Martedì 18 Settembre 2018 - 23:18

L'Isis attacca il Cairo: sale a 29 il bilancio dei feriti

IL CAIRO. È salito a 29 feriti il bilancio dell'esplosione di un'autobomba davanti alla sede della Sicurezza Nazionale al Cairo, nel distretto settentrionale di Shubra El-Kheima. Lo ha riferito il ministero egiziano della Sanità, precisando che la maggior parte non è in condizioni gravi. Il ministero dell'Interno ha precisato che tra i feriti si contano almeno sei agenti di polizia.

L'esplosione - ha riferito il sito del quotidiano Al-Ahram - è stata molto potente. Il capo dei servizi di emergenza, Ahmed el-Ansari, ha precisato che al momento non si contano morti. Secondo le prime ricostruzioni diffuse dal ministero dell'Interno egiziano su Facebook, un uomo ha parcheggiato l'autobomba davanti all'edificio per poi fuggire su una moto. L'auto è stata fatta esplodere con un telecomando a distanza. Le forze di sicurezza hanno lanciato un'operazione per catturare i responsabili.

L'attentato è stato rivendicato con un comunicato dai jihadisti della 'Wilayat del Sinai', cellula locale del sedicente Stato Islamico, come si legge sul giornale online Sabaq.

«L'operazione è stata lanciata per vendicare i martiri del massacro di Arab Sharkas. I poliziotti sono apostati», si legge nel comunicato diffuso dal gruppo 'Wilayat del Sinai', ossia 'Provincia del Sinai', il nome assunto dal gruppo jihadista Ansar Bayt al-Maqdis quando lo scorso novembre ha giurato fedeltà al sedicente Stato Islamico (Is).

Il riferimento è ai fatti del 19 marzo 2014 quando le forze di sicurezza egiziane hanno fatto irruzione in un edificio nel villaggio di Arab Sharkas (nel governatorato di Qaliubiya, a nord del Cairo). Secondo il ministero dell'Interno del Cairo, sei uomini armati furono uccisi durante uno scontro a fuoco dopo l'irruzione degli agenti nell'edificio e altre otto persone furono arrestate. Due ufficiali delle forze di sicurezza egiziane rimasero uccisi nel blitz. Lo scorso maggio, poi, sono state eseguite per impiccagione le condanne a morte dei sei uomini ritenuti colpevoli per l'uccisione dei due ufficiali e accusati di far parte del gruppo 'Wilayat del Sinai'.

La prima rivendicazione dell'attacco alla sede della Sicurezza Nazionale al Cairo è stata quella dei Black Bloc sui social media. Secondo l'Huffington Post, si tratta di un gruppo di ultras che ha partecipato alle proteste di massa contro il governo che nel 2013 hanno portato alla destituzione dell'allora presidente islamico Mohammed Morsi.

«Dichiariamo piena e completa responsabilità per le esplosioni che si sono verificate circa un'ora fa», hanno riferito presunti militanti del gruppo Black Bloc su Facebook, aggiungendo che si tratta di una risposta alla detenzione di un gran numero di persone che non sono ancora state accusate di un reato o che sono in carcere per reati «non penali».

L'attentato contro la sede della Sicurezza Nazionale arriva a pochi giorni dalla ratifica da parte del presidente Abdel Fattah al-Sisi della nuova legge antiterrorismo. Il provvedimento prevede l'istituzione di tribunali speciali per far fronte alla serie di attentati che continua a scuotere il Paese. La legge inasprisce le pene per reati legati al terrorismo.

Ad Atene i primi 13 miliardi di aiuti dall'Europa

ATENE. Un finanziamento iniziale di 13 miliardi di euro è stato trasferito al governo greco da parte del Meccanismo europeo di stabilità (Esm). Il pagamento è parte di un primo finanziamento da 26 miliardi di euro approvato dall' Esm. Il denaro rimanente sarà distribuito in un momento successivo, anche per il finanziamento dei fabbisogni, nonché per aiutare la ricapitalizzazione delle banche.

 
«L'erogazione di oggi consentirà alla Grecia di soddisfare i suoi obblighi finanziari urgenti - ha spiegato il direttore dell'Esm Klaus Regling -. Mi sento sollevato dopo gli intensi negoziati con il governo greco e l'approvazione da parte dei nostri membri. Ora ci sono tutte le condizioni per rendere l'erogazione immediata». «'Questa decisione fa seguito all'approvazione del Consiglio delle condizioni per l'assistenza finanziaria alla Grecia», ha sottolineato l'Esm in una nota.

L'erogazione di oggi è la prima parte di un tranche di 16 miliardi di euro, da utilizzare per il finanziamento del bilancio e le esigenze del debito. I restanti 3 miliardi di euro saranno erogati al più tardi entro la fine di novembre, quando la Grecia completerà le azioni prioritarie supplementari. Una nuova tranche di 10 miliardi di euro, prevista dall'Esm in titoli a tasso variabile, è destinata alla ricapitalizzazione delle banche.

L'Isis decapita
il capo dei tesori
di Palmira

DAMASCO. I jihadisti dello Stato islamico hanno decapitato l'archeologo siriano Khaled Asaad, capo delle antichità della storica città di Palmira, e ne hanno appeso il corpo a una colonna della piazza principale del sito patrimonio dell'umanità. Lo denuncia il responsabile del dipartimento della Antichità del regime siriano, Maamoun Abdulkarim, spiegando l'archeologo di 82 anni aveva lavorato negli ultimi 50 come responsabile del sito di Palmira.

Il sito archeologico, che si trova nella Siria centrale, è stato conquistato dall'Is il 21 maggio dopo il ritiro dell'esercito di Bashar al-Assad, ma non si conosce la reale entità dei danni provocati dai miliziani alle rovine.

Noto per studi su Palmira pubblicati su riviste internazionali di archeologia, negli ultimi decenni Asaad ha anche lavorato con missioni archeologiche americane, francesi, tedesche e svizzere.

Berlino dice sì agli aiuti alla Grecia

BERLINO. Il Parlamento tedesco ha votato a larga maggioranza il terzo salvataggio della Grecia. Il piano da 86 miliardi di euro è passato con un'ampia maggioranza: 454 favorevoli, 113 contrari e 18 astensioni. una cinquantina i dissidenti del partito della cancelliera Angela Merkel. «La decisione su un ulteriore programma di aiuti per la Grecia non è facile», aveva detto detto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, intervenendo al Parlamento tedesco prima del voto. «I dibattiti per gli aiuti alla Grecia - ha aggiunto - sono stati sempre duplici, ci sono motivi pro e contro importanti economici e politici».

Naturalmente, non vi è alcuna garanzia che tutto funzionerà e «i dubbi sono sempre permessi», ha riconosciuto Schaeuble, che ha chiamato in causa il Fondo monetario internazionale definendo «cruciale» la sua partecipazione al piano di salvataggio. Schaeuble infine ha spiegato che la Grecia è stata «un caso estremamente difficile» sin dall'inizio della crisi del debito dell'euro, cinque anni fa.

C'è quindi attesa per il voto di oggi del Parlamento tedesco sull'approvazione del pacchetto di aiuti alla Grecia . La cancelliera Angela Merkel è riuscita a contenere l'opposizione interna al suo partito. In una riunione, ieri sera, con i deputati dell'Unione Cristiano Democratica (Cdu) e della formazione sorella bavarese dell'Unione Cristiano Sociale (Csu), solo in 56 hanno annunciato che voteranno contro la concessione di un terzo prestito ad Atene.

Attentato a Bangkok, almeno 22 morti: «Il peggior attacco mai avuto nel Paese»

BANGKOK. «È il peggior attacco che mai si è avuto in Thailandia». È quanto ha detto il premier Prayuth Chan-ocha all'indomani dell'attentato avvenuto ieri nel centro di Bangkok che ha provocato almneno 22 morti e 120 feriti. Il premier ha aggiunto che non sono stati ancora individuati i responsabili, ma la polizia sta cercando un uomo che si vede in uno dei video di sicurezza che gli inquirenti stanno analizzando.

«Abbiamo avuto piccole bombe o disordini, ma questa volta hanno colpito vite di innocenti, vogliono distruggere la nostra economia, il nostro turismo», ha detto ancora Prayuth sottolineando che dalla dinamica dell'attacco è evidente come l'obiettivo fosse quello di provocare il massimo numero di vittime, in una zona affollata di turisti. Tra le vittime vi sarebbero sette stranieri, tra i quali quattro cinesi e un filippino.

Attentato nel centro di Bangkok, almeno 19 morti

BANGKOK. Una forte esplosione ha provocato numerosi morti nel centro di Bangkok, in Thailandia. Le vittime sarebbero almeno 19, secondo fonti di polizia citate dal Bangkok Post. Sono 123 le persone rimaste ferite. Tra le vittime vi sono dieci thailandesi, tre cinesi e un filippino. Di altre cinque persone non è stata ancora confermata l'identità. Lo ha riferito l'ambasciata cinese, citando le autorità sanitarie thailandesi. Fra i feriti, almeno 15 sono cinesi.

L'attacco ha avuto luogo attorno alle 19 locali vicino il tempio induista di Erawan Shrine, uno degli edifici più noti nel centrale distretto di Chidlom. Il luogo di culto è situato in un affollato incrocio fra grandi alberghi e shopping center.

Ad esplodere è stato prima un ordigno attaccato ad un palo del telefono di fronte al tempio. Poi è scoppiata una motobomba all'incrocio di Rajprasong che ha provocato una reazione a catena facendo saltare in aria due taxi. Uomini dell'esercito e della polizia sono accorsi sul posto e sono riusciti a disinnescare altri due ordigni, uno dei quali attaccato ad un pilone della linea ferroviaria BTS Skytrain che è parte del sistema di trasporti di Bangkok.

«È chiaro che l'obiettivo era distruggere l'economia e il turismo», ha detto Prawit Wongsuwan, vicepremier e ministro della Difesa. L'attacco «si è veriticato nel cuore del distretto finanziario", ha evidenziato. Il governo militare ha lanciato un appello alla calma, smentendo le voci di proclamazione dello stato di emergenza e chiusura di scuole e uffici. «Chiedo a tutti di mantenere la calma e di non diffondere voci che possano causare confusione nel Paese», ha detto il portavoce Winthai Suvari, sottolineando che «ora le autorità hanno tutto sotto controllo».

FARNESINA - Il ministero degli Esteri sta verificando l'eventuale coinvolgimento di italiani. Secondo quanto fa sapere la Farnesina, l'Unità di Crisi in stretto contatto con la nostra ambasciata a Bangkok si è prontamente attivata e sta effettuando le verifiche di rito.

Libia, appello da Italia e altri 5 Paesi: «Unitevi contro l'Isis»

ROMA. «I Governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti condannano con forza gli atti barbarici che terroristi affiliati all'Isis stanno perpetrando nella città libica di Sirte». È quanto affermano i sei Paesi in una dichiarazione congiunta, precisando di essere «profondamente preoccupati dalle notizie che parlano di bombardamenti indiscriminati su quartieri della città densamente popolati e atti di violenza commessi al fine di terrorizzare gli abitanti».

 
«Facciamo appello - si legge nella dichiarazione - a tutte le fazioni libiche che desiderano un Paese unificato e in pace affinché uniscano le proprie forze per combattere la minaccia posta da gruppi terroristici transnazionali che sfruttano la Libia per i loro scopi. Ci felicitiamo per la recente sessione di negoziati per il dialogo politico svoltasi a Ginevra e ribadiamo tutto il nostro appoggio al processo di dialogo guidato dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Bernardino Leon». «Gli avvenimenti terribili che stanno accadendo a Sirte - aggiungono i sei Paesi - sottolineano ancora quanto sia urgente che le varie fazioni libiche trovino un accordo per la formazione di un Governo di Concordia Nazionale che, in cooperazione con la comunità internazionale, possa garantire la sicurezza al Paese contro i gruppi di estremisti violenti che cercano di destabilizzarlo».

«Ribadiamo ancora una volta - conclude la dichiarazione congiunta - che non esiste una soluzione militare al conflitto politico in Libia, e rimaniamo preoccupati per la situazione economica e umanitaria che peggiora giorno dopo giorno. Siamo pronti a sostenere la messa in pratica di questo accordo politico, affinché il Governo di Concordia Nazionale e tutte le nuove istituzioni nazionali possano funzionare efficacemente e venire incontro alle necessità più urgenti del popolo libico».

Siria, raid del regime al mercato: strage di civili

DAMASCO. In un raid aereo del regime siriano su un mercato di Douma, località alla periferia di Damasco controllata dai ribelli, sono rimasti uccisi almeno 82 civili. È quanto denuncia oggi l'Osservatorio siriano per i diritti umani, che ha sede in Gran Bretagna, precisando che i feriti sarebbero 250, decine dei quali in modo molto grave. Tra le vittime, riporta ancora l'Osservatorio, anche bambini. Nel bombardamento sono stati distrutti diversi edifici nella zona del mercato colpito. Al momento non vi sono state dichiarazioni da parte del governo siriano che negli ultimi mesi ha regolarmente attaccato la località controllata dai ribelli alle porte di Damasco con l'obiettivo di fermare il lancio di razzi contro la capitale.

Dall'Eurogruppo via libera al terzo pacchetto di aiuti alla Grecia

BRUXELLES. I ministri delle finanze dell'Eurozona hanno approvato il terzo programma di aiuti per per la Grecia. Un piano fino a 86 miliardi di euro che saranno messi a disposizione della Grecia per i prossimi tre anni da parte dell'Esm. Un'intesa accolta «con favore» dalla Commissione europea. «Oggi sono lieto di dire che tutte le parti hanno rispettato i loro impegni» dice il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. «La Grecia sta rispettando i suoi impegni e sta procedendo a riforme ambiziose». Il messaggio di dell'Eurogruppo di oggi, aggiunge, «è forte e chiaro: la Grecia è e resterà irreversibilmente membro della zona euro e la Commissione europea sosterrà la Grecia nel suo cammino verso una crescita equa, per la creazione posti di lavoro». «Ci rallegriamo per le misure prese dal Governo greco», sottolinea il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem . In particolare, spiega: «Ci sarà un piano di privatizzazione rafforzato». Il Consiglio dei Governatori entro mercoledì si riunirà per valutare l'accordo.

Quella odierna è stata una giornata determinante per la Grecia. Dopo ore di dibattito il Parlamento di Atene ha approvato in tarda mattinata il terzo pacchetto di aiuti, concordato dal governo di Alexis Tsipras e dai creditori internazionali. I voti a favore sono stati 222, 64 quelli contrari e undici gli astenuti. La maggioranza necessaria era di 151 voti, su un totale di 300 deputati. Decisivi i voti dei tre grandi partiti di opposizione, Nuova Democrazia, Pasok e To Potami. L'ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha votato contro il nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia.

Stando a quanto riferisce l'emittente Skai TV, Tsipras chiederà un voto di fiducia dopo il 20 agosto. Il voto di oggi in Parlamento ha fatto infatti registrare una consistente rivolta interna: sarebbero solo 118 i parlamentari che fanno riferimento alla coalizione di governo che hanno votato 'sì' al piano di aiuti. Il capo del governo ellenico ha chiarito nel suo intervento davanti all'assemblea di non essersi pentito dell'accordo raggiunto a Bruxelles lo scorso mese, e ha ricordato di non aver ricevuto un mandato per la Grexit. «Abbiamo preso una dolorosa decisione di responsabilità, ma necessaria», ha spiegato, alludendo all'accordo, sottolineando poi che seguire la strada che avrebbe portato verso un ritorno alla dracma sarebbe stato equivalente a un suicidio.

La Grecia dice sì all'accordo con i creditori

ATENE. Al termine di un dibattito protrattosi per ore, il Parlamento di Atene ha approvato il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia concordato dal governo di Alexis Tsipras e dai creditori internazionali. La discussione ha preceduto di poche ore la riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles che dovrà dare luce verde al piano di salvataggio.

I voti a favore sono stati 222, 64 quelli contrari e undici gli astenuti. La maggioranza necessaria era di 151 voti, su un totale di 300 deputati. Decisivi i voti dell'opposizione. Stando a quanto riferisce l'emittente Skai TV, Tsipras chiederà un voto di fiducia dopo il 20 agosto. Il voto di oggi in Parlamento ha fatto infatti registrare una consistente rivolta interna: sarebbero solo 118 i parlamentari che fanno riferimento alla coalizione di governo che hanno votato 'sì' al piano di aiuti.

L'ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha votato contro il nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia.

Intervenuto questa mattina in Parlamento, Tsipras ha avvertito che un prestito ponte, la soluzione alternativa al terzo pacchetto di aiuti, implicherebbe «un ritorno a una crisi senza fine».

«Questo è ciò che alcuni cercano sistematicamente, e noi abbiamo la responsabilità di evitarlo, di non facilitarlo», ha detto Tsipras. Berlino sarebbe favorevole alla soluzione del prestito ponte che darebbe secondo le autorità tedesche più tempo per perfezionare il pacchetto di aiuti da 85 miliardi di euro in tre anni.

Il capo del governo ellenico ha poi chiarito nel suo intervento davanti all'assemblea di non essersi pentito dell'accordo raggiunto a Bruxelles lo scorso mese, ed ha ricordato di non aver ricevuto un mandato per la Grexit. «Abbiamo preso una dolorosa decisione di responsabilità, ma necessaria», ha spiegato, alludendo all'accordo, sottolineando poi che seguire la strada che avrebbe portato verso un ritorno alla dracma sarebbe stato equivalente a un suicidio.

In una dichiarazione della Commissione europea, in collegamento con la Bce, e coordinata con l'Esm e l'Fmi, diffusa prima del via libera del Parlamento di Atene, si legge che il pacchetto di riforme che la Grecia ha concordato con i creditori internazionali permetterà ad Atene di «risolvere i restanti squilibri nella sua economia, per tornare su un percorso di crescita sostenibile, mentre affronta in modo risoluto le sfide sociali» che ha di fronte.

«La credibilità dell'accordo è puntellata da un numero significativo di riforme sincere - si legge nella nota - tra cui misure importanti per affrontare le sfide strutturali che da tempo l'economia greca deve affrontare, come la raccolta delle tasse, le pensioni, il sistema sanitario, la competitività nel mercato dei prodotti, le professioni e l'energia, che dimostrano l'intenzione del governo greco di normalizzare la situazione nell'economia rapidamente».

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