Mercoledì 28 Giugno 2017 - 12:49

Mare, lidi aperti al 70 per cento

NAPOLI. Le spiagge della CAMPANIA sono pronte per l'arrivo della bella stagione. Tra le vacanze di Pasqua e i ponti del 25 aprile e del 1° maggio "almeno il 70% degli stabilimenti balneari presenti nella regione saranno aperti", spiega all'Adnkronos Marcello Giocondo, presidente regionale campano del Sindacato italiano balneari - Fipe. Lidi aperti quindi su tutti i 550 km di costa della CAMPANIA, dal litorale domitio ai Campi Flegrei, passando per l'area di Napoli, la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana, le isole Capri, Ischia e Procida, la zona di Salerno e il Cilento. "Le condizioni meteorologiche favorevoli hanno consentito a molti dei titolari degli stabilimenti di aprire anche prima di Pasqua", aggiunge Giocondo. I

Grande successo al Vinitaly di Verona per Eccellenze Campane (all'interno la fotogallery)

VERONA. Grande successo al Vinitaly di Verona per Eccellenze Campane, con le creazioni culinarie partenopee pret a porter del maestro pizzaiolo Guglielmo Vuolo. Il Polo del Gusto di via Brin 69, infatti, ha rappresentato la Campania nella serata conclusiva degli eventi promossi dall’Associazione le “Donne del Vino - Vinitaly 2017” all’interno dell’esclusiva kermesse italiana del vino, durante la quale delegate “in rosa” della Campania hanno offerto degustazioni dei migliori calici delle aziende associate e, novità di questa edizione, anche specialità gastronomiche delle terre di origine dei vini presentati. La cena-evento, in particolare, si è svolta ieri, mercoledì 12 aprile, presso Palazzo della Gran Guardia della città scaligera ed è stata dedicata alle prelibatezze di Campania, Liguria, Sardegna e Toscana. Quattro artigiani del gusto, uno per ciascuna regione, hanno effettuato preparazioni culinarie dal vivo. Per la Campania il maestro Guglielmo Vuolo, Artigiano del Gusto di Eccellenze Campane, in un cooking show esclusivo, ha presentato agli ospiti una reinterpretazione personale di un classico della tradizione napoletana: la pizza fritta, massima espressione dell'arte dei friggitori partenopei cui il maestro appartiene, inserendosi nel solco della tradizione avviata dalla bisnonna ai primi Novecento. Due, in particolare, le creazioni pret a porter elaborate da Vuolo: gli Scugnizzielli Napoletani, e cioè straccetti di pasta conditi con pomodoro Datterino campano, origano dei Monti Lattari, aglio dell'Ufita e olio evo sannita, e l’Arepa napoletana, ovvero l’omaggio del maestro Vuolo a migranti e immigrati di ieri, oggi e domani: mousse di ricotta di bufala al profumo di limone di Procida, cicoli di Maiale Nero Casertano e pepe nero macinato fresco. “Essere presenti con un nostro 'artigiano del gusto' alla più importante vetrina italiana del vino è stato molto significativo”, afferma il patron di Eccellenze Campane Paolo Scudieri. “Guglielmo Vuolo – continua l’imprenditore – sa rinnovare uno dei simboli della nostra terra, la pizza, e in coerenza con la nostra missione di polo enogastronomico impegnato a valorizzare i sapori della Campania, sa farsene ambasciatore nel mondo”. Guglielmo Vuolo, infatti, vanta un’esperienza di 40 anni e un’antica tradizione familiare. La sua pizza, che nel 2015 è stata premiata con “tre spicchi” dal Gambero Rosso, si caratterizza per la qualità dell’impasto e dei suoi ingredienti.

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Patto per la Campania: «Quattro miliardi per l'economia»

NAPOLI. "Devo ringraziare il ministro per la straordinaria attenzione allo sviluppo del Sud. Sottolineo soltanto tre miliardi euro per Napoli per il completamento delle infrastrutture della mobilità e delle metropolitana, oltre agli interventi per Napoli Est, Mostra Oltremare e centro storico. Alcune novità riguardano piazza Garibaldi e l'interscambio modale per la stazione di Vesuvio Est". A dirlo, a conclusione dell'incontro con il ministro per la Coesione e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, è il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. "Confermiamo il collegamento tra la stazione Alta velocità di Afragola e la metropolitana di Napoli. Immettiamo nell'economia campana quattro miliardi euro.

Schizofrenia, un farmaco allunga le terapie

Il loro grande sogno è la libertà. Libertà di organizzare il proprio tempo, di immaginare un futuro, di avviare nuovi progetti. Ma nella realtà quotidiana i pazienti con schizofrenia e malattia psicotica convivono soprattutto con il peso di una terapia da non saltare mai per evitare una ricaduta, un nuovo episodio psicotico che comporta il ricovero e fa crollare con un soffio il castello della vita faticosamente ricostruito.In anni recenti, però, la cura delle psicosi è cambiata grazie all’avvento dei LAI – Long Acting Injectables, farmaci a lunga durata d’azione, che permettono intervalli di somministrazione più lunghi rispetto ai farmaci orali e grazie ai quali il paziente non è più condizionato dall’assunzione giornaliera della terapia.

«Il recupero del paziente con schizofrenia è diventato nel corso degli ultimi anni un elemento sempre più importante per noi psichiatri e prima ancora per i pazienti», spiega Silvana Galderisi, Professore Ordinario di Psichiatria, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e Presidente della European Psychiatric Association (EPA). «Nell’arco dell’ultimo decennio abbiamo fatto un percorso migliorativo di cura, che ha coinvolto medici, pazienti e familiari e che, da un approccio clinico in cui si affrontavano solo gli effetti devastanti delle fasi acute della malattia, ci ha condotto gradualmente alla situazione attuale in cui si cerca di perseguire il reinserimento della persona nel suo ambiente socio-familiare. L’integrazione passa attraverso molteplici fattori connessi tra loro ma tutti essenziali per il restituire un significato pieno alla vita del paziente: la resilienza, la consapevolezza sociale, la lotta contro lo stigma, le capacità funzionali. Naturalmente la stabilità delle condizioni cliniche del paziente è un fattore indispensabile per la continuità e la completezza dei percorsi di reinserimento. Pertanto la disponibilità di trattamenti farmacologici che migliorano l’aderenza alla cura rappresenta un importante tassello della strada per il recupero. I farmaci long-acting sono certamente un presidio importante in tal senso e uno schema di terapia che prevede 4 somministrazioni in un anno può essere gradito a molte persone, semplificare questo aspetto della cura e rispondere a svariate esigenze».

«Nel caso dei disturbi mentali gravi, il ruolo di caregiver è solitamente assunto da un familiare, ma anche dagli operatori psichiatrici, i quali svolgono un ruolo essenziale nel percorso di cura del paziente – spiega Andrea Fiorillo, Professore, Dipartimento di Psichiatria, Università della Campania “Luigi Vanvitelli” – i familiari, in relazione al ruolo di supporto e assistenza continua, riportano molto spesso di sentirsi “sovraccarichi”, di non avere tempo da dedicare ai propri hobby e ai propri interessi, e di sentirsi in colpa per la situazione del congiunto. La possibilità di utilizzare farmaci a rilascio prolungato, con una somministrazione di 4 volte l’anno, potrà avere un impatto positivo anche sui caregiver riducendo il carico familiare e, quindi, il rischio di conflitti e problemi, soprattutto per quanto riguarda l’impegno quotidiano nel dover ricordare l’assunzione della terapia».

Il paliperidone palmitato a somministrazione trimestrale sarà prossimamente disponibile in Italia; è stato approvato dalla Commissione Europea a maggio 2016 per il trattamento della schizofrenia nei pazienti adulti in condizioni clinicamente stabili con paliperidone palmitato a somministrazione mensile.

Incidente sul lavoro ad Aversa, un morto e un ferito grave

AVERSA. Gravissimo incidente sul lavoro ad Aversa, dove un operaio è morto e un altro è rimasto gravemente ferito.  "Una Pasqua drammatica, per la famiglia di Iovinella Domenico, l'operaio edile che è morto cadendo dal ponteggio in un cantiere di ristrutturazione di un edificio ad Aversa. Insieme a lui un altro operaio, a cui si era aggrappato disperatamente Iovinella, è caduto dallo stesso ponteggio ed è in fin di vita. Speriamo fortemente che ce la possa fare ed esprimiamo profondo cordoglio alla famiglia Iovinella". Così Giovanni Sannino Segretario Generale Fillea Cgil Campania.

Eredita case da anziana inabile con l'aiuto di un notaio: indagato medico di Maiori

MAIORI. Militari del nucleo di polizia tributaria e della polizia giudiziaria della Guardia di Finanza in servizio presso la Procura di Salerno hanno sequestrato due immobili di pregio nel comune di Maiori, in Costiera Amalfitana, intestati a un noto medico della zona, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip di Salerno. Il destinatario del provvedimento è accusato di circonvenzione di incapace e di appropriazione indebita per essersi impossessato dei due immobili (estromettendo dall'asse ereditario tutti gli eredi legittimi) approfittando dello stato di infermità psichica di una donna di 90 anni, successivamente deceduta, all'epoca dei fatti incapace di intendere e di volere in quanto affetta da una patologia neurologica. L'inchiesta è partita dopo la denuncia di una nipote.  Il notaio dell'Agro sarnese che ha redatto il testamento pubblico è accusato di falso in atto pubblico per aver rogato l'atto il 16 luglio 2015, attestando falsamente di aver ricevuto le ultime volontà della donna. 

Estorsione a imprenditori, presi il figlio e il fratello del boss Domenico Belforte

MARCIANISE. Associazione per delinquere di stampo camorristico ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, avendo commesso il fatto con l'obiettivo di favorire il clan camorristico Belforte. Sono i reati contestati ai due destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli ed eseguita da personale della Squadra Mobile della Questura di Caserta ,e dai Carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Caserta. Si tratta del 32enne Salvatore Belforte (nella foto) e dello zio di 45 anni Benito Belforte, rispettivamente figlio e fratello del boss Domenico Belforte, capo dell'omonimo clan camorristico attivo a Marcianise e nel capoluogo Caserta. 

Le indagini coordinate dalla Dda hanno rivelato l'attuale operatività del clan, nonostante la scelta di collaborare con la giustizia intrapresa da Salvatore Belforte, nell'imposizione dei ratei estorsivi ai danni di imprenditori di Marcianise. Le vittime delle estorsioni erano costrette a "finanziare" esponenti dei clan Piccolo e Belforte ed erano considerate da loro fonte sicura di approvvigionamento.  Il provvedimento cautelare costituisce lo sviluppo e l'approfondimento di altre investigazioni che lo scorso 19 gennaio hanno consentito di eseguire nei confronti di Salvatore Belforte un decreto di fermo del pm, poi convalidato dal gip, in relazione ad altre due attività estorsive commesse con le stesse modalità nei confronti di altri due imprenditori casertani. 

Niente accordo con i sindacati, Circum chiusa nel pomeriggio di Pasqua

NAPOLI. Niente treni della Circumvesuviana nel pomeriggio di Pasqua, i turisti rientreranno con i bus. Non è stato raggiunto l'accordo tra l'azienda Eav, holding dei trasporti della Regione Campania, e i lavoratori per l'apertura pomeridiana della linea della Circumvesuviana Napoli-Pompei-Sorrento, così come per le altre linee della Circum tutte controllate da Eav. L'accordo, spiega il presidente di Eav Umberto De Gregorio in un post, "lo abbiamo trovato con i lavoratori e sindacati della gomma, 160 euro per il turno pomeridiano". Chi andrà quindi a Pompei e a Sorrento in Circumvesuviana la mattina, potrà rientrare nel pomeriggio con i bus. Nel post De Gregorio ripercorre le fasi della trattativa con i sindacati per raggiungere l'obiettivo dell'apertura della Circumvesuviana anche nel pomeriggio di Pasqua, a fronte di una chiusura normalmente prevista per le ore 14: «Abbiamo sempre parlato di un contributo per chi doveva lavorare il pomeriggio di Pasqua, 230 euro - ricorda De Gregorio - poi i sindacati ci hanno chiesto di estendere il contributo tenendo aperte tutte le linee della Circum. Noi abbiamo detto sì ma con 100 euro anziché 230, per rispettare il budget previsto. Seduti poi al tavolo ci dicono ieri sera che vogliono dare i 100 euro anche a chi lavora la mattina». Impossibile, spiega De Gregorio, perché «la Corte dei Conti ci potrebbe chiedere conto di un regalo arbitrario a chi è tenuto a lavorare normalmente in quell'orario. Peccato, si cambiano sempre le carte in tavola forse per non trovare una soluzione». In futuro, assicura il presidente di Eav, «il nuovo contratto di servizio prevederà il turno anche il pomeriggio di Pasqua. Senza contributi straordinari, già non previsti oggi per la mattina di Pasqua e per Pasquetta».

Centrale del Garigliano, Sogin apre le porte

SESSA AURUNCA. Entro un decennio il primo step, con la fine degli smantellamenti e l’inertizzazione dei rifiuti radioattivi. Poi, con l’attivazione del deposito nazionale, il trasferimento di questi residui e il ritorno alla pubblica disponibilità con la finestra decennale per il monitoraggio. La Sogin prosegue il lavoro di dismissione della centrale nucleare del Garigliano, una delle quattro, assieme a Latina, Trino Vercellese e Caorso, in fase di “decommissing”. E ne apre le porte con l’Open Gate programmato per il 6 e 7 maggio, quando i cittadini potranno, accreditandosi entro il 20 aprile sul sito www.sogin.it, accedere all’impianto e visitarne i luoghi. Un modo per far capire che ciò che nell’immaginario può talvolta apparire come un “mostro”, nella realtà è cosa ben diversa. 

LA STORIA E LA SICUREZZA DELL’IMPIANTO. Tanto che Fabrizio Scolamacchia, responsabile per la disattivazione della struttura casertana, sottolinea che «la radioattività in una zona vulcanica è praticamente il doppio di quella che è in questa centrale». Dopo il fermo tecnico del 1978, dovuto al guasto di un generatore di vapore secondario, e il terremoto del 1980, nel 1982 si arrivò alla decisione di chiudere l’impianto perché i costi di adeguamento antisismico avrebbero eroso irrimediabilmente i ricavi. Di qui l’avvio del procedimento di dismissione, con il decreto Bersani che nel 1999 costituì la Sogin, il decreto Via del 2009 e quello per la disattivazione nel 2012. 

LE PRINCIPALI FASI DELLA BONIFICA. Due le fasi previste per la restituzione alla pubblica utilità della centrale, come spiega Scolamacchia. «Puntiamo, nell’arco di un decennio, e segnatamente nel quadriennio 2024-2028, ad arrivare al brown field, ovvero allo stoccaggio dei rifiuti nei depositi temporanei del sito la cui gestione, attualmente, viene effettuata da remoto. Successivamente, una volta che sarà stato individuato il deposito nazionale, si procederà allo svuotamento dei depositi temporanei per consegnare l’opera alla comunità priva di vincoli radiologici, arrivando al cosiddetto green field». Per allocare i rifiuti, compattati in “pizze” e rinchiusi in fusti impermeabilizzati, è stato realizzato un nuovo deposito temporaneo nel quale sono stati portati i materiali delle trincee 2 e 3, dove erano stati sotterrati. Per la trincea 1, sequestrata nel 2012 e liberata dai sigilli tre anni dopo, si sta procedendo alla bonifica. Ciò che non tornerà indietro nella centrale campana sono le scorie di riprocessamento del combustibile nucleare, che vengono trattato all’estero. 

LO SMANTELLAMENTO DEL REATTORE. Tra le attività avviate nel 2014, anche lo smantellamento del camino e la realizzazione di un nuovo punto di scarico, con la decontaminazione tramite scarnifica delle pareti con guida da remoto. Resta da effettuare soltanto lo smantellamento della struttura. Ma il “pezzo forte” di tutto il lavoro sarà la rimozione del reattore nucleare. Per questo motivo, la Sogin ha già avviato le attività di progettazione per lo smantellamento del vessel. 

IL MONITORAGGIO. Il tutto in assoluta sicurezza, se è vero che dal 1960 è attiva la rete di sorveglianza radiologica ambientale che permette di valutare, con controlli continui e programmati, la qualità dell’aria, del terreno, dei prodotti agroalimentari e ittici. Annualmente la Sogin effettua misurazioni sulle matrici ambientali e alimentari, che poi vengono inviate all’Ispra e poi pubblicati nel bilancio di sostenibilità dell’azienda di Stato. 

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