Venerdì 20 Aprile 2018 - 3:00

"La caduta del Regno delle Due Sicilie": la presentazione a Palazzo Caracciolo di San Teodoro

Questa mattina, a Palazzo Caracciolo di San Teodoro (Riviera di Chiaia), la delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, coordinata da Carlo de Gregorio Cattaneo di Sant'Elia,con il gradimento del Gran Maestro S.A.R. Don Pedro di Borbone due Sicilie e Orleans, Duca di Calabria e Conte di Caserta (foto di repertorio) ha presentato il libro "Le cause della caduta del Regno delle Due Sicilie". Il volume, curato da Gianandrea de Antonellis e Roberto Mauriello, entrambi presenti all'evento, è la pubblicazione degli atti del Convegno di studi tenutosi nella nostra Città il 22 Ottobre 2016 sul tema "126 anni della dinastia dei Borbone a Napoli e del Regno delle Due Sicilie: cause ed eventi che ne determinarono la repentina ed improvvisa annessione al Regno d'Italia".

Le varie tematiche sono state affrontate con profonda analisi, da relatori di elevato spessore studiosi della materia, che hanno trattato: don Bruno Lima, le Cause morali. Persecuzione religiosa, interessi internazionali e considerazioni giuridiche sull'invasione delle Due Sicilie; Roberto Mauriello Le cause militari; Gianandrea de Antonellis le cause politiche; Amadeo-Martin Rey y Cabieses in conclusione ha fatto un excursus sui Re e i Principi reali delle due Sicilie nel 1861.

Afferma de Gregorio Cattaneo che il volume sarà distribuito agli astanti dopo la presentazione, con un donativo libero, finalizzato a finanziare le opere caritatevoli dell'Ordine Costantiniano. Ha voluto riservare un particolare ringraziamento personale dei cavalieri e dell'Ordine al dott.Giovanni Lombardo, per aver gratuitamente concesso il Palazzo San Teodoro, consentendo in una degna location,con il placet di S.A.R. don Pedro di Borbone, la presentazione.

Dialogue Place, Mygrants il top delle startup innovative sociali 2017

NAPOLI. Fervono i preparativi presso Dialogue Place, via Portacarrese a Montecalvario, 69, Napoli, al terzo piano di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli, per la presentazione di Mygrants, una delle startup sociali innovative più interessanti del 2017. L'incontro è previsto per venerdì 20 ottobre alle ore 18. Ma di cosa si tratta? Mygrants è una educational platform che offre un percorso di formazione per rifugiati e richiedenti asilo su tre temi e momenti del loro percorso – lo sbarco, il periodo in accoglienza, la formazione professionale. Attraverso una serie di quiz, i migranti vengono informati sui loro diritti, doveri e sul funzionamento del sistema italiano ed europeo di asilo. In più, acquisiscono nuove competenze – e rafforzano quelle pregresse – per un efficace inserimento nelle comunità ospitanti.  Attraverso Mygrants, i rifugiati e richiedenti asilo vengono messi in connessione con una rete che favorisce l’esplosione del loro talento – incubatori d’impresa, università, aziende – e così la piena integrazione nel tessuto economico e sociale. A presentare Mygrants ci sarà il suo fondatore, Chris Richmond Nzi.

Convegni, mostre e degustazioni “Alla Corte di Re Michele”

AVELLINO. Salza Irpina, comune in provincia di Avellino, si prepara a celebrare una delle figure più importanti del suo passato. Sabato 21 e domenica 22 ottobre ricorreranno le celebrazioni per i 100 anni della morte di Michele Capozzi, illustre uomo politico soprannominato dal contemporaneo De Sanctis “Re Michele”. Pe ricordare la simbolica data, l’Amministrazione Comunale ha voluto organizzare un evento celebrativo cui è stato attribuito proprio il significativo titolo di “Alla Corte di Re Michele”. L’iniziativa, cofinanziata nell’ambito del Poc Campania 2014-2020 Linea Strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”, si articolerà in una due giorni ricca di appuntamenti che coinvolgeranno l’intero territorio del borgo irpino. Convegni, mostre, laboratori enologici e di degustazione, spettacoli musicali e teatrali andranno a comporre un programma variegato pensato per porre in evidenza le varie sfaccettature della figura di Michele Capozzi. Nato nel 1836 e morto nel 1917 è stato il primo Sindaco di Salza Irpina, Consigliere Provinciale di Avellino e Deputato del Regno D’Italia, e ha lasciato, con la sua opera, un segno profondo non solo nella storia e nel territorio del comune natio, ma in tutta la provincia irpina. Dotò Salza irpina di una cassa di risparmio, di un ospedale, di una biblioteca, del telegrafo, di fontane, di strade, di cimitero. Nel Consiglio provinciale patrocinò gli interessi della sua Irpina, fra i quali la costruzione della ferrovia Avellino-Santa Venere e il prolungamento ferroviario da Sansoverino ad Avellino, oltreché l’istituzione di una Scuola di Viticoltura ed Enologia. Francesco De Sanctis, che ebbe un incontro con lui nel '74 presso la Camera dei Deputati, nel suo «Viaggio elettorale» gli dedicò, fra l'altro, il capitolo intitolato "Re Michele". Figura forte e controversa, dal difficile carattere, Michele Capozzi ha lasciato un solco indelebile nella storia di Salza Irpina e della provincia di Avellino, avviando azioni di sviluppo e promozione del territorio i cui positivi effetti sono visibili ancor oggi sul territorio. Salza Irpina dedica, dunque, una speciale due giorni a questo importante personaggio, creando un’occasione utile alla riscoperta di un passato che merita di essere conosciuto e valorizzato. L’evento “Alla Corte di Re Michele” si svolgerà in concomitanza con la 34ª Sagra della Castagna, prodotto tipico locale molto apprezzato da Michele Capozzi, organizzata dal Comitato Festa SS. Maria delle Grazie.

Alla Stazione Zoologica Dohrn il workshop sull'innovazione per l'ecosistema marino

NAPOLI. La Stazione Zoologica Anton Dohrn ha ospitato un workshop ieri e oggi, co-organizzato con l’Ocse, dal titolo: "Innovation for a sustainable Ocean Economy". Il workshop OCSE-SZN ha analizzato come il progresso scientifico e l’innovazione stanno contribuendo allo sviluppo delle attività marine e marittime al fine di definire le migliori strategie di protezione e di recupero degli ecosistemi marini. Il workshop ha visto la partecipazione di circa 50 esperti internazionali provenienti dai più illustri centri di ricerca, dal settore privato e dalle organizzazioni intergovernative. Nella due giorni, saranno discussi quattro temi cruciali circa il futuro dei mari e degli oceani: la gestione ecosostenibile dell’industria navale e delle infrastrutture marine; lo smantellamento (decommissioning) delle piattaforme marine; il ruolo fondamentale di scienza e tecnologia nella pianificazione e gestione delle attività nelle zone marino-costiere; l'innovazione come elemento chiave per inquadrare il potenziale della emergente industria di recupero dell’ecosistema marino. L'eventoha fornito ai partecipanti un'occasione per lo scambio di esperienze a livello nazionale e internazionale e si inquadra nell’ambito delle attività di ricerca dell'Ocse sull'economia degli oceani e sull'innovazione.

 

"Stanze segrete", un romanzo sull'Isis tra Parigi e Milano

NAPOLI. Dopo "Attesa di giudizio"e "La città dei sangui", l'avvocato penalista Francesco Mario Passaro ritorna in libreria con un nuovo e avvincente legal thriller dal titolo "Stanze segrete" di Rogiosi Editore. Il libro sarà infatti presentato  a Napoli, il 6 ottobre, alle 18,00 alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri.

Una storia che intreccia più storie per un lavoro originale e di alta tensione emotiva come spiega lo stesso autore nell'intervista.

L'umanità disumanizzata che trapela dalle pagine del suo nuovo legal thriller ha trovato maggiormente ispirazione dalle catastrofi terroristiche di matrice islamista o dalle estenuanti indagini giudiziarie italiane?

«Sicuramente dal primo attacco terroristico alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo a Parigi avvenuto il 7 gennaio del 2015. In quell'attentato persero la vita dodici persone e undici rimasero ferite. Ero lì in quei giorni e rimasi molto colpito.  Stanze segrete è un legal thriller che nasce sicuramente da un fondo emotivo che doveva essere sublimato attraverso la fantasia. Quei giorni, dopo l'attentato, vagai per Parigi e lessi il terrore negli occhi della gente. Il protagonista del romanzo è un avvocato, ossessionato dall'Isis, convinto che i terroristi colpiscano le vittima in maniera casuale, uccidendo le persone negli stessi luoghi dove trovano svago. La forma di identificazione per ognuno di noi è notevole». 

Le città che fanno da sfondo alla storia sono Milano e Parigi. Perché ha scelto Milano per il caso di omicidio e in che misura secondo lei può essere collegata in termini antropologici alla multietnica Parigi?

«Ho scelto Milano perché è stata, soprattutto Arcore, il luogo più discusso e amato dagli italiani. Negli ultimi anni mi sono divertito parecchio ad ascoltare i tanti maschi, dai più giovani ai più anziani, chiacchierare animatamente sulla vicenda Arcore, che oltretutto ha spinto un premio Oscar a realizzarci un film. Ho scelto Parigi perché il passato del protagonista, l'avvocato Alfonso Maniscalco, è legato a questa città. Milano e Parigi sono annodate soprattutto dal mondo della moda, dall'eleganza, dai ritmi frenetici lavorativi. Credo che per viverle appieno bisogna essere dotati di grossa energia». 

L'Isis nelle stragi di Parigi ha portato via all'avvocato Maniscalco la sua donna. Il ricordo di quest'ultima ricorre in numerosi flashback. Cosa deve emergere principalmente? Il fare chiarezza su un fenomeno terroristico in espansione o il desiderio di rendere omaggio e giustizia, attraverso un amaro romanticismo, alle vittime delle stragi?

«Sicuramente volevo rendere omaggio e giustizia, attraverso un romanticismo amaro alla Dino Risi, alle vittime delle stragi di Parigi. Nel romanzo ho cercato di ricompensare le persone e gli eventi che mi hanno colpito dal punto di vista emotivo. Il 13 novembre 2015 provai un dolore enorme per la perdita di Valeria Solesin, la ragazza italiana rimasta vittima nell'assalto terroristico al teatro Bataclan». 

Nell'evolversi della trama giudiziaria lei mette su carta la sua esperienza di avvocato. In che modo, invece, si è documentato sull'Isis, ha soggiornato anche a Parigi per cogliere l'atmosfera e gli stati d'animo?

«Nel romanzo c'è la mia esperienza di avvocato. Infatti il protagonista, Alfonso Maniscalco, è un penalista e legge in maniera compulsiva saggi sull'Isis, al punto tale che viene spesso deriso dal suo vecchio maestro di diritto per la sua ossessione verso le catastrofi terroristiche di matrice islamista. Per caratterizzare Maniscalco mi sono dovuto documentare, oltre al fatto che ho soggiornato a Parigi per cogliere gli stati d'animo delle persone e assorbire appieno le atmosfere di tensione». 

Secondo lei l'Isis può essere ritenuto un fenomeno malavitoso comune a tante altre associazioni a delinquere? Che idea si è fatto?

«L’Isis non è un semplice fenomeno malavitoso. Si è sviluppato in fretta perché i suoi avversari erano troppo impegnati a combattere tra loro.Dopo la caduta di Saddam Hussein, l'Iraq è stato guidato, fino al 2014, da un uomo stupido, al-Maliki, che poiché sciitaaveva discriminato i sunnitia cui aveva rifiutato l'arruolamento nel nuovo esercito iracheno. Così migliaia di sunniti, che erano stati i migliori soldati di Saddam Hussein, avevano aderito all'Isisper trovare un nuovo lavoro e per vendicarsi della discriminazione subita da al-Maliki. L'Isis esiste perché è guidato da professionisti di guerra. I colpevoli del mancato attacco all'Isis sono quindi da una parte la Russia e l'Iran e dall'altra gli Stati Uniti, la Turchia, l'Arabia Saudita, il Kuwait, il Qatar e gli Emirati Arabi. Sempre dopo l'uccisione di Saddam Hussein, agli Stati Uniti mancava soltanto l'Iran e la Siria. Il motivo per cui gli Stati Uniti non si sono ancora impegnati a sconfiggere definitivamente l'Isis dipendeva dal fatto che vogliono garantirsi un governo amico in Siria. Putin viceversa aveva annunciato all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che avrebbe iniziato a colpire le postazioni dell'Isis in Siria, ma era soltanto uno stratagemma per poter schierare le sue truppe in favore dell'alleato Assad, che aveva subìto più sconfitte. Uno dei leader dei ribelli siriani aveva dichiarato che i russi avevano bombardato non l'Isis, ma i siriani democratici appoggiati dagli Stati Uniti». 

Corinne Bove

Nobel per la Letteratura a Kazuo Ishiguro

Il premio Nobel per la Letteratura 2017 va allo scrittore giapponese naturalizzato britannico Kazuo Iashiguro perché "nei suoi romanzi di grande impatto emotivo ha svelato l'abisso che si nasconde sotto il nostro illusorio senso di connessione con il mondo". L'annuncio è stato dato dalla segretaria permanente dell'Accademia di Svezia, Sara Danius.

"E' un grande onore, soprattutto perché significa che sto seguendo le orme dei più grandi autori che mi hanno preceduto, quindi per me è un riconoscimento straordinario". Queste le prime parole dello scrittore alla Bbc. Ishiguro ha anche confessato all'emittente britannica di non essere stato contattato dal comitato del Nobel e di non sapere, appena avuta la notizia, se si trattasse di una frottola.

"Il mondo è in un momento molto incerto - ha aggiunto lo scrittore - e spero che tutti i premi Nobel possano costituire una forza per qualcosa di positivo al mondo. Sarò molto commosso se riuscissi in qualche modo a contribuire a migliorare l'atmosfera che in questo momento è di grande incertezza", ha concluso lo scrittore.

Ishiguro, considerato tra i più grandi autori di lingua inglese del secondo dopoguerra, capace di ricreare suggestive atmosfere rarefatte, si è affermato a livello mondiale con il romanzo "Quel che resta del giorno" (1989), dal quale è stato tratto nel 1993 il film omonimo del regista James Ivory, con Anthony Hopkins ed Emma Thompson.

"Quel che resta del giorno" ha vinto il prestigioso Man Booker Prize nel 1989. Tre anni prima, nel 1986, Ishiguro aveva vinto il Premio Withbread per il suo secondo romanzo, "Un artista del mondo fluttuante".

Con Salman Rushdie e Hanif Kureishi, Ishiguro fa parte del gruppo di scrittori, di origini diverse, che ha dato un sostanziale apporto alla letteratura inglese più recente, introducendo elementi stilistici delle culture d'origine. La sua attenzione ai particolari e alle atmosfere, sempre descritte con infinita cura, ricordano i grandi romanzieri nipponici classici. Nel 2005 ha vinto il Premio Alex con "Non lasciarmi", diventato il film omonimo con la regia di Mark Romanek nel 2010. Nel 2008 il "Times" l'ha incluso fra i 50 più grandi autori britannici dal 1945.

Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki l'8 novembre 1954 e si è trasferito con la famiglia in Inghilterra nel 1960. Il soggiorno, che avrebbe dovuto essere temporaneo, divenne definitivo. Si è laureato nel 1978 in letteratura e filosofia ed attualmente vive a Londra con la moglie scozzese, Lorna MacDougall, assistente sociale, e la loro figlia Naomi. Scrive in lingua inglese e si firma con il cognome preceduto dal nome.

Perfettamente integrato nella cultura britannica, Ishiguro privilegia una forma di scrittura non lontana dal tradizionale realismo occidentale, differenziandosi in questo dagli orientamenti postmoderni e dalle aperture multiculturali dei giovani scrittori britannici. Suo tema dominante è la rievocazione di un passato individuale e nazionale, situato negli anni del secondo dopoguerra, in un mondo dove è in atto un totale mutamento di costumi, accompagnato dalla perdita dei valori tradizionali.

Pur frequentando fin da bambino le scuole in Inghilterra, Ishiguro fu educato secondo le tradizioni giapponesi. Si è laureato in filosofia e letteratura alla University of Kent (1978) e poi ha poi seguito corsi di scrittura creativa, avendo tra gli insegnanti Malcom Bradbury e Angela Carter.

Alle sue origini orientali sono forse da ascrivere la meticolosità descrittiva e l'estrema chiarezza formale, così come gli accenni a una realtà sinistra e crudele, presenti soprattutto nei primi romanzi ("Un pallido orizzonte di colline" del 1982 e "Un artista del mondo fluttuante" del 1986), ambientati in Giappone.

È però un romanzo integralmente britannico, "Quel che resta del giorno" (1989), quello che ha dato a Ishiguro il successo internazionale, grazie anche all'accurata versione cinematografica fornitane da James Ivory nel 1993: il passato di una residenza aristocratica inglese, prima e durante la seconda guerra mondiale, rivive in questo libro attraverso lo sguardo, tardivamente consapevole, del maggiordomo che, per eccessiva fedeltà agli istituti gerarchici, si è negato una grande storia d'amore.

La rievocazione di un passato, individuale o collettivo, comunque irrecuperabile è del resto il tema dominante di tutta l'opera di Ishiguro, come dimostrano anche i successivi romanzi: "Gli inconsolabili" (1995) e specialmente "Quando eravamo orfani" (2000), dove l'indagine su una misteriosa, remota sparizione ha le suggestive movenze di una detective story.

Nel 2005 ha scritto "Non lasciarmi" per il quale ha ricevuto il Premio Alex e il Commonwealth Writers Prize. Nella sua produzione più recente spicca la raccolta di racconti "Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo" e il romanzo "Il gigante sepolto" (2015).

Tutti i suoi romanzi sono tradotti in italiano da Einaudi: "Un pallido orizzonte di colline" (1982), "Un artista del mondo fluttuante" (1986), "Quel che resta del giorno" (ultima edizione Super Einaudi Tascabili 2016), "Gli inconsolabili" (1995 e 2012), "Quando eravamo orfani" (2000), "Non lasciarmi" (ultima edizione Super ET 2016) e "Il gigante sepolto" (2015, ultima edizione Super Einaudi Tascabili 2016). Per Einaudi ha pubblicato anche la raccolta di racconti "Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo" (2009 e 2010).

La Capria compie 95 anni e chiede in regalo la riqualificazione del Lago d'Averno

«Non vedo l’ora che passi questo giorno perché non mi piacciono le celebrazioni e, se dovessi scegliere un regalo, vorrei la valorizzazione del lago d’Averno, un luogo a cui sono molto legato». Lo ha detto Raffaele La Capria, novantacinquenne scrittore napoletano, che, nel corso dell’intervista con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli de La radiazza, ha sottolineato che «Napoli gli manca tanto, oltre a rinnovare l’appello per il lago d’Averno, un appello che accogliamo e sosterremo in tutte le sedi opportune perché ne condividiamo l’importanza, al di là dell’autorevolezza della voce dello scrittore che tanto ha dato alla cultura napoletana e italiana».

«Le opere di La Capria sono ancora attuali e, purtroppo, soprattutto tra le nuove generazioni, non tutti le conoscono» hanno aggiunto Borrelli e Simioli che, a nome del movimento dei Non intellettuali, hanno annunciato allo stesso scrittore, che vive a Roma, «una giornata dedicata alla lettura di quelle opere, a cominciare da Ferito a morte, che si terrà a Napoli nei prossimi giorni»

Giornalismo, Premio Landolfo 2017: ecco come partecipare

Premio Landolfo 2017, via alla sesta edizione. Scade il prossimo 30 ottobre il bando di partecipazione alla sesta edizione del premio di giornalismo “Francesco Landolfo”. Indetto da Ordine dei giornalisti della Campania, Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, quotidiano “Roma” e Arga Campania. Il premio vuole valorizzare le intuizioni e l'impegno di Francesco Landolfo (nella foto) - fondatore dell'Arga Campania, vicedirettore del “Roma” e segretario dell'Ordine dei giornalisti della Campania - nella formazione dei giovani colleghi e premia i migliori servizi giornalistici sui temi di ambiente, agricoltura e ricerca scientifica in Campania. I vincitori delle tre sezioni (carta stampata, radio e televisione, internet e foto/videoreportage) riceveranno un assegno di mille euro e una targa.

BANDO

ART. 1 L’Ordine dei Giornalisti della Campania, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania (Sugc), il quotidiano Roma e l’Arga Campania indicono la sesta edizione del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo". Il premio ricorda e valorizza le intuizioni e l’impegno di Francesco Landolfo, fondatore e presidente dell’Arga Campania, vicedirettore del Roma e segretario dell’Ordine dei giornalisti della Campania, nella formazione dei giovani colleghi e premia il miglior lavoro giornalistico su ambiente e natura, agricoltura, territorio e ricerca scientifica in Campania.

ART. 2 Il premio è rivolto ai giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti iscritti all’Ordine dei Giornalisti.

ART. 3 Il premio è diviso in tre sezioni: carta stampata, radio e televisione, internet e foto/video reportage. Il vincitore di ogni sezione sarà premiato con una targa e un assegno di euro 1.000,00 (mille).

ART. 4 I servizi radiotelevisivi e multimediali non dovranno avere una durata superiore ai 15 minuti. Ogni candidato potrà partecipare con un solo lavoro pubblicato nel periodo 2016-2017. Non sono ammessi lavori pubblicati sul sito dell’Arga Campania. La partecipazione è gratuita; gli articoli, foto e cd non saranno restituiti.

ART. 5 I lavori, corredati da abstract, breve curriculum vitae, dati anagrafici e recapiti del/della concorrente, dovranno essere inviati entro e non oltre il 30 ottobre 2017 a mezzo raccomandata con R.R. o portati a mano alla segreteria del premio “Francesco Landolfo”, presso la redazione del quotidiano “Roma”, via Chiatamone 7, 80121 Napoli.

ART. 6 La Giuria del premio è composta dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; dal segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Claudio Silvestri; dai direttori del quotidiano “Roma”, Antonio Sasso e Pasquale Clemente; dal presidente dell’Arga Campania, Geppina Landolfo; dal consigliere nazionale Fnsi e Unaga (Unione delle Arga), Gianpaolo Necco; dal presidente dell’Istituto di cultura meridionale, Gennaro Famiglietti. Il giudizio della giuria è insindacabile; la partecipazione al Premio implica l’accettazione di tutte le clausole del presente bando.

ART. 7 I risultati del concorso, le motivazioni ai vincitori e le foto saranno pubblicati e scaricabili dai siti dell’Ordine dei Giornalisti, del Sugc, del quotidiano Roma e dell’Arga Campania. La data e il luogo di premiazione sarà comunicata direttamente agli interessati via email. I premi saranno consegnati esclusivamente ai vincitori presenti alla cerimonia di premiazione. L’invito ufficiale alla Cerimonia di Premiazione non dà diritto al rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno.

Il Roma e il Mann sono pop, parola di Roxy in the box

«Onorata di aver premiato con una mia opera il direttore del Museo Archeologico di Napoli Paolo Giulierini e di avergli finalmente detto di quanto mi sia piaciuta la sua operazione affidando il mensile del museo ad un quotidiano popolare come il Roma - Il Giornale di Napoli. Quando il Museo esce e va per strada l'arte vince!». Così su Facebook l'artista napoletana Roxy in the box dopo la cerimonia del Premio Amato Lamberti, dove Giulierini ha ricevuto il riconoscimento "Napoli Città Solidale". Roxy, al secolo Rosaria Bosso, è ritornata a Napoli dopo due mesi in Germania, reduce dal successo della sua mostra alla Kunsthalle di Osnabruck, in Bassa Sassonia, dove ha portato il progetto "In and Out", che puntava ad attivare una rinnovata connessione tra il quartiere multietnico di Rosenplatz e il museo d'arte contemporanea.

Premio Landolfo 2017, via alla sesta edizione

Premio Landolfo 2017, via alla sesta edizione. Scade il prossimo 30 ottobre il bando di partecipazione alla sesta edizione del premio di giornalismo “Francesco Landolfo”. Indetto da Ordine dei giornalisti della Campania, Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, quotidiano “Roma” e Arga Campania. Il premio vuole valorizzare le intuizioni e l'impegno di Francesco Landolfo (nella foto) - fondatore dell'Arga Campania, vicedirettore del “Roma” e segretario dell'Ordine dei giornalisti della Campania - nella formazione dei giovani colleghi e premia i migliori servizi giornalistici sui temi di ambiente, agricoltura e ricerca scientifica in Campania. I vincitori delle tre sezioni (carta stampata, radio e televisione, internet e foto/videoreportage) riceveranno un assegno di mille euro e una targa.

BANDO

ART. 1 L’Ordine dei Giornalisti della Campania, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania (Sugc), il quotidiano Roma e l’Arga Campania indicono la sesta edizione del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo". Il premio ricorda e valorizza le intuizioni e l’impegno di Francesco Landolfo, fondatore e presidente dell’Arga Campania, vicedirettore del Roma e segretario dell’Ordine dei giornalisti della Campania, nella formazione dei giovani colleghi e premia il miglior lavoro giornalistico su ambiente e natura, agricoltura, territorio e ricerca scientifica in Campania.

ART. 2 Il premio è rivolto ai giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti iscritti all’Ordine dei Giornalisti.

ART. 3 Il premio è diviso in tre sezioni: carta stampata, radio e televisione, internet e foto/video reportage. Il vincitore di ogni sezione sarà premiato con una targa e un assegno di euro 1.000,00 (mille).

ART. 4 I servizi radiotelevisivi e multimediali non dovranno avere una durata superiore ai 15 minuti. Ogni candidato potrà partecipare con un solo lavoro pubblicato nel periodo 2016-2017. Non sono ammessi lavori pubblicati sul sito dell’Arga Campania. La partecipazione è gratuita; gli articoli, foto e cd non saranno restituiti.

ART. 5 I lavori, corredati da abstract, breve curriculum vitae, dati anagrafici e recapiti del/della concorrente, dovranno essere inviati entro e non oltre il 30 ottobre 2017 a mezzo raccomandata con R.R. o portati a mano alla segreteria del premio “Francesco Landolfo”, presso la redazione del quotidiano “Roma”, via Chiatamone 7, 80121 Napoli.

ART. 6 La Giuria del premio è composta dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; dal segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Claudio Silvestri; dai direttori del quotidiano “Roma”, Antonio Sasso e Pasquale Clemente; dal presidente dell’Arga Campania, Geppina Landolfo; dal consigliere nazionale Fnsi e Unaga (Unione delle Arga), Gianpaolo Necco; dal presidente dell’Istituto di cultura meridionale, Gennaro Famiglietti. Il giudizio della giuria è insindacabile; la partecipazione al Premio implica l’accettazione di tutte le clausole del presente bando.

ART. 7 I risultati del concorso, le motivazioni ai vincitori e le foto saranno pubblicati e scaricabili dai siti dell’Ordine dei Giornalisti, del Sugc, del quotidiano Roma e dell’Arga Campania. La data e il luogo di premiazione sarà comunicata direttamente agli interessati via email. I premi saranno consegnati esclusivamente ai vincitori presenti alla cerimonia di premiazione. L’invito ufficiale alla Cerimonia di Premiazione non dà diritto al rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno.

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