Martedì 18 Dicembre 2018 - 21:57

Torcia umana precipita da un traliccio dopo lite con la fidanzata

JINHUA. Si arrampica su un traliccio ma prende fuoco e precipita al suolo. Il motivo? Una lite con la fidanzata. È quanto è accaduto a un 30enne di Jinhua, in Cina. La scena è stata ripresa in un video terrificante. L'uomo, riporta il Daily Star, avrebbe minacciato di uccidersi in seguito a una lite piuttosto accesa con la fidanzata. Ma non si sa se la sua intenzione era il suicidio.

Il 30enne si è arrampicato sul palo telegrafico ma ha preso fuoco per via dell'alta tensione. Precipitato da diverse decine di metri, ora è ricoverato in ospedale. E' gravemente ustionato ma per lo meno è salvo.

Bomba alla metro di Instanbul, sei feriti

Instanbul. Esplosione nei pressi di una fermata della metro di Istanbul. Il presidente del municipio di Bayrampasa, Atilla Aydiner, ha dichiarato alla tv "A Haber" che lo scoppio è stato provocato da una "pipe-bombe", un ordigno artigianale costituito da un tubo riempito di esplosivo e schegge di metallo. Secondo Aydiner il bilancio è di sei feriti. In precedenza, il governatore di Istanbul, Vasip Sahin, ha parlato di un ferito e ha spiegato che la causa dell'esplosione è ancora ignota. «Stiamo valutando - ha detto, citato dall'Anadolu - tutte le possibilità». I media locali avevano parlato, invece, di un morto e sei feriti. L'esplosione è avvenuta intorno alle sei del pomeriggio ora locale, all'altezza di una intersezione tra due linee della metro nei pressi della fermata "Bayrampasa", in una zona centrale del lato europeo di Istanbul. Il governatore Vasip Sahin ha spiegato che la causa dell'esplosione è ancora ignota. «Stiamo valutando - ha detto, citato dall'Anadolu - tutte le possibilità». Secondo il quotidiano Sabah potrebbe trattarsi di un incidente provocato da un corto circuito in un trasformatore. Le autorità di Istanbul hanno sospeso la circolazione di tutti i treni della metropolitana e di tutti i tram.

 

 

Putin contro la Turchia: il nostro aereo abbattuto per proteggere i traffici con l'Isis

PARIGI. La Turchia ha abbattuto il jet russo nei pressi del confine con la Siria per proteggere i suoi traffici petroliferi con lo Stato Islamico. E' l'accusa che Vladimir Putin rivolge da Parigi ad Ankara, non accogliendo quindi l'esortazione di Barack Obama a fermare l'escalation di tensione tra Turchia e Russia a seguito dell'abbattimento dell'aereo. Abbattimento che Putin definisce "un enorme errore" da parte della Turchia.

La Turchia, che rifiuta di scusarsi per l'abbattimento dell'aereo affermando di aver agito in risposta di uno sconfinamento nel proprio spazio aereo, ha sempre negato ogni collegamento con l'Is e partecipa alla coalizione guidata dagli Stati Uniti.

"Abbiamo ogni ragione di credere che la decisione di abbattere il nostro aereo sia stata dettata dal desiderio di proteggere le linee di rifornimento di petrolio con il territorio turco", ha detto Putin, riporta il sito della Bbc, parlando ai giornalisti a Parigi. Il presidente russo ha affermato di aver ricevuto ulteriori infomazioni che mostrano come il petrolio dell'Is passi attraverso il territorio turco in quantità definite da Putin "industriali".

Lo Stato Islamico riceve gran parte dei suoi finanziamenti dalla vendita illegale del petrolio, ma la Turchia ha sempre negato nel modo più fermo di essere coinvolta in questo traffico.

Putin ha poi confermato di non aver incontrato il presidente Erdogan, ma si è detto, secondo quanto riporta il sito di Itar Tass, "rattristato" dal peggioramento delle relazioni con Ankara: "Sono personalmente rattristato perché io ho investito parecchio nel costruire queste relazioni".

Clima, Hollande: «Sfida del nostro tempo assieme a lotta a terrorismo»

PARIGI. La lotta al terrorismo e quella ai cambiamenti climatici sono le due "sfide" del nostro tempo. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande intervenendo alla Conferenza sul clima, dopo un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli attentati di Parigi. "In gioco c'è la pace", ha sottolineato, spiegando che i cambiamenti climatici possono innescare conflitti per il controllo delle risorse naturali.

"Dobbiamo lasciare ai nostri figli un pianeta sostenibile- ha proseguito Hollande - l'anno trascorso è quello dei record, record della temperatura, di concentrazione di Co2, di eventi climatici estremi, siccità, scioglimento dei ghiacci e innalzamento del livello del mare". Nessuna regione del mondo è a riparo e "i Paesi più poveri, i più vulnerabili, sono quelli maggiormente toccati". In nome della "giustizia climatica", Hollande ha ricordato gli obiettivi della conferenza: il contenimento del riscaldamento globale sotto i due gradi, "1,5 se possibile", con un sistema di controlli e una revisione ogni cinque anni. "Mai la posta in gioco è stata così alta per un summit", ha detto ancora Hollande, spiegando che "in pochi giorni si dovrà decidere per i prossimi decenni". E rimarcando che l'accordo finale dovrà essere "universale e vincolante".

Fabius: "Mondo si aspetta da noi 'missione compiuta" - Al termine della Cop21 di Parigi, il prossimo l'11 dicembre, "il mondo si aspetta da noi quattro parole: 'la missione è compiuta!'". Così Laurent Fabius, presidente della conferenza sul clima e ministro degli Esteri francese, aprendo la prima sessione di lavoro a le Bourget. L'accordo per limitare entro i due gradi l'aumento della temperatura globale "non è scontato ma è alla nostra portata", ha rimarcato Fabius.

Ban Ki-Moon: "L'accordo deve essere duraturo" - Ban Ki-Moon chiede un accordo di lunga durata ai partecipanti alla Conferenza Onu. "Ci sono per me quattro criteri di successo, in primo luogo l'accordo deve essere duraturo, deve inviare un messaggio chiaro e far capire che il passaggio a un'economia mondiale è inevitabile. Deve proporre un progetto a lungo termine che centri l'obiettivo dei due gradi", ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite. "I Paesi sviluppati - ha poi aggiunto Ban - devono mantenere le loro promesse e mobilitare cento miliardi all'anno. E' il punto di partenza degli obiettivi e impegni finanziari. Siamo a un punto cardine per l'avvenire dei vostri paesi, dei vostri popoli e della nostra casa comune, il pianeta terra. Da voi dipende la sorte dell'accordo di Parigi. L'avvenire del nostro pianeta è nelle vostre mani". Ban ha infine sottolineato la necessità che l'intesa sia dinamica e possa adattarsi ai cambiamenti senza necessità di rinegoziarla continuamente.

Obama: "Quasi troppo tardi ma possiamo invertire la tendenza" - "E' quasi troppo tardi, ma possiamo invertire la tendenza". Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, intervendo alla Conferenza, esortando i leader presenti "a dimostrare quello che possiamo fare se uniamo i nostri sforzi per un obiettivo comune". "Siamo la prima generazione ad aver scatenato il cambiamento climatico, ma forse siamo anche l'ultima a poter fare qualcosa. Come una delle prime economie del mondo - ha rimarcato - sono pienamente consapevole che siamo alla fonte del problema". E all'omologo cinese Xi Jinping prima dell'inizio dei lavori, aveva detto: "In nessun altro campo il nostro coordinamento è così necessario e fruttuoso". "I nostri sono i due Paesi che emettono più carbonio e siamo entrambe convinti che sia nostra responsabilità agire", ha aggiunto il presidente americano, che ha sottolineato l'esigenza di "rafforzare la trasparenza per costruire la fiducia" nella lotta ai cambiamenti climatici. Obama ha ricordato che vi sono "differenze" fra Stati Uniti e Cina, citando questioni marittime e di cyber sicurezza, ma ha voluto sottolineare "che vi sono più cose in comune fra Stati Uniti e Cina, di quante separino i due Paesi".

Incontro bilaterale Cameron-Renzi. Premier britannico: "Serve accordo globale per problema globale" - "Un accordo globale per un problema globale". E' quanto chiederà il premier britannico David Cameron nel suo intervento di oggi alla Conferenza Onu. Come anticipa la stampa britannica, Cameron - che a quanto si apprende ha avuto un bilaterale con Matteo Renzi - chiederà che gli accordi raggiunti nella capitale francese siano inquadrati in una cornice legale che vincoli i Paesi aderenti e garantisca il rispetto degli obiettivi fissati. Questo, per il premier britannico, "darà certezze alle imprese e alle opinioni pubbliche mondiali" sulla serietà degli impegni assunti dai vari governi. Nel corso della conferenza Cameron ha in programma incontri con il premier indiano Narendra Modi, il presidente Usa Barack Obama e il presidente cinese Xi Jinping. Inoltre, il premier britannico annuncerà il suo sostegno ai Paesi più poveri, soggetti alle conseguenze più estreme dei cambiamenti climatici.

Gazprom blocca forniture gas all'Ucraina, «seri rischi per l'Europa»

MOSCA. Il colosso energetico Gazprom ha annunciato lo stop forniture all'Ucraina. La decisione, ha spiegato il presidente del comitato di gestione Alexei Miller, è stata presa alla luce del mancato pagamento in anticipo delle prossime forniture da parte di Kiev e dalla mancanza di nuovi ordini.

Si tratta di una mossa ampiamente prevista dopo l'annuncio da parte dell'azienda del gas ucraina Naftogaz di non avere per il momento più bisogno di gas russo, alla luce dello stock accumulato. Tuttavia la decisione di Gazprom rischia di creare, ha spiegato Miller, "seri rischi" alle forniture verso l'Europa occidentale dal momento che l'Ucraina è un Paese di transito fondamentale per il gas russo verso il Vecchio Continente.

La svolta odierna giunge dopo l'accordo raggiunto nello scorso settembre - grazie a una mediazione europea - sui prezzi delle forniture di gas russo all'Ucraina, oggetto di un lungo scontro fra Mosca e Kiev. Ma, nei giorni scorsi, era già tornata la tensione sui due Paesi dopo che alcune esplosioni hanno danneggiato le linee elettriche che conducono la corrente verso la penisola di Crimea lasciando quasi 2 milioni di persone sulla penisola senza luce e riscaldamento.

Il padre di Valeria: «È morta venerdì». Il racconto della napoletana:
«Le urla, poi il coprifuoco»

PARIGI.  "Mi pare di capire che Valeria sia morta già venerdì". A parlare all'Adnkronos è il padre di Valeria Solesin, la studentessa veneziana dispersa da venerdì sera dopo l'attentato al Bataclan di parigi. "Non abbiamo avuto nessuna notizia dalla Farnesina - spiega il papà di Valeria - ma lo abbiamo appreso attraverso il fidanzato e gli amici che hanno seguito la vicenda lì a Parigi e avrebbero avuto notizie della sua morte". Valeria Solesin, 28 anni, dottoranda in demografia all'Universita Paris1 della Sorbona, venerdì sera era al concerto al Bataclan insieme al fidanzato e a una coppia di amici. Durante l'attacco dei terroristi erano tra gli ostaggi. Poi, durante il blitz della polizia, si sono persi. Quando tutto è finito, il fidanzato e la coppia di amici si sono ritrovati, ma di Valeria non hanno saputo più nulla.

I FERITI. C'erano anche due italiani di Senigallia tra gli ostaggi dell'attentato terroristico al Bataclan di Parigi, il teatro oggetto degli attacchi multipli scoppiati in simultanea nella capitale francese venerdì sera. I due senigalliesi, Massimiliano Natalucci e la sua amica Laura Appolloni, sono salvi per miracolo. I due stavano assistendo al concerto durante l'irruzione dei terroristi che hanno tenuto in ostaggio e poi ucciso molti degli spettatori. I due senigalliesi sono rimasti feriti ma fortunatamente in modo non grave. Massimiliano sarebbe leggermente ferito ad una gamba e Laura ad una spalla. Ora si trovano ricoverati in ospedale per le cure del caso. È stato proprio Massimiliano a mettersi in contatto telefonico con i genitori per rassicurarli e far sapere che i due amici erano salvi.

IL RACCONTO DELLA NAPOLETANA. «Degli attentati e delle esplosioni non me ne ero neppure accorta. Improvvisamente il mio cellulare e quello dei miei amici parigini ha iniziato a squillare. Centinaia di messaggi, chiunque ci chiedeva se stessimo bene e le notizie sugli attentati hanno iniziato a diventare virali prima ancora che io e gli altri ci rendessimo conto di quanto stava accadendo. Da lì, i momenti di panico più assoluto, preoccupandoci di chiunque potesse trovarsi nei paraggi dei luoghi colpiti dai terroristi». Questo il racconto di Laura Imperato, 24 enne napoletana emigrata a Parigi per amore. Laura frequenta l'École des Ingénieurs de la ville de Paris e da diversi mesi vive con Nils, il suo fidanzato francese. Ieri sera, mentre la Francia veniva duramente colpita dall'Isis, era in compagnia di alcuni amici, nell'abitazione di uno di loro a sud di Parigi, e stava guardando l'amichevole "Francia - Germania" in diretta tv. Proprio all'esterno dello Stade de France, tre terroristi si sono fatti saltare in aria con cinture esplosive. «Ma dal televisore non abbiamo percepito nulla perché avevamo disattivato l'audio poco prima». Una volta appresa la notizia, però, l'euforia di una serata trascorsa tra amici ha fatto spazio ad altro, «tanta rabbia e tristezza. Avevamo paura - continua Laura - e le urla mie e degli altri erano incontrollate. L'unico modo per non pensare a quanto stava accadendo era restare uniti». «Io e il mio ragazzo siamo a casa, resteremo qui oggi anche perché lui sta ancora urlando, non riesce a gestire il suo nervosismo. E poi oggi i mezzi pubblici non funzionano». La studentessa napoletana pensa che questo attentato di matrice islamica, «non farà altro che fomentare il razzismo in città e in tutto il Paese. Già da tempo quello dell'immigrazione è un tema molto caldo e che contraddistingue qualunque campagna elettorale. Eppure, nessuno sembra ancora capire quale sia la soluzione». La chiusura delle frontiere annunciata da Francois Hollande potrebbe impedire a molti stranieri in Francia di tornare nel proprio Paese «ma forse questa soluzione è stata adottata giustamente per placare la situazione. Ma che sia solo una misura momentanea. Ovviamente - conclude Laura - mi auguro che non duri a lungo».

 

 

«Napoli è con la Francia».
Bandiere a mezz'asta al Grenoble.
Rafforzate misure di sicurezza

NAPOLI. Solidarietà da Napoli e dalla Campania tutta alla città di Parigi ferita al cuore dagli attentati terroristici del 13 novembre.

IL SINDACO DI NAPOLI. «Napoli è con Parigi". Lo scrive sul suo profilo Facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris manifestando la sua solidarietà e quella della città alla capitale francese teatro, ieri sera, di una serie di attacchi terroristici. «Napoli - prosegue de Magistris - è con tutte le vittime delle ingiustizie del mondo. L'amore - conclude il sindaco - sconfiggerà l'odio e l'indifferenza». A Palazzo San Giacomo bandiera a mezz'asta per ricordare le vittime degli attentati. 

CHIUSI I CANCELLI AL GRENOBLE. Dopo gli attentati di Parigi, avvenuti nella serata di ieri, l'istituto francese Grenoble di Napoli, che ha sede in via Crispi, oggi ha chiuso i cancelli. L'attività però potrebbe già riprendere da lunedì prossimo. 

DE LUCA INCONTRA IL CONSOLE. Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, questa mattina ha voluto incontrare il console francese a Napoli e si recato in visita al consolato. «Al console francese Jean Paul Seytre ho espresso i sentimenti di vicinanza e solidarietà della nostra regione di fronte al vile attacco terroristico che ha colpito Parigi e l'Europa intera. Saremo ancora più vicini da subito alla comunità francese - ha detto il presidente della Giunta regionale della Campania - sul fronte della sicurezza e della prevenzione. Intensificheremo i rapporti tra i nostri paesi per rendere più strette le relazioni umane e culturali, e i programmi di sicurezza comuni».

IN CAMPANIA BANDIERE A MEZZ'ASTA E LUCI SPENTE. Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, «in segno di solidarietà e vicinanza al popolo francese», ha invitato i sindaci della Campania a prevedere nella giornata di oggi un momento di raccoglimento in memoria delle vittime innocenti di Parigi con il contestuale spegnimento delle luci di una piazza.

MISURE RAFFORZATE A NAPOLI.  Misure di sicurezza ulteriormente rafforzate in un contesto nel quale sono state valutate su scala locale tutte le possibili situazioni di rischio in seguito agli episodi di Parigi. Questo l'oggetto di una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone, svoltasi oggi. A Napoli - città di transito' verso il Nord Italia e Nord Europa - sono diversi gli obiettivi 'sensibili' come il porto e l'aeroporto, oltre alla stazione ferroviaria e ad altri siti. Strutture già sotto controllo da parte delle forze dell'ordine ma che, alla luce degli attentati terroristici di Parigi, richiedono un supplemento di attenzione. Al termine della riunione il prefetto e gli altri componenti del Comitato si sono recati nella sede del Consolato per esprimere solidarietà al popolo francese.

PRESIDIO DAVANTI AL GRENOBLE. Decine e decine di persone sono accorse all'esterno del consolato francese per esprimere solidarietà alla popolazione colpita dai duri attacchi terroristici di ieri sera. Il console: «Non è il momento di rilasciare dichiarazioni». Stretta di mano con de Magistris. Il sindaco: «La libertà del popolo francese e del popolo napoletano non verrà messa in discussione da una banda di terroristi».

Strage a Parigi: 129 morti, 352 feriti. Caccia a un commando di terroristi, fermati padre e fratello del kamikaze francese

PARIGI. Uno dei commando coinvolti negli attentati di Parigi è riuscito a darsi alla fuga: gli inquirenti ne hanno ormai la certezza dopo il ritrovamento questa mattina di una seconda auto dei terroristi, usata nelle sparatorie compiute nei bar e caffè del 10mo e 11mo arrondissement. Una Seat Leon nera - riporta il sito di Europe 1 - è stata ritrovata abbandonata a Montreuil, alla periferia della capitale. Nell'auto, rende noto Le Figaro, sono stati trovati tre fucili Kalashnikov.

Le forze dell'ordine erano sulle tracce dell'auto già da venerdì sera. Questo significa, si legge ancora, che dopo gli attacchi questo gruppo di terroristi ha abbandonato la città forse lasciando al passaggio un kamikaze, vicino Place de la Nation, quello che si è fatto esplodere nel caffè vicino al Boulevard Voltaire. Questo significa soprattutto - concludono - che gli assalitori hanno cambiato auto e proseguito la loro fuga, forse verso il Belgio.

Intanto sei persone vicine a Omar Ismaïl Mostefai, il kamikaze francese identificato come uno degli autori dell'attacco al Bataclan a Parigi, sono in stato di fermo. Tra questi figurano il padre e il fratello, oltre alla moglie di quest'ultimo. I fermi sono stati decisi per consentire di procedere a verifiche, frequenti in questo tipo di inchieste, sottolineano i media francesi.

BELGRADO: TITOLARE PASSAPORTO SIRIANO PASSATO PER LA SERBIA - Oggi il ministero dell'Interno di Belgrado ha annunciato che il titolare del passaporto siriano trovato vicino al corpo di uno degli attentatori di Parigi era entrato il 7 ottobre in Serbia dove aveva presentato domanda di asilo.

"Uno dei presunti terroristi, A.A., al quale si interessano i servizi di informazione francesi è stato registrato il 7 ottobre al posto di dogana di Presevo dove ha formalmente chiesto asilo", ha affermato in un comunicato. La dogana in questione è al confine con la Macedonia. "Verifiche hanno permesso di confermare che si tratta della persona identificata in Grecia il 3 ottobre. Non vi erano mandati di arresto di Interpol su questa persona", ha aggiunto il ministero.

SOSPETTO FERMATO IN GERMANIA NEGA ACCUSE - Il sospetto montenegrino arrestato la settimana scorsa in Germania con esplosivi e fucili Kalashnikov nella sua auto si rifiuta di rispondere alle domande sugli attacchi di Parigi e nega ogni accusa. Lo ha affermato oggi la polizia. "Vogliamo parlare degli attentati, ma lui non vuole parlare. Almeno non su questo tema", ha dichiarato un portavoce della polizia bavarese senza poter confermare se l'uomo sia o meno legato agli attacchi. Ieri le autorità avevano annunciato che nella macchina e sul GPS dell'uomo era stato trovato un indirizzo in Francia. Sempre nell'auto erano stati trovati 8 fucili d'assalto, tre armi a mano e dell'esplosivo. L'uomo, 51 anni, ha affermato di volersi recare in Francia per visitare la Tour Eiffel e di non essere a conoscenza della presenza di armi ed esplosivi nella sua auto.

BILANCIO VITTIME - Il premier francese Manuel Valls ha reso noto questa mattina che 103 delle 129 vittime degli attentati sono state identificate dalle autorità e ha parlato di un numero di persone compreso tra le 20 e le 30 ancora da identificare.

Il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve ha chiesto oggi la convocazione di una riunione straordinaria dei ministri degli Interni dell'Ue per "rafforzare" la lotta contro il terrorismo, da tenersi venerdì 20 a Bruxelles.

L'ultimo bilancio degli attacchi terroristici a Parigi parla di 129 morti e 352 feriti, di cui alcuni gravissimi.

GLI ATTENTATI MINUTO PER MINUTO.  Sono da poco passate le 21 del 13 novembre quando a Parigi scoppia l'inferno.

21.20 - Un kamikaze si fa esplodere vicino allo Stade de France, dove è in corso l'amichevole Francia-Germania alla quale assiste anche il presidente François Hollande. Il capo dello Stato viene evacuato con il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve. La partita prosegue

21.25 - Assalitori sparano sui ristoranti "Le petit Cambodge" e "Le Carillon", nel X arrondissement  

21.29 - Spari di armi automatiche contro la pizzeria "La Casa Nostra" (XI), muoiono cinque persone

21.30 - Un secondo attentatore suicida colpisce davanti al caffè "Events", sempre vicino allo stadio

21.38 - Nuova sparatoria nell'XI, contro il ristorante "La Belle Equipe"

21.43 - Un terrorista muore in boulevard Voltaire (XI). Solo l'indomani si scoprirà che si era fatto saltare in aria

21.50 - Comincia l'assalto armato al teatro Bataclan, nella stessa zona, dove è in corso un concerto del gruppo americano 'Eagle of the Death Metal'. Tre o quattro assalitori entrano nella sala, urlando "Allah è grande", e cominciano a sparare all'impazzata sul pubblico. Circa 100 spettatori vengono presi in ostaggio all'interno del teatro, altri riescono a fuggire

21.53 - Un quarto kamikaze entra in azione, di nuovo vicino allo stadio, davanti al caffè "Coeur de Blé"  

22.00 - Al ministero dell'Interno viene allestita un'unità di crisi con Hollande, il premier Manuel Valls e Cazeneuve. La polizia invita a non uscire di casa

22.50 - Scatta il panico all'interno dello Stade de France. Gli spettatori, che cominciano ad apprendere quanto sta accadendo in tutta la capitale, non possono uscire e si riversano sul campo da gioco. Verranno evacuati più tardi

23.37 - Viene attivato il piano d'urgenza 'Rosso Alfa' per gestire le emergenze nel caso di "attacchi multipli"

23.40 - Testimoni parlano di un'altra sparatoria a Les Halles (I arrondissement)

23.50 - Hollande si rivolge alla nazione in diretta tv. Visibilmente scosso, parla di "attacchi terroristici senza precedenti", annuncia lo stato d'emergenza su tutto il territorio nazionale e la chiusura della frontiere

23.55 - Il governo francese si riunisce in un Consiglio dei ministri straordinario

00.25 del 14 NOVEMBRE - Dopo quasi tre ore, le forze speciali rompono l'assedio al teatro Bataclan. Almeno tre attentatori si fanno esplodere. I superstiti vengono evacuati, ma all'interno della sala è una carneficina, con decine di vittime - circa 80 - rimaste a terra

01.00 - Sul web l'Isis rivendica gli attacchi a Parigi ed esulta, minacciando di colpire anche "Roma, Londra e Washington"

01.20 - Hollande e Valls si recano al Bataclan a portare la loro solidarietà. Poi tornano al ministero dell'Interno per continuare a seguire gli sviluppi.

6 I TERRORISTI CHE SI SONO FATTI ESPLODERE. Otto in tutto i terroristi morti negli attacchi a Parigi delle ultime ore, secondo i dati forniti dal procuratore Francois Molins e dai suoi servizi. Almeno sei di loro si sono fatti esplodere con la cintura esplosiva. Il procuratore Molins parla di altri terroristi probabilmente in fuga, al momento se ne ignora il numero. Quattro sono i terroristi morti durante l'irruzione della polizia per liberare gli ostaggi al Bataclan, tre si sono fatti saltare con la cintura esplosiva, uno è stato ucciso dagli agenti. Altre tre kamikaze si sono fatti saltare davanti allo Stade de France, provocando la morte di tre passanti e numerosi feriti gravi. Un ottavo terrorista, secondo la procura, è stato ucciso a boulevard Voltaire, nei pressi del Bataclan.

ARRESTI A BRUXELLES. Non solo uno ma "più di 5 arresti" sono avvenuti a Bruxelles nel quartiere di Molenbeek nel corso delle perquisizioni delle forze dell'ordine. Lo ha detto il ministro della giustizia belga Koen Geens secondo quanto riferisce la tv Rtbf. Nell'auto nera con la targa belga lasciata dai terroristi davanti al Bataclan sono stati ritrovati biglietti per il parcheggio proprio del quartiere di Moleenbek a Bruxelles. 

ALLERTA DUE IN ITALIA. Corpi speciali militari pronti ad entrare in azione, Gis e Nocs in "assetto operativo", controlli "strettissimi" alle frontiere, verifiche straordinarie in tutta Italia con i prefetti chiamati a rimodulare la lista degli obiettivi sensibili, monitoraggio delle carceri, espulsioni mirate, perquisizioni a tappeto di tutti i luoghi dove si annida l'integralismo, 700 soldati schierati immediatamente a protezione di Roma, indicata tra i possibili prossimi obiettivi dai sostenitori dell'Is: dopo gli attentati di Parigi l'Italia alza a livello 2, un solo gradino sotto il livello massimo, che scatterebbe in caso di attacco, l'allarme terrorismo. «Vi è una minaccia accresciuta - ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano - anche se non sorretta da elementi concreti e specifici sul nostro paese».

Orrore in Baviera, trovati in una casa i cadaveri
di 7 neonati

BERLINO. Orrore in Germania dove in una casa nella cittadina di Wallenfells, in Baviera, sono stati scoperti i cadaveri di sette neonati. L'annuncio è stato dato questa mattina dalle autorità. Il ritrovamento è avvenuto ieri pomeriggio quando una donna, descritta come una residente, ha chiamato un medico e gli ha parlato dei corpi. Non si sa a quando risalga il decesso. Sui corpicini, in avanzato stato di decomposizione, è stata disposta per oggi l'autopsia ma i risultati potrebbero non essere disponibili prima della prossima settimana. La polizia, che ha aperto un'inchiesta, è sulle tracce di una donna di 45 anni, affittuaria dell'appartamento. Una portavoce della polizia del distretto, l'Alta Franconia, non ha voluto precisare se sia considerata sospetta: "È ricercata in primo luogo come potenziale madre dei bambini".

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