Martedì 16 Ottobre 2018 - 14:55

Sparatoria negli Usa, 14 morti

LOS ANGELES. Sono stati identificati l'uomo e la donna sospettati di essere responsabili della strage nel centro servizi sociali di San Bernardinoed uccisi dalla polizia mentre fuggivano a bordo di un Suv (FOTO). Si tratta di Syed Farook, di 28, cittadino americano, e Tashfeen Malik, 27 anni, sposati da due anni e con una bimba di sei mesi che ieri avevano lasciato dalla nonna, come ha testimoniato alla Cnn il direttore del Council on American Islamic Relations di Los Angeles comunicando lo shock della famiglia di lui, che non riesce a spiegarsi cosa possa aver spinto i due giovani a questa azione. "Si tratta di un atto di terrorismo? Non lo sappiamo", ha dichiarato David Bowdich, assistente del direttore dell'ufficio operazioni dell'Fbi di Los Angeles, citato dal Los Angeles Times.

L'uomo, che era cittadino americano, lavorava come ispettore sanitario nel centro specializzato nell'assistenza dei disabili dove ieri sono rimaste uccise 14 persone ed altre 17 sono rimaste. Secondo la ricostruzione della polizia, Farook aveva partecipato alla festa nell'Inland Regional Center, durante la quale è avvenuta la sparatoria, ma si sarebbeallontanato prima della fine visibilmente "arrabbiato", ha detto il portavoce della polizia.

"Considerando quello che abbiamo visto e come erano equipaggiati, crediamo che vi sia stato una pianificazione per questo attacco", ha detto ancora il portavoce della polizia che avrebbe trovato nel Suv anche un ordigno simile ad una pipe bomb che si è rivelato non esplosivo.

Farook e Malik sono rimasti uccisi in una sparatoria con la polizia al termine di un inseguimento per le strade della cittadina della California quattro ore dopo la strage. Nello scontro a fuoco è rimasto ferito un agente ed a bordo del Suv sono stati ritrovati due fucili e due pistole. I due sospetti erano vestiti di nero e con il volto coperto da maschere ed avevano addosso diversi caricatori per i fucili. Una terza persona sarebbe stata fermata dalla polizia che comunque ha detto di ritenere che solo la coppia è da considerarsi responsabile della strage.

Anche due colleghi di lavoro, sopravvissuti alla strage perché si trovavano in bagno nel momento in cui sono iniziati gli spari, si sono mostrati shoccati descrivendo Farook come una persona riservata ed educata, che non sembrava nutrire risentimenti.

Farook era un musulmano osservante, ma raramente aveva parlato della sua religione al lavoro, hanno detto ancora Christian Nwadike e Patrick Baccari, un altro ispettore sanitario che divideva l'ufficio con Farook. L'uomo recentemente era andato in Arabia Saudita ed era tornato con una donna che aveva conosciuto on line. Si erano poi sposasti ed avevano una bambina, sembravano "vivere il sogno americano" hanno concluso i colleghi

L'attacco all'Inland Regional Center, che si trova ad una novantina di chilometri ad est da Los Angeles, è il più sanguinoso avvenuto negli Stati Uniti dal massacro alla scuola Sandy Hook nel 2012. Farook lavorava da cinque anni al dipartimento per la Sanità e sarebbe rimasto coinvolto in una lite durante la festa, andando via con Malik prima della fine.

La Russia conferma le accuse alla Turchia: compra petrolio dall'Isis

MOSCA. La Russia ribadisce le accuse contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan di essere coinvolto nel contrabbando di petrolio con i militanti dello Stato Islamico. Dopo le denunce dei giorni scorsi arrivate dal presidente Vladimir Putin, cui Erdogan aveva risposto chiedendo di provare le accuse, dicendosi pronto a dimettersi laddove provate, il ministero della Difesa di Mosca ha rincarato le dose.

"Oggi - ha detto in un briefing con i giornalisti il vice ministro della Difesa Anatoly Antonov - presentiamo solo alcuni dei fatti che confermano che un team di banditi ed élite turche che ruba il petrolio dai loro vicini opera nella regione".

"Secondo le nostre informazioni - ha aggiunto Antonov, che ha parlato di "enormi quantità di petrolio" che entrano in territorio turco attraverso migliaia di camion - la massima leadership politica del Paese, il presidente e la sua famiglia, è coinvolta in questo business criminale".

Il ministero ha poi sottolineato come dall'inizio dei raid russi in Siria, il 30 settembre scorso, si siano però significativamente ridotte per lo Stato Islamico le entrate provenienti dal contrabbando di petrolio. Il generale Sergey Rudskoy ha rivelato che fino a due mesi fa "le entrate per questa organizzazione terroristica erano di tre milioni di dollari al giorno, oggi sono di circa 1,5 milioni".

Nel corso del briefing sono state diffuse foto dei camion carichi di petrolio che attraversano la frontiera tra la Siria e la Turchia, video dei raid aerei contro i depositi dell'Is e mappe con i movimenti dettagliati del contrabbando. Rudskoy ha precisato che altre prove saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito del ministero.

Dopo l'abbattimento, il 24 novembre scorso, di un caccia russo da parte delle Forze aeree turche con l'accusa di avere violato lo spazio aereo, Putin aveva accusato Ankara di averlo fatto perché il Sukhoi stava raccogliendo prove sul contrabbando.

LA REPLICA DI ERDOGAN - Nessuno ha il diritto di "diffamare" la Turchia con l'accusa di comprare il petrolio dai jihadisti dell'Is, ha replicato il presidente turco Erdogan, ribadendo che si dimetterà se queste accuse saranno provate. Il presidente turco ha anche ribadito di non volere che la tensione con Mosca abbia una ulteriore escalation.

"L'atteggiamento russo dopo l'incidente non è stato molto diplomatico. E' stato sensazionalistico. Non è stato bello parlare di sanzioni immediatamente dopo l'incidente" ha detto Erdogan. Parlando ai giornalisti, ha chiarito la sua recente dichiarazione secondo la quale "l'approccio sarebbe stato diverso se si fosse saputo che il jet era russo".

"Intendevo - ha spiegato - che il tipo di avvertimento (ai piloti, ndr) sarebbe stato diverso e che la durata dell'avvertimento sarebbe stata maggiore. Dopo i recenti incidenti, la sensibilità delle regole di ingaggio è stata elevata. Dobbiamo essere vigili sulle violazioni dello spazio aereo dalla Siria. In questa situazione, c'era un jet di nazionalità sconosciuta che ha ignorato gli avvertimenti".

"In precedenza - ha proseguito - il tema della violazione dello spazio aereo era stato discusso con la Russia a tutti i livelli. Questa non è stata la prima violazione. Abbiamo i documenti e ci sono state centinaia di violazioni. Una violazione sul Mar Nero, lo scorso anno, è durata 15 minuti. Quando li abbiamo avvertiti, hanno risposto: 'Il pilota non parla bene l'inglese e c'è stato un fraintendimento'. Lo stesso problema c'è stato con la prima violazione dalla Siria. Da un punto di vista strategico, questi incidenti ci rattristano".

Indipendenza Catalogna, “no” della Suprema corte alla risoluzione

BARCELLONA. La Corte costituzionale spagnola ha bocciato la risoluzione approvata dal Parlamento della Catalogna lo scorso 9 novembre con la 'road map' per l'indipendenza da Madrid da completare entro il 2017. La risoluzione viola cinque articoli della Costituzione, oltre che diversi articoli dello statuto regionale catalano, ha sancito la Corte, intervenuta su richiesta del governo. La decisione è stata presa all'unanimità dagli undici giudici della Corte.

La Nato invita
il Montenegro nell'Alleanza. Mosca:
«Se accadesse, risponderemmo»

BRUXELLES. I ministri degli Esteri della Nato riuniti a Bruxelles hanno deciso di invitare il Montenegro ad entrare nell'Alleanza come 29esimo Paese membro. Lo ha annunciato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, sottolineando come "la decisione storica di avviare colloqui di adesione con il Montenegro" sia stata presa all'unanimità.

 

Ma l'eventuale adesione solleciterà una risposta da parte della Russia: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha aggiunto come Mosca non sia al corrente di passi per riavviare i lavori del Consiglio Russia-Nato. Da Bruxelles, il ministro degli Esteri tedesco Frank Walter Steinmeier si era detto convinto della ripresa a breve dei contatti diplomatici interrotti a metà dello scorso anno, durante la crisi ucraina. Il segretario Nato Stoltenberg, ha reso noto Steinmeier, ha ricevuto dai ministri degli Esteri dei Paesi membri il mandato per avviare i preparativi per convocare il Consiglio Nato-Russia.

 

Torcia umana precipita da un traliccio dopo lite con la fidanzata

JINHUA. Si arrampica su un traliccio ma prende fuoco e precipita al suolo. Il motivo? Una lite con la fidanzata. È quanto è accaduto a un 30enne di Jinhua, in Cina. La scena è stata ripresa in un video terrificante. L'uomo, riporta il Daily Star, avrebbe minacciato di uccidersi in seguito a una lite piuttosto accesa con la fidanzata. Ma non si sa se la sua intenzione era il suicidio.

Il 30enne si è arrampicato sul palo telegrafico ma ha preso fuoco per via dell'alta tensione. Precipitato da diverse decine di metri, ora è ricoverato in ospedale. E' gravemente ustionato ma per lo meno è salvo.

Bomba alla metro di Instanbul, sei feriti

Instanbul. Esplosione nei pressi di una fermata della metro di Istanbul. Il presidente del municipio di Bayrampasa, Atilla Aydiner, ha dichiarato alla tv "A Haber" che lo scoppio è stato provocato da una "pipe-bombe", un ordigno artigianale costituito da un tubo riempito di esplosivo e schegge di metallo. Secondo Aydiner il bilancio è di sei feriti. In precedenza, il governatore di Istanbul, Vasip Sahin, ha parlato di un ferito e ha spiegato che la causa dell'esplosione è ancora ignota. «Stiamo valutando - ha detto, citato dall'Anadolu - tutte le possibilità». I media locali avevano parlato, invece, di un morto e sei feriti. L'esplosione è avvenuta intorno alle sei del pomeriggio ora locale, all'altezza di una intersezione tra due linee della metro nei pressi della fermata "Bayrampasa", in una zona centrale del lato europeo di Istanbul. Il governatore Vasip Sahin ha spiegato che la causa dell'esplosione è ancora ignota. «Stiamo valutando - ha detto, citato dall'Anadolu - tutte le possibilità». Secondo il quotidiano Sabah potrebbe trattarsi di un incidente provocato da un corto circuito in un trasformatore. Le autorità di Istanbul hanno sospeso la circolazione di tutti i treni della metropolitana e di tutti i tram.

 

 

Putin contro la Turchia: il nostro aereo abbattuto per proteggere i traffici con l'Isis

PARIGI. La Turchia ha abbattuto il jet russo nei pressi del confine con la Siria per proteggere i suoi traffici petroliferi con lo Stato Islamico. E' l'accusa che Vladimir Putin rivolge da Parigi ad Ankara, non accogliendo quindi l'esortazione di Barack Obama a fermare l'escalation di tensione tra Turchia e Russia a seguito dell'abbattimento dell'aereo. Abbattimento che Putin definisce "un enorme errore" da parte della Turchia.

La Turchia, che rifiuta di scusarsi per l'abbattimento dell'aereo affermando di aver agito in risposta di uno sconfinamento nel proprio spazio aereo, ha sempre negato ogni collegamento con l'Is e partecipa alla coalizione guidata dagli Stati Uniti.

"Abbiamo ogni ragione di credere che la decisione di abbattere il nostro aereo sia stata dettata dal desiderio di proteggere le linee di rifornimento di petrolio con il territorio turco", ha detto Putin, riporta il sito della Bbc, parlando ai giornalisti a Parigi. Il presidente russo ha affermato di aver ricevuto ulteriori infomazioni che mostrano come il petrolio dell'Is passi attraverso il territorio turco in quantità definite da Putin "industriali".

Lo Stato Islamico riceve gran parte dei suoi finanziamenti dalla vendita illegale del petrolio, ma la Turchia ha sempre negato nel modo più fermo di essere coinvolta in questo traffico.

Putin ha poi confermato di non aver incontrato il presidente Erdogan, ma si è detto, secondo quanto riporta il sito di Itar Tass, "rattristato" dal peggioramento delle relazioni con Ankara: "Sono personalmente rattristato perché io ho investito parecchio nel costruire queste relazioni".

Clima, Hollande: «Sfida del nostro tempo assieme a lotta a terrorismo»

PARIGI. La lotta al terrorismo e quella ai cambiamenti climatici sono le due "sfide" del nostro tempo. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande intervenendo alla Conferenza sul clima, dopo un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli attentati di Parigi. "In gioco c'è la pace", ha sottolineato, spiegando che i cambiamenti climatici possono innescare conflitti per il controllo delle risorse naturali.

"Dobbiamo lasciare ai nostri figli un pianeta sostenibile- ha proseguito Hollande - l'anno trascorso è quello dei record, record della temperatura, di concentrazione di Co2, di eventi climatici estremi, siccità, scioglimento dei ghiacci e innalzamento del livello del mare". Nessuna regione del mondo è a riparo e "i Paesi più poveri, i più vulnerabili, sono quelli maggiormente toccati". In nome della "giustizia climatica", Hollande ha ricordato gli obiettivi della conferenza: il contenimento del riscaldamento globale sotto i due gradi, "1,5 se possibile", con un sistema di controlli e una revisione ogni cinque anni. "Mai la posta in gioco è stata così alta per un summit", ha detto ancora Hollande, spiegando che "in pochi giorni si dovrà decidere per i prossimi decenni". E rimarcando che l'accordo finale dovrà essere "universale e vincolante".

Fabius: "Mondo si aspetta da noi 'missione compiuta" - Al termine della Cop21 di Parigi, il prossimo l'11 dicembre, "il mondo si aspetta da noi quattro parole: 'la missione è compiuta!'". Così Laurent Fabius, presidente della conferenza sul clima e ministro degli Esteri francese, aprendo la prima sessione di lavoro a le Bourget. L'accordo per limitare entro i due gradi l'aumento della temperatura globale "non è scontato ma è alla nostra portata", ha rimarcato Fabius.

Ban Ki-Moon: "L'accordo deve essere duraturo" - Ban Ki-Moon chiede un accordo di lunga durata ai partecipanti alla Conferenza Onu. "Ci sono per me quattro criteri di successo, in primo luogo l'accordo deve essere duraturo, deve inviare un messaggio chiaro e far capire che il passaggio a un'economia mondiale è inevitabile. Deve proporre un progetto a lungo termine che centri l'obiettivo dei due gradi", ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite. "I Paesi sviluppati - ha poi aggiunto Ban - devono mantenere le loro promesse e mobilitare cento miliardi all'anno. E' il punto di partenza degli obiettivi e impegni finanziari. Siamo a un punto cardine per l'avvenire dei vostri paesi, dei vostri popoli e della nostra casa comune, il pianeta terra. Da voi dipende la sorte dell'accordo di Parigi. L'avvenire del nostro pianeta è nelle vostre mani". Ban ha infine sottolineato la necessità che l'intesa sia dinamica e possa adattarsi ai cambiamenti senza necessità di rinegoziarla continuamente.

Obama: "Quasi troppo tardi ma possiamo invertire la tendenza" - "E' quasi troppo tardi, ma possiamo invertire la tendenza". Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, intervendo alla Conferenza, esortando i leader presenti "a dimostrare quello che possiamo fare se uniamo i nostri sforzi per un obiettivo comune". "Siamo la prima generazione ad aver scatenato il cambiamento climatico, ma forse siamo anche l'ultima a poter fare qualcosa. Come una delle prime economie del mondo - ha rimarcato - sono pienamente consapevole che siamo alla fonte del problema". E all'omologo cinese Xi Jinping prima dell'inizio dei lavori, aveva detto: "In nessun altro campo il nostro coordinamento è così necessario e fruttuoso". "I nostri sono i due Paesi che emettono più carbonio e siamo entrambe convinti che sia nostra responsabilità agire", ha aggiunto il presidente americano, che ha sottolineato l'esigenza di "rafforzare la trasparenza per costruire la fiducia" nella lotta ai cambiamenti climatici. Obama ha ricordato che vi sono "differenze" fra Stati Uniti e Cina, citando questioni marittime e di cyber sicurezza, ma ha voluto sottolineare "che vi sono più cose in comune fra Stati Uniti e Cina, di quante separino i due Paesi".

Incontro bilaterale Cameron-Renzi. Premier britannico: "Serve accordo globale per problema globale" - "Un accordo globale per un problema globale". E' quanto chiederà il premier britannico David Cameron nel suo intervento di oggi alla Conferenza Onu. Come anticipa la stampa britannica, Cameron - che a quanto si apprende ha avuto un bilaterale con Matteo Renzi - chiederà che gli accordi raggiunti nella capitale francese siano inquadrati in una cornice legale che vincoli i Paesi aderenti e garantisca il rispetto degli obiettivi fissati. Questo, per il premier britannico, "darà certezze alle imprese e alle opinioni pubbliche mondiali" sulla serietà degli impegni assunti dai vari governi. Nel corso della conferenza Cameron ha in programma incontri con il premier indiano Narendra Modi, il presidente Usa Barack Obama e il presidente cinese Xi Jinping. Inoltre, il premier britannico annuncerà il suo sostegno ai Paesi più poveri, soggetti alle conseguenze più estreme dei cambiamenti climatici.

Gazprom blocca forniture gas all'Ucraina, «seri rischi per l'Europa»

MOSCA. Il colosso energetico Gazprom ha annunciato lo stop forniture all'Ucraina. La decisione, ha spiegato il presidente del comitato di gestione Alexei Miller, è stata presa alla luce del mancato pagamento in anticipo delle prossime forniture da parte di Kiev e dalla mancanza di nuovi ordini.

Si tratta di una mossa ampiamente prevista dopo l'annuncio da parte dell'azienda del gas ucraina Naftogaz di non avere per il momento più bisogno di gas russo, alla luce dello stock accumulato. Tuttavia la decisione di Gazprom rischia di creare, ha spiegato Miller, "seri rischi" alle forniture verso l'Europa occidentale dal momento che l'Ucraina è un Paese di transito fondamentale per il gas russo verso il Vecchio Continente.

La svolta odierna giunge dopo l'accordo raggiunto nello scorso settembre - grazie a una mediazione europea - sui prezzi delle forniture di gas russo all'Ucraina, oggetto di un lungo scontro fra Mosca e Kiev. Ma, nei giorni scorsi, era già tornata la tensione sui due Paesi dopo che alcune esplosioni hanno danneggiato le linee elettriche che conducono la corrente verso la penisola di Crimea lasciando quasi 2 milioni di persone sulla penisola senza luce e riscaldamento.

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