Lunedì 21 Maggio 2018 - 14:37

È morta Lara Saint Paul

È morta la cantante Lara Saint Paul. Silvana Areggasc Savorelli, questo il suo vero nome, aveva 73 anni; si è spenta oggi a Casalecchio di Reno (Bologna) in una struttura della Fondazione Seragnoli, l'Hospice Casalecchio, dopo una lunga malattia.

Silvana Areggasc Savorelli era nata ad Asmara il 31 marzo del 1945, da madre eritrea e padre originario di Fusignano, nel ravennate, dove trascorse l'infanzia. Dalla partecipazione a Sanremo, nel 1968, con Louis Armstrong, alla concessione nel 2014, da parte del Consiglio dei ministri, dell'assegno vitalizio della Legge Bacchelli, l'aiuto economico previsto per cittadini illustri che versino in stato di necessità, vita e arte della cantante hanno compiuto un lungo percorso, iniziato professionalmente al Festival di Sanremo del 1962 con il brano 'I colori della felicità' e il nome d'arte Tanya.

Una delle sue ultime apparizioni in pubblico risale all'aprile del 2013 quando, ospite di Lorella Cuccarini a 'Domenica in', raccontò la difficile condizione in cui versava dopo la morte del marito, il produttore discografico e impresario teatrale Pier Quinto Cariaggi.

È morto Ermanno Olmi

È morto all'ospedale di Asiago nella notte di domenica il regista Ermanno Olmi. Olmi aveva 87 anni. Ne dà notizia il sito del Giornale di Vicenza, che ricorda come il regista stesse combattendo da tempo contro una grave malattia, che lo ha portato ad un ricovero d'urgenza venerdì scorso.

Olmi si è spento circondato dalla famiglia: la moglie Loredana e i figli Elisabetta, Fabio ed Andrea. Secondo quanto riporta la stampa locale, il regista aveva espresso il desiderio di trascorrere il suoi ultimi giorni di vita nella casa di Contrada Val Giardini di Asiago ma la morte sarebbe sopraggiunta prima che la famiglia potesse organizzare il trasporto per esaudire la sua volontà.

Regista e sceneggiatore, Ermanno Olmi nasce a Bergamo il 24 luglio del 1931, in una famiglia contadina profondamente cattolica. Nel 1933 i suoi genitori si trasferiscono a Milano per il lavoro del padre ferroviere, che poi muore durante il secondo conflitto mondiale. Trascorre l'infanzia tra il mondo operaio della periferia milanese e quello contadino, a Treviglio, nella campagna bergamasca. Giovanissimo desidera studiare arte drammatica e per mantenersi trova lavoro alla Edison, dove già lavorava la madre. Qui deve organizzare le attività ricreative dei dipendenti e documentare le produzioni industriali per cui fonda la Sezione cinema della EdisonVolta e realizza una trentina di documentari tecnico-industriali. Nel 1959 gira il suo primo lungometraggio "Il tempo si è fermato", delicato racconto del rapporto tra uno studente e il guardiano di una diga.

Dopo aver fondato con alcuni amici, tra cui Tullio Kezich, la società di produzione '22 dicembre', scrive e dirige "Il posto" (1961), che viene accolto molto bene dalla critica, in cui descrive le esperienze di due giovani alla ricerca del primo lavoro. Due anni dopo dirige "I fidanzati" in cui è costante la sua poetica attenta al mondo della gente semplice, della vita quotidiana, dei sentimenti spesso non espressi ma manifestati con le azioni. Nel 1965 gira "E venne un uomo", una sentita biografia, ben lontana dall'agiografia, di Papa Giovanni cui si sente unito dalle comuni radici bergamasche. Tra il 1968 e il 1974 realizza opere non particolarmente riuscite ("Un certo giorno", "I recuperanti", "Durante l'estate", "La circostanza") ma è il 1977 a segnare l'anno della sua consacrazione con "L'albero degli zoccoli", un film sulla vita dei contadini padani recitato da attori non professionisti e in dialetto bergamasco, che vince la Palma d'Oro al Festival di Cannes.

Nel 1983, dopo aver girato un documentario sulla sua città d'adozione, "Milano '83", viene colpito da una gravissima malattia che lo costringe a chiudersi nella sua casa di Asiago dove si è trasferito con la famiglia da qualche tempo. In quel periodo interrompe la sua produzione cinematografica e si dedica a "Ipotesi cinema" la scuola di cinema che fonda a Bassano del Grappa in cui si formano giovani autori come Francesca Archibugi, Mario Brenta, Giacomo Campiotti, Piergiorgio Gay, Maurizio Zaccaro. (Dopo quindici anni la scuola si ferma per ripartire nel 2002 legata alla Cineteca di Bologna). Intanto, superata la malattia, riprende la sua normale attività e nel 1987 alla Mostra del Cinema di Venezia vince un Leone d'Argento con "Lunga vita alla signora" e l'anno successivo, con "La leggenda del santo bevitore", ottiene il Leone d'Oro.

Dopo aver diretto il poco fortunato "Il segreto del bosco vecchio" (1993) e il film Tv "Genesi - La creazione e il diluvio" (1994) segue un silenzio di cinque anni. Il 2001 lo vede ancora tra i protagonisti del festival di Cannes con "Il mestiere delle armi" che, raccontando la morte del giovane e magnifico condottiero Giovanni de Medici, ci mostra il momento in cui l'uso della polvere da sparo dà inizio alla guerra moderna. Il film vince il Globo d'oro 2001 della stampa estera e 9 David di Donatello 2002 per il miglior film, regia, sceneggiatura, produzione, fotografia, musica, montaggio, scenografia e costumi. Il film successivo, nel 2003, non potrebbe avere un soggetto più diverso: "Cantando dietro ai paraventi" , è un film sui pirati cinesi che parla della fatica che serve per ottenere la pace e che vince 3 David di Donatello 2004 (scenografia, costumi ed effetti speciali) e 4 Nastri d'argento (soggetto, fotografia, scenografia e costumi).

Nel 2005 Olmi accetta l'invito di Domenico Procacci a collaborare con due altri autori di qualità come Abbas Kiarostami e Ken Loach. Per ottenere unità di luogo e tempo i tre registi scelgono di percorre ciascuno di loro 5000 km su un treno ma "Tickets" inevitabilmente mostra tre diverse visioni del mondo e tre diversi modi di raccontare. Nel 2007 con "Centochiodi"- il cui titolo nasce da una sua ossessione, quella di inchiodare qualcuno per impedirgli di fare del male - il regista dichiara di aver realizzato il suo "ultimo film narrativo di messa in scena", per tornare al suo primo amore: il documentario. Due anni dopo firma infatti "Rupi del vino" (evento speciale alla X edizione del Festival di Roma) e "Terra Madre" (presentato al 59mo Festival di Berlino nella sezione Berlinale Special). Nel frattempo, alla 65ma edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia gli viene assegnato il Leone d'oro alla carriera.

Nonostante la sua dichiarazione di abbandonare film di fiction, nel 2011 realizza "Il villaggio di cartone", dedicato al tema dell'immigrazione con al centro le vicende di un vecchio sacerdote che ritrova una ragione per la sua fede aiutando gli immigrati clandestini, e nel 2014 "Torneranno i prati", film diretto in occasione del centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale. Del 2017 è il documentario sulla figura del cardinale Carlo Maria Martini "Vedete, sono uno di voi", per il quale il maestro Olmi ottiene la Menzione d'onore all'edizione 2018 dei ai Nastri d'Argento Documentari. È sposato con Loredana Detto, la protagonista femminile de "Il posto". Dalla loro unione sono nati tre figli, due dei quali sono impegnati nel mondo del cinema, Fabio è direttore della fotografia ed Elisabetta è organizzatore generale.

Cannes 71, l’Italia cala il tris

Il tricolore italiano garrisce sulla Croisette. Quest’anno il Bel Paese gonfia il petto e porta a Cannes ben tre pellicole. Partiamo dalle due in concorso, ovvero “Dogman” di Matteo Garrone, dramma che ricostruisce un atroce fatto di cronaca romana degli anni ‘80, il caso del Canaro della Magliana. E in tanti parlano già di capolavoro. Poi c’è “Lazzaro felice” di Alice Rohrwacher, una fiaba sospesa sul tempo eterno della provincia e su quello assillante della metropoli. Infine possiamo contare su Valeria Golino che parteciperà al concorso Certain Regardcon "Euforia", la storia del nuovo incontro tra due fratelli a lungo separati, interpretati da Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea. C’è Italia anche alla Quinzaine des Réalisateurs, la seconda sezione più importante del festival di Cannes, con “Troppa grazia” il nuovo film di Gianni Zanasi scelto come titolo di chiusura. Protagonista della storia di miracoli e edilizia, visioni mistiche e impegno sociale sarà un’altra Rohrwacher, Alba, sorella di Alice.

NO SELFIE, PLEASE! L’emblema della 71esima edizione, che prenderà il via domani e si terrà fino al 18 maggio, è il bacio tra Jean-Paul Belmondo e Anna Karina sul set di "Il bandito delle 11" (nella foto) che campeggia sulla locandina ed in cima al palazzo del cinema. Tra le novità della kermesse preparata da Thierry Fremaux c’è il divieto di selfie sul red carpet, in quanto «ne rovinano la sacralità» ha dichiarato il direttore, e la cancellazione delle proiezioni anticipate per i giornalisti, che così non potranno più spoilerare o stroncare le opere a colpi post sui social. 

SI PARTE CON CRUZ E BARDEM. L’apertura del festival è affidata a “Todos lo saben” del maestro iraniano Asghar Farhadi, interpretata da due star del calibro di Penelope Cruz e Javier Bardem. Una storia di ritorni nei luoghi dell’infanzia tra eventi e sentimenti inattesi. Fuori dalla competizione gli attesissimi lavori di Kevin McDonald dal titolo "Whitney", dedicato all’astro cinemusicale della Huston, e “Papa Francesco: un uomo di parola” di Wim Wenders a confronto con il pontefice per un film documento che sarà di sicuro uno degli eventi mediatici del festival.

Arriva il Pizza Village, si parte il 1 giugno con Fabrizio Moro

NAPOLI. A meno di un mese dalla VIII edizione del Napoli Pizza Village, in programma sul lungomare di Napoli dal 1° al 10 giugno, la società organizzatrice Oramata Grandi Eventi, in collaborazione con la radio ufficiale della manifestazione RTL 102.5, formalizza il calendario degli artisti. Primo special guest sarà Fabrizio Moro, sul gradino più alto del podio all'ultima edizione del Festival di Sanremo con 'Non Mi Avete Fatto Niente'. Ultimo, Noemi, Dear Jack, Mario Biondi, Nesli, Le Vibrazioni, Annalisa e Lo Stato Sociale saranno tra i protagonisti delle serate successive del NPV. La partnership con la prima radio in Italia RTL 102.5, oltre alla realizzazione di un calendario di artisti di fama nazionale che saliranno sul palco nei dieci giorni del Napoli Pizza Village, ha dato vita ad una particolare formula in programma per la serata di giovedì 7 giugno, quando allo stadio S. Paolo si svolgerà il concerto celebrativo dedicato a Pino Daniele. Oltre a Fabrizio Moro al Napoli Pizza Village ci saranno anche il secondo e terzo classificato di Sanremo 2018, rispettivamente Lo Stato Sociale, nella giornata conclusiva di domenica 10 ed Annalisa che salirà sul palco la sera del giorno 8. In ciascuna serata, l'esibizione delle special guest, prevista intorno alle ore 22, sarà arricchita, infine, dalla presenza di numerosi artisti del mondo della musica e del cabaret made in Campania. Il calendario degli artisti vedrà in ordine, dopo Fabrizio Moro, suonare la sera del 2 giugno il vincitore di Sanremo Giovani, Ultimo. Noemi si esibirà il 3 giugno precedendo il gruppo romano dei Dear Jack (lunedì 4 giugno) e poi il 5 toccherà all'inconfondibile voce del soulman Mario Biondi e al cantautore e rapper senigalliese Francesco Tarducci, in arte Nesli. Il 6 giugno, per il pubblico del Napoli Pizza Village, sarà la volta del gruppo Le Vibrazioni, che precederanno la memorabile serata in onore di Pino Daniele. Giovedì 7 giugno infatti, in occasione del concerto/tributo "Pino è" dedicato al cantautore napoletano scomparso prematuramente, il Napoli Pizza Village sarà cassa di risonanza dello stadio S. Paolo con la diretta video sui maxi schermi dell'evento e, soprattutto, attraverso la diretta radiofonica ed il commento live di RTL 102.5 che trasmetterà in diretta dallo stadio e dal Napoli Pizza Village. Il giorno successivo, venerdì 8 giugno, a calcare il palcoscenico sul lungomare sarà Annalisa, mentre come già anticipato, il gruppo Lo Stato Sociale chiuderà la scaletta artistica dei big dell'ottava edizione del Napoli Pizza Village 2018.

“Megabyte Salsa”, EP d’esordio per i giovani Nearby Planets

Un dolce e malinconico arpeggio di chitarra “disturbata” apre l’EP d’esordio “Megabyte Salsa” dei Nearby Planets (edito su etichetta Drop&Spiral), giovanissimo gruppo composto da Gaya Di Iasi alla voce e chitarra, Antonio Castellano alla voce e chitarra, Ciro Manno al piano e synth e Andrea Scarpato alla batteria e samples. Un arpeggio che in breve tempo muta in un electro-pop dai melodici toni malinconici. A ben ascoltare, tutto l’EP è sospeso tra sonorità acustiche ed elettrificazioni, che in un misurato equilibrio mantengono la giusta tensione. Merito anche di un’attenta cura negli arrangiamenti ricchi di sfumature impercettibili quanto colmanti e “collanti” e di un’ottima e matura produzione artistica a firma di Sabrina Carnevale e Marco De Falco. “Il progetto – raccontano i Nearby Planets -  nasce dall’incontro tra Gaia e Antonio, ai quali si sono aggiunti successivamente Ciro e Andrea. Le musiche sono scritte da Antonio e da Gaia, e a loro va il merito di aver assemblato e dato forma ai brani. Musicalmente cerchiamo di collocarci nel solco della dream wave, sulla scia del movimento mittel-europeo. Sotto il profilo testuale il disco è, invece, principalmente un viaggio introspettivo di Antonio, che è anche l’autore principale dei testi. Le tematiche che affrontiamo vanno dal sociale al personale, toccando diverse problematiche anche attuali, come il delicato rapporto tra la natura e l’umo dei nostri giorni. Diversamente, altri brani, si radicano in una sfera più intima. “Shapless Dream”, ad esempio, parla del padre di Antonio e della sua figura paterna. Il nome della band è ispirato dal nome di un fumetto, ma anche dalla nostra constatazione che noi tutti siamo come pianeti distinti, singoli, ma comunque vicini e correlati l’uno all’latro. La musica è la nostra passione, e al momento suoniamo per il solo piacere di suonare e per esprimere noi stessi oltre ogni cliché e convenzione: "siamo ciò che siamo senza limite sociale". Il 12 maggio, al First Floor Club di Pomigliano d’Arco, faremo la presentazione ufficiale del disco”.

Marco Sica

Addio a Maria Paris, celebre protagonista della canzone napoletana

NAPOLI. È morta la cantante Maria Paris (nella foto). Maria Rosaria Pariso, questo il suo vero nome, era napoletana verace, nacque il 6 agosto del 1932. Iniziò a cantare giovanissima, debuttando nel 1945 con la compagnia musicale “Biancaneve”. Si esibì nel 1953 alla radio con l'Orchestra Anepeta e vinse la “Maschera d'argento” come miglior interprete femminile dell'anno. Vinse il Festival della Canzone Napoletana nel 1955 con il brano “’E stelle ’e Napule” e nel 1963 con “Jammo jà”, prese parte al Festival della Canzone Italiana a Parigi, al Festival Salernitano della Canzone (1º premio con il brano “Nanninella allessaiola” di Alberto Sciotti), al Festival della Canzone Città di Roma (3º premio con il motivo “Teatrino di provincia”), al Festival Due Voci e una Canzone di Montecatini (3º premio con il brano “Tricche trì tricche trà”), al Festival Napoletano di New York con “Viene viene ammore” e “'A frangesa”, oltre a molti programmi televisivi e ai concorsi di Piedigrotta. Al cinema è ricordata nei film “È permesso maresciallo” e “Te sto aspettanno”. Protagonista a teatro di molte Riviste, in particolare quelle firmate da Armando Curcio “Carosello napoletano” e “Tarantella napoletana”. Il suo nome è legato molto al Festival della Canzone Napoletana con ben 12 partecipazioni. Tra i grandi successi vanno ricordati “Canzona appassiunata”, “Che t'aggia dì”, “Core bersagliere”, “L'addio”, “Mandulinata a Napule”, “'A cartella 'e rendita”, “Passione”, “Tammurriata d'autunno”, “'Nu poco 'e sentimento”, “Tarantella internazionale”, “Totonno 'o piscatore”, “'A bonanema e l'ammore”, “'A cartulina 'e Napule”, “Munasterio 'e Santa Chiara” e “'O cunto 'e Mariarosa” e “Nanninella allessaiola”, canzone di Alberto Sciotti con la quale la Paris si aggiudicò il 1º Festival del Pulcinella d'Oro. Per motivi familiari abbandonò le scene nel 1970. Era ricoverata da tempo all’ospedale Cardarelli. I funerali si terranno il 4 maggio 2018, alle ore 15 nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta.

Morto Tony Cucchiara

Scompare uno dei protagonisti del mondo dello spettacolo. All'eta' di quasi 81 anni, e' morto a Roma Tony Cucchiara, artista eclettico che ha innovato il genere del musical, cantante, autore di programmi televisivi con Michele Guardi', uomo di teatro. Nato ad Agrigento, Cucchiara ha cominciato presto a lavorare per la Rai, ha partecipato al Cantagiro del 1962 e a un festival di Sanremo nel 1972, con la moglie Nelly Fioramonti ha costituito un duo folk. Ha firmato numerose commedie musicali tra cui "Storie di periferia", "Tragicomica con musiche", "La baronessa di Carini", "Swing", "Il conte di Montecristo" e "Pipino il breve" di cui era protagonista Tuccio Musumeci nel ruolo del re di Francia, prodotto dal teatro Stabile di Catania e rappresentato anche all'estero. Da 15 anni era uno degli autori di "In famiglia", la trasmissione Rai del regista Michele Guardi' con il quale aveva costituito insieme a un altro agrigentino, il maestro Pippo Flora, un lungo sodalizio artistico e di amicizia.

Primo Maggio alla Masseria Antonio Esposito Ferraioli

And she shows you where to look among the garbage and the flowers” recita un passo della “Suzanne” di Leonard Cohen; e lì, dove la longa manus della criminalità organizzata aveva trasformato il “verde” in “nero”, la volontà e la forza di voler ricostruire e ricominciare a saper distinguere i “fiori” dai “rifiuti” ha fatto nascere una realtà che lega nuovamente la vita alla terra, restituendo al nostro territorio e alla nostra gente il senso di speranza.

E così è per la Masseria Antonio Esposito Ferraioli, il bene confiscato più grande dell’area metropolitana di Napoli che si estende su una superficie di circa dodici ettari, pari a 120mila metri quadri e che, dal  1 marzo 2017, è stato assegnato a una rete di cooperative, associazioni e organizzazioni.

La Masseria, che porta il nome di Antonio Esposito Ferraioli, cuoco, scout e sindacalista della CGIL, vittima innocente della camorra, il Primo Maggio aprirà le sue porte al territorio, offrendo un’intera giornata di artisti di strada e musica, che culmineranno nel concerto di Jovine. L’artista partenopeo si esibirà al calar del sole con il suo spettacolo “on the riddim”.

Prima di lui, sul palco si alterneranno numerose band, come i Godò, i Castellano and People, il cantautore Nicolò Annibale, Pedar, Pharmacia di turno, Maria Teresa Manco, RMD 2018, Giuseppe Ciullo ... e tanti altri. 

Ci sarà anche spazio per la musica popolare, per le sonorità etniche e per la performance dei saltimbanchi, in un abbattimento di generi e di arti nel più ampio spirito di fusione tra la creatività umana e la forza generatrice della natura.

I cancelli della Masseria apriranno alle 12, e già da ora di pranzo sarà possibile organizzare picnic e braciate nei trentamila metri quadri di pescheto della Masseria.

La musica prenderà il via dalle 16 e accompagnerà il Primo Maggio della Masseria fino al tramonto. L’ingresso sarà libero per favorire la maggior partecipazione di tutti.

Un Primo Maggio all’insegna della musica, del buon cibo e del divertimento, ma anche dell’impegno”, si legge in rassegna stampa, nella quale gli organizzatori evidenziano “quanto sia importante far rivivere i beni confiscati alle mafie, restituendoli al territorio anche con manifestazioni come questa, capaci di portare migliaia di persone in luoghi che un tempo erano inaccessibili, e oggi invece appartengono all’intera comunità”.

Marco Sica

Alessandra para il futuro tra piscine e passerelle

Sport e moda. Una volta gli atleti indossavano capi pesanti. Oggi sono fasciati da body aderenti, spesso senza distinzione di sesso. Le pallanuotiste accoppiano la prepotenza fisica tipica di uno sport anomalo: mezzo corpo fori dall’acqua, metà sott’acqua, e l’armonicità del nuoto con la forza del carico spalla-braccio per il tiro. O per la parata. Come nel caso di Alessandra Ventriglia, che si divide tra il cloro delle piscine e le luci delle sfilate o, per ora, di piccole particine in produzioni video. “ La mia carriera pallanuotistica come portiere è iniziata a 12 anni fino ad allora avevo fatto solo nuoto al Volturno piscina di Santa Maria Capua Vetere. A 14 anni appena  venni convocata in massima serie, cioè la serie A1, a 21 anni me ne andai dal Volturno perché retrocedemmo ma io volevo giocare ancora in serie A1. Da qui un peregrinsre lontano da casa: una stagione all NGM Firenze e tre anni al  Waterpolo Despar Messina dove ho vinto la medaglia di bronzo nel campionato,  ho disputato tre coppe LEN (europee) e 4 Coppa Italia, con piazzamenti d’argento e di bronzo”. Nel frattempo, i capelli biondi e il fisico modellato dall’acqua e dal sacrificio, ma anche dono della natura, le ha aperto le porte della moda. “La mia vita da modella, se così posso definirmi anche se l’attività agonistica mi ha sottratto molto tempo, si è sviluppata tra shooting, sfilate ed eventi. Ho anchje partecipato a Miss Italia Sport, laddove mi sono classificata tra le prime 10, ho partecipato anche al concorso Miss Europa dove mi sono classificata al terzo posto. Ho partecipato a Take me out e qualche comparsa in film. Ora però devo concentrarmi sul futuro in questo segmento anche se partecipando a trasmssioni sportive ho visto come anche la tv mi attira. Vediamo, diciamo che siamo alla svolta. Con modestia, e impegno, e anche prendendo partacce se necessario”, dice con aria cucciola. Alessandra ama mangiare anche se riesce a distribuire nel suo metro e ottanta e con l’attività sportiva evita “rotolini” anzi è decisamente una bella ragazza e lavorando di più tra moda e tv, serate e shooting, pottrà perfezionare un altro suo hobby: “fare tantissimo shopping, lo sdo è un vizio abbastanza costoso ma devo farcela”, dice sorridendo.  

 

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