Sabato 21 Ottobre 2017 - 1:28

Usa, giornalista e cameraman uccisi in diretta tv

WASHINGTON. Vester Lee Flanagan, l'assassino della giornalista Alison Parker e del cameraman Adam Word che lavoravano all'emittente tv Wdbj7, è morto. Flanagan era ricoverato in condizioni gravissime per essersi sparato, dopo che la polizia aveva cercato di fermare la macchina a bordo della quale stava fuggendo. lungo l'Interstate 66. Sulle ultime convulse fasi della vicenda si sono infatti susseguiti continui aggiornamenti. «Stiamo ricevendo notizie contrastanti, potrebbe essere ancora vivo», aveva dichiarato il capo della Pubblica Sicurezza della Virginia, Brian Moran, anticipando in qualche modo che Vester Lee Flanagan, 41 anni, ex reporter della stessa emittente, non fosse deceduto.

Le autorità avevano però confermato che l'uomo aveva tentato il suicidio mentre non era chiaro se ci fosse o meno stata una fuga di Flanagan in auto e un inseguimento della polizia. È invece incontestabile che Flanagan - che da giornalista usava lo pseudonimo di Bryce Williams - abbia realizzato e pubblicato sui social un video dell'omicidio, nel quale in primo piano si vede la pistola esplodere i colpi mortali che raggiungono i due reporter. Pochi minuti dopo, tuttavia i siti hanno sospeso l'account di Flanagan e rimosso i post.

Le autorità stanno invece cercando di appurare se alla base del doppio omicidio ci possano essere dei motivi razziali o rivalità sul lavoro. Nei messaggi postati su Twitter, Flanagan aveva accusato Alison Parker di aver fatto dei commenti razzisti sul suo conto e aveva aggiunto di essersi rivolto alla Equal Employment Opportunity Commission. Ma alla fine era stato lui a perdere il posto. «Dopo quello che ha fatto hanno assunto lei???», aveva scritto su un altro Tweet. Prima di mettere in pratica i suoi propositi omicidi, Flanagan-Williams aveva scritto una sorta di dossier di 23 pagine, in cui aveva raccontato la sua storia, dossier che aveva inviato via fax all'Abc.

Nel 2000 Flanagan aveva già fatto causa a una tv in Florida. Il reporter afroamericano aveva accusato la Wtwc, affiliata della Nbc di Tallahassee, di aver permesso che lui ed altri dipendenti afroamericani venissero chiamati 'scimmie". Ed in generale di tollerare l'utilizzo in redazione di un linguaggio offensivo nei confronti dei neri. La causa, che prevedeva una richiesta di danni per 75mila dollari, arrivò di fronte a un giudice federale e fu chiusa con un accordo nel 2001.

Riguardo alla sua esperienza alla WDBJ7, il manager descrive Flanagan come una persona difficile. «L'abbiamo assunto come reporter e aveva anche talento. Ma presto si è guadagnato la fama di uno con cui era difficile lavorare e che si offendeva subito. Dopo diversi incidenti provocati dai suoi scoppi di rabbia, abbiamo interrotto il suo contratto e non la prese bene, al punto che dovemmo chiamare la polizia. Da allora ha presentato diversi ricorsi alla commissione per le pari opportunità, sostenendo che i colleghi gli avevano rivolto commenti razzisti. Ma nessuna di queste accuse sono state provate».

Ungheria, gas lacrimogeni contro profughi siriani

BUDAPEST. La polizia ungherese ha lanciato gas lacrimogeni contro i profughi siriani nell'affollato campo d'accoglienza di Roszke, presso la frontiera con la Serbia. Gli scontri, spiega la Bbc, sono scoppiati dopo il rifiuto dei migranti di farsi registrare e prendere le impronte digitali. I profughi temono che così facendo sarebbero costretti a chiedere asilo a Budapest, mentre il loro obiettivo è raggiungere il nord Europa e soprattutto la Germania.

Continua intanto a salire il numero dei rifugiati, in gran parte siriani, che varcano la frontiera ungherese, superando la barriera lunga 174 chilometri che il governo di Budapest sta costruendo per bloccare il flusso degli arrivi. Secondo dati diffusi oggi, le autorità magiare hanno registrato ieri 2.553 ingressi illegali provenienti dalla Serbia, 460 in più di lunedì.

Fuggiti dagli orrori della guerra, migliaia di siriani sono sbarcati sulle isole greche provenienti dalla Turchia. Il loro cammino verso l'Europa settentrionale procede poi attraverso Macedonia, Serbia e Ungheria.

Francia, sparatoria in campo rom: 4 morti

PARIGI. Quattro persone, tra cui un bambino di 6 mesi, sono rimaste uccise in una sparatoria avvenuta in un campo rom a Roye, nella regione di Somme, a un centinaio di chilometri a nord di Parigi. Secondo quanto riporta il giornale locale le Courrier Picard le altre vittime sono un poliziotto e due rom, un uomo e una donna. Sono rimasti feriti l'autore della sparatoria, un altro bambino e un altro agente. Secondo le prime ricostruzioni dei media francesi, potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti.

La polizia francese ha dispiegato un massiccio dispositivo di sicurezza intorno alla zona, dove è avvenuta la sparatoria, nei pressi di un supermercato alle porte della cittadina di Roye. Non è ancora chiara la dinamica dei fatti, ma secondo quanto riportano i media l'aggressore aveva già ucciso l'uomo, la donna e il bambino di sei mesi, appartenenti alla comunità nomade, prima dell'intervento della gendarmeria. Una volta arrivati gli agenti, l'uomo avrebbe poi aperto il fuoco contro di loro prima di rimanere a sua volta ferito. Non è ancora confermato se l'uomo che ha sparato appartenga anch'egli alla comunità rom.

Il premier Manuel Valls in un tweet ha espresso la sua solidarietà «alle famiglie delle vittime e del gendarme che è morto servendo la Francia». Anche il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, in una conferenza stampa durante la quale ha riferito quanto al momento gli inquirenti sanno della dinamica dei fatti, ha espresso la sua vicinanza alle famiglie delle vittime, ai feriti e lodato "il coraggio dei gendarmi che sono intervenuto per evitare» un bilancio di vittime ancora più drammatico. Cazeneuve ha poi aggiunto che, stando alle notizie raccolte finora, l'autore della sparatoria, che i gendarmi hanno fermato colpendolo alle gambe, era «molto ubriaco».

Reclutavano jihadisti per l'Isis: 14 arresti tra Spagna e Marocco

MADRID. Le autorità spagnole e quelle marocchine hanno effettuato 14 arresti nell'ambito di una vasta operazione antiterrorismo contro sospetti reclutatori di jihadisti per lo Stato Islamico. Gli arresti, riporta la Bbc, sono stati effettuati nel quartiere di San Martin de la Vega a Madrid e nelle città marocchine di Fez, Casablanca, Mador, al-Hoceima e Driouech. Gli arrestati sono sospettati di far parte di una rete che inviava combattenti in Siria e in Iraq nelle aree controllate dall'Isis. Il ministero dell'Interno spagnolo ha riferito che l'operazione è ancora in corso, senza fornire ulteriori dettagli.

Marò, da Amburgo un altro schiaffo all'Italia: Girone resta in India

AMBURGO. Il Tribunale internazionale del mare di Amburgo delude le speranze di un rientro immediato in Italia di Salvatore Girone. Con una decisione approvata da 15 giudici contro sei, letta dal presidente Vladimir Golitsyn, l'Iclos ha stabilito che Italia e India devono sospendere ogni procedura sul caso e astenersi dal presentarne altre. Le due parti devono ora presentare un rapporto sulla vicenda. L'Italia aveva chiesto all'Iclos di permettere il rientro in Italia di Girone e confermare la permanenza in patria di Massimiliano Latorre. Ma l'Iclos ha escluso misure temporanee in proposito.

Airshow, nuovo incidente: un morto in Svizzera

GINEVRA. Scontro in volo fra due aerei leggeri da acrobazia oggi durante un'esibizione a Dittingen, nel cantone svizzero di Basilea. I due piloti coinvolti nell'incidente sono tedeschi. Uno di loro è morto mentre l'altro è riuscito a lanciarsi in tempo con il paracadute, riferiscono i media locali. I velivoli appartenevano alla pattuglia aerea Grasshoppers. La manifestazione è stata interrotta. Quella di oggi è la terza tragedia avvenuta in Europa ad agosto durante esibizioni aeree. Oltre all'incidente di ieri nella località britannica di Shoreham, quando un aereo impegnato in un'esibizione acrobatica si è schiantato su un'autostrada, tre giorni fa sette persone sono morte in Slovacchia in uno scontro fra due aerei durante le prove per un airshow.

Immigrati, la Macedonia riapre la frontiera

PALERMO. Centinaia di immigrati hanno attraversato oggi senza problemi il confine fra Grecia e Macedonia a Gevgelija, dopo che la polizia e i militari dispiegati sul posto li hanno lasciati passare. Lo ha riferito il portale Vest.mk. la frontiera è stata di fatto riaperta dopo che ieri sera centinaia di persone sono riuscite a superare le barriere che erano erette al confine, travolgendo la polizia che ha cercato di impedire il loro passaggio con la forza. Gli immigrati, in maggior parte profughi siriani sbarcati in Grecia dalla Turchia, ma anche pachistani e afghani, intendono proseguire verso la Serbia per poi ottenere asilo nei Paesi del Nord Europa. Fra loro anche donne e bambini. Secondo i media serbi, 5mila persone sono già arrivate in un campo profughi a Presevo, città serba presso il confine con la Macedonia.

Guardia costiera, 4.400 messi in salvo ieri. Intanto sono circa 4.400 i migranti salvati nella giornata di ieri a seguito di numerose richieste di soccorso pervenute alla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. È quanto riferisce la Guardia costiera sottolineando che i profughi viaggiavano a bordo di gommoni e barconi in difficoltà al largo delle coste libiche.

Strage all'airshow,
jet precipita sull'autostrada:
7 morti

LONDRA. Sette persone sono morte nel drammatico incidente avvenuto durante l'Airshow di Shoreham, in Inghilterra. Un jet si è schiantato sulle macchine dell'autostrada A27, nella contea inglese del West Sussex. Secondo quanto riferisce la Bbc l'incidente sarebbe avvenuto per «una manovra solo iniziata e non conclusa». «Abbiamo visto una palla di fuoco», raccontano gli spettatori. L'aereo in questione è un Hawker Hunter, un caccia degli anni '50. Fonti mediche fanno riferimento a 15 feriti. Sono critiche, in particolare, le condizioni di una persona. «Pare che il pilota sia stato sbalzato fuori, se fosse così sarebbe salvo, ma ancora non c'è certezza», spiegano fonti della polizia, precisando che l'autostrada resterà chiusa in entrambe le direzioni.

 

TESTIMONE. «C'erano molte fiamme e siamo scappati dalla macchina per cercare di evitare i rottami perché eravamo a circa 15 metri di distanza», racconta una testimone. La donna si trovava in macchina sull'A27 insieme ai suoi due bambini quando l'aereo si è schiantato.

 

L'Isis distrugge
il monastero cattolico di Mar Elian

DAMASCO. I jihadisti dello Stato Islamico hanno raso al suolo il monastero cattolico di Mar Elian a Qaryatain in Siria, a sud ovest di Homs e sulla strada che porta al sito archeologico di Palmira. A darne notizia sono gli stessi miliziani, che hanno postato sui social media vicini all'Is le foto di bulldozer che distruggono il monastero assiro fondato nel quinto secolo dopo Cristo.

Il monastero di Mar Elian, alla periferia di Quaryatayn, rappresentava una filiazione del monastero di Deir Mar Musa al Habashi, rifondato una decina di anni fa dal gesuita italiano Paolo Dall'Oglio, rapito il 29 luglio 2013 mentre si trovava a Raqqa.

Nel maggio scorso i miliziani dell'Is avevano rapito da Mar Elian padre Jacques Murad, Priore del monastero. Più di recente, il 7 agosto, l'Isis ha sequestrato 230 persone, tra cui 60 cristiani di al-Qaryatain, alcune delle quali sarebbero state prelevate proprio dal monastero di padre Jacques Murad, parroco della comunità che si trova a 60 km a sudest di Homs. Di queste, 110 persone, tra cui cristiani, sarebbero stati trasferiti a Raqqa, la 'capitale' dell'Is nel nord della Siria, mentre altri sarebbero stati rilasciati.

Prima di cadere nelle mani dell'Is si stima che a Qaryatain vivessero 1.400 siriaci ortodossi e 400 siriaci cattolici assiri.

Tsipras si è dimesso: «Elettori giudichino l'accordo con l'Ue»

ATENE. Alexis Tsipras si dimette. L'annuncio in diretta tv. Lascia dopo quasi otto mesi di governo da premier. Una mossa che apre le porte a nuove elezioin anticipate in Grecia. Negli ambienti politici di Atene circolano già le voci sulla possibile data delle elezioni per il 20 settembre, tra un mese esatto. «Gli elettori greci devono avere la possibilità di giudicare l'accordo di salvataggio», ha detto il premier che nel discorso è tornato a difendere l'accordo raggiunto come «il migliore possibile che potevamo ottenere». «Ho obbligo morale di mettere questo accordo di fronte agli elettori per permettere loro di giudicarlo», ha detto.

 

Dopo l'annuncio, Tsipras si è recato dal presidente Prokopis Pavlopoulos per presentare formalmente le dimissioni sue e del suo governo. In questo modo verrà avviato il processo che porterà alle elezioni anticipate. Secondo quanto riporta il sito dell'agenzia Ana, Tsipras al presidente ha chiesto che il governo venga affidato a un premier ad interim e che si svolgano quindi le elezioni anticipate il più presto possibile.

 

La scommessa del leader di Syriza sarebbe quella di ottenere un nuovo mandato lettorale prima di cominciare a dover applicare le dure misure previste dal terzo salvataggio finanziario. Intanto, in queste ore sono in corso frenetiche consultazioni nel palazzo del governo ed in Parlamento per l'eventuale formazione del governo transitorio che dovrebbe guidare il Paese fino alle elezioni di metà settembre.

Con le dimissioni la Grecia potrà avere, anche solo se per le quattro settimane prima delle elezioni anticipate, il suo primo premier donna, la presidente della Corte Suprema Vassiliki Thanou-Christophilou. In carica dal primo luglio scorso, la 65enne giudice era stata in precedenza vice presidente della Corte Suprema e presidente dell'Associazione dei pubblici ministeri greci.

Le dimissioni e le elezioni anticipate il 20 settembre, avverte l'agenzia di rating Moody's, secondo quanto riporta il "Guardian", mettono a rischio il futuro del terzo piano di salvataggio da 86 miliardi in tre anni approvato mercoledì dall'European stability mechanism (Esm). «Potrebbero aumentare - dicono - le preoccupazioni sull'attuazione del programma e, potenzialmente mettere a rischio gli esborsi futuri».

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