Domenica 25 Giugno 2017 - 8:57

Filippine, doppia scossa di terremoto: panico a Sud di Manila

MANILA. Due scosse sismiche successive hanno colpito le Filippine alle prime ore di oggi, scatenando ondate di panico tra i residenti, parte dei quali hanno evacuato le zone colpite.

La prima scossa, di magnitudo 5.6 gradi della Scala Richter, è stata registrata poco dopo le 3 del mattino (ora locale). L'epicentro è stato localizzato 2 chilometri a nordovest di Mabini, una città a sudovest di Manila, secondo l'Istituto di Vulcanologia delle Filippine.

La seconda scossa è stata avvertita pochi minuti più tardi e aveva magnitudo di 5.9 gradi. L'epicentro è stato localizzato a sudovest di Tanauan, secondo USGS. Le scosse sono state avvertite nella capitale.

Arrestato il killer di Stoccolma

STOCCOLMA. Sarebbe l'autore dell'attacco compiuto a Stoccolma la seconda persona messa questa mattina in stato di fermo dopo essere stata catturata dalle forze dell'ordine. A darne notizia è stato un portavoce della polizia svedese: "Crediamo che l'uomo messo in stato di fermo sia l'autore" dell'attacco che ha provocato la morte di 4 persone, ha dichiarato Lars Bystrom. Secondo diversi media del Paese, il sospetto sarebbe un uzbeko di 39 anni, simpatizzante dell'Isis. La polizia ha anche trovato un ordigno esplosivo rudimentale a bordo del camion rubato usato per compiere l'attentato. Lo riferisce l'emittente tv svedese 'SVT'. Custodito all'interno di una borsa, non è esploso. No comment dal portavoce dellla polizia Lars Bystrom, interpellato dalla 'Dpa' per una conferma: "Non facciamo mai commenti su cose che sequestriamo". Per quanto riguarda il secondo uomo - arrestato stamattina nel sobborgo di Hjulsta, a nordovest della capitale - sarebbe legato alla persona fermata ieri a Marsta, a nord di Stoccolma, sospettato di reati a probabile sfondo terroristico tramite omicidio. Il tabloid locale 'Aftonbladet' aveva riferito ieri dell'arresto di una prima persona che, leggermente ferita, aveva rivendicato di essere il responsabile dell'azione.

Il camion ha travolto le persone in un'affollata strada pedonale a Drottninggatan, una delle principali arterie pedonali nel centro di Stoccolm. Il mezzo avrebbe investito i pedoni, schiantandosi contro un grande magazzino. Centinaia di persone sono fuggite dalla zona in preda al panico, riferisce il giornale, citando testimoni e aggiungendo che "probabilmente il numero delle vittime è maggiore".

Altre testimonianze parlano di colpi di arma da fuoco esplosi dopo l'incidente. Dopo essere piombato in un centro commerciale il veicolo ha preso fuoco.

Missili Usa in Siria, colpita la base del raid chimico

WASHINGTON. Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco missilistico in Siria colpendo la base aerea di Shayrat, nella provincia occidentale di Homs, con circa 60 missili cruise. Si tratta del primo attacco degli Stati Uniti nei confronti del governo di Damasco e dall'insediamento del presidente Donald Trump.

La base, situata a circa 30 chilometri a sudest di Homs, ospitava 40 aviorimesse in cemento, numerosi Mig 23, Mig 25 e Sukhoi 25 e da solo rappresentava il 25% della forza aerea siriana.

L'intervento militare è avvenuto in risposta all'attacco con agenti chimici di pochi giorni fa a Idlib. Nella notte tra giovedì e venerdì dai cacciatorpedinieri USS Porter e USS Ross nel Mediterraneo orientale sono stati lanciati 59 missili 'Tomahawk' sulla base aerea siriana da dove, secondo Washington, sarebbero decollati i caccia responsabili dell'attacco chimico su Khan Sheikhoun.

Il bilancio dell'attacco missilistico sarebbe di cinque morti e 7 feriti. A dichiararlo è stato il governatore di Homs, Talal Barazi, citato dalla Dpa. Tra le vittime ci sarebbero tre militari e due civili, ha affermato il governatore. "Le unità di vigili del fuoco e unità di difesa civile hanno lavorato due ore per porre sotto controllo l'incendio ed evacuare i feriti e coloro che sono stati martirizzati all'aeroporto", ha detto Barazi, aggiungendo che "il bombardamento americano indebolisce le capacità dell'esercito siriano nella guerra contro il terrorismo".

Per l'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, l'attacco avrebbe invece provocato la morte di nove civili, tra cui quattro bambini, e il ferimento di altri sette. A renderlo noto è stato il corrispondente a Homs citando fonti della società civile. Secondo il cronista, le vittime dell'attacco, che ha provocato anche ingenti danni ad edifici, provengono dai villaggi di Shayrat, al-Manzoul e al-Hamrat.

Nell'attacco contro la base aerea "sono morti molti militari, la maggioranza dei quali sono elementi di Hezbollah e iraniani". E' quanto rivelano ad Aki-Adnkronos International fonti militari dell'opposizione siriana, precisando che i raid americani "hanno messo la base aerea definitivamente fuori uso".

Prima dell'attacco missilistico, il comando dell'esercito siriano avrebbe messo al sicuro la maggior parte dei suoi caccia di stanza nella base aerea di Shayrat. A riferirlo è l'emittente libanese filo-regime al-Mayadeen con una notizia dell'ultima ora basata su non meglio precisate "informazioni".

Molti consiglieri militari iraniani sarebbero inoltre rimasti uccisi nell'attacco. Lo ha rivelato all'emittente al-Arabiya un media attivista che si trova al confine tra Siria e Turchia, Ibrahim al-Idlibi, secondo il quale la base era stata trasformata di recente in un sito utilizzato dagli iraniani.

Nove caccia dell'esercito siriano sarebbero stati distrutti nel raid. A dirlo è il giornalista russo dell'emittente 'Rossiya 24', Yevgeny Poddubny, che ha constatato di persona i danni inflitti al sito come dimostrano le foto pubblicate sul suo profilo Instagram. Secondo il reporter, sarebbero stati colpiti gli hangar dove si trovavano gli aerei, mentre la pista della base non sarebbe stata danneggiata anche se al momento sarebbe disseminata di frammenti di vario tipo.

TRUMP - Intervenendo dalla sua residenza di Mar-a-Lago in Florida, dove si è svolto il summit con il presidente cinese Xi Jingping, Trump ha definito Bashar al Assad "un dittatore" che ha sferrato un orribile attacco con armi chimiche contro civili innocenti". Trump ha detto di aver agito "negli interessi vitali della sicurezza nazionale dell'America" per "prevenire e scoraggiare la diffusione e l'uso di armi chimiche". "Non c'è dubbio che la Siria abbia usato armi chimiche vietate - ha aggiunto Trump - violando gli obblighi della Convenzione sulle armi chimiche e ignorando gli avvertimenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu. I tentativi, fatti per anni, di cambiare il comportamento di Assad hanno fallito, hanno drammaticamente fallito".

"Stasera mi rivolgo a tutte le nazioni civilizzate perché si uniscano a noi - ha quindi chiesto - per porre fine a questo spargimento di sangue e massacro in Siria e anche per porre fine al terrorismo in ogni sua forma".

IL PENTAGONO - Il Pentagono ha reso noto che l'attacco contro la base aerea siriana è stato sferrato alle 3.40 del mattino, ora locale in Siria. Gli obiettivi, ha precisato il Pentagono, erano aerei, hangar, depositi, bunker per munizioni, sistemi di difesa aerea e "ciò che rende operativa la base".

"Dalle prime indicazioni questo attacco ha gravemente danneggiato o distrutto aerei ed infrastrutture di appoggio ed equipaggiamento nella base di Shayrat", riducendo la possibilità per il governo siriano di ricorrere alle armi chimiche, ha specificato il Pentagono. Il Dipartimento della Difesa statunitense ha quindi precisato che i militari russi sono stati informati anticipatamente dell'attacco, anche se il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha chiarito che non c'è stato alcun ulteriore coordinamento con Mosca in vista dell'attacco.

Parlando con i giornalisti ieri sera, Tillerson ha affermato che l'attacco non rappresenta "un cambiamento nella nostra politica o posizione in Siria".

LA REAZIONE DI DAMASCO - La tv di Stato di Damasco ha definito l'attacco un'"aggressione". "Aggressione americana contro obiettivi militari siriani con diversi missili", ha titolato l'emittente dopo l'annuncio dell'intervento militare. Per Ahmed Ramadan, portavoce della Coalizione nazionale siriana (Cns), uno dei principali gruppi di opposizione, l'attacco statunitense è una reazione "importante" ed è il primo segnale che il regime di Bashar al-Assad non resta "impunito". "Speriamo che i raid proseguano in modo da impedire al regime di utilizzare i suoi aerei per lanciare nuovi attacchi o per tornare ad usare armi vietate a livello internazionale", ha affermato Ramadan in una nota.

"La base aerea colpita nell'attacco Usa è stata usata per uccidere siriani", ha proseguito il portavoce del Cns, aggiungendo che il suo gruppo ritiene che la base a Homs sia stata in parte utilizzata per lanciare attacchi chimici. Il raid Usa, ha concluso Ramadan, è "un messaggio chiaro al regime e ai suoi alleati".

Un atto "sconsiderato e irresponsabile generato solo da una visione politica e militare ristretta e cieca della realtà". Così la presidenza siriana, in una nota diffusa dall'agenzia di stampa Sana, commenta l'attacco Usa contro la base aerea di Shayrat.

"Non mi aspetto alcuna escalation militare", ha poi dichiarato il ministro siriano dell'Informazione, Mohammad Ramez Tourjman, rispondendo a una domanda sulla possibilità di una risposta russa all'attacco lanciato dagli Usa.

Nel corso di un'intervista telefonica alla tv di Stato siriana, Tourjman si è detto convinto che il raid statunitense sia stato "limitato nel tempo e nello spazio" e ha detto che era "previsto".

L'attacco contro la base aerea siriana di Shayrat rende gli Stati Uniti "alleati" di gruppi terroristici come il sedicente Stato islamico (Is). Questa la posizione delle forze armate di Damasco in un comunicato letto da un portavoce davanti alle telecamere della tv di Stato siriana.

Secondo il portavoce, il tentativo degli Usa di "giustificare questa aggressione", sostenendo che si tratta di una risposta al raid con armi chimiche dell'esercito siriano senza che ancora siano stati accertati i responsabili, "invia messaggi sbagliati alle organizzazioni terroristiche che potrebbe incoraggiarle ulteriormente a usare armi chimiche in futuro ogni volta che subiranno gravi perdite sul campo di battaglia".

L'attacco, ha concluso il portavoce, rappresenta una "violazione di tutte le leggi e le convenzioni internazionali e mira a ridurre le capacità dell'esercito siriano nella sua lotta contro il terrorismo".

LA REAZIONE INTERNAZIONALE - L'attacco statunitense ha suscitato diverse reazioni nel mondo. L'Iran ha condannato "con fermezza tali attacchi unilaterali". Dura la reazione della Russia: il Cremlino ha condannato duramente definendolo "un'aggressione contro una nazione sovrana".

Il presidente russo Vladimir Putin, spiega il Cremlino, considera l'attacco un tentativo di sviare l'attenzione del mondo dalle vittime civili in Iraq dove una serie di raid della coalizione ha provocato la morte di almeno 150 persone a Mosul il mese scorso. Londra invece appoggia pienamente l'azione americana, che considera una risposta appropriata al barbaro attacco con armi chimiche sferrato dal regime siriano e che aveva l'obiettivo di evitare ulteriori attacchi".

GENTILONI.  "L'azione ordinata questa notte dal presidente Usa Donald Trump è una risposta motivata a un crimine di guerra". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni. "L'uso delle armi chimiche è vietato dalle convenzioni internazionali, da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite. Non può essere circondato dall'indifferenza e chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti e mistificazioni", ha detto ancora.

DE MAGISTRIS. Sulla crisi siriana è intervenuto anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: "L'Onu ha dimostrato tutti i suoi limiti. La diplomazia Onu stava lavorando da tempo con una serie di risultati molto scadenti. Nel nostro piccolo, lavoriamo affinché alla popolazione siriana sia garantito un bene fondamentale come l'acqua. Napoli, unica città ad aver pubblicizzato il servizio idrico riconoscendo l'acqua come bene comune, ha deciso di collaborare insieme alle proprie aziende Abc e Anm al fondamentale lavoro del Gvc nel garantire alla popolazione di Aleppo l'approvigionamento di acqua».

Trump valuta l'attacco militare in Siria

Il presidente Donald Trump, riconoscendo la gravità della situazione in Siria, starebbe prendendo in considerazione l'azione militare come rappresaglia all'attacco chimico di martedì. Trump - secondo quanto riporta la Cnn - lo ha annunciato ad alcuni membri del Congresso. La fonte citata dalla Cnn ha precisato che il presidente non ha ancora preso una decisione in merito ma che ne sta discutendo le possibili azioni con il segretario alla Difesa James Mattis.

Strage in Siria, ecco qual è il gas killer

DAMASCO. Oltre 70 persone, tra cui molti bambini, sono morti e più di 500 sono rimasti feriti in Siria in seguito a un attacco aereo condotto sulla città di Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib. La perizia condotta dalla Turchia dimostra l'uso di armi chimiche, ha detto il ministro della Sanità turco Recep Akdag, in merito alle ipotesi dell'utilizzo di gas sarin. "Alcuni casi sembrano mostrare segni aggiuntivi coerenti con l'esposizione a sostanze chimiche organofosforiche, una categoria che comprende agenti nervini", sottolinea dal canto suo l'Oms.

Il Sarin è un gas nervino della famiglia degli organofosfati classificato come arma chimica di distruzione di massa, che provoca dolore tortuoso inimmaginabile si legge su 'Metro.co.uk'. Come gli altri agenti nervini, colpisce il sistema nervoso degli organismi viventi.

In realtà l'inventore, il chimico tedesco Gerhard Schrader, stava lavorando a una formula per un insetticida. Era il 1937. Solo dopo è stato trasformato in un gas nervino, per il suo spaventoso impatto sul corpo umano.

Il Sarin è quasi impossibile da rilevare fino a quando è troppo tardi. Il gas non ha odore o gusto e viene assorbito semplicemente attraverso l'esposizione. Non sempre uccide e nel caso di esposizione, le vittime soffrono spesso a lungo e in modo straziante. Se sono fortunati gli effetti del gas alla fine spariranno, altrimenti moriranno. Nel giro di pochi secondi di esposizione al Sarin, il controllo della muscolatura liscia - tessuto capace di contrarsi e rilassarsi senza la partecipazione intenzionale dell'attività cerebrale -. I primi sintomi sono la difficoltà respiratoria e la contrazione delle pupille con offuscamento della vista, segue una perdita progressiva del controllo delle funzioni corporee, spesso si verifica vomito e perdita di urina e feci. Se si viene esposti a una quantità letale di Sarin, il corpo inizia ad avere convulsioni violente e a paralizzarsi, fino alla morte.

Gas killer in Siria, nuovi raid

DAMASCO. Nuovi bombardamenti aerei hanno colpito stamani la regione di Idlib, nel nordovest della Siria, all'indomani della strage di Khan Sheikhun. "Caccia hanno effettuato mercoledì mattina almeno cinque raid contro aree nei pressi di Khan Sheikhun", ha denunciato l'Osservatorio siriano per i diritti umani.

L'Osservatorio ha ribadito che fonti mediche hanno confermato che ieri "uno dei quartieri di Khan Sheikhun è stato bombardato con sostanze che si ritiene siano gas". E la perizia condotta dalla Turchia ha dimostrato l'uso di armi chimiche. Lo ha detto il ministro della Sanità turco Recep Akdag.

Negli ospedali della provincia di Idlib i medici continuano in condizioni di estrema difficoltà a garantire assistenza alle vittime dell'attacco di ieri. Munzir Khalil, capo della Direzione della sanità di Idlib, ha confermato alla tv satellitare al-Jazeera un bilancio di almeno 74 morti e 557 feriti dopo i nuovi dati diffusi stamani dall'Osservatorio siriano per i diritti umani che parlano di almeno 72 morti, compresi 20 bambini e 17 donne.

"Possiamo confermare che 74 persone sono morte, ma prevediamo che il bilancio possa salire fino a 107 vittime per le informazioni che arrivano dagli ospedali e poiché molte persone sono disperse e pensiamo siano morte nell'attacco", ha detto Khalil alla tv, confermando che 557 feriti sono stati trasferiti in strutture sanitarie e ospedali da campo nella provincia.

ONU - "Gli orribili eventi di ieri dimostrano che purtroppo in Siria continuano a verificarsi crimini di guerra. Il diritto internazionale umanitario continua ad essere violato con frequenza" ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, a Bruxelles a margine della conferenza sul futuro della Siria.

"Il Consiglio di sicurezza - ha continuato - si riunirà oggi: abbiamo chiesto che i responsabili dei crimini rendano conto delle loro azioni e sono sicuro che il Consiglio di sicurezza sarà all'altezza delle proprie responsabilità". "Nello stesso tempo - ha proseguito Guterres - questi accadimenti dimostrano quanto è importante questa conferenza e quanto sia importante riunire la comunità internazionale, per potere esercitare pressione sulle parti in conflitto e sui Paesi che hanno influenza sulle parti in conflitto perché mettano da parte le loro differenze".

Strage in Siria: attacco chimico con almeno 100 morti, molti bambini

Attacco chimico in Siria. E' salito a 100 morti e 400 feriti il bilancio dell'attacco aereo condotto con gas tossici sulla città di Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib, nella Siria nordoccidentale. E' quanto si legge sul sito della tv araba 'Al-Arabiya' che cita la Direzione sanità di Idlib. Stamani il sito di notizie vicino all'opposizione 'Shaam' aveva parlato di bombe al cloro, ma per la Direzione sanità si tratterebbe invece di gas sarin, entrambi vietati a livello internazionale. Intanto sui social network gli attivisti hanno postato immagini che mostrano i volontari della Protezione civile, i cosiddetti 'caschi bianchi' siriani, che soccorrono i feriti stesi a terra lavandoli con i tubi dell'acqua. In un altro video si vedono alcuni dei bambini morti dell'attacco, che secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, gruppo vicino all'opposizione con sede nel Regno Unito, sarebbero almeno 11. Dal canto suo, la Coalizione nazionale delle forze della rivoluzione e dell'opposizione siriana ha definito l'attacco un crimine "terribile" compiuto dal regime del presidente siriano "Bashar al-Assad" e ha chiesto un'inchiesta delle Nazioni Unite sull'accaduto.

Strage San Pietroburgo, identificato sospetto attentatore: è un 22enne kirghiso

MOSCA. Sarebbe un kirghiso che aveva ottenuto cittadinanza russa il sospetto attentatore della metropolitana di San Pietroburgo, dove ieri pomeriggio 14 persone sono state uccise e circa 49 ferite (di cui 4 in gravi condizioni) nell'esplosione di un ordigno a bordo di un vagone della metro che aveva appena lasciato una stazione. A darne notizia sono state le forze di sicurezza dello stato centroasiatico, si legge sul sito della Bbc. L'uomo è stato identificato come Akbarzhon Jalilov, nato a Osh nel 1995.
I media statali kirghisi hanno riferito che i servizi di sicurezza del Paese sono in contatto con i servizi segreti russi per ulteriori indagini. Da parte degli investigatori russi sono stati divulgati pochi dettagli. Finora nessun gruppo ha rivendicato l'attacco.

Non è inoltre esclusa una richiesta di assistenza a servizi di altri Paesi da parte degli inquirenti russi che lavorano sull'attentato, ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Tass. "Saranno i nostri inquirenti a decidere", ha aggiunto. I servizi di sicurezza del Kirghizistan e del Kazakhstan hanno confermato che stanno lavorando con le loro controparti russe nell'inchiesta sull'attentato di San Pietroburgo.

San Pietroburgo, bomba nella Metro: morti e feriti gravi

Esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo, in Russia. Il bilancio è di 10 morti e 50 feriti, tutte le stazioni della metro sono state chiuse. Lo ha riferito alla Tass una fonte del centro regionale del ministero delle Emergenze russo, secondo cui 80 operatori dei soccorsi sono stati inviati sul luogo dell'esplosione, ma il numero potrebbe salire fino a 120. L'esplosione è avvenuta mentre il convoglio colpito viaggiava tra le stazioni di Tekhnologichesky Institut e di Sennaya Ploshchad, come ha reso noto la commissione nazionale Antiterrorismo. La deflagrazione sarebbe stata provocata da un ordigno esplosivo nascosto in uno dei vagoni. Mentre l'agenzia Tass infatti parla di una sola esplosione, nella stazione di Sennaya Ploshchad, l'agenzia Ria Novosti fa riferimento a di due esplosioni, citandone una anche nella stazione del Tekhnologicheskiy Institut.

Secondo l'agenzia locale Fontanka, un ordigno inesploso è stato scoperto alla fermata della metropolitanadi Piazza della rivoluzione. La città è stata sconvolta nella giornata in cui si svolge anche la visita presidente russo Vladimir Putin, che è stato prontamente informato di quanto avvenuto. Il presidente russo stamattina ha partecipato a un forum. Nel pomeriggio l'incontro il presidente bielorusso Aleksandr Lukasenko. "Stiamo considerando tutte le possibili cause, incluso il terrorismo", ha detto Putin.

Russiagate, Flynn pronto a testimoniare ma in cambio dell'immunità

WASHINGTON. Michael Flynn, l'ex consigliere per la sicurezza nazionale americano costretto a dimettersi dopo soli 24 giorni per via dei suoi contatti con l'ambasciatore russo a Washington, è pronto a deporre nell'inchiesta sul Russiagate, ma in cambio dell'immunità. Lo ha reso noto il suo avvocato, Robert Kelner, secondo cui "il generale Flynn ha certamente una storia da raccontare e lui vuole raccontarla, se le circostanze lo permetteranno".
Quali circostanze? "Nessuna persona assennata - continua il legale in una nota - che sia ben consigliata si sottoporrebbe alle domande in un tale ambiente altamente politicizzato, da caccia alle streghe, senza prima aver avuto rassicurazioni contro un procedimento non equo".
Il primo a parlare esplicitamente di colloqui di Flynn in corso per ottenere l'immunità è stato il 'Wall Street Journal', secondo cui al momento non ci sarebbe alcuna intesa in merito. Fonti della commissione Intelligence della Camera, che sta indagando sul Russiagate, hanno fatto sapere di non aver ricevuto alcuna richiesta, mentre la commissione Intelligence del Senato e la Casa Bianca non hanno rilasciato alcun commento.
Il generale era stato costretto alle dimissioni il mese scorso, dopo appena 24 giorni, quando era emerso che aveva mentito al vice presidente Mike Pence sui contatti che aveva avuto con l'ambasciatore Sergei Kislyak, con il quale aveva discusso delle sanzioni americane contro Mosca.

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