Mercoledì 18 Ottobre 2017 - 0:21

Napoli Teatro Festival, De Luca: «Cappuccio persona straordinaria e di qualità»

NAPOLI. «Ho voluto Ruggiero Cappuccio come direttore artistico del decennale di Napoli Teatro Festival Italia perché lo conosco come persona straordinaria e di qualità anche nel campo dell’ organizzazione». È l’incipit dell’intervento con cui il governatore Vincenzo De Luca ha chiuso la conferenza stampa di presentazione ai giornalisti e agli addetti ai lavori della decima edizione di Napoli Teatro Festival Italia. «Proponiamo un programma veramente straordinario e siamo orgogliosi di farlo perché crediamo che sia un piccolo contributo che diamo da Napoli e dal Sud a un’Italia  che è attraversata da processi di imbarbarimento   nella vita pubblica che fanno paura-prosegue. C’è la quasi totale perdita dei valori umani fondamentali, di regole di vita, di regole di rapporti tra le persone. È quindi per noi motivo di grandissima soddisfazione proporre un festival di questo livello, qualità e ricchezza di iniziative culturali. Napoli è il teatro, Napoli è l’umanesimo, Napoli è il respiro internazionale. Volevo che questa fosse l’immagine di Napoli nell’Italia e nel mondo. Sapete che Napoli e il sud sono anche altre cose perché abbiamo altre realtà residuali. Vorrei che la Regione lavorasse in questa direzione e che emergesse sempre più quel volto di Napoli, ripeto quello della cultura, dell’umanesimo del teatro, del respiro internazionale e sempre meno residui finali di elementi di cialtroneria, di ribellismo idiota e inconcludente  di chiacchiere al vento che non  portano da nessuna parte. Queste realtà residue vanno cancellate. Il patrimonio straordinario di cui siamo eredi per essere conservato e tutelato ha bisogno di senso della stabilità e di lavoro rigoroso e serio, quello che non propone scoppiettii, ma lascia dietro si sé cose di sostanza. Io sono tra quelli che si sono stancati dei “risorgimenti” a corrente continua e alternata. Vorrei che si consolidasse una cultura organizzata  e stabile per consentire una crescita civile e permanente delle nostre realtà». Sui costi della manifestazione De Luca informa che «abbiamo fatto una scelta per sostenere questo programma. Mi è stato chiesto quanto costa. Voi siete uomini di poesia io necessariamente di prosa. Ho fatto i conti e investiamo quattro milioni di euro. Abbiamo deciso di fare una scelta di bilancio. Potevamo scegliere di farci un centinaio di clienti, invece  abbiamo deciso di finanziare una grande, bella, straordinaria e ricchissima stagione di  produzione culturale di cui siamo orgogliosi». Il governatore ha precisato che l’incontro è un’occasione importante anche per  ricordare che cosa è stato fatto in questi mesi. «Ogni tanto - spiega - mi capita di leggere qualche commentatore distratto che mi chiede sempre quale è la nostra linea, quale è il progetto. Abbiamo realizzato con Ruggiero Cappuccio nel 2016 fa una splendida iniziariva “Quartieri di vita”. Era un modo per valorizzare la cultura di base, la cultura sperimentale e tante esperienze teatrali fatte a Napoli e, in modo particolare, a San Giovanni a Teduccio. La ripeteremo anche nel corso di quest’anno. Abbiamo lavorato al recupero di siti storici straordinari insieme con il Ministero dei Beni Culturali. Abbiamo investito insieme al governo, ciascuno per la metà, sul recupero della Reggia di Carditello; abbiamo investito sulla Reggia di Caserta, abbiamo investito su Pompei e su Pestum. Abbiamo lavorato per recuperare delle strutture. Abbiamo dato vita al Teatro Trianon che era chiuso da cinque anni nell’indifferenza generale. Abbiamo cercato, poi, di proporre altre iniziative singole di grandissimo fascino e interesse. La mostra di Leonardo e per ultimo la mostra di Van Gogh. A breve avremo la mostra di Picasso. Abbiamo varato una legge sullo spettacolo. Abbiamo sostenuto con 5milioni di euro il decollo del polo di San Giovanni a Teduccio legato all’Università Federico II per la ricerca. Abbiamo deciso la digitalizzazione dell’archivio di Benedetto Croce con un impegno economico di quache rilievo. A questo aggiungiamo il sostegno al Teatro San Carlo in misura rilevantissima e al teatro Verdi. Mi pare che abbiamo di fronte, dopo 15-16 mesi che stiamo lavorando, un quadro di iniziative e di realizzazioni che merita rispetto dietro il quale c’è una linea e un’idea.Una delle cose che mi infastidiscono di più sono quei residui di municipalismo che considero francamente idioti e frutto di residui di sottocultura duri a morire. Noi viviamo in un mondo nel quale abbiamo migrazioni di popoli interi, un mondo sconvolto e c’è ancora qualche imbecille che si attacca ai municipalismi . È davvero deprimente. Allora è una scelta importante quella di valorizzare i siti, le tradizioni e le radici di tante realtà che abbiamo nella nostra regione che sono ognuna un patrimonio straordinario.  Ho apprezzato molto nel programma di Ruggiero Cappuccio anche la interdisciplinarietà che ha voluto introdurre. Mi piace qualche sezione in particolare come quella della formazione cioè l’idea di rilanciare il tema della trasmissione dei saperi e delle esperienze. È un tema cruciale in Italia Si è determinata a volte una frattura drammatica tra generazioni. L’idea di avere dei maestri dei capiscuola che riprendono il gusto della trasmissione all’allievo della propria esperienza anche umana oltre che professionale e tecnica, mi pare una cosa  straordinaria. Mi piace la commistione con altre discipline. Ci siamo resi conto che senza una rete di valori fondamentali, una rete di valori umani condivisi, una crescita sociale e di cultura non è possibile governare le nostre comunità. Abbiamo-conclude - bisogno di forme di maturazione civile che determinano  anche processi di autogoverno, di autolimitazione che di per sé creino l’equilibrio fra libertà, individualismo e regole della convivenza civile».

Napoli Teatro Festival, Battiato per la “prima”

La decima edizione del Napoli Teatro Festival, la prima diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata come sempre dalla fondazione Campania dei Festival, organismo in house della regione Campania presieduto da Luigi Grispello, iniziera' il 5 giugno e proseguira' fino al 10 luglio proponendo circa 80 titoli suddivisi in dieci sezioni. A dare il via alla kermesse di eventi, sara' Franco Battiato il 5 giugno con un concerto gratuito in piazza del Plebiscito. Ci saranno spettacoli internazionali, dalla danza, alla musica, al cinema, alla letteratura, alla formazione, alle mostre ed ancora ci sara' una sezione chiamata SportOpera dedicata alla passione dei grandi scrittori per il tema dell'ago'ne, fino ad arrivare alla sezione Osservatorio che dara' spazio e visibilita' compagnie giovani, e non piu' giovani, che trovano difficolta' nell'avvio del processo produttivo. Significativo sara' lo spazio destinato alla formazione che sintetizza uno dei nodi centrali dell'edizione 2017 del Napoli teatro festival Italia, il rapporto cioe' tra i maestri giovani talenti, l'incontro tra i linguaggi e le generazioni unite nella trasmissione di saperi. Eimuntas Nekrosius, Peter Brook, Tonislav Janezic, saranno a Napoli per condividere la loro arte con Giovanni Aktis e la Regione e allo stesso modo Antonio Biasi Ucci, Brunello Leone, Maurizio Capone, Laura Cugino, le belle bandiere, Spyro scimmione avvieranno con giovani allievi.

Rosita Marchese eletta Vicepresidente del CdA del Teatro Stabile-Teatro Nazionale

Napoli.Nell’odierno Consiglio di Amministrazione del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, per la prima volta sotto la presidenza di Filippo Patroni Griffi, in un clima cordiale e costruttivo, sono emerse due candidature alla Vicepresidenza nelle persone di Rosita Marchese e di Patrizio Rispo. Entrambe la candidature hanno riscosso ampio consenso e, alla fine, con l’astensione dei due interessati, è prevalsa la candidatura di Rosita Marchese.Il Presidente Filippo Patroni Griffi ha comunicato che alla prossima Assemblea il Consiglio proporrà la modifica dello Statuto per l’istituzione di una seconda Vicepresidenza. Quella vicaria resterà comunque a Rosita Marchese.MiSi

Madame Pink convince a metà

Perplessità ma anche applausi per “Madame Pink”, firmato da Alfredo Arias e scritto in collaborazione con René de Ceccatty, che ha debuttato in prima assoluta al Teatro Stabile-Teatro Nazionale. Importanti per la comprensione della rappresentazione le spiegazioni fornite al pubblico dal regista franco-argentino. «È uno spettacolo che non segue nessuna logica e non ha nessuna psicologia. Non è triste ma piuttosto divertente. Poiché è surreale potete avere reazioni surreali senza rimanere seduti come  impauriti, ma ridere, piangere, muovervi, accompagnare le canzoni». Quindi,  timoroso forse della reazione della platea, spettacolo nello spettacolo, ha esortato gli spettatori ad applaudire gli attori ricorrendo a una perifrasi al limite del grottesco <<Poiché non funziona l’aria condizionata-ha detto- gli artisti hanno bisogno di ossigeno. Ho pensato che la soluzione poteva essere di applaudire così si smuove l’aria». La storia si ispira al film “Mildred Pierce”, noire del 1945 diretto da Michael Curtiz. In scena Gaia Aprea nel ruolo della Madame del titolo, Flo (Roxie), Mauro Gioia (Goodman), Gianluca Musiu (Badman), Paolo Serra (Regularman; Dr. Tore; Inspector Shake). Sottolineiamo la loro bravura nell’interpretare le 14 canzoni contenute in questa commedia musicale accompagnati in scena dai musicisti Giuseppe Burgarella (alle tastiere), Ben Croze (alle chitarre), Marco Di Palo (al basso) e Salvatore Minale (alla batteria). MiSi

Il dj Ciccio Merola a Modena con la grande dance italiana

MODENA. Questa sera ritorna l’appuntamento firmato Fujiko Heartbeat, nella splendida cornice del “212 Club” di Modena, che vede protagonista uno dei migliori dj del panorama Dance italiano, il produttore campano Ciccio Merola (nella foto), impegnato in questa stagione invernale presso il RoyShowClub di Avellino, la cui collaborazione con il gruppo di pubbliche relazioni pugliesi capitanato da Raffaele Santamaria, è sempre più assidua. Tantissimi i clubs e i party disseminati in tutta la penisola che hanno visto ospite il dj campano. Ciccio Merola si definisce un dj energico e determinato, in grado di soddisfare qualsiasi tipo di dancefloor , grazie al suo forte intuito musicale e alla sua esperienza oramai ventennale, che lo rende capace di proporre prima di tutti gli altri le nuove mode musicali nelle varie sfumature. Impegnato continuamente anche in campo discografico, Ciccio Merola ha di recente prodotto un singolo, disponibile su tutti i portali digitali: “Hands Up”, un brano caratterizzato da un attualissimo groove teck-house, e supportato da diversi dj di caratura internazionale come Bob Sinclar. Il suo motto è fondato su tre valori: Umiltà, Evoluzione e Confronto. Info follower e supporter:  www.cicciomerola.com.
    albgat

Gigi D’Alessio al timone della nave “Made in Sud”

Chi è più 'Made in Sud' di Gigi D'Alessio? Non stupisce quindi che Ilaria Dallatana, direttrice di Raidue, abbia pensato a lui per l'edizione del programma che ha nei comici la sua struttura portante. Il progetto di D'Alessio diventa chiaro appena inizia a parlare: "Quello che vogliamo dimostrare, visto che c'è ancora un'Italia divisa, è che nascerà dal Sud un'Italia unita - dice in conferenza stampa nella sede Rai di Via Asiago a Roma - Io voglio far capire la ricchezza che c'è al Sud. Chi ci è nato ha una marcia in più, non in meno. Già il solo fatto di essere bilingue dà l'idea. Chi canta in napoletano, che non è un dialetto ma una vera e propria lingua, deve saper cantare anche in italiano". Ecco spiegato perché Gigi D'Alessio ha accettato, stupendo Dallatana che, durante la presentazione dell'edizione 2017 ha raccontato come l'idea di coinvolgerlo sia nata dopo aver visto il cantante ospite della trasmissione e in linea con la nuova parola d'ordine di Raidue: contaminazione. Quest'anno, però, i confini della trasmissione in diretta dall'Auditorium Rai di Napoli a partire dall'8 marzo (ore 21,20), saranno più larghi: 12 puntate con il condottiero D'Alessio, una super band di 10 elementi che suonerà ogni sera dal vivo, un balletto di 8 elementi guidati dal coreografo Filippo Mainini e tanti ospiti. Insomma, come dice il cantautore napoletano, "un varietà. Ma - avverte - non vogliamo l'ospite che arriva solo per promuovere il disco e poi se ne va. Insomma niente marchette. Vogliamo ospiti che cantano e che si fermano con noi per divertirsi". Niente di già scritto, ma Gigi D'Alessio ha già in mente qualcuno: "Gino Paoli, Danilo Rea, Ermal Meta, Fiorella Mannoia, e artisti napoletani importanti. Ma è presto per dirlo...lo scopriremo solo vivendo", scherza citando il famoso ritornello di un pezzo di Lucio Battisti.

D'Alessio sarà affiancato da Fatima Trotta ed Elisabetta Gregoraci. In primo piano sempre le risate con comici già noti per il pubblico di Made in Sud come Arteteca, Ditelo Voi, Paolo Caiazzo, Nello Iorio, Gino Fastidio, Mariano Bruno, Ciro Giustiniani, Enzo e Sal, Maria Bolignano, Mino Abbacuccio, ma anche con nomi nuovi e prestigiosi provenienti non necessariamente dalle aree del Sud Italia come Marco Bazzoni, Alessandro Di Carlo e Antonio D'Ausilio, oltre ad alcuni debutti assoluti sul piccolo schermo. I contrappunti musicali dalla console, che daranno ritmo all'intera serata e ai comici, saranno come da tradizione a cura di Frank Carpentieri. L'entusiasmo di Gigi D'Alessio è palpabile ma tiene a sottolineare: "Sto salendo su un carro che funziona già, un carro dei vincitori. Il risultato non sarà merito mio. Farò il vigile urbano che governa il traffico tra musica e comicità. Anche se va detto che il mestiere del comico è più difficile: quando scrivi una canzone col tempo diventa più bella, mentre quando fai una battuta, poi la devi buttare". 'Made in Sud' 2017, assicura Gigi D'Alessio, "sarà la casa di tutti come è il Sud d'altronde che, pensiamo a Lampedusa, apre le porte anche a chi scappa dalla guerra". Cosa aspettarsi di preciso dalla nuova edizione è ancora difficile da dire: "Sarà una conduzione condivisa. Non ci saranno capi. Tutti saremo capi e tutti saremo alunni. Io farò il Pierino della situazione ma non starò sempre in mezzo. Sarò in scena quando ha un senso nello spettacolo. In ogni caso mi divertirò tanto". I comici già stanno imparando i miei testi - scherza - ma no! Canteremo le canzoni che piacciono a tutti e poi chissà che io non faccia il comico e che, invece, i comici cantino qualcosa".

"Volete sapere se ho paura? - ripete la domanda il cantante con un sorriso divertito - A Napoli si dice 'Chi ha paura non va a letto con le belle donne'. Non ho paura, devo fare soprattutto quello che so fare, cantare. Ma di certo sono emozionato, questo sì. Sono tante 12 puntate e ringrazio Dallatana per questo. Comunque una cosa mi conforta - dice sorridendo - Non ci sarà una giuria di qualità!". Una battuta, questa, che non si è lasciato scappare, prima di andare al pianoforte e intonare tre pezzi che tutta la sala si è messa a cantare: 'Non mollare mai' e 'Un nuovo bacio' (brani contenuti nel suo album 'Uno come te') e 'O surdato 'nnamurato'. 'Made in Sud' è realizzato nel Centro di Produzione Tv Rai di Napoli, rappresentato oggi dal suo direttore Francesco Pinto che ricorda commosso il comico di Made in Sud Massimo Borrelli: "Abbiamo piantato un albero per lui". Il programma che riprende il via l'8 marzo è di Paolo Mariconda e Nando Mormone, per la regia di Sergio Colabona, prodotto in collaborazione con la Tunnel produzioni.

David, 17 candidature per "Indivisibili" di De Angelis

Il numero 17 nella smorfia napoletana viene rappresentato dalla sfortuna. Se però questo numero lo associ alle candidature al più prestigioso premio cinematografico italiano, le cose potrebbero cambiare. E già perché il regista campano Edoardo De Angelis con la sua terza pellicola "Indivisibili" ha raccolto ben 17 nomination ai prossimi David di Donatello. Un meritato traguardo per un film che già a Venezia 73 mise d'accordo pubblico e critica che lo segnalarono come piccolo capolavoro. Il giusto traguardo per una una favola amara che arriva dritta allo stomaco che ha fatto man bassa di premi e di proiezioni internazionali, sfiorando persino una candidatura agli Oscar.

LE NOMINATION. A tenergli testa nelle candidature ai 61esimi David di Donatello c'è "La pazza gioia" di Paolo Virzì con 17 nomination, mentre con 16 candidature c'è "Veloce come il vento" di Matteo Rovere. Doppia candidatura per Valerio Mastandrea (Miglior Attore Protagonista per "Fai bei sogni" e Miglior Attore Non Protagonista per "Fiore"). Come Miglior Attrice Protagonista sono in lizza sia Micaela Ramazzotti sia Valeria Bruni Tedeschi, le protagoniste del film di Virzì. Dieci le candidature per "Fai bei sogni" di Marco Bellocchio (tra cui miglior film e miglior regia). La premiazione si terrà agli Studi De Paolis di via Tiburtina a Roma il 27 marzo 2017. 

IL FILM. “Indivisibili” racconta l’Odissea di due gemelle siamesi Viola e Dasy, intepretate con tale credibilità dalle 18enni esordienti Angela e Marianna Fontana (nella foto) da creare un legame empatico con lo spettatore che prova il loro stesso disagio, il loro stesso dolore. Fa da sfondo alla storia il litorale campano, uno scenario apocalittico, crudo, arido dove le due vengono viste come delle sante, degli amuleti portafortuna, da toccare. Hanno un dono: il canto. Il padre Peppe (uno straordinario Massimiliano Rossi) scrive i testi dei loro brani, le “vende” in giro tra matrimoni e feste varie ed ha il vizio del gioco. La madre (Antonia Truppo) si trascina stancamente tra un tiro di marijuana e una scappatella. La tremenda famiglia si compone anche di due zii (Marco Mario de Notaris e Tony Laudario) privi di obiettivi, bigotti. Su di loro aleggia la presenza di Don Salvatore (Gianfranco Gallo), un pessimo prete che sfrutta le fragilità del prossimo ed il viscido Marco Ferreri (Gaetano Bruno), un sedicente impresario musicale dedito al malaffare. Nella vicenda irrompe il chirurgo Alfonso Fasano (Beppe Servillo), il quale afferma fortemente di poterle separare senza danni essendo legate solo al bacino. La famiglia è contraria, perché potrebbe danneggiare i loro affari. Le gemelle sono combattute, difficile il distacco ma tanta la voglia di “volare”. Il dubbio e la speranza le farà crescere, mutare. È nel momento in cui scapperanno di casa, nella fase “road movie” della pellicola, che le due avranno una lezione di vita. E scopriranno cos’è davvero la diversità, chi sono veramente i mostri e che per elevarsi si deve necessariamente soffrire. L’epilogo è toccante, incisivo, vincente. De Angelis (che appare anche in una delle scene finali) ci trasporta in un’altra dimensione, in un non luogo, regalando una meravigliosa metafora della vita. Proprio come una favola.

LE MUSICHE. Protagonista invisibile del film è la splendida colonna sonora di Enzo Avitabile. Sonorità che danno ritmo alla narrazione e allo stesso tempo spessore alla trama. Alle musiche originali si affiancano anche le già note "Mane e mane" e "Tutt’egual song’ ‘e criature", due brani pescati nel repertorio del geniale artista partenopeo ma che sembrano cucite adosso ad "Indivisibili". 

“Il tempo resterà”, il docu-film su Pino Daniele

due anni di distanza dalla scomparsa del musicista, arriva nei cinema italiani 'Pino Daniele - Il Tempo Resterà', viaggio attraverso la musica, i concerti e la vita del grande artista partenopeo con una straordinaria serie di testimonianze, performance e immagini, molte delle quali inedite. Il docu-film, diretto da Giorgio Verdelli, è una produzione Sudovest con Rai Cinema e sarà distribuito in esclusiva da Nexo Digital solo il 20, 21 e 22 marzo come evento cinematografico pensato per offrire ai fan di Pino Daniele l'opportunità di ritrovarne su grande schermo la musica e il percorso artistico dagli anni ’70 agli ultimi concerti.

Molto del materiale utilizzato per comporre 'Pino Daniele - Il Tempo Resterà' è assolutamente inedito ed è stato selezionato appositamente da Verdelli attraverso una lunga e paziente ricerca che ha permesso che la voce narrante del film fosse quella dello stesso Pino Daniele, supportato dal contributo di Claudio Amendola.

Nel film si intersecano immagini di repertorio, testimonianze e contributi. Accanto a Joe Amoruso Tony Esposito, Tullio De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo (i musicisti della storica band di 'Vaimò' con cui Pino Daniele si riunì nel 2008 ) troviamo tra gli altri personaggi come Renzo Arbore, Stefano Bollani, Ezio Bosso, Lorenzo Jovanotti Cherubini, Eric Clapton, Clementino, Roberto Colella, Gaetano Daniele, Enzo Decaro, Maurizio De Giovanni, Francesco De Gregori, Giorgia, Enzo Gragnaniello, Peppe Lanzetta, Maldestro, Fiorella Mannoia, Al di Meola, Phil Manzanera, Pat Metheny, Eros Ramazzotti, Massimo Ranieri, Ron, Vasco Rossi, Sandro Ruotolo, Giuliano Sangiorgi, Daniele Sanzone, Lina Sastri, Alessandro Siani, Corrado Sfogli, Massimo Troisi e Fausta Vetere.

"Il Tempo Resterà non è la biografia di Pino Daniele, ma per certi versi gli assomiglia molto", spiega il regista Giorgio Verdelli. "Mi sono fatto guidare dalle canzoni e dalle frasi di Pino che sono diventate il filo conduttore del film documentario. Abbiamo voluto fare un percorso emozionale e siamo letteralmente saliti su un autobus (ribattezzato Vaimò, come il tour del 1981) che ci ha riportato nei luoghi della Napoli di Pino Daniele, per raccontare la sua idea di musica in movimento perenne, come la società di quegli anni che lui ha interpretato con una cifra innovativa e inimitabile".

Verdelli, grazie alla sua profonda conoscenza di Pino Daniele, realizza così un ritratto inedito del musicista, raccontandone il rapporto intimo e profondo con la città di Napoli e la capacità di essere un artista apprezzato a livello internazionale. Così da 'Pino Daniele - Il Tempo Resterà' emergono la vita e gli incontri di un uomo unico, tra appocundria, musica e poesia: un nero a metà, un Masaniello, un uomo in blues capace di parlare un linguaggio aperto a tutti grazie a una relazione empatica e straordinaria con le terre in cui era nato.

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