Sabato 19 Gennaio 2019 - 15:29

New York in tilt per neve

Il maltempo si abbatte sul nordest degli Stati Uniti, provocando la morte di 8 persone. E la neve manda in tilt New York. Sono 16 gli stati colpiti dall'inatteso 'antipasto' dell'inverno, con situazioni d'emergenza dal Massachusetts all'Illinois. Si calcola che circa 200.000 case, in 5 stati, si siano ritrovate senza energia elettrica nelle prime ore odierne. La neve, in particolare, ha imbiancato New York. La precipitazione, per intensità la seconda nella storia di New York a novembre, ha colto di sorpresa la metropoli e i suoi 20 milioni di abitanti: la Grande Mela, nelle ore di punta di giovedì, è andata in tilt.

Traffico impazzito, in particolare, sui ponti più trafficati. I collegamenti stradali tra la città e il New Jersey sono diventati trappole per veicoli non attrezzati: senza catene, auto e bus hanno faticato a muoversi sull'asfalto coperto in alcune zone da oltre 10 centimetri di neve. Centinaia di automobilisti hanno preferito abbandonare i propri veicoli e tornare a casa a piedi, visto che anche la metro - presa d'assalto - ha risentito del caos generale.

"La prima precipitazione dell'anno ha colpito duro e proprio nell'ora di punta, abbattendo alberi e causando ritardi", ha twittato il sindaco di New York, Bill de Blasio, in piena emergenza. I mezzi spargisale hanno lavorato durante la notte per garantire condizioni accettabili in mattinata. Il timore è che in serata la situazione possa diventare nuovamente complicata. "Anche se le temperature sono in aumento - ha aggiunto de Blasio - continuo a sollecitare i cittadini di New York affinché usino estrema cautela se devono spostarsi stasera".

Terremoto Brexit

Terremoto nel governo May. All'indomani del via libera dell'esecutivo all'accordo con Bruxelles sull'uscita dall'Ue, lasciano il ministro per la Brexit Dominic Raab e il sottosegretario britannico per l'Irlanda del Nord Shailesh Vara. Dopo le due defezioni, si dimette anche il ministro per il Lavoro e le Pensioni Esther McVey. Dimissioni anche per la sottosegretaria alla Brexit Suella Braverman. E, nel pomeriggio, arriva anche l'addio del vice presidente del partito Conservatore, Rehman Chishti. La stampa britannica parla di 'effetto domino', che potrebbe portare alla caduta del governo guidato da Theresa May.

IL GOVERNO PERDE I PEZZI - "Non posso in buona coscienza sostenere i termini proposti per il nostro accordo con la Ue", ha scritto su Twitter, annunciando le sue dimissioni, Raab, che ha anche pubblicato la lettera inviata a Theresa May per spiegare le sue ragioni. Nella missiva il ministro per la Brexit esprime il suo "rammarico" per il fatto che la premier abbia scelto di "cercare di ottenere l'accordo con la Ue" in un modo che lui non può sostenere, "in primo luogo perché credo che il regime proposto per l'Irlanda del Nord presenti una vera minaccia per l'integrità del Regno Unito". "In secondo luogo, io non posso sostenere un accordo di 'backstop' a tempo indeterminato, dove la Ue mantiene il veto sulla nostra possibilità di uscire - continua Raab, sostenitore acceso della Brexit - I termini del backstop sono un ibrido tra l'unione doganale europea e gli obblighi del mercato unico". "Nessuna nazione democratica ha mai firmato per essere vincolata da un regime così ampio, imposto esternamente senza nessun democratico controllo sulle leggi applicate, né la possibilità di decidere di uscire dall'accordo", conclude.

"L'accordo - aggiunge ancora Raab che non aveva partecipato all'ultima tornata di negoziati, a livello di funzionari, che aveva portato al testo presentato ieri da May al governo - viene considerato anche un punto di partenza per negoziare un'alleanza futura economica. Se lo accettiamo, questo pregiudicherà severamente contro di noi una seconda fase di negoziati". "Soprattutto - conclude - io non posso conciliare i termini dell'accordo con le promesse che abbiamo fatto al Paese nel nostro manifesto alle ultime elezioni". Iain Duncan Smith, un ex leader dei Tory ed uno dei principali esponenti dei Brexiteer, ha detto che le dimissioni di Raab sul governo hanno un impatto "devastante". E che la sua lettera alla May prova che le sue posizioni sono state ignorate.

Anche il conservatore Vara ha annunciato oggi le sue dimissioni a causa del suo disaccordo con il progetto di accordo. "Con molta tristezza e rammarico ho presentato la mia lettera di dimissioni da ministro dell'Irlanda del Nord al premier", ha scritto il 58enne esponente dei Tory in un tweet. "Siamo una nazione orgogliosa e ci siamo ridotti ad obbedire alle regole fatte da altri Paesi che hanno dimostrato di non avere a cuore i nostri migliori interessi. Possiamo e dobbiamo fare meglio di questo. Il popolo del Regno Unito merita di meglio. Ecco perché non posso sostenere questo accordo", si legge nella lettera di dimissioni pubblicata sul suo account.

Addio amaro anche per la sottosegretaria alla Brexit Suella Braverman: "È con profondo rammarico e dopo una riflessione che ho dovuto presentare le mie dimissioni oggi come ministro della Brexit. Grazie per l'opportunità. Non vedo l'ora di lavorare per supportare la Brexit da semplice parlamentare. Questa non è stata una decisione facile", ha scritto sul suo account, pubblicando la sua lettera di dimissioni.

IL DISCORSO DI MAY - May, intervenendo alla Camera dei Comuni, difende il testo dell'accordo provvisorio tra Londra e Bruxelles, che sta causando dimissioni a catena nel suo governo. Il testo approvato ieri sera dal governo "non è l'accordo finale" con la Ue, ma solamente una "bozza di trattato", precisa. "Possiamo scegliere di uscire senza accordo o non avere nessuna Brexit", spiega la premier, parlando del negoziato condotto dal suo governo come di un processo "frustrante".

"Votare contro l'accordo ci riporterebbe al punto iniziale", dice. Una bocciatura da parte del Parlamento, aggiunge, "significherebbe più incertezza, più divisioni, e non dare seguito alla decisione dei britannici di uscire dalla Ue". L'accordo negoziato con Bruxelles, continua la May, "mette fine alla libertà di movimento, ci restituisce il controllo dei nostri confini, leggi e soldi, e realizza una politica estera e di difesa indipendente, mentre prosegue la cooperazione in tema di sicurezza per mantenere il nostro popolo al sicuro". L'accordo, secondo la premier "realizza il desiderio del popolo britannico" e, aggiunge, "io scelgo di fare ciò che è meglio nell'interesse del popolo britannico". La May chiede quindi alla sua maggioranza di "pensare all'interesse nazionale" e "approvare" l'accordo.

CORBYN ALL'ATTACCO - Il leader dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, nel suo intervento ai Comuni, sottolinea come, dopo la serie di dimissioni di ministri, il governo conservatore sia "nel caos". "Il governo - afferma - deve ritirare questo accordo pasticciato che non ha il sostegno del gabinetto dei ministri, del Parlamento o del Paese nel suo intero".

"Questo non è l'accordo che era stato promesso e il Parlamento non può accettare, e credo non accetterà, questa falsa scelta tra un cattivo accordo ed il 'no deal', nessun accordo", continua il leader laburista ricordando come il ministro Raab aveva promesso un "documento sostanzioso". "La gente questa mattina è preoccupata", aggiunge Corbyn riferendosi al modo in cui i britannici stanno seguendo le ultime convulse battute della saga della Brexit.

CRESCE FRONDA TORIES ANTI-MAY - La pattuglia dei Conservatori ribelli, contrari all'accordo sulla Brexit raggiunto tra Londra e Bruxelles ha raggiunto quota 84 e sta crescendo. Tanti sarebbero i deputati pronti a bocciare il testo, quando questo sarà sottoposto al vaglio del Parlamento. Lo ha detto il deputato conservatore Mark Francois, uno dei membri dell'European Research Group, il gruppo che racchiude molti degli esponenti euroscettici dei Tories, intervenendo nel dibattito ai Comuni. L'accordo è "nato già morto", ha detto Francois, invitando May ad accettare la realtà politica. Jacob Rees-Mogg, presidente dell'European Research Group, ha presentato una mozione di sfiducia contro la May all'organo competente del Partito conservatore, il 1922 Committee. L'accordo, ha spiegato Rees-Mogg nella lettera che rappresenta una cinquantina di deputati conservatori euroscettici inviata al partito, "si è rivelato peggiore di quanto anticipato e non rispetta le promette fatte al Paese dalla premier". Il comitato, attualmente presieduto da Graham Brady, ha il potere di convocare un voto di sfiducia di leader del partito nel caso riceva una richiesta scritta dal 15% dei deputati, in questo caso 48. Oltre a quella di Rees-Mogg, il comitato sta ricevendo altre lettere quindi da parte di deputati ribelli. Il voto di sfiducia del Partito conservatore nei della leader e premier, suggerisce l'emittente Sky News, potrebbe esserci martedì prossimo.

E' "matematicamente impossibile" che la May riesca ad ottenere l'approvazione del Parlamento sulla bozza di accordo con la Ue, ha detto Mark Francois, rafforzando l'impressione dei commentatori britannici che il governo possa cadere a breve. Nel dibattito in aula, oltre al Labour, che con Corbyn ha bocciato l'accordo, anche i nordirlandesi del Democratic Unionist Party hanno lasciato intendere un voto contrario. I 10 deputati del Dup alla Camera dei Comuni sono indispensabili per il governo di minoranza della May.

"Lei portava il tanga", assolto 27enne accusato di stupro

Assolto dall'accusa di stupro perché la vittima indossava biancheria 'troppo sexy'. E' destinata a far discutere la sentenza emessa il 6 novembre scorso dal Tribunale di Cork, in Irlanda, che ha scagionato un 27enne accusato di aver violentato una ragazza di 17 anni. A determinare la decisione dei giudici - riferisce 'The Sun' - sarebbe stata soprattutto l'arringa tenuta dall'avvocato del presunto aggressore, Elizabeth O'Connell, che in aula ha mostrato gli slip che la vittima portava al momento dei fatti. "Guardate il modo in cui era vestita, indossava un perizoma con la parte davanti in pizzo", ha detto la donna, lasciando intendere che la ragazza fosse troppo provocante e dunque 'propensa' ad essere molestata.

La scelta di mostrare un indumento intimo come prova di discolpa ha subito sollevato un polverone di polemiche. Alcune manifestanti sono scese in piazza per sostenere che indossare un indumento sexy non significa dare il consenso ad un rapporto sessuale. In rete invece, tramite l'hashtag #ThisIsNotConsent ("questo non è dare il consenso"), decine di donne hanno pubblicato le foto della propria biancheria per esprimere indignazione. La protesta è poi approdata in Parlamento, dove il socialista Ruth Coppinger ha mostrato un tanga. "Potrebbe suscitare imbarazzo mostrare un paio di mutande in Parlamento, ma pensate a quanto lo sia di più per una vittima di stupro vederle finire in tribunale" ha detto Coppinger, ricordando come le donne vengano incolpate anche per gli stupri subiti.

Manovra, Austria e Olanda contro l'Italia

Pugno duro di Austria e Olanda nei confronti dell'Italia. Vienna darebbe la propria approvazione se l'Unione Europea avviasse una procedura d'infrazione contro l'Italia, ha affermato il ministro delle Finanze di Vienna, Hartwig Loeger, che ha spiegato come "l'Italia rischia di diventare un successore del modello greco". Se l'Italia non rivedrà la propria manovra, ha detto il ministro, Vienna è pronta a chiedere e sostenere la procedura della Commissione Europea.

Il ministro delle Finanze olandesi, Wopke Hoekstra, spera che l'Italia "decida di ascoltare cosa chiede la Commissione. Ma potrebbe anche non accadere. Il bilancio va aggiustato". Le sanzioni, se Roma non dovesse modificare la manovra, si avvicinerebbero. "Non siamo ancora a quel punto, ma è un'opzione", ha detto Hoekstra, che chiede alla Commissione europea di adottare un approccio fermo.

l Documento programmatico di bilancio trasmesso nella notte dal governo italiano "verrà valutato nel quadro del semestre europeo", ha spiegato stamane un portavoce della Commissione Europea. Il prossimo passo sarà mercoledì 21 novembre, quando la Commissione darà le proprie opinioni sui documenti programmatici di bilancio ricevuti il 15 ottobre, ivi incluso quello che l'Italia ha rimandato stanotte. La Commissione aveva chiesto modifiche "sostanziali" per rivedere la propria opinione negativa sul Documento programmatico di bilancio.

Brexit, bozza di accordo tra Londra e Bruxelles

Londra e Bruxelles hanno raggiunto un accordo provvisorio sul testo del trattato che regolerà l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Lo riferiscono il 'Financial Times' e la 'Bbc'. 

La premier Theresa May convocherà per mercoledì una riunione di governo straordinaria per sottoporre l'accordo al giudizio dei suoi ministri. 

May dovrà ora superare l'ostacolo di un governo e di una maggioranza divisi sull'esito del negoziato. In particolare, sulla questione del confine irlandese, che a lungo è rimasta la questione più spinosa sulla quale raggiungere un compromesso.

Il testo provvisorio dell'accordo, riporta la 'Bbc' citando fonti del governo di Londra, è stato approvato a livello tecnico dai negoziatori britannici ed europei, al termine di un'intensa trattativa. Il 'Sun' riferisce che in vista della riunione di governo di mercoledì, ciascun ministro è stato convocato questa sera per un colloquio individuale con la premier.

Morto Stan Lee, il papà dei supereroi Marvel

LOS ANGELES. È morto all'età di 95 anni Stan Lee, scrittore, fumettista ed editore americano. Lo riferisce 'Hollywood Reporter' citando fonti del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles dove il papà dei supereroi Marvel si è spento questa mattina. Stanley Martin Lieber, questo il suo vero nome, è stato il creatore di personaggi come l'Uomo Ragno, gli Avengers, gli X-Men, i Fantastici Quattro e l'Incredibile Hulk. Negli anni '60 insieme a Jack Kirby fondò la Marvel Comics della quale era direttore.

La California brucia, almeno 5 morti

Migliaia in fuga dalle fiamme. Malibu è stata evacuata e "almeno 5 morti carbonizzati nelle loro auto nella città di Paradise", distrutta dalle fiamme. "Una distruzione incredibile", ha detto Mark Ghilarducci, dell'ufficio per la gestione delle situazioni di emergenza del governatore. Paradise, una città di 26mila abitanti a nord di Sacramento, è stata devastata dall'incendio a cui è stato dato il nome di 'Camp Fire' con mille edifici distrutti. Nella Butte County, a nord della capitale Sacramento, 40.000 persone sono state costrette a fuggire e a lasciare le proprie case. Il fuoco avanza a velocità impressionante e divora la superficie equivalente a 80 campi di football in poco più di un minuto. L'emergenza riguarda anche la cittadina di Chico, abitata da circa 93mila persone. Nella contee di Ventura e Los Angeles, dove i vigili del fuoco contrastano il Woolsey Fire, le fiamme 'viaggiano' al ritmo di un campo da football (90 metri) ogni due secondi. L'Hill Fire minaccia, infine, l'autostrada 101, che continua a restare chiusa.

Michelle Obama si confessa

Michelle Obama racconta la sua vita. Il dolore di un aborto spontaneo di 20 anni fa e la nascita delle figlie Malia e Sasha, avute con la fecondazione in vitro. E' quanto rivela l'ex first lady in un'anteprima dell'intervista all'Abc in onda domenica per presentare il libro di memorie 'Becoming' che uscirà martedì prossimo. "Dopo -l'aborto spontaneo - mi sentivo persa, sola, sentivo di aver fallito, perché non sapevo quanto sia comune che succeda, perché solitamente non ne parliamo". "L'orologio biologico è una cosa reale", ha detto ancora, raccontando come a un certo punto "lei e suo marito decisero di rivolgersi alle cliniche per la fertilità". "Credo che la peggiore cosa che noi donne possiamo fare alle altre donne è non condividere la verità sui nostri corpi, su come funzionano e come non funzionano".

Michelle Obama si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. "Non perdonerà mai", ammette, Donald Trump per aver sostenuto e promosso il movimento dei 'birther', che durante i mandati di Barack Obama alla Casa Bianca diffusero bugie sulla nascita all'estero del presidente, che sarebbe stato quindi non legittimo. Una teoria del complotto che avrebbe potuto armare la mano di qualche "mente instabile", scrive, rivelando le sue preoccupazioni di allora, nel suo testo.

"L'intera cosa era pazza e meschina, ovviamente, e nascondeva a stento l'intolleranza e la xenofobia che l'aveva partorita - si legge nelle anticipazioni pubblicate dai giornali americani del libro - ma era anche pericolosa, deliberatamente orchestrata per esagitare gli estremisti e gli spostati".

"Che cosa sarebbe successo se uno squilibrato avesse caricato una pistola mettendosi in viaggio verso Washington? E se questa persona avesse cercato le nostre bambine?", scrive ancora Michelle in 'Becoming', concludendo con una dura accusa rivolta all'attuale inquilino della Casa Bianca. "Donald Trump, con le sue insinuazioni irresponsabili, ha messo a rischio la mia famiglia, e per questo non lo perdonerò mai".

"Dopo mi sentivo persa, sola, sentivo di aver fallito, perché non sapevo quanto sia comune avere un aborto spontaneo, perché solitamente non ne parliamo", ha detto l'ex first lady in un'intervista all'Abc di presentazione del libro, raccontando che è stato poi grazie alla fecondazione in vitro che ha avuto le figlie Malia e Sasha. "L'orologio biologico è una cosa reale", ha detto ancora nell'intervista raccontando come ad un certo punto lei e suo marito decisero di rivolgersi alle cliniche per la fertilità". "Credo che la peggiore cosa che noi donne possiamo fare alle altre donne è non condividere la verità sui nostri corpi, su come funzionano e come non funzionano", ha concluso nell'intervista che verrà trasmessa domenica dal network americano.

Attacco a Melbourne, Isis rivendica

Un morto e due feriti. Questo il bilancio dei fatti avvenuti oggi a Melbourne, in Australia, dove un uomo ha appiccato un incendio alla propria auto ed ha accoltellato due persone in pieno centro, prima di essere raggiunto e colpito a morte dalla polizia. L'attacco è stato rivendicato dall'Is che, attraverso l'agenzia Amaq, ha definito l'assalitore un "combattente" dello Stato Islamico. La polizia stava già indagando per terrorismo.

Intorno alle 16.20 locali l'aggressore ha mandato il proprio veicolo a sbattere contro il centro commerciale di Bourke Street, per poi provocarne l'incendio lanciando un ordigno esplosivo al suo interno. L'uomo ha poi accoltellato diversi passanti e all'arrivo della polizia ha affrontato gli agenti, che gli hanno sparato. Ricoverato in condizioni critiche, l'uomo è morto poche ore dopo in ospedale.

"Sono in corso indagini condotte dall'antiterrorismo", ha reso noto il commissario Graham Ashton, spiegando che l'assalitore "è noto alla polizia, soprattutto in relazione a suoi parenti che sono per noi persone di interesse. E' qualcuno conosciuto dalla polizia dello stato di Victoria e dalle autorità federali di intelligence". L'uomo aveva alle spalle piccoli precedenti per droga, furto e violazione del codice stradale. Era arrivato in Australia proveniente dalla Somalia negli anni Novanta.

America divisa dal midterm

E' un Congresso diviso quello che esce dalle elezioni di midterm del 2018, con i democratici che centrano l'obiettivo di riconquistare la Camera, mentre i repubblicani mantengono, e rafforzano, la maggioranza al Senato. 
Anche prima dell'arrivo dei risultati dalla West Coast, tradizionalmente democratica, la vittoria dei democratici è apparsa consistente, con la Cnn che prevede che alla fine il partito, che aveva bisogno di strappare 23 seggi ai repubblicani per ottenere la maggioranza, potrà arrivare ad avere un maggioranza di 35 seggi.

Al Senato - dove si rinnovano 35 seggi, in maggioranza al momento dei democratici, alcuni in stati a maggioranza Gop - il partito del presidente Donald Trump stanno registrando delle importanti vittorie, conquistando quattro seggi che erano dei democratici, in Indiana, Missouri, Floria e North Dakota. E confermando i seggi in Texas e Tennessee.

TRUMP - "Una notte di straordinari successi. Grazie a tutti!". E' quanto ha scritto Donald Trump su Twitter, nonostante la sconfitta alla Camera. Una sconfitta che appare però controbilanciata dai risultati nettamente positivi del partito del presidente al Senato, con vittorie in stati dove nelle ultime settimane Trump aveva fatto un'intensa campagna elettorale.

La Casa Bianca ha reso noto che il presidente ha poi chiamato i leader del Congresso, repubblicani e democratici. Al Senato ha parlato con il leader della maggioranza repubblicana Mitch McConnell e con il leader della minoranza, Chuck Schumer. Mentre alla Camera con lo Speaker uscente, il repubblicano Paul Ryan che non si è ricandidato alle elezioni di ieri, e la leader della minoranza, Nancy Pelosi, destinata a tornare al guida della Camera.

Nel congratularsi con Pelosi, Trump "ha apprezzato l'appello allo spirito bipartisan" fatto dalla leader democratica nel suo discorso della vittoria; ha scritto su twitter il vice capo dello staff di Pelosi.

PELOSI - "Domani sarà un nuovo giorno per l'America". Così Nancy Pelosi ha festeggiato la vittoria dei democratici alla Camera ringraziando "gli incredibili, dinamici, candidati, espressione della differenza, che hanno riconquistato la Camera per gli americani".

Ai sostenitori che continuavano a scandire "Speaker, Speaker", la leader democratica - che è stata la prima donna ad essere eletta alla guida della Camera nel 2007, mantenendo l'incarico fino al 2011 - ha promesso che la nuova maggioranza democratica restaurerà il ruolo di "controllo ed equilibrio" sull'operato della Casa Bianca ma cercherà anche di portare avanti una politica bipartisan. "Siamo tutti stanchi delle divisioni", ha detto.

Pelosi ha anche promesso di lavorare per abbassare i costi dell'assistenza sanitaria e per combattere la corruzione. "Prosciugheremo la palude degli interessi del denaro nelle nostre elezioni e ripuliremo la corruzione per fare in modo che Washington funzioni per tutti gli americani", ha concluso.

"NAZIONE DIVISA, TROVIAMO TERRENO COMUNE" - "Non abbiamo bisogno di un'elezione per sapere che siamo una nazione divisa, ed ora abbiamo anche una Washington divisa". Così Paul Ryan, lo Speaker uscente, riconosce la sconfitta dei repubblicani alla Camera, sottolineando come la storia americana ha mostrato più volte che "il partito al potere sempre è difficoltà nelle sue prime elezioni di midterm".

Il repubblicano ha voluto sottolineare come il prossimo Congresso, che avrà una maggioranza democratica alla Camera ed una repubblicana al Senato, dovrà cercare di superare le divisioni. "Come Paese e come governo dobbiamo cercare un modo di trovare un terreno comune per costruire il successo di questo Congresso", ha detto Ryan che non si è ricandidato ad un nuovo mandato.

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