Lunedì 17 Dicembre 2018 - 8:20

Commercialisti, focus su previdenza e welfare il 6 novembre ad Aversa

AVERSA - Martedì 6 novembre 2018 alle ore 15, presso la sala conferenze dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord (via A. Diaz, 89), si terrà un focus di approfondimento su previdenza, welfare e assistenza sanitaria.  

All’incontro, moderato da Guido Rossi, vicepresidente dell’Ordine, interverranno Luigi Pagliuca, presidente nazionale della Cassa di Previdenza dei Ragionieri; Paolo Longoni, consigliere d’amministrazione della Cnpr; Roberto Bianco, delegato territoriale dell’ente previdenziale.

“L’analisi delle strategie adottate dagli enti previdenziali per garantire la sostenibilità dei fondi con l’erogazione della previdenza e dell’assistenza  sarà analizzata nel corso del dibattito” ha sottolineato Antonio Tuccillo, numero uno dell’Odcec Napoli Nord, che introdurrà i lavori. “L’Odcec di Napoli Nord ha previsto, per questa occasione, la presenza dei funzionari della Cassa di Previdenza - ha aggiunto - che potranno informare, esaminando i piani contributivi, anche con apposite simulazioni e proiezioni, per i singoli professionisti”.

Stress test, promosse le banche italiane

Le banche italiane Unicredit, Banco Bpm, Ubi banca e Intesa Sanpaolo, sono state promosse dall'Eba, l'Autorità bancaria europea. Il coefficiente patrimoniale Cet1 delle quattro banche italiane incluse negli stress test vede una "riduzione media ponderata nello scenario avverso pari a 3,9 punti percentuali su base fully loaded, un risultato in linea con quello medio del complesso delle banche" del Sistema unico di vigilanza e del campione preso in considerazione dall'Eba, scrive la Banca d'Italia in una nota. "Nel complesso - spiegano da via Nazionale - le banche europee hanno mostrato una buona capacità di tenuta a fronte delle condizioni di stress ipotizzate nello scenario avverso. I risultati confermano il generale rafforzamento della solidità del sistema bancario europeo".

Mario Quagliariello, direttore del dipartimento Economic Analysis and Statistics dell'Eba, sottolinea che "il risultato dello stress test mostra che gli sforzi delle banche per costruire la propria base di capitale negli ultimi anni hanno contribuito a rafforzare la loro capacità di resistenza agli shock gravi".

Nel dettaglio, nello scenario avverso degli stress test Eba, Unicredit registra nel 2020 un cet1 ratio al 9,34%, 346 punti base in meno rispetto al Cet1 ratio transitional a fine dicembre 2017; Banco Bpm un Cet1 ratio all'8,47%; Ubi banca un Cet1 all'8,32%; il coefficiente patrimoniale Cet1 di Intesa Sanpaolo è pari al 10,40%. Nello scenario base il dato è invece pari al 13,04%.

Flat tax, ecco chi ci guadagna

Le partite Iva con la flat tax, guadagneranno oltre il 30% in più rispetto ad un lavoratore dipendente. E' quanto emerge dalle simulazioni messe a punto dal Centro studi fiscali Eutekne.info, secondo cui il taglio delle tasse sulle partite Iva, a parità di retribuzione lorda, allungherà la distanza tra lo stipendio netto di un autonomo e quello di un lavoratore dipendente. Chi sceglie di lavorare aprendo una partita Iva, infatti, secondo i calcoli di Eutekne, potrà contare a fine mese su una busta paga superiore di oltre il 30% rispetto a un dipendente.

In particolare, con le novità inserite in manovra sulla cosiddetta 'tassa piatta - l'introduzione nel 2019 dell'aliquota al 15% per i lavoratori autonomi che dichiarano un reddito annuo fino a 65 mila euro e, a decorrere dal 2020, e di quella al 20% per le partite Iva con un giro d'affari tra 65 mila e 100 mila euro - l'inquadramento di lavoro come 'autonomo con partita Iva' secondo Eutekne "diventerà estremamente conveniente per tutti coloro che dichiarano una retribuzione compresa tra 35 mila e 80 mila euro", con il 30% in più di reddito disponibile.

Le partite Iva con la flat tax, guadagneranno oltre il 30% in più rispetto ad un lavoratore dipendente. E' quanto emerge dalle simulazioni messe a punto dal Centro studi fiscali Eutekne.info, secondo cui il taglio delle tasse sulle partite Iva, a parità di retribuzione lorda, allungherà la distanza tra lo stipendio netto di un autonomo e quello di un lavoratore dipendente. Chi sceglie di lavorare aprendo una partita Iva, infatti, secondo i calcoli di Eutekne, potrà contare a fine mese su una busta paga superiore di oltre il 30% rispetto a un dipendente.

In particolare, con le novità inserite in manovra sulla cosiddetta 'tassa piatta - l'introduzione nel 2019 dell'aliquota al 15% per i lavoratori autonomi che dichiarano un reddito annuo fino a 65 mila euro e, a decorrere dal 2020, e di quella al 20% per le partite Iva con un giro d'affari tra 65 mila e 100 mila euro - l'inquadramento di lavoro come 'autonomo con partita Iva' secondo Eutekne "diventerà estremamente conveniente per tutti coloro che dichiarano una retribuzione compresa tra 35 mila e 80 mila euro", con il 30% in più di reddito disponibile.

“Il 91% dei comuni italiani a rischio danni per il maltempo”

NAPOLI - "L'Italia si conferma un Paese ad alto rischio calamità naturali ed i danni da essi derivanti hanno raggiunto livelli insostenibili. Se non si provvede a dare avvio ad un circolo virtuoso di risk management, intriso di attività di prevenzione e protezione dei nostri territori, oltre a prevedere una copertura assicurativa misto pubblico-privata, saranno sempre più ridotte le possibilità di ottenere risarcimenti celeri ed adeguati". E' quanto afferma Antonio Coviello, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche-Iriss e professore di marketing assicurativo nell'Università S.O. Benincasa di Napoli.

  "Il  91% dei comuni italiani è in aree soggette a pericolosità da frana o idraulica. In particolare, oltre l'80% della superficie della Valle d'Aosta è a pericolosità da frana, ma fanno riflettere anche il 19,6% della Campania, il 16,1% del Molise e i 1.538 chilometri quadrati della Lombardia, che in termini percentuali rappresentano solo il 6,4% del territorio.

Le alluvioni colpiscono soprattutto le pianure. È per questo che l'Emilia Romagna ha a rischio il 45% del proprio territorio, poi seguono la Toscana con il 12% e la Lombardia con il 10%", commenta Coviello, riportando i dati dell'ultimo studio dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

  "In Italia i danni da calamità naturali sono in media di oltre 3 miliardi l'anno.  In totale, per tutti gli eventi catastrofali del 2017 registrati nel nostro Paese, si stima che il settore assicurativo abbia risarcito circa 385 milioni, una cifra che riflette il grado di diffusione ancora contenuto della copertura. Chi risarcisce i restanti miliardi di danni subìti? In teoria lo Stato, ma purtroppo quasi mai è stato così, per la nota carenza di fondi. La garanzia e la certezza di ristoro dei danni, con una gestione dello Stato, può avvenire solo attraverso un sistema di coperture assicurative, così come avviene con successo già in tanti altri Paesi", ha spiegato il ricercatore del Cnr-Iriss, che coordina un gruppo di lavoro interdisciplinare in seno all'Istituto napoletano che studia da un decennio il fenomeno, pubblicando anche un libro dal titolo "Calamità naturali e coperture assicurative", presentato anni orsono anche in Parlamento, allorquando si dibatteva di prevedere una "assicurazione obbligatoria".

  "Le esposizioni assicurate contro i rischi catastrofali in Italia per l'anno 2018 (riferiti al volume premi incendio), per quanto riguarda i rischi commerciali, sono stimate a circa 650 miliardi per il terremoto (+8% rispetto al 2017) e a 700 miliardi per l'alluvione (+11% rispetto al 2017). In pratica, si contano circa 400.000 rischi commerciali assicurati contro il terremoto, 340.000 contro l'alluvione e si presume che molti di questi ultimi siano assicurati anche contro il terremoto (Fonte PERILS).  Per quanto riguarda i rischi residenziali l'esposizione complessiva è pari a circa 130 miliardi per il terremoto (+14% rispetto al 2017) e a 67 miliardi per l'alluvione (-16% rispetto al 2017), e si contano circa 388.000 rischi residenziali assicurati contro il terremoto, 119.000 contro l'alluvione", spiega l'esperto.

Tenuto conto delle esposizioni a entrambi gli eventi catastrofali rilevati (terremoto e alluvione), le regioni che hanno contribuito più di tutte alla crescita delle esposizioni rispetto al 2017 sono il Piemonte, la Puglia e la Campania.

Specificamente al terremoto, invece, le regioni che hanno maggiormente contribuito alla crescita delle esposizioni  sono la Lombardia e l'Emilia Romagna.

  "Proprio a dimostrazione che i rischi catastrofali sono in aumento soprattutto in Italia, con riferimento al solo rischio alluvionale, l'EIOPA (l'Autorità europea assicurativa) propone la   degli scenari relativamente al rischio alluvionale (c.d. "flood")", riferisce Coviello.

La Legge di bilancio 2018 (commi 768-770) ha introdotto delle importanti novità in tema di incentivi fiscali per quanto riguarda le assicurazioni contro il rischio di eventi calamitosi a copertura delle abitazioni. In particolare, a partire dal 1° gennaio 2018, per tali polizze è stata introdotta una detrazione Irpef del 19% del premio (senza limiti di importo) e l'esenzione dello stesso dall'imposta di cui alla legge n. 1216 del 1961 (che era pari al 22,25%).

 "La misura introdotta potrà rivelarsi un primo passo per contrastare la scarsa propensione dei cittadini italiani ad assicurare la propria casa contro i rischi legati a eventi catastrofali", spiega l'esperto; "se infatti alla fine del 2016 appena il 2% del patrimonio abitativo italiano risultava assicurato contro il terremoto e le alluvioni, tale percentuale a fine marzo 2018 (e quindi in un arco temporale di soli 3 mesi) risultava già in lieve crescita (2,5%) e si ritiene vi abbia contribuito proprio la novità contenuta nella Legge di bilancio", conclude il ricercatore.

Commercialisti, la contabilità digitale può rappresentare un’occasione di crescita

AVERSA - “Il passaggio dalla contabilità analogica a quella digitale rappresenta una opportunità di crescita per gli studi professionali. Tuttavia, rispetto alle difficoltà che si stanno registrando in ordine all’adeguamento dell’assetto amministrativo-contabile di studi professionali ed aziende, occorre stigmatizzare l’atteggiamento del governo e la sua ‘sordità’ alle istanze formulate da imprese e professionisti finalizzate a prorogare la dead-line di un anno per gli operatori in contabilità semplificata.

La impalpabile mitigazione delle sanzioni prevista dal decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio concorre solo a rendere la pillola ancora più amara”. Lo ha detto Angelo Capone, consigliere delegato della Commissione Imposte Dirette e Indirette dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, presieduta da Antonio Tuccillo, in occasione del forum “Fattura elettronica, il passaggio dal cartaceo al digitale” promosso presso la sala delle conferenze della sede di Aversa, in collaborazione con il Gruppo 24 Ore.   

 “Il nuovo obbligo della fatturazione elettronica riguarderà tutti soggetti Iva italiani dal 1° gennaio 2019 e rappresenta un nuovo tassello da aggiungere al processo di digitalizzazione che sta interessando il nostro Paese”, ha evidenziato  Diego Musto, consigliere delegato della Commissione Ict. “Allo stato non sono previste proroghe ma è stato annunciato che le sanzioni non saranno applicate per i primi sei mesi dall’entrata in vigore e ci sarà un’estensione fino a dieci giorni per l’emissioni/ricezione della fattura elettronica.  Nel corso dei lavori - ha aggiunto - è stato realizzato anche un focus sulle novità previste dalla Legge di Bilancio 2019”.

Secondo Sandro Fontana, consigliere delegato della Commissione Ict, la Fatturazione Elettronica rappresenta una grande opportunità per riorganizzarsi, offrire realmente servizi innovativi e vivere l’impresa come mai prima d’ora. Un metodo di lavoro nuovo, alla portata di tutti i professionisti ed apprezzato dalle imprese. In effetti, utilizzando in maniera efficacia ed efficiente la fatturazione elettronica, si avrà un notevole risparmio di tempo che potrà essere impiegato vivendo maggiormente l’impresa dei propri clienti.

All’incontro sono intervenuti Pasquale Licito (componente della Commissione di studio Ict dell’Odcec Napoli Nord), Pierpaolo Ceroli e Luisa Miletta (dottori commercialisti di Milano e collaboratori de “Il Sole 24 Ore”).

Lo spread schizza a 321, Borsa in profondo rosso

MILANO. Torna a salire lo spread: in chiusura di mercati, il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi si attesta a 321 punti base, rispetto ai 313 registrati in apertura. Il rendimento sale al 3,62%. Le Borse europee chiudono in rosso la seduta odierna di scambi, dopo un tentativo di recupero in avvio. La risalita dello spread, arrivato a superare i 320 punti e l'andamento negativo di Wall Street, appesantita dalle tensioni dei fatti di cronaca e dal calo degli indici tecnologici, hanno spinto al ribasso i mercati del Vecchio continente che hanno accumulato perdite dallo 0,28% di Bruxelles allo 0,73% di Francoforte. Unica in controtendenza Londra, che ha chiuso con un progresso dello 0,11%. Piazza Affari è la peggiore tra le consorelle: l'indice Ftse Mib arretra dell'1,69%, l'All Share cede l'1,57%. A soffrire maggiormente, i titoli bancari che accumulano perdite fino ad oltre quattro punti e mezzo percentuali.

Ue boccia la manovra

E' arrivata la bocciatura della manovra italiana da parte dell'Ue. La Commissione Europea ha deciso nel collegio dei commissari di chiedere all'Italia di presentare entro tre settimane a Bruxelles un nuovo documento programmatico di bilancio, come adombrato nella lettera inviata la settimana scorsa al ministro dell'Economia, Giovanni Tria.

"NESSUNA NUOVA BOZZA" - Ma autorevoli fonti di governo M5S fanno sapere che nessuna nuova bozza del documento verrà inviata dal governo italiano a Bruxelles. "Siamo sulla strada giusta e non arretriamo di un centimetro", la convinzione dei 5 Stelle. Così come ribadito da Luigi Di Maio su Facebook: "Non ci arrenderemo. Sappiamo che stiamo percorrendo la strada giusta. E perciò non ci fermeremo". 

Dopo la bocciatura lo spread tra Btp e Bund ha segnato un rialzo. Il differenziale tra i titoli di Stato è salito a 312 punti base con un rendimento del 3,53%. In conferenza stampa a Strasburgo il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari, Pierre Moscovici, ha spiegato che la Commissione Europea "è estremamente unita" nella decisione di chiedere al nostro Paese un nuovo documento programmatico di bilancio. "Non è un caso borderline: la palla non tocca la linea, è lontana dalla linea" ha detto Moscovici.

“Occorre combattere concretamente le truffe assicurative”

NAPOLI - "Nonostante negli ultimi anni le inchieste giudiziarie si siano moltiplicate e molte attività appaiono realizzate per contrastare il fenomeno, quasi tutto è rimasto uguale a 20 anni fa quando scrivemmo il libro 'Truffa in nome della legge', il questore Maurizio Vallone ed io, su tale emergenza economico-sociale. Se si vogliono davvero ridurre i premi Rca, tra i più cari d'Europa in alcune aree del Paese, bisogna combattere realmente i fenomeni truffaldini ed rendere più efficiente l'intero sistema risarcitorio, ormai obsoleto". È quanto afferma Antonio Coviello, professore di Marketing Assicurativo nell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e ricercatore del Cnr-Iriss, esperto in materia, commentando i dati ufficiali dell'IVASS sul fenomeno e in seguito all'inchiesta sulla truffe a danno di compagnie assicurative, con circa 2800 falsi sinistri stradali smascherati.

   "I dati dell'IVASS non lasciano dubbi: il numero totale di sinistri denunciati nel 2016 è aumentato a 2.844.383 (+2% su scala nazionale rispetto al 2015). Di questi, nel 2016 sono stati identificati a rischio frode 668.341 sinistri, in aumento rispetto al 2015 di 70.484 unità (+12%). I sinistri oggetto di specifica istruttoria per profili di possibile fraudolenza sono stati 339.550 (+14%). I sinistri posti 'senza seguito' per attività antifrode hanno raggiunto le 50.757 unità, con una percentuale in aumento rispetto ai dati 2015 di quasi il 18%. Nel Sud 2.281 sinistri oggetto di denuncia/querela, di cui in Campania 1.516. Troppo poco rispetto al fenomeno registrato", spiega l'esperto.

   "Ma quella rappresentata è solo la punta dell'iceberg - spiega Coviello - alla fine del 2017 l'importo a riserva per le cause civili di primo grado è pari a 5,2 miliardi di euro, di cui il 47% è riferito a cause relative a sinistri con anno di accadimento ultraquinquennale. Tenuto conto che l'ammontare complessivo dei risparmi ottenuti dalle sventate frodi nell'esercizio 2017, è pari ad un importo di 246,8 milioni di

euro (solo l'1,9% sui premi raccolti), se solo si riuscisse a migliorare questo vitale dato, le compagnie risparmierebbero ulteriori centinaia di milioni di euro, a vantaggio della costruzione della tariffa RCA e conseguente riduzione dei premi assicurativi".

   Andando ad analizzare i sinistri per i quali è stata presentata denuncia o querela da parte delle imprese, nel 2016 per tale fattispecie sono stati enumerati 4.578 casi. Rispetto al 2015, in cui erano stati 6.172, si registra una riduzione del -26%.

   "Complessivamente i procedimenti penali avviati dalle imprese tra il 2012 e il 2016 sono 17.513, di cui pervenuti a esiti conclusivi il 20%. E questo dato non appare confortante", sottolinea l'esperto. "Alcuni di questi strumenti, quali l'Archivio Integrato Antifrode dell'IVASS, sono stati creati e attivati solo da poco tempo, ma alcuni dati ufficiali lasciano perplessi sul reale impegno a contrastare il fenomeno

truffaldino: sono state avviate dall'istituto di vigilanza 105 procedure sanzionatorie, di cui 44 nei confronti di imprese che non alimentano correttamente la Banca Dati Sinistri e 61 relative all'alimentazione tardiva della Banca dati degli Attestati di Rischio" conclude Coviello.

Ecco gli strumenti e le nuove strategie per il passaggio generazionale

AVERSA - “Un quarto dei leader aziendali si trova in una forbice tra i 65 ed i 75 anni, per cui rimandare la trattazione del passaggio non è più una soluzione rinviabile. Le famiglie imprenditoriali sono l’alveo statisticamente più importante dell’economia nazionale, ed i patrimoni aziendali, di cui solo il 10/15% sopravvive al 2° passaggio generazionale, sono una fonte di valori consistenti che devono essere tutelati. Noi commercialisti, consulenti d’impresa, abbiamo il dovere di affiancare gli imprenditori in questo momento così delicato”.

Lo ha detto Antonio Tuccillo, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord presentando il forum “Strumenti e strategie per la trasmissione del patrimonio: la pianificazione del passaggio generazionale che si terrà lunedì 22 ottobre 2018 alle ore 14,00 nella sala delle conferenze dell’Odcec Napoli Nord (via Diaz, 89).

Secondo il consigliere delegato dell’Ordine,  Vincenzo Natale, “In Italia, circa il 70% delle imprese è a matrice familiare, di queste il 25% è guidato da un leader di età superiore ai 70 anni e il 18%, quindi quasi una su cinque, sarà costretta ad affrontare il ricambio generazionale nei prossimi 5 anni”.

“Sul nostro territorio la società semplice è prevalentemente utilizzata per le aziende del settore agricolo, su cui si basa la nostra economia locale, come strumento per la pianificazione del patrimonio rappresenta un’ottima soluzione, perché grazie alla sua grande flessibilità, può svolgere la funzione di “contenitore” di asset patrimoniali, liquidi o illiquidi. Utilizzata a livello di Holding,  può consentire una gestione unitaria di un patrimoni anche consistenti” ha sottolineato Francesco Corbello, consigliere segretario dei commercialisti di Napoli Nord.

“L’organizzazione del passaggio generazionale nelle famiglie imprenditoriali è, senza dubbio, uno dei più frequenti utilizzi del trust, strumento che, per le sue peculiari caratteristiche, ben si presta infatti al raggiungimento dello scopo di organizzare il patrimonio tra i familiari dell’imprenditore e, se occorre, per l’individuazione tra gli eredi e non solo, di colui o di coloro che sono reputati più adatti per assumere il comando dell’impresa oggetto di passaggio”, ha evidenziato Stefano Loconte, docente di Diritto Tributario e Diritto del Trust presso l’Università Lum “Jean Monet” di Casamassima. 

Per il notaio Oreste De Nicola “il patto di famiglia è uno strumento su cui il legislatore ha investito molto, intervenendo con diverse modifiche nel corso degli anni, per renderlo sempre più adatto alle esigenze di preservazione dell’integrità del patrimonio aziendale. Il nostro ordinamento, che con il patto di famiglia consente di derogare al divieto di patti successori, ha lo scopo preciso di mettere l’azienda, e la sua continuità, davanti ad altri elementi patrimoniali”.

L’avvocato Tommaso Castiello, incaricato di diritto privato presso l’università di Cassino ritiene che “nella gestione del passaggio generazionale è importante prestare attenzione al divieto di lesione della quota di legittima spettante agli eredi, in modo che qualsiasi pianificazione successoria, non sia oggetto di azione giudiziaria da parte degli altri coeredi. Decisivo è il ruolo del professionista, sul quale incombono obblighi di cautela ulteriori per garantire la conformità degli strumenti usati al dettato legislativo.

“Azienda e successione sono fenomeni estremamente correlati, ed il passaggio generazionale, che rappresenta un momento molto critico, può tradursi in una grande opportunità se affrontata con l’utilizzo degli strumenti adeguati, verso i quali l’imprenditore deve essere sensibilizzato”, - ha spiegato l’avvocato e dottore commercialista  Luigi A. M. Rossi, che introdurrà e modererà il dibattito. “La successione in azienda che non deve essere frutto di un evento, ma deve essere un processo pianificato - ha concluso -, che può portare anche dei significativi rafforzamenti della realtà imprenditoriale”.

Boccia: «Manovra debole, va cambiata»

"La manovra è debole sulla crescita e va cambiata. A nostro avviso è ancora correggibile ma i tempi sono stretti". Così il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia a margine del suo intervento dal palco dei giovani imprenditori a Capri, richiama il governo a "riattenzionare" la manovra economica. "Se tra qualche mese quello che dice il governo non accade e questo risultato di crescita non arriva, il problema non sarà stato l'agenzia di rating ma il circolo vizioso tra deficit e debito per cui questa manovra diventa insostenibile e inspiegabile", incalza. Il problema, infatti, ripete, "non è di quanto sforiamo in termini di deficit ma di quanto cresciamo". E' questo, infatti, il punto vero: "di quanto cresciamo e se davvero cresciamo perchè la politica si misura dai risultati non dagli obiettivi", sottolinea.

MOODY'S - Il presidente di Confindustria commenta quindi il declassamento del rating dell'Italia da parte di Moody's: "E' evidente - dice - che sia la lettera della Commissione europea che il declassamento di Moody's era nelle cose. Ora la sfida che il governo deve fare propria è nella crescita, spiegando l'analisi di impatto di questa manovra, correggerla, postando più risorse sulla crescita". "Il governo vuole definire una sfida che è quella di crescere pur sforando di un 1 punto percentuale il rapporto deficit-pil e attraverso la crescita rendere sostenibile questa manovra su cui, aggiungiamo noi, ci si gioca anche la credibilità del governo. Questo cambierebbe il paradigma di pensiero: cioè partirebbe dagli effetti sull'economia reale. Ma per farlo occorrerebbe spiegare bene qual'e' il fattore di crescita che è in questa manovra che ad oggi non è chiaro", prosegue. Per Boccia, infatti, "le risorse in valore assoluto non fanno sperare bene". Per questo, aggiunge, "occorre cogliere e lanciare una sfida al governo" aprendo " un grande confronto sulla crescita". "I tempi sono stretti anche date le agenzie di rating ma il Paese ha grandi potenzialità. Se ce la fa sulla crescita e se tra qualche mese cominceremo a crescere in termini di occupazione ed export, l'Italia avrà vinto la grande stagione riformista europea. Se non ce la fa perchè usa le risorse solo per fare deficit e debito strutturale evidentemente la partita sarà persa", conclude.

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)