Martedì 11 Dicembre 2018 - 13:07

In Italia la crisi ha raddoppiato le famiglie povere negli ultimi 10 anni

ROMA. In dieci anni sono raddoppiate le famiglie in stato di povertà assoluta. A dirlo è l'indagine su consumi e povertà di Confcommercio, presentata questa mattina. "Oltre al preoccupante dato sulle famiglie - ha detto Mariano Bella, Direttore dell'Ufficio Studi di Confcommercio - le singole persone assolutamente povere hanno visto un'impennata tra il 2006 e il 2015 del 177%, raggiungendo quasi la soglia di 4,6 milioni di persone, massimo storico". I cittadini in povertà assoluta hanno superato il 7,5% della popolazione totale (erano il 3,3% nel 2005). Il fatto che le persone povere siano cresciute più delle famiglie povere implica aritmeticamente che il numero medio dei componenti delle famiglie povere si sia innalzato.

Il dato sulla povertà assoluta non ha visto un calo, nonostante i consumi aggregati continuino a crescere, seppur in maniera modesta. "Nel 2015 - ha continuato Bella - il numero di persone in assoluta povertà e il loro rapporto rispetto al totale dei residenti sono cresciuti nonostante la crescita dei consumi aggregati (+1,1 reale i consumi sul territorio nel 2015), mentre i consumi nei primi sette mesi del 2016 hanno fatto registrare un rallentamento, fermandosi sul +0,7".

 

Emerge come mai prima d’ora una questione di disagio sociale tra le famiglie numerose. Mentre, in generale, la popolazione italiana si aggrega in nuclei familiari sempre più piccoli, le famiglie povere presentano un numero di componenti via via maggiore in media. Avendo più figli, dunque, si va incontro a un ampio e crescente rischio di povertà.

"Negli ultimi vent'anni - è il commento del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - i prezzi dei consumi obbligati sono raddoppiati, mangiandosi il 40% dei consumi delle famiglie e negli ultimi dieci anni sono quasi triplicate le persone in condizione di povertà. L'ennesima conferma che nostra economia sconta il peso di molti difetti strutturali, dalla burocrazia, alla legalità, dalla logistica all'eccessiva pressione fiscale che, nonostante le politiche distensive del governo che riconosciamo, continua a frenare i consumi e gli investimenti. E' necessario dare subito la certezza a famiglie e imprese che le tasse diminuiranno e che il governo trovi il coraggio di ridurre le aliquote Irpef a partire già dal 2017".

Istat: 439mila occupati in più in un anno

ROMA. Le dinamiche tendenziali manifestatesi tra il secondo trimestre del 2016 e lo stesso periodo dell’anno precedente corrispondono a una crescita complessiva di 439mila occupati su base annua; un aspetto rilevante dell’espansione occupazionale è dato dalla significativa crescita degli occupati giovani di 15-34 anni (+223mila su basa annua) che si affianca al perdurante incremento degli over 50. La crescita è più accentuata per i dipendenti, sia a tempo indeterminato (+308mila) sia a termine (+72mila), ma torna ad interessare anche il lavoro indipendente, esclusivamente tra gli autonomi senza dipendenti. L’incremento è consistente sia per il tempo pieno sia per il lavoro a tempo parziale, soprattutto quello di tipo volontario. La crescita è sensibile anche per la componente femminile (+180 mila) concentrata soprattutto nel Nord del Paese. Lo rileva l'Istat.

A Napoli il forum dei commercialisti sul processo civile

NAPOLI - “Funzioni e attività del CTU nel processo civile”è il tema del forum che si terrà domani, lunedì 12 settembre alle ore 15, presso la sede dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli in Piazza dei Martiri 30.

La manifestazione sarà introdotta dagli indirizzi di saluto di Vincenzo Moretta, presidente Odcec Napoli; Ettore Ferrara, presidente del Tribunale di Napoli; Alessandro Pepe, sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione; Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti; Liliana Speranza, consigliere Odcec Napoli.
Nel corso della manifestazione sarà presentato da Luigi Di Lauro, presidente Commissione di Studio Consulenze Giudiziarie Odcec Napoli, il corso “Funzioni e attività del CTU nel processo civile”, che si terrà fino a fine ottobre presso la sede dell’Ordine partenopeo.

Proroga ammortizzatori sociali, Campania esclusa: la rabbia dei sindacati

NAPOLI. «Escludere i lavoratori della Campania dal provvedimento di proroga degli ammortizzatori sociali solo per motivi meramente burocratici in quanto non inclusi nelle aree di crisi complesse significa non solo discriminare, ma anche lasciare nel dramma e senza sostegno  più di ventimila lavoratori». È quanto affermano Spadaro, Lucci, Bombardieri, rispettivamente rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil Campania. I tre sindacalisti hanno inviato lettere al Presidente della Regione Campania  De Luca, agli Assessori regionali Lepore e Palmeri e al Sottosegretario del Ministero del Lavoro, Franca Biondelli,  per evidenziare questa discriminazione e richiedere un incontro al fine di recuperare questa ingiustizia. «È evidente - continuano - che il mancato riconoscimento in Campania delle “aree di crisi complessa” non può calpestare i diritti di quei lavoratori che al pari di altri, in diverse regioni e nelle medesime condizioni, se non addirittura peggiori, vengono di fatto esclusi dal provvedimento di proroga degli ammortizzatori in deroga».

Manzo: «La Bcc di Napoli conferma tutti i propri indicatori di crescita»

NAPOLI. «La Banca di Credito Cooperativo di Napoli conferma anche in questa fase tutti gli indicatori di crescita anche in questo periodo molto complesso». A dirlo il presidente Amedeo Manzo (nella foto) sui risultati della semestrale 2016. I dati parlano di un incremento dell’utile lordo del 37%, del numero dei soci (+1,5%) e dei clienti (+4% dall’inizio dell’anno). Ottime performance anche per il patrimonio netto (+6% da inizio anno) e stabilità in crescita (Ratio 33,76%, Total Capital Ratio 33,76% uno dei più alti in Italia). Gli impieghi totali ammontano a 39,6 milioni (+11% dall’inizio anno) mentre la raccolta complessiva sale a 103,6 milioni facendo segnare un +5% dall’inizio anno.

Italia da record nell’Ue per evasione dell’Iva

L'Italia nel 2014 è stato il Paese dell'Ue che ha registrato il maggior differenziale, in termini assoluti, tra il gettito Iva previsto e quello effettivamente raccolto, il cosiddetto Vat Gap, pari a 36,9 mld di euro. E' quanto emerge da un comunicato della Commissione europea. In percentuale il Vat Gap dell'Italia è calato al 27,55% nel 2014 dal 29,27% del 2013. Il Paese europeo che ha registrato il differenziale più elevato in termini percentuali è stata la Romania, al 37,9% nel 2014; il minore lo ha avuto la Svezia (1,2%).

Nel 2014 l'Iva non riscossa nell'Ue è ammontata a 159,5 mld di euro (l'Italia pesa per quasi un quarto del totale). "I nostri Stati membri perdono decine di miliardi di euro di gettito Iva non riscosso - dice il commissario europeo agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici - questo è inaccettabile. L'attuale regime è terribilmente inadeguato ad affrontare i problemi delle frodi Iva e dei calcoli errati; inoltre è chiaro che i numeri non miglioreranno da soli".

"Gli Stati membri - continua Moscovici - devono concordare velocemente su un sistema Ue a prova di frodi sull'Iva, come delineato dalla Commissione quest'anno. Invito quindi gli Stati membri ad avere una discussione franca e approfondita per contribuire alla proposta dell'anno prossimo, in modo da affrontare la questione una volta per tutte". Il Vat Gap è una misura dell'efficacia delle misure riguardanti l'imposta sul valore aggiunto nei vari Stati membri. L'indicatore stima il gettito perduto a causa di frodi, evasione ed elusione fiscale, fallimenti, insolvenze ed errori di calcolo.

L'Istat gela Renzi: «Crescita interrotta, male anche nei prossimi mesi»

ROMA. L’economia italiana ''ha interrotto la fase di crescita'' a causa della ''caduta produttiva del settore industriale'' e della domanda interna. L'Istat, nella nota mensile di agosto sull'andamento dell'economia italiana, parte dall'indicatore anticipatore dell'economia, che rimane negativo anche a luglio, e ''suggerisce per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza''. Più in generale i paesi dell'area euro, rileva l'Istituto di statistica, ''mostrano segnali di rallentamento nel secondo trimestre''. Mentre a livello internazionale ''prosegue la fase espansiva dell’economia statunitense''.

Dopo la crescita registrata nei trimestri precedenti, ricorda l'Istat, nel secondo trimestre 2016 il prodotto interno lordo italiano ''ha subito una battuta d’arresto, segnando una variazione nulla su base congiunturale''. E anche le attese per il prossimi mesi ''permangono deboli''. Il clima di fiducia delle imprese manifatturiere ''è infatti peggiorato nel mese di agosto, non evidenziando segnali di particolare vivacità tra le componenti''.

Un altro tassello, che consente di delinare meglio il quadro generale dell'economia italiana, arriva dalla dinamica inflativa italiana, che ''continua a risultare inferiore a quella media dei paesi Uem''. E lo scenario, per i prossimi mesi, ''non lascia ipotizzare recuperi significativi della dinamica dei prezzi''. Ad agosto, le aspettative degli operatori registrano ''maggior cautela tra le imprese, circa possibili rincari entro l’anno in corso. Mentre tra i consumatori si segnala un ''leggero ridimensionamento delle attese di stabilità o diminuzione dei prezzi''.

Russo, la situazione dei trasporti a Napoli è insostenibile

NAPOLI - "Il problema trasporti a Napoli ha raggiunto livelli di criticità allarmanti. A complicare uno scenario già difficile si sono aggiunti i lavori a via Marina e la chiusura della funicolare centrale per manutenzione". Lo ha detto Pietro Russo, presidente di Confcommercio Imprese per l'Italia della Provincia di Napoli.
"In questi mesi abbiamo ascoltato toni trionfalistici per i numeri sul turismo: siamo stati in grado di riempire Napoli ma non c'è una risposta efficace dal punto di vista dei trasporti. E ora il rientro in città è diventato un dramma per i cittadini: la funicolare è stata chiusa, per prendere la metropolitana bisogna attendere decine di minuti, per gli autobus spesso anche un'ora".
"A complicare ulteriormente lo scenario - conclude Russo - la situazione a via Marina, una delle principali arterie della nostra città, soprattutto per chi deve entrare e uscire da Napoli, con veicoli fermi per ore tra un cantiere e l'altro. E i lavori non sembrano prossimi alla conclusione".

Terremoto, dalla Cassa ragionieri in arrivo sussidi straordinari per gli iscritti

ROMA - “Nel prossimo consiglio di amministrazione della Cassa nazionale di Previdenza dei Ragionieri saranno vagliate una serie di misure volte a sostenere i nostri iscritti in difficoltà a causa del terremoto che ha colpito il centro dell’Italia". Lo rende noto Luigi Pagliuca, presidente dell'istituto pensionistico dei ragionieri.

"Dopo che il Cda avrà deliberato, gli associati che hanno subito danni in uno dei comuni colpiti dal sisma, potranno inoltrare una domanda per la concessione di un sussidio straordinario così come previsto dal nostro regolamento per i trattamenti assistenziali nei casi di eventi eccezionali che abbiano avuto rilevante incidenza sul bilancio familiare e sullo svolgimento dell’attività professionale. Verrà sospeso anche il pagamento dei contributi previdenziali - ha spiegato il numero uno della Cassa ragionieri - con le scadenze fino al 31 dicembre 2016”.

Pagliuca esprime a chi è stato colpito dai tragici eventi la solidarietà e la vicinanza del consiglio di amministrazione, attraverso i vicepresidenti degli Ordini e i delegati presenti sul territorio.

Una famiglia su 10 ha difficoltà a pagare affitto, bollette o mutuo

ROMA. È elevato il numero delle famiglie italiane che manifesta sintomi di disagio abitativo, basti pensare che il 10% circa mostra difficoltà nel pagamento di bollette, affitti o rate di mutuo e oltre il 20% vive in abitazioni con strutture danneggiate o non adeguatamente riscaldate. A rilevarlo è MonitorImmobiliare.it in un report di Cdp.

Stando all'analisi, inoltre, quasi il 60% delle famiglie considera le spese per la casa un carico pesante e l’incidenza sul totale delle famiglie è aumentata di quasi 7 punti percentuali in meno di dieci anni.

In un Paese come il nostro, "tradizionalmente caratterizzato da un’incidenza della proprietà, prossima al 70% e tra le più alte in Europa, e da un mercato degli affitti poco liquido e scarsamente dinamico - evidenzia il rapporto - il protrarsi della crisi economico-finanziaria e il conseguente impatto sul reddito disponibile delle famiglie hanno determinato un’attenzione crescente in relazione sia al bene casa, sia alla sostenibilità del modello di sviluppo sociale".

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