Lunedì 24 Aprile 2017 - 19:19

L'Isis riapre hotel a 5 stelle in Iraq

MOSUL. Lo Stato islamico (Isis) a Mosul scommette sul turismo. Con una grande cerimonia d'inaugurazione, l'organizzazione che controlla vaste aree in Siria e in Iraq ha riaperto venerdì l'hotel a cinque stelle "Nineveh Oberoi", il più elegante albergo di Mosul nonché di tutto l'Iraq, dopo oltre 10 mesi di chiusura. È quanto si legge sul giornale londinese al-Quds al-Arabi, secondo cui i miliziani integralisti hanno cambiato il nome alla struttura, che ora si chiama "Hotel Warithin", che in arabo significa "I successori" (del profeta Maometto). Ma stando al giornale, l'Isis avrebbe effettuato anche i lavori di «ristrutturazione necessari ad accogliere gli ospiti» e per festeggiare l'evento ha «invitato" le famiglie di Mosul a partecipare all'inaugurazione.

 

Sui social network vicini all'organizzazione circolano le fotografie di bambini che giocano attorno alle fontane e nei giardini antistanti all'hotel durante la cerimonia, alla quale hanno partecipato decine di abitanti di Mosul ma anche i miliziani e i leader dell'Isis.

 

Sulla destinazione e sull'utilizzo che l'Is intende fare dell'hotel gli internauti sollevano tuttavia una serie di dubbi. Qualcuno resta incredulo di fronte alla notizia, chiedendosi semplicemente: "Ma cosa significa?!", mentre altri commentano: «Ora l'Isis ha un hotel a cinque stelle, ma ha distrutto tutti i siti archeologici della città». Il "Nineveh Oberoi" fu costruito nel 1986 ed è un edificio di 11 piani. Nel 2003, durante la guerra americana in Iraq, fu saccheggiato e danneggiato, poi le forze americane vi stabilirono la loro sede temporanea, prima di essere ripristinato al suo utilizzo originario. Dopo l'occupazione di Mosul da parte dell'Isis il 10 giugno scorso, la struttura è stata chiusa fino alla nuova inaugurazione.

 

 

Processo al contabile delle SS: «Vidi i forni crematori»

Luneburg. «Sapevo delle camere a gas, ho visto tutto, i forni crematori, il processo di selezione... ero lì e chiedo perdono». L’ex ufficiale delle Ss, Oskar Groening (nella foto), conosciuto come il “contabile” di Auschwitz, ha riconosciuto nel corso del processo a suo carico che si è aperto a Luneburg, vicino ad Amburgo, di essere «colpevole moralmente» per lo sterminio nei lager nazisti. Groening, 93 anni, è accusato di complicità nello assassinio di circa 300mila ebrei ungheresi. Al processo partecipano 55 parti civili, tra sopravvissuti e familiari delle vittime. Groening sarà uno degli ultimi nazisti ad essere giudicati in Germania per il suo ruolo nel lager polacco dove prestò servizio dal maggio al luglio del 1944. Durante questo periodo vennero deportate circa 425mila persone. L’imputato era incaricato di contabilizzare il denaro ritrovato nelle valigie dei prigionieri e di trasferirlo alle autorità naziste a Berlino, ccumulando denaro in diverse valute da tutta Europ. Il naziata intende parlare poco dopo l’apertura del processo che dovrebbe celebrarsi fino al 29 luglio.

Allarme in Messico, rubata sostanza radioattiva

CITTA' DEL MESSICO. Il Governo messicano ha emanato un'allerta in cinque stati dopo che una sostanza radioattiva molto pericolosa, l'Iridio 192, è stato rubato nella città di Cardenas, nello stato meridionale di Tabasco. L'allarme è stato dato dal ministero dell'Interno, che in una dichiarazione ha detto che l'avviso riguarda anche gli Stati di Campeche, Chiapas, Oaxaca e Veracruz, così come le agenzie di sicurezza federali della Protezione Civile, della difesa nazionale, della marina e della polizia. «Se viene rimosso dal suo contenitore, il materiale è molto pericoloso. Potrebbe causare danni permanenti alla persona che senza una adeguata protezione entra in contatto con la sorgente anche per un breve periodo di tempo», afferma la nota del ministero che avverte: «Essere vicini a questa quantità di materiale radioattivo non protetto per ore o giorni potrebbe essere fatale».

 

La sostanza, impiegata abitualmente per le macchine a raggi x industriali, è stata rubata martedì notte da un camioncino. A denunciarne il furto la società Garantia radiografica e Ingenieria. Non è la prima volta che del materiale radioattivo viene rubato in Messico. Nel 2014, un altro carico di Iridio 192, che può essere anche usato per costruire una "bomba sporca", è stato abbandonato in un camioncino in un sobborgo di Città del Messico. Nel 2013, un gruppo di ladri è invece stato ricoverato dopo essere entrato in contatto con un carico di Cobalto 60 contenuto in un furgone rubato.

 

A tre anni spara
e uccide bimbo
di un anno

CLEVELAND. Tragedia a Cleveland, nell'Ohio, dove un bambino di un anno è morto per un colpo di arma da fuoco al volto. Come riferiscono i media americani, secondo le indagini a sparare sarebbe stato un altro bambino di tre anni dopo avere trovato una pistola in casa. «È un giorno triste per Cleveland», ha commentato il capo della polizia Calvin Williams con i giornalisti davanti alla casa dove è avvenuto l'incidente. Gli agenti stanno cercando di capire come il piccolo abbia potuto prendere l'arma, che, ha precisato Williams, sarebbe stata «incustodita». Al momento della tragedia, in casa ci sarebbe stato almeno un adulto.

Jean-Marie
Le Pen rinuncia
alla candidatura

PARIGI. Jean-Marie Le Pen non sarà candidato alle elezioni regionali nel prossimo mese di dicembre nella regione Paca (Provenza, Alpi, Costa Azzurra). Il presidente e fondatore del Front National ha dato la notizia rispondendo ad una domanda di Figaro Magazine: «No», ha affermato, «anche se penso che ero il miglior candidato per il Front National». Per Jean-Marie Le Pen il 33% ottenuto alle ultime europee e il titolo di presidente del gruppo nel Consiglio regionale «da due mandati» lo destinavano di fatto alla candidatura, ma la crisi interna al partito con la figlia Marine, leader del Fn, ha cambiato le cose: «Non sarò io a provocare un danno» al movimento, ha sottolineato. Ad una domanda su chi vedrebbe volentieri prendere il suo posto alle regionali, il fondatore del Fn ha prima risposto che "non c'è una grande scelta», poi ha definito «eccellente» una scelta che cadesse sulla nipote Marion Maréchal-Le Pen, «sicuramente la migliore».

Picconi, ruspe ed esplosivo: l'Isis devasta la città assira di Nimrud

NIMRUD. Picconate, bulldozer, esplosivi. Così i miliziani dello Stato Islamico hanno distrutto il sito archeologico di Nimrud, nel nord dell'Iraq. Lo dimostra un video pubblicato online dall'Is. La notizia dello scempio era stata data a marzo dal ministero iracheno del turismo e definita dall'Unesco come "un crimine di guerra". Ma finora le immagini satellitari non avevano mostrato la reale entità dei danni riportati .

Nel filmato si vedono i militanti che con picconi e frese distruggono statue, bassorilievi e altri manufatti in pietra. Quindi un'esplosione e un bulldozer sbriciolano quello che rimane del sito, considerato uno dei massimi gioielli dell'età assira. Molti tesori di Nimrud sono in musei stranieri, ma un certo numero di statue giganti raffiguranti animali alati con teste umane (i Lamassu), erano ancora nel sito archeologico.

Fondata fondata nel 13° secolo AC, Nimrud era nella lista dei candidati a diventare patrimonio dell'Umanità Unesco. Si trova a circa 30 km a sud-est di Mosul e dallo scorso giugno tutta la zona è sotto il controllo degli islamisti che considerano la distruzione degli antichi siti, una guerra contro i "falsi idoli".

Panama, storica stretta di mano tra Obama e Raul Castro

PANAMA. Storica stretta di mano tra il presidente Usa Barack Obama e il presidente cubano Raul Castro al Summit delle Americhe in corso a Panama City. Si tratta del primo incontro ufficiale tra i capi di Stato statunitense e cubano dal momento in cui i due Paesi hanno interrotto le relazioni nel 1961. I due leader si sono incontrati e scambiati un saluto prima della cerimonia di apertura del Vertice, ha riferito il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Bernadette Meehan. La loro stretta di mano è stato l'ultimo gesto, altamente simbolico, del processo di normalizzazione avviato a metà dicembre con l'annuncio del disgelo tra i due storici nemici. Obama e Raul Castro dovrebbero avere un colloquio diretto in giornata.
«Sono felice che Cuba sia rappresentata assieme a noi in questo vertice per la prima volta» ha affermato da Barack Obama, parlando al Summit delle Americhe in corso a Panama City e sottolineando che i giorni delle interferenze e delle ingerenze degli Stati Uniti negli affari della regione sudamericana appartengono al passato.
Nel suo discordo ai leader presenti al vertice, twittato dall'account della Casa Bianca, il presidente americano ha sottolineato che, «come voi lavorate per il cambiamento, gli Stati Uniti vi saranno vicini in ogni passo di questo cammino». «Sappiamo - ha detto Obama - che le nostre società hanno maggiori probabilità di successo quando tutte le persone sono libere di vivere e pregare e amare come vogliono».

Il Papa ha espresso «vicinanza e incoraggiamento affinché il dialogo sincero porti ad una mutua collaborazione». Il messaggio è stato letto da Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, alla presenza di 33 leader americani ed ha affrontato diverse tematiche. "L'iniquità e l'ingiusta distribuzione delle risorse è fonte di conflitto e di violenza tra i popoli", ha sottolineato il Papa argentino, ricordando che "la grande sfida del mondo è la globalizzazione della solidarietà e fraternità invece della globalizzazione della discriminazione e l'indifferenza". "Non basta aspettare che i poveri raccolgano le briciole dai tavoli dei ricchi»

Finanziamento illecito, indagata Marine Le Pen

PARIGI. Il Front National finisce sotto accusa per finanziamento illecito e la presidente del partito, Marine Le Pen, finisce sotto inchiesta insieme a due stretti collaboratori e dirigenti del partito, David Rachline e Nicolas Bay. Lo scrive il quotidiano Le Monde. L’ndagine si aggiunge a quella avviata dal Parlamento europeo all’inizio di marzo sulle irregolarità riguardanti 20 assistenti del gruppo a Strasburgo e Bruxelles. In Europa il partito della Le Pen è stretto alleato della Lega nord di Matteo Salvini, con il quale condivide il no all'euro e politiche più restrittive sull'immigrazione.

Nucleare, l'Iran minaccia di non firmare l'intesa

TEHERAN. L'Iran non siglerà mai un accordo finale sul suo programma nucleare con il gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gb e Germania) se non saranno revocate tutte le sanzioni. Lo ha detto il presidente iraniano, Hassan Rohani, stando a quanto riporta l'agenzia d'informazione Xinhua citando i media ufficiali di Teheran. «Non firmeremo alcun accordo se tutte le sanzioni non saranno tolte nello stesso giorno», ha affermato Rohani in un intervento trasmesso dalla tv di Stato in occasione della Giornata nazionale della tecnologia nucleare. «Vogliamo un accordo vantaggioso per tutte le parti coinvolte nei colloqui sul nucleare», ha aggiunto.

«L'accordo di principio sul programma nucleare iraniano raggiunto a Losanna, in Svizzera, non è vincolante dal punto di vista legale», ha detto la Guida Suprema iraniana. Khamenei, citato dal sito web dell'emittente Press Tv, ha sottolineato che l'accordo «non è stato finalizzato» e per questo motivo «non c'è ancora nulla da approvare o disapprovare». Le parti hanno tempo fino alla fine di giugno per mettere a punto i dettagli tecnici dell'intesa. «Ciò che è stato fatto finora non garantisce l'accordo in sé, né il suo contenuto, né che i negoziati arriveranno fino in fondo", ha dichiarato il leader iraniano, che ha l'ultima parola sul dossier nucleare.

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