Giovedì 20 Settembre 2018 - 9:15

Sequestro di beni ad esponenti dei clan Casalesi e Guarnera

ROMA. Beni per oltre 25 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del comando provinciale di Roma nei confronti di membri del clan dei Casalesi gruppo Iovine e di componenti del "contiguo ed autonomo" gruppo Guarnera di Roma-Acilia. I militari stanno dando esecuzione ad un provvedimento di sequestro emesso dalla sezione specializzata misure di prevenzione del Tribunale di Roma, su richiesta della procura della Repubblica della Direzione distrettuale antimafia. Le indagini economico-patrimoniali, condotte dagli specialisti del Gico del Nucleo di polizia tributaria della Capitale, hanno preso spunto dagli approfondimenti eseguiti nei confronti di Mario Iovine, nel 2003 trasferitosi nella borgata romana di Acilia, e dell'allora affiliato clan Guarnera di Roma-Acilia che, nell'ottobre 2013, nell'ambito dell'operazione ''Criminal Games'', portarono all'arresto di quindici persone per per plurimi reati, tra cui associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di beni, usura, estorsione, rapina, illecita concorrenza con minaccia e violenza e detenzione illegale di armi. In quel contesto, era emersa dalle indagini, ricorda la guardia di finanza, "una vera e propria 'joint-venture' tra esponenti di vertice della criminalità organizzata campana e noti appartenenti alla criminalità organizzata romana, a loro volta in contatto con soggetti della banda della Magliana". Obiettivo comune era la spartizione del remunerativo settore delle slot machine, ''macchinette mangiasoldi'' la cui installazione veniva ''imposta'', sul territorio di Acilia, agli esercizi commerciali abilitati ed autorizzati. Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, per "mantenere ed estendere il loro potere criminale ed economico, i Guarnera si sono avvalsi addirittura di un vero e proprio braccio armato e violento, composto da un nutrito e pericoloso gruppo di albanesi, definiti 'i pugilatori'". Tra loro un pugile, già campione italiano ed europeo dei pesi medio-massimi. I Guarnera furono colpiti anche dall'operazione ''Vento dell'est'', condotta sempre dal Gico di Roma, che, nel luglio 2015, ha portato all'esecuzione di ulteriori nove ordinanze di custodia cautelare. Tra i beni sequestrati, il patrimonio aziendale e relativi beni di: 10 società, esercenti l'attività di gestione/concessione di apparecchi che consentono vincite in denaro, di produzione dei derivati del latte e di costruzioni di edifici residenziali e non; quote societarie di sette società, esercenti l'attività di somministrazione di alimenti e bevande e vendita generi alimentari, attività edilizia in genere, bar e altri esercizi simili senza cucina, sale da giochi e biliardi; 18 beni immobili, di cui alcune ville di lusso, a Roma e provincia, Budoni (Otranto) e Lucoli (L'Aquila); 12 autovetture e motocicli; rapporti bancari, postali, assicurativi e azioni.

De Luca: «Scandalo barelle va cancellato»

 "La vergogna delle barelle al Cardarelli va cancellata. Chi ha responsabilita' va rimosso". Lo afferma a LiraTv il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che, annuncia, lunedi' mattina avra' una riunione operativa sulla Sanita' e incontrera' il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Al rappresentante del Governo, spiega De Luca, "parlero' dell'ulteriore tagli di 700-800 posti letto alla Campania. Una decisione che deriva da una valutazione ponderata che calcola i posti letto non sul numero dei cittadini campani, ma sulla popolazione piu' giovane. Su questo punto, faremo la guerra al ministero della Salute. Mentre in Conferenza Stato-Regioni stiamo combattendo per modificare i criteri storici che penalizzano la Campania". Quindi, il governatore commenta l'indagine sulle Asl. "I commissari - dice - si sarebbero dovuti dimettere un minuto dopo l'elezione della nuova giunta regionale. Era un atto doveroso di correttezza istituzionale. Poi la scelta l'avrebbe presa il nuovo governo regionale". "Abbiamo avuto gente scorretta - prosegue - che cerca di ostacolare la nostra opera di risanamento con esposti alla magistratura. Nessun problema. Andremo avanti a carrarmato a ripulire la sanita' campana". Infine, "stiamo verificando - conclude De Luca - l'ammontare di ore dell'intramoenia. Se ci sono situazioni anomale di medici che fanno quantita' esagerate di ore nelle strutture ospedaliere, saranno ricondotte alla normalita'".

Reggia di Caserta, case in fitto a 3 euro al mese

La 'mala gestio' degli alloggi interni alla Reggia di Caserta, occupati da dipendenti della Soprintendenza o da loro familiari, ammonta a 1,2 milioni di euro. Per questo la Guardia di Finanza, al termine di accertamenti condotti su delega della Corte dei Conti della Campania, ha notificato al soprintendente pro tempore di Caserta e a tre dirigenti pro tempore dell'Agenzia del Demanio - Filiale Campania, ritenuti responsabili, gli inviti a dedurre relativi alla gestione degli alloggi del complesso monumentale vanvitelliano.

L'inchiesta, svolta dal Nucleo di polizia tributaria di Caserta, ha fatto emergere come le amministrazioni pubbliche coinvolte, Demanio e Soprintendenza, nel corso degli anni abbiano non solo subito e tollerato la permanenza sine titulo in 15 alloggi del complesso vanvitelliano di ex dipendenti o di loro parenti ma, soprattutto, abbiano permesso agli stessi di corrispondere un importo mensile nettamente inferiore al reale valore di mercato delle locazioni di unità immobiliari con medesime caratteristiche logistico-strutturali. Dall’attività d’indagine dei finanzieri di Caserta è emerso che, per gli alloggi di grandissimo pregio occupate dai privati, sono stati corrisposti canoni mensili compresi tra un minimo di 3 euro e un massimo di 145 euro. 

Una circostanza, quest’ultima, aggravata ancor di più dalla ubicazione degli alloggi all’interno della Reggia di Caserta, complesso monumentale di indubbio pregio storico, artistico e culturale, nonché inserito nella World Heritage List dell'Unesco dal 1997. "Significativa", secondo gli investigatori, è la condizione di vantaggio degli occupanti gli alloggi, i quali, oltre a usufruire di parcheggi in spazi interni al complesso monumentale, hanno anche la possibilità di accesso e utilizzo delle aree dello stesso Parco Vanvitelliano.

Le Fiamme Gialle hanno, inoltre, appurato che i consumi idrici dei menzionati alloggi sono sempre stati totalmente a carico della Soprintendenza che, avendo la gestione di alcuni sistemi per il sollevamento e la potabilizzazione della risorsa idropotabile, non ha mai richiesto ai privati occupanti gli alloggi alcuna somma a ristoro delle spese sostenute. Sono inoltre in corso indagini della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, al fine di accertare eventuali fattispecie di rilevanza penale.

Sanità, De Luca: proroga per presentare il piano ospedaliero

NAPOLI. "Credo che ci fosse un elemento di verità in quello che andavo dicendo. Siamo di fronte ad anomalie, eccessi e momenti di ruberia". A dirlo, nel consueto appuntamento settimanale su Radio Kiss Kiss Napoli, è il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, intervenendo sulla vicenda delle liste d'attesa. "Abbiamo chiesto un po' di giorni in più per avere il piano ospedaliero per essere messi a conoscenza le linee del piano stesso - dice De Luca -. Ma i vincoli saranno rispettati. Ma dobbiamo fare un piano equilibrato e serio recuperando posti letto nell'area casertana".

Parco Vesuvio e scavi, Langella (Ala) chiama a raccolta i sindaci

NAPOLI. «Resto sorpreso, per non dire sconcertato, di fronte all'assoluto silenzio dei sindaci della zona vesuviana. Li esorto a dire una parola, a farsi promotori di un'iniziativa, di un gesto concreto per il pieno rilancio di un territorio, il nostro, che appare sempre più mortificato e abbandonato a se stesso». Lo dice, in una nota, il senatore Pietro Langella, esponente del gruppo ALA (Alleanza Liberalpopolare-Autonomie) e vicepresidente della Commissione Bilancio. Langella, che è stato anche assessore provinciale a Napoli, punta il dito sul modo in cui le amministrazioni locali «gestiscono una risorsa straordinaria, in termini di sviluppo e occupazione, come il Parco nazionale del Vesuvio». Un «paradiso in terra - prosegue il parlamentare originario di Boscoreale -, ma anche un polo turistico dalle potenzialità immense, che aspetta solo di poter decollare a oltre vent’anni dalla nascita. Un patrimonio che, però, a dispetto di tutto e tutti, viene sempre più spesso utilizzato come discarica invece che come risorsa».

«E che dire delle aree archeologiche vesuviane? – rilancia l’esponente di ALA - penso, solo per citarne alcuni, allo scavo di Villa Regina ed al correlato museo dell'Antiquarium di Boscoreale, alle ville della collina stabiese di Varano, alla villa cosiddetta di Augusto a Somma Vesuviana, alla sontuosa dimora patrizia di Poppea-Oplonti a Torre Annunziata, ai reperti romani di Terzigno. Perle che tutto il mondo ci invidia ma che, chissà perché, sono ancora sconosciute al grande pubblico». Ebbene, incalza Langella «non è possibile che i riflettori debbano essere puntati, quasi in esclusiva, sulla sola Pompei». Da qui l’appello rivolto ai primi cittadini: «chiedo il loro intervento. Occorre operare in sinergia. Tutti insieme. Senza distinzioni di partiti, movimenti o bandiere ideologiche. Bisogna fare rete in maniera sistematica, affinché possano finalmente essere gettate le basi per uno sviluppo turistico-culturale e occupazionale di cui l'intero bacino vesuviano e non solo una parte di esso, avverte sempre più un disperato bisogno». 

Lettere, Federalbeghi Costa del Vesuvio e Comune insieme per il rilancio

LETTERE. Avviare un tavolo tecnico di programmazione delle  attività turistiche, supportare le iniziative dell’amministrazione comunale impegnata nella valorizzazione del territorio, promuovere la diffusione delle bellezze ancora troppo poco conosciute e che rappresentano la storia di Lettere e dell’area dei Monti Lattari. È il risultato dell’incontro che si è avuto tra una delegazione di Federalberghi Costa del Vesuvio, guidata dalla presidente Adelaide Palomba, l’assessore al Turismo del comune di Lettere Gerardo Vuolo e il consulente staff amministrazione, Umberto Chirico. «È stata un’occasione importante – ha dichiarato Adelaide Palomba – per visitare insieme ai vertici dell’amministrazione comunale il Castello di Lettere: una struttura meravigliosa, recentemente riqualificata, che il Comune ha intenzione di mettere a disposizione dei turisti. Visite guidate, organizzazione di eventi in uno scenario incantevole che domina tutto il Golfo di Napoli. Federalberghi Costa del Vesuvio ha ribadito il totale e pieno appoggio all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nino Giordano per la valorizzazione e la diffusione di un’idea di turismo basata sulla memoria e sull’esaltazione delle bellezze del territorio». In programma per la primavera e l’estate, del resto, vi sono già diversi appuntamenti organizzati dall’amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni del territorio. Anche alla luce delle recenti novità, dal momento che l’area del Castello, come ha annunciato il sindaco Giordano, è stata inserita tra le aree e parchi archeologici e luoghi di cultura di rilevante interesse nazionale. «Federalberghi Costa del Vesuvio – conclude la presidente Adelaide Palomba – sarà sempre a disposizione dell’amministrazione comunale di Lettere, di cui apprezza la capacità organizzativa e l’innovatività nella presentazione di offerte turistiche in un territorio ricco anche di eccellenze enogastronomiche. La nostra associazione è pronta a sostenere, nei modi e nelle forme che si riterranno opportune, le iniziative che puntano a valorizzare e far crescere il turismo in quest’area»

Uranio impoverito, morto militare campano

NAPOLI. Gennaro Giordano, primo reggimento artiglieria da montagna, originario di Mercato San Severino, è la vittima numero 331 dell'uranio impoverito. Lo denuncia Domenico Leggiero, dell'Osservatorio Militare. «Solita storia, solito abbandono, solito atteggiamento volto a 'nascondere' anche la morte di un trentunenne che - osserva Leggiero - ribadisce, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che i militari continuano a morire ed altri ne moriranno se non si corre ai ripari». «La speranza - prosegue l'esponente dell'Osservatorio Militare - ora è riposta nella Commissione parlamentare d'inchiesta»

Spaccio di cocaina in caserma, 4 militari in manette

CASERTA. Quattro militari dell'Esercito Italiano effettivi all'VIII Brigata Bersaglieri di Caserta sono stati raggiunti da un'ordinanza cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura sammaritana ed eseguita dai Carabinieri. I reati ipotizzati sono falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, corruzione, detenzione, offerta e messa in vendita nonché cessione a titolo oneroso di sostanze stupefacenti. Uno dei militari è già detenuto in carcere, per gli altri tre sono scattati gli arresti domiciliari. Secondo quanto emerso dalle indagini, i quattro militari avrebbero avuto, all'interno della caserma dell'Esercito di Caserta, sede dell'VIII Reggimento Bersaglieri Brigata Garibaldi, la disponibilità di ingenti quantitativi di cocaina che veniva ceduta o venduta all'interno della stessa caserma militare ad altri commilitoni, ad opera del caporal maggiore L.S., già detenuto in carcere, con la "determinante collaborazione" della propria compagna R.R., militare in ferma provvisoria per quattro anni. 

È emerso un sistema di diffusa corruzione, all'interno della struttura militare, grazie al quale il caporal maggiore riusciva ad ottenere l'alterazione dei risultati dei drug test disposti dal Comando nei confronti dei militari sospettati di fare uso di sostanze stupefacenti. Sia L.S. che R.R. sono stati trovati in possesso, nel corso delle indagini, di numerose dosi di cocaina o crack. Tale circostanza aveva indotto il Comando dell'VIII Reggimento bersaglieri della Brigata Garibaldi ad effettuare dei drug test nei confronti di R.R., che si procurava una provetta di urina "pulita" da sostituire, al momento opportuno, con la propria, o si avvaleva di alcuni militari che, abusando della loro qualifica di assistente sanitario e delle conoscenze tecniche acquisite, provvedevano a modificare i risultati dell'esame direttamente presso il Laboratorio dell'Ospedale militare di Caserta, dietro compenso di denaro o di droga.

Schianto tra auto, muore un 19enne: alla guida c'era un minorenne

Un 19enne è morto in un incidente stradale avvenuto la scorsa notte a Casal di Principe. Feriti altri 4 giovani, di cui uno gravemente: si tratta di un 17enne, senza patente, che era alla guida della seconda auto coinvolta nell'incidente. Lo scontro è avvenuto in via Circumvallazione: il 19enne di Teverola alla guida di una Lancia Y è morto sul colpo, mentre la passeggera, una ragazza minorenne di Casal di Principe, è stata ricoverata alla clinica Pineta Grande per fratture multiple agli arti inferiori.

Nell'altra auto viaggiavano tre giovani, tutti di Casal di Principe: il 17enne che era alla guida è ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale civile di Caserta in prognosi riservata. I due passeggeri, entrambi 17enni, sono stati medicati all'ospedale di Santa Maria Capua Vetere e dimessi con prognosi di 10 giorni. Entrambe le auto sono state sottoposte a sequestro. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Casal di Principe.

Ira De Luca su primari e infermieri: prestazioni private nelle strutture pubbliche

Nella sanità campana "dobbiamo fare i conti con gente che ruba: a volte si allungano le liste d'attesa perché abbiamo primari che fanno prestazioni libero-professionali dentro le strutture pubbliche". A denunciarlo è stato il presidente della Regione Vincenzo De Luca durante la trasmissione 'Campania a testa alta' in onda su TvLuna. Nel dettaglio ha svelato di aver scoperto che "c'è qualche chirurgo che guadagna 800mila euro, 1 milione l'anno, per attività privata intra moenia cioè svolta nelle strutture pubbliche". La sensazione - ha aggiunto il governatore - "è che qualcuno faccia il lavoro privato nell'ospedale pubblico e così fa allungare le liste d'attesa". Inoltre "ci sono infermieri e capisala che guadagnano 10mila euro al mese". In generale De Luca ha ribadito la volontà di superare il commissariamento: "Dobbiamo far approvare il nuovo piano ospedaliero per riassumere il governo della sanità nel 2017 eliminando i commissari - ha spiegato in tv -. Stiamo lavorando per abbattere liste d'attesa e mobilità passiva e per fare pulizia: abbiamo nominato i commissari alla Asl Napoli 2 e 3 con il mandato di fare pulizia senza guardare in faccia a nessuno. Hanno segnalato in alcuni casi le cose che hanno trovato. In massimo due anni bisogna fare la rivoluzione - ha concluso - mi gioco la faccia".

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