Lunedì 21 Maggio 2018 - 14:58

Cibus, la mozzarella di bufala campana Dop “invade” Parma

La Mozzarella di Bufala Campana Dop è pronta a “invadere” Parma in occasione di Cibus, il salone internazionale dell’alimentazione in programma dal 7 al 10 maggio. Cresce l’attesa per il ricco palinsesto di attività messo in campo dal Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, tra showcooking in fiera con grandi chef e un programma “Fuori Salone” che coinvolgerà luoghi storici della città emiliana.  Tre interpreti d’autore per l’evento: il pizzaiolo Franco Pepe e gli chef Rosanna Marziale e Giuseppe Daddio.

MATRIMONIO DOP TRA MOZZARELLA DI BUFALA E GRANA PADANO

Cibus, la Mozzarella di bufala campana Dop “invade” ParmaI Consorzi di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop e del Grana Padano Dop saranno protagonisti delle nozze più gustose della rassegna. I due prodotti di eccellenza hanno un’area comune in questa edizione di Cibus nel Padiglione 2 - Stand L071-K072 e lanciano il claim “C’è più gusto a stare insieme”, con una serie di iniziative alla scoperta delle due grandi realtà del food, dando vita a uno straordinario “tributo” allo stile di vita italiano.

 

L’inaugurazione dello stand è in programma lunedì 7 maggio alle ore 14 e sarà affidata al maestro pizzaiolo Franco Pepe di Caiazzo (Caserta), icona della pizza nel mondo, che presenterà in anteprima “Colpo Doppio”, la sua ultima creazione: una reinterpretazione della Parmigiana di melanzane con Grana Padano Dop e Mozzarella di bufala campana affumicata Dop.

 

Poco prima, lunedì alle ore 12, il Consorzio di Tutela sarà nello stand della Regione Campania (Padiglione 8 - Stand H001-H13), dove Giuseppe Daddio, chef della Scuola di Cucina Dolce&Salato, presenta “La Mozzarella di bufala campana Dop nella Dieta Mediterranea”.

 

Martedì 8 maggio spazio alle grandi potenzialità della ricotta, protagonista dell’iniziativa “Ricotta di bufala campana Dop, un’alleata del benessere”. Alle 12.30, nella sala Workshop del Padiglione 4, il Consorzio di Tutela Ricotta di Bufala Campana Dop, presieduto da Benito La Vecchia, presenterà i risultati della ricerca condotta con l’Università “Federico II” di Napoli, attraverso il Caisial, sugli aspetti nutrizionali di un prodotto sempre più amato. Seguirà lo showcooking di Rosanna Marziale “Le Mille…e una forma” con ricette a base di ricotta di bufala campana Dop e Grana Padano Dop al Padiglione 2 – Stand L71-K72.

 

Mercoledì 9 maggio alle ore 13 in scena negli spazi dello stand ci sarà lo chef Daddio, che proporrà “L’orgoglio della tradizione”, ovvero la sua versione dei piatti che hanno reso la mozzarella di bufala campana e il grana padano due simboli dell’Italia nel mondo. Daddio sarà inoltre presente tutti i giorni nello stand con appuntamenti tematici: “La bufala a colazione”; “La mozzarella Dop in compagnia” con aperitivi in punta di dita e “L’ora del thè” a fine giornata.

FUORI SALONE

L’altra novità è l’approdo del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop nel centro storico di Parma con tre giorni di “Fuori Salone” tra aperitivi, degustazioni e lezioni dal vivo sulla mozzarella Dop.

 

Tutti i giorni, dal 7 al 9 maggio, sia all’enoteca Tabarro sia all’antica cappelleria Vender dalle ore 18.30 inizierà “Mozzarella di Bufala Campana & Friends – aperitivo in bianco” con originali abbinamenti tra bufala campana, cucina emiliana e bollicine, in collaborazione con il Consorzio Tutela Prosecco Doc.

 

Martedì 8 maggio alle ore 19.30 appuntamento speciale con “Metti una sera…una chef in vetrina”: tra i cappelli di Vender, Rosanna Marziale, ambasciatrice nel mondo della mozzarella di bufala campana Dop, interpreterà l’eleganza del prodotto cucinando proprio all’interno delle grandi vetrate del negozio, che affaccia sulla splendida Piazza della Steccata.

 

Sempre martedì 8 maggio, poco più tardi, dalle 21, è in programma “Filiamocela”, il laboratorio di filatura dal vivo della mozzarella Dop: negli spazi del Tabarro un casaro del Consorzio mostrerà al pubblico come nasce l’oro bianco.

Sarno, 20 anni fa il dramma dell'alluvione

SALERNO. Una colata di fango che causò la morte di 160 persone, 137 nella sola Sarno, e che rappresentò un momento di svolta nella gestione del rischio idrogeologico. Si avvicina il ventesimo anniversario della frana che, tra il 5 e il 6 maggio 1998, colpì i comuni di Sarno, Siano e Bracagliano in provincia di Salerno e Quindici, in provincia di Avellino. Territori "vulnerabili che erano esposti a possibili frane di tipo colata di fango per la particolare caratteristica del territorio", spiega all'Adnkronos Francesco Peduto, presidente del Consiglio nazionale dei geologi. "Nella zona - aggiunge Peduto - ci sono versanti montuosi fatti di rocce dure, da calcari, sulle quali si sono deposte nel tempo le ceneri e le piroclasti degli edifici vulcanici dell'area napoletana, sia del Vesuvio che dei Campi Flegrei. Nel 1998 si è verificata una particolare concomitanza negativa: ha piovuto tanto in un momento in cui le falde, dopo l'inverno, erano già in crisi. La pioggia ha reso meno coerenti i terreni di quei versanti ed è successo quello che non doveva succedere". In occasione del ventennale della tragedia, il Consiglio nazionale dei Geologi, insieme all'Ordine dei Geologi della Campania e all'Associazione italiana di geologia applicata, ha organizzato un convegno dal titolo "20 anni dopo Sarno: cosa è cambiato" che si terrà il prossimo 5 maggio al Grand Hotel di Salerno. 

Sversamento illegale di liquami, area sequestrata

SALERNO. I carabinieri forestali di Foce Sele hanno scoperto alla località Chiorbo, nel comune di Capaccio-Paestum, lo sversamento di una significativa quantità di reflui zootecnici. Gli accertamenti condotti sui luoghi hanno consentito di verificare che i liquami provenivano da un allevamento bufalino del posto. I militari hanno proceduto al sequestro di un’area aziendale di circa 1.500 metri quadrati utilizzata come deposito incontrollato dei liquami. In località Barizzo-Foce Sele a Capaccio-Paestum dove è stata sequestrata un’area di circa 1.000 metri quadrati all’interno di un allevamento bufalino ed il limitrofo canale di scolo giacché sull’area erano stati illecitamente smaltiti effluenti zootecnici. 

Regione, commissariato il Difensore civico

NAPOLI. La Campania non può avvalersi del Difensore Civico Francesco D'Ippolito perché il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza con la quale - a fronte di una vecchia vicenda giudiziaria iniziata nel 2012 - commissaria la stessa Regione ritenendo che non abbia ottemperato già alla prima delle numerose sentenze emesse in questi anni e, di fatto, non reputando valida la nuova nomina di D'Ippolito che era stato rieletto a febbraio scorso con la maggioranza assoluta dei voti. La sentenza stabilisce che il Prefetto di Napoli svolga funzioni di commissario ad acta. 

Escursionista ferita a Maiori salvata dall'elicottero della polizia

MAIORI. Ieri il “Poli 102" del VI Reparto Volo, attivato dal soccorso alpino Campania, è arrivato presso il santuario della Madonna dell'Avvocata di Maiori per recuperare una escursionista traumatizzata. Il santuario è raggiungibile solo attraverso un impegnativo sentiero di 16 chilometri e non accessibile alle auto. Una volta recuperata, la donna è stata trasportata all'ospedale San Leonardo di Salerno. 

"Passami a prendere in carcere", un libro sulla condizione dei detenuti

Domani, 24 aprile, alle ore 11 presso la sala del Consiglio Regionale, 1° piano “sala schermo” Centro Direzionale, ci sarà la presentazione del libro “Passami a prendere In carcere oggi ” di Angiolo Marroni e Stefano Liburdi, a questa giornata di riflessione, oltre agli autori, parteciperanno il Garante dei detenuti Campano Samuele Ciambriello,  il Vice Presidente del consiglio della Regione Campania Ermanno Russo, il Presidente dell’Associazione Antigone Luigi Romano, Presidente dell’Associazione Virtus Italia Enrico Sanchi, rappresentante Associazione La Mansarda Dea Demian Pisano e il detenuto ergastolano Cosimo Rega.

Angiolo Marroni, avvocato Napoletano, è stato per 10 anni Garante dei detenuti della Regione Lazio.  

L’autore ha dichiarato: “Il mio libro racconta storie vere di persone detenute, intrecciate a considerazioni di carattere più generale. Poi  L’esperienza detentiva, pur nella sua drammaticità, può rappresentare un’ occasione di emancipazione civile, sociale e culturale per coloro i quali, pur avendo commesso reati per cui hanno subito una giusta condanna, in un carcere che applica fino in fondo il dettato costituzionale, hanno la possibilità di reinserirsi nel consesso civile e sociale”.

Per Samuele Ciambriello, che ha dato il patrocinio a questa iniziativa, “emerge sempre più che il reinserimento sociale dei detenuti possa avvenire attraverso il lavoro, varie attività di volontariato, lavori socialmente utili, che rappresentano l’unica risposta possibile per evitare la recidiva”.

Fermato un tentato furto in un’azienda di trasporti a ridosso dell’Asse Mediano

GRICIGNANO D'AVERSA. Nella tarda serata di ieri una pattuglia dell’Esercito Italiano impegnata nell’operazione “Strade Sicure”, durante un servizio di presidio del territorio nei pressi di Gricignano d’Aversa, nel Casertano, scorgeva un gruppo di circa 8 persone intente a caricare imballaggi provenienti da un capannone, situato a ridosso della carreggiata, all’interno di una autovettura ferma sul ciglio della strada.

I militari, pertanto, si sono avvicinati per effettuare delle verifiche e alla vista della pattuglia alcuni individui sono fuggiti a bordo dell’automobile su cui stavano caricando gli imballaggi, mentre altri si sono dileguati a piedi attraverso i campi circostanti, lasciando in terra alcune delle confezioni che stavano spostando.

I militari contattavano immediatamente la Polizia di Stato, che giunta sul posto, effettuava i rilievi di rito, costatando l’abbandono di altre scatole, che risultavano contenere bottiglie di olio d’oliva e la violazione di 4 camion adibiti a trasporto all’interno di un capannone di una nota azienda di trasporti, oltre che ad alcuni attrezzi da effrazione.

Sul posto veniva identificato solo il custode del capannone, il quale dichiarava agli agenti di non essersi reso conto di nulla.

Documenti falsi e cittadinanza, quattro misure cautelari: c'è anche un funzionario comunale

MADDALONI. Con l'aiuto di un funzionario del Comune di Maddaloni, nel Casertano, attribuivano la cittadinanza italiana jure sanguinis a cittadini brasiliani privi di qualsiasi titolo per ottenere tale riconoscimento, permettendo loro di ottenere il permesso di soggiorno in Inghilterra quali cittadini dello spazio economico europeo. Il sistema è stato scoperto grazie alle indagini della Squadra Mobile di Caserta coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e culminate oggi nell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 persone considerate responsabili, in concorso tra loro, di favoreggiamento, continuato e pluriaggravato, dell'immigrazione clandestina e di plurimi fatti di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, uno degli indagati, brasiliano, con la collaborazione di altre persone che operavano in Brasile e in Gran Bretagna, gestiva un flusso di cittadini brasiliani provenienti dal Regno Unito al fine di far ottenere a costoro la cittadinanza italiana e, conseguentemente, la carta d'identità rilasciata dal Comune di Maddaloni. Fondamentale, secondo gli inquirenti, la collaborazione di un funzionario del Comune casertano che, utilizzando documenti falsi apparentemente riferibili a Uffici consolari brasiliani, procedeva a rilasciare loro un documento d'identità con il quale gli stranieri potevano richiedere, per sé e per i propri familiari, il permesso di soggiorno in Inghilterra. Altri due italiani, in collaborazione con il cittadino brasiliano indagato, procuravano hotel o b&b dove i cittadini brasiliani potevano soggiornare durante il tempo necessario per conseguire il rilascio delle carte d'identità. Uno dei due individuava inoltre i nuclei familiari presenti sul territorio di Maddaloni nei cui stati di famiglia inserire i brasiliani, a fronte di corrispettivo di denaro.Dalle indagini è infine emerso che i cittadini brasiliani versavano quale corrispettivo somme superiori ai 1000 euro.

L’ex libretto sanitario non si può più conseguire online, Lanzetta: una vittoria collettiva

NAPOLI. Per manipolare gli alimenti non si può più acquisire l’abilitazione sostenendo l’esame a mezzo internet. Lo ha stabilito nelle scorse ore la Regione Campania con un decreto dirigenziale di grande lungimiranza a firma di Antonio Postiglione che sancisce la fine dell’esame online per i corsi di formazione di Alimentarista, quello che per intenderci ha sostituito il vecchio libretto sanitario.
“Apprendiamo la notizia con gioia: è una vittoria per l’intero comparto che va nella direzione intrapresa dalla Regione Campania della totale trasparenza e legalità nel settore”. Lo afferma Luca Lanzetta, presidente del Movimento Libero e Autonomo degli enti formativi (sindacato di categoria in seno a Confimprenditori). “Quella degli alimentaristi – aggiunge Lanzetta – è una battaglia che abbiamo portato avanti in questi anni con veemenza e vigore. L’atto ribadisce un concetto chiaro: non si può demandare tutto all’online. I corsi per Alimentaristi già per la loro particolare natura richiedono un’attenzione maggiore, con il decreto delle scorse ore definiamo anche con chiarezza che non era possibile accertare la reale presenza dell’allievo dall’altra parte del monitor in sede d’esame”. “Sono questi provvedimenti – conclude Lanzetta – solo in apparenza secondari che ci confermano la bontà del nostro lavoro di denuncia da un lato, la volontà istituzionale di trasformare la formazione in una casa di vetro dall’altra”.

 

Carcere di Ariano Irpino intitolato ad agente ucciso dalla camorra

ARIANO IRPINO. La casa circondariale di Ariano Irpino sarà intitolato alla memoria del sovrintendente capo Pasquale Campanello, ucciso dalla camorra. La cerimonia si terrà domani alle 11.30 alla presenza del capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Santi Consolo. Parteciperanno Francesco De Martino, dirigente del provveditorato della Campania, il direttore dell'Istituto Gianfranco Marcello, il comandante di reparto Stefania Cucciniello, la vedova Campanello, Antonietta Oliva. Pasquale Campanello, 33 anni, sovrintendete capo della Polizia penitenziaria, prestava servizio alla Casa circondariale di Napoli Poggioreale, dove ricopriva l'incarico di responsabile del reparto ''Venezia'' che ospitava detenuti appartenenti alla criminalità organizzata sottoposti al regime speciale. L'8 febbraio 1993, terminato il turno di servizio, mentre rientrava a casa fu ucciso in un agguato davanti al portone: tre uomini scesero da un'auto, armati di due pistole calibro 9 e di una calibro 38, lo colpirono alle spalle con quindicina di colpi, uno dei quali mortale. Fu subito chiaro che Campanello aveva pagato con la vita il fatto di non essersi piegato alle minacce della camorra che chiedeva di abbassare la guardia per la concessione di favori alla criminalità organizzata. E' stato riconosciuto dal ministero dell'Interno ''Vittima del Dovere''.

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