Lunedì 18 Giugno 2018 - 5:56

Cinema in lutto, addio a Gabriele Ferzetti

ROMA. Si è spento Gabriele Ferzetti, uno degli ultimi gentleman della scena contemporanea. Gli esordi della sua lunga carriera a teatro con Pirandello e Williams. Classe 1925, è al cinema che Ferzetti deve la sua popolarità. Scoperto, amato da registi del calibro di Mario Soldati ('La provinciale' con Gina Lollobrigida), Michelangelo Antonioni ('Le amiche', 'L'avventura'), Nanni Loy e Florestano Vancini ('La lunga notte del '43').

Film impegnati, militanti per il grande attore italiano diretto da Elio Petri ('A ciascuno il suo'), Mauro Bolognini ('Un bellissimo novembre'), Luigi Zampa ('Bisturi la mafia bianca'), Liliana Cavani ('Il portiere di notte'), partecipazioni importanti accanto a Sergio Leone ('C'era una volta il West') e Salvatore Samperi ('Grazie zia')

Tra le sue ultime interpretazioni si ricordano 'Grog' (1982) di Francesco Laudadio, 'Porzûs' (1997) di Renzo Martinelli, 'L'avvocato de Gregorio' (2003) di Pasquale Squitieri, 'Perduto Amor' (2003) di Franco Battiato e 'Concorso di colpa' (2005) di Claudio Fragasso. Gabriele Ferzetti ha avuto una figlia, Anna, anche lei attrice (ha recitato nella serie televisiva 'Una mamma imperfetta'), ed è la compagna dell'attore Pierfrancesco Favino, con il quale ha avuto due figlie.

L'ultimo saluto a Luca De Filippo

ROMA. Un teatro Argentina gremito per la cerimonia laica di commiato per Luca De Filippo, scomparso venerdì a 67 anni. Tanti i personaggi famosi giunti per rendere omaggio al grande artista, degno erede di una delle più grandi famiglie teatrali del mondo. Anche l'ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano, con la moglie Clio, è giunto al teatro per salutare Luca De Filippo, così come il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Ma si sono visti anche lo “zoccolo duro” degli artisti napoletani: da Salemme a Laurito, da Casagrande a Raffaele La Capria, da Lina Wertmuller a Luciano De Crescenzo, Carlo Giuffrè e Renzo Arbore.

Anche lo stadio San Paolo ricorda e rende omaggio a Luca De Filippo: il Napoli scende in campo con il lutto al braccio e prima della partita contro l'Inter sarà osservato un minuto di silenzio.

Il maestro Riccardo Muti omaggia Luca De Filippo con un minuto di silenzio

NAPOLI. Un minuto di silenzio per ricordare la scomparsa di Luca De Filippo, unitamente ai morti delle stragi terroristiche di Parigi. È quel che ha voluto il maestro Riccardo Muti (nella foto) per omaggiare l'attore e regista scomparso ieri a 67 anni. Una lezione di quelle cui da tempo il maestro ha abituato i suoi aficionados, ricca di battute e di humor napoletano ma anche carica di un’esperienza unica. È quella di Riccardo Muti al Conservatorio di San Pietro a Majella, per presentare agli studenti il programma 2016 dell’“Italian Opera Academy”, la sua accademia di Ravenna fondata con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni di musicisti quanto appreso dai suoi maestri. A fine evento, il maestro Riccardo Muti ha dichiarato: «Non ho mai conosciuto personalmente Luca De Filippo. Una sera ebbi il piacere di cenare con suo padre Eduardo al quale chiesi un autografo. Mi fece recapitare una sua fotografia con la dedica: “A Riccardo Muti: le parole non servono”».

Addio Luca De Filippo, aveva 67 anni
Lunedì lutto cittadino a Napoli

ROMA. Napoli piange Luca De Filippo, scomparso oggi all'età di 67 anni dopo una breve e grave malattia, ma è tutto il teatro italiano a piangere per la morte di un grande attore, regista, figlio d'arte dell'indimenticabile Eduardo.

De Filippo, che nelle settimane scorse era stato ricoverato in ospedale ed aveva interrotto la tournée della commedia del padre 'Non ti pago', si è spento nella sua casa romana. Era nato a Roma nel 1948. A soli otto anni è Peppeniello in 'Miseria e nobiltà' di Eduardo Scarpetta, diretto dal padre Eduardo. A vent’anni il debutto ufficiale in 'Il figlio di Pulcinella' di Eduardo per la regia di Gennaro Magliulo e l'iniizo della sua totale dedizione all'attività teatrale che lo vede impegnato a tempo pieno, sotto la regia del padre, in tantissime piece: da 'Filumena Marturano' a 'Il berretto a sonagli' di Pirandello, passando per 'La donna è mobile' di Vincenzo Scarpetta. La lista è molto lunga.

Tante anche le apparizioni cinematografiche e televisive. Luca De Filippo è tra gli interpreti di 'I giovani tigri' (1967), 'Il negozio di piazza Navona', (1969), 'Petrosenella', 'Le scene di Napoli' (1982), 'Naso di cane' (1985), 'Il ricatto', 'Sabato, domenica e lunedì' (1990), 'Uscita di emergenza' (1992), 'Come te nessuno mai' (1999).

Nel 1981 Luca De Filippo fonda poi una sua compagnia teatrale con cui mette in scena molte commedie del padre Eduardo e degli Scarpetta. Nell’estate del 2000 cura, inoltre, la regia di 'La scala di seta' di Gioacchino Rossini presentato al Rossini Opera Festival di Pesaro.

Ma Luca De Filippo è attento anche alla contemporaneità: nel 1990 è interprete di 'La casa al mare' di Vincenzo Cerami, di cui cura anche la regia. E' solo l'inizio. Dopo arriveranno 'Tuttosà e Che bestia' (regia di Benno Besson), 'L'esibizionista' (testo e regia di Lina Wertmuller), 'L'amante' di Harold Pinter (con Anna Galiena, regia di Andrée Ruth Shammah), 'Il Suicida' (libero adattamento di Michele Serra da Nicolaj Erdman, regia di Armando Pugliese), 'Aspettando Godot' di Samuel Beckett e 'Resisté' di Indro Montanelli (di entrambe cura la regia).

Dal 2003 al 2010 Francesco Rosi lo dirige in una trilogia eduardiana del primo dopoguerra: 'Napoli Milionaria!', 'Le Voci di Dentro' e 'Filumena Marturano' con Lina Sastri nel ruolo della protagonista. A Natale del 2009 mette in scena 'Padre Cicogna' con il Maestro Nicola Piovani. Un poema in musica dedicato ad Eduardo per ricordare i venticinque anni dalla sua scomparsa.

Dall’ottobre 2010, ritorna alla regia con lo spettacolo 'Le Bugie con Le Gambe Lunghe' di Eduardo De Filippo interpretando il ruolo del protagonista. Fanno parte della messa in scena anche Carolina Rosi e Nicola Di Pinto. La commedia verrà rappresentata in tutta Italia per le stagioni 2010-11 e 2011-12. A novembre 2010 viene insignito del Premio De Sica come migliore attore teatrale. Nel 2015 partecipa al film 'La stoffa dei sogni' di Gianfranco Cabiddu.

Con Carolina Rosi, figlia del grande regista Francesco, inizia una proficua collaborazione lavorativa che nel 2013 si traduce anche nel matrimonio. Nel 2003 è anche protagonista per la prima volta di una regia di Francesco Rosi, col supporto del quale affronterà alcuni dei grandi testi calssici di suo padre, ottenendo grandi successi personali a partire da “Napoli Milionaria!" sino a “Le voci di dentro" e “Filumena Marturano" accanto a Lina Sastri. Nel 2010 Luca torna alla regia con ''Le bugie con le gambe lunghe'', di cui è anche interprete. A dicembre del 2013, riprendendo a recitare dopo una grave malattia di cuore, mette in scena “Sogno di una notte di mezza sbornia" Quest'anno aveva debuttato con ''Non ti pago'', le cui recite si sono interrotte pochi giorni fa.

Il sindaco di Napoli de Magistris ha proclamato, per il giorni dei funerali, il lutto cittadino: «Muore un grandissimo maestro del teatro contemporaneo, eccezionale interprete della più illustre tradizione teatrale napoletana. Di Luca in questi anni ero diventato anche amico; la mia stima nei suoi confronti era talmente alta che assieme a Nino Daniele avevamo deciso di nominarlo direttore della prima scuola del teatro della drammaturgia in lingua napoletana, dopo che avevamo ottenuto il prestigioso risultato di far diventare il Teatro stabile di Napoli Mercadante e San Ferdinando, Teatro nazionale».

«Esprimo grande dolore per la scomparsa di Luca De Filippo. Perdiamo uno degli esponenti più significativi del mondo della cultura di Napoli e del nostro Paese». Così Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania. «Ricordo con grande emozione l'incontro di pochi giorni fa in Regione - aggiunge - nel quale avevamo discusso su come riprendere e rilanciare la legge voluta da Eduardo per i ragazzi di Nisida e su come fosse possibile e necessario allargare le iniziative per i giovani anche ai quartieri a rischio di Napoli. In queste ore di profonda commozione, confermiamo gli impegni presi con Luca De Filippo».

«Luca era consapevole e fiero di essere l'erede di terza generazione di una famiglia che ha fatto la storia del teatro italiano e, nella figura di Eduardo, del teatro mondiale». Lo scrive in una nota la famiglia. Lo assistevano la moglie, Carolina Rosi, i figli Matteo, Tommaso e Luisa. «Questa inattesa scomparsa - aggiungono - getta tutti nello sgomento e priva il teatro italiano di uno dei suoi più sensibili interpreti e di un custode appassionato e creativo di quella tradizione drammaturgica e attoriale che da Napoli ha saputo conquistare i più vasti successi in Italia e nel mondo. Convinto del valore sociale del teatro, uomo generoso, Luca è stato sopratutto attento agli aspetti umani, nel lavoro con la sua compagnia, creando intorno a sè una comunione di intenti artistici speciali ed importanti».

«Si potrà salutare Luca al Teatro Argentina di Roma (largo di Torre Argentina, 52) lunedì 30 novembre dalle 14 alle 18; alle 16.30 verrà ricordato dai suoi amici. Niente fiori, ma solidarietà alla Fondazione Onlus "Il meglio di te"- IBAN: IT29T0329601601000064225509 causale: "Donazione, progetto prescelto: progetto Nisida"».

“I bastardi di Pizzofalcone", la nuova serie tv della Rai

NAPOLI. Inizieranno il 26 novembre le riprese di ''I bastardi di Pizzofalcone'', la nuova serie Rai tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni (Bastardi di Pizzofalcone, Buio e Gelo), ambientati nella Napoli contemporanea. La fiction, diretta da Carlo Carlei, vede come protagonista Alessandro Gassmann, nei panni dell'Ispettore Loiacono, insieme a Tosca D'Aquino, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato e Simona Tabasco. La serie, prodotta da Rai Fiction con la Clemart - produttori esecutivi Massimo Martino e Gabriella Buontempo - è stata scritta dallo stesso Maurizio De Giovanni con gli sceneggiatori Silvia Napolitano e Francesca Panzarella, che ne firmano anche il soggetto, e racconta le vicende del Commissariato di Pizzofalcone, una struttura piccola ma storica che presidia un'area molto mista: quattrocento metri lineari in cui, tra enormi difficoltà, coesistono e convivono quattro città diverse, in perenne conflitto tra loro. ''I bastardi di Pizzofalcone'', avrà come unica location la città di Napoli, dove le riprese si svolgeranno per venti settimane. La messa in onda è prevista in prima serata su Rai1 nell'autunno 2016.

Addio Moira Orfei, va via ad 84 anni la regina del circo italiano

BRESCIA. È morta questa mattina a Brescia, Moira Orfei (nella foto), la regina del circo italiano, che avrebbe compiuto 84 anni a dicembre. Ne dà notizia la famiglia in un comunicato. “Moira Orfei - si legge - ci lascia in serenità e circondata dall'amore dei familiari, in questa mattina di novembre nella sua bellissima e celebre casa mobile. Il Circo Orfei che Moira, insieme al marito Walter Nones ha guidato facendo divertire intere generazioni, per volontà dello stesso, dei figli e dei nipoti andrà avanti - prosegue la nota - per continuare la tradizione in onore della più grande icona circense. Grazie a questa scelta oggi a Brescia, si terranno gli ultimi spettacoli della data lombarda in attesa che il Circo arrivi la prossima settimana a Milano”.

Moda, debutto per i gioielli Athanor

Sono stati presentati oggi a Napoli i primi gioielli realizzati dalla neo-nata "Athanor creazioni" di Beatrice Cecaro e Gabriella d'Amato.

Nella dottrina alchemica ‘Athanor ’ (dal greco Α-Θάνατος, senza morte) è il forno degli alchimisti, fuoco segreto dello spirito, in grado di bruciare in eterno. Fornace misteriosa nella quale la mente, il fisico e l’anima si purificano e l’uomo è in grado di scegliere la strada giusta per arrivare alla Verità.

Nate dopo attento studio le creazioni Athanor realizzate a mano da artigiani napoletani e custodite in particolari scatole a forma di piramide ( scala che porta a Dio, secondo le credenze antiche), raccontano attraverso monili e oggetti, il cammino dell’illuminazione. Un percorso secolare protetto da antiche conoscenze da augurare prima di tutto a se stessi e poi a chiunque altro senta il bisogno di ri - conoscersi. I gioielli Athanor, raccontano il percorso misterioso della conoscenza attraverso simboli alchemici fedelmente riprodotti in ciondoli, anelli e orecchini.

Tra i vari modelli grande successo per la linea labirinto (nella foto), liberamente ispirato al messaggio spirituale lasciato dal grande alchimista napoletano Raimondo di Sangro all’interno della sua Cappella Sansevero. Questa particolare linea simboleggia la difficoltà e l’importanza del percorso della consapevolezza . Le croci gammate e i quadrati concentrici alludono al tetragono degli elementi, ovvero alle quattro forze della natura, terra , fuoco, aria, acqua, indispensabili per la sopravvivenza della vita.

 

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