Mercoledì 24 Ottobre 2018 - 6:39

Premio San Gennaro, domani la cerimonia

NAPOLI. Al via la XIII edizione del Premio San Gennaro. Domani alle ore 18 la cerimonia presso il Seminario Arcivescovile di Capodimonte. Il premio, presieduto dal cardinale Crescenzio Sepe, viene organizzato dal Comitato Diocesano San Gennaro “Guardia d’Onore alla Cripta, che è presieduto dal magistrato Carminantonio Esposito. Quest’anno il Premio verrà assegnato a Luisa Franzese, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania; Edoardo Cosenza, docente universitario presso l’Università Federico II e presidente dell’Ordine degli Ingegneri e a Gianluca Guida, direttore dell’Istituto di pena per minorenni di Nisida.

Premio Napoli, annunciati i finalisti

NAPOLI. Torna il Premio Napoli, lo storico riconoscimento alla letteratura italiana, che per la sua 64esima edizione ritrova uno spirito colto e al contempo popolare. Sarà il pubblico, infatti, a decretare i vincitori nelle categorie “Narrativa”, “Poesia” e “Saggistica”, a partire dalle terne finaliste selezionate da una giuria tecnica presieduta da Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli. I nomi dei candidati sono stati annunciati dallo stesso presidente, presente anche il vicepresidente Alfredo Contieri, questa mattina nella sede della Fondazione, all’interno di Palazzo Reale. I riconoscimenti saranno consegnati nel corso della cerimonia che si svolgerà il 18 dicembre 2018 al Teatro Mercadante.

Ecco i finalisti. Sezione “Narrativa”: “Mio padre la rivoluzione” (Minimum Fax) di Davide Orecchio; “Ipotesi di una sconfitta” (Einaudi) di Giorgio Falco; “Leggenda privata” (Einaudi) di Michele Mari. Sezione “Poesia”: “Prova d’inchiostro e altri sonetti” (Aragno) di Mariano Baino; “La pura superficie” (Donzelli) di Guido Mazzoni; “Rifrazioni” (Mondadori) di Elio Pecora. Sezione “Saggistica”: “L’invenzione del globo” (Einaudi) di Matteo Vegetti; “Stranieri residenti” (Bollati Boringhieri) di Donatella Di Cesare; “Sillabario dei malintesi” (Marsilio) di Francesco Merlo. 

Per l’edizione 2018 sono state effettuate 1.324 iscrizioni sul sito del premio per diventare “giudice lettore” e avere così la possibilità di votare i finalisti della 64esima edizione del Premio Napoli. È stato possibile registrarsi fino al 15 giugno scorso sia come giudice lettore singolo, sia come parte di un comitato, guidato da un coordinatore. Ogni giudice lettore ha avuto la facoltà di iscriversi per una sola sezione: “Narrativa”, “Poesia” o “Saggistica”.

Tra le 1.324 iscrizioni rientrano 80 comitati, creati soprattutto dagli allievi di diverse scuole di Napoli e della provincia: dai licei scientifici Labriola Mercalli al liceo classico Umberto, dal liceo musicale Boccioni-Palizzi alla scuola militare Nunziatella, dal liceo scientifico Brunelleschi di Afragola all’istituto comprensivo 7° Pergolesi di Pozzuoli. Anche quest’anno si conferma la presenza dei comitati di giudici lettori nelle carceri di Poggioreale e Secondigliano, dove la Fondazione Premio Napoli da tempo è impegnata nella realizzazione e nella diffusione di percorsi culturali inediti. A rimarcare il carattere popolare e territoriale del Premio Napoli sono anche i comitati di lettura nati nelle periferie, tra i quali risultano l’associazione dei Maestri di Strada, il Centro Mamu di Ponticelli, la libreria “La Scugnizzeria” curata da Rosario Esposito La Rossa.

«Il nostro lavoro – spiega Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli – è anche finalizzato alla promozione della cultura letteraria come strumento di costante dialogo tra Palazzo Reale e periferie e viceversa. La Fondazione è nata come un presidio di cultura sul territorio e deve sempre più rappresentare un laboratorio di idee e di attività che metta in relazione armonica realtà distanti».

 

Campetto di calcio a Capodimonte, raccolti 22mila euro con il party nel Cellaio

NAPOLI. Ben 22.100 euro raccolti per un unico scopo: dotare il Real Bosco di Capodimonte del primo campetto di calcio in erba sintetica e destinarlo all’uso gratuito dei frequentatori del parco, ragazzi del quartiere e non solo. Si è realizzato pienamente l’obiettivo della prima edizione della “Festa dell’Estate, ballando al chiaro di luna nell’antico Cellaio”, iniziativa di fundraising che ha visto operare assieme il Museo e Real Bosco di Capodimonte, l’Associazione Premio GreenCare Ets e l’Associazione Amici di Capodimonte onlus.

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Il dresscode della serata è stato un omaggio alla natura riassunta in un giardino: e dunque spazio a fiori, foglie, ninfe, divinità silvestri, con gli ospiti pienamente immersi nell’atmosfera. In prima fila il direttore del Museo e del Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger, vestito da Re Borbone: «Grazie alla generosità dei napoletani. Abbiamo provato ad attivare un meccanismo virtuoso e la risposta è stata spettacolare, tantissime persone si sono mosse per dotare il Bosco di un campo di calcio in erba sintetica destinato ai giovanissimi. Significa che a Napoli c’è una società civile pronta non a chiedere ma a dare, non ad aspettare ma a partecipare».

Benedetta de Falco, presidente dell’Associazione Premio GreenCare, afferma: «Il Bosco si è presentato nella sua forma più smagliante ai suoi ospiti, abbiamo toccato le corde giuste riuscendo a centrare l’obiettivo, un campo di calcio per i ragazzi che frequentano un luogo che confina con tanti quartieri fragili». Presente alla serata il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: «Sono sempre di più le persone che vogliono lasciare un segno positivo in città. In questo parco si sta facendo un grande lavoro con il contributo di tanti. Questa serata ce lo testimonia pienamente».

Accanto all’impegno dell’Associazione Amici di Capodimonte onlus, presente la segretaria Generale Stefania Albinni, tanti imprenditori, liberi professionisti, manager, cultori dell’arte, cittadini con una spiccata attitudine per il sociale: tra questi, Federica Brancaccio, Sergio Cappelli, Giovanni Diana con la moglie Gabriela, Generoso Di Meo, Anton Emilio Krogh, Fabrizio Pascucci con la moglie Valentina, Laura Trisorio con l’imprenditore Gianfranco D’Amato. Tra i numerosi ospiti l’ambasciatore Andres Cardenas con la moglie Monica, il cavaliere del lavoro Gianni Russo con Delfina, Gianpietro e Maria Francesca Sanseverino di Marcellinana, Carlo de Gregorio Cattaneo, Maurizio Paternò, Roberto e Raffaella Paterno, Linda Martino, Laura Giusti, Michele Fortunato, Giovanni Lombardi, Giorgio Nocerino, Mimmo Tuccillo con Rosita Puca, Carmine e Nunzia Guarino, Mariella Pandolfi, Angela Casale, Svevo ed Erika de Martino, Giuliano e Roberta Buccino Grimaldi, Sveva Focas, Marta Garzone, Daniela Fossataro, Vincenzo Ferrara, Biagio e Maria Vittoria Orlando, Mino Cucciniello, Michele Valiante con Ornella Iannone, Grazia Leonetti, Piera Leonetti. E ancora, l’imprenditrice Nunzia Petrecca con il prof. Carmine Guarino e le curatrici di Capodimonte Linda Martino e Paola Giusti.

In tanti si sono lasciati immortalare sul Green Throne sotto lo sguardo del cavaliere del lavoro Annamaria Alois, la cui azienda lo ha realizzato per il Salone del Mobile 2018. E l’omaggio alla natura della Compagnia di danza di Claudia Sales ha avvinto il pubblico. La Festa dell’Estate si è realizzata con il sostegno di Ferrarelle Spa.

 

Pompei, scavi Regio V: emerge il cranio del fuggiasco

POMPEI. Ritrovato il cranio del fuggiasco, la prima delle vittime emerse nel cantiere dei nuovi scavi della Regio V, di cui finora era stata rinvenuta solo una parte dello scheletro. In una prima fase dello scavo sembrava che la porzione superiore del torace e il cranio, non ancora identificati, fossero stati tranciati e trascinati verso il basso da un blocco di pietra che aveva travolto la vittima: tale ipotesi preliminare nasceva dall’osservazione della posizione del masso rispetto al vuoto del corpo impresso nella cinerite. Il prosieguo delle indagini all’incrocio tra il vicolo delle Nozze d’Argento e il vicolo dei Balconi, laddove erano emersi i primi resti scheletrici, ha portato alla luce la parte superiore del corpo, ubicata a quote decisamente più basse rispetto agli arti inferiori. La ragione di tale anomalia stratigrafica va ricercata nella presenza, al di sotto del piano di giacitura del corpo, di un cunicolo, presumibilmente di epoca borbonica, il cui cedimento ha portato al collasso e allo scivolamento di parte della stratigrafia superiore, ma non del blocco litico, ancora inserito nella stratigrafia originaria.
La morte non è stata quindi presumibilmente dovuta all’impatto del blocco litico, come ipotizzato in un primo momento, ma da probabile asfissia dovuta al flusso piroclastico.
I resti scheletrici individuati consistono nella parte superiore del torace, arti superiori, cranio e mandibola. Attualmente in corso di analisi, presentano alcune fratture la cui natura sarà verificata, in modo da poter ricostruire con maggiore accuratezza gli ultimi attimi di vita dell’uomo.

Conto alla rovescia per il Premio Biagio Agnes

SORRENTO. Conto alla rovescia per la decima edizione del “Premio Biagio Agnes” che si svolgerà a Sorrento venerdì 22 e sabato 23 giugno prossimi. Tra gli ospiti della cerimonia conclusiva, che sarà trasmessa in differita su Rai1, mercoledì 27 giugno, in seconda serata, ci saranno Il Volo, Ermal Meta, i ballerini di “Ballando con le Stelle” e Dodi Battaglia. A ricevere il riconoscimento, sul palco di Marina Grande, Jèrome Fenoglio, direttore di Le Monde (Premio Internazionale), Paolo Mieli ed Ezio Mauro (Premio per il Decennale), Adriana Cerretelli de Il Sole 24 Ore (Premio Giornalista per l’Europa), Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Ue (Premio Giornalista nelle Istituzioni), Barbara Stefanelli, vicedirettore del Corriere della Sera (Premio per la Carta Stampata), “Il ruggito del coniglio” storica trasmissione di Rai Radio Due condotta da Antonello Dose e Marco Presta (Premio per la Radio), Alberto Brambilla de Il Foglio (Premio Under 35), Antonio Monda (Premio Giornalista Scrittore) e Gloria Satta (Premio per Cinema e Fiction). Il Premio per la televisione sarà assegnato a Fabrizio Frizzi, il popolare conduttore scomparso prematuramente lo scorso marzo.

Tre i premi speciali conferiti in questa edizione, quelli a Milly Carlucci, per la sua carriera televisiva, a Michelle Hunziker, per il successo ottenuto nell’ultima edizione del Festival di Sanremo e a Luca Zingaretti per il record di ascolti de Il Commissario Montalbano, la fiction più seguita in Italia.

Il programma del premio prevede anche due giornate di incontri e dibattiti, che si terranno alle 17.30 nella sala Tasso del Comune di Sorrento. Venerdì 22 giugno si parte con “Innocenti” - Il dramma ed il riscatto di uomini e donne accusati ingiustamente". Interverranno Filippo La Mantia finito in carcere nel 1986 per favoreggiamento dell’omicidio Cassarà, l’ingegnere Vito Gamberale arrestato nel 1993 con l’accusa di abuso di ufficio e concussione, Stefano Messore accusato di sciacallaggio dopo essere intervenuto a favore dei terremotati di Amatrice nel 2016, Maria Andò arrestata nel 2008 con l’accusa di rapina e tentato omicidio, Gabriele Magno Presidente dell’Associazione Nazionale Vittime Errori Giudiziari, Simonetta Matone Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma. Modera Tiberio Timperi, giornalista e conduttore Rai.

L'indomani sarà la volta di “Nord e Sud. Imprenditori a confronto per lo sviluppo dell’economia italiana”, una delle questioni italiane più antiche di cui si dibatte sin dalla costituzione dello Stato Unitario. Nell’ambito di uno scenario di evidente difficoltà ci sono però elementi che possono portare a nutrire una speranza in vista del prossimo futuro. In particolare la Regione Campania sta mettendo in atto dei provvedimenti volti a sostenere le imprese locali, consentendone un reale rilancio. Iniziative lodevoli che da sole non bastano, è infatti necessario l’abbattimento di tutti i fattori che impediscono un reale sviluppo del Sud, come la corruzione, la burocrazia e la pubblica amministrazione che finiscono per strozzare chi fa impresa e l’influenza della criminalità organizzata sul tessuto economico-produttivo. Modera Barbara Capponi, giornalista del Tg1.

«Con l'edizione 2018 del Premio Biagio Agnes, Sorrento e la Fondazione intitolata al celebre ed indimenticato giornalista, rinnovano la loro sinergia  - commenta il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo - Anche quest'anno, due giorni dedicati all'attualità, con i convegni organizzati nella sede del Palazzo Municipale e una serata conclusiva di cultura e grande spettacolo. Ospitare sul nostro territorio un evento di questo spessore è motivo di sincero e motivato orgoglio».

 

Al via il primo Festival della Musica popolare del Sud Italia

NAPOLI. Le tradizioni, i suoni e le danze del Mezzogiorno d'Italia saranno i protagonisti del primo Festival della Musica popolare del Sud Italia organizzato dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, con la direzione artistica di Peppe Barra in collaborazione con Antonio Acocella e Maria Varriale del Centro di Cultura popolare del Mediterraneo, il coordinamento di Aurora Giglio, presidente dell'associazione  MusiCapodimonte e il sostegno della Regione Campania nell'ambito delle iniziative Carta Bianca nel Bosco.

Una grande festa della musica, quattro giorni nel Real Bosco di Capodimonte da giovedì 21 a domenica 24 giugno 2018, per ascoltare i suoni del Sud eseguiti dal vivo dalle principali compagnie di canto popolare della Campania, della Calabria e della Puglia (area concerti, ore 20), per imparare a ballare le danze la tarantella calabrese, la pizzica tarantata e le tammurriate campane (Cellaio, ore 17), ma anche seminari  e workshop per approfondire l'ampio mondo delle tradizioni popolari del Sud Italia con le voci più autorevoli del settore (Cellaio, ore 16 e sabato 23 e domenica 24, ore 11), una vera e propria indagine etnomusicologa per una piena consapevolezza dell'immenso patrimonio immateriale rappresentato dalla musica popolare nel Sud Italia.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger, il direttore artistico Peppe Barra, Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania, Patrizia Boldoni alla guida del Coordinamento scientifico regionale delle Arti e della Cultura, Aurora Giglio presidente di MusiCapodimonte, Antonio Acocella e Maria Varriale del Centro di Cultura popolare del Mediterraneo. Erano presenti alcuni degli artisti protagonisti del Festival.

«La  musica popolare é una musica colta. Era il 1980, molto tardi dunque, quando ho scoperto a Napoli la musica popolare del Sud Italia. - così il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger - Alcuni amici mi avevano fatto ascoltare le registrazioni di Roberto Murolo e subito dopo della Gatta Cenerentola, scritta da Roberto De Simone nel 1976 e tratta dal racconto di Basile, la quale ha conquistato il mondo prima di conquistare il cinema. Creare un festival significa creare una tradizione, nel nostro caso, una tradizione della tradizione musicale. Questo è anche il modo più allegro e vivace di dare visibilità alla cultura popolare, una cultura che non si è interrotta davanti alla legittimità culturale e che è voluta e si trasmette soprattutto a Napoli e nell’Italia del Sud dove la vitalità della lingua napoletana ha conservato il legame storico fondamentale dell'identità culturale. Lunga vita dunque al Festival della musica popolare dell’Italia del Sud, con l'augurio che animi e incanti il Real Bosco di Capodimonte fino a confondersi con esso. Napoli ha ancora il lusso di avere una cultura popolare particolarmente viva. È un grande onore per me, dopo la creazione con Elsa Evangelista di Musica alla Reggia e la rinascita del Luglio Musicale, aver creato a Capodimonte, grazie alla competenza di Aurora Giglio, la prima associazione di musica popolare napoletana, Musicapodimonte. Capodimonte è una Reggia e non c'è un Re se non c'è un popolo. È un grande privilegio poter beneficiare dell’indiscusso talento di Peppe Barra alla Direzione artistica del Festival. La nostra politica è sempre stata basata sull’apertura a tutte le forme artistiche, soprattutto per ricordare che il senso dell’arte è sempre stato quello dell’esigenza e della libertà».

«Sono trascorsi più di cinquant'anni da quando ho imparato ad amare il mondo popolare; sono stati anni di studio, approfondimento, ricerche. In questo viaggio “misterico” sono stato accompagnato da personaggi come Diego Carpitella, Annabella Rossi, Roberto De Simone, Alan Lomax e altri che hanno illuminato ancora di più la strada che avevo intrapreso. Quando ho lasciato la Nuova Compagnia di Canto Popolare, e ho iniziato a percorrere una nuova strada, quella della World Music, ho capito ancora di più l'importanza delle mie origini; tutto questo è potuto accadere poiché ho avuto la fortuna di avere come madre, compagna e maestra una persona luminosa come Concetta Barra. Oggi sono orgoglioso e onorato di dirigere artisticamente la prima edizione del Festival della Musica Popolare del Sud Italia che si terrà al Museo di Capodimonte di Napoli. Il mio pensiero è soprattutto per i giovani. Nel mio cuore c'è la certezza che possano imparare ad amare, come me, sempre di più le proprie radici, con rispetto, passione e attenzione: perché chi non sa da dove viene non saprà mai dove andare» ha affermato il direttore artistico Peppe Barra.

Per il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: «La musica popolare è stata, per secoli, uno dei pochi mezzi a disposizione dei meno abbienti per esprimersi e comunicare. Canti e balli venivano considerati e rappresentavano i pochi momenti di divertimento e di svago di vite, che sin dalla prima infanzia, erano dedite solo al lavoro per la sopravvivenza. Ogni occasione era buona per ballare e cantare: la nascita di un figlio, un matrimonio, la vendemmia, la mietitura, la trebbiatura, le feste religiose, le ricorrenze e persino il decesso di persone care. La tradizione popolare è rintracciabile in diverse etnie e popolazioni di tutto il mondo ma nel nostro meridione ha avuto un ruolo sicuramente più marcato e profondo. Forse per la prevalenza di zone montuose e boschive, forse per la disastrosa carenza di comunicazioni che ha tenuto gli abitanti separati per secoli dal resto del mondo, queste tradizioni si sono radicate e diffuse a livello capillare tanto da divenire un modo di essere identificativo della cultura del nostro territorio. È questa la ragione per cui abbiamo deciso di sostenere la prima edizione del Festival della Musica Popolare del Sud Italia: non bisogna disperdere quella fonte culturale che, insieme ai proverbi e all’idioma dialettale, rappresentano gli indizi essenziali, le radici della cultura del nostro popolo. Grazie a questa iniziativa, alcune delle esperienze più interessanti della poesia e musica popolare meridionale svilupperanno degli spettacoli originali su questi temi, che saranno rappresentati negli scenari suggestivi del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Sarà uno straordinario momento di confronto e aggregazione sociale e al contempo un'occasione per fortificare il senso di appartenenza alle nostre radici».

«L'elemento che qualifica questo Festival e lo rende unico rispetto agli altri, è il suo alto valore scientifico: non solo solo musica, ma seminari, workshop, dibattiti e incontri tra i maggiori esperti del settore per approfondire il grande patrimonio immateriale che è la musica popolare, bene prezioso da conoscere, custodire e tramandare» sostiene Aurora Giglio presidente di MusiCapodimonte.

«Il Centro di Cultura Popolare nasce a Napoli alla fine degli anni ‘90 con un preciso intento: la salvaguardia, la rivalutazione e la diffusione della musica popolare del sud Italia e del Mediterraneo. In questi anni grazie alla collaborazione con musicisti e studiosi di diversi paesi, il Centro di Cultura Popolare ha creato una rete di scambi culturali attraverso l'organizzazione di festival, concerti, seminari, laboratori musicali, stage di danze popolari. Appuntamenti che ogni anno si rinnovano in Italia, Grecia, Marocco, Spagna, e che affondano le radici in antiche tradizioni. La musica popolare è un patrimonio di tutti i popoli che si affacciano a sud del Mar Mediterraneo. Tammurriate pizziche e tarantelle sono da secoli la colonna sonora che sottende la quotidianità di uomini e donne nei momenti di lavoro nei campi, nei momenti di riposo e durante le feste religiose. È un patrimonio da trasmettere e condividere con le nuove generazioni prima che si estingua. Raccogliamo quindi l’invito del direttore Bellenger con cui condividiamo lo spirito e le finalità del Festival della musica popolare del sud Italia» affermano Antonio Acocella e Maria Varriale del Centro di Cultura popolare del Mediterraneo.

Villa delle Ginestre, ricordando Leopardi

di Armida Parisi

TORRE DEL GRECO. Le celebrazioni leopardiane giungono alla tredicesima edizione con l’inaugurazione, domani alle 12, della mostra “Storia di una casa di campagna, tra oralità e scrittura” aTorre del Greco, in quella che fu l’ultima dimora del poeta, Villa delle ginestre (nella foto a destra). Arredi d’epoca, provenienti da collezioni private, saranno ricollocati nelle sale d’appartenenza della dimora per un percorso espositivo che ricostruisce quotidianità e identità storica della villa ai tempi di Giacomo Leopardi, della famiglia Ferrigni e dei successivi proprietari.
Nella stanza del poeta, dove già sono custoditi arredi e suppellettili originali (nella foto a sinistra), saranno sistemati un candelabro e una lucerna in ottone presenti ai tempi di Leopardi assieme a biancheria d’epoca in canapa e cotone. 
In altri ambienti saranno esposti un’alzatina da salotto di fine ‘800, uno scrittoio da viaggio del 1851 e un portagioie in legno appartenuti a Eleonora Ferrigni Carafa D’Andria, più vari oggetti in tartaruga (uno specchio, un fermaglio e un pettine) per rimarcare la centralità all’epoca della figura femminile in casa. In cucina si troveranno piatti e ceramiche napoletane di fine ’800  (in collaborazione con l’Antica Manifattura Stingo), nella sala del sismografo riproduzioni di cartografie, fotografie e cartoline d’epoca. Lungo il percorso saranno allestiti gli abiti che richiamano il Vesuvio e la sua campagna realizzati dall’Istituto Degni. 
La mostra è in programma fino al 29 giugno ed è realizzata in collaborazione con il Museo del Corallo, dell’Ifs Degni di Torre del Greco e con la Proloco di Torre del Greco.
Nei giorni seguenti, teatro, musica e cultura animeranno come di consueto le “Celebrazioni leopardiane”, che proporranno il 23, 26 e 30 giugno alle ore 19,30 la rassegna corale a cura dell’Associazione Cori Campani, il 28 giugno alle ore 18,30 la presentazione del volume “Infinito Leopardi” di Agostino Ingenito (Media Leader) a cura dell’Associazione culturale “Leopardi e Napoli” con il patrocinio della Fondazione Ente Ville Vesuviane, e il 29 giugno alle ore 19, giorno del 220esimo genetliaco di Leopardi (1798), lo spettacolo teatrale “Dueottobremilleottocentotrentatre, Leopardi a Napoli - Idee per uno spettacolo” del magistrato Lucio Nardi, interprete con Laura Valente (già voce dei Matia Bazar), Gino Monteleone, Luigi Palombi e Shanna Rossi, coreografie di Sabrina Pedrazzini. La rappresentazione ricostruisce la vita del poeta nella residenza vesuviana attraverso le sue liriche, le memorie dell’amico Antonio Ranieri, alcune canzoni napoletane classiche e brani di Beethoven e Lucio Dalla, partendo dalle suggestioni di Nardi, originario di Portici, delle letture del poeta e delle visite da adolescente negli anni ’70 alla Villa delle Ginestre durante le quali fantasticava sulle giornate qui trascorse dal poeta di Recanati.

 

De Magistris incontra il Premio Nobel Wole Soyinka

NAPOLI. Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha incontrato oggi il premio Nobel per la letteratura 1986 Wole Soyinka, grandissimo drammaturgo poeta e scrittore nigeriano al quale, insieme all'assessore alla cultura Nino Daniele, ha portato i saluti della Città. «Sono felice della presenza a Napoli di Wole Soyinka. In questo momento storico, in particolare, è importante praticare ideali di pace, accoglienza, solidarietà ed antirazzismo» ha detto il primo cittadino.

 

A Massimo Troisi laurea alla memoria dalla Federico II

NAPOLI. L'università Federico II conferirà una laurea alla memoria a Massimo Troisi. Il rettore Gaetano Manfredi ha accolto la proposta di Enzo Decaro, storico amico e compagno di lavoro di Troisi, durante le celebrazioni per i 794 anni dell'ateneo. Decaro è stato tra gli otto "laureati illustri" cui l'ateneo laico più antico d'Europa ha consegnato oggi un riconoscimento alla carriera. Con lui Eugenio Bennato (cantautore), Alessandro Bonatti (Associate Professor of Applied Economics at the MIT Sloan School of Management), Walter Sanseverino (direttore esecutivo di Sequentia Biotech, società di genomica e bioinformatica), Dario Sacco (Head of Powertrain Research and Technology del Centro ricerche Fiat), Pasquale Q. Terracciano (diplomatico italiano, Ambasciatore d'Italia nella Federazione Russa), Giorgia Abeltino (head of public policy di Google in Italia) e Luca Miniero (regista e sceneggiatore).  Alle premiazioni ha partecipato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. I festeggiamenti per i 794 anni della Federico II si chiudono con un concerto di Ner Marcorè e gli Gnu Quartet nel chiostro monumentale del complesso del Salvatore, restituito, con tutte le statue, alla città dopo 11 anni di chiusura per lavori.

Giornalisti, domani gran finale del Premio Ischia

ISCHIA. Si conclude domani, con la cerimonia di consegna degli ambiti ricoscimenti, la XXXIX edizione del Premio Ischia internazionale di giornalismo. La cerimonia sarà condotta da Elisa Isoardi e ad allietare la serata ci sarà anche l'esibizione di Ron con un omaggio speciale a Lucio Dalla e del trio Appassionante. Quanto ai premiati dell'edizione 2018, al sito slovacco Aktuality.sk è stato assegnato il Premio Internazionale per le inchieste del fotoreporter Ján Kuciak, ucciso a febbraio, per aver portato alla luce le attività della criminalità organizzata italiana in Slovacchia, rivelando i contatti del premier Fico, costretto poi alle dimissioni, con personaggi legati alla 'ndrangheta. Il Premio Ischia per il ''giornalismo dei diritti umani'' è stato assegnato a Zina Hamu, ragazza yazida di 18 anni, sfuggita alle persecuzioni all'Isis che partecipa al progetto Unicef per diventare fotoreporter.

Franca Leosini, conduttrice di ''Storie Maledette'' è la giornalista dell'anno per la televisione, Stefano Cappellini capo redattore di Repubblica è il vincitore per la carta stampata mentre a Bruno Pizzul è stato assegnato il premio per il giornalismo sportivo. Un riconoscimento speciale è stato andato a Paolo Borrometi, direttore del sito ''La Spia'' e giornalista dell'Agi, attualmente sotto scorta per le minacce ricevute dalla mafia in Sicilia. Simone Bemporad, direttore della comunicazione di Generali Spa si è aggiudicato il premio comunicatore dell'anno 2018 mentre un riconoscimento speciale è stato assegnato a Massimiliano Lanzi, manager del ''Centrostudi Giornalismo e Comunicazione''. 

Sempre in occasione del premio Ischia si terrà la prima edizione del premio Terna che è stato assegnato a Roberto Giovannini, per l'informazione ecosostenibile. Caporedattore de La Stampa, ha sempre seguito con grande entusiasmo i temi legati alla sostenibilità ambientale, industriale e all'energia, progettando e ideando ''Tuttogreen'', l'inserto mensile della Stampa dedicato al mondo della sostenibilità. Altri riconoscimenti speciali sono andati all'agenzia di stampa Italpress per i trent'anni di attività e a Canale 21 per l'informazione regionale della Campania. Il premio Databenc, in collaborazione con Cultura Italiae è stato vinto da Massimiliano Tonelli, direttore di Artribune, testata on line di contenuti e servizi dedicata all'arte e alla cultura contemporanea. Sabato 9 giugno ci saranno prima della cerimonia di premiazione, tre dibattiti, tutti nella sala Azzurra dell'Hotel Regina Isabella di Ischia. Si inizia alle 17 con il dibattito su Informazione e giustizia a cui parteciperanno: Giovanni Legnini, vice presidente del Consiglio Superiore Magistratura, Paola Balducci, componente Consiglio Superiore Magistratura e Stefano Cappellini, capo redattore ''La Repubblica''. 

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