Giovedì 21 Febbraio 2019 - 1:24

“CirCuba", show di ritmi e colori

di Giuseppe Giorgio

NAPOLI. Colori caraibici nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo dove, alla presenza dell’assessore ai Giovani e al Patrimonio Alessandra Clemente, sono stati anticipati i temi dello spettacolo “CirCuba”, patrocinato dal Comune di Napoli, che dal 14 febbraio e fino al 24 marzo approderà per la prima volta a Napoli nella città dei divertimenti “Edenlandia”. 
Uno spettacolo che coinvolgerà artisti, acrobati, musicisti, ballerini e cantanti provenienti dalle accademie di Cuba in accordo con il Ministero della Cultura di Cuba e che, come ha ribadito l’assessore Clemente, «offrirà nuova linfa ad un luogo come l’“Edenlandia” che era stato ingiustamente negato ai bambini ed all’infanzia». «Un progetto - ha continuato l’assessore Clemente - che porterà nella città di Napoli il meglio degli artisti cubani e che in coincidenza con lo spettacolo previsto fino a marzo nell’area dell’“Edenlandia” e dell’ex Cinodromo, grazie alla sinergia che si è sviluppata con l’amministrazione comunale, porterà le esibizioni circensi, grazie a due appuntamenti pubblici, anche nei quartieri di Forcella e di Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio. Il tutto si svolgerà in occasione del Carnevale e l’ingresso agli spettacoli sarà gratuito per più di mille bambini individuati dal Comune di Napoli». 
Ad intervenire durante la conferenza di ieri mattina anche Gianluca Vorzillo. amministratore unico di “New Edenlandia srl”, che si è soffermato sul momento importante che vive la nota città dei divertimenti e sui progetti di ampliazione e rinascita in atto. 
«Si continua ad andare avanti - ha dichiarato Vorzillo - dopo i lavori di ampliazione, entro 12-18 mesi si procederà con le nuove attrazioni e con il progetto che prevede la realizzazione di un “Palaghiaccio”. Entro sei mesi le attrazioni storiche, comprese i “Tronchi” e la “Vecchia America”, saranno tutte in funzione. Ancora, sempre entro un anno e mezzo, sarà riaperta l’area dell’ex cinodromo con un impianto di roller coaster di 2.500 metri quadri». A prendere parte all’incontro di presentazione, che è stato chiuso dalla esibizione di una rappresentanza degli artisti del “CirCuba-El circo Nacional de Cuba”, sono stati anche Diego Civitillo, presidente della Municipalità 10 che ha sottolineato come la sua Municipalità sia legata ad un divertimento ed uno svago per i bambini dal grande aspetto sociale, il presentatore dello spettacolo Francesco Puglisi ed i produttori dello show, Heidi e Sabine Zoppis. Proprio Sabine Zoppis ha aggiunto che tra gli scopi dell’iniziativa c’è la voglia di portare a Napoli un po’ di gioia tipica dell’isola di Cuba. 
«L’inizio del progetto - ha dichiarato Sabine Zoppis - è stato molto laborioso e ci ha visti girare per tutte le scuole di circo dell’Avana. Ancora, abbiamo organizzato diverse audizioni per scritturare i migliori artisti. Siamo felici di portare a Napoli questo show anche perchè il progetto coincide con il 50° anniversario del “CirCuba”».

Sanremo, tutto sulla quarta serata

Penultimo appuntamento questa sera con il Festival di Sanremo. A un giorno dal gran finale arriva la serata dei duetti, in cui tutti e 24 i cantanti in gara canteranno la loro canzone con un collega o amico. Super ospite della serata Luciano Liguabue che, dopo 5 anni, torna sul palco dell'Ariston con un omaggio a Francesco Guccini. Non mancherà il duetto con il padrone di casa, Claudio Baglioni.

TUTTI I DUETTI. Saranno Federica Carta e Shade con Cristina D'Avena ad aprire stasera la quarta serata del Festival di Sanremo. A seguire, l'ordine di uscita prevede: Motta con Nada, Irama con Noemi, Patty Pravo e Briga con Giovanni Caccamo, Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci, Il Volo con il violinista Alessandro Quarta, Arisa con Tony Hadley (Spandau Ballet) e i Kataklò, Mahmood con Gué Pequeno, Ghemon con Diodato e Calibro 35, Francesco Renga con Bungaro ed Eleonora Abbagnato, Ultimo con Fabrizio Moro, Nek con Neri Marcorè, Boomdabash con Rocco Hunt, The Zen Circus con Brunori Sas, Paola Turci conBeppe Fiorello, Anna Tatangelo con Syria, Ex Otago con Jack Savoretti, Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci, Loredana Bertè con Irene Grandi, Daniele Silvestri e Rancori con Manuel Agnelli, Einar con Biondo, Simone Cristicchi con Ermal Meta, Nino D'Angelo e Livio Cori con i Sottotono, Achille Lauro con Morgan. "Una serata pazzesca", sottolinea il vicedirettore di Rai1, Claudio Fasulo. "Non ci sono solo duetti ma collaborazioni e performance davvero particolari", aggiunge Claudio Baglioni. "Stasera noi possiamo andare a casa", conclude ridendo Claudio Bisio.

Sanremo, grande attesa per il super ospite: all'Ariston arriva Ligabue

SANREMO. Ligabue (nella foto) venerdì 8 febbraio 2019 torna all’Ariston dove emozionò nel 2014, al suo debutto assoluto al festival (nel 1991 partecipò ad una manifestazione collaterale, “Sanremo International”). Il rocker proporrà, tra l’altro, un omaggio a Francesco Guccini in duetto con Claudio Baglioni. La presenza a Sanremo lancia il 2019 come l’anno del grande ritorno di Ligabue: l’8 marzo esce il nuovo album dal titolo “Start”, dodicesimo disco di inediti, anticipato dal primo singolo “Luci d’America” che da tre settimane consecutive è il brano più trasmesso dalle radio, mentre il 14 giugno parte da Bari lo “Start Tour” che porterà la rockstar negli stadi di tutta Italia.

Sanremo, ascolti in calo. Baglioni: «Buon battesimo»

Esordio in calo per il Baglioni bis. La prima serata di Sanremo 2019 è stata seguita in media da 10.086.000 telespettatori con il 49,5% di share. Lo scorso anno la media della prima serata della kermesse era stata di 11.603.000 telespettatori e del 52,1% di share.

"Pure sui fiori, come nelle serate, ogni giorno cercheremo di fare meglio ogni giorno. C'è più da zero a uno che da uno a cento. E mi pare che il progetto abbia avuto un buon battesimo. L'obiettivo popolar-nazionale è raggiunto al di là dei numeri che sono interessantissimi", è il commento di Claudio Baglioni il quale ha regalato per la seconda volta alla direttrice di Rai1, Teresa De Santis, dei fiori "perché ci tiene ancora qui e questo è encomiabile". "Cercheremo di migliorare il migliorabile. Questa sera la parte di intrattenimento e di racconto complessivo avrà più spazio", ha poi aggiunto il direttore artistico della kermesse dicendosi disponibile ad affrontare qualsiasi critica: "Non mi interessa quello che accade sulla mia persona, mi interessa quello che accade sul festival. Sono disponibile a fare da parafulmine alle polemiche e persino allo sciacallaggio fino alla fine. Sarò il servitore di queste canzonette. Ma non vorrei mai che polemiche che sono indirizzate sulla mia persona ricadessero sul festival. Credo che il direttore artistico non debba pensare solo alla sua edizione ma pure a chi arriverà dopo di lui".

Poi, rispondendo con ironia alle domande su un eventuale Baglioni-ter, ha detto: "Non so chi verrà il prossimo anno, ma chiunque sarà...saranno cavoli suoi". In merito ai piccoli disagi tecnici che si sono verificati nella serata di ieri, il direttore artistico approfitta per sottolineare di essere "assolutamente soddisfatto del risultato, apprezzo le piccole autocritiche di Claudio e Virginia ma dovete sapere che i piccoli problemi possono verificarsi, è un'impresa non far accadere il problema di qua e di là, sono accadimenti che stanno nell'ordine delle cose". "So che è tutto migliorabile - ha aggiunto Baglioni - l'anno scorso c'era una conduzione più tradizionale, avere Michelle Hunziker dava un'impostazione più lineare, ma a me piace l'idea che un programma così possa essere condotto anche da uno come me, che non sa nulla di conduzione televisiva".

La prima parte della serata inaugurale (dalle 21.16 alle 23.56) ha ottenuto un ascolto di 12.282.000 telespettatori con il 49,4% di share. Lo scorso anno, la prima parte dell'esordio di Sanremo 2018 (dalle 20.43 alle 23.47) aveva ottenuto 13.776.000 telespettatori con il 51,4% di share ma aveva ospitato nella prima mezz'ora Fiorello. La seconda parte della serata di ieri (dalle 0.01 all'1.14) è stata vista da 5.120.000 telespettatori con il 50,1% di share. Mentre lo scorso anno la seconda parte della serata d'esordio aveva ottenuto 6.619.000 telespettatori con il 55,3% di share. Inoltre la prima serata televisiva di ieri ha registrato una contrazione della platea di oltre 1 milione di telespettatori.

Entusiasta della prima serata Teresa De Santis che ha parlato di un Sanremo che centra un obiettivo strategico e prospettico molto importante: "Portare su Sanremo chi Sanremo non l'avrebbe mai visto", con grandi ascolti ma anche ascolti più giovani rispetto alla media di Rai1. "È stato il festival che io speravo e sognavo dal punto di vista musicale. Ed ha ottenuto un grande risultato d'ascolto, che è più o meno quello che ci aspettavamo", ha detto il direttore di Rai1. "Quella di ieri - ha poi aggiunto De Santis - è una importante vittoria anche per la musica. Per anni la polemica è stata che c'era troppo varietà e poca musica. Claudio (Baglioni, ndr.) ha portato 24 canzoni in gara, ha fatto un lavoro straordinario dal punto di vista musicale, che molti hanno richiesto negli anni e nessuno aveva tentato: ha preso etichette indipendenti e grandi artisti ed ha creato un suo percorso anche emotivo di grande qualità. Stando in platea ho potuto vedere uno spettacolo straordinario".

picchi Auditel della prima serata sono stati toccati con Andrea e Matteo Bocelli e con Giorgia e Claudio Baglioni. Il picco d'ascolto è stato di 15.662.000 telespettatori alle 21.46 con il tenore toscano e il figlio. Il picco di share è stato del 54%, alle 23.30, mentre Baglioni e Giorgia cantavano insieme. Gli ascolti di ieri sono analoghi a quelli dell'esordio del Carlo Conti bis del 2016, quando la media della prima serata del festival fu di 11.134.000 telespettatori con il 49,48% di share. Nonostante il calo il debutto del Festival ha comunque consegnato a Rai1 gli ascolti del prime time di ieri.

 

 

Si apre Sanremo 2019 e Baglioni vuole andar “Via", applausi per D'Angelo e Cori

Apertura musicale che sembra ironizzare sulle polemiche prefestivaliere per il 69mo Festival di Sanremo. Il direttore artistico, Virginia Raffaele e Claudio Bisio fanno il loro ingresso all'Ariston e dal trampolino posizionato al centro del palco intonano 'Via', la canzone di Claudio Baglioni il cui ritornello recita: "voglio andar via, i piedi chiedono dove ma via!" Ad accompagnarli i ballerini acrobati coreografati da Giuliano Peparini, che già hanno accompagnato Baglioni nel tour dei 50 anni di carriera. Il festival di Sanremo parte con problemi di audio.

PROBLEMI AUDIO. Su Twitter gli spettatori insorgono per la cattiva qualità dell'ascolto. Suono distorto e orchestra che sovrasta la voce dei cantanti. Queste le segnalazioni da casa. 

TUTTI I CANTANTI IN GARA. Stasera è Francesco Renga ad aprire la gara dei cantanti in corsa per la vittoria del Festival. A seguire, tutti gli altri 23 artisti in questo ordine (lo stesso delle prove di ieri): Nino D' Angelo e Livio Cori con 'Un'altra luce', Nek con 'Mi farò trovare pronto', The Zen Circus con 'L'amore è una dittatura', Il Volo con 'Musica che resta', Loredana Bertè con 'Cosa ti aspetti da me', Daniele Silvestri con 'Argento vivo', Federica Carta e Shade con 'Senza farlo apposta', Ultimo con 'I tuoi particolari', Paola Turci con 'L'ultimo ostacolo', Motta con 'Dov'è l'Italia', Boomdabash con 'Per un milione', Patty Pravo con Briga con 'Un po' come la vita', Simone Cristicchi con 'Abbi cura di me', Achille Lauro con 'Rolls Royce', Arisa con 'Mi sento bene', Negrita con 'I ragazzi stanno bene', Ghemon con 'Rose viola', Einar con 'Parole nuove', Ex-Otago con 'Solo una canzone', Anna Tatangelo con 'Le nostre anime di notte', Irama con 'La ragazza con il cuore di latta', Enrico Nigiotti con 'Nonno Hollywood' e Mahmood con 'Soldi'. Ospiti della serata Andrea Bocelli e il figlio MatteoGiorgiaPierfrancesco Favino Claudio Santamaria.

STANDING OVATION PER IL DUETTO BOCELLI-BAGLIONI. Una lunga standing ovation della platea dell'Ariston ha accolto il duetto di Andrea Bocelli e Claudio Baglioni in “Il mare calmo della sera", il pezzo composto da Zucchero con cui l'artista toscano vinse il festival 25 anni fa tra le nuove proposte. Bocelli al piano è stato accompagnato dal direttore artistico che, nei giorni scorsi, aveva preannunciato che avrebbe cantato nella stessa tonalità del tenore toscano. Andrea Bocelli è stato poi raggiunto sul palco dal figlio Matteo, con il quale ha eseguito un'intensa versione di “Fall on me", che fa parte dell'ultimo album del tenore, "Sì". «Non è un passaggio di testimone - ha detto Bocelli- ma un augurio», ad impegnarsi «con sacrificio e buona volontà che spero di averti insegnato».

BAGLIONI “SOVVERSIVO". «Baglioni è sempre stato un sovversivo, già dai tempi di “passerotto non andare via" pensava ai migranti...». Lo ha detto Claudio Bisio durante il suo monologo nella prima serata del festival di Sanremo. «I migranti? È lui che li ha sobillati, con le sue canzoni...aspettava gli immigrati e ha scritto “Accoccolato ad ascoltare il mare" e poi ha scritto “tutti qui". Se aveste letto le sue canzoni, è ossessionato dai migranti...". 

APPLAUSI PER VIRGINIA-POPPINS E FAVINO-MERCURY. Un medley dei brani più noti dei musical dell'anno, “Mary Poppins" e “Bohemian Rhapsody", e sullo sfondo l'ever green “Sister Act". Virginia Raffaele si cala nei panni della tata più celebre della storia del cinema e accoglie sul palco Pierfrancesco Favino in versione Freddie Mercury con vistosa giubbino giallo di pelle per duettare in uno strampalato e applauditissimo mash-up delle canzoni più celebri delle tre pellicole. Mentre dietro di loro delle suore ballano e cantano. Subito dopo Favino incontra il direttore artistico con cui ha condiviso il palco dell'Ariston lo scorso anno e con Baglioni intona una goffa cover di “Ci son due coccodrilli". 

FAMIGLIA ADDAMS. Sul palco dell'Ariston arrivano anche lo zio Fester, Mortisia e Lerch. I tre conduttori si sono trasformati nei componenti della Famiglia Addams, dando vita ad una coreografia musicale tratta dal film. Il numero strizza l'occhio ai numerosi “meme" comparsi prima del festival, in cui - sui social- i tre sono stati spesso accostati ai lugubri ma divertenti personaggi della celebre serie televisiva ideata da Charles Addams negli anni Trenta.

PROBLEMI DI AUDIO, PATTY PRAVO IRONIZZA. «Non so se andare a fare una passeggiata o cantare». Patty Pravo e Briga bloccati a lungo sul palco prima di poter intonare la loro “Un po' come la vita" ironizza sui problemi dell'audio che impedisce all'orchestra di partire. Già all'inizio della serata, molti telespettatori si erano lamentati di un incipit con l'audio da sistemare. Diverse le segnalazioni e le battute su Twitter. «Loredana, canzone un po' urlata forse per problemi d'audio» scrive un utente, a cui fanno eco altri: «Audio dei cantanti troppo basso... rimediare subito». E ancora: «Su Rai uno (non HD) l'audio si sente meglio». Poi arriva l'immancabile ironia social: «È in corso una valutazione costi-benefici per acquistare un nuovo banco audio per l'Ariston». E la situazione è andata via via migliorando: «Se Dio vuole - si legge in un altro tweet - hanno leggermente sistemato l'audio...».

OMAGGIO A FRIZZI. Claudio Baglioni ha ricordato Fabrizio Frizzi durante la prima serata del festival di Sanremo. «Oggi - dice il conduttore - avrebbe compiuto 61 anni. Fabrizio per me era un grande curioso, ingenuo, sorriso. Ci piace ricordarlo così, col sorriso e le braccia aperte, proprio come Modugno mentre canta Volare».

GAFFE PER VIRGINIA RAFFAELE. Scivolone per Virginia Raffaele: «Salutiamo i Casamonica», dice scherzando la conduttrice dopo avere fatto riferimento allo stile della giacca di Claudio Bisio. Poi si accorge della gaffe e si scusa: «Scherzavo, ora mi denunciano». E Bisio arriva in suo aiuto, sdrammatizzando: «Non ti preoccupare, stiamo registrando. Poi la tagliano». 

 

D'Angelo al Festival: tutto nasce da un invito di Caterina Caselli

di Gigi Avolio

SANREMO. Due anni fa ha festeggiato al San Paolo il 60° compleanno ed ora Nino D’Angelo (nella foto) torna a Sanremo per la sua sesta volta e lo fa con un progetto innovativo che lo vede scrivere ed esibirsi insieme al giovane rapper partenopeo Livio Cori, presentando un brano, “Un’altra luce”, che fonde italiano e napoletano, melodia e ritmo con un pizzico di autotune, caratteristica dei giovanissimi “trapper” «ma se lo etichettate come un brano trap fate un grosso errore» precisa lo stesso Nino D’Angelo.
È vero che c’era una mezza idea di fare un trio con Gigi D’Alessio e Sal Da Vinci per Sanremo?
«Assolutamente no, non c’è mai stata questa idea, sarebbe stata impossibile».
Come nasce questo progetto con un giovane rapper?
«Mi chiamò Caterina Caselli e mi chiese se potevo ascoltare un ragazzo napoletano che secondo lei era molto bravo: Caterina ha molta stima per me e io per lei, così ho conosciuto Livio Cori. Lei gli aveva proposto diversi nomi di cantanti italiani con cui duettare, ma lui aveva espressamente chiesto di farlo con me. Così mi ha portato a sentire il brano che aveva composto e io ho iniziato a mettergli le mani sopra, abbiamo lavorato a quattro mani e il brano è cambiato totalmente da come era all’inizio. Gli dissi “questo potrebbe anche andare a Sanremo”. Tutto questo succedeva una decina di mesi fa. Lui mi rispose: “Ma tu lo faresti il festival con un ragazzo, con un giovane artista”? Siccome Livio è una persona adorabile, che ha molto talento, gli dissi di sì, anche se pensava che fosse uno di quei progetti che poteva anche non realizzarsi. Invece è molto piaciuta alla commissione di Sanemo ed eccoci qua».
Un testo in gran parte in lingua napoletana è sempre una sfida da portare a Sanremo...
«Il testo era tutto in lingua napoletana, ma a Sanremo ci hanno chiesto di italianizzarlo. Livio che canta in italiano ha modificato alcune parti, a me non possono obbligarmi a cambiare, per cui canto in dialetto».
Sembra di capire dalla differenza delle strofe che ci sono parti singole che poi confluiscono alla fine nelle strofe a due voci: una metafora di due generazioni differenti che alla fine trovano un punto di unione?
«Non è un pezzo rap, è melodico, sono due anime che si trovano, anime di generazioni molto diverse: la mia generazione che nei confronti dei ragazzi di oggi ha fallito, perché gli sta lasciando un mondo peggiore sia a livello lavorativo che sociale ed ecologico. La sua generazione invece ci chiede una nuova luce, ci chiede una guida ed un aiuto per migliorare le cose. Le due generazione alla fine si trovano ed è per questo una canzone di speranza».
Per duettare con voi si sono riuniti i Sottotono...
«Il nostro arrangiatore è Fish, e noi più volte gli abbiamo detto che doveva farlo con noi, poi si è ritrovato con Tormento e così nella versione che faremo con i Sottotono abbiamo aggiunto delle strofe per lui. Quella versione sarà più rap della nostra che, invece, io considero un rythm’n blues moderno».
C’è anche anche l’autotune?
«La sorpresa sarà sentire Nino D’Angelo che canta con l’autotune, questa è una novità ma chi si spinge a dire che è un pezzo “trap” fa una brutta figura».
Il brano farà parte di un nuovo album?
«No, io ho voluto solo aiutare Livio, la canzone sarà inserita nel suo nuovo disco: non volevo fare una compilation solo per metterci il brano. A me piace molto Livio, gli voglio bene è un bravo ragazzo e poi mi sento in debito verso i giovani, ho voluto dargli una mano fino in fondo, queste cose devono succedere tra noi e i giovani».
Questa è la tua sesta volta, c’è ancora emozione?
«Paura molto meno delle prime volte, perché la gente ha cominciato a capire ed apprezzare chi sono, ha apprezzato i tanti cambiamenti musicali che ho fatto nella mia carriera».
Più divertente fare questi sei festival o il “Dopofestival” con Chiambretti?
«Sono due cose diverse. Al festival bene o male c’è sempre la tensione della gara e dell’esibizione. Con Piero era puro divertimento, ero rilassato, è stato un bel momento e con Chiambretti facevamo una bella coppia. Per un cantante, però, la gara e l’esibizione è un’altra cosa. Se mi chiamassero per un “Dopofestival” lo rifarei volentieri».
Dei tre concerti con Gigi D’Alessio parleremo nei prossimi mesi, ma dacci solo una anticipazione di quello che si deve aspettare il pubblico napoletano...
«Ci siamo dati la mano, ma ancora non abbiamo deciso niente. Siamo diventati molto amici, una sera abbiamo pensato di organizzare una festa per i napoletani e così è nato il progetto. Ma ancora non abbiamo scritto niente, la cosa certa è che la gente si divertirà moltissimo: in fondo io e Gigi siamo simpatici, siamo anche un po’ comici, ci facciamo voler bene, abbiamo un percorso artisti e cinematografico molto simile».

Sanremo, al via il bis di Baglioni: «Sarà una fotografia reale della nostra musica corrente»

Il Festival di Sanremo 69 sarà una fotografia reale della nostra musica corrente, uno spettro molto largo per piacere ai vari pubblici. E questo è chiaro, assodato, basta scorrere tra i nomi dei cantanti in gara e vedere insieme Patti Pravo e Ultimo, Einar, Irama e Loredana Bertè, e così via. Ma ci sarà spazio anche per chi ama i brani tradizionali e questo sarà affidato agli ospiti, assicura il direttore artistico Claudio Baglioni. «Errare è umano, perseverare è artistico. Dopo sette no di seguito di cui tre detti la prima volta al festival e quattro per la seconda, ho accantonato i progetti che avevo, lasciando per aria un tour e anche un disco». Così Baglioni dopo aver regalato un mazzo di rose rosse alla direttrice di Rai1 Teresa De Santis alla conferenza stampa di presentazione al teatro Ariston.

«Questo dovrebbe essere il festival dell'armonia. Abbiamo avuto giornate che non sono sembrate armoniche, ma l'armonia va conquistata: dalla mattina alla sera cerchiamo di fornirla alle nostre vite e anche per un musicista è fondamentale. Bisogna comprimere i contrasti per raggiungerla. Ho cercato la simmetria anche nelle scenografie e nella grafica. Lo stesso logo richiama lo yin e yang». Il palco non è mai stato così grande, l’orchestra sarà in una buca retrostante al proscenio, impianto di illuminotecnica con un software innovativo, la scenografia sarà una grande onda che si muoverà. A riprenderla ben 12 telecamere, di cui 8 in remoto, una spider-cam, tutte coordinate dalla regia di Duccio Forzano.

Non ci saranno più le eliminazioni. «Il rito cruento dell’eliminazione sembrava indispensabile, invece togliendolo noto un clima più rasserenato tra i cantanti in gara. Vorrei avvicinare quelli più recalcitranti a questa manifestazione che è tra le migliori occasioni per esprimere il proprio talento, per raccontare al pubblico vastissimo quello che stanno facendo e la loro arte». Via le cover. «Trovavo insensato che un interprete proponesse sé stesso e poi portasse sul palco il prodotto artistico di qualcun altro. Sarà un festival molto simile a quello dell'anno scorso».

Tra gli ultimi arrivati, come ospite della seconda serata ci sarà anche Riccardo Cocciante, forse con Notre Dame de Paris. Non sarà un festival politico «almeno non nell'accezione che si poteva pensare. Sarà un Festival che si basa sulle canzoni». Annunciata la giuria d'onore che quest'anno sarà presieduta da Mauro Pagani e composta da Claudia Pandolfi, Camila Raznovich, Elena Sofia Ricci, Ferzan Ozpetek, Beppe Severgnini, Serena Dandini, Joe Bastianich.

Emozionati e felici Claudio Baglioni e Virginia Raffaele. «Siamo tesi – così il comico milanese - non pensavo fosse così, vado per i 40 anni di carriera, una cosa così non mi era mai capitata. Non vedo l'ora di scendere in campo e andare sul palco. Prometto garbo, ma di essere me stesso».

Prima ancora di partire il festival segna già un grosso successo: è già stata superata di gran lunga la raccolta pubblicitaria di un anno fa, «e di diversi milioni – lo riferisce Teresa de Santis – per un Festival ritenuto strategico dalle aziende, che chiedono di investire». I ricavi complessivi dovrebbero essere vicini ai 28 milioni di euro, i costi invece intorno ai 15 milioni di euro.

È tutto pronto, le famiglie italiane si riuniranno davanti al televisore a fare il tifo per i propri beniamini, scoprire nuovi talenti, ridere e riflettere, o criticare il lavoro svolto dall’organizzazione. Non resta altro che impugnare il telecomando e sintonizzarsi sul primo canale dalle ore 20,35. 

Canta Napoli a Sanremo, “Un'altra luce" per D'Angelo e Cori

di Giuseppe Trapanese

SANREMO. Sono due mondi diametralmente opposti quelli di Nino D’Angelo (per lui sesto festival) e Livio Cori (al debutto). Il primo è il “papà dei neomelodici”, il secondo un rappresentate del rap.

CORI: SONO STATO IO A CERCARE NINO. La musica e la napoletanità sono il “collante” per i due cantanti. «Sono stato io a cercare Nino - racconta Cori - un’icona per me, una pietra di Napoli. Lo volevo nella canzone “Un’altra luce”, che stavo scrivendo. Ma Sanremo non era proprio nei miei pensieri. A proporlo dopo aver sentito la canzone, è stato lui». L’insolita coppia arriva al festival con un brano per metà in dialetto. «Se fosse dipeso da noi, sarebbe stato tutto in napoletano, che è una lingua vera e propria. Le canzoni bisogna ascoltarle, non capirle - racconta D’Angelo, per niente preoccupato che il dialetto possa risultare ostico per il pubblico del festival e di Raiuno - del resto ci piacciono le canzoni in inglese, a me piace “Imagine”, ma non capisco una parola. È il suono che è fondamentale». 

D'ANGELO: MI SONO MESSO IN GIOCO. Non è stata una passeggiata sicuramente, ma quel che è sicuro l’“amore a prima vista” tra i due, quasi una sfida. «Mi sono messo in gioco, facendo qualcosa di completamente nuovo - racconta il 61enne Nino D’Angelo - ma se non lo fai con i giovani, non lo fai mai. Solo Livio poteva farmi cantare con l’autotune. Noi per non invecchiare dobbiamo apprendere da loro giovani che, di conseguenza, per crescere devono un po’ seguire noi. La mia generazione è in debito: ha fallito, ha tolto la luce e il diritto al futuro ai giovani, abbiamo dato meno di quello che abbiamo ricevuto». «La vecchia generazione - prosegue D’Angelo - ha pensato a se stessa, senza tener conto di chi sarebbe arrivato dopo. «Siamo costretti ancora ad emigrare, non solo all’estero, ma per noi del Sud anche al Nord», precisa Cori, d’accordo su tutto con il veterano compagno di ventura. 

“MONTECALVARIO", IL PRIMO ALBUM DEL RAPPER. Unica “guerra” tra i due è sull’abbigliamento: «io per lui, ci sarò sempre - afferma D’Angelo - anche se lui ogni tanto si dimentica che ho il doppio dei suoi anni e mi invita a ballare in discoteca». Per Cori è in arrivo anche il primo vero album dal titolo “Montecalvario”, dal nome del quartiere dal quale proviene, in uscita venerdì: «tutto in napoletano, perché volevo fosse legato alla mia partenza. E l’unico ospite e padrino di questo disco poteva essere solo lui», riferendosi ovviamente a Nino D’Angelo.

Valery Gergiev al San Carlo con l'Orchestra del Teatro Mariinsky

NAPOLI. Figura carismatica e brillante, tra i più celebri e celebrati direttori della scena internazionale, Valery Gergiev torna – sabato 2 febbraio ore 20.00 - al Teatro di San Carlo dopo dieci anni di assenza (l’ultima apparizione risale al 2008) con la “sua” altrettanto rinomata Orchestra del Teatro Mariinsky. Di particolare suggestione è il programma del concerto che si apre con Prélude a l'après-midi d'un  faune di Claude Debussy, pagina, eseguita per la prima volta a Parigi nel 1894,  che inaugura una nuova epoca nella storia della musica, ovvero quella dell’Impressionismo. Segue la Sinfonia n. 4 in la maggiore "Italiana", di Felix Mendelssohn-Bartholdy, nata, come riporta il titolo, durante il soggiorno del compositore in Italia, cioè tra il 1831 e il ’32, per essere portata a compimento nel ’33. «È il lavoro più gaio che abbia mai composto» scrisse lo stesso Mendelssohn. E in realtà le immagini in lui impresse dai luminosi paesaggi italiani, trovano in queste pagine una felicissima e gioiosa scrittura musicale. La seconda parte del concerto avrà l’esecuzione dei monumentali Quadri di un’esposizione di Modest Musorgsky nella trascrizione per orchestra di Maurice Ravel. I Quadri di un’esposizione sono un omaggio che Musorgsky fa al suo intimo amico Viktor Hartmann, architetto morto in giovanissima età. Il compositore russo trae ispirazione per la sua composizione per pianoforte da una serie di quadri e disegni del giovane artista esposti a Pietroburgo poco dopo la sua morte. Nel 1922 Ravel vi pose mano per trasferire il suo straordinario talento strumentale alla geniale composizione musorgskyana, dando vita così a una trascrizione entrata da allora trionfalmente nei repertori concertistici di tutto il mondo.

Torna l'atteso “Annella di Portacapuana"

NAPOLI. Al teatro Sannazaro da venerdì alle ore 21 (fino al 10 febbraio) per la linea “Tradizione la nostra” torna in scena “Annella di Portacapuana” da Gennaro Davino per la regia di Lara Sansone con Leopoldo Mastelloni. Nel 1971, Nino Veglia e Luisa Conte decisero di inaugurare il teatro Sannazaro con un grande classico: “Annella di Portacapuana”. Oggi, a distanza di quarantasette anni, il mitico spettacolo torna in scena, in una veste nuova, con Leopoldo Mastelloni e la compagnia del teatro Sannazaro, per la regia di Lara Sansone che, anche per questo evento, ha pensato ad un allestimento atipico, che possa coinvolgere la struttura tutta, come è un po’ nel suo stile, in un grande spettacolo della tradizione reinterpretato in una chiave più attuale ed innovativa. L’“Annella” è forse l’ultimo esempio di autentica commedia dell’arte. Un classico capace di resistere al tempo, ad operazioni di restauro filologico e di riproposta scenica. La commedia della seconda metà del Settecento non ha perduto molto del suo originario e robusto incanto di linguaggio e di persuasione scenica e anzi in alcune parti ha acquistato una sua più fluida e composta misura di ritmo. La prerogativa di avere in house artisti di grande talento e comprovata esperienza ci permette di sperimentare l’esperienza delle grandi compagnie di genere, capaci di arricchire il canovaccio di preziose inventive di istinto e la presenza di un grande istrione, quale Leopoldo Mastelloni ne assicura il risultato.

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