Martedì 12 Dicembre 2017 - 1:42

Alessandro Panzeri e la bellezza della semplicità

Differentemente dalla parabola biblica del figliol prodigo, Alessandro Panzeri, con il progetto “Old Fashioned Lover Boy”, ha fatto fruttare i suoi “talenti”, tornando a casa con molta più ricchezza musicale rispetto alla sua partenza. Così il “giovane amante vecchio stile”, dopo l’esordio napoletano al MMB, ha presentato, al Mamamu di Napoli, il disco “Our Life Will Be Made Of Simple Things” (uscito a novembre 2016), svestendolo delle elettrificazioni e delle “ritmiche” della versione in studio, per mostrarlo nudo di un puro cantautorato d’autore, fatto di sola chitarra acustica e voce appena disturbate dalle ambientazioni della telecaster di Michele Ottaiano. La serata è stata, infatti, caratterizzata da una gradevolissima atmosfera di sognante intimità, la cui assenza di sezione ritmica e di “distorsioni” ha aggiunto e non tolto al tutto. Per chi ha avuto modo di seguire il percorso musicale di Alessandro (già membro e cantante degli Abulico) può facilmente “ascoltare” la voce di un uomo che con un’“ossimora dicotomia artistica” ha intrapreso un percorso introspettivo di matrice universale e di apertura internazionale, che dalle terre della scuola di Woody Guthrie passa per i “lamenti” di Nick Drake e arriva sino al romanticismo di Damien Rice. Il “pensiero” di Alessandro è chiaro sin dal titolo del disco “Our life will be Made of simple things” che, come da lui stesso affermato, “è un disco dedicato alla bellezza delle cose semplici, alla felicità da ricercare nelle piccole cose e nel vissuto della quotidianità con le persone che ti sono realmente vicine e nelle soddisfazioni che possono arrivare dallo scrivere una bella canzone e condividerla con amici o dall’abbraccio di una figlia o di un genitore”. È indubbio che il “giovane amante”, senza la retorica ma con la saggezza del “vecchio stile”, ha mostrato la giusta via da percorrere, fatta di semplicità e di spontaneità, quale monito per una società odierna purtroppo proiettata verso la cieca ricerca dell’iperbole in ogni aspetto del suo quotidiano e che, così, del quotidiano e della sua bellezza perde ogni giorno una gran parte della vera essenza del vivere umano. Sotto il profilo musicale “Our life will be Made of simple things” è un lavoro uniforme e compatto con una precisa identità e precipua forza data dalle aperture vocali di Alessandro, libere su spazi e paesaggi da “grandi laghi” o tra le strade di rallentate distese metropolitane (su tutte “Bowling Green”) e da un’elettrificazione sempre misurata, mai invadente, che si tramuta, a tratti, in frammenti di elettronica (si pensi a in “Oh My Love”) rendendo il disco dal volto fortemente contemporaneo.

Marco Sica 

 

Sul palco del San Carlo studenti delle scuole dell’infanzia elementari e medie

“Il Flauto Magico"  ha debuttato al Teatro San Carlo di Napoli e ha dato il via alla tournée di  una versione speciale, coloratissima e esplosiva dell’opera di Wolfgang Amadeus Mozart.  Lo spettacolo, messo in scena secondo l’innovativo metodo didattico di Scuola InCanto, ha come protagonisti decina di migliaia di studenti delle scuole dell’infanzia elementari e medie di varie città italiane. Scuola InCanto è un progetto didattico di avvicinamento alla lirica pensato e realizzato dall’Associazione Musicale Europa InCanto per gli allievi e gli insegnanti della scuola dell’obbligo con lo scopo di diffondere la conoscenza e l’amore per la musica, l’opera e il teatro in generale.
Il progetto è stato riconosciuto dal MIUR come progetto di eccellenza nell’ambito de “Il Teatro in Classe”, per “la sua valenza didattica e formativa nel divulgare la conoscenza del teatro e della musica a scuola e nel portare direttamente gli alunni all’interno di prestigiosi teatri di tradizione per far vivere loro l’emozione del teatro da protagonisti”. Nel 2017, il progetto Scuola InCanto è risultato selezionato come Buona pratica culturale di eccellenza dalla Regione Lazio e incluso nel Catalogo delle Buone Pratiche, attualmente in corso di realizzazione. Direttore Artistico e Direttore d’Orchestra: Germano Neri. Riduzione e Adattamento: Nunzia Nigro.
Regia: Lisa Capaccioli.
Scenografia: Giulia Breno. MimmoSica

 

Successo al San Ferdinando per Circus Don Chisciotte

Testo originale, suggestivo, kafkiano e con  momenti di forte comicità. Regia magistrale. Interpretazione eccellente dei sei artisti in scena con una citazione particolare per Giovanni Esposito.  Questa è il nostro giudizio su “Circus Don Chisciotte”, scritto, diretto e interpretato da  Ruggero Cappuccio,  che ha debuttato in prima nazionale al teatro San Ferdinando. Con lui, nel ruolo di Michele Cervante, e Giovanni Esposito, in quello dell’infermiere Salvo “Panza”, Giulio Cancelli, Ciro Damiano, Gea Martire, Marina Sorrenti. Le scene sono di Nicola Rubertelli, i costumi di Carlo Poggioli, le musiche di Marco Betta, disegno luci e aiuto regia Nadia Baldi. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale. Lo spettacolo è in replica fino al 30 marzo. Mimmo Sica

 

 

 

Morto Tomas Milian, aveva 84 anni

Addio al 'cubano romano'. Tomas Milian, nome d'arte di Tomás Quintín Rodríguez Milián, è morto ieri a Miami, ma la notizia si è diffusa solo oggi. L'attore era nato a Cuba, a L'Avana, il 3 marzo 1933 e aveva da poco compiuto 84 anni. Viveva da molti anni negli Usa ma il suo lavoro era conosciuto sopratutto in Italia. Nonostante avesse lavorato in film drammatici con grandi autori come Lattuada, Visconti, Maselli e Bertolucci, era conosciuto soprattutto per la sua partecipazione in western e film polizieschi, tra gli anni '70 e '80. La sua fama era legata soprattuto a due personaggi interpretati in più pellicole: Nico Giraldi, un maresciallo (dal 1981 ispettore) di polizia, romano dai modi poco garbati, ma efficaci, che conosce bene gli ambienti malavitosi avendone fatto parte in gioventù col soprannome de 'er Pirata'. E Sergio Marazzi, alias er Monnezza, un ladruncolo romano.

Addio a Mago Zurlì

È morto oggi a Milano, all'età di 89 anni, Felice Tortorella, meglio noto come Cino, conduttore televisivo e autore televisivo italiano, che ha legato il suo nome in maniera indissolubile allo Zecchino d'Oro, la manifestazioen canora per bambini, che ha ideato e condotto dal 1959 al 2008, per quasi cinquant'anni, interpretando per lungo tempo il personaggio di Mago Zurlì.

Boom per Pino Daniele al botteghino: 55mila spettatori in 3 giorni

NAPOLI. Straordinario risultato al botteghino per ''Pino Daniele. Il Tempo resterà'', il documentario di Giorgio Verdelli, prodotto da Sudovest Produzionie Rai Cinema e distribuito da Nexo Digital. Il docu-film proposto per 3 giorni, dal 20 al 22 marzo, in oltre 270 sale italiane ha raccolto oltre 600 mila euro e 55 mila spettatori posizionandosi sempre secondo al box office subito dopo La Bella e la Bestia della Disney, prima di John Wick 2 e The Ring 3. Verdelli, grazie alla sua profonda conoscenza di Pino Daniele, ha realizzato un ritratto inedito del musicista, raccontandone il rapporto intimo e profondo con la città di Napoli e la capacità di essere un artista apprezzato a livello internazionale.

L'utopia di Giuseppe Z. in una società dispotica

<<Basta bruciare il frumento. Bisogna bruciare il danaro. Viva l’Italia>>: è  il monito che Giuseppe Z. lascia alla storia prima di essere giustiziato sulla sedia elettrica per avere attentato alla vita del presidente degli Stati Uniti d’America. Così cala il sipario  su “Giuseppe Z.”, testo e regia di Peppino Mazzotta, rappresentato, in prima nazionale, al Ridotto del Mercadante tra gli applausi convinti, prolungati e meritati del pubblico. Maiuscola l’interpretazione del protagonista Mazzotta e altrettanto bravi Marco Di Prima ( il compagno di cella), Salvatore D’Onofrio (il poliziotto) e Giulia Pica ( la compagna di Giuseppe Z.). La drammaturgia si ispira a un fatto realmente accaduto negli anni trenta. Giuseppe Zangara, calabrese di Ferruzzano, classe 1900, Il 15 febbraio del 1933 fu autore di un tentativo di assassinio ai danni di Franklin Delano Roosevelt a Miami, in Florida, durante il quale invece morì il sindaco di Chicago Anton J. Cermak.

Il testo del regista, l’attore braccio destro di Montalbano, dopo il momento dell’abbandono di Giuseppe da parte della sua compagna,  si sviluppa tutto sulla sua reclusione fino al momento  che precede la sua esecuzione capitale.Le scene sono di Grazia Iannino, i costumi di Marianna Carbone, il disegno luci di Cesare Accetta, le musiche di Ciro Riccardi. La produzione  è del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale.

Mimmo Sica

Vinicio Capossela: "uno spettacolo velato nella città del Cristo velato"

Vinicio Capossela: "Uno spettacolo velato nella città del Cristo velato"

Ieri, il teatro Augusteo ha ospitato Vinicio Capossela nella tappa partenopea del tour “Ombra” dedicato alla seconda “parte" del disco “Canzoni della Cupa”. L’indubbio merito del musicista, di origine irpina ma di natali tedeschi, è stato quello di riuscire a rinnovare la propria produzione artistica in una costante crescita fatta di ricerca non solo musicale ma anche testuale e letteraria propria del folklore, della mitologia classica e dei testi sacri. Oggi, arrivato al suo ennesimo crocicchio, Capossela ha scelto di sostituire Ecate con il più "familiare" Pumminale. Lontano oramai per anni, per note e per visioni, dalle sue “giornate senza pretese” e dai sui "veglioni", si è addentrato, come in un'anabasi verso le sue (e nostre) ancestrali paure, tra le ombre e le creature dell’immaginario tradizionale: raffigurazioni popolari che incarnano i più reconditi sogni e incubi che da bambini ci accompagnano sino all'età adulta. E a ben ascoltare, “vedere” (nella mente) e “sentire” (nell'animo), dietro il "velo" ognuno di noi è stato nella sua vita un “mastro Giuseppe” tra le “masciare”, bramoso di mostrare e liberare i propri viscerali desideri. E così, con zanne e pelo e con un diavolo per compare, dalle poltrone di un teatro ci siamo ritrovati in un bosco, miscellanea silvestre di atmosfere da Oberon e Titania e da dantesca selva oscura, con ombre vive e autonome, come quella del ragazzo di Matthew Barrie, a segnare il passo della notte, in una discesa non più da girone antico e dannato "tra gli inferi dei bar" ma da dannati degli inferi di Rubens.

La rappresentazione, è questo il modo più corretto per definirla, è stata suddivisa in cinque quadri: la selva, sottoterra, lo specchio, silhouette e giochi ombra, il peso dell'ombra, ciascuno con una specifica identità e allocazione nello spazio che da esterno si è fatto confessionale con l'io individuale, viaggio di Ulisse verso la sua Itaca interiore.

Non è mancato, tra i quadri, un richiamo al repertorio "classico", che sebbene apparentemente distante dalle cupe tematiche della Cupa, è stato perfettamente integrato e assorbito dall'atmosfera della scena, forte di un patafisico scheletro animato al modo di Svankmajer e vestito anche esso, come la sposa di Ernst, dell'aspetto di strana creatura, la cui luce è funzionale solo a generare ombre.

Capossela non si è risparmiato e non ha "risparmiato" trucchi e travestimenti, diventando corvo, minotauro, omerico monocolo; ha stupito con una scenografia di accecanti ombre; da "coro greco" ha narrato al pubblico le sue maschere; non ha lesinato complimenti alla città di Napoli che, come in "No grazie il caffè mi rende nervoso", a un semaforo, ha in sé tutto il repertorio dell'artista, dalle sirene all'accesso agli inferi. Non si è risparmiato, quando, dopo l'ultimo quadro, ha squarciato il velo e ha concesso ripetuti bis.

Uscendo dal teatro, si ha la sensazione di non essere ancora scesi dal carrozzone delle creature raccontate da Capossela e di continuare, tra le ombre, il cammino nella luce di luna lungo il sentiero della Cupa.

Marco Sica

Presentazione evento "Je sto vicino a te 3" per Pino Daniele

Domani mercoledì 15 marzo alle ore 11,30 nella sala della Giunta di Palazzo San Giacomo il sindaco Luigi de Magistris e l'assessore alla Cultura e agli Spettacoli Nino Daniele presenteranno la terza edizione dell'evento, "Je sto vicino a te 3", omaggio a Pino Daniele voluto dal fratello Nello con il Comune di Napoli. Nel corso della conferenza verranno svelate le ultime sorprese e novità del memorial per il Nero a Metà. Diretta radiofonica su Radio Marte, diretta streaming sul sito de "Il Mattino". Peppe Barra, Dodi Battaglia dei Pooh, Nino Buonocore, Nino D'Angelo, Sal Da Vinci, Fabio De Caro, Maurizio de Giovanni, Tony Esposito, Marina Mulopulos, i 99 Posse e Marco Zurzolo gli artisti attesi sul palco, insieme a sorprese dell'ultimo momento. Sul palco anche una band formata da Flex Aiello, Paolo Badà, Diego Imparato, Tony Panico, Lino Pariota, Claudio Romano e Tony Cercola. Warm up a cura di dj Roberto Funaro. Quest'anno, per evitare coincidenze con la proiezione al San Carlo del docufilm dedicato al cantautore napoletano, l'appuntamento è stato anticipato a sabato 18 marzo alle ore 21, per entrare a mezzanotte nel 19, giorno in cui il Lazzaro Felice avrebbe compiuto 62 anni.

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