Mercoledì 23 Agosto 2017 - 11:52

Moda a Napoli è etica ed estetica

NAPOLI.  “Etica ed Estetica” è il tema scelto per l'inaugurazione dell'anno accademico 2014/15 dei corsi universitari dell'Accademia della Moda di Napoli. L'incontro si terrà  sabato 21 febbraio, dalle 10.00 alle 13.00,  in Corso Lucci 156, all'interno del Metro Park, sede dell'Istituto. Saluteranno i presenti: Giuseppina Auricchio, direttore Accademia della Moda;  Caterina Miraglia, assessore  comunale  alla Cultura; Susanna Moccia, presidente dei Giovani Industriali di Napoli e Salvatore Visone, presidente dell'Ordine degli Architetti di Napoli. Interverranno al convegno, moderato da Franco Di Mare,  giornalista e conduttore Rai: Michele Lettieri, presidente dell'Accademia Della Moda;  il Maestro Ernesto Tatafiore; Antonio Passa, già direttore dell'Accademia Belle Arti di Roma; Marina Lebro, antropologa; Luigi Guadagni, docente Gestione Aziendale; Virgilio D'Antonio, presidente del Consiglio Didattico Scienze della Comunicazione UNISA; Alfonso Paolella,  semiologo ed Edoardo Vitale, direttore de L’Alfiere.
I temi trattati saranno: aspetto storiografico, dall’artigianato all’arte e risorse del territorio; relazione  del lavoro svolto dall’Accademia della Moda e sui distretti tessili della Moda campana; panoramica sulle eccellenze campane relativamente al settore del Design;  etica del mercato e specificità del prodotto campano, oggi e nella storia; la natura di Napoli, Napoli e la sua forza creativa;  tutela e valorizzazione del prodotto Made in Campania; importanza della formazione intesa come educazione al fare nell'Accademia. Per l'occasione, saranno esposti nella sede i progetti dei lavori di moda, architettura e grafica degli studenti e proiettato un video sui distretti della moda in Campania.
 
 

Disoccupazione giovanile, nuovo record

ROMA. Italiani sempre più sfiduciati. Su 3 milioni che nel 2013 non hanno cercato lavoro, ma avrebbero voluto lavorare, quasi la metà, il 46,4%, è scoraggiato: un "esercito" di 1,5 milioni di persone una occupazione neanche la cercano più, convinti che non riuscirebbero a trovarla. A scattare la fotografia di quella parte di Paese deluso dal mercato del lavoro, sono i dati Istat contenuti nel rapporto "Noi Italia 2015" che annota come siano d'altra parte «persistenti meccanismi di scoraggiamento che deprimono l’ingresso nel mercato del lavoro di ampie fasce di popolazione». A preoccupare è soprattutto la disoccupazione giovanile. Nel 2013 infatti il tasso di disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto il livello più elevato dal 1977 ad oggi, pari al 40%, in aumento di 4,7 punti rispetto al 2012 e di 16,5 punti rispetto al 2004.

Crisi, l'Italia è una bomba a orologeria

WASHINGTON. «L'Italia è la bomba ad orologeria d'Europa». Così il Washington Post in un articolo, nel quale si sottolinea che da quando è stato creato l'euro, 16 anni fa, l'Italia «è cresciuta solo del 4%», facendo «peggio della Grecia». Dunque, insiste il giornale, nell'eurozona «il vero problema è l'Italia, Grecia e Portogallo hanno entrambi molti debiti ed entrambi sono stati salvati, ma almeno hanno cominciato a riprendersi e sono piccoli abbastanza da consentire all'Europa di rimandare quello che devono a un domani da definire». «Ma l'Italia - chiosa il giornale - non si sta riprendendo affatto ed il suo debito è troppo grande per essere ignorato. Per cui, deve iniziare a crescere più dello 0,25% all'anno. La domanda è se gli italiani lasceranno che questo avvenga all'interno dell'euro».

Vola l'export agroalimentare

ROMA. Le esportazioni italiane chiudono il 2014 facendo registrare il record storico per le esportazioni di prodotti agroalimentari e bevande nazionali raggiungendo il valore di 34,3 miliardi, con un aumento del 2,4 per cento rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nel 2014, dalla quale si evidenzia che l’Italia si presenta all’appuntamento dell’Expo con un ottimo biglietto da visita. «Un risultato ottenuto - sottolinea la Coldiretti - nonostante le difficoltà che si sono registrare a seguito dell’embargo russo che ha sancito a partire dall’8 agosto il divieto all’ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce». A spingere le esportazioni è stata invece - precisa la Coldiretti - la caduta del cambio dell’euro rispetto al dollaro con effetti soprattutto per il mercato Usa dove le spedizioni di vino italiano hanno superato abbondantemente 1,1 miliardi di euro nel 2014.

L'Ad guadagna
più di 11 operai

ROMA. Per raggiungere lo stipendio di un amministratore delegato ad un operaio sono necessari 11,3 stipendi. La retribuzione annua lorda media, nel 2014, in Italia, è stata pari a 28.977 euro, equivalente a circa 20.306 euro netti all’anno in busta paga, pari a 1.560 euro al mese. Ma le differenze tra i diversi ruoli ricoperti nel mercato del lavoro sono ancora molto elevate: se un dirigente guadagna mediamente 107.021 euro lorde e un quadro ne incassa 53.914 euro, un impiegato infatti, scende a 31.122 euro e un operaio si attesta a 23.913 euro. La fotografia la scatta  l’Osservatorio di JobPricing nel "Jp Salary Outlook 2015", una panoramica sul mercato delle retribuzioni in Italia realizzato grazie a numerose fonti e a un ampio database, costituito da circa 100mila profili di lavoratori dipendenti di aziende private raccolti nel 2014.

Imprese, nuovo record storico dei fallimenti

ROMA. Nuovo record per i fallimenti in Italia. Nel quarto trimestre del 2014, come evidenzia l'osservatorio del Cerved, 4.479 aziende sono state dichiarate fallite (+7% contro 2013), «il massimo osservato in un singolo trimestre dall’inizio della serie storica nel 2001». Nel corso dell'ultimo anno, i fallimenti aziendali hanno superato il tetto di 15mila, segnando un nuovo record negativo da oltre un decennio e un incremento del +10,7% rispetto al 2013. Dal 2008, sono fallite oltre 82mila imprese.

Cig, reddito tagliato
di 4,3 miliardi

ROMA. Il 2014 si è chiuso con un monte ore di cassa integrazione, richieste e autorizzate, pari a oltre 1,1 miliardi, in flessione del -5,97% sull'anno precedente, che hanno investito oltre 530mila lavoratori in cassa integrazione a zero ore, per un taglio del reddito pari a circa 4,3 miliardi, ovvero 8.000 euro netti in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore. E' quanto emerge dal rapporto 2014 sulla cassa dell'Osservatorio Cig della Cgil Nazionale, nel quale si sottolinea come la flessione dello scorso anno, su quello precedente, sia il risultato di una variazione operata dall'Inps che, nel fornire i dati di dicembre, ha modificato le ore concesse e autorizzate nell'anno 2013. Si registra, infatti, rispetto ai passati rapporti sulla cassa integrazione, evidenzia la Cgil, un cambiamento sostanziale per il 2013 (passato da 1.075,8 milioni di ore registrate nei passati rapporti a 1.182,3 milioni di ore) che risulta così essere peggiore rispetto a quello consuntivo precedentemente.

REGIONI. Nelle regioni del Nord si registra il ricorso più alto alla cassa integrazione. Dal rapporto della Cgil emerge che al primo posto per ore di cassa integrazione autorizzate nel 2014 si è attestata la Lombardia con 272.147.793 di ore che corrispondono a 130.339 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si è segnato il maggiore ricorso alla cig, con 82.119.705 di ore per 39.329 lavoratori.

Pensioni, al 65% dei giovani meno di mille euro

ROMA. La "generazione mille euro" avrà ancora meno a fine carriera. Oggi il 40% dei lavoratori dipendenti di 25-34 anni ha una retribuzione netta media mensile fino a mille euro. E in molti si troveranno ad avere dalla pensione un reddito più basso di quello che avevano a inizio carriera. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis in collaborazione con Fondazione Generali. Il Censis stima che il 65% dei giovani occupati dipendenti 25-34enni di oggi avrà una pensione sotto i mille euro, pur con avanzamenti di carriera medi assimilabili a quelli delle generazioni che li hanno preceduti, considerando l'abbassamento dei tassi di sostituzione.

 

I PRECARI FUTURI POVERI. E la previsione riguarda i più "fortunati", cioè i 3,4 milioni di giovani oggi ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard. Poi ci sono 890.000 giovani 25-34enni autonomi o con contratti di collaborazione e quasi 2,3 milioni di Neet, che non studiano né lavorano. Se continua così, sottolinea il Censis, i giovani precari di oggi diventeranno gli anziani poveri di domani.

 

Crescita zero
E il debito sale

ROMA. Nel quarto trimestre del 2014 il Pil resta fermo a zero. E' la fotografia scattata dall'Istat nella stima flash diffusa oggi. Il tutto in una zona euro che vede la Germania crescere oltre le attese a +0,7%, mentre la Francia si ferma a +0,1%. Intanto il debito della Pa a fine 2014 si attesta a 2.134 mld, in calo di circa 26 miliardi su base mensile, e in salita di 66 miliardi su base annuale. Sul fronte della crescita, nel quarto trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,3% nei confronti del quarto trimestre del 2013, spiega l'Istat. Dal lato della domanda, il contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) è compensato da un apporto positivo della componente estera netta. Nel 2014 il Pil corretto per gli effetti di calendario è diminuito dello 0,4%.

IL DEBITO CRESCE. Quanto al debito, Bankitalia nel Supplemento al Bollettino statistico "Finanza Pubblica, fabbisogno e debito", rileva che al 31 dicembre del 2014 è risultato pari a 2.134,9 miliardi. A fine 2013 il debito era pari a 2.068,7 miliardi (127,8% del Pil). L’aumento del debito nel 2014 (66,2 miliardi) è stato di poco superiore al fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (65,8 miliardi).

La crisi colpisce
le vacanze

ROMA. Gli italiani tagliano viaggi e vacanze. Nel 2014, infatti, si è registrata una riduzione di ben il 9,5% degli spostamenti e quello che spicca è il crollo delle vacanze brevi che, negli ultimi anni, complice la crisi, si sono sempre più radicate nelle abitudini degli italiani, soppiantando la vecchia e lunga villeggiatura. E, intanto, le mete italiane sono sempre meno gettonate mentre tengono quelle estero, Francia e Spagna, in primis. E' il quadro che viene tratteggiato dalle rilevazioni diffuse oggi dall'Istat relative ai viaggi e vacanze nel 2014.

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