Lunedì 18 Giugno 2018 - 9:34

Ultimatum Ue a Tsipras: riforme in tre giorni o Grexit

BRUXELLES. Negoziati sulla Grecia al rush finale. Nel corso della riunione dell'Eurogruppo di oggi «abbiamo fatto molta strada e risolto molti punti, ma ci sono ancora alcuni grandi temi da affrontare. Ora informeremo i leader in modo che possano discutere e, speriamo, decidere». Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Ma l'Eurogruppo ha dato un ultimatum alla Grecia con un documento in cui pone un'alternativa secca: «Riforme entro il 15 luglio» e l'impegno di Atene a che l'ex Troika possa dare il suo placet ad alcuni progetti di legge prima di sottoporli al Parlamento. Se Atene non accetterà, allora sarà il default con la conseguente uscita dall'euro. Il documento dei 19 ministri delle Finanze dell'area euro passa ora ai capi di Stato e di Governo e prende in esame «un possibile programma con bisogni finanziari tra 82-86 miliardi». A questo punto i margini per trattare appaiono sempre più stretti, anche perché Tsipras ha fatto sapere che le condizioni poste dall'Eurogruppo sono «umilianti e disastrose». Ma l'Europa resta divisa. La Grecia, ha detto il ministro finlandese delle Finanze Alexander Stubb, deve approvare le principali riforme proposte dal governo entro mercoledì prossimo 15 luglio. Stubb, al termine dell'Eurogruppo a Bruxelles, ha spiegato che nel corso della riunione i ministri delle Finanze dell'area euro hanno concordato «estese condizionalità» per dare il via libera all'avvio dei negoziati per un terzo programma di aiuti alla Grecia. Se non si trovasse un accordo, il rischio di turbolenze finanziare gravi verso i Paesi deboli dell'Europa del Sud, a cominciare da Spagna, Portogallo e Italia, potrebbe essere forte.

Il ministro finlandese ha indicato quattro punti principali, fra cui Iva, pensioni e privatizzazioni, che dovranno essere approvati dal governo e dal parlamento greci. Il ministro austriaco, Joerg Schelling, invece, ha detto che il parlamento greco deve approvare lunedì le condizioni concordate all'Eurogruppo.

Il ministro belga delle Finanze, Johan Van Overtveldt, ha detto che le proposte di riforme e gli impegni di attuazione presentati dal governo greco «erano insufficienti. Abbiamo aggiunto alcune condizioni e abbiamo raggiunto un accordo sul 90% delle questioni aperte. Ora spetta ai leader risolvere il resto».

«Possiamo raggiungere un accordo, se tutte le parti lo vogliono» ha detto il premier greco, Alexis Tsipras, arrivando alla riunione dell'Eurosummit che «continuerà fino a quando non concluderemo i colloqui sulla Grecia» ha spiegato il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, mentre è stato cancellato il previsto vertice Ue a 28. Tsipras si è detto «pronto per un compromesso onesto. Lo dobbiamo ai cittadini europei che vogliono un'Europa unita e non divisa».

«Combatterò fino all'ultimo millisecondo per un accordo e spero che avremo un accordo» ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

Ma la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha avvertito ancora una volta che nelle trattative sulla Grecia «la situazione è estremamente difficile, da una parte c'è un peggioramento dell'economia», ma «si è anche perso il valore più importante, che è la fiducia». «I nervi sono tesi e i negoziati saranno duri ma non ci sarà un accordo a qualunque costo - ha aggiunto Merkel - Dobbiamo essere sicuri che sia per la Grecia che per la zona euro nel suo insieme che i vantaggi superino gli svantaggi nella decisione se avviare i negoziati».

Il presidente francese, Francois Hollande, ha assicurato che «la Francia farà di tutto per arrivare a un accordo stasera, permettendo alla Grecia di rimanere nell'area euro, se tutte le condizioni sono soddisfatte, e all'area euro di avanzare». «Non esiste una Grexit provvisoria, o c'è una Grexit o non c'è», ha messo in chiaro il presidente francese.

«La situazione è molto complicata, ma siamo tutti impegnati a trovare un accordo, che deve riguardare la Grecia ma soprattutto l'Europa - ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, arrivando all'Eurosummit - Noi facciamo di tutto perché si raggiunga un accordo, rispetto al punto di partenza ormai siamo molto vicini». Ed ha precisato: «Non voglio dire che siamo ai dettagli, perché non sono dettagli, ma le distanze si sono avvicinate di gran lunga».

Merkel frena Parigi: «No intesa a ogni costo»

BRUXELLES. Negoziati sulla Grecia al rush finale. «Possiamo raggiungere un accordo, se tutte le parti lo vogliono» ha detto il premier greco, Alexis Tsipras, arrivando alla riunione dell'Eurosummit che "continuerà fino a quando non concluderemo i colloqui sulla Grecia» ha spiegato il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, mentre è stato cancellato il previsto vertice Ue a 28. Tsipras si è detto «pronto per un compromesso onesto. Lo dobbiamo ai cittadini europei che vogliono un'Europa unita e non divisa». «Combatterò fino all'ultimo millisecondo per un accordo e spero che avremo un accordo» ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

Ma la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha avvertito ancora una volta che nelle trattative sulla Grecia «la situazione è estremamente difficile, da una parte c'è un peggioramento dell'economia», ma «si è anche perso il valore più importante, che è la fiducia». «I nervi sono tesi e i negoziati saranno duri ma non ci sarà un accordo a qualunque costo - ha aggiunto Merkel - Dobbiamo essere sicuri che sia per la Grecia che per la zona euro nel suo insieme che i vantaggi superino gli svantaggi nella decisione se avviare i negoziati».

Il presidente francese, Francois Hollande, ha assicurato che «la Francia farà di tutto per arrivare a un accordo stasera, permettendo alla Grecia di rimanere nell'area euro, se tutte le condizioni sono soddisfatte, e all'area euro di avanzare». «Non esiste una Grexit provvisoria, o c'è una Grexit o non c'è», ha messo in chiaro il presidente francese.

Il Papa ai poveri di Asunción: «Vostre capanne come grotta di Betlemme»

ROMA. Nell'ambito del viaggio Apostolico che lo ha già portato in Ecuador e Bolivia, Papa Francesco è da ieri in Paraguay ed oggi visita la popolazione di una baraccopoli della capitale Asunción. Questa mattina, lasciata la Nunziatura Apostolica, il Santo Padre si è recato in visita nel Bañado Norte di Asunción, una zona molto povera della città, in cui sono attivi diversi progetti di assistenza della Chiesa e dello Stato.

Il Papa è stato accolto davanti alla Cappella di San Juan Bautista - una delle 13 cappelline distribuite sul territorio e che formano la parrocchia della Sagrada Familia - dal parroco, Padre Ireneo Valdez, S.I., e dal Provinciale dei Gesuiti, che hanno presentano la comunità. Dopo alcuni canti e due testimonianze di donne che abitano nella baraccopoli, che hanno chiesto condizioni più degne ma anche portato grandi testimonianze di fede e speranza, il Santo Padre ha pronunciato un discorso alla popolazione.

«Cari fratelli e sorelle - ha detto il Papa - con grande gioia ho voluto farvi visita questa mattina. Non potevo trovarmi in Paraguay senza venire da voi, senza stare nella vostra terra. Ci incontriamo qui in questa Parrocchia intitolata alla Sacra Famiglia e vi confesso che mentre venivo camminando, tutto mi faceva ricordare la Sacra Famiglia. Vedere i vostri volti, i vostri figli, i vostri nonni. Ascoltare le vostre storie e tutto quello che avete realizzato per stare qui, tutte le lotte che avete fatto per avere una vita degna, un tetto. Tutto quello che fate per superare l’inclemenza del tempo, le inondazioni di queste ultime settimane, tutto mi riporta alla memoria la piccola famiglia di Betlemme. Una lotta che non vi ha rubato il sorriso, la gioia, la speranza. Una lotta che non vi ha tolto la solidarietà, al contrario, l’ha stimolata, l’ha fatta crescere».

«Mi voglio soffermare su Giuseppe e Maria a Betlemme. Essi dovettero lasciare la propria terra, i propri cari, i propri amici. Dovettero lasciare le proprie cose e andare in un’altra terra. Una terra in cui non conoscevano nessuno, non avevano casa, né famiglia. In quel momento, quella giovane coppia ebbe Gesù. In quel contesto, in una grotta, preparata come avevano potuto, quella giovane coppia ci ha regalato Gesù. Erano soli, in una terra estranea, loro tre. All’improvviso iniziarono ad apparire dei pastori. Persone come loro che avevano dovuto lasciare la propria realtà allo scopo di trovare migliori opportunità familiari. La loro vita era legata alle inclemenze del tempo e di "altro genere"».

«Questo è ciò che accade quando Gesù appare nella nostra vita. Questo è ciò che la fede suscita. La fede ci rende prossimi, ci fa prossimi della vita degli altri. La fede suscita il nostro impegno, la nostra solidarietà. La nascita di Gesù risveglia la nostra vita. Una fede che non si fa solidarietà, è una fede morta. È una fede senza Cristo, una fede senza Dio, una fede senza fratelli. Il primo ad essere solidale fu il Signore, che scelse di vivere tra di noi, che scelse di vivere in mezzo a noi. Io vengo come quei pastori. Voglio farmi prossimo. Voglio benedire la vostra fede, benedire le vostre mani, benedire la vostra comunità. Sono venuto a rendere grazie con voi, perché la fede si è fatta speranza ed è speranza che stimola l’amore. La fede che Gesù suscita è una fede con la capacità di sognare il futuro e di lottare per esso nel presente. Proprio per questo voglio incoraggiarvi a continuare ad essere missionari, a continuare a contagiare questa fede per queste strade, per questi sentieri. Facendovi prossimi specialmente dei più giovani e degli anziani. Sostegno delle giovani famiglie e di coloro che stanno attraversando momenti di difficoltà», ha proseguito il Papa.

«Voglio raccomandare le vostre famiglie alla Sacra Famiglia, perché il suo modello, la sua testimonianza continui ad essere luce nel cammino, stimolo nei momenti difficili e ci regali sempre quei "pastori", quei sacerdoti, quei vescovi, capaci di accompagnare, di sostenere e di stimolare la vita delle vostre famiglie, quella fede solidale che non è mai offensiva». Il Papa ha poi invitato tutta la comunità a recitare insieme il Padre Nostro. «Vi invito a pregarla insieme e vi chiedo di non dimenticarvi di pregare per me», ha concluso.

Hollande: Francia farà di tutto per accordo con la Grecia

BRUXELLES. «Possiamo raggiungere un accordo, se tutte le parti lo vogliono». Lo ha detto il premier greco, Alexis Tsipras, arrivando alla riunione dell'Eurosummit sulla Grecia. Il premier greco si è detto «pronto per un compromesso onesto. Lo dobbiamo ai cittadini europei che vogliono un'Europa unita e non divisa».

«È evidente che alcuni Paesi, per motivi che non hanno nulla a che vedere con le riforme e il programma, non vogliono un accordo» hanno affermato fonti del governo greco con riferimento agli sviluppi interni ai negoziati dell'Eurogruppo sospesi in nottata e poi ripresi oggi. Lo riferisce l'agenzia Ana. I ministri delle Finanze della zona euro, ha precisato citando le sue fonti, si erano messi d'accordo «su un calendario pertinente» e vi era «un accordo di massima» ma un «gruppo di Paesi ha insistito sulla questione della fiducia, senza tuttavia specificare precisamente cosa volessero. È chiaro che alcuni Paesi non vogliono l'accordo». Poco fa il presidente francese Francois Hollande ha dichiarato che la Francia «farà di tutto per raggiungere un accordo», e si è detto contrario a una «Grexit a tempo».

Secondo alcune fonti, la riunione dell'Eurogruppo di ieri notte sarebbe stata interrotta a causa delle tensioni fra il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, e il presidente della Bce, Mario Draghi. Nel corso di una spiegazione da parte di Draghi di un aspetto tecnico del debito della Grecia, Schaeuble l'avrebbe interrotto rispondendo «non prendermi per stupido». A quel punto il presidente dell'Eurogruppo, Jeoren Dijsselbloem, per allentare la tensione avrebbe sospeso la riunione, riaggiornandola a questa mattina.

Fra i Paesi che portano avanti la posizione più dura c'è la Finlandia, che potrebbe affrontare una crisi di governo in caso di un'intesa troppo sbilanciata a favore di Atene. «Nessuno sta bloccando un accordo, stiamo tutti cercando costruttivamente di arrivare a una soluzione in una situazione molto difficile» ha precisato oggi il ministro delle Finanze, Alexander Stubb.

Ferrea anche la posizione della Slovacchia. Per il ministro delle Finanze, Peter Kazimir, è «impossibile arrivare a un accordo» all'Eurogruppo di oggi, «possiamo solo fare raccomandazioni ai leader" che si riuniranno nel pomeriggio nell'Eurosummit. Kazimir ha spiegato che «manca la fiducia nella Grecia per arrivare a un accordo» e per recuperarla «serve l'anticipazione» delle misure e delle riforme proposte dal governo per avviare il nuovo programma di sostegno Esm, «e questo spetta al governo greco».

Entrando all'Eurogruppo, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha espresso l'auspicio che «il governo greco prenda iniziative concrete a partire da domani, adotti misure importanti che servono ai greci in primo luogo e poi a riconquistare fiducia» dei partner della zona euro, «perché, parliamo francamente, il maggior ostacolo» a raggiungere un accordo «è la carenza di fiducia». Alla nuova riunione di oggi, ha sottolineato, «continuiamo a lavorare per raggiungere un accordo, che non è per concludere ma per iniziare i negoziati. Noi riteniamo che ci siano le condizioni per farlo». «Le nuove posizioni del nuovo governo greco sono molto più costruttive e concrete e questo è un bene - ha rimarcato ancora - perché purtroppo abbiamo perso cinque mesi in modo inconcludente".

«Non posso immaginare un'Europa senza la Grecia» ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un'intervista rilasciata ad Al Jazeera mercoledì 8 luglio, rilanciata su Twitter dalla giornalista Barbara Serra. I capi di Stato e di governo dell'area euro si riuniranno alle 16 nell'Eurosummit, mentre il vertice Ue a 28 è stato cancellato, come ha reso noto su Twitter il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk: «Ho cancellato il Consiglio europeo di oggi. L'Eurosummit comincerà alle 16 e continuerà fino a quando non concluderemo i colloqui sulla Grecia».

Grecia, nessun accordo all'Eurogruppo. Si ritenta alle 16

BRUXELLES. Ancora nulla di fatto all'Eurogruppo straordinario sulla Grecia che nella notte non decide e si è aggiornato alle 11 prima dell'Eurosummit previsto per le 16. Il fronte ostile ad Atene è ampio e si è inoltre aggiunto il caso Finlandia: Helsinki infatti non accetta di sbloccare i finanziamenti alla Grecia e sarebbe pronta a mettere il veto. Ieri Bruxelles ha bocciato come «non legalmente fattibile e inaccettabile» l'indiscrezione secondo cui Berlino ha proposto una Grexit per 5 anni.

Grecia fuori dall'euro? No dell'Ue a Berlino

BRUXELLES. La Grecia migliori radicalmente le proposte di riforme, presentate ai creditori o esca dall'area euro per cinque anni e ristrutturi il proprio debito pubblico. L'alternativa che la Germania ha presentato all'Eurogruppo, secondo il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, è però subito bocciata da Bruxelles: un funzionario europeo ha detto che un'uscita temporanea della Grecia dall'area euro «non è legalmente fattibile. Non è uno scenario accettabile per noi», spiega la fonte.

Berlino ad Atene: «cambiare il piano o fuori dall'euro per 5 anni»

BRUXELLES. La Grecia migliori radicalmente le proposte di riforme, presentate ai creditori o esca dall'area euro per cinque anni e ristrutturi il proprio debito pubblico. È l'alternativa che la Germania ha presentato all'Eurogruppo, secondo il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. In un documento preparato dal Ministero tedesco delle Finanze si indicano due possibilità. Secondo la prima il governo greco dovrebbe migliorare le proprie proposte in modo completo e radicale, con il pieno sostegno del Parlamento. Oppure, seconda ipotesi, la Grecia dovrebbe lasciare l'area euro per un periodo di almeno cinque anni e ristrutturare il debito, rimanendo membro dell'Unione europea e beneficiando di aiuti umanitari, tecnici e per la crescita.

Intanto si annuncia molto lunga la riunione dell'Eurogruppo, convocato in sessione straordinaria per valutare la possibilità di avviare i negoziati per un nuovo programma di sostegno alla Grecia.

Per il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, sull'accordo con Atene «ancora non ci siamo. Ci sono problemi sia di sostanza che di fiducia» ha detto, entrando alla riunione dei ministri delle Finanze dell'area euro dedicata alla Grecia.

Ancora più duro il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, il quale prevede che le discussioni di oggi saranno «estremamente difficili». «Sappiamo che un taglio del debito pubblico non è possibile secondo i Trattati» europei, ha aggiunto. Schaeuble, arrivando alla riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles, ha spiegato che «il problema prima di tutto è che la situazione, che alla fine dello scorso anno, nonostante tutto lo scetticismo, era incoraggiante, è stata distrutta in modo inconcepibile negli ultimi mesi». In questo senso «non sarà assolutamente sufficiente» se Atene ripropone delle riforme che erano già state presentate per i precedenti programmi di salvataggio, ha insistito il ministro tedesco, notando che gli indicatori economici della Grecia «sono terribilmente negativi».

Molti ministri delle Finanze dell'area euro hanno espresso cautela, se non vero e proprio scetticismo, sulle proposte di riforme presentate dal governo greco nell'ambito della richiesta del programma di aiuti con il fondo salva-Stati Esm. Altri, con il sostegno dei commissari Ue Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis, le hanno giudicate una buona base per negoziare.

E se per alcuni ministri le riforme presentate dall'esecutivo di Alexis Tsipras sono insufficienti per il terzo piano di salvataggio in cinque anni, altri hanno sottolineato un problema di fiducia, dopo cinque mesi di negoziati sterili, culminati nel referendum di domenica scorsa.

Come ha sottolineato il ministro irlandese delle Finanze, Michael Noonan, il voto «è stato una vittoria politica per il governo greco, ma è stato economicamente e socialmente disastroso». Per il ministro «sono stati fatti dei danni e sarebbe stato meglio se quello che sta avvenendo oggi fosse accaduto a febbraio» e in particolare il governo greco dovrebbe riguadagnarsi la fiducia dei partner dell'area euro approvando in Parlamento nelle prossime due settimane le riforme proposte.

Il collega spagnolo, Luis De Guindos, ha sottolineato che quelle proposte da Atene «sono solamente una lista di azioni prioritarie. Si dovrà preparare un nuovo memorandum per il programma, se i negoziati vanno avanti. Il segretario di Stato olandese, Eric Wiebes, ha espresso «serie preoccupazioni sull'impegno del governo greco e sulla sua capacità di attuare le riforme». Duro anche il ministro slovacco, Peter Kazimir. «Le proposte greche sarebbero appropriate per completare il secondo programma, ma temo che non saranno abbastanza per il terzo». Inoltre, ha spiegato, «vedo un enorme problema con l'analisi delle istituzioni sulla sostenibilità del debito».

Più possibilista il responsabile lussemburghese delle Finanze, Pierre Gramegna, secondo cui «il piano greco non è molto distante da quello che c'era sul tavolo delle trattative. Sarà importante come questo sarà tradotto in legge». E, ha sottolineato a margine dell'Eurogruppo a Bruxelles, «è ovvio che la Grecia ha bisogno di un aiuto sul debito. Non so quando ne parleremo, ma non ha senso rimandare la discussione».

Per lo sloveno Dusan Mramor «ci sono ancora alcune questioni aperte, ma ci sono anche delle possibilità». Il maltese Edward Scicluna ha sottolineato che «abbiamo bisogno di rassicurazione sull'attuazione delle proposte».

Cairo, bomba
al Consolato italiano: un morto

IL CAIRO. Una bomba è esplosa questa mattina davanti al Consolato italiano al Cairo, in Egitto, provocando la morte di un poliziotto. La fortissima esplosione si è verificata intorno alle 6:30, quando la sede diplomatica in El Galaa Street era ancora chiusa. L'esplosione ha ferito sette persone, tra cui due agenti e anche tre bambini tra gli 11 e i 13 anni. Lo riferisce il sito di notizie 'Al-Youm al'-Sabea' che pubblica i nomi dell'unica vittima finora accertata e delle persone rimaste coinvolte.

È stato un «attacco contro un obiettivo sensibile, un obiettivo simbolico, quale è una rappresentanza diplomatica che si trova al centro del Cairo, non un attacco contro l'Italia». Lo ha detto ad Aki - Adnkronos International un ufficiale della polizia egiziana che si trova presso il Consolato italiano, dove si sono recati anche il premier egiziano Ibrahim Mahlab, il ministro dell'Interno Magdy Abdel-Ghaffar e il governatore del Cairo, Galal Mustafa Saeed.

Ma per il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, «non c'è dubbio che l'obiettivo dell'attentato era il Consolato italiano», ha detto a 'Sky Tg24', aggiungendo che «la bomba è stata attivata con telecomando a distanza» e confermato che «un poliziotto egiziano è stato ucciso e uno ferito gravemente. Ferito in modo lieve anche un altro agente e cinque passanti».

«L'Italia risponderà con fermezza e senza allarmismi» ha detto il ministro, spiegando che si è trattato di un «attentato maturato nell'ambito di una sfida terroristica seria». In mattinata, il titolare della Farnesina aveva scritto su Twitter: «Non risultano vittime italiane. Vicini alle persone colpite e al personale. Italia non si fa intimidire».

Grecia, sì del Parlamento
al negoziato con i creditori Ue

ATENE. Il Parlamento greco ha approvato a larga maggioranza la legge che autorizza il governo greco a negoziare un nuovo accordo per ottenere aiuti finanziari dall'Esm, sulla base delle propostye avanzate dal premier, Alexis Tsipras ai creditori internazionali. I sì sono stati 251 su 300 deputati, i no 32 e 8 astenuti. Tra gli astenuti e i contrari alcuni esponenti di Syriza che hanno rifiutato di sostenere il loro leader respingendo le sue proposte di riforma. «Ora il governo ha un forte mandato a trattare con i creditori», ha detto il primo ministro greco, Alexis Tsipras, dopo il voto del Parlamento. Il piano "comporta molte proposte che sono lontane dalle nostre promesse», ha ammesso Tsipras, ma è «leggermente migliore» rispetto a quello che ci è stato presentato il mese scorso dai creditori.

Grecia, fonti Ue: proposte buon punto di partenza

ATENE. Il piano di riforme presentato dalla Grecia supera il primo controllo. La proposta del governo ellenico rappresenta «un buon punto di partenza» per i negoziati sulla richiesta di attivare un nuovo programma di sostegno con il fondo salva-Stati Esm, spiega una fonte europea. Domani l'Eurogruppo si esprimerà sulle proposte di Atene. Intanto dalle commissioni parlamentari che compongono il parlamento greco è arrivato il via libera al governo di Tsipras, per negoziare un nuovo accordo che consenta di ottenere il prestito atteso da Atene.

Sabato mattina le proposte saranno esaminate dall'Euro working group, l'organismo che prepara l'Eurogruppo e che è composto da rappresentanti dei ministeri dei Paesi dell'area euro, della Commissione europea e della Bce. Nel pomeriggio sarà poi il turno dell'Eurogruppo, con i ministri delle Finanze dell'area euro che dovranno dare una loro valutazione delle proposte e della possibilità di avviare i negoziati per il programma. E domenica, salvo sorprese si riuniranno l'Eurosummit e il vertice Ue a 28.

Per il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem le proposte di riforme di Atene sono «dettagliate», ma dovranno essere «esaminate nei contenuti» dalle istituzioni. La Commissione Ue, la Bce e l'Fmi dovranno verificare se «le proposte sono buone e se veramente porteranno la Grecia fuori dalla crisi». Per François Hollande, che ha definito le proposte greche «serie» e «credibili», «le prossime ore saranno importanti». Il premier Matteo Renzi parlando della questione della Grecia con il primo ministro irlandese Enda Kenny, al termine del bilaterale a palazzo Chigi, ha dichiarato: «Speriamo di non rivederci anche domenica, che significa accordo sabato tra i ministri dell'Economia senza ulteriori summit».

Le proposte presentate all'Europa dal governo Tsipras sono ora all'esame del Parlamento greco. L'ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, avrebbe esortato a respingere le proposte fatte da Alexis Tsipras a Bruxelles. Ma Nuova democrazia, il principale partito di opposizione, ha già annunciato il proprio sostegno alla proposta per il nuovo piano di salvataggio.

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