Martedì 19 Giugno 2018 - 16:01

Carburanti, rincari a raffica

I prezzi dei carburanti, nei prossimi giorni, dovrebbero registrare un aumento compreso tra +0,5 e 0,7 cent al litro. A sostenerlo, nell'Osservatorio prezzi, è il presidente di Figisc - Confcommercio, Maurizio Micheli.

"A meno di drastiche variazioni in più od in meno delle quotazioni internazionali alla chiusura dei mercati di oggi o del tasso di cambio euro/dollaro -sottolinea-, ci sono ad oggi plausibili presupposti per una aspettativa di prezzi in aumento, media dei due prodotti benzina e gasolio e delle due modalità di servizio 'self' e 'servito', per i prossimi giorni con scostamenti compresi attorno ai 0,5/0,7 centesimi/litro in più".

Al monitoraggio, effettuato in collaborazione con Assopetroli - Assoenergia, dei prezzi pubblicati dalla Commissione Ue risulta che nella data del 7 maggio lo 'stacco Italia delle imposte sui carburanti' è di +22,1 cent/litro per la benzina e +20,6 per il gasolio e le imposte hanno inciso nella settimana sul prezzo finale della benzina per il 62,68 % e per il 58,55 % su quello del gasolio".

Ilva, stop trattativa

Non ci sarà nessuna trattativa sulla bozza di accordo presentato dal governo per la cessione dell'Ilva ad Am InvestCo. Il ministro dello sviluppo Economico, Carlo Calenda, infatti, davanti a un fronte sindacale spaccato, e ai dubbi sulla legittimità dell’operato di un esecutivo dimissionario da parte di alcune organizzazioni, ha ritenuto "che non ci fossero le condizioni per andare avanti", interrompendo di fatto la trattativa. E' questa la conclusione secondo la ricostruzione dei sindacati del confronto di oggi al Mise che aveva come obiettivo la ripartenza del confronto tra Mittal e Fim, Fiom, Uilm, Ugl e Usb.

"I sindacati hanno deciso di non aderire alle linee guida dell'accordo proposto. Il governo ritiene di aver messo in campo ogni possibile azione e strumento per salvaguardare l'occupazione, gli investimenti ambientali e produttivi anche attraverso un enorme ammontare di risorse pubbliche" ha dichiarato Calenda, ricordando come fino ad oggi il governo abbia finanziato l’Ilva in amministrazione straordinaria con circa 900 milioni di euro e come l'offerta di Mittal preveda investimenti per 2,4 miliardi a cui si aggiungono 1,8 miliardi di prezzo “che servono anche a rimborsare lo Stato e l'indotto”. A questo punto, dunque, ha aggiunto Calenda, “il dossier passa al nuovo governo”.

In Italia 5 milioni di persone vivono in povertà

ROMA. ''Per il 2017, il quadro fornito dagli indicatori di benessere mostra diffusi miglioramenti, associati tuttavia all’aggravamento di alcune criticità soprattutto sul fronte della disuguaglianza e della povertà assoluta''. Lo afferma il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, nel corso dell'audizione sul Def nelle commissioni speciali di Camera e Senato. Nel 2017 le persone in povertà assoluta sono circa 5 milioni, distribuiti in 1,1 milioni di famiglie. Si tratta l’8,3% sul totale della popolazione residente (in aumento: era 7,9 nel 2016 e 3,9 nel 2008). ''La ripresa dell’inflazione nel 2017 spiega circa la metà (tre decimi di punto percentuale) dell’incremento dell’incidenza della povertà assoluta'', osserva l'Istat. Mentre la restante parte, secondo l'Istituto di statistica, ''deriva dal peggioramento della capacità di spesa di molte famiglie che sono scese sotto la soglia di povertà''. Complessivamente, si stima che lo scorso anno siano in povertà assoluta 154mila famiglie e 261mila individui in più rispetto al 2016. Dal punto di vista territoriale, i dati provvisori mostrano aumenti nel Mezzogiorno e nel Nord, e una diminuzione al Centro.

Privacy, aziende pronte a dotarsi di un responsabile

AVERSA - “Sono oltre 45.000 le aziende pubbliche e private che dovranno dotarsi di un "responsabile della protezione dei dati" con nuove opportunità per i dottori commercialisti, giuristi d'impresa ed altri professionisti esperti della materia”. Lo ha detto Vincenzo Natale, (nella foto) consigliere tesoriere dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, presieduto da Antonio Tuccillo, presentando i temi che verranno analizzati nel corso del incontro sul tema “Privacy 4.0: formazione e soluzioni” che si terrà martedì 8 maggio alle ore 9,00 nella sala conferenze dell’Odcec ad Aversa.  “Sarà un ‘Privacy Day Forum’ – ha aggiunto Natale - interamente dedicato al nuovo regolamento europeo sul trattamento e la libera circolazione dei dati personali”.

“Nel corso dell’incontro – ha sottolineato Sandro Fontana, consigliere delegato dell’Ordine  - verrà analizzata la nuova normativa europea sulla privacy che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio ed il suo ambito di applicazione, fornendo indicazioni dettagliate su come affrontare il nuovo adempimento e analizzando la valutazione di impatto. Verranno illustrate le nuovi sanzioni previste, proporzionali al carattere doloso o colposo delle violazioni (oltre che alla natura, gravità e durata delle stesse)”.

Per Attilio Pisani, presidente della Commissione di Diritto Penale dell’Economia il GDPR (General Data Protection Regulation) impone ai professionisti un cambiamento culturale nell’approccio al modello di gestione della privacy. Il nuovo schema, diversamente dal passato,  non è più basato su un disciplinare tecnico delle misure minime di sicurezza, essendo posta a carico del titolare dello studio professionale la responsabilità (c.d. principio di accountability) di definire, all’esito di un’attenta analisi dei rischi, le misure di sicurezza idonee a garantire la privacy dei dati personali trattati dal titolare stesso o dal Responsabile del trattamento. In ciò risiede la principale criticità - ha evidenziato Pisani -, ma anche la possibile opportunità insita in questo nuovo adempimento che, richiedendo un processo valutativo dinamico basato sulla Risk Analisys tipico dei sistemi di gestione di Internal Auditing, da onere per gli studi professionali e può trasformarsi in una occasione per ampliare il perimetro delle attività di consulenza offerte dai dottori commercialisti”.

“L’attività di valutazione del rischio rientra a pieno titolo tra le competenze proprie delle professioni economico-giuridiche. Per tale motivo l’adeguamento alle nuove misure del GDPR, che pure costituisce l’ennesimo onere per gli studi professionali, può essere considerato al contempo quale opportunità di sviluppo per la consulenza in materia di Privacy, in relazione alla quale i commercialisti – ha concluso Pisani - possono porsi, da un lato, quali validi interlocutori verso le Autorità Competenti e, dall’altro, quali professionisti esperti verso la pubblica amministrazione, il mondo delle imprese e delle altre professioni”.

Al convegno, moderato da Luca Lo Presti (Consigliere Amministratore Sync Security BU Manager Sync Lab), interverranno Raffaela Pignetti (Presidente Consorzio ASI Caserta); Enrico Caiazza (Direttore Tecnico Commerciale Sync Security); Roberta Mazza (BU Manager Consulting & Compliance Sync Security); Filippo Rossi (BU Manager Cyber Security – Sync Security & CEO Joy System).

Il primo insegnamento universitario in Italia dedicato alla professione di commercialista

NAPOLI - L’Università Telematica Pegaso nel corso di Laurea Triennale in Economia Aziendale ha nei giorni scorsi introdotto l’insegnamento di Diritto e management della professione di commercialista sulle fondamentali tecniche di gestione di uno studio professionale, delle evoluzioni in atto e dell’impianto normativo e regolamentare della professione contabile, quale completamento del percorso formativo di chi è orientato alla carriera libero-professionale.

Ideatore e docente del corso il professor Domenico Posca il quale chiarisce che l’obiettivo didattico è fornire agli studenti le conoscenze in merito alle norme civilistiche e comunitarie che regolano l’attività professionale.

Al contempo - aggiunge Posca - saranno approfondite le tecniche di marketing, di organizzazione e management dello studio professionale, allo scopo di formare futuri consulenti in grado di fornire servizi ad alto valore aggiunto. Muovendo dalle condizioni di contesto istituzionale, di mercato e sociale in cui i professionisti del futuro si troveranno a operare. A partire dalle esigenze delle start-up e delle imprese innovative, di elevato contenuto specialistico, per finire con i vantaggi della crescita dimensionale degli studi professionali.

E’ il primo insegnamento universitario completo in Italia sulla professione di commercialista – precisa con orgoglio il docente – articolato in 72 lezioni, che è stato possibile realizzare grazie alla sensibilità del team Pegaso, dal presidente Danilo Iervolino al direttore scientifico Francesco Fimmanò.

Ue: «Crescita Italia a rischio per incertezza politica»

La Commissione europea conferma le stime di crescita per l'Italia, ma vede un rallentamento alle porte. Dopo "l'accelerazione" della crescita nel 2017, l'economia italiana "continuerà a crescere allo stesso passo dell'1,5% quest'anno". Ma con i "venti di coda in calo e l'output gap che si chiude, la crescita del pil verrà moderata a 1,2% nel 2019". Lo scrive la Commissione Ue nelle stime economiche di primavera.

Secondo le stime della Commissione Europea, il Pil dell'Eurozona, e quello dell'Ue, dovrebbe crescere del 2,3% nel 2018, per rallentare al +2% nel 2019, dopo una crescita del 2,4% nel 2017. Dovrebbe restare debole invece, sotto il target della Bce (vicino ma inferiore al 2%) l'inflazione (indice dei prezzi al consumo): nell'Eurozona nel 2018 è prevista all'1,5%, come nel 2017, per salire all'1,6% nel 2019, malgrado "stiano aumentando le pressioni sui prezzi per effetto di mercati del lavoro" con meno disoccupati di prima e "di una crescita dei salari più rapida in molti Stati membri".

MONITO ALL'ITALIA - L'"incertezza politica", se prolungata ulteriormente, rischia di mettere a repentaglio la crescita economica dell'Italia, proprio ora che la ripresa potrebbe rivelarsi più robusta del previsto. E' l'avvertimento rivolto all'Italia della Commissione Europea, secondo cui i rischi per le prospettive di crescita" del Paese "sono diventati più orientati verso il basso. L'incertezza politica - scrivono gli economisti dell'esecutivo Ue - è diventata più pronunciata e, se prolungata, potrebbe rendere i mercati più volatili ed influenzare negativamente il sentiment economico e i premi al rischio (cioè i rendimenti delle obbligazioni, in primis dei titoli di Stato, ndr)". D'altra parte, aggiungono, "la ripresa trainata dagli investimenti potrebbe spingere la produttività, e in ultima analisi la crescita del Pil, più di quanto previsto".

RISCHI GLOBALI - L'orizzonte economico globale - sostiene la Commissione Europea - si fa più carico di rischi, non pochi dei quali arrivano dagli Usa, e, se dovessero materializzarsi, colpirebbero l'Eurozona, che è "particolarmente vulnerabile", a causa della sua "apertura". "Complessivamente - si legge - i rischi per le previsioni sono cresciuti, orientandosi al ribasso. In Europa, gli ultimi dati hanno ridotto la probabilità che la crescita possa rivelarsi più forte del previsto nel breve periodo". Tra i rischi esterni "la volatilità dei mercati finanziari negli ultimi mesi diverrà probabilmente un fattore più permanente in futuro, cosa che aumenterà l'incertezza. Gli stimoli di bilancio prociclici negli Usa dovrebbero spingere la crescita nel breve termine, ma si prevede che aumentino i rischi di un surriscaldamento dell'economia e la possibilità che i tassi di interesse Usa crescano più velocemente di quanto previsto". Inoltre "un'escalation di protezionismo commerciale pone un rischio inequivocabilmente negativo per le prospettive dell'economia globale. Questi rischi sono interconnessi: a causa della sua apertura, l'Eurozona sarebbe particolarmente vulnerabile ad una loro materializzazione".

Occupazione, numeri record

A marzo occupazione ai massimi dal 2008. E' quanto rileva l'Istat nei suoi dati provvisori diffusi oggi. La stima degli occupati continua a crescere (+0,3% rispetto a febbraio, pari a +62mila). Il tasso di occupazione si attesta al 58,3% (+0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente). La crescita congiunturale dell'occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. L'aumento maggiore si stima per i giovani 25-34enni (+0,9 punti percentuali).

La crescita, sostiene l'istituto di statistica, è dovuta interamente alla componente maschile mentre per le donne, dopo l'aumento dei mesi precedenti, si registra un calo. Nell'ultimo mese si stima unaripresa degli indipendenti, che recuperano in parte la diminuzione osservata nei primi due mesi dell'anno e, in misura più lieve, dei dipendenti a termine, mentre restano sostanzialmente stabili i permanenti.

 

Su base annua continua l'aumento degli occupati (+0,8%, +190 mila). La crescita interessa uomini e donne e riguarda esclusivamente i lavoratori a termine (+323 mila), mentre calano i permanenti (-51 mila) e gli indipendenti (-81 mila). Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+391 mila) e, in misura minore, i 15-34enni (+46 mila) mentre calano i 35-49enni (-246 mila). Nell'arco di un anno diminuiscono sia i disoccupati (-4,0%, -118 mila) sia gli inattivi (-1,1%, -150 mila).

Nell'arco del primo trimestre 2018, rende poi noto l'Istat, si stima una crescita degli occupati dello 0,1% rispetto al trimestre precedente (+21 mila). L'aumento interessa gli uomini e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Crescono i dipendenti a termine (+66 mila), mentre diminuiscono lievemente i permanenti (-8 mila) e in misura più consistente gli indipendenti (-37 mila). Alla crescita degli occupati nel trimestre si accompagna un lieve aumento dei disoccupati (+0,1%) e un calo degli inattivi (-0,3%, -34 mila).

A marzo il tasso di disoccupazione è rimasto stabile all'11,0%. Il dato è però in crescita tra le donne e la fascia di età tra 35 e 49 anni. Dopo il calo di febbraio, aggiunge l'istituto di statistica, la stima delle persone in cerca di occupazione a marzo registra un aumento dello 0,7% (+19mila). A marzo la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,8% (-104 mila). Il calo riguarda entrambi i generi e tutte le classi di età ad eccezione dei 15-24enni. Il tasso di inattività scende al 34,3% (-0,3 punti percentuali rispetto a febbraio).

E' in calo la disoccupazione giovanile, ai minimi dal 2011. A marzo, rispetto al mese precedente, scende di 0,9 punti percentuali attestandosi al 31,7% nella fascia di età che va dai 15 ai 24 anni. Su base annua il calo è stato pari a -4,4 punti percentuali.

A marzo "si conferma la ripresa dell'occupazione nell'anno in corso, dopo la battuta d'arresto osservata a fine 2017. Un aspetto di rilievo nell'ultimo mese è la crescita dell'occupazione giovanile (+68 mila occupati 15-34enni)". E' il commento dell'Istat ai dati provvisori diffusi questa mattina su occupati e disoccupati di marzo.

"La crescita tendenziale si distribuisce per genere e si concentra nei giovanissimi (15-24enni) e soprattutto negli over 50, per effetto sia dell'aumento dell'età pensionabile sia dei fattori demografici. Dopo i livelli massimi della fine del 2014, la disoccupazione è scesa sui livelli della seconda metà del 2012, ancora 5 punti percentuali sopra al livello pre-crisi. Sensibile il calo dell'inattività, sia maschile sia femminile, che tocca negli ultimi mesi i livelli minimi", conclude l'istituto di Statistica.

Moretta, da Consiglio e Cassa commercialisti massima attenzione verso i giovani

NAPOLI  - “Oggi registriamo grande sintonia in materia di politiche giovanili tra la Cassa di previdenza e il Consiglio nazionale dei commercialisti. C’è grande attenzione a venire incontro alle esigenze dei giovani iscritti che si avvicinano alla professione. Viene data ad esempio la possibilità di finanziare gli studi, e trovare lavoro seppure sporadicamente a chi è in difficoltà. E poi a nessuno viene fatta mancare la possibilità di partecipare ai corsi di formazione per aggiornarsi”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Odcec di Napoli, aprendo il convegno “Prospettive e novità in materia di Cassa di previdenza dei dottori commercialisti”.

“Le novità previdenziali più importanti riguardano l’approvazione del bilancio della Cassa, che ha chiuso l’anno con oltre 630 milioni di euro di avanzo”, ha sottolineato Walter Anedda, presidente della Cnpadc. “E il bilancio tecnico evidenzia la sostenibilità dell’ente ben oltre i 50 anni previsti oggi dalla norma”.

Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani, si è soffermato sul tema del lavoro: “L’azione tra il Consiglio nazionale e le nostre Casse di previdenza è sinergica. Oggi la gestione previdenziale deve anche avere un focus rilevante sull’acquisizione di opportunità per la categoria, perché tutta la professione si sta riqualificando”.

Di welfare ha parlato Salvatore Palma, il consigliere d’amministrazione dell’ente pensionistico: “Stiamo immaginando un nuovo welfare per la categoria, che sia più dinamico ed attivo, presente a 360 gradi nella vita dell’iscritto. E che dunque sostenga anche la crescita professionale, perché questa significa migliore tenuta del sistema previdenziale e migliore adeguatezza delle prestazioni”.

Per Sandro Villani, vicepresidente dell’istituto di previdenza: “Il convegno ha permesso di intensificare il dialogo tra le parti per poter cogliere tutte le opportunità che portino beneficio alla professione”.

Cassa di previdenza dei ragionieri, bilancio in attivo

ROMA - Il Comitato dei delegati dell’Associazione Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri, presieduto da Luigi Pagliuca, ha approvato il bilancio d’esercizio dell’anno 2017, che chiude con un utile di 45,4 milioni di euro, con un incremento di 15,5 milioni circa rispetto al bilancio di previsione assestato.  Il risultato a consuntivo, rispetto al preventivo assestato di novembre 2017, è influenzato positivamente da un incremento dei proventi di natura finanziaria per 16,9 milioni circa. Il risultato d’esercizio non considerando le rettifiche delle poste dell'attivo patrimoniale, in particolare la svalutazione dei crediti verso iscritti (55,7 milioni) e gli accantonamenti ai fondi rischi e oneri (7,03 milioni), rileva un utile pari a 108,1 milioni di euro.

Il margine di contribuzione dell’area previdenziale (differenza tra i ricavi per contributi e i costi per prestazioni previdenziali e assistenziali) è pari a 48, 2 milioni circa in riduzione di 3,3 milioni di euro rispetto al precedente esercizio a causa della maggiore rettifica di svalutazione dei crediti, delle sanzioni e degli interessi vantati nei confronti degli iscritti. La contribuzione degli iscritti accertata in competenza è in crescita di 28,8 milioni rispetto al precedente esercizio, mentre la spesa per previdenza e assistenza, rileva un decremento di 2,1 milioni (230,2 milioni del 2017 contro i 232,3 milioni del 2016).

Il rendimento del portafoglio obiettivo del portafoglio mobiliare investito nelle Gestioni affidate a terzi ha conseguito un risultato del 5,74%. Il margine di contribuzione della gestione degli investimenti mobiliari ha realizzato un risultato al netto dell’imposizione fiscale in termini relativi del 1,7% a fronte dell’1,3% del passato esercizio. In termini assoluti il risultato netto della gestione degli investimenti mobiliari ha rilevato un margine di contribuzione di 23,9 milioni a fronte dei 18,1 milioni del precedente esercizio.

La gestione del portafoglio immobiliare in gestione diretta ha registrato un margine di contribuzione dello 0,8% a fronte di un risultato negativo dello 0,1% del precedente esercizio, evidenziando in valori assoluti un margine di 1.2 milioni circa, contro lo 0,2 milioni in negativo del 2016.

Il patrimonio investito risultante dall’attivo del bilancio è di euro 2.035 milioni al 31/12/2017 con una valorizzazione a mercato di 2.105 milioni. La componente investita in immobili a gestione diretta è pari 151,1 (esclusa la sede dell’ente) milioni a fronte di un valore di mercato di 152,9 milioni. Il patrimonio mobiliare. La componente investita in FIA immobiliari è pari a 812,8 milioni, valorizzati a mercato in 860 milioni circa al 31/12. I valori mobiliari oggetto di investimento al netto della liquidità di 143, 1 milioni ammontano a 928,1 milioni al 31/12, con una valorizzazione a mercato pari a 949,3 milioni.

Gli iscritti attivi all’associazione al 31/12/2017 sono pari a 25.312 contro i 25.520 del precedente esercizio. Le nuove iscrizioni sono state 281 di cui 153 sono gli esperti contabili, quasi il 67% degli iscritti attivi è di sesso maschile, mentre la presenza in esercizio delle donne è pari al 33% circa.

I pensionati sono 9.118 con un incremento di 131 unità rispetto a quelli in essere nel 2016. I pensionati attivi sono 3.521 (198 in meno del 2016).

Il reddito medio dichiarato dagli iscritti è stato pari a 47,4 mila euro (riferito all’anno 2016) in decremento del 3,29% rispetto al 2016 (riferito all’anno 2015), il volume d’affari  medio dichiarato è stato di 93,6 mila euro in decremento del 2,06% rispetto a quello dichiarato nel precedente esercizio.

 

Nella stessa riunione l’assemblea dei Delegati ha approvato modifiche allo Statuto e al Regolamento per i trattamenti assistenziali che ampliano le tutele a favore degli associati sostenendo interventi a favore della formazione e dello sviluppo della professione, nonché un importante intervento di manutenzione sul Regolamento della previdenza a più di 4 anni dalla sua approvazione. Le modifiche, che ora dovranno essere inviate ai Ministeri vigilanti per l’approvazione, cambiano il sistema sanzionatorio che introduce forme di attenuazione per il ravvedimento spontaneo degli iscritti per le morosità non contestate dall’ente e aggiustano il tiro su alcune norme alla luce dell’esperienza maturata, a tutela in particolare delle categorie più deboli come i superstiti e i pensionati di invalidità e inabilità.

"Nuovi mercati per le aziende del futuro: iniziative a sostegno dell'internazionalizzazione"

"Con il processo di globalizzazione in atto da numerosi anni, ovvero l’interdipendenza tra le diverse aree geografiche del mondo e i soggetti economici in queste presenti, i confini nazionali hanno iniziato a rivestire un ruolo sempre più limitato per le imprese. L’interdipendenza globale dell’economia, anche grazie all’avvento dell’e-market, rappresenta una delle componenti principali dell’attuale sistema competitivo, basato sempre più su un mercato che tende ad un maggiore uniformità culturale e di consumi. Per questo fenomeno, le imprese si sono trovate inserite in mercati più ampi rispetto ai contesti del recente passato, con l’esigenza di rivedere e delineare nuove strategie competitive e ad accelerare il processo di crescita e sviluppo sui mercati esteri", ha sottolineato Francesco Corbello (nella foto con Fahad Al Gergawi), Consigliere Segretario dell'Odcec Napoli Nord e Strategic Partner Dubai FDI (Dubai Investment Development Agency).

"Storicamente le imprese italiane hanno privilegiato le esportazioni, ma negli ultimi anni si è registrata una crescente tendenza all’utilizzo di diversi strumenti quali gli Investimenti Diretti Esteri, l’acquisizioni di imprese già esistenti o joint-ventures.

Diverse possono essere le motivazioni che spingono una impresa a internazionalizzarsi quali, ad esempio, superare la limitatezza del mercato domestico, diversificare i mercati di attività, conseguire maggiore forza competitiva o economie di scala, accedere a migliori fonte di approvvigionamento o altri fattori che possono essere interni od esterni all’impresa stessa.

L’espansione estera - ha aggiunto Corbello - non riguarda, ormai, solo le aziende che hanno una dimensione produttiva o di mercato relativamente grande ma ha assunto un ruolo preponderante anche nelle strategie di sviluppo delle imprese di piccole e medie dimensioni che costituiscono il tessuto economico dell’industria italiana. Nessuna impresa, dunque, può ritenersi esente dall’affrontare un processo di internazionalizzazione.

Del resto, una ricerca SDA Bocconi del 2016 ha evidenziato che le imprese internazionalizzate hanno mostrato migliori performance in termini di redditività e una maggiore resilienza rispetto alla crisi finanziaria globale degli ultimi anni, sottolineando come le imprese non internazionalizzate sono state, di contro, interessate da oscillazioni negative della redditività del capitale investito.

Analizzando il panorama italiano è possibile altresì notare che negli ultimi anni numerose Pmi hanno conseguito importanti risultati internazionali grazie ad alcuni elementi caratterizzanti tale categoria di imprese quali un forte orientamento al prodotto e al processo produttivo e l’elevato grado di flessibilità.

In tale contesto i commercialisti assumono un ruolo essenziale al fianco delle imprese che guardano ai mercati internazionali, ritornando ad assumere quel ruolo di consulente a sostegno dello sviluppo mediante un supporto professionale di carattere aziendale ed economico-giuridico che da sempre contraddistingue la Professione.

Sul punto l’Odcec (Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili) di Napoli Nord - ha colcluso Corbello -, con l’apposita commissione di Studio presieduta da Domenico Graziano, sta mettendo a punto una serie di iniziative tese a diffondere la cultura all’internazionalizzazione tra le imprese del territorio, che non si improvvisa ma si programma, e fornire competenze specialistiche ai propri iscritti anche alla luce dei recenti Avvisi della Regione Campania a sostegno dell’internazionalizzazione, mediante la concessione di finanziamenti a fondo perduto, che possono essere di stimolo per il tessuto produttivo locale nell’affrontare nuovi mercati".

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