Mercoledì 18 Ottobre 2017 - 0:22

Cresce la produzione industriale: +0,7% a maggio

ROMA. Cresce la produzione industriale a maggio. L’indice destagionalizzato registra, infatti, un incremento dello 0,7% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo-maggio 2017 la produzione è aumentata dello 0,2% nei confronti dei tre mesi precedenti. Corretto per gli effetti di calendario, a maggio 2017 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 2,8% (i giorni lavorativi sono stati 22 come a maggio 2016). Nella media dei primi cinque mesi dell’anno la produzione è aumentata dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dalle rilevazioni diffuse oggi dall'Istat.
L’indice destagionalizzato mensile registra variazioni congiunturali positive nei comparti dei beni strumentali (+2,3%) e dei beni di consumo (+0,2%); segnano invece variazioni negative l’energia (-1,0%) e i beni intermedi (-0,4%). In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a maggio 2017 variazioni positive in tutti i comparti; aumentano in modo significativo i beni strumentali (+5,9%) e, in misura più lieve, i beni di consumo (+2,5%), l’energia (+1,0%) e i beni intermedi (+0,4%).

Sanità, ecco le nuove problematiche gestionali

NAPOLI - “I dottori commercialisti e gli  esperti contabili di Napoli sono stati i primi in Italia che hanno istituito la  commissione di studio sulla sanità da parte dell’Ordine. In tutti i bilanci regionali, così come in quello campano, molte delle risorse a disposizione sono destinate a tale settore e pertanto una corretta gestione della spesa influisce notevolmente su tutti i servizi offerti alla collettività.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, numero uno dell’Odcec di Napoli presentando il dibattito su “Sanità pubblica e privata, nuove problematiche gestionali” che si terrà oggi pomeriggio alle ore 15,00 a Napoli (piazza dei Martiri, 30)

“Il settore della sanità negli ultimi anni si è fortemente evoluto – ha sottolineato Carmen Padula, consigliere delegato dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli -, oggi non si parla di ospedali bensì di  ‘Aziende sanitarie’. I commercialisti devono essere pronti a rispondere a questa nuova esigenza. Nel corso dell’incontro il collega Fabio Cecere presenterà il corso di Formazione sulla Razionalizzazione delle spese in sanità, organizzato dalla Commissione Sanità, la finalità è quella di formare professionisti specializzati che sappiano analizzare le problematiche legate all’interazione tra pubblico e privato”.

“Per un settore di primaria importanza sociale ed economica come la Sanità – ha evidenziato Fabio Rossi,  presidente della Commissione Sanità Odcec Napoli -, il dottore commercialista  si pone tra gli interlocutori necessari ad un nuovo processo di efficientamento a livello regionale”.
Secondo Carlo Parenti, vicepresidente della Commissione sanità, “la Regione , nel breve periodo inciderà sugli assetti dell’assistenza sanitaria e conseguentemente sulla  gestione degli operatori del SSR. Con i recenti provvedimenti tesi a definire i nuovi fabbisogni assistenziali , si andrà verso una rimodulazione dell’offerta sanitaria e, In tale contesto , la figura del Dottore Commercialista - ha aggiunto Parenti - assumerà  sempre più rilevanza per  accompagnare gli operatori del SSR ad affrontare problematiche gestionali che tenderanno a privilegiare coloro che , più di altri,  sapranno valutare formule aggregative e di partnership .

All’incontro parteciperanno Luca Siciliano, Associate partner P.W.C.; Filippo Abitabile, Componente della Commissione Sanità l’avvocato Edoardo Errico, Antonio Postiglione, Responsabile Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale; Vincenzo Schiavone, Presidente  della Sezione Sanità dell’Unione Industriali di Napoli; Sergio Crispino, Presidente dell’AIOP Campania.

Concluderà i lavori Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani.

Commercialisti, le procedure di risanamento per gli enti locali in crisi

NAPOLI – “La crisi dell’ente locale e le procedure di risanamento”. Sarà questo il tema del seminario organizzato dall’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli in programma per mercoledì 12 luglio nella sede storica di Piazza dei Martiri.

 “Il forum ha la finalità di promuovere, nel generale contesto di difficoltà finanziaria degli enti locali, il dibattito sugli strumenti previsti dal nostro ordinamento per il risanamento dell’ente e sul ruolo del revisore in tale contesto. L’evento – ha sottolineato Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei - si pone anche l’obiettivo di evidenziare gli indici rivelatori della crisi dell’ente locale, al fine di adottare adeguate misure correttive per realizzare un concreto risanamento finanziario.”.

l dissesto degli enti locali è diventato un tema di grande attualità, anche in considerazione della grave crisi economica che ha travolto anche l’Italia”, ha evidenziato Mario Michelino, consigliere delegato dell’Odcec Napoli. “Nel corso dell’incontro verranno approfonditi le tematiche relative allo stato di dissesto e agli effetti che produce sugli enti e sulla cittadinanza”. Centrale è il ruolo del professionista-revisore – ha aggiunto Michelino - che dovrà assistere l’ente al fine conciliare le entrate con le uscite nel rispetto del principio dell’autonomia e di responsabilità di gestione”.
Salvatore Varriale, presidente della Commissione di studio Enti Locali e promotore dell’evento, dal canto suo ritiene “fondamentale il ruolo del revisore per la salvaguardia degli effettivi equilibri di bilancio. I revisori rappresentano un baluardo di legalità ed un indiscusso valore per l’ente nella soluzione delle criticità che possono portare verso squilibri strutturali”.

Parteciperanno ai lavori, introdotti dalla consigliera delegata Fortuna Zinno, il professor Federico Pica, docente di Scienza delle Finanze all'Università di Napoli "Federico II"; Salvatore Palma, ex assessore al bilancio del Comune di Napoli e consigliere d’amministrazione della cassa di previdenza dei dottori commercialisti; i commercialisti esperti di contabilità pubblica e servizi pubblici locali, Rosario Poliso  e Paolo Longoni (consigliere d’amministrazione della cassa ragionieri).

Mps, via libera Ue al piano di ristrutturazione

BRUXELLES. La Commissione europea ha approvato il piano dell'Italia a sostegno della ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi di Siena in linea con le norme dell'Ue, sulla base di "un efficace piano di ristrutturazione". Questo, si legge in una nota della Commissione Ue, contribuirà a garantire la redditività a lungo termine della banca, limitando nel contempo le distorsioni della concorrenza.

Il valore complessivo della ricapitalizzazione del Monte dei Paschi di Siena scende a 8,1 mld. Il fabbisogno precedentemente indicato dalla Bce era pari a 8,8 mld.

Per la ricapitalizzazione precauzionale la Commissione ha approvato aiuti di Stato per 5,4 miliardi di euro, a seguito dell'accordo di massima sul piano di ristrutturazione di Mps raggiunto l'1 giugno 2017 dalla commissaria responsabile per la Concorrenza Margrethe Vestager e dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Attualmente, spiega la Commissione, sussistono entrambe le condizioni per questo accordo: la Banca centrale europea, nella sua veste di autorità di vigilanza, ha confermato che Mps è solvibile e soddisfa i requisiti patrimoniali, e l'Italia ha ottenuto un impegno formale da parte di investitori privati ad acquistare il portafoglio di crediti deteriorati della banca.

Il piano consente a Mps di soddisfare l'eventuale fabbisogno di capitale che si manifesterebbe in caso di peggioramento delle condizioni economiche (in via precauzionale). Per giungere all'approvazione di questo apporto statale, gli azionisti e i creditori subordinati di Mps hanno fornito un contributo pari a 4,3 miliardi di euro per limitare l'uso di denaro dei contribuenti, come previsto dalla normativa dell'Ue in materia di aiuti di Stato. Inoltre i detentori di obbligazioni subordinate al dettaglio che sono state vendute in modo scorretto potranno richiedere un risarcimento alla banca. Mps sarà soggetto a una profonda ristrutturazione volta a garantirne la redditività futura e ad assicurare che lo Stato italiano riceva una remunerazione sufficiente per il proprio investimento.

PADOAN - "E' chiaro che si tratta un risultato importante per la banca e per il sistema italiano, un ulteriore elemento di svolta". Il ministro Padoan definisce in questi termini il via libera Ue alla ricapitalizzazione preventiva del Monte dei Paschi di Siena. Quello per Mps è "un piano sostenibile e prudente" evidenzia Padoan che parla di un'operazione "pienamente in regola con le prescrizioni europee". "La quota dello Stato" al termine dell'operazione, dice il ministro, "sarà del 70%. Sono fiducioso nel recupero delle risorse e penso anche con un premio". Poi, a una domanda sull'ipotesi che il Tesoro possa confermare l'attuale ad Marco Morelli, Padoan risponde: "Ho piena fiducia nel top management della banca".

FALCIAI- Con questo piano "Mps sarà una banca molto solida patrimonialmente" e diventerà "una delle banche più solide in Italia e in Europa". Così il presidente di Mps, Alessandro Falciai, nel corso della conferenza stampa al Mef. "L'intervento dello Stato - aggiunge - sarà temporaneo. Il piano approvato va fino al 2021. L'uscita dello Stato dovrebbe arrivare entro quella data. Ma dipenderà anche dall'andamento del mercato".

MORELLI - Con questa operazione "si sgombra il campo dell'incertezza che avvolgeva Mps" e "si dà la possibilità a chi mette i soldi di avere soddisfazioni in futuro" sottolinea l'ad di Mps, Marco Morelli, che inoltre assicura: "Non sono previsti in nessun modo licenziamenti".

Moretta, l’azione di responsabilità è diventata una “prassi”

NAPOLI – “Sempre più spesso il curatore fallimentare promuove azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci delle società fallite. Fermo restando la legittimità di una simile decisione da parte del curatore, autorizzato dal giudice delegato, occorre segnalare che negli ultimi tempi tali azioni sembrano aver assunto una sorta di automatismo non più finalizzate a colpire amministratori e sindaci realmente colpevoli di responsabilità nella gestione o nel controllo dell’impresa, ma ad apportare somme all’attivo fallimentare”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli in apertura del forum “Tribunale delle imprese: azioni di responsabilità”. È noto, infatti, che soprattutto nel caso del collegio sindacale, la copertura assicurativa dei professionisti - ha sottolineato Moretta -, garantisce spesso in sede di transazione, il pagamento di somme al fallimento, ancorché di gran lunga inferiori alle pretese della curatela”. “

Occorre sottolineare che la maggior parte delle azioni di responsabilità contro i membri dell’organo di controllo – ha evidenziato Liliana Speranza, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli - ha per oggetto casi di ‘culpa in vigilando’. Poiché l’azione di responsabilità può essere proposta sia dai soci, sia dai creditori, il curatore, per il ruolo ricoperto, cumula in sé entrambe le azioni in questione.

Egli quindi esercita l’azione nei confronti degli amministratori con riferimento ai presupposti sia della loro responsabilità sociale contrattuale verso la società, sia della responsabilità extracontrattuale. Tuttavia, una volta effettuata la scelta, occorre tener presente gli aspetti dell’azione individuata (sociale/contrattuale ovvero creditori/extracontrattuale), con riferimento alla decorrenza del termine di prescrizione, all’onere della prova, all’ammontare dei danni risarcibili”.

Tonino Ragosta, presidente della commissione Tribunale delle Imprese ha sottolineato che “l’azione di responsabilità sociale può essere esercitata entro cinque anni dalla cessazione dell’amministratore dalla carica. Se il danno al patrimonio sociale deriva dal mancato tempestivo pagamento di oneri tributari e previdenziali – sostanziandosi così nell’esborso per sanzioni, interessi e spese – il momento dell’esteriorizzazione coincide con quello in cui il maggiore importo dovuto si è effettivamente concretizzato, ad esempio la notifica delle relative cartelle, e non con il momento in cui i pagamenti dovuti sono stati omessi perché le conseguenze pregiudizievoli per il patrimonio sociale erano solo ipotetiche e potenziali.

Il termine di prescrizione per l’azione dei creditori sociali decorre dal momento dell’oggettiva percepibilità, da parte dei creditori, dell’insufficienza dell’attivo a soddisfare i debiti”.

Il segretario nazionale dei commercialisti italiani, Achille Coppola ha ricordato che le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che nell’azione di responsabilità del curatore nei confronti dell’amministratore di una società fallita, la liquidazione del danno risarcibile dev’essere operata avuto riguardo agli specifici inadempimenti dell’amministratore, che l’attore ha l’onere di allegare, al fine di verificare il nesso causale tra gli inadempimenti e il danno lamentato. Poi, la mancanza di scritture contabili della società, pur se addebitabile all’amministratore, di per sé non giustifica che il danno da risarcire sia individuato e liquidato nella differenza tra il passivo e l’attivo accertati in ambito fallimentare”.

All’incontro hanno partecipato Enrico Quaranta, Giudice della sezione Tribunale delle Imprese di Napoli; Astolfo di Amato, professore ordinario di diritto commerciale all’Università Federico II di Napoli e Nunzio Rovito, componente della commissione Tribunale delle Imprese.

Commercialisti, “Turismo sanitario, ricavi record con servizi e sinergie”

NAPOLI – “Da Napoli parte un progetto che mira allo sviluppo di un turismo diverso da quello tradizionale, ma con risvolti altrettanto positivi. È il turismo sanitario, che oggi nel mondo genera un volume d’affari da 100 miliardi di dollari. In Italia i ricavi generati ammontano a 2 miliardi, il 17 per cento della quota europea, ma è un numero che potrebbe raddoppiare implementando l’offerta di servizi offerti agli stranieri e facendo sinergia tra tutte le componenti interessate. Del resto recenti indagini dicono che il 53 per cento dei cittadini europei è disposto a farsi curare in altri Paesi Ue. E dunque perché non fare di Napoli e della Campania, territori ideale con strutture all’avanguardia e medici di livello internazionale, una capitale di questo settore che potrebbe anche dare nuovo slancio al Pil italiano”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente Ordine dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, aprendo il convegno “Turismo sanitario, opportunità di crescita sostenibile”, organizzato in collaborazione con la Fiddoc (Federazione italiana donne dottori commercialisti), presieduta da Antonella La Porta.

“Percepiamo che c'è una grande opportunità dalla quale non sono stati ancora registrati i relativi rendimenti, ma ci sono tutti i requisiti per ottenere ottimi risultati – ha evidenziato Antonio Merlino, presidente della Clinica Ruesch Napoli -. Le strutture sanitarie del nostro territorio non hanno nulla da invidiare a quelle di altri Paesi, dobbiamo però creare un sistema intersettoriale che possa proporre servizi appetibili sul mercato internazionale. E dunque cure mediche, ma anche servizi di benessere nel senso più ampio possibile”.

Mario Russo, medico specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, sottolinea: “Occorre aumentare l’informazione verso i pazienti che utilizzano il turismo medico sanitario del mondo. Bisogna far sì che le nostre eccellenze vengano sempre più conosciute e facciano sistema tra loro. All’estero hanno avuto un’idea più chiara sul turismo sanitario, valorizzando le opportunità locali anche in Paesi senza enormi vantaggi dal punto di vista paesaggistico”.

Secondo Liliana Speranza, consigliere delegata Odcec Napoli, nei prossimi anni “gli stranieri potrebbero dare nuovo ossigeno alla nostra economia abbinando a mari, monti e città d’arte l’eccellenza delle cure made in Italy. Dietro la 'facciata sporca' della malasanità ci sono medici e strutture che spesso all’estero ci invidiano, ma per essere competitivi bisogna agire con competenza ed organizzazione. La 'caccia' ai turisti della salute è già iniziata e la posta in gioco è altissima”.

PA, Confapi: professionisti in crisi per prelievo Iva

«Il prelievo Iva alla fonte per i professionisti è una ulteriore contrazione all'economia. Lo split payment toglierà ossigeno a lavoratori autonomi e imprese».

Lo ha detto Francesco Cacciapuoti, componente del consiglio direttivo Confapi Napoli.

«Dal 1° luglio – spiega – scatta il meccanismo che impone ai clienti il versamento del tributo direttamente all'Erario anziché ai propri fornitori. Un meccanismo che indebolisce finanziariamente le Pmi, soprattutto nel Sud Italia e in Campania, ma che per i professionisti avrà lo stesso effetto di una tagliola perché li priverà, come sono state private le piccole e medie imprese, di un finanziamento a breve termine».

«Pur essendo tecnicamente una partita di giro – continua – l'Iva rappresenta per gli operatori economici, fino al momento del versamento, una forma di “risorsa finanziaria aggiunta a tempo” di cui disporre immediatamente in caso di imprevisti. Una vera e propria salvezza, in alcune circostanze».

«I redditi dei professionisti, dicono le stime delle Casse previdenziali, sono in calo nella nostra regione di circa il 10 per cento – conclude – rispetto ai dati, di per sé già non entusiasmanti, del 2010. Togliare ai professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione anche la partita di giro dell'Iva, provocherà paradossalmente un innalzamento dell'evasione fiscale perché, chi potrà, proverà a recuperare altrimenti le risorse su cui aveva inizialmente contato».

Banche venete, fonti di governo: «Testo da limare»

ROMA. Sarà convocato con molta probabilità domani in mattinata il Consiglio dei ministri per approvare il decreto sul salvataggio delle banche venete. Lo si apprende da fonti di governo.

Le stesse fonti, premettendo che non c'era una convocazione per oggi del Consiglio dei ministri, sottolineano che si tratta solo di definire il lavoro di limatura del testo del provvedimento e che l'impegno per l'approvazione del decreto entro il fine settimana verrà rispettato.

 

Adler Pelzer Group: inaugurazione nuovo stabilimento a Bratislava nel comprensorio Volkswagen

Adler Pelzer, il Gruppo internazionale con sede a Ottaviano (Napoli), che progetta, sviluppa e industrializza componenti e sistemi per l'industria del trasporto, continua la sua ascesa ed approda per la prima volta in Slovacchia con il nuovo stabilimento di Bratislava. L’ultimo nato tra gli impianti del colosso dell’automotive ha sede all’interno del CTPark Devínska Nová Ves, nel polo produttivo del Gruppo Volkswagen.Lo stabilimento, in particolare, ha un’estensione di 11.000 metri quadri circa, con un piano di sviluppo per ulteriori 5.000 metri quadri nel 2018. Ad oggi impiega circa 100 dipendenti e a “regime” crescerá sino a 400 occupati. Previsto un fatturato annuo di oltre 47 milioni. La cerimonia d’inaugurazione si è svolta alla presenza del Presidente di Adler Group, Paolo Scudieri, dei suoi due figli Achille e Luca, dei rappresentanti di Volkswagen, Mediobanca e UniCredit, oltre che di clienti, fornitori, management e dipendenti. In tale occasione il Presidente Scudieri ha premiato i collaboratori che si sono particolarmente distinti nelle operazione di realizzazione del nuovo impianto. “La nostra forza è rappresentata dal capitale umano – commenta il Presidente del Gruppo Adler Paolo Scudieri – donne e uomini che in sessant’anni di storia aziendale ci hanno permesso di raggiungere importanti traguardi. La genesi dello stabilimento di Bratislava ha avuto tempi rapidissimi, grazie all’impegno di chi crede nella crescita dell’azienda e nel futuro dell’automotive.L’apertura di Bratislava rientra nella strategia del Gruppo che prevede l’insediamento nei poli produttivi dei propri clienti, così da rispondere tempestivamente alle loro richieste, generare economie di scala e una più forte fidelizzazione”.Il gruppo Adler Pelzer, seguendo lo spirito innovativo che lo contraddistingue, ha concentrato in Bratislava il meglio delle tecnologie per la produzione dei propri componenti insonorizzanti, ispirandosi ai principi della “industry 4.0”. Ad oggi lo stabilimento é principalmente dedicato alla produzione di componenti per autovetture del gruppo Volkswagen, quale Audi A4, e successivamente, nel corso del 2017, i modelli Tuareg e Porsche Cayenne. Adler Pelzer, in particolare, si occuperà della realizzazione di componenti all’avanguardia quali tappeti, frontali e altri per il comfort acustico. “Lo stabilimento di Bratislava – continua Scudieri - avrà uno sviluppo importante che si focalizzerà su Suv di grandi dimensioni. La sua apertura rientra nella strategia del Gruppo che prevede l’insediamento nei poli produttivi dei propri clienti, così da rispondere tempestivamente alle loro richieste e, contestualmente,generare economie di scala e una più forte fidelizzazione. Con Volkswagen, in particolare, siamo già presenti in 13 Paesi.” Il Gruppo Adler, fondato nel 1956 da Achille Scudieri, è oggi il primo produttore italiano di sistemi per il comfort acustico, termico, arredamento interno per automotive, aerospazio e treni (il secondo player mondiale).Crea, sviluppa e produce per l'industria del trasporto, utilizzando in modo innovativo polimeri e fibre, con particolare attenzione al riutilizzo delle materie prime. Adler-Pelzer può vantare una storia aziendale fatta di successi, investimenti, acquisizioni e verticalizzazioni, finalizzate a offrire una risposta adeguata alle crescenti e diversificate esigenze del mercato.Il Gruppo conta oggi 64 stabilimenti in 23 Paesi, 7 siti di ricerca e Sviluppo, 13mila dipendenti, per un fatturato annuo di circa 1,5 miliardi di euro, ed è fornitore dei principali produttori mondiali nei settori dell’automotive e dell’aeronautica (ad. esempio Ferrari, Porsche, Audi, Rolls Royce, Agusta, Alenia, Boeing, Bombardier). MiSi

 

“Riforma necessaria per la giustizia tributaria”

NAPOLI – “Oggi occorre riportare l’attenzione sulla necessità di una riforma organica della Giustizia Tributaria, come auspicato anche dalla Corte Costituzionale. Il disegno di legge n. 988/2013 sembra essere stato accantonato ed il legislatore continua ad intervenire sporadicamente, con misure emergenziali. Ed invece proprio l’esponenziale crescita del numero dei ricorsi in Cassazione, con il conseguente aumento dell’arretrato, è una problematica ormai indifferibile, che impone di discutere della riforma della Giustizia Tributaria, e quindi anche dei requisiti di indipendenza e professionalità dei Giudici Tributari nonché della qualità delle sentenze di merito”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, presentando la due giorni sulla Giustizia Tributaria, in programma oggi e domani dalle ore 10 presso il centro congressi dell’Hotel Regina Isabella di Lacco Ameno (Ischia). L’incontro è organizzato da Odcec di Napoli e Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili con il patrocinio del Consiglio di presidenza della Giustizia Tributaria.

Introdurranno i lavori della prima giornata, Giacomo Pascale, sindaco di Lacco Ameno; Lucio Di Nosse, Consigliere di presidenza della Giustizia Tributaria,    
Massimo Miani, numero uno Cndcec e Vincenzo Moretta. La relazione di apertura sarà affidata a Mario Cavallaro, presidente Consiglio di presidenza della Giustizia Tributaria.

Nel corso dei dibattiti, moderati da Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti e Lucia Picone, Consigliere di presidenza della Giustizia Tributaria, interverranno i magistrati Nicola Graziano, Andrea Giovanardi, Massimo Scuffi, Massimiliano Tasini, Raffaele Cennicola, Paola Rossi, Stanisalo De Matteis, Giuliana Passero, Alfredo Montagna, Lorella Fregnani.

Al seminario di formazione congiunta per i giudici tributari e i commercialisti, sono previsti anche gli interventi di Gilberto Gelosa e Maurizio Postal (consiglieri nazionali dei commercialisti), Immacolata Vasaturo (commissione giustizia tributaria del Cndcec), Pasquale Saggese (Fondazione Nazionale Commercialisti) e Aurelio Parente (Università Luiss).

Sabato mattina si terrà la tavola rotonda a cui parteciperanno Cosimo Ferri, sottosegretario al Ministero della Giustizia; Luigi Casero, viceministro dell’Economia ; Ettore Ferrara, presidente del Tribunale di Napoli; Santi Consolo, direttore DAP; Caterina Garufi, ufficio legislativo Ministero di Giustizia; Clelia Buccico, presidente Fondazione Odcec Napoli; Michele Ancona, componente Consiglio di presidenza della Giustizia Tributaria; Fiorenzo Sirianni, direttore della Giustizia Tributaria presso il Dipartimento delle Finanze e Gilberto Gelosa.

L'iniziativa è stata realizzata con l'ausilio del Comitato Organizzatore affidato a Immacolata Vasaturo, Vincenzo Pezzullo, Matteo De Lise ed Enrico Iovene.

 

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