Martedì 28 Marzo 2017 - 0:26

L'ultima vendetta di Obama: espulsi 35 diplomatici russi

WASHINGTON. Come aveva promesso Barack Obama risponde alla Russia per le interferenze, attraverso gli attacchi hacker, nelle elezioni presidenziali annunciando una serie di sanzioni. Il Tesoro ha annunciato sanzioni contro persone ed entità e ha annunciato l'espulsione di 35 diplomatici a Washington e San Francisco, che hanno 72 ore per andarsene. Le misure annunciate oggi prevedono sanzioni nei confronti di singoli individui e organismi russi, tra i quali l'Fsb, i servizi segreti del Paese, secondo quanto si legge sul sito di Politico. Nelle scorse settimane era stato reso noto che la Cia e le altre agenzie di intelligence americane hanno stabilito che gli attacchi hacker che hanno colpito il comitato elettorale democratico e la campagna di Hillary Clinton erano stati orchestrati dalla Russia.

Orrore in Afghanistan, passeggia senza
il marito: giovane decapitata

KABUL. Decapitata per aver osato fare una passeggiata fuori casa senza il marito al fianco: è quello che è successo a una giovane donna in un villaggio della provincia di Sar-i-Pul, in Afghanistan. I fatti risalgono a lunedì sera, ma solo nelle ultime ore le autorità locali hanno confermato "l'incidente" che vede protagonista una 30enne afghana brutalmente uccisa da un "gruppo di uomini armati" che prima l'hanno accoltellata e poi decapitata.

Il portavoce dell'amministrazione locale, Zabiullah Amani, ha accusato "uomini armati legati ai Talebani" per l'uccisione della donna e ha spiegato che il marito della giovane si trova in Iran. A Middle East Press, Amani ha riferito che la donna era uscita per andare a fare la spesa ed è stata catturata e uccisa con l'accusa di aver commesso così un "atto di infedeltà". Il villaggio di Latti, dove è stata uccisa la donna, "è sotto il controllo dei Talebani", sottolinea Tolo Tv, ma i Talebani hanno negato ogni responsabilità.

 

Blitz in Tunisia, preso il nipote di Amri

ROMA. La guardia nazionale tunisina ha arrestato il nipote di Anis Amri, il tunisino ricercato per l'attentato di Berlino e ucciso dalla polizia italiana. Lo ha precisato il ministero dell'Interno di Tunisi, annunciando lo smantellamento di una cellula terroristica composta da tre persone di età compresa tra i 18 e i 28 anni, attiva tra Fourchana, nel governatorato di Ben Arous, e Oueslatia, nel governatorato di Kairouan.

Il nipote del terrorista, è spiegato nella nota del ministero dell'Interno, ha confessato durante l'interrogatorio di essere stato in contatto con lo zio tramite l'app di messaggeria istantanea 'Telegram' e di averlo aiutato ad eludere i controlli della polizia.

Il giovane ha inoltre rivelato di aver giurato fedeltà al sedicente Stato islamico (Isis), su richiesta dello zio, con un messaggio scritto inviato sempre su 'Telegram' e di aver ricevuto da Anis Amri un'importante somma di denaro per permettergli di raggiungerlo in Germania e arruolarsi in una cellula dell'Isis.

Berlino, Alfano conferma la morte
di Fabrizia. Campania in lutto

BERLINO. Il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, ha confermato la morte di Fabrizia Di Lorenzo, la 31enne originaria di Contursi Terme, nel Salernitano, nell'attentato di lunedì scorso a Berlino. "La magistratura tedesca, così come ha comunicato il ministero degli Esteri della Germania, ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai, c'è la certezza che, fra le vittime, c'è l'italiana Fabrizia Di Lorenzo - ha dichiarato Alfano - Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l'immenso dolore".

"L'Italia ricorda Fabrizia Di Lorenzo, cittadina esemplare uccisa dai terroristi. Il Paese si unisce commosso al dolore della famiglia", scrive su Twitter il premier Paolo Gentiloni.

Strage di Berlino, caccia a un giovane tunisino

BERLINO. La polizia sta dando la caccia a un sospetto tunisino in relazioneall'attentato al mercatino di Natale di Berlino . Lo rende noto la Allgemeine Zeitung, precisando che suoi documenti di immigrazione sono stati trovati all'interno del Tir usato nell'attacco.

Secondo 'Der Spiegel', l'uomo ricercato si chiama Anis A. ed è nato a Tataouine, nel sudest della Tunisia. Il giornale 'Allgemeine Zeitung' e la radio pubblica dell'Assia hanno riferito che nella cabina del camion è stato trovato un documento ufficiale tedesco, intestato al tunisino, che permette al rifugiato di restare nel Paese fino alla sua espulsione una volta che la richiesta di asilo viene respinta.

Secondo l''Allgemeine Zeitung' e la 'Bild', il richiedente asilo - che avrebbe un'età compresa tra i 21 anni e i 23 anni - sarebbe noto alle autorità tedesche con tre diversi alias.

Il vicepresidente del sindacato di polizia, Joerk Radek, ha spiegato che il lavoro degli inquirenti impegnati a ricostruire nel dettaglio l'accaduto si concentra al momento sulla valutazione dei dati dei cellulari, del GPS e le tracce lasciate dal camion in modo da ricostruire l'intero quadro con un lavoro di precisione per stringere sempre più il cerchio attorno all'attentatore.

Gli inquirenti tedeschi sono "fiduciosi" nel fatto che la caccia all'uomo si possa concludere presto e che arresti siano imminenti. "Siamo relativamente fiduciosi nel fatto che possiamo presentare un nuovo sospetto già domani o nel prossimo futuro", ha detto nella notte Andre Schulz del sindacato della Bdk alla Zdf, aggiungendo che gli inquirenti hanno "molte piste" e che hanno raggiunto "elementi consistenti". Una seconda persona sospettata per l'attentato è stata fermata nella notte, riferiscono i media tedeschi, e successivamente rilasciata per insufficienza di prove.

Nella cabina del Tir che è servito per compiere la strage si sarebbe consumata una lotta tra l'autista polacco, prima vittima dell'attacco, e lo stesso attentatore. Secondo informazioni riferite oggi dal tabloid Bild, l'autopsia del camionista polacco avrebbe rivelato che l'uomo era ancora vivo nel momento in cui il suo assassino si è scagliato contro la folla.

"Ci deve essere stata una lotta", ha riferito una fonte degli inquirenti citata dal giornale, durante la quale l'attentatore ha accoltellato l'uomo che stava sul sedile accanto al suo e che ha tentato invano di deviare il camion afferrando il volante. Quando il mezzo si è fermato, l'attentatore avrebbe sparato all'autista polacco prima di fuggire.

L'attacco è stato rivendicato dall'Is attraverso la sua agenzia al-Amaq. L'attentatore è stato definito "un soldato dello stato islamico", recita il comunicato, di cui dà notizia il sito di intelligence Site. Il bilancio è di 12 morti e tra le vittime sono stati identificati per il momento sei cittadini tedeschi. Tra le 24 persone ancora ricoverate in ospedale, 14 versano in condizioni gravi.

Intanto, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in seguito alla scomparsa di Fabrizia Di Lorenzo , di 31 anni di Sulmona. L'ipotesi di reato è attentato con finalità di terrorismo. La ragazza italiana risulta dispersa in seguito all'attentato e secondo un messaggio rimbalzato sui social, il suo cellulare sarebbe stato ritrovato sul luogo della strage e consegnato alla polizia. A lanciare un primo appello sui social network sono stati i parenti della giovane, che da diversi anni vive e lavora a Berlino e da quasi due anni lavora per un'azienda di trasporti.

Ieri Fabrizia non si è presentata al lavoro ed è scattato l'allarme. L'Adnkronos ha contattato telefonicamente l'azienda tedesca presso la quale lavorerebbe la cittadina italiana, ma a ogni domanda la risposta è stata, "non possiamo rispondere". La giovane si era laureata presso l'Università di Bologna nel 2012, subito dopo ha conseguito un master alla Cattolica di Milano e dal 2013 vive a Berlino dove lavora in un'azienda di trasporti.

Terrore sul Natale, 12 morti a Berlino. Dispersa un'italiana

BERLINO. È salito a 12 morti e 48 feriti il bilancio dell'attacco di ieri sera a un mercatino di Natale a Berlino. Per la prima volta dall'apertura delle indagini, la polizia tedesca ha parlato di "probabile attacco terrorista". Le autorità hanno anche riferito che l'uomo trovato morto nel camion, identificato come cittadino polacco, non si trovava al volante quando il tir è piombato sul mercatino.

Tra le 12 vittime sono stati identificati per il momento sei cittadini tedeschi. Tra le 24 persone ancora ricoverate in ospedale, 14 versano in condizioni gravi. Lo afferma il quotidiano tedesco Die Welt, citando autorità sanitarie cittadine.

RILASCIATO PACHISTANO FERMATO DOPO ATTENTATO - Le autorità tedesche hanno reso noto che è stato rilasciato il richiedente asilo pachistano che era stato sospettato di aver preso parte all'attentato. L'ufficio del procuratore federale di Karlsruhe ha spiegato che il 23enne di origini pachistane identificato come Navedi B. è stato rilasciato perché non c'erano sufficienti prove per giustificare il suo fermo. A convincere gli inquirenti sarebbe stata la totale assenza di tracce di sangue indosso all'uomo mentre la cabina del camion ne era completamente imbrattata. L'uomo ha fornito agli inquirenti una quantità considerevole di informazioni durante gli interrogatori e negato di aver alcun ruolo nell'attentato.

Gli stessi testimoni che avevano detto di aver seguito il giovane quando era fuggito dalla scena, non sono riusciti a ricostruire i suoi movimenti. Non esiste poi alcuna registrazione in cui compare nella cabina di guida del camion.

INDAGINI - Durante la conferenza stampa degli inquirenti a Berlino è stato spiegato che bisogna ancora stabilire se l'attacco sia opera di "un solo o più aggressori" e se "vi siano dei complici". Il capo della polizia criminale federale Holger Muench ha detto che uno o più esecutori dell'attentato di Berlino potrebbe o potrebbero essere ancora a piede libero.

In precedenza una fonte della polizia, citata dal quotidiano Die Welt, aveva affermato: "Abbiamo preso l'uomo sbagliato e quindi c'è una nuova situazione. Il vero autore è ancora armato, libero e potrebbe compiere altri danni".

Al momento gli inquirenti non hanno alcun video sull'attentato ma, hanno riferito, "collaboriamo con la polizia penale per un'analisi dettagliata dell'attentato anche attraverso sopralluoghi. Vogliamo raccogliere eventuali registrazioni video di questo camion con targa polacca".

NUMERO DA CONTATTARE - Dopo aver chiesto ai berlinesi di tenere alta la vigilanza, la polizia di Berlino ha chiesto loro di fornire qualsiasi informazione su fatti sospetti ed ha diffuso, anche attraverso i social network, un numero di telefono da contattare: 030 54 024 111.

NO COLLEGAMENTO TRA ATTENTATO E TRANSITO TIR IN ITALIA - Non ci sarebbe "allo stato delle indagini alcun collegamento" tra l'attentato compiuto a Berlino e il transito sul territorio italiano del tir utilizzato per l'attacco. Fonti investigative interpellate dall'Adnkronos precisano infatti che la circostanza secondo cui il camion avrebbe varcato il confine nazionale il 16 dicembre, ben tre giorni prima dell'attentato, "tenderebbe a far escludere ogni collegamento diretto" con quanto avvenuto a Berlino. Al contrario, non si esclude che l'attentatore si sia impadronito del tir proprio il giorno stesso dell'attentato. A questo proposito, si sta in queste ore cercando di verificare l'eventualità che il mezzo sia rimasto in sosta in un parcheggio situato non lontano dalla zona del mercatino di Natale scelto dall'attentatore come obiettivo dell'attacco.

MERKEL SUL LUOGO DELL'ATTENTATO - Angela Merkel si è recata sul luogo dell'attacco. Accompagnata dal sindaco di Berlino Michael Muller, il ministro dell'Interno Thomas De Maiziere e il ministro dell'Interno, la cancelliera ha deposto una corona di fiori.

FALSO ALLARME A COLONIA - Intanto nel pomeriggio è stata evacuata la stazione ferroviaria di Colonia in seguito a una telefonata minatoria in cui si parlava di una bomba. La polizia ha poi reso noto che la telefonata era un falso allarme.

GENTILONI SENTE MERKEL - Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha avuto un colloquio telefonico con la cancelliera Merkel alla quale ha espresso il suo cordoglio e quello del governo italiano per i morti di Berlino. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi.

Palazzo Chigi ha disposto "l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici dell’intero territorio nazionale nella giornata odierna, in segno di sentita e generale partecipazione al dolore che ha colpito il popolo tedesco".

 

DISPERSA UN'ITALIANA. Roma ha aperto un fascicolo di indagine in seguito alla scomparsa in Germania di Fabrizia Di Lorenzo di 30 anni di Sulmona. L'ipotesi di reato è attentato con finalità di terrorismo.

La ragazza italiana risulta dispersa in seguito all'attentato. Secondo un messaggio rimbalzato in queste ore su Twitter, il cellulare della ragazza sarebbe stato ritrovato sul luogo della strage e consegnato alla polizia. A lanciare un primo appello sui social sono stati i parenti della giovane, che da diversi anni vive e lavora a Berlino e da quasi due anni lavora per un'azienda di trasporti.

Per il momento il fascicolo della Procura di Roma contiene un rapporto del Ros e l'indagine è affidata al pubblico ministero Francesco Scavo. Sulla scomparsa della cittadina italiana indaga anche la polizia tedesca e qui è stato disposto un esame del dna per verificare se il pakistano fermato dopo la strage si trovasse sul camion investitore.

"I nostri sforzi sono concentrati su una persona. Stiamo seguendo gli esiti ufficiali delle autorità tedesche competenti. Seguiamo l'evolversi di questi eventi con preoccupazione e trepidazione", ha detto all'Adnkronos l'ambasciatore italiano a Berlino, Pietro Benassi.

L'Adnkronos ha contattato telefonicamente l'azienda tedesca presso la quale lavorerebbe la cittadina italiana, ma a ogni domanda la risposta è stata, "non possiamo rispondere". Anche dall'ambasciata d'Italia a Berlino non vengono rilasciate dichiarazioni.

Stando a quanto si legge sul suo profilo di LinkedIn, Fabrizia da tre anni si era trasferita a Berlino, trovando impiego presso la Bosch, ma in Germania era arrivata nel 2012. Nel 2014 Fabrizia ha collaborato con 'Berlino Magazine', il sito dedicato agli italiani a Berlino, come fa sapere la redazione in un post su Facebook: "Abbiamo provato a contattare le conoscenze comuni che abbiamo, se avete notizie per cortesia scriveteci per rassicurare i parenti - si legge nel messaggio postato qualche ora fa - In alto a sinistra vedete la sua foto, speriamo che qualcuno l'abbia vista dopo l'incidente senza alcun problema".

Agguato ad Ankara, ucciso ambasciatore russo

ANKARA. L'ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, è stato ucciso in un attacco armato nella capitale turca. A confermare la notizia è il ministero degli Esteri di Mosca. La portavoce Maria Zakharova, citata dall'agenzia di stampa russa Tass, ha confermato che il diplomatico è morto per le ferite riportate nell'attacco nella capitale turca. Karlov è stato raggiunto da colpi d'arma da fuoco mentre era impegnato in un discorso durante una mostra ad Ankara e le sue condizioni erano da subito apparse molto gravi. Il ministero degli Esteri russo lo ha definito "un atto terroristico".

Le forze speciali turche hanno ucciso l'uomo responsabile dell'attacco, riferisce il giornale turco filogovernativo 'Sabah'. Secondo quanto si vede in un video che circola in rete, il responsabile dell'attacco, pistola in pugno, grida: "Non dimenticatevi di Aleppo, non dimenticatevi della Siria". L'uomo, con abito scuro e cravatta, ha anche gridato 'Allahu Akbar'.

ATTENZIONE: immagini violente che possono urtare la sensibilità dei lettori

Time incorona Trump "Persona dell'anno" 2016

NEW YORK. Donald Trump è 'Person of the year' del 2016 per la rivista Time. Ogni anno il settimanale statunitense di attualità assegna il riconoscimento e, in questa occasione, il magazine gli dedica la copertina, definendolo "presidente degli Stati divisi d'America".

Austria, Van der Bellen presidente

Con un tweet ed un post su Facebook, il candidato della destra populista austriaca, Norbert Hofer, ha riconosciuto la sconfitta nel ballottaggio per le presidenziali e si è congratulato con lo sfidante ecologista Alexander Van der Bellen.

"Mi congratulo con Alexander Van der Bellen per il suo successo e faccio appello a tutti gli austriaci perché restino solidali e lavorino insieme", scrive Hofer, che ringrazia tutti quanti lo hanno sostenuto e si definisce "profondamente triste" per il risultato. 

Secondo le proiezioni diffuse dall'emittente Orf sulla base del 69,4% delle schede scrutinate, Van der Bellen ha ottenuto il 53,3% delle preferenze contro il 46,7% di Hofer. "E' una giornata storica", ha commentato con l'agenzia Apa la leader dei Verdi, Eva Glaswisching, sottolineando come l'Austria abbia preso una decisione chiaramente pro Europa, importante soprattutto dopo la Brexit e la vittoria di Donald Trump alle elezioni americane.

Dopo il voto annullato dello scorso anno, gli elettori austriaci sono tornati ai seggi al termine di una campagna elettorale durata quasi un anno. Molto diversi i due candidati, sulla cui scelta il paese si è letteralmente diviso, come confermano i risultati del ballottaggio del 22 maggio scorso poi invalidato per irregolarità nel voto per corrispondenza, che aveva assegnato la vittoria a Van Der Bellen con una maggioranza di poche decine di migliaia di voti (50,3%).

Gli occhi dell'Europa sono puntati su questo voto, considerato un test importante per capire se proseguirà l'ondata populista di questi mesi, che ha già investito Francia e Germania, senza dimenticare il voto sulla Brexit e, oltreoceano, l'elezione negli Stati Uniti di Donald Trump.

Economista, 72 anni, Van Der Bellen appartiene ad un'antica famiglia aristocratica. E' nato a Vienna da padre russo di origine olandese e madre estone, entrambi profughi a seguito dell'invasione dell'Estonia da parte dell'Unione Sovietica avvenuta nel 1940. Politicamente in origine era vicino ai socialdemocratici ma fu successivamente attratto dal movimento ecologista durante le proteste del 1984 contro una centrale nucleare sul Danubio. A queste elezioni si è presentato come candidato indipendente per ampliare le proprie possibilità, ma la sua campagna è finanziata e organizzata dai Verdi. Sostenitore di un'idea di Europa multiculturale e tollerante, crede che l'Ue debba rispondere con la solidarietà alla crisi dei migranti.

Norbert Hofer, 45 anni, è da molti considerato il volto umano del Partito della Libertà (FPOe), di estrema destra. Al voto di marzo è riuscito a conquistare il 49,7% dei voti perdendo di un soffio. E' stato il suo Partito ad impugnare poi il risultato davanti alla Corte Costituzionale. Hofer ha studiato ingegnieria aeronautica ma ha anche una grande esperienza in strategie della comunicazione. Hofer ha svolto un ruolo molto rilevante nel disegnare la piattaforma anti-immigrazione del suo partito e ha minacciato, in caso di elezione, di destituire il governo se questo non presenterà risultati. E la minaccia riguarda anche il problema dei migranti, perché Hofer considera che il sistema sociale offra grandi incentivi ai migranti economici.

Francia, Hollande annuncia: non mi ricandido

Francois Hollande non si ricandida alle presidenziali della primavera 2017. Lo ha annunciato lo stesso presidente francese in un discorso in diretta televisiva, durante il quale ha difeso il suo operato.

"Sono animato soltanto dagli interessi superiori del mio Paese, che ho servito da quattro anni e mezzo con sincerità e onestà. L'esperienza mi ha insegnato l'umiltà", ha detto Hollande. Sono "cosciente dei rischi che farebbe correre una iniziativa che non porterebbe a riunirsi attorno a me. Ho deciso di non essere candidato alle elezioni presidenziali", ha annunciato, dicendo che "come socialista" non intende portare "alla dispersione della sinistra".

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