Martedì 12 Dicembre 2017 - 1:42

"Aquaman", al via le riprese del nuovo film ispirato al fumetto DC

Sono iniziate le riprese principali del film di avventura della Warner Bros. Pictures, “Aquaman” con la regia di James Wan (i film di “The Conjuring”, “Fast & Furious 7”). Jason Momoa è protagonista nel ruolo che dà il titolo al film, dopo averlo interpretato nel film che uscirà il prossimo autunno, “Justice League”. Un’icona per oltre 75 anni, Aquaman è famoso tra i fan della DC Comics come Governatore di Atlantide, ma impegnato a proteggere l’intero globo, sia sulla terra che nel mare. L’uscita in sala è prevista per il 2019 e il film è tratto dai personaggi della DC.

IL CAST ARTISTICO. Del film fanno parte anche Amber Heard (“Justice League”, “Magic Mike XXL”) nel ruolo di Mera; il candidato all’Oscar Willem Dafoe (“Platoon”, “Spider-Man 2”) è Vulko; Temuera Morrison (“Star Wars: Episode II – L’attacco dei cloni”, “Lanterna Verde”) è Tom Curry; Dolph Lundgren (i film di “I Mercenari”) è Nereus; Yahya Abdul-Mateen II (l’imminente “Baywatch”, “The Get Down” per Netflix) è Black Manta; con Patrick Wilson (i film di “The Conjuring”, “Watchmen”) nel ruolo di Orm/Ocean Master; e la vincitrice del premio Oscar Nicole Kidman (“The Hours”, “Lion – La strada verso casa”) in quello di Atlanna.

IL CAST TECNICO. Il film è prodotto da Peter Safran, con Zack Snyder, Deborah Snyder, Rob Cowan, Jon Berg e Geoff Johns come produttori esecutivi. Il team creativo di Wan include i suoi collaboratori di lunga data, come il direttore della fotografia candidato all’Oscar Don Burgess (“The Conjuring – Il caso Enfield”, “Forrest Gump”), il montatore di cinque dei suoi film Kirk M. Morri (la serie di “The Conjuring”, “Fast & Furious 7,” i film di “Insidious”) e lo scenografo Bill Brzeski (“Fast & Furious 7”). Assieme a loro la costumista Kym Barrett (la trilogia di “The Matrix”; “The Amazing Spider-Man”), il supervisore effetti visivi premio Oscar Charles Gibson (“Pirati dei caraibi: La maledizione del forziere fantasma” “The Hunger Games: Il canto della rivolta Parte 1 & 2”) e il supervisore effetti visivi Kelvin McIlwain (la saga di “The Fast and the Furious”).

LE RIPRESE. Luogo ideale per il re del mare, le riprese verranno effettuate principalmente nelle meravigliose location della Gold Coast del Queensland, Australia, mentre molte altre scene verranno girate negli Studios della Village Roadshow. La produzione utilizzerà gli ampi spazi all’aperto a disposizione oltre a tutti e nove i teatri di posa, tra cui il nuovissimo, Teatro 9, il più grande del suo genere nell’Emisfero Meridionale. Le riprese verranno anche effettuate nel Newfoundland, in Sicilia e in Tunisia.

Falcone "sfida" Zalone con "E se mi comprassi una sedia?"

Parte da Napoli la sfida a “Quo Vado?” di Checco Zalone. Con coraggio, irriverenza e un pizzico di provocazione, il film “E se mi comprassi una sedia?” vuole competere con il fenomeno campione d’incassi, raccontando un pezzo d’Italia, quella della produzione cinematografica, i suoi bisogni ed i suoi sogni. Scritta, diretta e interpretata da Pasquale Falcone (“Amore con la S Maiuscola”, “Lista civica di provocazione”, “Io non ci casco”), la pellicola è impreziosita da tre citazioni, tratte dai film “Cosi parlò bellavista”, “Miserie e Nobiltà” e da uno sketch di Massimo Troisi.

“E se mi comprassi una sedia?” annovera un nutrito cast composto da Gianni Ferreri, Tano Mongelli, Fabio Massa, Elena Baldi, e può contare sulla partecipazione straordinaria di Benedetto Casillo e Sergio Solli di nuovo insieme dopo 32 anni in un film, e quella amichevole di Nicola Acunzo, Salvatore Cantalupo, Rosaria De Cicco, Ernesto Lama e Pietro De Silva. Musiche originali dirette e orchestrate da Sandro Di Stefano, che danno ritmo alla pellicola grazie anche agli inediti “Samanta, ma con l’h” e “Checco pensaci tu”.

Non si può lanciare una sfida a Zalone senza chiamarlo in causa. Ed è così che la sfida si tramuta in omaggio perché lo stesso Checco Zalone comparirà in maniera “indiretta”, in una video intervista rilasciata alla trasmissione “Niente di Personale” condotta da Antonello Piroso su La7. Prodotto e distribuito da Nicola D’Auria per Pragma, il film sarà nei cinema dall’11 maggio.

«Una commedia brillante anche un po’ favola - spiega il regista - un progetto, provocatorio e ambizioso figlio di una piccola produzione cinematografica. Un film libero di giocare con gli ingredienti del genere commedia, ma anche più vivo e meno scritto, più attento allo stile che alle tematiche, ai volti che ai tramonti.  Libero, e alla ricerca di nuove sperimentazioni, incurante delle convenzioni che separano il documentario dalla finzione, l’approccio realistico da quello concettuale, l’osservazione dall’interpretazione».

SINOSSI BREVE. Due produttori cinematografici, i fratelli Tavani, titolari di una piccola società di produzione cinematografica “Tavani Brass”, visto il successo ottenuto dai film di Checco Zalone, propongono a uno sconosciuto cantante partenopeo “Chicco Resina” di realizzare un film per intercettare in qualche modo la scia del successo del film campione d'incassi in Italia. Parte da Napoli la sfida al film campione d'incassi. Riusciranno nell'impresa?

Erin K fa tappa al MMB di Napoli

Ancora un appuntamento dal respiro internazionale al MMB di Napoli (Vico I Quercia, 3). Il locale partenopeo ospiterà domani sul suo palco la cantante figlia del movimento anti-folk Erin K (vero nome Erin Kleh), che presenterà il suo lavoro discografico "Little Torch" accompagnata da una band di sole donne: le Ginger Bender composte da Jeanne Hadley (basso, cori e ukulele), Alessandra Di Toma (chitarra elettrica e cori) e Giulia Formica degli Julie Ant (batteria). Fedele alle sue origini artistiche, la bella cantate è riuscita a coniugare l’aggressività concettuale della scena punk con i suoni “acustici” della tradizione folk. Erin K si offre al pubblico con il singolo di debutto “Coins ” (incluso nel presente disco), che trova i favori della BBC e di parte della stampa specializzata, acchito che fa da preludio al suo primo “vero” disco “Little Torch”, dieci tracce per un lavoro (musicalmente) di delicato cantautorato femminile contenutistico, nel quale è presente anche un poco d’Italia, data la produzione artistica di Andrea Appino degli Zen Circus e la partecipazione di Roy Paci, Enrico Gabrielli, Simone Padovani (già batterista con Bobo Rondelli) e parte degli Zen Circus stessi. L’uscita di “Little Torch” è stata anticipata da tre video di altrettanti “singoli” tra i quali spicca il particolare “Assholio” e il suo maialino-unicorno (in copertina del CD) dove, nero su grigio, si animano in disegno esseri antropomorfi, all’occorrenza dalla testa di animale e dal corpo umano (e viceversa), o ibridi simili a una manticora tutta animale, in una rilettura a tratti Orwelliana dei ruoli sociali. Oltre il “video” di particolare impatto sonoro i restanti due singoli, l’incalzante “No Control” con le sue “orchestrazioni” in arrangiamento e la gentile “Pay to Pay”, brani che lasciano presagire, in uno con l’elegante e bella “figura” di Erin K, una calda e coinvolgente serata di musica sincera. Marco Sica

 

 

"Le verità", un thriller psicologico ambientato a Napoli

Vedere il futuro e avere una seconda chance per cambiarlo. Questo è il destino del protagonista di “Le verità”, opera prima di Giuseppe Alessio Nuzzo con Francesco Montanari, Nicoletta Romanoff, Fabrizio Nevola e Anna Safroncik e la partecipazione straordinaria di Maria Grazia Cucinotta, Lino Guanciale, Yuri Napoli, Massimo Poggio, Roberta Scardola, Sergio Solli, Salvatore Misticone, Luigi Diberti e Renato Scarpa nel ruolo del Professor Attanasio. Musiche di Marco Ligabue, Tullio De Piscopo, Alex Colle e musiche originali composte e orchestrate da Adriano Aponte con la Budapest Scoring Symphonic Orchestra. Prodotto da Pulcinella Film in coproduzione il Social World Film Festival, “Le verità” è un thriller psicologico, ambientato tra Napoli e Penisola Sorrentina, caratterizzato da ambientazioni notturne, pioggia battente, personaggi misteriosi, che indurrà lo spettatore a domandarsi: Se fosse capitato a me, come avrei agito? Il film, distribuito da Paradise Pictures e Stemo Production, sarà nelle sale dal 27 aprile e verrà presentato al Mercato Internazionale del prossimo Festival di Cannes.

SINOSSI. Tornato dall’India dopo un viaggio d’affari, il giovane imprenditore Gabriele Manetti sente che la sua vita sta per prendere una direzione diversa da quella che ha sempre avuto. Il suo mondo, le certezze che la sua condizione sociale gli ha permesso di avere, lo stesso rapporto con la sua fidanzata e con i suoi amici non lo appagano più. Si accorge, però, di essere tornato dal viaggio anche con qualcos’altro: scopre, infatti, di aver acquisito la capacità di “vedere” oltre le apparenze, di prevedere il futuro…

È morto Rino Zurzolo

NAPOLI. Rino Zurzolo, 59 anni da compiere a giugno, storico contrabbassista di Pino Daniele e membro della superband dell'indimenticato cantautore partenopeo, è morto pochi minuti dopo la mezzanotte per le conseguenze di una grave malattia della quale soffriva da tempo.

Successo napoletano di Morte di Danton

Morte di Danton

 

di Mimmo Sica

 

Gli applausi convinti e calorosi del pubblico del Politeama durante e al termine dello spettacolo hanno  consacrato il successo napoletano di “ Morte di Danton” diretto da Mario Martone, presentato dal Teatro Stabile-Teatro Nazionale nell'ambito della sua stagione teatrale. In tre ore, oltre all’intervallo, durante le quali l’attenzione in sala è stata sempre molto alta, il regista e sceneggiatore napoletano ha rappresentato il testo, nella traduzione di Anita Raja, che il  ventunenne scrittore e anatomista Georg Büchner scrisse in sole cinque settimane, tra il gennaio ed il febbraio del 1835, mentre era in fuga dalle autorità dell’Assia dove era stato coinvolto in una rivolta. I ventinove attori in scena, hanno “raccontato” l’epilogo del Regime del Terrore che nel “Dantons Tod” del giovane autore tedesco ha come protagonista assoluto il drammatico scontro tra gli ex compagni Georges Jacques   Danton e Maximilien de Robespierre, interpretati in maniera maiuscola rispettivamente da Giuseppe Battiston  e da Paolo Pierobon. Il primo è “l’indulgente”, che aspira a una repubblica scevra da imposizione in cui ognuno <<possa godere a modo suo, purché nessuno goda a spese di un altro o lo disturbi nel suo personale godimento>>. Emblematica è la scena del nudo integrale di una fanciulla che amoreggia con lui e la fugace visione di un momento orgiastico. Il secondo è “l’incorruttibile” che considera vizio, l’edonismo di Danton <<vizio che in certi momenti diventa tradimento>> e che afferma che << la Virtù senza il Terrore è impotente>>. Per Martone la tragedia è anche l’esaltazione  della fragilità umana. Nelle sue note afferma che <<per Büchner, come per Leopardi (La ginestra è di un anno dopo), la Storia non è che una macchina celibe, anche se le ragioni per scatenare la rivoluzione sono sempre tutte e vive e presenti . Quello che commuove, in Morte di Danton, è la fragilità: sembra un paradosso, trattandosi di vicende che raccontano i protagonisti di un tempo in cui si è sprigionata una forza della quale ancora oggi sentiamo la spinta. Eppure nessuno di quegli uomini ha potuto sottrarsi, oltre che alla ghigliottina, alla verifica della propria impossibilità di invertire la rotta assegnata (da Dio? dalla Natura? dal nulla?) agli esseri umani, nonché di porre rimedio all’ingiustizia che da sempre regna sovrana>>. Magistrale l’analisi che Martone fa dei protagonisti. Spiritualismo e ascetismo pervaso da principi religiosi e dogmatici tratteggiano la personalità dell’“incorrittibile”. Caratteristiche, queste, che esplodono con veemenza travolgente nel discorso che Robespierre fa dal “pulpito” del Comitato di Salute Pubblica con il quale distrugge  l’icona rivoluzionaria dantoniana e la ricostruisce con le sembianze di chi ha commeso alto tradimento.  Ma mentre arringa è palpabile l’ angoscia che lo attanaglia, dovuta alla consapevolezza che la sua intransigenza è anche la condanna alla solitudine e che a breve sarà carnefice di se stesso sulla ghigliottina. Di effetto il “bipolarismo” che il regista  enuclea  dall’ego di Danton: apatico, vacuo nel suo pigro edonismo, fortemente reattivo, aggressivo e irruente durante il processo. E’ guidato nel suo modo di essere dal convincimento che <<non siamo noi a fare la Rivoluzione, è la rivoluzione che ci ha fatti>> e ancora <<a breve risiederò nel nulla. Sarà la storia a dare al mio nome la residenza nel Pantheon>>.  E’ da sottolineare che nel secondo tempo Martone  ha dato spazio anche al lato umano dei personaggi rendendo loro giustizia in un mondo, quello della rivoluzione, che per definizione lo cancella. Ci riferiamo alla scena in cui ciascuno dei carcerati “illustri” rivela se stesso. Tom Payne (Paolo Graziosi) disquisisce di filosofia e metafisica, Camille Desmoulins (Denis Fasolo) parla con entusiasmo di teatro e giornalismo, Hérault de Séchelles (Massimiliano Speziani) che di fronte alla ghigliottina prende coscienza che non trova più nulla di sherzoso da dire. E’ la risposta che l’uomo nella sua essenza più umana dà al comportamento freddo, spietato, terribilmente alienato e alienante di Saint-Just che nella sua arringa accusatoria esclama <<a chi si fa scrupoli di fronte alla parola sangue e alla prospettiva, concreta, che esso sia versato ancora, dico che noi non siamo più crudeli della natura e del tempo>>.  Al finale il compito di dare un messaggio forte. Lucile (Irene Petris), dopo la morte del marito Camille, irrompe sulla scena e “rinuncia” di fatto alla vita esclamando ai gendarmi <<viva il Re>>. Questa frase ha un significato univoco: la rivoluzione uccide se stessa.   Di Battiston e Pierobon abbiamo già detto. Bravissimi tutti gli altri attori.  Bella per la sua tenerezza la presenza del biondissimo figlioletto di Irene Petris, in braccio alla “mamma” Lucil.  Di pari maestria la sceneggiatura  dello stesso Martone: la scena è quasi esclusivamente fatta  da cinque sipari rossi che si aprono e si chiudono con i ritmi e i tempi richiesti dal testo e accompagnati dalla musica che a tratti li “trasforma” nella lama della ghigliottina. I costumi sono di Ursula Patzak; le luci di Pasquale Mari; il suono di Hubert Westkemper. Il cast completo è  composto da Giuseppe Battiston, Fausto Cabra, Giovanni Calcagno, Michelangelo Dalisi, Roberto De Francesco, Francesco Di Leva, Pietro Faiella, Gianluigi Fogacci, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Ernesto Mahieux, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Totò Onnis, Carmine Paternoster, Irene Petris, Paolo Pierobon, Mario Pirrello, Maria Roveran, Luciana Zazzera, Roberto Zibetti, e da Matteo Baiardi, Vittorio Camarota, Christian Di Filippo, Claudia Gambino, Giusy Emanuela Iannone, Camilla Nigro, Gloria Restuccia, Marcello Spinetta.

 

 

È morto Gianni Boncompagni

ROMA. Lutto nel mondo dello spettacolo italiano. È morto a Roma all'età di 84 anni Gianni Boncompagni. Era nato ad Arezzo il 13 maggio 1932. Nel 1964 era entrato in Rai come autore e conduttore radiofonico. Boncompagni è stato tra i grandi innovatori dello spettacolo italiano con Renzo Arbore, autore e conduttore di storici successi radiofonici come Bandiera gialla e Alto gradimento, e poi autore e regista di Pronto Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai.
"Gianni Boncompagni è stato un pilastro, ha segnato la storia della radio e della tv", dice affranto Pippo Baudo apprendendo la notizia della scomparsa di "un grande amico. Con ironia e creatività ha rivoluzionato la radio con Renzo Arbore, con Alto gradimento che era una trasmissione modernissima. Penso ai tanti personaggi che ha inventato. Poi, quando si è dato alla tv - ricorda Baudo - ha portato la sua cifra anche sul piccolo schermo. È stato un grande scenografo, un eccezionale regista, un abile creatore di effetti. E non dimentichiamo che ha scritto anche tante nelle canzoni".
"La nostra amicizia è nata quando avevamo all'incirca 25 anni. Un'amicizia non conclusa ora che eravamo più vicini agli Ottanta che ai Settanta, come diceva sempre lui con il suo straordinario spirito toscano. Per me è stata un'amicizia provvidenziale, spero lo sia stato anche per lui". Renzo Arbore ricorda così Gianni Boncompagni,

Nino D'angelo: compleanno live al San Paolo

"Il Concerto 6.0". Ecco il nome dello show-evento live che Nino D'angelo porterà in scena allo stadio San Paolo di Napoli sabato 24 giugno, l'occasione giusta per festeggiare il compleanno (Nino compirà 60 anni il 21 giugno). Uno spettacolo in cui D'angelo ripercorrerà una straordinaria carriera tra musica, cinema e teatro, che ha fatto di Nino uno degli artisti più amati e di riferimento per le generazioni successive d'interpreti. "Mi piacerebbe che fosse una grande festa popolare, verace, dove divertirci tutti insieme, con un concerto ricco di canzoni che mi hanno visto crescere, a cominciare da quelle degli anni Ottanta". Il palco sarà allestito in quella Curva B tanto cara a Nino, protagonista in uno dei suoi film più amati. "Ho scelto lo stadio San Paolo perché per questo compleanno ho sentito l'esigenza di avere uno spazio grande, comunque un simbolo della città. Avrei dovuto fare un live in ogni vicolo di Napoli, o nel quartiere dove sono nato e cresciuto, per ringraziare il pubblico che mi segue da tanti anni ormai. Da qui la scelta dello stadio, senza dimenticare che io sono sempre "quel ragazzo della Curva B"". Un concerto, questo, dove Nino D'angelo proporrà, accompagnato dal suo gruppo musicale, i successi di una carriera lunga più di 40 anni e che da "San Pietro a Patierno" lo ha portato a essere uno degli artisti più apprezzati da pubblico e critica. Uno show dove le hit degli anni '80 ("Nu jeans e na maglietta", "Maledetto treno", "Sotto 'e stelle") e degli anni '90 ("Mentecuore", "Nun te pozzo perdere", "Carezza luntana") si sposeranno con le canzoni degli anni successivi che hanno visto Nino maturare artisticamente, fino alla "svolta" sociale, etnica, cosi definita dalla critica ("Senza giacca e cravatta", "Jammo ja'", "Jesce sole"). Sul palco sono previsti anche ospiti a sorpresa, non necessariamente famosi: quelle figure che hanno accompagnato Nino fin dagli esordi e caratterizzato il suo percorso umano ed artistico. Il "Concerto 6.0" è l'inizio di un progetto che proseguirà per tutto il 2017, culminando presto in un triplo cd che conterrà il dvd dello stesso show al San Paolo; un disco di inediti, e uno con i maggiori "insuccessi di Nino D'angelo".

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