Mercoledì 18 Ottobre 2017 - 0:08

Sanremo, tutti d'accordo: è Giovanni Caccamo il migliore dei "giovani"

SANREMO. Non è facile mettere d’accordo tutti. Critica (suo sia il "Mia Martini che il "Lucio Dalla") e pubblico hanno scelto Giovanni Caccamo come vincitore nella categoria “Nuove Proposte”. Il trionfo del suo “Ritornerò da te” si spiega con un gran lavoro alle spalle. Cura maniacale del testo, grande studio sulla sonorità ed un padrino d’eccezione…

Hai un bellissimo rapporto con Battiato…

Sì, è il mio mentore silente. Un artista che con il suo silenzio sta accompagnando il mio percorso. Nel mio album “Qui per te”, duetto con lui in “Satelliti nell’aria”, un brano che ho scritto per il decennale della scomparsa di mio padre. Sono orgoglioso che abbia scelto questa traccia, è per me una figura paterna musicale, come Caterina Caselli è per me una figura materna.

Quali sono le tue influenze musicali? Cosa troveremo nell’album?

Al Festival ho portato un brano di Placido Salamone concepito per orchestra ma che mantiene gli ingredienti che vengono sviluppati all’interno dell’album. Il progetto discografico, prodotto da Daniele Lupi, ha una duplice veste: una elettronica, in stile Kraftwerk e Daft Punk; ed un'altra molto acustica. Come riferimenti musicali attingo da Bon Iver, Coldplay e Sigur Ross. Per i testi pesco dall’eredità musicale italiana come Fossati, De Andrè, Battiato ma anche Jovanotti.

Ora che hai vinto, cambierà qualcosa?

Sarò sincero, la mia soddisfazione più grande è essere stato qui. Accosto la parola Sanremo alla parola nascita. Sono 4 anni che lavoro a questo disco che è la mia soddisfazione più grande. Il mio focus è far arrivare quello che scrivo con autenticità. Come viene, così ce la prendiamo.

Ed ora cosa ti aspetta?

Partirà subito un tour di presentazione alla Feltrinelli ed uno nei salotti. Più in là gireremo nei teatri e desiderio mantenere lo stesso format dei salotti, ovvero avere la possibilità di avere uno scambio con il pubblico, parlando con loro con la platea illuminata.

San Valentino tra cultura e spettacoli

NAPOLI. Nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, domani - sabato 14 febbraio – Giornata di San Valentino - nell’ambito delle iniziative dell’Ottocento napoletano per l’Expo2015, nelle sale ospitanti la mostra “Il Bello o Il Vero - La scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento si festeggiano gli innamorati con l’apertura straordinaria fino alle 22 e un omaggio per le coppie.
L’INIZIATIVA. Per l’occasione sarà data la possibilità di ammirare le sculture dell’Ottocento e Novecento napoletano ad un prezzo ridotto. Come fare? Presentandosi in coppia alla mostra per farsi scattare, gratuitamente, una foto davanti ad una statua dallo staff presente e autorizzandone la pubblicazione sulla pagina facebook Il Bello o il Vero, sarà offerto un biglietto di ingresso omaggio ed un segnalibro da scegliere tra quelli presenti al bookshop.
LO SPETTACOLO. A partire dalle 19, l'Associazione Culturale NarteA alza il sipario per la prima assoluta con “‘O ssaje comme fa ‘o core”, un inedito itinerario musicale teatralizzato in scena nella cornice del Complesso di San Domenico Maggiore e della mostra “Il Bello o il Vero”. L’evento, frutto della collaborazione tra Databenc-Art e NarteA, rientra nell'ambito della manifestazione “Notte degli Innamorati” voluta dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo di Napoli. La quota di partecipazione è di €15 a persona, con “special price” di €20 a coppia (Per partecipare alla serata, è obbligatorio prenotare ai numeri  +39 339.7020849 e  334.6227785).
LA MOSTRA. La mostra, inaugurata nel mese di ottobre, curata dalla prof. Isabella Valente, progettata da DATABENC - Distretto ad Alta tecnologia, promossa dal Comune di Napoli, dall'Università degli Studi di Napoli "Federico II", rimarrà aperta fino al 31 maggio. Nuove mostre nella mostra, caffe letterario, appuntamenti culturali, sociali, musicali e gastronomici, soprattutto legati all’Expo 2015, restauri live, convegni nazionali ed internazionali saranno programmati per presentarsi alla città e più in generale alla nazione con l’ambizione di creare sempre più a San Domenico Maggiore un polo universale della cultura.

Sanremo, il brano de Il Volo “griffato” Napoli

SANREMO.Il successo non arriva mai per caso. Dietro l’exploit sanremese di Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, alias Il Volo, c’è il marchio di Napoli. A firmare il pezzo in gara, “Grande amore”, sono Francesco Boccia e Tommy Esposito (nella foto). Il primo vi partecipò come cantante al festival nel 2001, in coppia con Giada Caliendo, interpretando il brano “Turuturu”. Fu terzo posto nella categoria “Giovani”. Mentre Esposito, oltre a produrre Boccia, è noto al grande pubblico per essere il batterista de Il Giardino dei Semplici, band di successo che quest’anno festeggia i 40 anni di carriera.

 Tommy quando avete scritto il brano?

«Addirittura nel 2003, ma l’avevamo tenuta nel cassetto. Era un brano che ci piaceva tanto e meritava di essere interpretata da un artista importante. Era destinato che andasse a finire su un palco di livello».

Poi sono arrivati i tre tenori...

«Grazie all’editore Pasquale Mammaro siamo arrivati a Il Volo. In questi mesi abbiamo lavorato tramite mp3 e mail per applicare alcune correzioni al brano. E solo prima della loro performance sul palco li abbiamo conosciuti dal vivo. Sono ragazzi d’oro, “semplici”».

Vi è piaciuto come l’hanno interpretata?

«Ci hanno fatto rivivere la stessa emozione di quando l’avevamo scritta. L’abbiamo ascoltata in albergo, ed al termine dell’esibizione chi era intorno a noi si è commosso. Da applausi, da brividi. La canzone è arrivata nei cuori di tutti».

Una bella soddisfazione...

«Ci sentiamo su un aereo e continuiamo a volare sempre più in alto. È il premio per aver fatto le cose per bene, rimanendo sempre con i piedi per terra».

Cicchella, da Casoria all’Ariston

SANREMO. Esattamente 10 anni dopo la sua prima performance all’Ariston, è tornato al Festival di Sanremo uno dei crooner più amati: Michael Bublè. Non proprio quello originale, ma la sua versione “made in Italy”, o per essere più precisi quella “Made in Sud”. Francesco Cicchella ha sbalordito entrando in scena imitando il cantante canadese intonando “Moondance”, performance a cui il ragazzo è abituato nella trasmissione comica di Raidue.

L’EMOZIONE. L’annuncio altisonante di Carlo Conti e la super macchina organizzativa gli hanno fatto, ovviamente, tremare un po’ le gambe. «L’emozione dietro le quinte era fortissima, così come i primi istati sul palco. Mi ha aiutato tanto l’accoglienza positiva del pubblico. Seppur abituato alle dirette televisive stavolta ero consapevole di calcare la scena più prestigiosa d’Italia».

IL TALENTO. Non ci si arriva dall’oggi al domani ad imitare una delle voci più belle del mondo. Francesco ha alle sue spalle tanto studio. «Ho iniziato da bambino a suonare il pianoforte alla “Roland Music School” di Casoria, poi canto. Attualmente sono nella classe di canto jazz al Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella”». Le sue esilaranti imitazioni in tandem con il suo “traduttore” Vincenzo De Honestis (insieme formano i “Doppia Coppia”) spopolano sul web. Vittime illustri Kekko dei Modà ed i neomelodici.

IL FUTURO. Ma con quella voce Cicchella di certo potrebbe imporsi anche sul mercato discografico. «Non ho nessun progetto in piedi, nulla di concreto. Allo stesso tempo però non lo escludo, anzi è tra le cose che vorrei fare». 

Ascolti record al Festival: "Tutti guardano Sanremo"

SANREMO. È un Festival che piace. Lo dimostra il fatto che Carlo Conti riesce a calamitare un italiano su due a restare sintonizzati su Raiuno. Una bella vittoria per la rete tant'è che il direttore Leone è "costretto" a cambiare il clailm "Tutti cantano Sanremo" in "Tutti guardano Sanremo". I dati parlano chiaro: 10 milioni 586 mila i telespettatori, con uno share del 49.50 per cento.

BENE LO "START". Confortevole anche il dato della nuova striscia “Sanremo Start”, la vetrina dedicata ai giovani, in onda dalle 20.44 alle 21.16, che ha avuto 9 milioni 703 mila spettatori con il 32.70 per cento di share. Ed è proprio con una giovane che "Robocop" Conti ha commesso il suo unico errore fino ad ora, annunciando la vittoria di Amara alzando il braccio di quest'ultima ma gridando il nome della 19enne napoletana, Rakele. Pronte le scuse al giovane talento da parte del conduttore, che ammete in conferenza di aver sbagliato e che con mestiere di essersela cavata in diretta.

FINALE "NUOVE PROPOSTE". Stasera si parte ancora una volta con i giovani, sempre con il sistema della sfida a due con tanto di estrazione degli accoppiamenti davanti agli occhi vigili di notaio e giornalisti: il favorito Caccamo dovrà vedersela con il cantautorato di Nigiotti, mentre i frizzanti Kutso saranno contro la "conturbante" Amara. Chi vince il duello se la vedrà per la vittoria finale. In sostanza chi trionferà avrà cantato ben tre volte, una bella occasione per mettersi in mostra.

QUARTA SERATA. Sarà poi il turno dei "big". Risentiremo tutti e 20 i cantanti in gara che verranno nuovamente votate stavolta un con sistema misto: del pubblico tramite televoto, di  una giuria di Esperti e di una giuria Demoscopica. La media con i risultati delle prime due serata decreterà la classifica: per gli ultimi 4 è prevista l'eliminazione, gli altri accedono alla finale di sabato.

GLI OSPITI. Grande attesa per l'arrivo di Giovanni Allevi, superospite della quarta serata, che eseguirà live al pianoforte, in anteprima tv assoluta, "Loving you", una delle 13 tracce del nuovo album "Love". Durante la trasmissione ci sarà spazio anche il produttore e dj francese The Avener, per presentare il suo album di debutto 'The Wanderings of The Avener', in Italia il 24 febbraio, che contiene il singolo 'Fade out lines', già platino nel nostro Paese, la simpaticissima Virginia Raffaele, il commissario tecnico della Nazionale Antonio Conte, che racconterà la playlist musicale della sua vita.

Cover, gag, gaffe e amarcord: questo è Sanremo

SANREMO. Tutti a osannare gli ascolti di Carlo Conti (41,6% di share), ma da nessuna parte abbiamo visto ricordare che lo scorso anno il festival di Fazio aveva contro la Champions e l’Europa League con le squadre italiane in campo, i veri confronti potranno essere fatti solo stasera e domani... 

I GIOVANI. Si comincia con la sfida diretta tra le altre quattro “Nuove proposte”. Giovanni Caccamo con “Ritornerò da te” ha confezionato un brano molto orecchiabile e radiofonico. Niente di originale, ricorda il Nek degli esordi. Serena Brancale porta l’elegante sensualità del jazz tra le Nuove proposte: “Galleggiare” ha una intensa carica che rapisce fin dal primo ascolto. Passa immeritatamente Caccamo. Amara, con “Credo” è una piacevolissima scoperta, una cantautrice con riferimenti musicali ben precisi, una voce sabbiosa, graffiante e potente. Rakele (Carla Parlato) da Napoli ha questo “Io non so cos’è l’amore”, dal ritornello ipnoticamente reiterato: tanta gavetta alle spalle, bellissima presenza ma soprattutto una voce liquida, trasparente e potente. Passa Amara, anche se Conti la chiama Rakele. 

COVER. Poi comincia “la gara” delle cover, che vedrà trionfare Nek con “Se Telefonando” sulle altre finaliste dei Dear Jack, de Il Volo, di Marco Masini e di Moreno.

SI RIDE. Luca e Paolo tornano a Sanremo per l’ennesima volta e anche stavolta lasciano il segno: prendono in giro il proliferare di omaggi televisivi agli artisti defunti, qualche gag su Renzi e poi la divertente quotidianità di un matrimonio gay. 

IL VECCHIO E IL NUOVO. Gli Spandau Ballet, nella loro formazione originale tornano a Sanremo: sono passati almeno 30 anni, ma le loro canzoni fanno emozionare il pubblico che era adolescente negli anni 80. Al termine della serata i Saint Motel che festeggiano all’Ariston il “Disco di platino”.

QUARTA SERATA. Stasera mentre i “Campioni” verranno riascoltati e “ridotti” di quattro unità, Amara, Enrico Nigiotti, Giovanni Caccamo e i Kutso si sfideranno per determinare la canzone vincente tra le “Nuove proposte” (dal prossimo anno il direttore di Raiuno vorrebbe trasformare la selezione delle “Nuove proposte” in un format televisivo a partire da novembre). Il superospite della quarta serata è Giovanni Allevi, interverranno inoltre il produttore e dj francese The Avener, l’attrice imitatrice Virginia Raffaele e il ct della Nazionale Antonio Conte.  

Sanremo, il Santobono ringrazia Alessandro Siani

NAPOLI. Gli ospedali pediatrici Santobono-Pausilipon di Napoli e Giannina Gaslini di Genova ringraziano l'attore Alessandro Siani che, con la donazione del suo cachet sanremese, ha voluto dare continuità al sostegno che da tempo assicura alle istituzioni che si prendono cura della salute dell'infanzia. Lo ha sottolineato il Santobono, ricordando che «tale donazione era stata già concordata col comico circa 10 giorni fa; in quell'occasione si stabilì che il compenso della performance sul palco dell'Ariston avrebbe garantito l'acquisto di un'autoambulanza al Santobono-Pausilipon di Napoli e di un particolare macchinario all'ospedale Giannina Gaslini di Genova». «Già nello scorso novembre Alessandro Siani si era reso protagonista di una donazione in favore dell'ospedale pediatrico napoletano, organizzando una serata insieme a Sal Da Vinci, Maria Nazionale e i comici di Made in Sud, il cui ricavato era destinato ai progetti assistenziali del Santobono-Pausilipon di Napoli», si ricorda dal Santobono. La donazione congiunta agli ospedali pediatrici di Napoli e Genova, inoltre, va nel segno della collaborazione avviata da tempo tra il Santobono-Pausilipon ed il Gaslini.

Al “Diana” parte la rassegna “17&30 Classica”

NAPOLI. La stagione 2015 di concerti cameristici “17&30 Classica” del teatro Diana è giunta quest’anno alla sua diciannovesima edizione. L’impegno del teatro vomerese conferma l’offerta all’affezionato pubblico di una compagine di artisti di livello internazionale. Si inaugurerà domani - venerdì 13 febbraio - con un accattivante progetto curato da Stefano Valanzuolo, critico musicale e direttore generale ed artistico del “Ravello Festival”. La serata sarà caratterizzata dalla lettura di un testo dedicato a Mozart, scritto appositamente da Valanzuolo, che ne delineerà una parabola raffigurante la vita privata e familiare, oltre che artistica, comprendente anche gli aspetti psicologici ed emotivi del giovane Wolfi. Il tutto sarà scandito dalle esecuzioni di diversi capolavori cameristici da parte dei pianisti Maria Libera Cerchia e Antonello Cannavale (nella foto), e dei violinisti Alberto Maria Ruta e Rossella Bertucci, questa volta alla viola. Quattro amici che si incontrano idealmente nel salotto di casa Mozart.

I Dear Jack celebrano Endrigo: «Un’emozione indescrivibile»

SANREMO. Con le loro “schitarrate” hanno fatto vibrare il palco dell’Ariston nella prima serata. Appena un anno fa erano sconosciuti ai più, eppure quest’anno sono in gara tra i “big” del Festival presentando il loro secondo album, “Domani è un altro film (seconda parte)”. I Dear Jack hanno avuto la forza di mettere tutti d’accordo tra fan, addetti ai lavori, passaggi radio e sold out nei palazzetti.

«Questo è un giorno importantissimo per noi – spiega Lorenzo Cantarini (chitarra elettrica) – presentiamo il nostro nuovo disco. Contiene tutto ciò che abbiamo fatto in un anno. Abbiamo cercato di sperimentare tanto, abbiamo speso il nostro tempo per cercare qualcosa in cui ci possiamo riconoscere. Sono 17 tracce, brani dal sound completamente diverso. Siamo giovanissimi e vogliamo continuare questa ricerca».

Siete senz’altro i 5 “ragazzacci” nati da “Amici di Maria De Filippi”, sono i più “rock” in gara. «Abbiamo portato al Festival una ventata di freschezza – racconta Alessio Bernabei (voce) – qualcosa di lontano dai brani “sanremesi” melodici e dolci. Con le nostre chitarre distorte e suoni aggressivi siamo qui per far capire chi sono i Dear Jack. Siamo felici che “Sanremo” abbia apprezzato “Il mondo esplode tranne noi" una canzone abbastanza dura ma come noi è romantica e delicata all’interno. Basta leggere il titolo del primo brano del disco: “L’amore è il mio destino” ».

Stasera saranno impegnati nel coverizzare Sergio Endrigo. «Abbiamo scelto “Io che amo solo te”. Endrigo è un pezzo  fondamentale della storia della canzone italiana – afferma Lorenzo -, e poi è un artista stravagante con una storia particolare, di classe e demodé allo stesso tempo, interessato a mondo dei bambini. Il brano è meraviglioso, del 62 ma se l’avessimo ascoltato oggi sarebbe attualissimo. Abbiamo osato e cercato di rischiare, proponendo arrangiamento rock  diverso rispetto all’inedito in gara, questo è alla “queen” con sinfonie che destabilizza la melodia del brano originale. Tuttavia, abbiamo mantenuto il rispetto del brano che adesso è anche un po’ nostro, siamo orgogliosi.

Il loro stile “brit” fa pensare ad una carriera all’estero e, perché no, oltreoceano. «Già essere qui è una emozione indescrivibile  - conclude Alessio  - dopo anni di studio e lavoro la musica è diventata la nostra vita e raggiungere questo palco è una delle realizzazioni più belle che si possono augurare ad un artista. Amiamo cantare in inglese e sarebbe meraviglioso esportarla all’estero. Magari veniamo scelti per l’Eurovision…».

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