Martedì 20 Febbraio 2018 - 14:39

I David di Donatello 2018 parlano napoletano

Ben 15 candidature per “Ammore e Malavita” dei Manetti Bros, 11 per “Napoli velata” di Ferzan Ozpetek e 7 per “Gatta Cenerentola” di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone: i David di Donatello 2018 parlano napoletano.

L'ANNUNCIO. Questo è quanto annunciato nella conferenza stampa di presentazione dei premi, che si è svolta nella sede Rai di Viale Mazzini alla presenza di Piera Detassis, presidente e direttore artistico della Fondazione David di Donatello, del suo presidente onorario Giuliano Montaldo, del direttore di Rai1 Angelo Teodoli e di Carlo Conti che condurrà la cerimonia di consegna mercoledì 21 marzo, in prima serata su Rai1, dove il premio torna dopo due anni.

IL MIGLIOR FILM. La commedia musicale dei Manetti e il film di animazione firmato Mad Entertainment concorreranno per il Miglior Film e dovranno vedersela con “A Ciambra” di Jonas Carpignano, “La tenerezza” di Gianni Amelio (altra pellicola ambientata a Napoli) e “Nico 1988” di Susanna Nicchiarelli.

I REGISTI IN GARA. Per il premio alla Miglior Regia sono in corsa ancora Jonas Carpignano, i Manetti Bros e Gianni Amelio, rispettivamente per “A Ciambra”, “Ammore e malavita” e “La tenerezza”. Completano la cinquina Ferzan Ozpetek per “Napoli velata” e Paolo Genovese per 'The Place”. Carpigna, i Manetti Bros con Michelangelo La Neve e Susanna Nicchiarelli (“Nico, 1988”) concorrono anche per la Migliore Sceneggiatura Originale, accanto a Donato Carrisi (“La ragazza nella nebbia”) e Francesco Bruni (“Tutto quello che vuoi”).

ALTRI PREMI. C’è il napoletano Luciano Stella nella cinquina del miglior produttore, così come ci sono altri “figli del Vesuvio” tra i miglior attori ossia Valeria Golino (interprete di “Il colore nascosto delle cose”) e Renato Carpentieri (per “La tenerezza”). Tra i non protagonisti Carlo Buccirosso (per “Ammore e malavita”) e Peppe Barra (per “Napoli velata”). Infine, il brano "A chi appartieni" ("Gatta Cenerentola") della rock band Foja è candidata a Miglior canzone originale mentre "Gramigna" di Sebastiano Rizzo è in lizza per il David Giovani. 

"San Valentino Stories": vedi Napoli e poi ti innamori

Vedi Napoli e poi ti innamori. Sarà nei cinema da domani “San Valentino Stories”, lungometraggio in tre episodi nato da una idea di Alessandro Siani. Ed è proprio l’attore e regista che ha scelto di far dirigere le tre storie d’amore da giovani registi napoletani emergenti come Antonio Guerriero, Emanuele Palamara e Gennaro Scarpato. «Prendendo spunto dalla grande tradizione italiana dei film a episodi – raccontano i produttori Alessandro e Andrea Cannavale della Run Film - nasce l’idea di questo lungometraggio, una commedia brillante realizzata con un budget molto contenuto grazie all’impegno di una squadra di produzione giovane e fortemente motivata».

Il film si apre con l’episodio “Per amor di Dio” ambientato a Marechiaro e diretto da Antonio Guerriero. Ci si interroga se può nascere amore tra due ragazzi con fedi religiose diverse. Da una parte Pasquale (Pasquale Palma), cattolico sfegatato e spalla destra del parroco (Mario Porfito), dall’altra Chiara (Denise Capezza), buddhista convinta che gestisce un locale con la sua migliore amica (Luana Pantaleo). Le diversità verranno abbattute dal sentimento che li lega?

Dopo si passa a Nisida per “L'isola di cioccolato” con la regia di Emanuele Palamara. Su questa “isola” si trova l’istituto penale per minorenni, non solo un carcere ma un luogo dove a volte accadono dei piccoli miracoli.  Così come nel caso di Antonio (Giovanni Buselli) detenuto del maschile, che decide di frequentare un corso di pasticceria per amore di Anastasia (Noemi Sales, al debutto assoluto), detenuta del femminile. Cercheranno insieme un modo per redimersi e salvarsi cucinando delle torte al cioccolato sotto la guida del severo chef (Massimiliano Rossi) e l’occhio attento del direttore del carcere (Alan De Luca).

L’ultimo episodio è quello affidato al 23enne Gennaro Scarpato, e si intitola “Carichi di meraviglia”. Quella meraviglia che coglierà due migliori amici (Gigi e Ross), guide turistiche di Pozzuoli appena lasciati dalle fidanzate proprio il giorno di San Valentino, quando busserà alle porte una bellissima ragazza proveniente dall’Africa. È Aregash (Elena Sotgiu, alla sua prima esperienza, figlia di Angelo dei “Ricchi e poveri”) che è fuggita in Italia alla ricerca dei suoi genitori adottivi, proprio Gigi e Ross. Il suo arrivo porterà i ragazzi a confrontarsi sulla realtà dei loro 40 anni e delle responsabilità che non si sono mai presi. Affronteranno una spietata assistente sociale (Rosaria De Cicco) affidandosi al loro amico commercialista (Alessandro Bolide), ad un avvocato sui generis (Gianni Ferreri) e alla sua segretaria (Ester Gatta).

Ne vien fuori un ritratto delicato dall’amore, che può nascere in qualsiasi condizione, in grado di abbattere barriere, un punto di incontro tra pensieri diversi, unica forza che può cambiare e maturare le persone.

Forti dell’esperienza del film “Vieni a Vivere a Napoli” di Edoardo De Angelis, Guido Lombardi e Francesco Prisco, i fratelli Cannavale sono la dimostrazione che anche a Napoli si può fare cinema. «Non dobbiamo invidiare nulla alle altre città – commentano durante la presentazione stampa al cinema Metropolitan di via Chiaia - è il momento giusto per scrivere, fare formazione, ed essere bravi a produrre con grande professionalità. Speriamo di continuare a lavorare con Siani, artista che stimiamo da sempre».

Per “San Valentino Stories” hanno avuto il sostegno di Rai Cinema, l’apporto finanziario di aziende e imprenditori del territorio che sono rimasti affascinati dal progetto, il contributo fondamentale della Regione Campania e la collaborazione della Film Commission. Il film verrà distribuito in circa 60 sale in tutta Italia, di cui 36 in Campania, dalla neonata Optima Entertainment diretta da Antonio Pirpan.

Sanremo, ascolti record, soddisfazione per Maggioni e Orfeo

ROMA. «Un Sanremo straordinario e non solo per gli ascolti. Il Festival è stato un'ulteriore dimostrazione che la Rai è una grande squadra in grado di raccontare le complessita' di questo Paese coniugando qualita' con linguaggi accessibili e per tutti. In questo Sanremo hanno trovato accoglienza temi e sensibilita' di ogni genere, insieme alla narrazione della contemporaneita' e delle eccezionali risorse dell'Italia. Il Festival ha raccontato il Paese con leggerezza e intensita': ha fatto divertire e riflettere. Questo e' cio' che la Rai, il servizio pubblico, sa fare meglio». Così la Presidente Rai Monica Maggioni e il Direttore generale Mario Orfeo commentano congiuntamente l'edizione 2018 del Festival di Sanremo. La prima parte della finalissima - in onda dalle 21.20 alle 23.46 - ha conquistato il 54% con 13.240.000 spettatori mentre la seconda - in onda dalle 23.51 all'1.26 - ha convinto 10.404.000 spettatori con il 69% di share.

Sanremo 2018, vincono Ermal Meta e Fabrizio Moro su Lo Stato Sociale ed Annalisa

SANREMO. Ermal Meta e Fabrizio Moro con il brano “Non mi avete fatto niente” sono i vincitori della 68ª edizione del Festival di Sanremo. I due artisti hanno preceduto rispettivamente Lo Stato Sociale ed Annalisa. Un successo dovuto al televoto, l'unico a valere nella finalissima che ha decretato il podio. Il 2018 è stato senza ombra di dubbio un festival più che apprezzato visto gli ascolti da record che sono stati registrati quotidianamente. Per il direttore Claudio Baglioni, affiancato con successo sul palcoscenico da Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, è stata una esperienza da incorniciare: per l’artista romano anche i complimenti di Adriano Celentano che gli ha inviato un messaggio. «Ciao Claudio! Finalmente un festival. Complimenti». Così Adriano Celentano ha fatto i complimenti a Claudio Baglioni, conduttore e direttore artistico della 68ª edizione del Festival di Sanremo. «I cantanti possono, come un tempo - prosegue il “Molleggiato” - ritornare a non essere più i valletti dei grandi ospiti. Un’impresa non facile che solo a un “Passerotto” come te poteva riuscire. Oltre che un grande cantante, hai dimostrato di essere un grande organizzatore e direttore artistico. La Rai non potrà più fare a meno di te. Della tua bravura, del tuo gusto e della tua classe», ha concluso Celentano. Il “Premio Sala Stampa Mia Martini” è stato assegnato a Ron. Il “Premio Sala Stampa Tv Radio Web Lucio Dalla” assegnato a Lo Stato Sociale. Il “Premio Sala Stampa Sergio Endrigo” assegnato ad Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico. “Premio Sergio Bardotti” assegnato a Mirkoeilcane. “Premio Giancarlo Bigazzi” a Max Gazzè. Riconoscimento “Tim Music” assegnato ad Ermal Meta e Fabrizio Moro. Per quel che riguarda i napoletani, i The Kolors si sono classificati al nono posto; delusione per Enzo Avitabile e Peppe Servillo giunti dodicesimi. 

Sanremo, in corsa Annalisa, Lo Stato Sociale e il duo Meta-Moro

SANREMO. Sono Annalisa, Lo Stato Sociale e il duo Meta-Moro a contendersi la vittoria alla 68ª edizione del Festival di Sanremo. Dal 4° posto in poi, invece, questa la classifica: Ron, Vanoni-Bungaro-Pacifico, Max Gazzè, Luca Barbarossa, Diodato-Roy Paci, The Kolors, Caccamo, Le Vibrazioni, Enzo Avitabile-Peppe Servillo, Rubino, Noemi, Red Canzian, Decibel, Nina Zilli, Facchinetti-Fogli, Mario Biondi ed Elio e le storie tese. 

Sanremo, Laura Pausini ospite e Fiorello la imita al telefono

SANREMO. Che potesse intervenire di nuovo dopo il trionfo della prima sera si era detto. E alla fine Fiorello (nella foto) ha accettato di esserci anche nella finale di questo Sanremo. Ma a sopresa si è collegato al telefono, durante la performance di Laura Pausini, dopo la presentazione del nuovo singolo della cantante “Non è detto”. «Siete in linea con lo scaldapubblico», ha detto lo showman. Che poi ha imitato la vocina della Pausini con accento romagnolo. «Fiore mi ha controllato come fosse un medico, mi ha telefonato tutti i giorni». Fiorello ha poi scherzato sulla difficile eredità di questo festival con ascolti alle stelle (anche perché il toto-Sanremo lo vede eterno candidato): «Con questi risultati chi lo conduce il prossimo anno? Pare che la Rai abbia già contattato il Papa e Melania Trump», ha detto Fiorello che ha poi lanciato il duetto Baglioni-Pausini sulle note di “Avrai". La Pausini, poi, dopo aver raccolto la standing ovation dell'Ariston con il duetto con Claudio Baglioni è uscita sul “red carpet” e ha cantato “Come se non fosse stato mai amore” coinvolgendo il pubblico presente fuori al teatro Ariston.

Sanremo, è boom di ascolti. Rai in festa

ROMA. Anche la quarta serata del Festival di Sanremo, quella di venerdì sera, è stata vista da 10.108.000 spettatori, con uno share del 51,1 per cento: la prima parte del programma è stata vista da 12.246.000 spettatori, con il 49,01 per cento di share, e la seconda da 6.849.000 spettatori, con il 57,3 per cento di share. Gli ascolti sono stati più bassi della serata di giovedì, che aveva avuto uno share del 51,6 per cento, ma sono comunque andati bene: l’ultimo Sanremo che alla sua quarta serata fece un risultato migliore fu quello condotto da Fabio Fazio nel 1999.

Record per la terza serata del festival di Sanremo targato Claudio Baglioni che prosegue il suo trend positivo, ottenendo in media 10.825.000 con il 51,6% di share. Per trovare un risultato medio più alto di una terza serata di Sanremo bisogna tornare al festival del 1999 condotto da Fabio Fazio con Renato Dulbecco e Laetitia Casta che ottenne uno share medio del 53,94%. Lo scorso anno la terza serata del festival di Carlo Conti e Maria De Filippi era stata vista da una media di 10.421.000 spettatori con 49,68% di share. La serata di ieri ha ottenuto nella prima parte (dalle 21.20 alle 23.55) 12.657.000 telespettatori con il 51,1% di share e nella seconda parte (dalle 24 all'1.02) 6.142.000 telespettatori con il 54,4% di share. Lo scorso anno la terza serata era stata vista nella prima parte da 12.816.000 telespettatori con il 49,1% di share e nella seconda parte da 5.447.000 telespettatori con il 48,80% di share. Comprensibilmente raggiante nel commentare i dati d'ascolto il direttore di Rai1, Angelo Teodoli: "Quella di ieri è stata la terza serata di Sanremo più vista del millennio. Un altro grande successo per questo festival, che premia le premesse e le promesse mantenute di Claudio Baglioni: grande musica in gara e fuori gara e grandi performance sul palco. Michelle grandissima professionista con un ritmo perfetto, Favino una rivelazione dalla conduzione al ballo, ma il più bravo è stato Claudio Baglioni che si è speso molto da ogni punto di vista". Il picco di telespettatori è stato registrato durante la performance Virginia Raffaele-Claudio Baglioni, con 15.826.000, e il picco di share quando Baglioni ha cantato 'Gianna' con il pubblico con il 58,4%. Teodoli ha anche sottolineato i grandi ascolti per le fasce di pubblico giovani, di laureati e il grande successo che il festival sta riscuotendo sui social, oltre alle grandi professionalità della squadra Rai che agiscono dietro le quinte "che permettono di mandare in onda uno spettacolo tecnicamente di enorme qualità".

Sanremo, sospeso il duo Meta-Moro

SANREMO. Meta e Moro sospesi in attesa di giudizio. Aspettando gli approfondimenti tuttora in corso «sulla vicenda della presunta violazione del regolamento del Festival da parte della canzone presentata da Ermal Meta e Fabrizio Moro, l'Organizzazione del Festival, d'accordo con il direttore artistico, Claudio Baglioni, ha deciso di sospendere l'esibizione dei due artisti, prevista questa sera». È quanto riferisce la Rai in una nota. Al loro posto, tra i dieci big che si esibiscono stasera, dopo un'estrazione a sorte alla presenza di un notaio, è stato designato Renzo Rubino. 

Via al Festival in una Sanremo blindata

Festival di Sanremo al via, in una cittadella della musica blindata, tra telecamere e metal detector. La “zona rossa" intorno al teatro Ariston è stata allargata rispetto agli scorsi anni, è aumentato il numero di telecamere (327 contro le 282 dello scorso anno) collegate alla sala operativa del commissariato, sono state raddoppiate le transenne nell'area del red carpet e i principali varchi per l'accesso al teatro sono controllati con metal detector e agenti con telecamere portatili. Sulla sicurezza del festival vigileranno ogni giorno circa 250, tra poliziotti e carabinieri.

Il questore di Imperia, Cesare Capocasa, ha spiegato nei giorni scorsi che il dispositivo di controllo messo in atto per Sanremo 2018 è paragonabile a quello che viene messo in atto per la presenza del Papa o del Presidente della Repubblica, con l'utilizzo della tecnologia “Mercurio", che prevede telecamere montate su auto di pattuglia della polizia che inviano immagini e filmati in tempo reale alla centrale operativa di Sanremo e a Roma, per il controllo delle targhe dei mezzi che si avvicinano alla zona dell'Ariston. Sono previste inoltre bonifiche sia in teatro che nella sala stampa.

Il musical va all'opera, al San Carlo “My fair lady"

NAPOLI. Il teatro d'opera apre straordinariamente le porte al musical. Il San Carlo di Napoli da martedì 6 a mercoledì 14 febbraio 2018 porterà in scena per la prima volta, una nuova, grande edizione di uno tra i musical più famosi e belli della storia del genere: “My Fair Lady". Un nuovo allestimento del celebre musical di Alan Jay Lerner e Frederic Loewe, in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, ispirato alla commedia di George Bernard Shaw, “Pygmalion", e già portato sul grande schermo da George Cuckor nel 1964 con Audrey Hepburn e Rex Harrison. Sul podio dell'Orchestra e del Coro del San Carlo salirà Donato Renzetti. La regia è di Paul Curran, le scene di Gary Mc Cann, i costumi di Giusi Giustino. Le coreografie, (Corpo di Ballo del San Carlo) sono di Kyle Lang, le luci di David Martin Jacques. Tra gli interpreti principali, Nancy Sullivan (Eliza Doolittle), Robert Hands (Mr. Henry Higgins), Martyn Ellis (Alfred P. Doolittle), John Conroy (Colonnello Pickering) Ispirato - come è noto - al “Pygmalion" di George Bernard Shaw, la storia del cinico professor Higgins, che per scommessa riesce a trasformare in una signora dell'alta società l'incolta fioraia Eliza Doolittle, fu scritta nel 1956 da Alan Jay Lerner su musiche di Frederick Loewe. E fu subito un trionfo: il 15 marzo dello stesso anno “My Fair Lady" debutta a New York al Mark Hellinger Theatre dove sarà rappresentato per ben 2.700 volte e nel 1958, messo in scena a Londra, le repliche furono 2.281. 

Il successo si deve proprio alla solida struttura drammaturgica su cui poggia (Shaw per il suo “Pygmalion" si ispira a sua volta al raffinato racconto delle “Metamorfosi" di Ovidio), all'elegante gioco tra reale e onirico, alla varietà di personaggi e caratteri che affollano la scena, dal padre scansafatiche e alcolizzato della protagonista, alla madre-complice di Higgins, al sornione Colonnello Pickering, ai magnifici quadri di una società colorita e brulicante accanto all'aristocrazia inglese ingessata e pettegola. «My Fair Lady è uno dei musical più belli e conosciuti in assoluto - dice il regista Paul Curran - per le sue scene spettacolari, per l'ironia, per la bellezza della vicenda che racconta. Ma è anche la storia di un ritratto e di un riscatto sociale; da una condizione di sacrificio, qui troviamo una donna che vuole emanciparsi, che vuole ritrovare una dignità esistenziale cui tutti hanno diritto. E questo mi sembra un aspetto di assoluta contemporaneità. Infatti nella mia regia non ho voluto stravolgere nulla rispetto all'originale, né tempo, né luogo, perché questa è una storia senza tempo, è una storia umana che si può ripetere all'infinito». Tutto made in London il cast: «Abbiamo ricevuto circa 2400 richieste di audizioni - continua Curran - dalle quali abbiamo selezionato 300 artisti cui fare il provino. I cantanti sono anche ballerini e attori, tutti artisti straordinari che provengono prevalentemente dal Teatro Nazionale di Londra e della Royal Shakespeare Company».

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