Venerdì 20 Aprile 2018 - 3:00

Giornata del paesaggio al Museo di Capodimonte

NAPOLI. Domani martedì 13 marzo, alle ore 11 il Museo e Real Bosco di Capodimonte parteciperà alla seconda edizione della "Giornata Nazionale del Paesaggio", promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con oltre 120 iniziative in tutta Italia, con la visita guidata "L'arte racconta il paesaggio", a cura di Concetta Capasso e Paola Aveta dei Servizi educativi. Nella prima parte del percorso, i visitatori saranno condotti alla scoperta dei capolavori presenti nelle collezioni del museo, i paesaggi settecenteschi di Antonio Joli, Claude-Joseph Vernet e Jacob Philipp Hackert che decorano l'Appartamento Reale assieme ai preziosi oggetti della Manifattura napoletana con le vedute del Regno di Napoli. L'itinerario guidato continuerà nel Bosco di Capodimonte, bene culturale protetto dall'Unesco con un immenso patrimonio storico, architettonico e botanico. I visitatori potranno ammirare la parte iniziale del settecentesco bosco carolino per proseguire nel giardino ottocentesco all'inglese, noto come Giardino dei Principi, poi il percorso prosegue nell'area del Belvedere, da cui è possibile godere di un panorama sul golfo di Napoli che abbraccia l'intera città.

Il parco fu voluto da Carlo di Borbone nell'area della collina di Capodimonte per la bellezza della veduta sulla città, divenuta una delle immagini più celebri del vedutismo napoletano. L'attuale configurazione consente di seguire le trasformazioni che si sono susseguite nel corso di oltre due secoli e di riconoscere i momenti fondamentali della sua evoluzione. La Giornata Nazionale del Paesaggio ha lo scopo di promuovere la cultura del paesaggio e sensibilizzare i cittadini ai valori della salvaguardia dei territori con iniziative di riflessione sul tema e incontri di approfondimento incentrati su opere delle collezioni che raffigurano paesaggi. Il percorso guidato proposto dal Museo di Capodimonte vuole raccontare, attraverso i dipinti più significativi e i servizi della Manifattura della Real Fabbrica della porcellana di Napoli, la nascita e lo sviluppo dei Siti Reali Borbonici a partire dal Settecento con l'insediamento di Carlo di Borbone nel Regno di Napoli. 

Da Caravaggio a Masaniello, nuovi contenuti per il Museo Archivio Banco di Napoli

NAPOLI. Si amplia l'offerta permanente de "Il Cartastorie", Museo dell'Archivio storico del Banco di Napoli in via dei Tribunali, nel cuore del centro antico della città. Dal 10 marzo i visitatori, con l'acquisto del biglietto di ingresso, potranno fruire dei nuovi contenuti della sala interattiva rinominata "Angolo Cuomo", che prende il nome dal palazzo che la ospita, Palazzo Cuomo, lungo le scale progettate da Ferdinando Sanfelice. La sala, nella quale già si narrano la storia di Angelo Carasale e del Teatro San Carlo, si arricchisce di tre nuovi contenuti multimediali realizzati in questi mesi dal museo stesso e tratti dalle ricerche sulle scritture dell'Archivio Storico del Banco di Napoli.Il primo dei nuovi capitoli è dedicato alla Pala Radolovich, opera commissionata ma mai ritrovata​, ​o forse mai realizzata​,​ del celebre pittore Caravaggio, rielaborata artisticamente sulla base di una dettagliata causale di pagamento del 1606, unica traccia finora rinvenuta. 

RIVOLUZIONE NAPOLETANA. Il secondo racconta la "Rivoluzione napoletana" dal punto di vista di Vincenzo d'Andrea, uno dei maggiori protagonisti della rivoluzione del 1647 e della successiva Serenissima Repubblica Napoletana: un'immersione nella breve epopea di Tommaso d'Amalfi, detto Masaniello​.​ Il terzo prodotto multimediale, "Scavando tra le carte", ha come protagonista Rocco Gioacchino Alcubierre il quale narra le vicende che, nel 1738, lo portarono a rinvenire i resti dell'antica Ercolano. Attraverso la sua voce, si ripercorrono i momenti fondamentali di quella che fu l'età 'eroica' dell'archeologica borbonica.​A​ due anni dall​'​inaugurazione del percorso multimediale Kaleidos di Stefano Gargiulo (Kaos Produzioni), cuore dell'offerta permanente de ​"Ii​ ​Cartastorie​"​, si aggiungono quindi ulteriori frammenti del patrimonio culturale custodito negli 80​ ​km di documenti conservati dall'Archivio. Palazzo Cuomo​, ​da cui prende il nome la nuova sala​,​ fu annesso a Palazzo Ricca​, ​antica sede del Banco dei Poveri e attualmente sede della Fondazione Banco di Napoli, dell'Archivio e del suo museo​,​ nel 1787, quando la mole delle scritture degli antichi banchi pubblici napoletani si fece troppo grande per essere contenuta in un unico edificio. "Angolo Cuomo" segna del resto anche oggi un'espansione, stavolta nell'operazione di valorizzazione delle storie contenute nei faldoni dell'Archivio.​ 

Record di presenze al Pan per la mostra su Dalì

NAPOLI. Oltre 3000 visitatori per il primo week end della mostra 'Io Dalí' in programma fino al 10 giugno 2018. Nonostante la pioggia e la giornata elettorale, domenica file non solo ai seggi ma anche al PAN|Palazzo delle Arti Napoli. Per la prima volta in Italia un'esposizione che svela l’immaginario di Salvador Dalí, portando i visitatori nella Vita segreta del genio poliedrico. La mostra passa in rassegna, attraverso dipinti, disegni, video, fotografie e riviste, il modo in cui il pittore è stato capace di creare il proprio personaggio rendendo opera d'arte ogni suo gesto; indagando e rivelando l’altra vita dell’artista catalano, quella meno conosciuta, fondamentale per comprendere la sua incredibile personalità.La mostra è stata fortemente voluta dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris e dell'assessore alla Cultura Nino Daniele e nasce in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí nella persona diMontse Aguer, Direttrice dei Musei Dalí. La direzione generale è di Alessandro Nicosia Presidente di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare che l’ha realizzata e co-organizzata. Inoltre è supportata dal Ministero della Cultura spagnolo, con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e l’Istituto Cervantes.

L'esposizione è curata da Laura Bartolomé e Lucia Moni per la Fundació Gala-Salvador Dalí e da Francesca Villanti direttore scientifico di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con la consulenza scientifica di Montse Aguer e di Rosa Maria Maurell.

Cervelli in fuga, dibattito per “Il sabato delle idee”

“Provare a costruire una rete di istituzioni che sappia dialogare a Napoli e per Napoli senza discussioni sterili e senza individualismi ma lanciando idee e proposte concrete per lo sviluppo della città e del Mezzogiorno”. Nel gennaio del 2009 fu questo l’obiettivo con cui lo scienziato Marco Salvatore lanciò la rassegna di incontri de “Il Sabato delle Idee” mettendo insieme l’IRCCS SDN e l’Università Suor Orsola Benincasa. Negli anni successivi da quell’idea è nato un pensatoio stabile che ha messo in rete alcune tra le più importanti istituzioni accademiche, scientifiche e culturali della città di Napoli, dall’Istituto Italiano per gli Studi Storici alla Città della Scienza, dal Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella alla Fondazione Castel Capuano. Un pensatoio progettuale che sabato 17 Febbraio taglierà il traguardo della decima edizione dei suoi cicli annuali di incontri. 

E sabato 17 febbraio alle ore 10 nella sala conferenze dell’Ospedale Santobono Pausilipon (nella sua sede di via della Croce Rossa) si ripartirà proprio da un tema nevralgico per il lavoro dei giovani con il primo appuntamento del ciclo 2018 de “L’Italia del futuro in un mondo che cambia” dedicato ad uno dei grandi problemi del Paese: la fuga dei cervelli. “Tornare o non tornare?” sarà il tema della discussione organizzata e promossa in collaborazione con il CNR che sarà aperta da Anna Maria Minicucci, direttore generale dell’A.O.R.N. Santobono Pausilipon, Lucio d’Alessandro,  Rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e vicepresidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, e dal fondatore del Sabato delle Idee, Marco Salvatore,  direttore scientifico dell’IRCCS SDN.

Al tavolo della discussione coordinato dal giornalista Max Mizzau Perczel, portavoce della presidenza del CNR, ci saranno le “Storie di crisi e di successo” raccontate da alcuni dei più illustri cervelli italiani in ambito medico-scientifico in un serrato confronto tra quelli che hanno scelto di restare all’estero e quelli che, invece, hanno scelto di tornare. Ci saranno, tra gli altri, l’informatico Giovanni Acampora, docente di Intelligenza artificiale presso il  Dipartimento di Fisica dell’ Università di Napoli Federico II, Italia, il chirurgo del “Queen Alexandra Hospital” di Portsmouth, Valerio Celentano, la biotecnologa del CNR, Loretta del Mercato, vincitrice del premio ERC (European Research Council ) nel 2017 per i suoi studi all’avanguardia sul tumore del pancreas, la scienziata Maria Luisa Lavitrano, professore ordinario di Patologia generale all’Università di Milano Bicocca, il filosofo Davide Marocco, docente di Psicometria all’Università degli Studi di Napoli Federico II e grande esperto di sistemi di intelligenza artificiale, il Rettore dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Giuseppe Paolisso, la sociologa Brunella Rallo fondatrice del blog “Mamme di cervelli in fuga” e il farmacologo Nello Mainolfi, fondatore a Cambridge nel Massachusetts della Start up “Kymera Therapeutics” e vincitore nel 2018 del premio come migliore innovatore italiano nel mondo assegnato dal Ministero degli Esteri.

Le conclusioni del dibattito saranno affidate al presidente del CNR e della Consulta dei presidenti degli Enti pubblici di ricerca, Massimo Inguscio e al presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II di Napoli.

Domani i funerali laici di Galasso nel Maschio Angioino

NAPOLI. Si terranno domani alle ore 11 nei locali della Società di storia patria nel Maschio Angioino di Napoli i funerali laici di Giuseppe Galasso, storico napoletano morto ieri a 88 anni. Questa mattina si è svolto il sopralluogo, già concordato nella giornata di ieri, per l'organizzazione della cerimonia: presenti i familiari, l'assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele e il presidente della Società di storia patria Renata De Lorenzo. Il sindaco Luigi de Magistris, che parteciperà ai funerali, ha disposto che il Comune di Napoli e la Città metropolitana di Napoli siano presenti con i rispettivi Gonfaloni e con il picchetto d'onore della Polizia municipale.

Morto lo storico Giuseppe Galasso, lutto nel mondo della cultura

NAPOLI. Si è spento all'età di 88 anni Giuseppe Galasso, storico, giornalista, politico e professore universitario. Il decesso la scorsa notte, nella sua abitazione a Pozzuoli. Nato a Napoli nel 1929, Galasso ha insegnato nelle università di Salerno, Cagliari e Napoli ed era attualmente docente di storia moderna all'università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Fra i temi di cui si è occupato e dei quali ha scritto spiccano il Risorgimento, il Mezzogiorno d'Italia, l'opera di Benedetto Croce. Galasso è stato presidente della Società napoletana di storia patria dal 1980; componente il consiglio scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino; presidente della Biennale di Venezia dal dicembre 1978 al marzo 1983 e della Società Europea di Cultura dal 1982 al 1988; dal 1977 è socio dell'Accademia dei Lincei. Numerose le sue collaborazioni giornalistiche, con, fra gli altri il Mattino di Napoli, il Corriere della Sera, La Stampa e L'Espresso. In politica Galasso ha lungamente militato nel Partito Repubblicano, nelle cui fila è stato dal 1970 al 1993 consigliere comunale a Napoli e assessore alla Pubblica Istruzione, sempre a Napoli, dal 1970 al 1973. Nel 1975 fu incaricato sindaco della città ma non riusci a costituire una giunta. Sempre per il Pri è stato deputato dal 1983 al 1994. Tra l'83 e l'87, con il primo e il secondo governo Craxi,Galasso è stato sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali e Ambientali. Durante questi mandati ha realizzato, attraverso un serie di decreti, un sistema di vincoli su beni paesaggistici, fino a disciplinare in maniera compiuta la materia con la cosiddetta 'Legge Galasso' del 1985 per la protezione del paesaggio. E' stato anche sottosegretario al ministero per l'Intervento Straordinario nel Mezzogiorno dal 1988 e il 1991 con i goveni De Mita e Andreotti. 

Parco archeologico di Ercolano, via al primo Instameet con gli igers

ERCOLANO. La prossima domenica 11 febbraio il Parco Archeologico di Ercolano aprirà le porte alla community di Instagram organizzando il primo Instameet all’interno del sito.
Accompagnati da un esperto del Parco, gli igers (diminutivo di instagrammer) faranno visita al Parco Archeologico alla scoperta degli scatti più suggestivi dell’antica città romana per poi postarli sui canali ufficiali del Parco e della community. 

Nella stessa giornata tutti i visitatori del sito archeologico potranno andare  alla scoperta di “Volti e maschere nel Parco Archeologico di Ercolano”, e guidati da una semplice brochure in distribuzione alla biglietteria, potranno ritrarre il tema scelto nelle foto che poi posteranno con gli hashtag #ercolano_instameet e #PaErco

«È il virtuale che entra nel reale, nel concreto di questo Parco – dichiara il direttore Francesco Sirano – la ricerca all’interno del sito di un tema specifico sarà occasione per questa giornata della scoperta di angoli non visitati del Parco, e la circolazione delle immagini che gli istagramer pubblicheranno sulle loro pagine social permetterà di far conoscere alla comunità più allargata quanto questo sito possa stupire».

 Gli Igers sono utenti del social che hanno una forte propensione alla cultura e agli eventi e promuovono tramite i loro profili, che contano più di 10 mila fan, il luogo scelto per l’incontro.
L’evento è stato organizzato grazie alla collaborazione di IgersCamopania, IgersNapoli e della cooperativa Giancarlo Siani che offrirà ai membri della community un aperitivo con i prodotti del territorio dei beni confiscati e della rete antiracket. 

 

Domenica nei musei, boom Mann e Reggia di Caserta

NAPOLI. "Ancora un grande successo per la domenica al museo. Non solo turisti ma anche tante famiglie che sin dalle prime ore del mattino hanno visitato gli oltre 420 luoghi della cultura statali aperti gratuitamente come ogni prima domenica del mese". Così il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini presentando i dati definitivi delle affluenze di oggi nei principali Musei italiani. "La domenica gratuita - sottolinea Franceschini - si inserisce a pieno titolo tra le iniziative dell'anno europeo del patrimonio che puntano a aumentare la partecipazione e a far sentire le persone più strettamente coinvolte con il patrimonio culturale". Dalla prima edizione del luglio 2014 sono stati circa 12 milioni i visitatori accolti dai MUSEI statali, 3,5 milioni solo nello scorso anno. Quattro siti campani tra i primi 15. Boom del Mann (nella foto il direttore Paolo Giulierini) e della Reggia di Caserta.  Ecco i dati definitivi dei visitatori nei principali luoghi della cultura statali nella prima domenica di febbraio. 23.984 Parco archeologico del Colosseo; 8.434 Museo Nazionale Romano; 7.191 Reggia di Caserta;  7.173 Museo archeologico nazionale di Napoli; 7.164 Palazzo Pitti; 7.070 Galleria degli Uffizi; 6.534 Giardino di Boboli; 6.278 Pompei; 5.574 Galleria dell'Accademia di Firenze; 5.226 Castel Sant'Angelo; 5.082 Gallerie nazionali di arte antica di Roma; 4.826 Musei reali di Torino; 4.736 Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma; 4.049 Palazzo Reale di Napoli; 3.749 Pinacoteca di Brera

«Allah e San Gennaro? Ecco perché il dialogo è possibile»

NAPOLI. “Allah, San Gennaro e i tre Kamikaze”, edito da Mondadori , è il titolo del nuovo libro di Pino Imperatore. Napoli, nelle sue contraddizioni è la meravigliosa cornice in cui si evolve l'intrigante storia che vede protagonisti tre aspiranti Kamikaze. La maestria e il sottile umorismo che fanno di Pino Imperatore uno dei più prestigiosi e influenti autori del panorama culturale partenopeo, lasciano trapelare non solo la realtà cronicistica dell'attuale momento storico ma anche la simbologia contrastante di due culture che sotto altri aspetti possono, altresì, suggerire, punti di congiunzione che sfociano nella reciproca tolleranza e interazione.
Quale Napoli si vuol far emergere da questa storia?
«L’umorismo è un potentissimo strumento di denuncia e di riflessione. Io ho sempre cercato di raccontare Napoli con realismo, senza filtri e mezze misure: una città fatta di luci e ombre, densa di contraddizioni e di slanci creativi, viva e pulsante come nessun'altra realtà urbana al mondo».

I partenopei sono conosciuti come popolo ancorato alle superstizioni. Nell'accostamento di Allah a San Gennaro si potrebbero ipotizzare delle affinità culturali che anziché creare incomprensioni con i musulmani rendono invece più agevole la complicità e la collaborazione?
«È proprio ciò che accade nel mio romanzo. Feisal, uno dei tre aspiranti kamikaze, resta affascinato dalla religiosità partenopea, che unisce il sacro al profano in culti, usanze e credenze uniche nel loro genere. Anche credi religiosi molto distanti fra loro possono trovare, tramite la reciproca tolleranza e il dialogo interculturale, terreni fertili di contaminazione e di coesistenza».
Il retaggio culturale di impronta tradizionalista ancora presente al Sud potrebbe secondo lei tenere Napoli fuori dai giochi della radicalizzazione e di eventuali attacchi terroristici o limitarne almeno il rischio?
«Purtroppo i processi di radicalizzazione, che spesso sono rapidi e imprevedibili e conducono alla formazione dei cosiddetti "lupi solitari", non consentono alla nostra città di potersi ritenere al riparo da possibili attacchi. Mi auguro comunque che Napoli, e con essa tutte le città del pianeta, non entri mai nel mirino del terrorismo».
Per la stesura del libro da cosa ha colto ispirazione?
«Ho messo a confronto due opposti modi di pensare: la filosofia di morte dei terroristi, che conduce ai massacri e alla diffusione di un clima di paura immanente, e la filosofia di vita di Napoli e dei suoi abitanti, orientata verso le positività dell'esistenza. Dall'incontro-scontro fra questi due elementi è nata la trama del romanzo».
I popoli del Sud, e Napoli in particolar modo, sono noti per la loro accoglienza. Che ne pensa delle politiche di integrazione attuate da de Magistris? A Napoli c'è integrazione o coabitazione?
«Io parlerei piuttosto di interazione. Al di là di qualche isolato episodio di intolleranza, tutte le comunità etniche presenti sul territorio partenopeo interagiscono pacificamente con la città e con il suo tessuto sociale. Napoli è da sempre un melting pot di razze e culture differenti, che col passare del tempo hanno dato vita a un'identità forte e condivisa. E di questo, come di tante altre cose, come napoletani dobbiamo essere orgogliosi».

Il libro e la spada: un anno dopo Napoli ricorda Pietro Golia

di Vincenzo Nardiello

Il libro nella mano destra. La spada in quella sinistra. Il pensiero e l’azione. Poi le mani si avvicinano, fino a sovrapporsi. Nella convinzione che ciò che davvero vale nella vita non è la vita in quanto tale, bensì ciò che se ne fa. A un anno dalla morte di Pietro Golia, giornalista, editore e fondatore della casa editrice Controcorrente - un’intera esistenza trascorsa a viaggiare in direzione ostinata e contraria - le donne e gli uomini che ne hanno raccolto il testimone continuandone l’opera (primo tra tutti Mauro Finocchito), hanno avuto l’idea di ricordarlo presentando il libro di Dominique Venner, “Il Secolo del 1914. Utopie, guerre e rivoluzioni nell’Europa del XX secolo”. Un’intuizione brillante e azzeccata, non solo perché si tratta dell’ultimo volume al quale Golia si è dedicato nella sua veste di editore e pubblicato dopo la sua scomparsa, ma soprattutto perché probabilmente pochi intellettuali contemporanei come lo storico e saggista francese hanno dimostrato con i fatti di aver avuto la stessa idea di coerenza tra pensiero e azione che aveva Golia.

 

GOLIA, VENNER E IL CAVALIERE. Un uomo è ciò che pensa, d’accordo. Ma se poi ciò che pensa non lo fa o, peggio, fa l’opposto di ciò che pensa, allora ciò che pensa non vale nulla. In questo assunto di eco poundiano c’è tutta l’essenza del pensiero e dell’opera di un patriota del Sud e delle sue identità come Pietro Golia. L’intero arco delle sue mille battaglie, che furono culturali e metapolitiche innanzitutto, può essere riassunto all’interno del confine pensiero-azione-coerenza. Esattamente come Venner, che scelse il “Cavaliere, la morte e il diavolo” di Albrecht Dürer come copertina del suo libro testamento, prima di togliersi la vita in modo grande e tragico, alla maniera dei samurai. Un “Samurai d’Occidente”, appunto: «Reso immortale dalla stampa, il Cavaliere vivrà per sempre nel nostro immaginario, al di là del tempo - scriveva Venner -. Solitario, al passo fermo del suo destriero, la spada al fianco, il più celebre ribelle dell’arte occidentale cavalca verso il suo destino tra le foreste e i nostri pensieri, senza paura né preghiere. Incarnazione di una figura eterna in questa parte del mondo chiamata Europa». 

 

ANDARE AVANTI PER ANDARE PIU' AVANTI ANCORA. Ecco, tutti coloro che hanno conosciuto Golia, ne hanno condiviso o meno il pensiero, apprezzato la passione di idee e battaglie, hanno riconosciuto nel Cavaliere di Dürer l’incarnazione dell’essenza stessa del suo agire. Il suo motto, «andare avanti per andare più avanti ancora», si pone come didascalia ideale alla stampa di Dürer, icona eroica di una destra nobile e purtroppo smarrita nel mare in tempesta della postmodernità e del pensiero unico. Per questo la scelta di Controcorrente di presentare il libro di Venner - l’appuntamento è per il prossimo 3 febbraio, alle 17,30 presso l’hotel Napolit’amo, in via Toledo a Napoli - rappresenta quanto di meglio oggi quella destra ideale e per certi versi tragica, è ancora in grado di offrire e trasmettere a chi è in cerca di un pensiero ribelle e anticonformista, ma non per questo disancorato dalla realtà. O perduto nei fumi dell’utopia. Al contrario. Proprio come Venner ha insegnato, il pensiero alternativo non è pensiero utopico, ma saldamente ancorato a memorie, tradizioni, identità.

 

LA MEMORIA DEL SUD. A iniziare dal ruolo decisivo della memoria stessa nella ricostruzione dell’identità europea tragicamente perduta: «È grazie al vigore della sua “memoria”, trasmessa in seno alle famiglie, che una comunità può attraversare il tempo, a dispetto degli accidenti che tendono a dissolverla», scriveva lo storico francese. E proprio al valore della memoria storica, soprattutto di quella negata e occultata, Golia ha consacrato la sua intera opera pionieristica indirizzata al revisionismo postunitario. I lavori pubblicati da Controcorrente sono diventati punti di riferimento per chi voglia andare oltre le letture agiografiche dell’unità d’Italia, contestando le menzogne di una guerra di conquista condotta contro il Sud, uno scontro di civiltà spacciato per questione di ordine pubblico. Fu così - con l’abile uso della menzogna divenuta verità sulle baionette dei vincitori - che il saccheggio del Meridione divenne una luminosa storia di liberazione. Nei suoi scritti e nei libri pubblicati dalla sua casa editrice, il coraggioso editore napoletano mise sempre in evidenza il ruolo di quella borghesia risorgimentalista, anche meridionale, destinata a diventare il pilastro del trasformismo italico. Una iattura per il popolo del Sud, da quel momento - e solo da quel momento - costretto ad emigrare, aprendo una voragine d’intelligenze che contribuirà a fare dei meridionali una “questione”.

 

CONTRO GLI OLIGARCHI SENZA VOLTO. Ma Golia, arruolatosi giovanissimo nei reparti degli arditi della destra assediata e intellettualmente più audace, si impegnò a fondo anche nella lotta contro i padroni della globalizzazione mondialista e tecnocratica. E lo fece a suo modo: da antesignano e senza fare sconti a nessuno. Sfidando lo spirito del tempo. Una guerra scatenata diversi anni prima che Cristopher Lash, con il suo “La rivolta delle élite. Il tradimento della democrazia”, imponesse nel dibattito pubblico americano il tema di quella élite liberale e cosmopolita di tecnocrati, speculatori e manager che determinano le sorti delle società contemporanee. Molto prima che in Europa esplodessero i movimenti populisti, Golia mise a nudo il volto oscuro e tirannico di questi moderni oligarchi senza volto e senza Patria, propagandisti delle ideologie della disgregazione e dell’omologazione, e anche per questo si schierò contro la pseudo Unione europea. Ma ciò non gli impedì mai di continuare a coltivare il sogno di un’Europa nazione, un’Europa dei popoli agli antipodi di quella di Bruxelles. Nella convinzione che, come scriveva proprio Venner nella prefazione al libro di Gérard Dussouy “Fondare lo Stato europeo” pubblicato da Controcorrente, «contrariamente a quello che sostengono gli adoratori della globalizzazione, uno Stato forte, incarnazione della potenza, così come il grande spazio statale, restano gli unici, veri attori internazionali. Quando si è capito questo, si comprende altresì che non esisterà mai una potenza europea capace di garantire la sopravvivenza dei suoi popoli e delle sue nazioni culturali, finché non esisterà un autentico Stato europeo identitario, una robusta Repubblica europea di tipo federale che recuperi e protegga la sostanza delle antiche nazioni, strumento politico al servizio dei popoli e dei cittadini di origine europea». Diversamente, faremo rotta verso la dissoluzione della nostra antica civiltà e delle Nazioni che l’hanno fatta grande nel mondo. 

Ecco, il 3 febbraio Golia e Venner torneranno a parlare di questo e molto altro a chiunque abbia voglia di ascoltarli. Lo faranno a cavallo del loro destriero come nella stampa di Dürer. Eterni ribelli «tra le foreste e i nostri pensieri».

Per battere ancora una volta la morte e il diavolo.

 

 

 

NAPOLI, UNA MESSA E UN CONVEGNO PER RICORDARE L'EDITORE PIETRO GOLIA. 

Una messa e un convegno per ricordare Pietro Golia, il noto editore napoletano morto un anno fa. La celebrazione eucaristica avrà luogo domani 1° febbraio 2018, alle ore 18, nella chiesa di San Ferdinando a Napoli, dove si raccoglieranno familiari e amici. Sabato 3 febbraio, invece, presso l’Hotel Napolit’amo in via Toledo 148, alle ore 17:30, ci sarà la presentazione dell’ultimo libro al quale si è dedicato come editore Pietro Golia, dato alle stampe dopo la sua scomparsa nel mese di ottobre 2017. Il convegno è stato organizzato dall’associazione “Controcorrente” che ha raccolto l’eredità editoriale e culturale del fondatore della casa editrice napoletana. L’opera in questione è “Il Secolo del 1914. Utopie, guerre e rivoluzioni nell’Europa del XX secolo” di Dominique Venner. Interverranno Alessandro Sansoni, Gaetano Marabello, Marina Simeone, Edoardo Vitale ed Emidio Novi. L’incontro, dedicato a Pietro Golia, sarà moderato da Mauro Finocchito, presidente dell’associazione culturale Controcorrente.

 

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