Martedì 28 Marzo 2017 - 0:27

Charlotte, spunta il video che mostra l'uccisione dell'afroamericano

WASHINGTON. Hillary Clinton ha deciso di rimandare la sua visita a Charlotte fissata per domani, dopo che la sindaca Jennifer Roberts ha sollecitato i candidati alla Casa Bianca a far slittare il loro programma "per poterci consentire la possibilità di riportare ordine in città e uno stato di normalità", dopo le proteste, l'ultima ieri sera dopo la diffusione del video girato dalla moglie, per l'uccisione martedì scorso di Keith Lamont Scott da parte della polizia. La decisione è stata presa, ha spiegato la responsabile della comunicazione della candidata democratica Jennifer Palmieri, "per non avere un impatto sulle risorse della città". Donald Trump per la verità non ha mai annunciato la sua intenzione di recarsi a Charlotte.

Siria, raid aerei su Aleppo: almeno 90 morti in 24 ore

DAMASCO. Sono almeno novanta le persone uccise dai raid aerei sferrati dal regime di Damasco e dagli alleati russi nelle ultime 24 ore sulla zona orientale della città settentrionale di Aleppo in Siria e sulla sua periferia. Lo denuncia al-Jazeera citando fonti locali. Gli ultimi raid, quelli di oggi, hanno distrutto servizi sanitari di emergenza e rifugi sotterranei usati dai civili per ripararsi dalle bombe. Il tutto nella strategia del regime siriano di riprende il controllo della parte orientale di Aleppo, controllata dai ribelli.

Almeno una trentina sono i quartieri colpiti, ha detto il corrispondente di al Jazeera da Aleppo, aggiungendo che i continui bombardamenti stanno impedendo ai soccorritori di aiutare i civili. Colpiti anche tre centri degli Elmetti Bianchi, gruppo di volontari siriani impegnati ad aiutare i civili nelle zone controllate dai ribelli. ''Abbiamo quattro centri nella zona orientale di Aleppo. Il caccia ha colpito tre centri. Due di loro sono inutilizzabili'', ha detto un volontario di Elmetto Bianchi, Abdul Rahman al-Hassani, ad al Jazeera, aggiungendo che sono state distrutte anche cinque auto del gruppo. ''Siamo un obiettivo diretto'', ha aggiunto Hassani.

 

Da Obama nuovo attacco a Putin

WASHINGTON. "La Russia tenta di recuperare la vecchia gloria attraverso la forza". Non è mancato un accenno polemico alla Russia di Vladimir Putin nell'ultimo discorso di Barack Obama come presidente degli Stati Uniti davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

RIFUGIATI - "Bisogna fare di più per aiutare i rifugiati", ha detto Obama dal podio del Palazzo di Vetro, sottolineando che questo non solo è dettato da un imperativo etico ma anche dalle ragioni di sicurezza nazionale. "Aiutare chi ha bisogno ci rende più sicuri", ha detto ancora rivolgendosi in particolare alle "nazioni più fortunate".

Nel pensare ai milioni di persone costrette da violenze, guerre, catastrofi ambientali a lasciare le proprio case, si deve "pensare a quello che faremmo se succedesse a noi, a nostri figli", ha aggiunto Obama nel suo ultimo discorso da presidente dall'Assemblea Generale dell'Onu. Obama ha poi citato le ragioni di chi dice che i "rifugiati devono fare di più per adeguarsi agli usi e costumi dei Paesi ospitanti".

Pitt-Jolie: è divorzio

Angelina Jolie ha chiesto il divorzio da Brad Pitt. Lo riferisce Tmz. La coppia, che si è formata nel 2004, è sposata dall'aprile 2014. L'attrice, che ha chiesto la custodia dei 6 figli, nei documenti depositati ieri farebbe riferimento a "differenze inconciliabili".

Jolie, a quanto pare, chiede al giudice che venga consentito al marito di far visita ai figli. Secondo fonti citate da Tmz, alla base della rottura ci sarebbero i metodi educativi utilizzati da Pitt e le abitudini dell'attore. Come si legge su Tmz, Jolie non avrebbe più sopportato il consumo di marijuana e di alcol da parte del marito, alle prese con un "problema" di gestione della rabbia diventato pericoloso per i figli.

"Ci risulta che non sia coinvolta una 'terza persona -si legge sul sito-... La sua decisione di presentare la richiesta è legata esclusivamente all'interazione tra Brad e i ragazzi". L'attrice non avrebbe intenzione di chiedere alcun tipo di mantenimento.

Libia, «rapiti due lavoratori italiani»

TRIPOLI. Due italiani sono stati rapiti in Libia. Lo conferma la Farnesina, riferendo che "si sta lavorando con il massimo riserbo, tenuto conto della delicatezza della situazione". I due connazionali sarebbero stati rapiti vicino all'aeroporto della città insieme a un canadese stamane nella città di Ghat, nella Libia sud-occidentale, vicino al confine con l'Algeria.

Secondo l'emittente libica '218' sarebbero stati sequestrati vicino al monte 'Cahf al-Giunoun'. Stando alle fonti citate dalla tv, uomini a volto coperto a bordo di un fuoristrada avrebbero finto di chiedere aiuto e sarebbero riusciti a fermare una macchina con a bordo "operai stranieri" diretti al loro posto di lavoro, situato vicino all'aeroporto internazionale di Ghat. Oltre agli occidentali sarebbe stato rapito anche l'autista, un cittadino di Ghat. Gli ostaggi sarebbero stati trasferiti in un luogo "sconosciuto".

Bombe a New York, arrestato 28enne afgano

NEW YORK. La polizia ha arrestato il 28enne di origine afghana Ahmad Khan Rahmani sospettato di essere dietro gli attacchi di ieri a New York e di New Jersey. Lo hanno riferito le autorità, secondo quanto scrive il New York Times. L'uomo, un afgano naturalizzato, è stato arrestato dopo la sparatoria con la Polizia, a Linden, nella quale sarebbero rimasti feriti anche due agenti, uno alla mano, mentre il secondo è stato salvato dal giubbotto antiproiettile. E' "armato e pericoloso" aveva detto in precedenza detto il sindaco della Grande Mela, Bill de Blasio. Il giovane, scrive la Cnn citando fonti delle forze dell'ordine, si era recato in Afghanistan molte volte in passato. Non era comunque segnalato come un soggetto radicalizzato. Un altro funzionario ha riferito che l'uomo aveva fatto molti viaggi all'estero, visitando anche paesi diversi da quelli mediorientali.
Colpito alla spalla destra durante il blitz delle forze dell’ordine, il 28enne è stato identificato attraverso impronte digitali riscontrate su uno degli ordigni, stando alle prime ricostruzioni. Le autorità hanno fatto sapere inoltre che l'uomo è stato arrestato dopo che il proprietario di un bar lo ha individuato mentre dormiva in un'auto ed ha allertato la polizia. Appena gli agenti si sono avvicinati, lui ha aperto il fuoco.

Rahmani lavorava nel fast food di proprietà del padre Mahumud, che si trova al piano terra della loro casa di Elizabeth, la cittadina del New Jersey dove la notte scorsa sono stati trovati altri cinque ordigni.

Secondo il sindaco di Elizabeth, Christian Bollwage, il fast food, First American Fried Chicken, per il quale negli anni hanno lavorato sia Ahmad che alcuni dei suoi fratelli, ha avuto dei problemi con il City Council a seguito delle lamentele dei vicini che denunciavano il fatto che rimanesse aperto tutta la notte con i clienti che facevano rumore e sporcavano i marciapiedi. "Il consiglio votò per imporre la chiusura del locale alle 10, ma le lamentele dai vicini" continuarono ad arrivare perché l'ordine non sarebbe stato rispettato.
Un vicino, Dean McDermott, ha raccontato al giornale newyorkese che uno dei fratelli più grandi di Ahmad in un'occasione fu coinvolto in una rissa con poliziotto che si era recato nel locale per ordinarne la chiusura. Ma prima che il caso arrivasse in tribunale, ha raccontato ancora il vicino, il fratello di Ahmad fuggì in Afghanistan. Rahami padre denunciò il consiglio comunale affermando che la sua attività veniva discriminata perché era afghano.

Ieri sera l'Fbi ha fermato, intorno alle 8.45 locali, 5 sospetti di Elizabeth mentre erano in auto sul ponte di Verrazano a New York (Verrazano-Narrows Bridge) e si stavano probabilmente recando all'aeroporto. Nessuno di loro è stato al momento incriminato.

Secondo gli inquirenti che stanno indagando sugli ordigni di New York e New Jersey ci sono "delle similarità tra le bombe, non sono identiche ma vi sono similarità nel modo in cui sono state assemblate" ha detto il governatore di New York, Andrew Cuomo, intervistato dalla Cnn, aggiungendo che questo suggerisce quindi che vi sia un collegamento tra i diversi attacchi. Cuomo ha poi anche affermato che, stando a quanto raccolto dagli inquirenti che stanno interrogando i sospetti fermati, "gli indizi possono suggerire che vi sia una pista internazionale".
Intanto, diversi funzionari di polizia hanno affermato di temere che una cellula terroristica attiva composta da molteplici attori possa essere al lavoro nell’area di New York e New Jersey.
Intanto, diversi funzionari di polizia hanno affermato di temere che una cellula terroristica attiva composta da molteplici attori possa essere al lavoro nell’area di New York e New Jersey.

"Non ci sconfiggeranno mai, come americani noi non ci arrenderemo mai alla paura", ha detto dal canto suo il presidente americano Barack Obama in un discorso alla nazione pronunciato da New York, aggiungendo che non ci sarebbe alcun collegamento tra le esplosioni di New York e New Jersey e l'attacco avvenuto domenica pomeriggio in un centro commerciale di St. Cloud, in Minnesota, dove un uomo ha accoltellato nove persone prima di essere ucciso dalla polizia.

Il leader Usa non ha fornito i dettagli del sospettato arrestato quasi contemporaneamente al suo discorso, ma ha elogiato le forze dell'ordine e i servizi di emergenza e ha lodato i cittadini per aver rifiutato di cedere al terrore. "Il terrorismo e la violenza cercano di colpire le persone innocenti, ma anche di infondere la paura in tutti noi. Così come dobbiamo essere vigili e aggressivi, tutti noi come cittadini non dobbiamo soccombere a quella paura - ha detto - E non c'è esempio migliore di quello della gente di New York e New Jersey". Obama ha poi assicurato che "continueremo a guidare la coalizione nella lotta all'Is" e che "sarà fatta giustizia".

Esplosione a New York, almeno 29 feriti. Farnesina: non ci sono italiani coinvolti

NEW YORK. Forte esplosione a New York nella tarda serata di ieri. Intorno alle 20.30 ora locale (in Italia era già notte) un ordigno è esploso nell'affollato quartiere di Chelsea, a Manhattan. Almeno 29 le persone rimaste ferite. Uno dei feriti "è in gravi condizioni ma non in pericolo di vita" ha riferito la Cnn citando fonti della polizia newyorchese. La deflagrazione è avvenuta all'angolo tra la 23esima strada e la sesta avenue, nel quartiere elegante e a pochi passi dal Flatiron Building e da Eataly. Secondo le prime ricostruzioni, l'ordigno era in un cestino metallico. Scattato il piano antiterrorismo, tutta la zona è stata isolata dai reparti speciali. L'intera città è bloccata. Il sindaco Bill De Blasio, in una conferenza stampa, ha detto: "Non abbiamo prove certe di collegamenti col terrorismo, ma sicuramente è un atto intenzionale". Il sindaco ha inoltre precisato che "non c'è alcun collegamento tra l'esplosione di Chelsea e quella avvenuta nel vicino stato del New Jersey". Ieri pomeriggio, infatti, una bomba nascosta in un contenitore della spazzatura è esplosa in New Jersey, lungo il percorso di una maratona di beneficenza promossa dai Marines Usa. L'esplosione non ha causato feriti. La polizia ha trovato anche un secondo ordigno, sempre nel quartiere Chelsea, una pentola a pressione con dei fili che fuoriuscivano dal coperchio collegati a un telefono cellulare. Si tratta di un ordigno del tipo di quello utilizzato per l'attentato alla maratona di Boston del 2013. Inoltre, un pacco sospetto è stato trovato sulla 27esima strada, a pochi isolati dalla 23esima dove è avvenuta l'esplosione di ieri sera. Il pacco è stato rimosso ed è adesso al vaglio della polizia.

Inoltre, un pacco sospetto è stato trovato sulla 27esima strada, a pochi isolati dalla 23esima dove è avvenuta l'esplosione di ieri sera. Il pacco è stato rimosso ed è adesso al vaglio della polizia.

L'esplosione a Manhattan è avvenuta proprio alla vigilia dell'arrivo a New York del presidente Barack Obama e di altri 191 capi di Stato e di governo, tra i quali anche il premier Matteo Renzi, che dovranno partecipare domani al summit dei rifugiati e poi all'assemblea generale dell'Onu. Il presidente Obama era a Washington e stava partecipando a un pranzo di gala del Black Caucus insieme alla candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton.

Obama ha ricevuto un briefing sull'esplosione avvenuta a New York. Lo ha riferito un portavoce della Casa Bianca affermando che le cause della deflagrazione "rimangono oggetto di indagine" e che "il presidente sarà aggiornato non appena ulteriori informazioni saranno disponibili".

LA FARNESINA. Al momento non risultano italiani tra i 29 feriti per l'esplosione che si è verificata nel quartiere Chelsea di Manhattan. Lo riferiscono fonti della Farnesina, sottolineando che l'Unità di crisi del ministero degli Esteri ha svolto le necessarie verifiche attraverso il consolato generale d'Italia di New York, che a sua volta è in contatto con le autorità locali. L'Unità di crisi, inoltre, attraverso il sito Viaggiare Sicuri ha invitato i connazionali presenti a New York ad evitare l'area dove si è verificata l'esplosione e a seguire le indicazioni delle autorità locali.

Belgio, eutanasia su un minore

BRUXELLES. Primo caso al mondo di eutanasia su un minore. È accaduto in Belgio. La 'dolce morte' - secondo quanto riferiscono i media locali - è stata applicata su richiesta del giovane e con il consenso dei genitori, come prevede la legge, entrata in vigore nel 2014. Il presidente della Commissione federale sul controllo e la valutazione dell'eutanasia, Wim Distelmans, ha confermato la notizia all'agenzia di stampa 'Belga', sottolineando che si è trattato di un caso eccezionale. "Esistono fortunatamente pochi casi di questo tipo, ma ciò non significa che abbiamo il diritto di negare loro il diritto ad una morte dignitosa", ha dichiarato il professore.

L'età del minore non è stata precisata, né sono emersi dettagli sul caso, se non che il minore soffriva di una malattia in fase terminale. Il Belgio è il solo paese al mondo ad aver esteso la pratica dell'eutanasia ai bambini, senza porre limiti di età, contrariamente ai Paesi Bassi che hanno fissato la soglia minima a 12 anni. La legge si applica a minori "capaci di intendere e di volere", che soffrono di una malattia incurabile allo stadio terminale, cui si aggiunga una sofferenza fisica costante e insopportabile che non può essere alleviata.

Il bambino o l'adolescente deve farne richiesta, che viene poi valutata da un'équipe medica e da uno psichiatra o psicologo. I genitori devono dare il proprio consenso a che venga praticata l'eutanasia. Il voto nel 2014 che ha portato alla modifica della legge sull'eutanasia e alla conseguente estensione di tale pratica ai minori, aveva sollevato numerose critiche in Belgio, paese di tradizione cattolica.

Incidente sulla nave da crociera: 1 morto e 4 feriti

MARSIGLIA. Una persona è morta e quattro sono rimaste ferite in un incidente, avvenuto questa mattina, a bordo della 'Harmony of the Seas', una nave da crociera della compagnia Royal Caribbean, che faceva scalo nel porto di Marsiglia, quando una scialuppa di salvataggio si è staccata mentre era in corso una esercitazione di sicurezza, con cinque persone a bordo. Il bilancio di una vittima e dei feriti è stato confermato a Le Figaro da un portavoce dei vigili del fuoco-sommozzatori di Marsiglia. Due dei quattro feriti - secondo 'La Provence' - sono in condizioni molto gravi. La nave, lunga 362 metri aveva lasciato i cantieri navali di Saint-Nazaire lo scorso maggio.

Hillary Clinton prova a scacciare i fantasmi: «Mi sento già molto meglio»

NEW YORK. Hillary Clinton si sente già "molto meglio". A dichiararlo, in un'intervista telefonica con la Cnn è stata la stessa candidata democratica alla Casa Bianca, precisando di non aver rivelato la notizia della polmonite che le era stata diagnosticata perché non le sembrava "che fosse un grosso problema". Hillary ha poi ammesso di non aver dato ascolto al "saggio" consiglio di un medico che le aveva prescritto cinque giorni di riposo.

Ma cosa succede se Hillary Clinton si ritira?

La candidata democratica ha poi espresso l'auspicio di poter riprendere gli impegni in agenda entro un paio di giorni. Raccontando quanto le è accaduto alla cerimonia di commemorazione per la strage dell'11 settembre, quando ha accusato il malore, Hillary ha detto: "Mi girava la testa e ho perso l'equilibrio per un minuto, ma una volta entrata nell'auto, una volta che mi sono potuta sedere, ho bevuto un po' d'acqua, ho immediatamente cominciato a sentirmi meglio".

In realtà sono pochissime le persone che sono state informate da Hillary Clinton della diagnosi di polmonite. Lo rivela il 'New York Times', citando fonti prossime alla candidata democratica alla Casa Bianca. Dopo essere stata informata dal medico della causa della sua tosse persistente, Hillary ne ha parlato con i familiari e i più stretti collaboratori, convinta com'era del fatto che la malattia non fosse una questione di cruciale importanza per gli elettori e che gli avversari avrebbero invece potuto usare la notizia contro di lei. I pochi informati si sono sentiti ribadire l'intenzione della candidata di procedere con la campagna e con gli impegni già fissati.

Hillary chiaramente contava di potersi riprendere nel fine settimana, quando aveva in programma solo due impegni minori, secondo le fonti citate dal giornale. Ma il modo in cui la malattia è diventata di dominio pubblico - commenta il New York Times - ha ravvivato i timori tra i suoi sostenitori e le critiche tra i suoi detrattori per la tendenza della ex first lady a trincerarsi in una sfera di privacy non appena avverte una minaccia politica. Il suo desiderio di controllare in modo rigido le informazioni riguardanti la sua persona si è rafforzato durante gli anni '90, l'ha condizionata nell'uso del server di email private quando era segretario di Stato e ora rischia di farla sembrare un'altra volta una persona che ha qualcosa da nascondere, scrive il giornale.

Nel frattempo un noto medico nigeriano, Bennet Omalu, la cui vicenda fu raccontata nel film 'Zona d'ombra', avanza l'ipotesi che sia stata avvelenata. "Consiglio la campagna della Clinton di eseguire analisi tossicologiche del sangue della signora Clinton. E' possibile che sia stata avvelenata", ha twittato il medico la sera dell'11 settembre, diverse ore dopo che l'ex segretario di Stato era stata costretta ad ammettere di avere una polmonite. "Non ho fiducia in Putin e Trump. Con questi due tutto è possibile", si legge in un secondo tweet, inviato poco dopo dal medico.

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