Martedì 16 Ottobre 2018 - 3:13

Caserta, appalti ospedale: tassate le tangenti di due ex dirigenti

CASERTA. Tassate dalla Guardia di Finanza le tangenti percepite dagli ex dirigenti dell'Ospedale di Caserta arrestati nel 2017. Dopo la chiusura delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio dello scorso ottobre 2017, il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta ha richiesto gli atti dell'indagine sulla corruzione nell'aggiudicazione e nel controllo degli appalti dell'Ospedale di Caserta in cui venivano ricostruite molteplici condotte illecite commesse dalla dirigenza della struttura ospedaliera fino al 2014. In particolare è stata presa in esame, sotto il profilo tributario, la posizione di C.I., all'epoca dei fatti direttore sanitario prima, e direttore medico di presidio dopo, nonché responsabile della regolare esecuzione dei contratti dell'Azienda sanitaria Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, e di P.P., già responsabile del settore funzionale servizi appaltati, all'epoca dei fatti in pensione ma assiduamente presente negli uffici amministrativi dell'Ospedale quale "collaboratore personale" del dirigente.  Ai due la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha contestato, tra l'altro, di aver ricevuto oltre 150mila euro sotto forma di tangenti e buoni carburante in cambio del loro interessamento teso a garantire la celere liquidazione delle fatture emesse dalla società appaltatrice del servizio di "lavaggio, noleggio disinfezione e sterilizzazione di biancheria per campo operatorio" nonché per omettere reiteratamente di contestare per iscritto le violazioni e gli inadempimenti contrattuali, evitando in tal modo alla ditta fornitrice l'applicazione delle penali o la risoluzione del contratto.  I finanzieri del gruppo di Aversa e della compagnia di Caserta hanno quindi avviato specifici controlli fiscali a carico dei due responsabili recuperando a tassazione la cifra di 75mila euro ciascuno per la quale ora l'Agenzia delle Entrate valuterà l'emissione di apposito atto di accertamento finalizzato alla riscossione delle imposte evase. 

Certificazione anticorruzione per gli enti locali, Campania capofila

“Una digitalizzazione efficace e diffusa dei procedimenti amministrativi vale molto più di nuove norme anticorruzione, destinate solo ad ingolfare il nostro già confuso e prolisso quadro normativo, che è spesso la vera causa della corruzione”. Così Francesco Pinto, segretario generale di ASMEL, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, con 2440 associati in tutt’Italia, annuncia la sperimentazione a livello comunale di un programma di certificazione internazionale del rispetto degli standard anticorruzione.

L’iniziativa di Asmel parte all’indomani dell’approvazione del disegno di legge sul contrasto della corruzione nella Pubblica amministrazione e si fonda sull’applicazione della Certificazione ISO 37001, lo Standard internazionale che attesta il rispetto delle norme anticorruzione nelle aziende private e negli Enti pubblici. Un ‘marchio di garanzia’ finora ottenuto in Italia solo da poco più di dieci società e cooperative interessate a lavorare con il pubblico, da alcune grandi aziende come ENEL ed ENI e da una sola struttura di emanazione pubblica, la Centrale di Committenza ASMEL Consortile che, nata ad inizio 2013 opera per la gestione degli appalti di oltre mille Comuni associati.

“In Italia esistono troppe leggi, spesso difficili da interpretare ed applicare - spiega Pinto - ed è questa giungla normativa ed interpretativa la principale causa dell’affermazione e diffusione dei fenomeni corruttivi. Nuove norme anticorruzione hanno certamente un forte impatto mediatico, ma rischiano solo di rafforzare il bigottismo normativo imperante e la paralisi dell’azione amministrativa invece di rispondere alle esigenze di semplificazione reclamate con forza dal Governo nelle sue linee programmatiche”.

Ecco allora l’iniziativa di ASMEL che punta a diffondere a costo zero un processo di digitalizzazione delle procedure burocratiche negli Enti Locali per assicurare semplificazione, efficacia ed efficienza nell’azione amministrativa, ma soprattutto per garantire, come evidenzia Pinto “tracciabilità e trasparenza che assicurino il controllo della legalità molto meglio di mille norme anticorruzione”.

Il progetto partirà in tre comuni ‘pilota’: Caggiano (Salerno), Carignano (Torino) e Caserta ed entro il mese d’ottobre si raccoglieranno le adesioni degli altri Comuni della rete Asmel.

“L’esperienza pratica maturata con l’iter procedurale necessario per l’ottenimento, nel settembre scorso, di questa certificazione, ci ha convinti dell'opportunità di questa iniziativa - spiega Miche Iuliano, amministratore delegato della Centrale di Committenza di Asmel - perché abbiamo verificato sul campo che la scelta di dotarsi di una completa digitalizzazione delle procedure interne aveva rappresentato la chiave di volta del superamento dei rigidi “stress test” cui siamo stati sottoposti. D’altra parte, essa comportando tracciabilità e trasparenza, valorizza anche la funzione del controllo civico (stampa, opposizioni, associazioni, portatori di interessi ecc.), vero antidoto ai rischi di corruzione”.

ASMEL, ha deciso, perciò, di promuovere la certificazione tra i suoi associati, basandosi sul principio della condivisione e della diffusione delle best practices, che ha sempre caratterizzato la propria azione e che le ha permesso di affermarsi, in poco tempo in oltre il 30% dei Comuni italiani.

“Naturalmente - evidenzia Francesco Pinto - la certificazione non costituisce di per sé una garanzia assoluta contro il rischio del materializzarsi di attività corruttive presso un’amministrazione, tuttavia sono evidenti i vantaggi del processo di certificazione, in primis, la digitalizzazione delle procedure, peraltro in gran parte già diffusa nei ‘nostri’ Comuni, e l’eliminazione di tutte quelle zone d’ombra assicurate dal rispetto solo formale delle norme, che favorisce i corrotti. Ma soprattutto c’è la garanzia delle verifiche a campione effettuate dagli ispettori dell’Ente Certificatore, a sua volta soggetto a “certificazione” ministeriale, per accertamenti sull’effettivo rispetto delle norme anticorruttive. Si tratta di un “bollino blu” che non comporta rendite di posizione ma va conquistato anno per anno”.

 

Roghi di rifiuti, scoperti 8 nuovi siti di sversamento

Operazione di controllo straordinario del territorio dei comuni e delle aree limitrofe di Acerra, Afragola, Giugliano in Campania, Castel Volturno, Mondragone, Maddaloni, Marcianise, Mugnano, Napoli e Nola. In campo 33 equipaggi, per un totale di 85 unità appartenenti al Raggruppamento “Campania” dell’Esercito Italiano e alle Polizie locali dei Comuni interessati. Sono state controllate 26 persone, di cui 2 denunciate all’Autorità Giudiziaria e 7 sanzionate. Sono stati anche controllati 25 veicoli, 4 dei quali sequestrati. Sono stati rinvenuti 8 nuovi siti di sversamento di rifiuti anche pericolosi (carcasse di auto, pneumatici, eternit e scarti industriali). Nel complesso sono state contestate sanzioni amministrative per circa 8000 euro. In particolare, tre veicoli sono stati sequestrati mentre trasportavano abusivamente rifiuti, costituiti prevalentemente da materiale ferroso; i conducenti sono stati sanzionati. Èstato inoltre rinvenuto un autoveicolo carico di legno, ferro e plastica; il proprietario è stato successivamente individuato e sanzionato per abbandono incontrollato di rifiuti. È stato denunciato il titolare di un’officina in quanto, privo delle autorizzazioni ambientali e dei registri di carico e scarico, provocava la fuoriuscita di sostanze pericolose per l’ambiente e la salute dei cittadini. I risultati, seppur ancora parziali in quanto l’attività di controllo è ancora in corso, sono il frutto della modalità operativa di contrasto, promossa dall’Incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio e basata su  azioni  coordinate, alle quali  concorrono l’Esercito, le Forze dell’Ordine e le Polizie Locali, anche per il controllo delle aree della Terra dei Fuochi dove hanno sede siti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti.

Voto di scambio, a giudizio i Cesaro

NAPOLI. Sono ventinove gli imputati che hanno ricevuto nei giorni scorsi il decreto di citazione diretta firmato dal pm Simone de Roxas e che dovranno rispondere di corruzione elettorale. Il 13 dicembre prossimo dovranno comparire tutti dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Napoli Nord, Agostino Nigron. Vanno a giudizio il senatore di Fi Luigi Cesaro, i suoi fratelli Aniello e Raffaele (già in carcere per un'altra inchiesta) e anche il figlio Armando, capogruppo del partito nel Consiglio regionale della Campania, insieme al consigliere regionale azzurro Flora Beneduce e ad altre 24 persone, tra imprenditori e professionisti. L'inchiesta è relativa all'elezione di Armando Cesaro nel 2015 in Consiglio regionale: elezione - caratterizzata da un boom di preferenze - che secondo l'accusa sarebbe stata favorita da promesse e favori elargiti sul territorio. 

Trovato morto il 22enne scomparso a Marcianise

MARCIANISE. È stato trovato in una villa abbandonata in via San Francesco a Marcianise il corpo senza vita di Mariopio Zarrillo, il 22enne scomparso da alcuni giorni. Mariopio era stato visto l'ultima volta, venerdì sera intorno alle 23, mentre parcheggiava la sua auto proprio in via San Francesco. Il ritrovamento del cadavere è avvenuto a 100 metri di distanza. Sul posto i carabinieri. Dai primi accertamenti effettuati, sembra che il giovane si sia ucciso. Ne dà notizia sul suo profilo Facebook il sindaco di Marcianise, Antonello Velardi. «Mario Pio Zarrillo si è suicidato - scrive il primo cittadino - una tragedia per tutti noi. Per tutta Marcianise».

 

La Doria, fumata nera. Di Maio: «Non mi arrendo»

NAPOLI. Fumata nera dal tavolo sulla vertenza de La Doria di Acerra che si è tenuto nella sede del Consiglio regionale della Campania e al quale ha partecipato il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi di Maio. «Non ci siamo ancora - ha spiegato di Maio - è assurdo trovarsi a un tavolo in cui c'è lo Stato, c'è il Governo, ci sono Regione e Comune, mettiamo a disposizione tutti gli strumenti per evitare la chiusura di uno stabilimento in un'area già martoriata come Acerra e ci dicono che non si può fare. In questa vertenza non si perdono posti di lavoro ma un insediamento industriale sul territorio che è vita per Acerra, perché è uno dei pochi che si occupa di agricoltura. Avevo pregato la proprietà di vederci al tavolo e discutere, dall'incontro al Ministero mi avevano fatto capire che venivano al tavolo ma così non è stato». Di Maio promette: «Non mi arrendo, ritornerò all'attacco e farò l'elenco alla proprietà di tutte le occasioni che hanno di collaborazione con lo Stato per lasciare in vita uno stabilimento come questo. Scriverò una lettera alla proprietà con tutte le opportunità che ci sono: se vogliamo parlare di reindustrializzazione dell'impianto si può parlare, ma non si può chiudere e poi dire di vedere tra un anno e mezzo cosa farne. Ne abbiamo le scatole piene di deserti industriali», conclude Di Maio. 

MARRAZZO. «Un lungo dibattito con la proprietà che però ha dimostrato, per l’ennesima volta, una drastica chiusura, senza alcuna possibilità di riconversione del sito produttivo. Noi come Regione Campania non ci arrendiamo e puntiamo sulla proroga della chiusura. Il Ministro si è detto disponibile a convocare la proprietà a Roma così come già accaduto in questi mesi in Campania». Così il Presidente della Terza Commissione Lavoro e Attività Produttive Nicola Marrazzo.

LETTIERI. «Non è più tollerabile una situazione del genere, contro la delocalizzazione di aziende come la Doria che decidono di spostare la loro produzione depauperando i territori, nonostante la disponibilità espressa a tutti i livelli istituzionali, occorre che lo Stato e la Regione facciano in modo che chi ha beneficiato finora di contributi pubblici e poi delocalizza, restituisca i soldi pubblici presi. Noi, inoltre, pretendiamo che aziende del genere si preoccupino soprattutto della bonifica e del risanamento delle aree industriali che hanno deciso di lasciare. Imprese con queste mission aziendali creano disoccupazione o altri disagi, scaricano tutti i problemi sui territori, ed è giusto e necessario che almeno restituiscano i soldi dei cittadini e che risanino le aree inquinate». Così il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri.

 

Di Maio in Consiglio regionale per la vertenza La Doria di Acerra

NAPOLI. Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio è al Centro direzionale di Napoli, nella sede del Consiglio regionale della Campania, per partecipare alla riunione della Commissione consiliare Attività produttive sulla vertenza de La Doria, azienda del settore delle conserve che ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Acerra. Di Maio è stato accolto dal presidente del Consiglio regionale della Campania, Rosa D'Amelio, e dal presidente della Commissione, Nicola Marrazzo. Presenti alla seduta il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, e rappresentanti dei sindacati e dei lavoratori dello stabilimento acerrano. 

La Regione istituisce la "Banca della terra campana"

NAPOLI. È stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Campania il regolamento che disciplina l'istituzione e il funzionamento della "Banca della terra campana", costituita dai terreni a vocazione agricola di proprietà della Regione e degli altri enti pubblici e non utilizzabili per altre finalità istituzionali. «Con questo regolamento puntiamo a valorizzare il patrimonio immobiliare agricolo di proprietà pubblica attraverso il recupero produttivo dei terreni incolti o abbandonati e dei fabbricati rurali, il contrasto al consumo dei suoli e la salvaguardia degli equilibri idrogeologici», spiega Franco Alfieri, capo della segreteria del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. «Miriamo in particolare - aggiunge Alfieri - a favorire lo sviluppo e l'occupazione del settore primario non solo attraverso la crescita dimensionale delle imprese agricole già esistenti, ma anche con l'insediamento di nuove realtà aziendali». I beni inseriti nella Banca della terra campana potranno essere affidati dalla Regione, con procedura di evidenza pubblica, alle seguenti tipologie di beneficiari: imprenditori, in forma singola o associata, che svolgono attività agricola ai sensi dell'articolo 2135 del Codice civile; soggetti economici che operano nell'agricoltura sociale, fattorie e orti sociali; giovani che intendono insediarsi per la prima volta come titolari d'impresa agricola, con età inferiore ai 40 anni alla data di presentazione della domanda di assegnazione. 

LE ASSEGNAZIONI. «Grazie alla Banca della Terra - sottolinea Alfieri - vogliamo sostenere soprattutto le iniziative imprenditoriali dei giovani, in particolare quelle improntate all'innovazione, alla qualità, alla sostenibilità e alla tutela delle tipicità». Nell'assegnazione dei terreni e dei fabbricati rurali sarà data priorità alle istanze presentate dai richiedenti, con qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale in forma singola o associata, con meno di 40 anni alla data di presentazione della domanda di assegnazione. Gli under 40 sprovvisti di tali qualifiche alla data di presentazione dell'istanza dovranno acquisire lo status di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale nei 24 mesi successivi all'assegnazione. «Quello del ricambio generazionale - conclude Alfieri - è, per volontà del presidente De Luca, uno dei pilastri della politica agricola di questa Amministrazione. Nel luglio scorso si è chiuso il bando con il quale abbiamo messo a disposizione oltre 140 milioni, a valere sul Progetto integrato giovani del Psr, proprio per incentivare l'inserimento di under 40 qualificati nelle nostre imprese agricole. L'enorme mole di istanze presentate dai giovani che vogliono costruire il proprio futuro puntando sull'agricoltura ci spinge a proseguire, con ancora maggiore determinazione, nel processo di rinnovamento del settore primario» conclude Alfieri. 

CONFAGRICOLTURA CAMPANIA. «Banca della Terra è un contributo importante allo sviluppo di nuova imprenditoria giovanile in agricoltura ed il cuore di questo provvedimento è dato dalla priorità assegnata ai giovani che intendono insediarsi in agricoltura nel richiedere in affitto il terreno di pubblica proprietà compreso nei costituendi elenchi sulla base di un piano di sviluppo aziendale, e che sono chiamati successivamente a dimostrare l’avvenuto effettivo insediamento in azienda ed il conseguimento dei titoli necessari» dice Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania. «Fa piacere a tal proposito notare – aggiunge Marzano - come tale regolamento giunga tempestivamente, proprio nella fase in cui il Programma di sviluppo rurale si appresta ad accompagnare con maggior vigore il primo insediamento dei giovani in agricoltura ed il loro avvicendamento nella guida dell’azienda familiare.

Anziana violentata da un immigrato a Castel Volturno

CASTEL VOLTURNO. Orrore a Castel Volturno, nel Casertano, dove la scorsa notte una donna di 74 anni sarebbe stata violentata da un immigrato. A denunciare i fatti la stessa vittima che ha allertato le forze dell'ordine. Sul posto sono arrivati gli agenti di polizia, che avrebbero trovato tracce ematiche nell'appartamento. L'anziana è stata ricoverata in clinica a Castel Volturno, dove si trova tuttora. Non sarebbe in pericolo di vita. 

Supernalotto, jackpot sfiorato in Campania: centrati tre 5 da 7mila euro

Jackpot solo sfiorato al SuperEnalotto in Campania, ma sono tre i 5 realizzati nell’ultimo concorso: ben due (per una vincita totale da 14mila euro) finiscono a Nuova Villa Literno (località del Comune di Carinaro in provincia di Caserta, Bar Agip, accesso Strada Statale variante km 1257 B), un altro da 7mila euro è stato centrato a Villaricca (Napoli, ricevitoria Fumo e Caffè in via Torino 34). Il Jackpot nel frattempo ha raggiunto i 34 milioni di euro. L’ultima sestina vincente, fa sapere Agipronews, è stata centrata lo scorso 23 giugno, con un sistema che ha distribuito 51,3 milioni di euro in tutta Italia, mentre in Campania il 6 non si vede dal 30 dicembre del 2014, con 18 milioni finiti a Castellamare di Stabia.

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