Mercoledì 28 Giugno 2017 - 14:23

“La mia vita. Senza parole”, successo per la presentazione del libro di Tessitore

NAPOLI. Affollata presentazione. alla Camera di Commercio di Napoli, del libro "La mia vita. Senza parole" scritto da Antonio Tessitore, malato di Sla da quattordici anni, con il giornalista del "Roma", Mario Pepe ed edito da Tullio Pironti. Nella sala convegni dell'ente camerale si sono succeduti, dopo il saluto del commissario Girolamo Pettrone, gli interventi, moderati dal giornalista Gianfranco Coppo, collaboratore de "Il Mattino", della neurologa Maria Rosaria Monsurrò; del pneumologo Giuseppe Fiorentino; di Lucio Matano dell'Aisla di Caserta; del presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; di Angelo Cerulo, responsabile della redazione napoletana dell'Ansa; di Chiara Di Martino, dottoressa di ricerca in sociologia. Particolare emozione ha suscitato la lettura di brani estratti dal libro da parte della giornalista Francesca Di Lello. A chiudere il dibattito gli autori. Tessitore ha sottolineato che "il libro nasce dalla curiosità ma anche dall'esigenza di capire come gli altri percepiscano il rapporto con me, specie chi mi ha conosciuto prima della malattia. Ho voluto testimoniare, con questo secondo libro, la mia determinazione a proseguire nella battaglia contro la Sla e nell'impegno a favore della ricerca". Tutti gli intervenuti hanno sottolineato la necessità di un impegno comune nella divulgazione delle informazioni sulla Sla e il coraggio di Tessitore che con la sua attività tiene alta l'attenzione sulla necessità da parte delle istituzioni di essere più attente verso il mondo della disabilità. 

Presentato il “Premio Biagio Agnes”

Presentata la nona edizione del premio giornalistico Biagio Agnes, nella sede Rai di viale Mazzini. Il riconoscimento e' nato nel 2009 per iniziativa del giornalista ed ex direttore generale della Rai, Biagio Agnes, per lanciare un ponte verso le nuove frontiere dell'informazione senza rinunciare alla tradizione. Alla manifestazione e' stata assegnata la targa del presidente della Repubblica e vanta il patrocinio della presidenza del Consiglio, del ministero dei Beni e delle Attivita' Culturali e del Turismo, della regione Campania, del comune di Sorrento, della Federazione della Stampa Italiana, dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, dell'Usigrai e dell'Unione Cattolica Stampa Italiana. L'evento si terra' a Sorrento dal 23 al 25 giugno, mentre la cerimonia di premiazione si svolgera' sabato 24 e sara' condotta dai giornalisti Francesca Fialdini e Alberto Matano. Una serata ripresa dalle telecamere di Rai1 e trasmessa in differita il 30 giugno in seconda serata. Tv ma anche due dibattiti su temi sensibili come le fake news e il femminicidio in continuita' con il portare avanti il messaggio di Agnes per un giornalismo calato nella realta'. Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente della giuria del premio, Gianni Letta, la presidente della Rai, Monica Maggioni, il direttore generale della Rai, Mario Orfeo, il direttore di Rai1, Andrea Fabriano, e la presidente della Fondazione Biagio Agnes, Simona Agnes. Novita' di quest'anno la creazione di un premio per le nuove frontiere del giornalismo che e' stato assegnato a Fiorello per la sua "Edicola Fiore".

"Il premio porta grandi novita', per la prima volta saliranno sul palco personaggi che hanno fatto grande informazione con dei format innovativi, pur non essendo giornalisti, come Fiorello - ha spiegato Simona Agnes -. Una cosa che suscitera' grande interesse ma se lo merita, come ha gia' detto per lui e' una soddisfazione e un onore essere premiato da una giuria di grandissimi giornalisti, primi nel loro settore e riconosciuti a livello nazionale e internazionale". Anche quest'anno e' prevista una borsa di studio destinata a un giovane praticante dell'Universita' Luiss Guido Carli e tra i premi anche la categoria Under 35, vinta quest'anno dalla giornalista di Tv2000, Caterina Dall'Olio. "Siamo sempre molto attenti con la Fondazione ai giovani per dargli una spinta motivazionale, perche' e' un momento molto difficile per i ragazzi che intraprendono questa carriera. Cerchiamo ,quindi, nel nostro piccolo di dare un contributo a questi ragazzi". Tra i premi di quest'anno spicca un riconoscimento alla memoria a Ettore Bernabei, storico direttore generale della Rai scomparso meno di un anno fa, e il premio alla carriera allo scrittore nonche' firma sportiva di Repubblica, Gianni Clerici, lui stesso definitosi piu volte un "tennista mancato". Riconoscimenti, tra i tanti, anche per il direttore di Bloomberg News (Premio Internazionale), John Micklethwait e Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, per la carta stampata. "Mi auguro che la lezione di Agnes e Bernabei ispiri Orfeo e la Maggioni alla coesione - ha detto Gianni Letta - perche' la Rai deve rimanere la prima industria culturale del paese e assolvere la funzione di servizio pubblico in modo moderno ma garantendo dignita', serieta' e speranza al Paese. A questo serve il premio per ricongiungere passato e presente e dare ai giovani la sostanza, il valore e la forza di qualunque giornalista Rai".

Pompei, nuove ricerche nel parco archeologico: otto cantieri di scavo

Pompei e la ricerca: nuovi tasselli per la storia di Pompei emergono attraverso studi e ricerche negli spazi pubblici e nei luoghi di culto della città antica. Dalla primavera di quest’anno sono iniziati i nuovi cantieri di scavo che stanno interessando ben 8 aree di indagine all’interno del perimetro del sito, oltre al cantiere di scavo nel suburbio meridionale.

Si tratta del Foro, dell’Insula Occidentalis, della Torre di Mercurio con le mura antiche, della  Schola Armaturarum  e delle aree sacre del Santuario di Apollo, del Foro Triangolare, del Tempio di Iside e del Santuario extraurbano del Fondo Iozzino. Di particolare rilievo nei luoghi di culto, le ricerche finalizzate a ricostruire l’aspetto del sacro e l’urbanistica della Pompei più antica.

La presenza di aree transennate che il pubblico incontrerà, sarà dunque connessa a tali interventi che prevederanno, in talune occasioni, l’illustrazione da parte degli archeologi delle attività svolte.

In attesa del grande cantiere che interesserà tutti i fronti di scavo, oggetto di consolidamento e che vedrà il dissotterramento di un’intera porzione di area sepolta della Regio V, le indagini  in corso stanno portando alla luce dati significativi per la conoscenza della città antica, e che risultano altresì indispensabili per la definizione di nuove strategie di conservazione e valorizzazione.

Tre i cantieri già avviati da metà marzo/aprile: l’Insula Occidentalis, la Torre di Mercurio e le relative mura, il Santuario del Fondo Iozzino.

L’Insula  Occidentalis corrisponde al settore ovest di Pompei, compreso tra Porta Ercolano e Porta Marina,. L’area  di indagine si  concentra  nella zona  della  Regio VI, in  corrispondenza della cosiddetta Casa del Leone. Dalle prime indagini si è potuta confermare la presenza di un portico di considerevoli dimensioni posto all'esterno della linea delle mura, in relazione alla Casa del Leone, già indagato in età borbonica, del quale si erano perse le tracce, in quanto parzialmente nascosto anche dal cumulo borbonico, nonché ambienti mosaicati mai esplorati. Tale scoperta fornisce nuovi elementi alla definizione del progetto urbanistico che caratterizzava questo versante della città con un sistema di case-villa a ridosso della cinta muraria, in posizione panoramica verso il mare. Le indagini sono finalizzate anche a individuare un accesso idoneo al museo di reperti organici di prossima realizzazione.

Le antiche mura nei pressi della Torre di Mercurio. In quest’area sono stati riaperti due saggi già condotti nel 1927-29  da Amedeo Maiuri, allo scopo di sondare le fasi più antiche della fortificazione della città e il suo impianto urbanistico. Particolarmente interessanti sono le tracce dei solchi delle macchine da guerra utilizzate per difesa durante l’attacco di Silla dell’89 a.C., emerse lungo il camminamento di ronda. Mentre nel luogo dell’altro saggio è venuta alla luce la fondazione della cortina a lastre di calcare di impianto greco.

Nel suburbio di Pompei, nel pieno centro della città moderna, sono riprese le indagini archeologiche nel Santuario del Fondo Iozzino. L’area, un tempo cava di estrazione del lapillo di proprietà Iozzino, indagata a più riprese a partire dal 1960, ha visto dal 2014 l’avvio  di una ricerca approfondita e continuativa che ha  portato alla scoperta  di una ricca messe di offerte votive, con testimonianze epigrafiche in lingua etrusca che  hanno  gettato  nuova  luce  sulla  Pompei  arcaica,  restituendo  quello  che  al  momento  è  il  più  ricco repertorio di iscrizioni etrusche della Campania.

Da pochi giorni sono inoltre partiti i cantieri nei principali luoghi di culto all’interno di Pompei: il Santuario di Apollo, il Tempio di Iside e il Foro Triangolare. Lo studio degli spazi sacri,  grazie ad un accordo stipulato dal Parco Archeologico di Pompei con un gruppo di Università e Istituzioni, sta consentendo una lettura nuova circa l’ utilizzo di questi spazi  e le forme di frequentazione rituale in periodo arcaico e nella successiva epoca romana.

Il Santuario  di Apollo, già alla quarta campagna di scavo condotta in collaborazione con l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli, si affianca in parallelo alle ricerche che con l’Università Federico II si stanno conducendo presso il Santuario di Atena nel Foro Triangolare. Già nelle precedenti campagne era emerso un tratto di strada, presente per tutto il periodo arcaico fino a quello ellenistico, di cui si era da sempre ignorata l’esistenza in quanto scomparso nel periodo di monumentalizzazione dell’area del Foro. L’attuale scavo, invece,  interesserà l’area centrale del tempio, ovvero gli spazi rituali attorno all’altare. Gli studi condotti finora hanno già fornito sorprendenti elementi relativi ai momenti rituali che dal Santuario si estendevano al Foro con l’organizzazione dei giochi in onore di Apollo.

Al Foro Triangolare gli scavi si stanno concentrando in punti diversi dell’area sacra, nell’Heroon (luogo sacro di sepoltura di Ercole, mitico fondatore della città) e all’interno del portico occidentale. A ridosso di quest’area già indagata, le nuove ricerche hanno portato alla luce un grande pozzo ovale, profondo circa 4,5 m, comunicante con una cisterna  coperta da una volta a botte. Numerosissimi gli ex-voto rinvenuti nell’area, tra i quali una miriade di vasetti miniaturistici offerti alla dea Atena che qui presiedeva ai passaggi di status di fanciulle e fanciulli pompeiani.

Il Santuario di Iside, fu l’unico tempio interamente ricostruito dopo il terremoto del 62 d.C. e come tale, nella sua interezza, si restituiva  agli scavatori  del XVIII secolo, fornendo un modello chiaro dello spazio rituale di un tempio antico. 

Anche il Foro è oggetto di campagne di scavo condotte in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, che sta concentrando le ricerche sul Capitolium (Tempio di Giove) per approfondire la storia urbana di Pompei in relazione alle trasformazioni dell’area del Foro a seguito della sua monumentalizzazione nel corso del tempo. I dati appena emersi gettano luce sul cuore della Pompei pre-romana.

E non ultima, la Schola Armaturarum che, a poco più di 100 anni dalla sua scoperta, torna ad essere scavata.  Il suo carattere pubblico militare fu fin dall’inizio chiaro per via delle grandi dimensioni e della sua decorazione ( i trofei all'ingresso, poi danneggiati dal bombardamento del 1943, e le figure alate e armate che decorano le pareti). Tuttavia la sua esatta destinazione, deposito di armi o scuola di formazione della gioventù pompeiana, continua a non essere chiara. Lo scavo degli ambienti retrostanti ha come obiettivo quello di  chiarire tali aspetti.

«Le attività di studio e ricerca archeologica – dichiara il direttore generale Massimo Osanna - costituiscono la base imprescindibile delle attività di tutela e valorizzazione, in quanto solo la conoscenza approfondita del contesto archeologico può garantirne la corretta salvaguardia nel tempo. Gli scavi in corso si concluderanno entro l’estate e i numerosissimi reperti rinvenuti  saranno esposti all’Antiquarium al termine delle mostre temporanee attualmente in corso».

Aspetti inesplorati del periodo murattiano, convegno a Villa Doria D’Angri

NAPOLI. Ancora Gioacchino Murat al centro dell’interesse della città partenopea, ma questa volta ad essere studiati sono gli aspetti ancora sconosciuti del leggendario personaggio, generale francese, re di Napoli e maresciallo dell’Impero con Napoleone Bonaparte. Al via, infatti, domani lunedì 5 giugno, presso Villa Doria D’Angri un importante convegno dal titolo “Aspetti inesplorati del periodo murattiano”.

È l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, in collaborazione con il Centro Studi di Arte e Cultura di Napoli “Sebetia-Ter” con il patrocinio morale della Regione Campania, dell’Institut Français, della Società Italiana dei Francesisti (SIDEF), della Fondazione Valenzi e del Centro europeo di informazione cultura cittadinanza (CEICC) del Comune di Napoli, ad organizzare questo simposio che “muove dalla necessità di riscoprire e rivalutare le radici della città di Napoli, per veicolare l’attenzione pubblica ad ampio spettro; suo obiettivo principe è approfondire alcuni aspetti noti della figura di Gioacchino Murat, del suo entourage e della sua epoca, ma che non siano stati ancora opportunamente indagati” – spiega Carolina Diglio (nella foto), professore oridinario di Lingua e Letteratura Francese presso il famoso ateneo campano nonché promotrice delle ricerche alla base di tale convegno. Del resto, tale generale francese, nato a Labastide-Fortunière nel 1767 e morto a Pizzo Calabro nel 1815, rappresenta una figura chiave nella storia partenopea: maresciallo dell’Impero di Napoleone Bonaparte, egli fu soprattutto re di Napoli nel corso di quel preciso momento storico passato alla storia come “Decennio francese” (1808-1815). Promotore della trasformazione urbanistica della città oltre che di numerose riforme quali l’abolizione della feudalità, la confisca della manomorta ecclesiastica e l’introduzione del Codice Civile, Gioacchino Murat portò a Napoli e nel resto del Mezzogiorno italiano una decisiva ventata di modernità.

Le linee di ricerca cui la manifestazione scientifica sono ad ampio spettro spaziano dalla storiografia alla storia dell’arte, dalla politica all’economia, dall’urbanistica al costume e finanche alla musica. Estremamente pertinenti sono gli studi di taglio terminologico afferenti diversi domini – dalla moda, all’arte e all’arredamento – che prevedendo altresì l’analisi del discorso fondata su testi autentici dell’epoca, oltre a lavori che illustrano la eco di tale periodo storico nella stampa europea.

Le relazioni saranno tenute da docenti e ricercatori delle Università di Napoli “Parthenope”, “Federico II” e “L’Orientale”, oltre che da eminenti rappresentanti della cultura nazionale.

 

Mann, il Premio Lamberti a Paolo Giulierini. Direzione dell'Archeologico affidata ad interim ad Anna Imponente

NAPOLI. Premio sulla Responsabilità Sociale Amato Lamberti assegnato a Paolo Giulierini (nella foto), già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L'assegnazione del riconoscimento è arrivata prima della sentenza del Tar che ha sospeso il manager dalla direzione del MANN. Al suo posto, ad interim, è stata nominata Anna Imponente. Gli organizzatori della quarta edizione del premio, l'Associazione Jonathan onlus e il Gruppo di Imprese sociali Gesco, confermano l'assegnazione e «vogliono esprimere la loro totale e sincera solidarietà al manager e archeologo toscano, confidando che possa presto tornare a dirigere l'Archeologico». Al manager andrà il premio speciale “Napoli Città Solidale” per la Cittadinanza sociale, «per aver reso il Mann un luogo aperto alla città e a tutti i cittadini - ai bambini, ai migranti, alle persone ipovedenti e non vedenti, a quelle con altre disabilità - interpretando concretamente la cultura come un concetto ampio e trasversale, con uno spirito solidale e attento alle dinamiche di una società complessa e in costante trasformazione». La consegna si terrà il prossimo 23 settembre nel Centro Studi Europeo di Nisida.

LA SOLIDARIETA' DI BELLENGER. «Sono sicuro che si troverà una soluzione e credo che, come tante cose in Italia, alla fine si rivelerà essere una tempesta in un bicchiere d'acqua. Certo, si tratta davvero di una situazione assurda». Messaggio di solidarietà anche dal direttore del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger, commentando la sentenza del Tar del Lazio che ha annullato la nomina di 5 dei 20 direttori di importanti musei italiani scelti nel 2015 dal Ministero dei Beni culturali, tra questi quella dell'ex manager del Mann. «A Paolo Giulierini rivolgo il mio sostegno, la mia amicizia e la mia ammirazione totale. È un direttore bravissimo che ha dimostrato un'energia e una passione per il suo lavoro che non ho visto spesso in questo mestiere, e sono sicuro che tornerà presto a fare il suo lavoro». Riflettendo sulla situazione che si è creata con la decisione del Tar del Lazio, il francese Bellenger non esita a definire il tutto «molto confuso. È assurdo - spiega - pensare che direttori di musei, medici, professori, direttori d'orchestra, mestieri che richiedono particolari competenze, non possano essere europei. Sono sicuro - conclude - che la situazione si risolverà. In Italia c'è gusto per l'agitazione, ma alla fine vince l'intelligenza».

Uomini e Ferro: Castellammare, la Fabbrica delle Navi

CASTELLAMMARE DI STABIA. Apre domani, alle ore 18.30, nel salone espositivo delle Antiche Terme di Stabia la mostra "Uomini e Ferro: Castellammare, la Fabbrica delle Navi”, una esposizione fotografica sui Cantieri Navali Stabiesi che si svolge nell’ambito della cinque giorni di iniziative del “Festival Viviani -Premio Viviani”, il progetto didattico, culturale e spettacolare
curato da Giulio Baffi, realizzato dalla Fondazione Campania dei Festival incollaborazione con il Comune di Castellammare di Stabia e con il patrocinio dalla Regione Campania.
L’esposizione fotografica, curata da Pro Loco Castellammare di Stabia, rappresenta uno dei momenti più significativi di questa prima edizione del Festival dedicato a Raffaele Viviani. Sono 90 le preziosissime immagini provenienti dall’Archivio Parisio Troncone di Napoli, messe a disposizione dall’Azienda di Cura Soggiorno e Turismo di Castellammare di Stabia, che ricostruiscono in sintesi la storia dal 1928 al 1965 del cantiere navale di Castellammare di Stabia, con le raffigurazioni di alcuni tra i più importanti vari, del periodo dei bombardamenti, di suggestive scene di vita sociale e lavorativa delle maestranze, delle inaugurazioni con le personalità dell’epoca. “Si tratta di una mostra-gioiello dalla quale il gradito visitatore non potrà non rimanere piacevolmente e forse anche nostalgicamente stupito - commenta un emozionato Luigi Coppola, dal 2015 alla presidenza della Pro Loco Castellammare di Stabia - sarebbe bellissimo ampliare e trasformare questa esposizione, che oggi rappresenta un “unicum”, in una mostra permanente a Castellammare, magari da allestire in un futuro Museo del Mare”.
 

Il Caffè Arabo di piazza Bellini apre le porte alla poesia araba cantata

La nostra cultura occidentale e occidentalizzata da uno statunitense zefiro di ponente, che come subliminale brezza si è insinuato nelle nostre coscienze sino a imporre stereotipi e modelli non solo economici ma soprattutto culturali, ha rinnegato, vestendosi di un apodittico truismo di stampo dogmatico, tutto ciò che in arte non fosse stato figliato, come partenogenesi d’ispirazione divina, dal classicismo di derivazione greca e latina prima e anglosassone poi. Si è, quindi, attribuito l’epiteto di “nomen nescio” a quanto l’intelletto umano ha generato, se privo dei caratteri “somatici” occidentali. Ma fortunatamente anche i rinnegati hanno una voce alla quale la globalizzazione e i suoi canali mediatici d’informazione, oggi privi delle trincee di confine scavate dai conservatori culturali, danno eco e visibilità, così da far gridare quel nome negato, per imporlo al mondo come patronimico del suo “generante” artistico. Basta aprire un qualsiasi libro di storia per appendere che la storia stessa nasce nella terra di "Sumer", in quella mezza luna fertile compresa tra le anse del Tigri e dell'Eufrate, che da millenni "tracimano", in uno con le loro acque, un vissuto umano carico di un'intensità unica per continuità temporale. Ed è proprio in questa terra in cui ha avuto inizio la nostra storia, e che purtroppo ancora oggi riempie (di una triste storia) l'odierna attualità, che si è imposta, come arte, una secolare tradizione di letteratura e poesia che alligna nella sofferenza culturale e umana dei propri artefici e interpreti. Tra questi Nabil Salameh, cantautore dei Radiodervish e docente al Conservatorio di Monopoli, nonché intellettuale arabo della diaspora, che nel solco della tradizione letteraria e artistica della sua Palestina ha intrapreso un lavoro di ricerca lirica, miscellanea d’impegno sociale e civile e di recupero e divulgazione del patrimonio poetico culturale arabo antico e moderno, sia esso espresso dal repertorio sufi, mitologico e folcloristico o opera dei grandi poeti arabi del nostro tempo. E proprio Nabil Salameh, nei panni di Mutrib (cantante) e Hakawati (cantastorie), affiancato da due esperti di letteratura araba, Monica Ruocco, professore di arabo all’Università degli Studi di Napoli "L'Orientale" e Simone Sibilio, docente allo Iulm di Milano e alla Ca’ Foscari di Venezia, il 23 sera, offriranno la possibilità a tutti di avvicinarsi a un cultura letteraria e artistica sconosciuta alla maggior parte del “mondo occidentale” e (purtroppo) assente anche nei consueti 'discorsi' sul mondo arabo unicamente incentrati su fatti e tematiche legate alle tensioni politiche e religiose. La serata sarà preceduta da un seminario accademico presso l’aula T1 a Palazzo Mediterraneo, previsto alle ore 16,30 in cui Salameh e Sibilio si soffermeranno inoltre sulle figure di due poeti, molto amati e cantati nel mondo arabo, il siriano Nizar Qabbani e il libanese Talal Haidar, pubblicati di recente in traduzione dall’arabo. (Qabbani N., Le mie poesie più belle, trad. a cura di S. Moresi e N. Salameh, postfazione di P. Caridi, Jouvence, Milano 2016; Haidar T., Il venditore del tempo, trad. a cura di R. Haidar e S. Sibilio, Edizioni Q, Roma 2014). Sebbene non propriamente “giornalisticamente” consono per la presentazione di un evento, mi riservo, in chiusura, lo spazio per un’opinione personale, rilevando come il valore di simili iniziative vada oltre il significato legato alla data “cultura” trattata e alle tematiche alla stessa connessa, essendo significante l’esigenza di proporre all’attenzione generale le forme espressive e artistiche di tradizioni lontane dall’unico nostro “occidentale” punto di riferimento. Conoscere la produzione artistica di popolazioni che sono sempre più parte del nostro vissuto quotidiano è un primo e necessario passo, non solo per meglio comprendere le stesse in un’ottica di più proficua interazione e integrazione, ma è anche un precipuo dovere da parte nostra per restituir loro una dignità culturale che con il nostro narcisismo occidentale abbiamo da sempre negato. Marco Sica     

 

Studenti campani, concorso fotografico
per la festa dell'Europa

NAPOLI. Domani 18 maggio, dalle ore 9 alle ore 19, in tutti gli Atenei della Regione Campania, gli studenti universitari parteciperanno alla Festa dell'Europa attraverso un contest fotografico. Tutti gli studenti potranno partecipare al contest caricando una propria foto su Facebook che rappresenti per la propria idea di Europa con l'hashtag, #phEU.

L'iniziativa è organizzata dal "La Confederazione", la più grande organizzazione studentesca della Regione, con il patrocinio del Forum Regionale dei Giovani della Regione Campania. Le 10 fotografie più votate, assieme a quelle giudicate più coerenti con il tema trattato, daranno vita ad una mostra fotografica itinerante in tutti gli Atenei campani che si terrà nel prossimo autunno. Tra i dieci scatti più belli, verranno scelti i tre vincitori che si aggiudicheranno una visita guidata al Parlamento Europeo.

 

Maggio dei libri, Mario Volpe incontra gli studenti di Afragola

Si concluderà il 31 maggio la campagna nazionale di promozione della lettura Il Maggio dei Libri 2017, settima edizione (partita il 23 aprile) che coinvolge enti locali, privati, scuole, librerie, biblioteche, associazioni culturali. Il tema della campagna è la lettura come strumento di benessere: leggere fa bene, è piacevole e salutare. Con cinque anni di successi alle spalle, conseguiti fin dalla prima edizione nel 2011, il Maggio dei libri punta a valorizzare il contributo imprescindibile della lettura per la crescita personale di ogni singolo cittadino come anche per lo sviluppo culturale e civile di tutto il Paese. Anche quest’anno, come per le precedenti edizioni, l’associazione culturale L’Artefatta ha dato la sua adesione alla campagna di lettura con l’evento “Occasioni e volti della letteratura contemporanea”. Presso la Biblioteca Comunale di Afragola è stato presentato il libro “L’anno del dragone” Oxiana Edizioni di Mario Volpe, poeta, sceneggiatore, ideatore e conduttore della trasmissione TV “In chiave poetica”, operatore nel commercio internazionale. L’evento è stato seguito  da studenti, dirigenti, docenti delle scuole medie e superiori di Afragola oltre che da personalità del mondo della cultura e della politica locale. L’attore e regista, Biagio Zanfardino ha introdotto la presentazione con la lettura della Introduzione del libro, a cui ha fatto seguito la performance  Kontakthof, interpretata dalla Compagnia Nazionale dei DanzAttori con Mauro Maurizio Palumbo, Salvatore Camerlingo, Sabrina Santoro, giovanissimi danzatori con alle spalle molteplici esperienze in contesti prestigiosi come il Museo Nazionale di Napoli, il Maschio Angioino e la Certosa di S. Martino, hanno preso parte alla Notte Bianca in Biblioteca organizzata da L’artefatta per “Libriamoci” e alla Rassegna d’Arte contemporanea “Di Arte in Arte” alla scuola Montalcini. A questa introduzione ha fatto seguito il saluto di Carmina Esposito presidente dell’associazione, poeta e pittrice afragolese che ha illustrato le attività de “L’artefatta” nei suoi  13 anni di presenza sul territorio, soffermandosi sul valore dell’iniziativa della serata, patrocinata e sponsorizzata dal Comune di Afragola. L’assessore Maddalena Polito (nella foto con Mario Volpe) ha preso poi la parola soffermandosi sulla valenza di tali attività,  sottolineando il valore della lettura come elemento chiave della crescita personale, culturale e civile. La parola è poi passata alla prof. Vittoria Caso, docente di humanae litterae presidente dell’associazione culturale Clarae Musae, autrice di saggi, recensioni, giornalista pubblicista e per oltre 20 anni vicepresidente del 29°Distretto scolastico. La relatrice ha esaminato il testo dal punto di vista letterario e umano, evidenziando il rapporto tra un padre (il dragone, così soprannominato per la forza e il coraggio con cui ha affrontato tutta la sua vita) ed un figlio durante i viaggi commerciali con popoli diversi da noi, per cultura e tradizioni. A conclusione della relazione della prof. Caso, è stata letta un’altra pagina del libro dall’attore Zanfardino che attraverso la sua interpretazione è riuscito a suscitare momenti di grande ilarità da parte della platea molto attenta e interessata. L’incontro si è chiuso con delle riflessioni da parte dell’autore, che intanto ha già pubblicato un nuovo libro di racconti horror dal titolo “Kasamaan. L’istinto oltre la ragione”,come testimonia la bella recensione pubblicata sul Roma in data 4 maggio. L’organizzazione si è avvalsa, per la parte tecnica, della collaborazione di Andrea e Simone Coppeta.     

Napoli celebra Ratzinger: incontro alla Facoltà Teologica

Un incontro su Joseph Ratzinger in una città che gli è particolarmente cara: la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, Sezione San Tommaso d’Aquino, promuove una mattinata di studio dedicata a Benedetto XVI martedì 16 maggio, con inizio alle ore 11, presso l’Aula I (Viale Colli Aminei, 2). Significativa anche la scelta della sede universitaria, che ha visto la presenza del cardinale Ratzinger per l’inaugurazione dell’anno accademico 1994/1995.

Nel corso del convegno, che si tiene in occasione dei 90 anni del Papa emerito e dell’uscita del volume “Joseph Ratzinger Benedetto XVI – Immagini di una vita”, pubblicato dalle Edizioni San Paolo a firma dei giornalisti Maria Giuseppina Buonanno e Luca Caruso, si ripercorreranno alcune tappe della lunga vita di Ratzinger, interamente spesa al servizio della Chiesa. Si rifletterà inoltre sull’opera teologica e sul magistero di uno dei maggiori teologi del Novecento, che varie volte ha soggiornato nel capoluogo partenopeo e che nella sua visita pastorale da Papa, il 21 ottobre 2007, disse: “Sono in mezzo a voi, cari amici, per spezzare con voi la Parola ed il Pane della Vita, ed il tempo brutto non ci scoraggia, perché Napoli è sempre bella!”.

L’incontro celebrativo si svolge a un mese esatto dal compimento dei 90 anni da parte di Benedetto XVI, lo scorso 16 aprile, e nell’approssimarsi di altri due importanti anniversari: il quarantennale della sua ordinazione episcopale (28 maggio) e della creazione cardinalizia (27 giugno).

Il 16 maggio, dopo l’introduzione ai lavori da parte del vicepreside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Gaetano Di Palma, interverranno: monsignor Gennaro Acampa, vescovo ausiliare di Napoli, Luca Caruso, responsabile dell’ufficio stampa della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI e autore del volume “Joseph Ratzinger Benedetto XVI – Immagini di una vita”,Antonio Ascione, docente presso la Pontificia Facoltà Teologica. L’incontro sarà moderato da Giuseppe Falanga, docente presso la Pontificia Facoltà Teologica.

Il volume. L’11 febbraio 2013 Benedetto XVI annuncia alla Chiesa e al mondo la sua intenzione di rinunciare al pontificato. Partendo da questo evento che è nella memoria di tutti e tornando indietro nel tempo, come in un ideale flashback, il volume “Joseph Ratzinger Benedetto XVI – Immagini di una vita”, racconta la vita di Ratzinger, dalla nascita in un paesino della Baviera il 16 aprile 1927, all’attuale condizione di Papa emerito, vissuta nella preghiera presso il monastero Mater Ecclesiae, in Vaticano.

Una narrazione avvincente, strutturata in 9 capitoli accompagnati da 120 fotografie, alcune delle quali inedite, che ripercorre le principali tappe della vicenda umana e spirituale di questo «umile lavoratore nella vigna del Signore»: l’infanzia nella Germania degli anni Trenta, il dramma della guerra e della prigionia, la vocazione sacerdotale, la brillante carriera accademica, la partecipazione al Concilio Vaticano II, l’elezione ad arcivescovo di Monaco e Frisinga e la nomina a cardinale, il lungo impegno come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede al fianco di Giovanni Paolo II, gli otto anni di un pontificato segnato anche da momenti difficili.

Uno straordinario patrimonio di immagini, ricordi e testimonianze che ci restituisce tutta la ricchezza umana, teologica e pastorale di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI.

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