Mercoledì 23 Agosto 2017 - 19:44

Giochi, manifestazione di protesta dei lavoratori a Montecitorio contro il governo

ROMA -  I lavoratori delle imprese che aderiscono all'Agcai, Sapar, Cni e Agge Sardegna ieri sono scesi in piazza Montecitorio, per protestare contro la scelta del governo di inserire nella manovra, poi blindata con una fiducia ammazza-dibattito, un aumento delle tasse per le aziende gestori delle awp. A guidare la protesta i presidenti delle associazioni, Benedetto Palese, Raffaele Curcio, Francesco Pirrello e Dario Palladino.

“Protestiamo contro il progetto del governo, che ha come obiettivo primario quello di eliminare le 5.000 aziende del gioco lecito che gestiscono le awp nei bar, e non toccano invece i gestori delle videolottery e del gioco online, che sono i più pericolosi”, ha detto Palese, numero uno dell’Associazione gestori e costruttori apparecchi da intrattenimento. “Stiamo parlando di 200.000 lavoratori, padri e madri di famiglia - ha aggiunto -, perché è il gioco fisico che produce occupazione, non quello online. Il governo aveva bisogno di 500 milioni e lì sta prendendo tutti da noi, caricandoli tutti sulle nostre spalle, anziché spalmare la somma sulle altre categorie che pagano tasse molto inferiori alle nostre. Ma così stanno facendo morire le nostre aziende”.

La gravità della situazione costringe anche le imprese a gesti eclatanti per essere ascoltate. “Se non si muove qualcosa ci asterremmo dalla raccolta”, ha annunciato Raffaele Curcio, presidente dell’associazione nazionale Servizi apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative, “è una decisione grave anche per le aziende, perché verrebbero penalizzate, ma non abbiamo altra via d’uscita, con questi livelli di tassazione il settore va a morire”. Al governo chiedono di accogliere le loro proposte: “Abbiamo portato al governo ed in parlamento istanze ragionevoli dividendo l'incremento delle imposte su tutte le offerte di gioco, in special modo su quelle che non hanno una filiera occupazionale, come ad esempio l’online, ma non c’è stato verso di riequilibrare la situazione. È una manovra iniqua – ha proseguito Curcio - e non riusciamo a capire il perché, nonostante ci sia tantissime risorse umane che perderebbero il posto di lavoro, l’Esecutivo si ostini a penalizzare esclusivamente la nostra. categoria. Da 4 anni, metodicamente e incessantemente, si tassa esclusivamente il settore degli apparecchi, tralasciando tutte le altre offerte di gioco”.

Anche per Francesco Pirrello, presidente dell’Associazione gestori giochi Sardegna, la misura è ormai colma. “Protestiamo contro la decisione del governo di eliminare un comparto produttivo, forse l’unico nel settore dei giochi”. Ma “se il gioco fa male - ha sottolineato in maniera provocatoria - che sia proibito in tutte le sue forme, altrimenti la barzelletta della ludopatia è solo un’invenzione per penalizzare un settore che si è adoperato per dare un corpo a questa riforma, ed è stato poi trattato come cavia da questo governo, che ora ci vuole eliminare del tutto”.

“La decisione di questa nuova manifestazione e della creazione del Comitato nasce dalla volontà di protestare contro l’aumento del preu inserito in manovra e su cui la commissione Bilancio non è intervenuta. Questo rappresenta per le aziende di gestione un punto di non ritorno”, ha detto Dario Palladino, leader del Comitato noleggiatori italiani. “Lavorare con un aumento di 1,5 punti porterà nei prossimi mesi ad uno scompenso non indifferente, perché molte aziende non riusciranno a sostenere questo ulteriore carico fiscale”.

Una delegazione composta dai responsabili delle associazioni sarà ricevuta nelle prossime ore dal sottosegretario al Mef delegato ai Giochi, Pier  Paolo Baretta.

Caputo (Pd): la tobin tax è una necessità per rendere efficace il progetto europeo

AVERSA - "La tobin tax è una necessità dei tempi moderni: l'Europa, per diventare quella immaginata dai nostri padri fondatori, deve iniziare ad avere tributi proprio e purtroppo quelli esistenti non sono sufficienti per rendere efficace il progetto europeo". Lo ha detto l'europarlamentare Nicola Caputo nel corso del forum "Un'idea di tributo proprio per l'Unione Europea: imposta sulle transazioni finanziarie" organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord.
"Il momento storico e politico attuale - ha evidenziato Caputo - ha determinato una presa di coscienza maggiore da parte degli stati membri: sono maturi i tempi per immaginare una tassa del genere che può risolvere una serie di problematiche in Europa".

"La tobin tax colpisce le transazioni finanziaria, non viene imposta alle popolazioni - ha ricordato Antonio Tuccillo, presidente Odcec Napoli Nord - Può essere utile per intervenire sulle speculazioni: giusto che i nostri iscritti siano a conoscenza di tutte le novità".

Secondo Eduardo Maria Piccirilli, docente di Diritto Tributario presso l'Università Parthenope, "si tratta di un tributo etico, che interviene là dove si è generata la crisi: esso infatti non colpisce l'economia reale e il lavoro ma la speculazione finanziaria".

"La tobin tax potrebbe essere la soluzione per dare un autonomia all'Unione Europea che oggi gode ancora esclusivamente della finanza derivata", ha evidenziato Fabio Benincasa, docente di Diritto Tributario della SUN. "Molte delle entrate europee le chiamiamo entrate proprie, ma in realtà sono tutte entrate che derivano da aiuti degli Stati con le loro imposizioni interne".
In conclusione, per il docente della Parthenope Francesco Grammatico, "un sistema di tassazione unica in ambito europeo sarebbe auspicabile per evitare le difformità esistenti nei diversi sistemi fiscali. C'è una concorrenza fiscale molto forte nell'ambito dei vari paesi europei che cercano di attrarre le imprese".

Sud, Confapi a De Vincenti: serve burocrazia-zero

NAPOLI. «Sarà come dice il ministro De Vincenti che le imprese hanno voglia di investire al Sud, ma noi, che già ci siamo e investiamo sul territorio, abbiamo bisogno di certezze e di velocità di esecuzione». Lo ha detto Gianpiero Falco (nella foto), presidente Confapi Napoli, in merito alle dichiarazioni rilasciate dal ministro Claudio De Vincenti sui finanziamenti al sud nel corso dell'inaugurazione dei cantieri della metro. «La sicurezza è fondamentale e sono fondamentali le leve fiscali come suggerisce De Vincenti – aggiunge Falco – ma c'è un terzo ingrediente che concorre alla riuscita della ricetta: la semplificazione burocratica». «Gli imprenditori sono frenati dai meccanismi farraginosi di un diritto amministrativo interpretato finanche dai semplici impiegati comunali – prosegue –. Una follia procedurale che moltiplica i tempi di attesa, aumenta i costi e rende sempre meno appetibile un investimento nel Mezzogiorno». «Al ministro De Vincenti, che apprezziamo per la capacità di mediazione e per la visione moderata delle cose, chiediamo però percorsi burocratici che mettano in condizione gli imprenditori di ottenere risposte rapide nell'interesse non dei singoli ma della collettività».

 

Fascione,“Pronto un contributo a fondo perduto del 65% per le start up”

NAPOLI – “La Regione Campania ha previsto un contributo a fondo perduto del 65 per cento per le start up innovative. Finalmente ci siamo, il nostro provvedimento è ai nastri di partenza. Vogliamo sostenere il progetto di impresa per le start up innovative con un contributo che va a complementare gli strumenti già esistenti  a livello nazionale.

La novità è che sono sostenibili le spese per le attrezzature ma anche quelle per brevetti, promozione, internazionalizzazione ed i costi di gestione, i fitti e le consulenze, insomma tutto ciò che può sostenere la start up a 360 gradi. Ci interessa fare cose semplici che possono effettivamente soddisfare le esigenze delle imprese. Ci sarà anche alla possibilità del conto vincolato che eviterà alle imprese la presentazione delle fideiussioni”.

Lo ha detto Valeria Fascione, assessore alle Start Up della Regione Campania, aprendo il convegno “Le nuove agevolazioni finanziarie a supporto delle imprese”, organizzato dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli.

“I commercialisti hanno le competenze per interpretare le norme complesse legate ai finanziamenti alle imprese – ha evidenziato Vincenzo Moretta, presidente Odcec Napoli -. E dunque possono avvicinare le pmi al mondo delle agevolazioni finanziarie. La Regione sta mettendo in campo nuove misure che rappresentano occasioni da cogliere al volo”.

Per Monica Palumbo, presidente Commissione Agevolazioni Finanziarie Odcec Napoli, “le novità in questo settore sono numerose. La neocommissione ha già predisposto una serie di tavoli tecnici per rispondere alle esigenze del mercato analizzando tutti i nuovi finanziamenti destinati alle imprese”.

“Per usufruire del credito d’imposta non sarà rilevante la dimensione delle imprese - ha sostenuto Maria Cristina Gagliardi, vicepresidente Commissione Agevolazioni Finanziarie Odcec Napoli - ma soltanto il fatto che vengano effettuati investimenti per l’acquisto di attrezzature destinate a strutture produttive nelle regioni del Mezzogiorno. Si tratta di una spinta importante per far ripartire l’economia”.

“Con la Regione Campania - hanno rimarcato Salvatore Tramontano e Concetta Riccio, consiglieri delegati dell'Odcec Napoli - stiamo stanno facendo passi in avanti, illustrando in anteprima le misure di sostegno alle aziende che verranno pubblicate nelle prossime settimane".
Al convegno hanno preso parte anche Sergio Caroselli (Invitalia), Gennaro Di Vincenzo (dottore commercialista) ed i componenti della Commissione Agevolazioni Finanziarie Odcec Napoli Giuseppe Tambone, Maurizio Turrà, Patrizio Carbone e Pasquale Limatola.

Il rischio voto affonda Piazza Affari (-2,01%)

MILANO. Chiusura pesante per Piazza Affari con l'indice Ftse Mib a 20.784 punti (-2,01%) e l'All Share a 23.025 (-1,90%). Alla Borsa di Milano non piacciono le ipotesi di voto anticipato. Pesante tutto il settore bancario: Ubi Banca (-4,74%), Unicredit (-4,34%), Unipol (-4,05%), Banco Bpm (-3,89%), Mediobanca (-3,14%), Bper (-3,04%) e Intesa Sanpaolo (-2,06%), insieme a Generali (-2,02%).

Giochi, manifestazione di protesta il 31 maggio a Roma

ROMA - “Il 31 maggio dalle ore 14.00 in poi manifesteremo a Roma e subito dopo, dal 1 giugno, ci asterremo dalla raccolta per cinque giorni come primo segnale concreto da inviare all’indirizzo del governo e del Parlamento”.

Questo è il manifesto programmatico annunciato dall’Agcai (Associazione Gestori e Costruttori Apparecchi da Intrattenimento), presieduta da Benedetto Palese (nella foto).
“I gestori dovranno organizzarsi ‘senza se e senza ma’, tutti uniti, per rispondere compatti alle indicazioni che emergono dal tavolo comune delle associazioni Sapar, Agge, Assogioco-Confesercenti e Agcai.

Non saranno accettate scuse da nessuno e se qualcuno non è d’accordo lo faccia per solidarietà associativa. Non sarebbe giusto - afferma Palese - rompere l’unità del settore in questo momento strategico. L’obiettivo della protesta è inviare un preciso messaggio al governo:  i preventivati 394 milioni di euro richiesti per l’Europa al settore AWP non arriveranno perché le imprese con questo ulteriore aumento del Preu non riescono più ad ammortizzare i costi mensili di gestione. Oltre ai cinque giorni di mancata raccolta (che potrebbero aumentare) si farà ricorso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti provi di lavoro.

In realtà - aggiunge il numero uno dell’Agcai - protesteremo contro un governo che ormai è da definirsi, senza ombra di essere smentiti, al servizio delle multinazionali a discapito della salute pubblica e delle imprese italiane”.

“E’ inaccettabile che anche dopo l’audizione in Commissione Bilancio ottenuta dopo la precedente manifestazione, il governo non abbia recepito i suggerimenti espressi a seguito della presentazione di emendamenti dagli stessi componenti della Commissione. Tutto ciò vuol dire - evidenzia Benedetto Palese - che gli interessi dell’esecutivo nazionale sono talmente forti e consistenti da rovinare i giocatori ‘rinchiudendoli’ tutti nei mini-casino, spingendo verso la chiusura oltre 5.000 aziende con più di 200.000 lavoratori”.

“Noi non ci arrenderemo mai! Manifesteremo chiedendo l’attenzione di tutti i media e dei politici che hanno letto con attenzione le nostre richieste ed hanno recepito il nostro allarme: siamo imprese e lavoratori al servizio dello Stato e come tali, dobbiamo essere tutelati”.

“Se il prodotto che distribuiamo per conto dello Stato è diventato pericoloso conclude il leader dell’Agcai - , lo Stato ha l’obbligo di cambiarlo. Non può pretendere di variare le imprese che lo distribuiscono, aziende autorizzate dallo Stato a cui adesso si vuole dare il ben servito. Questo non è accettabile”.

Manzo: Bcc Napoli tra le banche più affidabili

NAPOLI.  "Ottimi numeri e una radicata convinzione nel potenziale della nostra città, sono le caratteristiche dell'Assemblea della Banca di Credito Cooperativo di Napoli che ha approvato un bilancio che conferma la tendenza degli ultimi anni e che la vede tra le banche più affidabili, propositive ed efficienti. Un nuovo modello di Bcc il nostro che, in armonia con la riforma del sistema del credito cooperativo, diventa una realtà di riferimento stabile per imprese e famiglie", dichiara il presidente della Bcc di Napoli Amedeo Manzo. 

A "Spring in Naples" il ricordo di Victor Uckmar

NAPOLI - La sedicesima edizione di "Spring in Naples", simposio di fiscalità internazionale, quest'anno è stato dedicato Victor Uckmar che, insieme all'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili partenopei, 15 anni fa scelse Napoli come luogo per diffondere saperi e coordinare la dottrina universitaria con la pratica professionale.

All'incontro, introdotto da Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti napoletani, Carlo Ricozzi, comandante interregionale dell'Italia meridionale della Guardia di Finanza; Mario Nussi, presidente dell'associazione italiana professori di diritto tributario; Andrea Amatucci, (Università degli studi di Napoli Federico II); Giuseppe Corasaniti (Università degli studi di Brescia), sono state rese note le possibili e doverose modifiche allo Statuto dei diritti del contribuente illustrate proprio da padre dello Statuto, Gianni Marongiu (Università di Genova), preceduto dall'introduzione sullo stato dell'arte da Francesco Tesauro (Università Bicocca di Milano).

Al dibattito, moderato da Salvatore Tramontano, consigliere dell'Odcec, il rettore dell'Università Giustino Fortunato, Augusto Fantozzi, ha spiegato i principi costituzionali che tutelano il contribuente, con un'ampia disamina delle posizioni della giurisprudenza di legittimità.
Nella sessione pomeridiana, coordinata da Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani, è stata focalizzata la visione allargata ai principi europei esposta da Maurizio Logozzo (Università del Sacro Cuore di Milano) e l'analisi di un auspicabile codice europeo del contribuente evidenziata da Fabrizio Amatucci (Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli).

Il tema della tutela dei diritti fondamentali del contribuente durante la fase delle istruttorie ad opera dell'amministrazione internazionale nel rispetto dei principi costituzionali ed europei è stato affidato a Clelia Buccico, neopresidente della fondazione Odcec Napoli.
Nell'ambito dei diritti dei contribuenti sono intervenuti anche Immacolata Vasaturo (consigliere delegato dei commercialisti partenopei), Pasquale Saggese (Fondazione Nazionale Commercialisti) e Francesca Rosita Natta (ordine di Milano).

La conclusione dei lavori è stata affidata a Raffaele Perrone Capano (Università degli Studi di Napoli Federico II) che ha sottolineato l'impegno dell'Odcec di Napoli e della sua Fondazione a dare un concreto apporto alle future modifiche allo statuto dei diritti del contribuente che, se 17 anni fa ha segnato una svolta decisiva nei rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria, oggi necessita sicuramente di alcuni aggiustamenti.

Enrico Villano è stato eletto presidente dell’unione dei giovani commercialisti di Napoli Nord”

Enrico Villano è il nuovo Presidente dell'Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli Nord.
Villano, 31anni, aversano punta allo sviluppo dell’Unione di Napoli Nord perchè una associazione sindacale aperta a tutti i giovani commercialisti in continua crescita: “Sono davvero onorato – ha detto Villano – di poter rappresentare i giovani colleghi aderenti alla nostra associazione. Il compito della nostra associazione è quello di studiare i problemi della categoria, facilitare l'avvio alla professione dei giovani colleghi, prestare loro assistenza con tutti i mezzi a nostra disposizione e di rappresentare una cassa di risonanza per le istanze e le aspirazioni dei giovani commercialisti dei 38 comuni ricompresi nel circondario del Tribunale di Napoli Nord. Tutto ciò, animati da quello che Noi amiamo chiamare “Lo Spirito Unione”. Infine – conclude il neo presidente – a breve partiranno le prime iniziative: il Centro Studi ed un corso di preparazione all’esame di abilitazione per i praticanti”.
Nel consiglio direttivo sono stati eletti, oltre al presidente Enrico Villano, Fabio Credendino (Vicepresidente), Chiara Nicoletta Matacena (segretario), Domenico Flagiello (tesoriere), Giancarlo Falco (Direttore del Centro Studi) ed i consiglieri: Raffaele Carleo, Vincenzo Caterino, Nicola De Cristofaro, Raffaella Ilaria Dell’Aversano, Giorgio Sansone, Valentino Sibilio e Sabrina De Angelis (in rappresentanza dei Praticanti). Il Collegio Sindacale sarà presieduto da Carmela Romagnoli con componenti Fabio Motti e Ciriaco Tino.
Chiamati a svolgere la funzione di probiviri Gianluigi Raimo in qualità di Presidente e Francescopaolo Orabona e Quirino Razzano quali componenti.

Moretta: troppe responsabilità per i commercialisti nella revisione legale

NAPOLI – “Il sistema dei controlli è fondamentale nell’economia del Paese e viene attivato attraverso il ruolo del Collegio sindacale. Si tratta di un tema molto attuale e che riguarda da vicino la nostra professione. Il nostro appello riguarda le responsabilità nell’ambito della revisione legale: siamo convinti che nei confronti dei professionisti ci siano responsabilità illimitate, per questo motivo chiediamo regole più idonee per chi è impegnato in un lavoro delicato in prima linea.  Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente Ordine dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, aprendo il convegno “Le responsabilità del Collegio sindacale, aspetti civilistici e penali”.

"I commercialisti devono garantire nei confronti della collettività che i bilanci delle aziende siano sani, in quest’ambito - ha aggiunto Moretta - le problematiche e le insidie non mancano e noi garantiamo grande professionalità e competenza specifica”.

 “Oggi c’è un inasprimento del contenzioso giudiziario in materia di bancarotta, complice la crisi economica che ha determinato un amplificarsi di fallimenti", ha sottolineato Roberto Pirro Balatto, sostituto procuratore della Repubblica di Napoli, sezione Reati di criminalità e finanziaria.

"Sul versante penale occorre valutare se la dichiarazione di fallimento è equiparabile ad una bancarotta ed ha quindi riflessi diretti ed analizzare in concreto se vi sono anche responsabilità penali nelle condotte da parte degli 'attori'. Non è detto - ha concluso il magistrato - che tutti gli aspetti tributari devono occupare le nostre aule di giustizia”.

“Esistono oggettivamente alcune difficoltà, però, la legge prevede una forma di controllo che deve operare in maniera diligente soprattutto in un periodo di crisi economica - ha evidenziato Enrico Quaranta, Giudice Sezione Tribunale delle Imprese di Napoli -. Gli strumenti non mancano, come l’accesso all’Autorità giudiziaria sia in sede civile che penale. Occorre poi sottolineare che ci sono stati alcuni casi in cui l'imprenditore ha deciso di eludere i debiti tributari e previdenziali per autofinanziare l'attività aziendale pagando gli stipendi e creando un vero e proprio corto circuito con un danno a carico della collettività e ci sono state sentenze che hanno evidenziato questa decisione”.

All'incontro, moderato da Massimo Zeno (docente all'Università di Benevento), hanno partecipato Concetta Riccio ed Eraldo Turi, consiglieri delegati dell'Odcec Napoli Nord, Francesca Marra Buonocore (presidente della Commissione di Diritto Societario); Ciro Esposito (docente all'Universita di Chieti Pescara) e Alfonso Furgiuele (docente all'Università Federico II).

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