Giovedì 20 Settembre 2018 - 8:41

Scavi di Pompei, 240mila visitatori negli ultimi 20 giorni

POMPEI. Dopo il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, è il capo dello Stato polacco, Andrzej Duda, l'autorevole visitatore degli Scavi di Pompei, per apprezzare la mostra dello scultore Igor Mitoraj, inaugurata lo scorso 14 maggio. Alle ore 10,30 di questa mattina, il presidente della Polonia, Paese d'origine dell'artista scomparso nel 2014, accompagnato dalla moglie Agata Kornhauser-Duda, è stato accolto dal Direttore della Soprintendenza speciale di Pompei, Massimo Osanna, che ha accompagnato  la coppia presidenziale in un ampio tour archeologico, insieme con il sottosegretario al Ministero dei Beni culturali Antimo Cesaro, il sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, e all’erede e l’amministratore dell’Atelier Mitoraj, Jean-Paul Sabatié.
La delegazione istituzionale ha percorso l'itinerario lungo il quale sono state collocate le gigantesche statue in bronzo, opera di Mitoraj che ha vissuto e lavorato a Pietrasanta, dove, prima di spirare, aveva espresso il desiderio che le sue 30 opere venissero esposte nel sito archeologico di Pompei. La visita si è snodata dal Quadriportico dei Teatri lungo la Via dell'Abbondanza, berlo la Casa di Casca Longus, le Terme Stabiane, il Foro e la Basilica. Il Presidente Duda ha rilevato che ''Pompei rappresenta un luogo simbolo della cultura europea'' e quanto ''le opere di Mitoraj siano ben contestualizzate, in perfetta simbiosi con il luogo''.
Dal l'inaugurazione della mostra ad oggi, il sito archeologico di Pompei è stato visitato da 240mila visitatori, due Capi di Stato, , il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, e il sottosegretario Cesaro. La collocazione delle 30 monumentali sculture in bronzo nei diversi settori degli Scavi, è stata curata da Luca Pizzi dell’Atelier Mitoraj, realizzando l’ultimo sogno dell’artista polacco.
Nel pomeriggio il presidente Duda renderà omaggio a un altro grandissimo polacco, Gustaw Herling-Grudziński, uno dei più eminenti scrittori polacchi del Novecento. Herling-Grudziński fu esule in Italia dopo la guerra, poi a Londra e Monaco. Si stabilì a Napoli nel 1955, dopo aver sposato Lidia, terzogenita di Benedetto Croce. 

Caravaggio ritorna a "casa": il suo Amorino esposto a Lampedusa

Ha lasciato Palazzo Pitti, alla volta di Lampedusa, l'Amorino dormiente di Caravaggio, normalmente esposto nella Galleria Palatina. L'opera si trova a Firenze dal 1667, quando venne acquistata dal Cardinal Leopoldo de’ Medici. Scortato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze e accompagnato dal Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, il dipinto sarà tra i capolavori esposti alla mostra che si inaugura oggi venerdì 3 giugno, a Lampedusa, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, nel “Museo del Dialogo e della Fiducia per il Mediterraneo" promosso dal Comune dell’isola, dall'Associazione First Social Life, dal Comitato 3 Ottobre e dalla Rai.

L’Amorino dormiente fu eseguito nel 1608 a Malta, dove Caravaggio era giunto per chiedere asilo all'ordine dei Cavalieri, in quanto ricercato dalla giustizia. Come afferma Schmidt, l'opera dunque "ritorna nel suo ambito geografico d'origine, un’isola al centro del Mediterraneo, non lontano da Lampedusa. Da Malta l'artista fuggì di nuovo, verso la Sicilia, risalendo poi lungo la costa tirrenica per approdare infine, nel 1610, a Porto Ercole, sulla cui spiaggia morì. Se il destino di quest'uomo braccato può essere assimilato a quello, purtroppo, di tanti profughi, del passato e di oggi, la posa dell'Amore dormiente inevitabilmente evoca la foto del piccolo Aylan, il bimbo annegato lo scorso anno su una spiaggia turca. L'arte ci fa riflettere su una tragedia contemporanea, ha il potere di risvegliare la nostra coscienza. Inoltre, poiché nell'antichità il sonno era considerato fratello della morte, anche il soggetto del quadro ci aiuta a non dimenticare la sua presenza incombente sul nostro presente.

Tuttavia l'Amorino dormiente, nel contesto della mostra, non vuole essere solo un triste memento, ma deve anzi diventare un segno di speranza e, naturalmente, di amore: non a caso Caravaggio trae ispirazione da una tipologia già esistente nella Grecia classica, raffigurante Eros, dio dell'amore, addormentato. L'amore come soggetto artistico di lunga tradizione, dunque, ma anche come potenza vitale, cui fare appello per abbattere le barriere dell'egoismo, per combattere l'indifferenza verso i profughi, per sostenere i poveri disperati che hanno dovuto lasciare le loro case, la loro patria, cercando di scampare a guerre, torture e morte. È questa la ragione vera della scelta del capolavoro di Caravaggio per questa mostra”. L’opera resterà in mostra nell’isola fino al prossimo 3 ottobre

L'arte architettonica di Alberto Guarriello a "Napoli Moda Design"

NAPOLI.  Si conclude il 23 maggio alle 18 in via Chiatamone a Napoli presso il noto showroom NABI, il “NapoliModaDesign”, la riuscitissima kermesse partenopea ideata e curata dall’architetto Maurizio Martiniello e realizzata con il patrocinio del Comune di Napoli, l’Assessorato alla Cultura, l’Unione Industriali, l’Ordine degli Architetti di Napoli e l’ADI. 
Così, il progetto, volto alla valorizzazione dei comparti moda e design, ha vivacizzato il “Chiaia District” attraverso un percorso urbano di esposizioni, installazioni, mostre ed happening. 
Tra le molte ed interessanti opere una menzione speciale merita l’ultima creazione del poliedrico architetto e designer casertano Alberto Guarriello, classe 1968, cofondatore dello studio “Dueminimo”, insignito di diversi premi nazionali e internazionali quale, tra gli altri, il Premio del Concorso internazionale di design – “Design Mediterraneo”, Barcellona, 2011, con un illustre passato di scenografo nonché stimato relatore negli ultimi convegni Assiterm, l’associazione italiana per la terminologia. 

E proprio a lui chiediamo qual é il ruolo del Designer, oggi, nel terzo millennio.
Il campo del Design, Interior Design e Product Design è estremamente complesso. Oggi il design è globalizzato nel senso che è presente in ogni aspetto della nostra vita, deve rispondere a una domanda molto estesa del mercato industriale. Il fare progettuale si evolve relativamente alle nuove condizioni socio-economiche. 

Nel 2001 riceve il premio Girulà, per la migliore scenografia per lo spettacolo "Pinocchio", con Toni Servillo ed altri nomi noti. Precedentemente, nel 1999 costituisce con attori e tecnici, la cooperativa “Onorevole Teatro Casertano” in qualità di scenografo. Ci spiega questo forte legame con il teatro?
Il legame con il teatro nasce dalla volontà di un gruppo di attori locali di coinvolgermi nell’organizzazione di eventi culturali a Caserta. Il mio ruolo si inseriva tra quello dello scenografo e dell’architetto. Nel 1992, e per anni a seguire, mi sono occupato dell’allestimento di varie rassegne teatrali e organizzato corsi di scenotecnica nell’ambito del laboratorio teatrale. Nel 1999, ho costituito con attori e tecnici, l’Onorevole Teatro Casertano”.  L’Ente Teatrale Italiano ci affida, tra il 2000 e il 2002, la gestione di uno dei teatri più importanti della Campania, il “Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere” di cui ho curato un parziale recupero. Abbiamo riaperto il Teatro e gestito per tre anni, riportandolo alla sua funzione principale attraverso un progetto chiamato “Sempre aperto Teatro Garibaldi”. Il Teatro era aperto dalla mattina fino a tarda sera ed era diventato un luogo di ritrovo. Avevamo creato un vero e proprio laboratorio teatrale in cui i ragazzi potevano fare esperienza ed entrare in contatto con importanti Compagnie teatrali. Il Comune poi decise di restaurarlo coinvolgendomi nell’opera di restauro.  

Che cosa ama di questa professione?
La mia soddisfazione più grande si realizza quando il risultato del mio lavoro, oltre a rispondere in modo adeguato alla funzione per cui è stato ideato, riesce atrasferire e far vivere quelle sensazioni pensate in fase progettuale.

I suoi “moduli instabili”, chiamati “Cuneo”, sono la sua ultima creazione?
Non proprio l’ultima. Sono partito da un elemento la cui forma in assoluto lo rende instabile ma connesso ad altri elementi identicidiventa stabile. Ciò che amo di questo oggetto è che si può partire da un elemento base ripetibile “n” volte scegliendo di realizzare una seduta o un tavolino infinito. I “moduli Cuneo”, possono essere laccati, in legno o alternati operando delle scelte cromatiche.

Ritiene che oggi il design sia inflazionato? 
Non credo sia inflazionato, vi sono oggi spunti interessanti soprattutto se si considerano le diverse tipologie di design, da quello propositivo, estremo a quello concettuale, cioè che risponde ad esigenze di pensiero. Inoltre, si assottiglia sempre più il divario tra design e arte. Ad esempio all’interno della kermesse“NapoliModaDesign”, il 23 maggio, esporrò un progetto che ho chiamato “superfetazione”. Il risultato è un oggetto che mostra con chiarezza i vari processi lavorativi che ha subìto il materiale utilizzato per la sua realizzazione; le tracce lasciate dagli utensili sono diventati gli elementi caratteristici delle superfici che lo delimitano. La superfetazione è “tutto ciò che viene aggiunto” senza regole o progettualità, volumi e superfici di cui l’oggetto vorrebbe liberarsi per ritornare alla purezza della sua forma originaria. 

Pone attenzione alla qualità dei materiali, alla sostenibilità?
 Il Designer deve tener conto dell’evoluzione che riflette il cambiamento socioeconomico del pianeta e parteciparne attivamente. Durante la fase progettualeindago sempre sull’origine del materiale che sto per utilizzare. L’idea di sostenibilità come paradigma culturale è alla base di tutto e rispettare la natura come fonte di integrità dovrebbe essere una scelta etica ed ambientale. 

Quanto è importante l’ambiente in cui deve progettare o inserire alcuni dei suoi lavori?
È in primo luogo il contesto a determinare se un progetto architettonico funziona per quel determinato posto e in quella determinata situazione. Per avere successo, il concetto di un progetto architettonico deve basarsi su una serie di osservazioni relative al suo contesto. 

Ritiene che esista un'estetica dell'architettura “a budget ridotto”? In qualità di architetto/designer, la sua missione consiste nel trovare una bella soluzione alle richieste del cliente?
Un progetto a “budget ridotto” è un’esigenza spesso espressa ma non la definirei un vincolo in senso negativo.  Se si riesce a realizzare un buon prodotto nonostante alcune limitazioni,le soddisfazioni sono duplicate. Budget ridotto non significa attività progettuale ridotta e quindi che il progettista lavora di meno. La ricerca del materiale adeguato potrebbe risultare più impegnativa così come anche la fase creativa.

Come nasce il nome del suo sito “dueminimo”?
Due è il numero minimo di persone necessario affinchè si instaurino delle relazioni, ci sia un confronto che è alla base della nascita e di una corretta evoluzione di un progetto. “Dueminimo” è un progetto ideato da me e dall’Architetto Paola Geirola che ha come scopo quello di creare e realizzare oggetti e sistemi di design frutto di una stretta collaborazione ed interazione con maestri artigiani altamente specializzati. 

Perché affidarsi ad un architetto?
Il ruolo dell’architetto è principalmente quello di accompagnare il committente nelle sue scelte. Spesso un cliente ha delle idee ma non ha un ordine ben preciso. Parto da un’attività preliminare, a cui seguono diversi incontri, in cui cerco di carpire le necessità espresse ma anche quelle nascoste che il cliente stesso non aveva valutato. 

Come definirebbe la sua filosofia progettuale?
A me interessa andare al nocciolo della questione: capire l'esigenza e rispondere in maniera puntuale.

Quali sono i suoi ultimi lavori?
Mi occupo da sempre della progettazione e ristrutturazione di abitazioni e di locali commerciali. A Napoli per esempio abbiamo curato l’allestimento deinegozi Deliberti uomo e donna, Olympus, Orma, Etienne, D’Aria,Nida uomo, dello showroom Uptown distributore in Campania, dei più importanti brand di abbigliamento….

Ci spiega il concetto dell’autoproduzione?
Con l’autoproduzione il designer si immerge in un’esperienza totalizzante facendosi carico di tutte le problematiche riguardanti l’elaborazione di un’idea valida e la sua realizzazione fino alla commercializzazione. La libertà di esprimere il proprio punto di vista, la propria lettura della realtà, il desiderio di condizionare, risolvere, emozionare il nostro vivere quotidiano. Un’ esperienza fatta di relazioni e interazioni che si instaurano tra il designer e coloro che si occuperanno della realizzazione. Quello che si crea è un flusso continuo di nozioni e saperi che si trasferiscono, si accorpano, si scontrano, si intrecciano continuamente tra le figure che contribuiscono al risultato finale.

Antonella Guarino

Musica, Shara presenta l'album "Vento del sud"

NAPOLI. Grande successo al Mooks Mondadori Bookstore in piazza Vanvitelli per la cantautrice campana Shara che ha presentato il suo nuovo album “Vento del Sud”. Durante l’evento, condotto e moderato da Katia Manna, è stato proiettato il videoclip di “Vento del Sud”, primo singolo estratto dal disco. Un video ricco di suggestioni, emozioni e paesaggi nostrani. «Amo la mia terra e valorizzarla è la mia mission» ama sottolineare Shara, e proprio in virtù di questa ambizione ha scelto nel suo video di raccontare gli ambienti cari al suo cuore, dalla Lucania alla Puglia, dalla Reggia di Portici alla piscina Mirabilis di Bacoli. I tanti accorsi hanno potuto godere in un vero e proprio concerto unplugged che ha conquistato i presenti grazie anche alla maestria del chitarrista Carlo Fimiani. «Sogno un Sud e un Meridione riscattato» è l’auspicio della cantautrice Shara che nel 2011 ha dato vita Terronian Project: «Una manifestazione tesa a valorizzare e a promuovere le eccellenze delle terre del Sud Italia, luoghi ricchi di storia, arte, tradizioni, cultura e buon cibo, spesso poco conosciuti». Il disco Vento del Sud disponibile in digital download è già in rotazione sulle principali radio e in particolar modo su Radio Punto Nuovo.

WalleRALLY e Meridonare, raccolta fondi per Nisida

Fondi per il laboratorio di ceramica dell’Istituto Penale Minorile di Nisida, con l'obiettivo di insegnare ai giovani detenuti a produrre i bellissimi manufatti “’Nciarmato a Nisida” che possono essere richiesti a fronte di una libera donazione e ordinati come bomboniere o doni solidali.
Il progetto di avviamento al lavoro dei giovani detenuti dell’Istituto Penale minorile di Nisida vede impegnata la Fondazione “Il meglio di te” dal 2006 e punta a fornire ai giovani in via di dimissione dal penitenziario le conoscenze necessarie per un onesto reinserimento in società. In questo contesto è stato siglato un fruttuoso accordo con Merdionare, la prima piattaforma di crowdfunding del Mezzogiorno, per la raccolta di donazione che vada a sostenere il laboratorio di ceramica. La start up a vocazione sociale già sta incassando enormi successi per i suoi progetti di raccolta fondi destinati ai progetti sociali del Sud e certamente uno legato a Nisida colpira il cuore degli interessati.

Legato a questo progetto anche il WalleRally, cui oggi la presentazione al Pan. La manifestazione consiste in una gara non competitiva che ha come obiettivo, non secondario, l'opportunità di raccogliere fondi da destinare alle popolazioni in difficoltà dei luoghi attraversati dai partecipanti. Il team Wallerally partirà da Napoli a inizio luglio per arrivare a Londra in tempo per l'evento di partenza che si terrà il 17 luglio per poi raggiungere Ulaan-bataar, capitale della Mongolia, dopo aver attraversato 10.000km di deserti in Iran, Turkmenistan e Gobe, strade a 5.000 metri di quota nel Tagikistan e Kirghizistan e aver affrontato le temibili steppe del Kazakistan e della Siberia.

 

Renzi ed il premier Abe in visita agli Uffizi

Il Primo Ministro del Giappone, Shinzo Abe, si è recato oggi in visita nella Galleria degli Uffizi e nel Corridoio Vasariano accompagnato dal Presidente del Consiglio Mattei Renzi; entrambi sono stati accolti dal Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt. Dopo i rituali saluti nel Cavalcavia Vasari, che unisce Palazzo Vecchio agli Uffizi, i due capi di governo insieme a Schmidt hanno percorso la Galleria e ammirato da vicino capolavori come la Maestà di Giotto, i Ritratti dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca, il Tondo Doni di Michelangelo, la Nascita di Venere e la Primavera di Botticelli. Accompagnati dalle rispettive consorti, Abe e Renzi hanno poi percorso il Corridoio Vasariano prima di entrare in Palazzo Pitti per i saluti finali. “È stato un onore particolare accogliere i due capi di governo qui agli Uffizi – ha affermato Eike Schmidt – e di poter mostrare l’Autoritratto dell’artista giapponese Yayoi Kusama alla fine del percorso, come riguardo per l’ospite speciale e come omaggio per i 150 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone”.

Successo per Di Matteo e il brand Eccellenze del Sud a Frutto Misto

NAPOLI. La rassegna "Fritto Misto", che ha avuto inizio lo scorso 22 aprile e terminerà domenica 1° maggio, ha registrato un grande trionfo di Di Matteo e con lui anche del brand "Eccellenze del Sud".
Il nostro Di Matteo, nella giornata di domenica, ha deliziato il palato di tutti i presenti e visitatori con le zeppole di pasta cresciuta e i tranci della sua famosa pizza.
Per l'occasione è stata anche presentata la farina "Fritto Misto" realizzata dal brand "Le Farine Magiche". Così si è potuto consacrare il connubio di due prestigiose realtà nostrane quali Eccellenze del Sud e Le Farine Magiche.
I presenti sono stati, poi, deliziati anche da uno show-cooking all'interno del Palafritto accolto anche con grande entusiasmo sopratutto per il formidabile intervento di Andy Luotto, testimonial del brand "Le Farine Magiche".

Un popolo senza memoria è destinato a morire: l'Italia al tempo di Capaci

Ricordo. Dal latino re-cor. Richiamare in cuore. Non è memoria. Il ricordo richiama nel presente del cuore e del sentimento qualcosa che non è più qui o non è più adesso. Non nella sua forma originale. Esso fa rivivere non un sogno fatuo o fantasticherie, ma sentimento concreto, esperienza diretta. E' la possibilità di consultare il passato, di interrogarlo, di distendercisi ancora per capire ed essere capaci di cura e di responsabilità nel presente e nel futuro.

Questo è “Quando avevo vent’anni”, un libro-ricordo, di Ettore De Lorenzo, inviato Rai, edito dall’”Isola Dei Ragazzi”.

L’autore torna indietro con la mente, aiutato dalla penna e da incontri, ai giorni e ai mesi tragici delle stragi del 1992, di cui quest’anno è il ventennale. Attraverso una serie d’interviste a uomini di cultura o della politica, esponenti della società civile ( Cantone, Bolzoni De Magistris), vuole far rivivere i valori e il messaggio che i giudici Falcone e Borsellino vollero far passare.

“Voglio anch’io che i ragazzi sappiano. Il loro sacrificio deve pur esser servito a qualcosa. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno affrontato a viso aperto la mafia e il potere della prevaricazione e della violenza, alla morte hanno opposto l’amore, ed è di amore e rabbia, di coraggio e rassegnazione, di passione e di giustizia, di pudore e di dolore, di entusiasmo e di paura, di libertà e di speranza, di vita e di morte che vi scriverò”. Queste le parole di De Lorenzo. Un post-it su un foglio bianco. Così si presenta.

La struttura del libro è affascinante. Un mondo virtuale, scomposto nella pratica. Ma con un filo temporale e teorico lineare. Pensieri e parole si affiancano. Si sovrappongono. De Lorenzo nel libro racconta la storia del libro come se non fosse ancora stato scritto. Eppure è li, tra le proprie mani. E’ un cerchio che si chiude solamente all’ultima pagina. Di fatto è un viaggio. L’autore ti accompagna nella lettura del libro spiegandoti come dapprima fosse progetto, poi improvvisamente realtà.

E in questo viaggio sono anche altri i temi trattati. Dal tema scottante dei rifiuti alla nuova mafia dei colletti bianchi. Fino ai fatti del G8 di Genova del 2001. Quando con un intervista a Daniele Vicari, regista di “Diaz” si rievocano quei terribili giorni. Queste le parole del regista: “l’uccisione di Falcone e Borsellino e i fatti di Genova dieci anni dopo secondo me sono stati due punti di non ritorno della nostra democrazia”.

Ancora un altro è il messaggio di De Lorenzo. I giovani, che siano bambini o adolescenti, sono fondamentali. Sono vitali e la nostra unica speranza. Spetta a noi però trasmettergli la Storia, le sensazioni, il ricordo, appunto. I giovani d’oggi hanno fortemente bisogno di maestri e guide che li ispirino. Che indichino loro la strada giusta, della legalità, dell’impegno civico, della giustizia e dell’amore per la verità. Perché “un popolo senza memoria e conoscenza della sua storia è un popolo destinato a morire”.

Gioventù e Storia. Conoscenza e ricordo. Vita e Morte. I temi di “Quando avevo Vent’anni” di Ettore De Lorenzo.

Pusher di San Giorgio "in trasferta" a Castel Volturno: preso

CASTEL VOLTURNO. I carabinieri della Stazione di Castel Volturno Pinetamare hanno tratto in arresto Fulvio Lama, 34enne di San Giorgio a Cremano, resosi responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, a seguito di una perquisizione personale e domiciliare dell'uomo, hanno rinvenuto e sequestrato 10 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

«Siria, se l'Europa non affronterà la verità ne pagherà le conseguenze»

NAPOLI. Lo scrittore siriano Khalid Khalifa ha incontrato a Napoli gli studenti dell'Istituto Universitario Orientale. Durante la piacevole conversazione, Khalifa si è lungamente soffermato a parlare delle responsabilità che uno scrittore deve possedere in un contesto difficile come la Siria. Egli racconta di come la passione per la scrittura, nata durante gli anni universitari, ha preso forma nella stesura dei suoi romanzi, tutti ambientati ad Aleppo, la sua città natale, e in diverse sceneggiature per la televisione siriana con cui attualmente ancora collabora. Il suo nome è conosciuto in Italia grazie al romanzo “l'elogio dell'odio”. Un libro che fu pubblicato e censurato in Siria nel 2006, ripubblicato dopo due anni da una famosa casa editrice di Beirut e successivamente tradotto in diverse lingue. “In quanto scrittore siriano, sono fiero di dare voce alla mia terra- spiega Khalifa- e quando mi chiedono cosa penso della censura dei libri, rispondo che per me ciò rappresenta un problema secondario, a me vengono proibiti i libri ma molti giovani vengono privati della libertà solo per aver parlato”

Parole dure e intrise di amarezza quelle di Khalifa che ripercorrono anni e anni di lunghe sofferenze. “ I regimi dittatoriali si assomigliano tutti ma quello siriano ha delle peculiarità, è unico nella sua ferocia. La dittatura siriana è la più aspra e la più radicale dopo la rivoluzione francese e se non verrà giudicata per i crimini che sta commettendo, potrebbe dare speranza a tutte le dittature del mondo”. Lo scrittore è molto critico nei riguardi del mondo intero per gli atteggiamenti poco solidali mostrati nei confronti della questione siriana.- “ I siriani hanno scoperto una triste verità, sono soli a lottare per la ricostruzione di una Siria democratica e guardano il proprio futuro in solitudine”.

Centri di ricerca europei e statunitensi, secondo lo scrittore, trasmettono notizie errate e ambigue su quello che sta accadendo in medioriente. La guerra in Siria non sarebbe legata a divergenze confessionali come vogliono far credere ma a differenze ideologiche.” I siriani come tutti popoli hanno orientamenti diversi - spiega Khalifa- esistono quelli di destra, di sinistra, i liberali, i sunniti e gli sciiti. Questa non è la rivoluzione dei sunniti contro un dittatore alauita ma la rivoluzione dei siriani contro un dittatore.”

La descrizione della rivoluzione “vista da dentro” offre una diversa prospettiva, decisamente più reale e autentica. Khalid Khalifa ammonisce i comportamenti dell'occidente, dallo schieramento a favore delle dittature arabe alla superficialità e all'ipocrisia mostrate nell'affrontare una tragedia come quella vissuta in medioriente. Gli occidentali, denuncia ancora Khalifa, non si pongono il problema di capire chi c'è realmente dietro il Daesh e chi lo finanzia. Domande proibite o domande che nessuno per convenienza vuole porsi?

La gestione dei profughi e gli ultimi attentati di Parigi e di Bruxelles fanno da eco a ciò che di drammatico sta accadendo nell'altro versante del mondo. L'Europa è messa a dura prova ma in questo bailamme di responsabilità sembra veramente difficile recuperare il bandolo della matassa. “Se l'Europa cerca di trasformare la questione siriana in un problema di immigrazione è solo perchè non vuole affrontare la situazione reale - ribadisce lo scrittore - e a lungo andare rischierà di pagarne le conseguenze. I fatti accaduti a Parigi e a Bruxelles sono terribili ma in Siria accadono quotidianamente”.

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