Mercoledì 18 Luglio 2018 - 8:22

La "Borsa della Ricerca" premia sette eccellenze italiane

 

SALERNO - Con la consegna dei BDR Awards, si è conclusa la tre giorni dedicata alla 'Borsa della Ricerca' al Campus di Fisciano, organizzata dalla Fondazione Emblema e Università di Salerno con il contributo della Regione Campania.

"Anche quest’anno siamo molto soddisfatti perché abbiamo registrato un ulteriore incremento delle presenze delle Università (32 atenei, un terzo in più rispetto alla passata edizione) e oltre 900 appuntamenti realizzati nel corso della tre giorni – ha dichiaratoTommaso Aiello, direttore generale della Fondazione Emblema e coordinatore della Borsa della Ricerca. 

“I risultati saranno noti nel medio periodo ma l’impressione è che gli incontri siano stati molto proficui. Le aziende e gli investitori hanno giudicato molto positivamente i progetti esaminati. La scelta vincente è quella di puntare su spin off universitari, sulla ricerca italiana che nasce in ambito accademico. Questo è l’unico evento in Italia in cui le nuove imprese che si presentano sono nate tutte in ambito universitario quindi con una base scientifica mediamente più solida rispetto al totale delle nuove imprese", ha aggiunto il numero uno di Emblema".

"Siamo già impegnati per la prossima tappa della Borsa della Ricerca, forDoc, il primo evento nazionale di recruiting dedicato ai dottori di ricerca organizzato in collaborazione con la Regione Veneto. L’appuntamento - ha concluso Aiello – è a Verona l’1 e 2 ottobre prossimi.

Nella giornata conclusiva sono stati assegnati sette "Borsa della Ricerca Awards" che sono stati consegnati dalle aziende partner dell’evento:Calabrian High Techdell’Università della Calabria premiato da Banca Etica; Food Forward ha consegnato il premio adAllergeniodell’Università di Firenze,Scuola Normale Superiore - Laboratorio di Biologiapremiato da IBAN - Italian Business Angels Network. ZCube Zambon ha premiatoPrindexdell’Università Federico II di Napoli e HFARM ilDipartimento di fisica dell'Università di Padova,Apphiadell’Università del Salento ha ricevuto il premio da Sellalab e infineKuaterniondell’Università La Sapienza di Roma ha ricevuto ben due premi (IBM Italia e Leonardo);

“Situazione critica, slegare i Comuni dai vincoli”

NAPOLI – “La situazione degli enti locali è diventata negli ultimi anni particolarmente critica, ile amministrazioni comunali sono una sorta di 'bancomat' dove i cittadini pagano avendo in cambio servizi sempre più scadenti. In questo modo i cittadini subiscono due livelli di inefficienza, quello nazionale con un debito pubblico schiacciante, e quello locale attraverso servizi pubblici sempre ridotti per la crisi economica dei Comuni.

Occorre rivisitare alcuni aspetti di natura tecnica e gestionale: il Parlamento dovrà rivedere alcuni passaggi rispetto ai vincoli che oggi limitano i Comuni. Mantenendo l’attuale linea voluta dall’Unione Europea, la situazione per i Comuni potrebbe soltanto aggravarsi”. Lo ha detto Vincenzo Presutto, senatore del Movimento 5 Stelle, aprendo il forum promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta.

“Oggi la 'coperta' delle amministrazioni pubbliche è sempre più corta – ha spiegato Moretta –. Il ruolo delle società partecipate è essenziale per i servizi che vengono offerti ai cittadini, ma è evidente che ci sono difficoltà importanti, che ci vengono evidenziate anche dai commercialisti che si ritrovano a svolgere un ruolo nelle amministrazioni pubbliche”.

Enrico Panini, assessore al Bilancio del Comune di Napoli, ha affermato: “Gli enti locali, da diversi anni un “bancomat” per le diverse leggi di bilancio, sono allo stremo: è necessario che in tempi rapidi il Parlamento si doti di una legge su questo tema. Così come sulle partecipate il privato non può essere l’unica risposta, ci sono prestazioni che attengono alla sfera pubblica che non possono essere delegate ad altro luogo”.

“L’inserimento dei privati in certe situazioni potrebbe dare grossi vantaggi, il problema è però quello di assicurare servizi indispensabili e adeguati ai cittadini”, ha evidenziato Mario Michelino, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli. “Una nuova legge? Di certo una revisione va fatta, una razionalizzazione per comprendere a fondo i servizi da assicurare ai cittadini e le modalità per farli fruire nel migliore dei modi”.

Secondo Fortuna Zinno, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli, “le partecipate sono una 'giungla' con numeri impressionanti per dipendenti e costi. Occorre che si faccia chiarezza sul ruolo delle società, serve un cambio di cultura”.

Per Salvatore Varriale, presidente della Commissione Enti Locali dell’Odcec di Napoli, “le problematiche sono diverse. Gli ultimi provvedimenti sono andati nella direzione di contenere i costi per gli enti locali, che oggi stanno cercando di sopravvivere. Mi sembra comunque che negli ultimi tre anni si sia intrapresa una strada diversa che potrebbe dare i risultati sperati”.

Sergio Rolando, assessore al Bilancio del Comune di Torino, ha rimarcato: “La situazione non è rosea, la legge ha previsto un riassetto delle partecipate al quale tutte le amministrazioni stanno lavorando. In questo senso è fondamentale una collaborazione tra città”.

"Monitorare le società partecipate degli enti locali"

NAPOLI - “Gli indicatori hanno un ruolo importante per valutare le prestazioni di un ente pubblico, poiché essi consentono di capire, attraverso valori numerici assoluti e percentuali, le variazioni che si registrano nei livelli di efficienza, produttività, efficacia, nel raggiungimento degli obiettivi e di altri parametri di misurazione di volta in volta individuati. La normativa più recente, emanata sia per l’armonizzazione contabile che per operare processi di rinnovamento della Pubblica Amministrazione, include nelle analisi anche le società strumentali e le partecipazioni. Le società partecipate sono obbligate ad adottare degli strumenti aziendalistici che permettano agli enti pubblici proprietari di monitorarle continuamente e di intervenire, qualora si presentino problematiche gestionali che ne mettano a rischio la conduzione, con criteri di economicità.

Lo afferma Vincenzo Presutto, senatore del Movimento 5 Stelle che interverrà al forum promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta che si terrà lunedì 28 maggio alle ore nella sala delle conferenze di Piazza dei Martiri, 30.

“Il ruolo del revisore nell’ambito delle ‘partecipate’ presenta alcune particolarità di cui è necessario tenere adeguatamente conto. Le modalità di gestione messe in atto da parte della governance - spiega Moretta - devono essere attentamente monitorate dagli organi di controllo sia sotto il profilo delle procedure di legalità , sia dal punto di vista strettamente contabile”.

“Continua la formazione professionale elaborata dalla commissione enti locali  per chi affronta il percorso di revisore contabile”, osserva Mario Michelino, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli. “L’iniziativa approfondisce la conoscenza e le tematiche sulle società partecipate nell’erogare i servizi indispensabili a favore cittadini. L’evento – ha aggiunto - è reso ancora più interessante dalla presenza degli assessori al bilancio delle città di Torino e Napoli, che si potranno ritrovare al tavolo dei relatori evidenziando due realtà che benché geograficamente lontane, sono molto vicine nell’affrontare le problematiche economiche quotidiane”.

“L’evento sulle società partecipate – evidenzia Salvatore Varriale, presidente della Commissione Enti Locali dell’Odcec di Napoli - consentirà di mettere due realtà a confronto: Torino e Napoli, due città che utilizzano molto lo strumento delle società partecipate, ritenendo di primaria importanza la qualità e l’erogazione dei servizi creando valore aggiunto sul territorio anche in termini occupazionali”.

“L’incontro offre la possibilità di fare un proficuo confronto tra la città di Napoli e quella di Torino”, sottolinea Sergio Rolando, assessore al Bilancio del Comune di Torino. “E’ molto presente nei due capoluoghi di regione il segmento delle società partecipate – ha aggiunto - ritenendo di primaria importanza che le amministrazioni locali siano in prima linea nell’erogazione di servizi di qualità a vantaggio del territorio di riferimento”.

Interverranno all’incontro Enrico Panini (assessore al Bilancio del Comune di Napoli), Fortuna Zinno (consigliere delegato dell’Odcec di Napoli),Ulderico Izzo (dirigente amministrativo area GEF –SSN), Pasquale Russiello (vicepresidente Commissione Project e Società Partecipate), Gabriele De Gennaro (partner Kpmg Campania, settore pubblico).

Commercialisti, in Italia multinazionali del web sotto osservazione fiscale

NAPOLI - “Negli ultimi anni la commissione europea ha efficacemente contrastato la pianificazione fiscale aggressiva attraverso contestazioni sul divieto degli aiuti di stato. Ad esempio sul caso Irlanda con il mega recupero nei confronti della Apple l’UE ha contestato gli accordi privati che hanno determinato un buco nell’erario di quel paese membro perché sono state concesse agevolazioni che hanno alterato il mercato. In Italia l’Agenzia delle  Entrate sta conducendo accertamenti importanti sui colossi del web contestando il rilevamento di stabili organizzazioni occulte o politiche di prezzi di trasferimento ritenute non congrue”.

Lo ha detto Giuseppe Corasaniti, docente di Diritto tributario nell'Università degli Studi di Brescia intervenendo alla XVII edizione di “Spring in Naples”, nel corso del forum sulla fiscalità internazionale e comunitaria.

“Ci sono state elusioni importanti e noi commercialisti abbiamo un unico interesse: far pagare le tasse a tutti i  contribuenti, anche e soprattutto alle società internazionali che registrano alti profitti per le attività svolete sul territorio italiano, in questo modo sarà possibile rimodulare in maniera equa la pressione fiscale”, ha sottolineato Vincenzo Moretta, numero uno dell’Odcec di Napoli.

Secondo il presidente della Fondazione dell’Ordine partenopeo, Clelia Buccico: “Quel che è certo è che ad oggi ormai sono oltre 90 gli Stati che hanno aderito al progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shiftin) in quello che si presenta come il cambiamento degli standard fiscali più importante dell’ultimo secolo, nell’ottica di un’azione congiunta di contrasto alle pratiche elusive che mirano a spostare gli equilibri fiscali internazionali”.

“L’Agenzia delle Entrate, sulla base degli indirizzi dati dal progetto Beps, è all’avanguardia. Il decreto ministeriale su prezzi di trasferimento è stato pubblicato a maggio e sono pronti gli indirizzi sul ‘country by country reporting’. Lo stato – ha evidenziato Cinzia Romagnolo, direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate in Campania - dovrà confrontarsi con le problematiche europee della concorrenza interna e con l’aggressività delle pianificazioni fiscali delle multinazionali. Non è un’attività da gestire in autarchia e il confronto con gli ordini professionali consente di rendere più forti le imprese italiane nella competizione dei mercati internazionali”.

Il comandante della Guardia di Finanza in Campania, Fabrizio Carrarini, dal canto suo ha segnalato che nelle attività di indagini delle fiamme gialle viene utilizzata sempre più la rete di cooperazione internazionalepresente sia nei Paesi comunitari che negli Stati extracomunitari.

“Spesso il fisco è stato considerato come ostacolo alla crescita per la sua incidenza rispetto al pil. Questo è vero ma oggi il tema principale è quello dell’equità”, ha osservato Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani. “Ci sono redditi abnormi non tassati e questo non può più essere tollerato. Bisogna tassare le grandi ricchezze – ha aggiunto - e sostenere la comunità”.

“Oggi abbiamo sancito il gemellaggio tra Napoli e Brescia”, ha detto Michele De Tavonatti, presidente dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Brescia. “Parlando di fiscalità internazionale ho evidenziato il ruolo strategico dei commercialisti e il seminario sui Beps è un punto di partenza per le attività di consulenza - ha detto - nell’ambito della pianificazione fiscale internazionale”.

“L’Ocse e il G20 hanno individuato, all’interno del pacchetto Beps,  15 azioni di contrasto del problema della pianificazione fiscale aggressiva”, ha spiegato Franco Roccatagliata, funzionario della Commissione Europea. “Vedremo sicuramente qualche paradiso fiscale in meno ma diamo fiducia a queste misure auspicando che gli effetti nel tempo siano concreti”.

Per Salvatore Tramontano, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli “ci si è resi conto che le regole per contrastare le operazioni di elusione fiscale internazionale sono insufficienti”.

Hanno partecipato al dibattito, coordinato da Cesare Glendi (professore Emerito Università di Parma), anche Giovanni Gerardo Parente, presidente Aicec;  i docenti Gaetano Ragucci (Milano), Stefano Fiorentino (Salerno), Maurizio Logozzo (Milano), Sebastiano Maurizio Messina (Verona), Raffaele Perrone Capano (Napoli); Gianluigi Bizioli (Bologna); Paola Coppola (Napoli), Loredana  Carpentieri  (Napoli), Thomas Tassani (Bologna), Francisco Jose Canal Garcia; la consigliera Odcec Napoli, Immacolata Vasaturo; i commercialisti Egidio FilettoPasquale Saggese e Alberto Perani. 

Le conclusioni sono state affidate a Stefano Ducceschi (presidente del Comitato etico della Fondazione Odcec Napoli) e a Andrea Anastasi (secondo segretario per gli affari economici e finanziari all’Ambasciata di Svizzera in Italia). 

"iPhone copiato", Samsung dovrà risarcire Apple

Samsung dovrà pagare 539 milioni di dollari ad Apple per aver violato alcuni brevetti dell'iPhone. Lo ha stabilito la Corte Federale statunitense. La cifra stabilita dai giudici fa parte della maxi multa inflitta nel 2012 alla compagnia coreana, pari a 1,05 miliardi di dollari, e della quale 399 milioni sono in fase di revisione. Nel frattempo, però, i giudici hanno stabilito violazioni per altri 140 milioni di dollari, aggiunti al totale.

La causa intentata in più Paesi dal colosso statunitense risale al 2011, quando la casa fondata da Steve Jobs accusò la rivale coreana di aver copiato il design dei suoi smartphone e dei tablet iPad. Quella negli Stati Uniti è l'ultima causa rimasta aperta.

Rivoluzione privacy, cosa cambia

Data storica per la protezione dei dati personali. Il 25 maggio entra in vigore - in tutti gli Stati dell'Eurozona - il Regolamento Ue 2016/679 noto come GDPR (General Data Protection Regulation). Con la nuova normativa ci saranno diversi aspetti della gestione della privacy che si semplificheranno e altri che diventeranno più moderni.

Il Regolamento  - che si occupa di protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché di libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati) - al primo articolo ('Oggetto e finalità') definisce la protezione di "diritti e libertà fondamentali delle persone fisiche, in particolare il diritto alla protezione dei dati personali".

ARTICOLI - Inoltre, "la libera circolazione dei dati personali nell’Unione non può essere limitata né vietata per motivi attinenti alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali".

GLOSSARIO - Dopo aver inoltre definito alcuni termini del glossario della materia (tra cui 'dato personale', 'profilazione', 'pseudonimizzazione', 'dati generici', 'dati biometrici') all'articolo 5 definisce i principi applicabili al trattamento. Poi al Capo III si occupa di 'Diritti dell'interessato', al Capo IV del 'Titolare del trattamento' e al Capo V del 'Trasferimento dei dati personali verso Paesi terzi'.

OBBLIGO - E ancora capitoli dedicati a 'Autorità di controllo indipendenti', 'Cooperazione e coerenza', 'Mezzi di ricorso', 'Disposizioni specifiche', concludendo con gli 'Atti delegati' e le 'Disposizioni finali'. Per un totale di 99 articoli la cui entrata in vigore e applicazione, si legge, "si applica a decorrere dal 25 maggio 2018", definendo "obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri" tale regolamento.

COSA CAMBIA - Il regolamento, si legge sul sito del Garante della privacy (che offre una guida on line), "conferma che ogni trattamento deve trovare fondamento in un'idonea base giuridica; i fondamenti di liceità del trattamento sono indicati all'art. 6 del regolamento e coincidono, in linea di massima, con quelli previsti attualmente dal Codice privacy - d.lgs. 196/2003".

Inoltre, viene spiegato, "NON deve essere necessariamente 'documentato per iscritto', né è richiesta la 'forma scritta', anche se questa è modalità idonea a configurare l'inequivocabilità del consenso e il suo essere 'esplicito' (per i dati sensibili); inoltre, il titolare (art. 7.1) DEVE essere in grado di dimostrare che l'interessato ha prestato il consenso a uno specifico trattamento".

E ancora: "Il consenso dei minori è valido a partire dai 16 anni (il limite di età può essere abbassato fino a 13 anni dalla normativa nazionale); prima di tale età occorre raccogliere il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci".

COSA NON CAMBIA - Resta invece la parte dedicata al fatto che il consenso "DEVE essere, in tutti i casi, libero, specifico, informato e inequivocabile e NON è ammesso il consenso tacito o presunto (no a caselle pre-spuntate su un modulo)". E che "DEVE essere manifestato attraverso 'dichiarazione o azione positiva inequivocabile' (per approfondimenti, si vedano considerando 39 e 42 del regolamento)".

E ancora, per quanto riguarda il capitolo 'Diritti dell'interessato', ad esempio, cambia la parte dedicata al termine per la risposta all'interessato che "è per tutti i diritti (compreso il diritto di accesso) 1 mese, estendibili fino a 3 mesi in casi di particolare complessità; il titolare deve comunque dare un riscontro all'interessato entro 1 mese dalla richiesta, anche in caso di diniego". E "la risposta fornita all'interessato non deve essere solo 'intelligibile' ma anche concisa, trasparente e facilmente accessibile, oltre a utilizzare un linguaggio semplice e chiaro".

Mentre non cambia il fatto che "l'esercizio dei diritti è, in linea di principio, gratuito per l'interessato, ma possono esservi eccezioni". Il titolare ha il diritto di chiedere informazioni necessarie a identificare l'interessato, e quest'ultimo ha il dovere di fornirle.

Fascione: ecco i fondi per sostenere l’internazionalizzazione delle aziende

AVERSA - “La Regione Campania vuole sostenere l’internazionalizzazione delle aziende. Abbiamo deciso di mettere in campo un intervento forte a favore delle Pmi. Questi strumenti devono arrivare in modo capillare  sul territorio per tradurre efficacemente la nostra policy in atti concreti. Sono stati pubblicati due bandi, uno per la partecipazione alle fiere internazionali e il secondo per l’internazionalizzazione che potranno consentire di ‘aggredire’ la sfida dei mercati stranieri. Mettiamo a disposizione 150mila euro ad azienda consentire una concreta espansione”. Lo ha detto Valeria Fascione, assessore regionale all’internazionalizzazione intervenendo al forum promosso dall’Odcec di Napoli Nord.

Secondo Antonio Tuccillo, numero uno dei commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, “lo sviluppo delle aziende, vista la globalizzazione, è sempre più proiettato su uno scenario internazionale. I commercialisti sono specializzati nell’accompagnare questo processo soprattutto in Paesi che hanno regole diverse dalle nostre. Affiancare le aziende nel progetto di ampliamento è sicuramente un’opportunità”. 

“Con l’internazionalizzazione  il commercialista torna ad assumere il ruolo di consulente aziendale per lo sviluppo. Vogliamo consentire ai nostri colleghi – ha rimarcato Francesco Corbello, consigliere segretario dell'Odcec Napoli Nord e Strategic Partner di Dubai FDI (l’Agenzia attrazione investimenti esteri del Governo di Dubai) - di specializzarsi in una materia che potrebbe diventare fondamentale per le Pmi. Da una  ricerca dell’Università Bocconi di Milano realizzata con EY (Ernst & Young) risulta chiaramente che chi ha puntato sull’internazionalizzazione ha registrato maggiori performance di redditività”.

Per Fabrizio Fiordiliso, docente di “Corporate & Investment Banking” presso l’Università della Campania “le mi misure messe in campo dalla Regione sono davvero importanti per le imprese campane. E’ importante suggerire alle aziende che decidono di investire nell’internazionalizzazione di adottare un metodo di pianificazione finanziaria efficace ed efficiente in grado di analizzare gli aspetti positivi e le eventuali criticità individuando le soluzioni in maniera tempestiva”.

“Il mercato  con la globalizzazione ha creato nuovo sviluppo e nuove opportunità per le imprese”, ha evidenziato Domenico Graziano, presidente della commissione per l’internazionalizzazione dell’Odcec Napoli Nord. “Servono politiche di sviluppo pubbliche – ha aggiunto - che consentano di dare alle aziende campane la possibilità di internazionalizzarsi. La Regione Campania oggettivamente sta facendo la sua parte“.

Filippo Brighina, presidente della commissione Finanza agevolata ha osservato che “l’interlocuzione diretta con la Regione Campania consente di approfondire le opportunità per le Pmi presenti sul nostro territorio.  In particolare il focus sulle due misure approvate nel solco del piano strategico di internazionalizzazione, stimolano l’apertura del sistema imprenditoriale oltre il confine”.

“Spring in Naples”, forum di fiscalità Internazionale e comunitaria

NAPOLI. “Negli ultimi anni l’aumento delle pianificazioni fiscali aggressive e la ricerca di soluzioni, non sempre lecite, di metodi per limitare la pressione fiscale da parte delle imprese sfruttando alcuni disallineamenti normativi rappresentano il principale problema per le amministrazioni finanziarie a livello nazionale e internazionale. In particolare, si sta cercando di eliminare quei processi che le imprese multinazionali hanno appreso adeguando la propria configurazione strutturale alle mutazioni delle condizioni di mercato. Ma l’equità fiscale rappresenta un passo molto lungo e pieno di ostacoli”. Lo ha detto Clelia Buccio, presidente della Fondazione dell’Ordine dei commercialisti di Napoli, presentando la diciassettesima edizione di “Spring in Naples”, convegno di Fiscalità Internazionale e Comunitaria, che si terrà domani, venerdì 25 maggio alle ore 9,00 presso la sede dell’Ordine in Piazza dei Martiri, 30. Tema del forum sarà il progetto BEPS e la pianificazione fiscale delle imprese.

“È importante che ciascuno Stato operi in maniera coordinata e non attraverso misure unilaterali di contrasto agli schemi di pianificazione fiscale aggressiva, poiché potrebbe portare ad un effetto di indebolimento dei principi fiscali internazionali”, ha sottolineato Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti napoletani. “Stiamo vivendo il cambiamento degli standard fiscali più importante dell’ultimo secolo, nell’ottica di un’azione congiunta di contrasto alle pratiche elusive che mirano a spostare gli equilibri fiscali internazionali”.

Dopo l'introduzione di  Salvatore Tramontano, consigliere Odcec Napoli, interverranno all'evento Massimo Miani, presidente nazionale dei commercialisti italiani; Cinzia Romagnolo, direttore regionale Agenzia Entrate Campania; Fabrizio Carrarini, comandante Comando Regionale Campania Napoli Guardia di Finanza; Michele De Tavonatti, presidente Odcec Brescia; Mario Nussi, presidente Aipdt;  Giovanni Gerardo Parente, presidente Aicec;  i docenti Franco Roccatagliata (Bruges), Gaetano Ragucci (Milano), Stefano Fiorentino (Salerno), Maurizio Logozzo (Milano), Giuseppe Corasaniti (Brescia), Sebastiano Maurizio Messina (Verona), Raffaele Perrone Capano (Napoli). Presiederà i lavori  Cesare Glendi, professore Emerito Università di Parma. 

La seconda sessione sarà introdotta dal segretario nazionale dei commercialisti Achille Coppola e dalla consigliera Odcec Napoli Immacolata Vasaturo. Parteciperanno al dibattito i docenti Gianluigi Bizioli (Bologna), Paola Coppola (Napoli), Loredana Carpentieri (Napoli), Thomas Tassani (Bologna), Francisco Jose Canal Garcia, i commercialisti Egidio Filetto, Pasquale Saggese, Alberto Perani. 

Le conclusioni saranno affidate a Stefano Ducceschi (presidente del Comitato etico della Fondazione Odcec Napoli) e a Andrea Anastasi (secondo segretario per gli affari economici e finanziari all’Ambasciata di Svizzera in Italia).

Commercialisti, finanziamenti per l’internazionalizzazione delle imprese campane

AVERSA. L’internazionalizzazione delle imprese costituisce uno dei maggiori temi dello sviluppo del tessuto economico nazionale; l’Annuario ISTAT 2017, evidenzia come le esportazioni delle imprese del mezzogiorno siano pari solo al 7,16% nel 2016 sul totale nazionale e la Campania partecipa per il 2,4%. La Regione Campania ha approvato lo scorso mese di Agosto il Piano strategico regionale per l’Internazionalizzazione, che mira a promuovere il raccordo tra driver dell’innovazione e dell’internazionalizzazione per dare impulso al tessuto produttivo e al sistema della ricerca sui mercati globali; inoltre, sul Burc del 14/05/2018 è stata pubblicata la modulistica per la presentazione delle domande per la concessione di contributi finalizzati al finanziamento di Programmi di internazionalizzazione delle Micro e PMI campane.

Questi saranno gli argomenti del focus che si terrà presso la sala conferenze dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, presieduto da Antonio Tuccillo, domani, 23 maggio alle ore 15,00 alla presenza dell’Assessore Regionale all’internazionalizzazione Valeria Fascione e del dirigente della Regione Campania, Fiorella Ciullo.

“I commercialisti possono essere un riferimento sul territorio – dichiara Francesco Corbello, consigliere segretario dell'Odcec Napoli Nord e Strategic Partner di Dubai FDI (l’Agenzia attrazione investimenti esteri del Governo di Dubai) – per la diffusione della cultura dell’internazionalizzazione  e delle diverse opportunità che l’approccio ai mercati globali può dare al sistema produttivo. In collaborazione con le Commissioni di Studio, stiamo progettando e sostenendo un percorso formativo per supportare le imprese/clienti sui mercati internazionali, con l’obiettivo di formare “specialisti dell’internazionalizzazione”. “Dall’altra parte - continua Corbello - finalmente la Regione Campania con l’assessore Fascione mostra sensibilità su questo tema, definendo le strategie e supportando finanziariamente le imprese in grado di proporre progetti organici di sviluppo internazionale. Ulteriore tema è quello dell’attrazione degli investimenti esteri in Campania e anche da questo punto di vista ci sono i primi segnali positivi: la scorsa settimana uno dei principali gruppi di Dubai (The Corporate Group annoverato tra le prime 25 PMI dell’emirato) ha visitato a Caserta 012 Factory, eccellenza italiana tra gli incubatori di imprese, esaminando sette progetti da sviluppare negli Emirati”.

I processi di internazionalizzazione delle imprese, in particolar modo quelli nei quali sono previsti investimenti esteri, richiedono un’attenta pianificazione finanziaria fondata sulle scelte strategiche effettuate dall’impresa”, sottolinea Fabrizio Fiordiliso, dottore commercialista dell’Odcec Napoli Nord e docente di “Corporate & Investment Banking” presso l’Università della Campania.

“Non tutte le imprese sono in grado di effettuare tale pianificazione - continua Fiordiliso - ed è, pertanto, auspicabile che la Regione istituisca una short-list di esperti in finanza e internazionalizzazione, onde supportare le imprese non solo finanziariamente ma anche con un team di professionisti specializzati.

E proprio il tema della specializzazione è messo in risalto da Domenico Graziano e Filippo Brighina, rispettivamente Presidenti delle commissioni di studio Internazionalizzazione e Finanza agevolata dell’Odcec, secondo i quali l’internazionalizzazione ed il relativo supporto finanziario costituiscono uno dei principali mercati di riferimento della professione dove il ruolo del dottore commercialista assume un valore rilevante – e di alta specializzazione - nella pianificazione e nella scelta delle diverse strategie in grado di creare casi di successo.

Istat: crescita Pil all'1,4%

Nel 2018 la crescita del Pil prevista si conferma all’1,4% in termini reali. Lo comunica l'Istat. La crescita è sostenuta dall’andamento positivo della domanda interna (+1,5 punti percentuali il contributo al netto delle scorte). Il contributo dei consumi delle famiglie segnerebbe una lieve riduzione bilanciata dall’aumento di quello degli investimenti.

Nell’anno corrente il mantenimento di un clima favorevole agli scambi determinerà solo un parziale rallentamento delle esportazioni e importazioni italiane. Nel complesso la componente estera netta fornirà un contributo nullo.

Lo sviluppo dell’attività economica si accompagnerà al miglioramento del mercato del lavoro con un aumento dell’occupazione su tassi vicini a quelli dell’anno precedente e una riduzione della disoccupazione, che rimarrà comunque significativamente superiore a quella dell’area euro.

L’aumento della spesa delle famiglie e delle ISP (ovvero le Istituzioni sociali private al servizio delle famiglie) in termini reali è stimato in leggero rallentamento rispetto agli anni precedenti, con un incremento dell’1,2%. La crescita dei consumi continuerebbe ad essere supportata dai miglioramenti del mercato del lavoro.

L'attesa è che il processo di ricostituzione dello stock di capitale prosegua a ritmi lievemente più accentuati rispetto all’anno precedente sostenuto sia dalle misure di politica economica sia dalle condizioni favorevoli sul mercato del credito, derivanti dal proseguimento della politica monetaria espansiva della Banca centrale europea. Gli investimenti fissi lordi sono previsti crescere del 4% nell’anno corrente. Le condizioni del mercato del lavoro registreranno un ulteriore miglioramento con un aumento dell’occupazione (+0,8% in termini di unità di lavoro) e una progressiva, ma lenta, diminuzione del tasso di disoccupazione (10,8%).

L’attuale scenario di previsione è caratterizzato da alcuni rischi al ribasso rappresentati da una più moderata evoluzione del commercio internazionale e da un incremento più accentuato del prezzo del petrolio. Per l'Istat il proseguimento del ciclo positivo dell’economia italiana si sviluppa all’interno di un quadro caratterizzato da una persistente debolezza degli investimenti in capitale intangibile e dell’assorbimento di occupazione ad elevata qualificazione.

INFLAZIONE - L'Istat comunica che nei prossimi mesi dell'anno è prevista una graduale risalita dell’inflazione verso l’1% mentre una più accentuata accelerazione è attesa nei mesi finali dell’anno.

A sostenere l’inflazione contribuirà la crescita dei costi dei beni energetici, determinata da un aumento dei prodotti petroliferi in parte bilanciata dal contestuale apprezzamento della valuta europea rispetto al 2017; le pressioni originate dai costi interni, per quanto in rialzo, rimarranno ancora limitate.

Nella media del 2018 il deflatore del Pil segnerà un incremento dell’1,1% dopo il +0,6% del 2017. Il tasso di crescita del deflatore della spesa delle famiglie è previsto crescere a un tasso appena superiore, con un valore analogo al 2017 (+1,2%).

LAVORO - Nel 2018 la produttività del lavoro italiana, afferma l'Istat citando le previsioni di primavera 2018 della Commissione europea, "è attesa aumentare dello 0,6% a fronte di un incremento dell’1,3% per la Germania e dell’1,2% per la Francia". "Si conferma quindi anche per il 2018 il permanere di un differenziale di crescita a sfavore dell’economia italiana rispetto ai principali Paesi europei", sottolinea l'Istituto.

"Queste evidenze sottolineano la rilevanza di politiche e strategie d’impresa in grado di accelerare la transizione del sistema produttivo italiano verso un modello di sviluppo basato sulla conoscenza, attraverso un aumento della propensione innovativa e digitale delle imprese e delle istituzioni ed una maggiore valorizzazione del capitale umano, fattori cruciali per una modifica sostanziale del sentiero di crescita della produttività", osserva l'Istat.

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