Lunedì 21 Agosto 2017 - 10:22

Trump agli islamici: «Cacciate via i terroristi»

RIAD. «Cacciateli dai vostri luoghi di preghiera, dalle vostre comunità, dai vostri Paesi, dalla Terra Santa». È questo l’appello che Donald Trump rivolge ai leader arabi e dei paesi islamici presenti alla conferenza di Riad, durante la quale ha più volte sottolineato la necessità che sia i paesi del Medio Oriente in prima fila, senza aspettare l’intervento americano, a lanciare una guerra totale verso l’estremismo. «Ogni Paese deve impegnarsi affinché i terroristi non trovino più rifugio nel loro territorio», aggiunge ricordando che se il terrorismo è una piaga che colpisce tutto il mondo, citando i principali attacchi negli Usa a cominciare dall’11 settembre e «l'indicibile orrore» degli attacchi recenti in Europa, ma ricordando che il «95% delle vittime del terrorismo sono nei Paesi musulmani. Il terrorismo si è diffuso in tutto il mondo, ma la via del pace inizia proprio qui in questa terra antica, in questa Terra Santa», spiega Trump che sottolinea di aver voluto iniziare il suo primo viaggio in Arabia Saudita per portare un «messaggio di pace, di amicizia di amore».

Pyongyang non si ferma, lanciato nuovo missile

WASHINGTON. La Corea del Nord ha condotto un altro test missilistico, lanciando un "proiettile non identificato" da un sito nella provincia di South Pyongan. Lo riporta l'agenzia Yonhap. Fonti della Casa Bianca hanno riferito alla Cnn che il nuovo "proiettile" è un missile balistico a medio raggio, un sistema d'arma che la Corea del Nord ha testato lo scorso febbraio. La notizia del lancio è stata data dagli Stati Maggiori Riuniti sudcoreani, che non avevano però identificato il tipo di missile che avrebbe coperto una traiettoria di circa 500 chilometri. "Le nostre forze stanno monitorando attentamente la Corea del Nord e si mantengono pronte", conclude la dichiarazione di Seul. E' il secondo lancio effettuato da Pyongyang dall'insediamento nei giorni scorsi del nuovo presidente sudcoreano Moon Jae-in che è un sostenitore della politica del dialogo con il Nord.

Dopo il nuovo lancio missilistico da parte di Pyongyang, Moon Jae-in ha convocato una riunione d'emergenza del Consiglio Nazionale di Sicurezza.

Intanto, il Giappone ha fatto sapere che il missile è caduto nel Mar del Giappone senza però raggiungere le acque territoriali giapponesi.

Russiagate, nel mirino alto funzionario della Casa Bianca

WASHINGTON. Un consigliere di alto grado della Casa Bianca vicino al presidente Donald Trump sarebbe coinvolto nell'inchiesta sui rapporti con il Cremlino. È quanto reso noto dal 'Washington Post' citando fonti al corrente dei fatti. Fonti secondo cui l'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn e l'ex responsabile della campagna di Trump Paul Manafort rimangono coinvolti nell'inchiesta.

Secondo il collaboratore del 'New York magazine' Yashar Ali la "persona di interesse" sarebbe Jared Kushner, genero di Trump e marito di Ivanka, nominato consigliere esperto della Casa Bianca. In un tweet Yasher Ali scrive di aver ricevuto la conferma di questa notizia: "Non si tratta di speculazioni", ha aggiunto.

Kushner aveva ammesso di aver incontrato l'ambasciatore russo a Washington, Sergei Kislyak, a fine novembre scorso, e anche il presidente della banca russa per lo sviluppo Vnesheconombak, colpita da sanzioni dal luglio 2014, sottolinea il quotidiano. All'inizio del 2015, il dipendente dell'ufficio di New York della banca russa Evgheny Buryakov era stato arrestato con l'accusa di spionaggio: dopo aver ammesso la sua colpevolezza era stato espulso. Buryakov era stato in contatto con l'ex consigliere di Donald Trump Carter Page che ha riferito di aver condiviso con il russo solo "informazioni elementari e a voce e documenti disponibili pubblicamente". Il tribunale Usa per la sorveglianza sull'intelligence straniera ha spiccato un mandato segreto nei confronti di Page, sospettato di essere un agente del governo russo, spiegano fonti al corrente dei fatti citate dal 'Washington Post'.

L'inchiesta cerca in questo momento di determinare eventuali reati finanziari commessi da persone dell'entourage del presidente, se e a che punto persone legate a Trump siano state in contatto con operativi del Cremlino, quali interessi economici possano aver avuto con la Russia e se abbiano in alcun modo facilitato gli attacchi hacker contro i server di mail del Comitato democratico e della campagna di Hillary Clinton.

Trump ai russi: Comey era pazzo - Il presidente americano Usa ha detto al ministro degli esteri russo Sergei Lavrov e all'ambasciatore russo Sergei Kislyak che l'aver licenziato il direttore dell'Fbi James Comey (il dieci maggio scorso, il giorno prima dell'incontro con i russi alla Casa Bianca, ndr) lo ha liberato da una "grande pressione", come risulta dal memo considerato come la versione ufficiale dell'incontro, basato sugli appunti presi da qualcuno all'interno dello Studio Ovale, di cui dà notizia il New York Times e che la Casa Bianca non smentisce. "Ho appena licenziato il direttore dell'Fbi. Un matto, un vero fanatico. Affrontavo grandi pressioni per la Russia. Ora sono state tolte di mezzo", ha detto Trump che ha poi aggiunto "non sono sotto inchiesta".

New York, auto sulla folla a Times Square: un morto e 24 feriti

Un'auto ad alta velocità è finita contro i pedoni sui marciapiedi di Times Square a New York. Morta una ragazza di 22 anni e 24 feriti. Fermato un uomo. Nelle immagini sui social e in televisione si vedono gli agenti che fanno salire a forza un giovane su una volante della polizia. L'incidente a Times Square riferisce la Cbs, che cita fonti della polizia di New York, non sarebbe un atto di terrorismo. "Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è al corrente della situazione a Times Square e continuerà a ricevere aggiornamenti" twitta il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer.

Russiagate, Trump disse: «Stop alle indagini»

WASHINGTON. In un colloquio a due nello Studio Ovale Donald Trump chiese a James Comey di insabbiare l'inchiesta su Michael Flynn, il consigliere per la Sicurezza Nazionale che aveva appena lasciato la Casa Bianca dopo che era emerso che aveva mentito sulla natura dei colloqui avuti con l'ambasciatore russo a Washington. A rivelarlo è stato per primo il New York Times che la notte scorsa ha pubblicato gli appunti, un memorandum che potrebbe essere esplosivo per il futuro della Casa Bianca, che l'ex direttore dell'Fbi scrisse subito dopo quell'incontro. "Spero che lei possa trovare una strada per lasciar cadere la cosa, lasciar andare Flynn, è una brava persona", disse Trump, parlando con Comey di Flynn e dell'inchiesta, secondo il memo che, stando a quanto rivela il New York Times, non è l'unico che l'allora direttore dell'Fbi ha scritto con l'intento di documentare quello che considerava un improprio tentativo di influenzare l'inchiesta in corso. La Casa Bianca ha immediatamente smentito la notizia e il contenuto del memo, che è stato poi pubblicato da altri media, affermando che non è "un veritiero o accurato resoconto di quella conversazione". Nel comunicato della Casa Bianca Trump "espresse più volte la sua opinione che il generale Flynn sia una brava persona" ma "non ha mai chiesto a Mr Comey né a nessun altro di chiudere nessuna inchiesta, compresa quella che coinvolge il generale Flynn". Il memorandum ha fatto scoppiare un'altra bufera, quando ancora non si era placata quella provocata dalla rivelazione che Trump, durante il colloquio con Sergei Lavrov, ha condiviso informazioni top secret, ottenute da un Paese alleato che si ritiene sia Israele, sullo Stato Islamico. Ma questa nuova rivelazione appare essere "una minaccia all'esistenza della presidenza Trump", come scrive la Cnn che ha anche confermato l'esistenza del memo, spiegando che il memorandum - che l'esperto investigatore ha scritto riportando direttamente le frasi del presidente, come se fosse una testimonianza - potrebbe aprire le porte a un'inchiesta per intralcio alla giustizia, una delle accuse che può portare all'impeachment del presidente. Jason Chaffetz, il repubblicano che guida la commissione controllo della Camera, ha inviato una lettera al direttore ad interim dell'Fbi, Andrew MvCabe, in cui si chiede di consegnare "tutti i memorandum, appunti, sintesi e resoconti" dei colloqui tra Comey e il presidente. Documenti, ha esplicitamente scritto il repubblicano, potrebbero "sollevare domande riguardo al fatto che il presidente abbia influenzato o bloccato" il bureau. Comey ha scritto l'accurato resoconto del colloquio, che avvenne il giorno dopo e dimissioni di Flynn il 13 febbraio, perché era così "sconvolto" per la richiesta fatta da Trump che voleva documentarla in modo da poterne discutere con altri alti funzionari del bureau. Con i colleghi però decise di mantenere segreta la conversazione, anche per non influenzare il lavoro degli agenti che lavoravano sull'inchiesta. Il New York Times sottolinea che la propria fonte non ha consegnato una copia del documento, che è classificato, ma ne abbia letto alcuni stralci al suo reporter. Non è chiaro se Comey abbia avvisato il dipartimento di Giustizia dell'esistenza di questo memo e di altri scritti dopo ogni telefonata o colloquio con Trump.

Informazioni a Russia, Trump: ne avevo il diritto

"Come presidente volevo condividere con la Russia fatti riguardanti il terrorismo e la sicurezza sui voli di linea, cosa che io ho assolutamente il diritto di fare". Così Donald Trump replica allo scoop del Washington Post, di fatto confermando di aver messo a disposizione, durante quello che definisce "un incontro ufficialmente previsto alla Casa Bianca", dei suoi interlocutori russi delle informazioni di intelligence.

Nel suo messaggio, che Trump come suo costume affida a tweet mattutini, il presidente spiega anche che a spingerlo sono state "ragioni umanitarie", senza fornire ulteriori spiegazioni. "Oltre al fatto - conclude il secondo tweet - che voglio che la Russia rafforzi in modo consistente la lotta al terrorismo e lo Stato Islamico".

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha invece liquidato la notizia delle informazioni riservate condivise da Donald Trump con Sergei Lavrov. "Non è una questione" di cui parlare. E' assurdo" ha detto Peskov. "Non vogliamo avere nulla a che fare con queste assurdità. Non è una questione da confermare o smentire", ha quindi aggiunto Peskov, citato dalla Tass.

La notizia del Washington Post "si inserisce nella campagna che ha preso il via prima delle elezioni presidenziali (negli Stati Uniti, ndr) e che va avanti da allora", ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova in un'intervista con la radio del quotidiano Kommersant. "E' un altro tentativo di esercitare pressioni sulla nuova amministrazione", ha aggiunto citando il tentativo di stringere accordi sulle diverse nomine politiche e attività di lobbying.

"L'articolo non cita alcuna prova, è basato su informazioni ricevute da fonti. Le modalità in cui questi articoli escono e la risposta che ricevono segue uno schema ricorrente", ha precisato.

Miss Usa? È nata a Napoli

Ha 25 anni ed è una scienziata della NRC, la commissione che regola l'uso civile dell'energia nucleare negli Stati Uniti, la nuova Miss Usa 2017. Rappresentante del Distretto di Columbia, Kara McCullough ha battuto, nella finale del concorso che si è svolta a Las Vegas, Miss Minnesota Meridith Gould e Miss New Jersey Chhavi Verg, aggiudicandosi così la possibilità di rappresentare gli Stati Uniti a Miss Universo.

McCullough è nata a Napoli - il padre era un militare della Marina Usa - e cresciuta a Virginia Beach. Ha studiato chimica nucleare presso la South Carolina State University e ha stupito i giudici con le sue risposte, mentre i produttori l'hanno definita "una delle concorrenti più intelligenti nella storia recente".

Nell'intervista di rito prima dell'incoronazione, Kara ha infatti affrontato temi importanti come il femminismo e la sanità americana che hanno scatenato un dibattito sui social media.

Alla prima domanda, sul sistema sanitario, ha risposto che si tratta di "un privilegio per chi, come me, ha un posto di lavoro. Dobbiamo quindi continuare a lavorare per avere assistenza sanitaria e posti di lavoro per tutti i cittadini americani". Quanto al femminismo, la 25enne preferisce che "si parli di uguaglianza tra i sessi, sopratutto quando si tratta di lavoro".

"Spero di ispirare le donne che sono interessate ai campi della tecnologia, ingegneria e matematica. Niente è difficile - ha concluso - se ci si lavora davvero".

«Brexit? È l'Ue che deve pagare a noi»

Alla fine potrebbe dover essere Bruxelles a dover pagare il conto della Brexit. E' quanto sostiene il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, in un'intervista al Daily Telegraph, nella quale sostiene che ci siano "argomenti molto buoni" in base ai quali al Regno Unito potrebbe chiedere il denaro indietro alla Ue. "Stanno cercando di dissanguare il Paese con il loro conto", attacca Jonhson, secondo il quale "la logica dietro tutto questa è assolutamente pretestuosa".

Secondo le indiscrezioni circolate nelle settimane scorse, Bruxelles avrebbe quantificato in circa 60 miliardi di euro il conto che Londra dovrebbe pagare per la Brexit, ma il Financial Times è arrivato a parlare addirittura di 100 miliardi.

La prima uscita di Macron è con Hollande

PARIGI. A Emmanuel Macron è andato il doppio dei voti di Marine Le Pen. È quanto emerge dai risultati ufficiali del ballottaggio per le presidenziali annunciati dal ministero degli Interni. Per il leader di 'En Marche' hanno votato 20.257.167 francesi, mentre per la candidata del Front national 10.584.646, una cifra comunque record per la leader di estrema destra. Secondo le cifre fornite dal ministero degli Interni, le schede bianche e nulle sono state 4.045.395, un numero senza precedenti, come il numero degli astenuti, 11.416.454. Macron è infatti diventato presidente con il 66,10% dei voti contro il 33,90% della sfidante. Questi i risultati definitivi del secondo turno delle elezioni, pubblicati dal ministero dell'Interno. L'affluenza al voto è stata del 74,56%, con un tasso di astensione dunque del 25,44%. Le schede bianche sono state l'8,51% del totale degli aventi diritto mentre i voti nulli sono stati il 2,96%. "Questa sera si apre un nuovo capitolo nella nostra lunga storia, ha detto ieri sera durante il suo discorso della vittoria, sottolineando "il grande onore e la grande responsabilità" della sua elezione, per la quale "ringrazia dal profondo del cuore" tutti quelli che lo hanno votato, "non li dimenticherò". Intanto è stato confermato che Macron "si recherà a Berlino per la sua prima visita all'estero". L'eurodeputata Sylvie Goulard, che viene indicata come uno dei possibili membri del futuro governo francese, ha detto parlando con CNews che "è possibile che vada a salutare le truppe francesi". Ieri, poco dopo la chiusura delle urne, con la notizia del trionfo di Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel era stata la prima a congratularsi con il nuovo presidente, al quale aveva telefonato, sottolineando come la sua elezione sia "una vittoria per l'amicizia franco-tedesca". Il neoeletto presidente francese d'altra parte è invitato a partecipare a tutti gli eventi ufficiali che il presidente uscente François Hollande ha in agenda per la settimana. A cominciare dalle cerimonie che commemorano l'armistizio dell'8 maggio 1945 in programma per oggi all'Arc de Triomphe. Macron e Hollande devono deporre assieme una corona e accendere la fiamma sulla tomba del milite ignoto. Una compresenza alla cerimonia non scontata, sottolinea Le Figaro, ricordando che François Hollande aveva accettato l'invito analogo fattogli da Nicolas Sarkozy, ma quest'ultimo aveva respinto la proposta di Jacques Chirac nel 2007. Prima di loro bisogna risalire al 1995 per ritrovare la fotografia di due presidenti, François Mitterrand e Jacques Chirac, che celebrano insieme la vittoria degli Alleati sulla Germania nazista e la fine della Seconda guerra mondiale in Europa. Più avanti in settimana, Macron è invitato dall'Eliseo ad accompagnare François Hollande alla cerimonia di commemorazione dell'abolizione della schiavitù in programma per mercoledì al Jardin du Luxembourg.

Francia, attacco hacker contro Macron: rubate migliaia di email

PARIGI. Il candidato alla presidenza francese Emmanuel Macron è stato vittima di un attacco hacker "massiccio e coordinato" che ha portato alla "diffusione di informazioni interne di natura diversa". È quanto ha denunciato un comunicato stampa diffuso nella notte da 'En Marche!', che parla di un tentativo "di destabilizzare le elezioni presidenziali francesi" simile a quello avvenuto negli Stati Uniti lo scorso anno.

Decine di migliaia di email, foto e allegati sono stati "scaricati settimane fa attraverso la violazione di caselle email personali e professionali di molti responsabili del movimento e mescolati con documenti falsi per seminare dubbi e disinformazioni", si legge nella dichiarazione pubblicata pochi minuti prima della scadenza della mezzanotte per il silenzio elettorale.

Stando a quanto emerso, un utente che si fa chiamare Emleaks avrebbe pubblicato almeno nove gigabyte di dati, ma per il movimento 'En Marche!' di Macron i documenti provenienti dall'attacco hacker sono "tutti legali ed espressione del normale funzionamento di una campagna presidenziale".

La commissione sul controllo della campagna elettorale per le presidenziali ha invitato i media ad astenersi dalla pubblicazione dei dati contenuti nel materiale hackerato. Ricordando che "la divulgazione di tali dati, ottenuti con la frode, e che potrebbero essere stati con ogni probabilità mischiati con informazioni false, può essere perseguita come un reato penale", il comunicato esorta quindi tutti "i mezzi d'informazione, in particolare i portali web, ma anche tutti i cittadini, a uno spirito di responsabilità e a non trasmettere tali contenuti".

Pagine

Rubriche

REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale