

KABUL. È di almeno 40 morti e 30 feriti il bilancio di un attentato suicida compiuto questa mattina a Kabul, in un centro culturale nella parte occidentale della capitale afgana dove era in corso un incontro.

A darne notizia è stato Nasrat Rahimi, portavoce del ministero dell'Interno afgano, che ha parlato di diverse deflagrazioni, due delle quali avvenute all'esterno della struttura, in direzione della quale la gente accorreva per prestare soccorso. In un tweet, il portavoce Talebano Zabihullah Mujahid ha negato il coinvolgimento del gruppo nell'attacco.

Auto sulla folla a Melbourne: 19 feriti

MELBOURNE. Sangue, panico e dolore è quanto ha provocato un incidente (è così che viene definito per ora) causato dal un Suv che è piombato sulla folla in una strada del centro, a Melbourne, in Australia. Qui, un uomo a bordo di un Suv bianco si è lanciato sulla folla a Flinders Street, all’angolo con Elizabeth Street. Siamo vicino ad una delle principali stazioni, a pochi giorni da Natale. A terra, i feriti e le scene di panico. «Andavano giù e c'era gente che volava ovunque», ha raccontato un testimone ad una radio locale. Un altro passante ha riferito che «l'incidente sarà durato circa 15 secondi». «L'auto è passata con il rosso a tutta velocità e poi è stato solo bang, bang, bang. Uno dopo l'altro. C'erano persone stese a terra ed altre che cercavano di aiutarle. Un caos». 

Il primo bilancio è di 19 feriti. Tra questi c'è anche un bambino che è stato colpito alla testa e si trova in gravi condizioni.

La polizia locale ha confermato l'arresto di un uomo . «Abbiamo preso il conducente del Suv» , hanno spiegato dal Dipartimento della polizia australiana. E in un comunicato diffuso via internet hanno confermato anche l'arresto di un secondo uomo. I due uomini sono attualmente  in fase di interrogatorio.

 

Messico, si ribalta bus: «Italiani illesi»

CITTA' DEL MESSICO. Drammatico incidente stradale in Messico. Dodici turisti sono rimasti uccisi nello Stato del Quintana Roo, nella penisola dello Yucatan. I feriti, una ventina, sono stati portati nei più vicini ospedali, a Bacalar e a Chetumal. Fra i morti ci sarebbero turisti canadesi e messicani, secondo quanto scrive il quotidiano locale 'Debate'. L'Ambasciata d'Italia a Città del Messico, in stretto raccordo con la Farnesina, si è immediatamente attivata con le autorità locali per verificare l'eventuale coinvolgimento di connazionali. La 'Secretaria de Securidad Publica' dello Stato di Quintana Roo ha confermato che sono almeno 20 le persone rimaste ferite, la maggioranza di nazionalità straniera. La Farnesina ha affermato che non ci sono italiani tra le vittime.

LA DINAMICA - Il bus della 'Turismo Costa Maya' - con a bordo 31 persone - stava portando i turisti in visita al sito archeologico di Chaccoben quando, lungo la strada fra El Cafetal e Mahahual, si sarebbe ribaltato. L'autista del pulmino sarebbe poi scappato.

I FERITI - Fra i feriti vi sono sette americani e due svedesi, ha reso noto il portavoce della protezione civile del Quintana Roo, Vincente Martin, precisando che le autorità non hanno ancora stabilito la nazionalità delle persone che hanno perso la vita.

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