Martedì 13 Novembre 2018 - 5:42

Spagna, crolla pontile al concerto: 300 feriti

Oltre 300 persone sono rimaste feritecinque in modo grave, quando un pontile in legno è crollato durante un concerto del Festival della musica e cultura urbana sul lungomare di Vigo, in Spagna. Il sindaco della città della Galizia, Abel Caballero, ha confermato che non vi sono morti. Mentre il responsabile per la Sanità del governo locale, Jesús Vázquez Almuiña, ha precisato che delle 312 persone ricorse alle cure mediche sono nove quelle che rimangono ricoverate.

Come mostrano i video pubblicati sulla Rete, l'incidente ha provocato caos e terrore, quando, dopo che ha ceduto il legno del sovraffollato pontile, molte persone sono cadute in mare ed altre sono rimaste intrappolate nelle travi crollate.

Aquarius senza porto, appello ai governi Ue

"Aquarius fa rotta verso nord con 141 sopravvissuti a bordo". È quanto si legge sull'account Twitter di Sos Mediterranee, che insieme a Medici Senza Frontiere chiede "ai governi europei di assegnare un luogo sicuro di sbarco più vicino in conformità con il diritto marittimo internazionale, in modo che le persone salvate in mare possano essere sbarcate e la Aquarius possa urgentemente continuare a prestare la necessaria assistenza umanitaria".

Nel comunicato, le due associazioni che gestiscono la nave di soccorso ricordano che lo scorso venerdì, la Aquarius prima "ha salvato 25 persone trovate alla deriva su una piccola barca di legno senza motore a bordo". Più tardi, ha messo in salvo 116 persone, compresi 67 minori non accompagnati, che si trovavano a bordo di una seconda imbarcazione di legno sovraffollata.

"Durante entrambe le operazioni di salvataggio, la Aquarius ha informato delle attività tutte le autorità competenti, tra cui i Centri di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Italia, Malta e Tunisia, nonché il Centro di Coordinamento Congiunto di Soccorso libico, il quale ha confermato di essere l’autorità di coordinamento dei soccorsi" continua il comunicato, sottolineando che le autorità libiche hanno informato "la Aquarius che non avrebbe assegnato un luogo sicuro di sbarco e ha ordinato alla nave di richiederlo a un altro Centro di Coordinamento". Così la nave "si sta ora dirigendo verso nord per richiedere il luogo sicuro di sbarco più vicino a un altro Centro di Coordinamento".

Su Twitter Msf fa sapere che "le condizioni di salute delle persone soccorse sono stabili, ma molti sono estremamente deboli e denutriti". E, si legge ancora nel comunicato delle due associazioni, le persone salvate hanno raccontato di aver incrociato altre cinque navi che non hanno offerto alcuna assistenza, prima di essere soccorse dall'Aquarius.

"Sembra che sia a rischio il principio stesso di fornire assistenza alle persone in pericolo in mare. Le navi potrebbero non essere disposte a rispondere a coloro che sono in difficoltà a causa dell’alto rischio di rimanere bloccate e di vedersi negare un luogo sicuro di sbarco", ha dichiarato ha dichiarato Aloys Vimard, coordinatore di Msf a bordo di Aquarius.

"In questo momento stiamo seguendo le istruzioni del Centro di Coordinamento Congiunto di Soccorso libico e contatteremo debitamente altri Centri di coordinamento per un posto sicuro dove sbarcare le persone soccorse che abbiamo a bordo - ha dichiarato Nick Romaniuk, coordinatore dei soccorsi per Sos Mediterranee -. Ciò che è di massima importanza è che i superstiti siano portati senza ritardi in un luogo sicuro di sbarco, dove si possa rispondere ai loro bisogni di base e dove possano essere protetti dagli abusi".

Siria, esplode deposito: 12 bambini tra le vittime

Almeno 39 civili, tra i quali 12 bambini, sono rimasti uccisi nella potente esplosione avvenuta oggi ad Idlib, la provincia roccaforte dell'opposizione siriana vicino al confine con la Turchia. Secondo quanto riporta l'Osservatorio siriano per i diritti umani, l'esplosione è avvenuta in un deposito di munizioni che si trovava in un palazzo residenziale nella cittadina di Sarmada, nel nord ovest della provincia.

Il palazzo di diversi piani sarebbe crollato nell'esplosione, secondo quanto riportano attivisti locali che parlando di un bilancio di vittime più alto, oltre cinquanta morti ed almeno 70 feriti. "Squadre di soccorso e vigili del fuoco stanno ancora lavorando per estrarre i corpi della macerie", hanno detto queste fonti alla Dpa.

Paura a Manchester, spari nella notte: 10 feriti

E' di dieci feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni ma non in pericolo di vita, il bilancio dell'attacco avvenuto nelle prime ore di questa mattina a Manchester, in Inghilterra, dove sono stati uditi dei colpi di arma da fuoco.

Secondo quanto riferito dall'Associazione della Stampa Britannica, intorno alle 2,30 ora locale di stanotte, nel quartiere di Moss Side nel centro di Manchester, la Polizia è intervenuta in seguito ad alcuni colpi di arma da fuoco sparati non si sa da chi. Gli agenti hanno trovato i dieci feriti e "stanno cercando di stabilire le cause e i responsabili dell'attacco", ha riferito il coordinatore delle indagini, Debbie Dooley, spiegando che l'area sarà pattugliata e controllata nei prossimi giorni.

La polizia sta cercando di parlare con il maggior numero di persone possibile. Qualche ora prima del fatto, nella zona si era svolto il Carnevale caraibico ma l'evento a quell'ora era ormai concluso.

Ruba un aereo e si schianta dopo decollo

Tutti i voli sono stati fermati ieri notte all’aeroporto internazionale Seattle-Tacoma dopo che una persona ha rubato un aereo ed è decollato senza permesso sorvolando il Puget Sound.

Secondo quanto hanno riportato le autorità locali, il velivolo è stato rubato da un meccanico della compagnia aerea Alaska Airlines che, dopo un inseguimento da parte dei caccia F15, si è schiantato sull'isola di Ketron. In un audio della torre di controllo, si sente l'uomo che scherza con i controllori del traffico aereo dicendo che stava per finire in prigione.

Alaska Airlines ha detto di essere a conoscenza di un "incidente che ha coinvolto un decollo non autorizzato di un Horizon Air Q400", aggiungendo che riteneva che non ci fossero passeggeri a bordo dell’aereo. Un Bombardier Q400 può trasportare circa 76 passeggeri.

Sparatoria in Canada, 4 morti

Sparatoria nel Canada orientale, dove a Fredericton, nel New Brunswick, ci sono state "molteplici vittime". Lo riferisce la polizia canadese, secondo quanto riporta la Bbc. Almeno quattro persone risultano uccise. La sparatoria è avvenuta in una zona residenziale, a Brookside Drive. La polizia ha invitato i residenti della zona a rimanere all'interno delle loro abitazioni.

Nuovo arresto per Ullrich, accusato di abusi

Secondo arresto nel giro di una settimana per l'ex ciclista Jan Ullrich. Il 44enne tedesco, secondo quanto riporta 'Bild', è accusato di lesioni gravi nei confronti di una prostituta. Al momento dell'arresto si trovava in un hotel di lusso a Francoforte con la donna, che lo ha accusato di abusi. Venerdì scorso il vincitore del Tour de France del 1997 è stato arrestato a Palma di Maiorca dopo aver aggredito l’attore e regista tedesco Til Schweiger. In questi giorni era rientrato in Germania per sottoporsi ad una terapia per combattere la dipendenza da alcol e droghe.

Indonesia, nuova forte scossa

Nuova forte scossa di terremoto sull'isola di Lombok, in Indonesia, colpita pochi giorni fa da un sisma di magnitudo 7.0 che ha devastato la regione, uccidendo almeno 168 persone. Secondo i primi rilievi, la scossa di assestamento aveva una magnitudo 6.2.

Il terremoto ha colpito alle 12:25 ora locale (le 6:25 in Italia) con epicentro a 6 chilometri a nord-ovest del distretto di Lombok settentrionale, a una profondità di 12 chilometri, ha detto l'Agenzia meteorologica, climatica e geofisica. Nessun allarme tsunami, ha aggiunto l'Agenzia, che in tutto ha registrato 355 scosse di assestamento da domenica.

LE VITTIME - Continua a salire intanto il bilancio delle vittime. Secondo il portavoce della protezione civile Sutopo Nugroho i morti sono 168, ma potrebbero aumentare "in modo significativo". Inoltre, "ci stiamo coordinando con il comando militare locale in modo che le cifre corrispondano" ha detto, dopo che le autorità locali avevano fornito cifre molto più elevate e che l'esercito di Lombok aveva portato il bilancio delle vittime a 381. "I dati sulle vittime devono includere nomi, età, sesso e indirizzi per la verifica. I nostri dati sono ufficiali", ha affermato.

I FERITI - Sono invece circa 1.500 le persone ricoverate in ospedale con gravi ferite e oltre 156.000 gli sfollati. Il governo locale ha distribuito 100 tonnellate di riso e 200 camion sono stati dispiegati per fornire cibo, coperte, acqua e vestiti alle aree colpite. Ma alcuni sopravvissuti hanno dichiarato di non aver ricevuto ancora nessun tipo di aiuto quattro giorni dopo il disastro.

Argentina, no all'aborto. Scontri in piazza

I senatori argentini hanno respinto la proposta per la legalizzazione dell'aborto, mettendo fine alle speranze delle organizzazioni femministe, anche se il disegno di legge era stato approvato a giugno dalla Camera dei deputati. Al termine di un dibattito durato 16 ore, 38 senatori hanno detto 'No' al testo che prevedeva interruzione volontaria della gravidanza durante le prime 14 settimane, 31 hanno votato a favore e due si sono astenuti.

Dopo il voto sono scoppiati violenti scontri a Buenos Aires: i manifestanti pro-aborto hanno lanciato pietre e bottiglie e dato fuoco a cumuli di immondizia a pochi metri dall'ingresso del parlamento argentino. La polizia ha risposto sparando gas lacrimogeni; diverse persone arrestate. Il gruppo che ha causato i disordini è stato tuttavia una minoranza rispetto alla dimostrazione pacifica con la quale decine di migliaia di persone - sia favorevoli che contrari alla legge - hanno atteso, nonostante il maltempo, l'esito del dibattito-fiume al Senato.

Tra i senatori che hanno votato a favore c'è stata Cristina Fernandez de Kirchner, presidente della Repubblica argentina dal 2007 al 2015, che ha affermato di essersi opposta in precedenza, ma che "le migliaia di ragazze che hanno manifestato per le strade" a sostegno della legge le avevano fatto cambiare idea. "Non è una questione di credenze, ma di un problema che esiste" ha detto Fernandez.

IN PIAZZA - A Buenos Aires la piazza era divisa tra gli attivisti abortisti che indossavano sciarpe verdi e gli oppositori, con indosso fazzoletti celesti. Raduni sono stati organizzati anche nei capoluoghi di provincia argentini, in Spagna e in altre città straniere.

Centinaia hanno manifestato in Messico e Costa Rica a sostegno degli attivisti pro-aborto argentini. Il motto della campagna era 'L'educazione sessuale deve essere in grado di decidere, i contraccettivi per non abortire e l'aborto legale per non morire'. Secondo l'arcivescovo di Buenos Aires, Mario Poli, "il disegno di legge mette degli esseri umani indifesi e vulnerabili che si trovano in gestazione in una strada senza uscita, senza possibilità di difendersi, senza giudizio né processo".

MACRI - Il presidente Mauricio Macri, dal canto suo, aveva incoraggiato il parlamento a discutere la questione, nonostante si fosse detto personalmente "a favore della vita": "Non importa quale sarà il risultato" nel voto, ha twittato Macri. "Oggi vince la democrazia" ha aggiunto, definendo il voto "trascendentale" e incoraggiando gli argentini ad "accettare che ci siano altri che la pensano in modo diverso".

Attualmente l'Argentina consente di interrompere una gravidanza solo in caso di stupro o rischio per la vita della madre. La nuova legislazione avrebbe permesso alle donne di abortire negli ospedali pubblici gratuitamente fino alla 14esima settimana. In base alla legge argentina, con il 'No' del Senato tali proposte non potranno più essere presentate al Congresso per un anno, ossia fino al 2019, quando terminerà l'attuale legislatura.

I DATI - Le organizzazioni della società civile hanno stimato che 500.000 aborti illegali vengono eseguiti ogni anno nel Paese sudamericano, anche se gli esperti hanno messo in discussione la cifra. Secondo i dati ufficiali, nel 2016 il Paese ha registrato 245 casi di mortalità materna. Di questi, 43 erano dovuti ad aborti o aborti spontanei.

Francoforte, terminal evacuato e allarme rientrato

Prima l'allarme, poi il ritorno alla normalità. Si è infatti conclusa la parziale evacuazione dell'aeroporto di Francoforte e "le operazioni sono nuovamente in corso". Ad annunciarlo, dopo la sospensione agli imbarchi, è stata la polizia federale tedesca.

"L'evacuazione del terminale è stata completata all'aeroporto di Francoforte. Le zone interessate hanno riaperto e le operazioni sono in corso. Grazie a tutti i passeggeri e allo staff dell'aeroporto per la loro comprensione e il loro atteggiamento disciplinato" ha commentato la polizia. 

COSA ERA SUCCESSO - L'allarme era scattato per la presenza di una o più persone non autorizzate nella zona di sicurezza, situazione che si era già prodotta in passato a Monaco e nella stessa Francoforte: in ciascuno dei due casi era stata una donna a non attendere il completamento delle procedure di controllo, procedendo verso la zona di sicurezza e provocando così l'allerta con tanto di sospensione degli imbarchi ed evacuazione del terminal, in attesa delle necessarie verifiche.

A luglio, ha ricordato la Dpa, una donna aveva costretto le forze dell'ordine ad evacuare una parte dell'aeroporto di Monaco per aver saltato i controlli della sicurezza: almeno 200 voli erano stati cancellati e altri 60 avevano subito ritardi.

E due anni fa una situazione quasi identica si era verificata a Francoforte: una donna era entrata nell'area di sicurezza dopo che le avevano controllato il bagaglio a mano ma senza aspettare che il controllo di sicurezza fosse completato. Quella volta circa 5mila passeggeri subirono disagi a causa dell'evacuazione del Terminal.

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