Lunedì 19 Febbraio 2018 - 9:18

Addio a Virginia Da Brescia, veterana dello spettacolo

NAPOLI. È venuta a mancare ad 81 anni Virginia Da Brescia (nella foto), all'anagrafe Virginia Abrescia, cantante ed attrice nata a Taranto il 23 aprile del 1936. Debuttò, giovanissima, con l'orchestra Paolillo a “Radio Bari”. Si trasferì poi a Napoli esibendosi al teatro Apollo e, nel 1953, debuttò nella rivista di Totò dal titolo “Comme se fanno ’e canzone” con Tina De Paolis e Gabriele Vanorio. Nel ’54 partecipò alla “Piedigrotta La Canzonetta” con “Mariuolo d’ammore” e, in seguito, prese parte a tante altre manifestazioni canore legate alla storica Festa di Piedigrotta. Nel ’65 fu in gara al Festival della Canzone Napoletana con “So’ fatta accussì”, passando dalla “Zeus Record” alla “Phonotype Record”. A metà degli Anni ’70 passò in teatro recitando in numerose commedie e sceneggiate. Nel 74 entra nella formazione di Mario Da Vinci con le sceneggiate di Alberto Sciotti “Eternamente”, “Miracolo ’e Natale” e “Tanti auguri”. Nel ’78 tornò in sala d’incisione realizzando un “33 giri” dal titolo “Virginia Da Brescia-Primo volume” con vecchi successi. Nell’87 con Fulvia Carotenuto e Isa Danieli interpretò “Bellavita Carolina”, dal ’94 al ’99 primadonna con Giacomo Rizzo e, dal 2000, ancora con Isa Danieli ed Antonio Casagrande in “Filumena Marturano” di De Filippo. Ancora con Isa Danieli nel 2002 nella commedia “La visita della vecchia signora”, nel 2009 ne “’O miedeco de pazze” di Scarpetta. Con lei hanno lavorato tantissimi altri artisti partenopei tra cui Benedetto Casillo e, al cinema, si è vista al fianco di Carlo Verdone e Sofia Loren. A novembre sulla sua pagina di Facebook lasciò questo messaggio: “attraverso i miei figli voglio mandare con tutto il mio amore un saluto a tutti i miei compagni di lavoro e a tutti quelli che mi vogliono bene, a tutti coloro che hanno condiviso con me successi ed insuccessi ma sempre trascinati dalla passione per un ideale chiamato teatro. Sto attraversando un momento molto duro della mia vita ma vi assicuro che combatterò con tutta la mia tenacia per risollevarmi e stare di nuovo con voi. Con affetto”. I funerali si terranno lunedì 18 dicembre, alle ore 16, nella chiesa degli Artisti in piazza Trieste e Trento.

Hamsik regala le sue scarpette per beneficenza

NAPOLI. Spettacolo, scienza, cultura e beneficenza nella sesta edizione de “L’Arcobaleno Napoletano”, l’evento di solidarietà ideato dall’attrice e cantante Anna Capasso, condotto da Fatima Trotta di “Made in Sud” ed organizzato in collaborazione con la Fondazione Melanoma che ha visto, lo scorso 4 dicembre al teatro Sannazaro, la sua sesta edizione con la direzione artistica di Diego Paura e la regia di Maurizio Palumbo. Anche quest'anno non è mancato il tradizionale momento dedicato all’asta di beneficenza che ha visto aggiudicare, per 500 euro, le scarpette da calcio donate ad Anna Capasso dal capitano del Napoli Marek Hamsik, intervenuto con un videomesaggio. Hamsik da tre anni sostiene l’iniziativa di Anna Capasso: nel 2015 e nel 2016 ha donato una sua maglia autografata. Nell’edizione 2017 è stata la volta delle sue scarpette da gioco. 

Maria la Bailadora danza sulla scena

Il racconto di Armida Parisi "Maria la Bailadora alla Battaglia di Lepanto" (Frame Ars Artes ed.) è diventato uno spettacolo teatrale diretto e interpretato da Giorgia Palombi (nella foto di G. Tarantino) che ne ha elaborato la drammaturgia facendolo dialogare con  un romanzo di Carmen Boullosa e il violoncello di Marina Giugliano. In scena sabato e domenica al Museo del Mare, in via Pozzuoli 5, l’atto unico dà voce e cuore alla leggendaria figura della Bailadora, la zingara spagnola seducente ballerina di flamenco, che ha combattuto vestita da soldato nella battaglia di Lepanto.  Ci è andata per seguire l’amore della sua vita, Jeronimo de Aguillar, un giovane capitano incontrato a Napoli. Ed è proprio qui che diventerà amica di un uomo sensibile e sognatore. È Miguel de Cervantes che l’aiuterà a comprendere il senso della vita nella bellezza sua arte. Un’unica attrice in scena ricopre i tre ruoli di Maria, Jeronimo e Miguel: laversatilità di Giorgia Palombi dà vita a una storia intensa, fatta di sensualità e passione, ma anche di dolore e speranza. Complici i costumi di Maria Pennacchio e la scenografia di Paola Pozzi, lo spettatore si sentirà coinvolto in un viaggio senza tempo sospeso tra terra e mare, tra sogni e pensieri che scoprirà essere  anche un po’ i suoi. Due le rappresentazioni al Museo del Mare: sabato alle 20,30 e domenica alle 18,30. Ingresso 15 euro. Per il numero limitato dei posti è necessaria la prenotazione telefonando dalle 9 alle 13,30 al numero 081 7624980.

Nicola Dragotto e Luciano Labrano al Teatro Piccolo Bellini

Doppio appuntamento per giovedì 23 novembre, al teatro Piccolo Bellini di Napoli, con il cantautorato d'autore. Nell'ambito della rassegna musicale Be Quiet, divideranno il palco del teatro partenopeo Nicola Dragotto, "un cantautore prestato all'avvocatura" come suole definirsi lo stesso Dragotto, e Luciano Labrano. Aprirà la serata Dragotto con "L'ultima causa", uno spettacolo di canzoni tratte (e non) dall'omonimo CD dell'artista, inframmezzate da estemporanei dialoghi e riflessioni con il pubblico. "L'ultima causa - afferma Dragotto -  non è l'elogio alla mia folgorata carriera forense, ma è la cultural'isola che c'è ancorama che è, purtroppo, vittima di un'amnesia collettiva". La seconda parte dello spettacolo sarà nelle mani (e nella chitarra) di Luciano Labrano che, messi da parte gli abiti del suo ben noto e storico ruolo di direttore artistico del CellarTheory Live, si esibirà in "Ghiandole Surreali", una serie di canzoni ironiche e (appunto) surreali giocate sul filo del nonsense e condite da un linguaggio a volte arcaico. "Presento brani che composi da ragazzo, tra il 78 e l'85 - dice Labrano - canzoni in cui prevale  lo stile demenziale delle scuole cabarettistiche di quegli anni, che mi piacevano molto. Non c'è la battuta facile, la parodia, o il dialetto napoletano (tranne in un brano), ma prevalentemente giochi di parole e assonanze linguistiche che sfociano in libere associazioni. Il nonsense per eccellenza, testi messi in musica con l'intento di creare un contrasto, soprattutto tra l'assoluto stile surreale e le melodie e le armonizzazione classiche, a volte anche evocative di musica antica". Marco Sica

 

"Napolitaners", storie di moderna emigrazione nel docufilm di Gianluca Vitiello

Un racconto inedito sulla città di Napoli attraverso lo sguardo di chi ci è nato e che oggi la vive dal di fuori, lontano migliaia di chilometri da casa, alla ricerca di esperienze e nuovi percorsi di vita. “Napolitanes” è un documentario che nasce dall’amore che lega da sempre Gianluca Vitiello con la sua Napoli, lo stesso amore che lega tanti napoletani che hanno dovuto lasciare la loro città in nome del lavoro, di un sentimento o di una ricerca. 

Artista e speaker di radio DeeJay, classe 1976, è “emigrato” a Milano da 11 anni. Ed è proprio dalla capitale lombarda inizia la narrazione che si snoda tra le vie di Berlino, New York, Ibiza, Milano e Tokyo, tra i bar i quartieri e luoghi di lavoro. Una storia d’amore intramontabile sulle proprie origini e la propria terra attraverso ritratti-interviste di ragazzi che vivono all’estero. Un omaggio alla “napoletanità” nel mondo.

Un racconto pop di 80 minuti diviso in 16 capitoli, ognuno dei quali tratta un aspetto della napoletanità e del rapporto speciale tra chi lascia la città e la città stessa. «In ogni città ho intervistato quattro-cinque persone – spiega Vitiello - dai pizzaioli e ristoratori alla fascia di intellettuali e di professionisti, ognuno con il proprio vissuto e il denominatore comune della mancanza profonda del luogo d’origine. Spero di poter tracciare così un quadro e un omaggio della napoletanità nel mondo, con storie di un amore intramontabile nei confronti di Napoli». Una Napoli che non si vede mai tranne che in due graffiti dell’artista Jorit che ritraggono due simboli della città come Maradona e San Gennaro.

Tra i protagonisti del film tra gli altri ci sono Alberto “Polo” Cretara che a New York nel quartiere di China Town ha fondato Radio Nuova York un riferimento per gli italiani che vivono nella Grande Mela, fino ai galleristi Gigiotto del Vecchio e Stefania Palumbo che hanno portato la loro Galleria d'arte Supportico Lopez dal rione Sanità al cuore di Berlino. Ad Ibiza troviamo Alessio Matrone C.E.O di Optima Italia e oggi proprietario del ristorante stellato “It”, mentre a Tokyo c’è Peppe Errichiello della pizzeria “Napoli sta’ ca”, da 11 anni in Giappone, dove ha fondato il Club Napoli Tokyo.

Milano è il motore del progetto. Lì Gianluca Vitiello ha conosciuto Morris Re fondatore di N.A.M. – Napoletani a Milano -, un gruppo di 4mila persone riuniti nel capoluogo lombardo nel segno della napoletanità, organizzano serate per combattere la nostalgia ed è anche un gruppo di supporto a chi si trasferisce nella capitale lombarda. C'è poi Emiliano Pepe, musicista che inseguendo il sogno della musica da Napoli si è spostato sotto la Madonnina, ora è un vero ambassador della napoletanità oltre che grande tifoso del Napoli. Tony Arca, è nato a Milano da genitori napoletani, canta serenate neomelodiche a Milano e nell’hinterland, tra le sue attività c’è “Mergellina Bakery” che sforna cornetti e sfogliatelle di notte, vero ritrovo del sabato sera per i napoletani a Milano.  «Non si evidenzia solo la necessità di un riscatto – chiarisce il regista - quanto piuttosto il desiderio di poter abbracciare quanto più possibile il luogo delle radici».

Ad arricchire questo viaggio intorno al mondo le musiche di Liberato (“Tu te scurdato e me”), Franco Ricciardi (“Femmena bugiarda”), Gnut (“Passione”), Valerio Jovine feat O'Zulu (“Napulitan”), Emiliano Pepe (“Napoletano”), Tarall & Wine alias Gnut e Dario Sansone (“L'importante è ca staje buono”), Gransta MSV (“O' Pallone”).

“Napolitaners”, prodotto da Dna Lab e distribuito da Paradise Pictures, verrà proiettato al cinema Modernissimo sabato 25 e domenica 26 novembre (alle 16,30 e alle 18,30).

Venerdì 24 alle 15 Gianluca Vitiello incontrerà gli studenti della Federico II con il docente di sociologia Lello Savonardo in collaborazione con l’Osservatorio Territoriale Giovani per una proiezione speciale (evento aperto al pubblico e stampa ad ingresso gratuito) durante la quale interverrà il musicista Emiliano Pepe. Mentre sabato 25 novembre alle ore 17 il regista sarà all’aeroporto di Capodichino per inaugurare un spazio dedicato a “Napolitaners”, dove sarà possibile vedere contenuti speciale del film e incontrare il regista. Quella di Napoli sarà solo la prima tappa di un tour di promozione nelle città che hanno ospitato gli shooting.

Morgan in concerto al DejaVu

POZZUOLI. Continua la grande musica al DejaVu di Pozzuoli, per una stagione iniziata col botto e che sta proseguendo a suon di nomi altisonanti. Domani, sabato 11 novembre, sarà la volta di un concerto tanto atteso: sul palco del club flegreo si esibirà infatti Morgan con uno spettacolo piano e voce che si preannuncia da brividi per gli appassionati. Il cantautore monzese presenterà cosi “Morgan e i suoi imprevisti”, questo il titolo del concerto a racchiudere l’essenza enigmatica di un personaggio tanto estroso quanto geniale. L’artista si esibirà in brani di musica classica, alternati a brani che spaziano da David Bowie a Luigi Tenco, da Fabrizio de Andrè allo stesso Morgan. Sarà possibile assistere al concerto acquistando i biglietti in prevendita al costo di 15 euro, con posti limitati fino ad esaurimento, mentre senza prevendita il costo dei tagliandi sarà di 20 euro. Cresce l’attesa, dunque, per “Morgan e i suoi imprevisti” e conoscendo il personaggio, sicuramente ce ne saranno al club di Pozzuoli dove si esibirà un artista che, con la sua forte personalità, in trasmissioni televisive come X Factor e Amici di Maria De Filippi ha spesso provocato accese discussioni. Il concerto, presentato dalla Truecolors, inizierà alle ore 22.

 

"Addio Fottuti Musi Verdi", alieni alla conquista di Napoli

E se gli alieni volessero distruggere Napoli? Nei film di Hollywood di solito si punta sempre a far sparire qualche città degli Stati Uniti. In quello dei The Jackal a rischiare sono gli abitanti alle pendici del Vesuvio. La sfida del collettivo leader del web è proprio quella di affiancare qualcosa di fantascientifico alla quotidianità della loro città natale. Ecco che nasce “Addio Fottuti Musi Verdi”. 

 

«Quello della fantascienza è un tema a noi caro – spiega il regista Francesco Ebbasta – l’abbiamo già testato nella webserie “Lost in Google”, non potevamo che sceglierlo per la nostra opera prima». Lo spunto nasce da una vicenda reale. «Un amico si era trasferito all’estero e noi abbiamo cominciato a chiederci fino a che punto saremmo stati disposti ad allontanarci per un lavoro. E così siamo arrivati a pensare a Marte. In generale a Napoli c’è un forte senso di appartenenza, se te ne vai, sei guardato con biasimo perché stai rinnegando le tue origini».

 

Quindi la disputa alla base della pellicola è quella tra partire o restare, inseguire i propri sogni o accettare un lavoro qualunque. È il dilemma di Ciro (Ciro Priello) che dopo una laurea in Scienze della Comunicazione e svariati master si vede costretto a sbarcare il lunario nell’attesa della grande occasione. Una occasione che gli arriverà addirittura inviando per gioco il curriculum nello spazio: gli alieni lo assumono! Nella sua odissea sarà affiancato da Fabio (Fabio Balsamo, i cui tempi comici sono tra le note più interessanti del film), l’amico di sempre, e da Matilda (Beatrice Arnera), per la quale nutre un amore inconfessata. 

 

Un tema quello del lavoro che colpisce tutti da Nord a Sud. «Da napoletani abbiamo sempre condito i nostri video con la “napoletanità” che ci caratterizza – chiarisce Simone Ruzzo - quello del lavoro è un problema nazionale che abbiamo estremizzato, abbiamo sfruttato il cinema per raccontare questa storia, adattandoci a tempi più lunghi rispetto al web, ideando una sceneggiatura adatta». «È un film su Napoli – aggiunge Francesco Ebbasta - anche se non c’è Pulcinella. Noi siamo nati e rimaniamo qui ma con un’idea nostra da portare avanti».

 

C’è tanto della loro produzione di successo. «È un film che chiude un cerchio, tra citazionismo e una storia da raccontare – chiarisce il regista - prendendo in giro il cinema di genere. Stiamo conoscendo il mezzo, omaggiando quello che abbiamo fatto fino ad oggi con più una storia per chi non ci conosceva». Già visti nel loro “Gli effetti di Gomorra sulla gente”, tra i protagonisti di una esilarante gag ci sono Fortunato Cerlino e Salvatore Esposito nei panni dei Felacone, imprenditori col gusto del trash. E tanto c’è dei loro gusti cinefili. Un po’ del surrealismo dei “Monty Python”, un po’ di action di “Independence Day” ma anche di commedia. Il personaggio del Tenente Ruzzo (Simone Ruzzo) è un omaggio/citazione a Kurt Russel in “1997: Fuga da New York” di Carpenter. 

 

Tra i momenti più divertenti c’è di certo la scena che vede coinvolta la guest star che è stata celata in fase di promozione: Gigi D’Alessio. «Il suo personaggio nasce dalla necessità di raccontare un passaggio di testimone dalla Napoli artistica riconosciuta all’estero alla nuova Napoli con ragazzi e fucili. Si è dimostrato un grandissimo attore, sorprendente». Così come sorprendente è l’interpretazione di Roberto Zibetti, nella parte dell’alieno cattivo.

 

Un grande lavoro di effetti speciali. «È stato fatto un grande lavoro di effetti visivi – così Alfredo Felco - per non essere da meno alle tante immagini di qualità che siamo abituati a vedere in Blockbuster americani. Per poterne godere al meglio è necessario vederlo al cinema e non aspettare il dvd».

 

Si respira aria di spogliatoio, di squadra unita, nel loro quartier generale in via Santa Lucia. «C’è stato un gran rispetto dei ruoli sul set – racconta Priello - pur essendoci un confronto continuo sulle scene e sulle sequenze. Non abbiamo mai litigato, ci conosciamo da quando siamo piccolissimi e questa è la nostra forza». Un fanta-comedy in cui si raccontare l’amore e l’amicizia ma soprattutto la voglia di esprimere il proprio talento e di realizzare i propri sogni. E i The Jackal il loro sogno l’hanno realizzato.  

 

Visibilmente emozionati hanno presentato martedì sera in anteprima il film al Metropolitan di Chiaia ricevendo una calorosissima accoglienza. “Addio Fottuti Musi Verdi”, prodotto anche da Cattleya con Rai Cinema, esce stasera al cinema in 280 copie con 01 Distribution. 

La grande musica italiana a Pozzuoli: Tricarico al DejaVu

NAPOLI. La grande musica italiana al DejaVu di Pozzuoli. Un concerto da non perdere domani sera, sabato 28 ottobre, al club di via Campi Flegrei, dove la Truecolors presenterà un artista italiano di alto livello. Sul palco si esibirà infatti Tricarico, cantautore milanese dalla scrittura lirica e surreale, noto al grande pubblico per il grande successo di “Io sono Francesco” nel 2000, che gli valse anche un disco di platino. Successo replicato nel 2008 con il brano “Vita tranquilla” lanciato a Sanremo. In occasione dell’uscita del nuovo album “Da chi non te lo aspetti”, e del nuovo singolo estratto “Una cantante di musica leggera”, realizzato con la featuring di Arisa, Tricarico presenta un nuovo spettacolo elettro-acustico che prende il nome dall’album, dove ripropone vecchi e nuovi successi. Grande musica, dunque, stasera al DejaVu di Pozzuoli. Dopo il concerto si ballerà con la musica dei Dj Bancarella del Terrone e Raf Sbriglia.

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