Martedì 12 Dicembre 2017 - 1:42

Lunedì "I Concerti della Bottega"
al Chiostro di San Francesco

NAPOLI. I Concerti della Bottega presentano “Anteprima: verso la VII”, lunedì alle ore 20.30, presso il Chiostro San Francesco, in piazza Dogana–Benevento. Una serata in esclusiva per gli amici della Bottega: Mev quartetto jazz rock e ritmi mediterranei in concerto ed anticipazioni di tante novità che caratterizzeranno la VII edizione de “I Concerti della Bottega” che si terrà dal 26 al 29 luglio. Il Mev quartetto è composto da Michele Zannini alla chitarra elettrica, Emidio Petringa a batteria e percussioni, Valerio Mola al contrabbasso e Andrea Perrone alla tromba. Anche quest’anno I Concerti della Bottega hanno aderito alla piattaforma di crowdfunding “Meridonare”, per far si che tutti coloro che vorranno sostenerli, possano sentirsi anche parte integrante della riuscita della VII edizione. I Concerti della Bottega propongono una relazione esperienziale e non delegate della performance artistica, attraverso la caduta o quantomeno l’indebolimento di alcune barriere che di solito sorgono tra l’artista e la sua audience. I principali obiettivi sono creare uno spazio neutro, che dia la possibilità agli artisti che decidono di aderire al progetto, di esprimere la loro visione liberamente; far incontrare pubblico e artista in una maniera nuova, indebolendo le classiche barriere che si creano in questa relazione.
Per sostenere il progetto www.meridonare.it/progetto/i-concerti-della-bottega-vii-edizione.

Al via il "Fashion Beach Tour" del "Cilento Outlet Village"

SALERNO. Aperitivo al tramonto a suon di musica sulle spiagge più “in” delle costiere cilentana e salernitana con la selezione dei dj del “Fashion beach Tour” promosso dal “Cilento Outlet Village”, brand del gruppo “Irgenre”. Questi i quattro appuntamenti nel mese di luglio che rappresenteranno il must della stagione appena cominciata: si parte domenica 2 luglio dal lido “Acapulco” di Pontecagnano con dj TY1, sette giorni dopo ovvero domenica 9 luglio l’appuntamento è al lido “Made in Italy” di Eboli con dj Alaia & Gallo in consolle, quindi domenica 16 luglio tappa al lido “Nettuno” di Paestum dove suonerà il conte del “Grande Fratello”, Filippo Nardi e conclusione sabato 22 luglio al lido “Le Serre di Mare” di Acciaroli con il principe delle notti partenopeo, Dario Guida. L’iniziativa si rivolge a un pubblico sempre più giovane, amante del divertimento e che nel tempo sta dimostrando un gradimento crescente per le proposte commerciali del “Cilento Outlet Village”.

Ma sarà anche un tour particolarmente “social”. In programma dirette live sulla pagina Facebook, live radio (Radio Castelluccio e Radio Bussola) e spazio anche al Photo Facebook, un vero e proprio photocall brandizzato “Cilento Outlet Village”  con post in tempo reale sui social: la foto che otterrà il maggiore numero di like consentirà al protagonista di vincere una gift card del valore di 200 euro. Quattro gli sponsor che accompagneranno l’intero Fashion Beach Tour: Mc Donald’s,  Ford Store Salerno, Aqua Farm e Sicme Energia.

 

I napoletani Travel Gum presentano il loro “battesimo” discografico "Travel vol.1"

Albert Camus nel “Il mito di Sisifo” cita la III Ode Pitica di Pindaro con le parole “O anima mia, non aspirare alla vita immortale, ma esaurisci il campo del possibile”. Partendo da questo aforisma, mi sento di poter aggiungere che per esaurire il campo del possibile occorre sperimentare, e che la sperimentazione è un dovere per l’artista. Esistono, poi, vari modi di sperimentare, alcuni legati a un’oggettiva “ricerca” del nuovo, e altri che si mostrano come un’anabasi soggettiva, indirizzata verso un viaggio interiore, verso, appunto, una sperimentazione interiore, alla "ricerca" della propria identità di individuo inteso come “singolarità” all’interno della “collettività” e nel rapporto con se stessa. E su quest’ultimo binario si muovono, con i loro racconti e le loro suggestioni sonore, i napoletani Travel Gum, composti da Simone Sannino (voce), Emanuele Coppola (chitarra), Gianvito D'Orio (batteria) e Davide Cotronei (basso), che in una miscellanea di poetica, psichedelia, abrasioni, aperture “space” e “trip” sonori, questa sera al Kestè di Napoli presenteranno il loro esordio discografico "Travel vol.1", lavoro nel quale hanno anche preso parte, come ospiti, Fabiana Manfredi alla voce e il noto sassofonista partenopeo Giuseppe Colucci. Cosa siano i Travel Gum lo racconta lo stesso Simone Sannino: “Se mi chiedessi  cos’è Travel Gum … io ti risponderei che è una scelta. È una scelta collettiva, come dire, quasi una filosofia di vita. Parlo come gruppo e non come singolo … e credo che sia questa effettivamente la nostra forza. Ogni giorno ci troviamo davanti milioni di problemi, come ogni essere vivente di questo pianeta; e a nostro modo abbiamo deciso che la nostra risposta/reazione a tutto ciò è  basarci su noi stessi, sulla nostra volontà collettiva, sulle nostre forze , sulla nostra musica,sulle nostre idee. Il decadimento della società odierna e il moltiplicarsi delle paure collettive per il futuro hanno materializzato all’interno dell’uomo la costante paura di accrescersi e quindi nella maggior parte dei casi il loro vivere diventa sopravvivere. Travel, inteso come intero lavoro, analizza attraverso la storia di un uomo qualunque questa condizione di blocco dell’ essere umano e ne intravede le vie d’uscita.  Quest’album è solo la prima parte del concept  intero che prevede anche una seconda parte. In toto il lavoro completo è un mix di generi musicali differenti bagnati dal nervosismo del rock; il nostro intento è quello di ricreare immagini , situazioni, veri e proprio viaggi, da vivere durante l’ascolto. Lo senti da subito: “escape by bike” è potente; la rabbia di chi è oppresso, di chi cerca di non essere travolto. “Nel ventre della balena”, invece, è un blues carico di rivalsa; “Un uomo qualunque” … è la ballata della speranza; “Io solo” … è la solitudine … in tutte le sfaccettature. “Travel” è la vita che ti passa davanti, il flusso dei ricordi, e infine la rinascita, cruda, che lascia il segno”.  Marco Sica

 

 

Palazzo Venezia di Napoli,domani alle 20.30, ospita l’evento teatrale “La Vita tra la Gente”

 

Esiste una Napoli che è arte e una Napoli che vive d'arte: due linee che viaggiano, si toccano, si incrociano. Esistono, anche, uomini e donne, come persone nella loro vita e come persone in ciò che loro stessi fanno vivere con le proprie idee, con le proprie azioni. Accade, poi, che Napoli, con le sue strade, con le sue piazze e i suoi palazzi - ossatura e storia della città - incontri i propri artisti e si offra all'arte, nella pienezza dell’unione dei suoi edifici e del suo popolo. Così, lungo il millenario decumano inferiore (“Spaccanapoli” per il mondo), tra le mura dello storico Palazzo Venezia di Napoli, il 9 giugno alle ore 20.30, si assisterà all’evento teatrale, nato da un’idea di Francesca  Stizzo, “La Vita tra la Gente”. La serata partirà con la mostra fotografica di Pietro Perrino, per continuare con una lettura di poesie di diversi autori con l'attrice Francesca Stizzo, per concludersi con un concerto di Adolfo e Francesca Barbatelli. Prima dell’inizio dello spettacolo gli spettatori verranno, inoltre, accolti da un cocktail offerto da Palazzo Venezia e invitati a un tour della splendida struttura, donata dal Re di Napoli Ladislao II d’Angiò Durazzo alla Serenissima Repubblica di Venezia verso il 1412 con lo scopo di essere utilizzata come abitazione per i consoli generali a Napoli. I motivi che hanno mosso Francesca Stizzo a farsi promotrice e ideatrice dell’evento emergono chiaramente dalle parole dell’attrice stessa: “Osservo spesso il quotidiano e noto con stupore le gabbie che ci siamo costruiti. Camminiamo su strade senza pensare ai sacrifici fatti per costruirle, perché in effetti sono state cementate per farci correre e non per riflettere. Siamo presi dalle ansie di "stare" a quell'ora in quel posto piuttosto che "essere" lì in quel momento. Abbiamo la Storia, che oramai serve ai libri, stantii sugli scaffali o nella spazzatura. Abbiamo i monumenti, diventati souvenir made in china pronti a decorare un selfie. Oggi, se non ieri, si è perso il contatto con il se e con il dove. Il mare, ad esempio, è diventato un bellissimo quadro appeso in salone, e quando dal fondo arrivano barconi di donne schiave e di profughi, si pensa ad un errore del pittore, basta pagarlo e tutto si sistema, basta fare zapping, come la società ci insegna o ci impone. Se invece ci fermassimo per un istante si scoprirebbe l'immensità e la piccolezza di quanto la vita sia così profonda e così breve. Se si guardassero di più le persone saremmo tutti più consapevoli. Se si sentisse di più il sole sul volto senza pensare alla tintarella, si capirebbe l'energia potente di cui siamo attorniati e l'unica di cui abbiamo bisogno. Abbiamo costruito un mondo di carta rubata agli alberi, per creare soldi, per costruire case fittizie, inutili, la nostra vera casa siamo noi e noi non abbiamo bisogno di denaro per vivere. Abbiamo bisogno di respirare e di amare, inteso come unione e interazione delle molteplici potenzialità insite in ogni essere umano.  Ecco, abbiamo bisogno di uomini e di natura. Questo è un mio personale punto di vista che non vuole imporsi durante l'evento che si terrà venerdì ma che chiede con urgenza di essere ascoltato”. Ancora una volta Napoli e i suoi “figli artisti” si mostrano capaci di raccontare la vita e di offrire un’arte non fine a se stessa ma “abbrivio” per riflessioni sull'essere umano e la sua esistenza. Marco Sica

I Califone celebrano i quindici anni di "Roomsound"

 

A quindici anni dall’uscita di “Roomsound”, gli statunitensi Califone stanno riproponendo live, con una serie di concerti dedicati, il loro lavoro discografico che il 7 giugno prenderà, così, “nuova vita” - grazie al sempre puntuale operato dei “ragazzi” di Wakeupandream - al CellarTheory Live di Napoli (Vico Acitillo 58). Dalla generazione che ha vissuto la propria giovinezza tra il finire degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta, sovente, viene sollevata l'osservazione che la "buona" musica "rock" sia morta con il tramonto dei “seventies”. Niente di più falso! (ovviamente a parere di chi scrive). Senza addentrarci della disamina degli anni ottanta (non pertinente con il presente articolo), mi sento di affermare con convinzione e serenità d’animo che gli anni novanta sono stati un crocicchio fondamentale, uno spartiacque che ha dato l'abbrivio a una nuova “aurea aetas” per la musica, avente come ipotetico punto zero lo splendido e seminale "Spiderland" degli Slint, e che si è poi riverberata fino ai primi lustri del ventiduesimo secolo. Probabilmente, la principale differenza tra i due “periodi” è caratterizzata dalla circostanza che la “buona” musica degli anni novanta è stata penalizzata da una minor diffusione alle masse, colpa anche di una generazione meno attenta ad alcune dinamiche sociali e culturali e, quindi, meno propensa alla ricerca e allo sdoganamento di alcune forme di arte. Se, infatti, la musica "colta" post sessantotto era a suo modo "commerciale" (avendo anche una visibilità "commerciale"), la musica "colta" dell'ultima decade del ventesimo secolo, così come quella dei primi anni del ventunesimo, si è nascosta al suo "uomo schizzoide", per assumere definiti contorni umbratili e marcatamente underground. Tra le mille voci che si sono contorte nel “lacoontico” proscenio musicale "indie" degli anni novanta, un "canto" di rilievo l’hanno emesso i Califone, "transumanza " dei Red Red Meat e del loro rock-blues deviato (sublimato negli splendidi "Bunny Gets Paid" e "There's A Star Above The Manger Tonighte") e dell'estro compositivo di Tim Rutili. Dopo due EP omonimi di esordio, che vedono i Califone, di fatto, impersonati dal solo Tim Rutili e dalle sue “macchine”, nel 2001 si riunisce il gruppo e viene pubblicato l’ottimo “Roomsound”(con Ben Massarella e Brian Deck), caratterizzato da un viscerale vibrare di corde acustiche, sospeso tra il desertico, l’intimistico e post-moderno, sonorità che ambientano un perfetto blues contemporaneo, come di chitarre suonate attorno al fuoco di un caravanserraglio da pionieri androidi post-atomici.  Marco Sica

La musica di Nite Jewel allo Spazio Intolab

Lo Spazio Intolab (Complesso Lanificio - Piazza Enrico De Nicola 48 - Napoli) conclude la propria splendida stagione di eventi live ospitando, sul proprio palco, domani 3 giugno, la cantautrice e produttrice di origine californiana Nite Jewel (vero nome Ramona Gonzalez), che da poco ha dato alla luce la sua quarta fatica discografica “Real High”. Dai tempi del glo-fi di “Good Evening”, datato 2009, la musica di Nite Jewel si è evoluta ed è, a sua modo, cresciuta e, nel tempo e tra i solchi dei suoi dischi, si è via via modernizzata in un “ecumenico” e più globale sentire “liquido”, assorbendo e metabolizzato tanto i “rigurgiti” della dell’house-music, quanto la italo-disco e il synth-funk, fino a definire, nel cantato, “vibrazioni” e intensità da r&b; composizione, quella di Nite Jewel, che come Giano bifronte mostra, come altro volto rispetto alla musica, le liriche indirizzate verso un’anabasi all’interno dell’analisi introspettiva di sé stessi e della vita, carica di tutti i suoi dubbi e del crasso peso legato all’esistenza dell’individuo nel sociale. Non si può dire quale sarà l’ulteriore e futura evoluzione di Nite Jewel, ma sicuramente, oggi, la cantautrice ha raggiunto un primo punto fermo nella sua carriera artistica. La serata sarà chiusa dalla performance elettronica del dj napoletano Gianluca Viscovo. Marco Sica

 

Addio Gambineri, la “signorina buonasera” per antonomasia

Anna Maria Gambineri, storica e biondissima, “signorina buonasera" della Rai è morta oggi a Roma. I funerali si terranno sabato alle 11.30 nella Chiesa degli Artisti di piazza del Popolo. Suo era uno degli amatissimi volti che per anni hanno annunciato i programmi della tv pubblica, ed anche il segnale orario. Era nata a Roma il 22 marzo del 1936, aveva quindi 81 anni, ed era malata da tempo. Proprio per motivi di salute aveva lasciato la Rai dove aveva lavorato dal 1958 al 1994.

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