Sabato 19 Gennaio 2019 - 16:19

Il Natale di Melania

La First Lady degli Stati Uniti Melania Trump ha saltato la tradizionale presentazione della stampa delle decorazioni natalizie della Casa Bianca, twittando un video di 56 secondi di sé stessa che vaga per le stanze luccicanti, vestita con un cappotto e stivali scuri. La moglie del presidente ha deciso "di lasciare che le decorazioni parlino da sole", ha detto la sua portavoce Stephanie Grisham. Decorazioni che saranno ammirate questa sera in occasione di un ricevimento della coppia presidenziale. I media sono stati invitati a fare un rapido tour autoguidato di 30 minuti attraverso i corridoi che conducono allo Studio Ovale addobbati con oltre sei chilometri di luci e 12.000 archi, messi in piedi negli ultimi giorni con l'aiuto di 225 volontari. Il tema di quest'anno è 'Tesori Americani', con una scenografia molto differente dal tono bianco ghiaccio scelto l'anno passato.

Tra i colori predominanti, il rosso dei 40 alberi che fiancheggiano il colonnato est e dei 14.000 ornamentiappesi ai 29 alberi del Grand Foyer e della Cross Hall. "La scelta del rosso richiama le strisce del sigillo presidenziale progettato dai nostri padri fondatori. È un simbolo di valore e coraggio", fa sapere l'ufficio della First Lady. Ma gli ornamenti non convenzionali hanno già suscitato reazioni diverse sui social, dove viene descritto come "il corridoio degli omicidi di Yuletide (la festa del solstizio d'inverno, ndr) o "il viale di alberi rosso sangue". Rosse anche le decorazioni della Green Room, che celebrano la generosità e la mietitura del paese e comprendono frutta, cereali e verdure, inclusi carciofi e pomodori, disposti ad arte su mensole e tavoli antichi. Nell'East Room, quattro mensole poste sui caminetti mostrano invece gli skyline di New York, St. Louis, Chicago e San Francisco per mettere in risalto la diversità e l'ingegnosità dell'architettura e del design americani.

La stanza Vermeil mostra due alberi che brillano in tonalità di blu e oro. All'interno della China Room ci sono tre tavoli, con repliche delle precedenti cene statali che usano pezzi della collezione permanente della Casa Bianca. Evidenziano diverse epoche di cene di stato: Theodore Roosevelt Administration, John F. Kennedy Administration e Donald J. Trump Administration sono tutti rappresentati. Nella Blue Room, (sala di rappresentanza della residenza) l'albero di Natale ufficiale della Casa Bianca è alto quasi 5,5 metri ed è ornato con oltre 152 metri di nastro di velluto blu con ricamati in oro i nomi di tutti gli stati. Entrando nella Red Room, il motto della campagna 'Be Best' ('sii migliore') - fortemente voluta dalla first lady contro il cyberbullismo e la discriminazione - è ricordato sulle palline che ornano l'albero e sulle matite che compongono la ghirlanda appesa vicino alla finestra. La tradizionale casa di marzapane è infine una riproduzione della Casa Bianca, creata con più di 130 chilogrammi di pane di zenzero.

Nell'ala est, lo spirito del patriottismo caro al marito è visibile soprattutto nell'albero genealogico 'Stella d'oro', che onora tutte le truppe e le famiglie che hanno sacrificato tutto per proteggere la libertà americana. Stelle dorate e nastri patriottici decorano l’albero e i visitatori sono incoraggiati a scrivere messaggi ai loro cari che sono in servizio o all'estero. "Questo è un momento gioioso dell'anno in cui decoriamo la Casa Bianca per la stagione natalizia", ha detto Melania in una dichiarazione, aggiungendo che "il nostro tema onora il cuore e lo spirito del popolo americano": "Grazie ai numerosi volontari e collaboratori che hanno lavorato duramente per decorare le sale della People's House in allegria natalizia. A nome della mia famiglia, auguriamo a tutti un buon Natale e un felice anno nuovo". Per tutto il mese di dicembre, la Casa Bianca ospiterà molti ricevimenti mentre più di 30.000 visitatori percorreranno le sale partecipando a tour pubblici.

«Silvia è viva»

Il segnale arriva da Noah Mwivanda, responsabile della polizia kenyana: "Silvia Romano è viva" ha detto il funzionario a 'la Repubblica', parlando della giovane cooperante milanese rapita martedì scorso da un gruppo di uomini armati dalla sede della Onlus Africa Milele, nel villaggio di Chakama, a 70 chilometri da Malindi.

Mwivanda ha parlato di un commando di otto rapitori che poi si è diviso, mentre Silvia sarebbe stata affidata a tre persone. La certezza, scrive il quotidiano, sarebbe stata raccolta con l'aiuto di "apparati tecnologici" utilizzati durante le ricerche, forse visori termici che consentono di rilevare il calore del corpo. Strumenti "che avrebbero confermato le indicazioni raccolte dagli inquirenti kenyani con gli interrogatori di alcune persone sospettate di avere aiutato il commando nel rapimento" scrive ancora 'Repubblica'.

Nel frattempo, la polizia kenyota ha identificato tre persone che ritiene essere responsabili del rapimento della volontaria e ha offerto una ricompensa di tre milioni di scellini, pari a circa 26mila euro, a chiunque abbia informazioni sui tre presunti rapitori identificati in Ibrahim Adam Omar, Yusuf Kuno Adan e Said Adan Abdi, tutti armati e pericolosi, si legge in una nota. Le autorità hanno anche diffuso le foto dei tre sospetti per il rapimento.

"Facciamo appello alla popolazione perché informi il più vicino ufficiale o stazione di polizia nel caso in cui vedessero una di queste tre persone - ha scritto in una nota l'ispettore di polizia, Joseph Boinnet, citato dall'emittente CapitolNews -. Una taglia di un milione di scellini è offerta a chiunque abbia informazioni che portino all'arresto di ognuno dei sospetti". Boinnet ha riferito inoltre che nella zona vicino al luogo del rapimento della volontaria sono state recuperate due moto utilizzate dai sequestratori per scappare. I proprietari del mezzo, Moses Suleiman Mbogo e Joseph Bakuna Kazungu, sono stati invitati a presentarsi alla polizia per dei chiarimenti.

In totale le forze dell'ordine hanno arrestato 20 persone ma gli inquirenti non hanno ancora stabilito se il sequestro sia attribuibile ai miliziani di al-Shabaab. Ieri Boinnet si è detto "ottimista" circa il ritrovamento della giovane cooperante. "Dovremmo essere in grado di ritrovare la ragazza nel più breve tempo possibile", ha spiegato. Secondo il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi "è stato un episodio terribile che noi stiamo seguendo dall'inizio con l'Unità di Crisi della Farnesina".

 

Gilet gialli, scontri sugli Champs-Élysées

Parigi in stato di massima allerta per l'invasione dei 'gilet gialli'. I manifestanti che protestano da giorni contro il caro carburante in tutta la Francia sono nella Capitale. 

E si registrano scontri e disordini sugli Champs-Élysées: la polizia ha lanciato lacrimogeni contro i dimostranti che tentavano di marciare verso Place de la Concorde e verso l'Eliseo, mentre il luogo autorizzato per la manifestazione è solo Campo di Marte. 

Alcuni gruppi hanno costruito barricate, utilizzando gli arredi delle terrazze dei caffè, pezzi di pavimentazione e barriere di cantiere. Barricate che poi sono state incendiate dai manifestanti, che hanno poi impedito ai camion di pompieri di avvicinarsi per spegnere le fiamme. La polizia, riferisce il sito di 'Le Figaro', cerca di distruggere le barricate travolgendole con un camion. 

IDRANTI - Per fermare i manifestanti, inoltre, gli agenti hanno fatto ricorso anche agli idranti. Secondo quanto riferito da 'Le Figaro', "gruppi a rischio" erano stati segnalati fra i dimostranti in arrivo. Intonando la Marsigliese, i gilet gialli urlano slogan come 'Macron dimettiti' e 'La Francia in collera'.

TENSIONE - Che la tensione sia alle stelle lo ha dimostrato l'episodio di venerdì ad Angers, dove un 'gilet giallo' minacciava di farsi saltare in aria nel parcheggio di un centro commerciale se non fosse stato ricevuto dal presidente Emmanuel Macron. Dopo un negoziato durato ore, l'uomo, che aveva con sé una bomba a mano, si è arreso alla polizia. Secondo l'emittente 'Bfmv', a Parigi saranno schierati almeno tremila tra poliziotti e gendarmi.

«Ha ucciso il fidanzato e lo ha cucinato»

Accusata di aver ucciso il fidanzato e di averlo cucinato, servendolo come pasto. E' quanto sostengono le autorità impegnate nelle indagini a carico di una donna marocchina che vive ad Al Ain, località degli Emirati Arabi Uniti al confine con l'Oman.

Secondo l'accusa, la 30enne avrebbe ucciso il compagno con cui aveva una relazione da circa 7 anni e lo avrebbe poi cucinato, servendolo ad alcuni operai che lavoravano nelle vicinanze di casa. 

Il fatto sarebbe accaduto tre mesi fa - quando lui le avrebbe rivelato di voler sposare un'altra donna proveniente dal loro Paese d'origine - ma sarebbe emerso solo recentemente, in seguito al ritrovamento di alcuni denti nel frullatore della 30enne, fatta dalla polizia dopo la denuncia di scomparsa da parte del fratello dell'uomo.

Una volta che il test del DNA ha confermato che il dente apparteneva allo scomparso, la donna è stata arrestata. Secondo gli investigatori, si legge sulla 'Bbc', che cita 'The National', la 30enne avrebbe servito i resti del fidanzato all'interno di un machboos, piatto tradizionale del Golfo fatto con riso e carne, simile al biryani.

Kenya, rapita volontaria italiana

Una volontaria italiana di 23 anni, Silvia Costanza Romano è stata rapita da un commando di uomini armati durante un attacco avvenuto ieri sera a Chakama, nella contea di Kilifi, a circa 70 km da Malindi.

LA FARNESINA CONFERMA IL SEQUESTRO- Fonti della Farnesina confermano il sequestro della cooperante italiana, riferendo che la connazionale "si trovava in Kenya in qualità di volontario della Onlus Africa Milele che opera nel Paese africano su progetti di sostegno all'infanzia". L'unità di Crisi della Farnesina si è immediatamente attivata e lavora in stretto contatto con l'Ambasciata d'Italia a Nairobi e con la famiglia della cooperante", proseguono le fonti, spiegando che nell'interesse della connazionale sarà mantenuto "il più stretto riserbo sulla vicenda".

L'INCHIESTA - La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in merito al rapimento. Titolare del procedimento, in cui si ipotizza il reato di sequestro di persona a scopo di terrorismo, è il sostituto procuratore Sergio Colaiocco. La vicenda è seguita anche dai carabinieri del Ros che sono già in contatto con le autorità keniote.

ONLUS SOTTO CHOC - Lilian Sora, presidente di 'Africa Milele Onlus', l'associazione dove operava la volontaria racconta all'Adnkronos: "Il nostro ultimo contatto con lei risale a ieri pomeriggio. Siamo sconvolti, non avevamo mai avuto problemi di nessun tipo in quella zona". Sora spiega che Silvia era già stata altre volte in Kenya. "Era lì dai primi di novembre - riferisce la presidente della Onlus - e in quel momento era sola perché gli altri volontari italiani erano rientrati e altri sarebbero arrivati nei prossimi giorni. Al momento non riusciamo a darci una spiegazione di quanto avvenuto". Sulla homepage del sito della onlus si legge un messaggio per la 23enne: "Non ci sono parole per commentare quello che sta accadendo. Silvia, siamo tutti con te".

LA RICOSTRUZIONE DELL'ATTACCO - Le fonti locali stanno riportando diverse ricostruzioni dell'attacco avvenuto ieri sera verso le 20. Alcune parlano di un blitz nella zona del mercato del villaggio di Chakama, mentre altre, come The Standard, di un attacco diretto alla casa per bambini gestita dalla Ong italiana. Secondo testimoni dell'attacco, cinque persone sono rimaste ferite, tutte keniote tra i 12 ed i 42 anni, proprio mentre cercavano di mettere in salvo la volontaria italiana dai rapitori che sparavano all'impazzata.

Secondo quanto riporta il quotidiano locale The Nation, 80 "uomini armati in modo pesante" hanno attaccato il mercato di Chakama sparando in aria. Le stesse fonti sottolineano come si ritenga che il commando appartenga alle milizie di Al-Shabaab. Dopo aver aperto il fuoco, il gruppo armato "ha rapito la giovane donna italiana", riportano ancora fonti locali specificando che la connazionale è stata prelevata nella casa da lei affittata nella zona commerciale di Chakama. Quando è arrivata la polizia sul luogo gli armati avevano già attraversato il fiume Galana, racconta ancora un testimone.

Il sito di The Standard parla di un attacco condotto da una "gang" armata con Ak47. Il quotidiano riferisce anche che la polizia della contea di Kilifi ha rivolto un appello ai cittadini chiedendo "ai residenti dell'area di mettersi in contatto immediatamente con la polizia nel caso di informazioni o avvistamenti dei criminali con la signora rapita".

RAPITORI DI ORIGINE SOMALA - Il comandante della polizia locale, Fredrick Ochieng, parlando con la Dpa, ha dichiarato che i rapitori della giovane volontaria "sono di origine somala". "Non sono note né le motivazioni dell'attacco né l'identità degli assalitori", ha aggiunto. "Non possiamo puntare il dito con certezza in direzione di un gruppo specifico perché avrebbero già rivendicato l'attacco, ma quello che sappiamo è che il commando era formato da giovani di origine somala", ha sottolineato.

L'OMBRA DI AL SHABAAB - Secondo Pietro Batacchi, direttore di Rid (Rivista Italiana Difesa) ed esperto di questioni geopolitiche "nessuna ipotesi può essere esclusa" in assenza di una rivendicazione. Il rapimento della cooperante italiana "potrebbe essere opera di bande locali alla ricerca di un riscatto o avere invece una matrice legata al fondamentalismo islamico. In quest'ultimo caso l'accaduto - spiega all'AdnKronos - riporta direttamente alla minaccia del gruppo somalo Al Shabaab, che può contare su 4mila-6mila jihadisti in attività".

"La situazione nell'area del Corno d'Africa si sta aggravando e - continua - potrebbe ulteriormente peggiorare con il ritiro delle forze di Amisom (African Union Mission in Somalia), previsto tra il 2019 ed il 2020. Le forze locali - osserva - non sono ancora in grado di gestire autonomamente la situazione". Il rapimento "è avvenuto durante un attacco ad un locale mercato da parte di un commando che, secondo alcune frammentarie testimonianze locali, parlava somalo. In realtà -è l'analisi di Rid- questa non è una tradizionale area di infiltrazione di Al Shabaab, siamo infatti lontani dal confine con la Somalia, ma Shabaab potrebbe contare lo stesso su diversi appoggi locali. Peraltro, in questa zona opera pure il movimento separatista Mombasa Republican Council, un 'calderone' al cui interno per Shabaab non sarebbe difficile trovare agganci ed imbastire operazioni come questa".

"Arrestato presidente Nissan"

I pubblici ministeri di Tokyo avrebbero arrestato il presidente di Nissan Motor, Carlos Ghosn, con l'accusa di evasione fiscale. Lo scrivono i media giapponesi, citando fonti investigative. Nissan ha sottolineato che Ghosn aveva sottostimato le sue entrate e aveva compiuto altri comportamenti scorretti.

Nissan, alleato e principale azionista di Renault, dove Ghosn è presidente e amministratore delegato, ha già registrato un calo in Borsa delle azioni di oltre il 12 per cento poco prima delle 11.30. I procuratori di Tokyo avrebbero arrestato anche Greg Kelly, uno dei representative director, con l'accusa di cattiva condotta finanziaria, ha riferito l'agenzia Kyodo News, citando fonti investigative. Prima dell'arresto, la casa automobilistica aveva offerto le proprie scuse: "Nissan si scusa profondamente per aver causato grande preoccupazione ai nostri azionisti e stakeholder - ha affermato la società -. Vogliamo continuare il nostro lavoro sull'identificazione dei problemi e sull'adozione di misure adeguate".

Goshn, brasiliano di origini libanesi, avrebbe segnalato gli importi del compenso sui titoli azionari alla Borsa di Tokyo in una quantità inferiore all'importo effettivo, al fine di ridurre l'ammontare totale divulgato sulla remunerazione. La cifra evasa sarebbe di centinaia di milioni di yen, una somma di oltre 1 milione di euro.

Roghi in California, quasi 1.300 i dispersi

WASHINGTON. Morte e distruzione in California. Il bilancio dei roghi che da giorni stanno devastando il Paese diventa sempre più drammatico: sono 76 le vittime e quasi 1.300 i dispersi. ''Le squadre di soccorso - ha detto in una conferenza stampa lo sceriffo della contea di Butte, Kory Honea - hanno trovato altri cinque corpi senza vita''. Al momento risultano disperse 1.276 persone.

Ieri Donald Trump si è detto "molto triste" nel vedere la distruzione causata in California dagli incendi incontrollati. "Nessuno avrebbe mai pensato che questo poteva succedere", ha detto il presidente parlando di fronte alle strutture rase al suolo dalle fiamme a Paradise, una delle comunità della California settentrionale devastate dagli incendi.

"Questo è molto triste a vedersi - ha aggiunto - per quanto riguarda perdite umane, ancora nessuno sa con certezza. Noi abbiamo un certo numero, ma abbiamo molte persone che sono ancora disperse". Trump è stato accompagnato dal governatore della California uscente, Jerry Brown, e quello appena eletto Gavin Newsom, entrambi democratici.

 

Omicidio Khashoggi, la Cia accusa il principe Bin Salman

Nonostante le smentite della versione ufficiale, sarebbe stato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman a ordinare l'assassinio del giornalista Jamal Khashoggi a Istanbul. Lo scrive il 'Washington Post', riportando i contenuti di un rapporto della Cia confermati da fonti che hanno chiesto di restare anonime. Anche secondo il 'Wall Street Journal' l'uccisione di Khashoggi sarebbe stata eseguita su ordine del principe ereditario, spiegando che la valutazione della Cia non sarebbe basata su prove fattuali ma piuttosto sulla "comprensione di come funziona l'Arabia Saudita".

A queste conclusioni, l'agenzia è giunta esaminando diverse fonti di intelligence, tra cui una telefonata che Khalid bin Salman, ambasciatore saudita negli Stati Uniti e fratello del principe ereditario, avrebbe avuto con Khashoggi. L'ambasciatore ha respinto ogni coinvolgimento scrivendo su Twitter di avere spiegato al 'Washington Post' che "l'ultimo contatto avuto con il signor Khashoggi è stato via SMS il 26 ottobre 2017".

"Non ho mai parlato con lui per telefono e certamente non gli ho mai suggerito di andare in Turchia per nessuna ragione: chiedo al governo degli Stati Uniti - ha aggiunto l'ambasciatore saudita - di rilasciare qualsiasi informazione in merito a questa richiesta".

Trovato il sottomarino San Juan

Un anno dopo. A distanza di quasi 365 giorni dalla sua scomparsa, è stato trovato nell'Atlantico il relitto del sottomarino militare argentino San Juan, che aveva a bordo 44 persone di equipaggio e di cui si erano perse le tracce il 15 novembre 2017.

La Marina e il ministero della Difesa hanno reso noto che a individuare il relitto è stata la nave privata americana Ocean Infinity - che dallo scorso settembre opera per la ricerca (con un contratto esteso fino al prossimo febbraio) - e un suo minisottomarino inviato a 800 metri di profondità.
Il San Juan era scomparso mentre si trovava nelle acque davanti a Ushuaia, da dove era salpato per raggiungere la base a Mar del Plata. Presumibilmente, a bordo si è verificato un incendio nel reparto batterie. Dopo l'ultima comunicazione inviata dal San Juan, i sismografi della regione hanno registrato un evento identificabile come un'esplosione. Come ha reso noto Ocean Infinity, il sottomarino è stato localizzato a circa 250 miglia nautiche (460 km) a est del Golfo San Jorge. Gli strumenti hanno permesso di individuare inizialmente ''un oggetto lungo 60 metri''. Il minisottomarino inviato in profondità e comandato a distanza ha consentito di cancellare ogni dubbio. La marina argentina ha provveduto ad informare i familiari dei 44 membri dell'equipaggio e successivamente ha diffuso la notizia. La zona in cui è avvenuto il ritrovamento era stata già battuta nelle ricerche eseguite subito dopo la scomparsa. Come ricordano i quotidiano La Nacion e Clarin, è stato indispensabile il pressing dei parenti delle vittime per riprendere il monitoraggio nell'area.

Nei mesi successivi all'ultimo messaggio ricevuto e alla successiva scomparsa, diverse le ricostruzioni di quanto avvenuto negli abissi: secondo alcune di queste, il sottomarino avrebbe iniziato a imbarcare acqua dallo snorkel, tubo che garantisce l'afflusso d'aria necessario al funzionamento dei sottomarini diesel per il tempo necessario alla ricarica delle batterie e anche all'aerazione dei locali. Questo avrebbe poi provocato un corto circuito e un principio di incendio nel contenitore delle batterie del sistema di ventilazione.

Secondo la marina argentina, attraverso le parole del capitano Gabriel Attis, il sottomarino San Juan è ''imploso''. Attis, comandante della base navale di Mar del Plata, ha spiegato che il relitto è stato rinvenuto ad una profondità di 907 metri. Lo scafo, in base alle immagini raccolte sinora, non presenta "falle significative". "Lo scafo si presenta come un unico elemento totalmente deformato, collassato e imploso", ha aggiunto. Le ricerche hanno permesso di appurare che detriti sono sparsi per un raggio di 70 metri. Le eliche, invece, sono state ricoperte da sabbia.

L'onda dei gilet gialli invade la Francia

Tensione e lancio di lacrimogeni a Parigi per la protesta dei 'gilet gialli' contro l'aumento del prezzo dei carburanti. Alcuni manifestanti, riferisce Le Figaro, hanno cercato di avvicinarsi all'Eliseo ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. Sono stati lanciati lacrimogeni mentre alcune persone hanno intonato la Marsigliese. Dai manifestanti anche grida contro il presidente Emmanuel Macron, invitato a dimettersi. I 'gilet gialli', che identificano i manifestanti, si articolano in circa 2000 posti di blocco, molti dei quali non autorizzati.Sono oltre 120.000 le persone scese sinora in piazza in tutta Francia. 
In Savoia, una donna che partecipava alle proteste è morta dopo essere stata investita da un'auto. Il veicolo, che ha tentato di forzare il blocco, era guidato da una signora che stava cercando di portare il figlio in ospedale. Assalita da un attacco di panico per i colpi degli attivisti contro la sua vettura bloccata, ha perso il controllo: in stato di choc, è stata fermata. Il blocco stradale a cui partecipava non era stato autorizzato dalle autorità. E' quanto ha reso noto il ministro degli Interni francese, Christophe Castaner, il quale parla di 47 feriti in tutto il Paese di cui tre in modo grave secondo Le Figaro.

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