Domenica 24 Giugno 2018 - 1:48

Nude contro gli stupri

Nude in piazza per dire 'No agli stupri'. Sono state migliaia le presenze alla settima 'Slut Walk', la marcia annuale dedicata ai diritti delle donne che è nata nel 2011. Manifestazione che, in questa edizione, ha voluto denunciare la colpa che spesso viene attribuita a chi è vittima di violenza sessuale o abuso.

Tante donne per le strade di Tel Aviv, in Israele - chi con il seno coperto in parte, chi in bikini o reggiseno - ma anche moltissimi gli uomini che hanno partecipato tra slogan e cartelli ("Non sei colpevole", "Fai l'amore, non stuprare", "Un perizoma non è un invito allo stupro").

La prima 'Slut Walk' si è svolta a Toronto, in Canada, ad aprile 2011 dopo che, ricorda il britannico 'The Sun', un agente di polizia aveva detto che "le donne dovrebbero evitare di vestirsi come tr..e (slut, ndr)" per evitare di essere violentate.

Da allora la marcia si è svolta di anno in anno in moltissime città di tutto il mondo, dando vita ad movimento che ha ampliato il proprio campo di azione, arrivando quindi ad includere proteste contro ogni tipo di aggressione e molestia sessuale, denunciando anche l'atteggiamento di chi attribuisce parte della colpa di un abuso alla vittima.

Pranzo da casa al Royal wedding

Un invito esteso a 1200 comuni mortali per partecipare al matrimonio dell'anno e costruire un ponte fra popolo e monarchia. Ma l'iniziativa del Principe Harry e della futura principessa d'Inghilterra Meghan Markle rischia di trasformarsi in una terribile caduta di stile: l'indicazione arrivata ai 'civili' subito dopo la partecipazione per il Royal Wedding è infatti quella di portarsi il cibo da casa. Più precisamente, racconta il britannico Guardian, gli ospiti sono stati incoraggiati via lettera dai rappresentanti della Regina nelle contee a "portare un pranzo al sacco perché non sarà possibile comprare cibo e bevande sul posto".

Un banchetto fai-da-te, insomma, quello che si prospetta per i prescelti di ogni età e ceto provenienti da ogni angolo della Gran Bretagna per rappresentare le varie anime del popolo inglese alle nozze reali il prossimo 19 maggio. Una magra consolazione per gli invitati che trascorreranno, si stima, circa 4 ore e 15 minuti all'esterno della cappella di St. George, riempiendo lo spazio all'interno dei terreni del castello che altrimenti - nota il Guardian - risulterebbe vuoto davanti alle tv di tutto il mondo presenti all'evento. I civili, infatti, non saranno autorizzati ad accedere alla chiesa in cui avrà luogo la funzione ma, spiega il quotidiano, avranno un ruolo fondamentale nelle immagini televisive dell'evento, che si crede saranno seguite da centinaia di milioni di spettatori.

Il lancio di riso o confetti? "Non è incoraggiato", spiega ancora il Guardian, che ricorda come gli invitati comuni - per evitare lo scambio di persona o la mercificazione dell'evento - saranno titolari di un biglietto nominativo per accedere alla cerimonia.

Troppe restrizioni per un invito che sembra assomigliare più a una tortura? Spinto dalle polemiche sollevate dalla mancata inclusione del popolo al banchetto nuziale, Kensington Palace ha comunque assicurato che rinfreschi e snack potrebbero essere disponibili.

Le molestie travolgono il Nobel

Quest'anno il Premio Nobel per la Letteratura non verrà assegnato. L'annuncio è arrivato oggi dall'Accademia svedese, dopo la bufera per le presunte molestie sessuali che ha coinvolto il marito di una giurata e le voci di un'inchiesta che ha visto coinvolta l'istituzione.

Ad aprire la crisi sono stati dunque lo scandalo per le presunte molestie e le voci di un'inchiesta su fughe di notizie sui nomi dei vincitori negli ultimi anni. La polizia tributaria aveva aperto, infatti, un'indagine per gravi irregolarità finanziarie e allo stesso tempo si era dimesso un altro accademico, la scrittrice Sara Stridsberg, che era stata eletta nel 2016, portando così a 6 i membri (su 18) che si sono dimessi nell'ultimo mese.

A far sprofondare nello scandalo l'istituzione, fondata da re Gustavo III nel 1786 e che ogni anno assegna il Premio Nobel per la Letteratura, era stata la notizia, trapelata sulla stampa svedese, secondo cui l'autorità svedese per la lotta alla corruzione e alla criminalità economica aveva aperto un'inchiesta per i fondi che sarebbero stati versati in maniera irregolare alla Forum, una società che organizza eventi culturali, diretta dal regista e fotografo franco-svedese Jean-Claude Arnault, marito della poetessa svedese Katarina Frostenson, che dal 1992 è membro dell'Accademia, accusato di molestie sessuali da 18 donne nel novembre scorso. Quindi l'Accademia Svedese aveva aperto una discussione per decidere se annullare il conferimento del Nobel per quest'anno (il nome del vincitore è tradizionalmente annunciato il primo giovedì del mese di ottobre durante la cosiddetta settimana dei Nobel).

L'Accademia Svedese è scossa dallo scorso autunno quando 18 donne hanno accusato di aggressione e molestie sessuali Arnault. La crisi è precipitata a marzo, dopo che la maggioranza dei membri dell'Accademia Svedese aveva votato contro la rimozione di Frostenson, sospettata di reticenza e connivenza con le responsabilità del marito. Tre membri, Klas Ostergren, Kjell Espmark e Peter Englund, si sono dimessi subito per protesta. Si è poi dimessa anche Sara Danius, segretaria permanente dell'Accademia. E infine ha lasciato anche Frostenson. Quindi sono arrivate anche le dimissioni Sara Stridsberg.

In base al regolamento, i membri dell'Accademia Svedese non possono dimettersi perché la carica è a vita; possono tuttavia non partecipare più alle sue attività. Anche prima dello scandalo, due seggi erano occupati da membri inattivi. La scorsa settimana il re Carlo XVI Gustavo ha annunciato che è imminente la riforma delle regole dell'Accademia Svedese per consentire ai membri di dimettersi ed essere sostituiti.

Dall'istituzione dei Nobel, nel 1901, il premio per la Letteratura non è stato assegnato solo in sette occasioni, nel 1914, 1918, 1940, 1941, 1942 e 1943, durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, e nel 1935 per ragioni mai rivelate. In altre occasioni - 1915, 1919, 1925, 1926, 1927, 1936 e 1949 - non è stato assegnato nell'anno in corso per mancanza di candidati adeguati, ma è stato poi conferito l'anno seguente.

L'ACCADEMIA - L'Accademia svedese ha preso la decisione di non conferire quest'anno il Nobel per la Letteratura "tenuto conto del diminuito numero dei giurati e della ridotta fiducia del pubblico" nei confronti dell'istituzione. E' quanto ha dichiarato Anders Olsson, segretario pro tempore dell'Accademia, spiegando la decisione di non annunciare il vincitore di quest'anno, per poi premiare due autori nel 2019.

"I membri dell'Accademia svedese sono pienamente consci del fatto che l'attuale crisi di fiducia ci impone delle richieste importanti a lungo termine ed un imponente lavoro per cambiare - continua la dichiarazione facendo riferimento agli scandali all'origine della decisione -, noi riteniamo che sia necessario impegnare del tempo per recuperare la fiducia del pubblico prima di poter nominare il prossimo vincitore. Questo è dovuto al rispetto nei confronti dei precedenti e futuri Nobel della letteratura, della Fondazione e del pubblico".

Onu: «Rischio guerra se salta accordo con Iran»

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha rivolto un appello al presidente degli Stati Uniti Donald Trump chiedendogli di non uscire dall'accordo sul programma nucleare iraniano raggiunto nel luglio del 2015 tra Teheran e il gruppo dei 5+1. E lo ha fatto tramite una intervista alla Bbc, nella quale Guterres ha affermato che il mancato rispetto dell'accordo del 2015 porta con sé il rischio reale di una guerra. Fortemente critico rispetto ai termini dell'accordo, Trump ha annunciato che prenderà una posizione in merito entro il 12 maggio.

Secondo Guterres, invece, l'accordo sul programma nucleare iraniano rappresenta una ''importante vittoria diplomatica'' e per questo deve essere mantenuto. ''Non dobbiamo eliminarlo fino a quando non avremo una buona alternativa'', ha detto il Segretario Generale delle Nazioni Unite alla Bbc, aggiungendo che stiamo ''affrontando momenti pericolosi''.

ACCORDO SUL NUCLEARE - Ufficialmente noto come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l'accordo sul programma nucleare di Teheran è stato firmato nel luglio del 2015 da Iran, Stati Uniti, Cina, Russia, Germania, Francia e Gran Bretagna. In base all'accordo, il governo di Teheran ha accettato di limitare le sue attività nucleari in cambio della revoca di gravi sanzioni economiche.

Nell'ambito dell'accordo, l'Iran si è impegnato a ridurre il numero delle sue centrifughe, che sono macchine utilizzate per arricchire l'uranio. Inoltre, ha accettato di ridurre drasticamente le scorte di uranio arricchito e di non arricchire l'uranio residuo al livello necessario per la produzione di armi nucleari.

Tempesta di sabbia in India: almeno 80 morti

Una violenta tempesta di sabbia, accompagnata da abbondanti piogge, ha devastato ieri gli stati indiano dell'Uttar Pradesh e del Rajasthan, causando almeno 80 morti e circa 143 feriti, secondo fonti ufficiali.

LE VITTIME - Il maggior numero di vittime è stato segnalato dalla città di Agra, nell'Uttar Pradesh, dove ci sono stati 36 morti confermati. "Altre due persone sono decedute a Saharanpur, una a Bareilly, Rampur, Muradabad", ha detto Sanjay Kumar, alto funzionario del governo locale. Le autorità del Rajasthan parlano invece di 35 morti nello stato, principalmente nei distretti di Bharatpur, Alwar e Dhaulpur, Jhunjhunu. "Rattristato dalla perdita di vite a causa di tempeste di sabbia in vari luoghi in India. Condoglianze alle famiglie in lutto", ha scritto su Twitter il premier, Narendra Modi.

LA TEMPESTA - L'intensa tempesta, accompagnata da fulmini e venti che sono arrivati a 145 km all'ora, ha sradicato alberi, divelto cavi elettrici e fatto crollare le pareti e i tetti di numerose case. La maggior parte delle persone sono morte travolte dai crolli mentre dormivano nelle loro abitazioni. La tempesta di polvere e le forti piogge hanno colpito anche Delhi, mercoledì sera. L'improvvisa raffica di vento è durata non più di pochi minuti, ma è stata sufficiente a creare forti disagi alle operazioni aeroportuali. Quindici voli, tra cui due internazionali, sono stati dirottati.

Kamikaze a Kabul, decine di morti

KABUL. Ci sono almeno otto giornalisti tra le vittime del duplice attacco che stamani ha insanguinato la capitale afghana Kabul. Lo ha confermato alla Bbc il portavoce del ministero dell'Interno afghano, Najib Danish, mentre Najib Sharifi, capo dell'Afghan Journalists Safety Committee (Ajsc), ha riferito di nove reporter rimasti uccisi. Tra le vittime, almeno 25 in totale, ci sono anche quattro poliziotti. I feriti sono 49. Il sedicente Stato islamico (Is) ha rivendicato l'attacco: a riferirlo l'agenzia di stampa Dpa che dà notizia di un messaggio diffuso dal gruppo tramite Telegram in cui si afferma che la strage è stata opera di due attentatori suicidi dell'organizzazione.

Sentenza eseguita: il piccolo Alfie è morto

LONDRA. "Il mio gladiatore ha posato lo scudo e ha aperto le sue ali alle 2.30". Alfie Evans, il piccolo affetto da una malattia incurabile e ricoverato da oltre un anno all'Alder Hey Children's Hospital di Liverpool, è morto. A darne l'annuncio in un post pubblicato stamane su Facebook è Thomas, padre del bimbo di 23 mesi al centro di una lunga battaglia. "Sono assolutamente distrutto - scrive ancora il papà di Alfie -. Ti amo ragazzo mio".

Nato nel maggio 2016, Alfie era ricoverato dal dicembre dello stesso anno nell'ospedale di Liverpool con il quale i genitori del piccolo hanno portato avanti un'aspra battaglia legale per cercare di bloccare la decisione di staccare il respiratore che lo teneva in vita.

Dopo che l'Alta corte britannica aveva respinto l'appello dei legali dei genitori, lunedì scorso i medici dell'ospedale britannico avevano staccato il respiratore al piccolo, cui l'Italia intanto concedeva la cittadinanza nel tentativo di favorire il trasferimento a Roma per "assicurare al minore ulteriori sviluppi terapeutici, nella tutela di preminenti valori umanitari che, nel caso di specie, attengono alla salvaguardia della salute", come si legge nella nota del Consiglio dei ministri del 24 aprile.

Mercoledì scorso però la Corte d'Appello di Londra ha respinto un nuovo ricorso della famiglia, bocciando l'ultimo tentativo di trasportare il piccolo in aereo dall'ospedale Alder Hay di Liverpool al Bambino Gesù di Roma.

"Vogliamo esprimere la nostra più sentita solidarietà e condoglianze alla famiglia di Alfie in questo momento di estremo dolore". E' quanto si legge in un comunicato pubblicato sul sito dell'Alder Hey Children’s Hospital, l'ospedale pediatrico di Liverpool dove nella notte si è spento il bimbo.

"Noi tutti abbiamo un profondo affetto per Alfie, Kate e Tom e la sua intera famiglia ed i nostri pensieri sono con loro - continua la nota dell'ospedale -, questo è stato un percorso devastante per loro e noi chiediamo che la loro privacy e la privacy dello staff dell'Alder Hey sia rispettata".

Kim e Moon: «La guerra è finita»

ROMA. Un anno fa sarebbe stato impensabile. Eppure, tra la Corea del Nord e la Corea del Sud "non ci sarà più guerra". E' quanto annunciato in una dichiarazione congiunta dal presidente nordcoreano Kim Jong-un e il leader di Seul Moon Jae-in, che oggi si sono incontrati nel villaggio di di Panmunjom, in quello che passerà alla storia come lo storico vertice della pace tra le due Coree. "Non ci sarà più guerra nella Penisola coreana" hanno detto i due leader, sottolineando che "una nuova era di pace è iniziata".

"Siamo lo stesso popolo, con lo stesso sangue, che deve vivere unito", ha poi aggiunto Kim in conferenza stampa, parlando di "una nuova pagina". "L'intero mondo ci guarda - ha sottolineato - non ripeteremo gli errori del passato". Dal canto suo, il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha ribadito che "non ci sarà più nessuna guerra nella penisola coreana, una nuova era di pace è iniziata".

L'INCONTRO DELLA PACE - Con l'incontro di oggi, Kim Jong-un è diventato il primo leader nordcoreano a mettere piede in Corea del Sud, attraversando la zona smilitarizzata che separa la penisola dalla fine della guerra di Corea nel 1953. Alle 9.30 del mattino ora coreana, le 2.30 di notte in Italia, in un momento ricco di simbolismo e sfarzo, il presidente sudcoreano Moon Jae-in e Kim si sono stretti la mano al confine, per poi dirigersi verso la Peace House, nel villaggio di Panmunjom, per avviare colloqui formali sulla denuclearizzare e la pace della penisola coreana.

I SORRISI, POI LA STRETTA DI MANO - Nelle immagini trasmesse in diretta straordinaria Kim, in uniforme militare nera, si dirige sorridente verso il presidente sudcoreano e dopo una calorosa stretta di mano fa un passo oltre il gradino di cemento che segna la linea di demarcazione verso il Nord. Poi, in un inaspettato fuori programma, si gira e indica il versante Nord invitando Moon a fare altrettanto.

Mano nella mano con Kim, anche il leader di Seul mette così piede oltre la linea del 38esimo parallelo, 'ricambiando' per un secondo la visita. La coppia sorridente è stata poi accolta da una picchetto d'onore che indossava costumi tradizionali coreani e suonava musica coreana prima di entrare nella Peace House. La prima sessione di colloqui è durata circa due ore e i due leader pranzeranno separatamente. Kim è tornato al Nord a bordo di una limousine nera e riattraverserà il confine nel pomeriggio per riprendere le discussioni. Al termine della giornata il leader nordcoreano parteciperà alla cena offerta da Moon, alla quale parteciperanno anche le rispettive mogli, Ri Sol-ju e Kim Jung-sook.

L'ALBERO DELLA PACE - I due leader hanno poi piantato assieme un albero - un pino del 1953 - lungo la linea di demarcazione militare coreana stabilita a seguito del cessate il fuoco alla fine della Guerra di Corea nel 1953. La terra e l'acqua utilizzate per l'operazione provenivano dalle zone a Nord e a Sud della linea di demarcazione. Durante la cerimonia, Kim è stato aiutato dalla sorella Kim Yo-jong a indossare i guanti bianchi e quindi - assieme al presidente Moon - ha gettato terra sulla base della pianta. "Questo è un posto carico di significato - ha sottolineato Kim durante la cerimonia - e in effetti è una nuova primavera che è arrivata al nord e al sud". "Spero - ha aggiunto - di trarre il massimo dalle opportunità della giornata di oggi e spero che assieme a questo pino possano fiorire le nostre relazioni".

DENUCLEARIZZAZIONE - Sul fronte della denuclearizzazione, un passaggio della dichiarazione congiunta sottolinea l'obiettivo comune di Sud e Nord "di realizzare una penisola coreana priva di nucleare attraverso una completa denuclearizzazione". Il presidente sudcoreano ha poi aggiunto: "Il presidente Kim Jong-un ed io abbiamo convenuto che la completa denuclearizzazione sarà raggiunta, e questo è il nostro comune obiettivo".

Gli esperti però sono cauti: "La Corea del Nord da tempo si è impegnata alla denuclearizzazione della penisola coreana, che non è la stessa cosa di un disarmo unilaterale", ha detto alla Cnn Vipin Narang, docente del Security Studies Program del Mit di Boston. Il professore ha ricordato che nella 'Dichiarazione di Panmunjon' "il linguaggio non è nuovo e deve essere trattato con cautela, nonostante l'importanza storica del vertice". Anche Mike Chinoy, analista dell'Us-China Institute dell'University of California, ha invitato alla cautela e a "non lasciarsi prendere dall'entusiasmo di fronte alle scene straordinarie a cui assistiamo, c'è ancora un lavoro enorme da fare prima che queste intenzioni divengano passi effettivi".

I due leader hanno fatto sapere che nel corso dell'anno firmeranno un trattato di pace per porre fine formalmente alla Guerra di Corea, a 65 anni dalla conclusione delle ostilità. Il documento, denominato 'Dichiarazione di Panmunjon per la pace, la prosperità e l'unificazione della penisola coreana' è stato presentato dopo la giornata di meeting e dopo una conversazione privata di 30 minuti da Kim e Moon.

Scontri Liverpool, decade accusa di tentato omicidio per i due ultrà della Roma

LIVERPOOL. Decade l'accusa di tentato omicidio per i due ultrà della Roma arrestati a seguito della rissa scoppiata mercoledì prima dell'incontro Liverpool-Roma, semifinale di Champions League, sconti che hanno provocato il ricovero in condizioni critiche di un 53enne tifoso del Liverpool. "Possiamo confermare - si legge in una nota della polizia locale - che i nostri detective hanno incriminato due uomini italiani in seguito agli incidenti avvenuti all'Anfield martedì 24 aprile in cui un 53enne è rimasto seriamente ferito. Il 20enne Filippo Lombardi è stato incriminato per tumulti e per aver inflitto lesioni fisiche gravi; il 29enne Daniele Sciusco per disordini violenti". "Entrambi - prosegue la polizia britannica - restano in detenzione e devono comparire di fronte alla South Sefton Magistrates Court oggi. Mentre la vittima rimane ricoverata in condizioni critiche presso il Walton Neurological Centre". Al più giovane dei due ultrà viene contestato il reato di disordini violenti, aggressione, lesioni gravissime nei confronti del 53enne; l'altro è accusato soltanto di disordini violenti. C'è un terzo nome, Edoardo Ranalli, 28 anni: è accusato di lancio di monetine. Lombardi e Sciusco compariranno davanti ai giudici oggi stesso. Sean Cox è un imprenditore di 53 anni originario di Dunboyne, nella contea irlandese di Meath, ed è padre di tre figli. Era arrivato dall'Irlanda con il fratello per assistere al match.

«Alfie può tornare a casa, ma non in Italia»

ROMA. "Ci vorranno almeno 3-5 giorni per decidere" se il piccolo Alfie Evans potrà tornare a casa con i suoi genitori, "ma al momento è impossibile". È la risposta dei medici dell'Alder Hey Children's Hospital di Liverpool alla richiesta del giudice Anthony Hayden di valutare se consentire il ritorno a casa del piccolo di 23 mesi, gravemente malato che, nonostante il distacco dai macchinari salvavita, resiste. Dal tribunale, riferisce la Steadfast Onlus sulla sua pagina Facebook, avrebbe comunque ribadito ribadito il suo 'no' ad un trasferimento del piccolo Alfie Evans in Italia a causa delle sue condizioni di salute.

Secondo quanto riferisce il Liverpool Echo, i medici avrebbero espresso, durante l'udienza di oggi Manchester, "molta paura" per la forte ostilità e le proteste mostrate contro l'ospedale e i dottori che si sono occupati del caso.

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