Domenica 16 Dicembre 2018 - 18:38

“Gil Scott Heron - Il Bob Dylan Nero”

Carica di una suggestione ideologica e culturale d’altri tempi è stata la presentazione del libro “Gil Scott Heron - Il Bob Dylan Nero” (Vololibero Edizioni) di Antonio Bacciocchi che si è tenuta alla Fonoteca di Napoli.

Ciò che è, infatti, emerso nel corso dell’incontro di presentazione del libro è andato ben oltre l’accurata biografia dell’artista, marcando quel confine dialettico che separa il mondo dell’impegno nella musica dalla musica di consumo, con il canto e le parole di un artista che è riuscito a rendere i propri sentimenti e le proprie idee un bene comune, consegnando così un’eredità di denuncia e lotta a un’umanità che, malgrado le conquiste ottenute, è ancora lontana dalla vera uguaglianza sociale ed è sempre più orfana di liberi pensatori capaci, come Heron, d’influenzare e cambiare una generazione. 

Gil Scott Heron è stato, infatti, un artista seminale e precursore di tutta una poetica “nera” che oggi trova, nei giovani, ascoltatori purtroppo spesso inconsapevoli delle “radici” culturali, sociali e di pensiero nelle quali affonda il contemporaneo (e degli ultimi decenni) canto di denuncia degli artisti da ghetto di colore; giovani ascoltatori che, distratti e attratti dalle movenze e da lustrate patine di tendenza, tralasciano la portata rivoluzionaria di chi, mezzo secolo fa, iniziava la propria lotta personale spinto da una sincera fede in una rivoluzione socioculturale e razziale.    

E così, se l’autore Antonio Bacciocchi ha narrato la vita di Gil Scott Heron, Rita Lilith Oberti, con il perfetto trasporto emotivo, contemperato dalla compostezza di chi sa di star rappresentando la voce di un uomo, poeta e pensatore, ha letto (in italiano) stralci di alcuni dei testi più significativi della poetica resa in musica di Heron (di cui se ne riportano in calce due nel testo in inglese completo: “Whitey on the moon” e “The Revolution Will Not Be Televised”). La presentazione è stata, inoltre, accompagnata, in funzione sia dei racconti di Bacciocchi che delle letture della Oberti, dall’ascolto di brani scelti e tratti dalla discografia di Gil Scott Heron.

La forza di Heron è stata però il suo "limite". In un'America (intesa come U.S.A.) e per l'occidente tutto, un pensatore e poeta afroamericano era forse ancora troppo "oltre", anche per la controcultura degli anni sessanta e settanta e, come suggerisce il titolo del libro, la voce di un artista rivoluzionario, di un "Bob Dylan", non ha avuto l'eco e la risonanza che meritava probabilmente perché "macchiata" da troppo "colore".       

Si legge nella quarta di copertina: “Poeta, musicista, autore, scrittore, è stato cantore del Vietnam, dei diritti negati ai neri e delle loro lotte, ma anche dei meandri scuri e maledetti dell'animo umano, quello minato da disperazione, da povertà, alcolismo, droga, emarginazione. Lo ha sempre saputo fare con estrema lucidità, linguaggio crudo ma sempre ironico e pungente, accompagnato da una miscela musicale originale che ha saputo pescare dalle radici della black music, rinnovandola e modernizzandola, rimettendosi costantemente in gioco, conto ogni ostacolo, anche quelli più alti”. 

Indubbiamente, il lavoro di Bacciocchi non va ad inserirsi nel catalogo di libri di musica d’altri tempi, dedicati ai ricordi di una nostalgica generazione oramai vecchia o alla celebrazione (fine a se stessa) di una dato artista, ma vuole rimarcare, con rinnovato impeto, lo spirito di un uomo che ha saputo esprimere un linguaggio universalmente valido al di là dei tempi e dei costumi.    

Marco Sica

 

Whitey on the moon

"A rat done bit my sister Nell.

(with Whitey on the moon)

Her face and arms began to swell.

(and Whitey's on the moon)

I can't pay no doctor bill.

(but Whitey's on the moon)

Ten years from now I'll be payin' still.

(while Whitey's on the moon)

The man jus' upped my rent las' night.

('cause Whitey's on the moon)

No hot water, no toilets, no lights.

(but Whitey's on the moon)

I wonder why he's uppi' me?

('cause Whitey's on the moon?)

I was already payin' 'im fifty a week.

(with Whitey on the moon)

Taxes takin' my whole damn check,

Junkies makin' me a nervous wreck,

The price of food is goin' up,

An' as if all that shit wasn't enough

A rat done bit my sister Nell.

(with Whitey on the moon)

Her face an' arm began to swell.

(but Whitey's on the moon)

Was all that money I made las' year

(for Whitey on the moon?)

How come there ain't no money here?

(Hm! Whitey's on the moon)

Y'know I jus' 'bout had my fill

(of Whitey on the moon)

I think I'll sen' these doctor bills,

Airmail special

(to Whitey on the moon)"

 

The Revolution Will Not Be Televised

"You will not be able to stay home, brother

You will not be able to plug in, turn on and drop out

You will not be able to lose yourself on skag and skip

Skip out for beer during commercials

Because the revolution will not be televised

The revolution will not be televised

The revolution will not be brought to you by Xerox

In 4 parts without commercial interruption

The revolution will not show you pictures of Nixon

Blowing a bugle and leading a charge by John Mitchell

General Abrams and Spiro Agnew to eat

Hog maws confiscated from a Harlem sanctuary

The revolution will not be televised

The revolution will be brought to you by the Schaefer Award Theatre and

will not star Natalie Wood and Steve McQueen or Bullwinkle and Julia

The revolution will not give your mouth sex appeal

The revolution will not get rid of the nubs

The revolution will not make you look five pounds

Thinner, because The revolution will not be televised, Brother

There will be no pictures of you and Willie Mays

Pushing that cart down the block on the dead run

Or trying to slide that color television into a stolen ambulance

NBC will not predict the winner at 8:32or the count from 29 districts

The revolution will not be televised

There will be no pictures of pigs shooting down

Brothers in the instant replay

There will be no pictures of young being

Run out of Harlem on a rail with a brand new process

There will be no slow motion or still life of

Roy Wilkens strolling through Watts in a red, black and

Green liberation jumpsuit that he had been saving

For just the right occasion

Green Acres, The Beverly Hillbillies, and

Hooterville Junction will no longer be so damned relevant

and Women will not care if Dick finally gets down with

Jane on Search for Tomorrow because Black people

will be in the street looking for a brighter day

The revolution will not be televised

There will be no highlights on the eleven o'clock News

and no pictures of hairy armed women Liberationists and

Jackie Onassis blowing her nose

The theme song will not be written by Jim Webb, Francis Scott Key

nor sung by Glen Campbell, Tom Jones, Johnny Cash

Englebert Humperdink, or the Rare Earth

The revolution will not be televised

The revolution will not be right back after a message

About a whitetornado, white lightning, or white people

You will not have to worry about a germ on your Bedroom

a tiger in your tank, or the giant in your toilet bowl

The revolution will not go better with Coke

The revolution will not fight the germs that cause bad breath

The revolution WILL put you in the driver's seat

The revolution will not be televised

WILL not be televised, WILL NOT BE TELEVISED

The revolution will be no re-run brothers

The revolution will be live"       

 

 

Il riscatto possibile, in mostra a Lucca le foto dei ragazzi di Caivano

NAPOLI. Scatti che ri-scattano. Le più belle foto di 15 studenti dell’Istituto Francesco Morano di Caivano finiscono in esposizione al Photolux di Lucca dal 17 novembre al 9 dicembre, per poi approdare al Pan di Napoli dal 22 dicembre al 7 gennaio. La mostra fotografica è frutto di un percorso formativo che è diventato il reportage di  frontiera e la storia di un riscatto possibile, quello di giovani studenti a cui viene data l’opportunità di apprendere un’arte, la fotografia e le tecniche base di una eventuale professione, ma anche di imparare a osservare la realtà da prospettive differenti. 

Il progetto “Ri –scatta l’obiettivo”, già sperimentato con successo, in un’ altra scuola di Napoli est, come “Scatta la notizia”, si è trasferito nei mesi di giugno e luglio scorsi presso l’Istituto Francesco Morano di Caivano - Napoli Nord, località Parco Verde, uno degli hinterland più a rischio da un punto di vista del degrado sociale del circondario partenopeo, dove gli studenti che hanno aderito, sono stati guidati dal giovane master fotografo Antonio Gibotta, napoletano e vincitore del Word press Photo 2016 oltre che Canon Ambassador del 2018, in un viaggio di immagini che ha aperto e al tempo stesso cambiato il loro sguardo sulla realtà del proprio quartiere.   

Il progetto è stato presentato in anteprima il 16 novembre al Photolux dal fotografo Antonio Gibotta assieme ai suoi giovani allievi fotografi, dagli organizzatori Rossella Paduano di Neapolis Art ed Enrico Stefanelli di Photolux, le due  associazioni a cui Canon Italia, da anni impegnata in iniziative concrete di responsabilità sociale, ha affidato la promozione del progetto educativo; dalla preside dell’Istituto Morano  Eugenia Carfora e dai rappresentanti di Canon Italia. La presentazione si replicherà in un talk l’8 dicembre.

“Abbiamo partecipato a questo progetto – dichiara lo studente Carmine Fusco - con l'intento di fare un'azione buona che potesse salvare il mondo da questa agonia definita da tanti come "progresso", lo abbiamo fatto con la fotografia, lo abbiamo fatto mostrando che nel nostro territorio non c'è solo quel senso di agonia che ci opprime, ma anche un forte senso di speranza che non muore mai e che di tanto in tanto permette a persone come noi di poter fare qualcosa per tutti.” “Qui c’è un tesoro inestimabile,- così la preside Eugenia Carfora -germogli preziosi, con menti curiose,con occhi belli, con mani magiche, con piedi per esplorare il mondo. Qui c’è la speranza del presente e del futuro: i miei e i vostri ragazzi, piccoli e grandi. Doniamo amore senza se e senza ma.”

L’esperienza operativa si è concentrata nei mesi estivi, sulla scia di altre iniziative di “Scuola viva”, cui l’Istituto aderisce al fine di accogliere anche nei periodi di pausa scolastica gli studenti e offrire loro una possibilità diversa dalla strada. L’Istituto, che offre percorsi  per periti  tecnici o per il settore turistico-alberghiero, è ben noto alla cronaca per le numerose iniziative della Preside Carfora a favore del recupero scolastico e formativo dei ragazzi con maggior difficoltà di frequenza.

Gli studenti hanno imbracciato le macchine fotografiche, messe a disposizione da Canon, e hanno documentato il loro territorio difficile e complesso, ma con l’obiettivo di coglierne gli aspetti positivi. Si sono infatti dovuti attenere ai 17 obiettivi dello Sviluppo Sostenibile che le Nazioni Unite hanno messo in agenda per il 2030,  documentando storie e realtà del territorio, a pochi conosciute. La missione di questo percorso educativo racchiude essa stessa due degli Obiettivi salienti dello Sviluppo Sostenibile, Istruzione di Qualità e Ridurre le Disuguaglianze. Ne è venuto fuori una raccolta di immagini forti ma ,soprattutto, la partecipazione dei ragazzi che li ha visti presenti, con entusiasmo, in tutte le giornate del programma è stato  un momento di gioia e fermento in un territorio depresso e disagiato.

Nasce il nuovo HUB culturale del Kestè: “Abbash"

Nel centro antico di Napoli, in Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, ha sede da 21 anni il Kestè, cocktail bar e locale artistico noto anche oltre i confini cittadini per la sua produzione di eventi culturali ma anche per il suo impegno sociale.

Con l'avvio della nuova stagione di eventi e spettacoli, il Kestè realizza un importante traguardo, un sogno inseguito per più di un decennio: le meravigliose sale sotterranee, una volta stalle e cisterne del palazzo settecentesco che ospita il Kestè,  sono state ristrutturate e trasformate in un HUB culturale dove ha sede la neonata associazione culturale “Abbash”.

L'associazione dedicherà gli spazi esclusivamente al teatro, all'arte e alla musica. Sono state, infatti, realizzate una sala con palco destinata al teatro e alla musica, una sala galleria, per le arti visive e una sala meeting.

La direzione del nuovo spazio è affidata a Fabrizio Caliendo (fondatote del Kestè) e a Luciano Labrano (fondatore del Cellar Theory), un connubio importante, che mette insieme due tra i più appassionati e intraprendenti produttori di eventi musicali e culturali di Napoli.

Al momento "Abbash" accoglie tre progetti espositivi: la mostra dell’archivio Carbone “Muvimmece”, la personale dell’illustratore cubano Alejandro Gonzalez Exposito e i ritratti filosofici di Carmine Pistone. Fabrizio Caliendo, curatore di piu’di 200 mostre nella sua lunga carriera, si occuperà principalmente proprio delle arti visive.

Il progetto di “Abbash” rappresenta, indubbiamente, un valore aggiunto per la città di Napoli, con workshop musicali e fotografici, scuola di musica, una gallerie d’arte, concerti di artisti internazionali e locali, spettacoli di Stand Up Comedy, incontri multiculturali ma soprattutto per la capacità di accogliere idee e portarle alla realizzazione.

E così, sabato 17, “Abbash” inaugurerà la scuola di musica con lo stage del maestro Sergio Quagliarella; una scuola che sarà tenuta da musicisti affermati della scena napoletana (e non solo) tra cui Giuseppe Colucci (Divieto di Swing) per il sassofono e il flauto traverso, Marcello Giannini (Slivovitz, Nu Guinea) per la chitarra, Umberto Lepore per il basso elettrico, Gino Giovannelli per il pianoforte, Salvatore Rainone (Slivovitz, La Famiglia) per la batteria e Fabiana Martone (Nu Guinea, Uanema Orchestra) per il canto. Una scuola che offrirà un palco per gli allievi, un palco dove da anni, tutti i mercoledì, si tiene una ricca jam session. Una scuola laboratorio, quindi, in cui gli studenti potranno passare dalla lezione teorica al palco immediatamente, confrontandosi con una importante banco di prova: il pubblico.

Ma “Abbash” non sarà solo questo.

Ben quattro date alla settimana saranno all’insegna della musica dal vivo inedita. Il venerdì e la domenica con importanti concerti che vedranno sia artisti napoletani che di fama internazionale. Il martedì, con “Emergenza Musicale”, il palco sarà invece dedicato all'ascolto delle nuove band. Il mercoledì continua la classica jam session che troverà da quest’ anno, come detto, la complicità dei maestri della scuola di musica che la renderanno un ancor più importante laboratorio di musica.

Tutti i sabato si terrà, poi, uno spettacolo dello Stand Up Comedy, all’insegna della satira da palco. In più si aprirà un laboratorio: l’Open Mic, ovvero una serata intera con il palco libero per i comici esordienti (e non) che vorranno esibirsi per 15 minuti. Uno schema molto famoso negli U.S.A., dove è nata la Stand Up, ed utilizzato soprattutto per far nascere nuovi artisti.

Il giovedì sarà all’insegna dell’Aperilingua, un evento multiculturale di scambio linguistico, inventato e organizzato dall’associazione Tecla, che vede centinaia di ragazzi sedersi attorno ad uno dei tanti tavoli e imparare nuove lingue con il supporto di tutor e giochi. Quest’anno l’Aperilingua al Kestè godrà del patrocinio del Comune di Napoli.

M.S.

Musei gratis, 20 giorni nel 2019

"L'anno prossimo le giornate gratuite aumenteranno, si passerà a 20 e saranno distribuite in modo diverso rispetto al passato. Perché voglio introdurre dei criteri di gestione nei musei e non di propaganda politica". A ribadirlo è il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico della Fondazione Milano.

"Criteri di gestione significa - chiarisce - che alcune giornate verranno decise a livello nazionale. Ad esempio, la settimana che si conclude con il 10 marzo in tutti i musei statali sarà gratuita, dal martedì alla domenica. Alcune domeniche del mese rimarranno gratuite da ottobre a marzo, le altre giornate saranno a disposizione dei singoli direttori". Quindi, "se Brera vuole mantenere la prima domenica del mese gratuita d'estate io sono contento, e avrà due giornate in più da mettere dove vuole".

"Se invece un museo ha troppi visitatori che arrivano durante la domenica gratuita, come il Colosseo, potrà mettere un'entrata gratuita magari in una fascia pomeridiana per gestire meglio i flussi", argomenta Bonisoli, che ricorda infine come "dal prossimo anno tutti i ragazzi dai 18 ai 25 anni entreranno a 2 euro perché vogliamo incentivare e creare l'abitudine di andare al museo nei ragazzi che non hanno grandi mezzi economici, perché vedere una parte del nostro grande patrimonio culturale può aiutarli a crescere", conclude.

Gil Scott Heron, il Bob Dylan Nero

Venerdì 16 novembre, dalle 18:00, presso la storica Fonoteca di Napoli (via Raffaele Morghen 31), Antonio Bacciocchi presenterà il suo libro "GIL SCOTT HERON Il Bob Dylan Nero" edito da Vololibero edizioni.

L'autore, per l'occasione, sarà accompagnato da Rita Lilith Oberti che leggerà alcuni estratti dal libro.

"Questa è la storia di Gil Scott Heron. Poeta, musicista, autore, scrittore, è stato cantore del Vietnam, dei diritti negati ai neri e delle loro lotte, ma anche dei meandri scuri e maledetti dell'animo umano, quello minato da disperazione, da povertà, alcolismo, droga, emarginazione.

Lo ha sempre saputo fare con estrema lucidità, linguaggio crudo ma sempre ironico e pungente, accompagnato da una miscela musicale originale che ha saputo pescare dalla radici della black music, rinnovandola e modernizzandola, rimettendosi costantemente in gioco, conto ogni ostacolo, anche quelli più alti. 

Completano il libro un'intervista ad Alberto Castelli, un intervento di Carlo Babando, varie testimonianze, la lista delle apparizioni di Gil in Italia e una discografia ragionata.

Antonio Bacciocchi è ​scrittore, musicista, blogger.

Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith) incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Euroa e USA e aprendo per Clash, Iggy and The Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc.

Ha scritto una decina di libri tra cui Uscito Vivo Dagli Anni '80, Mod Generation, Paul Weller - L'uomo Cangiante, Rock'n'Goal, Rock'n'Sport, Gil Scott Heron The Bluesologist e Ray Charles - Il Genio senza Tempo della Collana Soul Books edita da Vololibero Edizioni.

Collabora con il mensile Classic Rock, Il Manifesto e con il quotidiano di Piacenza La Libertà ed è giurato del Premio Tenco 

Aggiorna quotidianamente da 14 anni il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica dì, cinema, culture varie, sport con cui ha vinto il Premio MEI Musicletter del 2016 come miglior blog italiano" (dal comunicato stampa). 

M.S.

"Il Massacro di San Silvestro"

Mercoledì 14 novembre, a partire dalle 20:30, tra le mura di Perditempo (via San Pietro a Maiella 8 - Napoli), che da sempre accolgono ogni forma d'arte, Gianluca Spera presenterà il suo libro "Il Massacro di San Silvestro", pubblicato da ad est dell'equatore edizioni.

Con l'autore, daranno vita alla serata l'editore Carlo Ziviello, lo scrittore Angelo Petrella e le letture di Francesco Dall'Aglio.

Il romanzo, dalle tinte noir, dà il suo calcio d'avvio con un Napoli di Sarri in lotta per la testa della classifica e con una città in preda a un delirio quasi mistico, per poi calarsi nelle buie storie di cronaca nera che finiscono con l'essere il contraltare alle trionfali notizie calcistiche; qualcuno, infatti, ha sparato a Fabrizio Orlando e ora il giornalista è ricoverato al Cardarelli in condizioni disperate ... 

"Il Massacro di San Silvestro" inizia dove finisce il precedente romanzo di Spera "Delitto di una notte di mezza estate", con continui flashback che poco alla volta svelano tutti i retroscena del complotto ordito all'inizio degli anni '90 e giunto sino ai giorni nostri.

M.S. 

Composizioni futuriste, in piazza Plebiscito le opere di Parisio

NAPOLI. Sarà inaugurata domani, giovedì 8 novembre alle ore 12, alla presenza di Nino Daniele, assessore alla Cultura e al Turismo, Stefano Fittipaldi, Archivio Parisio, Alessandro Nicosia, C.O.R Creare Organizzare Realizzare, nel porticato di Piazza Plebiscito, l'esposizione "Composizioni futuriste" di Giulio Parisio. Si estende e si arricchisce a Napoli l'iniziativa culturale promossa dell'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune con la importante mostra aperta nel Maschio Angioino, "Il futurismo anni '10 - anni '20". L'Archivio Fotografico Parisio onlus si affianca all'iniziativa proponendo nella sua sede in piazza del Plebiscito una esposizione di composizioni futuriste di Giulio Parisio: circa quaranta opere realizzate durante il percorso artistico/professionale del fotografo napoletano. Le due esposizioni si affiancano e collaborano tra loro: i visitatori della mostra di Parisio (aperta gratuitamente a partire dall'8 novembre, nei giorni giovedì/sabato dalle ore 10 alle 15, fino a 24 dicembre) potranno poi visitare l'esposizione maggiore nel Castello con uno sconto del 20%. Avranno così l'occasione di accostare, oltre alle opere di Boccioni, Balla, Carrà, Severini nella Cappella Palatina del castello, la produzione dello straordinario fotografo napoletano, con opere che abbracciano un periodo temporale ampio, che comprende e va oltre la durata del fenomeno futurista.

Scrittura ed editoria, a Napoli il primo master universitario del Mezzogiorno

NAPOLI. Nasce a Napoli all’Università Suor Orsola Benincasa il primo Master universitario nel Mezzogiorno specificamente dedicato ai mestieri della scrittura e alle professioni del mondo dell’editoria. Si chiamerà SEMA (Scrittura Editoria MAster con un acrostico che rinvia al ‘segno’ di lingua greca) questo nuovo percorso di alta formazione accademica che nasce grazie alla collaborazione tra il know how in ambito scientifico della più antica Università libera italiana e l’esperienza pratico-formativa dei “Lineascritta - Laboratori di Scrittura” fondati a Napoli nel 1993 dalla scrittrice Antonella Cilento.

Venerdì 9 Novembre alle 11 nella Biblioteca Pagliara del Suor Orsola, la prima Università al mondo in procinto di divenire patrimonio dell’umanità certificato dall’Unesco, la giornata di presentazione del Master con la partecipazione dell’intera squadra di docenti che formerà gli allievi (25 i posti disponibili) attraverso percorsi specialistici in narrativa, drammaturgia, sceneggiatura cinematografica e televisiva, editoria, storytelling e comunicazione pubblicitaria. Le iscrizioni (con bando online su www.unisob.na.it/sema) saranno poi aperte fino al 23 Novembre.

Da Giunti-Bompiani a Treccani: le partnership istituzionali per gli stage.

“Come accade sempre nell’impostazione didattica e metodologica generalmente data dall’Università Suor Orsola Benincasa alle sue iniziative di formazione e sperimentazione extra-curricolare - evidenzia Emma Giammattei, direttore scientifico del Master e preside della Facoltà di Lettere del Suor Orsola - questo nuovo percorso formativo sarà strutturato secondo una spiccata vocazione alla pratica on the job che avverrà in alcune delle principali aziende editoriali italiane che affiancheranno il Master: Giunti-Bompiani, Cue Press, Elliott, Treccani, solo per citarne alcune. Risulta chiaramente che le nuove professionalità collegate alla scrittura, anche nell’era digitale posseggono fondamenti antichi che ne costituiscono la tradizione e ne assicurano la qualità innovativa. Anche da questo punto visto la presenza garante di una scrittrice seria e valentissima come la Cilento è per noi molto significativa”.

Il Master, di durata annuale ed aperto a laureati di qualsiasi disciplina, avrà una metodologia didattica in grado di coniugare un approccio artigianale e multidisciplinare e l'utilizzo delle nuove tecnologie: dalla pagina scritta al web, dal libro all’ipertesto, dalla ricerca all’utilizzo delle fonti nell’era digitale. E la parola mestieri che caratterizza questo nuovo percorso di alta formazione ne sintetizza anche l’impostazione professionalizzante che sarà quella di una classe laboratoriale in grado di formare specifiche figure professionali: scrittori, editor, content manager, drammaturghi, sceneggiatori per cinema e tv, storyteller, agenti letterari e le nuove professionalità per il service ed il marketing editoriale.

“SEMA riempie uno spazio da sempre carente al Sud: una seria formazione editoriale collocata a Napoli offre l’opportunità a moltissimi giovani di non doversi spostare a Milano per entrare nel mondo della grande editoria”. Così Antonella Cilento, coordinatrice didattica del Master, anticipa una delle ragioni fondative di questo nuovo percorso accademico del Suor Orsola. “In ventisei anni di attività in questo settore - spiega la Cilento - ho visto molti miei studenti eccellenti dover completare la propria formazione in Università di altre regioni e ora, invece, SEMA pone le basi di una professionalizzazione editoriale del Mezzogiorno dove da sempre si discute del grande vuoto editoriale e della migrazione di cervelli anche e proprio in quest’ambito. Grandi maestri dell’editoria italiana saranno messi a disposizione degli studenti con concrete opportunità di relazione e progettazione”.

Di grande prestigio il team dei docenti del Master. Per la scrittura creativa le lezioni, insieme con Antonella Cilento, saranno tenute, tra gli altri, dal regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo, dallo scrittore Giuseppe Montesano, Premio Viareggio e Premio Napoli e dalla scrittrice Melania Gaia Mazzucco, premio Strega ed autrice di romanzi tradotti in tutto il mondo. Per l’editoria nel corpo docenti del Master ci saranno, tra gli altri, Laura Bosio, traduttrice, scrittrice finalista del Premio Strega, e da molti anni editor per Guanda, Stefania Cantelmo, capo editor presso Tullio Pironti Editore, Antonio Franchini, scrittore, editor, direttore editoriale, per trent’anni a capo della narrativa Mondadori e da tre anni alla direzione del gruppo Giunti-Bompiani, Manuela La Ferla, editor di narrativa italiana per molte case editrici (tra cui Rizzoli, Feltrinelli, Longanesi) ed oggi responsabile della Casa dell’autore ed Alberto Rollo, per trent’anni alla direzione della narrativa Feltrinelli e oggi consulente per Mondadori.

Escher conquista Napoli, oltre 5mila visitatori in 4 giorni

NAPOLI. "Quattro giorni di file all'ingresso del Pan Palazzo delle Arti Napoli. Migliaia di visitatori che nonostante le avverse condizioni metereologiche si sono recati alla grande retrospettiva Escher. Una mostra da record che con questi numeri ha confermato le aspettative e che siamo certi avvicinerà un pubblico numerosissimo tra i cittadini e soprattutto tra i turisti provenienti da tutto il mondo i cui flussi si prevedono in crescita esponenziale per le prossime festività natalizie. Napoli ancora una volta presenta per il periodo delle festività una delle migliori offerte". Così Nino Daniele, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, sulla retrospettiva dedicata al genio olandese Maurits Cornelis Escher che, in soli quattro giorni, ha fatto registrare 5.500 visitatori. La mostra Escher, per la prima volta nel capoluogo partenopeo fino al 22 aprile 2019 e ospitata nelle sale del Pan Palazzo delle Arti Napoli, presenta oltre alle opere iconiche dell'artista anche un'ampia sezione dedicata all'influenza che il suo lavoro e le sue creazioni hanno esercitato sulle generazioni successive, dai dischi ai fumetti, dalla pubblicità al cinema. Un percorso di circa 200 opere arricchito da un'inedita selezione di opere prodotte dall'artista durante il suo viaggio - avvenuto nella primavera del 1923 - lungo la Costiera Amalfitana fino a Ravello. La mostra, promossa dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con la M.C. Escher Foundation e curata da Mark Veldhuysen e Federico Giudiceandrea.

Pop art, Nespolo torna a Napoli: "Una delle città più belle al mondo"

NAPOLI. Unite dai colori della pop art di Ugo Nespolo, Napoli e Torino hanno celebrato nelle sale del Gran Caffè Gambrinus il debutto delle nuove opere dell’artista piemontese che ha scelto la città all’ombra del Vesuvio per svelarle al pubblico. Una bilancia segno di giustizia, una calcolatrice simbolo della precisione e un cuore che batte emblema della medicina: sono queste le tre immagini centrali delle serigrafie che Ugo Nespolo, esponente della corrente artistica contemporanea, ha scelto per rappresentare Le professioni dell’Uomo di legge, il commercialista e il medico da lui considerate le più importanti della società attuale. Le tavole sono state presentate nel corso di una cerimonia organizzata grazie alla casa d’arte Omnia Arte, società napoletana attiva dal 2000 nel campo della valorizzazione e fruizione delle opere d’arte. Le serigrafie, che hanno una tiratura ridotta e numerata in 99 esemplari, sono state stampa a mano e poi ritoccate a mano con la tecnica della foglia d’oro e del collage.

“Sono torinese ma considero Napoli una delle città più belle al mondo che conosco bene anche grazie a mia moglie originaria di questa città – ha spiegato Nespolo – e ricordo con piacere la mostra antologica al Palazzo Reale, nel 2000 intitolata “Nespolo + Napoli”. “La scelta di rappresentare queste professioni – ha proseguito - è dettata dalla volontà di raccontare un’Italia produttiva, un’Italia che ragiona. Dietro queste professioni, c’è ricerca, innovazione; e questo è molto importante”. Presenti in sala i titolari della Omnia Arte Luciano Passalacqua, Domenico Cuozzo e Lorenzo dell’Aversana e numerosi invitati tra cui i Presidenti degli ordini professionali degli Avvocati, Maurizio Bianco, e dei Commercialisti, Vincenzo Moretta che hanno ricevuto in dono le prime copie delle opere.  “Nespolo è uno dei più grandi artisti contemporanei – ha spiegato Luciano Passalacqua, amministratore di Omnia Arte -. Ci ha conosciuto attraverso il nostro volume sul Regno di Napoli e ci ha aiutato il fatto che la moglie dell’artista sia napoletano. Avevamo un intento ben preciso, realizzare le professioni, nell’ambito di una sua analoga esperienza sul mestiere dell’uomo. Così siamo riusciti a realizzare un ponte ideale per unire l’Italia, attraverso arte e bellezza”.

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