Giovedì 19 Luglio 2018 - 14:04

Crollo delle borse asiatiche, chiuse per ribasso

SHANGHAI. Inzio d'anno col crollo per le piazze finanziarie di Shanghai e Shenzhen, costrette alla chiusura 'forzata' dopo aver segnato una flessione di oltre 7 punti percentuali. L'indice Csi 300 - che raggruppa i 300 titoli maggiori - è sceso di oltre il 7%, innescando un meccanismo automatico che blocca la negoziazione per il resto della giornata.

 

Dopo il ribasso del 5% segnato nel corso della seduta - causando una pausa di 15 minuti nelle contrattazioni - l'indice ha continuato a scivolare fino a provocare quel meccanismo di 'interruzione' degli scambi, introdotto proprio oggi - primo giorno di negoziazione del 2016 - per frenare la volatilità sui mercati asiatici. Male anche la piazza finanziaria di Tokyo (Nikkei -3,06%).

 

Ferrari debutta a Piazza Affari, Marchionne: «Continueremo a crescere»

MILANO. Debutto a Piazza Affari per la Ferrari. Per l'occasione una decina di Rosse sono state parcheggiate davanti a Palazzo Mezzanotte a Milano. Un debutto amaro perché il titolo che ha aperto a 43 euro per azione poi è sceso a 42,20. L'esordio a Piazza Affari segna anche il primo giorno di quotazione di Fca senza il Cavallino nella pancia, una prova per stabilire il reale valore di Fiat Chrysler e le future strategie di Fca stessa.

Alla cerimonia che ha dato il via alle contrattazioni ha partecipato il premier Matteo Renzi. La quotazione di Ferrari in Borsa a Milano "è un bellissimo messaggio per l'intero Paese", ha detto il presidente del Consiglio. L'Italia, ha sottolineato,"deve fare molto anche nel 2016, con la consapevolezza che l'Italia c'è e non deve aver paura del mondo".

La quotazione di Ferrari è una "straordinaria occasione per gli investitori", ha continuato Renzi. "Questo - ha detto - è il momento in cui l'Italia deve smettere di giocare con gli alibi".

Il ceo di Fca Sergio Marchionne ha ringraziato il presidente del Consiglio durante la cerimonia: "Grazie per essere qui e per quello che fa per il Paese". "Non faremo mai mancare investimenti a Ferrari per garantire ritorni significativi agli azionisti, guardando con attenzione a quello che succede negli altri mercati", ha detto. "Il mio impegno è continuare a far crescere questa azienda senza mai tradirne i suoi valori e senza mai rimanerne prigionieri", ha aggiunto.

A chi gli chiedeva se fosse soddisfatto del debutto, ha risposto: "Ci vorrà ancora un po' di tempo per capire" com'è andata la quotazione di Ferrari a Milano. "Siamo in Borsa da 40 minuti, bisogna attendere l'assestamento, ci vuole ancora qualche giorno", ha detto.

"Quello che crea valore per gli azionisti di Fca è raggiungere gli obiettivi finanziari del piano al 2018 che confermiamo", ha sottolineato Marchionne, precisando che questo avverrà anche senza Ferrari nel perimetro. "L'azienda è esattamente come prima", ha aggiunto.

Marchionne, parlando ai giornalisti in conferenza stampa, ha poi annunciato un bond di Ferrari nel primo semestre ma senza specificarne l'importo complessivo. 

Infine, alla domanda se stia pensando a una carriera politica, Marchionne ha risposto: "Non succederà mai, mai e mai".

Il titolo, ha intanto annunciato l'amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, entrerà a far parte dell'indice Ftse Mib.

Banche, nessun rimborso prima del decreto

ROMA. Nessun rimborso prima dei decreti attuativi delle norme varate dal Governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati. Lo puntualizzano fonti Mef che definiscono infondata l'ipotesi di rimborsi selettivi ad alcuni investitori e solo di alcune banche. Il Mef è già al lavoro sui decreti ed è già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile, entro il termine di 90 giorni dal 1 gennaio 2016. Prima del varo di questi decreti, ribadiscono le stesse fonti, non può essere ipotizzato alcun intervento.

Trasporti, l'allarme del Codacons: «Stangata da 1,4 miliardi nel 2016»

ROMA. Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall'1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni . Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell'aumento dell'addizionale sui biglietti aerei. "Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani - afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi - al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti".

 

"Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma - avvisa Rienzi - per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l'alta velocità sono scattati l'1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l'addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l'odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino".

 

Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi, ecc.).

Bankitalia avvia
il processo
di vendita delle 4 "banche-ponte"

ROMA. La Banca d'Italia, in collaborazione e accordo con il Governo italiano e le autorità competenti dell'Unione Europea, ha avviato il processo di vendita per le quattro "banche-ponte": Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell'Etruria e del Lazio, Nuova Cassa di Risparmio di Chieti, Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara. Al riguardo, la Banca d'Italia ha selezionato con apposita gara Société Générale in qualità di advisor finanziario, Oliver Wyman in qualità di consulente strategico e lo Studio Chiomenti quale advisor legale.

 

Il processo di vendita verrà attuato in tempi brevi e sarà supervisionato dall'Unità di Risoluzione e gestione delle crisi della Banca d'Italia attraverso il Fondo di Risoluzione, un istituto previsto sia dal diritto europeo che da quello italiano, finanziato da contributi di tutto il sistema bancario italiano nel rispetto delle norme europee in materia di aiuti di Stato. Il processo sarà trasparente e non discriminatorio, esclusivamente finalizzato a massimizzare il ricavato nell’interesse delle aree economiche in cui le Banche stesse sono radicate.

 

Le attività delle quattro banche sono state ristrutturate per facilitare il processo di vendita: ogni "banca-ponte" è capitalizzata al 9% delle attività di rischio ponderate; gli attivi problematici in sofferenza saranno trasferiti a un nuovo veicolo separato denominato REV Spa, anch’esso capitalizzato dal Fondo di Risoluzione, cui verrà riconosciuto il ricavato della vendita o della gestione di quegli attivi.

Le quattro Banche, escludendo le attività problematiche in sofferenza, rappresentano nel complesso una quota di mercato di circa l’1 per cento dei depositi totali a livello di sistema, con un patrimonio netto complessivo di partenza di 1,8 miliardi di euro. La gestione operativa e commerciale delle banche è attualmente affidata a Consigli di Amministrazione appositamente designati, presieduti da Roberto Nicastro.

Banche, Ue ribatte: «Noi imparziali, stesse regole per Italia e Germania»

BRUXELLES. La Commissione agisce in modo "imparziale" e applicando le stesse regole "ad ogni paese, e allo stesso modo all'Italia e alla Germania". Così un portavoce della Commissione europea all'Adnkronos sulla querelle sui dossier bancari sull'asse Roma-Bruxelles, in ultimo ieri la bocciatura dell'intervento su Tercas considerato aiuto di Stato. Ma non solo. "Tutte le nostre decisioni sono soggette allo scrutinio della Corte Ue", ricorda il portavoce sull'eventualità che l'Italia possa ricorrere alla Corte europea di Giustizia per la procedura Ue per aiuti di Stato alla banca Tercas, ma anche per il caso Ilva, se fosse necessario.

 
"La Commissione effettua tutte le sue indagini e assume le sue decisioni in materia di concorrenza in modo imparziale, sulla base dei fatti legati al caso in questione e sulla base della legge" sottolinea il portavoce. "I mercati bancari europei e la regolamentazione hanno fatto molta strada da quando è scoppiata la crisi, durante i quali sono stati approvati molti aiuti di stato per mantenere la stabilità finanziaria" ricorda il portavoce Ue, spiegando che invece a partire "da agosto 2013 le regole aggiornate applicate sulla base della valutazione della commissione sugli aiuti di Stato alle banche riflettono la lezione appresa dalla crisi".

Bruxelles respinge le accuse di usare due paesi e due misure. "La Commissione nell'esame degli aiuti di stato alle banche ha applicato con coerenza queste regole ad ogni paese, e allo stesso modo all'Italia e alla Germania" aggiunge il portavoce, sottolineando che "il rispetto delle regole Ue sugli aiuti di Stato e la regolamentazione bancaria è cruciale per interrompere il link tra i rischi bancari e i rischi sovrani e allineare il campo di azione delle banche dei diversi paesi membri" senza distorsioni della concorrenza.

Salvabanche,
l'Ue smaschera
il Governo

ROMA. "Sono state le autorità italiane a decidere di risolvere le quattro banche utilizzando il fondo di risoluzione". È la posizione della Commissione europea, ribadita da una portavoce, nella polemica con il governo italiano sulle modalità con cui è stata scelta l'operazione di risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e carichieti.

 

La portavoce dell'esecutivo di Bruxelles ricorda che lo scorso 19 novembre i commissari Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, e alla Stabilità finanziaria, Jonathan Hill, hanno scritto una lettera congiunta al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan "per definire la posizione giuridica dell'utilizzo del sistema obbligatorio di garanzia dei depositi", il Fondo interbancario, per ricapitalizzare le quattro banche, sulle quali la Commissione era in contatto con le autorità italiane "da maggio".

 

Nella lettera si spiega che le norme europee sugli aiuti di Stato e la direttiva Brrd sulla risoluzione degli istituti di credito in crisi "si applicano all'uso di fondi pubblici per sostenere le banche in fallimento", a cui "non fa eccezione" il sistema di garanzia dei depositi. Se il sistema di garanzia dei depositi, che la Commissione europea considera comunque pubblico perché lo Stato dirotta per decreto risorse private, facesse eccezione, queste regole "potrebbero essere facilmente aggirate", mentre il sostegno pubblico "dovrebbe essere impiegato solo come ultima risorsa".

La normativa europea, ricorda la portavoce, prevede "diversi strumenti" a cui possono ricorrere gli Stati per affrontare i fallimenti bancari e mantenere la stabilità finanziaria. Ma "è stata una decisione delle autorità italiane di mettere le banche in risoluzione usando il fondo di risoluzione". Anche perché "se le altre banche avessero deciso autonomamente di intervenire con un meccanismo completamente privato, questo non sarebbe rientrato sotto il controllo della Commissione europea sugli aiuti di Stato".

Gli uffici della Concorrenza dell'esecutivo Ue, sottolinea, già in passato avevano valutato in un certo numero di casi in Italia, Spagna e Polonia l'intervento dei sistemi di garanzia dei depositi come aiuto di Stato, ma li avevano approvati "perché gli interventi risultavano in linea con le regole comunitarie sugli aiuti di Stato".

Se uno Stato membro "opta per l'uso del sistema di garanzia dei depositi" per ricapitalizzare una banca, allora "l'utilizzo di questo strumento è soggetto alle norme europee sugli aiuti di Stato", si sottolinea nella lettera.

"Se una valutazione conduce alla conclusione che l'uso del sistema di garanzia dei depositi è un aiuto di Stato", si legge nella lettera, la risoluzione della banca "sarà attivata sotto la direttiva Brrd", la Bank Recovery and Resolution directive, e quindi saranno applicate le condizioni di questa normativa, che definisce 'il supporto finanziario straordinario pubblico come aiuto di Stato per mantenere o ripristinare la liquidità e la solvibilità di un istituto'. Se invece l'uso dello schema di garanzia dei depositi non fosse valutato come aiuto di Stato ma come "intervento puramente privato", allora non verrebbe attivata la Brrd.

Nella lettera del 19 novembre i due commissari sottolineano che l'esecutivo di Bruxelles "preferirebbe sempre soluzioni private o basate sul mercato, quando possibile". In ogni caso l'obiettivo principale della direttiva Brrd è "evitare il coinvolgimento" dei contribuenti nei costi per la risoluzione di una banca. In questo senso la direttiva sul sistema di garanzia dei depositi e la Brrd "vanno interpretate coerentemente in modo da non rendere inefficaci" le loro disposizioni. "Su queste basi riteniamo che non ci sia contraddizione" fra le due direttive, concludono Vestager e Hill.

Inps: 4 pensionati su 10 sotto i mille euro

ROMA, Quattro pensionati su dieci, circa 6,5 milioni, hanno percepito nel 2014 meno di mille euro al mese: più esattamente per 2.037.701 l'assegno non ha superato i 500 euro e per 4.515.520 non ha superato i 999 euro mese. Lo certifica l'Inps aggiornando i dati del Casellario Pensionati. Il 39,1% invece ha percepito una pensione tra i 1000 e i 2000 euro e il 14,4% ha ricevuto tra i 2000 e i 3000 euro mentre è il 6,1% ad aver superato quota 3000 e l'1,4% oltre i 5000 euro al mese. Sale comunque l'importo medio annuo che nel 2014 è cresciuto del 2,1%, 245 euro in più pari a 11.943 euro.

Le donne, si legge ancora nel rapporto, rappresentano il 52,9% dei pensionati e percepiscono in media 14.283 euro contro i 20.135 euro degli uomini mentre è la metà delle donne ad aver ricevuto meno di mille euro al mese a fronte del terzo maschile. Il 47,7% delle pensioni è stato erogato al Nord, il 20,4% nelle regioni del Centro e il restante 31,9% nel Mezzogiorno.

Tariffe in calo: non accadeva da 20 anni

ROMA. Le tariffe pubbliche cominciano a scendere: il ribasso non riguarda la totalità, anche se quelle interessate dalla contrazione avvenuta quest'anno pesano sui bilanci delle famiglie italiane in misura superiore. Rispetto al 2014, infatti, quella del gas è scesa del 3,7%, la Tari del 3,3 per cento, l'energia elettrica dell'1,3% e i trasporti ferroviari dello 0,5%. Lo rileva la Cgia, spiegando che per contro, invece, tornano ad aumentare i costi dei servizi telefonici dello 0,4%, i pedaggi autostradali dell'1,1%, i taxi dell'1,2%, i trasporti urbani del 2,9%, i servizi postali del 5,6% e l'acqua potabile del 9,3%.

"Da 20 anni a questa parte – fa notare il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – mai come nel 2015 si è verificato un calo così significativo nel numero delle 10 voci tariffarie prese in esame da questo studio. A nostro avviso le ragioni di questo trend sono riconducibili alla riduzione dei prezzi dei prodotti petroliferi avvenuti nell'ultimo anno e alla dinamica dell'inflazione, che per il 2015 dovrebbe risultare prossima allo zero per cento".

Un ragionamento a parte, invece, merita la contrazione registrata dalla Tari. Introdotta per la prima volta nel 2014, l'anno scorso i costi per le famiglie della raccolta e smaltimento dei rifiuti avevano toccato un picco massimo di aumento (+10,7%) mai registrato negli ultimi 10 anni. "E' presumibile che quest'anno molti sindaci – prosegue Zabeo – abbiano calibrato meglio le tariffe, cercando di ridurle per le fasce di popolazione più deboli e venendo incontro alle sacrosante rimostranze sollevate dalle famiglie che in più di una occasione hanno chiesto una riduzione del costo del servizio commisurandolo all'effettiva quantità di rifiuti prodotta".

Alitalia, Cramer Ball nominato nuovo ad

ROMA. Cramer Ball è stato nominato nuovo ad di Alitalia. La decisione arriva dall'assemblea degli azionisti. La carica di Ceo, in sostituzione di Silvano Cassano dimessosi a settembre, avrà con decorrenza dall’inizio di marzo 2016. È quanto si legge in una nota Alitalia che spiega come la designazione abbia seguito le raccomandazioni del Comitato Nomine e Remunerazioni che dallo scorso settembre ha esaminato diversi potenziali candidati in collaborazione con head hunter internazionali. "L’esperienza nel settore del trasposto aereo, le capacità manageriali e di gestione del cambiamento di Cramer Ball sono stati i principali motivi per la decisione presa oggi", dice ancora Alitalia.

Ball, 48enne con oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’aviazione, è un professionista di lungo corso nel campo dei turnaround delle compagnie aeree e proviene dal vettore indiano Jet Airways, dove ha ricoperto il ruolo di CEO; in precedenza, è stato CEO di Air Seychelles. Nelle due compagnie, ha guidato importanti processi di trasformazione.

MONTEZEMOLO - "Ritengo Cramer la persona giusta per proseguire in assoluta continuità lo sviluppo e l’implementazione del nostro piano industriale già avviato, con l’obbiettivo di riportare l’azienda in utile nel 2017", ha detto Luca Cordero di Montezemolo, Presidente di Alitalia.

"L’esperienza dimostrata nel saper guidare compagnie aeree verso il successo lo ha fatto emergere tra i molti candidati eccellenti. Ringrazio il consiglio di amministrazione ed il comitato nomine e remunerazioni per l’ottimo lavoro svolto, che ha visto la selezione di una varietà di candidati di elevato profilo”, ha concluso Montezemolo.

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