Sabato 16 Febbraio 2019 - 12:09

Fmi boccia reddito cittadinanza

Dura critica del Fondo Monetario Internazionale alle misure del governo italiano. L'Fmi invita l'esecutivo a "valutare la transizione dal Rei al reddito di cittadinanza" tenuto conto che "vista la forte evasione fiscale e le dimensioni dell'economia sommersa, sarà necessaria una grande attenzione per garantire" la corretta destinazione degli incentivi. Nel documento si ricorda come al Reddito sia destinata una quota pari allo 0,5% del Pil, ma si segnala anche i pericoli, legati a un elevato livello di partecipazione, ma anche al fatto che alcuni beneficiari potrebbero cercare di combinare i benefici con il lavoro in nero. Senza contare che un forte impatto sul reddito "con benefici generosi, potrebbe anche spingere i lavoratori a basso reddito a smettere di cercare un'occupazione" con una ricaduta "nella trappola della povertà". Con una dotazione di 2 miliardi l'anno (lo 0,1% del Pil italiano), scrive il Fondo, "i finanziamenti al Reddito di inclusione erano inadeguati". Al contrario "i 780 euro del reddito di cittadinanza sono generosi" visto che un livello mensile di benefici "che risponda alle esigenze minime senza causare dipendenza da welfare" si attesterebbe fra i 325 e 568 euro. Durissima la replica del vicepremier Luigi Di Maio, affidata all'Adnkronos, che sulle critiche del Fmi risponde: "Hanno affamato i popoli per decenni, ora ripristiniamo un po' di giustizia sociale. Non hanno la credibilità per criticare il reddito di cittadinanza".

QUOTA 100 - Le modifiche al sistema previdenziale, come l'introduzione di Quota 100, sottolinea l'Fmi, "aumenteranno ulteriormente la spesa pensionistica, imporranno un onere ancora maggiore sulle generazioni più giovani, lasceranno meno spazio alle politiche di crescita pro-crescita e porteranno a tassi di occupazione più bassi tra i lavoratori più anziani". "Sulla base delle esperienze in altri Paesi", aggiunge il Fondo, "è improbabile che l'ondata prevista di pensionamenti possa creare altrettanti posti di lavoro per i giovani". "Anche a politiche invariate - continua l'Fmi - l'Italia dovrà far fronte a pressioni pensionistiche significative nei prossimi 2-3 anni, che metterà a dura prova i conti pubblici". Di qui "l'urgenza di razionalizzare gli eccessi all'interno del sistema" previdenziale, "ad esempio, collegando strettamente le prestazioni ai loro contributi, mantenendo l'indicizzazione dell'età pensionabile all'aspettativa di vita e adeguando i parametri pensionistici" alle disponibilità.

PERICOLO RECESSIONE - La crescita dell'Italia, scrive l'FMI, "dovrebbe rallentare ulteriormente e il rischio di recessione è aumentato" con "significativi rischi al ribasso", elencando le minacce che gravano sulle prospettive economiche, dal rallentamento dell'Eurozona alle tensioni sul commercio, dalla fine dello stimolo della Bce all'aumento dello spread. Per il Fondo, le misure decise con la Legge di Bilancio 2019 potrebbero "temporaneamente stimolare la crescita" purché gli interventi vengano "indirizzati su attività ad alto potenziale, come l'erogazione di prestazioni sociali alle famiglie con problemi di liquidità e la rapida esecuzione di progetti di investimento pubblico di qualità". "Tuttavia - ammonisce l'Fmi - il forte aumento degli spread sovrani potrebbe limitare gli eventuali benefici" a breve termine e "se dovesse persistere, rischierebbe di indebolire ulteriormente la crescita a medio termine". La possibilità di "materializzazione dei rischi", scrive l'Fmi, "dipende in gran parte dalle scelte politiche" del governo italiano. Ma è importante "anche la percezione delle possibili azioni da parte dei suoi partner europei e della BCE sulle esigenze di finanziamento delle banche, sebbene queste non riguardino il fabbisogno" di finanziare il debito pubblico.

CONTI PUBBLICI - Il Fondo Monetario Internazionale conferma, poi, la stima di crescita dello 0,6% per il Pil dell'Italia nel 2019. Nel rapporto annuale sul nostro Paese si ripropone la previsione già fatta due settimane fa in occasione della revisione del World Economic Outlook, evidenziando come nel 2018 la crescita dell'Italia ha rallentato dopo il +1,7% dell'anno precedente, "il tasso più elevato da quasi un decennio". Per i conti pubblici l'Fmi prevede un deficit quest'anno al 2,1%, in salita al 2,9% nel 2020 e al 3,0% l'anno successivo: un andamento legato anche al continuo calo del surplus primario, che dall'1,6% del 2018 dovrebbe toccare quest'anno l'1,4% per poi dimezzarsi allo 0,7% nel biennio 2020-21.

MANCANO RIFORME STRUTTURALI - Il Fondo Monetario Internazionale "accoglie con favore l'attenzione delle autorità nel sostenere la crescita e migliorare lo scenario sociale, oltre alla recente rimodulazione del bilancio 2019" e alla volontà "di porre l'elevato debito pubblico su un percorso di riduzione". Tuttavia, si legge nel rapporto annuale dell'Fmi sul nostro Paese "la strategia delle autorità non include le riforme necessarie per affrontare gli ostacoli strutturali di lunga data alla crescita e, di conseguenza, i rischi che rendono vulnerabile l'economia" italiana. Di qui l'invito a "dare la priorità all'attuazione di un pacchetto globale di riforme strutturali, a un consolidamento fiscale solidale e inclusivo e a rafforzare ulteriormente i bilanci bancari".

BANCHE - Da aprile scorso il sistema finanziario italiano "ha acquistato titoli governativi per 45 miliardi di euro, rafforzando il legame fra banche e debito sovrano". "L'aumento dello spread ha influito negativamente sui coefficienti di solvibilità delle banche e delle compagnie di assicurazione". L'Fmi segnala, inoltre, come "i costi di finanziamento delle banche sono aumentati notevolmente e l'accesso ai mercati obbligazionari è stato limitato". E se questa situazione dovesse continuare, spiegano i tecnici di Washington, "le banche sarebbero probabilmente costrette a ridurre la leva finanziaria". Il Fondo riconosce che "la posizione di liquidità complessiva delle banche sembra adeguata al momento" grazie ai circa 240 miliardi di euro di liquidità erogata dalla Bce con le TLTRO che scadranno nel 2020-21. Per l'Fmi, comunque, "il trasferimento ai tassi di prestito del settore privato è stato relativamente contenuto finora" con un "credito al settore privato che ha continuato a crescere modestamente, anche nel 2018 e - per quanto riguarda le imprese - solo per le più solide, mentre si è ridotto per le più deboli.

POSSIBILE CONTAGIO GLOBALE - Se le pressioni sull'Italia dovessero accentuarsi potrebbero esserci "ricadute globali e significative" attraverso "una maggiore avversione al rischio a livello mondiale e il riprezzamento delle attività più a rischio". Anche se, riconosce nel rapporto annuale, finora il contagio "è stato contenuto". Ma un'accentuazione dei problemi dell'Italia "potrebbe spingere i mercati globali in un territorio inesplorato". Un evento scatenante, si sottolinea, potrebbe essere un eventuale "downgrade senza precedenti a livello 'spazzatura' " dei titoli di un emittente sovrano molto grande, come appunto il nostro paese. Il Fondo segnala come, dal momento che il debito italiano è detenuto da molte istituzioni a livello globale "potrebbe verificarsi un'inversione ampia dei flussi di portafoglio, anche sui mercati emergenti e l'impatto potrebbe essere ampio all'interno dell'area dell'euro". infatti, si ricorda, "le banche francesi, spagnole, portoghesi e belghe hanno esposizioni considerevoli in Italia mentre le filiali di banche italiane sono di importanza sistemica in alcuni paesi dell'Europa centrale e orientale come la Croazia e la Serbia".

Reddito, «svantaggiate le famiglie numerose»

La scala di equivalenza adottata dal reddito di cittadinanza svantaggia le famiglie numerose. Così l'Ufficio parlamentare di bilancio durante l'audizione alla Commissione bilancio del Senato. "Se il beneficio medio in una famiglia con un solo componente è pari 3.423 euro, questo scende a 1864, per singolo componente, per famiglie con più di 4 componenti" spiega il presidente Giuseppe Pisauro, sottolineando come invece la povertà sia più diffusa tra le famiglie più numerose.

I monocomponenti infatti, annota ancora l'Upb, sono pari all’84%del totale dei poveri assoluti (4,4% l’incidenza dei beneficiari contro un’incidenza della povertà assoluta del 5,2%) rispetto a circa il 77% (13,7% contro il 17,8) per i nuclei con più di quattro componenti. "Alla base di questa differenza - prosegue -, figurano anche ragioni connesse al contenimento delle risorse stanziate e dell’entità dell’assegno base, a suo tempo annunciato".

Reddito, ecco la card numero uno

“Nonostante in questo anno dicevano che non ci saremmo riusciti, in sette mesi abbiamo trovato i soldi e scritto il decreto. Oggi è una giornata di orgoglio". Così il ministro dello Sviluppo economico e il vicepremier, Luigi Di Maio, annunciando in conferenza stampa l'avvio del sito ufficiale del Reddito di cittadinanza. Per farlo, Di Maio cita una frase di Albert Enstein : "Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo".

"Le domande per il reddito di cittadinanza - spiega il ministro - non devono essere presentate solo il 6 marzo ma entro il 31 marzo per accedere al programma e avere la card ad aprile". Un reddito "che è un diritto ma che comprende anche dei doveri", aggiunge, "che è stato costruito intorno alle imprese italiane". Ricordando i requisiti per poter partecipare al programma, Di Maio sottolinea che si è arrivato ad oggi grazie "ad un lavoro di squadra" con Inps e Poste Italiane.
"La Card per il reddito di cittadinanza sarà come una normale PostePay perché nello Stato sociale che vogliamo chi accede ad un programma non deve essere riconosciuto o discriminato", dice Di Maio presentando alla stampa la card 'numero uno'. La presentazione della carta sul reddito di cittadinanza "è la prova che le card esistono, questa è la prima di 3 milioni, è un'operazione verità". E ancora: "Ce l'abbiamo fatta. Ora bisogna mettersi a lavoro" per rispettare le altre scadenze, "e sono fiducioso rispetteremo la tabella di marcia". "Vi avevo detto che a febbraio sarebbe partito il sito" del reddito di cittadinanza, ha aggiunto, "così è stato. E sono molto fiducioso che potremo rispettare tutta la tabella di marcia". Intanto, "entro i 12 mesi dal lancio del reddito - promette Di Maio - arriverà almeno un’offerta di lavoro entro 100 chilometri dal luogo di residenza, entro i 250 km o in tutto il territorio nazionale. Non si tratta di una misura assistenzialistica - ribadisce il vicepremier - è anche una misura che ha dei doveri".

Poi la precisazione: "In questi giorni per denigrare il reddito di cittadinanza si citano sempre i posti di lavoro mancanti in Italia, come a dire 'tanto non hanno voglia lavorare'. Non è questa la verità. La verità - prosegue Di Maio - è che domanda e offerta non si sono mai incrociate, che è quel che stiamo facendo noi" attraverso un "software unico, che creerà l’incrocio tra domanda e offerta". L’obiettivo del reddito, dice ancora il ministro, "è quello di reinserire lavorativamente le persone e formarle".

Del reddito di cittadinanza, rimarca il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenendo alla presentazione, "siamo tutti orgogliosi. Tu, Luigi, ma anch'io e tutto il governo. Ma è importante che orgogliosi lo siano gli italiani, non solo i beneficiari" del sussidio "ma tutti, perché è una conquista di civiltà". Lo dice, al fianco del vicepremier Luigi Di Maio, "un evento - rimarca il premier - a cui tenevo perché è un momento importante".

Quella che ha dato via al reddito di cittadinanza "è una riforma complessa - sottolinea ancora Conte - progettata in modo corale. E' fondata su un patto di lavoro" e su un "meccanismo di inclusione sociale. Abbiamo faticato tanto, abbiamo studiato tanto e guardato" anche all'estero, a realtà dove il reddito è già realtà, "cercando di far di meglio". L'auspicio di Conte è che "da ora in poi gli altri studieranno la nostra" riforma.

ANCHE URP ONLINE - Da oggi, oltre al sito www.redditodicittadinanza.gov.it, è online l'urp online dedicato al Reddito di cittadinanza, un supporto a portata di clic per gli interessati a saperne di più: cosa è e cosa offre, quali le modalità e quali i requisiti necessari per richiederlo. Tra le numerose Faq già a disposizione, si segnalano quelle rivolte alle imprese intenzionate ad assumere i cittadini beneficiari della misura e quelle per gli interessati a avviare un’impresa imprenditoriale.

 

 

 

Tav, fondi Ue a rischio

"Non possiamo escludere che, in caso di ritardi prolungati" dei lavori della Tav Torino-Lione, "dovremo chiedere all'Italia di restituire i contributi già versati" dall'Ue per cofinanziare l'opera, che fa parte della rete di collegamenti paneuropei Ten-T. Lo ribadisce un portavoce della Commissione europea, mentre in Italia continua il dibattito all'interno del governo sull'infrastruttura, con il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio che assicura che, finché il Movimento Cinque Stelle sarà al governo, la Torino-Lione non si farà. 

Per la Tav sono stati approvati cofinanziamenti per 813,8 mln di euro; se i ritardi dell'opera, che già ci sono a causa del blocco dei cantieri, si protrarranno, c'è il rischio che i fondi che non si riesce ad impiegare in Italia vengano riallocati ad altri progetti della rete Ten-T, fuori dal nostro Paese. Il Grant Agreement, l'accordo di finanziamento, può anche essere rivisto ma occorre che il governo prenda una decisione: a giugno ci sarà una valutazione di tutti i progetti Cef (Connecting Europe Facility) e, se l'Italia non vuole perdere i fondi, è bene che una decisione venga presa per tempo, prima di quella scadenza.

ANALISI COSTI - Fonti Ue fanno poi notare che un'analisi costi-benefici della Torino-Lione esiste già, essendo obbligatoria per un progetto della portata della Tav. Redatta da esperti interni ed esterni, venne presentata nel 2015 da Francia e Italia (la valutazione era stata favorevole). Modificare il progetto già approvato e finanziato, a quanto si apprende, non dovrebbe essere impossibile, ma sarebbe comunque piuttosto laborioso.
 

TONINELLI - "L'analisi costi benefici su Tav è stata decisa da un Governo sovrano che vuole spendere al meglio i fondi pubblici. Ue stia tranquilla, tra pochi giorni avrà, come da accordi, tutta la documentazione" annuncia poi via Twitter il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli.

Toninelli: «Ispezione su A22»

E' stata riaperta completamente ieri sera intorno alle 23.30 l'Autostrada del Brennero dove gli automobilisti sono rimasti bloccati per ore a causa della neve e dei camion che non erano riusciti a proseguire la marcia. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha comunicato che è "già in corso un’ispezione per verificare che il concessionario sia intervenuto adeguatamente per garantire la sicurezza degli utenti, come prevede la convenzione”.

Vogliamo vederci chiaro sui disagi che si sono verificati negli ultimi giorni sulla A22 autostrada del Brennero" dice il ministro in una nota. “Per la gestione dell’A22 la concessione è scaduta da anni e siamo a un passo da rinnovarla con una gestione totalmente pubblica e più conveniente per i territori e per chi viaggia - aggiunge - Nonostante ciò l’attuale concessionario, la cui gestione non si può dire sia stata soddisfacente in questi giorni, e che in questi anni di proroga ha continuato a godere di ricchi profitti, ha fatto ricorso contro la rivoluzione che stiamo mettendo in atto. Una scelta incomprensibile, a meno che la si legga alla luce del tentativo di continuare a guadagnare con gli enormi dividendi di una concessione che non vorrebbero finisse mai”. “Ma noi non ci fermeremo - conclude Toninelli - siamo convinti della rivoluzione nella gestione delle autostrade che stiamo portando avanti. Una rivoluzione che garantirà pedaggi più bassi ed equi, servizi migliori e utili reinvestiti sul territorio”.

Ricci, il 78% delle abitazioni ad alto rischio

NAPOLI - “Il 78 % delle abitazioni italiane è esposto ad un rischio alto o medio alto per l’esposizione ad eventi naturali come terremoti o fenomeni legati al dissesto idrogeologico e ad eventi climatici estremi.  Solo il 2% è coperto in tali situazioni. Ogni anno riparare i danni "catastrofali"  costa circa 3 miliardi di euro” come risulta dai dati Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici)”. Lo ha detto Nicola Ricci, presidente dell’Osservatorio nazionale condomini anticipando alcuni dati elaborati dal centro studi che verranno resi noti in occasione della presentazione del libro “La vita facile dell’amministratore di condominio” che si terrà giovedì 7 febbraio alle ore 13.00 nella Sala stampa della Camera dei deputati.

“Basti pensare – prosegue Ricci - che 6 dei 10 più devastanti terremoti accaduti in Europa, nel periodo 1970 - 2016 sono avvenuti in Italia. E che gli eventi meteorologici estremi si sono decuplicati negli ultimi anni. I tempi per il ripristino dello stato dei luoghi sono lunghi e complicati. In seguito al sisma che ha colpito il centro-italia nel 2016, nei primi 7 mesi dell'anno solo il 4% degli sfollati ha ottenuto un ‘alloggio sostitutivo’. Consapevolezza e condivisione, devono essere alla base per una nuova cultura che coinvolga anche la categoria che maggiormente ha il compito di garantire la giusta protezione al patrimonio immobiliare: gli amministratori di stabili”.

Il tema della tutela degli immobili sarà oggetto del dibattito che anticiperà la presentazione del libro di Ricci e che vedrà protagonisti insieme all’autore Michela Rostan, vicepresidente della Commissione Affari sociali,  Andrea Pollicino, direttore commerciale della Sara Assicurazioni e Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia.

“Vedere scomparire i propri effetti personali, sotto le macerie, lascia un ricordo vivo, se poi tutto questo dolore viene aumentato nel ritardo nella costruzione di un nuovo ‘tetto’ oltre al danno si ha anche la beffa. L’Italia, pertanto, non può permettersi di essere più il fanalino di coda dell' Europa in tema di difesa dei propri beni. Se in altre Nazioni si sono già predisposti strumenti tesi alla cultura dell'emergenza, non si capisce perché proprio noi, non riusciamo ad affrontare tale argomento con ampio anticipo. Abbiamo urgentemente bisogno, di una gestione preventiva e strutturata dei rischi, attraverso un sistema regolamentato, che converga su un concetto nuovo di prevenzione-protezione della propria casa: consentendo alle professionalità coinvolte di agire in maniera anticipata”, ha concluso il Presidente dell’Osservatorio nazionale condomini.

I commercialisti di Napoli Nord si specializzano per gli Oiv delle performance

AVERSA - L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli Nord, presieduto da Antonio Tuccillo, ha organizzato il primo percorso di formazione e specializzazione su “Gli ambiti di specializzazione degli OIV”, in collaborazione con S.T.A.M.P.A. società cooperativa, organismo accreditato dal Dipartimento della Funzione Pubblica (ai sensi del Decreto del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione del 2 dicembre 2016). Il corso riconosce ai partecipanti i crediti formativi necessari alla prima iscrizione, o al mantenimento della stessa, nell’elenco nazionale dei componenti degli Organismi indipendenti di valutazione della performance.

“L’obiettivo del percorso formativo - sottolinea Diego Musto, consigliere delegato dell’Odcec Napoli Nord - , è di rafforzare le conoscenze e le competenze dei professionisti chiamati a valutare le performance delle strutture pubbliche, garantirne l’allineamento metodologico nell’esercizio delle loro funzioni. Verranno forniti al valutatore gli strumenti di conoscenza specifica dei processi che si andranno a esaminare, soprattutto in un sistema, come quello pubblico, che si caratterizza per la complessità delle organizzazioni, delle attività svolte e dei servizi erogati e per la molteplicità delle tipologie di professionisti coinvolti”.

Il corso avrà una durata complessiva di 40 ore, articolate in 8 incontri, e prevede il riconoscimento di 40 crediti formativi per ogni ora di presenza.

Il corso è a numero chiuso, prevede un massimo di 60 partecipanti, si svolgerà presso la sede di Aversa (via Armando Diaz, 89) ed agli iscritti all’Odcec Napoli Nord è prevista una riduzione del 50% sul costo.

Per partecipare al corso gli iscritti dovranno inviare una richiesta al seguente indirizzo e-mail: info@stampaconsulting.net, utilizzando apposito modello pubblicato sul sito di S.T.A.M.P.A.: https://www.stampaconsulting.it/.

Giochi, con i nuovi provvedimenti aumenterà la ludopatia

Appello al vicepremier Luigi Di Maio da parte dei gestori degli apparecchi da intrattenimento: subito un tavolo tecnico con i rappresentanti delle aziende e dei lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro

Oggi alle 14,30 conferenza stampa alla Camera dei Deputati con il vicepresidente della Commissione Affari Sociali, Michela Rostan e successivamente ci sarà la manifestazione di protesta a via Molise

 

ROMA - “Oggi pomeriggio scenderemo in piazza per manifestare contro i nuovi provvedimenti del governo e dal 1° febbraio ci asterremo dalla raccolta per evitare l’aumento della ludopatia, tutelare i giocatori e le imprese dei gestori Awp e non abbiamo intenzione di demordere fino al raggiungimento degli obiettivi, che sono l’ingiusto esproprio da parte dei concessionari dei titoli autorizzatori e della ingiusta tassazione ormai arrivata al 70% ed è la più alta in assoluto di tutte le altre forme di gioco, fra l’altro molto più pericolose e con molta meno occupazione”. Lo ha detto Benedetto Palese annunciando la manifestazione di protesta in via Molise preceduta dalla conferenza stampa di oggi alle ore 14,30 presso la sala stampa della Camera dei Deputati a cui parteciperà Michela Rostan, vicepresidente della Commissione Affari Sociali.

“Pur di non effettuare prelievi fiscali nei confronti dei concessionari delle videolottery, è stata applicata una maxi tassazione su giocatori e imprese che gestiscono gli apparecchi di intrattenimento per locali pubblici provocandone di fatto la crisi e, quindi, la conseguente chiusura - ha aggiunto -  lasciando  il mercato libero alle multinazionali estere dell’azzardo ormai proprietarie di quasi tutte le concessionarie italiane. Una volta estromesse le imprese dei gestori di apparecchi (grazie anche all’aiuto di circolari pubblicate dall’agenzia delle dogane e dei monopoli, supportate dalla ragioneria di stato) si avranno le ‘mani libere’ di trasformare il nostro Paese in una grande Las Vegas. Poi, l’obiettivo è di aprire nuove 5.000 sale a fine anno saranno in arrivo le Awp da remoto che sostituiranno le attuali slot e che nonostante avranno gli stessi parametri massima di giocata ad un euro e la vincita max di 100 euro, saranno più di azzardo di quelle già esistenti e potranno contenere software di gioco molto più aggressivi se lasciate nelle mani dei concessionari .

“La nostra associazione - ha evidenziato Palese - denuncia da più di tre anni questa paradossale situazione con manifestazioni e focus di approfondimento proponendo un apparecchio da intrattenimento con un costo  orario molto inferiore a quello attuale e tecnicamente realizzabile in tempi brevissimi “.

Il M5S sembrava veramente il movimento del cambiamento,  ma le promesse formulate in campagna elettorale sono rimaste ‘lettera morta’. Occorre sottolineare che nel contratto di governo firmato dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle c’è l’impegno a eliminare sia le videolottery che le slot machine sostituendoli con  sostituzione di un apparecchio meno aggressivo. Oltre a tutti i movimenti ‘no slot’ anche noi abbiamo seguito con attenzione le iniziative contro il gioco d’azzardo e contro l’invasione dei concessionari stranieri. Allo  stato dei fatti, però, è accaduto il contrario ed anche peggio: oggi i concessionari con l’aiuto del governo stanno raggiungendo il loro obiettivo. E il vicepremier Di Maio continua a dire  in tv che ha tassato i concessionari che gestiscono il gioco in Italia. Ma la realtà e tutt’altra la tassazione maggiore (ben il 70% dell’utile lordo) grava solo sulle 5000 piccoli gestori che sono stati costretti ad inviare le prime lettere di licenziamento ai dipendenti per evitare la dichiarazione di fallimento”. 

Quota 100, al via le domande

Quota 100 ai blocchi di partenza. E' ora possibile presentare all'Inps le domande per l'anticipo della pensione. Con un messaggio diffuso sul proprio sito, l'istituto di previdenza ha spiegato che possono essere presentate telematicamente - se si è in possesso delle credenziali di accesso (pin rilasciato dall’Istituto, Spid o Carta nazionale dei servizi) - o, in alternativa, attraverso i patronati e gli altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all'Inps oppure utilizzando i servizi del Contact center. Alle 13 risultavano presentate già le prime 44 domande.

Soddisfatto Matteo Salvini: "Giornata importante, dopo anni e anni di battaglia, un referendum negato e manifestazioni di piazza, oggi è data da segnare in blu" ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno in una conferenza stampa organizzata alla Camera dalla Lega per presentare la misura che arriva in Gazzetta ufficiale.

Gli fa eco il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon: "Con questo provvedimento diamo la possibilità, nel triennio 2019-2021, a un milione di persone, di cui 350mila donne, di poter andare in pensione con 62 anni e 38 di contributi, 5 anni prima di quanto avveniva in precedenza - ha affermato -. E non si tratta di un provvedimento assistenzialistico ma piuttosto di un intervento che punta a un ricambio generazionale nel mercato del lavoro". Durigon ha poi sottolineato che il provvedimento prevede il "divieto di cumulo di reddito, appunto perché vogliamo favorire il ricambio generazionale".

"Il provvedimento prevede delle finestre per l'uscita dei lavoratori perché l'impatto che si attende nei prossimi giorni è altissimo, quindi c'è bisogno che l'Inps possa gestire tutto al meglio - ha spiegato ancora Durigon -. Ci saranno finestre trimestrali per i privati e semestrali per il pubblico. Questa differenza dipende dal fatto che nel pubblico per il ricambio generazionale abbiamo necessità dei concorsi e quindi diventa più difficile la gestione, e quindi abbiamo fatto una finestra leggermente più lunga". 

Quindi ha ricordato che nel provvedimento "c'è la conferma di 'opzione donna' che è un altro strumento che permetterà di andare in pensione alle donne che al 31 dicembre 2018 hanno 58 anni di età se lavoratrici dipendenti e 59 anni di età se autonome con 35 anni di contributi", con una previsione di 32mila donne che andranno in pensione prima nel triennio 2019-2021. Il sottosegretario al Lavoro non ha dimenticato infine "l'apporto dell'Ape sociale per dare respiro alle situazioni di crisi".

 

 

 

 

Diretto, dal governo subito un segnale per commercialisti ed esperti contabili

BARI - “Abbiamo atteso, abbiamo sperato, abbiamo mediato. Ma ora è il momento di dire basta alle vessazioni ai danni di una intera Categoria e dei contribuenti. Adesso è giunto il momento che ognuno si prenda le proprie responsabilità e che il Ministero inizi a dare risposte concrete in termini di semplificazione (sempre attesa e mai arrivata), di diminuzione della pressione fiscale e del riconoscimento del credito d'imposta in favore dei commercialisti.

Un credito d’imposta che sia non inferiore a tutti gli investimenti necessari per fornire i servizi richiesti/imposti dal Ministero stesso. È necessario, senza alcun ulteriore differimento, un intervento a favore della nostra categoria, pertanto, a favore di tutti gli studi professionali per adeguare le nostre strutture con ogni genere di investimento necessario: dalla formazione del personale, dei collaboratori e dei clienti agli  investimenti e aggiornamenti costanti di hardware e software.

Attendiamo finalmente un “SI” alle continue istanze di cui continueremo a farci interpreti e promotori instancabili, oltre che chiari e concreti strumenti in favore della categoria che, ricordiamolo, assolve ad una vera e propria funzione sociale irrinunciabile che merita rispetto". Lo ha detto Giuseppe Diretto, presidente nazionale dell’Unagraco (Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili) presentando il programma del forum nazionale che si terrà martedì 29 gennaio 2019 a partire dalle ore 9,00 al “Nicolaus Hotel” di Bari (via Cardinale Agostino Ciasca, 27).

Al centro dell'attenzione argomenti cruciali come la privacy in relazione soprattutto all'impatto che la nuova normativa ha avuto sulle aziende e sulla Pubblica Amministrazione e l'analisi e gli effetti della ‘manovra economica 2019’ su contribuenti, professionisti e imprese. Attesi nel capoluogo pugliese, professionisti, commercialisti, docenti ed esperti provenienti da tutto il territorio Nazionale, per un importante momento di approfondimento e condivisione.

Tra gli ospiti interverranno Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sindaco di Bari, Massimo Miani, presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Luigi Pagliuca, presidente della Cassa di previdenza dei ragionieri, Nicola Altiero, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Bari, Elbano de Nuccio, presidente dell’Odcec Bari, Giovanni Stefanì, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari, Roberto Masciopinto, presidente Ordine Ingegneri di Bari.

Nel corso della giornata si terranno due tavole rotonde: la prima sarà dedicata agli adempimenti e privacy per aziende e P.A e l'attività della GDF in materia di privacy, con l’introduzione di Francesco Avolos (presidente di Unagraco Bari) e la secondacon un focus sull’impatto della ‘manovra economica 2019’ su contribuenti, professionisti e imprese.  

Ai dibattiti parteciperanno Gianmauro Dell'Olio (componente della Commissione Bilancio del Senato), Daniela Bataloni (avvocato esperto in privacy), Marcella Caradonna (presidente dell’Odcec di Milano), Giuseppe Diretto (Presidente Nazionale UNAGRACO), Giovanni Lucatorto (DPO dell’Azienda Ospedaliero Universitaria del Policlinico di Bari), Francesco Maldera (esperto di protezione dei dati personali e dei processi di digitalizzazione DPO), Gaetano Mastropierro (comando Unità Speciali Gdf Roma), Antonio Matarrese (avvocato esperto in privacy e DPO), Ilaria Rizzo (DPO del Comune di Bari) e Luigi Pagliuca.

Chiuderà i lavori Antonio Gigliotti, direttore Fiscal Focus.

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