Sabato 24 Febbraio 2018 - 7:21

Il fisco incassa sempre di più

ROMA. A novembre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 35,9 miliardi (2,1 miliardi in più rispetto a quelle rilevate nello stesso mese del 2016). Nei primi undici mesi del 2017 esse sono state pari a 374,9 miliardi, in aumento dell'1,8 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2016. Lo comunica la Banca d'Italia.

La Rdb fallita è il secondo debitore di Mps

TORRE DEL GRECO. Tra i principali debitori insolventi del Monte dei Paschi di Siena, la banca senese salvata con più di 5 miliardi di soldi pubblici, spunta anche il nome dei Rizzo Bottiglieri De Carlini. Il colosso armatoriale di Torre del Greco, dichiarato fallito la scorsa mattina dal giudice del tribunale di Torre Annunziata Valentina Vitulano, pare avere alle spalle un passivo che si aggirerebbe attorno al miliardo di euro. Il filo che da Torre del Greco porta a Siena passa sempre per il mare. E sulla fune corrono anche i soldi - montagne di soldi - di altri armatori di lusso con base a Torre del Greco. Come i Rizzo Bottiglieri De Carlini Armatori. Un’altra “potenza” economica che per decenni ha viaggiato a vele spiegate nel mondo della finanza. L’alleanza della navigazione ha un debito da 255,2 milioni con Monti dei Paschi di Siena, per il quale pare era partito un piano di restituzione - sul medio-lungo periodo - dei soldi incassati dal Monte dei Paschi. Si tratta della seconda esposizione a sofferenza lorda della banca dopo quella di Sorgenia Power Spa, appartenuta in passato alla famiglia di Carlo De Benedetti. Una situazione difficile anche alla luce del epilogo drammatico, cominciato mesi fa, che apre l’esercizio straordinario e permetterà alle navi della flotta Rbd e ai circa 400 dipendenti sparsi in tutto il mondo di proseguire con l’attività. Il crac della Rbd - nell’aria da diversi giorni, dopo il fallimento del tentativo di trovare un accordo su un’ipotesi concordataria - non è l’unica impresa corallina ad essere nella lista dei grandi debitori di Mps. Tra essi, infatti, c’è anche il nome dell’altro colosso armatoriale corallino decaduto, la Deiulemar, che con il suo crac ha portato a picco 13mila risparmiatori con le loro famiglie. A quel tempo, prima che il crack si manifestasse con tutta la sua forza, alcuni dei responsabili di Mps Service di Napoli si “vantavano” di avere la Deiulemar nel portafoglio dei clienti della banca. Oltre ai tredicimila risparmiatori che avevano investito nella società più di 720 milioni di euro, anche la banca senese è rimasta scottata dal crac della compagnia di Navigazione corallina. I finanziamenti di Monte Paschi di Siena all’ombra del Vesuvio risalirebbero al 2000, quando a Napoli nacque un team di Mps scelto per seguire le aziende campane e soprattutto quelle dello shipping. 

«I miei soldi? Spariti nel nulla, vi spiego come»

La vicenda è surreale. «I miei quasi 13mila euro sono come spariti, volatilizzati. Per oltre un mese non si sapeva dove fossero finiti», racconta all'AdnKronos Andrea, titolare di una concessionaria nel viterbese.

È rimasto vittima di una truffa, quella dell'Iban, ma per fortuna la sua è una storia a lieto fine. «Ormai ho anche un secondo lavoro, “quello dell'investigatore", oltre a quello di sempre: compro e vendo auto» scherza, raccontando all'AdnKronos l'incredibile storia in cui si è trovato invischiato. «Quel pomeriggio me lo ricordo bene. Mi è arrivata la mail di una signora con cui stavo trattando, che mi dava il benestare per il pagamento, chiedendomi di saldare subito la cifra pattuita per acquistare l'auto full-optional - spiega -. Ero contento. Sono andato subito in banca allo sportello per fare un bonifico urgente».

Aveva fretta di concludere l'affare il prima possibile. Sembrava tutto fatto ma, si legge sulla denuncia alla Polizia Postale, «non avendo ricevuto l'accredito» il giorno dopo la signora l'ha chiamato. «Che è successo? Mi ha chiesto e lì sono caduto dalle nuvole» dice Andrea. L'Iban non era quello della concessionaria, che vendeva la vettura, ma di un conto intestato a una banca online di Milano. Se Iban e beneficiario non coincidono, spiega Andrea, ormai diventato un esperto, «è il primo ad avere la meglio e i soldi vengono versati». «In pratica erano entrati nella mia posta e mi avevano cambiato non uno, ma tutti gli Iban dei miei fornitori. Possiamo anche dire che mi è andata bene, tra virgolette, perché ho fatto solo un bonifico e, poi, me ne sono accorto. Per lavoro ne faccio molti di più, ogni giorno».

Dopo un mese, Andrea ci scrive su WhatsApp, perché «ci sono grosse novità». «Mi hanno stornato la cifra, incredibile», racconta dall'altro capo del telefono con sollievo. «Mi hanno ridato i soldi, ma quelli di altri malcapitati, mi hanno spiegato dalla Polizia Postale - continua Andrea - sono stati prelevati dal “money mule", un prestanome, pagato per ritirarli e portarli via, all'estero. Parliamone, è giusto che si sappia, se per esempio io avessi telefonato alla signora, prima di fare il bonifico, avrei scoperto la truffa. Se non lo sai ti fidi».

È una delle tante trappole del web. «Le wi-fi sono uno dei punti deboli del nostro vivere quotidiano, ti possono offrire uno spunto di connessione con il nome simile alla tua, a quella del tuo ufficio - dice all'AdnKronos Umberto Rapetto, già generale della Guardia di Finanza e comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche -. Ti agganci, dopo aver tentato, e loro ti rubano le credenziali e le informazioni, che mi servono per entrare nella posta e bloccare il messaggio. L'email non parte e lo mando io in un secondo momento con tutte le modifiche del caso». «Si sta andando verso un mondo, dove l'impiegato allo sportello degli istituti di credito non ci sarà più. Uno entra in banca e trova queste macchinette tipo “lavatrici a gettoni" con cui si fa tutto. Con la smaterializzazione andremo incontro a un futuro in cui questo genere di truffe saranno all'ordine del giorno».

 

Disoccupazione all'11%

ROMA. Il tasso di disoccupazione a novembre su base mensile si attesta all’11% (-0,1 punti percentuali rispetto a ottobre), mentre quello giovanile cala al 32,7% (-1,3 punti). Lo rileva l'istat nei dati provvisori sul mercato del lavoro diffusi oggi. A novembre la stima degli occupati torna a crescere (+0,3% rispetto a ottobre, pari a +65mila). Il tasso di occupazione sale al 58,4% (+0,2 punti percentuali), rileva ancora l'istat. Su base annua diminuiscono sia i disoccupati (-7,8%, -243mila) sia gli inattivi (-1,3%, -173mila), rileva ancora l'istat. Sul fronte giovani, a novembre 2017 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 32,7%, in calo di 1,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Tenendo conto anche di questi giovani inattivi, l'incidenza dei disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è invece pari all'8,6% (cioè meno di un giovane su 10 è disoccupato), in calo di 0,3 punti rispetto a ottobre.

Il tasso di occupazione dei 15-24enni cresce di 0,5 punti, mentre quello di inattività cala di 0,2 punti. Il tasso di disoccupazione cresce su base annua tra gli ultracinquantenni (+0,3 punti percentuali), mentre cala nelle restanti classi di età con variazioni comprese tra -0,3 punti per i 35-49enni e -7,2 punti per i 15-24enni. Anche al netto dell'effetto della componente demografica, l'incidenza dei disoccupati sulla popolazione è in calo tra i 15-49enni, mentre cresce tra gli ultracinquantenni. Il tasso di inattività cresce nell'ultimo anno tra i 15-24enni (+0,9 punti percentuali), rimane stabile nelle classi di età centrali tra 25 e 49 anni, cala tra gli over 50 (-1,8 punti).

Lavoro, più sicurezza per le donne ingegnere

NAPOLI. Obiettivo: migliorare la sicurezza sul lavoro delle donne ingegnere. L’Ordine degli ingegneri di Napoli – presieduto da Edoardo Cosenza – elaborerà infatti, di concerto con l’Inail, linee guida per valutare i rischi professionali in ottica di genere, e ridurre gli eventuali pericoli che le donne ingegnere, sempre più numerose (il 13 per cento degli iscritti all'Albo), affrontano nel corso delle loro attività, per esempio nei cantieri edili o negli impianti industriali.
“Sarà così possibile – spiegano le Consigliere dell’Ordine Barbara Castaldo, Valentina Della Morte e Ada Minieri – ideare sistemi, procedure e apparati per la sicurezza pensati per le esigenze specifiche delle colleghe. Basti pensare, per esempio, a dispositivi di illuminazione e allarme per i cantieri isolati, oppure a un dispositivo di protezione, come il casco, realizzato per essere indossato agevolmente con capelli di lunghezza variabile”. Al progetto darà il suo contributo anche Paola Astuto, coordinatrice della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine degli ingegneri di Napoli.
Giunge così alla fase operativa un progetto iniziato con l’Inail (hanno partecipato per l’ente Rossella Continisio e Angela Nicotera), promosso e avviato nella precedente consiliatura dalla ex Vice Presidente dell’Ordine Paola Marone, attualmente Presidente del Centro formazione e sicurezza in edilizia (Cfs) e dalla Consigliera Barbara Castaldo. “L’Ordine – spiega Paola Marone – ha diffuso tra le iscritte un questionario per la valutazione dei rischi in ottica di genere, sviluppato dall’Inail. La raccolta e l’elaborazione dei dati ci hanno fornito indicazioni molto utili. Il nostro settore comporta rischi elevati per le donne, non limitati solo al periodo della maternità, ma estesi a tutta la vita lavorativa. L’ingegneria civile e quella chimica stanno diventando sempre più ‘rosa’, per questo anche la valutazione dei rischi va realizzata in un’ottica di genere. È un modello che vogliamo contribuire a diffondere in tutta Italia”.
“Le linee guida rappresentano un utile strumento - aggiunge Adele Pomponio, direttrice regionale vicario Inail Campania – che sarà messo a disposizione di tutte le professioniste a garanzia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il testo che si sta sviluppando parte da un’indagine sulla percezione dei rischi condotta insieme alle stesse lavoratrici: la forza dell’iniziativa è proprio la sinergia tra chi progetta e chi è destinatario delle linee guida”.

Benzina e diesel, scattano i rincari

ROMA. Dopo quattro giorni di quiete, i prezzi dei carburanti tornano a salire, sotto la spinta degli aumenti delle quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo, con il Brent che ieri ha toccato nuovi massimi da giugno 2015 e con l'euro sempre sopra 1,20 sul dollaro. Per i prezzi dei carburanti alla pompa siamo sui livelli massimi da luglio-agosto 2015. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Le medie dei prezzi rilevati dall'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico mostrano la benzina self service a 1,553 euro/litro (+1 millesimo, pompe bianche 1,526), diesel a 1,417 euro/litro (+1 millesimo, pompe bianche 1,394). Gpl a 0,659 euro/litro (invariato, pompe bianche 0,646), metano a 0,963 euro/kg (invariato, pompe bianche 0,952).

 

 

Galleria, Confapi jr: chiusura notturna non è una buona idea

«Chiudere la Galleria Umberto I può essere una soluzione utile, ma non è una buona soluzione».

A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli.

«Quel che da mesi, anzi da anni accade in uno dei monumenti più belli e prestigiosi della città, trasformato di sera in un campetto di calcio e di scorribande per piccole e grandi gang, è mortificante per Napoli e per i napoletani – aggiunge –. Soprattutto alla luce del ritrovato interesse del turismo internazionale per il capoluogo campano e per le sue bellezze».

«La strada da percorrere è solo una: la collaborazione tra le Istituzioni e i privati, che pure sono proprietari di gran parte della Galleria – prosegue Marrone –. Tenerla in condizioni degne è anche un loro interesse oltre che un loro obbligo».

«Un primo passo, anche alla luce di quel che è capitato all'albero di Natale in questi giorni, vandalizzato a tempo di record, potrebbe essere chiedere, in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, un incremento della vigilanza da parte delle forze dell'ordine – ha concluso Marrone – al fine di sottrarre un bene inestimabile della città all'uso sconsiderato della criminalità locale».

Emiliano cede, scongiurata la chiusura dell'Ilva

ROMA. ''Anche la Regione Puglia, dopo il Comune di Taranto, ha depositato la rinuncia alla richiesta di sospensiva al Tar sul decreto del presidente del Consiglio dei ministri che contiene il piano ambientale per Ilva. È un segnale positivo, che scongiura il rischio spegnimento il 9. Ora lavoriamo insieme per il ritiro del ricorso''. Lo afferma il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, su Twitter.

Bollette luce e gas, arriva il salasso

ROMA. Bollette di luce e gas più alte a partire dal 2018. Secondo quanto comunica l'Autorità per l'energia elettrica il gas ed il sistema idrico, a partire dal primo trimestre del prossimo anno si registrerà infatti un incremento del 5,3% per le forniture elettriche e del 5% per quelle gas, secondo quanto previsto dall'aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela.

In sostanza, per l'elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell'anno scorrevole (compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018) sarà di circa 535 euro, con una variazione del +7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente, corrispondente a un aumento di circa 37 euro/anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.044 euro, con una variazione del +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro/anno.

L’aumento dell’elettricità dal 1 gennaio, spiega l'Autorità, è legato ad una serie di fattori concomitanti, tutti al rialzo, che hanno portato ad una decisa crescita dei prezzi all’ingrosso nell’ultimo trimestre (+20% del Prezzo Unico Nazionale solo a novembre rispetto ad ottobre).

Per il gas, invece, l’aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alle stagioni invernali, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo, che – in un mercato unico - implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all’ingrosso italiani.

Bce: tassi invariati a lungo

FRANCOFORTE. Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento e continua ad attendersi che rimangano sui livelli attuali per un prolungato periodo di tempo, e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività. A sottolinearlo è il Bollettino della Bce pubblicato oggi. Sulla base della consueta analisi economica e monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato la necessità di un ampio grado di accomodamento monetario per assicurare un ritorno durevole dell’inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato che da gennaio 2018 intende proseguire gli acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività (Paa) a un ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di settembre 2018 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione.

Inoltre, il Consiglio direttivo ha nuovamente confermato che, qualora le prospettive divenissero meno favorevoli o le condizioni finanziarie risultassero incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, sarebbe pronto a incrementare il Paa in termini di entità e/o durata. Il Consiglio direttivo ha altresì ribadito che l’Eurosistema reinvestirà il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nell’ambito del Paa per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività, e in ogni caso finché necessario.

Nel bollettino, la Bce sottolinea che l'economia dell'area euro si espande a un ritmo sostenuto. Rimane, tuttavia, necessario "un ampio grado di stimolo monetario affinché le spinte inflazionistiche di fondo continuino ad accumularsi e sostengano la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo".

PIL EUROZONA - La Bce rivede al rialzo la crescita del pil dell'area euro. Le proiezioni macroeconomiche formulate a dicembre dagli esperti dell’Eurosistema prevedono una crescita annua del pil in termini reali pari al 2,4 per cento nel 2017, al 2,3 per cento nel 2018, all’1,9 per cento nel 2019 e all’1,7 per cento nel 2020.

Il disavanzo di bilancio nell’area dell’euro dovrebbe ridursi ulteriormente nell’orizzonte temporale di proiezione, principalmente per effetto del miglioramento delle condizioni cicliche e della riduzione della spesa per interessi. L’orientamento delle politiche di bilancio per l’area dell’euro in termini aggregati sarebbe sostanzialmente neutro. Il rapporto debito pubblico/pil nell’area dell’euro continuerà probabilmente a diminuire, ancorché da un livello tuttora elevato, sottolinea la Bce nel bollettino pubblicato oggi.

INFLAZIONE - Le proiezioni macroeconomiche prevedono un tasso annuo di inflazione misurato sullo Iapc dell’1,5 per cento nel 2017, dell’1,4 per cento nel 2018, dell’1,5 per cento nel 2019 e dell’1,7 per cento nel 2020.

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