Giovedì 21 Giugno 2018 - 3:12

Il Distretto turistico Aversa Normanna si apre al territorio

AVERSA - Lunedì mattina, alle ore 10.00, presso la sala consiliare del Comune di Aversa, ci sarà un incontro promosso dal presidente del Distretto normanno, Giovanni Spezzaferri, con l’ausilio dell’Amministrazione comunale della Città di Aversa, rappresentata dal vicesindaco Michele Ronza e dall’assessore alla cultura Alfonso Oliva, con le associazioni culturali, di promozione territoriale dell’area aversana e la Provincia di Caserta, rappresentata dal vicepresidente Rosario Capasso.

L’occasione è data dall’opportunità presentatasi al coordinamento regionale dei distretti turistici della Campania che, nei prossimi giorni, dal 23 al 26 maggio venturi, ospiterà un associazione culturale di medici tedeschi che, suonando con una propria orchestra musicale, costituita da centotrenta elementi, gira l’Europa suonando per diletto.

Il Presidente Spezzaferri, coadiuvato dal sindaco De Cristofaro, ha avuto l’intuizione di candidare l’Area del distretto turistico normanno quale sede ospitante di un concerto. L’iniziativa si terrà il 24 maggio prossimo, alle ore 19.30 presso il Complesso Monumentale di San Francesco ad Aversa.

Il concerto si replicherà con a Napoli nella Chiesa Monumentale di San Francesco di Paola e presso il Teatro di Corte della Reggia di Caserta.

Lunedì nella sala consiliare, il Distretto incontrerà le associazioni territoriali che si occupano di promozione culturale e di sviluppo turistico. Il Presidente Spezzaferri, intende, con l’occasione, aprirsi al mondo dell’associazionismo aversano in modo da sviluppare quella rete di collaborazioni necessarie al buon esito di tali iniziative, promuovendo, in tale occasione, un tavolo di lavoro partecipato estendibile a quanti volessero contribuire alla promozione della nostra Terra e delle sue eccellenze.

Il Sindaco De Cristofaro si è detto immediatamente entusiasta dell’iniziativa cogliendo l’opportunità di promuovere Aversa quale Città dell’Accoglienza, attenta a quegli eventi che la possano promuovere all’esterno delle Sue mura accentuandone la vocazione artistico musicale.

Guido Rossi, vicepresidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord evidenzia che nella prima occasione, verificatasi qualche settimana fa, in occasione della visita del principale Tour Operator cinese, si sono avviati i rapporti che porteranno Vincenzo Marrazzo, coordinatore regionale dei Distretti turistici campani, a sottoscrivere con il Direttore Generale del CiTS, in presenza dell’Ambasciatore italiano a Pechino, un accordo commerciale che porterà nelle nostre aree circa duemila turisti entro luglio prossimo e, si stima, circa 1.500 gruppi di turisti all’anno.

Il concerto del 24 maggio, totalmente gratuito per il Comune di Aversa, sarà l’occasione per una raccolta Fondi a sostegno della Casa di riposo Sagliano e consentirà di presentare le ricchezze culturali, storico ed architettoniche delle sei cittadine aderenti allo stesso.

Insieme al Comune di Aversa, fanno parte del Distretto Turistico anche Carinaro, Cesa, Lusciano, Parete e Sant’Arpino.

In fuga con neonato, ritrovati mamma e figlio

SALERNO. È stata trovata dalla polizia la 33enne di origine polacca che ieri sera ha portato via suo figlio neonato dall'ospedale di Salerno, dove si trovava su disposizione del Tribunale che stava valutando l'affidamento. La donna è stata trovata con il bimbo dagli uomini della Squadra mobile di Salerno a casa del fratello. Le ricerche erano scattate ieri sera quando la donna, con l'aiuto di un altro uomo, ha portato via il bimbo all'interno di un porta enfant dirigendosi verso la vicina stazione Arechi. Il bambino è stato riportato in ospedale ed è in buone condizioni. 

Corpi in mare a Terracina, sono compagna e figlia imprenditore campano

Sono della compagna e della figlia di 2 anni di Pierluigi Iacobucci, 32enne imprenditore scomparso il 2 maggio e ritrovato senza vita il giorno dopo, i corpi trovati abbracciati questa mattina al largo di Terracina.

La conferma arriva dai carabinieri della compagnia di Mondragone, comune del Casertano del quale era originario Iacobucci. Il 2 maggio l'imprenditore era uscito a bordo di una moto d'acqua intorno alle 14 partendo da un cantiere navale a Castel Volturno. Il suo corpo è riaffiorato a Baia Domizia, località turistica divisa tra i comuni di Sessa Aurunca e Cellole, in provincia di Caserta.

In un primo momento si era pensato che i corpi ritrovati questa mattina appartenessero a due migranti, ma in seguito, anche per il giubbotto trovato addosso alle due vittime tipico di chi utilizza le moto d'acqua, si era valutata anche l'ipotesi che potesse trattarsi della donna e della bimba uscite in mare giorni fa con una moto d'acqua alla cui guida si trovava il compagno della donna.

Alluvione, vent'anni fa la tragedia di Sarno

Era il 5 maggio del 1998 quando un’enorme marea di fango spazzò via i comuni campani di Sarno, Siano, Quindici, Bracigliano e San Felice a Cancello, provocando la morte di 160 persone.

"A vent’anni dal disastro ambientale che colpì il comprensorio di Sarno - provocando la morte di 160 persone e lasciando ferite ancor più profonde di quelle inferte al territorio stesso - dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - desidero esprimere la mia vicinanza e confermare la solidarietà del Paese intero ai familiari delle vittime, a tutti coloro che hanno sofferto le terribili conseguenze delle frane e delle alluvioni, a quanti, con tenacia e speranza, hanno lavorato in questi anni e tuttora lavorano alla piena ripresa della vita delle comunità".

"È stata una tragedia immane - ricorda il capo dello Stato - innescata da eventi meteorologici di portata eccezionale, tuttavia favorita e ingigantita da uno sconsiderato sfruttamento del suolo, da incuria e superficialità nell’affrontare i pericoli derivanti dall’assetto idrogeologico".

"Il comune di Sarno pagò il tributo più elevato di vite umane. Ma le frane e le spaventose colate di fango del 5 maggio 1998 portarono lutti anche nei comuni di Quindici e di Siano e non risparmiarono quelli di Bracigliano e San Felice a Cancello. A tutti questi nostri concittadini va un pensiero commosso. Le immagini di quelle ore drammatiche sono ancora impresse nella nostra memoria e restano monito per l’intera nazione", sottolinea il capo dello Stato.

"Piogge di straordinaria portata non possono trasformarsi in un cataclisma da cui la popolazione, inerme, non può difendersi - ammonisce Mattarella - La prevenzione, la cura del territorio, l’equilibrio idrogeologico, l’armonia tra ambiente e aree urbane sono ormai tratti di civiltà irrinunciabile, senza i quali il nostro stesso modello sociale rischia di venire compromesso. La sostenibilità dello sviluppo deve poggiare anche su queste basi".

"Dai giorni del disastro sono state avviate, e poi realizzate, numerose opere per una migliore sistemazione del territorio, per la sua messa in sicurezza, per la mappatura del rischio idrogeologico. I progetti vanno portati a compimento e, soprattutto, la manutenzione e il controllo vanno proseguiti con costanza, in modo da evitare che aumenti la soglia del rischio. L’ambiente è parte della nostra vita ed è fondamento del benessere sociale, economico, civile", conclude Mattarella.

"A SARNO 20 KM DI CANALI MA SONO PIENI DI FANGO"- Legambiente denuncia che la tragedia di Sarno "ha insegnato poco o nulla" all'Italia. E allo stesso territorio sarnese. A livello nazionale, "il rischio sia idrogeologico che sismico" e "i fenomeni franosi, smottamenti ed esondazioni interessano ben l’88% dei comuni italiani". Ma nella cittadina campana, a vent'anni da quel 5 maggio del 1998 e da quell'immane disastro che provocò la morte di 160 persone di cui 137 solo a Sarno, "una rete di circa 20 chilometri di canalizzazioni e un sistema di 11 enormi vasche di raccolta costata oltre 400 milioni di euro, contro i 161 milioni di euro iniziali (corrispondenti ai 320 miliardi lire dell'epoca), oggi sono lasciati senza manutenzione e "ostruiti dal fango" e da "accumuli di rifiuti di ogni genere".

Legambiente mette nero su bianco dati, cifre e foto di un territorio locale e di un'Italia dalla memoria corta nel dossier 'Fango - il modello Sarno vent’anni dopo'. A vent'anni dalla tragedia, "appare inoltre evidente - denuncia Legambiente - come il solo ricorso al mero calcolo idraulico per la realizzazione delle opere e degli interventi di mitigazione non è più sufficiente ma anzi potrebbe rivelarsi addirittura controproducente" in quell'area.

L'approfondimento di Legambiente vuole "analizzare le cause di quella tragedia, le conseguenze e gli sviluppi giuridici, ma soprattutto capire cosa è successo in questo lungo lasso di tempo e quali sono state le soluzioni messe in campo per fronteggiare il rischio - non solo nelle aree interessate ma più in generale nell’intero Paese - e se le cause che hanno contribuito all’amplificazione della tragedia sono state estirpate o meno".

Nonostante l’ingente spesa e la complessa realizzazione, il dossier di Legambiente segnala che "l'intervento non convince del tutto e lascia aperte numerosi questioni; in primis la sua gestione: chi deve occuparsi della manutenzione dei canali e delle vasche? E soprattutto con quali fondi? Nel vuoto legislativo, per ora, sono stati effettuati rarissimi interventi di pulizia di quei canali, ancora oggi ostruiti dal fango e terreno, accumulato negli anni, oltre a rifiuti di ogni genere". "L’assoluta mancanza di controlli - è il j'accuse dell'associazione - li ha resi infatti il posto ideale per chi vuole sversare illegalmente beni ingombranti o materiali edili di risulta. Alcuni di questi sistemi non sono ancora collegati fra loro e non sono mai stati collaudati".

"Per di più, formalmente, insistono ancora su beni intestati ai privati che attendono la cessione definitiva; venti anni non sono bastati per portare a termine le procedure espropriative e mancano all’appello circa 2800 atti di trasferimento" riferisce il rapporto. E non solo. "Il tragico evento del maggio ’98 poco aveva insegnato ai cittadini della zona: nella sola città di Sarno, nell’anno della frana - rileva lo studio di Legambiente - i cantieri abusivi scovati dai vigili urbani furono 74, tra opere completamente o parzialmente abusive e violazioni di sigilli. Così come negli anni immediatamente successivi, come se nulla fosse accaduto: nel 2003 i sequestri furono più di 400, l’anno successivo 300, nel 2008 se ne contavano altri 300. E non si è fermata, o quantomeno razionalizzata, l’espansione urbanistica e il consumo di suolo".

Secondo i dati Ispra, elaborati da Legambiente, nei 14 comuni dell’Agro in totale sono 5.737 gli ettari di suolo consumato. Il primato spetta al comune di Scafati con 975 ettari di territorio urbanizzato (pari al 49,3% dell’estensione comunale); segue Nocera Inferiore con 744,7 ettari (35,7% del totale) e Sarno con 777 ettari (il 19,5% del territorio). Complessivamente in Provincia di Salerno sono 44.747 gli ettari di suolo consumato nel 2016 pari al 9,1% dell’intero territorio. "Stiamo parlando di 404 metri quadri di suolo consumato per abitante" scandisce l'associazione ambientalista che riferisce come nei comuni del comprensorio sarnese siano state presentate "oltre 24mila domande relative ai tre condoni: una nuova città di medie dimensione sorta dal nulla. A Sarno 1 cittadino su 5 ha chiesto di essere 'condonato'".

Neonato negato dal tribunale, la madre lo rapisce dall'ospedale

SALERNO. Sono in corso a Salerno le ricerche di una donna che ieri sera ha portato via il figlio neonato dall'ospedale di Salerno facendo perdere le sue tracce. Il fatto è avvenuto poco dopo le 21. La donna, di nazionalità straniera, si era recata in ospedale per allattare il bambino, di circa 1 mese, trattenuto in ospedale su disposizione del Tribunale che stava valutando l'affidamento. Al termine dell'allattamento è riuscita a eludere la sorveglianza ed è uscita dal reparto. Attraverso le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza dell'ospedale si è constatata la presenza, all'esterno, di un uomo con un portaenfant che l'attendeva. I due, insieme al neonato, si sono poi allontanati in direzione della stazione Arechi. La Direzione generale ha immediatamente attivato tutte le procedure di sicurezza, allertando le forze dell'ordine che hanno fatto scattare le ricerche della coppia.

La Direzione generale dell'Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno ha disposto una commissione d'inchiesta su quanto avvenuto ieri sera in Neonatologia, dove una donna di nazionalità straniera ha portato via il suo figlio neonato trattenuto in ospedale su disposizione del Tribunale. La commissione d'inchiesta, che sarà presieduta dal direttore medico di presidio Angelo Gerbasio, sarà deputata ad acquisire "ogni dato utile relativo all'accaduto e a tutela dei piccoli ospiti nel reparto e delle loro famiglie, oltre che del personale dell'azienda", fanno sapere dalla Direzione generale dell'ospedale salernitano. 

Mare, controlli Arpac: Lungomare di Napoli off limits

NAPOLI. A inizio aprile Arpac ha riavviato i controlli sulle 330 acque di balneazione in cui è suddiviso il litorale campano. In alcuni tratti di mare, classificati come balneabili all’inizio del 2018, si sono registrati degli sforamenti dei limiti di legge per quanto riguarda i parametri microbiologici (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali) che determinano la balneabilità delle acque. L’agenzia ambientale ha fornito tutte le indicazioni ai Comuni interessati da questi sforamenti, affinché questi adottino le idonee misure di gestione in modo da garantire la balneabilità dei tratti di mare in questione, in vista dell’estate imminente.

Nel primo mese di controllo, appena trascorso, Arpa Campania ha effettuato un totale di 384 campionamenti a mare. Si tratta dei cosiddetti controlli “pre-stagionali”, eseguiti immediatamente prima della stagione balneare che va ufficialmente dal primo maggio al 30 settembre. Sono risultati fuori dai limiti normativi 23 campioni (circa il 6 percento).

In alcuni casi la contaminazione interessa acque già vietate alla balneazione, perché risultate di qualità “scarsa” all’ultima classificazione (deliberazione di Giunta regionale n. 779 del 12 dicembre 2017). Si tratta delle acque dei tratti di costa noti come “Villaggio agricolo” a Castelvolturno, “San Giovanni a Teduccio” e “Pietrarsa” a Napoli, “Nord Foce Sarno” a Torre Annunziata e “Villa Comunale” a Castellammare di Stabia.

Altri casi di “sforamento” riguardano acque di nuova classificazione: acque, cioè, che in passato erano inquinate ma che poi, a seguito di documentato risanamento, erano state classificate di nuovo come balneabili dalla deliberazione di Giunta regionale n. 779 del 2017 (“Est Fiume Irno” a Salerno e “Nord Foce Sele” a Eboli).

Infine ben undici esiti analitici sfavorevoli sono stati registrati in tratti di mare a tutti gli effetti balneabili, perché di qualità sufficiente, buona o eccellente secondo la deliberazione di Giunta regionale già citata. Tra questi c’è, a Napoli, il tratto corrispondente al Lungomare Caracciolo. Inoltre, sforamenti di questo tipo si sono registrati, in provincia di Napoli, nel tratto corrispondente al “Collettore di Cuma” a Pozzuoli, nel tratto di costa di “via Squalo” a Giugliano in Campania, all’ “ex bagno Rex” e alla  “Spiaggia lato Villa del Boeuf” a Portici; in provincia di Caserta, nei tratti “Rose rosse” e “Nord Agnena” a Mondragone; in provincia di Salerno, a “Ponte di Ferro” a Capaccio, a “Marina di Vietri – secondo tratto” a Vietri sul Mare, nel tratto “Nord Foce Alento” a Casalvelino, infine nel tratto “Testene” ad Agropoli.

Per tutte queste situazioni, Arpac ha attivato controlli supplementari e sopralluoghi, anche da terra, per chiarire le cause della contaminazione. In tutti questi casi, la natura dell’inquinamento è microbiologica (contaminazione fecale). Tuttavia, visto che non ha piovuto a ridosso dei giorni di prelievo, non si può chiamare in causa il meccanismo del “troppo pieno”: quel sistema, cioè, che in caso di copiose precipitazioni fa defluire a mare anche una parte di acque nere, per evitare danni alle condutture.

Per quanto riguarda il tratto di costa corrispondente al Lungomare di via Caracciolo, a Napoli, il prelievo routinario del 24 aprile ha fatto registrare un esito analitico sfavorevole. Il 2 maggio sono stati ripetuti i campionamenti e si è prelevato, da terra, un campione di acqua di un rivolo che da una galleria arriva sulla sabbia, indiziato come causa della contaminazione. Questi ultimi risultati confermano il superamento dei valori limite, sia del campione prelevato nel punto di rete “routinario”, che di quello prelevato alla sua destra, e infine del prelievo effettuato da terra nel rivolo che sfocia sulla spiaggia.

Sono da ritenere di nuovo balneabili, invece, in base ai controlli supplementari, le acque denominate “Nord Agnena” a Mondragone, i due tratti di Portici che avevano sforato a fine aprile  (“Ex bagno Rex” e “Spiaggia lato Villa del Boeuf”)  e quello di nuova classificazione a Salerno (“Est Fiume Irno”), anch’esso protagonista di uno sforamento ad aprile. Probabilmente anche per Capaccio (“Ponte di Ferro”) rientrerà il divieto al prossimo campionamento perché si ha evidenza che il Comune sta provvedendo alla rimozione della causa dell’inquinamento, dovuto probabilmente alla rottura di un canale.

Laddove i prelievi supplementari hanno dato esiti sfavorevoli (è questo il caso del lungomare Caracciolo a Napoli), il sindaco dell'amministrazione comunale di competenza ha il compito di emettere un  provvedimento di divieto temporaneo di balneazione, che potrà revocare dopo la rimozione delle cause dell’inquinamento, e a seguito di esiti favorevoli dei prelievi successivi.

Gli esiti di tutti i controlli sono consultabili in tempo reale sul sito web istituzionale di Arpac (www.arpacampania.it) e sul Portale del Ministero della Salute (www.portaleacque.it).

Grandinata record, Lonardo: stato di calamità per il Sannio

BENEVENTO. La senatrice di Forza Italia, Alessandrina Lonardo, ha presentato al Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali una interrogazione parlamentare per chiedere lo stato di calamità naturale per i Comuni del Sannio gravemente colpiti dagli straordinari eventi meteorologici verificatisi nella giornata di ieri.

«A seguito dell’eccezionale grandinata abbattutasi sul nostro territorio, - scrive la Lonardo - ingenti danni sono stati provocati alle strade, alle infrastrutture rurali e alle campagne di vari Comuni della Valle Caudina e della Valle Telesina che, non dimentichiamo, è il territorio con la maggiore densità di piante di viti di tutta la Regione. Le colture arboree, erbacee e orticole sono state irreparabilmente danneggiate. Il nubifragio ha provocato, inoltre, smottamenti e allagamenti anche in numerose proprietà private e attività commerciali. Per tali motivi ritengo assolutamente necessario che venga dichiarato quanto prima lo stato di calamità naturale».

Cadavere in un'auto bruciata, indagini a Montesarchio

MONTESARCHIO. Il corpo carbonizzato di un uomo è stato rinvenuto all'interno di un'auto incendiata sul Monte Taburno, nel territorio di Montesarchio, nel Sannio. Sul posto stanno effettuando tutti i rilievi i carabinieri del comando provinciale di Benevento. L'identità della vittima non è stata ancora accertata, ma il ritrovamento potrebbe essere collegato alla scomparsa di un 26enne del posto indagato per una rapina avvenuta due mesi fa ai danni di due anziani, fratello e sorella, nella quale l'uomo, un 86enne, è morto in seguito alle violente percosse da parte dei rapinatori. Ad avvertire i carabinieri, un allevatore della zona che ha notato l'auto incendiata e il corpo carbonizzato. 

Apocalisse bianca nel Sannio, migliaia di agricoltori in ginocchio

BENEVENTO. Una violenta tempesta di grandine ha colpito il Sannio dalla tarda mattinata, causando ingenti danni alle colture agricole. Lo rende noto la Coldiretti Benevento, che sta raccogliendo le prime testimonianze dagli uffici zona e dagli agricoltori coinvolti. L'area maggiormente colpita al momento risulta essere quella compresa tra la Valle Telesina e la Valle Caudina. «Siamo fortemente preoccupati per gli effetti che si potranno produrre sulle varie colture, in particolare i vigneti e gli uliveti, in una fase delicatissima dell'annata agraria», dichiarano il presidente di Coldiretti Benevento. Gennarino Masiello. e il direttore Michele Errico. «Attraverso i nostri tecnici e i soci - aggiungono - stiamo raccogliendo informazioni per poter quantificare i danni, che da una prima ricognizioni risultano già pesanti. Gli agricoltori sono purtroppo abituati agli eventi eccezionali, ma la sfortuna si è accanita in particolare in un periodo nel quale era ancora possibile assicurarsi contro le avversità atmosferiche. Oltre il danno, dunque, anche la beffa. Nelle prossime ore riusciremo a capire l'entità del fenomeno, agendo di conseguenza a sostegno degli agricoltori», concludono gli esponenti di Coldiretti Benevento. 

SANT'AGATA DEI GOTI CHIEDERà STATO DI CALAMITà. La Giunta comunale di Sant'Agata de' Goti si riunirà nel pomeriggio per «deliberare e richiedere lo stato di calamità naturale per gravi danni conseguenti ad evento meteorologico eccezionale», con riferimento a «vento, forti piogge e copiose grandinate» che «si sono abbattute su tutto il territorio comunale in queste ore». Dal Comune di Sant'Agata de' Goti fanno sapere che sono giunte «molte segnalazioni da parte di cittadini per allagamenti e danni alle coltivazioni agricole» che hanno interessato i Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale e gli uffici comunali. Il sindaco Carmine Valentino ha convocato il Centro operativo comunale per una prima attività ricognitiva. 

Napoli-Caserta, intesa contro abbandono e roghi di rifiuti

NAPOLI. È stata sottoscritta questa mattina, nella sede della Prefettura di Napoli, l'intesa tra le Polizie della Città Metropolitana di Napoli e della Provincia di Caserta e le due Prefetture interessate per coordinare al meglio le azioni di contrasto al fenomeno degli abbandoni e degli incendi dolosi di rifiuti.  A sottoscrivere l'accordo per l'esercizio congiunto delle attività il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Luigi de Magistris, il Presidente della Provincia di Caserta, Giorgio Magliocca, il Prefetto di Napoli, Carmela Pagano, e quello di Caserta, Raffaele Ruberto, insieme con l'Incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti nella regione Campania, Gerlando Iorio.

La sezione operativa della cabina di regia, presieduta dall'Incaricato e istituita in attuazione del "Patto della terra dei Fuochi", ha intrapreso alcune significative iniziative alle quali hanno offerto un contributo determinante e qualificante anche i rappresentanti degli Enti locali. Tra le attività già avviate, meritano di essere segnalate quelle volte a individuare alcuni accorgimenti per conferire maggiore incisività al sistema della vigilanza.

In questa prospettiva è stato predisposto l'Accordo per l'esercizio congiunto delle operazioni di contrasto in un settore strategico per la salvaguardia dell'ambiente e della salute dei cittadini. Lo strumento di cooperazione individuato consentirà di intensificare, soprattutto lungo la delicata linea di confine tra le due province, l'efficacia delle azioni finora programmate dalla Sezione operativa della cabina di regia che, grazie soprattutto al coinvolgimento di aliquote specializzate delle Polizie Metropolitana e Provinciale, stanno già producendo risultati di significativo rilievo.

«Un ruolo molto attivo della Città Metropolitana, con la sua Polizia – ha affermato il Sindaco Metropolitano, Luigi de Magistris - insieme a quella della Provincia di Caserta, per controllare il territorio e per prevenire quei disastri che nel passato hanno caratterizzato le nostre terre. Oggi, invece, c'è un impegno forte delle istituzioni, delle forze dell'ordine, delle Prefetture e abbiamo già conseguito, come Città Metropolitana, dei risultati molto importanti».

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