Venerdì 21 Settembre 2018 - 13:31

Istat: crescita Pil all'1,4%

Nel 2018 la crescita del Pil prevista si conferma all’1,4% in termini reali. Lo comunica l'Istat. La crescita è sostenuta dall’andamento positivo della domanda interna (+1,5 punti percentuali il contributo al netto delle scorte). Il contributo dei consumi delle famiglie segnerebbe una lieve riduzione bilanciata dall’aumento di quello degli investimenti.

Nell’anno corrente il mantenimento di un clima favorevole agli scambi determinerà solo un parziale rallentamento delle esportazioni e importazioni italiane. Nel complesso la componente estera netta fornirà un contributo nullo.

Lo sviluppo dell’attività economica si accompagnerà al miglioramento del mercato del lavoro con un aumento dell’occupazione su tassi vicini a quelli dell’anno precedente e una riduzione della disoccupazione, che rimarrà comunque significativamente superiore a quella dell’area euro.

L’aumento della spesa delle famiglie e delle ISP (ovvero le Istituzioni sociali private al servizio delle famiglie) in termini reali è stimato in leggero rallentamento rispetto agli anni precedenti, con un incremento dell’1,2%. La crescita dei consumi continuerebbe ad essere supportata dai miglioramenti del mercato del lavoro.

L'attesa è che il processo di ricostituzione dello stock di capitale prosegua a ritmi lievemente più accentuati rispetto all’anno precedente sostenuto sia dalle misure di politica economica sia dalle condizioni favorevoli sul mercato del credito, derivanti dal proseguimento della politica monetaria espansiva della Banca centrale europea. Gli investimenti fissi lordi sono previsti crescere del 4% nell’anno corrente. Le condizioni del mercato del lavoro registreranno un ulteriore miglioramento con un aumento dell’occupazione (+0,8% in termini di unità di lavoro) e una progressiva, ma lenta, diminuzione del tasso di disoccupazione (10,8%).

L’attuale scenario di previsione è caratterizzato da alcuni rischi al ribasso rappresentati da una più moderata evoluzione del commercio internazionale e da un incremento più accentuato del prezzo del petrolio. Per l'Istat il proseguimento del ciclo positivo dell’economia italiana si sviluppa all’interno di un quadro caratterizzato da una persistente debolezza degli investimenti in capitale intangibile e dell’assorbimento di occupazione ad elevata qualificazione.

INFLAZIONE - L'Istat comunica che nei prossimi mesi dell'anno è prevista una graduale risalita dell’inflazione verso l’1% mentre una più accentuata accelerazione è attesa nei mesi finali dell’anno.

A sostenere l’inflazione contribuirà la crescita dei costi dei beni energetici, determinata da un aumento dei prodotti petroliferi in parte bilanciata dal contestuale apprezzamento della valuta europea rispetto al 2017; le pressioni originate dai costi interni, per quanto in rialzo, rimarranno ancora limitate.

Nella media del 2018 il deflatore del Pil segnerà un incremento dell’1,1% dopo il +0,6% del 2017. Il tasso di crescita del deflatore della spesa delle famiglie è previsto crescere a un tasso appena superiore, con un valore analogo al 2017 (+1,2%).

LAVORO - Nel 2018 la produttività del lavoro italiana, afferma l'Istat citando le previsioni di primavera 2018 della Commissione europea, "è attesa aumentare dello 0,6% a fronte di un incremento dell’1,3% per la Germania e dell’1,2% per la Francia". "Si conferma quindi anche per il 2018 il permanere di un differenziale di crescita a sfavore dell’economia italiana rispetto ai principali Paesi europei", sottolinea l'Istituto.

"Queste evidenze sottolineano la rilevanza di politiche e strategie d’impresa in grado di accelerare la transizione del sistema produttivo italiano verso un modello di sviluppo basato sulla conoscenza, attraverso un aumento della propensione innovativa e digitale delle imprese e delle istituzioni ed una maggiore valorizzazione del capitale umano, fattori cruciali per una modifica sostanziale del sentiero di crescita della produttività", osserva l'Istat.

Fitch boccia il contratto Lega-5S

Il contratto di coalizione fra i "due partiti più populisti ed euroscettici italiani aumenta i rischi per il profilo di credito sovrano" dell'Italia, "in particolare attraverso un allentamento fiscale e il potenziale danno alla fiducia". E' netto il giudizio dell'agenzia di rating Fitch in una nota sulla situazione politica italiana, ricordando come nell'aprile 2017 proprio "il rischio politico era stato un fattore chiave nel downgrade dell'Italia a 'BBB' ".

Pur ricordando come siano state ritirate da una bozza precedente alcune proposte che aprivano la porta alla "creazione di un meccanismo per l'uscita dalla moneta unica" sono rimaste nel contratto - si sottolinea - "misure che implicano un atteggiamento fiscale espansivo, accrescono l'incertezza sul settore bancario italiano e rendono più probabili scontri con le autorità della zona euro".

Fitch evidenzia come "la piena attuazione degli impegni" - dal reddito di base universale alla 'flat tax' e alle modifiche all'età pensionabile - aumenterebbe significativamente il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dal 2,3% del PIL l'anno scorso mentre "le proposte per un aumento delle entrate non compenserebbero questi impegni": insomma, secondo l'agenzia di rating "il programma è incoerente con l'obiettivo dichiarato" di ridurre il debito pubblico.

Le posizioni dei due partiti populisti "aumentano il rischio sia di un ulteriore aumento del debito pubblico sia di una reazione destabilizzante da parte degli attori economici e dei mercati finanziari" aggiunge Fitch che sottolinea anche i possibili "danni alla capacità delle banche di sostenere la modesta ripresa economica dell'Italia".

SPREAD SFONDA QUOTA 180 - Intanto non si ferma la corsa dello spread che ha superato anche la soglia del 180 punti: il differenziale fra Btp decennali e Bund - che aveva chiuso venerdì scorso a quota 165 - si attesta al momento a 182 punti, portando il rendimento del nostro titolo al 2,35%.

Le tensioni sul debito sovrano italiano si riverberano anche sui differenziali degli altri paesi mediterranei: ad esempio il differenziale dei Bonos spagnoli è salito di quasi 8 punti su venerdì, toccando quota 96 con un rendimento dell'1,50%. Quanto ai decennali portoghesi, lo spread è salito in una seduta di 15 punti a 145 punti, con un rendimento del 2%.

Privacy, il garante approva la convenzione

NAPOLI.  “La nuova normativa sulla privacy voluta dall’Unione Europea, entrerà in vigore dal 25 maggio. La novità di oggi è che il Garante oggi ha approvato il protocollo che aggiorna la famosa 'Convenzione 108/1981'. È una notizia eclatante soprattutto per i professionisti, perché questo aggiornamento ci obbligherà a seguire il regolamento, a lavorare con maggiore attenzione agli obblighi di trasparenza ed a tutto ciò che riguarda le procedure di violazione dei dati personali. Ci saranno aggiornamenti anche per le decisioni automatizzate”. Lo ha detto Paola Zambon, coordinatrice gruppo di lavoro Privacy del Consiglio nazionale dei commercialisti, aprendo il forum “Gdpr: un dato di fatto!... Tu a che punto sei?”, nella sala conferenze dell’Odcec di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta.

“Il General Data Protection Regulation potrà offrire nuove opportunità ai professionisti, aprendo scenari consulenziali", ha evidenziato Vincenzo Tiby, consigliere delegato dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli.  "Al tempo stesso siamo critici sul fatto che non venga in alcun modo considerata la strutturazione attuale degli studi professionali. Il lavoro svolto dai commercialisti, infatti, non sempre viene metabolizzato dal cliente e i tempi di rientro sono lunghi. Ecco perché a certi adempimenti andrebbero accompagnate misure agevolative adeguate”.

Amelia Scotti, presidente della Commissione innovazione sociale per l’imprenditorialità, ha affermato: “L’Ordine di Napoli ha promosso con largo anticipo una dettagliata informazione a favore degli iscritti con la possibilità concreta di conoscere da vicino questo ambito particolarmente delicato. Questo nuovo adempimento potrebbe concedere al professionista la facoltà di riprendere l’attività di consulenza, affiancando l’imprenditore e verificando gli impatti che vengono generati all’interno delle aziende, migliorando così le performance”.

Liberatina Santillo, ordinario Facoltà Ingegneria Università Federico II Napoli, ha invece sottolineato: “Dal 26 maggio tutte le aziende che non si sono ancora messe in regola con la nuova privacy, nonostante i due anni di tempo concessi dall’Europa, saranno 'fuorilegge' e dunque potrebbero essere sanzionate con multe molto salate”.

Per Simonetta Cavalieri (presidente Social Innovation Society e coordinamento scientifico Commissione ISI Odcec Napoli), “l’obiettivo in questo momento è far capire ad aziende e professionisti che questa non è una semplice norma, ma l’opportunità di rivedere i modelli di business da un punto di vista globale”.

Dina Cavalli (consigliere Ordine Avvocati Napoli), ha rimarcato: “Il nuovo regolamento privacy può essere sicuramente un’opportunità per i professionisti. L’idea di creare momenti di lavoro congiunti è vincente, perché si tratta di profili che hanno competenze diverse che però interagiscono perfettamente tra loro”.

Al dibattito sono intervenuti Giovanna Ianni (partner Lexalia Studio Legale e Tributario); Lorenza Rossi (sales, Marketing e Business e partnership manager Risk Solver); Massimo Carosella (risk manager Risk Solver); Lorenza Rossi (sales, Marketing e Business e Partnership manager Risk Solver); Bianca Bosco (componente commissione ISI Odcec Napoli) e Giovanni Manco (consulente Data Protection).

Piazza Affari in rosso, spread oltre 170 punti

Avvio di settimana in rosso per Piazza Affari, appesantita dai timori per la formazione di un governo M5S-Lega e dallo stacco dei dividendi di 19 società del paniere. In controtendenza rispetto al resto d'Europa il Ftse Mib ha segnato in avvio di seduta un calo dell'1,80% a 23.050 punti.

Poi, nel corso della seduta, ha ridotto le perdite. A un'ora dall'avvio delle contrattazioni, il Ftse Mib cede l'1% a 23.214 punti. Lo spread Btp-Bund decennali è balzato a 174 punti, con un'impennata di 9 punti rispetto a venerdì, con il Btp a 10 anni che segna un rendimento del 2,29%.

Sull'indice principale della piazza milanese soffrono in particolare i comparti assicurativo, bancario e delle utility. Forti ribassi anche per Atlantia, Banca Generali, Poste Italiane, Tim e Mediaset. Resistono in territorio positivo Cnh industrial, Azimut, Stm, Fca e Saipem.

Spread a 160 punti

La Borsa di Milano resta la peggiore in Europa dopo l'avvio poco mosso e contrastato di Wall Street. Il Ftse Mib cede l'1,3% a 23.510 punti con il settore bancario nel mirino delle vendite. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è salito a 160 punti con un rendimento in salita al 2,21%: la vendita sul mercato di Titoli di Stato italiani mette sotto pressione alcune banche in Borsa, tra le più esposte sul fronte dei bond governativi.

La più colpita è Ubi banca, in flessione del 6,3%. Seguono Creval (-5,7%), Banco Bpm (-5,8%), Bper (-5,8%). Anche Poste è in forte calo (-3,5%) sulla scia del sentiment negativo che da tre sedute affligge l'azionario milanese per i contenuti del contratto tra M5S e Lega, oggi e domani al voto del loro elettorato.

Caos Mps, titolo perde ancora

Avvio di scambi movimentato per Mps: immediatamente dopo l'apertura delle contrattazioni, a Piazza Affari, il titolo è stato sospeso. Riammesso agli scambi, al momento registra una perdita del 2,67% a 2,845 euro. Nella seduta di ieri, dopo le indiscrezioni su Lega e M5S che avrebbero inserito nel contratto di governo il proposito di rivedere la mission della banca, il titolo ha perso oltre otto punti. Nel passaggio dedicato a Mps contenuto nella bozza del Documento di programma rivisto e corretto ieri dai due leader del M5S e Lega si legge: "Con riferimento alla banca Monte dei Paschi, lo Stato azionista deve provvedere alla rifocalizzazione della mission e degli obiettivi dell'istituto di credito in un'ottica di servizio".

LA POLEMICA - A scatenare le turbolenze di ieri le parole del responsabile Economico della Lega Nord Claudio Borghi che aveva auspicato un rinnovo dei vertici della banca. Il cambio della governance di Mps "non entra nel contratto, ma è abbastanza probabile, quasi naturale pensarlo", aveva sottolineato Borghi, "è inutile metterlo nel contratto, mettere nel contratto: 'e poi cambiamo l'amministratore delegato'". Inoltre ''Una delle cose che avevamo pensato ai tempi della campagna elettorale è che - aveva spiegato Borghi - le piccole filiali sono un patrimonio per la Toscana e mi sembrava inutile pensare di chiuderle nel momento in cui non si vuole fare solo profitti''. Parole che erano state duramente criticate dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. "Le dichiarazioni odierne dell'on. Borghi, insieme alle indicazioni fornite nella bozza di programma condiviso tra Lega e Movimento 5 Stelle - aveva sottolineato in una nota diffusa dal Mef -, hanno immediatamente creato una crisi di fiducia che ha prodotto una caduta del corso del titolo in borsa superiore al 10% e la successiva sospensione per eccesso di ribasso. Un fatto molto grave che mette a repentaglio l’investimento effettuato con risorse pubbliche".

MPS NEL CONTRATTO 5S-LEGA - "Il sistema del "bail in" bancario - esordisce il capitolo sul sistema creditizio - ha provocato la destabilizzazione del credito in Italia con conseguenze negative per le famiglie che si sono viste espropriare i propri risparmi che supponevano essere investiti in attività sicure. Occorre rivedere radicalmente tali disposizioni in modo tale da assicurare secondo quanto afferma la Costituzione la tutela del risparmio degli italiani". "In particolar modo - si legge nella bozza - è necessario responsabilizzare maggiormente sia il management che le autorità di controllo in quanto primi responsabili di eventuali dissesti, anche attraverso l'inasprimento delle pene esistenti per fallimenti dolosi. Per far fronte al risarcimento dei risparmiatori "espropriati" si prevede anche l'utilizzo effettivo di risorse, come da legge vigente, provenienti da assicurazione e polizze dormienti". "La platea dei risparmiatori che hanno diritto a un risarcimento, anche parziale, deve essere allargata anche ai piccoli azionisti delle banche oggetto di risoluzione", prosegue il documento. Per Lega e M5s "Occorre ridiscutere i parametri dei protocolli di rating di Basilea che ad oggi creano grave pregiudizio alla sopravvivenza e allo sviluppo del tessuto della micro impresa italiana". "Sempre a tutela del risparmio e del credito, bisogna andare verso un sistema in cui la banca di credito al pubblico e la banca d'investimento siano nettamente separate sia per quanto riguarda la loro tipologia di attività sia per quanto riguarda i livelli di sorveglianza".

Tim, al via cassa integrazione per 3-4 mila persone

TIM annuncia la presentazione al ministero del Lavoro e alle rappresentanze sindacali di un progetto di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale. Ne dà notizia una nota dell'azienda che spiega come "tale progetto verrà analizzato e discusso con le organizzazioni sindacali nell’auspicabile prospettiva di pervenire ad un accordo in tempi rapidi". La cassa integrazione riguarderà 3-4 mila persone.

Tim, ricorda la nota, ha avviato fin dal mese di gennaio 2018 un confronto con le organizzazioni sindacali per individuare le misure a sostegno del piano industriale DigiTIM e in particolare definire un piano organici coerente con le finalità e i target annunciati.

"Malgrado le numerose occasioni di approfondimento congiunto e le disponibilità manifestate dall’azienda ad un costruttivo e risolutivo confronto, non è stato possibile raggiungere una soluzione condivisa e adeguata alle sfide di trasformazione dell’azienda; sfide imprescindibili per rispondere efficacemente ai cambiamenti tecnologici e produttivi imposti dal mercato" sottolinea Tim.

"La necessità di salvaguardare gli obiettivi industriali, unitamente alle esigenze di sostenibilità economica ed organizzativa dei livelli occupazionali, rendono quindi inevitabile" da parte di Tim l'avvio della procedura per la Cigs.

"L’annuncio ai sindacati da parte di Tim dell’imminente avvio della cassa integrazione per 3-4 mila persone dimostra, se ancora ce n’era bisogno, la necessità di poter contare sulla garanzia imprescindibile per qualsiasi vertenza di un nuovo governo” dichiara il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, Stefano Conti, sottolineando come “trattandosi di un asset così strategico e anche di un procedimento che coinvolgerà un numero massiccio di lavoratori, non esiste una garanzia migliore di un nuovo governo nel pieno delle sue prerogative e dei suoi poteri".

"Un esecutivo in scadenza e quindi operativo solo per l’ordinaria amministrazione non può esercitare alcuna pressione, fornire alcuna garanzia né - prosegue - rappresentare un deterrente per investitori che potrebbero non avere naturalmente in cima alle proprie priorità l’interesse nazionale e anche, anzi soprattutto, quello del mantenimento e della difesa degli interessi nazionali”.

Piazza Affari crolla, spread a 150 punti

MILANO. M5S e Lega lo hanno assicurato. Il contratto di governo pubblicato dall'Huffington Post "è una versione vecchia che è stata già ampiamente modificata nel corso degli ultimi due incontri del tavolo tecnico". Eppure è bastato agitare lo spettro dell'uscita dall'euro e la richiesta alla Bce di ridurre il debito italiano per far balzare lo spread Btp-Bund a 150 punti. E il Ftse Mib affonda. A metà giornata si accentuano le vendite sulla Borsa di Milano, che perde il 2,5% a 23.696 punti. I ribassi peggiori sono sui titoli di Mediaset, Banco Bpm, Poste Italiane, Unicredit e Telecom, che perdono tra i 4 e i 5 punti percentuali. Ma a pesare sui mercati sembra essere anche il monito arrivato ieri dall'Europa, che harichiamato l'Italia al rispetto delle regole del patto di stabilità. E sulla tenuta del debito italiano, gli investitori cominciano a dare segnali di nervosismo. E' evidente che le rassicurazioni da parte di Lega e Cinquestelle non sono bastate. Nel Vecchio Continente, così come dall'altra parte dell'Atlantico, le preoccupazioni per il contenuto della bozza di contratto restano forti. In particolare, sono le parti sulla finanza pubblica, elencate a pagina 38 del documento, a scuotere maggiormente le sale operative. Nella bozza, Lega e M5S chiedono alla Banca centrale europea di Mario Draghi di cancellare 250 miliardi che l'istituto centrale avrà in pancia alla fine del quantitative easing. "La loro cancellazione vale circa 10 punti percentuali", si legge nel documento. Il crollo del paniere di Milano non tocca il resto delle piazze europee, per lo più positive, anche sulla scia dell'indebolimento dell'Euro, in calo a 1,17 dollari (-0,6%). Francoforte guadagna circa lo 0,3%, Parigi lo 0,14% e Londra lo 0,17%. Ieri sera Wall Street ha chiuso in calo, con il Dow 30 in flessione dello 0,78% a 24.706 punti e il Nasdaq dello 0,81% a 7.351. A Tokyo il Nikkei 225 ha perso lo 0,44% a 22.717. L'aumento dello spread si è poi accompagnato a quello dei carburanti alla pompa, con il barile che prosegue il cammino verso gli 80 dollari. Stamattina Ip ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel. In base alle elaborazioni di Staffetta quotidiana sulle medie dei prezzi praticati e comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico, il prezzo medio di benzina self service è di 1,615 euro/litro (+2 millesimi, pompe bianche 1,591), diesel a 1,487 euro/litro (+3, pompe bianche 1,466). Benzina servito a 1,728 euro/litro (+3, pompe bianche 1,632), diesel a 1,603 euro/litro (+3, pompe bianche 1,507). Gpl a 0,635 euro/litro (+1, pompe bianche 0,621), metano a 0,961 euro/kg (-1, pompe bianche 0,952).

Facebook cancella oltre 500 mln di profili falsi

Facebook ha rimosso 837 milioni di contenuti di spam nel primo trimestre del 2018, quasi il 100% dei quali sono stati trovati e contrassegnati prima che qualcuno li segnalasse. E' quanto emerge dal Report sull'applicazione degli Standard della Comunità del social network in cui si precisa che sempre nel primo trimestre 2018 il social ha disattivato circa 583 milioni di account falsi "la maggior parte dei quali bloccati entro pochi minuti dalla loro creazione". Nel primo trimestre la stima è che fosse ancora falso il 3-4 per cento degli account attivi su Facebook.

Facebook ha inoltre rimosso 21 milioni di contenuti di nudo di adulti o pornografici nel primo trimestre del 2018, "il 96% dei quali rilevati dalla nostra tecnologia prima di essere segnalati. Stimiamo, comunque, che su ogni 10.000 contenuti visualizzati su Facebook, 7-9 visualizzazioni abbiano riguardato contenuti che - si legge nella nota in cui il social diffonde i dati del Report- violavano i nostri Standard su nudo e pornografia".

Sono stati rimossi o etichettati come potenzialmente pericolosi circa tre milioni e mezzo di contenuti violenti nei primi tre mesi del 2018, l'86% dei quali identificati dalla tecnologia di Fb prima che venissero segnalati. Sono stati, inoltre, rimossi due milioni e mezzo di contenuti che incitavano all'odio, il 38% dei quali sono stati rilevati direttamente dalla nostra tecnologia.

Da Caserta agli Emirati Arabi Uniti per l’internazionalizzazione delle startup

CASERTA – Un accordo per portare l’innovazione made in Campania negli Emirati Arabi Uniti. Oggi a Caserta, nella sede dell’Hub 012factory, eccellenza italiana nella scena dell’educazione all’imprenditoria innovativa, si è firmato un protocollo tra la realtà casertana e The Corporate Group, holding specializzata nella consulenza e servizi aziendali  che figura tra le prime 25 Pmi di Dubai ed è uno dei 7 incubatori individuati dal Governo locale per puntare sull’universo startup.

E, infatti, la giornata di oggi è iniziata proprio dalla presentazione di alcune realtà incubate all’interno di 012factory a cui ha fatto seguito la firma di un vero e proprio accordo di collaborazione tra le due realtà.

Protocollo firmato da Sebastian Caputo, Ceo di 012factory e da Adel Alawadhi, Executive Chairman di The Corporate Group alla presenza di Adnan Al Awadhi, Non Executive Director di The Corporate Group e Francesco Corbello, consigliere segretario dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord e strategic partner dell’Agenzia di attrazione investimenti esteri del Governo di Dubai.

“Il protocollo d’intesa firmato oggi - Sebastian Caputo, Ceo 012factory – rappresenta l’inizio di una nuova avventura. L’idea è quella di portare le imprese innovative targate 012factory sui mercati degli Emirati Arabi Uniti, a partire da Dubai, crocevia dell’economia che sta puntando sempre più sull’innovazione a partire dall’industria 4.0. Considerate che da qui al 2030 sono previsti tra Dubai e Abu Dhabi investimenti nientemeno che per 81miliardi di dollari, (72miliardi di euro) sull’industria della conoscenza”.

“Un’opportunità per le startup incubate all’interno di 012factory che ben si inserisce quindi anche nelle politiche economiche dell’Emirato - racconta Corbello -, naturalmente nel mio lavoro  prediligo il nostro territorio e le eccellenze come quella di 012factory. Questa partnership vuole creare un doppio binario per portare le nostre imprese innovative negli Emirati Arabi Uniti dove il governo si è recentemente lanciato nello sviluppo dell’Industry 4.0. Ma non solo. Va considerato che siamo in un momento storico fondamentale nel quale l’economia di Dubai si trasforma: da quella legata al mercato del petrolio a industriale. Momento che vedrà così in prima linea queste realtà campane che di contro dovranno esser pronte a mettersi in gioco”.

Mettersi in gioco su un mercato sempre più globale di cui Dubai è effettivamente il punto di partenza per conquistare i mercati del Medioriente e dell’Asia. Un dato tra tutti. Nell’ultimo anno gli Emirati sono passati dalla 47esima alla 41esima posizione della Global Innovation Index.

“Siamo qui per dare il via a una collaborazione – sottolinea Adel Alawadhi – che permetta alle realtà innovative locali di esplorare i mercati esteri in maniera proficua e costruttiva. Ecco siamo dei facilitatori in grado di fornire assistenza e servizi. In definitiva gli Emirati Arabi sono alla ricerca di idee e tecnologie innovative. Ciò che ci ha colpito da 012factory è la grande varietà di realtà innovative: da quelle del settore sanitario a quelle per il monitoraggio delle infrastrutture fino a startup nel mondo del design. Tutte realtà che grazie a questo protocollo potranno espandere i loro orizzonti affacciandosi sul mercato globale”.

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