Giovedì 19 Luglio 2018 - 3:39

Voleva un "lato B" più rotondo, modella non può più avere figli

BUENOS AIRES. Silvina Luna, modella e attrice argentina, voleva un 'lato B' più rotondo e sodo. Così ha deciso di rivolgersi a un chirurgo plastico che le ha iniettato perle sintetiche nel fondoschiena. Da quel momento - si legge sul 'Mail online' - la 35enne non solo soffre costantemente ma non può più avere figli. Perché l'operazione le ha provocato danni renali, a causa dei quali per il resto della vita deve assumere un farmaco, usato anche come abortivo, che l'ha fatta diventare sterile.

 
Silvina Luna ha subito l'intervento chirurgico in una clinica di Buenos Aries nel 2011 e ha pagato 10mila pesos argentini (945 euro). La controversa procedura prevede l'iniezione di piccole perle sintetiche sospese in un fluido biologico che comprende grasso prelevato da altre parti del corpo. Procedura che è stata autorizzata in molti Paesi, anche se alcuni chirurghi hanno riscontrato reazioni avverse. Inoltre queste perle sono quasi impossibili da rimuovere in quanto diffuse in tutto il tessuto molle.

La modella racconta di aver provato un dolore incredibile già dopo la prima fase dell'operazione e di non riuscire a fare le scale senza appoggiarsi a qualcuno. Ma lei pensava fosse un normale effetto collaterale, così si è sottoposta anche alla seconda fase del trattamento. A quel punto però le cose sono addirittura peggiorate. Ora come ora, sostiene la donna, i suoi reni funzionano male e poco. Prende 7 pillole al giorno, beve tre litri di acqua al giorno, non può mangiare carne né bere alcool. Soffre di un dolore costante alle articolazioni e soprattutto non può più diventare madre. Ecco perché ha deciso di denunciare quel medico.

Strage al college in Oregon: sono 10 i morti

ROSEBURG. Dieci morti e sette feriti, è il bilancio «più accurato al momento» delle vittime della sparatoria avvenuta ieri durante una lezione sul parlare in pubblico in uno degli edifici della facoltà di scienze umane dell'Umpqua Community College, lo Snyder building, a Roseburg, nell'Oregon. È stato lo sceriffo della contea di Douglas, John Hanlin, a confermare il numero delle vittime in una conferenza stampa ieri pomeriggio (ora locale), dopo ore di notizie altalenanti, ma solo come «l'informazione migliore e più accurata che è possibile dare ora».

Nell'aula 15 dell'edificio dove ci sono stati i primi spari si trovavano circa venti persone. L'autore della strage, un 26enne identificato come Chris Haper Mercer, è stato ucciso da agenti di polizia intervenuti dopo l'inizio degli spari. Harper, residente nella zona di Roseburg, aveva con se tre armi, fra cui un fucile.

«È apparso come un giovane arrabbiato, pieno di odio», ha testimoniato un agente, dopo aver raccolto le prime testimonianze, fra cui quelle secondo cui Mercer avrebbe chiesto alle sue vittime la religione di appartenenza. I feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche, sono stati ricoverati al Mercy Medical Center di Roseburg. Ieri era il quarto giorno di lezione dalla ripresa dell'anno accademico.

Siria, nuovi raid aerei della Russia

ROMA. Secondo giorno di raid russi in Siria. La televisione libanese al-Mayadeen riporta che sarebbero state colpite le postazioni dell'Esercito della conquista nel nordovest del Paese. Secondo quanto riferito, i raid hanno colpito alcune aree nei pressi della città strategica di Jisr al-Shughour, e zone di Hama e della provincia di Idlib. Quest'ultima era stata conquistata nei mesi scorsi dall'Esercito della conquista, un'alleanza che include il Fronte al-Nusra, affiliato di al Qaeda in Siria, e Ahrar al-Sham, oltre a vari gruppi islamisti.  I raid russi sono iniziati ieri e, a detta di Mosca, hanno colpito le postazioni dello Stato islamico a Homs, ma gli Stati Uniti sostengono che invece a finire sotto attacco sia stata l'opposizione al regime del presidente Bashar al Assad. I dubbi sui bersagli dei primi raid russi in Siria che non avrebbero preso di mira le postazioni dell'Esercito Islamico sono infondati, assicura il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, in un comunicato. "Le voci che indicano che l'obiettivo di questi raid non era l'Is non hanno nulla di fondato", ha affermato dopo un incontro con l'omologo americano John Kerry a New York. Il ministro ha aggiunto di non disporre di "alcuna informazione" circa eventuali vittime tra i civili.

Dubbi su farmaco, condanna a morte sospesa all'ultimo minuto

WASHINGTON. È stata sospesa all'ultimo minuto a causa dei dubbi su uno dei farmaci che dovevano essere utilizzati per l'iniezione letale, l'esecuzione di Richard Glossip, condannato a morte in Oklahoma. Lo ha annunciato il governatore dello stato Mary Fallin, spiegando di aver chiesto più tempo per verificare se le droghe inserite nel protocollo, in particolare l'acetato di potassio, sono conformi alle norme statali. Secondo i media americani i funzionari dell'Oklahoma State Penitentiary a McAlester, avevano ricevuto acetato di potassio per l'iniezione letale, come uno dei tre medicinali da utilizzare, ma le linee guida statali includono nella lista solo cloruro di potassio. La nuova data dell'esecuzione è stata fissata per il 6 novembre. Per lo stesso motivo, in Virginia, un giudice federale ha ordinato il rinvio a tempo indeterminato dell'esecuzione di Alfredo Pietro, serial killer con disturbi mentali che si trova nel braccio della morte per aver ucciso diverse persone.

 
Glossip, che si è sempre dichiarato innocente, è stato condannato per aver ordinare nel 1997 l'omicidio del suo datore di lavoro, proprietario di un motel di Oklahoma. Ad incastrarlo la testimonianza di un ex collega, esecutore materiale dell'omicidio, che ha patteggiato per l'ergastolo al posto dell'iniezione letale.

Per fermare l'esecuzione era intervenuto anche Papa Francesco che aveva fatto consegnare una lettera al governatore dell'Oklahoma. La stessa richiesta era stata fatta per Kelly Gissendaner, la cui condanna capitale è stata invece eseguita due giorni fa in Georgia.

Il caso di Glossip si inserisce nell'acceso dibattito in corso negli Usa sull'uso delle iniezioni letali dopo che l'anno scorso, sempre in Oklahoma un condannato morì dopo tre quarti d'ora di agonia e dolori atroci.

A finire sotto accusa l'uso di midazolam, un farmaco destinato a causare incoscienza, ma che secondo i ricorrenti non ha un effetto immediato e agisce in ritardo, provocando dolori inutili per i condannati violando così l'ottavo emendamento della Costituzione americana che vieta punizioni crudeli o dolorose. Pochi giorni fa, tuttavia, la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva dato il via libera all'uso della droga.

Italiano ucciso
a Londra

LONDRA. È un italiano l'uomo ritrovato morto, legato ad un carrello della spesa, nel Regent's Canal, a Londra, il 24 settembre scorso. A quanto si apprende si tratta di Sebastiano Magnanini, nato a Venezia nel 1969, residente da qualche mese nella capitale britannica, dopo aver viaggiato tra Cambogia, Colombia e Thailandia. La polizia londinese ha pochi dubbi che si tratti di omicidio, l'autopsia dovrà adesso stabilire le cause della morte. Due giorni dopo il ritrovamento del corpo nel canale londinese, avvenuto giovedì mattina, la polizia aveva rivolto un appello chiedendo aiuto per riuscire ad identificare l'uomo di cui veniva fornita una descrizione, e in particolare dei diversi tatuaggi che aveva sul corpo, riferisce la stampa britannica. «Abbiamo bisogno di identificare questo uomo in modo che possiamo metterci in contatto con la sua famiglia e cominciare a capire che cosa sia successo - avevano detto dalla polizia - Chiunque riconosca la descrizione fornita o abbia visto quest'uomo nell'area di Muriel Street e Regent Canal per favore si metta in contatto con noi».

Evade per fare sesso con la moglie e si vanta su Fb: preso

LONDRA. Due notti di solo sesso con la moglie in uno hotel extralusso. Cenette al lume di candela nella suite esclusiva a base di pesce e frutti afrodisiaci. E poi champagne a fiumi. E' stato proprio l'atteggiamento disinibito del 26enne Douglas insieme al look non troppo sobrio della consorte Eileen a insospettire i proprietari dell'albergo lussuosissimo di Clay Hall a Spalding in Inghilterra. «La signora aveva un décolleté che non passava inosservato, il seno era rifatto e si vedeva anche troppo. Non solo, ma si era fatta talmente tante lampade da sembrare arancione» ha detto il portiere al MailOnLine. «Lui era invece tutto muscoli, una coppia inusuale in un ambiente raffinato come il nostro. Abbiamo pensato di dare un'occhiata al suo profilo Facebook e scoperto che dichiarava di essere 'residente nel penitenziario di North Sea Camp».

A tradirlo è stata la vanità. Sul suo profilo Facebook si è vantato delle proprie performance amorose e di non aver saldato la prima notte in hotel con un inganno. Douglas ha fatto finta di essersi lussato la caviglia, cadendo da una sedia in camera. La direzione si era sentita quindi in dovere di non fargli pagare il soggiorno. Una volta scoperto la truffa, gli albergatori hanno chiamato la polizia e scoperto che il 26enne era evaso qualche giorno prima dal carcere, dove avrebbe dovuto scontare altri cinque anni per aggressione a mano armata. Si era preso, diciamo così, un weekend libero per passare una, anzi due notti 'da leone' con la cara e sempre amata mogliettina.

Cooperante italiano assassinato
a Dacca, l'Isis rivendica

ROMA. Un cittadino italiano, Cesare Tavella di 50 anni, è stato ucciso a Dacca in Bangladesh. La Farnesina ha confermato la notizia. Secondo la stampa locale, alcuni giovani in moto avrebbero sparato all’uomo nella zona di Gulshan, dove si trovano ristoranti, scuole, centri commerciali e diverse sedi diplomatiche. Alcuni residenti avrebbero trasportato il cooperante italiano in ospedale, ma era già privo di vita. Ancora non è chiaro il movente dell’omicidio, ma l’Isis ha rivendicato l’uccisione, come ha reso noto Rita Katz, direttore del gruppo di analisi di intelligence Site. Il ministro degli Esteri Gentiloni ha espresso il cordoglio suo e del Governo per l’omicidio di Tavella.

Obama: «Non possiamo risolvere i problemi da soli»

NEW YORK. Al via la 70esima sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu. Dopo l'intervento del segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon che ha sottolineato che «non c'è soluzione militare al conflitto in Siria» e che auspicato «compromessi» tra le parti, è intervenuto il presidente degli Usa, Barack Obama. Nel suo intervento Obama ha sottolineato che «l'Iraq ci ha insegnato che non possiamo risolvere problemi da soli» e che «lavoreremo con Russia e Iran per risolvere il conflitto» in Siria ma ha ribadito il suo «no ad Assad». In Libia ha ammesso il presidente Usa «avremmo dovuto fare di più per evitare un vuoto di potere».

Facebook porta internet nei campi profughi

Facebook porta internet nei campi profughi. Mark Zuckerberg ha annunciato il suo piano di portare il suo “gioiello" all'interno dei campi profughi. Zuckerberg sostiene che, portando l'accesso a internet nei campi, si garantirebbe un migliore accesso dei profughi agli aiuti comunitari. E - si legge su Independent - faciliterebbe i contatti tra i rifugiati e le loro famiglie. In questo modo si fornirebbero anche dati alle agenzie delle Nazioni Unite. «I dati possono aiutarci a prendere decisioni più intelligenti, ma solo se interpretati rapidamente e con sicurezza, - aggiunge Zuckerberg - quindi vogliamo aiutare l'Onu a prendere decisioni che possono far avanzare i nostri obiettivi». Secondo il creatore di Facebook l'accesso a internet globale deve essere alla base del programma di sviluppo mondiale per aiutare a sradicare la povertà. «Connettendo più persone nei paesi in via di sviluppo, - ritiene Zuckerberg - abbiamo l'opportunità di creare più di 140 milioni di nuovi posti di lavoro, sollevare dalla povertà 160 milioni di persone e dare a 600 milioni di bambini l'accesso a strumenti di apprendimento».

Deputato polacco ruba iPad in Parlamento

VARSAVIA. Si avvicina guardingo, prima sfoglia dei documenti, poi si guarda intorno e afferra un iPad lasciato incustodito sul tavolo, allontanandosi come se nulla fosse. Peccato che le telecamere del Parlamento polacco lo abbiano colto sul fatto e che il 'fattaccio' sia finito in televisione, trasmesso dalla rete polacca Tvn24. Jerzy Szmit, 55 anni, deputato del partito PiS, si è subito difeso: «Non era intenzionale».

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis