Mercoledì 23 Agosto 2017 - 19:42

David, 17 candidature per "Indivisibili" di De Angelis

Il numero 17 nella smorfia napoletana viene rappresentato dalla sfortuna. Se però questo numero lo associ alle candidature al più prestigioso premio cinematografico italiano, le cose potrebbero cambiare. E già perché il regista campano Edoardo De Angelis con la sua terza pellicola "Indivisibili" ha raccolto ben 17 nomination ai prossimi David di Donatello. Un meritato traguardo per un film che già a Venezia 73 mise d'accordo pubblico e critica che lo segnalarono come piccolo capolavoro. Il giusto traguardo per una una favola amara che arriva dritta allo stomaco che ha fatto man bassa di premi e di proiezioni internazionali, sfiorando persino una candidatura agli Oscar.

LE NOMINATION. A tenergli testa nelle candidature ai 61esimi David di Donatello c'è "La pazza gioia" di Paolo Virzì con 17 nomination, mentre con 16 candidature c'è "Veloce come il vento" di Matteo Rovere. Doppia candidatura per Valerio Mastandrea (Miglior Attore Protagonista per "Fai bei sogni" e Miglior Attore Non Protagonista per "Fiore"). Come Miglior Attrice Protagonista sono in lizza sia Micaela Ramazzotti sia Valeria Bruni Tedeschi, le protagoniste del film di Virzì. Dieci le candidature per "Fai bei sogni" di Marco Bellocchio (tra cui miglior film e miglior regia). La premiazione si terrà agli Studi De Paolis di via Tiburtina a Roma il 27 marzo 2017. 

IL FILM. “Indivisibili” racconta l’Odissea di due gemelle siamesi Viola e Dasy, intepretate con tale credibilità dalle 18enni esordienti Angela e Marianna Fontana (nella foto) da creare un legame empatico con lo spettatore che prova il loro stesso disagio, il loro stesso dolore. Fa da sfondo alla storia il litorale campano, uno scenario apocalittico, crudo, arido dove le due vengono viste come delle sante, degli amuleti portafortuna, da toccare. Hanno un dono: il canto. Il padre Peppe (uno straordinario Massimiliano Rossi) scrive i testi dei loro brani, le “vende” in giro tra matrimoni e feste varie ed ha il vizio del gioco. La madre (Antonia Truppo) si trascina stancamente tra un tiro di marijuana e una scappatella. La tremenda famiglia si compone anche di due zii (Marco Mario de Notaris e Tony Laudario) privi di obiettivi, bigotti. Su di loro aleggia la presenza di Don Salvatore (Gianfranco Gallo), un pessimo prete che sfrutta le fragilità del prossimo ed il viscido Marco Ferreri (Gaetano Bruno), un sedicente impresario musicale dedito al malaffare. Nella vicenda irrompe il chirurgo Alfonso Fasano (Beppe Servillo), il quale afferma fortemente di poterle separare senza danni essendo legate solo al bacino. La famiglia è contraria, perché potrebbe danneggiare i loro affari. Le gemelle sono combattute, difficile il distacco ma tanta la voglia di “volare”. Il dubbio e la speranza le farà crescere, mutare. È nel momento in cui scapperanno di casa, nella fase “road movie” della pellicola, che le due avranno una lezione di vita. E scopriranno cos’è davvero la diversità, chi sono veramente i mostri e che per elevarsi si deve necessariamente soffrire. L’epilogo è toccante, incisivo, vincente. De Angelis (che appare anche in una delle scene finali) ci trasporta in un’altra dimensione, in un non luogo, regalando una meravigliosa metafora della vita. Proprio come una favola.

LE MUSICHE. Protagonista invisibile del film è la splendida colonna sonora di Enzo Avitabile. Sonorità che danno ritmo alla narrazione e allo stesso tempo spessore alla trama. Alle musiche originali si affiancano anche le già note "Mane e mane" e "Tutt’egual song’ ‘e criature", due brani pescati nel repertorio del geniale artista partenopeo ma che sembrano cucite adosso ad "Indivisibili". 

“Il tempo resterà”, il docu-film su Pino Daniele

due anni di distanza dalla scomparsa del musicista, arriva nei cinema italiani 'Pino Daniele - Il Tempo Resterà', viaggio attraverso la musica, i concerti e la vita del grande artista partenopeo con una straordinaria serie di testimonianze, performance e immagini, molte delle quali inedite. Il docu-film, diretto da Giorgio Verdelli, è una produzione Sudovest con Rai Cinema e sarà distribuito in esclusiva da Nexo Digital solo il 20, 21 e 22 marzo come evento cinematografico pensato per offrire ai fan di Pino Daniele l'opportunità di ritrovarne su grande schermo la musica e il percorso artistico dagli anni ’70 agli ultimi concerti.

Molto del materiale utilizzato per comporre 'Pino Daniele - Il Tempo Resterà' è assolutamente inedito ed è stato selezionato appositamente da Verdelli attraverso una lunga e paziente ricerca che ha permesso che la voce narrante del film fosse quella dello stesso Pino Daniele, supportato dal contributo di Claudio Amendola.

Nel film si intersecano immagini di repertorio, testimonianze e contributi. Accanto a Joe Amoruso Tony Esposito, Tullio De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo (i musicisti della storica band di 'Vaimò' con cui Pino Daniele si riunì nel 2008 ) troviamo tra gli altri personaggi come Renzo Arbore, Stefano Bollani, Ezio Bosso, Lorenzo Jovanotti Cherubini, Eric Clapton, Clementino, Roberto Colella, Gaetano Daniele, Enzo Decaro, Maurizio De Giovanni, Francesco De Gregori, Giorgia, Enzo Gragnaniello, Peppe Lanzetta, Maldestro, Fiorella Mannoia, Al di Meola, Phil Manzanera, Pat Metheny, Eros Ramazzotti, Massimo Ranieri, Ron, Vasco Rossi, Sandro Ruotolo, Giuliano Sangiorgi, Daniele Sanzone, Lina Sastri, Alessandro Siani, Corrado Sfogli, Massimo Troisi e Fausta Vetere.

"Il Tempo Resterà non è la biografia di Pino Daniele, ma per certi versi gli assomiglia molto", spiega il regista Giorgio Verdelli. "Mi sono fatto guidare dalle canzoni e dalle frasi di Pino che sono diventate il filo conduttore del film documentario. Abbiamo voluto fare un percorso emozionale e siamo letteralmente saliti su un autobus (ribattezzato Vaimò, come il tour del 1981) che ci ha riportato nei luoghi della Napoli di Pino Daniele, per raccontare la sua idea di musica in movimento perenne, come la società di quegli anni che lui ha interpretato con una cifra innovativa e inimitabile".

Verdelli, grazie alla sua profonda conoscenza di Pino Daniele, realizza così un ritratto inedito del musicista, raccontandone il rapporto intimo e profondo con la città di Napoli e la capacità di essere un artista apprezzato a livello internazionale. Così da 'Pino Daniele - Il Tempo Resterà' emergono la vita e gli incontri di un uomo unico, tra appocundria, musica e poesia: un nero a metà, un Masaniello, un uomo in blues capace di parlare un linguaggio aperto a tutti grazie a una relazione empatica e straordinaria con le terre in cui era nato.

Cinema in lutto, addio a Pasquale Squitieri

È morto Pasquale Squitieri. Il regista nato a Napoli il 27 novembre 1938, aveva 78 anni ed è venuto a mancare questa mattina circondato dall'affetto dei suoi cari il fratello Nicola, la seconda moglie Ottavia Fusco, la figlia Claudia all'ospedale Villa San Pietro di Roma. La camera ardente sarà allestita domani dalle 11 alle 18. Debutò come regista e scenggiatore nel 1969 con Io e Dio, prodotto da Vittorio De Sica. Sulla falsariga di registi come Sergio Leone si dedicò al genere spaghetti western con Django sfida Sartana (1970) e La vendetta è un piatto che si serve freddo (1971). Poi passò a temi sociali con L'ambizioso (1975), Il prefetto di ferro (1977) e Corleone (1978) riguardano i contatti tra mafia e politica; Viaggia, ragazza, viaggia, hai la musica nelle vene (1974) e Atto di dolore (1990) hanno come tema principale la droga; Gli invisibili (1988) il terrorismo; L'avvocato de Gregorio (2003) le cosiddette "morti bianche" ; Razza selvaggia (1980) e Il colore dell'odio (1990) affrontano l'argomento dell'immigrazione. Tra i film stoico politici anche I guappi (1973), Claretta (1984) e Li chiamarono... briganti! (1999), film sul brigantaggio postunitario che narra la storia del suo maggior rappresentante Carmine Crocco. Quest'ultima è probabilmente la sua opera più discussa, tanto da essere immediatamente ritirata dalle sale cinematografiche in circostanze mai chiarite: secondo alcuni per l'insuccesso al botteghino, per altri perché boicottata e tacciata di revisionismo. Già senatore della Repubblica, Squitieri è stato legato sentimentalmente dagli anni Settanta all'attrice Claudia Cardinale

Giò Boscaglia, il sogno Sanremo dopo The Voice

NAPOLI. Ama il blues, è innamorato di Pino Daniele e quando ha due minuti imbraccia la chitarra e inizia a suonare. «Canto da quando ho 5 anni e quando canto mi inizia a bruciare la pelle. Voglio fare musica, è la mia vita». Ha le idee molto chiare Giò Boscaglia (nella foto), 24enne di Napoli. Tanto da aver convinto una etichetta a credere in lui. «Grazie a Maurizio Musumeci ho conosciuto la Dmg Records di Rino Davoli».

THE VOICE. I due si incontrarono due anni fa sul palco di The Voice, talent in onda su RaiDue. All’epoca Boscaglia stregò con una sua versione di “A me me piace ’o blues” di Pino Daniele. «Lo ascolto da quando ho 8 anni - spiega - ero al suo ultimo concerto a Napoli». Quell’esperienza gli consentì di farsi conoscere al grande pubblico: «Capita ancora oggi di incontrare per strada persone che si ricordano di me, della mia interpretazione in tv». JAx lo volle in apertura di due concerti in Campania e gli fece pubblicamente la promessa di un duetto in un prossimo album.

SANREMO. Archiviato quel capitolo prova la carta Sanremo. «Propongo un brano a Maurizio Fiordiliso (chitarrista di D’Alessio, Giorgia, ndr), decide di produrlo e arrangiarlo». Sul palco dell’Ariston non ci è arrivato in questa edizione anche se non nasconde che è un suo sogno. Un traguardo a cui ci è andato vicino almeno fisicamente quest’anno, perché a Sanremo ci è andato esibendosi per RaiTre sul redcarpet. «Ho interpretato voce e chitarra il mio pezzo “Ragazza fragile” per la rubrica di Blob “Incanta tu”». Una bella esperienza per il giovane artista, molto formativa. «In quei giorni Sanremo diventa importante anche per le molteplici iniziative parallele. Sono stato spesso a Casa Sanremo per alcune interviste, ho conosciuto Red Ronnie ed ho girato uno spot per un importante marchio di caffè».

IL PROGETTO. Dopo aver bussato ad alcune porte sembra aver trovato qualcuno che crede nel suo progetto artistico. «A Napoli non ho trovato nessuno che credeva in fondo a quello che facevo, oggi collaboro con una etichetta di Verona che si è fidata di me ascoltando appena un brano. Qui un sacco di bravi artisti ma purtroppo poco valorizzati». 

Sanremo, il napoletano Lele vince tra le Nuove Proposte. Per i Big fuori D'Alessio, Al Bano, Ferreri e Ron

SANREMO. Il napoletano Lele con "Ora mai" vince la 67ma edizione di Sanremo per la categoria Nuove Proposte. Il giovane finalista della scorsa edizione di "Amici" si è imposto su Maldestro (che vince il Premio della Critica "Mia Martini"), Leonardo Lamacchia e Francesco Guasti. Nato a Pollena Trocchia, in provincia di Napoli, Lele ha 19 anni. «Grazie alla mia famiglia, grazie anche a Maria e grazie anche a te Carlo: con Sanremo Giovani ci hai dato un'opportunità fuori dal comune", ha detto il ragazzo dopo la vittoria. Fin da piccolo ha la passione del canto e studia pianoforte e chitarra. Ma Lele, prima ancora di essere un cantante, è un autore, una passione che coltiva da sempre, e già a 12 anni scrive i testi delle sue canzoni in italiano e in inglese.

I BIG. MOLTO atteso, e in parte contestato dal pubblico in sala, è il risultato della classifica dei Big: escono dalla gara Al Bano, Gigi D'Alessio, Ron e Giusy Ferreri. Gli altri sedici accedono alla finale.

La figlia di Al Bano commossa in platea

SANREMO. In lacrime per papà Al Bano tornato in gara a Sanremo per festeggiare i 50 anni di carriera. Cristel Carrisi, in platea al Teatro Ariston per assistere alla quarta serata del festival, si è visibilmente commossa durante l'esibizione del padre. Mentre Al Bano cantava la sua romanza 'Di rose e di spine', le telecamere hanno più volte inquadrato la ragazza in lacrime. A fine esibizione, Cristel, 31 anni, fiiglia di Al Bano e Romina Power, ha raggiunto il padre dietro le quinte e lo ha abbracciato. Al Bano è tra i 20 Big che si contendono nella quarta serata del festival i 16 posti nella finale di domani.

Sanremo, Crozza pizzica Renzi: «Cos'è rimasto dei suoi 3 anni?»

SANREMO. "Certo che il sistema di votazione funziona alla grande: perché non lo usiamo anche per il Parlamento? Lanciamo il 'sanremellum': cinque giorni e poi c'è la proclamazione vincitore". Maurizio Crozza lancia dal palco dell'Ariston la ricetta per una nuova legge elettorale in salsa festivaliera. D'Altronde - annota il comico - "la Consulta ha bocciato definitivamente il Mattarellum: ieri sono uscite le motivazioni, ha salvato solo il font, il Times New Roman".

Poi anche la gara delle Nuove Proposte diventa occasione per un frecciata politica: "Stasera è importante perché uno dei giovani si laureerà campione e mi dispiace, perchè in questo paese se ti laurei dopo non puoi più fare il ministro dell'istruzione", dice Crozza. Poi, paragonando la durata del 'mandato' di Conti al festival con quello di Renzi a Palazzo Chigi: "Tu hai riciclato Arisa, sdoganato Gabriel Garko e ora stai cercando di rendere umana Maria De Filippi. Del governo renzi cosa è rimasto? Piuttosto uno in tre anni impara a suonare l'ukulele! Tu dirai: che caz.. te ne fai? Perché di quello che ha fatto Renzi che cazzo te ne fai?".

Prima dell'affondo politico Crozza era apparso in collegamento nei panni di Nando Pagnoncelli, proponendo un sondaggio sul festival di Conti e De Filippi: "Buonasera Carlo, 25%. Buonasera Maria, 75%". La slide successiva è dedicata alla domanda: "Cosa avete gradito di più di questo?", dove la risposta "tua sorella" ottiene il 56%.

Lego Batman, Claudio Santamaria presta la voce all'eroe mascherato

Essere Batman è il sogno di ogni bambino. E non solo. Claudio Santamaria (nella foto), non pago di aver dato voce all’eroe mascherato nella trilogia firmata da Christipher Nolan, torna ad indossare il mantello per il nuovo Lego Movie. Il film, da oggi nei cinema distribuito da Warner Bros. Pictures, vedrà Geppy Cucciari nei panni di Barbara Gordon alias Batgirl e Alessandro Sperduti al giovane Robin. In “Lego Batman – il film” l’uomo pipistrello dovrà abbandonare il suo spirito di giustiziere solitario, cercare di far squadra con agli altri e forse imparare a prendersi un po’ meno sul serio. Una grande avventura dallo spirito irriverente.

Suicida Petrullo dei “Ladri di Carrozzelle”, sabato doveva essere a Sanremo

Si è tolto la vita e sabato era atteso al festival di Sanremo. Il corpo di Piero Petrullo, uno degli storici componenti del gruppo 'Ladri di Carrozzelle' è stato trovato ieri mattina, senza vita, nella sua casa, dove viveva con gli zii, a Velletri, sui Castelli romani. Petrullo, artista disabile come i suoi compagni, si è tolto la vita impiccandosi. Il suo gruppo, fondato nel 1989, era atteso nella serata finale della kermesse canora.

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