Mercoledì 20 Febbraio 2019 - 10:16

Palese (Agcai): “I proclami del M5S contro il gioco d’azzardo sembrano ormai un ricordo”

ROMA - “Anche questo governo in linea con il vecchio per quanto concerne l’azzardo. Proroga le concessioni  e rinvia la sostituzione delle slot di altri due anni. Le lobby hanno fatto arrivare le loro richieste a Palazzo Chigi che prontamente le ha accettate. Di Maio e Salvini non rispettano quello che loro stessi hanno firmato nel contratto di governo: l’eliminazione di videolottery e slot machine”.

Lo afferma Benedetto Palese, presidente di Agcai (Associazione Gestori e Costruttori Apparecchi da Intrattenimento).

“Le Vlt continueranno a riciclare denaro e a rovinare tantissime famiglie italiane con perdite orarie di migliaia di euro e, purtroppo, la sostituzione delle slot dai bar con apparecchi con più elementi di intrattenimento e divertimento awp (amusement with prize) e con perdita oraria limitata non vedranno la luce a breve o forse mai. Sono proprio i gestori - aggiunge Palese - che da tre anni chiedono l’inserimento di questi nuovi apparecchi che potrebbero contribuire a debellare l’azzardopatia e la ludopatia. Invece, grazie alle circolari diffuse dall’Agenzia dei Monopoli, le multinazionali straniere stanno conquistando tutto il mercato istallando in tutte le slot nuovi e pericolosi software d’azzardo provenienti dai migliori casinò del mondo”.  

“Tutto questo dietro l’inerzia anche del vicepremier Luigi Di Maio - rimarca il leader di Agcai - che nulla ha fatto pur conoscendo la reale situazione, ben illustrata al vice capo di gabinetto. Eppure  al ministero del lavoro e delle attività produttive abbiamo spiegato che sono a rischio chiusura 5000 aziende costituite dai piccoli gestori con il licenziamento di oltre centomila lavoratori e il dramma delle loro famiglie.

I proclami contro le lobby del gioco d’azzardo del Movimento 5 Stelle sembrano ormai un lontano ricordo. Invece di restituire, attraverso la riduzione del Preu una consistente somma delle perdite ai giocatori, è stato nuovamente elevato il prelievo fiscale per rimpinguare ancor di più le casse statali con i soldi della povera gente. Lo Stato diventa sempre più ‘biscazziere’ e ‘dipendente’ delle lobby che continueranno a dettare legge”.

Fisco, l’impatto della manovra economica su cittadini, imprese e professionisti

TERAMO - “L’impatto della manovra economica su cittadini, imprese e professionisti” è il tema del forum promosso dall’Ordine di dottori commercialisti e degli esperti contabili di Teramo, dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e della Fondazione dei commercialisti territoriale che si terrà giovedì 13 dicembre 2018 alle ore 15,00 nella sala polifunzionale della Provincia di Teramo (via Comi, 11)

All’incontro introdurranno i lavori Luigi Pagliuca (presidente Cassa di previdenza ragionieri), Alberto Davide (presidente Odcec di Teramo), Massimo Mancinelli (presidente Fondazione dcec di Teramo), Valeria Giancola (consigliere nazionale dottori commercialisti ed esperti contabili), Gianguido D’Alberto (sindaco di Teramo), Diego Di Bonaventura (presidente della Provincia di Teramo), Dino Mastrocola (Rettore dell’Università degli Studi di Teramo).

Parteciperanno alla tavola rotonda Silvia Covolo (Commissione Finanze Camera dei Deputati), Antonio Zennaro (Commissione Bilancio e Finanze Camera dei Deputati), Nicola Di Giovannantonio (direttore Confindustria di Teramo), Fabrizio Antolini (presidente del corso di studi di Economia dell’Università di Teramo), Raffaele Falone (presidente dell’Ance di Teramo).

Nel corso dell’iniziativa, patrocinata dalla Provincia di Teramo, si svolgeranno due sessioni di lavoro: “Le novità della manovra economica” e “Una nuova professione: l’Esperto Contabile”.

ModaNapoli, trend positivo nel week end dell’Immacolata

NAPOLI - “Il Black Friday a Napoli è stato un successo e stimiamo possa innescare un trend virtuoso in vista degli acquisti natalizi. In questa giornata speciale un negozio su due (48%) ha registrato vendite maggiori rispetto allo scorso anno, e il capoluogo partenopeo si colloca al quarto posto tra le principali città italiane per il trend dell’intenzione all’acquisto, dopo Milano, Roma e Torino. Ben piazzata anche la Campania, dopo Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. In cittá si é superato un giro d'affari di 17 milioni di euro, con oltre il 50% di imprese che hanno partecipato all'iniziativa promozionale, superando il 39% dell'anno scorso”.

Lo rivela Giuseppe Giancristofaro, presidente dell'ufficio studi di Modanapoli,  che fa riferimento all’Associazione dei “Dettaglianti Tessili” partenopei, anticipando alcune stime relative alle tendenze degli acquisti del periodo natalizio.

“In tutto il Paese la crescita sulle intenzioni di acquisto è stata pari al +25% rispetto al Black Friday dell’anno scorso. Il Politecnico di Milano ha realizzato una stima di circa 1 miliardo di euro di fatturato per questo solo giorno”, ha osservato Giancristofaro. “Ogni negozio ha realizzato in media un fatturato superiore di tre volte quello registrato in un venerdì qualunque. Più di uno su quattro – ha proseguito - i negozi che in questa giornata hanno offerto riduzioni. In grande crescita anche l’utilizzo delle carte di credito: la spesa realizzata utilizzando questa modalità di pagamento nel solo giorno del Black Friday ha raggiunto i 550 milioni di euro, pari al 19,8% del totale speso nella settimana, con una crescita del 22,4% rispetto a quanto gli italiani spendono mediamente negli altri venerdì dell'anno”.

Secondo il presidente dell’Ufficio studi di Modanapoli “il Black Friday ha consentito a molti – in media una persona su 3 - di anticipare i regali natalizi usufruendo degli sconti offerti (in Italia la media è del 54%). Ciò ha contribuito ad innescare una tendenza positiva in vista del weekend dell’Immacolata e del Natale 2018 che potrebbe segnare, secondo le prime previsioni, consumi in crescita del 2,5% arrivando a 10,2 miliardi, con spesa pro capite stimata in circa 170 euro”.

“Sono circa 85mila i negozi in tutta Italia che hanno sposato l’idea del Black Weekend, proseguendo le offerte anche nella giornata del sabato, giorno in cui l’afflusso è comunque calato pur rimanendo sopra la norma. Accessori, abbigliamento, piccoli apparecchi, hi-tech e oggetti per la casa gli articoli più venduti nei negozi ‘fisici’. Un bilancio positivo ottenuto grazie ad efficaci campagne in particolare sui social, che hanno portato benefici anche ai negozi retail e spinto gli acquisti in tutti i canali”, ha sottolineato ancora. “Negli ultimi 5 anni in Italia l’interesse alle vendite del Black Friday è cresciuto addirittura del 3233%, nel mondo in media era del 117%”.

 

Secondo Giancristofaro, però, “qualche ombra sul Black Friday rimane. Il successo di questa iniziativa promozionale per il 67% dei negozianti, infatti, non è stato sufficiente a invertire il trend negativo delle vendite che si è manifestato per tutto il 2018. E circa un imprenditore su tre esprime preoccupazione sulla cultura dello sconto tutto l’anno, visto che la quota di vendite promozionali ha superato il 30%. Chissà che in occasione del Black Friday nel 2019 non si riescano ad ottenere risultati ancora più importanti: ciò potrebbe rappresentare un buon auspicio affinché si possa certificare una decisa e uniforme inversione di rotta che conduca verso un aumento generalizzato e costante delle vendite”.

“Incassi – ha ricordato il numero uno dei “Dettaglianti Tessili” napoletani  – che si legano a fil doppio anche al robusto aumento del flusso turistico in cittá e nella regione: basti pensare che nei primi sei mesi del 2018 il flusso turistico in Campania è cresciuto del 7%, con una ripresa degli arrivi e delle presenze dei turisti italiani. A determinare il boom, comunque, sono gli stranieri: ai flussi storici di inglesi, americani, tedeschi e francesi si aggiungono i vacanzieri originari di Paesi – quali Cina, Russia e Argentina - protagonisti di un forte sviluppo economico oppure legati da particolari rapporti con l'Italia e con la Campania. Dal 2010 al 2017 Napoli ha registrato un aumento del 91% delle presenze turistiche. E anche per le festività natalizie 2018 si prevede un sold out”.

Italiani spaventati e incattiviti

Nell'Italia del 2018 "la ripartenza non c'è stata" ma ciò nonostante la nostra società "in realtà, per quanto frammentata, poco incline a spingere in avanti il Paese nella sua interezza, ha trovato in sé l’energia sufficiente per adattarsi ai tempi e alle regole del progresso economico, ha creduto anche all’ultimo residuo di quella cultura progettuale e riformista che pure tanti danni ha fatto nella storia del nostro Paese ma che garantisce almeno linee d’intersezione attorno alle quali aggregare energie positive, sia economiche che sociali". E' un messaggio in chiaroscuro quello che emerge dal 52esimo Rapporto Censis, che segnala come "nel sottofondo delle dinamiche collettive" si vede una "efficacia dei processi in atto" che "conferma l’antica verità che solo le risoluzioni delle crisi inducono uno sviluppo".

Quella descritta nel 'Rapporto 2018 sulla situazione sociale del Paese' è una Italia - spiega il Censis - alle prese con "un rabbuiarsi dell’orizzonte di ottimismo" e nella quale si accentuano "lo squilibrio dei processi d’inclusione dovuto alla contraddittoria gestione dei flussi d’immigrazione". L'insicurezza sembrerebbe la parola chiave per descrive la nostra società, dove l'assistenza viene "interamente scaricata sulle famiglie e sul volontariato", dove le istituzioni formative sono alle prese con "un vistoso calo di reputazione", dove si accentua "il cedimento rovinoso della macchina burocratica pubblica e della digitalizzazione dell’azione amministrativa".

LE TRASFORMAZIONI - In questo scenario, insomma, secondo il Censis "verrebbe da pensare che tutto arretra" con gli italiani "incapsulati in un Paese pieno di rancore e incerto nel programmare il futuro". E invece, spiega l'istituto, magari lontane dalle luci della ribalta ci sono "lente e silenziose trasformazioni, movimenti obliqui" che "preparano il terreno di un nuovo modello di perseguimento del benessere e della qualità della vita".

L'Italia registra, ad esempio, "il consolidarsi di una positiva bilancia commerciale della tecnologia, il primato nell'economia circolare, l’affermarsi dei tanti soggetti dell’economia esplorativa, il prepotente e drammatico ritorno di attenzione sull’economia della manutenzione". E a livello intermedio - aggiunge - "si rinnova anche il ruolo della rappresentanza" anche se, in questo ecosistema, "ciascuno afferma un proprio paniere di diritti e perde senso qualsiasi mobilitazione sociale". Il vero nodo - sembra essere l'indicazione che emerge dal rapporto - è che in questo sistema sociale, "attraversato da tensione, paura, rancore" si "guarda al sovrano autoritario" mentre "il popolo si ricostituisce nell’idea di una nazione sovrana supponendo, con un’interpretazione arbitraria ed emozionale, che le cause dell’ingiustizia e della diseguaglianza sono tutte contenute nella non-sovranità nazionale".

LA CLASSE DIRIGENTE - Il Censis punta il dito contro la "politica dell’annuncio" quando a quest'ultimo manca "la dimensione tecnico-economica necessaria a dare seguito al proprio progetto". Ma se "ignorare il cambiamento sociale è stato l’errore più grave della nostra classe dirigente del trascorso decennio, l’errore attuale rischia di essere quello di dimenticare che lo sviluppo italiano continua ad essere diffuso, diseguale".

Di qui, l'invito a "un dibattito serio sull’orientamento del nostro sviluppo e sulla capacità politica di definirne i nuovi traguardi". Perché all'Italia di oggi, dice il Censis, "basterebbe una responsabilità politica che non abbia paura della complessità, ma si misuri con la sfida complessa di governare un complesso ecosistema di attori e processi".

LA RABBIA - Inoltre, soltanto un italiano su cinque ha un atteggiamento positivo sul momento che vive; per il resto, prevalgono rabbia, disorientamento, pessimismo. Su 100 italiani, riferisce l'indagine del Censis, 30 si dicono "arrabbiati perché troppe cose non vanno bene e nessuno fa niente per cambiarle"; 28 "disorientati" in quanto ammettono di "non capire cosa stia accadendo"; 21 vedono "negativo: le cose andranno sempre peggio"; e soltanto altri 21 guardano invece alla realtà con uno stato d'animo "positivo" in quanto "viviamo un'epoca di grandi cambiamenti" e riferiscono di "avere fiducia nel futuro".

Indiretta conferma arriva da un altro dato presente nel Rapporto Censis: due italiani su tre sono convinti che "non ci sia nessuno a difendere interessi e identità" e dunque sono costretti a farlo "da soli". Se il 64% la pensa così, la percentuale si impenna a quota 72 fra coloro che hanno un basso titolo di studio, a 71 per chi ha redditi bassi, a 67 fra i residenti al Sud e nelle due Isole, a 65 fra le donne.

LA POLITICA - Per metà degli italiani i politici sono tutti uguali e per oltre la metà, in Italia niente cambia: è il 'sentimento politico' rilevato dal Censis. A esprimere quella che un tempo si sarebbe definita come una considerazione 'qualunquista' - ovvero che "i politici sono tutti uguali" - è il 49,5% degli italiani e la percentuale supera la metà di loro nel caso di persone con reddito basso (54,8%), donne (52,9%), giovani tra i 18 e i 34 anni (52,5%), chi ha un basso titolo di studio (52,2%) e i meridionali (50,6%).

Quanto ai pessimisti per i quali "le cose in Italia non stanno cambiando", in media il 56,3% degli italiani, in testa risultano essere di gran lunga gli studenti (73,1%) seguiti a distanza dagli anziani ultra 65enni (62,2%), dai residenti nel Nord-Ovest (60,7%), dalle donne (60,2%), dai laureati (60,2%) e da coloro che percepiscono redditi medio-bassi (58,1%).

IL RANCORE - "Dopo il rancore, la cattiveria" titola il Censis il capitolo del suo Rapporto annuale dedicato alle radice del 'sovranismo psichico', sottolineando che "gli italiani sono diventati nel quotidiano intolleranti fino alla cattiveria" e quindi "la politica e le sue retoriche rincorrono, riflettono o semplicemente provano a compiacere un sovranismo che si è installato nella testa e nei comportamenti degli italiani", che dimostrano una "consapevolezza lucida e disincantata che le cose non vanno e più ancora che non cambieranno".

Per uscire da questa situazione, "gli italiani sono ormai pronti a un funambolico camminare sul ciglio di un fossato che mai prima d'ora si era visto" e allora mostrano una "disponibilità pressoché incondizionata: non importa se il salto è molto rischioso e dall'esito incerto, non importa se l'altrove è un territorio indefinito e inesplorato, non importa se per arrivarci si rende necessario forzare, fino a romperli, gli schemi canonici politico-istituzionali e di gestione delle finanze pubbliche".

L'EUROPA - Dei 28 Paesi dell'Unione europea, l'Italia è quello meno convinto che l'appartenenza all'Ue abbia portato benefici. Un dato inferiore anche a quello della Gran Bretagna prossimo alla Brexit. Soltanto il 42% degli italiani ritiene che far parte dell'Unione europea sia "una buona cosa", rispetto alla media del 62% degli altri membri, si riporta nel rapporto, che ha elaborato dati dell'Eurobarometro.

Per un'importante fetta di italiani - il 37% - far parte dell'Unione europea "è una cosa né buona né cattiva" (25% media Ue) mentre per il 18% "non è una buona cosa" (11% media Ue). Il 3% non sa (2% media europea).

Arrestata figlia fondatore Huawei

Rischiano di acuirsi nuovamente le tensioni tra Cina e Stati Uniti, in seguito all'arresto in Canada di Meng Wanzhoudirettrice finanziaria di Huawei, nonché figlia del fondatore del colosso di telefonia. L'arresto, avvenuto a Vancouver il primo dicembre - giorno in cui il presidente cinese, Xi Jinping, e il presidente americano, Donald Trump, si sono incontrati a margine del G20 di Buenos Aires per sancire una tregua nella guerra commerciale tra i due giganti - è già un caso diplomatico, con Pechino che parla di "violazione dei diritti umani".
Il ministero della Giustizia canadese ha fatto sapere che Meng, figlia del fondatore del gruppo ed ex ingegnere dell'Esercito di Liberazione Popolare cinese Ren Zhengfei, è stata arrestata su richiesta delle autorità americane nell'ambito di un'indagine su sospette violazioni delle sanzioni iraniane da parte di Huawei. Il gigante cinese delle telecomunicazioni era già sotto controllo da parte di funzionari dell'intelligence statunitense che ritenevano la compagnia una minaccia alla sicurezza nazionale. Secondo quanto rivelato nei giorni scorsi del Wall Street Journal, l'amministrazione Trump ha fatto pressioni sul Canada e su altri alleati stranieri per non utilizzare le apparecchiature Huawei nelle loro nuove reti di telecomunicazioni 5G per via dei rischi sul fronte della cybersicurezza.
La preoccupazione espressa dall'intelligence Usa verte sul fatto che Huawei e altre società cinesi potrebbero essere monitorate dal governo di Pechino o dal Partito comunista al potere, aumentando il rischio di spionaggio. E a ottobre, in una lettera al primo ministro Justin Trudeau, i senatori statunitensi Marco Rubio e Mark Warner hanno espresso "gravi preoccupazioni" circa la possibilità di interferenze del governo cinese nella rete di telecomunicazioni del Canada.

Ma Huawei non è la prima azienda cinese di apparecchiature di telecomunicazione a finire nel mirino delle autorità statunitensi. All'inizio dell'anno, il Dipartimento del commercio statunitense ha imposto alle società americane il divieto di fornire al produttore di smartphone cinese ZTE componenti e tecnologie per sette anni, a causa del mancato licenziamento di alcuni manager responsabili di aver violato le sanzioni commerciali contro Iran e Corea del Nord.
Il divieto ha quasi distrutto la società tecnologica cinese, costringendola a chiudere tutte le principali attività negli Stati Uniti a maggio. Un mese dopo, Washington e Pechino hanno tuttavia raggiunto un accordo che ha potuto ricominciare a operare sul territorio nazionale dietro il pagamento maxi-multa da un miliardo di dollari e il versamento di ulteriori 400 milioni in garanzie contro future violazioni delle politiche statunitensi sull’export.

Il caso ha mostrato che la Cina dipende fortemente dalle importazioni di semiconduttori o chip informatici di produzione statunitense e ha rafforzato la necessità di Pechino di diventare autosufficiente in questa tecnologia chiave. Huawei è il più grande fornitore mondiale di apparecchiature per telecomunicazioni al mondo. Ma le sue attività negli Stati Uniti sono state strettamente limitate dalle preoccupazioni che potrebbero indebolire i concorrenti americani e che i suoi telefoni cellulari e le apparecchiature di rete, ampiamente utilizzate in altri paesi, potrebbero fornire a Pechino vie di spionaggio.

A maggio, il Pentagono ha affermato che i dispositivi di Huawei e ZTE rappresentano un rischio di sicurezza "inaccettabile" e al personale delle basi militari statunitensi è stato vietato l'acquisto di cellulari di entrambi i gruppi. Durante l'estate, l'Australia ha impedito a Huawei di fornire la tecnologia 5G per le reti wireless nel paese a causa dei timori legati allo spionaggio. Il governo neozelandese ha seguito l'esempio a novembre, ma ha affermato che il problema era di natura tecnologica.

In Europa da tempo è in corso un dibattito che affronta il problema della sicurezza che nasce dall'affidare le nuove reti di telefonia avanzata al colosso cinese. E ieri il più grande operatore della Gran Bretagna, BT, ha annunciato che Huawei è stata esclusa dalla fornitura di tecnologie per la realizzazione delle reti di prossima generazione 5G e verrà eliminata anche dalle reti 3G e 4G già esistenti.

Dietrofront sull'ecotassa per le auto

Marcia indietro della Lega sull'ecotassa per le auto a benzina e diesel, contenuta in un emendamento del governo alla legge di Bilancio approvato ieri. Matteo Salvini si è detto questa mattina contrario alla misura che ha l'obiettivo di favorire le auto elettriche, ibride o a metano. I 5 Stelle difendono la norma, Luigi Di Maio chiarisce però che non ci sarà nessuna nuova tassa per le auto già in circolazione, precisando che chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più.

SALVINI- Ospite di 'Mattino 5', il ministro dell'Interno ha spiegato che la proposta di modifica, che ora passerà al Senato e poi tornerà alla Camera, "si può cambiare". Salvini, intervenendo a Radio Anch'io, si è detto "assolutamente contrario a ogni ipotesi di nuova tassa su un bene in Italia già iper tassato come l'auto". "Benissimo a bonus per chi vuole cambiare ma non credo - ha aggiunto - che ci sia qualcuno che ha un Euro3 diesel per il gusto di avere una macchina vecchia. Ce l'ha - ha osservata - perché non ha soldi per comprarsi una macchina nuova".

DI MAIO - Di Maio in un intervento pubblicato sul Blog delle Stelle e su Facebook ha chiarito innanzitutto che non ci sarà nessuna nuova tassa per le auto in circolazione. "Chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina - ha spiegato - non pagherà un centesimo in più. Abbiamo pensato una norma - ha continuato - per aiutare chi decide di comprare un’auto ibrida, elettrica o a metano. Visto che - ha osservato - i livelli di inquinamento, soprattutto al Nord, sono spaventosi, perché non premiare chi decide di comprare un’auto nuova meno inquinante, dandogli un incentivo fino a 6000 euro? Questa è l’idea della norma pensata dal governo, che disincentiva chi sceglie un’auto più inquinante".

Di Maio ha detto di capire "le preoccupazioni di costruttori e dei cittadini che magari vorrebbero comprare un’auto ecologica, ma non se lo possono permettere perché costa di più". "Per questo la norma - ha sottolineato - va migliorata subito per non penalizzare nessuno, in particolare chi ha bisogno di acquistare un’utilitaria. Infatti il 60% dei modelli per cui è previsto un incentivo sono diesel: Punto diesel, Panda diesel, Clio diesel, Golf diesel, Megane diesel, Polo diesel, Classe A diesel. Per questo motivo - ha annunciato Di Maio - ho deciso di convocare un tavolo tecnico al Ministero dello Sviluppo economico, per migliorare gli incentivi per l’auto elettrica, ibrida e a metano, con i costruttori, a partire da FCA, e con le associazioni dei consumatori. Insieme - ha concluso - troveremo la soluzione giusta per centrare due obiettivi: proteggere noi e i nostri figli dall’inquinamento, senza pesare sul portafogli".

I 5S DIFENDONO LA NORMA - I portavoce del MoVimento 5 Stelle in Commissione Trasporti alla Camera dei deputati sottolineano come quella inserita nella Legge di Bilancio sia "una norma per aiutare chi decide di comprare un'auto più ecologica, cioè che emette meno anidride carbonica, che sia elettrica, ibrida o a metano. Anche i modelli più economici - precisano -. Dunque, non accettiamo critiche o strumentalizzazioni: l'Italia - sottolineano - è maglia nera in Europa per decessi, oltre 80.000 morti premature, legati all'eccessivo inquinamento e questa è una misura di civiltà, che consentirà a chiunque di riequilibrare il costo di acquisto di auto meno inquinanti, nella direzione di aumentare la qualità della vita e aiutando anche l'ambiente".

"Non c'è alcuna nuova tassa sulle auto già in circolazione - precisano - come non è vero che andiamo a colpire le persone a minor reddito. Tutt'altro: la nostra misura mira a disincentivare l'acquisto di auto inquinanti, dando anche un incentivo fino a 6.000 euro a chi decide di comprare un'auto nuova ed ecologica. La misura - aggiungono - potrà essere ulteriormente affinata e, anche per questo, il ministro Di Maio ha convocato un tavolo tecnico al Ministero dello Sviluppo economico con i costruttori e le associazioni dei consumatori. Ma una cosa - chiariscono - deve essere chiara a petrolieri e lobby auto che hanno interesse ad affossare questa norma: riteniamo giusto che chi inquina di più debba pagare il costo scaricato sulla collettività".

LE PROTESTE - Metalmeccanici e concessionari auto, con Fim Fiom, Uilm e Federauto si sono schierati subito insieme contro la misura dicendosi preoccupati dall'impatto che un meccanismo di bonus-malus così architettato possa avere sull'economia del Paese e sull'occupazione di un settore già esposto agli alti e bassi della crescita. Anche la Cgia di Mestre ha espresso un secco no all'ipotesi di una ulteriore tassazione sulle nuove auto a benzina e diesel. ''Già oggi in Italia sul settore dell'auto grava un carico fiscale di oltre 70 miliardi di euro all'anno - ha dichiarato Paolo Zabeo della Cgia - un record negativo che nessun altro Paese ci invidia".

Maternità, al lavoro fino al nono mese

Al lavoro fino al nono mese di gravidanza. Cambia così con la manovra il congedo per le neomamme lavoratrici. E' questo uno degli emendamenti approvati in commissione Bilancio alla Camera, che ieri ha concluso i lavori e dato mandato ai relatori, Silvana Comaroli e Raphael Raduzzi, di riferire in Aula su un maxiemendamento. L'esame partirà stasera mentre il governo dovrebbe porre la fiducia già giovedì. Previa autorizzazione del medico, le future mamme che lo vorranno potranno lavorare fino al nono mese e far slittare i cinque mesi di congedo obbligatorio a dopo la nascita del bebé. Il nuovo schema, ribattezzato maternità 'agile', è "in alternativa" allo schema tradizionale che impone la sospensione dall'attività lavorativa nei due mesi prima del parto e nei 3 successivi o 1 mese prima e nei 4 successivi (maternità flessibile).

Basta scudo banche - I risparmiatori truffati, anche se avranno ottenuto il ristoro, potranno fare causa alle banche per la parte di danno eccedente il risarcimento corrisposto.

15mila euro tetto cash turisti - Passa da 10mila a 15mila il limite all'uso del contante per gli acquisti dei turisti stranieri in Italia.

Carta identità elettronica - Luce verde al coinvolgimento di Poste per accelerare il rilascio delle carte di identità elettroniche.

85 mln per sisma centro Italia - Un emendamento approvato destina per il terzo anno consecutivo i risparmi dell'esercizio di quest'anno della Camera, nella fattispecie 85 milioni di euro, alle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma del 24 agosto 2016.

Meno vincoli per acquisti P.a. - Per gli acquisti entro i 5mila euro le pubbliche amministrazioni non sono obbligate a ricorrere al mercato elettronico della Pa. In precedenza la soglia limite era di mille euro.

Bonus asili nido - Sale da 1.000 a 1.500 euro annui e viene esteso fino al 2021 il bonus per l'iscrizione agli asili nido pubblici o privati. A partire dal 2022 il bonus sarà determinato, nel rispetto del limite di spesa programmato e comunque per un importo non inferiore a 1.000 euro su base annua con Dpcm da adottare entro il 30 settembre 2021 alla luce del monitoraggio previsto per la misura.

5 giorni congedo papà - Nel 2019 i papà avranno diritto a 5 giorni di congedo per la nascita dei figli. La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento al ddl bilancio che proroga al prossimo anno la misura e aggiunge un giorno, rispetto al 2018.

Pacchetto imprese, industria 4.0 - Tassazione agevolata degli utili reinvestiti per l’acquisto di beni materiali strumentali e per l’incremento delle assunzioni con il taglio dell'Ires al 15%. In arrivo anche la proroga e rimodulazione della disciplina di maggiorazione dell’ammortamento-iperammortamento, aumentando, ai fini dell’iperammortamento, dal 150 al 180% la misura della maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti fino a 2,5 milioni di euro. Prorogato per il 2019 il credito d’imposta 4.0 per la formazione in azienda che, fermo restando il limite massimo annuale di 300mila euro, è attribuito nella misura del 50% delle spese ammissibili sostenute nei confronti delle piccole imprese e del 40% verso le medie imprese; alle grandi viene attribuito un limite massimo annuale di 200mila euro e nella misura del 30%. Via libera dalla commissione anche alle modifiche per gli interventi per favorire l'internalizzazione e l'innovazione delle aziende con le modifiche alla Nuova Sabatini, le misure per il Made in Italy, contratti di sviluppo, microelettronica, aree di crisi, venture capital, intelligenza artificiale, blockchain e internet of things, voucher manager. Su quest'ultima voce la modifica approvata, ad esempio, definisce - in senso più favorevole alle micro e piccole imprese - i criteri di riparto del contributo a fondo perduto (voucher manager) riconosciuto alle pmi per l'acquisizione di prestazioni consulenziali di natura specialistica finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale.

Assunzioni regioni - Le regioni potranno assumere 50 persone, a tempo determinato per il periodo 2019-2021, per accelerare gli investimenti definiti nel Def. Le assunzioni dovranno avvenire "mediante procedure selettive pubbliche" e dovranno riguardare "personale di profilo tecnico di qualifica non dirigenziale".

Camionisti - Gli auototrasportatori under 35 assunti con contratto stabile potranno beneficiare di un rimborso del 50% delle spese per conseguire la patente per la guida dei mezzi pesanti per il trasporto di merci per conto terzi.

Bagarini - Dal prossimo aprile i biglietti per concerti che si tengono in impianti con capienza superiore a 5.000 persone dovranno riportare la chiara indicazione del nome e del cognome di chi li ha acquistati.

Avvocatura Stato e Corte Conti -Incremento dotazioni organiche Avvocatura Stato e Corte Conti.

Tesoro - Per il triennio 2019-2021 si autorizzano l’incremento della dotazione organica del Mef di 20 posti di funzione dirigenziale di livello non generale (2,7 mln di euro per ciascun anno), al fine di sostenere le attività in materia di programmazione degli investimenti pubblici e di valutazione della fattibilità e della rilevanza economico-finanziaria dei provvedimenti normativi. Relativamente agli investimenti locali Investitalia si avvale della collaborazione tecnica della Fondazione patrimonio comune dell’Anci.

Seggiolini anti-abbandono - Vengono assegnati incentivi per 1 milione di euro per l’acquisto dei dispositivi di allarme volti a prevenire l'abbandono dei bambini nei veicoli, resi obbligatori dalla legge n.117 del 2018.

Assunzioni ispettorato lavoro e stretta sanzioni - Luce verde all'assunzione di 300 ispettori in più nel 2019, 300 nel 2020 e 330 nel 2021 all'Ispettorato nazionale del lavoro. In arrivo anche 4 assunzioni per dirigenti generali e 94 per posizioni dirigenziali di livello non generale. Giro di vite sulle violazioni, si inaspriscono le sanzioni.

Comuni virtuosi - Vincoli di spesa più morbidi per i Comuni virtuosi che approvano il bilancio entro il 31 dicembre dell'esercizio precedente. Un emendamento approvato in commissione Bilancio alla Camera riduce i 'paletti' di bilancio per i Comuni più disciplinati in materia di uso dotazioni strumentali, informatiche incluse, missioni, acquisto e locazione di immobili, tra gli altri.

Non vedenti - Via libera della commissione Bilancio al contributo in favore della Biblioteca italiana per ciechi 'Regina Margherita' di Monza, che stampa in braille. La modifica approvata incrementa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 il contributo in favore della Biblioteca e stanzia a favore della Biblioteca italiana per ipovedenti 'B.I.I. Onlus' un contributo di 100.000 euro per ciascun anno del triennio 2019- 2021.

Turismo, “Migliorare servizi e qualità dell’accoglienza”

NAPOLI – “Rispondere alle esigenze dei viaggiatori e incrementare la qualità dell’accoglienza e della formazione degli operatori attraverso processi di innovazione deve essere l’obiettivo del nostro Paese per essere competitivo nel panorama turistico internazionale. Il trend è in crescita, il Pil nel settore del turismo è passato dal 10 al 13 per cento, con 2 milioni e mezzo di posti di lavoro. Ma c’è ancora molto da fare, soprattutto nell’ambito dell’offerta dei servizi ai turisti. L’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, vicino ai cittadini e agli imprenditori, è pronto a dare il suo contributo per trovare strumenti utili ad una crescita del territorio, con l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile”. Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Odcec Napoli, aprendo il convegno “Turismo tra innovazione e cultura”.

“Vogliamo fare squadra con il territorio e aiutarlo a crescere. Stiamo sviluppando modelli di sviluppo sostenibile - ha rimarcato Liliana Speranza, consigliere delegato alla commissione Turismo Odcec Napoli - con alcuni docenti universitari perché questo è un settore dai grandi numeri e dalle enormi prospettive. Soltanto in Campania, la crescita registrata nell’ultimo anno è stata del 18 per cento, mentre a livello nazionale la spesa dei turisti stranieri ammonta a 16,7 miliardi di euro, concentrandosi particolarmente al Sud”

“Regione e professionisti devono collaborare – ha evidenziato Luigi Raia, direttore generale Agenzia regionale per la promozione del turismo della Campania -. Gli Ordini rappresentano la parte viva del territorio, le aziende, e possono portare sui tavoli le istanze della collettività”.

Vincenzo Marrazzo, presidente del Coordinamento regionale dei Distretti turistici della Campania, ha sottolineato: “I Distretti turistici sono una formula innovativa del partenariato pubblico-privato. Oggi è strategico un collegamento con il mondo delle professioni”.

Al convegno sono intervenuti i docenti Mariapina Trunfio (Università Parthenope), Raffaele Sibilio (Federico II) e Ludovico Solima (L. Vanvitelli). Presenti tra gli altri anche Amedeo Manzo, presidente BCC Napoli, e Ettore Cucari, presidente Fiavet.

Goldman sull'Italia: «I mercati faranno cambiare rotta»

La crescita dell'economia italiana non andrà oltre il +0,4%. E' la stima formulata da Goldman Sachs che nel suo European Outlook taglia le previsioni di aumento del Pil di 0,6 punti percentuali rispetto all'iniziale 1%. "Un deterioramento del quadro dei conti pubblici, e le sue possibili conseguenze sul mercato, ci porta -spiega la banca statunitense - a rivedere il nostro outlook per il 2019 a livelli significativamente più bassi". "Mentre l'attesa è che l'Italia flirti con la recessione intorno all'inizio dell'anno - scrive Goldman Sachs - ci aspettiamo che questo abbia un effetto modesto sulla più ampia domanda europea, a condizione che le ripercussioni siano limitate ai tradizionali collegamenti commerciali".

La banca prevede che la manovra economica italiana sarà cambiata non dalla Ue ma dai mercati finanziari. ''I nostri economisti europei - si legge nell'outlook - rimangono scettici nei confronti della capacità delle istituzioni dell'Ue o degli attori politici italiani per innescare un cambiamento di rotta nell'attuale contesto della politica fiscale. Piuttosto, pensano che un'ulteriore pressione del mercato sia tanto più probabile come catalizzatore per il ritorno alla disciplina fiscale. Quindi le cose potrebbero aver bisogno di peggiorare prima che migliorino''.

Dunque, una nuvola scura si aggira sull'Italia, secondo le previsioni di Goldman Sachs: ''Prevediamo che la propensione al rischio rimarrà limitata, fino a quando la crisi del bilancio italiano non sarà risolta, che potrà essere approfondita nel prossimo anno". E ''una volta che la nuvola sull'Italia si dissolverà, ci sono molte ragioni per restare strategicamente costruttivi. Innanzitutto, le valutazioni sui mercati azionari e del credito sono tornate ad essere su livelli allettanti. In secondo luogo, la posizione generale della politica monetaria rimarrà accomodante anche dopo la fine degli acquisti di obbligazioni della Bce. I nostri economisti non prevedono alcun aumento del tasso fino alla seconda metà del 2019, con rischi asimmetrici ad un ulteriore rialzo. Terzo, mentre si registrerà una crescita deludente nel 2018, è probabile invece che rimarrà sopra la tendenza per l'intero anno''.

Cassa ragionieri approva l'assestamento 2018 e il preventivo 2019

ROMA - Il Comitato dei delegati della Cassa di previdenza dei ragionieri, presieduto da Luigi Pagliuca, ha approvato a larga maggioranza, l'assestamento del bilancio per l'anno 2018 e il bilancio di previsione per l'anno 2019.

Il 2018 fortemente influenzato dall’andamento dei mercati finanziari e dalla ulteriore contrazione del patrimonio immobiliare residenziale è stimato in chiusura con un incremento del patrimonio 2018 per euro 85,8 milioni al lordo delle rettifiche di valore per i crediti (euro 41,4 milioni) e delle variazioni di valore degli investimenti (euro 34 milioni). Il risultato netto è di euro 8,9 milioni.

Il Preventivo per l’esercizio 2019 pronostica un risultato al lordo delle rettifiche di valore pari a euro 73,7 milioni (euro 5,2 milioni il risultato netto).

Sono stime all’insegna della significativa prudenza e della constatazione di un momento difficile per gli investimenti nel comparto mobiliare, fortemente influenzato dalla sensibile correzione dei mercati azionari e dalle forti incertezze registrate dal comparto obbligazionario, per effetto delle politiche commerciali protezionistiche, per l’indebolimento della crescita economica europea, nonché italiana e la fine del  Quantitative Easing  in Europa.

Prosegue nell’assestamento della previsione 2018 e nella previsione del risultato 2019, la politica del prudente apprezzamento dei crediti verso gli iscritti, che portano l’ente a svalutare sensibilmente i crediti contributivi per 45,6 milioni nel 2019 e 41,4 milioni nel 2018. L’ente sta proseguendo le azioni dirette alla regolarizzazione delle posizioni contributive, anche con l’intrapresa di azioni esecutive in gran numero mentre procede ad una prudente e cospicua politica di accantonamento del rischio sui crediti.

La svalutazione, che alla fine del 2018 registrerà l’ammontare complessivo di euro 159,5 milioni, non consiste nella rinunzia al recupero, che prosegue nei confronti di tutti i debitori. Essa è posta a tutelare il rischio di inesigibilità che deriva dal consolidarsi di posizioni accumulate negli anni, ed anche a eliminare dal bilancio tecnico le influenze che i crediti - potenzialmente non esigibili - possono avere.

Gli iscritti attivi e i pensionati attivi su cui sono operate le stime per la contribuzione sono previsti a 28.290 (con un reddito medio di 48mila euro e un volume d’affari di 95mila euro), mentre i pensionati sono stimati in 9701 unità con un incremento di 295 nuove prestazioni.

In tema di prestazioni previdenziali derivanti dall’applicazione del cumulo dei periodi assicurativi il bilancio 2019 prevede una maggiore spesa nella misura di 1,8 milioni di euro

La contribuzione soggettiva che pari al 15% di aliquota minimale è prevista pari a 173,05 milioni con un incremento di 0,11 milioni rispetto all’assestato 2018. La contribuzione integrativa è stimata in 112 milioni in decremento di 1,0 milioni rispetto all’assestato 2018.

La spesa previdenziale è prevista in crescita a 239,69 milioni di euro con un incremento per le 295 nuove prestazioni che si stima di liquidare pari a 5,83 milioni di euro circa.

La redditività del patrimonio mobiliare è stimata al netto dei costi per commissioni e minusvalenze di realizzo nella misura di 19,53 milioni a fronte di un patrimonio conferito alle gestioni patrimoniali pari 755 milioni alla fine del 2018, che rileva un controvalore a mercato di circa 810 milioni alla data dell’assemblea.

Il Preventivo 2019 rileva inoltre i maggiori oneri per le nuove forme di welfare assistenziale, pari 7,63 milioni in linea con la previsione assestata: rispetto al consuntivo 2017 l’incremento della spesa per assistenza è stimata in crescita di 2,6 milioni di euro.

L’ente nel corso dei lavori ha approvato il nuovo bilancio tecnico attuariale redatto sulla base dei dati al 31 dicembre 2017, che attesta la sostenibilità a 50 anni del fondo previdenziale.

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