Giovedì 19 Luglio 2018 - 14:02

Da Pompei a Latiano, giornata dedicata alla figura del Beato Longo

LATIANO (BRINDISI). Si terrà a Latiano, venerdì 25 novembre, alle ore 16,30, presso il Salone Flora di Palazzo Imperiali, la Prima Giornata, dedicata a Bartolo Longo, uomo straordinario, protagonista attivo della Comunità, fondatore della Città dell’Uomo e della Città di Dio, meridionalista ante litteram, acuto innovatore, promotore e creatore di welfare inclusivo, espressione autentica di una Chiesa incarnata nella storia. Il tema dell’evento, Bartolo Longo, Carità ed Educazione, ne ripropone il profilo pedagogico, i contenuti, l’innovazione e l’audacia del progetto educativo.  Promossa dalla Fondazione Opera Beato Bartolo Longo, custode della Casa Natale del Beato, a Latiano, copromossa dalle Città gemellate di Latiano e Pompei, e realizzata d’intesa con il Pontificio Santuario di Pompei, l’iniziativa si colloca nell’ambito delle Giornate Bartoliane Nazionali, tra Latiano e Pompei, per ricordare e celebrare la figura di Bartolo Longo, sotto il profilo storico/biografico, letterario, sociale, civile, teologico, culturale, etc., coinvolgendo e raccordando conoscitori e studiosi del pensiero bartoliano, per promuovere, favorire e diffondere, la conoscenza del Beato, del suo pensiero, delle sue opere, dei luoghi a lui cari, della sua fede, valorizzandone i significati e l’attualità, anche attraverso un’analisi storica comparata.

Relazioneranno: Pasquale Lino Prenna, Pedagogista - docente della Pontificia facoltà di scienze dell’Educazione Auxilium – Roma - già ordinario di pedagogia generale ed Etica Sociale – Università di Perugia, Nicola Paparella, pedagogista – pofessore ordinario di Pedagogia Sperimentale e docente di didattica generale presso l'Università Telematica Pegaso di Napoli - preside della Facoltà di Scienze Umanistiche presso l'Università Telematica Pegaso - già preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università del Salento, don Giuseppe Esposito, Parroco del Santissimo Salvatore - Pompei, già direttore dell’Archivio e biblioteca Bartolo Longo - Pontificio Santuario di Pompei, autore di Bartolo Longo, Carità ed Educazione - edizioni San Paolo 2016.

Interverranno: don Salvatore Rubino – Arciprete di Latiano, Parroco S. Maria della Neve e mons. Pietro Caggiano - vice postulatore della causa di canonizzazione Bartolo Longo – in rappresentanza del èontificio santuario di Pompei.

Apriranno i Lavori: don Franco Galiano – presidente della Fondazione Opera Beato Bartolo Longo, l’avv. Cosimo Maiorano – sindaco della città di Latiano, Gianfranco D’Angelo – sub commissario prefettizio della Città di Pompei e Ada Di Viggiano – consigliere comunale della città di Latiano delegato alla Promozione del gemellaggio Latiano/Pompei, della persona e delle opere del Beato Bartolo Longo. Condurrà Alessandro Nocco – direttore generale della Fondazione opera Beato Bartolo Longo. Alla manifestazione parteciperà il Coro dell’Istituto Comprensivo Statale di Latiano Arcobaleno delle Note, diretto da Sandra Corrado.

In occasione dell’evento, è attesa, a Latiano, una folta delegazione di cittadini pompeiani, che visiterà la Casa Natale del Beato e i luoghi a lui cari, e prenderà parte al convegno.

Giornalismo, domani a Napoli il Premio Landolfo

NAPOLI. Domani 18 novembre alle ore 11 si terrà a Napoli la cerimonia di consegna del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo”, presso la sede dell'Istituto di cultura meridionale in via Chiatamone 63 (Palazzo Arlotta). Il Premio, giunto alla quinta edizione nel decennale della scomparsa di Franco Landolfo, ricorda l’impegno del giornalista, segretario dell'Ordine dei giornalisti della Campania, già vicedirettore del quotidiano “Roma”, fondatore e presidente dell'Arga Campania.

Di seguito i premi assegnati dalla giuria:

PREMIO (CARTA STAMPATA)

“Tour tra le colline della vergogna. Veleni accanto ai campi coltivati”

di Marco Di Caterino (Il Mattino)

Menzione speciale

“Sarno, il fiume-killer. È boom di leucemie” di Giovanna Salvati (Metropolis)

“La paesologia, che bella scoperta” di Antonio Coppola (Il Mattino)

PREMIO (RADIO-TELEVISIONE)

“Gli altri fuochi” di Anna Testa (Tv7, Rai)

Menzione speciale

“Quarto, corsa contro il (mal)tempo” di Caterina Laita (Televomero)

PREMIO (INTERNET E FOTO/VIDEO REPORTAGE)

ex aequo

“Da Terra dei Fuochi a Campania Felix, un festival per riscoprire il pomodoro” di Gioacchino Roberto Di Maio (Stabiachannel.it)

“L’approccio scientifico alla Pet Therapy” di Federica Riccio (Unina.it)

“Terra dei Fuochi vesuviana, I vecchi pneumatici fanno meno paura”

di Mariano Rotondo (Ilfattovesuviano.it)

Menzione speciale

“L’uso corretto della Terra nell’Enciclica di Papa Francesco” di Carmine Alboretti(Silvae.it)

Il premio è indetto dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dal quotidiano “Roma”, dal Sindacato Unitario Giornalisti Campania e dall'Arga Campania. La giuria è composta dal presidente dell'Ordine dei giornalisti (Ottavio Lucarelli), dai direttori del quotidiano “Roma” (Antonio Sasso, Pasquale Clemente), dal segretario del Sugc (Claudio Silvestri), dai vertici di Arga Campania (Geppina Landolfo, Gianpaolo Necco)

Racconti di ordinario smarrimento. L'esordio narrativo di Valerio Di Gravio

Nove racconti per lo spaccato di una società che ha perso la bussola. “Ho 8 anni ma il tempo passa” (Fazi) è l’esordio narrativo di Valerio Di Gravio, avvocato e professore universitario dalla penna leggera e pungente. Brevi storie le sue, tutte caratterizzate dal paradosso e dall’ironia. Un camionista-filosofo e un salutista pentito, uno scrittore incapace e un muratore arricchito, una moglie insoddisfatta che si trasforma in chef sopraffina e un vecchio ciclista che si dà all’enologia. Vite incomplete che inseguono un sogno e si reinventano con successo accanto a storie di fallimenti e amarezze: un puzzle di personaggi e situazioni tratteggiati con tenerezza. Sono uomini piccoli, infatti, i protagonisti dei racconti di Di Gravio: campioni di un’umanità bloccata in un eterno “vorrei ma non posso”, sono protesi verso il rinnovamento ma fermati da paure, pregiudizi, ansie paralizzanti. Ciascuno ha sviluppato una propria personale filosofia di vita: c’è chi nutre “grande rispetto per il principale al quale riconosce il diritto di non rispettare i diritti dei suoi dipendenti” e chi invece agisce sempre “in base a una scelta ponderata”; chi si sente “prigioniero” delle regole che egli stesso si è dato e chi scopre di essere stato ingannato dagli insegnamenti, fondati sul “falso mito dell’accumulo”, trasmessigli a scuola. La narrazione procede sicura, rigorosamente in terza persona, complice una prosa asciutta che si muove sotto l’attenzione vigile dell’autore. Questi non si confonde mai con i suoi personaggi e preferisce piuttosto osservarli dall’esterno: è uno sguardo straniato, il suo, che non può che sorridere davanti alla multiforme varietà in cui si manifestano le nevrosi delle sue creature, nelle quali non sarà difficile, al lettore accorto, riconoscere persone tristemente reali. Armida Parisi

 

Rai Storia racconta la vita di Achille Lauro

La vita dell'armatore sorrentino Achille Lauro, fondatore della Flotta Lauro e personaggio dai contorni leggendari. Nel giorno dell'anniversario della morte la racconta il film di Giogiò Fanchini "Lo sposo di Napoli", che Rai Cultura propone martedì 15 novembre alle 22.10 su Rai Storia, per la serie "Italiani", con Paolo Mieli. Achille Lauro è un giovane outsider dalla durissima formazione che da Piano di Sorrento "aggredisce" la provincia costruendo con spregiudicatezza ed ingegno un vero e proprio impero finanziario. Un imprenditore dunque, ma anche un politico, magnate dell'informazione, manager sportivo: innovatore quando coinvolge in partecipazione societaria i propri dipendenti, comunicatore quando costruisce le proprie "macchine" di propaganda elettorale, sperimentatore quando fonda la prima tv privata d'Europa, spregiudicato precursore quando acquista il calciatore Hasse Jeppson per l'esorbitante cifra di 105 milioni di lire. Una figura che - a cavallo tra l'800 ed il '900 - domina e anima una città, Napoli, scenario di un passato spregiudicato e contraddittorio in cui prende forma il romanzo di colui che la Città stessa riconobbe quale suo sposo. Il film è racconto cinematografico che si snoda in un gioco di rimandi temporali scandito da interviste (il politico Abdon Alinovi, il calciatore Bruno Pesaola, il giornalista Aldo De Francesco, il Comandante della flotta Lauro Gerardo De Rosa, gli scrittori Antonio Ghirelli e Raffaele La Capria, l'urbanista Massimo Rosi), materiali di repertorio (dall'archivio storico di Cinecittà Luce e Teche Rai) e memorie di coloro che ne hanno condiviso la dimensione più intima e umana.

Premio Landolfo 2016, ecco i vincitori

NAPOLI. Venerdì 18 novembre alle ore 11 si terrà a Napoli la cerimonia di consegna del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo”, presso la sede dell'Istituto di cultura meridionale in via Chiatamone 63 (Palazzo Arlotta). Il Premio, giunto alla quinta edizione nel decennale della scomparsa di Franco Landolfo, ricorda l’impegno del giornalista, segretario dell'Ordine dei giornalisti della Campania, già vicedirettore del quotidiano “Roma”, fondatore e presidente dell'Arga Campania. Di seguito i premi assegnati dalla giuria:

PREMIO CARTA STAMPATA

“Tour tra le colline della vergogna. Veleni accanto ai campi coltivati” di Marco Di Caterino (Il Mattino)

Menzione speciale

“Sarno, il fiume-killer. È boom di leucemie” di Giovanna Salvati (Metropolis)

“La paesologia, che bella scoperta” di Antonio Coppola (Il Mattino)

 

PREMIO RADIO-TELEVISIONE

“Gli altri fuochi” di Anna Testa (Tv7, Rai)

Menzione speciale

“Quarto, corsa contro il (mal)tempo” di Caterina Laita (Televomero)

 

PREMIO INTERNET E FOTO/VIDEO REPORTAGE

ex aequo

“Da Terra dei Fuochi a Campania Felix, un festival per riscoprire il pomodoro” di Gioacchino Roberto Di Maio (Stabiachannel.it)

“L’approccio scientifico alla Pet Therapy” di Federica Riccio (Unina.it)

“Terra dei Fuochi vesuviana, I vecchi pneumatici fanno meno paura” di Mariano Rotondo (Ilfattovesuviano.it)

Menzione speciale

“L’uso corretto della Terra nell’Enciclica di Papa Francesco” di Carmine Alboretti (Silvae.it)

 

Il premio è indetto dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dal quotidiano “Roma”, dal Sindacato Unitario Giornalisti Campania e dall'Arga Campania. La giuria è composta dal presidente dell'Ordine dei giornalisti (Ottavio Lucarelli), dai direttori del quotidiano “Roma” (Antonio Sasso, Pasquale Clemente), dal segretario del Sugc (Claudio Silvestri), dai vertici di Arga Campania (Geppina Landolfo, Gianpaolo Necco).

 

Turismo, un corso di laurea al Suor Orsola Benincasa

Oltre due milioni di euro d'incasso in più per i Musei della Campania (da 29 a 31,4 milioni di euro dal 2014 al 2015) che scalza la Toscana dal secondo posto della classifica nazionale per il numero dei visitatori annuali dei Musei. Partirà da questo confortante dato fornito dal Mibact sugli introiti dell'ultimo anni nei Musei italiani la giornata di presentazione del percorso di studi in Turismo ideato e promosso dall'Università Suor Orsola Benincasa all'interno di uno dei suoi corsi di laurea di maggiore tradizione e successo, quello in Scienze dei Beni Culturali. Attivato nel 1992, come primo Ateneo italiano insieme a quello di Udine, oggi il comparto formativo dei beni culturali al Suor Orsola è un'eccellenza internazionale (con progetti di ricerca e cantieri di restauro e di scavo archeologico disseminati in diversi Paesi dell'Europa) che ha unito, per la prima volta in Italia, archeologia, storia dell'arte e turismo in uno stesso corso di laurea triennale dedicato alle Scienze dei beni culturali. Mercoledì 26 Ottobre alle ore 10.30 nell'Aula Leopardi della Facoltà di Lettere del Suor Orsola si svolgerà la giornata di presentazione dell'indirizzo Turismo del corso di laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali con un convegno dedicato al tema "Turismo e beni culturali 2020: strategie e sviluppo tramite fondi strutturali". Un chiaro riferimento alle grandi opportunità della progettazione europea nel settore del turismo e dei beni culturali (per il quale l'Università Suor Orsola Benincasa ha uno specifico insegnamento dedicato all'europrogettazione) che proprio nelle ultime settimane si è concretizzata ad esempio nella grande opportunità di finanziamento del bando MIBACT "Cultura Crea". Al convegno, che sarà aperto dal Rettore del Suor Orsola, Lucio d'Alessandro, e dalla Preside della Facoltà di Lettere, Emma Giammattei, prenderanno parte Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Corrado Matera, Assessore al Turismo della Regione Campania, Mario Faralli, docente di Europrogettazione all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Pier Luigi Leone De Castris, presidente del Corso di Laurea in Scienze dei beni culturali, Massimo Lo Cicero, docente di Politiche del Turismo all'Università Suor Orsola Benincasa, e Alberto Versace, direttore dell'Area progetti e strumenti dell'Agenzia per la coesione territoriale.

Il Suor Orsola festeggia Carla Fracci

Partiranno dall'antica cittadella monastica di Suor Orsola i festeggiamenti che Napoli ha scelto di tributare a Carla Fracci la grande 'musa' della danza italiana, per Napoli anche indimenticabile Filumena Marturano danzante, per il suo ottantesimo compleanno. In verità dal 20 agosto c'è una continua festa nei luoghi più importanti del Paese, ma sicuramente Napoli, grazie all'impegno del Teatro San Carlo, ha ideato qualcosa di veramente speciale: due serate con il meglio della danza italiana programmate il 26 ed il 27 ottobre interamente in onore di Carla Fracci. Una suggestiva anteprima dei festeggiamenti partenopei alla grande étoile ci sarà, però, domani mattina alle ore 10 nella Sala degli Angeli dell'Università Suor Orsola Benincasa, dove il Liceo Coreutico dell'Istituto Scolastico Suor Orsola Benincasa ha ideato e promosso un'inedita presentazione collettiva della biografia di Carla Fracci "Passo dopo passo. La mia storia". A confrontarsi con la grande Maestra della danza italiana ci saranno, infatti, i primi studenti maturandi napoletani di un Liceo Coreutico, perché l'Istituto Scolastico Suor Orsola Benincasa nel 2012 è stata la prima scuola napoletana ad aprire, dopo la riforma ministeriale di razionalizzazione degli indirizzi delle scuole secondarie superiori, un Liceo Coreutico, riconosciuto dell'Accademia Nazionale della Danza, che quest'anno porterà, quindi, a compimento il suo primo quinquennio. L'incontro sarà introdotto dal Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d'Alessandro, e dal coordinatore didattico del Liceo Coreutico del Suor Orsola, Rita Carbone, e sarà coordinato da Maria Venuso, docente di Storia della Danza al Liceo Coreutico del Suor Orsola. Per la 'presentazione collettiva' del libro di Carla Fracci affidata agli interventi e alle domande degli studenti ci saranno anche gli allievi del Liceo Artistico e del Liceo Linguistico dell'Istituto Scolastico Suor Orsola Benincasa e una folta rappresentanza di studenti universitari guidata dagli allievi della prima Scuola di Cinema e Televisione universitaria del Mezzogiorno diretta dal produttore de "La grande bellezza" Nicola Giuliano, che proprio in questi giorni ha lanciato il bando della sua seconda edizione con oltre 10mila euro di borse di studio

Folla alla camera ardente per Dario Fo

E' stata allestita al Piccolo Teatro di Milano la camera ardente per l'ultimo saluto a Dario Fo. "Io penso che abbia dato più di quanto ha ricevuto da Milano - ha affermato il sindaco Giuseppe Sala - Non ci sono grandi segni di omaggio, cercheremo di rimediare. Oggi è una tipica giornata piovosa milanese, però io ricordo la sua risata".

"Sì, adesso sono tutti a celebrare Dario. Dopo una vita che han fatto di tutto per censurarlo e colpirlo in tutti i modi. Vaffanculo. Onore a Brunetta che ha detto che mio padre non gli è mai piaciuto". Così sul suo profilo Facebook Jacopo Fo, figlio del premio Nobel morto a Milano.​

"Leggendo il post di Jacopo ho capito che ci sia una certa rabbia - ha detto Dario Franceschini, ministro dei Beni e Attività Culturali - È naturale che quando si vive un dolore, si ripercorre una vita, si veda anche qualche eccesso di retorica nei commenti. Dario Fo ha dato molti schiaffi e ha preso molti schiaffi nella sua vita. Penso che si debba tenere distinto il piano delle scelte politiche, legittime, dal piano della grandezza dell'artista, premio Nobel, regista, pittore e scenografo e tutto quello che è stato".

Addio a Dario Fo, fu Nobel per la Letteratura

Addio a Dario Fo. Il popolare attore, regista e drammaturgo milanese si è spento la notte scorsa all'ospedale Sacco di Milano. Aveva 90 anni. Nel 1997 era stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura. La notizia della scomparsa di Fo, premio Nobel per la Letteratura nel 1997, è stata confermata all'AdnKronos dal personale sanitario dell'ospedale Sacco di Milano. L'attore era ricoverato da alcuni giorni per problemi respiratori.

Fo era stato attivo fino all'ultimo, il 20 settembre scorso aveva presentato a Milano il suo ultimo libro 'Darwin' dedicato al padre dell'evoluzionismo. Nato a Sangiano, in provincia di Varese, il 24 marzo del 1926, aveva una personalità poliedrica: è stato autore teatrale, scenografo, scrittore, attore, regista, fine illustratore, amava dipingere e ha portato avanti questa sua passione fino agli ultimi giorni. Dal 5 agosto al 15 settembre scorso a Cesenatico, suo rifugio creativo, nel Palazzo del Turismo aveva esposto dipinti, opere grafiche, bassorilievi, sculture e pupazzi creati dall'artista e accompagnati da testi collegati al suo ultimo libro 'Darwin'.

Fo è stato artista a tutto tondo. Il giullare di 'Mistero Buffo', forse la sua opera più importante, i testi teatrali (quasi un centinaio) se li scriveva, li recitava, li metteva in scena, produceva gli spettacoli, realizzava le scenografie e la regia. L'imponente produzione drammaturgica gli valse il Nobel, non senza polemiche, perché i rappresentanti della cultura italiana in quegli anni patrocinavano il poeta toscano Mario Luzi.

Eppure l'Accademia di Svezia scelse Fo "perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi". Una motivazione forte per il giullare, figlio di Felice, capostazione, e Pina Rota, lontano dall'immaginare a cosa lo avrebbe portato la sua passione per gli affabulatori di paese, capaci di raccontare storie in maniera avvincente, fonti di ispirazione per le sue opere teatrali.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre del '43, Fo si arruola volontario nell'esercito della neonata Repubblica di Salò. Successivamente ammetterà questa scelta, spiegando di averlo fatto come "italiano" e non come "fascista" per non essere deportato in Germania. Dopo la fine della guerra l'artista si sposta a Milano dove studia all'Accademia di Brera e dove inizia a lavorare come autore di testi satirici per la Rai. Nel 1954 sposa Franca Rame con la quale si trasferisce a Roma, dove nasce il figlio Jacopo e dove la coppia fonda la Compagnia Dario Fo-Franca Rame.

Nel 1962 la coppia conduce 'Canzonissima' andando incontro alla censura della Rai dell'epoca, tanto che il 29 novembre di quell'anno una 'Signorina Buonasera' annuncia agli italiani che Dario Fo e Franca Rame si sono ritirati da 'Canzonissima'. Da allora sono dovuti passare 15 anni prima di poter vedere il ritorno dell'attore e drammaturgo in televisione, nel 1977. Fo e Rame presentano il programma e sono anche autori dei testi: poi uno sketch sulle fabbriche, con protagonisti i lavoratori impiegati nell'edilizia, non piacciono alla Rai di allora, presieduta dallo scrittore Novello Papafava e guidata dall'amministratore delegato Marcello Rodinò di Miglione, fondatore con Don Sturzo del Partito Popolare Italiano. La coppia deve abbandonare la trasmissione.

Nel 1968 Fo e Rame insieme a Massimo de Vita, Vittorio Franceschi e Nanni Ricordi fondano il gruppo teatrale 'Nuova Scena' con l'obiettivo di riportare il teatro alle sue origini popolari e, nel 1969, va in scena a La Spezia per la prima volta 'Mistero Buffo', opera che verrà pubblicata nel 1973 dalla casa editrice Bertani. Quelli sono gli anni della passione politica di Fo che si schiera con le organizzazioni extraparlamentari di sinistra, fonda il collettivo 'La Comune' e cerca di stimolare il teatro di strada.

Nel 1970 Fo mette in scena 'Morte accidentale di un anarchico', sulla morte di Giuseppe Pinelli, ambientata in una stanza della procura di Milano con protagonista il 'Matto', figura che ricorre spesso nel teatro di Fo quando si affrontano verità scomode. Tra l'altro l'artista firmò una lettera aperta sul caso dell'anarchico Pinelli, pubblicata sull''Espresso' nel '71.

Il Maggio dei monumenti sarà dedicato a Totò

Sarà dedicato a Totò, a 50 anni dalla sua morte, il Maggio dei Monumenti 2017 di Napoli. Lo ha annunciato l'assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nino Daniele, al termine di una riunione che si è tenuta questa mattina nella sede del Comune a Palazzo San Giacomo e alla quale sono state invitate le istituzioni cittadini e le associazioni tradizionalmente protagoniste dell'appuntamento primaverile napoletano. Al centro di "'O Maggio a Totò", questo il titolo dell'edizione 2017 del Maggio dei Monumenti, ci sarà il quartiere Sanità, dove è nato il "principe della risata", ma protagonista, ha assicurato Daniele, sarà "l'intera città".

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