Sabato 22 Settembre 2018 - 21:30

Luce e gas, nuovo ribasso in bolletta

Arriva un forte taglio per le bollette degli italiani. Dopo i ribassi già registrati per i primi tre mesi dell’anno, dal prossimo 1 aprile, per la famiglia-tipo, la bolletta dell’elettricità registrerà infatti un calo del -5,0%, mentre per la bolletta gas la diminuzione sarà ancor più consistente, con un -9,8% (solo in parte attesa per la stagionalità estiva), per risparmi complessivi nei 12 mesi dell’anno scorrevole di 67 euro. E’ quanto prevede l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori in tutela per il secondo trimestre 2016 dell'Autorità per l'Energia.

Per l’elettricità, la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (1° luglio 2015- 30 giugno 2016) sarà di circa 502 euro, con un calo del -1,6% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° luglio 2014 - 30 giugno 2015), corrispondente ad un risparmio di circa 8 euro. Per il gas la spesa della famiglia tipo nello stesso periodo sarà di circa 1.076 euro, con una riduzione del -5,2%, corrispondente a un risparmio di circa 59 euro rispetto all’anno scorrevole.

Nel II trimestre del 2016 la riduzione della bolletta del gas è principalmente dovuta al calo eccezionale della componente ‘materia prima’, guidato dall’andamento dei corsi dei mercati e, in particolare, dalle aspettative al ribasso riflesse nelle recenti quotazioni a termine nei mercati all’ingrosso del gas naturale in Italia e in Europa per il prossimo trimestre (con quotazioni previste inferiori di circa il 30% rispetto alle attese incorporate in quelle rilevate solo tre mesi prima con riferimento allo stesso periodo).

Del crollo dei prezzi dei combustibili, e del gas in particolare, ha beneficiato anche il prezzo dell’energia elettrica, in discesa sul mercato all’ingrosso, determinando la variazione di segno negativo della bolletta dell’elettricità, sostanzialmente dovuta al calo dei costi complessivi per l’approvvigionamento della ‘materia energia’. Rimangono invece invariate le altre principali componenti come gli oneri di sistema e le tariffe di trasmissione, distribuzione e misura. In leggero aumento solo i costi di dispacciamento per il mantenimento in equilibrio del sistema.

Telecom, Cattaneo nuovo ad

È Flavio Cattaneo il nuovo amministratore delegato di Telecom Italia. Lo ha nominato il consiglio di amministrazione della società conferendogli deleghe esecutive. All'ad sono conferite le responsabilità del governo complessivo della Società e del Gruppo, ivi inclusa la responsabilità di definire, proporre al consiglio di amministrazione e quindi attuare e sviluppare i piani strategici, industriali e finanziari e tutte le responsabilità organizzative per garantire la gestione e lo sviluppo del business in Italia e in Sud America.

Nato nel 1963, Cattaneo è laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano e ha una formazione specialistica in materia di gestione aziendale. Da febbraio 2015 è amministratore delegato di Ntv. Da aprile 2014 è consigliere d'amministrazione indipendente di Telecom Italia. Da novembre 2005 a maggio 2014 Flavio Cattaneo è stato ad di Terna. Da aprile 2003 ad agosto 2005 è stato direttore generale della Rai curando anche la fusione con Rai Holding e la separazione contabile.

«Casa a rischio per 1,7 milioni di famiglie, l'affitto si mangia 1/3 del reddito»

ROMA. Sono tante, 1,7 milioni in Italia, le famiglie vittima di quello che in termini tecnici si chiama 'disagio economico da locazione'. In pratica il rischio cioè di scivolare verso forme di morosità e di marginalizzazione sociale. A lanciare l'allarme è uno studio, realizzato da Nomisma in collaborazione con Federcasa che fa notare all'Adnkronos l'analista economico Elena Molignoni dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare "riguarda in prevalenza le famiglie italiane, circa il 65%, di quel dato". Il problema è "l'incidenza del canone d'affitto sul reddito familiare che supera il 30% del reddito ".

 
L’età della persona di riferimento del nucleo familiare è tendenzialmente alta. Il 28,3% supera i 75 anni, mentre il 19,6% è compreso tra 65 e 75 anni e ha un reddito molto basso: il 44,4% guadagna in un anno meno di 10.000 euro all'anno.

Un fenomeno più accentuato nei grandi centri anche se, spiega Nomisma, dall'analisi non sembrano emergere zone franche. "La dotazione di edilizia pubblica - denunciano - si conferma del tutto insufficiente consentendo di salvaguardare poco più di 700.000 nuclei familiari, vale a dire 1/3 di quelli che versano in una situazione problematica".

A fronte della vastità del problema, le risposte pubbliche sono state fino qui complessivamente inadeguate. “Una risposta seria, convincente e necessariamente pubblica al tema del disagio abitativo - conclude Luca Dondi, direttore generale di Nomisma - dovrebbe rappresentare un obiettivo ineludibile di un’azione di governo effettivamente riformatrice".

Esoneri contributi per assunzioni nel 2016

Al via la possibilità di beneficiare dell’esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2016. E' l'Inps a fornire, in una circolare, le istruzioni per l'uso di un incentivo, in vigore a partire dal 1° gennaio scorso, che per quest'anno prevede la riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro del 40% del loro ammontare per due anni dalla data di assunzione di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, non abbiano avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La riduzione, introdotta dalla legge di stabilità del 2016 per promuovere forme di occupazione stabile, consente una decontribuzione entro un tetto massimo di 3.250 euro su base annua.

L’esonero, spiega ancora l'Inps, si applica a tutti i datori di lavoro privati, esclusi i datori di lavoro domestico e con condizioni differenziate per le aziende agricole, e riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, sia nuove assunzioni che trasformazioni, compresi i casi di regime di part-time, con l’eccezione dei contratti di apprendistato.

La circolare Inps regola anche le condizioni per il diritto all’esonero contributivo e detta le istruzioni per l’adeguamento della denuncia contributiva. Una migliore integrazione delle funzioni relative agli enti previdenziali disciolti ha consentito di avviare l’utilizzo del beneficio contributivo a tutte le aziende che ne hanno diritto: datori di lavoro UniEmens (incluse le aziende dello spettacolo e dello sport), i datori di lavoro pubblici (in relazione alle aziende privatizzate e agli enti pubblici economici che assicurano i lavoratori alle gestioni ex Inpdap) e datori di lavoro agricoli.

La misura di legge, ricorda ancora la nota Inps, è in vigore a partire dal 1° gennaio 2016. Pertanto, le aziende UniEmens e i datori di lavoro iscritti alle gestioni previdenziali pubbliche che hanno, nei primi tre mesi dell’anno, già assunto lavoratori in possesso dei requisiti per il diritto all’esonero contributivo possono recuperare i benefici contributivi pregressi con le denunce dei mesi di aprile e maggio 2016.

Al fine di semplificare le attività di competenza delle aziende, il codice di autorizzazione per la fruizione del beneficio è il medesimo utilizzato nel 2015 per l’esonero contributivo integrale introdotto dalla legge di stabilità 2015: 6Y (aziende UniEmens e datori di lavoro iscritti alle gestioni previdenziali pubbliche). Le autorizzazioni per l’assunzione agevolata dei lavoratori del settore agricolo, per le quali è previsto un tetto annuo di spesa, sono effettuate tramite le procedure telematiche predisposte dall’Istituto; l’Inps fornirà all’azienda l’esito dell’autorizzazione entro tre giorni dall’invio della relativa richiesta.

La Bce scopre
il bluff di Renzi: «Alto debito espone a shock, rischi sul deficit dell'Italia»

FRANCOFORTE. "L’Italia non rispetterebbe la regola del debito né nel 2015 né nel 2016. Con queste premesse, l’Eurogruppo ha rinnovato l’invito a varare le misure necessarie affinché il bilancio di previsione per il 2016 osservi le regole del Patto di stabilità e crescita". E' quanto ricorda la Bce nel bollettino appena diffuso, ricordando che la Commissione Ue valuterà in primavera se avviare una procedura per deficit eccessivo per violazione del criterio del debito.

 

L'Eurotower sottolinea ancora che in generale "i paesi con alti livelli di indebitamento sono particolarmente vulnerabili a un rialzo dell’instabilità nei mercati finanziari, per il nesso ancora forte tra conti pubblici e settore finanziario. Inoltre, la loro capacità di adattamento a possibili shock avversi è piuttosto limitata".

 

Nel recente Fiscal Sustainability Report 2015, la Commissione Ue, si ricorda ancora, "ha rilevato che otto paesi dell’area dell’euro (Belgio, Irlanda, Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Slovenia e Finlandia) sono esposti a rischi elevati per la sostenibilità del bilancio pubblico nel medio periodo, dovuti soprattutto agli alti livelli del debito e/o a cospicue passività implicite". Il documento indica che, si aggiunge, "per affrontare i rischi individuati occorre dare piena attuazione ai requisiti di aggiustamento previsti dal Psc".

Sul fronte del deficit non va meglio. Secondo le informazioni attualmente disponibili, in Italia "quest’anno vi sarebbe il rischio di un significativo scostamento dai requisiti del braccio preventivo, anche qualora si decidesse in primavera di accordare maggiore flessibilità al paese", rileva la Bce. Le ultime stime della Commissione europea, si ricorda, "indicano per l’Italia una differenza di 0,8 punti percentuali tra il pil per il 2016 e il percorso di aggiustamento richiesto verso l’Obiettivo di medio termine. Rispetto alle previsioni dello scorso autunno, il divario si è ampliato a causa delle spese aggiuntive inserite nella legge di stabilità per il 2016, che hanno aumentato l’obiettivo di disavanzo di 0,2 punti percentuali al 2,4 per cento del pil".

Un piano del governo per evitare le maxi-bollette

Un protocollo di autoregolamentazione che impegni le imprese ad accettare e stimolare le autoletture, a facilitarne l’acquisizione e fornire al consumatore informazione pronta ed esaustiva sulle bollette basate su consumi presunti; l'inserimento di un apposito emendamento al Ddl Concorrenzacon cui prevedere obblighi di rateizzazione a favore dei clienti finali nel caso di maxi-conguagli derivanti da ritardi non imputabili al cliente, con forme di corresponsabilizzazione dei distributori. Sono questi gli interventi individuati dal "tavolo maxi bollette", oggi al Mise che oggi ha concluso i suoi lavori assieme all’Autorità per l’Energia, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, alle organizzazioni maggiormente rappresentative degli operatori elettrici e gas, ad una delegazione del Cncu e alle organizzazioni maggiormente rappresentative dei consumatori e delle Pmi.

E sempre per sostenere le informazioni, stimolare l'autolettura e facilitarne l'acquisizione oltre che per fornire al consumatore un quadro pronto ed esaustivo delle bollette bastate sui consumi presunti, è stato invitata l’Autorità per l’Energia ad adottare opportuni provvedimenti sia per disciplinarne le modalità che adeguare le sanzioni ai distributori in caso di lettura o comunicazione tardiva dei dati di misura, per introdurre o rafforzare gli strumenti per responsabilizzare (i distributori tra cui gli indennizzi automatici a venditori e clienti finali in caso di lettura tardiva), e per migliorare ulteriormente la qualità dei dati di misura.

Sarà avviato inoltre tra Mise e Autorità un tavolo tecnico per adeguare il quadro normativo e regolatorio e ridurre da 5 a 2 anni il ritardo massimo per i conguagli delle partite energetiche. “Gli interventi usciti dal tavolo fanno parte dell’ampia revisione dei mercati retail, che passa da un lato dalla piena liberalizzazione prevista dal Ddl Concorrenza, dall’altro per il rafforzamento delle tutele dei consumatori e in generale la responsabilizzazione di ciascun operatore, in virtù del suo ruolo e dei suoi obblighi.

La soluzione individuata ci pare equilibrata, efficace e pragmatica", ha commentato in una nota il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. Soddisfatto anche il sottosegretario Antonio Gentile che ha coordinato il tavolo. “Con la riunione di oggi il lavoro del tavolo 'maxi bollette' può dirsi concluso", spiega giudicando il 'piano d’azione' individuato "realistico ma determinato".

Protocollo d’intesa tra i commercialisti napoletani e il Liceo Scientifico Mercalli

NAPOLI - "Il nostro obiettivo è quello di aprire ai giovani napoletani un percorso che finora era loro sconosciuto. Le barriere scolastiche sono state abbattute: offriamo ai ragazzi la possibilità di affrontare il loro futuro consapevoli e coscienti di ciò che li aspetta fuori dalle aule". Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, firmando il protocollo di intesa con il Liceo Scientifico Statale Giuseppe Mercalli.
"Si tratta di un'opportunità dal grande carattere formativo - ha spiegato Luisa Peluso, dirigente scolastico dell'istituto partenopeo -. Grazie a questo protocollo potremo entrare in contatto con numerose imprese, che potranno accogliere i nostri studenti e dare loro un contributo formativo e di orientamento al lavoro. Iniziative di questo tipo permettono ai giovani di compiere scelte consapevoli per i percorsi universitari, con uno sguardo all'aspetto occupazionale".

 

Poste Italiane, il consiglio approva la relazione finanziaria annuale

Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane S.p.A. (“Poste Italiane”), presieduto da Luisa Todini, ha esaminato e approvato in data odierna la Relazione Finanziaria Annuale 2015, redatta in conformità ai criteri di rilevazione, misurazione e classificazione stabiliti dai principi contabili internazionali (IAS/IFRS). Francesco Caio (nella foto), Amministratore Delegato e Direttore Generale, ha così commentato: «Poste Italiane chiude il primo anno del piano industriale “Poste 2020” con Ricavi totali di oltre € 30,7 miliardi, in crescita dell'8%, ed un risultato operativo di € 880 milioni dopo aver fatto investimenti per € 488 milioni. La base di risparmio gestita e amministrata ha raggiunto € 476 miliardi. Sono risultati che ci consentono di premiare con un dividendo importante l'azionista di riferimento, gli investitori istituzionali che hanno partecipato alla nostra quotazione e le decine di migliaia di risparmiatori italiani che hanno acquistato le azioni di Poste lo scorso ottobre.  Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto: con la quotazione in borsa e questi risultati abbiamo costruito basi molto solide per il processo di innovazione e cambiamento che stiamo affrontando.  Nel 2016 proseguirà l'attuazione del nostro piano industriale per servire al meglio i bisogni dei nostri clienti, valorizzare le competenze delle nostre persone e poter distribuire ai nostri azionisti - anche per quest'anno - un dividendo pari ad almeno l'80% dell'utile netto». Nell’esercizio 2015, i ricavi totali del Gruppo, inclusivi dei premi assicurativi, hanno segnato una crescita del 7,8% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio e si attestano a € 30,7 miliardi. La positiva performance del comparto Servizi assicurativi, i cui ricavi risultano in aumento del 14% a € 21,4 miliardi rispetto al precedente esercizio e la tenuta del comparto finanziario, che genera ricavi per € 5,2 miliardi, hanno più che compensato l’attesa flessione dei ricavi da Servizi postali e commerciali (-4,4% a € 3,9 miliardi), indotta principalmente dalla riduzione dei volumi sulla corrispondenza (-9%), e comunque in rallentamento rispetto al precedente esercizio. In crescita i ricavi del comparto pacchi in aumento del 3,9% rispetto al precedente esercizio e pari a € 0,6 miliardi.

L'ad Telecom Patuano verso le dimissioni, deleghe a Recchi

ROMA. Marco Patuano verso l'uscita da Telecom italia. L'ad del gruppo telefonico è in procinto di firmare le dimissioni dal vertice della società. Le deleghe dell'amministratore delegato, a quanto apprende l'Adnkronos, saranno affidate ad interim al presidente Giuseppe Recchi fino a quando non sarà nominato il nuovo ad. Sempre a quanto si apprende, dagli azionisti arriva la conferma della fiducia a tutto il board di Telecom Italia.

 
Le indiscrezioni, e anche le smentite, sulla possibile uscita di Patuano dal gruppo telefonico si rincorrevano da settimane. Nei giorni scorsi i rumours sull'addio del manager prima della scadenza naturale del mandato si erano fatti più insistenti fino a indicare un Vincent Bollorè, principale azionista di Vivendi, già impegnato nella ricerca di un sostituto in grado di guidare la società secondo le aspettative del primo socio, il gruppo francese ormai salito al 24,9%. L'incontro avvenuto a Parigi con Patuano non sarebbe dunque bastato a cambiare una decisione sostanzialmente già assunta.

Alcuni osservatori indicavano l'assemblea del 25 maggio per l'approvazione del bilancio la deadline più probabile per la fine dell'esperienza di Patuano alla guida della società telefonica. Evidentemente il manager ha voluto imprimere un'anticipazione e oggi si è detto pronto al passo indietro che dovrebbe essere sancito a breve dalla firma delle dimissioni.

Marchionne: «A Pomigliano un nuovo modello Alfa Romeo»

POMIGLIANO. Anche lo stabilimento Fca di Pomigliano sarà coinvolto con Mirafiori e Cassino nel progetto Alfa Romeo. Lo hanno annunciato i sindacati firmatari al termine dell'incontro con l'ad di Fca, Sergio Marchionne.

"Il quadro occupazionale è molto positivo - hanno sottolineato i sindacati - dal 2013 al 2015 il ricorso alla cassa integrazione è sceso dal 40 al 12% ci sono state 3000 assunzioni a Melfi, 200 tra Termoli e Verrone e 200 alle Costruzioni sperimentali di Mirafiori. Marchionne, inoltre - hanno aggiunto - ci ha detto che per raggiungere la piena occupazione è fondamentale il buon esito del rilancio dell'Alfa Romeo". Nessuna indicazione è venuta dall'incontro sul secondo modello per gli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano dove la produzione della Panda raggiungerà nel 2016 le 200mila unità dai 177mila del 2015.

 

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