Lunedì 17 Dicembre 2018 - 8:32

Standard Ethics declassa l'Italia

Dopo Fitch anche l'agenzia di rating extra-finanziaria Standard Ethics, che misura la sostenibilità delle imprese e il livello di compliance alle indicazioni della Ue, esprime preoccupazione per le nuove politiche del Governo italiano. L'agenzia ha deciso di declassare a 'negativo' l'outlook della Repubblica Italiana, che ha rating EE+, un gradino sotto l'eccellenza delle tre E. Ed esprime "forti riserve sulla proposta avanzata dal Governo italiano di fornire una indennità di disoccupazione".

Le nuove politiche del Governo italiano in materia sociale, economica e di immigrazione "saranno gli argomenti che porteranno a una revisione del Rating italiano", scrive l'agenzia, spiegando che "l’inatteso deterioramento del linguaggio adottato dal Governo italiano nelle dichiarazioni dirette alle Istituzioni europee – e a volte anche nei confronti di altri Stati membri – genera preoccupazione".

Con un invito: "Dichiarazioni ufficiali verbali e scritte più equilibrate e prudenti sono fondamentali per future relazioni positive in Europa. Qualsiasi altra opzione potrebbe rappresentare un rischio per l'Unione. Inoltre, come rilevato dalla Banca Centrale Europea, una comunicazione da reality show avrebbe anche impatti negativi sulla credibilità finanziaria italiana".

Quanto al giudizio sulle spese di carattere morale del reddito di cittadinanza, è un'ipotesi che "fa presagire un'alterazione dei diritti individuali e può essere considerata l'inizio di una forma di potere pubblico di natura "etica" non compatibile con i valori fondanti della Ue".

Standard Ethics esprime preoccupazione per un approccio che "sembra anche andare contro la Costituzione italiana e i Trattati europei: l'Articolo 3 della Carta costituzionale italiana sancisce che nessun cittadino può essere privato di alcun diritto sulla base delle diverse condizioni sociali e personali; gli articoli 21 e 22 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea contengono disposizioni analoghe".

Il futuro è logistico, sostenibilità e conoscenza per gestire il cambiamento

NAPOLI - Nell'attuale contesto competitivo, la gestione della logistica è diventata sempre più complessa e ad elevata intensità di conoscenza. La globalizzazione delle attività logistiche e di trasporto, lo sviluppo di partnership collaborative tra gli attori della supply chain e la digitalizzazione dei processi logistici sono solo alcune delle tendenze che sottolineano il ruolo della conoscenza e del fattore umano quali risorse strategiche a supporto della logistica del futuro. Allo stesso tempo, la necessità di ridurre l'impatto negativo sull'ambiente è diventata una priorità significativa per le aziende che operano nella supply chain. Poiché le attività di trasporto e logistica forniscono il maggior contributo alle emissioni di CO2 dopo la produzione di energia, è evidente la necessità di rendere più sostenibili tali attività.

La giornata di studio, organizzata dall’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo (Iriss) del Cnr di Napoli e dall’Associazione Italiana di Logistica e di Supply Chain Management (Ailog), si terrà domani alle ore 9,00 nella sala del Crocifisso presso il Complesso Monumentale di Santa Chiara e intende discutere queste tematiche mettendo a confronto ricercatori di fama internazionale e manager d’impresa di alto profilo con l’obiettivo di verificare come le imprese stanno rispondendo alla sfide poste dal cambiamento.

L’evento è aperto da Alfonso Morvillo (direttore del Cnr-Iriss) e Paolo Bisogni (presidente Ailog e Associazione Europea di Logistica – Ela) che sostengono che i temi trattati nella giornata di studio sono di forte attualità sia per le imprese che per il mondo della ricerca e che essi dovrebbero riflettersi in adeguate politiche di supporto per lo sviluppo di questo importante settore dell’economia italiana.

L’intervento di apertura sarà affidato a Alan McKinnon (professore della Kühne Logistics University di Amburgo, Germania) uno dei maggiori esperti internazionali sul tema della green logistics che collabora con diverse enti industriali e agenzie governative (tra cui il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici dell’Onu) sulla misurazione e la riduzione delle emissioni di CO2 prodotte dal trasporto merci. McKinnon sostiene che senza drastici interventi in questo settore, l’80% delle imprese logistiche e di trasporto in Europa saranno interessate dagli effetti del cambiamento climatico entro il 2020.

L’intervento di Pietro Spirito (presidente dell’Autorità Sistema Portuale Mar Tirreno Centrale) ha rimarcato la necessità di interventi innovativi nella gestione dei porti italiani per evitare la perdita di traffico che sta interessando il sistema portuale nazionale.

Infine, Edward Sweeney (direttore dell’Aston Logistics & Systems Institute, Aston University, UK) focalizza il suo intervento sul ruolo della conoscenza e delle risorse umane nella logistica. Il prof. Sweeney sostiene che la gestione della conoscenza è la nuova sfida con cui si devono confrontare le imprese che operano nella supply chain del futuro. Il prof. Sweeney conclude che per vincere questa sfida è necessario passare dalla supply chain alla human chain attraverso lo sviluppo innovativo delle risorse umane.

Altri importanti contributi vengono dal mondo delle imprese con gli interventi di Roberto Magnani (Vice President Logistics, Barilla SpA), Mauro Rizzolo (Vice President Logistics Western Europe, Schaeffler), Michela Credendino (Business Development Sales, Kuehne + Nagel) e Gennaro di Capua (Ceo Ala SpA - Advanced Logistics for Aerospace).

Savona: «Se spread ci sfugge, manovra deve cambiare»

"Se ci sfugge lo spread deve cambiare la manovra" entro fine anno. E' quanto ha detto il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, intervenendo a Porta a Porta, in una giornata nervosa sui mercati, dove lo spread ha toccato i massimi dal 2013 per poi scendere a 298 punti base con un rendimento del 3,2%.

A Piazza Affari gli acquisti si sono concentrati sul comparto bancario, più colpito dalle recenti vendite, e sui petroliferi che beneficiano del rialzo del greggio."Lo spread non arriva a 400, ne sono abbastanza sicuro - conclude il ministro Savona -. Vince il mercato".

Bankitalia sgonfia la manovra

Reddito, pensioni di cittadinanza e flat tax avrebbero effetti "modesti" sulla crescita. Idem la neutralizzazione dei rialzi Iva. Il tutto in un contesto di tensioni sui mercati che impatta su famiglie e imprese imponendo "chiarezza e certezza" sulla strategia di riduzione del debito pubblico. Lo scenario tratteggiato dal vice direttore generale della Banca d'Italia, Luigi Federico Signorini, nell'audizione sulla Nota di aggiornamento al Def davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, sgonfia le aspettative prefigurate dal governo giallo-verde con le stime della Nota di aggiornamento al Def.

Mentre da parte sua il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in audizione difende le scelte dell'esecutivo: è un modo di agire "coraggioso che non vuol dire impavido e irresponsabile", dice, invitando poi tutti, nel confronto con l'Ue, "ad abbassare i toni".

"L'aumento dei trasferimenti correnti" per reddito di cittadinanza e pensioni "così come gli sgravi fiscali, tendono ad avere effetti congiunturali modesti e graduali nel tempo; stimiamo che il moltiplicatore del reddito associato a questi interventi sia contenuto", osserva Signorini. Anche lo stop all'Iva dovrebbe avere "un effetto limitato", impatto che "potrebbe essere ancora inferiore o nullo se il mancato aumento dell'Iva fosse già stato incorporato nelle aspettative delle famiglie", aggiunge. Indice puntato anche sulle coperture: evitando il ricorso ad "anticipi di entrate, coperture temporanee o clausole di incerta applicazione" per misure permanenti.

Monito anche sul debito da parte di Palazzo Koch. "La possibilità dell'insorgere anche improvviso di turbolenze finanziarie richiede che si dia chiarezza e certezza al percorso di rientro", afferma Signorini, sottolineando che bisogna "piegare con decisione verso il basso l'incidenza del debito sul prodotto". Sul fronte pensioni arriva la sollecitazione al governo a non modificare il sistema attuale. "E' fondamentale non tornare indietro", ammonisce Signorini.

Tria nel corso della sua audizione invita a "inquadrare" il documento "in un contesto europeo che ci vede in ritardo, un ritardo non più accettabile", dice. Non solo sul fronte della crescita, le stime della Nadef "sono prudenziali", "si basano su ipotesi caute se non pessimistiche" e "ritengo" che "possano essere ampiamente oltrepassate", incalza il ministro.

Intanto sulle prospettive a breve termine c'è qualche nube. "Non risultano favorevoli: negli ultimi mesi l’indicatore ha seguito un andamento discendente lasciando prevedere il prolungamento della fase di crescita economica contenuta", rileva il presidente facente funzione dell'Istat, Maurizio Franzini, nel corso dell'audizione.

Ma l'istituto lancia anche l'allarme povertà: in Italia nel 2017 c'erano 5 milioni di persone in condizione di povertà assoluta, ai massimi dal 2005 sia in termini di famiglie (1,778 milioni, pari al 6,9% delle famiglie residenti) che in termini di singole persone (8,4% dell'intera popolazione). Una piaga che colpisce nel dettaglio il 6,2% dei cittadini italiani (3 milioni 349mila) e il 32,3% degli stranieri (pari a 1 milione e 609mila individui) e interessa perlopiù il Sud, dove risiede quasi il 50% degli indigenti.

La Corte dei Conti torna invece sui rischi per il debito: i margini di sicurezza delineati nella Nota sono "contenuti" e questo rappresenta "un rischio al di là del mancato rispetto della regola del Fiscal Compact", avverte la magistratura contabile, parlando di una traiettoria che "non appare rassicurante". "Non appare superfluo ribadire che il rapporto debito/pil è un indicatore cruciale", conclude, osservando che "se è discutibile il ruolo che l'indebitamento può giocare nel breve termine, vi è consenso nel ritenere che nel lungo periodo la crescita del debito danneggia l'economia, mina la fiducia di famiglie e imprese e riduce gli investimenti, stante il permanente rischio di instabilità finanziaria".

Spread ai massimi dal 2013, Milano giù

Lo spread sfonda quota 310 rivedendo i massimi da aprile del 2013. In mattinata il differenziale tra Btp e Bund si era allargato fino a raggiungere 316 punti, per poi scendere a 312 dopo le rassicurazioni del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in audizione a Montecitorio sulla nota di aggiornamento del Def, che si è detto convinto della necessità di "abbassare i toni" in vista del confronto con la Commissione europea. "Il nostro obiettivo è raccontare a tutte le cancellerie europee, ma soprattutto alla commissione europea che non è una manovra né contro l'Europa né contro altri governi", ha detto a sua volta il vicepremier Luigi Di Maio.

Intanto le vendite sui bancari tornano a farsi sentire sulla Borsa di Milano, che peggiora a metà seduta insieme al resto degli indici europei. Il Ftse Mib cede lo 0,8%, Francoforte lascia sul terreno l'1% e Parigi lo 0,64%. Nel frattempo, Bper lascia sul terreno il 4%, Ubi banca il 2,53% e Banco Bpm il 2,2%. Mps cede il 3,8%, Bim e Carige sono in asta di volatilità per eccesso di ribasso, con una perdita teorica del 5% in entramb i casi. Forti vendite d segnalare anche sul comparto assicurativo e del risparmio, dove è più elevata, quindi, la concentrazione di Btp.

Il picco dello spread è arrivato nel giorno dell'audizione a Montecitorio del ministro dell'Economia Giovanni Tria sulla Nota di aggiornamento al Def. "L'impegno è far scendere lo spread", ha assicurato Tria davanti le commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, sostenendo che "se salisse a 500 il governo farà quello che deve fare". Secondo il ministro "finora non c'è stata un'esplosione come qualcuno paventava" ma, ha sostenuto Tria, "noi siamo preoccupati e un Governo responsabile si preoccupa di spiegare la manovra e guidare gli investitori" per tranquillizzare i mercati e quindi far scendere lo spread.

Il debito pubblico italiano "è detenuto per circa due terzi da istituzioni e soggetti italiani ma ciò non lo isola dalla logica del mercato che cerca il rendimento e fugge l'incertezza", ha invece sottolineato il vice direttore generale della Banca d'Italia Luigi Federico Signorini, intervenuto nel corso dell'audizione", sostenendo che "le oscillazioni del suo valore esercitano i propri effetti anche sui soggetti italiani, famiglie, imprese e istituzioni finanziarie che lo detengono".

Un avvertimento arrivato oggi anche dal Fondo monetario internazionale, che nel World Economic Outlook ha confermato il rallentamento dell'ecomia italiana. "L'aumento dello spread" sui titoli di stato italiani "ha certamente contribuito alla nostra revisione al ribasso della crescita italiana" oltre a rendere la nostra economia "più suscettibile agli shock", ha osservato il consigliere economico del Fmi Maurice Obstfeld Obstfeld. "Quindi - ha aggiunto l'economista - pensiamo che sia importante che il governo operi nel quadro delle regole europee, che sono importanti anche per la stabilità della zona euro stessa".

Tria: «Abbassare i toni con Ue»

L'Italia è in una situazione di "ritardo inaccettabile" per cui bisogna puntare alla crescita e al calo del debito. E nel rapporto con l'Unione Europea è necessario "abbassare i toni". E' quanto rileva il ministro dell'Economia Giovanni Tria durante l'audizione sulla Nota di aggiornamento al Def a Montecitorio. "E' essenziale inquadrare" il documento "in un contesto europeo che ci vede in ritardo, un ritardo non più accettabile", spiega Tria, assegnando alla Nadef "un'importanza particolare perché è il primo atto di programmazione economica che mette a sistema le priorità del governo". "Parte adesso la fase di confronto costruttivo con la Commissione Ue, che potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del governo", aggiunge il ministro, sottolineando "di essere d'accordo con il presidente della Camera (Roberto Fico ndr.) sulla necessità di abbassare i toni" con le istituzioni comunitarie.

Per quanto riguarda le stime della Nadef "sono prudenziali" e "si basano su ipotesi caute se non pessimistiche", spiega il ministro, e "ritengo" che "possano essere ampiamente oltrepassate",aggiunge, sostenendo che "essere coraggiosi non vuol dire essere irresponsabili". "La stabilità finanziaria non può essere raggiunta senza stabilità sociale", afferma, insistendo che "è il momento di prendere decisioni coraggiose al contrario dei governi precedenti". La Nadef "pur con previsioni prudenziali traccia in ogni caso un percorso di significativa riduzione del debito-pil", spiega il ministro, sottolineando che "riduzione ancora più accentuata sarà possibile se si realizzerà la maggiore crescita" alla quale punta il governo. Per quanto riguarda la pressione fiscale, secondo Tria calerà "fin dal 2019" neutralizzando i rialzi Iva per 12,5 miliardi e riducendo il prelievo su autonomi, pmi e sulle aziende che reinvestono gli utili in occupazione e macchinari.

SPREAD - Per quanto riguarda lo spread "siamo impegnati" a farlo "convergere verso i fondamentali", spiega Tria, rispondendo ad una domanda in audizione su cosa farà il governo se lo spread tra Btp e Bund dovesse schizzare a 400-500 punti. "Se salisse a 500 un governo farà quello che deve fare, ma l'impegno è far scendere lo spread", afferma aggiungendo che "attualmente non lo consideriamo giustificato rispetto ai fondamentali. "Ai livelli attuali non è accettabile", aveva detto Trai in precedenza nel corso dell'audizione. "Finora non c'è stata un'esplosione come qualcuno paventava. Noi siamo preoccupati e un Governo responsabile si preoccupa di spiegare la manovra e guidare gli investitori" per tranquillizzare i mercati e quindi far scendere lo spread. "Se uno ipotizza catastrofi il Governo farà quello che è necessario", ha aggiunto.

MERCATO DEL LAVORO - Secondo Tria la manovra introdurrà "una temporanea ridefinizione delle condizioni per il pensionamento, la creazione di finestre specifiche" per permettere al mercato del lavoro di "stare al passo con i processi tecnologici e accelerare il rinnovamento" assumendo "nuove persone con nuovi profili". Il sistema attuale, osserva, "garantisce la stabilità finanziaria di lungo periodo ma nel breve frena il fisiologico turnover" lasciano fuori i giovani e rendendo difficile l'uscita degli anziani.

REDDITO DI CITTADINANZA - Secondo Tria "il reddito di cittadinanza è un investimento di cittadinanza sulle sue componenti più vulnerabili perché tornino a essere parti attive della vita lavorativa della società. Uno strumento per sostenere le categorie vulnerabili che hanno sofferto la crisi e soffrono della transizione tecnologica". Tale misura, aggiungo ancora il ministro, "eliminerà sacche di povertà non accettabili nel settimo paese del mondo". Il reddito di cittadinanza, secondo Tria, è anche un modo per arginare il crescente malumore nei confronti dell'Europa. E' dunque "condizione necessaria intervenire con decisione per evitare sentimenti contrari al libero commercio e l'insorgere di sentimenti contrari all'Europa. Non si sta sui mercati globali senza reti di protezione per i perdenti".

Moretta: "Sinergia Italia-Australia grande opportunità per imprese e professionisti"

NAPOLI – “Il percorso di internazionalizzazione delle imprese e delle professioni è iniziato da alcuni anni ma oggi vive una fase di grande espansione. Finora abbiamo curato i rapporti con Paesi dell’America e del Medio Oriente, adesso ci spingiamo fino all’Australia con una sinergia che riguarderà settori cruciali come le infrastrutture, l’aerospaziale e l’energia rinnovabile per ridurre l’emissione di Co2. Le aziende italiane potranno fare un ottimo lavoro, e ci sono grandi opportunità anche per i professionisti: nessuno meglio del commercialista può infatti accompagnare le aziende in mercati poco conosciuti”. Lo ha detto Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti napoletani, aprendo il convegno nazionale “Destinazione Australia, commercialisti e imprese verso i mercati esteri”, presso la sede dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli.

“L’iniziativa dell’Ordine dei dottori commercialisti è molto importante per il nostro futuro comune”, ha evidenziato Greg French, ambasciatore di Australia in Italia. “Quello australiano è un mercato molto importante per l’Italia, parliamo infatti di una delle più grandi economie del mondo con crescita annuale del 3 per cento da oltre 25 anni. Puntiamo a migliorare i rapporti commerciali e politici partendo da un’ottima base, che è quella composta da un milione di italo-australiani presenti sul nostro territorio”. 

Al convegno sono intervenuti l’assessore alle Attività Produttive della Regione Campania, Antonio Marchiello, e il vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice. Secondo l’assessore regionale, “internazionalizzare i prodotti delle imprese è un obiettivo imprescindibile, tutti dobbiamo fare gli sforzi necessari ad ottenere un risultato di grande importanza”. “Giornata importante – dice invece Del Giudice - perché si mettono a fuoco le sinergie con un paese di enormi potenzialità come l’Australia che vede con grande favore le nostre eccellenze”.

“Oggi guardiamo all’altra parte del mondo perché, di fronte a una professione che sta cambiando, la prospettiva è quella di posizionarsi in modo diverso”, ha evidenziato Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani. “L’internazionalizzazione delle imprese è un’attività interessantissima, l’Italia dopo la Germania ha il secondo saldo commerciale in Europa e la leadership in tanti settori nell’export. Le nostre imprese hanno bisogno di essere assistite ed accompagnate”.

Giovanni Gerardo Parente, presidente A.i.c.e.c., ha sottolineato: “L’internazionalizzazione è in grande espansione nell’ambito dei commercialisti. Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha voluto creare un’apposita commissione legata a questo ambito che si è occupata subito delle sfide per le imprese italiane a Dubai e New York. Oggi cerchiamo di approdare in una terra ancora più lontana e affascinante, dove i nostri imprenditori potranno crescere”.

Stefano Ducceschi, componente del Comitato scientifico della commissione internazionalizzazione delle imprese dell'Odcec Napoli, ha affermato: “L’Australia è una straordinaria opportunità. Parliamo di un Paese strategico per quanto riguarda la possibilità di attivare accordi commerciali di grande prospettiva”. Arcangelo Sessa (consigliere dell’Odcec Napoli, delegato all’Internazionalizzazione), ha rimarcato: “Si tratta di un bel progetto del Consiglio nazionale per far sì che le eccellenze dell’Italia siano conosciute anche in altre parti del mondo”.

Per Carlo Palmieri (vicepresidente Sistema Moda Italia Delega per il Mezzogiorno), “arriveremo in Australia ma passando per tutti i mercati ed i Paesi vicini. Fondamentale per le nostre aziende è crescere con l’internazionalizzazione, il mercato interno non cresce come dovrebbe e noi aziende abbiamo bisogno di confrontarci con competitor internazionali”.

Ai lavori hanno partecipato anche Paolo Scudieri (presidente Adler Group e Eccellenze Campane), Gaetano Fausto Esposito (segretario generale Assocamerestero), Carlo de Simone (servizio external relations  Simest Gruppo Cdp), Antonio Bartolo (responsabile Campania e Sicilia della Sace Gruppo Cdp),

Barbara Schiaroli (coordinatrice Italian Desk delle Filiali Divisione Corporate e Investment Banking International Department Intesa Sanpaolo),  Francesco Giacobbe (segretario della III Commissione Affari Esteri del Senato), Antonio Andolfo (referente del Progetto “Casa Italia Sydney”), Antonino Moccia (amministratore “Fabbrica della Pasta di Gragnano”) e Crispin Conroy console generale, senior trade & investment commissioner per presentare la missione nazionale a Sydney che vedrà impegnati nuovamente i commercialisti italiani e le imprese verso i mercati esteri.

Milano in rosso, spread oltre 300

Lo scontro tra Italia e Ue sulla manovra economica - con lo spread in risalita - e il tonfo della Borsa di Shanghai (che chiude lasciando sul terreno oltre 3 punti e mezzo percentuali) appesantiscono l'apertura delle Borse europee che avviano gli scambi con perdite che raggiungono il mezzo punto percentuale. E sale il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi: dopo aver aperto in rialzo a 295 punti base, con un rendimento del 3,512%, lo spread continua la sua corsa e affossa le Borse europee.

In mattinata il differenziale tra Btp e Bund tedeschi raggiunge i 307 punti base, mentre Piazza Affari scivola sotto i due punti percentuali. L'indice Ftse Mib segna -2,45%, l'All Share -2,41%. Perdono quota anche le altre piazze del Vecchio continente, con Parigi che lascia sul parterre lo 0,84%, Francoforte lo 0,90%, Londra lo 0,45% e Bruxelles lo 0,84%.

Juncker: «Italia in situazione difficile»

"L'Italia è in una situazione difficile". E' un passaggio dell'intervista di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, al quotidiano austriaco Kurier. "Il governo dovrà sottoporre il proprio bilancio alla Commissione entro il 15 ottobre. Lo valuteremo e, se necessario, proporremo modifiche 'sine ira et studio'", dice assicurando che non ci saranno pregiudizi nell'esame. "Siamo in una procedura normale". "Io - aggiunge - non ho mai paragonato l'Italia alla Grecia".

Una domanda fa espressamente riferimento alle dichiarazioni con cui il ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini, ha affermato di voler parlare solo con politici sobri. "Non ho sentito cosa ha detto, l'ho soltanto letto. Si tratta di cose che non prendo nemmeno in considerazione", dice Juncker. " Il fatto che due vicepremier italiani si esprimano in modo volgare sulla Unione Europea come istituzione -aggiunge - fa capire tante cose".

Ieri, "aspettando il documento programmatico di bilancio", la Commissione Europea aveva bocciato il Def. L'Ue - si legge nella risposta al ministro Tria firmata dal vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis e dal commissario agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici - ha preso "nota dell'intenzione del governo" italiano, indicata "nel Def aggiornato di rivedere gli obiettivi di bilancio per il 2019-21, puntando a deficit nominali del, rispettivamente, 2,4%, 2,1% e 1,8% del Pil, e di deviare dal percorso di convergenza annunciato in precedenza verso l'obiettivo di medio termine di un saldo in pareggio in termini strutturali". Gli obiettivi di bilancio dell'Italia contenuti nella Nota di aggiornamento al Def, per Dombrovskis e Moscovici "appaiono a prima vista indicare una deviazione significativa dal percorso di bilancio raccomandato dal Consiglio. Ciò è motivo di seria preoccupazione".

Cinque anni e dieci rate, come fare pace con il fisco

Nuova rottamazione delle cartelle e definizione agevolata per le liti pendenti con l'Erario. Ecco alcune delle misure contenute nell'ultima bozza dello schema di decreto fiscale collegato alla manovra di cui Adnkronos ha preso visione. La 'pace fiscale' targata 5S-Lega prevede, per quanto riguarda la rottamazione-ter, cinque anni per sanare cartelle consegnate alle Entrate nel 2000-2017, possibilità di ricorrere a compensazioni, zero sanzioni e interessi di mora. Un provvedimento che si stima debba avere "un maggior appeal di circa il 70% rispetto a quello registrato per la definizione agevolata" dei governi del Pd, si legge nella relazione tecnica, per la maggiore estensione temporale (5 anni contro 1) e la dilazione dei pagamenti (fino a 6 mesi). Il gettito stimato è di 11 miliardi in cinque anni, circa 2,2 miliardi l'anno.

Si potranno sanare ruoli che riguardano Iva, Irpef, Irap, contributi Inail e Inps non versati e multe stradali assegnate all'Erario dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. La platea che potrà regolare i conti con il Fisco comprende sia coloro che hanno dichiarato ma non risultano in regola per difficoltà economiche (come chiedeva M5S), i soggetti che non hanno perfezionato le precedenti edizioni (che avevano tempi di pagamento ben più stretti), sia sospetti evasori che hanno ricevuto un accertamento della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle Entrate.

La nuova definizione agevolata rispetto alle precedenti fruirà di condizioni più "favorevoli": si potrà effettuare il pagamento delle somme dovute in un arco di tempo particolarmente ampio (cinque anni) con due rate, utilizzando dieci rate semestrali (al 31 luglio e al 30 novembre di ciascun anno) e si potrà utilizzare in compensazione, per tutti i versamenti necessari a perfezionare la definizione, i crediti non prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della pa.

Inoltre se si eseguirà il pagamento in forma rateale, sarà assoggettato ad un tasso di interesse molto ridotto, pari allo 0,3%, anziché a quello del 4,5% e che provvedendo al versamento della prima o unica rata delle somme dovute si potrà ottenere l’estinzione delle procedure esecutive avviate prima dell’adesione alla definizione. La modulistica per aderire alla nuova definizione agevolata andrà presentata entro il 30 aprile 2019.

In arrivo anche la definizione agevolata per le liti pendenti con l'Erario in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio. In base all'ultima bozza dello schema di decreto fiscale da allegare alla Legge di Bilancio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l'atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione, con il pagamento di un importo pari al valore della controversia. Tenuto conto che il valore medio delle controversie definibili risulta piuttosto elevato, in base alla relazione tecnica della quale Adnkronos ha preso visione, "si stima che i pagamenti avverranno in maniera assolutamente prevalente con pagamenti rateali sfruttando il numero massimo delle rate a disposizione; conseguentemente si può stimare che nel 2019 saranno effettuati versamenti in misura pari a 300 milioni di euro (60% del gettito complessivo stimabile); la restante parte (40% del gettito complessivo stimabile), in misura pari a 200 milioni, si può ritenere che sarà versata nel 2020".

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