Mercoledì 20 Febbraio 2019 - 10:53

Giochi, con i nuovi provvedimenti aumenterà la ludopatia

Appello al vicepremier Luigi Di Maio da parte dei gestori degli apparecchi da intrattenimento: subito un tavolo tecnico con i rappresentanti delle aziende e dei lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro

Oggi alle 14,30 conferenza stampa alla Camera dei Deputati con il vicepresidente della Commissione Affari Sociali, Michela Rostan e successivamente ci sarà la manifestazione di protesta a via Molise

 

ROMA - “Oggi pomeriggio scenderemo in piazza per manifestare contro i nuovi provvedimenti del governo e dal 1° febbraio ci asterremo dalla raccolta per evitare l’aumento della ludopatia, tutelare i giocatori e le imprese dei gestori Awp e non abbiamo intenzione di demordere fino al raggiungimento degli obiettivi, che sono l’ingiusto esproprio da parte dei concessionari dei titoli autorizzatori e della ingiusta tassazione ormai arrivata al 70% ed è la più alta in assoluto di tutte le altre forme di gioco, fra l’altro molto più pericolose e con molta meno occupazione”. Lo ha detto Benedetto Palese annunciando la manifestazione di protesta in via Molise preceduta dalla conferenza stampa di oggi alle ore 14,30 presso la sala stampa della Camera dei Deputati a cui parteciperà Michela Rostan, vicepresidente della Commissione Affari Sociali.

“Pur di non effettuare prelievi fiscali nei confronti dei concessionari delle videolottery, è stata applicata una maxi tassazione su giocatori e imprese che gestiscono gli apparecchi di intrattenimento per locali pubblici provocandone di fatto la crisi e, quindi, la conseguente chiusura - ha aggiunto -  lasciando  il mercato libero alle multinazionali estere dell’azzardo ormai proprietarie di quasi tutte le concessionarie italiane. Una volta estromesse le imprese dei gestori di apparecchi (grazie anche all’aiuto di circolari pubblicate dall’agenzia delle dogane e dei monopoli, supportate dalla ragioneria di stato) si avranno le ‘mani libere’ di trasformare il nostro Paese in una grande Las Vegas. Poi, l’obiettivo è di aprire nuove 5.000 sale a fine anno saranno in arrivo le Awp da remoto che sostituiranno le attuali slot e che nonostante avranno gli stessi parametri massima di giocata ad un euro e la vincita max di 100 euro, saranno più di azzardo di quelle già esistenti e potranno contenere software di gioco molto più aggressivi se lasciate nelle mani dei concessionari .

“La nostra associazione - ha evidenziato Palese - denuncia da più di tre anni questa paradossale situazione con manifestazioni e focus di approfondimento proponendo un apparecchio da intrattenimento con un costo  orario molto inferiore a quello attuale e tecnicamente realizzabile in tempi brevissimi “.

Il M5S sembrava veramente il movimento del cambiamento,  ma le promesse formulate in campagna elettorale sono rimaste ‘lettera morta’. Occorre sottolineare che nel contratto di governo firmato dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle c’è l’impegno a eliminare sia le videolottery che le slot machine sostituendoli con  sostituzione di un apparecchio meno aggressivo. Oltre a tutti i movimenti ‘no slot’ anche noi abbiamo seguito con attenzione le iniziative contro il gioco d’azzardo e contro l’invasione dei concessionari stranieri. Allo  stato dei fatti, però, è accaduto il contrario ed anche peggio: oggi i concessionari con l’aiuto del governo stanno raggiungendo il loro obiettivo. E il vicepremier Di Maio continua a dire  in tv che ha tassato i concessionari che gestiscono il gioco in Italia. Ma la realtà e tutt’altra la tassazione maggiore (ben il 70% dell’utile lordo) grava solo sulle 5000 piccoli gestori che sono stati costretti ad inviare le prime lettere di licenziamento ai dipendenti per evitare la dichiarazione di fallimento”. 

Quota 100, al via le domande

Quota 100 ai blocchi di partenza. E' ora possibile presentare all'Inps le domande per l'anticipo della pensione. Con un messaggio diffuso sul proprio sito, l'istituto di previdenza ha spiegato che possono essere presentate telematicamente - se si è in possesso delle credenziali di accesso (pin rilasciato dall’Istituto, Spid o Carta nazionale dei servizi) - o, in alternativa, attraverso i patronati e gli altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all'Inps oppure utilizzando i servizi del Contact center. Alle 13 risultavano presentate già le prime 44 domande.

Soddisfatto Matteo Salvini: "Giornata importante, dopo anni e anni di battaglia, un referendum negato e manifestazioni di piazza, oggi è data da segnare in blu" ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno in una conferenza stampa organizzata alla Camera dalla Lega per presentare la misura che arriva in Gazzetta ufficiale.

Gli fa eco il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon: "Con questo provvedimento diamo la possibilità, nel triennio 2019-2021, a un milione di persone, di cui 350mila donne, di poter andare in pensione con 62 anni e 38 di contributi, 5 anni prima di quanto avveniva in precedenza - ha affermato -. E non si tratta di un provvedimento assistenzialistico ma piuttosto di un intervento che punta a un ricambio generazionale nel mercato del lavoro". Durigon ha poi sottolineato che il provvedimento prevede il "divieto di cumulo di reddito, appunto perché vogliamo favorire il ricambio generazionale".

"Il provvedimento prevede delle finestre per l'uscita dei lavoratori perché l'impatto che si attende nei prossimi giorni è altissimo, quindi c'è bisogno che l'Inps possa gestire tutto al meglio - ha spiegato ancora Durigon -. Ci saranno finestre trimestrali per i privati e semestrali per il pubblico. Questa differenza dipende dal fatto che nel pubblico per il ricambio generazionale abbiamo necessità dei concorsi e quindi diventa più difficile la gestione, e quindi abbiamo fatto una finestra leggermente più lunga". 

Quindi ha ricordato che nel provvedimento "c'è la conferma di 'opzione donna' che è un altro strumento che permetterà di andare in pensione alle donne che al 31 dicembre 2018 hanno 58 anni di età se lavoratrici dipendenti e 59 anni di età se autonome con 35 anni di contributi", con una previsione di 32mila donne che andranno in pensione prima nel triennio 2019-2021. Il sottosegretario al Lavoro non ha dimenticato infine "l'apporto dell'Ape sociale per dare respiro alle situazioni di crisi".

 

 

 

 

Diretto, dal governo subito un segnale per commercialisti ed esperti contabili

BARI - “Abbiamo atteso, abbiamo sperato, abbiamo mediato. Ma ora è il momento di dire basta alle vessazioni ai danni di una intera Categoria e dei contribuenti. Adesso è giunto il momento che ognuno si prenda le proprie responsabilità e che il Ministero inizi a dare risposte concrete in termini di semplificazione (sempre attesa e mai arrivata), di diminuzione della pressione fiscale e del riconoscimento del credito d'imposta in favore dei commercialisti.

Un credito d’imposta che sia non inferiore a tutti gli investimenti necessari per fornire i servizi richiesti/imposti dal Ministero stesso. È necessario, senza alcun ulteriore differimento, un intervento a favore della nostra categoria, pertanto, a favore di tutti gli studi professionali per adeguare le nostre strutture con ogni genere di investimento necessario: dalla formazione del personale, dei collaboratori e dei clienti agli  investimenti e aggiornamenti costanti di hardware e software.

Attendiamo finalmente un “SI” alle continue istanze di cui continueremo a farci interpreti e promotori instancabili, oltre che chiari e concreti strumenti in favore della categoria che, ricordiamolo, assolve ad una vera e propria funzione sociale irrinunciabile che merita rispetto". Lo ha detto Giuseppe Diretto, presidente nazionale dell’Unagraco (Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili) presentando il programma del forum nazionale che si terrà martedì 29 gennaio 2019 a partire dalle ore 9,00 al “Nicolaus Hotel” di Bari (via Cardinale Agostino Ciasca, 27).

Al centro dell'attenzione argomenti cruciali come la privacy in relazione soprattutto all'impatto che la nuova normativa ha avuto sulle aziende e sulla Pubblica Amministrazione e l'analisi e gli effetti della ‘manovra economica 2019’ su contribuenti, professionisti e imprese. Attesi nel capoluogo pugliese, professionisti, commercialisti, docenti ed esperti provenienti da tutto il territorio Nazionale, per un importante momento di approfondimento e condivisione.

Tra gli ospiti interverranno Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sindaco di Bari, Massimo Miani, presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Luigi Pagliuca, presidente della Cassa di previdenza dei ragionieri, Nicola Altiero, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Bari, Elbano de Nuccio, presidente dell’Odcec Bari, Giovanni Stefanì, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari, Roberto Masciopinto, presidente Ordine Ingegneri di Bari.

Nel corso della giornata si terranno due tavole rotonde: la prima sarà dedicata agli adempimenti e privacy per aziende e P.A e l'attività della GDF in materia di privacy, con l’introduzione di Francesco Avolos (presidente di Unagraco Bari) e la secondacon un focus sull’impatto della ‘manovra economica 2019’ su contribuenti, professionisti e imprese.  

Ai dibattiti parteciperanno Gianmauro Dell'Olio (componente della Commissione Bilancio del Senato), Daniela Bataloni (avvocato esperto in privacy), Marcella Caradonna (presidente dell’Odcec di Milano), Giuseppe Diretto (Presidente Nazionale UNAGRACO), Giovanni Lucatorto (DPO dell’Azienda Ospedaliero Universitaria del Policlinico di Bari), Francesco Maldera (esperto di protezione dei dati personali e dei processi di digitalizzazione DPO), Gaetano Mastropierro (comando Unità Speciali Gdf Roma), Antonio Matarrese (avvocato esperto in privacy e DPO), Ilaria Rizzo (DPO del Comune di Bari) e Luigi Pagliuca.

Chiuderà i lavori Antonio Gigliotti, direttore Fiscal Focus.

Formazione: Napoli, doppia inaugurazione all'Ipe

Doppia inaugurazione per l’Ipe, Istituto per ricerche ed attività educative, che questa mattina presso l’Aula Magna del Collegio Universitario Monterone in via Pontano, ha celebrato l’apertura dell’anno accademico della Business School 2018/2019 e del nuovo College, prima fase del grande progetto Ipe2020 con il convegno "Cultura, imprenditorialità, tecnologia: la sorprendente energia di Napoli".

«Il nostro obiettivo - ha spiegato Raffaele Calabrò, presidente dell'Ipe - è rendere strategica per l'Ipe la funzione di collegamento tra il mondo delle università, quello delle imprese e quello della cultura. Un ruolo di cerniera che l'Istituto già svolge da oltre una decina di anni, ma che verrà consolidata a partire dal prossimo anno quando decollerà il progetto del grande polo di alta formazione nel cuore di Napoli».

Calabrò ha così inaugurato l'anno accademico della Business School illustrando obiettivi, primi risultati e iniziative del progetto che prevede, entro il 2020, la radicale trasformazione del Collegio di Monterone in via Crispi in una moderna struttura di circa 5 mila metri quadrati (oltre 2 mila dei quali appena ristrutturati).

La nuova sede Ipe consentirà di formare 500 allievi (laureandi e neolaureati) l'anno invece dei 130 attuali per i quali saranno attrezzate 15 tra aule studio e biblioteche, 10 aule didattiche e ospitare nel College 50 studenti fuori sede e docenti in visiting.

Hanno partecipato all'inaugurazione dell'anno accademico 2018/2019 anche Carlo Santini, direttore scientifico di Ipe Business School, Antonio Ricciardi, segretario generale Ipe, Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Domenico Lanzo, presidente e Cel di NetCom group, Giovanni Lombardi, presidente e fondatore del gruppo Tecno e Giorgio Ventre, direttore del dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'informazione dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

È Bolzano la più cara, in Campania Benevento

Una stangata pari a 632 euro in più di spesa a famiglia in un solo anno. E' schizzata dell'1,8% l'inflazione a Bolzano dove i prezzi dei beni di consumo, sulla base dei dati registrati nel 2018, sono aumentati al punto da fare attestare il capoluogo del Trentino Alto-Adige al primo posto fra le città più care d'Italia. Stando alla classifica stilata dall'Unione nazionale dei Consumatori, in termini di aumento del costo della vita, sulla base dell'inflazione media registrata dall'Istat, nella Top Ten delle città dove si spende di più al secondo posto si colloca Reggio Emilia che, con un incremento dei prezzi pari all'1,8%, registra una spesa annua supplementare di 505 euro, terza Forlì/Cesena, dove l'inflazione dell'1,7% implica un'impennata del costo della vita pari a 477 euro.

Al quinto posto, Ravenna, dove l'inflazione dell'1,6% determina una batosta annua pari a 449 euro. Ben 4 città dell'Emilia Romagna sono nella top ten -Reggio Emilia, Forlì, Ravenna e Bologna- mentre sono 2 quelle della Toscana (Pistoia al 7° posto con 429 euro e Arezzo in ottava posizione con 403 euro) e della Lombardia (oltre a Lecco, Lodi con 444 euro).

Le 3 città con i minori rincari del 2018 sono, invece, Potenza, che con l'inflazione media più bassa, +0,3%, registra, per una famiglia tipo, un aggravio annuo di spesa di appena 63 euro, Ancona, il capoluogo di regione più conveniente, dove la seconda inflazione più bassa (+0,4%) genera un esborso aggiuntivo di soli 87 euro e Caltanissetta, +0,6%, con un aumento del costo della vita pari, nel 2018 a 117 euro.

Confrontando i dati a livello regionale, la classifica dell'Unc colloca Cuneo, in termini di aumento del costo della vita, come capoluogo di provincia più caro del Piemonte (1,5% l'inflazione, +395 euro i rincari del 2018), per la Liguria è La Spezia (+1,7%, +391 euro), per il Veneto è Padova (+1,4%, +369 euro), per il Friuli-Venezia Giulia è Pordenone (+1,3%, +322 euro). Nel centro Italia, per l'Umbria è Terni (+1,5%, +337 euro) il capoluogo di provincia più caro, per le Marche è Ascoli Piceno (+1,7%, +342 euro), per il Lazio è Roma (+1,1%, +266 euro), anche se la Capitale si colloca solo al 43esimo posto della classifica generale, per l'Abruzzo è Pescara (+1,2%, +243 euro). Nel Sud Italia, infine, per la Campania è Benevento (+1,4%, +292 euro) il capoluogo più caro, per la Calabria è Reggio Calabria (+1,2%, +225 euro), per la Sicilia è Siracusa (+1,5%, +293 euro), la città più cara delle Isole, per la Sardegna è Cagliari (+1%, +197 euro).

 

«Avvio positivo per la fatturazione elettronica, ora misure agevolative»

NAPOLI – “I dati forniti dall’Agenzia delle Entrate e le dichiarazioni del direttore Antonino Maggiore evidenziano con chiarezza che lo start up b2b sulla fatturazione elettronica ha dato ottimi esiti, con oltre 30 milioni di fatture inviate e scarti pari al 5.66 per cento. Emerge in pieno che l'impegno profuso dai professionisti e dalle imprese ha dato ottimi risultati, e in futuro andrà ancora meglio perché dal 2020, con l'annunciata precompilata Iva, l'Agenzia delle Entrate efficienterà controlli ed attività di riscossione e antievasione, tutto grazie al nostro lavoro. Insomma siamo sulla strada giusta, ma occorre evidenziare che gli stessi professionisti e imprenditori stanno pagando ancora una volta un prezzo troppo alto per l'adempimento telematico imposto per legge senza il riconoscimento di misure agevolative a sostegno degli investimenti effettuati”.

Lo ha detto Vincenzo Tiby, Consigliere dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presentando il convegno “L’obbligo della fatturazione elettronica”, in programma oggi alle ore 12.30 presso la Sala Fideuram (Isola G1, Centro Direzionale, Napoli). 

All’incontro parteciperanno Vincenzo Moretta, presidente Ordine dottori commercialisti di Napoli, Ottavio Lucarelli, presidente Ordine dei Giornalisti della Campania, Maurizio Bianco, presidente Ordine degli Avvocati di Napoli, Riccardo Izzo, presidente Medì, Cristiano Capurro, presidente associazione Alpha Lawyers Napoli, Francesca Piroli Torelli, vicepresidente Anai – Sez. Napoli, Mario Cianci, presidente Officina Forense, Mario Setola, presidente associazione Alpha Lawyers Napoli Nord, Carmine Foreste, presidente Anai – Sez. Napoli, Armando Rossi, consigliere Ordine Avvocati Napoli, Paolo Pannella, Foro di Napoli.

Anche Fmi taglia stime crescita Italia

Dopo Bankitalia anche il Fondo monetario internazionale rivede al ribasso le previsioni sulla crescita economica attesa per l'Italia nel 2019. L'aggiornamento del World Economic Outlook, appena diffuso a Davos, stima per il nostro paese un Pil in crescita dello 0,6%, con un taglio di 0,4 punti rispetto al dato comunicato lo scorso ottobre. Confermata invece per il 2020 una crescita dello 0,9%. Alla base della revisione al ribasso, spiega il Fondo, la domanda interna più debole - "per via delle preoccupazioni sui titoli pubblici e sui rischi finanziari" - e l'aumento dei costi di finanziamento, con un livello di rendimenti di titoli di Stato che resta "elevato" anche se "è sceso dal picco toccato a metà ottobre dopo l'accordo sul bilancio raggiunto con la Commissione europea.

Si tratta peraltro di un andamento - continua il WEO - che contrasta con quello dei rendimenti dei principali titoli di stato, con un calo particolarmente forte per quelli di Germania, Usa e Regno Unito.

Nel 2019 la crescita delle economie avanzate rallenterà al 2,0% dal 2,3% di quest'anno, per poi scendere ulteriormente all'1,7% nel 2019. E in questo scenario l'Italia si conferma fanalino di coda con il +0,6% e +0,9% stimato nel biennio 2019-2010. La stima contenuta nell'aggiornamento del World Economic Outlook del Fondo monetario europeo vede un taglio di 0,1 punti rispetto alle previsioni di ottobre scorso e confermano l'andamento diseguale delle principali economie con una stima per il 2019 che va dal +2,5% degli Stati Uniti al +2,2% della Spagna per chiudersi appunto con il +0,6% dell'Italia. Netto il ribasso alla stima per il Pil tedesco nel 2019 rivisto da +1,9% a +1,3%. Nessun taglio, invece, alle previsioni per il Regno Unito che quest'anno dovrebbe crescere del l'1,5% e addirittura accelerare a +1,6% nel 2020. Ovviamente salve le ripercussioni di una eventuale Brexit senza accordo.

 

Commercialisti, l'impatto della trasformazione digitale sulle professioni

AVERSA – “Dopo la prima rivoluzione industriale, quando le macchine hanno sostituito l’uomo nei processi produttivi oggi nell’epoca della rivoluzione industriale 4.0, l’intelligenza artificiale mina anche i lavori nei quali il contributo della persona è sempre stato determinante; da più parti, si sostiene che nel prossimo futuro i robot si sostituiranno all’uomo anche nelle professioni intellettuali come avvocati, commercialisti, notai e in tutte quelle professioni dove è possibile applicare un ‘Codice’ per svolgere la propria attività. La trasformazione digitale deve, invece, costituire una opportunità per i professionisti per ampliare i propri servizi e guardare al mercato in ottica diversa rispetto a quella attuale”.

Lo ha detto Francesco Corbello, commercialista e promotore del forum “La Digital Transformation e le professioni intellettuali” che si terrà ad Aversa domani pomeriggio, lunedì 21 gennaio 2019 alle ore 14.30, presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli Nord (via Diaz, 89) organizzato in collaborazione con l’Osservatorio Digital Innovation della “School of Management” del Politecnico di Milano.

“Solamente il 22% degli studi sta usando il digitale per ampliare i servizi, migliorare l’efficienza interna e di relazione con la clientela, nonostante l’ecosistema in cui sono immersi gli studi sia in profondo cambiamento e sempre più digitale”, ha evidenziato Claudio Rorato, direttore Osservatorio 'Professionisti e Innovazione digitale' e 'Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b'. “Questi studi hanno la redditività migliore degli altri, segno che la tecnologia è un alleato per lo sviluppo. Il segreto? Aver sviluppato un piano strategico cadenzato nel tempo e aver investito sull’alfabetizzazione non solo digitale del personale e dei collaboratori, coinvolti fin dall’inizio e da protagonisti nel progetto di crescita dello Studio. La trasformazione, pur abilitata dal digitale, passa attraverso: il coinvolgimento del personale, centrale in qualsiasi percorso di cambiamento, la profonda conoscenza delle forze e debolezze dello Studio e dei bisogni di sviluppo dei clienti. La tecnologia – ha aggiunto -, funzionale alla strategia, diventa quindi il fattore abilitante per rinnovare i modelli organizzativi e di business degli studi”. 

Dopo i saluti istituzionali del presidenti Antonio Tuccillo, interverranno Tommaso Di Nardo (Fondazione Nazione Commercialisti) e di Mariano D’Amore (Ordinario di Economia Aziendale presso l’Università Parthenope).

Sono previste le testimonianze sull’avvento della trasformazione digitale negli studi professionali di Fausto Turco (Chief Digital Transformation Studi Professionali di MYDigiT), Mauro Maschietto (Dottore Commercialista di Monza), e Domenico Traverso (Dottore Commercialista di Napoli).

Concluderanno i lavori gli interventi di Guido RossiAngelo Capone e Diego Musto , rispettivamente vicepresidente e consiglieri dell’Odcec Napoli Nord.

Commercialisti, a Napoli focus sulla tutela del risparmio

NAPOLI. «In un sistema di mercato, la tutela dei consumatori-risparmiatori è una sfida importante ed è un tema trasversale che attraversa tutta l’economia in vista della necessità di una corretta allocazione delle risorse. Una prima essenziale dimensione della società del consumatore è data dall’informazione ovvero dai contenuti e dai modi in cui viene comunicata. Se l’informazione ai consumatori è distorta o parziale, la posizione di quest’ultimo sul mercato è squilibrata e il mercato non funziona correttamente. Nel contesto dei mercati finanziari questo è ancor più vero e gli effetti possono essere rilevanti in termini di sicurezza e sviluppo dell’economia, potendo determinare “fallimenti” nei mercati». Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente del’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presentando il forum “La tutela del risparmio tra costituzione e centralità dei consumatori nel mercato” promosso a Napoli lunedì 21 gennaio 2019 alle ore 9,30 nella sala conferenze di piazza dei Martiri, 30.

Secondo Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani, «il tema della tutela preventiva dei risparmiatori è complesso e articolato, di difficile trattazione anche perché riguarda più ambiti che costituiscono il sistema finanziario. L’importanza della trasparenza e correttezza delle operazioni è centrale per l’efficienza e il funzionamento dei mercati. Uno strumento di tutela del consumatore, sempre più connesso al tema del corretto funzionamento del mercato, è certamente quello legato alla tutela dei diritti degli azionisti di minoranza. L’attuale sistema - ha aggiunto Coppola - , infatti, e con riferimento specifico agli strumenti informativi e di partecipazione delle minoranze, sembra pensato per essere fruibile proprio da soggetti come gli investitori istituzionali in grado di valutare razionalmente ed analiticamente le informazioni fornite. Tutto ciò mette in crisi le normali dinamiche di funzionamento capitalistiche della società per azioni dettate dal codice civile».

Liliana Speranza, consigliere delegato dell’Odcec Napoli ha sottolineato che «il risparmio finanziario ha la sua vera tutela in operazioni finanziarie fruttuose ed esse sono rese possibili grazie all’afflusso di risparmio; quindi, è necessario che i processi di erogazione del credito e degli investimenti siano corretti. Fino a qualche anno fa le famiglie italiane investivano in strumenti più semplici e la tutela del risparmio coincideva con la tutela della stabilità del sistema bancario. Oggi le forme di investimento sono molto più variegate ed espongono inevitabilmente il risparmio a nuovi rischi. I fallimenti nel mercato hanno dimostrato che la finanza può avere gravi ripercussioni sull’economia reale senza un sistema che funzioni. Occorre puntare sulla tutela preventiva tenuto conto della scarsa educazione finanziaria della cittadinanza, che le banche sono mosse le logiche di massimizzazione del profitto e quindi è importante innalzare gli attuali presidi di tutela».

«In tale contesto - ha evidenziato Vincenzo Tiby, consigliere dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli -, appare evidente che pur continuando a rafforzare la vigilanza prudenziale, quella “di stabilità”, rendendola più efficace e reattiva ai cambiamenti e alle nuove logiche di mercato, occorrerebbe rafforzare la tutela ‘diretta’ dei consumatori. Si tratta spesso di prodotti complessi e di non facile comprensione, che richiedono competenze specifiche, per scelte adeguate e consapevoli con il miglior impiego di risorse. Occorrerebbero interventi legislativi mirati ed individuati dal legislatore tesi a revisionare il sistema nel suo complesso, nella direzione di una maggior efficienza e un minor intreccio di interessi all’interno del mercato. Noi ci poniamo come parte attiva per un cambiamento che vada in questa direzione. Il commercialista potrebbe essere tra i soggetti preposti a ricoprire il ruolo di “terzo attore” tra banca e impresa/consumatore, in virtù della propria formazione economico-finanziaria e perché maggiormente in grado di interpretarne le esigenze presupposto per operazioni finanziarie fruttuose. Mercati e prodotti finanziari sempre più complessi e sempre più interconnessi, il  progressivo allungamento delle aspettative di vita e progressivo invecchiamento della popolazione, la progressiva digitalizzazione dei servizi finanziari richiedono scelte più articolate e temi come previdenza e  pianificazione finanziaria, sono centrali per scelte adeguate al profilo e al prodotto anche tenuto conto di un diverso aspetto legislativo in materia di fallibilità delle banche che certamente non dovrebbe essere sottovalutato».

Per Stefania Linguerri, presidente della Commissione di Studio Tutela del Consumo, «la crisi dei mercati finanziari ha provato che la normativa a tutela dei consumatori ha la funzione di garantire una maggiore eguaglianza nel rapporto tra sviluppo dei mercati e tutela dei diritti dei consumatori. Di qui si pone l’esigenza de iure condendo di porre i presupposti giuridici ed economici per costruire il sistema finanziario non più in funzione di un capitalismo eccessivo bensì di garantire un equo bilanciamento tra la tutela dei diritti dei consumatori garantita dalla ns Costituzione e la tutela dei diritti economici che trova la propria sede naturale nella nostra Costituzione».

«Una politica di tutela del risparmio e dei diritti dei consumatori è di nevralgico interesse per il nostro Paese - ha rimarcato Francesco Bocchini, professore di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università di Campobasso Università degli Studi del Molise - perché tutelare il risparmio dei cittadini significa garantire non solo i diritti economici ma, anche, i diritti civili connessi al risparmio garantiti dalla Costituzione. La tutela del risparmio si potrebbe concretare sia attraverso la previsione delle misure intese a sviluppare l’educazione finanziaria per assicurare efficacia, efficienza e sistematicità delle azioni dei soggetti pubblici e privati sia attraverso una concreta attuazione del diritto all’informazione che costituisce un  elemento strategico della società e un fattore di sviluppo economico perché corregge i fallimenti del mercato».

All’incontro interverranno anche Monica Buonanno e Roberta Gaeta (rispettivamente assessori Assessore alle politiche sociali e al lavoro del Comune di Napoli), Clelia Buccico (Presidente Fondazione Odcec Napoli), Domenico De Crescenzo (Presidente della Consulta Unitaria Interprofessionale), Giuseppe Vitiello (Presidente Fondazione dell'Avvocatura Napoletana per l'Alta Formazione Forense), Raffaella Veniero (Direttrice Scuola Forense), Mauro Lorenzoni (Responsabile Divisione Tutela del Consumatore Consob), Fortunato Fazio (Regional Manager Sanpaolo Invest), Filippo Abitabile (Fondazione Odcec Napoli), Antonella Miletti  (Università degli Studi di Napoli Federico II), Mario Ciancio (Università degli Studi di Napoli Federico II), Antonio Cinque (Direttore della Sede di Napoli della Banca d’Italia), Rosario Stornaiuolo (Presidente Federconsumatori Campania), Antonio Mancini (Direzione Tutela dei Consumatori, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), Riccardo Izzo (Presidente Occ Medì), Valeria Riccardi (Responsabile Altroconsumo Campania), Gianpaolo Delle Donne (Segretario Commissione Tutela del Consumo).

I dati sui livelli di alfabetizzazione finanziaria, secondo la Consob, ci dicono che il 40% dei cittadini non sa valutare le proprie conoscenze finanziarie, il 50% è a disagio con la finanza e un altro 50% non è interessato. Senza una conoscenza dei concetti finanziari di base, certamente le persone rischiano di accumulare debiti, risparmiare di meno e pagare tassi di interesse più alti, purtuttavia anche la sola educazione finanziaria potrebbe oggi non essere sufficiente per la complessità del sistema in cui si muovono gli attori. E’ invece importante che le persone devono essere messe in grado di orientarsi tra strumenti e servizi sempre più diversificati e, in un futuro non troppo lontano, tra prodotti sempre più innovativi e canali distributivi anche digitali. Il tasso di indebitamento delle famiglie è aumentato. Secondo i dati della CGIA, le famiglie italiane sono indebitate per un importo medio pari a 20.549 euro. Nell'insieme, i “passivi” accumulati con le banche e gli istituti finanziari ammontano a quasi 534 miliardi di euro. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto nazionale di statistica, sono oltre 18 milioni gli italiani vicino alla soglia di povertà, quasi un terzo della popolazione nazionale. È aumentata la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, e il dato piu’ negativo riguarda i giovani. Il tema della tutela preventiva dei consumatori e, più in generale, del mercato (fatto di imprese e consumatori) sono da più parti evidenziate come fattori che potrebbero favorire la ripresa economica in un’ottica di efficace ottimizzazione delle risorse prevenendo il fenomeno del NPL. Il valore sociale, economico e civile della tutela del risparmio inducono a riflettere sulla capacità dello Stato di assicurare una efficace tutela del risparmio a salvaguardia dei diritti dei cittadini. Negli ultimi anni, infatti, la materia dell’intermediazione finanziaria è stata al centro di attenzioni e questo in virtù delle numerose controversie che gli investitori e la più amplia platea dei consumatori hanno avviato nei confronti degli intermediari finanziari per i danni subiti. La crisi finanziaria ha messo in luce l’importanza dell’informazione per il corretto funzionamento dei mercati. Infatti, le recenti crisi economiche negli ordinamenti giuridici nazionali ed internazionali hanno determinato un’asimmetria che ripropone, oggi più di ieri, il tema del ruolo delle banche nel garantire una corretta informazione ai consumatori. Tale ruolo centrale delle banche richiede la presenza di un requisito di indipendenza delle medesime nei confronti dei consumatori. In tale contesto, potrebbe essere utile al mercato la presenza di un soggetto “terzo indipendente” tra gli attuali attori, intermediario e cliente, a garanzia della correttezza delle operazioni finanziarie in via preventiva e a supporto dell’attività di supervisione delle Autority. I commercialisti potrebbero essere i soggetti più idonei a ricoprire un tale ruolo pubblico di garanzia per il mercato attraverso l’asseverazione delle operazioni finanziarie, sia a tutela delle banche, contribuendo a preservarne il corretto funzionamento, prevenendo il fenomeno dei NPL, che di imprese e consumatori, prevenendo fenomeni come l’indebitamento.

 

Juncker ammette: «Poco solidali con i greci»

"Mi rincresce" che nella gestione della crisi finanziaria l'Eurozona abbia "dato troppo spazio al Fondo Monetario Internazionale. Se la California entra in crisi, gli Usa non si rivolgono al Fondo, e noi avremmo dovuto fare lo stesso". Lo sottolinea il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, intervenendo a Strasburgo nella plenaria del Parlamento Europeo, per il ventennale dell'euro.

Invece, continua Juncker, "c'è stata una mancanza di solidarietà" nella gestione "della crisi greca. Abbiamo coperto di contumelie la Grecia: mi rallegro nel vedere che la Grecia e il Portogallo hanno ritrovato un posto, non dico un posto al sole, ma un posto tra le vecchie democrazie europee", osserva.

Poi, parlando dell'euro, il presidente della Commissione europea sottolinea che si tratta di un progetto che ha avuto "successo", cui all'inizio credevano in pochi. "Quando abbiamo lanciato il processo verso la moneta unica, ci prendevano per pazzi - ricorda Juncker - dicevano che l'unione monetaria non avrebbe potuto funzionare". "Ne sentiamo di meno oggi - prosegue Juncker - deputati, giornalisti, professori di diritto ed economisti, soprattutto in Germania, tutti dicevano che sarebbe stata un'avvenutra che avrebbe condotto l'Ue al bordo dell'abisso. Ebbene, siamo ben lontani dall'abisso, perché possiamo constatare che il percorso intrapreso da vent'anni è stato coronato da successo".

Anche se, aggiunge Juncker, "la convergenza economica e sociale tra gli Stati membri lascia tuttora a desiderare". Ci sono "dei punti deboli: è una grande debolezza che il coordinamento delle politiche economiche non sia perfetto. Non sarà mai perfetto, ma dobbiamo fare di più in materia di coordinazione delle politiche economiche, di bilancio e fiscali. E' una debolezza che rimane e non possiamo abbassare la guardia", conclude.Poi, parlando dell'euro, il presidente della Commissione europea sottolinea che si tratta di un progetto che ha avuto "successo", cui all'inizio credevano in pochi. "Quando abbiamo lanciato il processo verso la moneta unica, ci prendevano per pazzi - ricorda Juncker - dicevano che l'unione monetaria non avrebbe potuto funzionare". "Ne sentiamo di meno oggi - prosegue Juncker - deputati, giornalisti, professori di diritto ed economisti, soprattutto in Germania, tutti dicevano che sarebbe stata un'avvenutra che avrebbe condotto l'Ue al bordo dell'abisso. Ebbene, siamo ben lontani dall'abisso, perché possiamo constatare che il percorso intrapreso da vent'anni è stato coronato da successo".

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