Giovedì 25 Maggio 2017 - 20:18

Usa inviano per errore antrace a base militare in Corea del Sud

WASHINGTON. Un laboratorio del Pentagono ha inviato per errore campioni con batteri vivi dell'antrace ad altri nove laboratori e ad una base militare americana in Corea del Sud. L'incredibile vicenda è stata confermata dal Pentagono. «Non vi sono rischi per il pubblico e non vi sono casi sospetti o confermati di antrace», ha dichiarato un portavoce della Difesa americana, il colonnello Steve Warner, spiegando che è stata aperta un'inchiesta e che le persone potenzialmente esposte al rischio hanno ricevuto gli adeguati trattamenti.

 
Il laboratorio militare di Dugway, nello Utah, da cui sono partiti i campioni, sta sviluppando un test per identificare le minacce di armi biologiche sul terreno, ha detto Warren, citato dal Washington Post. Normalmente, spiegano fonti della Difesa, i campioni inviati alle altre installazioni coinvolte nello studio contengono batteri morti. Non è chiaro cosa sia successo questa volta, ma i primi ad accorgersi che i batteri erano vivi sono stati i membri del personale di un laboratorio in Maryland il 22 maggio. Altri campioni, si è poi scoperto, erano stati inviati in Texas, Wisconsin, Delaware, New Jersey, Tennessee, New York, California e Virginia.

Non solo, campioni di batteri vivi di antrace sono giunti anche alla base aerea di Osan, in Corea del Sud. Warren ha assicurato che «sono stati distrutti nel rispetto dei dovuti protocolli».

Bufera Fifa: «Calcio mondiale corrotto da 20 anni»

ZURIGO. La corruzione ha macchiato il calcio mondiale dal 1991, «anno dopo anno». Sono le parole di Loretta Lynch, procuratore generale degli Stati Uniti, nel corso di una conferenza stampa a New York, nel giorno destinato a diventare storico per la Fifa e per il calcio mondiale, scosso dalle operazioni che hanno scosso i vertici della Federcalcio internazionale riunita a Zurigo per le elezioni presidenziali. Joseph Blatter, a caccia del quinto mandato, al momento non è direttamente coinvolto nell'inchiesta che, però, «va avanti. Questo è l'inizio». il 78enne dirigente svizzero prova a tirare dritto: «Per quanto questi eventi siano spiacevoli, dovrebbe essere chiaro che accogliamo con favore le azioni e le indagini delle autorità statunitensi e svizzere. Questo permetterà alla Fifa di adottare misure più efficaci di quelle già introdotte per punire ogni condotta scorretta», ha detto in una nota prima di aggiungere: «Le azioni delle autorità svizzere e dell'attorney general statunitense sono partite quando abbiamo sottoposto il nostro dossier alle autorità elvetiche lo scorso anno».

Un'inchiesta sull'assegnazione dei campionati mondiali di calcio del 2018 e del 2022 è stata aperta nella confederazione rossocrociata per abuso di potere e riciclaggio di denaro. La procura generale elvetica ha disposto il sequestro di documenti e file nel quartier generale della Fifa, ha reso noto in un comunicato diffuso poche ore dopo l'arresto di sei funzionari avvenuto all'alba al Baur au Lac, l'albergo a cinque stelle in cui è in preparazione il Congresso della Federazione internazionale di calcio che la Uefa, l'organizzazione europea guidata da Michel Platini, chiede di rinviare.

Gli arresti sono stati eseguiti sull'asse Stati Uniti-Svizzera: il tribunale di Brooklyn ha formalizzato le accuse nei confronti di 14 persone (47 i capi di accusa, fra cui riciclaggio, frode e organizzazione a delinquere, oltre a nove dirigenti della Fifa sono coinvolti 5 alti funzionari di organizzazioni che operano sotto l'ombrello della Federazione) in relazione a uno schema fraudolento in vigore per 24 anni «per arricchirsi con la corruzione del calcio internazionale».

La frode su cui indaga la magistratura americana si è articolata intorno all'assegnazione dei diritti televisivi, di commercializzazione e sponsorizzazione, da parte della Concacaf, una delle sei confederazioni regionali della Fifa, quella che segue Nord America, America centrale e Caraibi e la cui sede di Miami è stata perquisita questa mattina. Sono stati versati fondi neri per 150 milioni di dollari, precisa il dipartimento della giustizia Usa in un comunicato, confermando l'arresto di una settima persona all'estero. «Le accuse delineano un quadro di corruzione dilagante, sistemica e con radici profonde sia all'estero che negli Stati Uniti e investe almeno due generazioni di funzionari del calcio», ha dichiarato la Lynch.

Il presidente Sepp Blatter «al momento non è coinvolto nell'inchiesta», ha detto l'attorney general ribadendo un concetto espresso anche dalla Fifa, che ha garantito la propria disponibilità «a collaborare con gli inquirenti». «È nostro interesse chiarire tutti i dubbi e dare ogni risposta, ma ribadisco che la Fifa è parte lesa in questa vicenda», ha dichiarato il portavoce Walter De Gregorio in una conferenza stampa a Zurigo. I mondiali del 2018 in Russia e del 2022 nel Qatar, così come il congresso in apertura venerdì e le elezioni per il presidente fissate per lo stesso giorno, si svolgeranno regolarmente (non si svolgeranno nuove elezioni), ha aggiunto De Gregorio. Il 79enne Blatter mantiene la sua candidatura per un quinto mandato alla guida della federazione internazionale. Il suo sfidante è il principe giordano Ali bin Al Hussein.

Come ha reso noto l'Ufficio federale di giustizia svizzero (Ufg), i funzionari arrestati sono in stato in detenzione in attesa dell'autorizzazione alla loro estradizione. Si tratta di Eugenio Figueredo, vicepresidente della Confederazione sudamericana di calcio (Conmebol) e vicepresidente della Fifa, cittadino uruguaiano; Eduardo Li, presidente della federcalcio della Costa Rica (Fedefutbol) e funzionario della Fifa, cittadino costaricano; José Maria Marin, membro esecutivo della federcalcio sudamericana (Conmebol), cittadino brasiliano; Julio Rocha, ex presidente della federazione di calcio del Nicaragua e funzionario della Fifa, cittadino nicaraguegno; Costas Takkas, ex segretario generale della federcalcio delle Isole Cayman, cittadino britannico; Jeffrey Webb, presidente della Confederazione di calcio del Nord, Centro America e Caraibi (Concacaf) e vicepresidente della Fifa, cittadino britannico; Rafael Esquivel, presidente della Federcalcio del Venezuela (Fvf) e membro esecutivo della Federcalcio sudamericana (Conmebol), cittadino venezuelano. In virtù di tre rogatorie statunitensi, l'ufficio federale di giustizia elvetico a bloccato i conti presso diverse banche svizzere attraverso i quali sarebbero transitate le tangenti e ha inoltre ordinato di acquisire i pertinenti documenti bancari.

L'inviato del New York Times a Zurigo Sam Borden ha pubblicato sul suo account twitter il video in cui si mostrano gli impiegati dell'albergo armati di lenzuola con cui cercano di coprire gli arresti

Aereo vicino al vulcano attivo, tragedia sfiorata

PARIGI. Tragedia sfiorata per un aereo passeggeri dell'Air France che ha rischiato di schiantarsi contro un vulcano attivo in Africa. Lo riferiscono le autorità per la sicurezza dell'aviazione francese che stanno indagando sull'incidente. Da quanto è emerso, il 2 maggio scorso il volo Air France 953, un Boeing 777 con 36 persone a bordo (23 passeggeri, 3 piloti e 10 membri dell'equipaggio) era in viaggio dalla Guinea Equatoriale al Camerun, quando ha dovuto modificare la sua rotta verso nord per evitare un fronte temporalesco, superato il quale si è nuovamente diretto verso la destinazione, la città di Douala.

Proprio a questo punto, riferisce il Bea, ha iniziato a suonare allarme "pull up" (traiettoria di collisione con il terreno). Il Boeing 777, che volava a una quota di crociera sopra 9.000 piedi (2.800 metri), si era avvicinato troppo al Monte Camerun, la montagna che con i suoi 4.000 metri è più alta della regione e il cui vulcano è ancora attivo. Fortunatamente i piloti hanno «risposto immediatamente con una manovra appropriata», salendo a 13.000 piedi ed evitando una tragedia. Il volo è quindi giunto a destinazione senza problemi.

L'agenzia della sicurezza del volo francese ha definito l'accaduto "un grave incidente", ossia un evento le cui circostanze indicano che è "quasi è accaduto". Una classificazione utilizzata in genere quando una collisione a terra senza perdita di controllo viene "scongiurata".

Secondo quanto ha riferito un funzionario dell'Air France alla Cnn, i passeggeri non erano a conoscenza di quanto stava accadendo e ora la compagnia aerea fornirà più informazioni all'equipaggio sulle "specifiche del terreno intorno a Douala".

Messico, tornado e alluvioni al confine con gli Usa: almeno 18 morti

Diciotto morti e migliaia di case danneggiate. Questo il bilancio del tornado e delle piogge torrenziali che si sono abbattuti sul nord del Messico e sugli stati americani del Texas e dell'Oklahoma. A Ciudad Acuna, al confine con gli Stati Uniti, colpita ieri dal tornado, hanno perso la vita 13 persone, e circa 1.500 abitazioni sono state distrutte. Lo ha riferito il sindaco della città, mentre dal governo di Coahuila hanno aggiunto che i feriti sono almeno 230. Tra sabato e domenica, riportano i media locali, altre cinque persone hanno perso la vita oltre il confine con gli Usa, in Texas e Oklahoma, a causa delle alluvioni. Nella contea texana di Hays, riporta Usa Today, sono state avviate le operazioni di ricerca di 12 persone che risultano disperse dopo che si sono rotti gli argini di un fiume. L'acqua ha trascinato via macchine e case, con una forza, ha raccontato il governatore Greg Abbott in conferenza stampa, pari a quella di uno tsunami. Abbott ha quindi dichiarato lo stato di emergenza in 37 contee. Due delle vittime americane sono state segnalate nel nord dell'Oklahoma e si tratta di una 33enne, che ha perso il controllo della sua auto, e di un vigile del fuoco a Claremore.

Tunisi, spari in una caserma nella zona del Bardo: quattro morti

TUNISI. Sparatoria in una caserma delle forze di sicurezza nel centro di Tunisi. È di quattro morti, compreso l'attentatore, e 15 feriti il nuovo bilancio dell'attacco contro la struttura Bouchoucha, che si trova si trova nella zona del Bardo. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, precisando che le vittime sono tutti militari. Le autorità hanno escluso l'ipotesi di un «attentato terroristico». È stato infatti un «sergente sospeso dal servizio» a sferrare l'attacco, riferisce la tunisina Radio Mosaique. Secondo la ricostruzione dell'emittente, il sergente sarebbe riuscito a entrare nella caserma e a sottrarre l'arma a un soldato. L'uomo avrebbe così sparato contro un colonnello e altri otto militari. I feriti, precisa la radio, sono stati tutti trasferiti all'ospedale militare di Tunisi.

 
«Non si è trattato di un attacco terroristico», ha detto il portavoce del ministero della Difesa Belhassen Oueslati, dopo che il portavoce del dicastero degli Interni aveva parlato di un'azione di «terroristi». Poco prima, infatti, Mohamed Ali Aroui aveva affermato che «violenti» scontri erano in corso tra «terroristi» e forze di sicurezza nel «perimetro della caserma di Bouchoucha».

A Barcellona
e Madrid vola lo Tsipras spagnolo

MADRID. Terremoto politico, in effetti ampiamente annunciato, in Spagna, dove alle elezioni amministrative che si sono svolte ieri il partito anti-austerity Podemos ha avuto una valanga di voti, vincendo a Barcellona e costringendo i Popolari ad un testa a testa a Madrid. Il partito del premier Mariano Rajoy ha perso quasi 11 punti rispetto alle elezioni del 2011 ed il controllo di Extremadura, Comunidad Valenciana, Cantabria, Aragón, Castilla-La Mancha e Baleares.

Ma la sconfitta simbolicamente più pesante è quella che rischia di registrare a Madrid, città che i Popolari governano dal 1991, e dove la coalizione Ahora Madrid guidata dalla formazione politica di Pablo Iglesias che ha avuto il suo primo exploit alle ultime elezioni europee, si è imposta con la candidata Manuela Carmena che, insieme a Ada Colau a Barcellona, sono diventate il volto e il simbolo del cambiamento. In effetti i popolari hanno ottenuto un consigliere in più, ma non ha i voti per governare da solo, ed è quindi probabile che Ahora Madrid governi in coalizione con i socialisti.

A livello nazionale, i popolari si sono attestati al 27%, poco distanti dal 25,2% dei socialisti che sono anche molto arretrati nelle grandi città, loro tradizionale bacino di voti. Oltre alle dirette conseguenze per l'amministrazione delle grandi città questi risultati elettorali, e l'arretramento dei grandi due partiti storici spagnoli a favore delle nuove formazioni, costituiscono un test significativo in vista delle prossime elezioni politiche, il prossimo novembre.

L'Isis attacca
la first lady: «Michelle Obama una prostituta»

WASHINGTON. Lo Stato islamico giustifica il rapimento e lo stupro di giovani schiave e attacca la first lady americana, Michelle Obama, definendola una «prostituta» il cui prezzo «forse non supera nemmeno un terzo di un dinaro». La farneticante provocazione arriva da una sposa jihadista, attraverso un articolo, intitolato «Ragazze schiave o prostitute», pubblicato su Dabiq, la rivista in lingua inglese di propaganda del Califfato.

Donna prigioniera in una cassa di legno per 4 mesi

JEFFERSON CITY. Tenuta prigioniera in una cassa di legno per quattro mesi una donna in Missouri è riuscita a scappare lo scorso aprile, ma questa settimana è stata uccisa insieme a suo figlio. Lo riferiscono i media americani, precisando che il sospetto accusato degli omicidi è stato colpito mortalmente ieri dalla polizia. James Barton Horn Jr. - che era accusato, tra l'altro, oltre che dei due omicidi, anche di sequestro - è stato colpito in una casa nella contea di Johnson, dove si era nascosto. «Era armato e non voleva arrendersi. Ha minacciato gli agenti», hanno spiegato le autorità. Horn, 47 anni, ha tenuto la sua ex, la 46enne Sandra Sutton, in una cassa a Sedalia da gennaio ad aprile. Dopo avere ricevuto una telefonata da una città a 45 miglia da Sedalia, le autorità hanno trovato la donna e suo figlio di 17 anni morti. Erano stati ospitati, ha spiegato la polizia, da alcuni parenti della donna dopo che era riuscita a fuggire dal suo presunto rapitore.

La Grecia: finiti
i soldi per pagare
il Fmi

ATENE. La Grecia non potrà ripagare i prestiti del Fondo monetario internazionale il prossimo mese perché non ha soldi per farlo. «Le quattro rate per l'Fmi - ha spiegato il ministro dell'Interno greco, Nikos Voutsis, all'emittente greca Mega Tv - a giugno ammontano a 1,6 miliardi di euro, questi soldi non verranno dati» perché «non ci sono».

«Una volta che si fa parte di una unione monetaria, uscirne sarebbe catastrofico...», ha detto Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze, rispondendo alle domande della Bbc sulle conseguenze di un'eventuale uscita della Grecia dall'euro. Le manovre per uscire «equivalgono all'annuncio di una svalutazione» monetaria. «Sarebbe un disastro per tutti gli interessati. Sarebbe l'inizio della fine del progetto della moneta comune in Europa», ha aggiunto Varoufakis.

«La Grecia ha fatto enormi passi per arrivare ad un accordo. Noi abbiamo fatto tre quarti del percorso, loro ora devono venirci incontro per un quarto della strada -ha proseguito soffermandosi sul rapporto con i creditori internazionali-. Negli ultimi 4 mesi, la Grecia non ha dovuto solo gestire il pagamento di stipendi e pensioni, ma ha dovuto estrarre dal pubblico il 14% del Pil per rispettare gli impegni con i creditori internazionali. Ad un certo punto non saremo più in grado di farlo».

Nsa, Senato Usa blocca iter legge su raccolta intercettazioni

Il Senato americano ha bloccato il provvedimento procedurale relativo all'iter della legge che avrebbe posto fine alla raccolta, da parte della Nsa, delle intercettazioni telefoniche private, un programma denunciato da Edward Snowden nel 2013. La legge a cui è stato dato il nome di Us Freedom Act, sostenuta dalla Casa Bianca e considerata come un compromesso fra le numerose e diverse posizioni emerse, era stata approvata alla Camera la scorsa settimana. Il Senato - dove sono stati 57 i voti a favore, tre in meno della soglia necessaria, e 42 i contrari - è rimasto riunito dopo l'una di questa mattina (ora di Washington). La legge prevedeva che a conservare i dati sulle intercettazioni fossero le compagnie telefoniche ma è stata accolta al Senato dall'opposizione del leader della maggioranza repubblicana Mitch McConnell e da numerosi, ma non tutti, repubblicani, per cui costituisce un potenziale rischio per la sicurezza nazionale, anche perché non è mai stata messa alla prova. La legge in vigore scade a fine mese. Il Senato tornerà a riunirsi il 31.

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