Sabato 16 Dicembre 2017 - 8:19

Commercialisti: famiglie italiane più povere, in calo redditi e potere d’acquisto

NAPOLI - “Il totale della ricchezza delle famiglie italiane da giugno 2015 a giugno 2016 è calata di 118,5 miliardi (-2,88%) da 4.122,1 miliardi a 4.003,5 miliardi. A pesare sulla variazione negativa è soprattutto il comparto finanziario. A fronte delle ‘perdite’ sul versante dei mercati finanziari, le famiglie italiane hanno accumulato sempre maggiore liquidità: sono infatti cresciuti gli ‘attivi’ in contanti e conti correnti. In calo redditi e potere di acquisto”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli presentando il forum “La tutela del risparmio nel settore creditizio e il sovraindebitamento dei consumatori” che si terrà oggi nella sala conferenze dell’Odcec partenopeo (piazza dei Martiri, 30).

“Cala la ricchezza delle famiglie. Negli ultimi 10 anni, secondo l'analisi Unimpresa, basata su dati della Banca d'Italia,  le famiglie italiane sono diventate più povere, risparmiano sempre meno soprattutto perché stanno vivendo una graduale erosione dei risparmi. Certo la ricchezza accumulata - ha aggiunto Moretta - ci pone ancora in una posizione di forza. Ma il trend è ormai invertito.

Pesano la contrazione dei redditi, le politiche economiche scarsamente lungimiranti,  ma anche un clima di sfiducia e scarsa cultura finanziaria.  Interrogarsi sull’adeguatezza degli strumenti amministrativi, di vigilanza per tutelare in modo efficace il risparmio e l’esercizio del credito è oggi particolarmente importante considerando che gli innumerevoli scandali societari, a danno dei risparmiatori più deboli e un diverso assetto legislativo in materia, hanno messo in discussione la fiducia dei risparmiatori e minano al suo corretto funzionamento del mercato creditizio determinante per lo sviluppo di una Nazione. Centrali non solo il tema della cultura finanziaria,  in un mercato cambiato –ha concluso il numero uno dei commercialisti napoletani -, ma anche prassi scorrette e asimmetrie informative”.

“Evidenti le relazioni tra  l’utilizzo improprio e scorretto di alcuni strumenti di finanziamento (credito al consumo, carte revolving, cessione del quinto dello stipendio o della pensione etc..) e fenomeni come il sovraindebitamento di rilevante impatto economico e sociale, dove tutela del risparmio ed educazione all’uso corretto del denaro rappresentano un primo presidio di autotutela a salvaguardia delle disponibilità finanziarie”, ha sottolineato Liliana Speranza, consigliere delegato dell’Odcec Napoli.

“E’ importante tutelare il risparmio anche nella sua prevalente destinazione creditizia  per favorirne il suo corretto funzionamento. Rispetto al passato i risparmiatori hanno aumentato gli investimenti in strumenti finanziari che, a fronte di rendimenti più elevati rispetto ai depositi bancari e ai titoli di Stato, comportano l’esposizione a rischi più alti e di varia natura: rischi di credito, di mercato, di controparte. Il tema di adeguate politiche di tutela è centrale”.

“La tutela del risparmio segue presidi di correttezza e trasparenza nei confronti della clientela”, ha evidenziato Achille Coppola segretario nazionale dei commercialisti italiani e presidente dell’Associazione consumatori  ‘Impegno Civile’. Le informazioni sono lo strumento necessario al risparmiatore per effettuare le sue scelte al fine di assumersi le relative responsabilità.

L’educazione finanziaria è componente essenziale delle politiche di tutela del risparmio. E’ un dato che secondo una ricerca internazionale il 46% degli italiani non ha una formazione specifica in questo ambito. A ciò si aggiunge che, tra i cittadini che sostengono di avere ricevuto una preparazione in ambito economico e finanziario solamente nel 29% dei casi ciò è avvenuto nell’ambito del percorso scolastico o universitario (l’11% ha intrapreso degli studi universitari economici), mentre ben il 25% è completamente autodidatta: ha acquisito conoscenze leggendo libri (16%) e informandosi attraverso internet, quotidiani o riviste e programmi televisivi (9%). Occorre investire in una Strategia Nazionale, già varata dal Governo,  la categoria intende sostenere formazione e favorire uno sviluppo della professione che vada anche in direzione di un’adeguata consulenza ai consumatori / risparmiatori, funzionale al mercato”.   

“E’ ampiamente riconosciuto come una più elevata educazione finanziaria incida sui sistemi economici, determinandone maggiore efficienza, competitività e innovazione – ha detto Stefania Linguerri, Presidente Commissione Tutela del Consumo dell’Odcec Napoli. “Accrescere il livello di educazione finanziaria nel più ampio concetto di educazione alla cittadinanza economica consapevole e attiva di tutti i cittadini,  è oggi un’esigenza più rilevante che in passato, a partire dai giovani ed è uno strumento necessario per un effettiva tutela dei singoli risparmiatori unitamente alla consulenza indipendente”.

Allarme commercialisti per rapporti con amministrazione finanziaria

NAPOLI - Le recenti paradossali vicende dello “Spesometro”, peraltro tuttora in corso e non ancora in via di soluzione, dimostrano, ove ve ne fosse bisogno, le problematiche strutturali della categoria nel comparto della consulenza e assistenza tributaria e nel rapporto con l’Amministrazione finanziaria. Lo rendono noto i presidenti degli undici Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della Campania (Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Napoli Nord, Nocera Inferiore, Nola, Sala Consilina, Salerno, Torre Annunziata, Vallo Della Lucania)

La complicazione del sistema fiscale, anche in vista dell’ingresso a regime della fattura elettronica, sono uno degli aspetti critici che impongono sempre più il cambiamento della professione nella direzione della certificazione dei processi e, dunque, dei contenuti fiscali dei documenti digitali.

Il ruolo del commercialista deve essere ridefinito creando le condizioni affinché possa essere un punto di riferimento per le imprese, solido e stabile nel tempo, in tutti i comparti gestionali.

I fattori chiave del cambiamento sono: alta specializzazione (Saf) e presenza diffusa sui territori mediante efficace infrastruttura, quale strumento che consenta di ottenere ed offrire servizi diversificati, in modo completo, rapido, economico ed efficace. Su tali questioni da tempo sta operando attivamente il Consiglio Nazionale.

Nella prossima Assemblea dei Delegati del 4 ottobre prossimo, il Consiglio di Amministrazione della Cassa di previdenza dei Dottori commercialisti proporrà di aggiornare i criteri di investimento al fine di poter procedere ad effettuare, nel limite del 5% del proprio patrimonio, investimenti di lungo periodo in Organismi di diritto pubblico, società/progetti a sostegno dello sviluppo economico nazionale, società/progetti di interesse strategico della Cassa e della categoria (solidi ed affidabili). 

Gli ordini della Campania plaudono all’iniziativa, che ritengono essere indispensabile per il futuro della categoria.

Le altre Casse di previdenza professionali già da tempo investono nell’economia reale, anche con iniziative che, direttamente o indirettamente favoriscono lo sviluppo della professione, con lo scopo di rafforzare la presenza, l’immagine e le condizioni economiche delle rispettive categorie.

La modifica consentirà anche alla Cassa di previdenza dei Dottori Commercialisti di poter valutare iniziative sia direttamente a favore dello sviluppo della categoria, sia in termini di presenza nell’economia reale.

In tal modo si realizza un fronte istituzionale, tra Consiglio Nazionale, Ordini territoriali e Casse di Previdenza, per fronteggiare la crisi strutturale della categoria e realizzare le soluzioni idonee alla ridefinizione positiva del ruolo della nostra professione.

 

Gentiloni-Macron: «Con accordo Fincantieri vinciamo tutti»

Un accordo “gagnant gagnant", “win-win". Così il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron ha definito l'intesa raggiunta tra Francia e Italia sul dossier Stx France-Fincantieri. Un accordo "intelligente" che prevede, dopo che la "Francia ha esercitato nei mesi scorsi il suo di diritto di prelazione", che Fincantieri diventi "l'operatore industriale" di Stx France, la società che gestisce i cantieri di Saint - Nazaire.

"Abbiamo trovato un ottimo accordo sui cantieri navali Stx. Abbiamo trovato, lavorando in amicizia, una soluzione che consente al partner e al socio di gestire e consente alla Francia, come è giusto, di avere garanzie su piano del lavoro tecnico che la Francia aveva chiesto", ha detto il premier Paolo Gentiloni. "Questo accordo creerà una grande novità nel panorama navale a livello mondiale", ha aggiunto. "Nel lavoro che comincia oggi, con la creazione di un grande campione mondiale dell'industria navale civile e militare, saranno coinvolti vari player: la Marina, i governi, i protagonisti dell'intesa firmata oggi, altri player di questi settore. Per l'Italia Leonardo-Finmeccanica, che avrà un ruolo in questo lavoro come è normale", ha proseguito.

Con questo accordo "abbiamo le quote che volevamo ossia 50-50% ma con un prestito di titoli da parte della Francia a tempo, Fincantieri potrà essere l'operatore industriale della società, consolidarla e guidarla per farne un gruppo europeo", ha sottolineato Macron, evidenziando che l'accordo prevede che non ci sia "alcun trasferimento tecnologico". In caso di problemi, aggiunge, "questa percentuale dell'1% viene ripresa" dallo Stato francese.

Con questo accordo, quindi, ha rilevato ancora Macron, "creiamo le condizioni per una direzione chiara a livello economico e industriale, chiara sul terreno, in Francia e in Italia". A chi in Francia critica questo accordo, ha sottolineato Macron, "ricordo che alcuni mesi fa l'azionista e l'operatore dei cantieri di Saint Nazaire erano coreani con un ampia maggioranza: mi spieghino perché è meglio un azionista coreano che uno italiano quando si vuole difendere l'Europa?". Con questa intesa "siamo al 50-50% con vere garanzie. Abbiamo costruito qualcosa di intelligente ma vogliamo andare avanti anche con una partnership nel navale militare", ha aggiunto.

Caos Ryanair: cancellati altri 18mila voli

Non sono finiti i disagi per chi ha deciso di viaggiare con Ryanair. Pare infatti, scrive il “Guardian", che la compagnia aerea low cost stia per annullare altri 18.000 voli tra novembre e marzo 2018, che interessano 400.000 passeggeri. Ryanair ha dichiarato di aver inviato email a tutti i clienti interessati, offrendo loro la possibilità di scegliere tra un rimborso o un volo alternativo.

Si tratta dell'1% dei 50 milioni che verranno trasportati il prossimo inverno. L'aviolinea low cost irlandese ricorda poi che ai 315 mila clienti interessati dalle cancellazioni nelle sei settimane da metà settembre fino ad ottobre è stato offerto un voucher di 40 euro (80 con il ritorno) per viaggiare da ottobre a marzo, che si aggiunge alla riprotezione su un altro volo o al rimborso totale del volo.

Con un comunicato, la compagnia spiega che riducendo il numero dei voli eliminerà il rischio di ulteriori annullamenti, avendo i piloti la possibilità di godere di riposi e ferie accumulati senza rinunce. L'aviolinea "eliminerà tutte le distrazioni per il management a partire dal proprio interesse per Alitalia".

Le misure adottate, spiega Ryanair, ridurranno "leggermente" la crescita del traffico per quest'anno e per il prossimo. L'incremento mensile da novembre a marzo rallenterà dal 9% al 4%. I passeggeri dell'intero 2017 passeranno da 131 milioni a 129 milioni, segnando comunque una crescita del 7,5% rispetto allo scorso anno.

"Ci scusiamo sinceramente - dichiara il ceo di Ryanair Michael O'Leary - con i passeggeri coinvolti dalle cancellazioni della settimana scorsa e con quelli interessati dalle misure annunciate oggi. Più del 99% dei nostri 129 milioni di passeggeri non sarà toccato da alcuna cancellazione o disagio. Siamo profondamente rammaricati per qualsiasi dubbio abbiamo alimentato tra i nostri clienti sull'affidabilità di Ryanair o per le ulteriori cancellazioni".

Marciani: “Destinati 14 mln per la formazione”

NAPOLI – “La Regione sta seguendo da vicino i professionisti: abbiamo destinato 14 milioni per corsi di aggiornamento e di avviamento professionale, ad oggi più di 500 giovani tirocinanti hanno usufruito di questa iniziativa. Credo che il rapporto di interazione possa continuare: per i giovani abbiamo coinvolto gli Ordini anche negli esami di qualifica, per dare sempre maggiore qualità alle figure professionali. Ma è solo l’inizio di una collaborazione che ci auguriamo possa essere lunga e proficua e che possa riguardare anche l’ambito della crisi d’impresa”.

Lo ha detto Chiara Marciani, assessore regionale alla Formazione, nel corso del convegno “Gestione della crisi: mediazione civile, Agcom e condominio”, promosso  dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli.

“Le novità introdotte dalla Regione – ha evidenziato Vincenzo Moretta, presidente dell'Odcec di Napoli - consentono di programmare nuove iniziative innovative per la libera professione. I commercialisti partenopei sono in prima linea per agevolare l'ingresso nel mondo del lavoro da parte delle nuove generazioni attraverso una specializzazione mirata che consente di rispondere in maniera efficace alle nuove esigenze del mercato”.

Matteo De Lise, consigliere Odcec Napoli, si è soffermato sulla gestione delle crisi d’impresa: “Il sistema attuale registra grosse criticità, noi ci proponiamo come organismo in grado di indicare le soluzioni più idonee rispetto a quelli che sono i problemi della crisi aziendale e familiare”.

Secondo Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani: “La gestione della crisi d’impresa è un tema di grande prospettiva civica perché si tratta di consentire a soggetti che hanno avuto vicende economiche non favorevoli, di sdebitarsi. C’è una legge del 2012, la cosiddetta 'salva-suicidi', che ha ottime potenzialità non ancora utilizzate. Oggi, dopo 10 anni di recessione economica, occorre andare incontro agli italiani”.

Riccardo Izzo presidente dell’organismo Medì, ha ricordato come l'Ordine di Napoli abbia organizzato una struttura interna e indipendente, per poter gestire tre organismi: quello sulla gestione della crisi da sovraindebitamento, sulla mediazione civile e sulla tutela consumatori Agcom. “Vogliamo salvaguardare l’interesse del cittadino e creare nuove opportunità professionali. Il progetto è stato sposato dalla Regione Campania che vuole sostenere questo tipo di iniziativa”.

Maurizio De Tilla, presidente Comitato unitario dei professionisti della Campania, ha sottolineato che il Cup si batterà perché la tutela del consumatore indebitato possa evolversi ed essere affidata a professionisti esperti e specializzati. E' merito dell’Ordine dei commercialisti napoletano aver spinto su questo tematica già da tempo”.

All'incontro hanno partecipato l'assessore comunale alle politiche giovanili, Alessandra Clemente e il consigliere delegato dell'Odcec di Napoli Mario Michelino.

Professionisti, i nuovi strumenti per la gestione della crisi e la mediazione civile

NAPOLI - “Gestione della crisi, mediazione civile, agcom e condominio” è il tema del forum promosso  dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta, che si terrà martedì 26 settembre alle ore 15.00.

Nel corso dell’incontro verranno affrontati i principali strumenti alternativi alla giustizia ordinaria, c.d. ADR e gli organismi di Medì. Organismo di Gestione della Crisi da Sovraindebitamento (Legge salva suicidi), ove un debitore meritevole può essere salvato dai debiti mediante un "piano" ad hoc” senza ignorare i creditori.

L’Organismo di mediazione civile che in tempi rapidi e costi contenuti, conduce le parti verso un accordo oppure informa il giudice del comportamento della parte negligente.

L'Agcom ha autorizzato a gestire le mediazioni nella materia e nell'interesse dei consumatori. Verrano presentati anche i corsi che abilitano all'esercizio di "gestore della crisi", "mediatore civile" e "amministratore di condominio".

Parteciperanno all'evento Chiara Marciani (assessore regionale alla formazione), Matteo De Lise e Mario Michelino (consiglieri delegati Odcec di Napoli), Antonio Areniello (presidente Ordine Notai di Napoli), Armando Rossi (presidente Ordine avvocati di Napoli), Luigi Vinci (presidente Ordine Ingegneri di Napoli), Maurizio de Tilla (Presidente del Cup Napoli e Campania), Fabrizio Polidoro (presidente della Commissione Reale Estate, industria, edilizia e condominio)..

Le relazioni saranno affidate a Achille Coppola (segretario nazionale dei commercialisti italiani e presidente di Impegno Civile), Marcella Caradonna (Presidente Odcec di Milano) Gian Andrea Chiesi (magistrato presso la Suprema Corte di Cassazione), Lucio di Nosse (Presidedente della sezione fallimentare del Tribunale di Napoli), Nicola Graziano (Giudice della Sezione fallimentare del Tribunale di Napoli), Enrico Maria Cotugno (Vice Direttore Direzione Tutela dei consumatori dell’Agcom), Felice Ruscetta (presidente della Fondazione ADR Commercialisti).

L'incontro sarà moderato da Riccardo Izzo, presidnete dell'organismo di mediazione Medì dell'Odcec di Napoli.

Commercialisti, da Napoli l'innovazione sociale per l'imprenditorialità

NAPOLI - "La Commissione Innovazione Sociale per l’imprenditorialità rappresenta il primo modello per un ordine professionale di un vero e proprio programma operativo in grado di lavorare sulle dimensioni strategiche ed operative dei dottori commercialisti e degli esperti contabili". Lo ha detto Vincenzo Moretta numero uno dei commercialisti partenopei a margine del forum "I nuovi diritti digitali: imprese e professioni nell'era della Digital Social Innovation".

"Le sfide globali e la lettura dei fenomeni sociali di oggi non ci consentono più di esercitare la nostra professione con modalità ancorate al passato e sempre più abbiamo necessità di intervenire con una nuova visione, competenza ed esperienza, sul lavoro di declinazione delle richieste di creazione – crescita – sviluppo in termini di opportunità, operatività e impatti  che siano innovativi  ma  nello stesso tempo inclusivi e sostenibili per i nostri territori, imprese, cittadinanza".  

"Per questo motivo la Commissione - ha aggiunto Moretta - ha come obiettivo specifico quello di creare nuove competenze ma soprattutto un nuovo esempio di Dottore Commercialista e di Esperto Contabile che faccia proprio questo modello di imprenditorialità  e  sia  attore principale nel trasferirne i vantaggi ai suoi clienti e/o stakeholders di riferimento”.

Partner di questo percorso con l’Odcec di Napoli è la SIS – Social Innovation Society, associazione operativa a livello nazionale per lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi e imprenditoriali in ottica di innovazioni sociali, con la quale l’Ordine napoletano ha già operato in qualità di ente patrocinante della Terza Edizione di Social Innovations Around. Appuntamento quest’ultimo che la SIS organizza annualmente e la cui edizione 2016 si è svolta a Napoli lo scorso ottobre con il atrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e dalla quale è nato l’obiettivo nazionale: Road Map 2030 e la creazione della Community operativa dei Social Innovator.

Si apre, così, una nuova dimensione della professione e i commercialisti entrano nella Road Map 2030 per creare crescita Paese includendo la visione degli attori attuali e di chi si prepara per il futuro.

Pagliuca, studiamo una riforma per incrementare le pensioni

AVELLINO – “La Cassa di previdenza dei ragionieri vive un momento positivo. Con l’arrivo degli esperti contabili, contiamo di avviare nei prossimi anni l’analisi di una riforma che consenta di ipotizzare un incremento delle pensioni. È una strada che riteniamo percorribile ma solo a condizione di definire le troppe le incertezze che per per la quasi totalità delle casse previdenziali sono legate soprattutto al cumulo contributivo, senza dimenticare le criticità specifiche  e della nostra Cassa come al esempio il settore immobiliare residenziale”.

Lo ha detto Luigi Pagliuca, presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, nel corso del convegno “La previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali”, che si è svolta ad Avellino, presso la Sala Formazione della Casina del Principe.

“La Cassa ragionieri ha presentato agli iscritti irpini i nuovi istituti del regolamento di assistenza, illustrando nel dettaglio le possibilità di welfare avanzato e ricco di opportunità – ha evidenziato Paolo Longoni (nella foto), consigliere d'amministrazione dell'ente pensionistico e presidente della commissione Previdenza -. Nel corso dell'incontro abbiamo rappresentato anche le difficoltà per la liquidazione delle pensioni con la nuova normativa del cumulo contributivo, in considerazione delle circolari Inps e delle istruzioni definitive che non sono state ancora formulate agli enti di previdenza”.

Al forum hanno partecipato Francesco Tedesco, presidente Ordine dottori commercialisti ed esperti contabili di Avellino; Giovanni D’Antonio, presidente Odcec Nocera Inferiore; Domenico Ranieri, presidente Odcec Nola. Ha moderato il dibattito Sergio Luciano, coordinatore dei delegati per la Campania.

Turismo sostenibile, coinvolge 10 mln di persone

NAPOLI - La sfida del turismo sostenibile e le opportunità di crescita economica e di sviluppo occupazionale che rappresenta è stata al centro del dibattito promosso dall’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta.

“Turismo accessibile significa senza barriere, senza discriminazioni. Il 70% delle persone con disabilità potrebbe viaggiare, ma molti ancora non lo fanno per timore di incontrare imprevisti, di vedersi limitati nelle esigenze e nei gesti quotidiani. Secondo i dati dell’Osservatorio Europcar – ha sottolineato Moretta - il mercato del turismo accessibile ‘allargato’ coinvolge 10 milioni di persone, quasi il 16,4% delle famiglie in Italia ed impatta sul PIL per 11,7 miliardi di euro. Il giro d’affari potrebbe essere di 27,8 miliardi di euro. Un fatturato di 786 miliardi e 9 milioni di posti di lavoro ma solo il 9% dei luoghi e servizi turisti in Europa sono accessibili a tutti”.

“La crescita dell’economia deve essere sostenibile in tutti i settori, in particolare quello turistico – ha rimarcato Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani - abbiamo un Paese che ha grandi potenzialità ma che rischia di compromettere il proprio sviluppo  per l’irresponsabilità delle passate gestioni che hanno fatto scelte azzardate in alcuni casi disincentivando l’arrivo dei turisti”.
“In Europa ci sono più di 50  milioni di persone con disabilità pronte a partire per un viaggio, insieme ai loro accompagnatori - ha evidenziato Liliana Speranza, consigliere delegata dell’Odcec di Napoli -: si è stimato che nel 2020 vorranno fare 862 milioni di viaggi. C'è dunque una domanda enorme che è prima di tutto un diritto delle persone con disabilità a poter visitare luoghi turistici.

Ma è anche un'opportunità per tutti i cittadini d'Italia avere città migliori, più accessibili, inclusive, accoglienti. Un'occasione unica per dare impulso all'economia, generare posti di lavoro e crescita. I dati del 2016 sono positivi: gli arrivi internazionali sono cresciuti del 4,3%, il contributo diretto al PIL mondiale da parte del settore turistico è stato molto rilevante (USD 2,306 bn) ed ha rappresentato il 3,1% del PIL globale. Anche per il 2017 si conferma un trend di crescita superiore al 4%”.

Sul tema della disciplina dei flussi è intervenuto Ettore Cucari, presidente della Fiavet (Federazione degli agenti di viaggio), che ha lanciato l’appello affinché “i flussi turistici vengano disciplinati e programmati in maniera più funzionale per aumentare la qualità dei servizi ed evitare ingolfamenti, come accade spesso, ad esempio, a Pompei, registrando non pochi disagi  per i turisti”.

Sul tema dei servizi alle persone disabili o a limitata capacità motoria è intervenuta Antonella Giglio, vicepresidente della Confapi di Napoli, che ha sottolineato come sia importante focalizzare l’attenzione sul  turismo sostenibile per  analizzare le criticità e proporre opportune soluzioni. Lanciamo un appello alla Regione Campania: occorre programmare investimenti strutturali per l’abbattimento delle barriere architettoniche e sostenere con incentivi economici gli imprenditori che si impegnano ad adeguare le proprie strutture affinché siano fruibili a tutti”.

 

“Lo split payment è una misura vessatoria”

NAPOLI – “I riflessi dello split payment sono altamente negativi perché determinano una riduzione degli spazi di manovra dell’attività professionale attraverso un restringimento della liquidità, che nell’ambito delle libere professioni rappresenta l’ossigeno. Va anche valutato un appesantimento di quelli che sono gli oneri burocratici e gli adempimenti al fisco, che finiscono per aggravare la situazione anziché alleggerirla.

La nostra proposta è tornare al regime preesistente, con la fatturazione economica il fisco è nella condizione di tracciare i pagamenti ed esercitare quella funzione di controllo e vigilanza in nome della quale è stata introdotta questa misura altamente vessatoria”.

Lo ha detto il parlamentare Carlo Sarro, componente della Commissione Giustizia Camera dei Deputati, nel corso del convegno “split payment, primi effetti sui professionisti”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli.

“La situazione per i liberi professionisti è difficilmente sostenibile", ha sostenuto Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei. "Occorre evidenziare anche che con lo split payment si crea una disparità di trattamento nel rapporto tra privati e pubblica amministrazione. Chiediamo che si lavori per trovare una soluzione che non danneggi una categoria professionale già colpita dalla crisi economica”.

“Lo split payment incide sulla liquidità dei professionisti e pone problematiche di varia natura – ha evidenziato Maria Caputo, presidente dell'Unione giovani dottori commercialisti di Napoli -. Ad esempio su come emettere le fatture e chi è il soggetto responsabile del pagamento dell’Iva. C’è bisogno di chiarire tutti i dubbi dei professionisti coinvolti: commercialisti, avvocati, notai e ingegneri”.

Matteo De Lise, consigliere dell'Odcec Napoli ha evidenziato che “lo sdoppiamento del pagamento è una normativa di giovane attuazione che va a toccare i rapporti tra pubblica amministrazione e liberi professionisti. Sarà molto importante aggiornarsi e sapere come fatturare con questo nuovo strumento”.

Per Arturo Frojo, vicepresidente Ordine degli avvocati di Napoli, il tema "riguarda soprattutto i professionisti che collaborano con la pubblica amministrazione. La normativa presenta una notevole quantità di punti interrogativi che dovranno essere sciolti”.

“I giovani professionisti lanciano un appello - ha sottolineato Ilaria Imparato, presidente Associazione giovani avvocati Napoli. C’è bisogno di comprendere quali aspetti ci accomunano dopo l’approvazione di questa normativa che dal 1 luglio incide sulla categoria”.

Ludovico Capuano, rappresentante dell'associazione giovani notai, ha infine rimarcato come “la nuova normativa crea notevoli difficoltà moltissimi professionisti. Il confronto serve a raggiungere un’interpretazione univoca che venga incontro all'esigenza di semplificazione”.

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