Lunedì 21 Agosto 2017 - 10:23

Allarme attentato in Germania: stop a festival rock. Evacuati in 90mila

BERLINO. Incubo terrorismo in Germania. Ieri sera, intorno alle 21:30 è stato interrotto il festival 'Rock am Ring', popolare rassegna rock che si tiene presso il circuito automobilistico del Nürburgring. Gli organizzatori hanno invitato decine di migliaia di spettatori - circa 90mila - ad allontanarsi ordinatamente dalla zona del concerto per paura di un attacco terroristico. "La polizia - hanno spiegato gli organizzatori della kermesse - ci ha detto di interrompere il festival a causa di una minaccia terroristica". E stato quindi chiesto a tutti i partecipanti di "allontanarsi dall'area e di dirigersi verso l'uscita e il campeggio in modo calmo e controllato".

"Dovevamo prendere questa decisione, tutti gli esperti erano d'accordo, non avevamo altra scelta", ha detto il ministro dell'Interno della Renania-Palatinato. Il ministro dell'Interno federale, Thomas de Maiziere, ha sostenuto la decisione di interrompere il concerto: "Lewentz ha il mio pieno sostegno in questa difficile e ponderata decisione, la sicurezza dei partecipanti al festival deve avere la priorità". Ora è in corso l'inchiesta che "è concentrata su alcuni punti", ha detto ancora Lewentz, precisando che in mattinata verrà presa la decisione se il festival continuerà o no.

Gli investigatori stanno concentrando le indagini su due uomini, addetti del circuito che ospita il festival, fermati ieri notte. Si sospetta che abbiano lasciato qualcosa nel luogo del concerto, riporta il giornale Bild. I media tedeschi hanno pubblicato anche le foto di cani anti-bomba che controllavano la zona ieri notte.

Clima, Usa fuori da accordo di Parigi

Donald Trump ha già preso la decisione finale di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo di Parigi sul clima. Lo rivela oggi il sito Axios, citando due fonti direttamente informate secondo le quali il presidente sarebbe determinato allo strappo con il resto della comunità internazionale, nonostante le pressioni ricevute in senso opposto dai leader stranieri, e dal Papa, durante il suo recente viaggio in Europa.

Secondo il sito di informazione politica, Trump starebbe mettendo a punto il modo in cui attuare il ritiro dall'accordo, che è stato firmato da 195 Paesi, con una piccola squadra guidata dal capo dell'agenzia dell'Ambiente, Scott Pruitt.

Egitto, strage di cristiani: 35 morti

E' di 35 morti e decine di feriti il bilancio dell'attacco sferrato contro un bus che trasportava cristiani copti a Minya, nel sud dell'Egitto . Lo ha riferito sulla sua pagina Facebook il vescovo copto Ermia, precisando che gli assalitori hanno sparato contro due pullman diretti al monastero di San Samuele: sul primo viaggiavano i bambini, mentre sul secondo c'erano a bordo donne e uomini. Insieme ai due pullman viaggiava anche un mezzo del monastero. L'agguato, ha sottolineato il vescovo, è avvenuto "di fronte alla collina di Abu Tartour".

Il ministero dell'Interno in una nota ha fornito altri dettagli sull'attacco, che ancora non è stato rivendicato. In azione è entrato un commando di una decina di persone, a volto coperto e con uniformi militari, che a bordo di tre jeep hanno aperto il fuoco "in modo indiscriminato" contro i cristiani copti.

Il ministero ha precisato che le forze di sicurezza hanno lanciato un'operazione per rintracciare i responsabili della strage, mentre la procura generale egiziana ha aperto un'inchiesta. Dopo l'attacco il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha convocato immediatamente una riunione straordinaria con i vertici della sicurezza.

Il Grande Imam di Al-Azhar (la massima istituzione dell'islam sunnita con sede al Cairo), Ahmad al-Tayyib, ha condannato la strage, avvenuta alla vigilia dell'inizio del Ramadan, parlando di episodio "inaccettabile per i musulmani e per i cristiani". "Questi traditori hanno violato tutti i principi della religione e i valori dell'umanità", ha commentato il gran mufti d'Egitto, Shawki Allam.

Grecia, bomba in auto: grave ex premier Papademos

ATENE. L'ex premier greco Lucas Papademos è rimasto ferito in un'esplosione che ha investito l'auto a bordo della quale si trovava. Lo riportano i media greci secondo cui Papademos si trovava nel centro di Atene quando è avvenuta la deflagrazione. Papademos è stato a capo del governo tra il novembre 2011 e il maggio 2012 e prima era stato vicepresidente della banca centrale europea dal 2002 al 2010.

Oltre a Papademos, diverse altre persone sarebbero rimaste ferite nell'esplosione avvenuta, secondo le prime ricostruzioni di cui dà notizia Kathimerini, a seguito dell'apertura di una lettera o un pacco. Del ferimento di Papademos riferisce l'agenzia di stampa ANA-MPA, senza fornire dettagli, mentre secondo Kathimerini l'ex premier sarebbe rimasto colpito alle mani e alle gambe. Con lui ci sarebbero altri due feriti, tra cui l'austista.

Manchester, fuga di notizie: Londra furiosa con gli Usa

LONDRA. La polizia che indaga sull'attentato alla Manchester Arena ha smesso di condividere le informazioni con gli Stati Uniti dopo la pubblicazione dei leak sull'inchiesta da parte della stampa statunitense. Lo riferisce la Bbc, spiegando che la polizia del Greater Manchester spera di riprendere presto le normali relazioni di intelligence, ma è attualmente "furiosa" per le fotografie pubblicate dal 'New York Times' che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attacco.

I media americani hanno anche diffuso il nome dell'attentatore, nome che Londra avrebbe voluto mantenere riservato. La premier britannica Theresa May dovrebbe sollevare la questione con Donald Trump che incontrerà a Bruxelles per il vertice della Nato.

Il fratello del kamikaze di Manchester preso a Tripoli

Il terrorista Salman Abedi non avrebbe agito da solo. "E' chiaro che c'è una rete su cui stiamo indagando" dichiara il capo della polizia di Manchester Ian Hopkins, secondo quanto riferisce la Bbc. Cinque persone sono state arrestate, tra cui anche il padre e il fratello del sospettato. Secondo il Daily Mail, che ha diffuso le immagini dell'arresto, l'operazione è scattata alle 10.30 di questa mattina, di fronte a un supermarket della catena Morrisons a Chorlton-Cum-Hardy, nella zona di Manchester sud. Agenti arrivati sul luogo a bordo di una Mercedes nera hanno ordinato all'uomo, che è manager nel settore dell'IT, di stendersi a terra.

Stiamo conducendo "perquisizioni estese" attraverso Manchester, ha aggiunto Hopkins, lasciando intendere che si cercano ancora dei possibili complici. Già il ministro dell'Interno Amber Rudd aveva fatto capire che il terrorista non aveva agito da solo.

PADRE E FRATELLO IN MANETTE - Ad annunciare l'arresto del fratello del kamikaze, la forza speciale di deterrenza di Tripoli che ha fermato Hashem Abedi, il minore dei fratelli dell'autore della strage. L'arresto è avvenuto la sera del 23 maggio a Tripoli.

A far scattare l'operazione è stato il fatto che Hashem abbia preso in consegna una somma consistente di denaro, 4.500 dinari libici, inviatagli dal fratello maggiore Salman prima dell'attentato kamikaze. Durante l'interrogatorio Hashem ha ammesso di far parte, insieme al fratello deceduto, del sedicente Stato islamico (Is) e di essere stato in Gran Bretagna durante la fase di preparazione dell'attentato.

Hashem si è quindi detto al corrente di tutti i dettagli dell'azione condotta dall'Is. Hashem ha inoltre spiegato di aver lasciato la Gran Bretagna lo scorso 16 aprile e da allora di essere sempre stato in contatto con il fratello.

In manette anche Ramadan Abedi, padre dell'attentatore arrestato anche lui nel tardo pomeriggio a Tripoli. Responsabile amministrativo delle Forze di sicurezza centrale a Tripoli, l'uomo è stato prelevato da tre veicoli militari. In precedenza Ramadan Abedi aveva dichiarato che suo figlio era innocente, descrivendolo come ''molto religioso'' e affermando che si era sempre espresso ''contro attacchi simili sferrati in passato''. Spiegando di aver parlato al telefono con il figlio cinque giorni fa, l'uomo aveva detto che Salman si stava preparando all'hajj, il pellegrinaggio annuale in Arabia Saudita.

Un altro sospetto è stato poi arrestato nel pomeriggio in connessione all'attacco suicida. L'uomo "era in possesso di un pacchetto che stiamo esaminando", si legge in un comunicato della polizia britannica.

Strage di Manchester, il kamikaze Abedi non era solo

Il livello di allerta in Gran Bretagna è stato elevato al massimo dopo l'attentato di Manchester. Lo ha annunciato la premier Theresa May.

La decisione è stata presa perché gli inquirenti non sono in grado di escludere che l'attentatore, identificato come Salman Abedi, non fosse solo. Saranno quindi dispiegati militari (centinaia secondo la Bbc, non migliaia) a protezione dei luoghi pubblici considerati più a rischio. Abedi aveva 22 anni, era cittadino britannico di origini libiche, studente all'Università di Salford.

Il massimo livello di allerta significa che si teme come"imminente" un altro attacco terroristico, dopo quello che ha colpito la Manchester Arena lunedì sera. C'è una possibilità che non può essere ignorata, ha detto Theresa May, che "un gruppo più ampio di individui" sia stato coinvolto nell'attentato di lunedì rivendicato dall'Is, oltre a quello che si è fatto esplodere.

TRE ARRESTI - Sembra inoltre "probabile" che il kamikaze dell'attacco non abbia agito da solo. E' quanto ha detto il ministro degli Interni britannico Amber Rudd. La polizia britannica ha infatti reso noto di aver arrestato altre tre persone nell'area di Manchester, in relazione all'attentato di lunedì sera.

Dopo la strage, in Libia c'è chi si dice per nulla sorpreso e chi invece manifesta stupore e auspica che "non si creda che tutti i libici sono terroristi". Il massacro di lunedì sera è stato attribuito ad Abedi, nato a Manchester in una famiglia di origini libiche. E la Libia, nel caos dalla fine dell'era di Muammar Gheddafi, si risveglia tra interrogativi e timori.

Il giornale online Libya Herald ha dato voce a Reda Fhelboom, giornalista libico che ha vissuto per anni a Manchester. "La Gran Bretagna concede loro asilo - ha detto - e ora paga il prezzo per aver trascurato la loro ideologia estremista".

"Sentire che i responsabili dell'attacco sono libici non è stata una sorpresa perché so che ci sono molti estremisti libici che vivono a Manchester", ha affermato Fhelboom. Manchester, ricorda il giornale, è nota per ospitare una delle più grandi comunità di libici espatriati. Il nome dell'attentatore rivelato è quello del 23enne "Salman Abedi": il Libya Herald scrive che ha la doppia cittadinanza libica e britannica e che sulla sua carta d'identità libica il nome indicato è "Sulaiman". La famiglia, scrive il giornale, sarebbe originaria dell'est della Libia, di Guba, ma il padre di Abedi, Ramadan, sarebbe nato a Tripoli.

Anche Aguila Saleh, il presidente della Camera dei Rappresentanti (il Parlamento di Tobruk) - sottolinea il giornale - è originario di Guba. Fonti citate dal Libya Herald descrivono Ramadan Abedi come un "federalista della Cirenaica", ma non noto per essere un estremista. Tra i libici interpellati dal Libya Herald c'è anche chi, come Mousa al-Naili, si dice "molto amareggiato" ed esprime vicinanza alle famiglie delle vittime della strage di Manchester insieme alla speranza che "non si creda che tutti i libici siano terroristi".

Intanto, secondo quanto ha reso noto il ministero degli Esteri di Varsavia, ci sono "almeno due polacchi" tra le vittime dell'attacco alla fine del concerto di Ariana Grande. La coppia uccisa nell'esplosione stava aspettando le due figlie. Un terzo polacco, un uomo, è fra i 59 feriti nell'esplosione.

Manchester, arrestato il fratello dell'attentatore

MANCHESTER. Arrestato anche Ismail Abedi, il fratello 23enne dell'attentatore della Manchester Arena. Secondo il Daily Mail, che ha diffuso le immagini dell'arresto, l'operazione è scattata alle 10.30 di questa mattina, di fronte a un supermarket della catena Morrisons a Chorlton-Cum-Hardy, nella zona di Manchester sud. Agenti arrivati sul luogo a bordo di una Mercedes nera hanno ordinato all'uomo, che è manager nel settore dell'IT, di stendersi a terra. 

In Gran Bretagna sale la paura per un attacco imminente

LONDRA. Il livello di allerta in Gran Bretagna è stato elevato al massimo dopo l'attentato di Manchester. Lo ha annunciato la premier Theresa May.

La decisione è stata presa perché gli inquirenti non sono in grado di escludere che l'attentatore, identificato come Salman Abedi, non fosse solo. Saranno quindi dispiegati militari (centinaia secondo la Bbc, non migliaia) a protezione dei luoghi pubblici considerati più a rischio. Abedi aveva 22 anni, era cittadino britannico di origini libiche, studente all'Università di Salford.

Il massimo livello di allerta significa che si teme come "imminente" un altro attacco terroristico, dopo quello che ha colpito la Manchester Arena lunedì sera. C'è una possibilità che non può essere ignorata, ha detto Theresa May, che "un gruppo più ampio di individui" sia stato coinvolto nell'attentato di lunedì rivendicato dall'Is, oltre a quello che si è fatto esplodere.

Sembra inoltre "probabile" che il kamikaze dell'attacco non abbia agito da solo. E' quanto ha detto il ministro degli Interni britannico Amber Rudd.

Dopo la strage, intanto, in Libia c'è chi si dice per nulla sorpreso e chi invece manifesta stupore e auspica che "non si creda che tutti i libici sono terroristi". Il massacro di lunedì sera è stato attribuito ad Abedi, nato a Manchester in una famiglia di origini libiche. E la Libia, nel caos dalla fine dell'era di Muammar Gheddafi, si risveglia tra interrogativi e timori.

Il giornale online Libya Herald ha dato voce a Reda Fhelboom, giornalista libico che ha vissuto per anni a Manchester. "La Gran Bretagna concede loro asilo - ha detto - e ora paga il prezzo per aver trascurato la loro ideologia estremista".

"Sentire che i responsabili dell'attacco sono libici non è stata una sorpresa perché so che ci sono molti estremisti libici che vivono a Manchester", ha affermato Fhelboom. Manchester, ricorda il giornale, è nota per ospitare una delle più grandi comunità di libici espatriati. Il nome dell'attentatore rivelato è quello del 23enne "Salman Abedi": il Libya Herald scrive che ha la doppia cittadinanza libica e britannica e che sulla sua carta d'identità libica il nome indicato è "Sulaiman". La famiglia, scrive il giornale, sarebbe originaria dell'est della Libia, di Guba, ma il padre di Abedi, Ramadan, sarebbe nato a Tripoli.

Anche Aguila Saleh, il presidente della Camera dei Rappresentanti (il Parlamento di Tobruk) - sottolinea il giornale - è originario di Guba. Fonti citate dal Libya Herald descrivono Ramadan Abedi come un "federalista della Cirenaica", ma non noto per essere un estremista. Tra i libici interpellati dal Libya Herald c'è anche chi, come Mousa al-Naili, si dice "molto amareggiato" ed esprime vicinanza alle famiglie delle vittime della strage di Manchester insieme alla speranza che "non si creda che tutti i libici siano terroristi".

Intanto, secondo quanto ha reso noto il ministero degli Esteri di Varsavia, ci sono "almeno due polacchi" tra le vittime dell'attacco alla fine del concerto di Ariana Grande. La coppia uccisa nell'esplosione stava aspettando le due figlie. Un terzo polacco, un uomo, è fra i 59 feriti nell'esplosione.

Manchester, kamikaze al concerto: 22 morti e 59 feriti. Rivendicazione dell'Isis

MANCHESTER. Il Regno Unito precipita ancora nel terrore: 22 persone sono morte e 59 - compresi 12 ragazzi sotto i 16 ann i- sono rimaste ferite nell'esplosione avvenuta ieri sera a Manchester, alla fine di un concerto di Ariana Grande. L'attacco è stato rivendicato dall'Isis. Rita Katz - direttrice di Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste sui social media - ha diffuso tramite Twitter un messaggio dell'organizzazione nel quale il sedicente Stato Islamico rivendica "la morte e il ferimento di circa 100 crociati nell'esplosione di ordigni nella città britannica di Manchester".​ "Per terrorizzare i miscredenti e in risposta alla loro ostilità nei Paesi dei musulmani - si legge nel testo - uno dei soldati del califfato è riuscito a piazzare ordigni esplosivi nel mezzo di assembramenti di crociati nella città britannica di Manchester. Questi ordigni sono esplosi al Manchester Arena, edificio destinato a ospitare eventi dissoluti, causando la morte di circa 30 crociati e il ferimento di altri 70". "Quello che verrà dopo - si legge nella frase conclusiva del messaggio - sarà ancora più forte e dannoso per gli adoratori della croce e i loro alleati".

L'attacco è avvenuto poco dopo le 22.30 alla Manchester Arena, dove la cantante si era appena esibita davanti a una folla composta per lo più da adolescenti. Alcuni media hanno parlato di una "bomba farcita di chiodi" usata come ordigno. Il capo della polizia di Manchester, Ian Hopkins, ha confermato che si è trattato di una singola esplosione provocata da un attentatore kamikaze che aveva un "ordigno rudimentale che ha fatto detonare provocando questa atrocità". Tra le vittime, ha spiegato il capo della polizia, ci sono bambini.

ARRESTI. Secondo quanto riferisce la Bbc un 23enne è stato arrestato in relazione all'attentato. La polizia di Manchester, invece, fa riferimento ad altri due arresti ed effettuato una esplosione controllata, in relazione all'attacco di ieri sera Manchester. "La polizia ha eseguito degli arresti, uno a Whalley Range, e uno a Fallowfield, dove vi è stata un'esplosione controllata, nell'ambito delle indagini sul'orribile attacco della scorsa notte alla Manchester Arena", si legge in un comunicato.

L'ATTENTATORE. L'attentatore sarebbe cittadino britannico o di origine britannica. Lo rende noto la Bbc, precisando però che questa informazione non è stata al momento confermata da fonti ufficiali. Hopkins ha esortato la stampa a non "fare speculazioni sulla sua identità o fare circolare nomi". "Questa è un'inchiesta complessa ed ampia ancora in corso", ha aggiunto facendo capire che gli inquirenti non vogliono compromettere le indagini in corso diffondendo l'identità dell'attentatore.

"La nostra priorità è di lavorare insieme all'antiterrorismo nazionale e alle agenzie di intelligence per stabilire più dettagli sull'individuo che ha condotto l'attacco", ha detto ancora il capo della polizia, sottolineando che la "priorità è anche stabilire se abbia agito da solo o collegato a una rete".

I FATTI. La deflagrazione è avvenuta nel foyer, poco lontano dalla biglietteria, mentre gli spettatori stavano iniziando a lasciare l'area, tra le più grandi in Europa, che ha una capienza di circa 20mila persone. E ieri sera, per Ariana Grande, era affollata di giovanissimi. In pochi minuti è stato il panico, con centinaia di persone che urlavano, cercando una via di fuga, come mostrano i video pubblicati sui social. La folla si è subito riversata in strada, mentre arrivavano i primi soccorsi. Tante le testimonianze dei presenti, per lo più confuse.

"Ariana aveva appena finito di cantare e stava lasciando il palco - ha raccontato un testimone alla Cnn - Mi sono guardando intorno perché ho sentito un boato, e poi tanta gente che urlava e piangeva e si riversava verso l'uscita, per allontanarsi dall'arena". All'inizio si è parlato di due esplosioni, ma poi la polizia ha fatto chiarezza, specificando che si trattava di una sola deflagrazione. Pochi minuti dopo l'esplosione un secondo pacco sospetto è stato trovato poco distante dal luogo dell'attacco ed è stato fatto brillare, ma si è trattato di un falso allarme. Su Twitter, Ariana Grande si è detta "distrutta" .

LA PREMIER THERESA MAY. Stamattina la premier inglese Theresa May ha convocato il comitato per la Sicurezza 'Cobra' e ha poi sospeso la campagna elettorale del partito conservatore in vista delle elezioni del prossimo mese. La premier britannica ha parlato di "orribile attacco terroristico". Tutti gli attacchi sono "terribili", ha detto May in una dichiarazione davanti a Downing Street, ma quello di Manchester è "orribile, disgustoso e vigliacco". Lo "spirito di Manchester" ha aggiunto May, è raffigurato dalle immagini delle squadre di emergenza che hanno prestato soccorso alle vittime dell'attentato di ieri sera. I terroristi non vinceranno, ha quindi ribadito, e "i nostri valori prevarranno sempre".

Si tratta del peggiore attentato nel Regno Unito dal 7 luglio del 2005, quando a Londra una serie di esplosioni causate da attentatori suicidi provocarono 56 morti.

FARNESINA. Anche l'Unità di crisi della Farnesina e l'Ambasciata d'Italia a Londra "sono in stretto contatto con le autorità inglesi per verificare l'eventuale presenza di italiani e prestare ogni possibile assistenza ai connazionali presenti nel Regno Unito in relazione all'esplosione avvenuta a Manchester questa notte" si legge in una nota del ministero degli Esteri.

 

LA VITTIMA PIU' PICCOLA. È una bambina di otto anni della Tarleton Community Primary School la vittima più giovane dell'attacco alla Manchester Arena. Lo hanno confermato le autorità della contea di Lancashire, aggiungendo che si tratta della piccola Saffie Rose Roussos, della città di Leyland.

"La notizia della morte di Saffie in questo attacco terribile è diventata un tremendo shock per tutti noi e vorrei inviare le nostre più profonde condoglianze a tutta la famiglia e gli amici", ha dichiarato Chris Upton, direttore della scuola primaria frequentata dalla bambina.

"Il pensiero che chiunque potesse andare a un concerto e non tornare a casa è straziante", ha aggiunto Upton, ricordando che "Saffie era una bambina bellissima in ogni senso. Era amata da tutti e il suo calore e la gentilezza sarà ricordato con affetto". "Il nostro obiettivo è ora aiutare gli alunni e il personale a far fronte a questa notizia scioccante", ha concluso.

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