Lunedì 24 Aprile 2017 - 19:18

Attacco Istanbul, sospettato nega ruolo nella strage

ISTANBUL. Iakhe Mashrapov, il titolare del passaporto attraverso il quale si sarebbe giunti a identificare l'autore della strage di Capodanno a Istanbulha negato qualsiasi coinvolgimento nell'attentato costato la vita a 39 persone. L'uomo ha raccontato di essere arrivato all'aeroporto di Manas, a Bishkek, capitale del Kirgizistan, alle 7 di questa mattina dalla Turchia. E poi di essere partito alle 9 per Osh, nel sud del Paese.

Dopo che la foto del suo passaporto è stata postata su Twitter da utenti turchi, le autorità kirghise hanno raggiunto Mashrapov nella sua casa nel distretto di Kara-Suu e lo hanno interrogato, come già avevano fatto le autorità di Istanbul prima che lasciasse la città. Alle autorità kirghise, come anche alla polizia turca, ha spiegato di essere estraneo all'attentato al nightclub Reina.

In un'intervista all'agenzia di stampa Turmush, Mashrapov ha spiegato che si trovava a Istanbul per lavoro. ''Sono partito da Bishkek per Istanbul il primo gennaio. Lì ho finito il lavoro che dovevo fare nell'ambito del commercio. Sono andato all'aeroporto di Istanbul e subito dopo essere salito sull'aereo le forze dell'ordine turche mi hanno fatto scendere per essere interrogato. Mi hanno interrogato per circa un'ora. L'aereo per Bishkek ha subito un ritardo di un'ora per questo motivo", ha detto a Turmush.

La polizia turca ''ha spiegato che venivo interrogato perché assomigliavo al sospetto nella foto. Poi si sono scusati e mi hanno fatto salire sull'aereo'', ha aggiunto. ''Non ho idea di chi sia il sospetto e non ho idea di come la foto del mio passaporto sia potuta finire sui social network. Sono di Kara-Suu. Lavoro al mercato di Kara-Suu, Turatali, dal 2011. Quando è successo l'attacco terroristico, il 31 dicembre, io ero in Kirgizistan. Non ho alcun legame con l'atto terroristico in Turchia. Dal 2011 vado a Istanbul per lavoro", ha precisato Mashrapov.

Iakhe Mashrapov ha lasciato il Kirgizstan per Istanbul il 28 dicembre ed è tornato il 30. Il 31 era ancora nel Paese e il primo gennaio è tornato a Istanbul, per rientrare il 3 a Bishkek.

In precedenza la corrispondente dell'emittente britannica ITV citando fonti della polizia aveva reso noto che la polizia turca aveva arrestato la moglie del presunto autore della strage. La donna, che è stata fermata nella città di Konya, nell'Anatolia centrale, ha detto di "non avere idea" che il marito fosse un simpatizzante dello Stato islamico. Lo ha riferito la polizia turca, che ha diffuso un comunicato. L'attentato è stato rivendicato dall'Isis.

Secondo Hurriyet, il presunto attentatore sarebbe stato addestrato in Siria dai jihadisti del sedicente Stato Islamico (Is) e nell'attacco al nightclub avrebbe usato tecniche imparate nella guerra civile in corso dal marzo del 2011.

Hurriyet sostiene inoltre che l'uomo ha sparato tenendo l'arma a fianco e non come un cecchino, tecnica che deve aver appreso negli scontri strada per strada nei quartieri residenziali siriani. Per la sua abilità, prosegue il quotidiano, è stato ''selezionato appositamente'' dall'Is per compiere l'attacco di Istanbul.

Intanto l'agenzia di stampa turca Dogan ha riferito che due stranieri, la cui nazionalità non è stata rivelata, sono stati arrestati all'aeroporto Ataturk di Istanbul in relazione all'attacco contro il nightclub. I due sono stati fermati all'ingresso del terminal delle partenze internazionali e condotti nel quartier generale della sicurezza a Istanbul, dove sono stati posti in stato di detenzione.

Strage in Turchia, il governo: vicini all'identificazione del terrorista

ISTANBUL.  Le autorità turche sono vicine all'identificazione dell'uomo responsabile dell'attentato alla discoteca Reina di Istanbul, costato la vita a 39 persone la notte di Capodanno, e hanno arrestato altre otto persone. Lo ha detto il vice primo ministro turco, Numan Kurtulmus, nel corso di una conferenza stampa. «Le informazioni sulle impronte digitali e sulle sembianze del terrorista sono state trovate. Ora sarà portato avanti il lavoro per identificarlo rapidamente», ha spiegato Kurtulmus, secondo il quale è chiaro che l'incursione militare da parte delle forze armate di Ankara in Siria, lanciata ad agosto scorso, abbia infastidito i gruppi terroristici. 

L'attentatore armato di kalashnikov ha fatto fuoco all'interno del night club Reina, dove si stava festeggiando l'arrivo del nuovo anno. Lo ha riferito il ministro dell'Interno turco, Suleyman Soylu. Tra i morti, ha precisato Soylu, anche 15 o 16 stranieri. L'attentatore, ha detto il ministro, è ancora in libertà. Altre 69 persone sono state ricoverate in ospedale. Il governatore della città, Vasip Sahin, ha definito l'accaduto un attacco terroristico e ha reso noto che l'attentatore ha ucciso due persone, tra cui un poliziotto, prima di entrare nel locale e fare fuoco sulle persone, almeno 700, che si trovavano all'interno. Le misure di sicurezza erano state rafforzate negli ultimi dieci giorni dopo che funzionari dell'intelligence americana avevano messo in guardia contro il rischio di un attacco. A riferirlo, afferma il New York Times, è stato il proprietario del locale colpito a Istanbul, il nightclub Reina, Mehmet Kocarslan, citato dal sito di Hurriyet. L'attacco, ricorda ancora il giornale americano, è stato compiuto pochi giorni dopo che la Fondazione Nashir Media, gruppo identificato come filo-Is aveva pubblicato l'ultimo di una serie di tre messaggi esortando a compiere attacchi contro luoghi pubblici in Occidente. In particolare si citava la Turchia, riferisce ancora il New York Times, le ambasciate e i consolati. Anche il leader dell'Is, Abu Bakr al-Baghdadi, aveva esortato a compiere attacchi contro la Turchia di recente e il 22 dicembre il governo americano aveva diffuso una nota in cui affermava che gruppi estremisti stavano "portando avanti sforzi aggressivi per compiere attacchi in Turchia". Un attacco "efferato" volto a "creare caos". Così il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan ha descritto l'attentato di Istanbul. Un tentativo, ha detto "di creare caos prendendo deliberatamente di mira la nostra pace e i civili". "La Turchia è determinata a continuare a combattere fino alla fine contro il terrorismo e fare qualunque cosa sia necessaria per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e assicurare la pace nella regione". Lo riferisce la Bbc. 

Il Pentagono: il Califfo è ancora vivo e guida l'Isis

WASHINGTON. Il leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi sarebbe ancora vivo e guiderebbe ancora il gruppo terroristico, pur mantenendo un profilo basso. È quanto affermato dal portavoce del Pentagono, Peter Cook, alla Cnn nei giorni scorsi, rilanciato oggi dall'Independent e altri media internazionali. Il leader Isis sarebbe dunque vivo nonostante i ripetuti sforzi della coalizione a guida Usa di eliminarlo e le voci circolate a inizio dicembre che lo davano per morto in attacchi aerei della coalizione. Notizie mai conferamte dall'Isis.
"Stiamo facendo ovviamente tutto il possibile per monitorare i suoi movimenti. Se ne avremo l'opportunità tenteremo in ogni modo di processarlo come merita", ha detto Cook.
All'inizio di questo mese gli Stati Uniti hanno raddoppiato la taglia sulla testa di Baghdadi, salita da 20 a 25 milioni di dollari. Sul leader dell'Isis si sa molto poco, e l'unico filmato che lo ritrae risale al 2014 quando pronuncia un sermone a Mosul. Lo scorso novembre inoltre è stato pubblicato un messaggio audio, in cui invita i suoi seguaci a difendere la capitale irachena.

La lezione di Putin a Obama: «Noi non allontaniamo nessuno»

MOSCA. È gelo tra Usa e Russia dopo le sanzioni decise dal presidente americano Barack Obama per le interferenze e gli attacchi hacker durante le elezioni presidenziali americane che hanno decretato la vittoria di Donald Trump. Il presidente americano uscente nei giorni scorsi ha infatti disposto l'espulsione di 35 diplomatici del Cremlino, definiti 'agenti dell'intelligence' di Mosca. In totale, compresi i familiari dei diplomatici, a lasciare gli Stati Uniti saranno 96 persone. "Il 29 dicembre, l'amministrazione americana ha annunciato che oltre 30 diplomatici russi dovranno lasciare il paese. Le loro famiglie dovranno lasciare il paese con loro. Il totale delle persone coinvolte è di 96, tra cui bambini in età prescolare e scolare", ha comunicato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Dopo il provvedimento a stelle e strisce, dal Cremlino è arrivata la replica di Vladimir Putin. "Non vogliamo creare nessun problema ai diplomatici americani. Non espelleremo nessuno", ha detto il presidente russo in una dichiarazione, postata sul sito web del Cremlino. Putin ha inoltre smentito l'adozione di misure proporzionali a quelle prese dagli Usa.

La Russia- ha precisato Putin - si "riserva il diritto" di rispondere agli Stati Uniti varando delle misure, ma senza "scendere al livello della cosiddetta 'diplomazia da cucina', irresponsabile, per cui - ha detto il presidente russo - faremo tutti i successivi passi necessari a ripristinare i rapporti russo-americani partendo dalla politica che sarà condotta dall'amministrazione del presidente-eletto Donald Trump".

Putin è poi tornato a criticare le decisioni di Obama: "Riteniamo come ostili i nuovi passi dell'amministrazione uscente americana nonché mirati a minare ulteriormente i rapporti fra Mosca e Washington". "Tutto ciò - ha sottolinea Putin - contraddice gli interessi principali del popolo russo e americano". E "secondo la prassi, la parte russa ha tutte le ragioni per una risposta adeguata". "Tenendo conto delle speciali responsabilità della Russia e degli Usa per garantire la sicurezza globale, ciò - ha concluso - provoca danni all'intero sistema dei rapporti internazionali".

Il presidente russo, quindi, auspica che Russia e Stati Uniti siano in grado di far ripartire la loro cooperazione sotto l'amministrazione del presidente eletto Donald Trump. In una dichiarazione diffusa dall'ufficio stampa del Cremlino, si rende noto che Putin ha esteso gli auguri per il Natale e il Capodanno a Trump, "esprimendo la speranza che dopo che Trump avrà assunto il suo incarico come presidente americano, i due paesi agendo in modo costruttivo e pragmatico siano in grado di compiere veri passi per ripristinare il meccanismo della cooperazione bilaterale in vari settori e portare l'interazione sulla scena internazionale ad un nuovo livello qualitativo".

"Le gravi sfide globali e regionali che i nostri paesi si sono trovati a gestire negli ultimi anni confermano che le relazioni Usa-Russia rimangono un fattore importante per garantire stabilità e sicurezza nel mondo contemporaneo", si legge nel messaggio inviato da Putin a Trump citato dalla Tass.

In precedenza il ministro degli Esteri Sergei Lavrov nel corso di un discorso televisivo ha proposto a Putin "di dichiarare 'persona non grata' 31 diplomatici dell'Ambasciata Usa a Mosca e quattro del Consolato Generale a San Pietroburgo". "Non possiamo lasciare queste azioni senza una risposta. La reciprocità - ha affermato Lavrov - è la legge della diplomazia e delle relazioni internazionali". La proposta, come dimostrano le parole di Putin, non è stata accolta.

Poco prima dell'annuncio di Lavrov, era arrivato anche il duro commento del primo ministro russo, Dmitri Medvedev, secondo il quale la presidenza democratica si sta concludendo "con un'agonia anti-russa".

"È triste che l'amministrazione Obama, che aveva iniziato il suo lavoro con il ripristino della cooperazione, termini con un'agonia anti-russa. RIP" (Rest in Peace), ha scritto il premier sulla sua pagina Facebook.

Sempre in mattinata, promettendo di rispondere a ciascun "atto ostile", era arrivata anche la notizia della chiusura della scuola angloamericana di Mosca, frequentata dai figli del personale delle ambasciate Usa, britannica e canadese, ma anche da ragazzi di altre nazionalità.

Ma la portavoce del ministero degli Esteri russo ha smentito la news riportata dalla Cnn e in seguito da altri media statunitensi. "È una menzogna. Evidentemente la Casa Bianca è impazzita completamente e ha iniziato a inventare sanzioni contro i propri bambini", ha scritto su Facebook, definendo l'amministrazione Obama "un gruppo di falliti in politica estera".

L'ultima vendetta di Obama: espulsi 35 diplomatici russi

WASHINGTON. Come aveva promesso Barack Obama risponde alla Russia per le interferenze, attraverso gli attacchi hacker, nelle elezioni presidenziali annunciando una serie di sanzioni. Il Tesoro ha annunciato sanzioni contro persone ed entità e ha annunciato l'espulsione di 35 diplomatici a Washington e San Francisco, che hanno 72 ore per andarsene. Le misure annunciate oggi prevedono sanzioni nei confronti di singoli individui e organismi russi, tra i quali l'Fsb, i servizi segreti del Paese, secondo quanto si legge sul sito di Politico. Nelle scorse settimane era stato reso noto che la Cia e le altre agenzie di intelligence americane hanno stabilito che gli attacchi hacker che hanno colpito il comitato elettorale democratico e la campagna di Hillary Clinton erano stati orchestrati dalla Russia.

Orrore in Afghanistan, passeggia senza
il marito: giovane decapitata

KABUL. Decapitata per aver osato fare una passeggiata fuori casa senza il marito al fianco: è quello che è successo a una giovane donna in un villaggio della provincia di Sar-i-Pul, in Afghanistan. I fatti risalgono a lunedì sera, ma solo nelle ultime ore le autorità locali hanno confermato "l'incidente" che vede protagonista una 30enne afghana brutalmente uccisa da un "gruppo di uomini armati" che prima l'hanno accoltellata e poi decapitata.

Il portavoce dell'amministrazione locale, Zabiullah Amani, ha accusato "uomini armati legati ai Talebani" per l'uccisione della donna e ha spiegato che il marito della giovane si trova in Iran. A Middle East Press, Amani ha riferito che la donna era uscita per andare a fare la spesa ed è stata catturata e uccisa con l'accusa di aver commesso così un "atto di infedeltà". Il villaggio di Latti, dove è stata uccisa la donna, "è sotto il controllo dei Talebani", sottolinea Tolo Tv, ma i Talebani hanno negato ogni responsabilità.

 

Blitz in Tunisia, preso il nipote di Amri

ROMA. La guardia nazionale tunisina ha arrestato il nipote di Anis Amri, il tunisino ricercato per l'attentato di Berlino e ucciso dalla polizia italiana. Lo ha precisato il ministero dell'Interno di Tunisi, annunciando lo smantellamento di una cellula terroristica composta da tre persone di età compresa tra i 18 e i 28 anni, attiva tra Fourchana, nel governatorato di Ben Arous, e Oueslatia, nel governatorato di Kairouan.

Il nipote del terrorista, è spiegato nella nota del ministero dell'Interno, ha confessato durante l'interrogatorio di essere stato in contatto con lo zio tramite l'app di messaggeria istantanea 'Telegram' e di averlo aiutato ad eludere i controlli della polizia.

Il giovane ha inoltre rivelato di aver giurato fedeltà al sedicente Stato islamico (Isis), su richiesta dello zio, con un messaggio scritto inviato sempre su 'Telegram' e di aver ricevuto da Anis Amri un'importante somma di denaro per permettergli di raggiungerlo in Germania e arruolarsi in una cellula dell'Isis.

Berlino, Alfano conferma la morte
di Fabrizia. Campania in lutto

BERLINO. Il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, ha confermato la morte di Fabrizia Di Lorenzo, la 31enne originaria di Contursi Terme, nel Salernitano, nell'attentato di lunedì scorso a Berlino. "La magistratura tedesca, così come ha comunicato il ministero degli Esteri della Germania, ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai, c'è la certezza che, fra le vittime, c'è l'italiana Fabrizia Di Lorenzo - ha dichiarato Alfano - Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l'immenso dolore".

"L'Italia ricorda Fabrizia Di Lorenzo, cittadina esemplare uccisa dai terroristi. Il Paese si unisce commosso al dolore della famiglia", scrive su Twitter il premier Paolo Gentiloni.

Strage di Berlino, caccia a un giovane tunisino

BERLINO. La polizia sta dando la caccia a un sospetto tunisino in relazioneall'attentato al mercatino di Natale di Berlino . Lo rende noto la Allgemeine Zeitung, precisando che suoi documenti di immigrazione sono stati trovati all'interno del Tir usato nell'attacco.

Secondo 'Der Spiegel', l'uomo ricercato si chiama Anis A. ed è nato a Tataouine, nel sudest della Tunisia. Il giornale 'Allgemeine Zeitung' e la radio pubblica dell'Assia hanno riferito che nella cabina del camion è stato trovato un documento ufficiale tedesco, intestato al tunisino, che permette al rifugiato di restare nel Paese fino alla sua espulsione una volta che la richiesta di asilo viene respinta.

Secondo l''Allgemeine Zeitung' e la 'Bild', il richiedente asilo - che avrebbe un'età compresa tra i 21 anni e i 23 anni - sarebbe noto alle autorità tedesche con tre diversi alias.

Il vicepresidente del sindacato di polizia, Joerk Radek, ha spiegato che il lavoro degli inquirenti impegnati a ricostruire nel dettaglio l'accaduto si concentra al momento sulla valutazione dei dati dei cellulari, del GPS e le tracce lasciate dal camion in modo da ricostruire l'intero quadro con un lavoro di precisione per stringere sempre più il cerchio attorno all'attentatore.

Gli inquirenti tedeschi sono "fiduciosi" nel fatto che la caccia all'uomo si possa concludere presto e che arresti siano imminenti. "Siamo relativamente fiduciosi nel fatto che possiamo presentare un nuovo sospetto già domani o nel prossimo futuro", ha detto nella notte Andre Schulz del sindacato della Bdk alla Zdf, aggiungendo che gli inquirenti hanno "molte piste" e che hanno raggiunto "elementi consistenti". Una seconda persona sospettata per l'attentato è stata fermata nella notte, riferiscono i media tedeschi, e successivamente rilasciata per insufficienza di prove.

Nella cabina del Tir che è servito per compiere la strage si sarebbe consumata una lotta tra l'autista polacco, prima vittima dell'attacco, e lo stesso attentatore. Secondo informazioni riferite oggi dal tabloid Bild, l'autopsia del camionista polacco avrebbe rivelato che l'uomo era ancora vivo nel momento in cui il suo assassino si è scagliato contro la folla.

"Ci deve essere stata una lotta", ha riferito una fonte degli inquirenti citata dal giornale, durante la quale l'attentatore ha accoltellato l'uomo che stava sul sedile accanto al suo e che ha tentato invano di deviare il camion afferrando il volante. Quando il mezzo si è fermato, l'attentatore avrebbe sparato all'autista polacco prima di fuggire.

L'attacco è stato rivendicato dall'Is attraverso la sua agenzia al-Amaq. L'attentatore è stato definito "un soldato dello stato islamico", recita il comunicato, di cui dà notizia il sito di intelligence Site. Il bilancio è di 12 morti e tra le vittime sono stati identificati per il momento sei cittadini tedeschi. Tra le 24 persone ancora ricoverate in ospedale, 14 versano in condizioni gravi.

Intanto, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in seguito alla scomparsa di Fabrizia Di Lorenzo , di 31 anni di Sulmona. L'ipotesi di reato è attentato con finalità di terrorismo. La ragazza italiana risulta dispersa in seguito all'attentato e secondo un messaggio rimbalzato sui social, il suo cellulare sarebbe stato ritrovato sul luogo della strage e consegnato alla polizia. A lanciare un primo appello sui social network sono stati i parenti della giovane, che da diversi anni vive e lavora a Berlino e da quasi due anni lavora per un'azienda di trasporti.

Ieri Fabrizia non si è presentata al lavoro ed è scattato l'allarme. L'Adnkronos ha contattato telefonicamente l'azienda tedesca presso la quale lavorerebbe la cittadina italiana, ma a ogni domanda la risposta è stata, "non possiamo rispondere". La giovane si era laureata presso l'Università di Bologna nel 2012, subito dopo ha conseguito un master alla Cattolica di Milano e dal 2013 vive a Berlino dove lavora in un'azienda di trasporti.

Terrore sul Natale, 12 morti a Berlino. Dispersa un'italiana

BERLINO. È salito a 12 morti e 48 feriti il bilancio dell'attacco di ieri sera a un mercatino di Natale a Berlino. Per la prima volta dall'apertura delle indagini, la polizia tedesca ha parlato di "probabile attacco terrorista". Le autorità hanno anche riferito che l'uomo trovato morto nel camion, identificato come cittadino polacco, non si trovava al volante quando il tir è piombato sul mercatino.

Tra le 12 vittime sono stati identificati per il momento sei cittadini tedeschi. Tra le 24 persone ancora ricoverate in ospedale, 14 versano in condizioni gravi. Lo afferma il quotidiano tedesco Die Welt, citando autorità sanitarie cittadine.

RILASCIATO PACHISTANO FERMATO DOPO ATTENTATO - Le autorità tedesche hanno reso noto che è stato rilasciato il richiedente asilo pachistano che era stato sospettato di aver preso parte all'attentato. L'ufficio del procuratore federale di Karlsruhe ha spiegato che il 23enne di origini pachistane identificato come Navedi B. è stato rilasciato perché non c'erano sufficienti prove per giustificare il suo fermo. A convincere gli inquirenti sarebbe stata la totale assenza di tracce di sangue indosso all'uomo mentre la cabina del camion ne era completamente imbrattata. L'uomo ha fornito agli inquirenti una quantità considerevole di informazioni durante gli interrogatori e negato di aver alcun ruolo nell'attentato.

Gli stessi testimoni che avevano detto di aver seguito il giovane quando era fuggito dalla scena, non sono riusciti a ricostruire i suoi movimenti. Non esiste poi alcuna registrazione in cui compare nella cabina di guida del camion.

INDAGINI - Durante la conferenza stampa degli inquirenti a Berlino è stato spiegato che bisogna ancora stabilire se l'attacco sia opera di "un solo o più aggressori" e se "vi siano dei complici". Il capo della polizia criminale federale Holger Muench ha detto che uno o più esecutori dell'attentato di Berlino potrebbe o potrebbero essere ancora a piede libero.

In precedenza una fonte della polizia, citata dal quotidiano Die Welt, aveva affermato: "Abbiamo preso l'uomo sbagliato e quindi c'è una nuova situazione. Il vero autore è ancora armato, libero e potrebbe compiere altri danni".

Al momento gli inquirenti non hanno alcun video sull'attentato ma, hanno riferito, "collaboriamo con la polizia penale per un'analisi dettagliata dell'attentato anche attraverso sopralluoghi. Vogliamo raccogliere eventuali registrazioni video di questo camion con targa polacca".

NUMERO DA CONTATTARE - Dopo aver chiesto ai berlinesi di tenere alta la vigilanza, la polizia di Berlino ha chiesto loro di fornire qualsiasi informazione su fatti sospetti ed ha diffuso, anche attraverso i social network, un numero di telefono da contattare: 030 54 024 111.

NO COLLEGAMENTO TRA ATTENTATO E TRANSITO TIR IN ITALIA - Non ci sarebbe "allo stato delle indagini alcun collegamento" tra l'attentato compiuto a Berlino e il transito sul territorio italiano del tir utilizzato per l'attacco. Fonti investigative interpellate dall'Adnkronos precisano infatti che la circostanza secondo cui il camion avrebbe varcato il confine nazionale il 16 dicembre, ben tre giorni prima dell'attentato, "tenderebbe a far escludere ogni collegamento diretto" con quanto avvenuto a Berlino. Al contrario, non si esclude che l'attentatore si sia impadronito del tir proprio il giorno stesso dell'attentato. A questo proposito, si sta in queste ore cercando di verificare l'eventualità che il mezzo sia rimasto in sosta in un parcheggio situato non lontano dalla zona del mercatino di Natale scelto dall'attentatore come obiettivo dell'attacco.

MERKEL SUL LUOGO DELL'ATTENTATO - Angela Merkel si è recata sul luogo dell'attacco. Accompagnata dal sindaco di Berlino Michael Muller, il ministro dell'Interno Thomas De Maiziere e il ministro dell'Interno, la cancelliera ha deposto una corona di fiori.

FALSO ALLARME A COLONIA - Intanto nel pomeriggio è stata evacuata la stazione ferroviaria di Colonia in seguito a una telefonata minatoria in cui si parlava di una bomba. La polizia ha poi reso noto che la telefonata era un falso allarme.

GENTILONI SENTE MERKEL - Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha avuto un colloquio telefonico con la cancelliera Merkel alla quale ha espresso il suo cordoglio e quello del governo italiano per i morti di Berlino. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi.

Palazzo Chigi ha disposto "l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici dell’intero territorio nazionale nella giornata odierna, in segno di sentita e generale partecipazione al dolore che ha colpito il popolo tedesco".

 

DISPERSA UN'ITALIANA. Roma ha aperto un fascicolo di indagine in seguito alla scomparsa in Germania di Fabrizia Di Lorenzo di 30 anni di Sulmona. L'ipotesi di reato è attentato con finalità di terrorismo.

La ragazza italiana risulta dispersa in seguito all'attentato. Secondo un messaggio rimbalzato in queste ore su Twitter, il cellulare della ragazza sarebbe stato ritrovato sul luogo della strage e consegnato alla polizia. A lanciare un primo appello sui social sono stati i parenti della giovane, che da diversi anni vive e lavora a Berlino e da quasi due anni lavora per un'azienda di trasporti.

Per il momento il fascicolo della Procura di Roma contiene un rapporto del Ros e l'indagine è affidata al pubblico ministero Francesco Scavo. Sulla scomparsa della cittadina italiana indaga anche la polizia tedesca e qui è stato disposto un esame del dna per verificare se il pakistano fermato dopo la strage si trovasse sul camion investitore.

"I nostri sforzi sono concentrati su una persona. Stiamo seguendo gli esiti ufficiali delle autorità tedesche competenti. Seguiamo l'evolversi di questi eventi con preoccupazione e trepidazione", ha detto all'Adnkronos l'ambasciatore italiano a Berlino, Pietro Benassi.

L'Adnkronos ha contattato telefonicamente l'azienda tedesca presso la quale lavorerebbe la cittadina italiana, ma a ogni domanda la risposta è stata, "non possiamo rispondere". Anche dall'ambasciata d'Italia a Berlino non vengono rilasciate dichiarazioni.

Stando a quanto si legge sul suo profilo di LinkedIn, Fabrizia da tre anni si era trasferita a Berlino, trovando impiego presso la Bosch, ma in Germania era arrivata nel 2012. Nel 2014 Fabrizia ha collaborato con 'Berlino Magazine', il sito dedicato agli italiani a Berlino, come fa sapere la redazione in un post su Facebook: "Abbiamo provato a contattare le conoscenze comuni che abbiamo, se avete notizie per cortesia scriveteci per rassicurare i parenti - si legge nel messaggio postato qualche ora fa - In alto a sinistra vedete la sua foto, speriamo che qualcuno l'abbia vista dopo l'incidente senza alcun problema".

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