Giovedì 30 Marzo 2017 - 22:29

Sul palco del San Carlo studenti delle scuole dell’infanzia elementari e medie

“Il Flauto Magico"  ha debuttato al Teatro San Carlo di Napoli e ha dato il via alla tournée di  una versione speciale, coloratissima e esplosiva dell’opera di Wolfgang Amadeus Mozart.  Lo spettacolo, messo in scena secondo l’innovativo metodo didattico di Scuola InCanto, ha come protagonisti decina di migliaia di studenti delle scuole dell’infanzia elementari e medie di varie città italiane. Scuola InCanto è un progetto didattico di avvicinamento alla lirica pensato e realizzato dall’Associazione Musicale Europa InCanto per gli allievi e gli insegnanti della scuola dell’obbligo con lo scopo di diffondere la conoscenza e l’amore per la musica, l’opera e il teatro in generale.
Il progetto è stato riconosciuto dal MIUR come progetto di eccellenza nell’ambito de “Il Teatro in Classe”, per “la sua valenza didattica e formativa nel divulgare la conoscenza del teatro e della musica a scuola e nel portare direttamente gli alunni all’interno di prestigiosi teatri di tradizione per far vivere loro l’emozione del teatro da protagonisti”. Nel 2017, il progetto Scuola InCanto è risultato selezionato come Buona pratica culturale di eccellenza dalla Regione Lazio e incluso nel Catalogo delle Buone Pratiche, attualmente in corso di realizzazione. Direttore Artistico e Direttore d’Orchestra: Germano Neri. Riduzione e Adattamento: Nunzia Nigro.
Regia: Lisa Capaccioli.
Scenografia: Giulia Breno. MimmoSica

 

Successo al San Ferdinando per Circus Don Chisciotte

Testo originale, suggestivo, kafkiano e con  momenti di forte comicità. Regia magistrale. Interpretazione eccellente dei sei artisti in scena con una citazione particolare per Giovanni Esposito.  Questa è il nostro giudizio su “Circus Don Chisciotte”, scritto, diretto e interpretato da  Ruggero Cappuccio,  che ha debuttato in prima nazionale al teatro San Ferdinando. Con lui, nel ruolo di Michele Cervante, e Giovanni Esposito, in quello dell’infermiere Salvo “Panza”, Giulio Cancelli, Ciro Damiano, Gea Martire, Marina Sorrenti. Le scene sono di Nicola Rubertelli, i costumi di Carlo Poggioli, le musiche di Marco Betta, disegno luci e aiuto regia Nadia Baldi. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale. Lo spettacolo è in replica fino al 30 marzo. Mimmo Sica

 

 

 

Morto Tomas Milian, aveva 84 anni

Addio al 'cubano romano'. Tomas Milian, nome d'arte di Tomás Quintín Rodríguez Milián, è morto ieri a Miami, ma la notizia si è diffusa solo oggi. L'attore era nato a Cuba, a L'Avana, il 3 marzo 1933 e aveva da poco compiuto 84 anni. Viveva da molti anni negli Usa ma il suo lavoro era conosciuto sopratutto in Italia. Nonostante avesse lavorato in film drammatici con grandi autori come Lattuada, Visconti, Maselli e Bertolucci, era conosciuto soprattutto per la sua partecipazione in western e film polizieschi, tra gli anni '70 e '80. La sua fama era legata soprattuto a due personaggi interpretati in più pellicole: Nico Giraldi, un maresciallo (dal 1981 ispettore) di polizia, romano dai modi poco garbati, ma efficaci, che conosce bene gli ambienti malavitosi avendone fatto parte in gioventù col soprannome de 'er Pirata'. E Sergio Marazzi, alias er Monnezza, un ladruncolo romano.

Addio a Mago Zurlì

È morto oggi a Milano, all'età di 89 anni, Felice Tortorella, meglio noto come Cino, conduttore televisivo e autore televisivo italiano, che ha legato il suo nome in maniera indissolubile allo Zecchino d'Oro, la manifestazioen canora per bambini, che ha ideato e condotto dal 1959 al 2008, per quasi cinquant'anni, interpretando per lungo tempo il personaggio di Mago Zurlì.

Boom per Pino Daniele al botteghino: 55mila spettatori in 3 giorni

NAPOLI. Straordinario risultato al botteghino per ''Pino Daniele. Il Tempo resterà'', il documentario di Giorgio Verdelli, prodotto da Sudovest Produzionie Rai Cinema e distribuito da Nexo Digital. Il docu-film proposto per 3 giorni, dal 20 al 22 marzo, in oltre 270 sale italiane ha raccolto oltre 600 mila euro e 55 mila spettatori posizionandosi sempre secondo al box office subito dopo La Bella e la Bestia della Disney, prima di John Wick 2 e The Ring 3. Verdelli, grazie alla sua profonda conoscenza di Pino Daniele, ha realizzato un ritratto inedito del musicista, raccontandone il rapporto intimo e profondo con la città di Napoli e la capacità di essere un artista apprezzato a livello internazionale.

L'utopia di Giuseppe Z. in una società dispotica

<<Basta bruciare il frumento. Bisogna bruciare il danaro. Viva l’Italia>>: è  il monito che Giuseppe Z. lascia alla storia prima di essere giustiziato sulla sedia elettrica per avere attentato alla vita del presidente degli Stati Uniti d’America. Così cala il sipario  su “Giuseppe Z.”, testo e regia di Peppino Mazzotta, rappresentato, in prima nazionale, al Ridotto del Mercadante tra gli applausi convinti, prolungati e meritati del pubblico. Maiuscola l’interpretazione del protagonista Mazzotta e altrettanto bravi Marco Di Prima ( il compagno di cella), Salvatore D’Onofrio (il poliziotto) e Giulia Pica ( la compagna di Giuseppe Z.). La drammaturgia si ispira a un fatto realmente accaduto negli anni trenta. Giuseppe Zangara, calabrese di Ferruzzano, classe 1900, Il 15 febbraio del 1933 fu autore di un tentativo di assassinio ai danni di Franklin Delano Roosevelt a Miami, in Florida, durante il quale invece morì il sindaco di Chicago Anton J. Cermak.

Il testo del regista, l’attore braccio destro di Montalbano, dopo il momento dell’abbandono di Giuseppe da parte della sua compagna,  si sviluppa tutto sulla sua reclusione fino al momento  che precede la sua esecuzione capitale.Le scene sono di Grazia Iannino, i costumi di Marianna Carbone, il disegno luci di Cesare Accetta, le musiche di Ciro Riccardi. La produzione  è del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale.

Mimmo Sica

Vinicio Capossela: "uno spettacolo velato nella città del Cristo velato"

Vinicio Capossela: "Uno spettacolo velato nella città del Cristo velato"

Ieri, il teatro Augusteo ha ospitato Vinicio Capossela nella tappa partenopea del tour “Ombra” dedicato alla seconda “parte" del disco “Canzoni della Cupa”. L’indubbio merito del musicista, di origine irpina ma di natali tedeschi, è stato quello di riuscire a rinnovare la propria produzione artistica in una costante crescita fatta di ricerca non solo musicale ma anche testuale e letteraria propria del folklore, della mitologia classica e dei testi sacri. Oggi, arrivato al suo ennesimo crocicchio, Capossela ha scelto di sostituire Ecate con il più "familiare" Pumminale. Lontano oramai per anni, per note e per visioni, dalle sue “giornate senza pretese” e dai sui "veglioni", si è addentrato, come in un'anabasi verso le sue (e nostre) ancestrali paure, tra le ombre e le creature dell’immaginario tradizionale: raffigurazioni popolari che incarnano i più reconditi sogni e incubi che da bambini ci accompagnano sino all'età adulta. E a ben ascoltare, “vedere” (nella mente) e “sentire” (nell'animo), dietro il "velo" ognuno di noi è stato nella sua vita un “mastro Giuseppe” tra le “masciare”, bramoso di mostrare e liberare i propri viscerali desideri. E così, con zanne e pelo e con un diavolo per compare, dalle poltrone di un teatro ci siamo ritrovati in un bosco, miscellanea silvestre di atmosfere da Oberon e Titania e da dantesca selva oscura, con ombre vive e autonome, come quella del ragazzo di Matthew Barrie, a segnare il passo della notte, in una discesa non più da girone antico e dannato "tra gli inferi dei bar" ma da dannati degli inferi di Rubens.

La rappresentazione, è questo il modo più corretto per definirla, è stata suddivisa in cinque quadri: la selva, sottoterra, lo specchio, silhouette e giochi ombra, il peso dell'ombra, ciascuno con una specifica identità e allocazione nello spazio che da esterno si è fatto confessionale con l'io individuale, viaggio di Ulisse verso la sua Itaca interiore.

Non è mancato, tra i quadri, un richiamo al repertorio "classico", che sebbene apparentemente distante dalle cupe tematiche della Cupa, è stato perfettamente integrato e assorbito dall'atmosfera della scena, forte di un patafisico scheletro animato al modo di Svankmajer e vestito anche esso, come la sposa di Ernst, dell'aspetto di strana creatura, la cui luce è funzionale solo a generare ombre.

Capossela non si è risparmiato e non ha "risparmiato" trucchi e travestimenti, diventando corvo, minotauro, omerico monocolo; ha stupito con una scenografia di accecanti ombre; da "coro greco" ha narrato al pubblico le sue maschere; non ha lesinato complimenti alla città di Napoli che, come in "No grazie il caffè mi rende nervoso", a un semaforo, ha in sé tutto il repertorio dell'artista, dalle sirene all'accesso agli inferi. Non si è risparmiato, quando, dopo l'ultimo quadro, ha squarciato il velo e ha concesso ripetuti bis.

Uscendo dal teatro, si ha la sensazione di non essere ancora scesi dal carrozzone delle creature raccontate da Capossela e di continuare, tra le ombre, il cammino nella luce di luna lungo il sentiero della Cupa.

Marco Sica

Presentazione evento "Je sto vicino a te 3" per Pino Daniele

Domani mercoledì 15 marzo alle ore 11,30 nella sala della Giunta di Palazzo San Giacomo il sindaco Luigi de Magistris e l'assessore alla Cultura e agli Spettacoli Nino Daniele presenteranno la terza edizione dell'evento, "Je sto vicino a te 3", omaggio a Pino Daniele voluto dal fratello Nello con il Comune di Napoli. Nel corso della conferenza verranno svelate le ultime sorprese e novità del memorial per il Nero a Metà. Diretta radiofonica su Radio Marte, diretta streaming sul sito de "Il Mattino". Peppe Barra, Dodi Battaglia dei Pooh, Nino Buonocore, Nino D'Angelo, Sal Da Vinci, Fabio De Caro, Maurizio de Giovanni, Tony Esposito, Marina Mulopulos, i 99 Posse e Marco Zurzolo gli artisti attesi sul palco, insieme a sorprese dell'ultimo momento. Sul palco anche una band formata da Flex Aiello, Paolo Badà, Diego Imparato, Tony Panico, Lino Pariota, Claudio Romano e Tony Cercola. Warm up a cura di dj Roberto Funaro. Quest'anno, per evitare coincidenze con la proiezione al San Carlo del docufilm dedicato al cantautore napoletano, l'appuntamento è stato anticipato a sabato 18 marzo alle ore 21, per entrare a mezzanotte nel 19, giorno in cui il Lazzaro Felice avrebbe compiuto 62 anni.

Napoli Teatro Festival, De Luca: «Cappuccio persona straordinaria e di qualità»

NAPOLI. «Ho voluto Ruggiero Cappuccio come direttore artistico del decennale di Napoli Teatro Festival Italia perché lo conosco come persona straordinaria e di qualità anche nel campo dell’ organizzazione». È l’incipit dell’intervento con cui il governatore Vincenzo De Luca ha chiuso la conferenza stampa di presentazione ai giornalisti e agli addetti ai lavori della decima edizione di Napoli Teatro Festival Italia. «Proponiamo un programma veramente straordinario e siamo orgogliosi di farlo perché crediamo che sia un piccolo contributo che diamo da Napoli e dal Sud a un’Italia  che è attraversata da processi di imbarbarimento   nella vita pubblica che fanno paura-prosegue. C’è la quasi totale perdita dei valori umani fondamentali, di regole di vita, di regole di rapporti tra le persone. È quindi per noi motivo di grandissima soddisfazione proporre un festival di questo livello, qualità e ricchezza di iniziative culturali. Napoli è il teatro, Napoli è l’umanesimo, Napoli è il respiro internazionale. Volevo che questa fosse l’immagine di Napoli nell’Italia e nel mondo. Sapete che Napoli e il sud sono anche altre cose perché abbiamo altre realtà residuali. Vorrei che la Regione lavorasse in questa direzione e che emergesse sempre più quel volto di Napoli, ripeto quello della cultura, dell’umanesimo del teatro, del respiro internazionale e sempre meno residui finali di elementi di cialtroneria, di ribellismo idiota e inconcludente  di chiacchiere al vento che non  portano da nessuna parte. Queste realtà residue vanno cancellate. Il patrimonio straordinario di cui siamo eredi per essere conservato e tutelato ha bisogno di senso della stabilità e di lavoro rigoroso e serio, quello che non propone scoppiettii, ma lascia dietro si sé cose di sostanza. Io sono tra quelli che si sono stancati dei “risorgimenti” a corrente continua e alternata. Vorrei che si consolidasse una cultura organizzata  e stabile per consentire una crescita civile e permanente delle nostre realtà». Sui costi della manifestazione De Luca informa che «abbiamo fatto una scelta per sostenere questo programma. Mi è stato chiesto quanto costa. Voi siete uomini di poesia io necessariamente di prosa. Ho fatto i conti e investiamo quattro milioni di euro. Abbiamo deciso di fare una scelta di bilancio. Potevamo scegliere di farci un centinaio di clienti, invece  abbiamo deciso di finanziare una grande, bella, straordinaria e ricchissima stagione di  produzione culturale di cui siamo orgogliosi». Il governatore ha precisato che l’incontro è un’occasione importante anche per  ricordare che cosa è stato fatto in questi mesi. «Ogni tanto - spiega - mi capita di leggere qualche commentatore distratto che mi chiede sempre quale è la nostra linea, quale è il progetto. Abbiamo realizzato con Ruggiero Cappuccio nel 2016 fa una splendida iniziariva “Quartieri di vita”. Era un modo per valorizzare la cultura di base, la cultura sperimentale e tante esperienze teatrali fatte a Napoli e, in modo particolare, a San Giovanni a Teduccio. La ripeteremo anche nel corso di quest’anno. Abbiamo lavorato al recupero di siti storici straordinari insieme con il Ministero dei Beni Culturali. Abbiamo investito insieme al governo, ciascuno per la metà, sul recupero della Reggia di Carditello; abbiamo investito sulla Reggia di Caserta, abbiamo investito su Pompei e su Pestum. Abbiamo lavorato per recuperare delle strutture. Abbiamo dato vita al Teatro Trianon che era chiuso da cinque anni nell’indifferenza generale. Abbiamo cercato, poi, di proporre altre iniziative singole di grandissimo fascino e interesse. La mostra di Leonardo e per ultimo la mostra di Van Gogh. A breve avremo la mostra di Picasso. Abbiamo varato una legge sullo spettacolo. Abbiamo sostenuto con 5milioni di euro il decollo del polo di San Giovanni a Teduccio legato all’Università Federico II per la ricerca. Abbiamo deciso la digitalizzazione dell’archivio di Benedetto Croce con un impegno economico di quache rilievo. A questo aggiungiamo il sostegno al Teatro San Carlo in misura rilevantissima e al teatro Verdi. Mi pare che abbiamo di fronte, dopo 15-16 mesi che stiamo lavorando, un quadro di iniziative e di realizzazioni che merita rispetto dietro il quale c’è una linea e un’idea.Una delle cose che mi infastidiscono di più sono quei residui di municipalismo che considero francamente idioti e frutto di residui di sottocultura duri a morire. Noi viviamo in un mondo nel quale abbiamo migrazioni di popoli interi, un mondo sconvolto e c’è ancora qualche imbecille che si attacca ai municipalismi . È davvero deprimente. Allora è una scelta importante quella di valorizzare i siti, le tradizioni e le radici di tante realtà che abbiamo nella nostra regione che sono ognuna un patrimonio straordinario.  Ho apprezzato molto nel programma di Ruggiero Cappuccio anche la interdisciplinarietà che ha voluto introdurre. Mi piace qualche sezione in particolare come quella della formazione cioè l’idea di rilanciare il tema della trasmissione dei saperi e delle esperienze. È un tema cruciale in Italia Si è determinata a volte una frattura drammatica tra generazioni. L’idea di avere dei maestri dei capiscuola che riprendono il gusto della trasmissione all’allievo della propria esperienza anche umana oltre che professionale e tecnica, mi pare una cosa  straordinaria. Mi piace la commistione con altre discipline. Ci siamo resi conto che senza una rete di valori fondamentali, una rete di valori umani condivisi, una crescita sociale e di cultura non è possibile governare le nostre comunità. Abbiamo-conclude - bisogno di forme di maturazione civile che determinano  anche processi di autogoverno, di autolimitazione che di per sé creino l’equilibrio fra libertà, individualismo e regole della convivenza civile».

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