Lunedì 21 Agosto 2017 - 10:22

Tsipras all'Europarlamento: faremo
riforme, ma tagliate il debito

BRUXELLES. La Grecia presenterà oggi all’Eurozona un programma “credibile” di riforme, ma nel frattempo il governo di Atene ha già avanzato la richiesta di nuovi aiuti al fondo salva Stati Esm: un prestito triennale di cui ancora non si conosce l’entità. Dopo l’Eurosummit di martedì, che ha dato l’ultimatum per evitare la Grexit, il premier Alex Tsipras ha spiegato le sue ragioni dinanzi al Parlamento europeo. La crisi greca, ha detto, «è un problema europeo e non solamente di Atene, quindi la soluzione deve essere a livello europeo». In questi anni la Grecia è stata «una cavia”, ma la politica di austerity non ha prodotto i risultati sperati. Intanto la Bce ha deciso di mantenere invariato a 89 miliardi di euro il tetto massimo della liquidità di emergenza alle quali possono attingere le banche greche attraverso il meccanismo Ela. Tsipras ha aggiunto che i soldi versati ad Atene in questi anni «sono serviti per salvare le banche e non sono mai arrivati al popolo greco». Il premier greco comunque ha riconosciuto le responsabilità del suo Paese: «Non sono tra coloro che danno la colpa agli stranieri: per tantissimi anni i governi greci hanno creato uno Stato clientelare, hanno alimentato la corruzione tra politica e imprenditoria e arricchito solo una certa fetta del popolo: il 10% del popolo detiene il 56% della ricchezza del Paese; e questa enorme ineguaglianza unita ai programmi di austerity, invece di correggere, ha appesantito la crisi».
Il presidente del fondo salva-Stati europeo Esm, Jeroen Dijsselbloem, ha domandato alla Commissione Ue e alla Bce di valutare la richiesta di prestito avanzata dalla Grecia. L’Esm, in una nota, ha poi chiesto assistenza tecnica al Fmi per valutare la sostenibilità del debito di Atene e quindi la possibilità di concedere il prestito e ha domandato alla Bce di valutare se la Grecia pone o meno rischi per la stabilità finanziaria complessiva dell’Eurozona. Quanto alle future riforme, Tsipras si è detto consapevole delle “distorsioni” del passato e ha assicurato iniziative per sgombrare il campo dalle baby pensioni e aumentare l’Iva.
Tsipras ha smentito con forza di avere un piano segreto per uscire dall’Euro. «Ve lo dico con il cuore in mano - ha assicurato - La scorsa settimana la schiacciante maggioranza delle dichiarazioni dei politici europei considerava la scelta del “no” al referendum come una volontà di uscire dall’Euro. Se io avessi avuto questo obiettivo, non avrei fatto le dichiarazioni che ho fatto appena saputo l’esito del voto, considerandolo subito un mandato a negoziare per ottenere un accordo solido e sostenibile socialmente». La richiesta di una ristrutturazione del debito ha l’obiettivo di ripagare i creditori: «i prestiti sono sicuramente una forma di solidarietà - ha osservato Tsipras - e vogliamo che si arrivi a un programma sostenibile proprio per ripagare i debiti". Impegno a saldare i debiti e a restare nell’euro e’ stato promesso anche dal nuovo ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos. Da Atene, fonti del governo hanno rivelato l’intenzione di estendere la chiusura delle banche, senza precisare fino a quando. Attualmente le banche elleniche fanno fatica a trovare la liquidita’ sufficente per rifornire i bancomat, che, con un limite giornaliero di 60 euro, rappresentano l’unica fonte di contante per i cittadini greci. Adesso i tempi sono strettissimi: il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e quella della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, che martedi’ erano stati durissimi con la Grecia, hanno ripetuto che domenica rappresenta l’ultima spiaggia per Atene. Tusk ha anche chiesto unita’ ai Paesi europei, senza la quale - ha detto - "ci sveglieremo fra quattro giorni in un’Europa diversa: questa e’ l’ultima chance". Secondo Tusk, il fatto che l’Eurogruppo abbia ricevuto la richiesta di aiuti Esm nei tempi previsti, "e’ un buon segno" in vista di domani, quando si attendono le nuove proposte greche. Martin Jaeger, portavoce del ministero tedesco delle Finanze, ha già detto che «se entro domenica non avremo trovato una soluzione, sarà necessario pensare ad altri scenari».
Intanto il ministero greco delle Finanze ha smentito che il governo ellenico si stia preparando ad emettere dei "pagherò" come primo passo verso l’introduzione di una nuova moneta. E’ un’informazione assolutamente "falsa", ha detto il ministero, sottolineando che tali informazioni danneggiano il Paese.
Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha annunciato per domenica un nuovo Eurosummit e un vertice Ue a 28, chiamato a valutare tutte le conseguenze di una possibile Grexit sull’Unione europea.
Intanto, mentre le Borse europee respirano, la Federal Reserve ha espresso preoccupazione per la crisi greca, che rischia di non essere risolta al prezzo di effetti di contagio anche negli Stati Uniti. È quanto si legge nei verbali dell’ultimo direttivo della banca centrale americana. «Molti membri del direttivo sono preoccupati che un fallimento nella soluzione dello stallo sul debito greco possa avere effetti di contagio sui mercati Usa», si legge nelle minute. Alcuni rappresentanti del board della Fed, inoltre, si sono detti «incerti che la Grecia e i creditori trovino un accordo».

Obama parla con Merkel e Tsipras: no a una Grexit

BRUXELLES. Ore decisive per la Grecia. Atene al momento non ha ancora presentato un piano. Nuovi spiragli per la trattativa sembrano però aprirsi con l'intervento del presidente degli Usa. Barack Obama ha discusso della crisi greca sia con il premier Alexis Tsipras che con la cancelliera Angela Merkel, come ha riferito il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest. Nei colloqui telefonici, il presidente Usa ha ripetuto che la Grecia dovrebbe rimanere nell'eurozona e che le parti dovrebbero trovare un accordo per un piano di aiuti che sia sostenibile per Atene. Domattina la la Grecia invierà una richiesta di aiuti Esm (European stability mechanism) della durata di 18 mesi-2 anni, ha fatto sapere il ministro dell'Economia Giorgos Stathakis all'emittente Cnbc.

 

Al momento, però, i ministri delle Finanze dei paesi della zona euro però oggi non hanno ricevuto la nuova proposta che si aspettavano dalla Grecia e, secondo quanto riporta la Xinhua, a riferirlo è stato il capo dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem dopo la riunione.

 

Dalla Grecia nessun piano. Merkel: «Così non si può negoziare»

BRUXELLES. Ore decisive per la Grecia. Atene al momento non ha ancora presentato un piano. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, arrivando all'Eurosummit, avverte: «Dopo la scadenza del secondo programma e la vittoria del 'no' al referendum in Grecia, non abbiamo un quadro per negoziare su un programma con l'Esm». In ogni caso, ha avvertito, arrivare a un accordo «non è più questione di settimane ma di giorni» e «la solidarietà senza riforme è un sentiero che non possiamo percorrere».

Una Grexit «non può essere esclusa se non viene ricostruita la fiducia e senza un piano di riforme credibile». È il monito che è arrivato dal vicepresidente della Commissione europea con delega all'Euro, Valdis Dombrovskis, entrando all'Eurogruppo. L'uscita della Grecia dall'euro «non è il nostro obiettivo e lavoriamo per un accordo», ma, ha aggiunto, il Paese ha di fronte «sfide immense e immediate. Serve una chiara e credibile strategia per ritornare alla stabilità finanziaria e alla crescita. Molto dipenderà da cosa presenterà il governo greco, abbiamo bisogno di ricostruire la fiducia fra le nostre democrazie». E proprio domani il premier greco Alexis Tsipras sarà in mattina al Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo. Il premier greco è stato invitato dal presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz.

Intanto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il presidente della Bce Mario Draghi stanno avendo un incontro che precede il vertice del leader Ue sulla Grecia in programma a Bruxelles. Il premier greco Alexis Tsipras avrà un incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande prima del vertice d'emergenza dei leader dell'eurozona in programma per la serata. Lo riporta la Bbc.

Allarme banche in Grecia, Bruegel: «Soldi fino
a sabato»

ATENE. È allarme per il settore bancario in Grecia: a corto di liquidità, gli istituti possono sopravvivere «fino a sabato». È l'opinione espressa all'Adnkronos da Zsolt Darvas, analista del think tank economico Bruegel di Bruxelles: «La situazione è estremamente critica, il cash delle banche elleniche si sta esaurendo». «La carenza di banconote da 10 e 20 euro sta creando problemi alla popolazione che non può neanche ritirare i 60 euro del tetto massimo previsto ma solo 50 euro al giorno», dice l'economista.

Vista la situazione, prosegue Darvas, «con la decisione di ieri della Bce di mantenere aperto il fondo Ela di emergenza ma senza alzarne il tetto e in più elevando il collaterale, la liquidità degli istituti ellenici, secondo i dati circolati, basterà fino alla fine di questa settimana, fino a sabato». È alla luce di questa situazione «molto critica - insiste l'economista esperto del settore - che mi aspetto stasera una dichiarazione congiunta dei leader della zona euro, un accordo politico di massima, da finalizzare entro sabato con l'intesa tecnica».

«Non dovrebbe essere difficile chiudere un accordo» sottolinea l'analista, indicando la tabella di marcia più probabile: «Accordo politico oggi, accordo tecnico entro sabato, dopodiché la prossima settimana la Bce alzerà, ma di poco, l'Ela ridando ossigeno in extremis al sistema che diversamente collasserebbe ma resterà in atto il controllo sui capitali per molto tempo, magari verrà allentato, con i controlli limitati ai pagamenti all'estero, ma non rimosso».

Una misura prudenziale quella di mantenere la stretta sui flussi di capitali per evitare le temute fughe di contanti all'estero, un rischio sempre presente. Darvas cita i casi di Islanda e Cipro. «Nel caso dell'Islanda - ricorda - si disse che il controllo dei capitali imposto nel 2008 sarebbe durato qualche settimana e invece andò avanti per 6 anni; nel caso di Cipro si era parlato di un periodo breve e invece, varato nel 2013, è oggi ancora in atto seppur in misura blanda».

L'Ue: piano credibile o Grexit

BRUXELLES. Una Grexit «non può essere esclusa se non viene ricostruita la fiduca e senza un piano di riforme credibile». È il monito che è arrivato dal vicepresidente della Commissione europea con delega all'Euro, Valdis Dombrovskis, entrando all'Eurogruppo. L'uscita della Grecia dall'euro «non è il nostro obiettivo e lavoriamo per un accordo», ma, ha aggiunto, il Paese ha di fronte «sfide immense e immediate. Serve una chiara e credibile strategia per ritornare alla stabilità finanziaria e alla crescita. Molto dipenderà da cosa presenterà il governo greco, abbiamo bisogno di ricostruire la fiducia fra le nostre democrazie».

Anche il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha fatto sentire la sua voce entrando alla riunione dell'Eurogruppo. «Chiunque abbia familiarità con i Trattati europei sa che un taglio del debito cade sotto il divieto di salvataggio» ha detto Schaeuble rispondendo a chi gli chiedeva se fosse possibile una ristrutturazione del debito greco. Il ministro tedesco delle Finanze ha ricordato che il programma di salvataggio della Grecia «è scaduto da una settimana e dopo il referendum aspettiamo le nuove proposte. Il governo greco ha combattuto per non avere un programma, ma senza non possiamo aiutare la Grecia all'interno dell'eurozona».

Attesa per l'Eurogruppo Juncker: «Eviterò Grexit fino alla fine»

BRUXELLES. La Commissione europea «sta lavorando per riaprire i negoziati con la Grecia». Lo afferma il presidente dell'esecutivo Ue, Jean-Claude Juncker, in audizione al Parlamento europeo a Strasburgo dopo la vittoria del 'no' al referendum in Grecia. L'Unione europea «è sempre il luogo del compromesso. E questo è l'obiettivo della Commissione europea», ha aggiunto sottolineando che l'opzione di una Grexit, l'uscita della Grecia dall'area euro, «deve essere evitata. Io sono contrario e cercherò fino alla fine di evitarla». «La Grecia è una grande nazione e buttarla fuori dall'area euro o dalle Ue non è una cosa che vogliamo o dovremmo volere. Ma ora dobbiamo affrontare la situazione», ha aggiunto.

«L'Unione europea e la Commissione sono pronte a fare di tutto per arrivare in un arco di tempo ragionevole a un accordo» con la Grecia, ha affermato inoltre Juncker durante l'audizione. Anche se subito dopo ha però raffreddato le aspettative che si possa arrivare a un'intesa sul piano di riforme di Atene già all'Eurogruppo e all'Eurosummit di oggi. «Dobbiamo trovare una soluzione e oggi cerchiamo di mettere ordine, di ristabilire la fiducia, di riaprire il dialogo e di comprendere le posizioni reciproche». In particolare, ha aggiunto, «la palla ora è nel campo greco. Il governo greco deve spiegare come districarci da questa situazione».

«Rispetto il voto del popolo greco - ha detto ancora Juncker - I cittadini greci hanno votato, ma vorrei capire cosa hanno capito, perché è stato chiesto loro di esprimersi su una cosa inesistente». «Dobbiamo veramente capire il voto del popolo greco, che ha votato 'no' a maggioranza su un testo che non è più sul tavolo», ha aggiunto riferendosi all'ultima proposta dei creditori sul piano di riforme di Atene che però è scaduta il 30 giugno assieme al programma di salvataggio. Per il presidente dell'esecutivo Ue «la domanda del referendum era irrilevante», ma «non è stato un 'no' al'Europa e all'euro e sicuramente non al documento. E allora il governo greco ci deve spiegare il senso di questo voto».

Tutte le 19 democrazie dell'area euro meritano lo stesso rispetto e «nessuna vale più delle altre», ha sottolineato il presidente della Commissione Ue. Occuparsi della situazione greca non deve voler dire «dimenticare le condizioni e la realtà quotidiani dei cittadini degli altri Paesi europei. Anche negli altri Paesi c'è una disoccupazione elevata, salari minimi inferiori a quelli greci e livelli di vita più bassi. Bisogna guardare tutta la realtà e non farsi tentare dalla demagogia e dal populismo». Per questo, ha continuato, «faremo di tutto per aiutare i cittadini greci, di cui molti si trovano in miseria, ma senza dimenticare il resto d'Europa».

In ogni caso per la delegazione greca «è stato un grave errore uscire dai negoziati» in corso con le istituzioni creditrici e dopo la vittoria del 'no' al referendum in Grecia «non troveremo la soluzione in una notte». «Oggi non troveremo una soluzione», ha ribadito Juncker, che ha definito «inaccetabile che la Commissione sia stata definita terroristica dalle autorità greche. Non è questa l'Europa che vogliamo».

Dijsselbloem: «Situazione difficile, speriamo in proposte credibili». La situazione delle trattative dopo la vittoria del 'no' al referendum in Grecia è «molto difficile. Aspettiamo le nuove proposte del governo greco. Speriamo che ci siano, vediamo se sono credibili e se c'è una via d'uscita». Così il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, entrando alla riunione dei ministri delle Finanze. «Faremo tutto quanto sarà necessario per difendere la stabilità dell'area euro» ha detto Dijsselbloem, che ha avuto un incontro bilaterale con il neo ministro greco delle Finanze, Euclid Tsakalotos.

Schaeuble: «Impossibile aiutarla in area euro senza programma». Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha ricordato che il programma di salvataggio della Grecia «è scaduto da una settimana e dopo il referendum aspettiamo le nuove proposte. Il governo greco ha combattuto per non avere un programma, ma senza non possiamo aiutare la Grecia all'interno dell'eurozona».

Secondo il giornale tedesco Süddeutsche Zeitung, che ha potuto visionare il documento, la nuova proposta greca all'Eurogruppo è sostanzialmente simile al cosiddetto "Piano Juncker", rifiutato dai cittadini nel referendum di domenica. Nella nuova proposta, il governo di Alexis Tsipras manterrebbe gli sgravi fiscali per le isole e lascerebbe l'Iva per i ristoranti al 13%. Inoltre, vi sarebbero dei tagli limitati alle spese per la difesa.

Padoan: «Spirito costruttivo per arrivare ad accordo». L'Italia arriva all'Eurogruppo sulla Grecia, ha spiegato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, «con spirito costruttivo per cercare di trovare un accordo. Naturalmente molto dipende da come si porrà il governo greco e spero che si ponga con spirito costruttivo. Staremo a sentire le richieste specifiche e gli impegni che la Grecia si vuole prendere», ha aggiunto.

Valls: «Uscita da zona euro sarebbe rischio per economia mondiale». La Francia è «convinta» che non si possa correre «il rischio di un'uscita della Grecia dalla zona euro». Lo ha affermato il primo ministro francese Manuel Valls, intervistato da Rtl, sottolineando come l'eventuale uscita della Grecia avrebbe delle conseguenze sulla «crescita e l'economia mondiale». La Francia, ha assicurato Valls, «fa e farà di tutto perché la Grecia resti nella zona euro». «Le basi di un accordo» per il salvataggio finanziario della Grecia «esistono», ha aggiunto il premier francese, assicurando che per la Francia non ci sono «tabù» sulla ristrutturazione del debito pubblico greco. In merito alla riunione di ieri tra il presidente francese Hollande e la cancelliera tedesca Merkel, Valls ha ricordato le parole dell'incontro: «Solidarietà e responsabilità». I due leader, ha detto il premier, «hanno avuto delle parole forti» e hanno mostrato la loro «solidarietà».

Merkel: «Tsipras faccia proposte precise»

BRUXELLES. In una telefonata con Angela Merkel, il primo ministro greco ha informato la cancelliera tedesca che al vertice dell'Eurogruppo di domani Atene presenterà nuove proposte per superare la crisi del debito. «Aspettiamo le proposte precise del primo ministro greco Alexis Tsipras», ha detto in serata la Merkel, durante le dichiarazioni alla stampa assieme al presidente francese Francois Hollande, alla vigilia del summit dei leader dell'Eurogruppo atteso per domani. Hollande ha chiesto al capo del governo di Atene di tradurre la sua volontà di rimanere nella zona euro «con un insieme di proposte durevoli». Per risolvere la crisi greca servono «solidarietà e responsabilità», hanno poi detto i leader di Germania e Francia. «L'equilibrio fra solidarietà e responsabilità deve essere la nostra linea di condotta per i prossimi giorni», ha detto Francois Hollande. Dal canto suo, Angela Merkel ha detto che si è già fatto prova di molta solidarietà. «Bisogna - ha aggiunto - che ogni paese si assuma le sue responsabilità e faccia prova di solidarietà. Bisogna anche tener conto delle reazioni degli altri 18 paesi della zona euro». Sia Merkel che Hollande hanno sottolineato il loro rispetto dell'esito del voto greco, e dichiarato che la «la porta rimane sempre aperta» per discutere con la Grecia.

Da Bruxelles proprio l'Eurogruppo ha dichiarato di aspettarsi «nuove proposte» dalle autorità greche sul piano delle riforme, comunicando domani alle 13 una riunione in sessione straordinaria dopo Per il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, il risultato del referendum è «molto negativo per il futuro di Atene. Per la ripresa dell'economia greca riforme e misure difficili sono inevitabili». «Ora aspettiamo le iniziative delle autorità greche. L'Eurogruppo discuterà la situazione domani», spiega.

Il Fmi, intanto, «ha preso atto» dell'esito del referendum in Grecia. Sta «monitorando la situazione da vicino» ed è «pronto ad aiutare la Grecia se sarà richiesto». È quanto afferma in una nota il direttore generale Christine Lagarde. La Bce, in serata ha fatto sapere che tiene ferma a 89 miliardi, il livello del 26 giugno, la liquidità d'emergenza a favore delle banche greche. La decisione del Consiglio è arrivata al termine di una valutazione della richiesta avanzata dalla banca centrale greca. La liquidità (Ela), ricorda Francoforte, «può essere concessa solo a fronte di collaterale sufficiente». La situazione finanziaria della Grecia, si fa notare, «ha un impatto sulle banche greche» perché «il collaterale che usano per ottenere liquidità» si basa «in misura significativa» sugli asset legati all'azione del governo. In questo scenario, il Consiglio Bce ha deciso di «ridurre il livello» del collaterale accettato in garanzia.

Banche ancora chiuse. Le banche greche rimarranno chiuse fino a mercoledì, riferisce l'agenzia stampa greca Ana. Il ministro dell'Economia greco Giorgos Stathakis, intervistato dalla Bbc, ha detto che le banche greche hanno sufficiente liquidità per «un certo numero di giorni» e ha ribadito che il partito di governo Syriza intende far rimanere il Paese nell'eurozona.

Il Fmi apre alla Grecia

ATENE. Il Fmi «ha preso atto» dell'esito del referendum in Grecia. Sta «monitorando la situazione da vicino» ed è «pronto ad aiutare la Grecia se sarà richiesto». È quanto afferma intanto in una nota il direttore generale Christine Lagarde. Parole che giugono dopo la telefonata con cui il primo ministro greco, Alexis Tsipras, ha informato la cancelliera tedesca Angela Merkel che al vertice dell'Eurogruppo di domani Atene presenterà nuove proposte per superare la crisi del debito.

Varoufakis si dimette, arriva Tsakalotos
Renzi: cantiere Europa non più rinviabile

ATENE. Con un post sul suo blog e su Twitter dal titolo «Minister No More!», Yanis Varoufakis annuncia le sue dimissioni, dopo la vittoria schiacciante dei no al referendum in Grecia, per facilitare l'intesa. «Subito dopo l'annuncio dei risultati del referendum - spiega - sono stato messo al corrente di una certa preferenza di alcuni partecipanti dell'Eurogruppo e 'partner' vari per una mia... 'assenza' dalle loro riunioni. Una soluzione che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per lui per trovare un accordo. Per questo lascio oggi il ministero delle Finanze». Varoufakis spiega che l'esito del referendum di domenica 5 luglio «resterà nella storia come un momento unico in cui una piccola nazione europea si è ribellata alla stretta del debito». Per questo «considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum di ieri». Nel primo pomeriggio l'annuncio: Euclides Tsakalotos è il nuovo ministro delle Finanze greco. La conferma, dopo le indiscrezioni successive alle dimissioni di Yanis Varoufakis, giunge dall'emittente greca Skai TV. Il nuovo ministro delle finanze greco Euclide Tsakalotos aveva già preso il posto di Varoufakis come capo negoziatore con le 'istituzioni' creditrici lo scorso aprile.

Intanto sull'esito del referendum in Grecia, Renzi chiosa: ora l'Europa lavori per la crescita di tutti. «Ci sono due cantieri da affrontare rapidamente nelle capitali europee e a Bruxelles. Il primo riguarda la Grecia, un paese che è in una condizione economica e sociale molto difficile. Gli incontri di domani dovranno indicare una via definitiva per risolvere questa emergenza» scrive il presidente del Consiglio su Facebook. "Il secondo - ancora più affascinante e complesso, ma non più rinviabile - è il cantiere dell'Europa. Da mesi - prosegue- stiamo insistendo per discutere non solo di austerity e bilanci, ma di crescita, infrastrutture, politiche comuni sulla migrazione, innovazione, ambiente. In una parola: politica, non solo parametri. Valori, non solo numeri".
"Se restiamo fermi, prigionieri di regolamenti e burocrazie -conclude il premier- l'Europa è finita. Ricostruire una Europa diversa non sarà facile, dopo ciò che è avvenuto negli ultimi anni. Ma questo è il momento giusto per provare a farlo, tutti insieme. L'Italia farà la sua parte".

Grecia, Tsipras a Merkel: domani nuove proposte

ATENE. In una telefonata con Angela Merkel, il primo ministro greco ha informato la cancelliera tedesca che al vertice dell'Eurogruppo di domani Atene presenterà nuove proposte per superare la crisi del debito. Lo hanno riferito fonti del governo ellenico all'agenzia stampa tedesca Dpa. Non sono stati resi noti altri dettagli della conversazione, avvenuta dopo la schiacciante vittoria del 'No' al referendum in Grecia.

L'Eurogruppo stesso ha dichiarato di aspettarsi «nuove proposte» dalle autorità greche sul piano delle riforme, comunicando domani alle 13 una riunione in sessione straordinaria dopo il referendum in Grecia. Per il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, il risultato del referendum greco è «molto negativo per il futuro della Grecia. Per la ripresa dell'economia greca riforme e misure difficili sono inevitabili". "Ora aspettiamo le iniziative delle autorità greche. L'Eurogruppo discuterà la situazione domani», spiega.

Il ministro dell'Economia greco Giorgos Stathakis, intervistato dalla Bbc, ha detto che le banche greche hanno sufficiente liquidità per «un certo numero di giorni» e ha ribadito che il partito di governo Syriza intende far rimanere il Paese nell'eurozona.

Dopo l'esito del voto greco oggi è partito un giro di consultazioni fra il presidente della Commissione europea e i leader dei Paesi dell'area euro. Il presidente dell'esecutivo Ue, Jean-Claude Juncker, «si sta consultando con i leader democraticamente eletti degli altri 18 Stati dell'area euro e con i capi delle istituzioni Ue», si spiega dalla Commissione.

Il presidente greco Prokopis Pavlopoulos, riferiscono fonti del governo greco, , citate dal sito Ekathimerini, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Francois Hollande. La Commissione europea è «pronta a riprendere a lavorare» con le autorità greche, ma «non può negoziare un nuovo programma senza un mandato dell'Eurogruppo», ha detto il vicepresidente della Commissione europea con delega all'Euro, Valdis Dombrovskis. Il programma di salvataggio dell'Efsf è «scaduto» lo scorso 30 giugno e «la nuova richiesta per un programma dell'Esm è stata ricevuta, ma finora l'Eurogruppo non ha dato mandato alla Commissione di iniziare a negoziare». La vittoria del 'no' al referendum greco «sfortunatamente amplia il divario fra la Grecia e gli altri Paesi dell'area euro», ha detto Dombrovskis. «Il 'no' rende le cose più complicate», ha spiegato. Le autorità greche «hanno perso troppo tempo e troppe opportunità».

La Germania è pronta a nuovi colloqui con Atene, ma l'avvio dipende dalle nuove riforme che saranno proposte, ha dichiarato il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert, assicurando che «la porta rimane aperta». «La Grecia è un paese della zona euro. Tocca alla Grecia rimanerci», ha sottolineato.

Per il ministro delle finanze finlandese Alexander Stubb, uno dei falchi del rigore nell'eurozona insieme al collega tedesco Wolfgang Schauble, «i negoziati possono riprendere solo nel momento in cui il governo greco accetta di cooperare e di impegnarsi ad adottare misure per stabilizzare l'economia pubblica del paese e attuare le riforme strutturali richieste per la sostenibilità del debito».

Intanto il presidente russo, Vladimir Putin, ha discusso con Tsipras del risultato del referendum di ieri ed «espresso sostegno per i greci che devono superare le difficoltà che il Paese si trova ora davanti», rende noto il Cremlino, precisando che la telefonata è avvenuta «su iniziativa di Atene». Putin e Tsipras hanno anche discusso «di alcune questioni relative all'ulteriore sviluppo della cooperazione fra Russia e Grecia».

Mentre in Grecia il ministero degli Interni greco ha pubblicato i risultati definitivi, relativi allo spoglio di tutte le schede, del referendum di ieri: il 'no' ha vinto con il 61,31 per cento dei voti, al 'sì' il rimanente 38,69 per cento. L'affluenza alle urne è stata del 62,5 per cento degli aventi diritto.

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