Sabato 23 Giugno 2018 - 4:02

Archeologia, ritrovate a Ercolano le “Historiae" di Seneca il Vecchio

NAPOLI. Importante scoperta alla Biblioteca Nazionale di Napoli annunciata dal direttore Francesco Mercurio. Lo studio del papiro il P. Herc. 1067, conservato nell'Officina dei Papiri Ercolanesi, ha permesso con certezza l'attribuzione dei frammenti analizzati alla “Historiae ab initio bellorum civilium" di Lucio Anneo Seneca il Vecchio, conosciuto come “il Retore" e padre del filosofo Seneca, opera di cui finora non esisteva alcuna notizia diretta di tradizione manoscritta. Valeria Piano, filologa e papirologa, ricercatrice dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, nell'ambito del progetto europeo “Platinum", ha impiegato un anno di lavoro nella ricomposizione degli scampoli, tutti catalogati con lo stesso numero di inventario e dunque provenienti dallo stesso rotolo. Gli studi e le analisi eseguite su questi sedici pezzi, sul loro contenuto e sui calcoli cronologici, hanno condotto alla certa attribuzione all'autore di quest'opera di natura storico-politica, che interessa i primi decenni del principato di Augusto e Tiberio (27 a.C. - 37 d. C.). Grazie ai risultati conseguiti, il riconoscimento è stato accolto positivamente anche da altri studiosi e paleografi. 

''Sono particolarmente lieta che questa scoperta di assoluto valore sia avvenuta alla Biblioteca nazionale di Napoli - afferma il direttore generale Biblioteche e istituti culturali del Mibact, Paola Passarelli - grazie al lungo ed appassionato lavoro di una ricercatrice dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e nell'ambito di un rilevante progetto europeo. È un segnale positivo di come fare sistema possa portare a questi risultati ed uno stimolo incoraggiante a proseguire in questo senso'' ''Il binomio tutela e ricerca - aggiunge il segretario generale del Mibact Carla di Francesco - porta oggi un risultato straordinario e restituisce al mondo un'opera della letteratura latina finora ritenuta perduta". Il P. Herc. 1067 è uno dei più noti papiri latini della collezione di Ercolano, conosciuto come 'Oratio in Senatu habita ante principem', e finora si riteneva conservasse un discorso di tenore politico composto da Lucio Manlio Torquato e pronunciato in Senato al cospetto dell'imperatore. L'attribuzione a Seneca il Vecchio, oltre a restituire parte di un'opera finora ritenuta persa, conferma quanto la Villa dei Pisoni con la sua biblioteca fosse un vitale centro di studi fino a poco prima dell'eruzione del Vesuvio. I papiri carbonizzati di Ercolano riservano così un'altra scoperta, mostrando come nella villa dei Pisoni vi fosse l'opera di uno dei grandi assenti della letteratura latina.

Alla Federico II arriva il corso di laurea in Gastronomia

NAPOLI. Tra i nuovi corsi che propone l’a Federico II, l’'attivazione di quello in Scienze Gastronomiche Mediterranee era particolarmente attesa sul territorio. È un percorso di studi triennale dell’'offerta formativa del Dipartimento di Agraria e si colloca nell’ambito della Scuola di Agraria e Veterinaria insieme al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali. Il corso, che rientra nell’'ambito della nuova classe di Laurea L-Gastr, coinvolgerà docenti di altri quattro Dipartimenti della Federico II e si avvarrà anche della collaborazione di esperti esterni sia del mondo Accademico sia di quello della Gastronomia di alto livello, oltre alla collaborazione diretta di Eccellenze Campane ed altre importanti realtà dell’Agroindustria regionale.

«La Federico II raccoglie una sfida importante, ampliando la sua offerta formativa ad un settore, quello dell'enogastronomia, in grande espansione e molto attrattivo - spiega Matteo Lorito, Direttore del Dipartimento di Agraria della Federico II -. L'iniziativa didattica ha la robustezza e l'affidabilità di un Corso di Laurea triennale innovativo, svolto con metodi e in ambienti didattici all'avanguardia, ma costruito su basi scientifiche solide. I laureati saranno esperti di tutta la filiera enogastronomica, dalla produzione al marketing, dalla storia e tradizione del cibo ai suoi aspetti salutistici, passando per un semestre di Laboratorio di Gastronomia tenuto da grandi chef. La ricchezza e la grande biodiversità dell'enogastronomia campana e di tutto il Mediterraneo richiedono, per poter essere adeguatamente valorizzati, un investimento importante in risorse umane e strutture didattiche, al quale la più grande Università del Meridione non ha voluto sottrarsi».

Alla Federico II nuovo Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche Mediterranee. Tra i docenti anche grandi chefFormazione teorica multidisciplinare e attività di laboratorio professionalizzanti: questa la ricetta perfetta del neonato Corso, che partirà a settembre di quest'anno con i primi 40-50 iscritti, e la collaborazione di grandi chef ed imprenditori dell'agroindustria regionale’.
Il corso, infatti, formerà esperti della filiera enogastronomica, con particolare riferimento alla cultura e alle tradizione gastronomica dei paesi che appartengono all’area del Mediterraneo, e prevede forme innovative e dinamiche di insegnamento. La sede, completamente rinnovata e ricca di supporti digitali, sarà nel campus di Portici del Dipartimento di Agraria in un ambiente didattico innovativo senza banchi o cattedre, stimolando l’interazione creativa tra studenti e docenti.

L’'evento di lancio del nuovo Corso di Laurea si terrà il 9 luglio alle 10 nella sala Cinese della Reggia di Portici, sede del Dipartimento del Agraria. 

La nuova brachilogia, Atenei napoletani riuniti in un convegno internazionale

NAPOLI. Tutti gli Atenei Campani riuniti per discutere su una nuova scienza all’Università “Parthenope”, domani 17 e venerdì 18 maggio, questo l’intento manifestato dal Magnifico Rettore, prof. Alberto Carotenuto, dal Pro-Rettore all’Internazionalizzazione, prof. Luigi Romano e dal Direttore del Dipartimento di Studi Economici e Giuridici, prof. Antonio Garofalo.

Il gruppo Brachilogia-Italia dell’Università “Parthenope” (proff. Carolina Diglio, Raffaella Antinucci, Maria Giovanna Petrillo, nella foto) ha organizzato, infatti, in collaborazione con “L’Orientale” (proff. Jana Altmanova, Maria Centrella, Federico Corradi), la “Federico II” (proff. Giovanni Agresti, Valeria Sperti), il “Suor Orsola Benincasa” (prof. Alvio Patierno), la “Luigi Vanvitelli” (prof. Carmen Saggiomo), il Coordinamento Internazionale di Ricerca e Studi Brachilogici (CIREB - Parigi), la S.I.DE.F. (Società Italiana dei Francesisti), l’Istituto Isabella d’Este Caracciolo di Napoli, un convegno internazionale dal titolo Entre-deux et Nouvelle Brachylogie : Convergences et divergences de deux concepts con il patrocinio dell’Università Italo Francese.

Il concetto di Nouvelle Brachylogie è definito come “un modo di essere verso sé stessi, verso l’altro, secondo il discorso basato sullo spirito di conversazione come principio etico e di concretizzazione filosofica della democrazia intesa come ideale di partecipazione di ciascuno, nell’equivalenza degli statuti, alla gestione degli affari di tutti”, come afferma il papa della Nuova Brachilogia, Mansour M’Henni dell’Università di Tunisi. Così, la Nouvelle Brachylogie avrebbe due volti, il volto della “brachipoetica”, che costituirebbe il metodo di approccio e di analisi della logica del discorso da un punto di vista conversazionale, e il volto della “brachilogia generale”, chiamata a studiare i funzionamenti e le implicazioni della pratica conversazionale sulla vita comune e professionale. Sembra che il concetto di “conversazione” possa testare i valori della Nouvelle Brachylogie e il potenziale di modernizzazione delle relazioni umane, tra loro e il resto dell’universo, soprattutto quando questo concetto di conversazione è legato al suo significato originale e rivisitato attraverso i dialoghi socratici per affrontare l’intero paradigma associato ad esso, soprattutto alla luce delle moderne opere di intercomunicazione, con le sue varianti settoriali o parziali. In quest’ottica, il convegno internazionale in cui converranno studiosi di chiara fama e i cui interventi saranno pubblicati sulla rivista internazionale “Conversations”, prevede la proiezione del docufilm selezionato al festival di Avignone, Le Projet du traducteur di Gaëlle Courtois con Pietro Pizzuti e la partecipazione di Stefano Massini prodotto da Alain Esterzon e, a chiusura, anche una mostra fotografica a cura dello studio “Dueminimo”. La mostra, intitolata Des Mots aux choses, rifletterà, in questo percorso, sulla possibilità di distinguere un’architettura discorsiva da un’architettura conversazionale.

Nella duegiorni, gli ospiti internazionali saranno, inoltre, accompagnati in un suggestivo tour di Napoli dal dott. Mariano delle Rose, consulente della Treccani, supportato, nell’esposizione in lingua francese, dai dottorandi in “Eurolinguaggi e Terminologie Specialistiche” dell’Università “Parthenope”.

 

 

È morto Tom Wolfe

E' morto all'età di 87 anni lo scrittore e saggista americano Tom Wolfe. Secondo quanto riferisce il sito del 'Guardian', citando l'agente dello scrittore Lynn Nesbit, Wolfe è morto ieri in un ospedale di Manhattan dove era stato ricoverato per un'infezione. Considerato il padre del 'new journalism', Wolfe, al secolo Thomas Kennerly Wolfe Jr., era nato a Richmond il 2 marzo 1931. Tra i suoi libri, pubblicati in Italia da Mondadori, 'Il falò delle vanità', 'Un uomo vero', 'Io sono Charlotte Simmons', e 'Le ragioni del sangue'.

Autore oltre che di romanzi anche di saggi, tra i quali 'L'Acid Test al Rinfresko Elettriko' (Feltrinelli) e 'La bestia umana' (Mondadori), Wolfe esordì come giornalista nel 1957 presso lo 'Springfield Union', per approdare tre anni dopo al 'Washington Post' e nel 1962 al 'New York Herald Tribune', collaborando anche con la rivista 'Esquire'. A lui si devono molti neologismi ormai entrati nell'uso comune, tra i quali 'radical chic'.

Insignito di diversi premi tra i quali il 'Dos Passos Prize' e il 'Jefferson Lecture in the Humanities', quest'ultimo è il maggior riconoscimento che il Governo degli Stati Uniti conferisce per particolari traguardi raggiunti nelle discipline umanistiche, Wolfe nel 1987 pubblicò il suo romanzo di maggior successo, pubblicato in Italia con il titolo 'Il falò delle vanità', dal quale è stato realizzato l'omonimo film di Brian De Palma con Tom Hanks, Bruce Willis, Melanie Griffith e Morgan Freeman.

San Gennaro Patrono delle Arti, via alle conversazioni in Cappella

Si terrà martedì 15 maggio alle ore 16.15, nella Cappella del Tesoro di San Gennaro  il primo incontro della rassegna culturale "San Gennaro Patrono delle Arti. Conversazioni in Cappella 2018".

Organizzato dalla Deputazione della Real Cappella del tesoro, il progetto si avvia felicemente alla sua sesta edizione ed è ormai uno degli appuntamenti di grande successo del Maggio dei Monumenti in cui i relatori si confrontano sull’approfondimento degli studi tematici della Cappella del Tesoro di San Gennaro, autentico gioiello universale dell’arte. Il ciclo di dialoghi di storia dell’arte, curato dal professore Stefano Causa e dalla dottoressa Luciana De Maria, coordinato da Biagio Conte si terranno proprio nello splendido scenario della Cappella del Tesoro di San Gennaro e ospiteranno relatori tra i più importanti storici dell’arte, ma anche giovani studiosi. Un modo per focalizzare e toccare con mano i particolari delle opere e le storie degli artisti che le hanno realizzate, proprio nell’ ambiente che hanno contribuito a farlo diventare uno dei luoghi di arte e di fede più visitati di Napoli

Col passare del tempo il progetto San Gennaro Patrono delle Arti - Conversazioni in Cappella ha preso forma diventando, a Napoli, l’unico bollettino culturale dedicato a un monumento partenopeo e centrando anche tre obiettivi: riportare la Cappella di San Gennaro al centro dell’attenzione degli studiosi, e non solo dei devoti, diventando un laboratorio culturale, dare l’opportunità ad alcuni giovani studiosi di mettersi alla prova in un palcoscenico autorevole, e infine trasformare le relazioni  in volumi e quindi in veri e propri bollettini annuali.

Sarà dunque La cappella del tesoro: cultura architettonica tra controriforma e barocco il tema del primo appuntamento a cura dell’Arch. Marida Salvatori che porrà l’attenzione su un cantiere come quello della Cappella del Tesoro che, nei primi anni del Seicento, in una delicata fase di transizione tra il tardo manierismo e il primo Barocco, ebbe in tutta l’Europa una grande risonanza. Insieme alla Certosa di San Martino, la Cappella dedicata al Santo Patrono di Napoli fu una vera e proprio meta sognata da pittori, scultori, stuccatori, marmorari napoletani e stranieri, grazie alla ricchezza decorativa che si era progettata e alla celebrità degli artisti che vi lavoravano. Le altre chiese e i monasteri in costruzione in città, invece, dovevano accontentarsi di lavorare in economia, chiedendo addirittura materiale in prestito ai due prestigiosi cantieri, così come accadde  il 2 aprile 1620, quando i governatori della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli si rivolsero alla Cappella  del tesoro di San Gennaro per un prestito di marmi.

Come è noto, la scelta di edificare una Cappella destinata alla conservazione e all’esposizione delle reliquie di San Gennaro è del 13 gennaio 1527, giorno in cui gli eletti della città, sull’onda del voto fatto per liberarsi della tremenda peste del 1526, sottoscrissero un atto notarile con il quale si impegnavano a costruire con soldi propri una nuova casa per San Gennaro.

E saranno dunque proprio le scelte architettoniche per la sua costruzione, frutto di molte elaborazioni, di molti contributi ideativi e di molte interpretazioni, nel solco del progetto di Francesco Grimaldi l’interessante tema proposto dall’architetto Marida Salvatori martedì 15 p.v all’interno della Cappella del Tesoro di San Gennaro, che la critica recente l’ha definita un reliquario elevato a scala architettonica reale.

Gli appuntamenti di San Gennaro Patrono delle arti Conversazioni in Cappella edizione 2018

Martedì 15 maggio 2018, ore 16.15
“La Cappella del Tesoro: cultura architettonica tra controriforma e barocco.”
Relatore: Arch. Marida Salvatori
Cappella del Tesoro di San Gennaro

Martedì 22 maggio 2018, ore 16.15
“Il convitato d’argento. Lorenzo Vaccaro e i busti reliquiari per la Cappella del Tesoro”.
Relatore: D.ssa Loredana Ianora
Sagrestia della Cappella del Tesoro di San Gennaro

Martedì 29 maggio 2018, ore 16.15
“Transiti. Francesco Rossi fra l’antisagrestia della Cappella del Tesoro e la Cappella Sansevero.”
Relatori: Dott. Roberto Nicolucci- Prof. Vincenzo Conte
Cappella del Tesoro di San Gennaro

Martedì 5 giugno 2018, ore 16.15
“Luca Giordano a scartamento ridotto: l’affresco e le ramine della Sagrestia nuova”.
Relatore: Prof. Stefano Causa
Sagrestia della Cappella del Tesoro di San Gennaro

Nasce il laboratorio progettuale permanente per le periferie napoletane

NAPOLI. “Eravamo a Gianturco nel cuore della periferia di Napoli Est nel 2009 quando è partito “Il Sabato delle Idee” ed eravamo a Gianturco nel 2015 quando abbiamo avviato la riflessione sulle periferie napoletane guidati dall’idea di Renzo Piano di una ‘riqualificazione urbanistica che diventa rammendo sociale’. E oggi “Il Sabato delle Idee” anche sul tema delle periferie vuole evolversi da incubatore di idee a sollecitatore di azioni concrete”. Così lo scienziato Marco Salvatore, fondatore de “Il Sabato delle Idee” aprendo all’Istituto Tecnico Industriale “Galileo Ferraris l’incontro dedicato al “Futuro di Scampia dopo le Vele” ha annunciato la nascita di un “Laboratorio progettuale permanente per le periferie napoletane”. Da Scampia a Ponticelli l’idea è quella di mettere in rete i grandi poli formativi della città, le scuole eccellenti di periferie e le associazioni più attive dei territori per iniziare a lanciare nuovi progetti per lo sviluppo delle periferie anche e soprattutto, come ha spiegato Marco Salvatore, “mettendo al centro della cabina di regia progettuale i giovani e gli studenti che in questi anni di incontri ci hanno mostrato competenze e reattività e ci hanno trasmesso un grande entusiasmo e un’importante iniezione di fiducia sulla speranza di rilanciare Napoli partendo dai suoi serbatoi meno utilizzati”.

E proprio dai giovani sono arrivate alcune delle proposte concrete più interessanti nel dibattito del Sabato delle Idee coordinato dal giornalista, Ottavio Ragone. “Perché Napoli è celebre nel mondo per le sue stazioni metropolitane con installazioni artistiche e l’unica fatiscente è quella di Scampia?”. La provocazione, che è anche una proposta, è venuta da Vincenzo Gaezza, studente prossimo alla maturità all’Istituto Ferraris. Lui come altri studenti hanno individuato tra i problemi principali del quartiere la sua scarsa ‘attrattività’. “Bisogna fare in modo che la gente degli altri quartieri possa venire a Scampia anche la sera”. È il coro unanime degli studenti che sottolineano come a Scampia manchi un cinema, un teatro con un cartellone appetibile per i giovani, mancano dei locali per i ragazzi come ‘i baretti’ della movida cittadina. Per lo sceneggiatore Maurizio Braucci, direttore artistico del progetto di Teatro-Pedagogia “Arrevuoto” e per l’attrice Gina Amarante, tra i grandi protagonisti di “Gomorra La Serie”, proprio il teatro può essere uno dei grandi strumenti di sviluppo di Scampia: sia come momento di formazione culturale per i giovani, sia come strumento di ‘attrazione’ verso il quartiere.

Un quartiere già ‘socialmente accogliente’, anche più di altri, quello di Scampia, come ha spiegato il procuratore capo della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, sottolineando “il grande esempio civico venuto da Scampia nel rispetto dell’insediamento dei campi Rom, a differenza di quanto magari sarebbe accaduto in alcuni quartieri ‘bene’ della città”. Intanto a Scampia è tutto pronto per la rivoluzione epocale dell’abbattimento delle vele, come ha spiegato l’assessore comunale all’urbanistica Carmine Piscopo. Con lui il vicesindaco Raffaele Del Giudice e l’assessore al lavoro, Enrico Panini. Mezza giunta comunale al Ferraris per testimoniare l’attenzione su Scampia e aggiornare la cittadinanza sul cronoprogramma per l’abbattimento della prima vela, la Vela Verde. Agli inizi di Aprile si è chiuso il bando per l’assegnazione dei lavori di abbattimento e ora, secondo Piscopo, “senza intoppi nelle procedure di assegnazione dopo l’estate potranno iniziare i lavori”.

Un primo punto fermo a cui si è aggiunta una seconda buona notizia per Scampia. “Ad ottobre 2019 saremo pronti ad avviare a Scampia il primo anno accademico dei corsi di laurea delle professioni sanitarie della Facoltà di Medicina”. Così l’annuncio del Rettore dell’Università Federico II, Gaetano Manfredi, che ha voluto ringraziare la giunta De Luca per l’impegno della Regione su Scampia dopo 12 anni di attese e ritardi.

Un impegno testimoniato dalla presenza al Ferraris dell’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini, che ha illustrato agli studenti le grandi opportunità del progetto “Scuola Viva”. Cento milioni di euro in quattro anni per 450 scuole campane per far ‘vivere’ le scuole fino alla sera con attività sportive, teatrali, culturali e finalmente con la possibilità di una programmazione a lungo termine. Ora per cogliere queste importanti opportunità tocca anche agli studenti e ai dirigenti d’Istituto: in sala con il preside del Ferraris, Alfredo Fiore, c’era anche il preside del Sannino-De Cillis di Ponticelli, Paolo Pisciotta con i suoi studenti, seduti accanto ai rappresentanti delle associazioni del quartiere, dal Gridas ai Pollici verdi. “Le Università debbono prendersi cura dei giovani delle periferie per i quali un esercito di formatori è importante quanto l’esercito militare lo è per la sicurezza del territorio”, ha evidenziato Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, spiegando che “la vera rivoluzione deve essere quella di un nuovo sistema di valori”. Quei valori di impegno civile che oggi nell’auditorium del Ferraris hanno celebrato in musica gli allievi del Coro dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII-Aliotta” con un’esecuzione da brividi de cento passi”dei Modena City Ramblers per ricordare i 40 anni dalla scomparsa di Peppino Impastato.

 

 

“Free Entry - La città del bello" al rione Sanità

NAPOLI.  Uno spazio rivolto ai bambini di Napoli, un luogo dove offrire un'opportunità di crescita sana, mettendo a disposizione competenze e luoghi. È questo l'obiettivo di "Free Entry - La città del bello", progetto promosso dalla Fondazione di comunità san Gennaro onlus e realizzato con contributo della Cei, di Saint Gobain, di Unicredit spa, di Banca d'Italia e fondazione Cattolica, per un totale di oltre 265 mila euro raccolti. Negli ultimi anni l'Arcidiocesi di Napoli, insieme al Terzo Settore, ha accompagnato e sostenuto lo sviluppo del rione Sanità, mettendo a disposizione della Comunità spazi e competenze, ha ridonato una nuova luce al quartiere ri-abilitando luoghi in disuso, riqualificando i beni artistici e architettonici presenti nel rione, accompagnando le nuove generazioni ad acquisire competenze e favorire l'auto-imprenditorialità. Gli spazi a disposizione dei centri educativi, però, non riescono più a rispondere alle numerose richieste di accompagnamento, sostegno e proposte educative che vengono dagli abitanti. Da qui la scelta di realizzare un centro dedicato ai minori, con particolare attenzione a quelli disabili, valorizzando gli spazi situati all'interno del Complesso Monumentale della Basilica del Buon Consiglio a Capodimonte, spazio messo a dipsosizione gratuitamente dall'Arcidiocesi di Napoli. La scelta nasce dalla posizione favorevole del luogo che è facilmente accessibile da qualsiasi punto della città di Napoli con i mezzi di trasporto ed è ben collegata al Rione Sanità. Con questi input sono partititi i lavori di adeguamento degli ambienti dell'Ipogeo della Basilica del Buon Consiglio a Capodimonte, per renderli consoni allo svolgimento delle attività previste da "Free Entry-la città del bello". Il progetto prevede l'attivazione di laboratori educativi gratuiti e di avviamento al lavoro nel Rione Sanità. Le attività laboratoriali che coinvolgeranno i centri Educativi si svolgeranno in fascia pomeridiana, 5 volte alla settimana per tre ore al giorno e riguarderanno l'informatica, restauro, teatrale, musicale, riciclo, ceramica e porcellana, orto didattico, fotografia e stampa tridimensionale. I lavori di manutenzione ed impiantistica sono stati affidati ad una Cooperativa Sociale di Tipo B "Officina dei Talenti" Onlus che, tra le altre attività, svolge lavori di adeguamento, ristrutturazione e manutenzione di beni artistici e architettonici. Officina dei Talenti nata nel 2008 nel territorio è il frutto dell'investimento culturale, economico ed operativo della Diocesi di Napoli in favore della promozione occupazionale giovanile territoriale, soprattutto delle persone svantaggiate, provenienti per lo più dall'area penale e da quella delle dipendenze patologiche. La parte laboratoriale e i lavori di adeguamento sono stati realizzarti e pensati in stretta collaborazione con l'Associazione Tutti a Scuola Onlus, realtà che da oltre 10 anni si occupa di diritti di persone con disabilità. I luoghi di "Free Entry- la città del bello" saranno completamente accessibili, per permettere la piena fruibilità degli spazi e delle opportunità. Alla mattinata inaugurale, interverranno, il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, Gianni Scotti - delegato generale Fondazione Saint-Gobain per la regione Mediterranea, Elena Goitini- regionale manager sud di Unicredit, don Antonio Loffredo - parroco del rione Sanità, Pasquale Calemme - presidente fondazione di Comunità san Gennaro onlus e le autorità civili e militari. 

Il futuro di Scampia dopo le Vele

Sabato 12 Maggio alle ore 10 ritorna a Scampia il ‘viaggio’ nelle periferie napoletane della decima edizione de “Il Sabato delle Idee”, il pensatoio progettuale fondato dallo scienziato Marco Salvatore che ha messo in rete alcune delle migliori eccellenze scientifiche, accademiche e culturali della città di Napoli. L’appuntamento sarà anche stavolta nell’auditorium “Giuseppe Esposito” dell’Istituto Tecnico Industriale Galileo Ferraris, una grande eccellenza del sistema scolastico campano, proprio nel cuore delle vele di Scampia, con quasi duemila studenti provenienti da diversi comuni del napoletano e una pluralità di indirizzi votati al futuro delle nuove tecnologie: dall’elettronica all’automazione. A dicembre era partito proprio dal Ferraris il progetto del Sabato delle Idee di valorizzazione delle periferie napoletane che sta provando a mettere in rete le eccellenze della periferia cittadina (spesso poco conosciute) con i grandi poli formativi del centro di Napoli. Sabato a Scampia con gli studenti del Ferraris ci saranno anche gli studenti dell’Istituto Scolastico “Sannino-De Cillis” di Ponticelli, che con il Sabato delle Idee hanno avviato un progetto di studio sui valori di partecipazione civica sanciti dalla carta costituzionale, alcuni dei migliori allievi del Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” riuniti nell’Ensemble di Clarinetti Panarmònia diretta dal Maestro Giovanni De Falco, una rappresentanza di ex allievi eccellenti della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa” e i Rettori dell’Università Suor Orsola Benincasa e dell’Università Federico II, Lucio d’Alessandro e Gaetano Manfredi, che rappresentano anche il vertice della Conferenza dei Rettori delle Università italiane.

“Il Sabato delle Idee anche sul tema delle periferie vuole evolversi da incubatore di idee a sollecitatore di azioni: quelle azioni, urbanistiche e culturali sollecitate nei precedenti incontri da una platea studentesca fiduciosa e reattiva, che ci ha trasmesso un grande entusiasmo e un’importante iniezione di fiducia sulla speranza di rilanciare Napoli partendo dai suoi serbatoi meno utilizzati”. Così Marco Salvatore, direttore scientifico dell’IRCSS SDN presenta gli obiettivi del nuovo progetto del Sabato delle Idee. “Sullo sfondo delle Vele da abbattere - evidenzia Salvatore - la cultura sta diventando la stella polare della riqualificazione urbana e sociale di Scampia come dimostrano le recenti aperture di librerie e biblioteche e la rinata sensibilità per le opportunità paesaggistico-storiche, in un quartiere che vanta il 60% del verde pubblico complessivo dell’intera città di Napoli, e che può esibire non pochi reperti archeologici di epoca romana”. Il Sabato delle Idee ha deciso, quindi, di costituire un Osservatorio stabile sul rilancio di Scampia e delle periferie napoletane per monitorare lo sviluppo di una progettualità concreta attorno alle tante idee importanti raccolte tra i giovani.

La riflessione del Sabato delle Idee, coordinata dal responsabile della redazione napoletana del quotidiano “La Repubblica”, Ottavio Ragone, ripartirà dall’intervento dell’assessore comunale all’urbanistica Carmine Piscopo, in merito al cronoprogramma dell’abbattimento delle Vele che agli inizi di Aprile ha registrato la chiusura del bando per l’assegnazione dei lavori di abbattimento della Vela Verde. Del futuro di Scampia dopo l’abbattimento delle Vele discuteranno al tavolo del Sabato delle Idee l’assessore all’Istruzione della Regione Campania, Lucia Fortini, l’assessore al Lavoro del Comune di Napoli, Enrico Panini, il Procuratore Capo della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, il dirigente dell’Istituto Galileo Ferraris, Alfredo Fiore, lo scrittore Maurizio Braucci, direttore artistico del progetto di Teatro-Pedagogia “Arrevuoto” e sceneggiatore del film “Gomorra” di Matteo Garrone, l’attrice Gina Amarante, tra i grandi protagonisti di “Gomorra La Serie” nel ruolo di Maria, la fidanzata di Enzo Sangue Blu e Padre Fabrizio Valletti, fondatore del Centro di Formazione culturale e professionale “Alberto Hurtado” di Scampia.

Fattorie didattiche aperte all'Istituto zooprofilattico

NAPOLI. Si terrà sabato 12 e domenica 13 maggio, dalle ore 9 alle ore 14, a Portici, presso la sede dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, in via Salute 2, la dodicesima edizione di “Fattorie Didattiche Aperte”. Alle ore 10 di sabato 12 maggio è prevista l’inaugurazione della manifestazione.

All’interno del parco dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno sarà possibile visitare gli stand suddivisi per aree tematiche: Attività ludico-didattiche; il mare; teatro dei burattini e associazioni; legalità e solidarietà; sapori campani; ricerca, innovazione e formazione; educazione ambientale; benessere animale e la fattoria.

Il Centro recupero animali selvatici (Cras), alle ore 13 di entrambe le giornate, rimetterà in libertà dei rapaci curati presso il centro. Mentre il dipartimento di prevenzione dell’Asl fornirà informazioni sull’anagrafe degli animali da compagnia e sarà presente con l’anagrafe itinerante per la registrazione e l’inserimento dei microchip per gli animali domestici.

Sabato 12 maggio si terrà la VI edizione del concorso “Bello e Certificato” riservato agli studenti del IV anno del corso di Cucina e Sala degli istituti alberghieri. Nell’ambito del concorso, l’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania in collaborazione con l’IZSM assegnerà il premio speciale alla memoria di Anna di Gennaro, giunto alla 13esima edizione.

Il 13 maggio, alle ore 10, inoltre, si terrà la prima edizione della corsa campestre “Corriamo nella Natura - Parco Reale di Portici”.

L’evento si inserisce all’interno della manifestazione “Tutta n’ata storia”, giunto alla seconda edizione, che prevede quattro eventi contemporanei: Mediterraneo Food Days (Prima edizione - a cura del Dipartimento di Agraria), Fattorie didattiche aperte, La Scuola adotta un Monumento: la Reggia di Portici (Sesta edizione - visite guidate alla Reggia di Portici a cura dagli alunni del Liceo Scientifico Statale Filippo Silvestri di Portici e della Fondazione Napoli99) e Pietrarsa in famiglia a cura del Museo Ferroviario di Pietrarsa.

Dal bosco superiore (Parco Gussone del Dipartimento di Agraria della Federico II e IZSM) fino al mare, i partecipanti potranno visitare gli 80 stand degli espositori di Fattorie Didattiche, nei giardini dell’IZSM, e di Mediterraneo Food Days, nell’area della Pallacorda e nel monumentale Orto Botanico.

L’evento è organizzato e promosso dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, dal Museo Ferroviario di Pietrarsa, dal Liceo Scientifico Statale “Filippo Silvestri” in collaborazione con la Fondazione Napoli 99.

Nasce a Napoli il cento di ricerca Francesco Saverio Nitti

NAPOLI. Riscoprire, valorizzare ed attualizzare il grande lascito culturale di Francesco Saverio Nitti: un pensiero politico ricco di implicazioni di carattere educativo, che sulla base di studi storici, ha evidenziato la centralità del momento tipicamente pedagogico della formazione di un autentico ethos democratico per la fondazione di società aperte e pluraliste. Nasce a Napoli con questo ambizioso obiettivo di carattere scientifico e culturale il Centro Internazionale di Ricerca Francesco Saverio Nitti per il Mediterraneo, dedicato al grande statista lucano, presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia e tra i membri più illustri dell’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana.

L’idea è dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, la più antica Università libera italiana che da oltre cento anni rappresenta uno dei centri di eccellenza internazionale per la formazione pedagogica. Il Suor Orsola ha già unito attorno al Centro di Ricerca dedicato a Nitti già sette prestigiose università internazionali: sei tra le più importanti università del Mediterraneo (gli atenei spagnoli di Alicante, Ávila, Siviglia e Valladolid, l’Università greca della Tracia e l’Università portoghese di Evora) e l’Università Metropolitana di Puerto Rico.

Domani alle 10.30 nell’aula magna del Suor Orsola l’inaugurazione del Centro Internazionale di Ricerca Francesco Saverio Nitti con un convegno internazionale dedicato al tema “Il Mediterraneo delle culture: educazione, intercultura, cittadinanza”, che sarà aperto dagli interventi del Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa Lucio d'Alessandro, del preside della Facoltà di Scienze della Formazione del Suor Orsola Benincasa, Enricomaria Corbi e di Maria Dimasi, direttore del Dipartimento di Lingua, letteratura e cultura dei paesi del Mar Nero dell’Università della Tracia, che con il Suor Orsola rappresenta il pilastro fondativo del Centro di Ricerca dedicato a Nitti.

Ci saranno due sessioni di lavori dedicate ai temi Pedagogie e didattiche tra inclusione e cittadinanza” e “Le dimensioni e gli ambiti dell'educazione interculturale” e una sessione di presentazione di ricerche, studi e progetti sul Mediterraneo delle culture che sarà aperta dall’intervento di Fabrizio Manuel Sirignano, presidente del Corso di Laurea in Scienze della Formazione primaria del Suor Orsola e direttore del Centro Internazionale di Ricerca Francesco Saverio Nitti.

“L’obiettivo di questo nuovo Centro di Ricerca - anticipa Sirignano - è quello di individuare le tante ‘pedagogie sommerse’ presenti in ambito internazionale, con particolare riferimento al Mediterraneo: modelli, esperienze e testimonianze sommerse, appunto, dall’oblio cui sono state relegate per la loro sostanziale dimensione critica, legata a fasi storiche in cui più forte è stato il dissenso e nel contempo la speranza nei cambiamenti più o meno radicali dei sistemi vigenti”.

La lotta contro l’analfabetismo, le indagini sul campo, gli interventi in Parlamento, le proposte di legge, la forte vocazione europeista e la strenua lotta per l’affermazione dei valori di libertà e democrazia che rappresentano i pilastri della vita e dell’impegno di Francesco Saverio Nitti saranno la bussola dell’attività del Centro di Ricerca a lui dedicato con l’obiettivo, come evidenzia Sirignano, di “insegnare alle giovani generazioni ed a quanti intendono impegnarsi nelle istituzioni pubbliche che l’Europa è prima di ogni cosa un grande modello culturale che affonda le sue radici nelle culture Mediterraneo”.

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