Martedì 13 Novembre 2018 - 6:29

Attacco Tripoli, obiettivo l'ambasciata italiana

Uno degli obiettivi dell'attacco, sferrato stamane all'alba nella capitale libica, sarebbe stata la sede dell'ambasciata italiana. Lo riporta il sito 'Libya Times', secondo il quale "due missili Grad sono stati lanciati contro l'ambasciata italiana e gli uffici del primo ministro" libico, Fayez al-Serraj, colpendo invece il quarto piano del vicino Hotel al-Waddan. Testimoni oculari, citati da 'Libya Times', hanno riferito che il primo missile ha mancato l'ambasciata di "pochi metri" e ha colpito l'albergo, provocando tre feriti, come ha reso noto il ministero dell'Interno del governo di concordia nazionale. Il secondo missile ha mancato gli uffici di al-Serraj su al-Sikka Road centrando un'altra casa, senza provocare vittime. L'identità del gruppo che ha sferrato l'attacco, sottolinea il sito, resta ignota, ma "molti accusano la Settima Brigata" di Tarhuna, mentre altri le "milizie basate nelle caserme di Hamzah situate in un'area a ovest di Tripoli". Jamal al-Kafali, un giornalista che lavora per l'ambasciata libica in Tunisia, ha pubblicato una foto sulla sua pagina Facebook, confermando che i missili erano indirizzati contro l'ambasciata italiana e gli uffici di al-Serraj. Fonti diplomatiche hanno spiegato che l'ambasciata non è stata coinvolta nell'attacco e che il personale diplomatico italiano è rimasto illeso.

Intanto non regge il cessate il fuoco nella zona sud di Tripoli. Secondo quanto scrive su Twitter 'Libya Observer', i gruppi in conflitto hanno rotto la tregua lanciando "colpi di mortaio" in modo indiscriminato su diversi quartieri della capitale" libica. Tra questi uno ha colpito anche stamattina l'Hotel Waddan, poco distante dalla sede dell'Ambasciata italiana a Tripoli, in Libia. Lo ha riferito il sito d'informazione 'Libya Observer', che parla di un bilancio di tre feriti. Fonti diplomatiche hanno spiegato che l'ambasciata non è stata coinvolta nell'attacco e che il personale diplomatico italiano è illeso.

Sporadici scontri a fuoco e lanci di razzi hanno spinto le autorità libiche a chiudere per 48 ore l'aeroporto internazionale di Mitiga, a Tripoli, e a dirottare i voli sullo scalo di Misurata. Lo ha riferito il sito d'informazione 'Libya Herald', precisando che il provvedimento è entrato in vigore ieri dopo che gli scontri tra le milizie, inizialmente limitati alla zona sud della capitale, hanno interessato altre aree di Tripoli. Secondo le autorità locali, almeno 16 razzi sono caduti nei quartieri di Arada, Girgarish, Ghoat Shaal, Siyahia, Wadi Rabea, Furnaj, Sug Juma e Mitiga.

"I governi di Francia, Italia, Regno Unito e Stati Uniti condannano fermamente la continua escalation di violenza a Tripoli e nei suoi dintorni, che ha causato molte vittime e che continua a mettere in pericolo la vita di civili innocenti. Ribadiamo che il Diritto Internazionale Umanitario vieta di colpire la popolazione civile e di sferrare attacchi indiscriminati". E' quanto si legge in una nota diffusa dalla Farnesina in merito agli scontri degli ultimi giorni nella capitale libica. "Questi tentativi di indebolire le legittime autorità libiche e ostacolare il corso del processo politico sono inaccettabili - prosegue la nota - Esortiamo tutti i gruppi armati a cessare immediatamente ogni azione militare e avvertiamo coloro che compromettono la sicurezza a Tripoli o altrove in Libia, che saranno ritenuti responsabili di tali azioni". "Riaffermiamo il nostro forte e costante sostegno al piano d'azione delle Nazioni Unite, come ricordato dal Presidente del Consiglio di Sicurezza il 6 giugno e dal Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite Ghassan Salamé il 16 luglio - si conclude la nota -. Invitiamo tutte le parti ad astenersi da qualsiasi azione che possa mettere in pericolo il quadro politico stabilito con la mediazione dell'Onu, e pienamente sostenuto dalla comunità internazionale".

Il comunicato congiunto di Italia, Francia, Regno Unito e Usa segue l'escalation di violenza che in una settimana ha provocato 39 morti e oltre 100 feriti a Tripoli.

Uccisa dalla polizia Vanessa Marquez, ex star di E.R.

Vanessa Marquez, nota per il suo ruolo dell'infermiera Wendy Godman nella famosa serie televisiva 'E.R.- Medici in prima linea' è stata uccisa dalla polizia californiana. L'attrice, 49 anni, sarebbe stata in preda a una crisi epilettica. "Abbiamo tentato di calmarla per un'ora e mezza, sembrava avere problemi mentali" spiegano gli agenti di South Pasadena, una città della Contea di Los Angeles, alla Cnn.

La polizia era stata chiamata alle 2 di notte da un vicino, preoccupato dalle urla e dai rumori, provenienti dalla casa di Fremont Avenue al civico 1100, ma certo non si aspettava un tale epilogo. La situazione è precipitata quando l'attrice, spiega la polizia, ha estratto un'arma. "Ha tirato fuori una pistola, l'ha puntata contro di noi e abbiamo sparato", raccontano precisando di aver capito soltanto dopo che l'arma era ad aria compressa.

La Marquez è morta poco dopo in ospedale. Da qualche anno soffriva di problemi psicologici. Secondo quanto riferisce Fox News l'attrice, nel cast di E.R. per tre stagioni dal '94 al '97, aveva accusato George Clooney di averla discriminata e di averla fatta mandare via dalla serie televisiva.

Trump: «Impeachment per me? Tutti più poveri»

WASHINGTON. Uno scenario apocalittico. E' quello descritto da Donald Trump in caso di impeachment. "Vi dico una cosa: se venissi messo in stato d'accusa, il mercato crollerebbe e tutti diventerebbero poveri" dice in un'intervista a Fox and Friends, rispondendo a una domanda sull'ipotesi di una richiesta in tal senso da parte dei democratici, dopo le elezioni di midterm. "Non so come si possa chiedere l'impeachment per qualcuno che ha fatto un ottimo lavoro", dice il presidente degli Stati Uniti. "Senza questo all'opera -dice indicando il suo cervello- vedreste numeri a cui non potreste credere". "Se fosse stata eletta Hillary Clinton -aggiunge Trump- avreste avuto dati negativi". Trump snocciola dati e provvedimenti, ''non solo la riforma fiscale'', e fa riferimento agli interventi per modificare i rapporti commerciali con la Cina. Per tutti questi motivi, dice, "merito come voto A+": il massimo, per i parametri americani. "Non credo che un altro presidente abbia fatto quello che ho fatto io in così poco tempo - conclude -. Il più massiccio taglio fiscale della storia, una Corte Suprema che sarà incredibile, l'economia migliore nella storia del Paese...".

Paura in Francia, attacco con coltello: 2 morti

PARIGI. Torna la paura in Francia. Due persone sono morte e una è rimasta ferita in un attacco con coltello a Trappes, sobborgo a una trentina di chilometri da Parigi. Lo riferisce l'emittente Rtl, secondo cui l'aggressore avrebbe urlato "Allah Akbar" durante l'intervento della polizia, a seguito del quale è stato ucciso.

L'uomo, nato nel 1982 e noto ai servizi di sicurezza, era stato condannato nel 2016 per apologia del terrorismo, tuttavia l'aggressione sarebbe riconducibile ad una controversia familiare. I media francesi riferiscono che le due vittime sarebbero la madre e la sorella dell'assalitore. L'Is rivendica la responsabilità dell'attacco. L'agenzia di stampa Amaq, affiliata allo Stato islamico, ha detto che l'aggressore era un "militante dell'Is".

Barcellona un anno dopo l'attentato

BARCELLONA. Barcellona ha ricordato oggi le 16 vittime dell'attentato di un anno fa, in una cerimonia senza incidenti, sulla quale hanno però pesato le tensioni per la crisi secessionista catalana. Arrivati a plaza Catalunya per la commemorazione, re Felipe VI e la regina Letizia sono stati accolti da grida di "viva il Re", ma sulla facciata di uno dei palazzi campeggiava uno striscione con la scritta "Il re di Spagna non è benvenuto nei paesi catalani".

Un altro striscione poco distante ritraeva Felipe mentre stringe la mano al sovrano saudita con il messaggio: "La vostra guerra, i nostri morti. Catalogna solidale con le vittime". 

Malta apre i porti ad Aquarius

Aquarius potrà attraccare a Malta. Si sblocca così la situazione di stallo per la nave di Sos Mediterranee ferma al largo tra Linosa e Malta nelle acque internazionali, con a bordo 141 persone. Dopo l'iniziale rifiuto, il governo maltese "farà una concessione", permettendo alla nave di entrare nei suoi porti, "malgrado non abbia l'obbligo legale di farlo". Questo quanto reso noto dal dipartimento delle Informazioni di Malta, spiegando che i migranti a bordo verranno poi ripartiti fra Francia, Germania, Portogallo e Spagna.

"In seguito a discussioni fra Francia e Malta, alcuni paesi membri dell'Ue, con il supporto della Commissione Europea, hanno convenuto su una responsabilità condivisa rispetto ai migranti salvati a bordo della nave Aquarius", spiega il comunicato maltese.

Il governo di la Valletta ricorda che altri 141 migranti sono stati salvati e portati ieri a Malta. Di questi, 60 verranno distribuiti in altri paesi membri dell'Ue. Il primo ministro maltese Joseph Muscat ha intanto ringraziato su Twitter il presidente francese Emmanuel Macron "per la comune iniziativa per risolvere la questione dell'Aquarius". A quanto scrive El Mundo, la Spagna accoglierà 60 migranti e il Portogallo 30.

Stamane anche la Corsica si era detta pronta ad aprire uno dei suoi porti all'imbarcazione. Secondo quanto riferito su Bfmtv da Jean-Guy Talamoni, il presidente dell'Assemblea della Corsica, si tratta dello stesso stato d'animo di giugno, quando alla nave era già stato negato l'attracco nei porti italiani e maltesi. "La Corsica ha già espresso il suo punto di vista, non è cambiato, ora è necessario che le autorità dello Stato garantiscano che queste persone siano accolte", ha spiegato Talamoni, sottolineando che i migranti a bordo della nave "non sono tutti in buona salute" e "c'è quindi una questione di urgenza". "Se i porti più vicini sono chiusi - ha insistito - gli altri devono essere aperti".

Ieri, dopo una giornata ad alta tensione, le autorità di Gibilterra hanno annunciato che ritireranno a partire dal 20 agosto i permessi che consentono all'Acquarius di navigare battendo bandiera di Gibilterra, sostenendo che l'imbarcazione si era registrata formalmente come barca di ricerche e non come nave di salvataggio.

Aquarius ancora in stallo

Ancora stallo per Aquarius, la nave dell'organizzazione non governative internazionale Sos Mediterrannée con a bordo 141 persone, che si trova attualmente in stand by tra Linosa e Malta nelle acque internazionali. Dopo le risposte negative da Malta e dall'Italia, si attende una soluzione per sbarcare le persone a bordo.

Intanto, la Corsica si è detta sempre pronta ad aprire uno dei suoi porti all'imbarcazione. Secondo quanto riferito su Bfmtv da Jean-Guy Talamoni, il presidente dell'Assemblea della Corsica, si tratta dello stesso stato d'animo di giugno, quando alla nave era già stato negato l'attracco nei porti italiani e maltesi.

"La Corsica ha già espresso il suo punto di vista, non è cambiato, ora è necessario che le autorità dello Stato garantiscano che queste persone siano accolte", ha spiegato Talamoni, sottolineando che i migranti a bordo della nave "non sono tutti in buona salute" e "c'è quindi una questione di urgenza". "Se i porti più vicini sono chiusi - ha insistito - gli altri devono essere aperti".

Ieri, dopo una giornata ad alta tensione, le autorità di Gibilterra hanno annunciato che ritireranno a partire dal 20 agosto i permessi che consentono all'Acquarius di navigare battendo bandiera di Gibilterra, sostenendo che l'imbarcazione si era registrata formalmente come barca di ricerche e non come nave di salvataggio.

Auto si schianta contro barriere Westminster, un arresto

Paura a Londra. Un uomo è stato arrestato dopo essersi lanciato con l'auto contro le barriere di sicurezza del Parlamento. L'incidente è avvenuto alle 07.37 (ora locale) e alcuni pedoni sono rimasti feriti. "Il guidatore - ha spiegato Scotland Yard - è stato arrestato dalla polizia sulla scena dell'incidente. Alcuni passanti sono rimasti feriti. Gli agenti sono sul posto". Il veicolo guidato dall'uomo è stato circondato prima del suo arresto. L'inchiesta è stata affidata all'anti-terrorismo, a riferirlo la Metropolitan Police di Londra: "Mentre continuiamo ad avere la mente aperta ad ogni possibilità, il Counter-Terrorism Command sta guidando l'inchiesta".

CHI ERA ALLA GUIDA - L'accusa per il conducente dell'auto, una Ford Fiesta, è di sospetto terrorismo. L'uomo, di circa vent'anni, è stato portato in una stazione di polizia del sud di Londra per essere interrogato. "È stato arrestato per sospetto di reati terroristici", ha detto la Met Police. Il 20enne - spiega Neil Basu, capo dell'antiterrorismo britannico - non sta cooperando con le forze dell'ordine. Basu precisa che il sospetto non è stato formalmente identificato al momento. Sulla base delle informazioni finora raccolte - ha aggiunto però - "non crediamo che questa persona sia nota al MI5 o all'antiterrorismo". Il veicolo che ha usato viene perquisito dagli agenti ma al suo interno non sono state trovate armi.

FERITI - Scotland Yard fa sapere che a rimanere ferita in modo grave nell'attacco è una donna, ma non sarebbe in pericolo di vita. Insieme a lei, un'altra persona questa mattina è stata trasportata in ospedale dai mezzi di soccorso intervenuti.

COMITATO D'EMERGENZA - Il governo britannico ha convocato intanto una riunione del Comitato Cobra, il comitato per le emergenze di sicurezza, a seguito dell'attacco.

TESTIMONI - Intanto alcuni testimoni oculari hanno detto di aver avuto l'impressione che l'uomo alla guida abbia agito volontariamente. Un testimone ha inoltre riferito alla Bbc che l'autista sembrava aver deliberatamente colpito dei ciclisti in fila al semaforo per entrare nella piazza del Parlamento, prima di schiantarsi ad alta velocità contro la barriera di sicurezza vicino all'area di parcheggio.

"Stavo camminando dall'altra parte della strada, ho sentito un po' di rumore e qualcuno ha urlato, mi sono girata e ho visto una macchina color argento guidare molto velocemente vicino alle recinzioni, forse anche sul marciapiede", ha raccontato una passante, aggiungendo che il veicolo non sembrava avere una targa anteriore quando si è schiantato.

MISURE DI SICUREZZA - La stazione della metropolitana di Westminster è chiusa e le strade intorno a Millbank, Parliament Square e Victoria Tower Gardens sono state isolate. La gente è stata allontanata dall'area, mentre la polizia ha apposto un cordone per il Terrorism Act.

Il Parlamento è circondato da barriere di sicurezza in acciaio e cemento. Le misure sono state estese dopo l'attacco sul ponte di Westminster nel marzo dell'anno scorso, quando Khalid Masood ha investito una dozzina di passanti uccidendo quattro persone, per poi scagliarsi contro gli agenti in servizio all’esterno della Camera dei Comuni, pugnalandone a morte uno prima di essere ucciso dalla polizia.

THERESA MAY - "I miei pensieri vanno alle persone rimaste ferite a Westminster ed i miei ringraziamenti ai servizi di emergenza per la loro immediata e coraggiosa risposta". Così Theresa May su Twitter interviene sull'attacco avvenuto oggi.

Sepolto per gioco sotto la sabbia, muore annegato

Un gioco è finito in tragedia su una spiaggia francese, dove un ragazzo di 21 anni si è sepoltoper scherzo sotto la sabbia ma è morto annegato per il sopraggiungere della marea. Il dramma, racconta il sito France Bleu, si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri sulla spiaggia di Barbatre, sull'isola bretone di Noirmoutier.

Il giovane aveva scavato la buca proprio nel punto dove sopraggiunge la marea. L'acqua del mare ha provocato il crollo delle pareti dello scavo intrappolando il 21enne, che non è riuscito ad uscire neanche con l'aiuto degli amici e di altri bagnanti. Quando i pompieri sono arrivati era ormai troppo tardi.

Noirmoutier è un'isola tidale, raggiungibile dalla terraferma durante la bassa marea lungo una strada che però rimane sommersa con l'alta marea.

Dopo 40 anni trova assassino del fratello grazie a Fb

Dopo quasi 40 anni, utilizzando Facebook, è riuscita a rintracciare il serial killer che ha ucciso suo fratello e la sua ragazza. Come si legge sul 'Sun' il fratello di Penny Farmer, Christopher, aveva 25 anni quando intraprese un viaggio intorno al mondo con la sua innamorata Peta, un'avventura da cui nessuno dei due sarebbe più tornato. Era il 1977. Penny aveva 17 anni.

I due erano stati legati e gettati in mare da Silas Duane Boston, un losco ubriacone che si era offerto di portarli dal Belize al Messico sulla sua barca a vela. I pescatori scoprirono i cadaveri dei due giovani ormai gonfi che galleggiavano nell'acqua nel luglio del 1978. I corpi furono riportati subito nel Regno Unito, dove le autorità confermarono la loro identità. 

Quando Boston incontrò i due ragazzi era in fuga in America centrale per aver presumibilmente violentato una minorenne a Sacramento, ha riferito il Sunday People. All'epoca le autorità britanniche lo rintracciarono e lo interrogarono, ma pare avesse detto loro che la coppia fosse scesa volontariamente dalla sua nave.

Penny, che ora ha 57 anni e sulla storia di suo fratello e di come ha trovato il suo assassino ha scritto un libro ('Dead in the water'), ricorda quando nel 2015 iniziò a investigare sulla morte del fratello. Andò su Facebook e cercò i figli di Boston, Vince e Russell: conosceva i nomi dalle lettere che Peta inviava alla famiglia. La donna contattò i due che confessarono di aver visto il padre legare la coppia e gettare i corpi fuori bordo dopo che Christopher lo aveva accusato di aver fatto del male ai suoi figli. Prima di essere buttati in mare ancora vivi, i due erano stati torturati dall'uomo.

Vince e Russell raccontarono anche il padre aveva assassinato la loro madre Mary-Lou quando erano bambini e che poteva essere responsabile di più morti. La polizia di Sacramento ha finalmente rintracciato nel dicembre 2016 Boston che è stato accusato degli omicidi di Christopher e Peta. L'uomo, la cui salute stava peggiorando dopo anni di abuso di alcol, è morto in carcere a 76 anni, solo tre settimane prima che Penny e sua madre Audrey partecipassero a un'udienza preliminare negli Stati Uniti.

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