Lunedì 24 Aprile 2017 - 19:18

Trump è di parola: primi stop agli immigrati

WASHINGTON. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la firma di un ordine esecutivo in materia di immigrazione che prevede controlli rafforzati alle frontiere per fermare eventuali "terroristi islamici radicali". In particolare viene sospeso per tre mesi l'ingresso negli Stati Uniti per i cittadini di sette paesi musulmani: Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen.

E i primi effetti si sono già fatti sentire: le autorità egiziane hanno impedito a cinque cittadini iracheni e uno yemenita - già in possesso del visto di ingresso per entrare negli Stati Uniti - di imbarcarsi oggi per New York. I sei erano arrivati al Cairo dove avrebbero dovuto prendere un volo delle linee aeree egiziane con destinazione aeroporto JF Kennedy a New York.

In seguito alla firma dell'ordine esecutivo di Trump, l'Austria sta annullando i visti per gli iraniani diretti negli Stati Uniti, compresi i membri delle minoranze non musulmane.

Anche la compagnia aerea olandese Klm ha rifiutato di imbarcare sette passeggeri diretti negli Stati Uniti. "Il vettore avrebbe voluto prendere i passeggeri, ma non ha senso farlo", ha detto un portavoce di Klm all'agenzia di stampa olandese Anp, aggiungendo che i due passeggeri in partenza da Amsterdam e i cinque in partenza da altri terminal non sarebbero potuti rimanere negli Stati Uniti dopo l'atterraggio, pur avendo i visti validi per partire.

Ad applicare il decreto è inoltre la compagnia aerea Swiss. "Non abbiamo altra scelta", ha affermato alla Rts il direttore generale per la Svizzera romanda Lorenzo Stoll. "Abbiamo l'obbligo legale di applicare il decreto", ha dichiarato Stoll precisando tuttavia che il numero di cittadini dei sette paesi coinvolti che viaggiano con Swiss per recarsi negli Usa è molto basso.

Intanto, è stato rilasciato Hameed Khalid Darweesh, uno dei due cittadini iracheni in possesso di visto per entrare negli Stati Uniti, arrestati al loro arrivo a New York in seguito al decreto di Trump. Lo scrive la Cnn online. L'uomo, che ha lavorato come interprete per conto del governo Usa in Iraq per 10 anni, ha avviato insieme all'altro iracheno fermato un'azione legale contro il presidente americano, poiché in possesso di visti validi.

"Vogliamo essere sicuri - ha detto Trump, ieri durante la cerimonia al Pentagono di investitura del segretario alla Difesa James Mattis - di non avere nel nostro Paese le stesse minacce che hanno i nostri soldati all'estero", e ha ammonito: "Non dimenticheremo mai la lezione dell'11 settembre".

Nel motivare il suo ordine esecutivo in cui viene sospeso, "fino a ulteriore determinazione" l'ingresso dei rifugiati provenienti dalla Siria, il presidente americano Donald Trump ha affermato che "l'ingresso di cittadini e rifugiati siriani" è "dannoso per gli interessi del Paese".

L'annuncio di Trump: inizia la costruzione del muro con il Messico

WASHINGTON. "Grande giorno per la sicurezza nazionale. Tra le tante cose, costruiremo il muro!". E' quanto ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annunciando per oggi la firma di un ordine esecutivo che aprirà la strada alla edificazione di una barriera al confine meridionale. Nella stessa occasione, scrive il Washington Post, Trump firmerà ordini per dare il via a un giro di vite sulle "città santuario", dove gli amministratori locali si sono rifiutati di consegnare gli immigrati irregolari per l'espulsione, oltre a una direttiva per bloccare l'arrivo di profughi non solo dalla Siria ma anche da altri Paesi a maggioranza musulmana considerati "esposti al terrorismo".

Brexit, la Corte Suprema boccia il Governo: serve il voto del Parlamento

LONDRA. Il Governo britannico ha perso l'appello presentato davanti alla Corte Suprema del Regno Unito riguardo al diritto di attivare l'Articolo 50 del Trattato di Lisbona senza consultare il Parlamento. Gli 11 giudici della Corte, ha riferito il presidente della Corte Lord Neuberger nel leggere il verdetto, hanno confermato con una maggioranza di 8 a 3 la precedente sentenza dell'Alta Corte, che ha stabilito la necessità di un passaggio parlamentare prima dell'attivazione dell'Articolo 50, che darà ufficialmente inizio al processo di uscita dall'Unione europea.
"Il governo non può attivare l'Articolo 50 senza un atto del Parlamento", ha affermato Lord Neuberger. L'uscita dalla Ue, ha spiegato il presidente della Corte Suprema, comporterebbe un cambiamento fondamentale nel Regno Unito, recidendo la fonte del diritto Ue, incidendo così sui diritti dei cittadini britannici. La Corte ha anche stabilito che il governo non deve invece consultare preventivamente le amministrazioni delle regioni autonome che compongono il Regno Unito: Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Trump replica alla marcia delle donne: «Le proteste? Perché non hanno votato?»

WASHINGTON. "Ho visto le proteste di ieri, ma ho come l'impressione che si sia appena svolta una elezione. Perché questa gente non è andata a votare" lo scorso 8 novembre? È la domanda che si pone ironicamente Donald Trump, riferendosi a chi ha partecipato alle manifestazioni contro di lui.

 

"Le celebrità fanno davvero male alla causa", ha scritto in un tweet in cui punta il dito contro le star che si sono esibite ieri (e che avevano sostenuto la rivale Hillary Clinton).

 

Trump ha giurato: «Ricostruiremo gli Stati Uniti»

WASHINGTON. Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti. Nelle mani del giudice capo della Corte Suprema, John Roberts, Trump ha recitato la formula del giuramento: "Io, Donald Trump, giuro solennemente che adempirò con lealtà ai doveri di Presidente degli Stati Uniti e col massimo dell’impegno preserverò, proteggerò e difenderò la Costituzione degli Stati Uniti. Che Dio mi aiuti". Dopo aver ricevuto le congratulazioni del gudice Roberts, Trump ha baciato la moglie Melania.

"Il 20 gennaio del 2017 sarà ricordato come il giorno in cui il popolo è diventato di nuovo governante. Stiamo trasferendo il potere da Washington Dc e lo restituiremo a voi, il popolo. Washington ha prosperato, ma la gente non ha condiviso la sua ricchezza. Questo è il vostro giorno, è la vostra celebrazione, e gli Stati Uniti d'America sono il vostro paese. Gli uomini e le donne dimenticati del nostro Paese non lo saranno più. Tutti adesso vi ascoltano", ha detto il nuovo presidente nel suo discorso di investitura. "Noi cittadini d'America siamo ora riuniti in un grande sforzo nazionale per ricostruire il nostro paese e ripristinare la sua promessa per tutto il popolo. Insieme determineremo il corso dell'America e del mondo per molti anni a venire", ha aggiunto. In questi anni, ha affermato, "l'establishment ha protetto se stesso, ma non i cittadini del nostro Paese".

 

"Ricostruiremo il nostro Paese con il lavoro e le mani americane", ha ribadito, evidenziando che ogni decisione verrà presa per "proteggere" i lavoratori e le famiglie americane. "La protezione porterà ad una maggiore prosperità e forza - ha scandito Trump - Combatterò con tutto il fiato che ho in corpo e non vi abbandonerò mai. L'America tornerà a vincere di nuovo, a vincere come mai prima. Riavremo i nostri posti di lavoro, i nostri confini, la nostra ricchezza ed i nostri sogni". Gli Usa, in ambito internazionale, secondo Trump uniranno "il mondo civilizzato contro il terrorismo radicale islamico, che cancelleremo completamente dalla faccia della terra"."Renderemo l'America di nuovo forte, di nuovo ricca, di nuovo orgogliosa e, sì, insieme, renderemo l'America di nuovo grande. Grazie, Dio vi benedica, Dio benedica l'America", ha concluso.

Prima della cerimonia, scontri tra gruppi di manifestanti anti-Trump e la polizia. Alcune vetrine di banche e di altri esercizi commerciali sono state infrante mentre gli agenti hanno tentato di contenere le proteste, proteggendo l'accesso alle aree lungo le quali ha sfilato il corteo presidenziale.

Prima del giuramento, Donald e Melania sono stati accolti alla Casa Bianca da Barack e Michelle Obama: il presidente eletto ha rivolto il saluto militare ai Marine di guardia al portico della residenza presidenziale, prima di posare per una foto ufficiale. "Signor presidente eletto, come sta? Congratulazioni!", ha detto Obama stringendo la mano a Trump e a sua moglie. "Fantastico", ha risposto il nuovo presidente degli Stati Uniti. Melania ha offerto a Michelle un regalo di Tiffany.

Ultimo atto di Obama: la grazia a Manning

I leader repubblicani al Congresso hanno criticato la decisione di Barack Obama di commutare la sentenza di Chelsea Manning che permetterà all'ex analista militare transgender, in prigione dal 2010 e condannata nel 2013 da una corte marziale a 35 anni per aver consegnato a Wikileaks materiale top segret, di uscire di prigione il prossimo maggio.

"Mentre io guidavo i miei uomini in Afghanistan, il soldato Manning ci metteva in pericolo consegnando centinaia di migliaia di documenti top secret a Wikileaks", ha dichiarato il senatore Tom Cotton, sottolineando di "non capire perché il presidente provi compassione per qualcuno che ha messo in pericolo la vita delle nostre truppe, dei diplomatici, dell'intelligence e di alleati. Dovrebbe essere trattato come un traditore e non come un martire".

 

Ancora più forte la condanna di Paul Ryan: "Questo è vergognoso, il tradimento di Chelsea Manning ha messo in pericolo la vita di americani ed esposto alcuni dei segreti più importanti della nazioni", ha detto lo Speaker repubblicano, affermando che si rischia di creare un "pericoloso precedente" e di lanciare il messaggio che "chi compromette la nostra sicurezza nazionale non dovrà pagare per questo".

La Casa Bianca ha annunciato la notte scorsa la riduzione della pena per Manning, che negli ultimi anni ha tentato il suicidio due volte per protestare contro il fatto di essere detenuta in una prigione maschile anche dopo la decisione di cambiare sesso, insieme ad una liste di nuove decisioni di grazia. Tra queste la misure in favore del generale dei marines a riposo James Cartwright, ex vice presidente degli Stati Maggiori Riuniti, condannato per aver mentito durante un'inchiesta su una fuga di notizie.

Nel concedere la riduzione di pena a Manning, Obama ha accolto così le richieste di chi considerava la condanna inflitta sproporzionata rispetto ad altri casi simili, e denunciava le sofferenze inflitte dal sistema penitenziario militare a Manning dopo la sua decisione di diventare donna. Una fonte della Casa Bianca ha spiegato che il presidente ha ridotto la pena perché l'ha considerata sproporzionata pur riconoscendo la "gravità dei crimini commessi e che Manning ha ammesso".

"Il presidente crede che questi sei anni trascorsi dietro le sbarre siano una punizione sufficiente", ha concluso affermando che questo gesto non diminuisce "la grande preoccupazione che abbiamo nei confronti dell'operato di Wikileaks". Nei giorni scorsi il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, si era dichiarato pronto ad accettare l'estradizione negli Stati Uniti se Obama avesse graziato Manning.

E se su Twitter Wikileaks definisce la mossa di Obama "una vittoria", al presidente uscente arrivano, sempre via Twitter, i ringraziamenti dell'altro celebre "leaker" degli ultimi anni: "Voglio dirlo con cuore aperto e sincero, grazie Obama", ha twittato Edward Snowden, che aveva rivolto un appello al presidente affermando che solo lui poteva "salvare la vita" a Chelsea.

La Casa Bianca ieri ha comunque escluso la possibilità di un provvedimento simile per la talpa della Cia ricordando come Snowden "sia fuggito nelle braccia di un avversario, rifugiandosi in un Paese che recentemente ha condotto un tentativo concertato di minare la fiducia nella nostra democrazia", riferendosi alla Russia.

ASSANGE - "Grazie a tutti voi che avete sostenuto la campagna per la grazia di Chelsea Manning. Il vostro coraggio e determinazione hanno reso possibile l'impossibile". Così Julian Assange ha commentato, secondo quanto riferisce WikiLeaks, la decisione di Barack Obama.

Nel messaggio non c'è però alcun riferimento a quanto annunciato venerdì scorso dall'attivista australiano che, dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra dove è rifugiato dal 2002, aveva detto che si sarebbe consegnato alle autorità americane se il presidente uscente, come suo ultimo atto, avesse concesso la grazia al suo informatore.

Turchia, il parlamento si trasforma in un ring

ANKARA. La discussione degenera e il Parlamento turco si trasforma in un ring. I rappresentanti dell'AKP e del Partito repubblicano hanno trasformato il dibattito sulla riforma costituzionale in una maxirissa. Non esattamente una novità nel Parlamento turco, che ha vissuto giornate movimentate nel recente passato anche quando all'ordine del giorno c'era l'immunità della classe politica. D'altra parte, pugni e spintoni hanno monopolizzato l'attenzione anche tra gli scranni di altri Parlamenti.

Gerusalemme, camion contro i soldati: 4 morti

GERUSALEMME. Quattro persone sono rimaste uccise oggi a Gerusalemme est, dove un camion ha travolto un gruppo di soldati israeliani che stavano scendendo da un autobus.

La polizia israeliana, che ha subito definito l'attacco un attentato terroristico, ha reso noto che l'autista del camion è stato ucciso. Oltre alle quattro vittime, tre donne ed un uomo tutti ventenni, altre 15 persone sono rimaste ferite, una in modo molto grave nell'attacco che, con una modalità simile a quella degli attacchi di Nizza e Berlino, ha colpito un viale affollato.

Turchia, autobombe
e sparatoria
al tribunale di Smirne: 4 morti

SMIRNE. Sarebbe stata provocata da due autobombe l'esplosione, avvenuta di fronte al tribunale a Smirne, in turco Izmir all'ingresso riservato ai giudici e procuratori. Per ora, riferiscono i media locali, sarebbero quattro i morti, tra cui un ufficiale di polizia e dipendente del tribunale, oltre a due terroristi.Undici i feriti. Le forze dell'ordine sono sulle tracce di un terzo attentatore.

Gli attentatori entrati in azione di fronte al tribunale di Izmir, in Turchia, rende noto il governatore di Izmir, Erol Ayyildiz, avevano due Kalashnikov e otto bombe a mano. Le armi sono state sequestrate dalla polizia. Secondo Ayyildiz, i primi indizi lasciano intravedere la mano dei curdi del Pkk dietro l'attentato.

Secondo l'agenzia Dogan, dopo l'esplosione dell'autobomba, c'è stato uno scontro a fuoco tra due militanti armati e la polizia, che ha ucciso uno di loro. Sempre secondo l'agenzia, lo scoppio è avvenuto di fronte all'ingresso riservato a giudici e procuratori.

Ieri a Izmir sono stati eseguiti oltre 30 arresti in relazione all'attentato della notte di Capodanno a Istanbul.

Sparatoria in un ristorante di Istanbul: almeno 3 feriti

ISTANBUL. Non sarebbe legata al terrorismo la sparatoria avvenuta in un ristorante nel quartiere Fatih di Istanbul, in Turchia. È quanto sostiene l'emittente locale Cnn Turk, secondo la quale almeno tre persone sarebbero rimaste ferite, tra cui il proprietario del locale. Secondo l'emittente, si tratterebbe di un episodio di criminalità.

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