Martedì 13 Novembre 2018 - 5:54

Mercatini di Natale, il record è a Torrecuso nella “Fortezza”

TORRECUSO. Già si respira aria di festa alla “Tenuta La Fortezza”, dove il Natale arriva con largo anticipo e dura, dunque, molto di più. Lo fa perché dà la possibilità a tutti di non mancare ad uno degli eventi più gettonati del panorama natalizio sannita. Numeri da capogiro, sold out inanellati in occasione delle giornate clou, provenienze variegate e lontane, è l’effetto ridondante di un evento che, da anni, varca i confini regionali ed attrae da ogni latitudine. Quattro fine settimana, una location: la splendida “Tenuta La Fortezza”, posto ideale per matrimoni e giorni importanti che a novembre si “addobba” e fa pendant con il Natale: dal 15 novembre al 6 dicembre, durante tutti i fine settimana, la splendida struttura situata nel comune di Torrecuso, in Località Tora II, sarà animata da stand enogastronomici con possibilità di degustare prodotti dolci e salati appena sfornati, Vin Brulè e caldarroste. Saranno inoltre presenti artigiani che metteranno in vendita giocattoli in legno ed originali idee regalo di produzione propria. L’occasione di tornare bambini per tanti di noi, di immergersi in un evento che evoca nostalgia e dolcezza al tempo stesso. Saranno inoltre presenti artigiani che metteranno in vendita giocattoli in legno ed originali idee regalo di produzione propria. Dici Natale e pensi ai più piccoli: saranno proprio questi ultimi i veri protagonisti nel “Villaggio di Babbo Natale”, uno spazio dedicato ai più piccini ricco di giochi e attrattive tutte da scoprire.

Detenuto muore in ospedale dopo 10 giorni di agonia

NAPOLI. "Muore in ospedale dopo dieci giorni il detenuto che aveva tentato il suicidio nel carcere di Avellino, nel quale era arrivato dopo l'osservazione psichiatrica nel carcere di sant'Angelo dei Lombardi.
L’uomo, Pellegrino Pulzone, era stato condannato a 20 anni di reclusione". Così il garante del detenuti della Campania, Samuele Ciambriello. "Il 31 ottobre aveva tentato di uccidersi con alcune lenzuola presenti nella sua cella. Solo l’intervento delgi uomini della Polizia Pentenziaria aveva evitato che l’insano gesto giungesse a compimento. - ha spiegato - Ricoverato in ospedale da quel giorno, venerdi il tragico epilogo. E' il nono suicidio in Campania in questo 2018".

"Il fango ha ucciso mio padre"

Daniele aveva 8 anni quando il fango ha inghiottito suo padre Roberto e la sua infanzia. Venti anni dopo vive ancora a Siano vicino a quella montagna che il 5 maggio 1998 franando - complici le piogge abbondanti - investì case e persone: 160 le vittime, Sarno pagò il bilancio più alto con 137 bare. Anche i comuni di Quindici e Bracigliano furono travolti dai due milioni di metri cubi di melma.

L'Italia, da Nord a Sud, ancora oggi fa i conti con le vittime del maltempo - 37 morti nell'ultimo mese - ma a chi ora teme di non avere più nulla, Daniele vuole dare speranza. "Mi addolora vedere quelle immagini di case inondate di acqua e fango, di persone disperate per aver perso l'abitazione o un parente - racconta all'Adnkronos -. Ero piccolo quando è successo tutto, avevo solo 8 anni e ci è voluto tempo per percepire pienamente la gravità di quanto successo. Rassegnarsi a non aver più un padre è stata una delle cose più difficili da accettare, per tutto il resto voglio dire a chi adesso è in ginocchio che c'è sempre una soluzione".

Roberto Bevini aveva 48 anni e faceva l'operaio quando è morto. Ha portato in salvo la moglie e i due figli, ma un ultimo disperato tentativo di strappare al fango le cose della sua famiglia gli è costato la vita. "In tre ore la mia vita è cambiata: quella montagna si è portata via la mia casa, con regolare progetto, e mio padre. Non incolpo nessuno, mio padre era solo nel posto sbagliato. Impari ad accettarlo dopo un po', ammetto che quando si avvicina quella data, il 5 maggio, percepisco di sentirmi diverso", dice Daniele, cresciuto troppo in fretta tra qualche rinuncia e il desiderio di aiutare il prossimo.

Lavora in un supermercato, è volontario della protezione civile Croce Azzurra di Siano, appassionato di calcio e di Formula 1, ammette che "subito dopo la catastrofe è stato difficile ricominciare. La pioggia all'inizio mi faceva paura, ora non più. Mia mamma non si è mai scoraggiata e la fede mi hanno aiutato, ma in casa anche dopo 20 anni è difficile parlare di quello che è successo". Ancora adesso, secondo gli esperti, quella montagna dell'Agro Nocerino-Sarnese potrebbe tornare ad uccidere tra abusivismo, incuria e poca prevenzione.

"Manca il senso civico, c'è un'assoluta mancanza di rispetto per l'ambiente. Non è la montagna che uccide, è quello che noi facciamo alla natura la causa", ammette il 28enne che dietro a uno sguardo sicuro e fiero cerca di nascondere un dolore che non lo lascia. "Lo Stato ci ha aiutato e posso solo ringraziare. Abbiamo ricevuto aiuto da tutti quelli che conoscevamo, e come testimoni di Geova la comunità ci è stata accanto. Io spero - conclude Daniele Bevini - che anche adesso nessuno, da Nord a Sud, venga lasciato solo".

"Carceri, sovraffollamento e difficoltà nell'accesso alla sanità"

NAPOLI. Sovraffollamento, scarsa presenza di figure sociali e difficoltà nell'accesso alla sanità. Sono queste le principali criticità del sistema carcerario in Campania secondo Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Regione Campania. In carica da poco più di un anno, Ciambriello ha già prodotto tre report sulla situazione delle carceri campane e visitato tutte le strutture presenti nella regione. "Nelle carceri della Campania - spiega all'Adnkronos - in questo momento sono ristretti circa 7400 detenuti, 3600 dei quali solo tra le carceri napoletane di Poggioreale e Secondigliano e l'istituto minorile di Nisida. Poggioreale ospita in media 800 detenuti in più rispetto alla capienza stimata". Anche i numeri relativi ai suicidi e ai tentativi di suicidio sono impressionanti: "Nel 2018 sono stati 8 i suicidi in carcere, 5 a Poggioreale, uno a Carinola, uno a Secondigliano e uno a Salerno, e oltre 70 tentativi di suicidio. Nel 2017 sono stati registrati 5 suicidi e 70 tentativi". Una situazione difficile sulla quale, secondo Ciambriello, non inciderà un'eventuale modifica della prescrizione da parte del Governo: "Sull'emergenza sovraffollamento avrà un riflesso minimo, mentre stanno avendo ripercussioni i nuovi decreti che non lavorano sulle misure alternative al carcere. I vecchi decreti insistevano molto sulla popolazione carceraria che doveva scontare l'ultimo o gli ultimi due o tre anni di carcere. Con il nuovo Governo si sono chiuse queste possibilità, non si lavora sulle misure alternative al carcere".

Lacrime e applausi per l'ultimo saluto al carabiniere-eroe

CASERTA. Lacrime e applausi nella chiesa dello Spirito Santo di Piana di Monte Verna a Caserta per i funerali di Stato del vice-brigadiere dell'Arma Emanuele Reali, morto martedì sera, travolto e ucciso da un treno mentre inseguiva un ladro a Caserta. Presenti autorità civili e militari, tra cui il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e il comandante generale dell'Arma Giovanni Nistri. In prima fila i familiari del militare, papà Vittorio e mamma Tina, la sorella Debora e la moglie Matilde, da cui ha avuto due bambine. Tanti i carabinieri in divisa e borghese presenti. "Grazie Emanuele, uomo coraggioso, eroe dell'amore", ha detto durante l'omelia Monsignor Santo Marcianò, ordinario militare in Italia. Il comandante generale dei Carabinieri Giovanni Nistri, ha assicurato, rivolgendosi alla moglie del carabiniere, che "l'Arma non vi lascerà mai soli, siamo qui e lo saremo sempre per te e le tue figlie Paola e Giorgia". Nisti ha poi parlato di "Lele" descrivendolo come "un uomo riservato, serio, umile e generoso, che aveva già ottenuto tre encomi per l'attività investigativa svolta; era carabiniere ma anche uomo vero". 

Sequestrate 4 aziende di stoccaggio rifiuti

NAPOLI. Operazione di controllo straordinario del territorio dei comuni di Acerra, Afragola, Aversa, Brusciano, Castel Volturno, Giugliano in Campania, Lusciano, Maddaloni, Marano, Marcianise, Mariglianella, Mondragone, Napoli, Nola, Orta di Atella, Parete, Pozzuoli, Quarto, San Vitaliano, Striano, Succivo, Teverola e Villaricca. In campo 67 equipaggi, per un totale di 182 unità appartenenti al Raggruppamento "Campania" dell'Esercito Italiano, alla Polizia Metropolitana di Napoli, alle Polizie locali dei Comuni interessati, all'ASL e all'Ispettorato del lavoro. Sono state controllate 14 attività commerciali e imprenditoriali, operanti prevalentemente nel settore dello stoccaggio e smaltimento rifiuti; 4 sono state sequestrate. Controllate 80 persone (7 denunciate all'autorità giudiziaria e 16 sanzionate) e 46 veicoli, di cui 5 sequestrati perché trasportavano illegalmente rifiuti anche pericolosi e i conducenti sanzionati. Nel complesso sono state contestate sanzioni amministrative per oltre 15.000 euro. In particolare, a Quarto è stata parzialmente sequestrata un' azienda di stoccaggio e smaltimento rifiuti di notevole dimensione (circa 12.000 mq) in quanto stoccava una grande quantità di rifiuti su un'area non autorizzata e senza adeguate misure di sicurezza. Nello stesso Comune è stata sequestrata anche un officina di carpenteria pesante senza autorizzazioni per le emissioni in atmosfera. Un'altra azienda di stoccaggio e smaltimento rifiuti, di circa 2000 mq, è stata sequestrata a Pozzuoli poiché, priva di autorizzazione allo scarico in fogna, stoccava illegalmente rifiuti liquidi. Un' azienda di detersivi di Brusciano, estesa su un'area di circa 2.400 mq, è stata sequestrata per scarico di sostanze nocive in fogna e mancanza di autorizzazione per emissioni in atmosfera. Sono state sequestrate, a Striano, un'area privata di circa 4.500 mq dove erano depositati illegalmente cumuli di rifiuti di varia natura e, a Giugliano, un'officina abusiva di 300 mq che smaltiva illegalmente il materiale delle lavorazioni. I responsabili di tali attività sono stati tutti denunciati all'autorità giudiziaria. L'attività di controllo, ancora in corso, è il frutto della modalità operativa di contrasto, promossa dall'Incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio, basata su azioni coordinate, alle quali concorrono l'Esercito, le Forze dell'Ordine e le Polizie Locali, anche per il controllo delle aree della Terra dei Fuochi dove hanno sede siti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti. 

Salerno, ferito da colpo di fucile durante la caccia al cinghiale

SALERNO. Un uomo di 68 anni, mentre era con due amici impegnati nella caccia al cinghiale ad Altavilla Silentina, nel Salernitano, è rimasto ferito alla gamba sinistra a causa dell'esplosione accidentale di un colpo di fucile da parte di uno dei suoi amici. Il fatto è avvenuto ieri pomeriggio. Stando alla ricostruzione dell'accaduto da parte dei Carabinieri intervenuti, il colpo è partito accidentalmente mentre i 3 uomini stavano affrontando una ripida discesa e a un tratto è apparso un grosso cinghiale vicino a loro che li ha colti di sorpresa e spaventati. L'uomo, che ha riportato la rottura della tibia, è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato all'ospedale di Eboli, dove è stato sottoposto a intervento chirurgico. Il fucile utilizzato nell'incidente è stato sottoposto a sequestro e il responsabile è stato denunciato all'autorità giudiziaria per lesioni gravi colpose. 

Accelerazione imprese, ok patto Mit Boston e Università Parthenope

NAPOLI. "Il programma di accelerazione MIT Reap è un progetto di internazionalizzazione di importanza strategica notevole. La Campania, con la Parthenope e l'Unione Industriali e una serie di imprese, è la prima regione italiana che è riuscita a vincere il bando del MIT, la prima università al mondo". Così Alberto Carotenuto, rettore dell'Università Parthenope, a margine della presentazione ufficiale del programma di accelerazione imprenditoriale "Reap- Regional Entrepreneurship Acceleration Program (MIT Reap)" organizzato dal Massachusetts Institute of Technology e coordinato in Campania dal Dipartimento di Studi Aziendali e Quantitativi (Disaq) dell'Università degli Studi di Napoli Parthenope che sta lavorando al progetto dalla primavera del 2017. Con la partecipazione di Fabio De Felice, consiglio generale Unione Industriali Napoli, Valeria Fascione, assessore regionale all'Internazionalizzazione, Start up e Innovazione, Pietro Spirito, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Marco Ferretti, professore ordinario dell'Università Parthenope e presidente MAR.TE.

"Il MIT - spiega Carotenuto - ha da tempo avviato un programma che prevede un bando per l'accesso vinto quest'anno dalla Parthenope, è rivolto al tessuto industriale regionale. Il progetto dovrebbe portare nel giro di due anni ad un progetto di sviluppo competitivo in termini di innovazione su tutto il territorio campano. Una primogenitura importante, perché grazie a questo programma si è verificato lo sviluppo imprenditoriale di una regione vicina a Cambridge, nota in tutto il mondo, nel settore farmacologico, che ha oggi un'importanza notevole. Quindi si parte da qualcosa che è già stato testato e provato parecchie volte". "L'unico modo per riuscire ad avere successo in questi processi dinamici di questi territori particolarmente spigolosi - commenta Fabio De Felice, consiglio generale Unione industriale - è solamente mettere insieme diversi tasselli di processi, creare gli ecosistemi e fare in modo che ci siano le connessioni tra i vari gangli nervosi. Così si raggiungono il successo e l'innovazione tanto anelati in ogni singola azienda e territorio ma che spesso rimangono un fatto estemporaneo". 

 "L'obiettivo di questo progetto - spiega Marco Ferretti, professore ordinario di strategia tecnologica, Dipartimento di studi aziendali e quantitativi, dell'Università Parthenope e presidente MAR.TE - è potenziare il sistema competitivo del territorio e quindi influire sulla perdita di talenti che abbiamo, perché il sud Italia ha perso dal 2001 a 2015 quasi 1,5 milioni di ragazzi, di cui il 60% laureati. Noi paghiamo le tasse, li formiamo, ma poi li mandiamo a lavorare fuori regione e all'estero. L'obiettivo è che restino. Il nostro Ateneo, con il Dipartimento di eccellenza Disaq, si è aggiudicato per la prima volta in Italia, un progetto di collaborazione con la prima Università al mondo, la MIT di Boston e l'obiettivo di questo progetto è lavorare alla creazione di un unico sistema competitivo delle nostre imprese che si basi sull'integrazione università-ricerca-imprese innovative ad alta tecnologia istituzioni che devono aiutarci ad attivare questo percorso competitivo con il supporto anche dell'associazione degli industriali, allo scopo di fare in modo che il territorio diventi più competitivo, andando ad ispirarsi al modello del MIT, in modo tale che le nostre imprese nel medio lungo termine possono competere non tanto su attività esclusivamente manifatturiere, basate sulla conoscenza e quindi alla fine a tenere nel medio lungo termine una maggiore capacità di trattenere sul nostro territorio i ragazzi che formiamo o addirittura attrarre talenti provenienti da tre o da altre parti del paese o del mondo". "I collegamenti internazionali e una visione più imprenditoriale dei fenomeni - aggiunge Pietro Spirito, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale - sono indispensabili per il nostro tempo. Il MIT è un prestigioso istituto. La Parthenope rappresenta la nostra cultura tradizionale del mare. Queste collaborazioni possono aiutare i nostri giovani a crescere meglio e le nostre imprese ad avere una visione di quali sono le dinamiche internazionali". 

La Campania è la prima regione in Italia (e la Parthenope l'unica Università) a partecipare all'iniziativa che prevede la creazione di un team regionale composto da un gruppo di 8 attori di alto profilo provenienti dal mondo accademico, imprenditoriale, istituzionale e finanziario che saranno formati e monitorati nell'ambito di un training della durata di due anni. Al termine del primo workshop internazionale, che si è tenuto a Boston a fine ottobre. Tra i partecipanti Francesco Calza, direttore Scuola di Economia e Giurisprudenza, Marcello Di Caterina, direttore Alis, Giovanni Ranieri, ad della Next Geosolutions - Gruppo Marnavi, Elias G. Carayannis della George Washington University, Adele Parmentola, professore associato in Management, e Eva Panetti, ricercatore post-doc, entrambe dell'Università Parthenope. 

Collegamento Cavour-Av Afragola coinvolgerà diversi comuni dell'Area Nord

NAPOLI. Non solo la città di Napoli, Casoria, Casavatore e Afragola, ma anche i comuni Sant'Antimo e Frattamaggiore dell'area nord della provincia napoletana e Aversa, in provincia di Caserta, saranno coinvolti dal collegamento ferroviario tra piazza Cavour, nel centro di Napoli, e la stazione dell'Alta velocità di Afragola. E' quanto emerso dal question time di questa mattina in Consiglio regionale della Campania, dove si è discussa un'interrogazione presentata dal capogruppo di Forza Italia Armando Cesaro sul coinvolgimento dell'agro aversano nella nuova infrastruttura che si avvicina alla fase decisiva con la scadenza del bando per la presentazione delle offerte fissata al prossimo 26 novembre. L'opera collegherà direttamente la stazione Av di Afragola, progettata da Zaha Hadid, con piazza Cavour, nel cuore della città di Napoli, diventando una sorta di terza metropolitana cittadina servendo zone attualmente escluse dalla rete come i quartieri San Pietro a Patierno, Capodichino e l'area compresa tra piazza Ottocalli e piazza Carlo III, ma non solo: il progetto prevede stazioni intermedie anche nei comuni ad alta densità abitativa di Casoria, Casavatore e la stessa Afragola. L'assessore alle Attività produttive della Regione Campania Antonio Marchiello ha spiegato inoltre che per Aversa, Sant'Antimo e Frattamaggiore "è previsto un collegamento all'alta velocità utilizzando la linea Rfi Aversa-Napoli e con un interscambio con il nuovo collegamento. Il collegamento sarà sufficiente a garantire l'adeguata accessibilità alla stazione di Afragola, attualmente raggiungibile solo con mezzi propri, utilizzando il parcheggio di interscambio, o utilizzando alcuni servizi bus di linea". Cesaro ha espresso la sua soddisfazione al riguardo: "L'area nord di Napoli, in particolare quella sulla direttrice Aversa-Sant'Antimo-Frattamaggiore-Arzano, avrà adeguati collegamenti ferroviari con la Tav. Era ora. Parliamo di un territorio tanto vasto quanto fin troppo congestionato da un insostenibile traffico su gomma che non può essere emarginato e tagliato fuori dalla programmazione dei collegamenti su ferro. La battaglia ovviamente continua - ha assicurato Cesaro - vigileremo perché quanto oggi sollecitato possa tradursi il più velocemente possibile in azioni concrete". 

Piazze di spaccio, sette misure cautelari per droga e armi tra Napoli e Salerno

NAPOLI-SALERNO. A Casola di Napoli, Lettere, Torre Annunziata e San Rufo (Sa) i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale procura nei confronti di 7 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nonché detenzione e porto abusivi di armi. I militari hanno indagato sui canali di approvvigionamento per piazze di spaccio nelle province di Napoli e Salerno cui giungevano rifornimenti di marijuana e cocaina. I reati sono stati commessi tra l’ottobre 2017 e il marzo 2018. Due arrestati sono stati tradotti in carcere, 3 ai domiciliari, a 2 è stato notificato il divieto di dimora nella provincia di Napoli.

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